AD ARRATE LA SPUNTA GAUDU. PRIMOZ ROGLIC VINCE IL GIRO DEI PAESI BASCHI 2021

aprile 10, 2021 by Redazione  
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David Gaudu (Team Groupama FDJ) batte Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) al termine di un’ultima tappa avvincente, con attacchi e contrattacchi già dai primi km. A farne le spese è Brandon McNulty (UAE Team Emirates) che si arrende all’esuberanza dello sloveno, alla prima vittoria stagionale di una corsa a tappe dopo la beffa della Parigi – Nizza.

Sono 112 i km dell’ultima tappa del Giro dei Paesi Baschi 2021 da Ondarroa ad Arrate. Con la classifica generale che vede i primi cinque ciclisti nell’arco di 43 secondi è senz’altro la tappa decisiva dell’intera corsa a tappe spagnola. Gli attacchi che si sono succeduti nelle precedenti tappe avranno il loro culmine proprio oggi, anche perché con ben sette GPM in programma i ciclisti che possono ancora sperare nella vittoria finale non si tireranno indietro. Brandon McNulty (UAE Team Emirates), l’attuale maglia gialla, ne sa qualcosa visto che proprio con un attacco in discesa nella tappa di giovedì ha dato il benservito a Primoz Roglic (Team Jumbo Visma), incapace di prendere le misure sullo statunitense. E proprio Roglic, secondo in classifica, è atteso oggi all’azione visto che i 23 secondi di ritardo da McNulty possono essere sulla carta ridotti o annullati. Non sono da sottovalutare neanche gli abbuoni finali, per una conclusione ancora molto incerta. Dopo la partenza da Ondarroa si iniziava subito a scalare il primo GPM di Arribinieta. Il gruppo imponeva un ritmo già elevato ma non vi erano ancora attacchi tali da pprtare via una fuga. Carlos Verona (Team Movistar) scollinava in prima posizione. Le cose si movimentavano un po’ di più lungo l’ascesa di Elkorrieta. Ad avvantaggiarsi erano in tre: Antwan Tolhoek (Team Jumbo Visma), Christopher Juul-Jensen (Team Bikeexchange) e Patrick Bevin (Team Israel StartUp Nation). Tra il secondo ed il terzo GPM il gruppo rientrava sui tre di testa. Si formava un drappello di una quarantina di ciclisti che vedeva in testa a tirare uomini del Team Astana e dell’UAE Team Emirates Sul GPM di Elosua-Gorda, il quarto in programma, si avvantaggiava un gruppo formato da 14 ciclisti. Oltre a Verona, Tolhoek e Bevin erano presenti Omar Fraile (Team Astana), Marc Hirschi (UAE Team Emirates), Enric Mas (Team Movistar), Hugh Carthy (Team EF Education Nippo), Mauri Vansevenant (Team Deceuninck Quick Step), Guillaume Martin (Team Cofidis), Richard Carapaz (Team INEOS Grenadiers), Sam Oomen (Team Jumbo Visma), Ben O’Connor (Team AG2R Citroen), Mark Padun (Team Bahrain Victorious) e Pierre Latour (Team Total Direct Energie). Nella succesiva discesa provavano ad evadere dal gruppo maglia gialla Primoz Roglic (Team Jumbo Visma), Alejandro Valverde (Team Movistar), Ion Izagirre e Alex Aranburu (Team Astana), David Gaudu (Team Groupama FDJ) e Gino Mader (Team Bahrain Victorious). Questi contrattaccanti raggiungevano la fuga principale che comprendeva così 19 ciclisti in totale. Il gruppo maglia gialla inseguiva a circa 15 secondi di ritardo quando mancavano 55 km alla conclusione. Il gruppo di testa avava circa 40 secondi di vantaggio sul gruppo inseguitore quando mancavano 50 km all’arrivo, con ancora tre GPM da affrontare. Sul successivo GPM di Krabelin il gruppetto in testa perdeva pezzi e scollinavano in tre: Roglic, Gaudu e Carthy. Nelle retrovie la maglia gialla McNulty era in difficoltà e così Pogacar lo lasciava al suo destino provando a rientrare sui ciclisti in testa insieme ad Adam Yates (Team INEOS Grenadiers) e Gino Mader. A 43 km dall’arrivo, ovvero all’inizio della discesa verso il primo traguardo intermedio di Markina-Xemein, Roglic, Gaudu e Carthy avevano 30 secondi di vantaggio su un gruppetto formato da Pogacar, Mader, Yates, Valverde, Vansevenant e Vingegaard. A 30 km dall’arrivo il terzetto di testa aveva 55 secondi di vantaggio sugli immediati inseguitori. A 15 km dall’arrivo Roglic, Gaudu e Carthy avevano ancora 55 secondi di vantaggio su un gruppo di 11 ciclisti formato da Pogacar, Valverde, Vingegaard, Izagirre, Vansevenant, Yates, O’Connor, Bilbao, Ruben Fernandez (Team Cofidis), Esteban Chaves (Team Bikeexchange) e Mikel Landa (Team Bahrain Victorious). McNulty, ad oltre 3 minuti di ritardo dalla testa della corsa, era ormai tagliato fuori dai giochi. Il terzetto in testa affrontava l’ultimo GPM di Usartza con 42 secondi di vantaggio sul gruppo Pogacar. Carthy non riusciva a reggere il ritmo imposto da Gaudu e Roglic e si staccava. A 4 km dall’arrivo era ormai una lotta a due per la vittoria di tappa. Era Gaudu a imporsi su Roglic, dopo una sorta di tacito accordo con lo sloveno: al francese la tappa, a Roglic la vittoria finale. Lo sprint per il terzo posto premiava Valverde, a 34 secondi di ritardo da Gaudu, mentre quarto era Yates e quinto Pogacar. Il francese ottiene la seconda vittoria stagionale e conferma di avere una buona gamba in vista degli appuntamenti successivi. Roglic, dopo la beffa della Parigi – Nizza, vince il suo secondo Giro dei Paesi Baschi con 52 secondi di vantaggio su Vingegaard e 1 minuto e 7 secondi di vantaggio su Pogacar. Per quanto riguarda le altre classifiche Roglic vince anche quella a punti e quella dei GPM, mente Vingegaard si aggiudica quella di miglior giovane. Adesso incombono le Ardenne ma la Spagna sarà ancora protagonista la settimana entrante con la Volta a la Comunitat Valenciana – inizialmente prevista in calendario lo scorso Febbraio – che si disputerà tra il 14 ed il 18 Aprile dopo essere stata rinviata a causa del coronavirus.

Giuseppe Scarfone

La Vittoria di David Gaudu ad Arrate (foto: Getty Images)

La Vittoria di David Gaudu ad Arrate (foto: Getty Images)

I LUPI DI ONDARROA NON LASCIANO SCAMPO. HONORE’ VINCE LA TAPPA. MCNULTY RESTA LEADER

aprile 9, 2021 by Redazione  
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La quinta tappa del Giro dei Paesi Baschi 2021 si decide con la fuga di giornata che è composta da sei uomini e comprende due ciclisti della Deceuninck Quick Step. Il Wolfpack conferma la sua sete di vittoria tanto che con gli attacchi nel finale sono Mikkel Honorè e Josef Cerny a giocarsi la vittoria di tappa. E’ il danese ad avere la meglio sul compagno ceco. Brandon McNulty (UAE Team Emirates) resta in maglia gialla alla vigilia dell’ultima e decisiva tappa di Arrate.

Il Giro dei Paesi Baschi 2021 giunge alla quinta e penultima tappa con un cambio al vertice non del tutto inaspettato, visto che i continui attacchi che la corsa spagnola offre incidono spesso sull’evoluzione della classifica. Ieri a farne le spese è stato Primoz Roglic (Team Jumbo Visma), non protetto sufficientemente nel finale dalla sua squadra e vittima suo malgrado dell’azione decisiva che ha portato Brandon McNulty (UAE Team Emirates) a vestire la nuova maglia gialla, con buona pace di Tadej Pogacar, suo compagno di squadra e nel caso specifico stopper d’eccezione a favore dello statunitense. Adesso McNulty può amministrare 23 secondi di vantaggio su Roglic che saranno importantissimi nell’ultima e decisiva tappa di domani sul consueto arrivo in salita di Arrate. Oggi intanto dovrà comunque tenere gli occhi bene aperti perché la tappa, pur essendo la più facile dal punto di vista altimetrico, può riservare sempre qualche sorpresa. L’ultimo GPM dei tre in programma è posizionato a quasi 30 km dall’arrivo di Ondarroa. Dopo la partenza da Hondarribia si formava subito la fuga che avrebbe caratterizzato la tappa. Gli attaccanti erano sei: Mikkel Honorè e Josef Cerny (Team Deceuninck Quick Step), Ide Schelling (Team Bora Hansgrohe), Andrey Amador (Team Movistar), Julien Bernard (Team Trek Segafredo) e Andreas Leknessund (Team DSM). Al primo sprint intermedio di Ondarroa era Schelling a transitare in prima posizione mentre Cerny scollinava per primo sul suggessimo GPM di Mendexa, il primo dei tre in programma. Sul successivo GPM dell’Alto de Gontzegaraine scollinava per primo Bernard mentre Leknessund perdeva alcuni metri dai compagni di fuga ma rientrava nella discesa successiva. Al secondo sprint intermedio di Markina-Xemein transitava in prima posizione Bernard. Il terzo ed ultimo GPM in programma, quello di Urkaregi, diventava decisivo per le sorti della tappa. In testa restava il terzetto formato da Honorè, Bernard e Cerny. A 25 km dall’arrivo la coppia di testa aveva oltre 2 minuti di vantaggio sul gruppo maglia gialla tirato da Team Astana e UAE Team Emirates. Negli ultimi 10 km a dar man forte all’inseguimento arrivavano anche Team Israel StartUp Nation, Team Euskaltel Euskadi e Team Bikeexchange. Cerny si sacrificava per il compagno Honorè, sfruttando le sue ottime capacità di passista e nonostante i numerosi attacchi che venivano portati all’interno del gruppo, con il Team Astana molto attivo, si giocavano la vittoria i due uomini della Deceuninck Quick Step. Era Honorè ad avere la meglio su Cerny, mentre Bernard chiudeva terzo a 17 secondi di ritardo. La volata del gruppo, a 28 secondi dal danese, veniva vinta per onore di cronaca da Daryl Impey (Team Israel StartUp Nation). Chiudevano la top five Simon Clarke (Team Qhubeka ASSOS) e Stefano Oldani (Team Lotto Soudal). Honorè ottiene la seconda vittoria stagionale, dopo essersi già distinto nella vittoriosa tappa di Forlì della Settimana Coppi & Bartali. In classifica generale resta tutto invariato con Brandon McNulty che conserva agevolmente la maglia gialla con 23 secondi di vantaggio su Primoz Roglic e 28 secondi di vantaggio su Jonas Vingegaard (Team Jumbo Visma). Domani è in programma l’ultima tappa del Giro dei Paesi Baschi 2021 da Ondarroa ad Arrate. Sarà una frazione molto impegnativa con ben sette GPM da scalare. Sull’ultimo GPM di Usartza si deciderà il vincitore del Giro dei Paesi Baschi 2021.

Giuseppe Scarfone

La vittoria di Mikkel Honorè a Ondarroa (foto: Getty Images Sport)

La vittoria di Mikkel Honorè a Ondarroa (foto: Getty Images Sport)

LA RIVOLUZIONE DI HONDARRIBIA. A IZAGIRRE LA TAPPA, A MCNULTY LA MAGLIA GIALLA

aprile 8, 2021 by Redazione  
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Ancora una volta è la discesa e non la salita a decidere le sorti della tappa, la quarta, di un Giro dei Paesi Baschi scoppiettante. Un drappello di sei uomini attacca nella discesa finale di Erlaitz e Ion Izagirre (Team Astana) si aggiudica la volata ristretta sul traguardo di Hondarribia. Brandon McNulty (UAE Team Emirates), presente tra gli attaccanti, è la nuova maglia gialla quando mancano due tappe alla conclusione.

La quarta tappa del Giro dei Paesi Baschi 2021 è la più lunga delle sei in programma con i suoi 189,2 km da Vitoria – Gasteiz a Hondarribia. I due abbordabili GPM nella prima parte del tracciato, entrambi di terza categoria, potranno fungere da trampolino di lancio per attacchi più o meno numerosi. Negli ultimi 50 km invece prima lo Jaizkibel e poi l’Erlaitz dovrebbero animare la corsa con gli attacchi degli uomini di classifica, come già visto ieri. Sulle rampe in doppia cifra di Ermualde. La vittoria finale della breve corsa a tappe spagnola sembra ormai essere una questione a due tra Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) e Primoz Roglic (Team Jumbo Visma), con quest’ultimo in vantaggio di 20 secondi sul connazionale. Dopo la partenza da Vitoria-Gasteiz si registravano molti attacchi nelle prime posizioni del gruppo. Ci provavano tra gli altri Sylvain Moniquet (Team Lotto Soudal), Mattia Cattaneo (Team Deceuninck Quick Step), Anthony Perez e Simon Geschke (Team Cofidis), ma il gruppo rispondeva prontamente ed affrontava compatto il primo GPM di Deskarga posto al km 55.8. Era Juan Pedro Lopez (Team Trek Segafredo) a scollinare per primo. Intorno al km 85, nell’avvicinamento al secondo GPM di giornata di Alkiza, Omar Fraile (Team Astana), Oleandro Osorio (Team Caja Rural Seguros) e Mathieu Burgaudeau (Team Total Direct Energie) si avvantaggiavano di un centinaio di metri sul gruppo maglia gialla, dal quale aveva provato ad uscire anche il leader Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) insieme a Richard Carapaz (Team INEOS Grenadiers). Sul GPM di Alkiza, le carte si rimescolavano ulteriormente; in tre scollinavano con una ventina di secondi di vantaggio sul gruppo maglia gialla; i tre erano Guillaume Martin (Team Cofidis), Ben O’Connor (Team AG2R Citroen) e Jefferson Cepeda (Team Caja Rural Seguros). Anche Lopez, attivo in precedenza, raggiungeva i tre di testa. Martin scollinava in prima posizione. La fuga iniziava a guadagnare qual cosina sul gruppo maglia gialla. O’Connor si aggiudicava il primo sprint intermedio di Andoain posto al km 115.3 mentre il gruppo inseguiva a circa 2 minuti. Al successivo traguardo volante di Errenteria era invece Martin a transitare in prima posizione. La fuga affrontava il terzo GPM di Jaizkibel con circa 2 minuti e 30 secondi di vantaggio sul gruppo inseguitore. Sulle salita simbolo della Clasica di San Sebastian O’connor restava da solo in testa alla corsa mentre Team Movistar e Team Bahrain Victorious conducevano l’inseguimento con decisione. O’Connor veniva ripreso definitivamente all’inizio dell’ultimo GPM di Erlaitz, 3 km e mezzo con pendenze costanti in doppia cifra, ad esclusione delle ultime centinaia di metri. Attaccavano Esteban Chaves (Team Bikeexchange), Brandon McNulty (UAE Team Emirates) e Mikel Landa (Team Bahrain Victorious). Il terzetto guadagnava una decina di secondi di vantaggio sul gruppo tirato dalla Jumbo Visma. Il gruppo raggiungeva gli attaccanti proprio negli ultimi metri prima dello scollinamento, con McNulty che transitava sul GPM in prima posizione. Come nella seconda tappa, quando con un attacco nella discesa finale Alex Aranburu (Team Astana) si avvantaggiava ed andava a vincere tutto solo, anche oggi la discesa finale, con diverse curve cieche e tratti in leggero falsopiano in cui rilanciare continuamente l’azione, diventava decisiva per la vittoria. Infatti si avvantaggiava un gruppo formato da sei ciclisti: gli attivissimi McNulty e Chaves a cui si univano Emanuel Buchmann (Team Bora Hansgrohe), Pello Bilbao (Team Bahrain Victorious), Ion Izagirre (Team Astana) e Jonas Vingegaard (Team Jumbo Visma), compagno di squadra di Roglic che però evitava di tirare restando passivo in coda al drappello. Le trenate di McNulty, Bilbao e Izagirre, tutti ottimi passisti, consentivano al gruppetto di aumentare il vantaggio sul gruppo maglia gialla, che era privo di una squadra capace di organizzare un inseguimento efficace. I sei di testa arrivavano ad avere 50 secondi di vantaggio sul gruppo, dal quale provavano con azioni velleitarie e senza costrutto ciclisti come Alejandro Valverde (Team Movistar) o David Gaudu (Team Groupama FDJ). E così, con Roglic un po’ abbandonato a se stesso – forse era meglio che Vingegaard si facesse riprendere e aiutare il capitano nell’inseguimento – la volata ristretta del gruppo in testa premiava Ion Izagirre, alla prima vittoria stagionale, che aveva la meglio su Pello Bilbao. Chiudeva il podio di giornata McNulty, mentre quarto era Vingegaard e quinto Buchmann. Il gruppo maglia gialla veniva regolato da Patrick Bevin (Team Israel StartUp Nation) a 49 secondi di ritardo da Izagirre. Alla lice di questi risultati McNulty è la nuova maglia gialla con 23 secondi di vantaggio su Roglic e 28 secondi di vantaggio su Vingegaard. Domani la quinta e penultima tappa offre un giornata relativamente tranquilla, visto che l’ultimo dei tre GPM previsti è situato a 30 km dall’arrivo. I pochi uomini veloci presenti in gruppo – pensiamo a gente come Ben Swift (Team INEOS Grenadiers) o Alex Aranburu (Team Astana) – hanno un’ottima chance per vincere l’eventuale volata di Ondarroa. Vedremo anche se a Roglic verrà qualcosa in mente per riprendersi la maglia gialla, il cui ‘indossatore’ definitivo si conoscerà soltanto nell’ultima tappa di Arrate, sabato 10 Aprile.

Giuseppe Scarfone

La vittoria di Ion Izagirre ad Hondarribia (foto: Getty Images)

La vittoria di Ion Izagirre ad Hondarribia (foto: Getty Images)

JASPER PHILIPSEN BEFFA LA DECEUNINCK ALLA SCHELDEPRIJS

aprile 7, 2021 by Redazione  
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Jasper Philipsen (Alpecin-Fenix) ha vinto l’edizione numero 109 della Scheldeprijs, una delle corse più antiche del calendario UCI, riuscendo a battere in volata il duo della Deceuninck – Quick Step Sam Bennett e Mark Cavendish, rispettivamente al secondo e terzo posto. Il migliore degli azzurri è stato Luca Mozzato (B&B Hotels p/b KTM) concludendo settimo.

La 109 esima edizione della Scheldeprijs ripartiva da Terneuzen con il ritorno del percorso iniziale su territorio olandese, dopo l’assenza nel 2020 per le restrizioni dovute al covid-19. Invece il circuito finale restava il medesimo degli anni scorsi a Schoten, in Belgio, all’interno del quale è presente anche un tratto di pavè da ripetere quattro volte. La corsa è stata in dubbio fino al momento della partenza con vari imprevisti, il primo era stato l’annuncio del ritiro preventivo della Trek – Segafredo dopo alcune positività nello staff la settimana precedente, ma la notizia del giorno era la non partenza della Groupama – FDJ e quindi di uno degli altri favoriti di giornata, Arnaud Demare. Anche nel loro caso, la causa era dovuta a una positività all’interno dello staff. Nella giornata di ieri, ma anche quella odierna, le condizioni erano estreme con anche qualche fiocco di neve, seppur nel pomeriggio le precipitazioni erano assenti, le temperature restavano di poco sopra allo zero termico e con fortissimo vento che favoriva, anche, la creazione di ventagli. Per questo motivo la presentazione delle squadre è stata saltata. Se tutti questi imprevisti non fossero stati sufficienti, l’autorizzazione delle autorità olandesi a prendere il via è arrivata solo pochi minuti prima della partenza della corsa.

La corsa normalmente è considerata per velocisti, ma con le condizioni trovate dai corridori era probabile aspettarsi una corsa dura. In caso di volata normale i principali favoriti erano Sam Bennett (Deceuninck – Quick Step), Pascal Ackermann (BORA – Hansgrohe), Elia Viviani (Cofidis, Solutions, Crédits), Giacomo Nizzolo (Team Qhubeka ASSOS), Alexander Kristoff (UAE-Team Emirates) e la Alpecin-Fenix con il duo Tim Merlier e Jasper Philipsen.

Oltre alla preannunciata Groupama – FDJ non prendeva il via nemmeno Nacer Bouhanni (Team Arkéa Samsic) al centro di un doppio scandalo con l’incidente causato alla Cholet – Pays de la Loire su Jake Stewart e gli episodi di razzismo avvenuti in seguito ai danni del corridore francese.

La partenza è stata caratterizzata da forte vento con la Lotto Soudal a imporre andature molto sostenute al punto da frazionare la corsa dopo una serie di ventagli in tre gruppi principali. Nella fase seguente i primi due gruppi si riunivano formando un gruppo dove erano assenti solo pochi atleti, mentre una brutta caduta metteva fuori gioco Ward Vanhoof (Sport Vlaanderen-Baloise), Kristoffer Halvorsen (Uno-X), Florian Maitre (Total Direct Energie) e Frederic Frison (Lotto Soudal). In seguito venivano annunciati molti altri ritiri dovuti a cadute e condizione estreme di meteo. A causa di una caduta in contemporanea ad un tratto con vento laterale, il gruppo si frazionava nuovamente fino a nuovi ventagli che sbriciolavano completamente i vari gruppi. A 100 chilometri dalla conclusione il gruppo di testa comprendeva soltanto tredici atleti: Brent Van Moer (Lotto Soudal), Pascal Ackermann, Michael Schwarzmann e Marcus Burghardt (BORA – hansgrohe), Sam Bennett e Michael Mørkøv (Deceuninck – Quick Step), Danny van Poppel (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux), Norman Vahtra (Israel Start-Up Nation), Giacomo Nizzolo e Max Walscheid (Team Qhubeka ASSOS), Jasper Philipsen e Jonas Rickaert (Alpecin-Fenix) e Clément Russo (Team Arkéa Samsic). Questi corridori venivano seguiti da una quindicina di atleti che includevano Florian Sénéchal e Mark Cavendish (Deceuninck – Quick Step), Cees Bol (Team DSM), Kristoff e Merlier. Questi ultimi due corridori restavano, purtroppo, vittime di una caduta che li portava a restare attardati in vari gruppi inseguitori a forte distanza.

Inizialmente questi due gruppi procedevano ad una velocità simile con un distacco di 40”, ma Alpecin-Fenix e Deceuninck-Quick Step, in particolare, decidevano di voler riunire i due gruppi forti di una superiorità numerica, questo ricompattamento avveniva a 70 chilometri dall’arrivo col primo gruppo inseguitore distante 2’. In quel momento iniziava un lungo braccio di ferro tra il gruppo di testa e gli inseguitori con Cofidis e UAE tra le formazioni più attive. Il vantaggio però diminuiva in maniera molto lenta, potendo vantare ancora 1’45” ai -30. Nel finale il ritardo diminuiva in maniera leggermente maggiore perché davanti si sacrificavano i soli Senechal e Burghardt per portare il gruppo in volata. Questo vantaggio restava comunque superiore al minuto quando negli ultimi tre chilometri si spostavano avendo finito il loro lavoro. Piotr Havik (BEAT Cycling) provava a sfruttare il momento di rilassamento in gruppo attaccando, ma veniva immediatamente chiuso da Bert Van Lerberghe (Deceuninck – Quick Step), subito dopo, anche Van Moer attaccava, ma l’atleta belga della Deceuninck controllava perfettamente il gruppo. Negli ultimi 500 metri, in parallelo al treno Quick Step era Dries De Bondt a lanciare la volata del treno Alpecin-Fenix che riusciva a sorprendere gli uomini del Wolfpack con Rickaert capace di lanciare alla perfezione Jasper Philipsen che resisteva al ritorno di Sam Bennett e Mark Cavendish, rispettivamente secondo e terzo. Grande delusione per la squadra di Patrick Lefevere che aveva controllato l’intera corsa venendo sopravanzata solo negli ultimi 300 metri. Il migliore italiano era Luca Mozzato (B&B Hotels p/b KTM) piazzatosi al settimo posto davanti a Nizzolo.

Carlo Toniatti.

SINFONIA SLOVENA AD ERMUALDE. VINCE POGACAR, ROGLIC RESTA IN GIALLO

aprile 7, 2021 by Redazione  
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Ad Ermualde la salita finale con pendenze che arrivano al 20% decide la tappa odierna. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) e Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) piazzano accelerazioni mortifere che mettono in fila il gruppo. Sono i due sloveni a giocarsi la tappa ed è Pogacar ad avere la meglio sul Roglic, che resta comunque in maglia gialla.

La terza tappa del Giro dei Paesi Baschi 2021 da Amurrio ad Ermualde può essere il primo vero spartiacque della breve corsa a tappe spagnola. Sono quattro i GPM in programma e se i primi due, situati nella prima metà della tappa, possono fare da trampolino di lancio per la fuga di giornata, sono i due finali sui quali si deciderà la vittoria parziale ed anche qualcosa di più. Il penultimo GPM di Malkuarto è lungo 2 km e mezzo ed ha una pendenza media del 6.7%. L’ultimo, la salita verso l’arrivo di Ermualde, è lungo 3.1 km è ha una pendenza media dell’11%, con tratti che arrivano al 20%. Va da sé che gli uomini di classifica non si faranno sfuggire l’occasione per darsi battaglia proprio nel finale. Dopo la partenza da Amurrio la strada iniziava ad impennarsi immediatamente verso il primo GPM di giornata di Altube. Il primo attacco veniva portato dalla coppia formata da Mikkel Honorè (Team Deceuninck Quick Step) ed Oier Lazkano (Team Caja Rural Seguros). Quest’ultimo scollinava per primo sul GPM. Ai due attaccanti si univano altri ciclisti, ovvero Theo Delacroix (Team Intermarchè Wanty Gobert), Larry Warbasse (Team AG2R Citroen), Daniel Navarro (Team Burgos BH), Roger Adrià (Team Kern Pharma), Gotzon Martin (Team Euskaltel Euskadi) e Felix Gall (Team DSM). La fuga aumentava il vantaggio sul gruppo. Dopo una cinquantina di km il ritardo del gruppo maglia gialla era di quasi 6 minuti. Dopo lo scollinamento de La Tejera, secondo GPM di giornata, sul quale transitava per primo Lazkano, il gruppo inseguitore aumentava l’andatura. A 60 km dall’arrivo i fuggitivi avevano 4 minuti e 50 secondi di vantaggio sul gruppo. Daniel Navarro si aggiudicava il primo traguardo intermedio di Zuatzu Kuartango posto al km 101.4. Il gruppo inseguitore era tirato dagli uomini della Bikeexchange; dopo un’ottima Parigi Nizza, il capitano Esteban Chaves aveva evidentemente voglia di confermare lo stato di forma ed il finale della tappa favoriva le sue caratteristiche di scalatore. A 45 km dall’arrivo il vantaggio della fuga era di 3 minuti e 30 secondi. A 30 km dal termine il gruppo aveva ulteriormente ridotto il ritardo dalla fuga che ora era di 1 minuto e 50 secondi. A 26 km dall’arrivo Lazkano attaccava e provava l’azione solitaria lasciandosi alle spalle gli ex compagni di fuga. Lo spagnolo si aggiudicava il secondo sprint intermedio di Laudio posto al km 144.9. Una decisa accelerazione della Groupama FDJ metteva fine all’azione di Lazkano che veniva ripreso a 12 km dall’arrivo, proprio all’inizio del GPM di Malkuartu. Il primo km, con pendenze sempre in doppia cifra, tra il 10 e il 12%, sfilava abbastanza il gruppo. Era di nuovo il Team Bikeexchange a farsi vedere nelle prime posizioni. A poco meno di 4 km dall’arrivo, dopo la breve ma ripida discesa di Malkuartu, una caduta metteva fuori gioco Michael Woods (Team Israel StartUp Nation) e Wilko Kelderman (Team Bora Hansgrohe). Richard Carapaz (Team INEOS Grenadiers) attaccava a 2 km e mezzo dall’arrivo. Ma erano Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) e Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) a dare una nuova accelerazione ai meno 2 km dall’arrivo. La coppia slovena allungava e sembrava in grado di potersi giocare la vittoria di tappa. Ma un rallentamento faceva rientrare David Gaudu (Team Groupama FDJ), Adam Yates (Team INEOS Grenadiers), Mikel Landa (Team Bahrain Victorious) e Alejandro Valverde (Team Movistar). A circa 400 metri dall’arrivo, con pendenze più accettabili, scattava Roglic ma alle sue spalle gli si incollava Pogacar che riusciva a superarlo nei cento metri finali, vincendo sul traguardo di Ermualde. In terza posizione si classificava Valverde a 5 secondi di ritardo, mentre chiudevano la top five Yates e Landa. Pogacar, grazie agli abbuoni, rosicchia qualcosa in classifica generale a Roglic. Quest’ultimo conduce con 20 secondi di vantaggio sul vincitore del Tour 2020, mentre Brandon McNulty è terzo a 30 secondi di ritardo. Domani è in programma la quarta tappa da Vitoria-Gasteiz a Hondarribia; con i suoi 189.2 km è la tappa più lunga del Giro dei Paesi Baschi 2021 e presenta quattro GPM, l’ultimo dei quali a poco più di 20 km dall’arrivo.

Giuseppe Scarfone

La vittoria di Tadej Pogacar a Ermualde (foto: Getty Images Sport)

La vittoria di Tadej Pogacar a Ermualde (foto: Getty Images Sport)

ARANBURU, FUOCHI D’ARTIFICIO A SESTAO. ROGLIC RESTA IN MAGLIA GIALLA.

aprile 6, 2021 by Redazione  
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Con un attacco improvviso e determinato nella discesa dell’Asturiana, ultimo GPM di tappa a 14 km dal traguardo, Alex Aranburu (Team Astana) allunga inesorabilmente sul gruppetto maglia gialla che non riesce più a rientrare sullo scatenato spagnolo, che alza le mani sul traguardo di Sestao ottenendo la prima vittoria stagionale. Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) conserva la maglia gialla.

La seconda tappa del Giro dei Paesi Baschi 2021 è lunga quasi 155 km e collega le località di Zalla e Sestao. Essa offre un’interessante occasione a chi vuole movimentare la corsa e provare a mettere subito in difficoltà Primoz Roglic (Team Jumbo Visma), vincitore ieri della cronometro di Bilbao. Infatti i tre GPM in programma nella seconda parte del tracciato, l’ultimo dei quali a 14 km dal traguardo, possono fare da trampolino ad eventuali attacchi degli uomini che gli sono alle spalle in classifica generale. Proprio l’ultimo GPM dell’Asturiana è il più difficile e presenta pendenze in doppia cifra. Certamente Roglic ha la forza e anche la squadra per rispondere ad eventuali attacchi ma gente come Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), Adam Yates (Team INEOS Grenadiers), ma anche i padroni di casa come Mikel Landa (Team Bahrain Merida) e Ion Izagirre (Team Astana) non resteranno a guardare. Dopo la partenza da Zalla si formava la fuga di giornata grazie all’azione di sette ciclisti: Quinten Hermans (Team Intermarchè Wanty Gobert), Ben Gastauer (Team AG2R Citroen), Jon Irisarri (Team Caja Rural), Oscar Cabedo (Team Burgos BH), Mikel Iturria (Team Euskaltel Euskadi), Kevin Vermaeke e Martijn Tusveld (Team DSM). Il gruppo lasciava spazio alla fuga, almeno per il momento. Al primo traguardo intermedio di Barakaldo, posto al km 56.5 e vinto da Gastauer, il ritardo del gruppo sfiorava i 4 minuti. Hermans si aggiudicava il primo GPM di San Cosme posto al km 78.5. Il gruppo, tirato dagli uomini di Movistar e Jumbo Visma, accelerava nell’avvicinarsi al secondo GPM di Bezi. La fuga affrontava il suddetto GPM con 2 minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo inseguitore. Era di nuovo Hermans a scollinare in prima posizione mentre il gruppo continuava a recuperare ed era segnalato a 1 minuto e 50 secondi di ritardo. Iturria vinceva il secondo traguardo volante di Zalla posto al km 115.5. Con il gruppo sempre più vicino ai fuggitivi, sembrava chiaro che la battaglia per la vittoria di tappa si sarebbe scatenata sull’Asturiana, ultimo GPM di giornata a 14 km dall’arrivo. A 32 km dall’arrivo Wilco Kelderman (Team Bora Hansgrohe) era coinvolto in una caduta ma riusciva a rientrare in gruppo dopo un paio di km scortato dai propri compagni. La fuga iniziava la scalata della Asturiana con una trentina di secondi di vantaggio sul gruppo sempre più minaccioso. Nelle prime posizioni si facevano vedere anche gli uomini della INEOS Grenadiers mentre il primo dei grandi a staccarsi era Riuchard Carapaz (Team INEOS Grenadiers). Il gruppo maglia gialla riprendeva ad uno ad uno tutti i fuggitivi, l’ultimo dei quali Cabedo quando mancavano allo scollinamento meno di 5 km. In testa si portavano Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) e David Gaudu (Team Groupama FDJ). A circa 1 km e mezzo dallo scollinamento in testa si trovavano Maximilian Schachmann (Team Bora Hansgrohe), Primoz Roglic (Team Jumbo Visma), Sergio Higuita (Team EF Education First) e Brandon McNulty (UAE Team Emirates). Durante la discesa successiva i quattro di testa venivano ripresi dal primo drappello degli inseguitori. Alex Aranburu (Team Astana) attaccava a poco più di 10 km dal traguardo. Al termine della discesa Aranburu aveva guadagnato 40 secondi sul gruppo. Lo spagnolo dava tutto negli ultimi 3 km e tagliava il traguardo di Sestao con 15 secondi di vantaggio sul gruppetto maglia gialla regolato in seconda posizione da Omar Fraile (Team Astana) mentre terzo era Pogacar. Chiudevano la top five Gaudu al quarto e Michael Woods (Team Israel StartUp Nation) al quinto posto. Aranburu ottiene la prima vittoria stagionale, dopo un digiuno durato due anni, visto che la sua ultima vittoria era datata alla Volta a Burgos 2019. In classifica generale Roglic resta in maglia gialla con 5 secondi di vantaggio su Aranburu e 6 secondi di vantaggio su Brandon McNulty (UAE Team Emirates). Domani è in programma la terza tappa da Amurrio a Ermualde, con quattro GPM. Saranno gli ultimi due, concentrati nei 10 km conclusivi, a far esplodere la corsa soprattutto per quanto riguarda la lotta per le posizioni che contano e la classifica generale riceverà quasi sicuramente un’ulteriore setacciata.

Giuseppe Scarfone

La vittoria di Alex Aranburu a Sestao (foto: Getty Images)

La vittoria di Alex Aranburu a Sestao (foto: Getty Images)

PRIMOZ IN TUTTO. ROGLIC VINCE LA CRONOMETRO DI BILBAO E SI PRENDE LA MAGLIA GIALLA

aprile 5, 2021 by Redazione  
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Nella cronometro d’apertura di Bilbao, Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) vince con autorità e già si candida a ruolo di protagonista al Giro dei Paesi Bassi 2021

La cronometro individuale di Bilbao che inaugura il Giro dei Paesi Baschi 2021 è un concentrato di quello che i ciclisti affronteranno in questa settimana: ripide salite, rapide discese e poca pianura. Nei 14 km di lunghezza troviamo infatti nei primi due costante salita con rampe all’11%, poi ci sarà una parte centrale in discesa, fino ad arrivare all’ultimo km dove la strada ritorna a salire su una vera e propria rampa con pendenze che arrivano al 19%. Tra i partenti sono presenti tutti i vincitori delle brevi corse a tappe WT di Marzo: Adam Yates (Team INEOS Grenadiers), vincitore del Giro di Catalogna, Maximilian Schachmann (Team Bora Hansgrohe) vincitore della Parigi Nizza, Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) vincitore della Tirreno Adriatico e Jonas Vingegaard (Team Jumbo Visma) vincitore della Settimana Coppi & Bartali. Inoltre è presente anche Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) che pare non essere al meglio dopo le botte subite nella doppia caduta dell’ultima tappa della Parigi Nizza. Proprio quest’ultimo sceglie di partire tra i primi, in una situazione di vento quasi assente, e questa scelta premia lo sloveno, già eccellente cronoman, che si impone con il tempo di 17 minuti e 17 secondi alla media di 48 km e 220 m. Sogna fino alla fine Brandon McNulty (UAE Team Emirates), che all’intermedio fa meglio di Roglic di 5 secondi, ma si deve arrendere nella seconda parte del tracciato, con la micidiale rampa finale sulla quale sembra appesantito. L’americano chiude la sua prova in 17 minuti e 19 secondi, a 2 secondi di ritardo da Roglic. In terza e quarta posizione, a suggellare l’ottima prova complessiva degli uomini in giallo nero della Jumbo Visma, si classificano Jonas Vingegaard e Tobias Foss, rispettivamente a 18 e 24 secondi da Roglic. Più dietro, tutti a 28 secondi di ritardo dallo sloveno, troviamo un terzetto formato da Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), Adam Yates (Team INEOS Grenadiers) e Patrick Bevin (Team Israel StartUp Nation). Chiudono la top ten Ide Schelling (Team Bora Hansgrohe), ottavo a 29 secondi di ritardo, Alex Aranburu (Team Astana), a 30 secondi di ritardo e Maximilian Schachmann (Team Bora Hansgrohe), a 31 secondi di ritardo. La classifica generale rispecchia le posizioni e i distacchi della cronometro, con Roglic davanti a McNulty e Vingegaard. Domani è in programma la seconda tappa da Zalla a Sestao di quasi 155 km. Nella seconda parte del tracciato i ciclisti dovranno affrontare tre GPM, di cui tre di terza categoria ed uno di seconda categoria. Quest’ultimo si scollinerà a 14 km dall’arrivo. Sulla carta non sembra una tappa adatta ai velocisti e potremo assistere già a qualche schermaglia in ottica classifica generale.

Giuseppe Scarfone

Primoz Roglic in azione nella cronometro di Bilbao (foto:Getty Images Sport)

Primoz Roglic in azione nella cronometro di Bilbao (foto:Getty Images Sport)

ASGREEN, VOLATA MONUMENTALE. IL DANESE BATTE VAN DER POEL ALLO SPRINT E VINCE IL FIANDRE

aprile 4, 2021 by Redazione  
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Un cerchio che si è chiuso dopo 2 anni. Nel 2019 un giovane Kasper Asgreen si rivelò al grande pubblico sul traguardo di Oudenaarde ottenendo un sorprendente secondo posto al suo primo Giro delle Fiandre. A distanza di due anni il campione di Danimarca si è imposto di prepotenza sullo stesso traguardo e ha conquistato la prima classica monumento della sua giovane carriera. Il corridore della Deceuninck-Quick Step, recente vincitore del E3 Prijs Harelbeke, ha battuto al termine di un avvincente sprint a due Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix),il vincitore uscente e grande favorito della vigilia. Sul terzo gradino del podio il redivivo Greg Van Avermaet (Ag2r Citroen Team) che ha avuto la meglio su Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) nello sprint per il 3° posto. Prestazione deludente per Wout Van Aert (Jumbo-Visma) che si è dovuto accontentare del 6° posto, alle spalle anche di Sep Vanmarcke (Israel Start-Up Nation).


La 105a edizione della Ronde Van Vlaanderen prevedeva il via per il 4° anno consecutivo da Anversa e ed un percorso molto simile a quello delle ultime edizioni, nonostante l’assenza (così come nel 2020) del Kapelmuur. Il muro simbolo della corsa fiamminga è stato nuovamente lasciato fuori dalla corsa ufficialmente per motivi legati all’emergenza covid. Gli organizzatori hanno infatti preferito non percorrere la Route Nationale e il ‘Muur’ al fine di sfavorire potenziali assembramenti dei tifosi.
Il menù di giornata prevedeva dunque 254 km caratterizzati da diversi tratti in pavè e da 19 muri, tra cui l’Oude Kwaremont (da affrontare tre volte, rispettivamente ai km 121, 200 e 238), il Paterberg (due passaggi, ai km 203 e 241) e il terribile Koppenberg posto al km 210.

La fuga di giornata ha iniziato a prendere forma al km 7 grazie all’attacco dell’elevetico Stefan Bissegger (EF Education Nippo) a cui si sono rapidamente accodati il danese Mathias Norsgaard (Movistar Team), i fiamminghi Jelle Wallays (Cofidis) e Fabio Van Den Bossche (Sport Vlaanderen-Baloise) e il neerlandese Matthijs Paasschens (Bingoal). I cincque battistrada nel giro di pochi chilomentri sono riusciti a prendere il largo portando il gap ad oltre 40” (km 12). Una volta capito che l’azione sarebbe stata quella buona, gli uomini dell’Astana PremierTech e del Team DSM, evidentemente intenzionati a rientrare sui fuggitivi, hanno provato ad rilanciare l’andatura del gruppo. Proprio in questa fase è giunta la squalifica per Otto Vergaerde (Alpecin-Fenix) e Evgeny Fedorov (Astana PremierTech). Durante le concitate fasi iniziali della corsa, il belga avava colpito con una spallata il kazako che a sua volta aveva provato a ricambiare la cortesia. Entrambi sono stati puniti dalla giuria dopo aver esaminato le immagini.
Poco dopo, intorno al km 20, proprio un corridore dell’Astana, il canadese Hugo Houle, e uno del Team DSM, il tedesco Nico Denz, sono evasi dal gruppo lanciandosi all’inseguimento dei fuggitivi. I due contrattaccanti sono rientrati al km 34 mentre il gruppo, che nel frattempo si era completamente rialzato, era scivolato già a 5’45”.

La corsa si è così stabilizzata: i 7 fuggitivi hanno trovato una buona collaborazione e, complice l’atteggiamento rilassato del gruppo, hanno continuato ad incrementare il gap che, dopo i primi 50 km aveva già superato i 10 minuti
Per i primi 80 km il gruppo principale è stato tirato dal solo Edoardo Affini (Jumbo-Visma). Giunti in prossimità dei primi due tratti di pavè (Lippenhovestraat e Paddestraat, rispettivamente ai km 85 e 87) in testa al gruppo sono arrivate anche le maglie della Deceuninck-Quick Step. Tuttavia il ritmo del plotone non è per nulla cambiato, anzi propio in questa fase i fuggitivi hanno raggiunto il massimo vantaggio, portando il gap ad oltre 12’. Si è così giunti senza particolari colpi di scena a primo muro di giornata, il Katteberg (km 102) che faceva da preludio al terzo tratto di pavè, quello di Holleweg (km103).
Il gruppo ha cambiato marcia poco dopo, mentre si avvicinava al primo passaggio sul Oude Kwaremont (km 121), in particolare grazie al lavoro svolto dal solito Tim Declercq (Deceuninck-Quick Step). Il ritmo imposto dal gigante fiammingo ha prodotto una prima diminuzione del distacco, sceso sotto i 10’ già in cima al Kwaremont. Gli uomini della Deceuninick (oltre a Declercq, molto attivi anche Bert Van Lerberghe e successivamente Davide Ballerini) hanno continuato ad imprimere un’andatura elevanta anche nei chilometri successivi producendo un ulteriore decremento del gap: a 100 chilometri dal traguardo, dopo aver superato il Molenberg (6° muro di giornata), il distacco era ormai inferiore ai 7 minuti.

Gli uomini di Patrick Lefevere hanno ulteriormente incrementato il ritmo lungo il tratto in pavè di Marlboroughstraat (-98), grazie ad un’accelerazione portentosa di Kasper Asgreen che ha letteralmente spaccato il gruppo, contribuendo ad avvicinare ulteriormente i 7 battistrada ( 5’40” di vantaggio al km 95). Poco dopo, all’inizio del muro di Berendries, Kevin Genites (Groupama-FDJ) ha tentato un nuovo allungo dal gruppo principale. Sulle ruote del lussemburghese si è subito riportato Davide Ballerini (Deceuninck-Quick Step) insieme ad altri 8 corridori: Luke Rowe (Ineos Grenadiers), Edward Theuns (Trek-Segafredo), Nathan Van Hooydonck (Jumbo Visma), Joris Nieuwenhuis (Team DSM), Edvald Boasson Hagen (Total Direct Energie), Bryan Coquard (B&B Hotels p/b KTM), Oscar Riesebeek (Alpecin-Fenix) e Boy Van Poppel (Intermarchè-Wanty Gobert). I 10 contrattaccanti hanno resistito in avanscoperta solo per qualche km, prima di essere ripresi in prossimità del Valkenberg. Nel frattempo il vantaggio dei 7 fuggitivi era calato ad appena 4 minuti.
I corridori del gruppo hanno rifiatato sul successivo muro, quello di Berg Ten Haute (-76), per poi ricominciare a darsi battaglia sul Kanarieberg (-70) quando è arrivato l’attacco di Soren Kragh Andersen (Team DSM). Il danese, evidentemente intenzionato a portare via un gruppetto, è rimasto per una paio di chilometri solo all’inseguimento dei 7 fuggitivi, prima di farsi riprendere da un gruppo che aveva iniziato ad essere sempre meno folto.
A 66 chilometri dall’arrivo una caduta avvenuta poco dietro la testa del gruppo ha coinvolto molti corridori, tra cui diversi attesi protagonisti come Julian Alaphilippe (Deceunick-Quick Step), Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) e Oliver Naesen (Ag2r Citroen Team). Tutti I corridori finiti a terra sono riusciti a risalire in bici e a rientrare sul gruppo principale nei chilometri successivi, poco prima di arrivare al secondo passaggio sul Oude Kwaremont (-54).

Proprio sul Kwaremont, l’elvetico Stefan Bissegger ha deciso di rompere gli indugi visto che il vantaggio del gruppo di testa sul plotone principale si era ormai ridotto ad 1’40”. L’elevetico si è facilmente tolto di ruota gli ormai ex compagni di fuga. Tra questi il più in difficoltà era il giovane (classe 2000) Fabio Van Den Bossche che non è riuscito a tenere neanche le ruote di Denz, Houle, Wallays, Norsgaard e Paasschens, rimasti all’inseguimento di Bissegger.
Nel gruppo principale la prima accelerazione è stata operata da Yves Lampaert (Deceuninck-Quick Step) con a ruota il capitano Julian Alaphilippe e Tim Wellens (Lotto-Soudal). La loro azione non ha però sortito particolari effetti. Decisamente più incisiva l’iniziativa di Mathieu Van der Poel e Kasper Asgreen che nel tratto finale del Kwaremont sono riusciti ad allungare sul resto del gruppo. Fiutato il pericolo, Wout Van Aert ha immediatamente reagito, portandosi a ruota dei due rivali e trascinando con se quel che restava del gruppo dei migliori. Un nuovo scatto della coppia Asgreen-Van Der Poel si poi consumato al primo passaggio sul Paterberg (-51) e ancora una volta è stato Wout Van Aert a ricucire lo strappo. Una volta ripresi Asgreen e Van der Poel, sono partiti in contropiede Florian Senechal (Deceuninck-Quick Step), Tom Pidcock (Ineos Grenadiers), Marco Haller (Bahrain Victorius) e Tim Wellens a cui poco dopo si sono aggiunti Christophe Laporte (Cofidis) e Julian Alaphilippe. Il sestetto inseguitore di lì a poco ha ripreso i cinque reduci della fuga di giornata ed ha approcciato le durissime rampe del Koppenberg con 35”di distacco da Bissegger ed appena 15” di vantaggio sul gruppetto comprendente tutti gli altri favoriti.

Lungo il Koppenberg (-45) Alaphilippe ha provato ad evitare il rientro del gruppo inseguitore imprimendo una nuova accelerazione e andando a riprendere facilmente un esausto Bissegger. La nuova coppia di testa è rimasta da sola al comando per appena un paio di chilometri visto che di lì a poco sono rientrati anche Van der Poel, Van Aert, Turgis, Pidcock, Wellens, Laporte e Haller e poco dopo anche il gruppetto di Van Avermaet. Ad approfittare del successivo rallentamento è stato così Marco Haller che ha allungato poco prima di imboccare il Taaienberg (-37). Anche sul quart’ultimo muro di giornata i big non hanno esistato a darsele: all’ennesimo attacco di Van der Poel hanno nuovamente risposto Asgreen, Van Aert, Alaphilippe e poi anche un ottimo Dylan Teuns (Bahrain Victorius). I cinque contrattaccanti hanno rapidamente ripreso Haller andando a formare un interessante sestetto che vedeva la presenza di ben 2 corridori per Deceuninck e Bahrain, oltre ai due fenomeni del ciclocross. Il drappello di testa ha in breve tempo guadagnato una ventina di secondi sul gruppo inseguitore formato da Greg Van Avermaet (Ag2r Citroen Team), Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), Dylan Van Baarle e Thomas Pidcock (Ineos Grenadiers), Tiesj Benoot (Team DSM), Anthony Turgis (Total Direct Energie), Christophe Laporte (Cofidis), Tim Wellens (Lotto-Soudal), Gianni Vermeersch (Alpecin-Fenix), Valentin Madouas (Groupama-FDJ) e Sep Vanmarcke (Israel Strat-Up Nation).

Gli inseguitori hanno provato a rientrare sui sei battistrada, rieuscendo però a recuperare solo qualche secondo, non abbastanza per poter ricucire il buco. E così, lungo il terzultimo muro, il Kruisberg-Hotond, Anthony Turgis ha provato a riportarsi tutto solo sui fuggitivi, riuscendo a riprenderli poco dopo lo scollinamento, proprio mentre dietro uno sfortunato Trentin forava nel momento peggiore.
Turgis non ha avuto neanche il tempo di rifiatare perchè proprio al termine del Kruisberg, Kasper Asgreen ha impresso l’ennesima progressione di giornata, stavolta seguito solo da Wout van Aert e Mathieu Van der Poel. Il gruppetto di Alaphilippe, Turgis, Haller e Teuns ha invece lentamente perso terreno venendo poi ripreso dagli inseguitori ai 19 km dall’arrivo, poco prima del terzo e ultimo passaggio sul Oude Kwaremont.

Sul Kwaremont (-17), Turgis ha nuovamente provato a rientrare sulla testa della corsa portandosi a ruota un ottimo Van Avermaet e riducendo parzialmente il gap dal terzetto dei battistrada. Ma proprio nelle ultime centinaia di metri del muro, è giunto l’ennesima sferzata di Van der Poel che ha mandanto in netta difficoltà Van Aert. Asgreen, dopo aver perso qualche metro, è invece rapidamente rientrato sul campione olandese. Terminato il Kwaremont, i corridori erano attesi dal breve ma durissimo Paterberg (-14), ultima asperità prima del traguardo di Oudenaarde. Van Aert ha disperatamente tentato di rientrare su Asgreen e Van der Poel ma le forze erano ormai vicine all’esaurimento e il fuoriclasse belga è rimbalzato sull’ultimo muro di giornata. Asgreen e Van der Poel hanno invece scollinato insieme continuando poi a collaborare lungo i successivi 12 km.
Van Aert è stato invece mestamente ripreso dal gruppo inseguitore che viaggiava con un distacco di circa 28” dai battistrada. Proprio da tale drappello, ai -3 è giunto lo scatto di Van Avermaet e del vincitore dell’ultima Milano-San Remo, Jasper Stuyven, decisi ad anticipare gli altri inseguitori nella lotta per il 3° posto.

Davanti, Asgreen aveva continuato a tirare nonostante fosse, almeno sulla carta, molto meno veloce di Van der Poel. Soltanto una volta entrati nell’ultimo chilomentro, il danese ha deciso di non collaborare più ponendosi a ruota del campione d’Olanda, in una condizione molto simile a quella che si era verificata nell’edizione 2020 della classica fiamminga con Wout Van Aert. Van der Poel ha controllato Asgreen fino ai 250 metri dall’arrivo, quando il danese ha lanciato la sua lunga volata da dietro. Van der Poel ha resistito in testa fino a 100 metri dal traguardo quando la luce si è completamente spenta. Asgreen ha affiancato un Van der Poel ormai in piena riserva e sempre più barcollante e l’ha passato a velocità doppia imponendosi con un margine nettissimo.

Asgreen centra così la vittoria più importante della sua carriera davanti al favorito n°1, battuto e visibilmente deluso nel post-gara. La volata per il terzo posto ha invece premiato un ottimo Greg Van Avermaet (a 32”) che ha battuto in un’altro sprint a due il connazionale Stuyven. La volata del gruppo inseguitore (giunto a 47″) è andata a Sep Vanmarcke bravo a beffare un deludente Wout Van Aert, il sorprendente Gianni Vermeersch, Anthony Turgis, Florian Senechal, Dylan Van Baarle e Christophe Laporte.

Per gli uomini del ‘Wolfpack’ si tratta dell’ennesimo trionfo in un grande classica del nord. Per Kasper Asgreen è invece il primo alloro in una classica momumento, dopo le vittorie ottenute ad Harelbeke e alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne.

Pierpaolo Gnisci

Asgreen trionfo al Fiandre (fonte: Getty Images Sport)

Asgreen trionfo al Fiandre (fonte: Getty Images Sport)

GP INDURAIN, TRIS DI VALVERDE

aprile 3, 2021 by Redazione  
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Alejandro Valverde torna a vincere dopo quasi due anni staccando Alexey Lutsenko e Luis Leon Sanchez.

Corsa movimentata nelle battute iniziali quando evade la fuga di giornata composta da Angel Madrazo (Burgos-BH), Jon Irisarri (Caja Rural – RGA), Emerson Oronte (Rally Cycling), Antonio Carvalho (Efapel), Vincenzo Albanese (Eolo Kometa) e Mikel Aristi (Euskaltel Euskadi). Il gruppo sembra accettare la composizione del drappello insediatosi al comando, che raggiunge un vantaggio massimo intorno ai due minuti e mezzo.
È sull’Alto Guirguillano che la Movistar inizia a fare sul serio, quando al traguardo mancano circa 75 km, nonostante il ritiro della propria punta Enric Mas in seguito ad una caduta. Il ritmo dietro diventa troppo elevato per permettere alla testa della corsa di mantenere il vantaggio, che viene totalmente azzerato in poco tempo.
In situazione di gruppo compatto per alcuni chilometri non succede granché: si deve attendere un tratto vallonato che permette ad un quartetto di fuoriuscire dal plotone e guadagnare rapidamente 30″ di vantaggio. Si tratta di Luis Leon Sanchez (Astana-Premier Tech), Ben Swift (Ineos-Grenadiers), Ben Hermans (Israel Start-Up Nation), Jefferson Cepeda (Caja Rural-Seguros Rga). Questi corridori raggiungono un vantaggio consistente di circa 40″ quando il traguardo dista ormai solo 20 km, ma la Movistar non molla e continua a frustare il gruppo con un ritmo forsennato.
Sull’Alto de Eraul il vantaggio si è ridotto a soltanto 20 secondi, ed è qui che dal gruppo partono gli attacchi: quello buono è portato da Alejandro Valverde (Movistar), che riassorbe uno ad uno i fuggitivi e si piazza al comando della corsa insieme all’ultimo degli attaccanti rimasti, L.L. Sanchez che gli si pone prontamente a ruota. Da dietro è poi il turno di Alexey Lutsenko (Astana-Premier Tech), il quale raggiunge la coppia spagnola al comando e riesce anche a prendere il largo in salita, ma pagando lo sforzo nel falsopiano seguente che porta allo strappo finale venendo così raggiunto.
Sono questi tre a giocarsi la vittoria: nonostante la superiorità numerica in termini di gioco di squadra, nulla può il duo Astana contro lo scatto fulminante del campione murciano che ottiene così il suo terzo successo al GP Indurain, raggiungendo nel palmares Angel Vicioso che deteneva finora questo record da solo. Alle sue spalle è Lutsenko ad aggiudicarsi la piazza d’onore, mentre il compagno di squadra Sanchez resiste per solo 2 secondi al rientro del gruppo e porta a casa il terzo posto finale davanti a Pello Bilbao (Bahrain-Victorious) ed Elie Gesbert (Arkea-Samsic).

Lorenzo Alessandri

Alejandro Valverde esulta in solitaria sul traguardo (Credit: Bettini Photo)

Alejandro Valverde esulta in solitaria sul traguardo (Credit: Bettini Photo)

ATTRAVERSO LE FIANDRE ARRIVA IL SUCCESSO DI DYLAN VAN BAARLE

marzo 31, 2021 by Redazione  
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Nell’ultimo appuntamento prima del Giro delle Fiandre di domenica il successo ha arriso a Dylan van Baarle, capace di dare la botta giusta ai meno 53. Podio per Laporte e Merlier.

Come ben sanno gli appassionati di ciclismo, in questo periodo si susseguono senza soluzione di continuità appuntamenti più o meno importanti. Se il Giro delle Fiandre di domenica prossima è stato evidenziato da molti come uno degli appuntamenti clou della stagione, l’odierna Dwars door Vlaanderen – À travers la Flandre non poteva essere trascurata perchè una eventuale débâcle di qualsiasi dei top rider avezzi a muri e pietre sarebbe stata oggetto di analisi e controanalisi da oggi a domenica mattina. Facendo passare in secondo piano anche il nome del vincitore.
Cosa questa avvenuta in parte, perché gli attesi Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix) e Julian Alaphilippe (Deceuninck – Quick Step) non hanno proprio convinto, anche se è facile pensare che si siano nascosti. Un’altro dei grandi protagonisti di questo inizio di stagione, Wout Van Aert (Jumbo-Visma) non era nemmeno al via.
Comunque è miglior cosa parlare dei veri protagonisti e non di chi protagonista, per un motivo o per l’altro, non lo è stato.
La corsa ha avuto un avvio velocissimo, cosa che ha fatto sì che il nascere della fuga di giornata, elemento classico di quasi ogni appuntamento ciclistico, si vedesse solo dopo 76 km con l’allungo di Ethan Hayter (Ineos Grenadiers), seguito a breve da Jelle Wallays (Cofidis, Solutions Crédits) e Florian Vermeersch (Lotto Soudal), quest’ultimo rimasto nel trio di testa solo per una trentina di chilometri.
Da segnalare ai meno 60 la scivolata di Elia Viviani (Cofidis), che ha provocato la caduta di altri ciclisti, tra i quali Matteo Trentin (UAE-Emirates), più rapido a ripartire rispetto al veronese, successivamente ritiratosi e condotto in ospedale per accertamenti.
Con una situazione di gara già abbastanza effervescente sullo tratto in pavè dello Steenbeekdries, ai -58, ci ha provato Greg Van Avermaet (AG2R Citroën), seguito da Dylan Teuns (Bahrain-Victorious). A quel punto la corsa è letteralmente esplosa alle spalle dei due battistrada con un susseguirsi di gruppetti e groppuscoli che viaggiavano ognuno per proprio conto.
La fuga di Wallays e Hayter si è conclusa ai meno 57, poco prima dell’attacco portato sull’ottavo dei 13 muri, il Berg Ten Houte, da Dylan Van Baarle (Ineos).
La risposta di Van der Poel non ha dato l’esito sperato e non ha intaccato la provvisoria leadership del battistrada, che ha continuato in solitaria fino al traguardo, dove ha colto il suo più importante successo in carriera, nonostante gli inseguitori non abbiano mai mollato e si siano esibiti in tentativi di riagganciare la lepre olandese.
Alla fine il vincitore si è presentato al traguaredo con 26″ di vantaggio su Christophe Laporte (Cofidis), scattato all’ultimo chilometro, che ha preceduto di un nulla in volata Tim Merlier (Alpecin-Fenix), Yves Lampaert (Deceuninck – Quick Step), Thos Van der Sande (Lotto Soudal), Alexander Kristoff (UAE-Team Emirates), Van Avermaet, Anthony Turgis (Total Direct Énergie), Florian Sénéchal (Deceuninck – Quick Step) e il vincitore della Sanremo Jasper Stuyven (Trek – Segafredo)
Primo degli italiani si è piazzato Giacomo Nizzolo (Team Qhubeka ASSOS), che ha terminato la gara in quindicesima posizione.

Mario Prato

Van Baarle al traguardo della Attraverso le Fiandre (Getty Images Sport)

Van Baarle al traguardo della "Attraverso le Fiandre" (Getty Images Sport)

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