‘NA GITA A LI CASTELLI

Roma sarà presente anche nel percorso del Giro 2019, pur non ospitando l’epilogo della corsa come avvenuto lo scorso anno. Nell’attesa di rivedere il finale della Corsa Rosa nel 2020 nella Città Eterna, stavolta saranno attraversate alcune delle borgate più popolari della capitale nel tratto conclusivo della quarta tappa, subito prima d’intraprendere l’ascesa verso Frascati che chiama alla ribalta i finisseur e qualche uomo di classifica desideroso d’anticipare d’un soffio gli avversari prima che si arrivi alle tappe calde della corsa.

“Ma che ce frega ma che ce ‘mporta se il Giro d’Italia nun passa pe’ le strade de sta Roma bella”… Anche il Giro del 2019 avrebbe dovuto finire a Roma, ma le polemiche sullo stato delle strade della capitale, che lo scorso anno aveva costretto gli organizzatori a neutralizzare la frazione conclusiva, hanno consigliato di rimandare tutto al 2020. La città eterna sarà comunque presente, anche se “di sbieco”, con l’attraversamento di alcuni dei più popolari quartieri della capitale, quelli della Roma “de panza”, nel finale della quarta frazione, che terminerà con una classica scampagnata ai Castelli Romani, di quelle cantate nella popolare canzone portata al successo dall’indimenticata Gabriella Ferri (‘Na gita a li Castelli, mentre quella parafrasata in apertura è la non meno celebre La società dei magnaccioni). Andare sui “Castelli” vuol dire salire e una salita caratterizzerà, infatti, gli ultimi chilometri di gara e, pur non essendo cattiva, toglierà di mezzo i velocisti anche se, con tutta probabilità, in tanti piomberanno sul traguardo di Frascati per giocarsi la vittoria. Il finale, infatti, ricorda quello della tappa terminata nella vicina Tivoli nel 2008, vinta allo sprint da Riccardo Riccò su Paolo Bettini e Davide Rebellin, seguiti nell’ordine d’arrivo da altri corridori di classifica come Franco Pellizotti (4°), Danilo Di Luca (6°), Domenico Pozzovivo (8°) e Paolo Savoldelli (9°). Il resto del tracciato sarà caratterizzato da ondulazioni ancor più pedalabili dell’ascesa conclusiva, come quella che, a una trentina di chilometri dal via da Orbetello, condurrà a Manciano (7,1 Km al 3,5%), unico traguardo della montagna previsto dal tracciato odierno, collocato nel centro del quale è originario Massimilano Lelli, l’ex corridore che si mise alla luce al Giro d’Italia del 1991 vincendo due tappe – sul Monviso e a Selva di Val Gardena – e conquistando la maglia bianca di miglior giovane piazzandosi terzo in classifica generale a quasi 7 minuti dal conterraneo Franco Chioccioli. Subito dopo il passaggio per Pitigliano farà compiere al gruppo un virtuale salto indietro nel tempo al 2018 e alla partenza della Corsa Rosa da Israele: questo piccolo ma suggestivo borgo dell’entroterra maremmano è, infatti, conosciuto con il soprannome di “Piccola Gerusalemme” per la numerosa comunità ebraica che vi visse e per la quale fu costruita anche una piccola sinagoga, monumento tra i più visitati di questo comune del quale fu sindaco negli ultimi due anni di vita il professor Alberto Manzi, celebre per aver contribuito all’istruzione elementare di molti italiani grazie al programma televisivo “Non è mai troppo tardi”, trasmesso dalla RAI dal 1960 al 1968. Superato il confine tra Toscana e Lazio si scollinerà la “Cima Coppi” di giornata, raggiunta – dopo aver affrontato 13 Km di facilissima ascesa al 3% medio – ai 645 metri del Poggio Evangelista, terza cima per altitudine della catena dei Monti Volsini, il gruppo montuoso che circonda come un abbraccio il lago di Bolsena e che prende il nome dall’antica città etrusca di Velzna. Sfiorato in prossimità dello scollinamento il borgo di Latera, il cui castello risale al XII secolo ed è oggi sede municipale, si planerà dolcemente in direzione di Valentano, dove si trova un altro monumentale maniero, appartenuto alla famiglia Farnese e che oggi ospita un museo dedicato alla preistoria della Tuscia e, si racconta, anche un paio di fantasmi, quello di un soldato zuavo che vi era stato imprigionato e quello del duca Pier Luigi Farnese, assassinato il 10 settembre 1547 a Piacenza.
Sono tanti i richiami artistici che offrirà il percorso di questa tappa e il più rilevante arriverà qualche chilometro più avanti quando i “girini” transiteranno per Tuscania, cittadina tra le più importanti dell’antica Tuscia e che secondo una leggenda sarebbe stata fondata da Ascanio, il figlio del mitico Enea, mentre secondo altre voci il fondatore sarebbe Tusco, figlio nientemeno che di Ercole. Ma non sono queste storie ad attrarre fin qui i turisti bensì i suoi monumenti, in particolar modo le chiese romaniche di Santa Maria Maggiore e di San Pietro, spesso utilizzate come set cinematografici, come accadde nel 1966 quando qui furono girati “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli e “Uccellacci e uccellini” di Pier Paolo Pasolini.
A cavallo di metà tappa si percorrerà per una trentina di chilometri la statale che ricalca le rotte dell’antica Via Cassia, la strada consolare romana che collegava Roma a Florentia (l’odierna Firenze) e che deriva il nome da Gaio Cassio Longino, il censore che fu tra i promotori della congiura terminata con l’assassinio di Giulio Cesare, anche se alcuni studiosi propendono per un’intitolazione a un omonimo console. All’inizio di questo tratto si attraverserà il centro di aspetto medioevale di Vetralla, con l’interessante chiesa romanica di San Francesco, per poi costeggiare in lenta salita i margini meridionali della catena dei Monti Cimini, rilievi d’origine vulcanica nella cui caldera si adagia il Lago di Vico. Più avanti la corsa giungerà sulle strade di Sutri, centro frequentatissimo all’epoca dei pellegrinaggi medioevali lungo la Via Francigena poiché costituiva l’ultima tappa prima di giungere a Roma, distante una cinquantina di chilometri da questo comune, presso il quale si può visitare uno dei principali anfiteatri romani d’Italia, ritenuto uno dei sette più belli al mondo e che poteva contenere fino a 9000 spettatori: anche questo luogo ha spesso attratto i registi e, per esempio, qui fu ambientato il Paese dei Balocchi nella miniserie in due puntate dedicata a Pinocchio, trasmessa dalla RAI nel 2009 e diretta da Alberto Sironi, lo stesso regista che nel 1995 aveva firmato la fiction su Fausto Coppi.
Lasciata la Cassia, il percorso disegnerà ora un ampio arco sulle colline a ovest della capitale, superando subito la facile salitella verso Campagnano di Roma, 4 Km al 3,5% che iniziano non distante dall’autodromo di Vallelunga, inaugurato nel 1963 nel luogo dove in precedenza si trovava un ippodromo. Con un percorso leggermente tortuoso in soave discesa ci si porterà quindi a Castelnuovo di Porto, paese nel quale visse Enrico Maria Salerno, la cui villa oggi ospita un centro studi intolato al celebre attore, scomparso nel 1994.
Si supererà quindi il corso del Tevere immediatamente prima d’affrontare la breve e facile rampetta verso Monterotondo (2 Km al 4,5%), seguita dal passaggio per Mentana, il centro presso quale il 3 novembre 1867 fu combattuta l’omonima battaglia che vide le truppe franco-pontificie contrapposte ai volontari italiani al soldo di Giuseppe Garibaldi, usciti sconfitti da una tenzone che concesse ancora tre anni di vita allo Stato Pontificio, destinato a scomparire nel 1870 con la Presa di Roma. La capitale sarà la protagonista dei successi 30 Km, che vedranno i corridori sfecciare tra alcune delle borgate più popolari di Roma, cominciando da quella di Tor Lupara, divenuta indipendente nel 2001 (è la sede del municipio di Fonte Nuova), sulle cui case svettano i ruderi moderni della chiesa di Maria Regina, che avrebbe dovuto essere la parrocchiale di questa comunità ma che rimase incompiuta nel 1988, dove un devastante incendio.
Sfiorato il parco al cui centro sorge il castello di Marco Simone, ristrutturato alla fine degli anni ’70 dalla stilista Laura Biagiotti che trasformò la tenuta circostante in un esclusivi country club dotato di un campo da golf da 27 buche, si scavalcherà il corso del fiume Aniene subito prima di giungere a Lunghezza, dove i “girini” sfioreranno l’omonimo castello, innalzato sul luogo dove si trovava un insediamento risalente al paleolitico e nel quale nel 1992 soggiornò nientemeno che il Principe Carlo d’Inghilterra, per il quale fu organizzata una cena benifica i cui invitati contribuirono con le loro donazioni al restauro dell’abitazione romana del poeta inglese John Keats, situata nei pressi della scalinata di Piazza di Spagna.
Giunti in Borgata Finocchio, nella zona della capitale detta “Borghesiana” in ringraziamento alla famiglia Borghese che donò le terre sulle quali fu costruita l’omonima stazione della ferrovia Roma – Fiuggi, si imboccherà la Via Casilina in direzione della capitale, lambendo il popolare quartiere di Tor Bella Monaca (il nome deriva da quello di una torre citata in un documento del 1317 e di proprietà di tale Pietro Monaca) e giungendo quindi a Tor Vergata, quartiere principalmente conosciuto per la presenza della seconda università statale di Roma, fondata nel 1986, e nel quale si sarebbe dovuta realizzare anche la “Città dello sport”, i cui lavori, iniziati nel 2007, furono bloccati due anni più tardi per mancanza di fondi, dopo che era già stata realizzata la cosidetta “Vela di Calatrava”, che avrebbe dovuto sormontare lo stadio del nuoto, opera dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Superata l’Autostrada del Sole si percorrerà quindi l’ultimo tratto di pianura sulla statale Tuscolana in direzione di Vermicino, località tristemente conosciuta per un fatto di cronaca avvenuto il 10 giugno 1981, la vicenda della scomparsa di Alfredino Rampi, accadimento che convinse il Presidente della Repubblica Sandro Pertini a istituire il Ministero della Protezione civile. A quel punto mancheranno poco più di 4 Km al traguardo, in salita al 4,8% ricalcando quello che fu il finale del circuito dei mondiali del 1955, l’edizione che vide il successo del belga Stan Ockers al cospetto della scenografica Villa Aldobrandini, spettacolare sfondo anche della quarta frazione del 102° Giro d’Italia.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

I VALICHI DELLA TAPPA

Valico della Cantoniera di Latera (595 metri). Valicato dall’ex SS 74 “Maremmana” tra Pitigliano e Grotte di Castro in corrispondenza del bivio per Latera, poco dopo aver superato lo scollinamento del Poggio Evangelista.

FOTOGALLERY

Pitigliano, sinagoga

Latera, castello

Valentano, Rocca Farnese (www.simulabo.it)

Valentano, Rocca Farnese (www.simulabo.it)

Tuscania, chiesa di San Pietro

Scena de “L’armata Brancaleone” girata nelle campagne di Tuscania, con la chiesa di San Pietro sullo sfondo (www.davinotti.com)

Scena de “L’armata Brancaleone” girata nelle campagne di Tuscania, con la chiesa di San Pietro sullo sfondo (www.davinotti.com)

Vetralla, chiesa di San Francesco

L’anfiteatro romano di Sutri trasformato in Paese dei Balocchi nella fiction “Pinocchio” del 2009 (www.davinotti.com)

L’anfiteatro romano di Sutri trasformato in Paese dei Balocchi nella fiction “Pinocchio” del 2009 (www.davinotti.com)

Autodromo di Vallelunga

Passaggio sul fiume Tevere

La porta d’accesso al centro storico di Mentana

Fonte Nuova, ruderi della chiesa di Maria Regina

Guidonia, Castello di Marco Simone (www.mondimedievali.net)

Guidonia, Castello di Marco Simone (www.mondimedievali.net)

Guidonia, Castello di Marco Simone (www.mondimedievali.net)

Castello di Lunghezza

Tor Vergata, Vela di Calatrava

Villa Aldobrandini di Frascati e, in trasparenza, l’altimetria della quarta tappa del Giro 2019 (YouTube)

Villa Aldobrandini di Frascati e, in trasparenza, l’altimetria della quarta tappa del Giro 2019 (YouTube)

C’È UNA LAGUNA PICCOLA LAGGIÙ…

Carte alla mano, non si tratta di una frazione particolarmente impegnativa ma il finale di gara potrebbe riservare qualche sgradita sorpresa. Gli ultimi 15 Km si disputeranno, infatti, nell’ambiente della laguna di Orbetello con ampi tratti da percorrere sotto l’effetto del vento. Il rischio di incappare in ventagli è, dunque, elevato e ancor maggiore è la possibilità che non si riesca a ricucirli perché davanti si andrà sicuramente a tutta, con i “treni” dei velocisti impegnati al massimo nel mettere su strada tutte le loro energie in vista di un quasi certo arrivo allo sprint.

… attenti al vento! La terza frazione della corsa rosa sarà pane per i denti dei velocisti e su questo non ci piove… ma potrebbe tirarci parecchio vento. Altimetricamente il viaggio da Vinci a Orbetello non sarà molto complicato, con una trentina di chilometri di pianura in partenza, un GPM di 3a categoria e poi una fase centrale modestamente vallonata prima di ritrovare il piattone negli ultimi 80 Km, nel corso dei quali l’unica difficoltà altimetricata sarà rappresentata dal modesto Poggio L’Apparita, “apparizione” che avverrà quando al traguardo mancheranno una quarantina abbondante di chilometri. E sarà proprio il tratto conclusivo di questa tappa a presentare l’insidia maggiore di giornata quando il gruppo giungerà in riva alla laguna di Orbetello, una zona particolarmente esposta all’azione del vento poiché per circa 15 Km ci si troverà a correre avendo le acque a destra e a sinistra. Considerata la poca distanza che mancherà al traguardo e le alte velocità alle quali solitamente il gruppo viaggia nei finali di corsa, chi dovesse incappare in un ventaglio potrebbe faticare non poco per rientrare sul gruppo di testa oppure, nella peggiore delle ipotesi, lasciare per strada un considerevole gruzzoletto temporale e perdere anche più di un minuto, inconveniente nel quale potrebbe incappare anche qualche pezzo grosso della classifica, come capitato spesso in passato in situazioni simili.
Lasciata Vinci, altro omaggio al grande Leonardo, la “corsa rosa” sfiorerà ancora Empoli per poi imboccare la Valdelsa in direzione di Castelfiorentino, cittadina tra i cui monumenti si segnalano il santuario barocco di Santa Verdiana e il Teatro del Popolo, uno dei più importanti della Toscana tra quelli costruiti nell’Ottocento e il cui ridotto è stato intitolato a Indro Montanelli. Attraversato questo centro si affronterà la salita più impegnativa di giornata, il Poggio all’Aglione (6.6 Km al 5.5%), subito prima di giungere nella località di Gambassi Terme, che vanta diversi interessanti luoghi di culto come la romanica Pieve di San Frediano, situata all’interno del castello della frazione Montignoso. Al termine della discesa si farà ritorno sul fondovalle della Valdelsa all’altezza di Certaldo, piccola città d’arte dove il 16 giugno 1313 nacque il poeta Giovanni Boccaccio, la cui casa – totalmente ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale – è uno dei luoghi più visitati del centro storico assieme al Palazzo Pretorio, simbolo della cittadina.
Ritrovata la pianura il gruppo si porterà a Poggibonsi e poi, abbandonata la statale per Siena, a Colle di Val d’Elsa, un altro centro toscano spesso meta dei turisti, che qui giungono sia per ammirarne i monumenti (come la casa-torre dove nacque lo scultore Arnolfo di Cambio), sia per acquistare souvenir in cristallo, pregiato materiale della cui produzione questo centro è il principale in Italia, con tanto di museo inaugurato nel 2001.
Costeggiando in leggero falsopiano la Montagnola Senese, area collinare ricca di grotte carsiche e di cave di marmo giallo (in passato impiegato nella costruzione dei duomi di Firenze e Orvieto), il gruppo si avvicinerà alla fase centrale vallonata, superando all’inizio di questo tratto il facile GPM della Cantoniera di Montebello (2.4 Km al 5%) per poi giungere nella zona dove si trova uno dei monumenti più spettacolari e visitati della Toscana, la gotica abbazia in rovina dedicata al santo eremita Galgano, la cui decadenza iniziò sia a causa delle carestie e delle pestilenze che colpirono queste terre, sia per la decisione dei monaci di trasferirsi in un più comodo palazzo che avevano fatto costruire nel 1474 nel centro di Siena. La “resurrezione” di questo luogo inizierà nell’Ottocento con una serie di restauri conservativi che, come detto, ne hanno fatto una delle mete più ambite dai turisti e anche dalle troupe cinematografiche, come quella del film campione d’incassi di Checco Zalone “Sole a catinelle”. Entrato in provincia di Grosseto il tracciato della terza frazione del Giro 2019 giungerà nella zona delle Colline Metallifere, che devono il loro nome alle numerose miniere presenti nel sottosuolo e dalla quali sono stati scavati nel corso dei secoli minerali come il rame e la pirite, mentre nel dopoguerra l’attività estrattiva si concentrò prevalentemente sui giacimenti di lignite. Il passaggio dal borgo di Montemassi, dominanto da un imponente castello realizzato dopo l’anno Mille dalla famiglia Aldobrandeschi, anticiperà di qualche chilometro l’inizio del lungo tratto pianeggiante che caratterizza il finale ed anche un altro cambio di scenario perché ci si lascerà alle spalle le Colline Metallifere per giungere sulle strade della Maremma. Imboccata l’Aurelia e sfiorata la collina sulla quale sorge il borgo di Montepescali – definito il “Balcone della Maremma” per le viste panoramiche che offre e che si spingono fino all’Arcipelago Toscano e alla lontana Corsica – la corsa procederà ora spedita in direzione di Grosseto. Attraversato il capoluogo Maremma – la cui cinta muraria rinascimentale è una delle meglio conservate d’Italia – si lascerà l’Aurelia per un percorso più interno che prevede la salitella del Poggio l’Apparita, poco più di 2 Km inclinati al 5.2% medio da superare in vista del passaggio dal piccolo borgo di Montiano, sorto nel XIII secolo dopo l’abbandono del vicino Castello di Montiano Vecchio, provocato da un assedio delle truppe senesi che causarono ingenti danni.
Transitati non distante dal lago artificiale di Poggio Perotto, realizzato per scopi irrigui nel 1938 senza alterare troppo le caratteristiche del territorio, i “girini” giungeranno alle porte del bel borgo di Magliano in Toscana, nei cui pressi si possono visitare gli scenografici resti del Monastero di San Bruzio, costruito dall’ordine benedettino verso l’anno Mille.
A questo punto la corsa cambierà direzione di marcia, prendendo la strada che punta con decisione verso la costa e giungendo a una quindicina di chilometri dall’arrivo al momento più delicato di questa frazione. Accadrà in località Albinia quando, incrociata l’Aurelia e sfiorato il Forte delle Saline – fortificazione d’origine quattrocentesca che fu inserita nel sistema difensivo dello Stato dei Presidii – il gruppo andrà a imboccare la strada che percorre il Tombolo della Giannella, uno dei tre istmi che saldano la penisola italiana al promontorio dell’Argentario, avendo per circa 6 Km il Mar Tirreno sulla destra e le acque interne della laguna di Orbetello sulla sinistra. Una volta giunti dall’altra parte del Tombolo le insidie non saranno ancora terminate perché, dopo aver costeggiato per un breve tratto le pendici del Monte Argentario in direzione di Porto Ercole, si svolterà a sinistra verso l’istmo centrale, sul quale sorge la città di Orbetello, imboccando il lungo ponte della Diga Leopoldiana, altro tratto molto esposto che potrebbe, a questo punto, scompaginare treni e piani dei velocisti lanciati verso il traguardo.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Castelfiorentino, Santuario di Santa Verdiana (www.toscananelcuore.it)

Castelfiorentino, Santuario di Santa Verdiana (www.toscananelcuore.it)

Certaldo, Palazzo Pretorio

Colle di Val d’Elsa

Colle di Val d’Elsa, Museo del Cristallo

La Montagnola Senese

Abbazia di San Galgano

Scena di “Sole a catinelle” girata presso l’Abbazia di San Galgano (www.davinotti.com)

Scena di “Sole a catinelle” girata presso l’Abbazia di San Galgano (www.davinotti.com)

Castello di Montemassi

Panorama sulla Maremma da Montepescali

Le mura di Grosseto

Magliano in Toscana, Monastero di San Bruzio

Albinia, Forte delle Saline

Il ponte della Diga Leopoldiana e, sullo sfondo, la città di Orbetello

Un suggestivo scorcio della laguna di Orbetello e, in trasparenza, l’altimetria della terza tappa del Giro 2019 (www.wwf.it)

Un suggestivo scorcio della laguna di Orbetello e, in trasparenza, l’altimetria della terza tappa del Giro 2019 (www.wwf.it)

LA TAPPA DEI GIGANTI

La prima tappa in linea è dedicata ai due grandi italiani dei quali nel 2019 ricorrono il 500° anniversario della morte e il 110° della nascita, Leonardo Da Vinci e Indro Montanelli. Il finale promette scintille sulle “calde” strade toscane, con le salite del Montalbano e del San Baronto che sicuramente ispireranno diversi tentativi e toglieranno dal mazzo molti velocisti. La volata in quel di Fucecchio è probabile ma non scontata e qualche uomo di classifica potrebbe anche decidere di smuovere le acque fin da subito

Per meriti diversi sono entrambi due “Giganti” dell’Italia. Stiamo parlando dei due grandi italiani ai quali è dedicata questa tappa, Leonardo Da Vinci – a 500 anni dalla morte – e Indro Montanelli, genio della parola che, se in vita, avrebbe soffiato l’anno prossimo su 110 candeline, lui che era un coetaneo del Giro d’Italia essendo nato il 22 aprile 1909, tre settimane prima della partenza della prima edizione della Corsa Rosa, gara che da giornalista ebbe a seguire nel 1947 su mandato del Corriere della Sera. Nell’anno del loro anniversario il Giro non poteva dimenticarsi di questi due personaggi, nati a 15 Km di distanza l’uno dall’altro, e lo farà con una frazione interessante che potrebbe anche terminare allo sprint, ma con parecchi dei velocisti presenti in gruppo tagliati fuori dai giochi. Gli ultimi 55 km, infatti, presentano due salite che, da una parte, potrebbero ispirare i primi tentativi d’attacco al Giro 2019 e dall’altra potrebbero non bastare a scremare del tutto il gruppo perché qualche sprinter, di quelli resistenti, potrebbe riuscire a rimanere agganciato oppure a perdere un gruzzoletto di secondi che poi si potrebbe tentare di recuperare negli ultimi 18 Km, quando si tornerà a pedalare in pianura. Ci starebbe, quindi, anche l’arrivo solitario di un finisseur oppure quello di un piccolo gruppetto d’attaccanti, mentre i big della classifica dovrebbero trascorrere guardinghi il secondo pomeriggio di corsa, anche se qualcuno dei pretendenti al successo finale potrebbe decidere d’alzare la media sulla salita del Castra, la più impegnativa delle due che caratterizzano il tratto conclusivo del percorso. La possibilità di rischiare c’è, anche perché la prima settimana di Giro è stata disegnata con mano molto leggera e questa rappresenta una delle poche occasioni di un tentativo a sorpresa offerta dalla prima parte di gara.
Si partirà da Bologna in direzione dell’appennino ma non s’incontrerà salita nei primi 30 Km, percorrendo i quali si transiterà al cospetto di Villa Griffone, residenza negli anni giovanili di un altro grande italiano, Guglielmo Marconi, vero e proprio Leonardo Da Vinci del XXI secolo, “papà” della radio e del telegrafo. Dopo Rioveggio la strada comincerà dolcemente a prendere quota risalendo la valle del fiume Setta per portarsi nella località di villeggiatura di Castiglione dei Pepoli, nel cui territorio ricade il santuario mariano di Boccadirio, il secondo per importanza della diocesi di Bologna dopo quello di San Luca, costruito nel XVI secolo sul Monte Tavianella, nel luogo dove il 16 luglio del 1480 la Madonna era apparsa a due pastori. Poco fuori Castiglione si supererà il GPM della Serra (773 metri, 14.6 Km al 3.2%) nel punto dove, nelle viscere della montagna, oltre 400 metri più sotto transita la Grande Galleria dell’Appennino, il sedicesimo tunnel ferroviario più lungo del mondo (18.5 Km), teatro il 4 agosto 1974 della Strage dell’Italicus, attentato dinamitardo che provocò 12 morti e il ferimento di altri 48 passeggeri.
Dopo lo scollinamento si entrerà in Toscana planando nella valle del Bisenzio e giungendo quindi a Vaiano, il principale centro della valle, nel quale il 20 dicembre del 1920 nacque Fiorenzo Magni, il “terzo uomo” del ciclismo italiano degli anni 40-50, il periodo della rivalità Coppi-Bartali nel quale riuscì a conquistare tre volte il Giro d’Italia e altrettante il Giro delle Fiandre.
Si giungerà quindi sulle strade di Prato, la “capitale degli stracci” (grazie ai “cenciaioli” per secoli costruì su questi poveri tessuti la sua fortuna economica) la cui offerta turistica spazia dagli antichi monumenti del centro storico (come la basilica rinascimentale di Santa Maria delle Carceri) alle opere moderne esposte nel Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, riaperto nel 2016 dopo l’ampliamento operato dall’architetto olandese Maurice Nile.
Esattamente a metà del cammino di questa tappa il gruppo supererà il corso dell’Arno, costeggiandolo per una dozzina di chilometri nel tratto dove il fiume supera la strettoia detta “Gonfolina”, in direzione di Montelupo Fiorentino, centro presso il quale si trova la Villa Medicea dell’Ambrogiana, celebre per aver ospitato un famoso manicomio criminale, chiuso nel 2017 e nel quale furono tra gli altri ospitati il bandito sardo Graziano Mesina e gli anarchici Pietro Acciarito e Giovanni Passanante, entrambi qui ricoverati dopo aver tentato d’assassinare, in tempi diversi, Re Umberto I.
Dopo il passaggio da Montelupo il tracciato lascerà temporaneamente la zona del Valdarno Inferiore per compiere una piccola escursione collinare che porterà i “girini” ad affrontare la dolce salitella verso il borgo di Montespertoli (2.7 km al 4.9%), dove si trova il castello che appartenne all’uomo politico Sidney Sonnino (1847 – 1922) e che vi accolse alcune delle più celebri personalità della sua epoca, come il re d’Italia Vittorio Emanuele III e Gabriele d’Annunzio.
Pedalando tra i vigneti che danno il vino DOCG Chianti Montespertoli si farà quindi ritorno nel Valdarno dove, alle porte delle fasi più interessanti di gara, si attraversarà la città di Empoli, nel cui cuore si apre Piazza Farinata degli Uberti con la Collegiata di Sant’Andrea, la cui facciata di marmo fa da quinta a una delle più drammatiche scene de “La notte di San Lorenzo”, film dei fratelli Tavani del 1982 che racconta della strage avvenuta il 22 luglio del 1944 nel duomo della vicina San Miniato, colpito per sbaglio da una granata lanciata da un battaglione dell’esercito statunitense e che causò la morte di 55 civili. L’intenzione dei registi era di girare la scena proprio là dove erano avvenuti i fatti ma, per rispetto del dolore che ancora albergava nel cuore dei superstiti di quel drammatico giorno, poi si scelse di spostare la troupe in quel di Empoli.
Di lì a breve arriverà l’appuntamento con il Montalbano, la catena montuosa che separa in due settori il territorio del Valdarno e che il gruppo risalirà da uno dei suoi versanti più impegnativi, la “salita del Castra”, così chiamata dal nome della piccola frazione che si attraversa percorrendo i 5.8 Km al 6.8% di quest’ascesa. Non sarà semplice recuperare un eventuale passivo perché una volta terminata la discesa in quel di Vinci – la casa natale di Leonardo si trova in frazione Anchiano, fuori dal percorso di gara – immediatamente inizierà la salita successiva, quella di San Baronto, la più nota delle due essendo da sempre l’asperità simbolo del Gran Premio Industria e Artigianato, corsa che ha avuto tra i suoi vincitori Vincenzo Nibali (2007) e, entrambi per due volte, Damiano Cunego (2004 e 2006) e Adam Yates (2014 e 2017). I dati la dipingono come facilissima – sono 10.3 Km al 2.8% – ma è risaputo che ascese pedalabili affrontate a tutta subito dopo altre più impegnative spesso contribuiscono a dilatarne i distacchi, anche se al Giro – pur salendo dallo stesso versante – non si affronterà il ripido muro di Fornello (700 metri all’11.4%), presenza fissa al Gran Premio. Decisamente più pendenza ha la discesa che i “girini” affronteranno in discesa verso Lamporecchio (3.6 Km al 7.3%), dove inizieranno gli ultimi 18 Km pianeggianti, dai quali come un fungo spunterà, però, un ulteriore zampellotto, 2500 metri al 2.6% che termineranno alle soglie di Cerreto Guidi, borgo nel cui centro si trova un’altra villa appartenuta alla famiglia Medici, che la utilizzava solitamente durante le battute di caccia. Come quella che vedremo sul far della sera del 12 maggio 2019, con le lepri in fuga verso il traguardo di Fucecchio.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

I VALICHI DELLA TAPPA

Valico di Montepiano (704 metri). Valicato dall’ex SS 325 “di Val di Setta e Val di Bisenzio” tra Montepiano e Vernio.

Valico del Pinone (421 metri). Valicato dalla SP 10 “di Pietramarina” tra Vitolini (Vinci) e Carmignano, vi sale un versante anche da Limite sull’Arno, quello che sarà percorso dai corridori. Si tratta, infatti, della salita che sull’altimetria del Giro 2019 è quotata 424 metri e chiamata “Montalbano (Il Castra)”. La salita del Pinone vanta un precedente al Giro del 2005, quando fu inserita dal versante di Vinci nel tracciato della cronometro Lamporecchio – Firenze, vinta dallo statunitense David Zabriskie, mentre il miglior tempo nella scalata al Pinone fu del colombiano José Rujano.

Nota. Il testo di riferimento è “Valichi stradali d’Italia” di Georges Rossini (editore Ediciclo).

FOTOGALLERY

Pontecchio Marconi, Villa Marconi

Santuario di Boccadirio

Prato, Basilica di Santa Maria delle Carceri e Castello dell’Imperatore

Prato, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci

Strettoia della Gonfolina

Montelupo Fiorentino, Villa Medicea dell’Ambrogiana

Montespertoli, Castello Sonnino

Empoli, la collegiata di Sant’Andrea nella più drammatica scena de “La notte di San Lorenzo” (www.davinotti.com)

Empoli, la collegiata di Sant’Andrea nella più drammatica scena de “La notte di San Lorenzo” (www.davinotti.com)

Lo scollinamento della salita del Castra

Vinci, casa natale di Leonardo

Cerreto Guidi, Villa Medicea

Fucecchio, casa natale di Indro Montanelli

Leonardo Da Vinci, Indro Montanelli e, in trasparenza, l’altimetria della seconda tappa del Giro 2019

Leonardo Da Vinci, Indro Montanelli e, in trasparenza, l’altimetria della seconda tappa del Giro 2019

PARTENZA DA BOLOGNA, LA DOTTA, LA GRASSA E LA ROSEA

Partirà dalla cara Bologna il Giro d’Italia numero 102°. Dalla città che ospitò l’arrivo della prima edizione della corsa rosa nel 1909 e la partenza della prima cronometro individuale nel 1933 il Giro prenderà le mosse con un’impegnativa prova contro il tempo lunga poco più di 8 Km. I primi 6000 metri saranno in totale pianura, preparazione al feroce balzo finale verso San Luca.

Si è scelta Bologna per la “Grande Partenza” del Giro d’Italia e tale scelta non poteva rivelarsi più azzeccata. La città capoluogo dell’Emilia-Romagna è storicamente conosciuta con i soprannomi di “dotta” per la sua storica università, la più antica del mondo occidentale, di “grassa” per la sua cucina e di “rossa” per il colore dei mattoni con i quali furono eretti i palazzi del centro storico, ma per un giorno, l’11 maggio 2019, perderà l’ultimo connotato virando verso una colorazione più rosea, in omaggio a un Giro d’Italia che ha più d’un legame con Bologna. Qui 110 anni fa si concluse, infatti, la prima tappa della prima edizione della corsa, che si disputò il 13 maggio del 1909 e che vide il successo del corridore romano Dario Beni. Sempre dalla città felsinea scattò il 22 maggio 1933 la prima cronometro individuale inserita nel percorso di una corsa a tappe, terminata 62 Km più avanti a Ferrara dove giunse prima la maglia rosa Alfredo Binda, che precedette di quasi un minuto il belga Demuysere. E sempre a Bologna il 2 giugno del 1956 fu “catturata” una delle istantanee più celebri della storia dello sport italiano, quella che immortalava Fiorenzo Magni percorrere la dura salita verso San Luca stringendo tra i denti la camera d’aria di una ruota legata al manubrio, espediente escogitato da Ernesto Colnago per permettere al corridore toscano d’affrontare la cronoscalata nonostante avesse la clavicola sinistra fratturata. A vincere fu Charly Gaul, che poi conquisterà le insegne del primato cinque giorni più tardi nell’infernale tappa del Bondone, dopo la quale l’indomito Magni conquistò la seconda posizione in classifica a 3’27” dallo scalatore lussemburghese.
Non poteva, quindi, essere una partenza banale quella da Bologna e gli organizzatori ne hanno voluto proporre una atipica perché finora mai nessuna delle tre grandi corse a tappe era partita con una cronoscalata: l’arrivo sarà proprio in cima all’aspro San Luca, che i corridori non affronteranno comunque a “freddo” perché ci arriveranno dopo aver pedalato per 6 Km sul velluto della pianura, tratto nel quale i cronomen che temono le pendenze del finale avranno lo spazio per accumulare un po’ di vantaggio; tutto potrà, però, essere ribaltato dai 2000 metri finali al 9,7% di pendenza media, un muro che il gruppo ben conosce perché da diverse stagioni ospita l’approdo del Giro dell’Emilia, una delle più prestigiose classiche in linea del calendario italiano, nel cui albo d’oro recente spiccano le vittorie di corridori che poi hanno nel palmarès anche il Giro d’Italia come Ivan Basso (2004), Gilberto Simoni (2005), Danilo Di Luca (2008) e Nairo Quintana (2012).
La rampa di lancio sarà collocata nel cuore della città, a un margine di quella Piazza del Nettuno che funge da anticamera di lusso alla centralissima Piazza Maggiore. A far da sfondo alle prime pedalate dei “girini” sarà la quinta delle due celebri torri pendenti, la Garisenda e gli Asinelli, quest’ultima protagonista di una famosa scena del film “Totò al Giro d’Italia”, nella quale il “Principe della risata” risale i suoi 498 gradini con l’intenzione di buttarsi di sotto, malsano gesto che gli sarà impedito dal diavolo Filippo (interpretato dall’attore napoletano Carlo Micheluzzi) al quale aveva venduto l’anima a patto che vincesse il Giro.
La partenza sarà sul lastricato che scorrerà sotto le ruote nei primi 400 metri, quando si percorrerà Via Ugo Bassi, strada che ricalca parte del tracciato dell’antico decumano massimo, con il quale la consolare Via Emilia attraversava la città di Bononia. Procedendo in linea retta si passerà poi sull’asfalto all’imbocco di Via San Felice, ritrovando quindi il porfido nell’ultimo tratto della strada che conduce a Porta San Felice, risalente al XIII secolo e una delle dodici della “Circla”, la terza cinta muraria della storia di Bologna. Qui terminerà il rettilineo che, di fatto, caratterizza i primi 1400 metri di gara e si uscirà dal centro storico svoltando verso sinistra su Viale Vicini e poi subito dopo a destra per imboccare Via Sabotino, il cui ultimo tratto costeggia il quartiere costruito nel luogo dove si trovava l’Ipprodomo Zappoli, inaugurato nel 1888, demolito nel 1928 e sulla cui pista terminò la prima tappa del Giro del 1909, della quale abbiamo parlato più sopra. Lo Zappoli fu teatro anche di eventi non sportivi, come lo spettacolo circense western “Wild West Show” messo in scena dal leggendario Buffalo Bill nel 1890. Nel medesimo quartiere si trovava anche un velodromo, in funzione dal 1920 al 1996 – vi si concluse, tra le altre competizioni, il Giro dell’Emilia del 1948 vinto da Fausto Coppi – e al cui posto oggi c’è l’omonimo parco pubblico.
Successivamente il gruppo costeggerà l’area del cimitero monumentale della Certosa di Bologna, istituito nel 1801 sfruttando le strutture della soppressa certosa di San Girolamo di Casara, della quale è giunta ai giorni nostri unicamente la chiesa, costruita nel 1333 dall’ordine certosino. Superato il “giro di boa” di questa breve ma impegnativa frazione contro il tempo, il percorso si avvicinerà alle colline cantate da Cesare Cremonini in “50 special” attraversando il quartiere Saragozza, dove si transiterà a due passi dal glorioso Stadio Renato Dall’Ara, uno dei più apprezzati al mondo per la compattenza e per la qualità drenante del campo di gara, intitolato all’imprenditore che fu presidente del Bologna dal 1934 al 1964, scomparso pochi giorni prima del settimo successo della sua squadra nella Serie A.
Come una sorta di “memento mori”, l’apparire dello scenografico Arco del Meloncello, progettato dall’architetto Carlo Francesco Dotti nel 1721 e realizzato nel 1732, annuncerà ai corridori impegnati nella crono l’inizio dell’inferno. Proprio in corrispondenza dell’arco, infatti, si deve affrontare un secco tornante a destra che porta a imboccare la ripida rampa finale. L’inizio è subito violento con una media del 13,6% nei cinquecentro metri iniziali, accompagnati sulla sinistra dal porticato piu lungo non solo della città ma anche del mondo (3,8 Km), costruito per offrire riparo dalla pioggia ai pellegrini che salivano al santuario. La pendenza cala al 9,2% nei successivi 500 metri, che anticipano il balzo più feroce dell’intera scalata, in corrispondenza della famigerata “Curva delle Orfanelle”, sorta di chicane con la quale il porticato salta da un lato all’altro della strada e che prende il nome dall’orfanotrofio femminile che era stato inaugurato nel 1930 proprio in quel punto della salita e che sarà in attività fino al 1990. Qui i corridori si troveranno ad affrontare il punto di pendenza massima, una stilettata al 16% all’interno di un tratto di 500 metri nel quale la strada sale al 12,2% medio; si pensi che nel 2009 rischiò quasi di finire a terra nel tratto al 16% nientemeno che Chris Froome, che all’epoca correva per la Barloworld e ancora non si prospettava per lui un futuro di dominatore nelle grandi corse a tappe. Superato questo duro scoglio, si dovrà affrontare un’altra piccola chicane, ma oramai il grosso sarà alle spalle e nei 600 metri conclusivi la pendenza si “accovaccerà” al 5,8% mentre sullo sfondo troneggia la mole del santuario della Madonna di San Luca, “scrigno” all’interno del quale è venerata sin dalla fondazione un’icona raffigurante la Madonna col Bambino, che fu portata in Italia da Costantinopoli e che secondo la tradizione sarebbe stata dipinta dall’apostolo San Luca. Di Madonne lassù a San Luca c’è solo lei… ma chissà quante ne vedranno i corridori l’11 maggio 2019!

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Le due torri pendenti viste dal luogo dove sarà collocata la rampa di lancio della cronometro

Ancora le due torri come appaiono in “Totò al Giro d’Italia” (www.davinotti.com)

Ancora le due torri come appaiono in “Totò al Giro d’Italia” (www.davinotti.com)

Via Ugo Bassi, il rettilineo iniziale in lastricato

Porta San Felice

L’arrivo di una corsa ciclistica all’Ippodromo Zappoli (http://bolognain.info)

L’arrivo di una corsa ciclistica all’Ippodromo Zappoli (http://bolognain.info)

Il Parco Velodromo di Bologna

La chiesa di San Girolamo all’interno del complesso del cimitero monumentale della Certosa di Bologna

Stadio Renato dall’Ara

L’Arco del Meloncello e il tornante a destra all’inizio dell’ascesa finale

Tratto iniziale del San Luca con il porticato ancora sulla sinistra

La curva delle Orfanelle con l’ex orfanotrofio femminile dalla quale prende il nome

L’ultima chicane, oramai nella fase “calante” della salita

Santuario della Madonna di San Luca

La famigerata “curva delle Orfanelle” e, in trasparenza, l’altimetria della prima tappa del Giro 2019 (Google Street View)

La famigerata “curva delle Orfanelle” e, in trasparenza, l’altimetria della prima tappa del Giro 2019 (Google Street View)

TOUR DE FRANCE 2018

luglio 6, 2018 by Redazione  
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TOUR DE FRANCE 2018

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RADUNO DI PARTENZA

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1a TAPPA: NOIRMOUTIER-EN-L’ÎLE – FONTENAY-LE-COMTE

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2a TAPPA: MOUILLERON-SAINT-GERMAIN – LA ROCHE-SUR-YON

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3a TAPPA: CHOLET (cronometro a squadre)

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4a TAPPA: LA BAULE – SARZEAU

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5a TAPPA: LORIENT – QUIMPER

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6a TAPPA: BREST – MÛR-DE-BRETAGNE

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7a TAPPA: FOUGÈRES – CHARTRES

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8a TAPPA: DREUX – AMIENS

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9a TAPPA: ARRAS – ROUBAIX

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10a TAPPA: ANNECY – LE GRAND-BORNAND

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11a TAPPA: ALBERTVILLE – LA ROSIÈRE

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12a TAPPA: BOURG-SAINT-MAURICE – ALPE D’HUEZ

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13a TAPPA: LE BOURG-D’OISANS – VALENCE

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14a TAPPA: SAINT-PAUL-TROIS-CHÂTEAUX – MENDE

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15a TAPPA: MILLAU – CARCASSONNE

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16a TAPPA: CARCASSONNE – BAGNÈRES-DE-LUCHON

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17a TAPPA: BAGNÈRES-DE-LUCHON – SAINT-LARY-SOULAN (Col du Portet)

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18a TAPPA: TRIE-SUR-BAÏSE – PAU

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19a TAPPA: LOURDES – LARUNS

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20a TAPPA: SAINT-PÉE-SUR-NIVELLE – ESPELETTE (cronometro individuale)

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21a TAPPA: HOIULLES – PARIGI

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A LIEGI LA CONSACRAZIONE DI JUNGELS

aprile 22, 2018 by Redazione  
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Il lussemburghese stacca tutti in cima alla Roche-aux-Faucons e conquista la più antica delle classiche al termine di un’azione solitaria di 16 km. Sul podio anche Michael Woods e Romain Bardet. Domenico Pozzovivo, quinto, è il migliore degli italiani. Enrico Gasparotto chiude sesto, davanti a Davide Formolo. Lontano Nibali.

Se la côte di Saint-Nicolas è stata per anni “la salita degli italiani”, per la Roche-aux-Faucons sarebbe forse ora di cominciare a parlare di “salita dei lussemburghesi”. Sulla salita che nel 2009 lanciò Andy Schleck verso un successo che sembrava preludere a una carriera da dominatore, quest’anno è stato Bob Jungels a gettare le basi di un trionfo solitario. La Liegi-Bastogne-Liegi, per la terza volta nella storia (la prima nel 1954, per merito di Marcel Ernzer), è finita così nel Granducato.
L’azione decisiva è nata a 16 km dal traguardo. La Quick-Step, che aveva in Jungels una delle tre punte, insieme a Philippe Gilbert e Julian Alaphilippe, aveva già occupato a lungo le posizioni di testa del gruppo, guidando, insieme a Movistar e UAE Emirates, l’inseguimento ai fuggitivi della prima ora: Florian Vachon (Fortuneo-Samsic), Jérôme Baugnies (Wanty-Groupe Gobert), Loïc Vliegen (BMC), Anthony Perez (Cofidis), Mark Christian, Casper Pedersen (Aqua Blue Sport), Paul Ourselin (Direct Énergie), Antoine Warnier (WB Aqua Protect Veranclassic) e Mathias Van Gompel (Sport Vlaanderen-Baloise).
Nei chilometri precedenti la Roche-aux-Faucons, dopo una Redoute scivolata via all’insegna della noia, come da triste tradizione degli ultimi anni, gli uomini in bianco e blu hanno ceduto il passo a quelli della Bahrein Merida. Il forcing della formazione di Vincenzo Nibali sembrava preannunciare un’offensiva del siciliano, che è invece naufragato non appena Philippe Gilbert, a 17 km dall’arrivo, ha prodotto il primo attacco illustre. Un’azione che si è rivelata in realtà preparatoria, perché, dopo poche centinaia di metri, non appena il vallone è stato riassorbito, è partita la prima offensiva di Jungels. Il tratto più impegnativo dell’ascesa, fino allo scollinamento ufficiale, è servito a selezionare un gruppo di una quindicina di uomini. Subito dopo, quando le gambe già colme di acido lattico hanno assaggiato la seconda parte della salita, più pedalabile, il lussemburghese è ripartito.
Nessuno ha saputo o voluto replicare, e nel giro di poche centinaia di metri la Quick-Step si è ritrovata in una condizione tattica ideale: Jungels solo in testa, libero di sprigionare i suoi cavalli nei chilometri di pianura che conducevano ai piedi del Saint-Nicolas, e Alaphilippe a fare da stopper contro qualsiasi tentativo di inseguimento. Il francese ha neutralizzato così i contrattacchi di Daniel Martin, Tim Wellens e Alejandro Valverde, costretto a rinunciare all’usuale attendismo.
Nemmeno il sacrificio di Davide Villella per Jacob Fuglsang è bastato a impedire che il leader approcciasse Saint-Nicolas con 50 secondi di vantaggio. Jelle Vanendert, con un’azione che ha levato dalla sua ruota tutti i favoriti, ne ha recuperati 30 sullo strappo, ma il suo inseguimento si è arenato non appena la strada è tornata a scendere.
Quando nemmeno Vanendert poteva più minacciare Jungels, i principali favoriti si sono fatti sorprendere da Romain Bardet e Michael Woods. Il tandem franco-canadese ha raggiunto e staccato il belga sulla salita di Ans, quando il battistrada poteva però ormai pensare a come celebrare il primo grande trionfo della carriera. Sesto e ottavo nelle ultime due edizioni del Giro d’Italia, chiuse con altrettante maglie bianche sulle spalle, Jungels ha coronato così la stellare campagna del Nord della Quick-Step, già capace di conquistare il Giro delle Fiandre con Niki Terpstra.
Nello sprint per il secondo posto, Woods ha anticipato Bardet, mentre Alaphilippe ha regolato in scioltezza il gruppetto con i principali favoriti della vigilia e ha colto la quarta piazza. Subito alle sue spalle hanno chiuso Domenico Pozzovivo ed Enrico Gasparotto, che hanno certificato la solidità di una Bahrein Merida a cui è mancato oggi l’uomo più atteso. Settimo Davide Formolo, che avrebbe forse potuto sognare più in grande se, a 4 km dal termine, avesse trovato la forza o il coraggio di dare man forte a Julian Alaphilippe, quando i due si sono ritrovati soli alle spalle di Vanendert. La top ten è stata completata da Roman Kreuziger, Sergio Henao e Jakob Fuglsang.
La Liegi 2018 potrebbe restare l’ultima con il traguardo ad Ans: entro la settimana, gli organizzatori potrebbero annunciare infatti il ritorno dell’arrivo nel centro di Liegi. Una soluzione che varrebbe come minimo la pena di sperimentare, alla luce di un’altra edizione segnata da 240 km di attendismo.

Matteo Novarini

ORDINE D’ARRIVO

1 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 6:24:44
2 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:00:37
3 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
4 Julian Alaphilippe (Fra) Quick-Step Floors 0:00:39
5 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
6 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida
7 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
8 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott
9 Sergio Henao (Col) Team Sky
10 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
11 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:00:45
12 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb 0:00:48
13 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 0:00:51
14 Jack Haig (Aus) Mitchelton-Scott 0:01:06
15 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:01:24
16 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal 0:01:44
17 Jesus Herrada (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:02:08
18 Daniel Martin (Irl) UAE Team Emirates 0:02:41
19 Michael Valgren (Den) Astana Pro Team 0:02:50
20 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team 0:02:53
21 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin 0:02:56
22 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates
23 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal 0:03:07
24 Robert Gesink (Ned) LottoNL-Jumbo
25 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
26 Rudy Molard (Fra) Groupama-FDJ
27 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe
28 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
29 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
30 Tom-Jelte Slagter (Ned) Dimension Data
31 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors
32 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
33 Guillaume Martin (Fra) Wanty-Groupe Gobert
34 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data
35 Maximilian Schachmann (Ger) Quick-Step Floors
36 Anthony Roux (Fra) Groupama-FDJ
37 Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team
38 Xandro Meurisse (Bel) Wanty-Groupe Gobert
39 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
40 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors
41 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team
42 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
43 Jay McCarthy (Aus) Bora-Hansgrohe
44 Omar Fraile (Spa) Astana Pro Team
45 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:03:15
46 Jose Herrada (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:03:17
47 Daryl Impey (RSA) Mitchelton-Scott
48 Axel Domont (Fra) AG2R La Mondiale 0:03:18
49 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
50 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin 0:03:22
51 Pierre Rolland (Fra) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
52 Lilian Calmejane (Fra) Direct Energie
53 Warren Barguil (Fra) Fortuneo-Samsic 0:03:24
54 Rigoberto Uran (Col) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:03:25
55 Tsgabu Grmay (Eth) Trek-Segafredo 0:03:34
56 Geraint Thomas (GBr) Team Sky 0:03:37
57 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:03:42
58 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 0:04:01
59 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:05:25
60 Carlos Betancur (Col) Movistar Team
61 Daniel Martinez (Col) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:06:00
62 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:08:50
63 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb 0:09:08
64 José Joaquin Rojas (Spa) Movistar Team 0:09:17
65 Ian Boswell (USA) Katusha-Alpecin 0:09:18
66 Lawrence Warbasse (USA) Aqua Blue Sport
67 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits
68 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb 0:09:24
69 Alex Howes (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:10:11
70 Anthony Perez (Fra) Cofidis, Solutions Credits
71 Mark Christian (GBr) Aqua Blue Sport
72 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
73 Paul Ourselin (Fra) Direct Energie
74 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data
75 Bjorg Lambrecht (Bel) Lotto Soudal
76 Kevin Deltombe (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
77 Simon Gerrans (Aus) BMC Racing Team
78 Paul Martens (Ger) LottoNL-Jumbo
79 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
80 Carlos Verona (Spa) Mitchelton-Scott
81 Enric Mas (Spa) Quick-Step Floors
82 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data
83 Jérôme Baugnies (Bel) Wanty-Groupe Gobert
84 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:11:36
85 David Gaudu (Fra) Groupama-FDJ 0:11:43
86 Preben Van Hecke (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise 0:12:03
87 Dimitri Peyskens (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
88 Toms Skujins (Lat) Trek-Segafredo
89 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team
90 Benjamin King (USA) Dimension Data
91 Elie Gesbert (Fra) Fortuneo-Samsic
92 Romain Hardy (Fra) Fortuneo-Samsic
93 Thomas Degand (Bel) Wanty-Groupe Gobert
94 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
95 Bram Tankink (Ned) LottoNL-Jumbo
96 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
97 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida
98 Gorka Izagirre (Spa) Bahrain-Merida
99 Amael Moinard (Fra) Fortuneo-Samsic
100 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
101 Ion Izagirre (Spa) Bahrain-Merida 0:12:47
102 Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Sky 0:14:06
103 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
104 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:14:32
105 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb
106 Edward Dunbar (Irl) Aqua Blue Sport
107 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
108 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates 0:15:48
109 Lawson Craddock (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
110 Pavel Kochetkov (Rus) Katusha-Alpecin
111 Benjamin Declercq (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
112 Marco Minnaard (Ned) Wanty-Groupe Gobert
113 Julien Bernard (Fra) Trek-Segafredo
114 Fabien Grellier (Fra) Direct Energie
115 Fabien Doubey (Fra) Wanty-Groupe Gobert
116 Romain Seigle (Fra) Groupama-FDJ
117 Wout Poels (Ned) Team Sky
118 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
119 Benoit Vaugrenard (Fra) Groupama-FDJ
120 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:16:35
121 Luis Angel Mate Mardones (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:18:05
122 Aleksandr Riabushenko (Blr) UAE Team Emirates 0:18:06
123 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky
124 Rory Sutherland (Aus) UAE Team Emirates 0:18:15
125 Winner Anacona (Col) Movistar Team
126 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
127 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
128 Aaron Gate (NZl) Aqua Blue Sport
129 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
130 Justin Jules (Fra) WB Aqua Protect Veranclassic
131 Hugo Houle (Can) Astana Pro Team
132 Dion Smith (NZl) Wanty-Groupe Gobert

Jungel corona la sua prima grande impresa della carriera sul traguardo della Liegi-Bastogne-Liegi (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Jungel corona la sua prima grande impresa della carriera sul traguardo della Liegi-Bastogne-Liegi (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

IN VALLONIA SI PARLA FRANCESE, ALAPHILIPPE SI VENDICA SU VALVERDE

aprile 19, 2018 by Redazione  
Filed under 6) FRECCIA VALLONE, News

Dopo due secondi posti sul muro di Huy alle spalle dell’inarrivabile Alejandro Valverde, il francese Alaphilippe va a prendersi di forza la Freccia Vallone ma non esulta, convinto di non essere riuscito a riassorbire Nibali che era andato in precedenza all’attacco.

Certamente Julian Alaphilippe deve aver in cuor suo imprecato non poco tagliando il traguardo della Freccia Vallone 2018. Il francese era, infatti, convinto di aver mancato per la terza volta il gradino più alto del podio. Due volte il corridore della Quick-Step era finito secondo alle spalle dello specialista per eccellenza di corse come queste, il murciano Alejandro Valverde (Movistar), recordman di vittorie alla Freccia con ben 5 successi, quattro dei quali consecutivi. Gli anni, però, passano e, per quanto certi uomini come Valverde sembrino fregarsene dell’età, il momento di cedere il passo arriva per tutti.
Quest’anno, infatti, Alaphilippe non ha semplicemente battuto Valverde allo sprint, ma lo ha addirittura staccato di 4 secondi dimostrando una netta superiorità.
Il capitano della Movistar è comunque riuscito a conquistare la piazza d’onore, dimostrando quindi che, sebbene le oramai prossime 38 primavere comincino a farsi sentire, la grinta e lo spirito agonistico sono rimasti immutati nel tempo.
Buona anche la prova di Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) che, dopo la splendida vittoria di Sanremo, continua ad andare a caccia di classiche in una stagione impostata per arrivare al meglio ai mondiali austriaci.
La corsa si infiamma subito con alte andature che rendono difficili gli attacchi anche se, dopo 5 chilometri di corsa, Patrick Müller (Vital Concept) riesce a distanziare leggermente il gruppo. La sua azione ispira Romain Hardy (Fortuneo – Samsic), Anthony Roux (Groupama-FDJ), Cesare Benedetti (Bora – Hansgrohe), Anthony Perez (Cofidis) e Romain Combaud (Delko Marseille Provence KTM), che si accodano rapidamente a Müller. In un secondo momento si uniscono ai 6 di testa anche Kevin Van Melsen (Wanty-Groupe Gobert) ed Antoine Warnier (WB Aqua Protect Veranclassic), andando così a formare in testa un discreto drappello di fuggitivi.
La fuga riesce a conquistare un margine di vantaggio massimo di 5 minuti e 25 secondi intorno al chilometro 50. Il gruppo decide di non rischiare a le squadre dei big (in particolare Movistar e UAE Team Emirates) si mettono in testa a fare una andatura in grado di tenere il ritardo entro termini ragionevoli.
Le prime salitei passano abbastanza tranquille senza accelerazioni né defezioni poi, sulla Côte d’Amay prima e successivamente in occasione della prima scalata al muro di Huy, il gruppo impone una decisa accelerazione che provoca la rapida erosione del vantaggio, che si riduce a 1′20″ al primo passaggio sotto la linea d’arrivo.
E’ proprio sulle arcigne pendenze che portano al primo passaggio dal traguardo che allungano Robert Power (Mitchelton – Scott), Michał Kwiatkowski (Sky), Mikel Landa (Movistar), Jelle Vanendert (Lotto Soudal), Michael Gogl (Trek – Segafredo) e Alberto Rui Costa (UAE Team Emirates). Si tratta all’evidenza di uomini che non si possono lasciare andar via a cuor leggero e, infatti il gruppo reagisce prontamente neutralizzando il tentativo di attacco.
Sulla Côte d’Ereffe a provarci sono José Joaquín Rojas (Movistar), Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), Vasil Kiryienka (Sky), Jack Haig (Mitchelton-Scott), Nibali, Ion Izagirre (Bahrain-Merida), Rafał Majka, Gregor Mühlberger (Bora-Hansgrohe), Tomasz Marczyński e Tosh Van Der Sande (Lotto Soudal), Tanel Kangert (Astana), Matteo Fabbro (Katusha-Alpecin), Simon Geschke (Sunweb), Maximilian Scachmann e Philippe Gilbert (Quick-Step Floors), con Gogl e Rui Costa ci che provano per la seconda volta.
Quest’attacco è ben strutturato, nutrito e composto da uomini di grande spessore come Nibali e Gilbert. I fuggitivi vengono tosto ripresi dai contrattaccanti e si forma in testa un gruppo molto interessante di ben 24 unità. Tuttavia, il tentativo fatica a decollare perchè non c’è accordo tra i battistrada sicché Kangert, Benedetti, Roux, Haig, Nibali e Schachmann decidono di rompere gli indugi e si lanciano in avanti. De Marchi e Kwiatkowski provano a reagire ma le energie cominciano a scarseggiare ed il tentativo di riportarsi sulla testa della corsa naufraga miseramente. Mentre anche il gruppo comincia a perdere pezzi importanti, Benedetti perde contatto sul secondo passaggio dal traguardo, ma con grande caparbietà riesce a riportarsi sotto nel tratto successivo pianeggiante. Il segnale è rivelatore e Benedetti perderà successivamente e definitivamente, insieme a Roux, le ruote dei compagni d’avventura che, nel frattempo, aumentano il loro margine di vantaggio fino a 50 secondi. Dopo la Côte d’Ereffe la corsa esplode, il margine dei battistrada cala e l’inquietudine porta ad una certa confusione della quale fanno le spese Nibali e Kangert che vengono ripresi dal gruppo, cosa della Alaphilippe non si avvede). Schachmann e Haig attaccano l’ascesa finale al muro di Huy con 10 secondi di vantaggio; Haig cede subito, mentre Schachmann tenta di resistere strenuamente, ma anche lui deve arrendersi a poco più di 200 metri dalla conclusione. Jelle Vanendert (Lotto Soudal) in testa al gruppo, con una grande accelerata sorprende un po’ tutti ma non Alaphilippe che resta incollato alla sua ruota mentre Valverde riesce in recupero a raggiungere i due. Alaphilippe, però, è bravo a ripartire a tutta, aprendo il gas proprio nel momento in cui Valverde doveva rifiatare. Il murciano è comunque secondo ma il passivo di quattro secondi da Alaphilippe è eloquente.
Il transalpino non ha, però, la faccia di chi ha vinto una grande classica, perché al portacolori della Quick step era sfuggita la capitolazione del tentativo di Nibali.
Se per Alaphilippe c’è il rammarico di non aver potuto esultare tagliando il traguardo, la sorpresa di una vittoria che credeva sfuggita è una contropartita decisamente superiore.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Julian Alaphilippe (Fra) Quick-Step Floors 4:53:37
2 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 0:00:04
3 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:00:06
4 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott
5 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
6 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
7 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
8 Maximilian Schachmann (Ger) Quick-Step Floors
9 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
10 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:00:12
11 Sergio Henao (Col) Team Sky 0:00:15
12 Tom-Jelte Slagter (Ned) Dimension Data 0:00:19
13 Rudy Molard (Fra) Groupama-FDJ 0:00:21
14 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:00:25
15 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:00:28
16 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
17 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data
18 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:00:30
19 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:00:32
20 Robert Gesink (Ned) LottoNL-Jumbo 0:00:34
21 Jay McCarthy (Aus) Bora-Hansgrohe 0:00:36
22 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors 0:00:39
23 Jesus Herrada (Spa) Cofidis, Solutions Credits
24 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors 0:00:42
25 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:00:44
26 Emanuel Buchmann (Ger) Bora-Hansgrohe 0:00:47
27 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida 0:00:49
28 Rigoberto Uran (Col) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:00:54
29 Steff Cras (Bel) Katusha-Alpecin 0:01:05
30 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team 0:01:08
31 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb 0:01:13
32 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 0:01:18
33 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:01:22
34 Jack Haig (Aus) Mitchelton-Scott
35 Mathias Frank (Swi) AG2R La Mondiale 0:01:25
36 Anthony Roux (Fra) Groupama-FDJ 0:01:27
37 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:01:29
38 IZAGUIRRE INSAUSTI Gorka 0:01:34
39 Tsgabu Grmay (Eth) Trek-Segafredo 0:01:43
40 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:01:46
41 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:01:55
42 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:01:59
43 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:02:13
44 Daniel Martinez (Col) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:02:23
45 Warren Barguil (Fra) Fortuneo-Samsic
46 Floris De Tier (Bel) LottoNL-Jumbo 0:02:51
47 Omar Fraile (Spa) Astana Pro Team 0:03:01
48 Pierre Rolland (Fra) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:03:06
49 Laurens ten Dam (Ned) Team Sunweb 0:03:07
50 Michael Valgren (Den) Astana Pro Team
51 Rob Power (Aus) Mitchelton-Scott 0:03:27
52 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal 0:03:56
53 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 0:04:03
54 Damien Howson (Aus) Mitchelton-Scott 0:04:12
55 Hermann Pernsteiner (Aut) Bahrain-Merida 0:05:37
56 Mauro Finetto (Ita) Delko Marseille Provence KTM 0:07:32
57 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky 0:07:37
58 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise 0:09:23
59 Andrey Grivko (Ukr) Astana Pro Team 0:09:29
60 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:09:37
61 Daniel Martin (Irl) UAE Team Emirates
62 Daniel Navarro Garcia (Spa) Cofidis, Solutions Credits
63 Steven Kruijswijk (Ned) LottoNL-Jumbo
64 Wout Poels (Ned) Team Sky
65 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
66 Xandro Meurisse (Bel) Wanty-Groupe Gobert
67 Elie Gesbert (Fra) Fortuneo-Samsic
68 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
69 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin
70 Axel Domont (Fra) AG2R La Mondiale 0:09:45
71 Bjorg Lambrecht (Bel) Lotto Soudal
72 Fabien Doubey (Fra) Wanty-Groupe Gobert
73 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo
74 Willie Smit (RSA) Katusha-Alpecin
75 Romain Seigle (Fra) Groupama-FDJ 0:09:52
76 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
77 Thomas Degand (Bel) Wanty-Groupe Gobert
78 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal
79 Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Sky 0:09:56
80 Alberto Bettiol (Ita) BMC Racing Team 0:10:02
81 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates
82 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
83 Kevin Reza (Fra) Vital Concept Club
84 Paul Martens (Ger) LottoNL-Jumbo
85 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty-Groupe Gobert
86 Simon Gerrans (Aus) BMC Racing Team
87 José Joaquin Rojas (Spa) Movistar Team
88 Alex Howes (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
89 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:10:17
90 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:10:21
91 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
92 Aleksandr Riabushenko (Blr) UAE Team Emirates
93 Guillaume Martin (Fra) Wanty-Groupe Gobert
94 Chad Haga (USA) Team Sunweb
95 Stef Clement (Ned) LottoNL-Jumbo
96 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida 0:10:27
97 Benoit Vaugrenard (Fra) Groupama-FDJ
98 Jose Herrada (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:10:31
99 Anthony Perez (Fra) Cofidis, Solutions Credits
100 Amael Moinard (Fra) Fortuneo-Samsic
101 Ion Izagirre (Spa) Bahrain-Merida 0:10:44
102 Romain Hardy (Fra) Fortuneo-Samsic 0:11:15
103 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin 0:11:18
104 Toms Skujins (Lat) Trek-Segafredo 0:11:52
105 Kevin Deltombe (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise 0:12:54
106 Julien Mortier (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
107 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data 0:13:06

La grinta di Alaphilippe a pochi passi dalla cima del muro di Huy (foto Bettini)

La grinta di Alaphilippe a pochi passi dalla cima del muro di Huy (foto Bettini)

VALGREN CONQUISTA L’AMSTEL, GASPAROTTO PERDE L’ATTIMO

aprile 16, 2018 by Redazione  
Filed under 5) AMSTEL GOLD RACE, News

Dopo la selezione decisiva avvenuta negli ultimi 40 Km, Valgren e Kreuziger lanciano l’attacco decisivo a due chilometri dalla conclusione. Enrico Gasparotto si lascia sorprendere e prova da solo a ricucire sui due battistrada, mancando l’obbiettivo. Allo sprint, l’atleta dell’Astana riesce agevolmente ad imporsi sul ceco.

Probabilmente Enrico Gasparotto si starà ripetendo l’adagio latino di Orazio “carpe diem” perché è stato proprio l’attimo fuggente quello che l’azzurro non è riuscito a cogliere per tentare di vincere l’edizione 2018 dell’Amstel Gold Race.
Quando Valgren ha forzato in modo deciso a due chilometri dall’arrivo, in gruppo c’è stata indecisione, Sagan, che era il maggiore indiziato per chiudere sull’allungo, non è sembrato brillante ed Enrico Gasparotto ha impiegato un instante di troppo per capirlo e buttarsi da solo a capofitto per tentare di chiudere sullo stesso Valgren e su Kreuziger, che invece non aveva mollato la ruota del danese. Niente da fare, nonostante il grandissimo sforzo il friulano non riesce a riportarsi sulla coppia di testa che va a giocarsi la vittoria allo sprint e Gasparotto deve accontentarsi del gradino più basso del podio.
La corsa si è svolta in maniera abbastanza tranquilla fino ai 40 Km dalla conclusione. Le fasi iniziali sono state caratterizzate dai tentativi di formare una fuga, che si concretizza dopo 16 Km di corsa grazie all’iniziativa di Willie Smit (Katusha – Alpecin), Tsgabu Grmay (Trek – Segafredo), Matteo Bono (UAE Team Emirates), Marco Tizza (NIPPO – Vini Fantini – Europa Ovini), Preben Van Hecke (Sport Vlaanderen – Baloise), Bram Tankink (Lotto NL – Jumbo), Lawson Craddock (EF – Drapac), Eddie Dunbar (Aqua Blue Sport) e Oscar Riesebeek (Roompot – Nederlandse Loteri). Il gruppo lascia che questi uomini prendano il largo con la conseguenza che il vantaggio massimo arriverà addirittura a superare il quarto d’ora.
Il gruppo, a questo punto, comincia ad aumentare il ritmo per evitare di perdere il controllo della situazione, con le squadre dei big (Movistar, Astana, Bora e Sky) che si alternano in testa al gruppo dando vita ad una fase di gara nella quale il vantaggio dei battistrada cala a ritmo costante. Ai meno 50, arrivano anche la Bahrein Merida e la Lotto Soudal ad aiutare le formazioni impegnate nel tentativo di ridurre il gap. Il lavoro di queste due squadre comincia a provocare selezione con il gruppo che si spezza e si riduce progressivamente. Anche nel gruppo di test, cominciano le defezioni con Smit, Tizza e Tankink che non tengono il ritmo degli altri fuggitivi. Nel gruppo dei big, invece, si muovono in prima persona i pezzi da novanta con Bob Jungels (Quick-Step Floors, Roman Kreuziger (Mitchelton-Scott) e Mikel Landa (Movistar Team) che si alternano in testa.
Ai 30 dall’arrivo, ci prova Ion Izagirre (Bahrain Merida) che riesce anche a guadagnare un certo margine, ma sul Keutemberg il gruppo si riporta su di lui. Più incisivo il tentativo, pochi chilometri dopo, di Kreuziger ed Enrico Gasparotto (Bahrain Merida) che riescono a distanziare il gruppo ed a riportarsi sulla testa della corsa.
Dietro il gruppo dei big continua ad assottigliarsi fino a ridursi ad un drappello grazie all’azione di Alejandro Valverde (Movistar) sul Geulhemmerberg che, insieme a Peter Sagan (Bora – Hansgrohe), Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors), Tim Wellens (Lotto Soudal) e Michael Valgren (Astana), riesce a chiudere sui fuggitivi. Ai – 8 prova ad uscire Jakob Fuglsang (Astana), ma Sagan e Valverde fanno buona guardia e non si fanno sorprendere. L’Astana però ha ancora un asso nella manica e il team kazako decide si sfruttare la superiorità numerica e tenta di sparigliare le carte, lanciando l’outsider Valgren, sperando che il controllo su Fuglsang possa favorire il tentativo di Valgren. Il primo tentativo del danese va a vuoto, ma il secondo, avvenuto ai – 2, si rivela decisivo. Valgren accelera portandosi dietro Kreuziger e staccando Sagan, Valverde, Wellens, Fuglsang, Alaphilippe e Gasparotto. Quest’ultimo, resosi conto del pericolo con un attimo di ritardo, accelera a sua volta nel disperato quanto vano tentativo di riportarsi sulla coppia lanciata verso il traguardo, ma non ce la fa e allo sprint Valgren riesce abbastanza agevolmente ad imporsi su Kreuziger.
Ottima la strategia dell’Astana che, visto lo stretto marcamento sul maggiore indiziato Fuglsang, è riuscita grazie alla superiorità numerica ed al controllo proprio su Fuglsang a lanciare Valgren cogliendo di sorpresa Sagan, che sembrava un po’ in affanno nel finale, e tutti gli altri big che si sono guardati in faccia troppo a lungo ed alla fine hanno mollato con il solo Gasparotto che, grazie all’accelerata nel finale, ha tagliato il traguardo con 2 secondi di ritardo dal vincitore.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Michael Valgren (Den) Astana Pro Team 6:40:07
2 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott
3 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida 0:00:02
4 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe 0:00:19
5 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
6 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
7 Julian Alaphilippe (Fra) Quick-Step Floors
8 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team 0:00:23
9 Lawson Craddock (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:00:30
10 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:00:36
11 Daryl Impey (RSA) Mitchelton-Scott 0:00:53
12 Preben Van Hecke (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
13 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors
14 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
15 Rudy Molard (Fra) Groupama-FDJ
16 Floris De Tier (Bel) LottoNL-Jumbo
17 Matteo Bono (Ita) UAE Team Emirates
18 Sergio Henao (Col) Team Sky
19 Ion Izagirre (Spa) Bahrain-Merida
20 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
21 Oscar Riesebeek (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij 0:00:56
22 Gorka Izagirre (Spa) Bahrain-Merida 0:01:19
23 Tsgabu Grmay (Eth) Trek-Segafredo 0:01:51
24 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb 0:02:11
25 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
26 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data
27 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates
28 Robert Gesink (Ned) LottoNL-Jumbo
29 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale
30 Quentin Pacher (Fra) Vital Concept Club
31 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
32 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
33 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors
34 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
35 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
36 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
37 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 0:03:15
38 Jérôme Baugnies (Bel) Wanty-Groupe Gobert 0:03:26
39 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
40 Toms Skujins (Lat) Trek-Segafredo
41 Pim Ligthart (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
42 Anthony Roux (Fra) Groupama-FDJ
43 Tom Devriendt (Bel) Wanty-Groupe Gobert
44 Omar Fraile (Spa) Astana Pro Team
45 Bert-Jan Lindeman (Ned) LottoNL-Jumbo
46 Dries Van Gestel (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
47 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty-Groupe Gobert
48 Benoit Cosnefroy (Fra) AG2R La Mondiale
49 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
50 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
51 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
52 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
53 Axel Domont (Fra) AG2R La Mondiale
54 Silvan Dillier (Swi) AG2R La Mondiale
55 Rúben Guerreiro (Por) Trek-Segafredo
56 Simone Ponzi (Ita) Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini
57 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini
58 Lawrence Warbasse (USA) Aqua Blue Sport
59 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates
60 Dion Smith (NZl) Wanty-Groupe Gobert
61 Benjamin King (USA) Dimension Data
62 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
63 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
64 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin
65 Alex Howes (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
66 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
67 José Joaquin Rojas (Spa) Movistar Team
68 Andrey Grivko (Ukr) Astana Pro Team
69 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
70 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe
71 Marco Minnaard (Ned) Wanty-Groupe Gobert
72 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
73 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
74 August Jensen (Nor) Israel Cycling Academy
75 Tom-Jelte Slagter (Ned) Dimension Data
76 Rigoberto Uran (Col) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
77 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors
78 Simon Gerrans (Aus) BMC Racing Team
79 Aleksandr Riabushenko (Blr) UAE Team Emirates
80 Michal Golas (Pol) Team Sky
81 Edward Dunbar (Irl) Aqua Blue Sport
82 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
83 Benoit Vaugrenard (Fra) Groupama-FDJ
84 Carlos Verona (Spa) Mitchelton-Scott
85 Pieter Weening (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
86 Paul Martens (Ger) LottoNL-Jumbo
87 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
88 Carlos Betancur (Col) Movistar Team
89 Winner Anacona (Col) Movistar Team
90 Sep Vanmarcke (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
91 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
92 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
93 Laurens ten Dam (Ned) Team Sunweb
94 Bram Tankink (Ned) LottoNL-Jumbo 0:03:35
95 Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team 0:04:50
96 Scott Davies (GBr) Dimension Data

LAstana scomina le squadre rivali e manda Valgren al successo allAmstel Gold Race (foto Bettini)

L'Astana scomina le squadre rivali e manda Valgren al successo all'Amstel Gold Race (foto Bettini)

ROUBAIX, FINALMENTE SAGAN

aprile 8, 2018 by Redazione  
Filed under 4) PARIGI - ROUBAIX, News

Il campione del mondo conquista la regina delle classiche con un attacco a 55 km dal traguardo. Lo accompagna fino al traguardo Silvan Dillier, in fuga sin dal mattino, che si arrende solo allo sprint. Completa il podio Niki Terpstra, sorpreso dall’azione decisiva. Lontani gli italiani.

Al settimo tentativo, Peter Sagan ha coronato l’inseguimento alla Parigi-Roubaix. E lo ha fatto da fuoriclasse: con un’azione solitaria nata a 55 km dal traguardo, che ha colto di sorpresa, in un tratto in asfalto, tutti gli altri favoriti. Sulla via di Roubaix, lo slovacco ha trovato Sven Erik Bystrøm, Jelle Wallays e Silvan Dillier, superstiti di una fuga che comprendeva in origine anche Marc Soler, Ludovic Robeet, Jimmy Duquennoy, Geoffrey Soupe, Gatis Smukulis e Jay Robert Thompson. E con grande sapienza tattica, Sagan ha fatto il possibile per tenere con sé gli ex battistrada, sempre generosi nella loro collaborazione: Wallays e Bystrøm sono stati costretti alla resa prima di giungere al Carrefour de l’Arbre, ma uno stoico Dillier è riuscito a rimanere agganciato fino al velodromo. Il campione nazionale svizzero si è piegato soltanto allo sprint, cogliendo la piazza d’onore alla seconda partecipazione alla Roubaix, dopo il ritiro di quattro anni fa.
L’attacco decisivo è nato quando la corsa si era già accesa da circa 35 km. Già nella Foresta di Arenberg, ai -90 dall’arrivo, Philippe Gilbert aveva portato il primo attacco eccellente, quando era uscito dal gruppo per rintuzzare l’offensiva di Mike Teunissen. Tra i big, Matteo Trentin era già stato messo fuori causa da una caduta, mentre Oliver Naesen, Dylan Van Baarle, Alexander Kristoff e Greg Van Avermaet erano già stati costretti a recuperare dopo un incidente che aveva spezzato il gruppo.
L’attacco di Gilbert e Teunissen, raggiunti in un secondo momento da Nils Politt e da Jean-Pierre Drucker, è durato circa 15 km. Appena Bora-Hansgrohe, Team Sky e Trek-Segafredo hanno neutralizzato l’azione del belga, la Quick-Step Floors ha spedito in avanscoperta la sua seconda punta, Zdenek Stybar. Nessuno, però, ha creduto nell’azione del ceco, che si è così ritrovato al vento per 15 km, senza riuscire a guadagnare più di mezzo minuto, prima di arrendersi.
Con una ventina di corridori soltanto al comando, e nessuna formazione con uomini a sufficienza per controllare la corsa, il nuovo ricompattamento ha aperto una fase di incertezza. Il primo a provare ad approfittarne è stato Greg Van Avermaet, che a due riprese ha tentato di avvantaggiarsi, ma ha trovato in entrambi i casi l’opposizione di Terpstra. Nessuno, invece, ha avuto la prontezza di chiudere quando è partito Sagan.
Solo quando il campione del mondo, in un primo tempo sorpreso di avere staccato tutti, aveva già guadagnato una trentina di secondi, Jesper Stuyven e Wout Van Aert hanno contrattaccato, ma non sono riusciti a portare il distacco al di sotto dei 15 secondi. Nel tratto di Mons-en-Pévèle, Terpstra, il più brillante tra gli inseguitori, si è lanciato all’inseguimento, quando il distacco dallo slovacco era però ormai salito a 50’’.
L’olandese si è riportato su Stuyven e Van Aert e ha portato con sé Sep Vanmarcke, Van Avermaet e Taylor Phinney. Nemmeno la superiorità numerica, però, è bastata a colmare un gap che si è anzi dilatato progressivamente fino a un minuto e mezzo.
Sagan ha dato l’impressione di non forzare troppo per liberarsi della compagnia di Dillier, mentre Terpstra ha tentato un ormai impossibile inseguimento solitario. Nel velodromo, l’iridato non ha avuto difficoltà a regolare lo svizzero, mentre il fresco trionfatore del Giro delle Fiandre si è dovuto accontentare di completare il podio, staccato di 57’’. Un risultato utile a salvare il bilancio della corazzata Quick-Step, che ha forse però giocato in maniera discutibile le sue tre pedine migliori. Van Avermaet ha regolato Stuyven e Vanmarcke nella volata per la quarta piazza, a 1’34’’. Politt, tedesco classe 1994, ha chiuso settimo, davanti a un redivivo Phinney, a Stybar e a Jens Debusschere.
A sorpresa, il migliore degli italiani è stato Marco Marcato, 18esimo a 3’07’’. 40esimo un Daniel Oss parso meno brillante dello scorso anno, che festeggia però per la seconda edizione consecutiva un successo del suo capitano. 41esimo Gianni Moscon, mai nel vivo della gara.

Matteo Novarini

ORDINE D’ARRIVO

1 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe 5:54:06
2 Silvan Dillier (Swi) AG2R La Mondiale
3 Niki Terpstra (Ned) Quick-Step Floors 0:00:57
4 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team 0:01:34
5 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
6 Sep Vanmarcke (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
7 Nils Politt (Ger) Katusha-Alpecin 0:02:31
8 Taylor Phinney (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
9 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors
10 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
11 Mike Teunissen (Ned) Team Sunweb
12 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
13 Wout Van Aert (Bel) Veranda’s Willems Crelan
14 Jelle Wallays (Bel) Lotto Soudal 0:02:37
15 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors 0:03:07
16 Amund Grøndahl Jansen (Nor) LottoNL-Jumbo
17 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
18 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
19 Dylan van Baarle (Ned) Team Sky
20 Heinrich Haussler (Aus) Bahrain-Merida
21 Bert De Backer (Bel) Vital Concept Club 0:03:48
22 Mathew Hayman (Aus) Mitchelton-Scott
23 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team
24 Edward Theuns (Bel) Team Sunweb 0:04:23
25 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
26 Marc Sarreau (Fra) FDJ
27 Sven Erik Bystrøm (Nor) UAE Team Emirates
28 Yves Lampaert (Bel) Quick-Step Floors
29 Nikolas Maes (Bel) Lotto Soudal
30 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
31 Koen de Kort (Ned) Trek-Segafredo
32 Stijn Vandenbergh (Bel) AG2R La Mondiale 0:07:10
33 Truls Korsaeth (Nor) Astana Pro Team
34 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
35 Matti Breschel (Den) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:07:40
36 Maarten Wynants (Bel) LottoNL-Jumbo
37 Frederik Frison (Bel) Lotto Soudal
38 Lars Bak (Den) Lotto Soudal
39 Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal 0:07:45
40 Daniel Oss (Ita) Bora-Hansgrohe 0:07:50
41 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
42 Tanguy Turgis (Fra) Vital Concept Club 0:12:15
43 Jimmy Turgis (Fra) Cofidis, Solutions Credits
44 Dylan Groenewegen (Ned) LottoNL-Jumbo 0:12:54
45 Rick Zabel (Ger) Katusha-Alpecin
46 Adrien Petit (Fra) Direct Energie
47 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
48 Boy van Poppel (Ned) Trek-Segafredo
49 Owain Doull (GBr) Team Sky
50 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors
51 Michael Schär (Swi) BMC Racing Team
52 Maximilian Richard Walscheid (Ger) Team Sunweb
53 Julien Morice (Fra) Vital Concept Club
54 Jay Thomson (RSA) Dimension Data
55 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale
56 Jimmy Duquennoy (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
57 Alexander Kristoff (Nor) UAE Team Emirates
58 Juraj Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
59 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
60 Gregory Rast (Swi) Trek-Segafredo
61 Arnaud Demare (Fra) FDJ
62 Ramon Sinkeldam (Ned) FDJ
63 Mitchell Docker (Aus) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
64 Tom Scully (NZl) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
65 Jacopo Guarnieri (Ita) FDJ
66 Ignatas Konovalovas (Ltu) FDJ
67 Jens Keukeleire (Bel) Lotto Soudal
68 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits
69 Roger Kluge (Ger) Mitchelton-Scott
70 Bert Van Lerberghe (Bel) Cofidis, Solutions Credits
71 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo
72 Tony Martin (Ger) Katusha-Alpecin 0:13:01
73 Ludovic Robeet (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic 0:13:11
74 Geoffrey Soupe (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:14:46
75 Gatis Smukulis (Lat) Delko Marseille Provence KTM
76 Bram Tankink (Ned) LottoNL-Jumbo 0:14:48
77 Brice Feillu (Fra) Fortuneo-Samsic 0:14:49
78 Phil Bauhaus (Ger) Team Sunweb 0:14:56
79 Hugo Hofstetter (Fra) Cofidis, Solutions Credits
80 Sylvain Chavanel (Fra) Direct Energie 0:15:00
81 Pascal Eenkhoorn (Ned) LottoNL-Jumbo
82 Jos van Emden (Ned) LottoNL-Jumbo
83 Jonas Van Genechten (Bel) Vital Concept Club 0:15:02
84 Hugo Houle (Can) Astana Pro Team
85 Dmitriy Gruzdev (Kaz) Astana Pro Team
86 Kenneth Vanbilsen (Bel) Cofidis, Solutions Credits
87 Christian Knees (Ger) Team Sky 0:15:04
88 Cyril Lemoine (Fra) Cofidis, Solutions Credits
89 Pierre Luc Perichon (Fra) Fortuneo-Samsic 0:17:41
90 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
91 Nuno Matos (Por) Movistar Team
92 Julien Stassen (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic 0:17:47
93 Kenny Dehaes (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
94 Dries De Bondt (Bel) Veranda’s Willems Crelan 0:20:12
95 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data 0:20:47
96 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 0:23:01
97 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
98 Julien Trarieux (Fra) Delko Marseille Provence KTM
99 Iuri Filosi (Ita) Delko Marseille Provence KTM
100 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida
101 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 0:26:54

Sagan confeziona unimpresa da leggenda sulle pietre della Parigi-Roubaix (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Sagan confeziona un'impresa da leggenda sulle pietre della Parigi-Roubaix (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

TERPSTRA SIGNORE DEI MURI

aprile 1, 2018 by Redazione  
Filed under 3) GIRO DELLE FIANDRE, News

L’olandese vince il 102° Giro delle Fiandre con un’azione solitaria di oltre 25 km, nata sul Kruisberg. Sul podio il sorprendente 22enne Mads Pedersen, ultimo a perdere la ruota dell’olandese, e Philippe Gilbert. Nibali, a lungo protagonista, cede sull’Oude Kwaremont.

Aveva già assaporato in passato i due gradini meno nobili del podio: secondo nel 2015, terzo lo scorso anno. A un mese dal suo 34esimo compleanno, Niki Terpstra ha conquistato il 102° Giro delle Fiandre. Una vittoria che ha premiato il più coraggioso tra i favoriti, anche se l’azione decisiva è nata quasi per caso, a poco più di 25 km dal traguardo.
L’olandese è stato infatti, fra i capitani della Quick Step, quello a cui è toccato chiudere su Vincenzo Nibali, partito all’attacco sul Kruisberg. Nella prima parte del gruppo sin dall’ascesa al Muro di Grammont, a quasi 100 km dal traguardo, il siciliano ha provato ad approfittare di una fase di stallo tra i migliori per andare in caccia di un risultato che avrebbe fatto impallidire l’impresa della Milano-Sanremo. Davanti pedalavano in quel momento, con circa mezzo minuto di vantaggio, Sebastian Langeveld, Dylan Van Baarle e Mads Pedersen: luogotenenti di Vanmarcke, Kwiatkowski e Stuyven, rispettivamente, partiti all’attacco una trentina di chilometri prima.
Terpstra si è riportato nella scia di Nibali, ma è parso in un primo momento poco determinato a dare seguito all’azione. Soltanto quando si è reso conto di non avere avversari alla propria ruota l’olandese ha scelto di sostenere l’attacco, salvo poi levarsi quasi inavvertitamente di ruota anche il messinese, oggi nei panni che a Sanremo erano toccati a Krists Neilands. Il tentativo di rientro di Gianni Moscon è sfumato dopo pochi metri, e così i migliori si sono ricompattati, riprendendo un marcamento che aveva caratterizzato una corsa dura ma avara di attacchi.
Per alcuni chilometri, quelli che precedevano l’ultimo passaggio sull’Oude Kwaremont, Terpstra è sembrato in trappola. Il suo distacco dal terzetto di testa restava nella forbice 15-20 secondi, mentre il gruppetto dei migliori, ancora forte di una ventina di corridori, lo seguiva ad analoga distanza. Sul Kwaremont, invece, quella che sembrava una situazione scomoda si è invece rivelata il frutto di una perfetta gestione delle energie: Terpstra ha raggiunto in poche pedalate i tre al comando, li ha saltati e se n’è andato, con il solo Pedersen capace di opporre una seria resistenza. Gli altri favoriti continuavano a non prendere iniziative, con Benoot a scandire un ritmo sostenuto, ma che consentiva al nuovo leader di dilatare il vantaggio verso il mezzo minuto.
Soltanto sul Paterberg, mentre Terpstra vinceva la residua opposizione di Pedersen, Sagan, fino ad allora autore soltanto di uno scatto di dubbio tempismo in un tratto pianeggiante in asfalto, è passato all’offensiva. Il campione del mondo ha staccato tutti, ma, una volta rimasto solo, ha dimostrato di essere lontano dalla condizione di altre campagne del Nord. Il ritardo dal leader è rimasto superiore ai 30’’, e, dopo una manciata di chilometri al vento, lo slovacco si è lasciato riassorbire dagli altri big.
A quattro anni dal trionfo alla Parigi-Roubaix, Terpstra si è così potuto godere con relativa tranquillità la cavalcata verso la seconda classica monumento in carriera. Grazie anche alla scarsa collaborazione nel gruppetto dei favoriti, dove Philippe Gilbert e Zdenek Stybar agivano da stopper a qualsiasi tentativo di inseguimento, Pedersen è riuscito a difendere la seconda piazza. Per il danese è il primo podio su un grande palcoscenico, e – a 22 anni e 3 mesi – difficilmente resterà l’ultimo.
Nel finale, Michael Valgren ha provato a regalare alla Danimarca un inaudito doppio podio, ma ha trovato la marcatura di Gilbert. Il belga non ha avuto difficoltà a prevalere nello sprint per il terzo posto, completando il trionfo della Quick Step, che pure non ha acceso la gara come da pronostico. Greg Van Avermaet ha anticipato Sagan nello sprint per la quinta piazza, volata dalla quale sono rimasti esclusi tutti gli italiani.

Matteo Novarini

ORDINE D’ARRIVO

1 Niki Terpstra (Ned) Quick-Step Floors 6:21:25
2 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 0:00:12
3 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors 0:00:17
4 Michael Valgren (Den) Astana Pro Team 0:00:20
5 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team 0:00:25
6 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
7 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
8 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal
9 Wout Van Aert (Bel) Veranda’s Willems Crelan
10 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors
11 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
12 Dylan van Baarle (Ned) Team Sky
13 Sep Vanmarcke (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
14 Timo Roosen (Ned) LottoNL-Jumbo 0:01:09
15 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 0:01:13
16 Alexander Kristoff (Nor) UAE Team Emirates
17 Nils Politt (Ger) Katusha-Alpecin
18 Mike Teunissen (Ned) Team Sunweb
19 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
20 Magnus Cort (Den) Astana Pro Team
21 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
22 Sebastian Langeveld (Ned) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:01:15
23 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
24 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:18
25 Heinrich Haussler (Aus) Bahrain-Merida 0:01:24
26 Daniel Oss (Ita) Bora-Hansgrohe 0:03:16
27 Jurgen Roelandts (Bel) BMC Racing Team
28 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
29 Yves Lampaert (Bel) Quick-Step Floors
30 Tom Devriendt (Bel) Wanty-Groupe Gobert 0:03:40
31 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team
32 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
33 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
34 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team
35 Jimmy Turgis (Fra) Cofidis, Solutions Credits
36 Stijn Vandenbergh (Bel) AG2R La Mondiale
37 Ivan Garcia Cortina (Spa) Bahrain-Merida
38 Frederik Backaert (Bel) Wanty-Groupe Gobert
39 Gregory Rast (Swi) Trek-Segafredo
40 Sven Erik Bystr¿m (Nor) UAE Team Emirates
41 Julien Vermote (Bel) Dimension Data
42 Koen de Kort (Ned) Trek-Segafredo
43 Amund Gr¿ndahl Jansen (Nor) LottoNL-Jumbo 0:03:44
44 Florian Senechal (Fra) Quick-Step Floors 0:03:47
45 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton-Scott 0:04:10
46 Kristijan Koren (Slo) Bahrain-Merida
47 Piet Allegaert (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
48 Davide Cimolai (Ita) Groupama-FDJ
49 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
50 Sacha Modolo (Ita) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
51 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
52 Oscar Gatto (Ita) Astana Pro Team
53 S¿ren Kragh Andersen (Den) Team Sunweb 0:05:49
54 Maarten Wynants (Bel) LottoNL-Jumbo 0:07:34
55 Stefan KŸng (Swi) BMC Racing Team
56 Jos van Emden (Ned) LottoNL-Jumbo 0:08:18
57 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal
58 Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal
59 Hugo Houle (Can) Astana Pro Team
60 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
61 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
62 Nelson Oliveira (Por) Movistar Team
63 Tony Martin (Ger) Katusha-Alpecin
64 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
65 Carlos Barbero (Spa) Movistar Team 0:09:14
66 Julien Duval (Fra) AG2R La Mondiale
67 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
68 Dion Smith (NZl) Wanty-Groupe Gobert
69 Alex Kirsch (Lux) WB Aqua Protect Veranclassic
70 Huub Duijn (Ned) Veranda’s Willems Crelan
71 Patrick MŸller (Swi) Vital Concept Club
72 Pim Ligthart (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
73 Michal Golas (Pol) Team Sky
74 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
75 Lukas Spengler (Swi) WB Aqua Protect Veranclassic
76 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors
77 Lennard Hofstede (Ned) Team Sunweb
78 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
79 Ignatas Konovalovas (Ltu) Groupama-FDJ
80 Tom Scully (NZl) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
81 Oliviero Troia (Ita) UAE Team Emirates
82 Jelle Wallays (Bel) Lotto Soudal
83 Mathew Hayman (Aus) Mitchelton-Scott
84 Luka Mezgec (Slo) Mitchelton-Scott
85 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida
86 Bert Van Lerberghe (Bel) Cofidis, Solutions Credits
87 Sean De Bie (Bel) Veranda’s Willems Crelan 0:13:12
88 Amaury Capiot (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
89 Christoph Pfingsten (Ger) Bora-Hansgrohe 0:14:31
90 Dimitri Peyskens (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
91 Benjamin Declercq (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
92 Juraj Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
93 Ryan Mullen (Ire) Trek-Segafredo
94 Jan Willem van Schip (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
95 Jaco Venter (RSA) Dimension Data
96 Nicolas Dougall (RSA) Dimension Data
97 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
98 Matti Breschel (Den) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
99 Alex Edmondson (Aus) Mitchelton-Scott
100 Taylor Phinney (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
101 Baptiste Planckaert (Bel) Katusha-Alpecin
102 Justin Jules (Fra) WB Aqua Protect Veranclassic
103 Cyril Lemoine (Fra) Cofidis, Solutions Credits
104 Stijn Steels (Bel) Veranda’s Willems Crelan

Niki Terpstra si impone nelledizione 2018 del Giro delle Fiandre: era dal 1986, quando trionfò Adrie van der Poel, che un corridore olandese non vinceva la classica fiamminga (foto Bettini)

Niki Terpstra si impone nell'edizione 2018 del Giro delle Fiandre: era dal 1986, quando trionfò Adrie van der Poel, che un corridore olandese non vinceva la classica fiamminga (foto Bettini)

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