ANTEPRIMA TOUR – LE PREVISIONI SULLA SECONDA SETTIMANA

giugno 30, 2016 by Redazione  
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Abbiamo chiesto ad Harry Potter…. ehm ehm… al nostro vicedirettore Matteo Novarini di munirsi della proverbiale sfera di cristallo e leggere oltre le altimetrie, provando ad immaginare gli scenari agonistici delle 21 frazioni dell’imminente Tour de France, che scatterà sabato 2 luglio. Tocca ora alla settimana centrale della Grande Boucle, caratterizzata dai tapponi pirenaici, dal primo assaggio alpino (e che assaggio!) e da nervosa cronometro, tortuosa e vallonata.

8a TAPPA: PAU > BAGNERES-DE-LUCHON 184 km

A quattro anni di distanza, torna sulle strade del Tour la Pau – Luchon, in formato però largamente rimaneggiato: via l’Aubisque come prima salita e l’Aspin come terza, dentro Hourquette d’Ancizan e Val Louron-Azet fra Tourmalet e Peyresourde. Una soluzione nel complesso meno dura, che diminuisce il dislivello, ma che favorisce una corsa d’attacco.

Il gruppo resterà quasi certamente pacifico almeno fino al Val Louron-Azet, e difficilmente si vedranno all’attacco i migliori prima del Peyresourde, a meno che qualcuno dia segni di cedimento sulle salite precedenti. L’accumularsi dei colli, tuttavia, potrebbe far sì che la possibile battaglia sull’ultima salita diventi il primo vero test per i pretendenti alla maglia gialla, dove qualche grosso calibro potrebbe cominciare ad essere depennato dalla lista dei favoriti. Non crediamo troppo ad un arrivo in solitaria, anche perché la discesa del Peyresourde, non molto tecnica, potrebbe favorire rientri da dietro.

Favoriti: Fuga, Froome, Bardet

9a TAPPA: VIELHA VAL D’ARAN > ANDORRA ARCALIS 184.5 km

Nella seconda domenica di gara, il Tour si concede il primo dei due sconfinamenti in programma in questa edizione, per una frazione interamente al di fuori del territorio francese: la partenza avverrà da Vielha, pochi chilometri oltre il confine spagnolo, in direzione di Andorra, dove si entrerà ad una sessantina di chilometri dal traguardo.

Bonaigua e Cantò animeranno i primi due terzi di tappa, dove si assisterà verosimilmente alla nascita di una fuga piuttosto numerosa e ad un tranquillo inseguimento da parte del gruppo. L’andatura si farà più allegra con la prima salita andorrana, l’Alto de la Comella, ma non prima del breve ma aspro Beixalis potrà iniziare la battaglia. Se i divari tra i migliori in classifica saranno – come appare probabile – ancora limitati, è facile che la battaglia venga comunque posticipata alla salita finale verso Arcalis, La fatica accumulata sui quattro colli precedenti e gli strascichi delle prime due frazioni pirenaiche dovrebbero comunque bastare a selezionare i favoriti, che vivranno il primo giorno di riposo con un quadro molto più chiaro delle proprie prospettive di classifica.

Favoriti: Quintana, Froome, Contador

10a TAPPA: ESCALADES-ENGORDAY > REVEL 197 km

Raramente una tappa riesce a qualificarsi come pianeggiante e ad includere al contempo nel percorso il Souvenir Henri Desgrange, equivalente francese della Cima Coppi. Eppure così sarà per la decima frazione del Tour, che ripartirà da Andorra (Escalades-Engordany) e salirà agli oltre 2400 metri del Port d’Envalira per poi offrire, dopo la lunghissima discesa, quasi esclusivamente pianura.

Nel “quasi” sta però tutto il sale della tappa: a 6 km circa dal traguardo, infatti, Thierry Gouvenou ha infilato il trabocchetto della Côte de Saint-Ferréol, la cui discesa terminerà soltanto ai -3. Nel 2010, in occasione dell’ultimo arrivo del Tour a Revel, la stessa asperità lanciò il bellissimo assolo di Vinokourov; più che possibile, dunque, che la volata venga scongiurata, e che corridori come Gilbert e Cancellara non manchino di tentare la stoccata.

Favoriti: Fuga, Sagan, Gilbert

11a TAPPA: CARCASSONNE > MONTPELLIER 162.5 km

L’undicesima tappa sarà quasi certamente l’occasione per i velocisti di tornare alla ribalta. Ad eccezione di un paio di salitelle di quarta categoria nei primi 60 km, nulla spezzerà la monotonia della pianura, lungo la quale la sola incognita potrebbe essere – ancora una volta – quella del vento. Non si transiterà comunque lunga la costa mediterranea, e dunque qualsiasi scommessa su un epilogo diverso dalla volata di gruppo parrebbe un azzardo eccessivo.

Favoriti: Kittel, Greipel, Cavendish

12a TAPPA: MONTPELLIER > MONT VENTOUX 184 km

Nel giorno della festa nazionale francese, il Tour tornerà a salire, andando ad affrontare l’ascesa forse più impegnativa dell’intera Grande Boucle. Il Gigante della Provenza non sarà anticipato da altre asperità significative, e dunque la lotta tra gli uomini di classifica non potrà che avvenire negli ultimi 16 km, quando le prime, tenere rampe lasceranno il posto a strappi prossimi al 10%.

Tre anni or sono, Froome mise di fatto il sigillo al suo primo Tour in una tappa sostanzialmente analoga (benché più lunga), più per il terribile colpo psicologico rifilato ai rivali che per il guadagno cronometrico. E in effetti la frazione sembra cucita dal sarto sulle caratteristiche del 31enne nativo di Nairobi: una salita secca, lunga e difficile, dove il forcing del trenino Sky e la capacità del britannico di produrre 15-20 minuti di scalata a ritmi insostenibili per la concorrenza potrebbero produrre una replica del massacro del 2013.

Nel caso, gli avversari dovranno comunque evitare di commettere l’errore commesso lo scorso anno, non considerando la tendenza del keniano a diventare sempre meno ingiocabile con il passare dei giorni.

Favoriti: Froome, Quintana, Contador

13a TAPPA: BOURG-SAINT-ANDEOL > LA CAVERNE DU PONT-D’ARC (cronometro individuale) 37.5 km

Appena prima del terzo week-end di corsa, arriva la prima delle due cronometro individuali. Il chilometraggio non eccessivo e le due salite in programma – una in partenza e una all’arrivo – dovrebbero impedire agli specialisti di guadagnare moltissimo terreno. Più dell’attitudine all’esercizio, potrebbe contare quanto ciascun corridore avrà smaltito le fatiche del Ventoux. Fra il migliore e il peggiore degli uomini di classifica si può ipotizzare un distacco nell’ordine dei due minuti.

Per i papabili vincitori, non si uscirà probabilmente dalla solita cerchia di nomi, a cominciare da Tony Martin, Dumoulin e Cancellara, in quella che sarà per molti una sorta di prova generale per la crono olimpica.

Favoriti: T. Dumoulin, T. Martin, Cancellara

Matteo Novarini

29-06-2016

giugno 30, 2016 by Redazione  
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INTERNATIONALE WIELERTROFEE JONG MAAR MOEDIG I.W.T.

Il belga Jérôme Baugnies (Wanty – Groupe Gobert) si è imposto nella corsa belga, circuito di Oetingen, percorrendo 185 Km in 4h23h10”, alla media di 42.179 Km/h. Ha preceduto di 3″ il connazionale Claeys e di 5″ il connazionale Habeaux.

TOUR DE HONGRIE

L’estone Mihkel Räim (Cycling Academy Team) si è imposto nella prima tappa, Fertőd – Keszthely, percorrendo 133 Km in 2h51h01′, alla media di 46.662 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’ucraino Polivoda e di 3″ il norvegese Gjolberg. Miglior italiano Devid Tintori (Team Differdange – Losch), 18° a 3′30. Räim è il nuovo leader della classifica con 11″ su Gjolberg e 14″ su Polivoda. Miglior italiano Tintori, 19° a 3′48″

COURSE CYCLISTE DE SOLIDARNOSC ET DES CHAMPIONS OLYMPIQUES (Polonia)

Il polacco Paweł Franczak (VERVA ActiveJet Pro Cycling Team) si è imposto nella prima tappa, Radom – Lódz, percorrendo 178.2 Km in 4h14h13′, alla media di 42.059 Km/h. Ha preceduto allo sprint il belga Wouters e l’ucraino Kulyk. Franczak è il primo leader della classifica con 4″ su Wouters e 6″ su Kulyk

TOUR DE FRANCE 2016

giugno 29, 2016 by Redazione  
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TOUR DE FRANCE 2016

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RADUNO DI PARTENZA

Alentour du Tour

1a TAPPA: MONT-SAINT-MICHEL – UTAH BEACH (SAINTE-MARIE-DU-MONT)

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2a TAPPA: SAINT-LÔ – CHERBOURG-EN-COTENTIN

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3a TAPPA: GRANVILLE – ANGERS

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4a TAPPA: SAUMUR – LIMOGES

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5a TAPPA: LIMOGES – LE LIORAN

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6a TAPPA: ARPAJON-SUR-CÈRE – MONTAUBAN

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7a TAPPA: L’ISLE-JOURDAIN – LAC DE PAYOLLE

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8a TAPPA: PAU – BAGNÈRES-DE-LUCHON

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9a TAPPA: VIELHA (VAL D’ARAN) – ANDORRA ARCALIS

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10a TAPPA: ESCALDES-ENGORDANY – REVEL

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11a TAPPA: CARCASSONNE – MONTPELLIER

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12a TAPPA: MONTPELLIER – MONT VENTOUX

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13a TAPPA: BOURG-SAINT-ANDÉOL – LA CAVERNE DU PONT-D’ARC (cronometro)

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14a TAPPA: MONTÉLIMAR – VILLARS-LES-DOMBES (PARC DES OISEAUX)

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15a TAPPA: BOURG-EN-BRESSE – CULOZ

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16a TAPPA: MOIRANS-EN-MONTAGNE – BERNA

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17a TAPPA: BERNA – FINHAUT / EMOSSON

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18a TAPPA: SALLANCHES – MEGÈVE (cronometro)

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19a TAPPA: ALBERTVILLE – SAINT-GERVAIS MONT BLANC

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20a TAPPA: MEGÈVE – MORZINE

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21a TAPPA: CHANTILLY – PARIGI

Cronaca
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ANTEPRIMA TOUR – LE PREVISIONI SULLA PRIMA SETTIMANA

giugno 29, 2016 by Redazione  
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Abbiamo chiesto ad Harry Potter…. ehm ehm… al nostro vicedirettore Matteo Novarini di munirsi della proverbiale sfera di cristallo e leggere oltre le altimetrie, provando ad immaginare gli scenari agonistici delle 21 frazioni dell’imminente Tour de France, che scatterà sabato 2 luglio Cominciamo, ovviamente, con i primi sette giorni di corsa che traghetteranno la carovana dall’incantevole baia di Mont Saint-Michel ai piedi della catena pirenaica, passando per le colline normanne prima e per le montagne del Massiccio Centrale poi.

1a TAPPA: MONT SAINT-MICHEL > UTAH BEACH (SAINTE-MARIE-DU-MONT) 188 km

Difficile immaginare qualcosa di diverso da uno sprint a ranghi compatti per la prima tappa del Tour. Le squadre dei velocisti avranno il duplice obiettivo del successo parziale e della maglia gialla. Alla luce dell’arrivo in salita – ancorché breve e non proibitivo – del giorno successivo, quella di Utah Beach potrebbe peraltro essere l’ultima occasione per gli sprinter di vestire le insegne del primato, ad eccezione forse dei più resistenti alle pendenze (Sagan, Degenkolb, Kristoff).

La principale incognita potrebbe essere rappresentata dal vento, su un tracciato che si snoda in buona parte lungo la costa atlantica; i molti cambi di direzione che caratterizzeranno gli ultimi 80 km, però, potrebbero impedire a chi fosse interessato a provocare un ventaglio di trovare un tratto di strada favorevole sufficientemente lungo.

Quasi impossibile pensare che la fuga della prima ora possa resistere.

Favoriti: Kittel, Greipel, Cavendish

2a TAPPA: SAINT-LO > CHERBOURG-EN-COTENTIN 183 km

Sarà la Côte de la Glacerie, 1900 metri di salita ad una media del 6.5% e con punte del 14% (prendendo per buono il grafico offerto dall’organizzazione, a volte un po’ troppo generosa con le pendenze), la prima asperità degna di nota della Grande Boucle 2016. Qui, con ogni probabilità, inizierà la bagarre per il successo di tappa, a fuga già riassorbita. Lo scollinamento sarà a un chilometro e mezzo appena dal traguardo, e difficilmente si avrà il tempo di organizzare un inseguimento. Chi ambirà alla tappa o alla maglia gialla dovrà dunque farsi trovare già al comando dopo la Glacerie.

Il nome del vincitore non sarà comunque chiaro fino in fondo, poiché gli ultimi 700 metri torneranno a salire e potranno selezionare ulteriormente il drappello emerso sull’ascesa precedente. Quasi sicuramente i velocisti puri saranno attardati, e il primato cambierà dunque padrone.

Favoriti: Sagan, Gilbert, Van Avermaet

3a TAPPA: GRANVILLE > ANGERS 223.5 km

Inizierà con la frazione tra Granville e Angers il trittico delle tre frazioni più lunghe della 103a Grande Boucle.

Ad eccezione di qualche saliscendi iniziale, buono per favorire lo sganciamento della fuga della prima ora, il percorso non offrirà spunti per scongiurare un’altra volata di gruppo. Le squadre degli sprinter saranno con ogni probabilità ancora abbastanza in forze da coronare la caccia ai coraggiosi del mattino e da garantire alle loro punte un’altra possibilità di giocarsi il successo. Qualche velocista potrebbe anche essere ancora abbastanza vicino al vertice della generale da giocarsi la maglia gialla con gli abbuoni, fra la terza e la quarta tappa, fornendo così un ulteriore incentivo all’inseguimento.

Benché insufficiente a tagliar fuori le ruote veloci, va tuttavia segnalata la leggera pendenza (2-3%) dell’ultimo chilometro, che potrebbe modificare i rapporti di forza in campo rispetto alla prima frazione.

Favoriti: Kittel, Greipel, Kristoff

4a TAPPA: SAUMUR > LIMOGES 237.5 km

Sarà la tappa più lunga del Tour quella tra Samur e Limoges, ma ben difficilmente questo basterà a prevenire un’altra giornata secondo il copione più classico: sganciamento della fuga dopo una manciata di chilometri, controllo ed inseguimento da parte del gruppo, ricongiungimento nel finale, volata di gruppo, eventualmente preceduta da qualche tentativo di colpo di mano. Il percorso, ad onor del vero, sarà un po’ più nervoso nella parte finale rispetto al giorno precedente, ma se nemmeno per gli standard molto lassi di ASO sono stati ravvisati gli estremi per premiare una delle tante collinette con un GPM, è difficile immaginare che i saliscendi siano tali da prevenire lo sprint.

Anche in questo caso, come ad Angers, le ultime centinaia di metri saranno all’insù, e dunque la volata potrebbe assumere una fisionomia meno canonica.

Favoriti: Kittel, Greipel, Kristoff

5a TAPPA: LIMOGES > LE LIORAN 216 km

Per gli appassionati francesi di lunga data, il momento più emozionante della 5a tappa arriverà dopo una quindicina di chilometri, quando la carovana transiterà da Saint-Léonard-de-Noblat, paese natale di Raymond Poulidor. Per tutti gli altri, il meglio inizierà a 35 km circa dal traguardo, quando sotto le ruote dei corridori si presenteranno le prime vere salite del Tour.

Il primo impatto con qualcosa di simile ad una grande montagna avverrà sul Pas de Peyrol, dove, negli ultimi 3 km, le pendenze non scenderanno mai sotto la doppia cifra. Potrebbe essere questo il momento dei primi attacchi e delle prime manovre di squadra, anche perché fino al traguardo i chilometri di pianura si conteranno sulle dita di una mano.

L’altrettanto scorbutico Perthus, posto a meno di 15 km dal traguardo, potrebbe rappresentare un trampolino migliore, nonché probabilmente l’ultima occasione di rendere la corsa davvero dura. Se nulla sarà accaduto qui, difficilmente lo scenario potrà mutare sul Col de Font de Cère o sul breve strappo finale, dove si assisterà alla volata di un gruppetto.

Probabile che a muoversi siano più le seconde schiere che i leader, probabilmente già con la testa ai Pirenei. Per il successo di tappa, in ogni caso, i favori del pronostico vanno alla fuga, tradizionalmente premiata dalle strade accidentate del Massiccio Centrale. Tanto più che la maglia gialla, dopo quattro giornate quasi esclusivamente all’insegna della pianura, sarà probabilmente sulle spalle di un corridore destinato a perderla in ogni caso in questa occasione, e dunque senza interesse a tenere la corsa cucita.

Favoriti: Fuga, Valverde, Gallopin

6a TAPPA: ARPAJON-SUR-CÈRE > MONTAUBAN 190.5 km

Stretta tra la tappa del Massiccio Centrale e il trittico pirenaico, quella di Montauban minaccia di essere la frazione più noiosa del Tour. La pianura continuerà infatti a farla da padrona, i velocisti difficilmente si lasceranno sfuggire l’ultima occasione prima delle montagne, e la classifica, allungata dallo scrollone del giorno precedente, non sarà probabilmente più abbastanza compatta da ipotizzare cambi di maglia dovuti agli abbuoni.

Probabile dunque una nuova volata di gruppo, stavolta senza neppure l’insidia di una lieve pendenza nelle battute finali.

Favoriti: Kittel, Greipel, Cavendish

7a TAPPA: L’ISLE-JOURDAIN > LAC DE PAYOLLE 162.5 km

Era dal 2009 che il Tour de France non approcciava così presto il primo grande massiccio montuoso, Alpi o Pirenei che fossero. Come sette anni fa, il primo impatto non sarà particolarmente traumatico: una sola salita (Arcalis nel 2009, l’Aspin quest’anno), tutt’altro che proibitiva. Un approccio relativamente morbido che rischia di penalizzare soprattutto Chris Froome, che sulle mazzate rifilate agli avversari nella prima tappa di alta montagna ha costruito buona parte dei suoi successi nel 2013 (Ax-3-Domaines) e 2015 (Pierre-Saint-Martin). È improbabile, infatti, che la sola scalata dell’Aspin sia sufficiente a produrre distacchi significativi tra i migliori, e la successiva discesa, terreno sul quale il keniano bianco si difende ma non eccelle, potrebbe addirittura suggerire al Team Sky di rimandare l’attacco.

Qualche seconda schiera potrebbe attaccare e andarsene nel disinteresse dei favoriti; è probabile che i migliori arrivino insieme, eventualmente con qualche minima differenza prodotta dalla picchiata finale.

Se davvero la prima giornata pirenaica come un mero antipasto delle frazioni a seguire (e speriamo ovviamente di prendere una colossale cantonata), il successo parziale potrebbe essere appannaggio di una fuga.

Favoriti: Fuga, Valverde, Froome

Matteo Novarini

28-06-2016

giugno 29, 2016 by Redazione  
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TOUR DE HONGRIE

L’ungherese Sándor Szalontay (Dr. Bártofi-Agria KTK) si è imposto nel prologo, circuito di Szombathely, percorrendo 1 Km in 1h05′, alla media di 55.385 Km/h. Ha preceduto di 43 centesimi l’estone Räim e di 65 centesimi lo sloveno Otoničar. Miglior italianoi Mattia De Mori (Delio Gallina Colosio Eurofeed), 4° a 71 centesimi. Szalontay è il primo leader della classifica con lo stesso tempo di Räim e Otoničar. De Mori 4° a 1″

NON SOLO NIZZOLO…..

giugno 27, 2016 by Redazione  
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Come ormai tradizione, mentre fervono le operazioni di preparazione al Tour de France e mentre le squadre, un po’ alla volta, svelano i nomi di coloro che prenderanno tra pochi giorni la via di Mont Saint-Michel, si sono svolti in tutto il mondo i campionati nazionali di ciclismo. Per tutti gli appassionati ecco una panoramica dei risultati delle più importanti competizioni.

AUSTRALIA: Jack Bobridge ha vinto il campionato australiano con una fuga partita nelle prime battute. Il forte atleta della Trek ha però salutato l’ultimo dei compagni di avventura a circa metà gara, completando in solitaria un’impresa memorabile. Tardiva la reazione del gruppo, in seno al quale Rohan Dennis bramava bissare il successo ottenuto nella prova contro il tempo.

POLONIA: Rafal Majka, con uno scatto sulla salita finale, riesce a sfuggire al gruppo e poi a battere in volata Marek Rutkiewicz (Wibatech Fuji), mentre l’altro favorito Kwiatkowski non ha la brillantezza necessaria per portarsi nella scia di Majka nel finale.

OLANDA: Nella prova in linea l’ha spuntata allo sprint Dylan Groenewegen, mentre nella prova a cronometro ha vinto senza problemi il superfavorito Tom Dumoulin

LUSSEMBURGO: Bob Jungels conferma l’ottimo stato di forma mostrato all’ultimo Giro d’Italia, conquistando sia la prova in linea che quella cronometro. Nella gara in linea, da segnalare il terzo posto di Frank Schleck

IRLANDA: Doppietta anche per Nicholas Roche che, dopo aver vinto la prova contro il tempo, si è imposto anche il quella in linea, andando in fuga e poi staccando gli avversari a 10 Km dalla conclusione

NORVEGIA: Anche in questo caso Edvald Boasson Hagen ha monopolizzato entrambe le prove, vincendo quella in linea con un’azione solitaria che gli ha permesso di evitare il temuto Kristoff in un’ipotetica volata.

SPAGNA: a cronometro Ion Izagirre ha confermato le doti contro il tempo messe in evidenza nell’ultimo Giro di Svizzera, vincendo la prova davanti a Castroviejo e ad Alejandro Valverde, il quale ha perduto la maglia di campione nazionale in linea, finita sulle spalle di José Joaquín Rojas. In questo caso, Valverde si è piazzato quarto, ma la sua squadra, la Movistar, ha comunque fatto man bassa di titoli

BELGIO: Philippe Gilbert, che da qualche anno non è più il mattatore assoluto delle classiche, riesce a conquistare un bel successo nella prova nazionale andando in fuga con Wellens e battendolo in volata. Terzo Van Avermaet. A cronometro si è imposto Victor Campenaerts al cardiopalma, precedendo Lampaert di soli 3 secondi, dopo che i due erano transitati con lo stesso tempo all’intermedio.

GERMANIA: Tutto secondo i piani nella prova a cronometro che ha visto Tony Martin travolgere gli avversari, mentre nella prova in linea Andrè Greipel è riuscito a fare il tris, con Kittel che si è dovuto accontentare del terzo posto nonostante il lavoro della squadra ed in particolare proprio di Martin, che aveva tenuto cucita la corsa per portare il capitano allo sprint

AUSTRIA: Doppietta anche per Matthias Brändle che, dopo la cronometro, conquista anche il campionato il linea battendo un drappello di 3 atleti, in compagnia dei quali era riuscito ad avvantaggiarsi nelle fasi conclusive

REPUBBLICA CECA E SLOVACCHIA: La vecchia Cecoslovacchia resta unita nel ciclismo, proponendo un’unica prova con due titoli distinti assegnati al primo ceco ed al primo slovacco. A cronometro, ha trionfato Leopold König tra i cechi e Marek Canecky (complice l’assenza di Sagan) tra gli slovacchi. Nella prova in linea, invece, Roman Kreuziger trionfa tra i cechi, mentre tra gli slovacchi Juraj Sagan precede il più noto fratello Peter: tre vittorie su quattro per il team di Oleg Tinkoff

FRANCIA: Arthur Vichot ha conquistato la prova in linea, battendo Gallopin su un tracciato molto impegnativo, mentre “contre la montre” Thibaut Pinot ha confermato i progressi fatti in questa specialità, che sinora si erano visti a fasi alterne.

GRAN BRETAGNA: Adam Blythe conquista la prova in linea, battendo un “certo” Mark Cavendish, per nulla in vena di generosità. Nella prova a cronometro trionfa, invece, Alex Dowsett per la quinta volta in sei anni.

In conclusione, i campionati nazionali di quest’anno hanno mostrato una carta riscoperta di questa prova da parte di uomini di primo piano nel panorama professionistico. Ne sono testimonianza le vittorie di Jungels, Pinot, Kreuziger, Greipel, Martin, Majka ed altri. Molti corridori hanno centrato la doppietta, dimostrando di essere ad un livello superiore rispetto agli avversari, sia in linea che contro il tempo.
Interessante in chiave Tour de France la prestazione di Valverde che ha ottenuto buoni risultati sia in linea che a cronometro.

Benedetto Ciccarone

Rojas vince la prova di Alicante, forse la più interessante tra le gare riservate ai campionati nazionali per i segnali mandanti in ottica Tour da Alejandro Valverde (foto EFE)

Rojas vince la prova di Alicante, forse la più interessante tra le gare riservate ai campionati nazionali per i segnali mandanti in ottica Tour da Alejandro Valverde (foto EFE)

26-06-2016

giugno 27, 2016 by Redazione  
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CAMPIONATI NAZIONALI ITALIANI – STRADA

Giacomo Nizzolo (Trek – Segafredo) si è imposto nella corsa su strada, circuito di Boario Terme, percorrendo 227.8 Km in 5h37′49″, alla media di 40.460 Km/h. Ha preceduto di 1″ Gianluca Brambilla (Etixx – Quick Step) e di 3″ Filippo Pozzato (Wilier – Southeast)

VUELTA A COLOMBIA

Il colombiano Wilson Alexander Marentes Torres (Ebsa Empresa Energia) si è imposto nella tredicesima ed ultima tappa, Sopó – Tunja, percorrendo 170 Km in 4h36′40″, alla media di 36.867 Km/h. Ha preceduto di 4″ il connazionale Ramírez Chacón e di 22″ il connazionale Montiel Cuéllar. Il colombiano Mauricio Alberto Ortega Ramírez (Supergiros Gane Redetrans) si impone in classifica con 2″ sullo spagnolo Sevilla Ribera e 1′05″ sul connazionale Cano Ardila

CAMPIONATI NAZIONALI STRANIERI (link in aggiornamento)

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25-06-2016

giugno 27, 2016 by Redazione  
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VUELTA A COLOMBIA

Il colombiano Juan Pablo Suárez Suárez (EPM-UNE-Área Metropolitana) si è imposto nella dodicesima tappa, Ibagué – Cota percorrendo 211 Km in 5h42′01″, alla media di 37.016 Km/h. Ha preceduto di 1″ i connazionali Suaza Arango e Osorio Carvajal. Il colombiano Mauricio Alberto Ortega Ramírez (Supergiros Gane Redetrans) è ancora leader della classifica con 4″ sullo spagnolo Sevilla Ribera e 1′09″ sul connazionale Cano Ardila

E’ FINALMENTE IL GIORNO DI NIZZOLO

giugno 26, 2016 by Redazione  
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Il velocista brianzolo, dopo l’ennesima serie di piazzamenti senza vittorie al Giro d’Italia, conquista il tricolore a Darfo Boario Terme, battendo allo sprint Gianluca Brambilla. I due si erano sganciati nella discesa del muro di Cornaleto, all’ultimo giro. Terzo posto per un redivivo Pozzato.

Per Giacomo Nizzolo, forse il corridore in attività con il rapporto più sfavorevole tra podi e vittorie, ogni vittoria ha quasi il sapore di una liberazione. Nemmeno il 2016 è stato l’anno buono per sfatare il tabù probabilmente più sentito dal brianzolo, quello della vittoria al Giro d’Italia, ma ha portato in compenso a Nizzolo la più grande soddisfazione della carriera: il titolo italiano su strada, conquistato, al termine di una corsa poco spettacolare, in una volata a due con Gianluca Brambilla.
Se parliamo di “corsa poco spettacolare”, va precisato, non vogliamo togliere alcunché a Nizzolo, né del resto agli altri protagonisti della corsa, che hanno anzi fatto il possibile per animare un percorso troppo insulso per un campionato tricolore. Il muro di Cornaleto, 500 metri con punte del 18%, poteva anche essere un’asperità degna di designare il successore di Nibali, che ha optato in extremis per la rinuncia alla difesa del titolo; troppa, però, la pianura che appesantiva il circuito, percorso peraltro quattro volte soltanto (cinque, in realtà, le scalate al muro, poiché l’immissione nell’anello avveniva a metà giro), dopo una lunghissima fase iniziale in linea, priva di reali difficoltà.
Proprio nel tratto in linea di cui si diceva è nata, ad una decina di chilometri dalla partenza, la fuga che ha caratterizzato larga parte della corsa, con protagonisti Giorgio Cecchinel (Androni-Sidermec), Davide Leone (D’Amico-Bottecchia), Michele Scartezzini (MG.Kvis-Norda) e Alessandro Tonelli (Bardiani). Il margine dei battistrada non è mai decollato, arrivando al più a superare di poco i cinque minuti, ma riducendosi a due minuti circa già al momento dell’ingresso in circuito.
Il secondo passaggio sul muro è risultato fatale a Leone e Cecchinel, che hanno comunque soltanto anticipato di poco il rientro nei ranghi rispetto agli ex compagni d’avventura, raggiunti una tornata più tardi. Quasi in contemporanea si sono registrate le prime scaramucce in gruppo, con la Lampre – attivissima per tutta la giornata, forte di ben undici uomini – ad alzare il ritmo. Bettiol e Di Sante hanno tentato anche l’allungo, favorendo la formazione di un drappello al quale si sono congiunti De Negri, Frapporti, Conti, De Marchi e Viviani. L’avventura è durata poco, e ai piedi del muro, al momento della penultima scalata, il plotone si è presentato nuovamente compatto.
A provare è stato allora Daniele Colli, il cui eventuale successo, a poco più di un anno dallo spaventoso incidente di Castiglione della Pescaia, al Giro 2015, avrebbe rappresentato senza dubbio la più bella storia raccontabile oggi. Conti, Moscon, Boaro e Brambilla non hanno però dato particolari segni di commozione, marcando stretto il 34enne della Nippo-Vini Fantini.
Nemmeno il quintetto così formatosi è però riuscito a dar seguito all’azione, e così il gruppo, al suono della campanella, era di nuovo forte di (quasi) tutti i suoi elementi.
All’ultimo giro, Giacomo Berlato ha provato a giocare d’anticipo, avvantaggiandosi in un tratto pianeggiante, schiantandosi però contro il vento a sfavore che tormentava i corridori nella seconda parte della tornata, quella del ritorno verso Darfo Boario Terme. Tutto – come ampiamente prevedibile alla luce della pochezza del percorso – si è così risolto tra l’ultima salita e la relativa discesa.
A prendere in testa l’ascesa è stato proprio Nizzolo, che già sulle prime rampe dava la sensazione di salire con agio insospettabile per uno sprinter (anche se i più attenti ricorderanno altre brillanti prestazioni del brianzolo su percorsi anche più selettivi: non ultima quella della Tre Valli Varesine dello scorso anno, chiusa al terzo posto). Oscar Gatto è stato il primo a scavalcare Nizzolo e a tentare l’affondo, trovando la pronta replica di Gianni Moscon. In cima, dove un breve tratto pianeggiante offriva a chi era meno appesantito dalla rampa un’occasione d’oro per il contrattacco, a muoversi è stato Gianluca Brambilla, unico a tenere il passo di Gatto e Moscon insieme a Gavazzi e allo stesso Nizzolo.
Lo scatto non ha portato molto lontano l’eroe della tappa di Arezzo dell’ultimo Giro, ma subito dopo i corridori si sono trovati sotto le ruote la discesa: il terreno preferito di Brambilla, che si è fatto bastare le poche e facili curve della picchiata verso il triangolo rosso per guadagnare una manciata di metri.
Moscon, inizialmente alla sua ruota, aveva finito la benzina; Gatto, lanciatosi in un secondo momento all’inseguimento, ha ridotto il divario fino a sembrare sul punto di colmarlo, prima che un’altra curva pennellata da Brambilla ristabilisse le distanze e spegnesse la rimonta.
È stato allora che Nizzolo, forse presentendo di essere sul punto di cogliere l’ennesimo secondo posto, stavolta alle spalle di Brambilla, ha preso in mano le proprie sorti, lanciandosi in prima persona e in solitaria in caccia del leader.
L’azione è stata coronata dal successo a meno di 2 km dal traguardo, e l’immediata collaborazione nata fra i due ha sancito di fatto la fine delle speranze degli inseguitori. Brambilla ha forse peccato di troppa generosità, accettando un cambio di troppo e ritrovandosi a dover approcciare la volata dalla prima posizione, con il vento in faccia. Una situazione sfavorevole che comunque, alla luce della facilità con la quale Nizzolo ha regolato il rivale, non ha fatto che rendere più facile una vittoria che non sarebbe comunque sfuggita al corridore senz’altro più forte di giornata.
Nella volata dei battuti, è tornato a mettersi in mostra in una corsa di livello Pippo Pozzato, andato a guadagnare il gradino più basso del podio.

Matteo Novarini

Giacomo Nizzolo festeggia il tricolore (foto Bettini)

Giacomo Nizzolo festeggia il tricolore (foto Bettini)

24-06-2016

giugno 24, 2016 by Redazione  
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VUELTA A COLOMBIA

Il colombiano Julio Alexis Camacho Bernal (GW – Shimano) si è imposto nell’undicesima tappa, Salento – Ibagué, percorrendo 138.9 Km in 4h26′10″, alla media di 31.311 Km/h. Ha preceduto allo sprint i connazionali Duarte Arévalo e Laverde Jiménez. Il colombiano Mauricio Alberto Ortega Ramírez (Supergiros Gane Redetrans) è ancora leader della classifica con 4″ sullo spagnolo Sevilla Ribera e 1′09″ sul connazionale Cano Ardila

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