VAN DER POEL, RASOIATA D’AUTORE ALLA STRADE BIANCHE

marzo 6, 2021 by Redazione  
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Mathieu Van der Poel ha vinto l’edizione 2021 della Strade Bianche, con una accelerazione violenta sullo strappo di Santa Caterina che non ha lasciato scampo neppure ad un campione del mondo in grande spolvero come Alaphilippe. Corsa bellissima, esplosa già prima del tratto di Monte Sante Marie.

Nel 2020, la strade bianche aveva inaugurato la stagione ciclistica sconvolta dal restrizioni connesse al dilagare dell’epidemia a Covid19, quest’anno si è ritornati ad un calendario più tradizionale con il Laigueglia ad inaugurare la stagione delle corse serie.
Resta infatti incomprensibile a chi scrive come una corsa del calibro del Laigueglia possa essere tenuta fuori dal circuito world tour, in favore di corse di scarso valore tecnico, organizzate in posti del tutto inadatti ad ospitare corse ciclistiche.
Adattissimi sono invece gli sterrati senesi, teatro della battaglia odierna tra uomini di primo piano.
Questa corsa targata RCS non ha una grande tradizione, essendosi disputata, come corsa per professionisti, per la prima volta nel 2007 (con il nome di Monte Paschi Eroica) ma le strade affrontate sono perfette per offrire uno spettacolo ciclistico di grande spessore.
In breve infatti, la strade bianche è diventato un appuntamento irrinunciabile per i grandissimi delle corse di un giorno, ma quest’anno al via erano presenti anche grossi calibri delle grandi corse a tappe, come gli ultimi due vincitori del Tour de France Tadej Pogacar e Egan Bernal che è pure finito sul podio.
La corsa, anche quest’anno, non ha tradito le attese ed ha visto i big sugli scudi, con il gruppetto dei migliori che si è formato nel tratto di sterrato più difficile, quello di Monte Sante Marie. I componenti di questo drappello non verranno più ripresi e formeranno a loro volta altri meno folti gruppetti fino ad arrivare in tre ai piedi del severo strappo finale.
Non è stato semplice portar via la fuga, nonostante i continui attacchi nei primi chilometri.
I primi a sfuggire al controllo del gruppo sono stati Philipp Walsleben (Alpecin-Fenix), Kevin Ledanois (Arkea-Samsic) e Simone Bevilacqua (Vini Zabù) nel secondo tratto di sterrato. I tre sono poi stati raggiunti da Simone Petilli (Intermarché-Wanty-Gobert) e Samuele Zoccarato (Bardiani-CSF-Faizané).
Il gruppo però non ha lasciato un margine importante ai battistrada e questo ha favorito il rientro di Filippo Tagliani (Androni-Sidermec), Samuele Rivi (Eolo-Kometa) e Tosh Van der Sande (Lotto Soudal).
Così formato, il gruppo di 8 uomini in testa alla corsa è riuscito a scavare un solco massimo di 4 minuti e mezzo sul gruppo.
E’ stata la Jumbo Visma a polverizzare il vantaggio nel settore di sterrato di Lucignano d’Asso, con una accelerazione che ha portato il gruppo a meno di un minuto dalla testa della corsa in vista del fasi cruciali.
A questo punto, davanti si mescolano un po’ le carte con Tagliani che perde terreno, Petilli che prova l’azione solitaria, Rivi che fora e gli altri che vanno in difficoltà.
Dal gruppo, invece, rinvengono su ciò che resta della fuga Rudy Molard (Groupama – FDJ), Sergio Samitier (Movistar). Loïc Vliegen (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux).
Quest’ultimo stacca gli altri nel sesto settore di sterrato, ma viene a sua volta ripreso e staccato da Gianni Vermeersch (Alpecin-Fenix) e Gonzalo Serrano (Movistar).
A questo punto, ci prova l’intramontabile Greg Van Avermaet (Ag2r Citroen) che si porta dietro un gruppetto abbastanza folto dal quale sono però assenti gli uomini della squadre più attrezzate, la Jumbo e la Alpecin che organizzano l’inseguimento e riescono ben presto ad annullare il tentativo sullo sterrato di Monte Sante Marie.
E’ proprio questo difficile tratto di sterrato, intitolato al tre volte vincitore Fabian Cancellara, a dare alla corsa la fisionomia definitiva.
In testa, si forma un drappello composto da Wout Van Aert (Team Jumbo-Visma), Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix), , Michael Gogl (Team Qhubeka-Assos), Tadej Pogačar (Uae Team Emirates), Egan Bernal e Thomas Pidcock (Ineos-Grenadiers), Quinn Simmons (Trek-Segafredo) e Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick-Step).
All’inseguimento di questi atleti, c’è un altro gruppetto popolato da Kevin Geniets (Groupama-FDJ), staccatosi dal gruppo di testa, Gianni Vermeersch e Petr Vakoč (Alpecin-Fenix), Tim Wellens (Lotto Soudal), Jakob Fuglsang (Astana-Premier Tech), Kévin Geniets (Groupama-FDJ), Rob Power e Simon Clarke (Team Qhubeka-Assos). Simon Carr (E.F.).
Il vantaggio dei battistrada è di una manciata di secondi, ma il tasso tecnico dei corridori di testa si fa sentire ed i 19 chilometri asfalto tra la fine del Monte Sante Marie e l’inizio del tratto sterrato di Monteaperti non servono a far tornare sotto gli inseguitori. Questo nono settore è molto breve, ma presenta uno strappo secco sul quale scatta Alaphilippe. La vittima illustre è un po’ a sorpresa il detentore del titolo Van Aert, che rimane staccato insieme a Pidcock che in un primo tempo aveva accennato un tentativo di rientro.
Con grande caparbietà però, l’uomo di punta della Jumbo riesce a rientrare nel tratto di sterrato di Colle Pinzuto, anche perché i battistrada non si scatenano sulle severe pendenze che arrivano al 15%.
Sull’ultimo tratto di sterrato di Le Tolfe, Van Der Poel accelera e l’unico a tenere la sua ruote è Alaphilippe. Dietro però Egan Bernal stringe i denti e si riporta sulla coppia, mentre gli altri componenti del gruppetto di testa rimangono inesorabilmente staccati.
Ai -3, Van der Poel prova una prima accelerata, ma il terreno non è favorevole e gli altri due non si fanno sorprendere. Sul tratto al 16% di Via Santa Caterina, però, l’olandese piazza una rasoiata impressionante, violenta, irresistibile. Neppure il campione del mondo che è specialista di finali come questo riesce a replicare, mentre Bernal, che non ha nell’esplosività la sua dote migliore, non ci prova nemmeno e perderà ben 20 secondi in soli 700 metri.
Van Der Poel ha vinto meritatamente, è sempre sembrato in ottime condizioni, sulle Tolfe ha piazzato il primo attacco che ha ridotto il gruppo a tre unità, con Bernal che ha fatto fatica a rientrare e poi, sullo strappo di Santa Caterina, ha impressionato per la violenza che ha scaricato sui pedali, una vera fucilata senza possibilità di appello.
Alaphilippe non ha sfigurato, è stato sempre attento ed attivo ed è sembrato oggettivamene in forma, ha ceduto solo alla rasoiata del campione olandese che però è stata davvero una cosa fuori dall’ordinario.
Buoni segnali anche da Bernal che, sulle accelerate violente, ha ovviamente accusato, non possedendo quella esplosività necessaria in finali come questo, ma ha comunque dimostrato tenacia nel rientrare dopo le Tolfe e comunque ha confermato quanto di buono aveva già mostrato al Laigueglia mercoledì. In vista del Giro d’Italia la preparazione sembra partita col piede giusto.
Una grande corsa con grandi nomi strappati alla Parigi Nizza che inizierà domani.
Il Giro d’Italia quest’anno proporrà una bellissima tappa sugli sterrati con arrivo a Montalcino. Sarebbe bello che gli sterrati diventassero un appuntamento fisso per la corsa rosa, anche andando in altre regioni. Quest’anno ad esempio si arriverà a Sega di Ala e, dal Passo Fittanze, si stacca una meravigliosa strada con uno sterrato tenuto molto bene.
Le corse ciclistiche sono anche un’occasione per preservare e riscoprire sterrati che costituiscono un patrimonio importante, sia per il paesaggio sia per le corse ciclistiche che, oggi come oggi, forse trovano più occasioni per far selezione sugli sterrati piuttosto che sulle salite. Il livellamento dei valori, la tecnologia, le squadre che fanno ritmi elevatissimi rendono infatti sempre più difficile fare la differenza anche in salite molto ripide, mentre sugli sterrati questi elementi hanno meno peso. Oggi, sul Monte Sante Marie, c’erano corridori ovunque, ognuno da solo con sé stesso, anarchia totale.
Unico neo di questa corsa è il chilometraggio che, essendo sotto i 200 km, non è ancora all’altezza di quello delle grandi classiche, tuttavia rimediare a questo unico inconveniente non dovrebbe essere difficile.

Benedetto Ciccarone

Il momento della rasoiata di Van der Poel sul muro di Santa Caterina a Siena (Getty Images Sport)

Il momento della rasoiata di Van der Poel sul muro di Santa Caterina a Siena (Getty Images Sport)

06-03-2021

marzo 6, 2021 by Redazione  
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STRADE BIANCHE

L’olandese Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix) si è imposto nella classica italiana, circuito di Siena, percorrendo 184 Km in 4h40′29″, alla media di 39.361 Km/h. Ha preceduto di 5″ il francese Julian Alaphilippe (Deceuninck – Quick Step) e di 20″ il colombiano Egan Arley Bernal Gómez (INEOS Grenadiers). Miglior italiano Davide Ballerini (Deceuninck – Quick Step), 17° a 5′12″.

STRADE BIANCHE DONNE

L’olandese Chantal van den Broek-Blaak (SD Worx) si è imposta nella classica italiana, circuito di Siena, percorrendo 136 Km in 3h54′40″, alla media di 34.773 Km/h. Ha preceduto di 7″ l’italiana Elisa Longo Borghini (Trek-Segafredo Women) e di 9″ la connazionale Anna van der Breggen (SD Worx)

GRAND PRIX MEDITERRENNEAN

Il turco Onur Balkan (Salcano Sakarya BB Team) si è imposto nella corsa turca, Okurcalar – Alanya, percorrendo 157.4 Km in 3h19′46″, alla media di 47.27 Km/h. Ha preceduto allo sprint il greco Georgios Bouglas (Salcano Sakarya BB Team) e lo statunitense Noah Granigan (Wildlife Generation Pro Cycling). Nessun italiano in gara

GRAND PRIX MEDITERRENNEAN DONNE

La bielorussa Hanna Tserakh (Minsk Cycling Club) si è imposta nella corsa turca, Okurcalar – Alanya, percorrendo 88.1 Km in 2h07′56″, alla media di 41.32 Km/h. Ha preceduto allo sprint la connazionale Tatsiana Sharakova (Minsk Cycling Club) e la russa Tamara Dronova-Balabolina (Cogeas – Mettler Pro Cycling Team). Nessuna italiana in gara

CAMPIONATI CONTINENTALI AFRICANI (Egitto)

Il sudafricano Ryan Gibbons (UAE-Team Emirates) si è imposto nella gara su strada maschile, circuito de Il Cairo, percorrendo 140 Km in 3h40′29″, alla media di 38.1 Km/h. Ha preceduto di 18″ l’algerino Nassim Saidi e di 48″ l’algerino Youcef Reguigui (Terengganu Cycling Team)

La sudafricana Carla Oberholzer si è imposta nella gara su strada donne, circuito de Il Cairo, percorrendo 98 Km in 2′59′49″, alla media di 32.7 Km/h. Ha preceduto di 2′30″ la connazionale Hayley Preen e di 2′40″ la namibiana Vera Looser

05-03-2021

marzo 5, 2021 by Redazione  
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CAMPIONATI CONTINENTALI AFRICANI (Egitto)

Il ruandese Etienne Tuyizere si è imposto nella gara su strada maschile juniores, circuito de Il Cairo, percorrendo 84 Km in 2h29′25″, alla media di 33.731 Km/h. Ha preceduto di 1′33″ il marocchino Mohammed Najib Sanbouli e il connazionale Samuel Niyonkuru

La sudafricana Chante Olivier si è imposta nella gara su strada donne juniores, circuito de Il Cairo, percorrendo 56 Km in 1′51′50″, alla media di 30.040 Km/h. Ha preceduto di 4′07″ l’egiziana Hapepa Eliwa e di 4′08″ l’algerina Nesrine Houili

04-03-2021

marzo 5, 2021 by Redazione  
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CAMPIONATI CONTINENTALI AFRICANI (Egitto)

La nazionale sudafricana si è imposta nella cronometro a squadre mista, circuito de Il Cairo, percorrendo 28 Km in 39′18″, alla media di 42.748 Km/h. Ha preceduto di 3′43″ la nazionale ruandese e di 5′14″ la nazionale etiope

MOLLEMA SI GODE LA RIVIERA, IL LAIGUEGLIA E’ SUO

marzo 3, 2021 by Redazione  
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Fantastico assalto solitario di Bauke Mollema Trek-Segafredo al Trofeo Laigueglia prima gara della stagione in Italia, l’olandese va via al penultimo giro del circuito della corsa ligure andando a tagliare il traguardo a braccia alzate. Il gruppo dei migliori è regolato da Egan Bernal (Ineos-Grenadiers) su Mauri Vansevenant (Deceuninck-QuickStep).

Il via della corsa avviene sotto un tiepido sole con le temperature dell’aria ideali che presto si riscaldano in gruppo in vista della prima difficoltà altimetrica del percorso posta a 30 Km dal via, è qui che inizialmente nove uomini portano via la fuga di giornata, sono Veljiko Stojnic e Alessandro Iacchi (Vini Zabù), Nicolas Edet (Cofidis), Mattia Bais (Androni-Sidermec), Knife Hailemichael (Delko), John Archibald (Eolo-Kometa), Mathias Vacek (Gazprom-Rusvelo), Raffaele Radice (MG.K Vis VPM), Davide Persico (Colpack-Ballan). Poco dopo sui nove al comando si portano Nikita Stalnov (Astana-PremierTech) e Unai Cuadrado (Euskaltel-Euskadi) ed infine in terza battuta Juri Hollmann (Movistar). Il gruppo lascia fare e così il gruppetto dei dodici in testa riesce ad avere un vantaggio massimo poco inferiore ai 4’ al GPM di Paravenna quando è la Trek – Segafredo a portarsi in testa al gruppo e tenere la corsa sotto controllo, chiaro segnale di come la formazione statunitense vuole far bene avendo in squadra Giulio Ciccone vincitore nello scorso anno. Entrati nel circuito finale, davanti restano soltanto Hollmann, Bais ed Edet, per poi venire riassorbiti dal gruppo una volta che verso Colla Micheri iniziano i primi attacchi tra gli uomini più attesi. Infatti dietro intanto è Mikel Landa (Bahrain-Victorious) che prova un primo allungo in faccia al gruppo subito rintuzzato, come poi subito dopo, nel tratto in falsopiano, Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo), con Carlos Rodriguez (Ineos-Grenadiers) ed ancora a Landa forzano l’andatura avvantaggiandosi sul gruppo che poi ancora ricuce sui tre. Sono le prime micce ad accendersi, preludio di un finale frizzante grazie anche ad un percorso ben disegnato che lascia pochi spazi per rifiatare. E’ al penultimo dei quattro giri previsti che Egan Bernal (Ineos-Grenadiers) attacca verso l’ascesa di Colla Micheri e questa volta l’azione del colombiano ha tutto un altro effetto sul gruppo dei migliori, l’unico a riuscire a stargli in scia è un promettente Clément Champoussin (Ag2r Citroën), i due guadagnano qualche secondo e scollinano insieme al GPM. Soltanto nella successiva discesa vengono ripresi con il gruppo dei migliori tirato nuovamente dalla Trek-Segafredo in cui i più attivi nel tratto in salita sono apparsi Mikel Landa, Giulio Ciccone, Bauke Mollema, Valentin Madouas (Groupama – FDJ) ed il giovane belga Mauri Vansevenant (Deceuninck-Quickstep). Con il gruppo dei migliori tornato compatto, nell’ultimo giro, Bauke Mollema piazza l’attacco decisivo, l’olandese guadagna subito 15” con dietro il compagno di squadra Giulio Ciccone a fare buona guardia. E’ una tattica perfetta perché i secondi di vantaggio diventano 33” per affrontare in tutta sicurezza prima la salita verso Capo Mele e poi ancora, Colla Micheri nonostante Egan Bernal provi a dare un ultimo impulso all’inseguimento. Al GPM Mollema conserva 20” sugli immediati inseguitore e vola via verso il secondo successo stagionale, secondo arriva un ottimo Egan Bernal, forse il migliore in salita, davanti ad un brillante Vansevenant, quarto Champoussin, quinto Ciccone che festeggia insieme a Mollema in una Trek-Segafredo oggi apparsa perfetta.

Antonio Scarfone

La vittoria di Bauke Mollema a Laigueglia (foto: Bettini Photo)

La vittoria di Bauke Mollema a Laigueglia (foto: Bettini Photo)

03-03-2021

marzo 3, 2021 by Redazione  
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TROFEO LAIGUEGLIA

L’olandese Bauke Mollema (Trek – Segafredo) si è imposto nella corsa italiana, circuito di Laigueglia, percorrendo 202 Km in 4h57′05″, alla media di 40.797 Km/h. Ha preceduto di 39″ il colombiano Egan Arley Bernal Gómez (INEOS Grenadiers) e il belga Mauri Vansevenant (Deceuninck – Quick Step). Miglior italiano Giulio Ciccone (Trek – Segafredo), 5° a 39″.

TROFEJ UMAG – UMAG TROPHY

L’italiano Jakub Mareczko (Vini Zabù) si è imposto nella corsa croata, circuito di Umago, percorrendo 154 Km in 3h33′17″, alla media di 43.323 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’italiano Filippo Fortin (Team Vorarlberg) e il ceco Tomas Barta (Topforex – ATT Investments)

CAMPIONATI CONTINENTALI AFRICANI (Egitto)

Il sudafricano Ryan Gibbons si è imposto nella cronometro individuale maschile, circuito de Il Cairo, percorrendo 42 Km in 56′11″, alla media di 44.853 Km/h. Ha preceduto di 1′41″ il connazionale Kent Main e di 3′16″ il ruandese Moise Mugisha

La sudafricana Carla Oberholzer si è imposta nella cronometro individuale femminile, circuito de Il Cairo, percorrendo 28 Km in 44′15″, alla media di 37.966 Km/h. Ha preceduto di 1′07″ la connazionale Frances Janse van Rensburg e di 1′48″ la namibiana Vera Looser

Il sudafricano Pedri Crause si è imposto nella cronometro individuale maschile juniores, circuito de Il Cairo, percorrendo 28 Km in 41′15″, alla media di 40.727 Km/h. Ha preceduto di 7″ il ruandese Etienne Tuyizere e di 1′01″ il connazionale Justin Chesterton

La sudafricana Chante Olivier si è imposta nella cronometro individuale femminile juniores, circuito de Il Cairo, percorrendo 13.5 Km in 23′23″, alla media di 34.640 Km/h. Ha preceduto di 2′01″ l’egiziana Hapepa Eliwa e di 2′22″ l’algerina Nesrine Houili

MARZO 2021, ARRIVA LA SANREMO

marzo 3, 2021 by Redazione  
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La seconda parte della stagione 2020 ha dimostrato che, con le dovute accortezze, è possibile organizzare grandi eventi ciclisti anche in periodo di pandemia. Così, dopo che a marzo dello scorso anno erano saltate quasi tutte le corse in programma, esclusa la Parigi – Nizza – quest’anno si tornerà ai tradizionali appuntamenti d’inizio primavera che annunciano la Milano – Sanremo.

Toc! Toc! La Milano – Sanremo bussa alle porte e, nell’attesa di rivedere i corridori percorrere le tradizionali rotte della Classicissima dopo che nel 2020 la pandemia ne aveva stravolto il percorso, le faranno da apripista i tradizionali appuntamenti della prima parte del mese, che il 3 marzo vedrà andare in scena la tradizione gara d’apertura del calendario italiano, il Trofeo Laigueglia. Saranno poco più di 200 i chilometri da percorrere attorno alla nota località balneare ligure, principalmente caratterizzati dalla salita di Colla Micheri, introdotta nel 2014 e da allora sono diventati irrinunciabili i suoi 2 Km all’8.2% di pendenza media, che nel finale di gara dovranno essere ripetuti ben quattro volte.

Tre giorni più tardi si correrà a Siena la 15a edizione della Strade Bianche, la più giovane delle classiche, che si disputerà sullo stesso tracciato proposto negli ultimi tre anni e che prevede un circuito di 184 Km con lo spettacolare arrivo in Piazza del Campo preceduto dal cosiddetto “Muro di Santa Caterina” (mezzo chilometro al 12.4%) e, soprattutto, dagli undici settori di strade sterrate, per un totale di quasi 63 Km da percorrere lontano dall’asfalto, che costituiscono il principale “appeal” di questa competizione. Il ciclismo che conta si fermerà altre ventiquattrore in Toscana, dove il giorno successivo a Larciano (Pistoia) ci sarà l’annuale appuntamento con il Gran Premio Industria e Artigianato, che dovrebbe avere al via Vincenzo Nibali e che proporrà il solito circuito con l’ascesa al colle di San Baronto da inanellare più volte.

Lo stesso giorno del Gran Premio larcianese prenderà il via la Parigi-Nizza, che lo scorso anno fu l’ultima corsa disputata prima del lungo stop per la pandemia e, all’insegna del “dove eravamo rimasti”, per l’edizione 2021 gli organizzatori hanno stabilito di riproporre tale e quale la tappa regina del penultimo giorno che, dodici mesi fa, all’ultimo momento divenne frazione conclusione per la decisione delle autorità di vietare l’approdo finale a Nizza. Dunque, sarà ancora una volta la salita verso il Col de la Colmiane a rivestire un ruolo chiave per le sorti della corsa francese, anche se lungo il cammino verso il Mar Mediterraneo s’incontreranno altre tappe che potrebbero lasciare l’impronta in classifica e riservare sorprese, anche sgradite. Il primo giorno dovrebbero essere protagonisti i velocisti, che si disputeranno non solo la vittoria ma anche la conquista della maglia gialla sul rettilineo in lieve ascesa di Saint-Cyr-l’École, cittadina situata a un tiro di schioppo dalla celebre reggia di Versailles e che si raggiungerà dopo aver percorso 166 Km non eccessivamente accidentati, movimentati da piccole collinette che non dovrebbero creare troppi danni. Molto più semplice si annuncia il tracciato della successiva tappa che da Oinville-sur-Montcient condurrà il gruppo ad Amilly ma, pur essendo quasi del tutto sprovvisti di difficoltà altimetriche, i 188 Km che si dovranno percorrere per andare al traguardo si snoderanno attraverso i territori pianeggianti a sud di Parigi che spesso a marzo sono sferzati dal vento: è proprio ad Amilly che nel 2017 il due volte vincitore della corsa Richie Porte si ritrovò messo fuori dai giochi per la tripletta a causa del maltempo, dopo esser rimasto intruppato nel ventaglio che giunse al traguardo più di 14 minuti dopo l’arrivo dei primi. Una prima fetta della vittoria finale sarà messa in palio l’indomani nella cronometro di Gien, da disputarsi su di un circuito di 14 Km e mezzo che si annuncia favorevole agli specialisti del tic-tac, non parendo per loro ostacoli insormontabili né il muro di 300 metri al 10.6% che si dovrà superare a 2 Km dal via, né lo strappo di 400 metri al 6.3% in cima al quale al quale sarà collocato il traguardo, al quale i più veloci potrebbero anche far registrare una media oraria superiore ai 50 Km. Si tratterà senza ombra di dubbio di una tappa delicata, ancor più perché seguita da una delle frazioni altimetricamente più complicate della Parigi – Nizza 2021, che da Chalon-sur-Saône condurrà in 187 Km e un’infinita sequenza di colline al traguardo della terrazza di Chiroubles, spettacolare belvedere sui vigneti del Beaujolais che i corridori raggiungeranno al termine di una salita di poco più di 7 Km al 6.3% di pendenza media. In precedenza dovranno essere superate altre dieci brevi ascese, sulle quali spiccano – entrambe da ripetere due volte – il Mont Brouilly (3 Km al 7.7%) e soprattutto il Col de Durbize, 3.3 Km al 7.4% che celano al loro interno un muro di 1200 metri al 10.3% e che all’ultimo passaggio saranno inseriti nel corso dell’ascesa che condurrà al traguardo. Ai 200 Km della Vienne – Bollène, quasi totalmente pianeggiante e ultima delle tre occasioni riservate agli sprinter, seguiranno i 202 Km e mezzo della tappa più lunga, che da Brignoles condurrà a Biot, il centro della Provenza dal quale poche settimane fa è scattato il Tour des Alpes-Maritimes et du Var, breve corsa a tappe che quest’anno è stata conquistata dall’italiano Gianluca Brambilla. Di là della lunghezza, ideale per mettere chilometri nelle gambe per chi punta alla Sanremo, non si tratterà di una frazione chiave ai fini della classifica perché le principali difficoltà – un colle di prima e uno immediatamente successivo, di seconda categoria – si affronteranno lontane dal traguardo, posto in cima a uno strappo di 1900 metri al 5,1% che presenta le inclinazioni maggiori in prossimità della “flamme rouge” dell’ultimo chilometro e che fa gola ai finisseur. I giochi per il successo finale si faranno principalmente l’indomani nella tappa d’alta montagna che da Nizza porterà i corridori fino ai 1500 metri spaccati del Col de la Colmiane dove – percorsa l’ascesa finale di 16 Km al 6.3% – l’anno scorso colse la vittoria il colombiano Nairo Quintana, mentre nel 2017 il primo a tagliare la linea d’arrivo era stato Simon Yates. In quest’ultima occasione il corridore britannico riuscì a conquistare la maglia gialla levandola allo spagnolo Luis León Sánchez, ma il giorno successivo la perderà per appena 4 secondi – consegnandola a un altro iberico, Marc Soler – nella conclusiva frazione di Nizza, il cui percorso è stato confermato anche quest’anno. Dunque bisognerà affrontare con le antenne ben dritte i 111 Km del circuito nizzardo, che prevede in rapida successione sei ascese, tra le quali risaltano i quasi 7 Km al 7% della Côte de Peille, i 1700 metri all’8.7% del Col d’Èze – salita simbolo della corsa francese – e i 5.6 Km al 5.6% del Col des Quatre Chemins, l’ultimo colle in programma, che in vetta proporrà un succulento traguardo volante con il suo carico d’abbuoni che sicuramente faranno venire l’acquolina a tutti quei corridori che avranno da recuperare un risibile vantaggio in classifica, proprio come successo quattro anni fa.

Lo stesso giorno della “wine stage” sulle strade del Beaujolais, da Lido di Camaiore salperà la 56a edizione della Tirreno – Adriatico, che lo scorso anno – quando si disputò a settembre in concomitanza con il Tour de France – è stata conquistata proprio dal corridore che nel 2017 si era visto “scippare” all’ultimo momento la vittoria alla Parigi – Nizza e anche in questo caso Yates ha corso il medesimo rischio perché nella cronometro conclusiva il connazionale Geraint Thomas gli ha rosicchiato buona parte dello svantaggio che aveva in classifica, fermandosi a 17” dalla maglia azzurra di Simon. La “corsa dei due mari” prenderà le mosse con una frazione molto simile a quella che ha aperto le ultime due edizioni della Tirreno, disegnata con un doppio circuito che prevede di affrontare per tre la salita del Monte Pitoro (2.7 Km al 7.4%) nella prima parte del tracciato, mentre la seconda parte sulle pianeggianti strade della Versilia favorirà l’arrivo in volata. Anche il secondo giorno di gara, che si aprirà a Camaiore, si disputerà per intero sulle strade della Toscana e proporrà il primo dei due arrivi in salita previsti quest’anno, anche se l’ascesa che condurrà al traguardo di Chiusdino non presenta mai pendenze veramente impegnative (7.6 Km al 3.5%) e non va esclusa la possibilità che sul traguardo si presenti in gruppo ancora folto, comunque leggermente selezionato dai saliscendi che caratterizzano gli ultimi 50 Km e che prevedono in particolare il GPM del Poggio alla Croce (3.5 Km al 6.9%). Dalla vicina Monticiano, con il “chilometro 0” fissato presso la spettacolare Abbazia di San Galgano, scatterà l’indomani la seconda frazione destinata alle ruote veloci, che porrà il suo traguardo a Gualdo Tadino, anche in questo caso al termine di una lieve ascesa che sicuramente toglierà di mezzo qualche velocista. Il 13 marzo sarà il giorno delle salite perché saranno collocate nella medesima data le tappe di montagna della Parigi – Nizza e della Tirreno – Adriatico e così, mentre in Francia si decideranno le sorti della “Corsa verso il sole” sulle pendenze della Colmiane, nel cuore dell’Italia si snoderà la tappa regina della corsa ideata nel 1966 da Franco Mealli e che, dopo la partenza da Terni, vedrà i corridori affrontare per prime le pendenze pedalabili della Sella di Corno (13.5 Km al 3.7%), poi quelle un pochino più impegnative del Passo delle Capannelle (13.8 Km al 4.5%) e infine quelle decisamente più selettive dall’ascesa che conduce ai Prati di Tivo (14.6 Km al 7.5%), la stazione di sport invernali del teramano che già in due occasioni ha ospitato la Tirreno, tappe entrambe risultate determinati per il successo finale e vinte la prima da Nibali (2012) e la seconda da Chris Froome (2013), mentre andando più indietro nel tempo nel 1975 vi terminò anche una frazione del Giro d’Italia conquistata da Giovanni Battaglin. Avrà sicuramente un notevole peso sulla classifica, al pari dell’immancabile frazione da trascorrere sui ripidi muri marchigiani e che si correrà il giorno successivo tra Castellalto e Castelfidardo, dove gli organizzatori hanno disegnato un complicato circuito finale di quasi 24 Km caratterizzato da tre salite a tornata: in particolare si dovrà salire per due volte a Castelfidardo, la prima per affrontare la verticale di 1000 metri al 15% di pendenza media (massima del 19%) che culmina in Via Nazario Sauro e la seconda per andare al traguardo con una salita finale a gradini di 2.8 Km al 4% che presenta un paio di rampette al 12%. Come lo scorso anno il penultimo giorno di gara ospiterà l’ultima delle tre sfide tra i velocisti, anche se il finale della Castelraimondo – Lido di Fermo sarà di più difficile gestione per le squadre degli sprinter rispetto a quello della tappa di Senigallia del 2020, che prevedeva un circuito totalmente pianeggiate da ripetere più volte; stavolta, infatti, a ogni giro si dovrà affrontare il tratto iniziale della salita di Capodarco, località molto nota nell’ambiente perché dal 1964 ospita un gran premio ciclistico che negli anni è divenuto una delle gare più prestigiose del calendario riservato a quelli che un tempo erano definiti “dilettanti”: è poca cosa essendo soli 2 Km al 4%, ma il fatto di doverla ripetere quattro volte di certo provocherà un certo scompaginamento nel gruppo lanciato verso un quasi certo arrivo in volata, in un finale che ricorda un po’ quello della Sanremo, anche se non sono previste ascese simili a Cipressa e Poggio. Martedì 16 marzo il tradizionale atto conclusivo della corsa a San Benedetto del Tronto sarà a cronometro, come avviene puntualmente da una decina di anni, dopo che nel 2011 si stabilì di rinunciare all’inutile tappa conclusiva destinata ai velocisti per tenere vivo l’interesse sulla corsa sino all’ultimo colpo di pedale: da quel giorno i 10 Km della cronometro disegnata in andata  e ritorno sul lungomare della “perla della Riviera delle Palme” sono risultati veramente determinanti solo in due occasioni, nel 2012 e nel 2019, quando un “ribaltone” in classifica portò in maglia azzurra Nibali e lo sloveno Primož Roglič, rispettivamente ai danni dello statunitense Chris Horner e del britannico Adam Yates, fratello del Simon vincitore l’anno scorso.

Quattro giorni dopo la conclusione della Tirreno si alzerà il sipario sulla Milano – Sanremo, la cui 112a edizione tornerà a percorrere le tradizionali strade della riviera ligure dopo che lo scorso anno il divieto di quasi tutti i sindaci del savonese, preoccupati per il dilagare della pandemia e il pericolo di assembrati l’8 di agosto, dirottò la corsa su altre strade e gran parte del tracciato si snodò in territorio piemontese. Ritrovata l’Aurelia, però, la Sanremo 2021 dovrà fare a meno del Passo del Turchino a causa di una frana, ostacolo che gli organizzatori hanno aggirato sostituendolo con l’ancor più facile Passo del Giovo (5 Km al 2.8%). Ne è uscito un percorso alternativo di 299 Km, qualcosa in più rispetto al tracciato storico, che graficamente assomiglia molto all’originale e che non snaturerà le caratteristiche della Classicissima, ancora destinata ai decidersi tra i 5.6 Km al 4.1% della Cipressa e i 3.6 Km al 3.6% del Poggio.

Quest’anno non ci sarà nemmeno il tempo di metabolizzarla la Sanremo perché già il giorno successivo i riflettori torneranno ad accendersi su di un’altra competizione, che recherà con sé anche l’attrattiva della novità. Il 21 marzo sarà, infatti, tenuta a battesimo la Per sempre Alfredo, corsa in linea voluto per perpetuare il ricordo dell’indimenticato commissario tecnico della nazionale Alfredo Martini, che nel 2021 avrebbe tagliato il traguardo delle cento primavere. A organizzarla sarà il “Gruppo Sportivo Emilia”, che un paio di giorni più tardi allestirà come da tradizione anche il palcoscenico della Settima Internazionale Coppi e Bartali, cinque giorni di gara i cui dettagli ancora devono essere svelati, anche se è già stato anticipato che la tappa regina sarà la penultima e proporrà l’arrivo in salita a San Marino.

Un altro centesimo traguardo che sarà festeggiato nel 2021 sarà quello del Giro di Catalogna (22 – 28 marzo), la quarta corsa a tappe del circuito UCI WorldTour. L’edizione numero 100 era già stata programmata per lo scorso anno ma, a differenza di altre corse che sono state rinviate in estate, si è preferito saltare il turno per riproporre un anno più tardi il medesimo tracciato che era stato allestito per celebrare al meglio il fausto genetliaco. Tra le portate del “banchetto” è stata così reinserita una cronometro individuale, esercizio che al Catalogna non si vedeva dal 2009 e per la quale si è optato un percorso “prepotente” perché quasi 19 km per una corsa di una settimana non sono pochi, anche se saranno ben bilanciati da due tappe di alta montagna e da una frazione di medio impegno che potrebbe comunque avere una certa influenza in classifica. Salite se ne incontreranno fin dalla tappa d’apertura di Calella, sede di partenza ininterrottamente dal 2012, anche se l’ascesa ai 1270 metri del Port de Santa Fe del Montseny e il Port de Collsacreu da scavalcare a poco meno di venti chilometri dal traguardo non dovrebbero impedire l’arrivo allo sprint a Calella, come capitato spesso negli scorsi anni in questo centro al termine di frazioni simili a questa. L’attesa prova contro il tempo si disputerà il giorno successivo sul pianeggiante circuito di Banyoles e subito gli scalatori avranno chance per recuperare il tempo perduto perché l’indomani saranno attesi dall’impegnativo arrivo in salita a Vallter 2000, stazione di sport invernali situata in prossimità del confine con la Francia. Il traguardo sarà collocato a quota 2125 e per raggiungerla bisognerà affrontare una salita di 11.5 Km al 7.5% che costituisce un classico della corsa iberica, già proposto in sei occasioni, anche se nel 2018 la corsa fu respinta dalla neve, obbligando gli organizzatori a un arrivo d’emergenza in valle e a riproporre questo traguardo l’anno successivo, quando s’impose Adam Yates. Un altro approdo ricorrente del Catalogna era quello nella località turistica della Molina, presenza fissa nel tracciato dal 2014 e confermato anche quest’anno, ma senza l’arrivo perché ci si limiterà a un semplice passaggio nel corso della successiva frazione di montagna, un vero e proprio tappone di 166 Km che scatterà da Ripoll e proporrà in sequenza tre lunghe ascese, il Port de Toses in partenza, l’interminabile Port de Cantó (quasi 25 Km) a metà tappa e infine la salita finale di 18.4 Km al 6.5% verso i quasi 2000 metri di Port Ainè, altra stazione invernale dove in passato, nel 2012, gli organizzatori si ritrovarono a fare i conti con la neve. Lasciate alle spalle le alte montagne pirenaiche, anche nel finale della quinta tappa, disegnata per 200 Km tra La Pobla de Segur e Manresa, i corridori si troveranno di fronte una salita che potrebbe portare un po’ di scompiglio in classifica, se questa fosse ancora aperta, perché a poco meno di 30 Km dal traguardo si dovrà raggiungere il celebre monastero di Montserrat mettendo nelle gambe 7 Km d’arrampicata al 6.8% medio. Torneranno quindi protagonisti i velocisti nella penultima giornata di gara, caratterizzata da 194 Km poco impegnativi – solo un paio di salite senza troppe pretese – che congiungeranno Tarragona a Mataró, nel corso dei quali è previsto anche un passaggio sulla pista dell’autodromo di Montmeló, dal 1991 sede del Gran Premio di Spagna di Formula 1. Atto conclusivo della corsa sarà un altro momento irrinunciabile del Catalogna, la tappa finale “passerella ma non troppo” sullo storico circuito del Montjuïc a Barcellona, sul quale si sono svolte due edizioni dei mondiali di ciclismo, vinte da Felice Gimondi (1973) e dal belga Claude Criquielion (1984). La tradizionale ascesa al “castillo”, 3 km al 4.3%, dovrà essere ripetuta ben sei volte e, se da un lato rappresenterà un irresistibile richiamo per i finisseur, dall’altro potrebbe anche lasciare aperta la porta a qualche sorpresa se a muoversi fosse qualche uomo di classifica. Basti dire che gli ultimi tre corridori che si sono imposti in fondo a questo prestigioso anello non sono ciclisti qualsiasi poiché rispondono ai nomi di Alejandro Valderde, Simon Yates e Davide Formolo.

Mauro Facoltosi

I SITI DELLE CORSE


Trofeo Laigueglia

https://trofeolaigueglia.wordpress.com

Strade Bianche

www.strade-bianche.it

GP Industria & Artigianato

https://ciclismolarcianese.it

Parigi – Nizza

www.paris-nice.fr/en

Tirreno – Adriatico

www.tirrenoadriatico.it

Per Sempre Alfredo  – Settimana Internazionale Coppi e Bartali

www.gsemilia.it/a44_le-nostre-corse.html

Giro di Catalogna

www.voltacatalunya.cat/en

02-03-2021

marzo 2, 2021 by Redazione  
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LE SAMYN

Il belga Tim Merlier (Alpecin-Fenix) si è imposto nella corsa belga, Quaregnon – Dour, percorrendo 205.4 Km in 4h34′29″, alla media di 44.899 Km/h. Ha preceduto allo sprint il norvegese Rasmus Fossum Tiller (Uno-X Pro Cycling Team) e l’italiano Andrea Pasqualon (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux)

LE SAMYN DES DAMES

La belga Lotte Kopecky (Liv Racing) si è imposta nella corsa belga, Quaregnon – Dour, percorrendo 92.5 Km in 2h20′04″, alla media di 39.624 Km/h. Ha preceduto allo sprint la danese Emma Cecilie Norsgaard Jørgensen (Movistar Team) e l’australiana Chloe Hosking )Trek-Segafredo Women). Migliore italiana Laura Tomasi (Alé BTC Ljubljana), 7°

CAMPIONATI CONTINENTALI AFRICANI (Egitto)

La nazionale sudafricana si è imposta nella cronometro a squadre maschile, circuito de Il Cairo, percorrendo 42 Km in 55′55″, alla media di 45.067 Km/h. Ha preceduto di 2′05″ la nazionale ruandese e di 2′09″ la nazionale algerina

La nazionale sudafricana si è imposta nella cronometro a squadre femminile, circuito de Il Cairo, percorrendo 28 Km in 44′38″, alla media di 37.640 Km/h. Ha preceduto di 4′31″ la nazionale ruandese e di 5′29″ la nazionale etiope

La nazionale algerina si è imposta nella cronometro a squadre maschile juniores, circuito de Il Cairo, percorrendo 28 Km in 41′19″, alla media di 40.662 Km/h. Ha preceduto di 23″ la nazionale ruandese e di 41″ la nazionale sudafricana

La nazionale sudafricana si è imposta nella cronometro a squadre femminile juniores, circuito de Il Cairo, percorrendo 13.5 Km in 25′01″, alla media di 32.378 Km/h. Ha preceduto di 3″ la nazionale egiziana

LE SAMYN, MERLIER È IL PIÙ VELOCE

marzo 2, 2021 by Redazione  
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Tim Merlier vince in volata la classica belga, grazie anche ad uno splendido Van der Poel. Alle sue spalle Tiller e Pasqualon

I primi km di gara sono assai movimentati ma il tentativo di fuga giusto tarda a prendere il largo. Intorno al chilometro 60 di corsa riescono finalmente ad avvantaggiarsi in quattro: Thimo Willems (Sport Vlaanderen – Baloise), Joey Rosskopf (Rally Cycling), Jan-Willem van Schip (BEAT Cycling) ed Enzo Leijnse (Development Team DSM). Alle loro spalle il gruppo sembra controllare senza grossi problemi, ma è una calma soltanto apparente.
Ai -50 dal traguardo si adopera una vera e propria frattura in testa al plotone più numeroso, con un manipolo di 20 corridori che coglie al volo una breve disattenzione generale nelle prime posizioni del gruppo per avvantaggiarsi. Fra gli attardati nelle retrovie anche il campione di ciclocross Mathieu Van der Poel (Alpecin Fenix), che si lancia così con veemenza all’inseguimento prontamente agganciato dal duo Deceuninck – Quick Step Florian Senechal e Jannik Steimle.
Nel frattempo, più avanti il gruppetto di 20 unità ha ricucito il tentativo da lontano dei 4 attaccanti, ed è a questo punto che tentano l’allungo in due: Sep Vanmarcke (Israel Start-Up Nation) e Victor Campenaerts (Team Qhubeka Assos). Non hanno fatto bene i conti con Van der Poel però, che grazie anche alla collaborazione della coppia Deceuninck riesce a rientrare sul plotoncino, piazzandosi poi subito al comando delle operazioni di inseguimento del nuovo duo che guida la contesa. Inseguimento che germoglia i suoi frutti pochi chilometri dopo riportando la situazione in testa alla corsa a ranghi compatti, quando al traguardo mancano meno di 13 km.
Si susseguono in questa fase attacchi a ripetizione ma che risultano in un nulla di fatto fino al cartello dei -4, quando ancora Van der Poel e Vanmarke sembrano cogliere questa volta l’attimo giusto per allungare definitivamente, ma vengono ancora una volta raggiunti: può dunque lanciarsi la volata sul dirizzone finale verso Dour, sebbene a ranghi ridotti.
È ancora uno scatenato Van der Poel il protagonista: con una trenata magistrale lancia la volata al compagno di squadra Tim Merlier, che domina lo sprint su Rasmus Tiller (Uno-X Pro Cycling Team) e il nostro Andrea Pasqualon (Intermarché–Wanty–Gobert Matériaux), terzo al traguardo.

Lorenzo Alessandri
TW @LorenzoAle8

Tim Merlier vince la volata sul traguardo di Dour (Image Credit: Getty Images Sport)

Tim Merlier vince la volata sul traguardo di Dour (Image Credit: Getty Images Sport)

DANIMARCA ANCORA PROTAGONISTA ALLA KUURNE, AD ASGREEN SUCCEDE PEDERSEN

febbraio 28, 2021 by Redazione  
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Per il secondo anno consecutivo un danese trionfa nella Kuurne – Bruxelles – Kuurne, dopo Kasper Asgreen (Deceuninck – Quick Step) è il turno di Mads Pedersen (Trek Segafredo) che in volata ha la meglio sui rivali.

Settantreesima edizione della Kuurne – Bruxelles – Kuurne che veniva decisa in una volata che comprendeva poco meno di quaranta ciclista. Corsa che si presentava al via con le migliori aspettative dopo lo spettacolo visto ieri nella Omloop Het Nieuwsblad, dove i vari ciclisti avevano provato sui vari muri e sui vari settori di pavè a fare la differenza. Occhi puntati addosso allo squadrone di Patrick Lefevere, la Deceuninck – Quick Step che aveva vinto le ultime due edizioni della corsa e aveva tra e sue file il campione in carica Asgreen supportato da corridori dal calibro di Yves Lampaert, Zdenek Stybar e Alvaro Hodeg.
Ben 197 i chilometri da affrontare, con un percorso accidentato con i soliti muri a rendere interessante le carte da giocare per le varie squadre. Prima fuga di giornata che avveniva dopo 12 chilometri dal via con Maciej Bodnar (Bora-Hansgrohe), Ludwig De Winter (Intermarché-Wanty), Patrick Gamper (Bora) e Artyom Zakharov (Astana Premier Tech), ai quattro si accodavano in un secondo momento Jonas Iversby Hvideberg (Uno-X) e Tom Paquot (Bingoal-Wallonie Bruxelles). Il gruppo non li faceva allontanare molto, in particolare a fare l’andatura erano gli UAE-Emirates di Alexander Kristoff e di Matteo Trentin con il Wolfpack della Deceuninck-Quick Step.
Con i fuggitivi che conservavano solo 3′33” di vantaggio dal gruppo, a 85 chilometri dal traguardo entrava in azione il talento di Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix) che sul Kanarieberg prendeva il largo e staccava il resto del plotone. Solo Jhonatan Narváez (Ineos Grenadiers) non si faceva sorprendere e riusciva ad accodarsi. Fuggitivi ripresi sul Vecchio Kwaremont, ma proprio quando sembrava concluso l’inseguimento, Van der Poel attaccava nuovamente riprendendo il largo con i soli Narvaez, Zakharov, Gamper e Hvideberg.
I primi della corsa arrivavano ad avere un vantaggio di quasi due minuti sul gruppo, un vantaggio che metteva in allarme le varie squadre. Proprio sul Vecchio Quaremont i big iniziavano a dar fuoco alle polveri, Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) era il primo ad accelerare, con John Degenkolb e Frederik Frison (Lotto Soudal), Tiesj Benoot e Søren Kragh Andersen (DSM), Greg Van Avermaet e Oliver Naesen (AG2R Citroën), Matteo Trentin (UAE), Kasper Asgreen e Bert Van Lerberghe (Deceuninck), Dylan Teuns (Bahrain Victorious), Thomas Pidcock (Ineos), Bryan Coquard (B&B Hotels p/b KTM), Arjen Livyns (Bingoal), Anthony Turgis (Total Direct Énergie), Nils Politt e Ide Schelling (Bora), Erik Nordsaeter Resell (Uno-X), Clément Russo (Arkéa Samsic) alla sua ruota.
Da quel momento in poi si è gustato un bel duello tra il gruppetto Van der Poel e gli inseguitori, dai quali ogni tanto provavano l’assolo vari arditi, tutti senza risultati. A meno 1600 metri dal traguardo il ricongiungimento del gruppo grazie ad un gran lavoro di Asgreen. Raggiunti, il finale della corsa era segnato, si sarebbe deciso tutto in una volata di gruppo, nonostante i colpi da finesseur provati da Stefan Kung (Groupama – FDJ) e Dimitri Claeys (Qhubeka).
Negli ultimi metri usciva la classe e la sagacia tattica dell’ex Campione del Mondo Mads Pedersen, il quale si era ben conservato attentamente tutte le proprie cartucce per la volata. Il danese della Trek Segafredo partiva al momento giusto precedendo con carattere e grinta il francese Anthony Turgis della Direct Energy e il giovane britannico Thomas Pidcock della Ineos Grenadiers. Quarto posto per Matteo Trentin (UAE-Team Emirates), sesto l’altro italiano Sonny Colbrelli (Bahrein Victorius). Solo nono il primo ciclista della Deceuninck-Quick Step, Bert Van Lerberghe. Dodicesimo posto per Mathieu Van der Poel.

Luigi Giglio

La Danimarca fa ancora man bassa alla Kuurne - Bruxelles - Kuurne (Getty Images)

La Danimarca fa ancora man bassa alla Kuurne - Bruxelles - Kuurne (Getty Images)

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