YATES SALE IN CATTEDRA SULLE MONTAGNE DEGLI EMIRATI

febbraio 25, 2020 by Redazione  
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Adam Yates (Mitchelton-Scott) domina la terza frazione dell’UAE Tour, tappa che aveva il traguardo designato sulla Jebel Hafeet dopo 184 chilometri percorsi dalla linea di partenza dell’Al Qudra Cycle Track di Dubai. Il britannico su una salita lunga 10.8 km con una pendenza media del 5.4% demoliva la concorrenza, lasciando ad oltre un minuto Tadej Pogačar (UAE-Team Emirates). Per Yates tappa e primato in classifica

Tappa animata dalla classica fuga di giornata composta da quattro ciclisti, l’italiano Umberto Marengo (Vini Zabù KTM) e i belgi Victor Campenaerts (NTT Pro Cycling), Jasper De Buyst (Lotto Soudal) e Stijn Steels (Deceuninck-Quick Step). Il vantaggio degli attaccanti sfiorava i 6′ nei primi 40 chilometri di gara, con il gruppo che controllava senza fatica. Da segnalare nel gruppo solo alcune cadute, la prima delle quali coinvolgeva Emanuel Buchmann (Bora Hansgrohe) e Domenico Pozzovivo (NTT Pro Cycling), che sono comunque riusciti a proseguire la gara. La seconda caduta, sempre senza conseguenze, era provocata da un addetto al percorso e vedeva finire a terra Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo) e Carlos Rodríguez (Ineos). Intanto calava inesorabilmente il gap dei fuggitivi, che venivano riassorbiti dal gruppo a 10.7 km dall’arrivo, in prossimità dell’inizio della salita finale verso la Jebel Hafeet.
Col gruppo compatto le formazioni dei favoriti di giornata, la Mitchelton-Scott di Adam Yates e il CCC Team di Ilnur Zakarin, scandivano il passo facendo tante vittime. Si staccavano dopo poche centinaia di metri i velocisti, tra i quali il capoclassifica Caleb Ewan (Lotto Soudal). Si staccava subito subito anche Chris Froome (Ineos), per il quale la condizione fisica migliore era ancora molto lontana. Dopo un tentativo innocuo di Quentin Jauregui (AG2R La Mondiale), riassorbito un chilometro più avanti, si staccava uno dei favoriti di giornata, Wout Poels (Bahrain McLaren), mentre all’arrivo mancavano 7.5 km. Víctor de la Parte (CCC Team) partiva all’attacco mentre tutti guardavano al suo capitano Zakarin, e qualche metro più tardi lo seguiva da Merhawi Kudus (Astana). Ai meno 6 km lo spagnolo aveva 10″ sull’eritreo e 25″ sul gruppo. Sfruttando un bel lavoro in testa al gruppo di Tsgabu Grmay (Mitchelton-Scott), Adam Yates (Mitchelton-Scott) piazzava uno scatto micidiale a cui solo Alexey Lutsenko (Astana) e David Gaudu (Groupama-FDJ) riuscivano a rispondere in un secondo momento. I tre andavano a riprendere e a staccare Kudus e De la Parte, mentre da dietro Alejandro Valverde (Movistar) andava in netta difficoltà non riuscendo neppure a tenere il ritmo del gruppetto inseguitore. Yates, in forma smagliante, attaccava nuovamente a 5 km dal traguardo guadagnando metri sui due inseguitori. Dal gruppetto all’inseguimento usciva in ritardo Tadej Pogačar (UAE Team Emirates), che si portava su Gaudu e Lutsenko ai meno 4.5 km.
Yates continuava nel suo attacco spingendo forte sui pedali, mentre da dietro Pogačar guadagnava sugli altri due. La vittoria di giornata andava dunque ad uno strepitoso Adam Yates, che giungeva con ben 1’03” di vantaggio su Pogačar, il quale può recriminare di non essersi fatto trovare pronto al primo attacco di Yates. Terzo a 1’30” si piazzava Lutsenko, che precede con lo stesso tempo Gaudu e Rafał Majka (Bora Hansgrohe). Sesto a 1’56”, Diego Ulissi (UAE Team Emirates) si confermava migliore italiano della corsa vincendo la volatina di un gruppetto nel quale erano presenti Patrick Konrad (Bora Hansgrohe), Gorka Izagirre (Astana), Jesús Herrada (Cofidis), Edward Dunbar (Ineos) e Wilco Kelderman (Team Sunweb). Con i 2’38” di ritardo accusato oggi Valverde e Giulio Ciccone (Trek – Segafredo) dicono addio alla lotta per la classifica finale. A 3′54” si piazzava un deludente Wout Poels (Bahrein-McLaren) mentre ancor più alto era il distacco comprensibilmente patito da Froome, giunto al traguardo quasi 11 minuti dopo l’arrivo di Yates.
Tra due giorni ci sarà un altro arrivo al termine della salita affrontata oggi mentre domani si tornerà in pianura per la quarta frazione, interamente disegnata sulle strade di Dubai, 173 km con partenza dallo Zabeel Park e traguardo presso il centro commerciale City Walk.

Luigi Giglio

Adam Yates lascia la compagnia degli avversari risalendo la Jebel Hafeet (foto Bettini)

Adam Yates lascia la compagnia degli avversari risalendo la Jebel Hafeet (foto Bettini)

25-02-2020

febbraio 25, 2020 by Redazione  
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UAE TOUR (Emirati Arabi Uniti)

Il britannico Adam Yates (Mitchelton-Scott) si è imposto nella terza tappa, Al Qudra Cycle Track – Jebel Hafeet, percorrendo 184 Km in 4h42′33″ alla media di 39.07 Km/h. Ha preceduto di 1′03″ lo sloveno Tadej Pogačar (UAE-Team Emirates) e di 1′30″ il kazako Alexey Lutsenko (Astana Pro Team). Miglior italiano Diego Ulissi (UAE-Team Emirates), 6° a 1′56″. Yates è il nuovo leader della classifica con 1′07″ su Pogačar e 1′35″ su Lutsenko. Miglior italiano Ulissi, 7° a 2′06″.

TOUR OF RWANDA

Il colombiano Jhonatan Restrepo Valencia (Androni Giocattoli – Sidermec) si è imposto nella terza tappa, Huye – Rusizi, percorrendo 142 Km in 3h47′39″ alla media di 37.43 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’eritrei Biniyam Ghirmay Hailu (NIPPO DELKO One Provence) e di 9″ l’eritreo Henok Mulubrhan (nazionale eritrea). Miglior italiano Davide Gabburo (Androni Giocattoli – Sidermec), 11° a 51″. Ghirmay Hailu è il nuovo leader della classifica con 5″ su Mulubrhan e 12″ sul colombiano Carlos Julián Quintero Norena. Miglior italiano Gabburo, 12° a 1′18″

EWAN SI RIPRENDE HATTA, ANCORA SUO IL TRAGUARDO SUL MURO EMIRATINO

febbraio 24, 2020 by Redazione  
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Caleb Ewan si dimostra velocista con gli attribuiti ripigliandosi di forza il difficile arrivo sul muro di Hatta, dove si era già imposto l’anno scorso. Se dodici mesi fa erano stati Matteo Moschetti e Matteo Moschetti a soccombere all’australiano, stavolta i battuti sono l’irlandese Sam Bennett e Arnaud Démare, con Diego Ulissi quarto e miglior italiano al traguardo. Domani primo dei due arrivi in salita alla Jebel Hafeet

Era il grande favorito e non ha tradito le attese. Il re di Hatta Dam è anche quest’anno l’australiano Caleb Hewan (Lotto Saudal), che scatta negli ultimi cento metri assieme a Sam Bennet (Deceuninck-Quick Step) superandolo nei pressi del traguardo posto sull’imponente diga. Ed è un colpo doppio, perché il piccolo “aussie” si prende anche il comando della generale. La seconda tappa dell’UAE Tour, 168 km, prende il via con Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe) al comando dopo la poderosa vittoria in volata nella prima frazione.
Si cambia completamente scenario in una tappa caratterizzata da un dislivello superiore ai 1500 metri. Percorso con strade molto larghe prima del nervoso finale: un corto e tremendo muro al 15,2% con punta massima al 17%.
Stesso leit motiv di ieri con i due portacolori della Vini Zabù KTM – l’italiano Leonardo Tortomasi, maglia nera in quanto leader della classifica degli sprinters, e lo sloveno Veljko Stojnić – in fuga a partire dalle prime battute. Il loro vantaggio massimo sarà di 3’10” ai -60 dall’arrivo.
Sotto un vento insidioso a tirare sono in primis la Lotto Saudal e la Cofidis per cercare di riprendere i due fuggitivi.
Ai – 48 la gamba di Stojnić cede e Tortomasi resta da solo a cercare di resistere all’assalto del plotone guidato all’interno della brulla e selvaggia catena del Majar, dalla Movistar con l’ex iridato Alejandro Valverde. Ai -24 dall’arrivo viene ripreso Tortomasi e il gruppo torna, dunque, compatto.
La strada inizia a salire costantemente. La Movistar è ancora impegnata a fare selezione. Ackermann, Mark Cavendish (Bahrain McLaren) e altri uomini veloci si staccano cercando di risparmiarsi per le prossime tappe.
Quando mancano dieci chilometri provano ad andarsene Nicola Conci (Trek-Segafredo ) ed il belga Campenaerts (NTT) mentre a sorpresa, ma non troppo, molla anche Chris Froome (Team Ineos), che a fine tappa accuserà un passivo di quasi 4 minuti.
È l’Astana ora a lavorare con Omar Fraile. Il vantaggio dei battistrada arriva sino ai 20 secondi, poi l’incedere del gruppo si fa sempre più incalzante ed i due vengono ripresi ai 3 km e mezzo dal traguardo.
Si fa vedere il trenino della Jumbo-Visma, Gorza Izagirre tira per l’Astana e anche la Lotto Saudal si porta davanti quasi al completo per Caleb Ewan.
Si arriva agli ultimi, tremendi, 100 metri. Bennet cerca di sorprendere Ewan, che però gli si incolla immediatamente. Tenta di seguirli Andrea Vendrame (AG2R La Mondiale), ma i due hanno un’altra velocità. Ewan passa Bennet negli ultimi 40 metri e va a vincere con 2″ di vantaggio; dopo altri 2″ giunge sulla linea del traguardo un gruppetto di una quarantina di corridori tutti classificati con lo stesso tempo, regolato da Arnaud Démare (Groupama – FDJ) su Diego Ulissi (UAE-Team Emirates), il figlio d’arte Rick Zabel (Israel Start-Up Nation) e Vendrame.
Nella generale dell’UAE Tour in testa è ora Ewan con 12’ secondi di vantaggio su Bennet e 16” su Arnaud Démare.
Domani terza frazione, la più lunga dell’UAE Tour, con il primo dei due arrivi in salita. La Al Qudra Cycle Track – Jebel Hafeet di 184 km prevede infatti l’oramai ben nota ascesa alla seconda montagna per altitudine degli Emirati Arabi Uniti, 10.8 km al 5.4% per arrivare fino a 1025 metri di quota, luogo dove lo scorso anno e nel 2019 è giunto primo Valverde.

Vito Sansone

Caleb Ewan aggredisce con piglio deciso le arcigne pendenze del muro di Hatta (Getty Images)

Caleb Ewan "aggredisce" con piglio deciso le arcigne pendenze del muro di Hatta (Getty Images)

24-02-2020

febbraio 24, 2020 by Redazione  
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UAE TOUR (Emirati Arabi Uniti)

L’australiano Caleb Ewan (Lotto Soudal) si è imposto nella seconda tappa, Hatta – Hatta Dam, percorrendo 168 Km in 4h18′16″ alla media di 39.03 Km/h. Ha preceduto di 2″ l’irlandese Sam Bennett (Deceuninck – Quick Step) e di 4″ il francese Arnaud Démare (Groupama – FDJ). Miglior italiano Diego Ulissi (UAE-Team Emirates), 4° a 4″. Ewan è il nuovo leader della classifica con 12″ su Bennett e 16″ su Démare. Miglior italiano Andrea Vendrame (AG2R La Mondiale), 7° a 20″.

TOUR OF RWANDA

L’etiope Mulu Kinfe Hailemichael (NIPPO DELKO One Provence) si è imposto nella seconda tappa, Kigali – Huye, percorrendo 120.5 Km in 3h03′21″ alla media di 39.43 Km/h. Ha preceduto allo sprint il colombiano Jhonatan Restrepo Valencia (Androni Giocattoli – Sidermec) e l’eritreo Biniyam Ghirmay Hailu (NIPPO DELKO One Provence). Miglior italiano Davide Gabburo (Androni Giocattoli – Sidermec), 29°. Il kazako Yevgeniy Fedorov (Vino – Astana Motors) è ancora leader della classifica con 15″ sull’eritreo Henok Mulubrhan e 18″ su Ghirmay Hailu. Miglior italiano Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli – Sidermec), 18° a 29″

PRIMAVERA D’ORO DI QUINTANA SULLE STRADE DELLA PROVENZA

febbraio 24, 2020 by Redazione  
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La 52esima edizione del Tour des Alpes Maritimes et du Var va ad uno scatenato Nairo Quintana, già dominatore del Tour de la Provence. Il colombiano dell’Arkéa-Samsic, vincitore della seconda tappa con arrivo in cima al Col d’Èze, precede nella classifica finale Romain Bardet (Ag2r La Mondiale) e Richie Porte (Trek-Segafredo).

La corsa francese, precedentemente nota come Tour du Haut Var, quest’anno si è allargata anche al Dipartimento delle Alpi Marittime. Il percorso che ne è venuto fuori è stato a dir poco impegnativo con tre arrivi in salita su tre tappe. La start-list è stata di conseguenza caratterizzata dalla presenza di numerosi scalatori, tra cui spiccavano i nomi di Nairo Quintana (Arkéa-Samsic), recente vincitore sulle stesse strade del tour regionale, Romain Bardet (Ag2r La Mondiale), Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) e Richie Porte (Trek-Segafredo).

La prima frazione, la più semplice delle 3 in programma, da Le Cannet a Grasse per un totale di 186,8 km, prevedeva un percorso molto vallonato grazie alla presenza di due GPM di 3a categoria e numerosi altri strappi. La salita finale, circa 3 km al 5,7%, non era di quelle che potevano accendere la bagarre tra i favoriti.
La fuga formatasi nei primi chilometri di gara vedeva la presenza di Anthony Perez (Cofidis), Reinardt Janse van Rensburg (NTT Pro Cycling Team), Nigel Ellsay (Rally Cycling) e Anthony Turgis (Total Direct Énergie). Il vantaggio dei fuggitivi è salito rapidamente, toccando i 6′ dopo circa 50 km, e si è mantenuto più o meno costante nei chilometri successivi. Il risveglio del gruppo è avvenuto solo negli ultimi 50 km. L’azione di Ag2r La Mondiale, EF Pro Cycling e Arkéa-Samsic ha ridotto il gap solo parzialmente: ai -20 i fuggitivi potevano vantare ancora quasi 4 minuti sul gruppo. I battistrada, rimasti nel frattempo in 3 visto che il canadese Ellsay aveva perso le ruote, sono quindi transitati ai -10 con un vantaggio di 2′20”. Il trio ha così avuto modo di approcciare la salita finale con un margine molto rassicurante (ben 1′20” ai -3) che li metteva al sicuro da rimonte.
Ad inizio salita un allungo di Perez riusciva a mandare in difficoltà Janse van Rensburg, che si staccava. I due francesi rimasti al comando si sono a lungo controllati, perdendo buona parte del vantaggio. Alla fine a spuntarla è stato il corridore della Cofidis che ha quindi preceduto di 2” Turgis e di 4” l’australiano Michael Storer (Sunweb). Quarta piazza per Pinot (a 6”), che ha regolato il gruppo dei migliori.

La seconda tappa, 175,7 km da Pégomas al Col d’Èze, era più corta ma anche altimentricamente più dura della prima. Il percorso presentava dopo 75 km il GPM di Levens (3a cat), seguito dal Col de Saint Roch (6,5 km al 6,4%, 2a categoria) al km 119 e dalla Côte de Peille (6,5 km al 6,7%, non valida per la classifica degli scalatori) al km 154. La salita finale, abitualmente affrontata alla Parigi-Nizza, rappresentava il primo banco di prova per i big.
La fuga di giornata, partita dopo 50 km, era composta da 8 corridori: Arnaud Courteille (B&B Hotels-Vital Concept), Georg Zimmermann (CCC Team), Michael Gogl (NTT Pro Cyling), Sean Bennett (EF Pro Cycling), Alessandro Fedeli (Nippo Delko One Provence), Matthijs Paasschens (Bingoal-Wallonie Bruxelles), Emil Vinjebo (Riwal Readynez) e Damien Lüscher (Swiss Racing Academy).
I fuggitivi hanno raggiunto un vantaggio massimo di circa 4′ (ai -70), dopodichè è iniziata la lenta rimonta del gruppo principale. Ai 30 è stata l’Arkéa-Samsic a prendere la testa del plotone imponendo un ritmo che li ha portati a raggiungere i battistrada lungo la salita di Peille, in cima alla quale anche il leader della classifica Perez aveva perso contatto dai migliori.
Si è giunti quindi al Col d’Èze con un gruppo già selezionato. Ai -3 il primo atteso attacco di Quintana, a cui ha risposto Pinot. Poco dopo un nuovo attacco del colombiano faceva il vuoto. Quintana ha rapidamente accumulato un vantaggio importante, vincendo la tappa con 40” su un gruppo di ben 22 corridori regolato da Simon Clarke (EF Pro Cycling) davanti a Lilian Calmejane (Total Direc Énergie), Pinot e Fausto Masnada (CCC Team). Quintana è così salito anche in testa alla classifica generale con un margine di 38” su Storer e di 40” su Clarke, Pinot e altri 15 corridori.

La terza ed ultima tappa, solo 136 km da La Londe-les-Maures al Mont Faron, prevedeva l’arrivo in cima allo storico traguardo del defunto Giro del Mediterraneo, 5,7 km all’8,4% a concludere una tre giorni molto impegnativa. I primi 100 km, a differenza di quanto visto nelle prime die tappe, erano abbastanza semplici e prevedevano il GPM del Col du Corps de Gardes, collocato pochi chilometri prima dell’arrivo sul Mont Faron, la salita più dura della corsa francese.
La corsa, partita con un Quintana saldamente al comando della classifica generale, ha visto protagonisti 12 fuggitivi: Adrien Garel (B&B Hotels-Vital Concept), Lars van der Berg (Groupama-FDJ), Julien Trarieux (Nippo Delko One Provence), Jesper Schultz (Riwal Readynez) e Julien Bernard (Trek-Segafredo), partiti al chilometro zero e ai quali si sono poi aggiunti Nans Peters (Ag2r La Mondiale), Fabien Grellier (Total Direct Énergie), Reinardt Janse van Rensburg (NTT Pro Cycling), Eddy Fine (Cofidis), Kenny Molly (Bingoal-Wallonie), Samuel Leroux (Natura4Ever-Roubaix) e Nicholas Zukowsky (Rally Cycling).
Il fuggitivi hanno raggiunto un vantaggio di oltre 5 minuti prima che la formazione del leader, l’Arkéa-Samsic, iniziasse a lavorare in testa al gruppo, riducendolo a 3′30” ai 30 dall’arrivo. Sul Col du Corps de Gard un’azione di Bernard ha spezzato il gruppo di testa. Il francese è riuscito a scollinare da solo, lanciandosi in solitaria verso l’imbocco dell’ascesa finale a cui è giunto con 3′40 “sul gruppo e una ventina di secondi sui primi inseguitori, ovvero Finè, Van der Berg, Peters, Grellier, Molly e Janse van Rensburg.
Lungo la salita finale Peters è scattato dal gruppetto degli inseguitori riportandosi sul connazionale ai -2. Peters e Bernard hanno così dato vita ad una serie di attacchi a ripetizione, finchè il corridore della Trek non ha avuto la meglio su quello dell’Ag2r con un attacco avvenuto ai -500. Bernard ha concluso la tappa con 3” su Peters, 42” su Lars van der Berg , 1′18” su Molly, 1′38” su Eddy Fine e 2′10” su Janse van Rensburg. Da segnalare che il vincitore della tappa è figlio dell’ex professionista Jean François Bernard, che proprio sul Mont Faron ha ottenuto due vittorie, la prima al Giro del Mediterraneo del 1986 e la seconda alla Parigi-Nizza dell’anno successivo, anche se in entrambi questi casi non si era trattato di tappe in linea come questa ma di cronometro.
Nel gruppo dei migliori Quintana si è nuovamente prodotto in un attacco a cui hanno resistito solo Bardet e Porte, trio giunto a 2′15” dal vincitore.
Nella classifica finale Quintana chiude con 40” di vantaggio su Bardet e Porte, che completano il podio. Seguono Tanel Kangert (EF Pro Cycling) a 56”, Nicolas Edet (Cofidis) a 59”, Pinot a 1′04”, Nicolas Roche (Sunweb) e Julien El Fares (Nippo Delko One Provence) ad 1′05”, Masnada ad 1′09” e Attila Valter (CCC Team) a 1′13”.
Il colombiano, così come aveva fatto pochi giorni fa nel Tour de la Provence, è stato letteralmente più forte degli avversari in salita dimostrando uno smalto che sembrava ormai perso negli ultimi anni in maglia Movistar. La facilità con cui ha fatto il vuoto sul Col d’Èze fa il paio con la perfomance di cui è stato protagonista appena 8 giorni fa su Mont Ventoux.
Difficile dire se Nairo sarà nuovamente in grado di lottare per la vittoria al Tour de France, ma sembra che la strada imboccata con il cambio di maglia sia quella buona.

Pierpaolo Gnisci

La vittoria di Quintana sul Col dÈze (foto Bettini)

La vittoria di Quintana sul Col d'Èze (foto Bettini)

REMCO CHIAMA, JAKOB RISPONDE: FUGLSANG DOMINA IN ANDALUSIA

febbraio 23, 2020 by Redazione  
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Il giorno della vittoria di Remco Evenepoel (Deceuninck-Quick Step) alla Volta ao Algarve è terminata anche la Vuelta a Andalucía, conquistata dal danese Jakob Fuglsang (Astana). Come nel caso del corridore belga, anche quello del danese è stato un dominio, iniziato con la vittoria nella prima tappa e proseguito con la presenza di Fuglsang nei piani alti degli ordini d’arrivo anche nelle altre cinque frazioni: sesto nella seconda, ancora vincitore nella terza, secondo nelle ultime due tappe, beffato per meno di un secondo nella crono conclusiva da parte del belga Dylan Teuns (Bahrain – McLaren)

Si è conclusa oggi una bella edizione della corsa andalusa con una breve crono di 13 km, disputata a Cala de Mijas su di un percorso tecnico e difficile da interpretare, complicati da strappi ed anche un tratto in sterrato. Alla fine si è imposto di un soffio il portacolori della Bahrain-McLaren Dylan Teuns sul leader della classifica Jakob Fuglsang (Astana), mentre terzo a 2″ si è piazzato Alex Edmondson della Mitchelton-Scott, Il danese dell’Astana si impone in classifica generale dimostrando una più che ottima condizione in vista delle gare che contano. Mikel Landa (Bahrain – McLaren), alla partenza di questa crono secondo in classifica, ha pagato lo storico, scarso feeling contro il tempo ma lascia la sensazione di un esordio convinto rispetto alla nuova stagione che lo vedrà finalmente vero capitano nei grandi giri di un’agguerrita Bahrain-McLaren. Quest’ultima si prende anche la quinta posizione con Pello Bilbao e questo dimostra come la squadra abbia cominciato col piede giusto la lunga stagione. Buon quinto il giovane statunitense, sempre sul pezzo questi giorni, Brandon McNulty (UAE-Team Emirates), va maluccio Ion Izagirre (Astana) mentre Jack Haig (Mitchelton-Scott) paga 24″ e si prende il secondo posto in classifica che era di Landa, giunto a 58″ e scivolato in terza posizione. Ancora male Marc Soler (Movistar) mentre il nostro Sonny Colbrelli (Bahrain – McLaren) coglie un buon decimo posto che ci fa sperare di vederlo pimpante nelle sue gare preferite.
Le classifiche minori sono conquistate dallo stesso Fuglsang (a punti), dal belga dell’Alpecin-Fenix Floris De Tier (GPM) e dalla citata Bahrain – McLaren (a squadre)

Matteo Conz

Il podio della corsa andalusa (Getty Images Sport)

Il podio della corsa andalusa (Getty Images Sport)

EVENEPOEL PESCA UN’ALTRA PERLA IN ALGARVE

febbraio 23, 2020 by Redazione  
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Nella cronometro individuale di Lagoa Remco Evenepoel (Deceuninck Quick Step) è capace di battere addirittura Rohan Dennis (Ineos), campione del mondo della specialità, e vince la breve corsa portoghese dimostrando di possedere qualità non comuni per un ciclista di vent’anni

Quando un ragazzo di 20 anni, al secondo anno da professionista, mette tutti in fila in una cronometro e relega al secondo posto nientemeno che il campione del mondo della specialità qualche riflessione è lecito farla. Remco Evenepoel (Deceuninck Quick Step) è uno dei talenti più promettenti del ciclismo su strada e segue a breve distanza Wout Van Aert (Jumbo-Visma) e Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix) che dopo aver vinto tutto nel ciclocross si sono dati al ciclismo su strada ottenendo degli ottimi risultati. Ma se Van Aert e Van der Poel hanno fatto sfoggio delle loro ottime doti nelle corse di un giorno, per Evenepoel lo spettro è più largo, visto che dopo la Vuelta a San Juan vince a mani basse anche la Volta ao Algarve. Parliamo di corse a tappe di una settimana, nelle quali un ciclista deve sapersi destreggiare in tutte le condizioni a cui è chiamato dal percorso, tappe pianeggianti, salite e cronometro. Ebbene, Evenepoel ha vinto la breve corsa portoghese – ottimamente assistito dalla Deceuninck Quick Step, diciamolo pure – senza mai mostrare il benchè minimo segno di cedimento, controllando gli avversari e chiudendo con la ciliegina sulla torta della vittoria nella cronometro finale. Rohan Dennis (Ineos) conduceva abbastanza nettamente sugli avversari con il tempo di 24 minuti e 17 secondi. Poi è partito per ultimo Evenepoel e gli ha dato mezzo secondo a chilometro, concludendo con il tempo di 24 minuti e 7 secondi. Si è trattato di una prova autoritaria di un ciclista che aveva vinto più o meno allo stesso modo in Sudamerica. Al terzo posto si piazza lo svizzero Stefan Küng (Groupama FDJ) a 19 secondi da Evenepoel. Il belga vince così la sua seconda corsa a tappe stagionale con 38 secondi di vantaggio su Maximilian Schachmann (Bora Hansgrohe) e 39 secondi su Miguel Ángel López (Astana). Chiudono la top five finale Rui Costa (UAE Team Emirates) e Tim Wellens (Lotto Soudal). Vincenzo Nibali (Trek Segafredo) è il migliore degli italiani e chiude al 12° posto, con 2 minuti e 2 secondi di ritardo da Evenepoel. Fabio Jakobsen (Deceuninck Quick Step) vince la classifica a punti, Dries De Bondt (Alpecin-Fenix) quella dei GPM ed Evenepoel, manco a dirlo, quella del miglior giovane, mentre la classifica a squadre è conquistata dalla INEOS. Marzo ci dirà adesso se anche nelle corse del Nord Evenepoel confermerà i continui progressi che sembrano poterlo proiettare già in giovane età nel gotha del ciclismo mondiale.

Giuseppe Scarfone

Evenepoel in azione nella cronometro conclusiva (Getty Images)

Evenepoel in azione nella cronometro conclusiva (Getty Images)

23-02-2020

febbraio 23, 2020 by Redazione  
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UAE TOUR (Emirati Arabi Uniti)

Il tedesco Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe) si è imposto nella prima tappa, The Pointe – Dubai Silicon Oasis, percorrendo 148 Km in 3h29′19″ alla media di 42.42 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’australiano Caleb Ewan (Lotto Soudal) e il francese Rudy Barbier (Israel Start-Up Nation). Miglior italiano Alberto Dainese (Team Sunweb), 6°. Ackermann è il primo leader della classifica con 4″ su Ewan e 5″ sul serbo Veljko Stojnić (Vini Zabù – KTM)

VOLTA AO ALGARVE EM BICICLETA (Portogallo)

Il belga Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick Step) si è imposto nella quinta ed ultima tappa, circuito a cronometro di Lagoa, percorrendo 20.3 Km in 24′07″ alla media di 50.50 Km/h. Ha preceduto di 10″ l’australiano Rohan Dennis (Team Ineos) e di 19″ l’elvetico Stefan Küng (Groupama – FDJ). Miglior italiano Matteo Trentin (CCC Team), 19° a 58″. Evenepoel si impone in classifica con 38″ sul tedesco Maximilian Schachmann (Bora – Hansgrohe) e 39″ sul colombiano Miguel Ángel López Moreno (Astana Pro Team). Miglior italiano Vincenzo Nibali (Trek – Segafredo), 12° a 2′02″

VUELTA A ANDALUCÍA-RUTA CICLISTA DEL SOL (Spagna)

Il belga Dylan Teuns (Bahrain – McLaren) si è imposto nella quinta ed ultima tappa, circuito a cronometro di Mijas, percorrendo 13 Km in 17′57″ alla media di 43.45 Km/h. Ha preceduto di 8 decimi di secondo il danese Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) e di 2″ l’australiano Alex Edmondson (Mitchelton-Scott). Miglior italiano Sonny Colbrelli (Bahrain – McLaren), 10° a 33″. Fuglsang si impone in classifica con 59″ sull’australiano Jack Haig (Mitchelton-Scott) e 1′12″ sullo spagnolo Landa Meana. Miglior italiano Edward Ravasi (UAE-Team Emirates), 24° a 10′28″.

TOUR CYCLISTE INTERNATIONAL DES ALPES MARITIMES ET DU VAR (Francia)

Il francese Julien Bernard (Trek – Segafredo) si è imposto nella terza tappa, La Londe-les-Maures – Tolone / Mont Faron, percorrendo 136 Km in 3h28′51″ alla media di 39.07 Km/h. Ha preceduto di 3″ il connazionale Nans Peters (AG2R La Mondiale) e di 42″ l’olandese Lars van den Berg (Groupama – FDJ). Miglior italiano Fausto Masnada (CCC Team), 15° a 2′45″. Il colombiano Nairo Alexander Quintana Rojas (Team Arkéa Samsic) si impone in classifica con 40″ sul francese Romain Bardet (AG2R La Mondiale) e sull’australiano Richie Porte (Trek – Segafredo). Miglior italiano Masnada, 9° a 1′10″

TOUR OF ANTALYA (Turchia)

Il belga Tim Merlier (Alpecin-Fenix) si è imposto nella quarta ed ultima tappa, Side – Antalya, percorrendo 136.8 Km in 2h57′31″ alla media di 46.24 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’italiano Filippo Fortin (Team Felbermayr – Simplon Wels) e il tedesco Lucas Carstensen (Bike Aid). Il britannico Maximilian Stedman (Canyon dhb p/b Soreen) si impone in classifica con 1″ sul belga Kenneth Van Rooy (Sport Vlaanderen – Baloise) e 4″ sull’italiano Alessandro Fancellu (Kometa Xstra Cycling)

TOUR OF RWANDA

Il kazako Yevgeniy Fedorov (Vino – Astana Motors) si è imposto nella prima tappa, circuito di Kigali, percorrendo 114.4 Km in 2h44′59″ alla media di 41.60 Km/h. Ha preceduto di 15″ l’eritreo Henok Mulubrhan (nazionale eritrea) e di 18″ l’eritreo Biniyam Ghirmay Hailu (NIPPO DELKO One Provence). Miglior italiano Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli – Sidermec), 17° a 29″. Fedorov è il primo leader della classifica con 15″ su Mulubrhan e 18″ su Ghirmay Hailu. Miglior italiano Gavazzi, 17° a 29″

ACKERMANN TIRA LA VOLATA ALL’UAE TOUR 2020

febbraio 23, 2020 by Redazione  
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Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe) vince in volata la prima tappa dell’UAE Tour. Secondo Caleb Ewan (Lotto-Soudal), sesto il giovane Alberto Dainese (Sunweb), primo italiano al traguardo. Nella top ten di giornata anche Jakub Mareckzo (CCC Team) e Andrea Vendrame (AG2R La Mondiale).

Ha preso oggi il via la seconda edizione dell‘UAE Tour con una frazione di 148 kmcompletamente pianeggiante che partiva e arriva a Dubai. Al via numerosi ciclisti di spessore tra i quali Chris Froome (Ineos), alla ricerca del riscatto dopo un 2019 nero a causa di un brutto infortunio che lo costrinse a terminare la stagione il 12 giugno. Per il keniano bianco il rientro alle corse è un bel punto di domanda e in casa Ineos valuteranno attentamente se ci sono le condizioni affinché le motivazioni e la forma fisica potranno ritornare quelle di un tempo; in caso negativo Froome dovrà accontentarsi di mettersi a disposizione dei compagni dei squadra Egan Bernal e Geraint Thomas. Assente per scelta il campione uscente in carica Primož Roglič (Jumbo-Visma). La tappa veniva caratterizzata da una fuga partira nei primi chilometri di gara, promossa da Nikolay Cherkasov e Cristian Scaroni (Gazprom-RusVelo), Veljko Stojnić e Leonardo Tortomasi (Vini Zabù KTM). Il margine massimo di vantaggio concesso dal gruppo è stato di poco superiore ai 3 minuti, con le formazioni dei velocisti che controllavano senza alcun problema. Quando il ritardo del gruppo scendeva sotto il minuto, a circa 35 km dal termine, Scaroni prima e Stojnić poi si rialzavano facendosi inglobare dal plotone inseguitore. Cherkasov e Tortomasi spingevano ancora sui pedali fino ai meno 14 km, quanto si dovevano arrendere al ritorno del gruppo.
Negli ultimi chilometri Deceuninck-Quick Step e Jumbo-Visma mettevano i propri uomini in testa al gruppo a dettare il ritmo; f ai meno due chilometri Luka Mezgec (Mitchelton-Scott) mette il suo trenino in testa al gruppo. Arrivati allo sprint dalla destra del trenino Mitchelton-Scott usciva un prepotente Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe) che di forza andava a vincere nettamente. Per il tedesco della Bora si tratta del secondo successo stagionale dopo quello ottenuto sette giorni fa nella Clásica de Almería. Seconda posizione per l’australiano Caleb Ewan (Lotto Soudal), terzo il francese Rudy Barbier (Israel Start-Up Nation), solo quarto l’atteso Dylan Groenewegen (Team Jumbo-Visma), partito lontanissimo; quinto è Luka Mezgec (Mitchelton-Scott) mentre sesto è il primo degli italiani, il neoprofessionista Alberto Dainese (Team Sunweb). Nella top ten di giornata si piazzano anche Jakub Mareczko (CCC Team) e Andrea Vendrame (AG2R La Mondiale), rispettivamente settimo e decimo. Il vero grande sconfitto di giornata è Fernando Gaviria (UAE-Team Emirates), ventesimo al traguardo. Da segnalare la prima uscita stagionale di Davide Formolo con la maglia di campione italiano.
Appuntamento a domani con la seconda tappa che da Hatta condurrà in 168 km vallonati alla soprastante diga, dove il traguardo sarà posto al termine di un breve ma ripidissimo muro sul muro di Hatta Dam, 100 metri al 15.2%, in cima al quale si sono sempre imposti velocisti di spessore, che saranno resistere nei finali più impegnativi.

Luigi Giglio

Pascal Ackermann vince la frazione dapertura del Giro degli Emirati Arabi Uniti (foto Bettini)

Pascal Ackermann vince la frazione d'apertura del Giro degli Emirati Arabi Uniti (foto Bettini)

ETAPA LOCA! VINCE HAIG MA LO SPETTACOLO E’ TUTTO PER LA SFIDA FUGLSANG-LANDA. BENE MCNULTY ED IZAGUIRRE, CEDE TEUNS

febbraio 22, 2020 by Redazione  
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Showdown tra il leader della generale ed il ciclista basco durante la breve ma combattuta tappa da Villanueva Mesía a Granada vinta in volata da Jack Haig (Mitchelton-Scott) davanti al danese e al capitano del Team Bahrain McLaren.

La quarta tappa di 126,5 km della Ruta del Sol che prevede l’Alto del Purche (1° cat. 8,8 km al 7.8%)a 20 km dall’arrivo poteva sorridere alla fuga di giornata ma i big di classifica hanno dato vita ad una sfida senza quartiere. Pochissimo spazio quindi agli attaccanti che erano ben 18 (tra i quali ancora il nostro Damiano Caruso), tenuti a guinzaglio stretto dal gruppo guidato prevalentemente dalla Bahrain McLaren, la quale concede al massimo 3 minuti di vantaggio. A sorpresa il leader della classifica Jakob Fuglsang (Astana) attacca a circa 4 km dal GPM creando una forte selezione e mettendo in difficoltà il compagno Pello Bilbao, Brandon McNulty (UAE-Team Emirates) e Dylan Teuns (Bahrain – McLaren). In vista dello scollinamento rimangono davanti solo Fuglsang, Mikel Landa (Bahrain – McLaren) e Jack Haig (Mitchelton-Scott), che si involano in discesa per poi provare a turno attacchi durante l’ultimo chilometro. La volata viene lanciata Mikel Landa, sulla carta il meno esplosivo, la maglia gialla lo segue e lo salta con facilità, ma è Haig ad indovinare la giusta tempistica vincendo una tappa davvero divertente. Dietro, a 27 secondi, è McNulty (UAE-Team Emirates) a spuntarla su Ion Izagirre (Astana), mentre il gruppetto con Teuns e Marc Soler (Movistar) giunge ad 1’14”. Cambia la classifica generale con Fuglsang sempre leader con 14” su Landa e Haig che si prende la terza piazza a 35” e Izagirre la quarta ad 1’10”, mentre Teuns scende in sesta posizione a 1′45″, scavalcato anche da Bilbao, 5° a 1′44″.
Domani breve cronometro di 13 km nei dintorni di Cala de Mijas, caratterizzata da un paio di strappi e da un brevissimo tratto di strada sterrata. A meno di grossi guai, la Ruta del Sol appare saldamente in tasca a Fuglsang e ci sarà forse un rimescolamento nella top5, già comunque ben delineata.

Matteo Conz

Laustraliano Haig si impone nella combattuta penultima tappa della Vuelta a Andalucía (foto Bettini)

L'australiano Haig si impone nella combattuta penultima tappa della Vuelta a Andalucía (foto Bettini)

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