SAM WELSFORD, VOLATA VINCENTE A NAIRNE. JAY VINE CONSERVA LA MAGLIA OCRA

gennaio 23, 2026 by Redazione  
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Velocisti protagonisti nella terza tappa da Henley Beach a Nairne con Sam Welsford (Team INEOS Grenadiers) che vince davanti a Tobias Lund Andresen (Team Decathlon CMA CGM) e Lewis Bower (Team Groupama FDJ United). Jay Vine (UAE Team Emirates XRG) resta saldamente in maglia ocra

Dopo lo show della seconda tappa che ha visto l’UAE Team Emirates XRG ormai ipotecare la vittoria finale del Tour Down Under 2026 con Jay Vine e con Jhonatan Narvaez in seconda battuta, oggi tornano di scena i velocisti con la terza tappa da Henley Beach a Nairne di 140.8 km priva di significative difficoltà altimetriche se si eccettuano due semplici gpm (Wickham Hill e di Mount Barker). Vine parte in maglia ocra e a questo punto sarà molto difficile che qualcuno possa toglierla dalle spalle dell’australiano a meno che nel ‘tappone’ di Willunga Hill succeda qualcosa di sorprendente. Dopo la caduta occorsa nella seconda tappa, Jonas Rutsch e Lennert van Eetvelt (Team Lotto Intermarchè) non prendevano il via. Dopo la partenza da Henley Beach attaccava immediatamente un terzetto formato da Enzo Paleni (Team Groupama FDJ United), Baptiste Veistroffer (Team Lotto Intermarchè) e Martin Urianstad Bugge (Team Uno X Mobility). Proprio quest’ultimo transitava in prima posizione sul primo gpm di Wickam Hill posto al km 32.2, rafforzando così il suo primato nella speciale classifica. Dopo un vantaggio massimo che sfiorava i 3 minuti, la fuga perdeva a poco a poco terreno nei confronti del gruppo maglia ocra. Veistroffer vinceva il traguardo volante di Meadows posto al km 57.8. Veistroffer si ripeteva nel secondo traguardo volante di Echunga posto al km 100.4 mentre era ancora Urianstad Bugge a scollinare in prima posizione sul successivo gpm di Mount Barker posto al km 116.4. A questo punto il ciclista norvegese si rialzava venendo ripreso dal gruppo maglia ocra mentre Paleni e Veistroffer continuavano la loro azione anche se il loro vantaggio era drasticamente diminuito. Sotto l’impulso di NSN Cycling Team e Visma Lease a Bike i reduci della fuga venivano ripresi a poco meno di un km dalla conclusione. Il Team INEOS Grenadiers lavorava egregiamente per Sam Welsford che scattava al punto giusto nelle ultime decine di metri andando a vincere davanti a Tobias Lund Andresen (Team Decathlon CMA CGM) e Lewis Bower (Team Groupama FDJ United). Chiudevano la top five Jack Stewart (Team NSN Cycling) in quarta posizione ed Aaron Gate (Team XDS Astana) in quinta posizione. Per Welsford è la seconda vittoria stagionale dopo aver vinto un Criterium in Australia lo scorso 4 Gennaio. In classifica generale resta tutto invariato con Vine in maglia ocra davanti a Narvaez e Mauro Schmid (Team Jayco AlUla). Domani è in programma la quarta tappa, quella più attesa del Tour Down Under con la tripla scalata di Willunga Hill dove lo spettacolo è garantito. Certo però pensare che Vine e Narvaez possano cedere di schianto avendo in classifica generale un vantaggio così elevato è davvero arduo.

Antonio Scarfone

Sam Welsford vince a Nairne (foto: Getty Images)

Sam Welsford vince a Nairne (foto: Getty Images)

23-01-2026

gennaio 23, 2026 by Redazione  
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SANTOS TOUR DOWN UNDER (Australia)

L’australiano Sam Welsford (INEOS Grenadiers) si è imposto nella terza tappa, Henley Beach – Nairne, percorrendo 140.8 Km in 3h26′43″, alla media di 40.868 Km/h. Ha preceduto allo sprint il danese Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM Team) e il neozelandese Lewis Bower (Groupama – FDJ United). Miglior italiano Jacopo Mosca (Lidl – Trek), 18°. L’australiano Jay Vine (UAE Team Emirates – XRG) è ancora leader della classifica con 6″ sull’ecuadoriano Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates – XRG) e 1′05″ sull’elvetico Mauro Schmid (Team Jayco AlUla). Miglior italiano Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), 8° a 1′22″.

CLASSICA CAMP DE MORVEDRE

TOUR OF SHARJAH (Emirati Arabi Uniti)

PUNE GRAND TOUR (India)

IN AGGIORNAMENTO

L’UAE GIÀ IN POLE POSITION CON VINE E NARVÁEZ, L’AUSTRALIANO TRIONFA A URAIDLA DAVANTI ALL’ECUADORIANO

gennaio 22, 2026 by Redazione  
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L’UAE Team Emirates mette le cose in chiaro al TDU 2026 con il doppio attacco di Vine e Narvaez sul secondo gpm di Corkscrew. La coppia fa il vuoto e si gioca la vittoria di tappa con Vine davanti a Narvaez. L’australiano è anche la nuova maglia ocra

Al Tour Down Under arriva una tappa spartiacque dell’edizione 2026. SI parte da Norwood e si arriva a Uraidla dopo 148 km. I tre gpm presenti sul percorso potrebbero influire decisamente sulla classifica generale, per ora comandata dai velocisti dopo il velocissimo cronoprologo di Adelaide e la conclusione in bvolata della prima tappa in linea. Vedremo quanti di loro saranno capaci di resistere agli attacchi degli uomini di classifica specialmente sul secondo gpm di Corkscrew che presenta pendenze con punte al 12%. In particolare l’attuale maglia ocra Tobias Lund Andresen (Team Decathlon CMA CGM) potrebbe perdere il simbolo del primato a scapito di ciclisti più performanti su tracciati come quello di oggi. Dopo la partenza da Norwood si saliva immediatamente con il primo gpm di Ashton dove riusciva ad evadere dal gruppo maglia ocra un drappello di quattro uomini formato da Jensen Plowright (Team Alpecin Premier Tech), Martin Urianstad Bugge (Team Uno X Mobility), Joel Suter (Team Tudor Pro Cycling) e Lucas Stevenson (Nazionale Australiana). Ai quattro battistrada si univano nel giro di qualche centinaio di metri anche Fran Miholjević (Team Bahrain – Victorious), Pepijn Reinderink (Team Soudal Quick Step) e Storm Ingebrigtsen (Team Uno X Mobility). Reinderink transitava in prima posizione sul gpm di Ashton posto al km 10. Plowright si aggiudicava il primo traguardo volante di Lobethal posto al km 49.4. Le squadre più attive all’inseguimneto dei sei battistrada erano il Team Jayco ALUla, l’UAE Team Emirates XRG ed il Team Visma Lease a Bike. Reinderink scollinava in prima posizione sul successivo gpm di Corkscrew posto al km 74.5. Plowright vinceva il successivo traguardo volante di Uraidla posto al km 87.4. A circa 50 km dalla conclusione la fuga aveva 1 minuto e 50 secondi di vantaggio sul gruppo maglia ocra. Anche il Team Redbull BORA Hansgrohe ed il Team Lidl Trek davano man forte in testa al gruppo per ricucire sui sui battistrada che iniziavano a scomporsi in vista della seconda ascesa di Corkscrew. La fuga veniva ripresa completamente ai piedi del gpm di Corkscrew. Altre squadre come EF Education EasyPost e Movistar aumentavano decisamente l’andatura mettendo in crisi i velocisti sulle pendenze più arcigne della salita ed a farne le spese era anche la maglia ocra Lund Andresen. Sotto l’impulso dell’UAE Team Emirates XRG il gruppo si assottigliava ancora di più e Jay Vine (UAE Team Emirates XRG) era il primo a scollinare seguito dal compagno di squadra Jhonatan Narvaez. La coppia di testa aumentava il vantaggio sui diretti inseguitori e si avviava in parata verso i km finali. Vine vinceva davanti a Narvaez mentre il primo drappello degli inseguitori arrivava a 58 secondi di ritardo con Mauro Schmid (Team Jayco AluLa) in terza posizione. Chiudevano la top five Andreas Kron (Uno X Mobility) in quarta posizione e Filippo Zana (Team Soudal Quick Step) in quinta posizione. Per Vine è la prima vittoria stagionale. L0australiano è anche la nuova maglia ocra con 6 secondi di vantaggio su Narvaez e 1 minuto e 5 secondi di vantaggio su Schmid. Domani è in progralmma la terza tappa da Henley Beach a Nairne di 140.8 km. Torneranno di scena i velocisti visto che il tracciato è quasi completamente pianeggiante nonostante i due brevi gpm di Wickham Hill e di Mount Barker. Ormai la vittoria finale sembra una questione tra Vine e Narvaez ma mai dire mai.

Antonio Scarfone

Jay Vine vince ad Uraidla (foto: Getty Images)

Jay Vine vince ad Uraidla (foto: Getty Images)

22-01-2026

gennaio 22, 2026 by Redazione  
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SANTOS TOUR DOWN UNDER (Australia)

L’australiano Jay Vine (UAE Team Emirates – XRG) si è imposto nella seconda tappa, Norwood – Uraidla, percorrendo 148.1 Km in 3h36′42″, alla media di 41.006 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’ecuadoriano Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates – XRG) e di 58″ l’elvetico Mauro Schmid (Team Jayco AlUla). Miglior italiano Filippo Zana (Soudal Quick-Step), 5° a 58″. Vine è il nuovo leader della classifica con 6″ su Narváez e 1′05″ su Schmid. Miglior italiano Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), 8° a 1′22″.

PUNE GRAND TOUR (India)

L’australiano Cameron Scott (Li Ning Star) si è imposto nella terza tappa, Chandan Tekadi – Baramati, percorrendo 134 Km in 3h04′13″, alla media di 43.644 Km/h. Ha preceduto allo sprint il greco Georgios Bouglas (Burgos Burpellet BH) e il belga Timothy Dupont (Tarteletto – Isorex). Nessun italiano in gara. Il neozelandese Luke Mudgway (Li Ning Star) è ancora leader della classifica con 14″ sull’australiano Carter Bettles (Roojai Insurance Winspace) e 17″ sul belga Yorben Lauryssen (Tarteletto – Isorex)

TOUR DOWN UNDER, TOBIAS LUND ANDRESEN VINCE A TANUNDA ED E’ LA NUOVA MAGLIA OCRA

gennaio 21, 2026 by Redazione  
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Tobias Lund Andresen (Team Decathlon CMA CGM) vince una volata piuttosto convulsa in quel di Tanunda battendo Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike) e Sam Welsford (Team INEOS Grenadiers). Il ciclista danese è la nuova magli ocra

La prima tappa in linea del Tour Down Under 2026 parte da Tanunda e termina a Tanunda dopo 120.6 km nei quali spicca la triplice scalata del gpm di Menglers Hill lungo poco più di 2 km con una pendenza del 3.5%. I velocisti non dovrebbero avere particolare difficoltà a domare questo facile gpm che vede le massime pendenze soltanto negli ultimi 500 metri. Saranno interessanti i tre traguardi volanti di Lyndoch, Angaston ed Angaston dove verranno concessi abbuoni temporali di 3, 2 e 1 secondo (oltre a quelli sulla linea del traguardo). La prima fuga del TDU 2026 vedeva protagonisti Guillaume Martin (Team Groupama FDJ United), Martin Urianstad Bugge (Team Uno X Mobility) e Marco Brenner (Team Tudor Pro Cycling). Il terzetto veniva però ripreso dal gruppo. Infatti il primo traguardo volante di Lyndoch posto al km 10.8 era un’occasione troppo ghiotta per i contendenti alla maglia ocra ed a vincerlo era Jhonatan Narvaez (UAE Team Emirates XRG) davanti a Maikel Zijlaard (Team Tudor Pro Cycling) e Juan Sebastian Molano (UAE Team Emirates XRG). Urianstad Bugge a questo punto tentava l’azione personale e dopo qualche km al battistrada si univa la coppia del Team Groupama FDJ United formata da Martin ed Enzo Paleni. Dopo una trentina di km il vantaggio del terzetto di testa era di circa 3 minuti sul gruppo maglia ocra. Urinstad Bugge transitava in prima posizione sul primo gpm di Menglers Hill posto al km 44.3. Le squadre più attive all’inseguimento dei tre battistrada erano il Team INEOS Grenadiers ed il Team Visma Lease a Bike. Martin si aggiudicava il secondo traguardo volante di Angaston posto al km 68.2. Urianstad Bugge scollinava per primo anche sul secondo gpm di Menglers Hill posto al km 75.8. Martin vinceva il terzo traguardo volante di Angaston posto al km 99.7 mente Urianstan Bugge vinceva il terzo gpm di Menglers Hill posto al km 107.3, indossando così virtualmente la maglia gpm. Una volta ripresa la fuga, nel gruppo iniziavano le grandi manovre per la volata finale. Il Team INEOS Grenadiers era molto attivo in testa al gruppo per tirare la volata a Sam Welsford ma ad imporsi era Tobias Lund Andresen (Team Decathlon CMA CGM) davanti a Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike) mentre Welsford doveva accontentarsi della terza posizione. Chiudevano la top five Danny van Poppel (Team Redbull BORA Hansgrohe) in quarta posizione ed Ethan Vernon (Team NSN Cycling Team) in quinta posizione mentre il primo italiano all’arrivo era Alberto Dainese (Team Soudal Quick Step), soltanto ventiquattresimo. Per Lund Andresen è la prima vittoria stagionale ed il ciclista danese è anche la nuova maglia ocra con 1 secondo di vantaggio su Samuel Watson (Team INEOS Grenadiers) e 2 secondi di vantaggio su Vernon. Domani è in programma la seconda tappa da Norwood ad Uraidla di 148.1 km caratterizzati da tre gpm non banali. Se il primo gpm di Ashton posto dopo 10 km dalla partenza può innescare la fuga di giornata, ben più interessante sarà la doppia scalata del gpm di Corkscrew posto al km 74.5 e 135 e che presenta 1 km con pendenze costantemente superiori all’11%. Dal secondo scollinamento mancheranno una dozzina di km all’arrivo ed i velocisti dovranno davvero stringere i denti per guadagnarsi la volata che non sarà assolutamente scontata dal momento che in caso di bagarre finale bisognerà tenere d’occhio i pretendenti alla vittoria finale di TDU 2026.

Antonio Scarfone

Tobias Lund ANdresen vince a Tanunda (foto: Getty Images)

Tobias Lund ANdresen vince a Tanunda (foto: Getty Images)

21-01-2026

gennaio 21, 2026 by Redazione  
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SANTOS TOUR DOWN UNDER (Australia)

Il danese Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM Team) si è imposto nella prima tappa, circuito di Tanunda, percorrendo 120.6 Km in 2h42′41″, alla media di 44.479 Km/h. Ha preceduto allo sprint il britannico Matthew Brennan (Team Visma | Lease a Bike) e l’australiano Sam Welsford (INEOS Grenadiers). Miglior italiano Alberto Dainese (Soudal Quick-Step), 24°. Andresen è il nuovo leader della classifica con 1″ sul britannico Samuel Watson (INEOS Grenadiers) e 2″ sul britannico Ethan Vernon (NSN Cycling Team). Miglior italiano Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), 20° a 9″.

SANTOS TOUR DOWN UNDER – WOMEN’S ONE DAY RACE

La canadese Maggie Coles-Lyster (Human Powered Health) si è imposta nella corsa australiana, circuito di Tanunda, percorrendo 94.2 Km in 2h07′03″, alla media di 44.486 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’elvetica Noemi Rüegg (EF Education-Oatly) e la polacca Marta Lach (Team SD Worx – Protime). Miglior italiana Sofia Bertizzolo (FDJ United – SUEZ), 5°.

PUNE GRAND TOUR (India)

Il neozelandese Luke Mudgway (Li Ning Star) si è imposto anche nella seconda tappa, Pune – Nanden City, percorrendo 105 Km in 2h31′49″, alla media di 41.497 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’australiano Carter Bettles (Roojai Insurance Winspace) e il belga Yorben Lauryssen (Tarteletto – Isorex). Nessun italiano in gara. Mudgway è ancora leader della classifica con 15″ sul belga Yorben Lauryssen (Tarteletto – Isorex) e 17″ su Bettles

TOUR EL SALVADOR (Donne)

La colombiana Paula Patiño (Laboral Kutxa – Fundación Euskadi) si è imposta nella quarta ed ultima tappa, circuito di Santa Ana, percorrendo 96 Km in 2h38′57″, alla media di 36.238 Km/h. Ha preceduto allo sprint la connazionale Jessenia Meneses (nazionale colombiana) e di 5″ la britannica Francesca Hall (Roland Cogeas Cycling Team). Miglior italiana Giorgia Vettorello (Roland Cogeas Cycling Team), 13° a 55″. La Patiño si impone in classifica con 46″ sulla spagnola Ainara Albert (Roland Cogeas Cycling Team) e 49″ sulla spagnola Naia Amondarain (Laboral Kutxa – Fundación Euskadi). Miglior italiana la Vettorello, 4° a 50″

SAMUEL WATSON VINCE IL CRONOPROLOGO DEL TOUR DOWN UNDER

gennaio 20, 2026 by Redazione  
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Samuel Watson (Team INEOS Grenadiers) rispetta i pronostici della vigilia vinvìcendo il breve cronoprologo di Adelaide davanti ad Ethan Vernon (Team NSN Cycling) e di quasi 3 secondi rispetto a Laurence Pithie (Team Redbull BORA Hansgrohe). Il ciclista britannico veste anche la prima maglia ocra

Il Tour Down Under 2026 inizia con il cronoprologo di Adelaide lungo 3.6 km. Dopo un primo km totalmente pianeggiante, nella seconda parte del percorso i ciclisti dovranno affrontare una serie di curve impegnative, alcune delle quali a 90 gradi, ma la sede stradale piuttosto ampia non dovrebbe causare difficoltà di sorta. Oltre ai cronomen la vittoria se la potrebbero contendere anche quei velocisti dotati di resistenza e di fondo. Favorito della vigilia è Samuel Watson, ciclista britannico dell’INEOS Grenadiers già capace di ben figurare lo scorso anno in brevi prove a cronometro, infatti ha vinto il cronoprologo del Giro di Romandia ed è arrivato secondo in quello del Deutschland Tour, entrambi con un chilometraggio che ricalca grosso modo quello di Adelaide. E Watson non delude le aspettative andando ad imporsi con il tempo di 4 minuti e 17 secondi, facendo meglio di circa mezzo secondo rispetto ad Ethan Vernon (Team NSN Cycling) e di quasi 3 secondi rispetto a Laurence Pithie (Team Redbull BORA Hansgrohe). Quarto si piazza Jay Vine (UAE Team Emirates XRG) a 4 secondi di ritardo da Watson mentre chiude la top five Pierre Gautherat (Team Decathlon CMA CGM) a 4 minuti e mezzo da Watson. Il primo ciclista italiano è Andrea Raccagni Noviero (Team Soudal Quick Step) che chiude in sedicesima posizione a 8 secondi di ritardo da Watson. Il britannico ottiene la prima vittoria stagionale ed è anche la prima maglia ocra con 1 secondo di vantaggio su Vernon e 3 secondi su Pithie. Domani è in programma la prima tappa in linea da Tanunda a Tanunda di 120.6 km. Dopo i primi 25 km pianeggianti, dove si affronterà anche il primo traguardo volante di Lyndoch al km 10.5, si entrerà nel circuito cittadino di Tanunda ripetere complessivamente tre volte. Il facile gpm di Mengler Hill, lungo poco più di 2 km e con una pendenza del 3.5%, non preoccuperà più di tanto la numerosa schiera di velocisti presente al Tour Down Under dalla quale, a meno di sorprese, emergerà presumibilmente il vincitore di tappa, con probabili ricadute sulla classifica generale.

Antonio Scarfone

Samuel Watson vince il cronoprologo di Adelaide (foto: Getty Images)

Samuel Watson vince il cronoprologo di Adelaide (foto: Getty Images)

20-01-2026

gennaio 20, 2026 by Redazione  
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SANTOS TOUR DOWN UNDER (Australia)

Il britannico Samuel Watson (INEOS Grenadiers) si è imposto nel prologo, circuito a cronometro di Adelaide, percorrendo 3.6 Km in 4′16″, alla media di 50.448 Km/h. Ha preceduto di 59 centesimi di secondo il connazionale Ethan Vernon (NSN Cycling Team) e di 3″ il neozelandese Laurence Pithie (Red Bull – BORA – hansgrohe). Miglior italiano Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), 16° a 8″. Watson è il primo leader della classifica con 1″ su Vernon e 3″ su Pithie. Miglior italiano Raccagni Noviero, 16° a 8″.

PUNE GRAND TOUR (India)

Il neozelandese Luke Mudgway (Li Ning Star) si è imposto nella prima tappa, Mulshi – Haveli, percorrendo 87.2 Km in 1h52′18″, alla media di 46.589 Km/h. Ha preceduto allo sprint il belga Arne Santy (Tarteletto – Isorex) e il greco Georgios Bouglas (Burgos Burpellet BH). Nessun italiano in gara. Mudgway è il nuovo leader della classifica con 7″ sul cipriota Andreas Miltiadis (Quick Pro Team) e 9″ sul belga Yorben Lauryssen (Tarteletto – Isorex)

TOUR EL SALVADOR (Donne)

La cilena Catalina Anais Soto (Laboral Kutxa – Fundación Euskadi) si è imposta nella terza tappa, Ayutuxtepeque – Entre Rios, percorrendo 89.4 Km in 2h28′13″, alla media di 36.19 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’uzbeka Yanina Kuskova (Laboral Kutxa – Fundación Euskadi) e la cinese Qiuying Zhou (XDS China Women Cycling Team). Miglior italiana Irene Cagnazzo (Vini Fantini – BePink), 6°. La spagnola Ainara Albert (Roland Cogeas Cycling Team) è ancora leader della classifica con 4″ sull’italiana Giorgia Vettorello (Roland Cogeas Cycling Team) e sulla spagnola Naia Amondarain (Laboral Kutxa – Fundación Euskadi)

LA CALZA DELLA BEFANA: GENNAIO 2026

gennaio 19, 2026 by Redazione  
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Si alza il sipario su una nuova stagione di corse, una stagione che riserverà parecchie sorprese tra gare che torneranno in calendario dopo un lungo oblio e altre che saranno organizzate per la prima volta nel 2026. Ci saranno eventi che fruiranno di promozioni e altri che invece subiranno mutazioni, ma l’atto d’apertura rimarrà quello tradizionale e gli appassionati già contano i giorni che mancano al 20 gennaio, quando prenderà il via il Tour Down Under. La stagione è iniziata, buon divertimento

Anche quest’anno la calza che la Befana ha destinato agli appassionati di ciclismo è ricca di ghiottonerie. E ci saranno anche alcune sorpresine, tra corse che torneranno in calendario dopo anni d’assenza (Giro di Sardegna), altre che saranno disputate per la prima volta nella storia (Giro della Magna Grecia e Lione-Torino), altre ancora che cambieranno nome (il Delfinato dovremo abituarci a chiamarlo Tour Auvergne-Rhône-Alpes) o formato (il Giro di Svizzera si ridurrà da 8 a 5 tappe) e altre ancora che saranno “promosse” ed è il caso di una delle gare in programma in questo mese di gennaio, l’AlUla Tour, che nel 2026 beneficerà di uno scatto in carriera approdando alla ProSeries, la categoria che raduna tutte le competizioni che nella gerarchia UCI si trovano un gradino sotto i massimi appuntamenti stagionali, quelli iscritti nel circuito World Tour. Come il solito a inaugurare quest’ultimo sarà il Tour Down Under (20-25 gennaio), nonostante i propositi dell’UCI – manifestati già alla fine del 2024, ma per ora non concretizzatisi – di traslocare a ottobre la corsa australiana, al fine di evitare le alte temperature tipiche dell’estate australe. Come nel 2023 – e in quell’occasione si trattò di una novità assoluta – ad aprire le danze sarà una brevissima cronometro individuale, 3 Km e 600 metri da percorrere sulle pianeggianti strade di Adelaide. Per la prima tappa in linea ci si sposterà a Tanunda, dove lo scorso anno si impose lo sprinter di casa Sam Welsford e anche stavolta l’arrivo sarà in volata perché si girerà sul circuito del 2025 in senso inverso, affrontando la salita di Mengler Hill più vicina al traguardo, ma dal versante meno difficile (2.1 Km al 3.5%). Le frazioni più impegnative saranno la seconda e la quarta, con la prima di queste che si correrà tra Norwood e Uraidla sulla distanza di 148 Km e su di un tracciato collinare che prevede di ripetere per due volte la salita di Corkscrew, 9 Km al 4.9% sui quali si scollinerà a una dozzina di chilometri dal traguardo, ascesa che presenta i tratti più impegnativi nei primi 3.6 Km al 6.7%, caratterizzati anche da un muro di 800 metri all’11.4%. Si farà quindi ritorno ad Adelaide dove dal sobborgo periferico di Henley Beach prenderà le mosse la terza tappa, che si concluderà a Nairne dopo un tracciato che ricorda quello di certe frazioni collinari non troppo accidentate della Tirreno-Adriatico, non così frastagliate da impedire ai velocisti di far sfoggio delle loro abilità. La tappa regina sarà la penultima, con la partenza da Brighton e dopo 176 Km il tradizionale arrivo in salita a Willunga Hill, al termine di un’ascesa di 3.2 Km al 7.5% che dovrà essere ripetuta tre volte. L’atto finale della 26a edizione del Tour Down Under sarà ospitato dalla cittadina di Stirling, attorno alla quale è stato disegnato un circuito vallonato di 22 Km da inanellare 8 volte e che avrà il suo momento clou nella leggera salita (media del 3.7%) che caratterizzerà gli ultimi 2 Km, troppo leggeri perché costituiscano un grosso impiccio per buona parte dei velocisti, considerato che questo circuito è stato spesso proposto in gara e si è sempre arrivati allo sprint. Potrebbero, però, infilarsi nella volata intrusi d’eccezione, come il vincitore del Tour de France 2011 Cadel Evans, terzo a Stirling nel 2014, preceduto dal nostro Diego Ulissi e dal vincitore della Milano-Sanremo 2012 Simon Gerrans.

Le corse ciclistiche sono come le ciliegie, una tira l’altra e due giorni dopo la fine del Tour Down Under scatterà la 6a edizione del citato AlUla Tour (27-31 gennaio), giovane corsa nata nel 2020 come Saudi Tour e ben presto radicatasi nel governatorato saudita di ‘Ula. Come abbiamo già annunciato, quest’anno ci sarà la promozione alla categoria ProSeries ma non sono previsti particolari festeggiamenti per celebrare l’evento, almeno per quanto riguarda il tracciato, che a livello difficoltà non si discosterà da quello dello scorso anno. Sono state solamente “miscelate” le tappe e così presso l’AlUla Camel Cup Track, dove nel 2025 terminò la tappa conclusiva, prenderà il via la prima frazione per farvi ritorno dopo 158 Km interamente tracciati nell’insidioso ambiente del deserto e privi di particolari insidie altimetriche, anche se qualche sprinter potrebbe patire la leggerissima pendenza del rettilineo d’arrivo (ultimi mille metri al 2.5%). I velocisti che avranno fallito su questo traguardo avranno subito la possibilità di rifarsi perché ancor più semplice si presenta la seconda frazione che, dopo 152 Km pressoché pianeggianti, proporrà partenza e arrivo fissate all’esterno dell’AlManshiyah Train Station, antica stazione situata lungo la dismessa ferrovia dell’Hegiaz, che collegava l’Arabia Saudita alla Siria e che oggi è in esercizio solo in territorio giordano. Dal Winter Park di AlUla si ripartirà il giorno successivo per andare ad affrontare l’unico arrivo in salita previsto, fissato ai quasi 1000 metri sul livello del mare della Bir Jaydah Mountain Wirkah, inserito per la prima volta nel percorso lo scorso anno; in quest’occasione si era percorso un versante molto più ripido (2.8 Km al 9.8%) rispetto a quello che si scalerà al termine della terza tappa, 4.9 Km al 5.7% che presenteranno le inclinazioni maggiori in dirittura d’arrivo per via della pendenze media all’8.6% che caratterizzerà gli ultimi 1300 metri. Si tornerà in pianura per la penultima tappa, altra galoppata verso una probabilissima volata che, dopo una seconda partenza dal Winter Park, vedrà gli sprinter darsi battaglia al cospetto delle Shalal Sijlyat Rocks, spettacolari colline rocciose isolate nel mezzo del deserto alle quali si arriverà percorrendo quello che si annuncia come uno dei più lunghi rettilinei d’arrivo di questa stagione, 4 Km e 600 metri senza incontrare nemmeno una curva. A far calare il sipario sulla gara sarà l’immancabile arrivo al belvedere dell’Harrat Uwayrid, dove l’ultimo traguardo sarà collocato 8 Km dopo aver superato la cima di quello che è stato battezzato come “Angliru d’Arabia”, una salita di 3 Km al 12% che con il suo picco massimo al 22% e per la mancanza di altre ascese impegnative e di frazioni a cronometro è sempre stata decisiva per la vittoria finale, nel 2025 conquistata da Thomas Pidcock mentre dodici mesi prima si era imposto Simon Yates, l’ultimo vincitore del Giro d’Italia. A tal proposito ricordiamo, per chi si fosse perso la notizia, che lo scorso 7 gennaio il britannico ha dichiarato la sua intenzione di ritirarsi fin da subito dal ciclista pedalato e quindi quest’anno non lo vedremo difendere il titolo conquistato lo scorso anno sulle strade della Corsa Rosa.

I tifosi spagnoli saranno i primi europei che avranno l’opportunità di applaudire dal vivo i loro beniamini perché a fine mese la Spagna vedrà lo svolgimento delle prime corse stagionali organizzate sulle strade del Vecchio Continente. Si comincerà il 23 febbraio con la seconda edizione della Classica Camp de Morvedre, gara che ha fatto il suo debutto assoluto nel 2025 proponendo subito un tracciato impegnativo e stavolta sarà ancora più tosta perché i passaggi sull’Alto del Garbì (6.3 Km al 6.4% che contengono un muro di 1500 metri al 13%) sono stati portati da due a tre. Non ha subito variazioni, invece, il tracciato della Ruta de la Cerámica – Gran Premio Castellón in programma il 24 febbraio, corsa che dovrebbe favorire i velocisti resistenti e i finisseur per la presenza nelle battute conclusive della salita al Collado de Ayodar (5 Km al 4.5%) e di uno strappo di circa 300 metri al 10% in cima al quale sarà posto il traguardo. Il 25 febbraio andrà in scena la Clàssica Comunitat Valenciana – Gran Premi València, che proporrà un tracciato geograficamente inverso rispetto a quell’edizione 2025, con la partenza da La Nucia, la fase orograficamente più complicata da affrontare entro i primi 100 Km e il finale totalmente pianeggiante verso Valencia che agevolerà nettamente gli sprinter. A questo punto le attenzioni degli appassionati saranno calamitate verso l’isola di Maiorca dove, quasi in contemporanea all’AlUla Tour, andrà in scena la 35a edizione della Challenge Ciclista Mallorca (28 gennaio – 1 febbraio), gara che – nonostante la durata di cinque giorni – non è mai stata considerata una corsa a tappe per la mancanza di una classifica generale, fatto che consente alle squadre al via di portare in Spagna corridori in esubero rispetto al numero massimo consentito per ogni gara e di poi scegliere quali schierare a seconda della tipologia dei tracciati. Quest’anno ci saranno alcune novità per quel che concerne i percorsi, ma queste non riguarderanno quello della gara d’avvio, il Trofeo Calvià, dove sarà riproposto lo stesso circuito sul quale si era gareggiato lo scorso anno, poco meno 150 Km subito esigenti perché si dovrà affrontare una dozzina abbondante di brevi e non troppo complicate ascese, le più rilevanti delle quali sono il Coll de Sóller (8.5 Km al 5.5%) e quella di Valldemossa (4.1 Km al 5.8%). Al secondo giorno è stato confermato il Trofeo Ses Salines – Colònia Sant Jordi, ma con un’importante novità perché è stata modificata la modalità di svolgimento della gara, che non si disputerà in linea bensì a cronometro e in particolare si tratterà di una prova collettiva nella quale le squadre in gara dovranno percorrere 26 Km in totale pianura. La seconda novità sarà il cambio di percorso del tradizionale Trofeo Serra de Tramuntana, per il quale è stato ribaltato il tracciato dell’edizione 2025, che sarà seguito in senso inverso con il traguardo presso il santuario di Santa Maria de Lluc 8 Km dopo lo scollinamento del Coll de sa Batalla (8.4 Km al 4.9%), l’ultima delle quattro salite previste. Tra queste spicca l’ascensione – dal versante meno impegnativo – ai quasi 1000 metri del Coll de Puig Major, la salita simbolo della challenge che dal lato più duro (14 Km al 6%) costituirà l’indomani la principale portata del Trofeo Andratx – Mirador des Colomer (Pollença), il cui tracciato ricalcherà quello del 2025 e proporrà come dessert un’ascesa finale di 3.3 Km al 5.9%. Infine, un piccolo ritocchino di poco conto è stato apportato alla gara conclusiva, che cambierà nome (non più Trofeo Playa de Palma – Palma ma Trofeo Mallorca Fashion Outlet – Paseo Marítimo Palma) e sede di partenza per esigenze di una nuova sponsorizzazione, ma non “natura” e infatti come il solito si concluderà con diversi giri del pianeggiante circuito disegnato sul lungomare di Palma di Maiorca per la gioia dei velocisti.

La sfida è lanciata, la stagione 2026 è pronta a partire.

Mauro Facoltosi

LE CORSE SUL WEB

Tour Down Under

https://tourdownunder.com.au/

AlUla Tour

www.thealulatour.com/en

Classica Camp de Morvedre

https://ccmestivella.com/classica-internacional/

Ruta de la Cerámica – Gran Premio Castellón

https://gpcastellon.es/

Clàssica Comunitat Valenciana – Gran Premi València

https://voltalamarina.com/classica-comunitat-valenciana-1969-gran-premio-valencia

Challenge Ciclista Mallorca

https://vueltamallorca.com/challenge-mallorca/en/home/

Uno scorcio della Shalal Sijlyat Rocks in Arabia Saudita, presso le quale terminerà una tappa dellAlUla Tour (alula.shadenhospitality.sa)

Uno scorcio della Shalal Sijlyat Rocks in Arabia Saudita, presso le quale terminerà una tappa dell'AlUla Tour (alula.shadenhospitality.sa)

19-01-2026

gennaio 19, 2026 by Redazione  
Filed under Ordini d'arrivo

SANTOS WOMEN’S TOUR DOWN UNDER (Australia)

L’elvetica Noemi Rüegg (EF Education-Oatly) si è imposta nella terza ed ultima tappa, Norwood – Campbelltown, percorrendo 126.5 Km in 3h24′02″, alla media di 37.2 Km/h. Ha preceduto di 1″ le spagnole Margarita Victoria García (UAE Team ADQ) e Paula Blasi (UAE Team ADQ). Miglior italiana Alessia Vigilia (Uno-X Mobility), 15° a 27″. La Rüegg si impone in classifica con 11″ sulla García e 14″ sulla Blasi. Miglior italiana Erica Magnaldi (UAE Team ADQ), 18° a 54″

PUNE GRAND TOUR (India)

L’australiano Fergus Browning (Terengganu Cycling Team) si è imposto nel prologo, circuito a cronometro di Pune, percorrendo 6.9 Km in 8′05″, alla media di 51.588 Km/h. Ha preceduto di 1″ il connazionale Dylan Hopkins (Roojai Insurance Winspace) e di 3″ il cipriota Andreas Miltiadis (Quick Pro Team). Nessun italiano in gara. Browning è il primo leader della classifica con 1″ su Hopkins e 3″ su Miltiadis

TOUR EL SALVADOR (Donne)

La spagnola Ainara Albert (Roland Cogeas Cycling Team) si è imposta nella seconda tappa, Surf City – Sonsonate, percorrendo 91 Km in 2h36′39″, alla media di 34.855 Km/h. Ha preceduto allo sprint la colombiana Jannie Milena Salcedo (Pato Bike BMC Team) e la kazaka Yelizaveta Sklyarova (ODL Team – Kiwi Atlantico – Craega). Miglior italiana Giorgia Vettorello (Roland Cogeas Cycling Team), 9°. La Albert è ancora leader della classifica con 4″ sull’olandese Marjolein van ‘t Geloof (Laboral Kutxa – Fundación Euskadi) e sulla Vettorello

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