GIRO UNDER23, LE ULTIME MONTAGNE NON SCALZANO HAYTER

giugno 23, 2022 by Redazione  
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Le cronache delle ultime tre tappe del Giro d’Italia Giovani Under23, vinta dal britannico Leo Hayter grazie al consistente “tesoretto” conquistato nel tappone di Santa Caterina Valfurva

BUSCA – PEVEREGNO

La Busca-Peveragno passerà alla storia di questo Giro Baby come la tappa del grande attacco portato alla maglia rosa Leo Hayter (Hagens Berman Axeon) dalla formazione francese Groupama-FdJ. È stato, infatti, un attacco di squadra quello attuato oggi per mettere in difficoltà il giovane britannico, comunque ben supportato dalla sua Hagens formazione e da qualche altro alleato trovato strada facendo.
L’avvio di tappa ha visto l’attacco di Walter Calzoni (Gallina Ecotek Lucchini), ma la sua avventura è durata giusto il tempo di segnarsi il nome sul taccuino. Meglio è andata ad Emanuele Ansaloni (#inEmiliaRomagna Cycling Team), avvantaggiatosi subito dopo e capace di mettere tra sè stesso e gli inseguitori una cinquantina di secondi salendo verso il Santuario di Valmala. Questo tentativo è stato il preludio dell’attacco perpetrato dalla transalpina Groupama-FdJ. A riportarsi sul battistrada è stato in prima battuta Lenny Martinez, sempre in caccia dei punti dei GPM. Nella successiva discesa sui due si sono riportati altri tre compagni di squadra di Martinez, ovvero Romain Grégoire, Lorenzo Germani e Reuben Thompson. Al blocco Groupama si erano anche accodati Lorenzo Milesi (Development Team DSM) e Felix Engelhardt (Tirol KTM Cycling Team). Nonostante il vantaggio massimo di 2’35”, i fuggitivi non sono riusciti nel loro intento. Tutta una serie di interessi intrecciati ha fatto sì che, oltre alla squadra del leader della classifica, si si siano incaricati dell’inseguimento altri team, con l’intenzione di difendere le posizioni in classifica dei loro uomini. Con questi presupposti la fuga si è così esaurita al secondo giro del circuito finale, dopo circa 100 km di fuga. Il gruppo è così tornato compatto, forte di una quarantina di unità.
I giochi, peròm non erano finiti. C’è ancora il tempo per il tentativo infruttuoso di Mattia Petrucci (Team Colpack Ballan), raggiunto da Gil Gelders (Bingoal Pauwels Sauces WB) e Martin Marcellusi (Bardiani-CSF-Faizanè). Ripresi anche loro l’azione decisiva è avvenuta ai meno dieci, quando l’attacco di Gelders, Sergio Meris (Team Colpack Ballan), Simon Dalby (Uno-X Dare Development Team), Xabier Berasategi e Hannes Wilksch (Development Team DSM) ha tutti i crismi per avere successo. I 5 si presentano così sul traguardo e se la giocano in volata con Gelders che regola i compagni di viaggio.

BOVES – COLLE FAUNIERA

L’arrivo sul Fauniera, nell’ultima tappa di montagna di questo Giro d’Italia Giovani Under 23, ha sorriso al belga Lennert Van Eetvelt (Lotto Soudal Development Team), vincitore di tappa, e ad Hayter che, alla vigilia della settima e ultima tappa, ha conservato la “sua” maglia rosa, arrivando quarto. Ora in classifica il più insidioso degli inseguitori è proprio il vincitore di tappa Van Eetvelt, che tallona il britannico a 2’55”, avendo quasi dimezzato il ritardo che aveva alla partenza da Boves.
Le caratteristiche orografiche della tappa, pianeggiante fino all’imbocco della dura salita finale, ha fatto sì che si partisse velocissimi, con un gruppetto forte di ben 26 unità che si è avvantaggiato strada facendo. A formarlo erano Alex Baudin, Petr Kelemen, Fabian Weiss (Tudor Pro Cycling Team), Giosuè Epis (Carnovali – Rime), Andrea Montoli, Francisco Muñoz, Marcel Camprubi (Eolo Kometa Cycling Team U23), Van Eetvelt, Ramses DeBruyne, Vincent Van Hemelen (Lotto Soudal Development Team), Samuel Watson (Groupama-FDJ), Carlo Francesco Favretto, Samuele Carpene, Francesco Busatto (General Store – Essegibi – F.lli Curia), Matteo Freddi (Beltrami TSA Tre Colli), Kasper Andersen, Ivan Romeo (Hagens Berman Axeon), Yeisson Casallas Rincon (Colombia Tierra de Atletas), Ben Granger (Zappi Racing Team), Lorenzo Ginestra (Work Service Group Vitalcare Vega), Martin Marcellusi (Bardiani-CSF-Faizanè), Davide Toneatti, Nicolas Vinokourov (Astana Qazaqstan Development Team), Edo Goldstein, Alastair MacKellar (Israel Cycling Academy) e Lorenz Van de Wynkele (Elevate P/B Home Solution-Soenens).
Nel frattempo i battistrada hanno cominciato a perdere i pezzi, fin quando sulla salita che conduceva al traguardo Van Eetvelt, terzo in classifica a 5’56”, è rimasto solo e ha proseguito la sua azione fin sotto il traguardo.
Secondo si è piazzato il francese Martinez a 1’16”, terzo è arrivato William Junior Lecerf (Lotto Soudal Development Team) a 2’45” dal vincitore. La maglia rosa ha saputo controllare bene la situazione, nonostante la più che perentoria azione portata dal belga, e ha chiuso in quarta posizione con un ritardo dal vincitore di 2’51”.
Ora Giro Baby si chiude sempre in terra piemontese con la settima e ultima tappa. È di scena la Cuneo-Pinerolo di 121 km. Cuneo e Pinerolo, due nomi che quando sono uniti come sede di partenza e di arrivo attivano ricordi epici, anche se il tracciato odierno non ha nulla di quello della cavalcata epica di Fausto Coppi, entrata prepotentemente nella memoria collettiva. Dopo la partenza da Cuneo, si toccheranno il Colletto di Rossana e il GPM di terza categoria di Paesana prima di giungere al traguardo di Pinerolo, posto in cima al ripido muro in pavè di via Principi d’Acaja (pendenza massima del 20%), al quale si tornerà dopo un circuito finale di 21 Km da affrontare una sola volta.

CUNEO – PINEROLO

Il vincitore dell’iconica tappa disputata tra Cuneo e Pinerolo è stato il transalpino Grégoire. Il portacolori della Groupama-FDJ ha messo in campo tutte le sue doti di scattista dopo che il muro di via Principi d’Acaja aveva spento le velleità del duo che al momento conduceva la gara con qualche metro di vantaggio sul plotone, Lorenzo Milesi (Development Team DSM) e Fran Miholjevic (CT Friuli), che proprio nel passaggio precedente avevano iniziato la loro avventura come fuggitivi.
Prima di questo combattuto epilogo la gara non è stata certamente corsa tranquillamente.
Poco dopo la partenza si è avuto il tentativo, subito smorzato, di Emanuele Ansaloni (#inEmiliaRomagna Cycling Team), che rispetto a chi aveva tentato prima di lui ha avuto la possibilità di rimanere – seppur per poco – davanti a tutti.
A seguire si è avuto il tentativo di Gabriele Petrelli (CT Friuli), Davide Pinardi (#inEmiliaRomagna Cycling Team), Alexander Tarlton (Team Lotto – Kern Haus) e Mason Hollyman (Israel Cycling Academy), ma anche per loro non c’è stato spazio. Più consistente è stato l’attacco portato da Simone Lucca (Sissio) e Daniil Pronskiy (Astana Qazaqstan Development Team), azione prontamente seguita da Petr Kelemen (Tudor Pro Cycling Team), Walter Calzoni (Gallina Ecotek Lucchini), Alastair MacKellar (Israel Cycling Academy), Negasi Abreha (Team Qhubeka), Andrea Piras (Beltrami Tsa Tre Colli), Siebe Deweirdt, Lorenz Van de Wynkele (Elevate P/B Home Solution-Soenens), Gabriele Petrelli (CT Friuli), Gabriele Porta (Hopplà – Petroli Firenze – Don Camillo), Nicholas Agostini (UC Trevigiani Energiapura Marchiol) e Francesco Galimberti (Interregionale). Questo tentativo aveva tutti i crismi per fare bene e, infatti, altri corridori hanno pensato di agganciarsi a quello che al momento sembrava il treno vincente. Sono infatti rientrati Pietro Aimonetto (Beltrami-TSA Tre Colli), Lecerf e Van Eetvelt, il vincitore di ieri e secondo nella generale.
La loro avventura è terminata prima dell’imbocco del primo passaggio sul muro che conduceva al traguardo, quando si è avuto il tentativo di Milesi e Miholjevic, di cui si è già parlato.
In tutto questo bailamme la maglia rosa Hayter ha fatto il suo, ha controllato, allungato più o meno il guinzaglio dei fuggitivi e ha fatto sì che chi poteva costituire un pericolo per la sua leadership non guadagnasse un vantaggio tale che potesse nuocergli, per poi chiudere in quarta posizione la tappa conclusiva.
Per quanto riguarda le classifiche accessorie, grazie al successo nella frazione conclusiva il francese Grégoire strappa in extremis ad Hayter la maglia di leader della classifica a punti, mente Martinez si conferma al vertice di quella destina agli scalatori. Anche la classifica destinata ai giovani finisce nel carniere di Martinez, la cui formazione si impone nella speciale challenge riservata alla squadre precedendo di quasi un quarto d’ora la Eolo Kometa Under23.

Mario Prato

La premiazione di Leo Hayter, vincitore delledizione 2022 del Giro dItalia destinato agli Under23 (© Giro dItalia Giovani Under 23)

La premiazione di Leo Hayter, vincitore dell'edizione 2022 del Giro d'Italia destinato agli Under23 (© Giro dItalia Giovani Under 23)

GANNA CAMPIONE NAZIONALE DI SPECIALITA’ AVVISA GLI AVVERSARI AL TOUR

giugno 22, 2022 by Redazione  
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Filippo Ganna vince senza problemi la prova a cronometro del campionato italiano svoltasi in Friuli e sfila la maglia di campione italiano a Matteo Sobrero, anche se l’iride andrà a coprire il tricolore. A pochi giorni dall’inizio del Tour de France il piemontese ha dato un segnale importante.

Inutile nascondersi, il Giro di Francia partirà tra dieci giorni con una cronometro individuale favorevole agli specialisti e Filippo Ganna è uno dei maggiori indiziati per indossare la prima maglia gialla.
Attenzione però perché gli avversari non mancheranno a partire da Wout Var Aert, che ha perso la cronometro del Delfinato dal piemontese per una incollatura.
La prova a cronometro del campionato nazionale, quindi, costituiva un interessante test per l’avvicinamento alla Grande Boucle perché, a differenza degli anni passati in cui non vi erano corridori italiani forti a cronometro, oggi Filippo Ganna si è comunque trovato a confrontarsi con avversari credibili che lo avevano pure battuto l’anno passato, a cominciare da quel Matteo Sobrero che ha vinto la cronometro conclusiva dell’ultima edizione del Giro d’Italia e continuando con quell’Edoardo Affini che ha anch’egli avuto modo di dar del filo da torcere allo specialista piemontese.
Il percorso si snodava nel Friuli con partenza ed arrivo sulla pista del velodromo di San Giovanni al Natisone, 35,6 chilometri di tracciato molto adatto agli specialisti, lunghi rettilinei pianeggianti, poche curve ed uno strappo breve nel finale. Il giro di boa era nei pressi di Cividale del Friuli, da dove i corridori hanno fatto dietrofront per ritornare al velodromo di San Giovanni al Natisone.
Lo strappo verso l’Abbazia di Rosazzo è molto breve, ma le pendenze sono di una certa consistenza e si possono far sentire negli ultimi 4 Km pianeggianti che mancano per andare all’arrivo.
Per quel che riguarda la corsa non ci sono state grosse preoccupazioni per Filippo Ganna, che ha vinto abbastanza agevolmente la gara concludendo in 40′29″. La vera sorpresa è stato il secondo posto di Mattia Cattaneo che, concludendo la prova con un ritardo di 36 secondi dal vincitore, ha lasciato ai piedi del podio il campione uscente Sobrero, il quale ha concluso la prova con 56 secondi di ritardo.
Va, però, detto che Sobrero ha appena concluso il Giro d’Italia nel quale ha vinto la cronometro finale ed è quindi in fase di condizione discendente, mentre Filippo Ganna sta lavorando per essere al top per il primo di luglio.
Sobrero, inoltre, rende il meglio in prove mosse e tecniche, come era stata la cronometro di Verona con la salita delle Torricelle a metà percorso, mentre Filippo Ganna è adattissimo proprio alle prove più filanti, da pedalare.
Anche Edoardo Affini esce dal Giro d’Italia, nel quale non è riuscito ad esprimersi al meglio, mentre Mattia Cattaneo, come Ganna, si sta preparando per cercare di essere al meglio al Tour de France, corsa nella quale punta ad una prestigiosa vittoria di tappa.
La condizione in prove come queste può giocare un ruolo decisivo, una corsa in cui non ci sono compagni di squadra a cui appoggiarsi non perdona chi non è al top.
Proprio per questo la prova di Ganna è un buon segnale in vista della cronometro d’apertura del Tour de France.
Infine una osservazione sulla situazione del ciclismo italiano.
Dopo Francesco Moser il ciclismo italiano, per i Grandi Giri, si è beato di uomini come Chiappucci, Pantani, Simoni, Basso, Nibali, tutti uomini forti in salita (anche se sono stati protagonisti corridore come Bugno e Fondriest che a cronometro se la cavavano discretamente). Oggi, senza uomini di prospettiva in chiave Grandi Giri, l’Italia può comunque contare su più di un corridore competitivo contro il tempo, proprio in un periodo storico in cui, nelle grandi corse a tappe, le prove a cronometro vedono il loro chilometraggio drasticamente ridotto rispetto al periodo in cui l’Italia vantava fior di scalatori che pagavano a caro prezzo l’elevato chilometraggio contro il tempo che caratterizzava i tracciati di quel periodo storico.

Benedetto Ciccarone

Nella livrea iridata di campione del mondo di specialità Ganna va alla caccia della maglia gialla passando per quella tricolore di campione nazionale a cronometro (foto Sprint Cycling Agency)

Nella livrea iridata di campione del mondo di specialità Ganna va alla caccia della maglia gialla passando per quella tricolore di campione nazionale a cronometro (foto Sprint Cycling Agency)

WOODS RE DELL’OCCITANIA

giugno 20, 2022 by Redazione  
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È Michael Woods (Israel – Premier Tech) a fare sua la 46° edizione della Route d’Occitanie. Il corridore canadese si è imposto nella tappa regina da Sigean a Les Angles, con arrivo in salito dopo aver affrontato il Col de Jau e il Col des Hares. Poco altro hanno potuto dire le altre tappe con la prima e l’ultima dedicate ai velocisti e la seconda, inizialmente pensata per movimentare la classifica, tagliata e resa inoffensiva a causa del caldo con soli 35 km da percorrerte e due rampe di pochi chilometri al 5% nel finale.

La tappa di apertura è andata a Arnaud Démare (Groupama) dopo una volata velocissima in cui l’Italia ha piazzato numerosi atleti nella top ten. Alle spalle dlel francese si sono piazzati il connazionale Rudy Barbier (B&B Hotels) e poi Elia Viviani (INEOS),al tredicesimo podio in stagione. Poco dietro Davide Cimolai (Cofidis) 6°, Niccolò Bonifazio (TotalEnergie) 7° e Andrea Vendrame (Ag2r) 9°.
A far da padrone nella seconda giornata è stato il caldo, che ha costretto gli organizzatori a tagliare i primi 120 Km della frazione diretta a Roquefort-sur-Soulzon, riducendola ad una minitappa di soli 35 km con due lievi strappetti nel finale. Alla fine a spuntarla in una volata in leggera salita è stato lo spagnolo Roger Adriá (Kern Pharma), il quale grazie agli abbuoni e ai piazzamenti sfila la maglia di leader a Démare. Alle sue spalle giungono Michael Valgren (EF), quindi Julien Simon (TotalEnergies), mentre per l’Italia da annotare il 7° posto di Filippo Baroncini (Trek – Segafredo) e un’altra top ten di Vendrame.
Si giunge così alla tappa regina che appare fin da subito molto movimentata. Nel tratto iniziale più facile vanno in fuga Bonifazio, Morné Van Niekerk (St Michel – Auber93) e Jonathan (B&B Hotels). Sul Col de Jau, seconda asperità di giornata, il drappello viene ripreso e così si avvantaggiano Igor Arrieta (Kern Pharma), Ignatas Konovalovas (Groupama), Jokin Murguialday (Caja-Rural) e Nans Peters (Ag2r), con il primo molto attivo nell’azione fino a mettere in difficoltà i compagni d’avventura.
Si arriva così all’ultima salita con il gruppo tirato da Arkea e INEOS che pian piano si assottiglia perdendo e, tra gli altri, perde terreno il leader della corsa Adrià. La compagine britannica però non fa bene i conti e finisce per perdere anche una delle sue punte, Pavel Sivakov, che ai meno 20 è costretto ad alzare bandiera bianca. È così l’altro capitano, Carlos Rodriguez, a lanciare l’attacco portando con se Michael Woods (Israel – Premier Tech) Alle loro spalle ci sono Alejandro Valverde (Movistar), Cristián Rodriguez (TotalEnergies) e Nairo Quintana (Arkèa). Mentre davanti i due battistrada vanno d’accordo fino ai meno due, quando gli attacchi ripetuti del canadese sfiancano l’iberico permettendo a Woods di involarsi verso la vittoria, il trio all’inseguimento fatica a tenere il ritmo e da dietro rinvengono diversi uomini.
Sotto il traguardo Woods vanterà oltre un minuto e dieci sul vecchio compagno di fuga, che salva per appena 1” il secondo posto su Jesus Herrada (Cofidis) e Valverde. Oltre 1’30” perdono Mattias Skjelmose Jensen (Trek – Segafredo), Odd Christian Eiking (EF), Jonas Gregaard (UNO-X), Quintana, Cristián Rodriguez e Michel Ries (Arkèa). La classifica generale rispecchia le posizioni di arrivo con poco margine per degli stravolgimenti nella giornata conclusiva che riporta i corridori dai 1600m di Les Angles ai 200 di Auterive. Scontato l’arrivo in volata volata, che vedrà imporsi Bonifazio su Matteo Moschetti (Trek – Segafredo). Il solo Max Kanter (Movistar) riesce a evitare un podio tutto azzurro sopravanzando Viviani sulla linea d’arrivo.

Andrea Mastrangelo

Michael Woods vince la tappa regina della Route dOccitanie (foto Dario Belingheri/Getty Images)

Michael Woods vince la tappa regina della Route d'Occitanie (foto Dario Belingheri/Getty Images)

ZAMPATA DI EVENEPOEL A VADUZ. THOMAS CONQUISTA IL TOUR DE SUISSE

giugno 19, 2022 by Redazione  
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Inutile nasconderlo, il Tour de Suisse di Remco Evenepoel fino a questa mattina era stato piuttosto deludente. Il belga della Quick Step era giunto in Svizzera come grande favorito dopo aver fatto vedere grandi numeri al recente Tour of Norway, ma già nel corso della 5a frazione, quella di Novazzano, era andato in difficoltà uscendo dalla lotta per classifica generale. Il fuoriclasse fiammingo si è rifatto oggi dominando la tappa conclusiva della corsa elvetica, una crono di 25 km tutta all’interno del territorio del Liechtenstein. Alle sue spalle, staccato di appena 3 secondi, Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) che grazie ad un’ottima prova è riuscito a scavalcare Sergio Higuita (Bora-Hansgrohe) e a conquistare la classifica generale. Il colombiano, oggi 11° ad 1′17″ da Remco, è riuscito a difendere il secondo posto finale dall’assalto di Jakob Fuglsang (Israel-PremierTech) autore di una crono sorpendente e 3° nella graduatoria finale.

La tappa conclusiva del Tour de Suisse era una crono di 25.6 km con partenza e arrivo a Vaduz, la capitale del piccolo stato del Liechtenstein. Il percorso era quasi totalmente pianeggiante, decisamente favorevole agli specialisti delle prove contro il tempo come Remco Evenepoel e il campione europeo Stefan Kung (Groupama-FDJ):
Evenepoel è partito subito forte, facendo segnare il secondo miglior tempo all’intermedio posto a circa metà percorso ad appena 2″ da Stefan Kung e con 5″ di vantaggio su Geraint Thomas. Nella seconda parte della crono però Kung, evidentemente stanco dopo una settimana in cui ha curato la classifica, è andato in calando perdendo sia dal fiammingo che dal gallese. Thomas è riuscito a recuperare qualche secondo anche ad Evenepoel, ma non abbastanza da poterlo superare, chiudendo in 2a posizione ad appena 3″ dal corridore della Quick Step-Alpha Vinyl. Kung si è dovuto accontentare del 3° posto ad 11″ dal vincitore. Ai piedi del podio un ottimo Daniel Martinez (Ineos Grenadiers) giunto a 28″ e tornato ad alti livelli dopo un avvio di Tour de Suisse non proprio esaltante. Seguono Bob Jungels (Ag2r Citroen Team) a 33″ e Maximilian Schachmann (Bora-Hansgrohe) a 55″. Ottavo posto per Neilson Powless (EF Education-Easy Post) che ha chiuso a 59″ dopo aver dovuto cambiare bici nel corso dell’ultimo km a causa di un guasto meccanico. Chiudono la top ten di giornata Jakob Fuglsang (Israel-Premier Tech) ad 1′02″ e il vincitore dell’ultima Paris-Roubaix, Dylan Van Baarle (Ineos Grenadiers) a 1′05″.

Come prevedibile, Geraint Thomas è riuscito a sopravvanzare Sergio Higuita che lo precedeva in classifica con un vantaggio di appena 2 secondi. Il gallese, primo britannico a vincere il Tour de Suisse in quasi 90 di storia, ha chiuso con un margine di 1′12″ sul colombiano della Bora, comunque bravo a respingerel’assalto al secondo posto portato da Jakob Fuglsang, terzo ad 1′16″. Quarto posto per Powless (a 2′10″) davanti ad un soprendente Stefan Kung (a 2′25″) e al rigenerato Bob Jungels (a 2′59″) tornato competitivo dopo un lungo periodo costellato di malanni. Alle loro spalle l’austriaco Felix Grossschartner (Bora-Hansgrohe) a 3′37″, Daniel Martinez a 3′39″ e l’instancabile Domenico Pozzovivo (Intermarchè-Wanty-Gobert Materiaux) che è riuscito a difendere la top ten (a 3′42″ da Thomas) dopo un Giro d’Italia che lo ha visto comunque protagonista. 10a posizione per l’ennesimo corridore della Bora-Hansgrohe, Maximilian Schachmann, che ha concluso a 3′45″, pochi secondi in meno di Evenepoel.

La stagione del World Tour adesso si interropomperà per qualche girono, lasciando spazio ai campionati nazionali che si disputeranno nel corso della prossima settimana. Ma gli occhi degli addetti ai lavori sono già puntati verso il Tour de France che vedrà il via il prossimo 1° Luglio.

Pierpaolo Gnisci

POGACAR VINCE A NOVO MESTO E SIGILLA LA VITTORIA AL GIRO DI SLOVENIA

giugno 19, 2022 by Redazione  
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Con un attacco dei suoi sull’unico GPM di Trska Gora a circa 10 km dall’arrivo, Tadej Pogacar (UAE Team Eirates) infiamma il finale di corsa e va a vincere nella volata ristretta davanti a Matej Mohoric (Team Bahrain Victorious) e Rafal Majka (UAE Team Emirates), gli unici due erano riusciti a seguirlo. Il campione sloveno vince come lo scorso anno la corsa di casa e prepara un nuovo assalto al Tour de France.

Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) è ad un passo dalla seconda vittoria consecutiva al Giro di Slovenia 2022. Nell’ultima tappa da Vrhnika a Novo Mesto gli basterà precedere il compagno Rafal Majka sulla linea d’arrivo e nei traguardi intermedi, anche se gli andrebbe bene anche una fuga a lunga gittata o un arrivo in volata, visto che né lui né Majka sono raffinati velocisti in uno sprint di massa. Dopo la partenza da Vrhnika, la fuga di giornata si formava grazie all’azione di otto ciclisti: Gregor Matija Cerne (Nazionale Slovena), Adam Stachowia (Team HRE Mazowsze Serce Polski), Adam Jordan (Team Ljubljana Gusto Santic), Etienne van Empel (Team China Glory Continental Cycling Team), Aljaž Jarc (Team Adria Mobil), Ukko Iisakki Peltonen (Team Global 6 Cycling), Daniel Turek (Team Team Felbermayr – Simplon Wels) ed Unai Iribar (Team Euskaltel Euskadi). Al primo traguardo volante di Ljubljana, posto al km 64.4, era Gregor Matija Cerne (Nazionale Slovena) a transitare in prima posizione. Al successivo traguardo volante di Višnja Gora, posto al km 92.9, era Peltonen a transitare per primo. Dopo un vantaggio massimo che aveva superato i sei minuti intorno al km 80, il gruppo si avvicinava sempre di più ai fuggitivi grazie al forcing del Team BikeExchange Jayco. A 40 km dalla conclusione il vantaggio della fuga era sceso ad 1 minuto e 10 secondi. Jark si aggiudicava il terzo traguardo volante di Trebnje posto al km 117.2. La fuga veniva annullata a poco meno di 10 km dall’arrivo, poco prima dell’ascesa verso l’unico GPM di Trska Gora. Pogacar attaccava subito e faceva la differenza, scollinando in prima posizione. Riuscivano a raggiungere con il campione sloveno Matej Mohoric (Team Bahrain Victorious) e Rafal Majka (UAE Team Emirates). Il terzetto si sarebbe giocato la vittoria visto che il gruppo inseguitore non sarebbe più riuscito a recuperare. Nella volata ristretta Pogacar aveva la meglio su Mohoric mentre Majka si piazzava in terza posizione a 3 secondi di ritardo. In quarta posizione regolava il gruppo dei ritardatari Luka Mezgec (Team BikeExchange Jayco) davanti a Fabio Felline (Team Astana Kazaqstan). Nella top ten si segnalavano anche il sesto posto di Nicola Conci (Team Alpecin Fenix), il settimo posto di Filippo Fiorelli (Team Bardiani CSF) e l’ottavo posto di Vincenzo Albanese (Team EOLO Kometa). Pogacar vince la seconda tappa del Giro di Slovenia 2022 e vince la corsa di casa con 12 secondi di vantaggio su Majka e 2 minuti e 32 secondi di vantaggio su Domen Novak (Team Bahrain Victorious). Pogacar vince sul filo di lana anche la classifica a punti mentre Majka ha la meglio in quella dei GPM. Vojtech Repa (Team Kern Pharma) vince la classifica dei giovani e infine il Team Caja Rural è prima nella classifica a squadre. Proprio come lo scorso anno, il Giro di Slovenia è stato un adeguato ‘riscaldamento’ per Pogacar in vista del Tour de France che parte tra due settimane.

Giuseppe Scarfone

Tadej Pogacar vince a Novo Mesto e festeggia la vittoria del Giro di Slovenia 2022 (foto: Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAgency)

Tadej Pogacar vince a Novo Mesto e festeggia la vittoria del Giro di Slovenia 2022 (foto: Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAgency)

PINOT TRIONFA NELL’AFA DI MALBUN. HIGUITA NUOVO LEADER

giugno 18, 2022 by Redazione  
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Era già tornato alla vittoria, dopo quasi tre anni, all’ultimo Tour of the Alps mettendosi alle spalle un lungo e buio periodo fatto di infortuni e cattivi pensieri. Oggi, in cima alla dura salita che ha portato la carovana a Malbun, Thibault Pinot ha confermato di essere tornato competitivo, anche se forse non lo vedremo più lottare per il podio di un Tour de France. Il francese della Groupama-FDJ ha vinto in solitaria al termine delle frazione ‘regina’ resa ancora più dura da un clima ancora una volta caldissimo precedendo lo spagnolo Oscar Rodriguez (Movistar Team), staccato di 25″, e il kazako Alexey Lutsenko (Astana Qazaqstan Team), arrivato a 38″. La maglia gialla passa sulle spalle di Sergio Higuita (Bora-Hansgrohe), 4° a 1′19″ e capace di staccare tutti gli altri big negli ultimi due chilometri della dura ascesa finale. Alle sue spalle (a 1′30″) un Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) che adesso insegue il colombiano con appena 2 secondi di ritardo alla vigilia della crono di Vaduz che potrebbe consegnargli la vittoria finale.

La 7a tappa, 195 km da Ambri a Malbun, prevedeva il secondo ed ultimo arrivo in salita della corsa elevetica. Dopo un avvio decisamente semplice, il percorso proponeva la lunghissima salita del Lukmanierpass (29.2 km al 5%), la cui cima era posta al km 72. Terminata la successiva discesa, i corridori dovevano affrontare altri due gpm (entrambi di 3a categoria), il secondo dei quali conduceva la carovana in Liechtenstein. Proprio nel piccolo principato iniziava la salita finale che portava a Malbun (12.6 km al 8.7%).

Dopo due giorni funestati dai numerosissimi ritiri dovuti al covid, la penultima tappa del Tour de Suisse 2022 è partita in un clima decisamente più tranquillo visto che stavolta ad abbandonare la corsa sono stati ’soltanto’ in 3: Quentin Pacher (Groupama-FDJ), Sander Armee (Cofidis) e Marco Haller (Bora-Hansgrohe).
La fuga di giornata si è formata soltanto al km 35 ed è stata propiziata dal ’solito’ Clement Champoussin (Ag2r Citroen Team) e da Nelson Oliveira (Movistar Team). Alla coppia di testa si son man mano aggiunti Clément Berthet e Nicolas Prodhomme (Ag2r Citroen Team), Alexey Lutsenko e Gianni Moscon (Astana Qazaqstan Team), Ion Izagirre (Cofidis), Thibaut Pinot e Askey Lewis (Groupama), Baptiste Planckaert (Intermarché-Wanty), Sylvain Moniquet (Lotto Soudal), Óscar Rodríguez (Movistar), Fausto Masnada e Ilan Van Wilder (Quick-Step Alpha Vinyl), Michael Matthews e Jack Bauer ( Team BikeExchange-Jayco), Gavin Mannion (Human Powered Health), Mathieu Burgaudeau e Paul Ourselin (TotalEnergies) e Yannis Voisard (Nazionale Svizzera). I 20 fuggitivi si sono però ridotti a 14 lungo il Lukmanierpass visto che, uno alla volta, si sono staccati Planckaert, Moscon, Ourselin, Bauer, Lewis e Voisard, I superstiti hanno procedudo di buona lena, raggiungendo il massimo vantaggio (7′30″) proprio in cima alla lunghissima ascesa. Dopodichè il gruppo ha iniziato ad accelerare facendo scendere un pò per volta il gap.

La corsa ha proceduto lungo questo canovaccio praticamente fino ai piedi della salita finale, approcciata dai battistrada con 3 minuti e mezzo sul gruppo controllato dalla Ineos. Non appena la strada ha iniziato a salire, dal gruppo di testa han perso contatto Champoussin (già protagonista ieri) e un Michael Matthews ormai ’sazio’ dopo le due vittorie nei traguardi volanti che gli hanno consegnato la classifica a punti. Ai -11 è invece arrivato il primo attacco, grazie all’azione di Lutsenko a cui si sono subito accodati Izagirre e Van Wilder. Il belga ha però resisto per poco venendo raggiunto rapidamente da Thibaut Pinot. Un chilometro dopo Izagirre è riuscito a sbarazzarsi della compagnia di Lutsenko, mentre Pinot continuava a risalire da dietro dopo aver staccato Van Wilder.
Nel gruppo degli uomini di classifica erano i corridori della Bora, segnatamente con Maximilian Schachmann, a fare il ritmo con l’intenzione di propiziare un attacco del loro nuovo capitano, Sergio Higuita. Il primo a partire è stato però Remco Evenepoel (Quick Step Alpha Vinyl), che ha accelerato ai -8 ed è subito ripreso dal leader Jakob Fuglsang (Israel-PremierTech).
Davanti invece Pinot era riuscito riprendere Lutsenko (ai -7), ma non lo scatenato Ion Izagirre che a quel punto poteva vantare mezzo minuto di vantaggio sul francese e sembrava ormai imprendibile. Pinot però non s’è perso d’animo e ha continuato imperterrito la sua scalata staccando (ai -5) Lutsenko e recuperando qualche secondo al basco. Nel gruppo di testa, sempre tirato da un Daniel Martinez (Ineos Grenadiers) tornato brillante dopo un avvio di Tour de Suisse in sordina, continuava la selezione da dietro: ai -4 si staccava il 5° in classifica, Felix Grossschartner (Bora-Hansgrohe).

Le emozioni più forti sono arrivate nel tratto finale, caratterizzato da pendenze costantemente superiori al 9%. Ion Izagirre è scoppiato ai -3, venendo ripreso e immediatamente staccato da un Thibault Pinot ringalluzzito e lanciato verso un meritatissimo trionfo. Izagirre è andato letteralmente in crisi ed è stato rimontato prima da Lutsenko, quindi da Rodriguez terminando poi fuori dai 10 ad oltre 2 minuti e mezzo dal vincitore.
Nel gruppo dei big, una volta esaurito il prezioso lavoro di Martinez, è arrivato lo scatto di Sergio Higuita (ai -2) a cui non hanno risposto ne Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) ne il capoclassifica Jakob Fuglsang (Israel-PremierTech). Il gallese è però riuscito a staccare Fuglsang negli ultimi 500 metri, avvicinandosi anche allo scatenato colombiano della Bora.
Pinot ha tagliato il traguardo con 25″ di vantaggio su Oscar Rodriguez che nel finale ha superato Lutsenko (3° a 38″). Alle spalle dei tre fuggitivi superstiti un ottimo Sergio Higuita, giunto a 1′19″ davanti a Thomas (a 1′30) e Nicolas Prodhomme (a 1′40″). Più staccato Jakob Fuglsang (a 1′48″) e il sempre verde Domenico Pozzovivo (Intermarchè-Wanty-Gobert Materiaux), che ha chiuso ad 1′59″. Chiudono la top ten di giornata Sebastien Reichenbach (Groupama-FDJ) a 2′09″ e Neilson Powless (EF Education-EasyPost) a 2′19″.
La maglia gialla passa sulle spalle di Sergio Higuita che ora guida con 2″ su Geraint Thomas. Fuglsang scivola in 3a posizione (a 19″) davanti a Powless (a 1′16″), Pozzovivo (a 1′37″) e Reichenbach (2′09″). 7a posizione per un sorprendente Stefan Kung (Groupama-FDJ) a 2′19″ da Higuita. Seguono Bob Jungels (Ag2r Citroen Team) a 2′31″, Felix Grossschartner a 2′47″ e Andreas Leknessund (Team DSM) a 2′59.

Domani è in programma la crono finale con arrivo e partenza nella capitale del Liechtenstein, Vaduz. Saranno 25 km leggermente vallonati che sorridono moltissimo a Geraint Thomas, ormai il grande favorito per la vittoria finale.

Pierpaolo Gnisci

MAJKA VINCE A VELIKA PLANINA, POGACAR RESTA IN MAGLIA VERDE

giugno 18, 2022 by Redazione  
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Con un nuovo attacco congiunto a circa 4 km dall’arrivo in salita di Velika Planina, Rafal Majka e Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) salutano la compagnia e vanno a contendersi la vittoria della penultima tappa. Majka vince davanti a Pogacar ottenendo la seconda vittoria di tappa mentre Pogacar resta in maglia verde. Domani gran finale con un dentello insidioso a 10 km dall’arrivo ma Pogacar, a meno di clamorose sorprese, sembra in pole position per la vittoria finale.

La quarta tappa del Giro di Slovenia 2022 parte da Lasko e termina a Velika Planina dopo poco più di 152 km. E’ la tappa più difficile della breve corsa slovena con quattro GPM da scalare, con la salita finale di Velika Planina che misura quasi 8 km all’8% di pendenza media. La neo maglia verde Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) può dare lo scossone decisivo per mettere in cassaforte la sua seconda vittoria consecutiva nella corsa di casa. Dopo la partenza da Lasko si formava la fuga di giornata grazie all’azione di nove ciclisti: Samuele Zoccarato (Team Bardiani CSF), Viktor Potocki (Team Ljubljana Gusto Santic), Tomasz Budzinski (Team HRE Mazowsze Serce Polski), Umberto Marengo (Team Drone Hopper Androni Giocattoli), Lionel Taminiaux (Team Alpecin Fenix), Xabier Azparren (Team Euskaltel Euskadi), David Per (Team Adria Mobil), Francesco Carollo (Team MG K Vis) ed Ivan Cobo (Team Kern Pharma). Potocki si aggiudicava il primo GPM di Jesenovo posto al km 36.3. Il ciclista croato scollinava in prima posizione anche sul successivo GPM di Trojane posto al km 46.2. Budzinski si aggiudicava il primo traguardo volante di Menges posto al km 74.9 mentre il gruppo maglia verde era tirato dagli uomini dell’UAE Team Emirates. Potocki si aggiudicava anche il terzo GPM di Crnivec posto al km 108.3. Nel gruppo inseguitore si facevano vedere in testa anche gli uomini del Team Bahrain Victorious. La fuga riusciva a transitare sul secondo traguardo volante di Ljubno ob Savinji, posto al km 127.5, con Potocki in prima posizione, quattro km prima di essere ripresa da Jan Tratnik (Team Bahrain Victorious), che faceva da testa di ponte per i capitani Mohoric e Novak. Nella salita verso Velika Planina, sotto la spinta di Team Eolo Kometa ed UAE Team Emirates, la fuga veniva ripresa. A circa 4 km dall’arrivo partivano in coppia, come già successo nelle tappe precedenti, Majka e Pogacar, decisamente i più forti di questo Giro di Slovenia. Il polacco e lo sloveno si avvantaggiavano sul resto degli inseguitori e Majka vinceva comodamente davanti a Pogaca secondo. Fernando Barcelo (Team Caja Rural) era terzo a 22 secondi di ritardo da Majka, mentre chiudevano la top five Alex Tollo (Team Bardiani CSF) e Vincenzo Albanese (Team EOLO Kometa)entrambi a 24 secondi di ritardo da Majka. Nella top ten si segnalava anche l’ottava posizione di Edward Ravasi (Team EOLO Kometa), a 43 secondi di ritardo da Majka, alla seconda vittoria di tappa del Giro di Slovenia 2022. In classifica generale Pogacar resta in maglia gialla con 3 secondi di vantaggio su Majka ed 1 minuto e 56 secondi di vantaggio su Domen Novak. La coppia dell’UAE Team Emirates ha ormai monopolizzato la corsa slovena e domani nell’ultima tappa da Vrhnika a Novo Mesto può gestire tranquillamente la tattica di gara, con la seconda vittoria consecutiva che non dovrebbe sfuggire a Pogacar.

Giuseppe Scarfone

Rafal Majka vince a Velika Planina (foto: Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAcademy)

Rafal Majka vince a Velika Planina (foto: Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAcademy)

URAGANO COVID SUL TOUR DE SUISSE. TAPPA A DENZ, FUGLSANG NUOVO LEADER

giugno 17, 2022 by Redazione  
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Ci risiamo. 24 ore dopo il brutto risveglio che aveva caratterizzato la partenza della 5a tappa, il Tour de Suisse ha vissuto una nuova mattinata di passione a causa di un focolaio covid che sta assumendo dimensioni sempre più esagerate e inaspettate. E così, dopo i 20 ritiri del giovedì, stamane sono stati ben 30 i corridori costretti a lasciare la corsa perchè positivi o a stretto contatto con i loro compagni contagiati (un record se si considerano anche i 6 ritiri nel corso della tappa). Tra questi il leader della classifica generale Alexander Vlasov (Bora-Hansgrohe), Rigoberto Uran e altri 3 corridori della EF Education-EasyPost, le intere formazioni di Alpecin-Fenix, UAE Team Emirates e Bahrain-Victorius e per ultimo (in ordine cronologico) Tom Pidcock (Ineos Grenadiers). La cronaca della tappa passa così in secondo piano, soprattutto perchè la corsa è stata tutt’altro che entusiasmante. A vincere in cima ai 2048 m di Moosalp è stato Nico Denz (Team DSM) che, al termine di una lunghissima fuga, ha saputo battere in uno sprint ristretto Clement Champoussin (Ag2r Citroen Team), Jesus Herrada (Cofidis) e Quinn Simmons (Trek-Segafredo). La maglia gialla, dopo il ritiro del favorito Vlasov, è balzata sulle spalle di Jakob Fuglsang (Israel-PremierTech).

La 6a frazione rappresentava l’apertura di un trittico finale durissimo e destinato a riscrivere la classifica generale. La Locarno-Moosalp (177 km) era infatti il primo vero arrivo in salita di questa edizione della corsa Elvetica. Dopo una partenza sostanzialmente priva di difficoltà altimetriche, al km 80 iniziava la prima asperità giornata, il Passo di Novena (13,6 km al 7,8% di pendenza media). La successiva discesa, che terminava in quel di Ulrichen, era seguita da un lungo tratto di falsopiano e da uno pianeggiante che anticipavano la salita finale che conduceva a Moosalp (17,7 km al 7,6%). Una frazione che avrebbe dovuto stravolgere la classifica e che invece è finita per essere travolta dal covid…

La fuga di giornata è partita intorno al km 10 ed è stata animata inzialmente da Quentin Pacher (Groupama-FDJ), Nelson Oliveira (Movistar) e Fausto Masnada (Quick-Step Alpha Vinyl). Al suddetto trio si sono accordati dopo una trentina di chilometri Clément Champoussin (AG2R Citroën), Dion Smith (BikeExchange-Jayco), José Herrada (Cofidis), Andrea Pasqualon (Intermarché), Brent Van Moer (Lotto Soudal), Quinn Simmons (Trek), Roland Thalmann (Nazionale Svizzera) e Nico Denz (DSM). Infine, intorno al km 50, è rientrato tutto solo anche Michael Matthews (Team BikeExchange-Jayco) portando così a 12 il numero dei fuggiviti. La fuga ha avuto il beneplacito del gruppo (tirato dagli uomini dell’Astana) raggiungengo un vantaggio massimo di 7 minuti e mezzo proprio lungo in Neufenpass, salita in cui ha perso contatto il neozelandese Smith.

I fuggitivi si sono così presentati ai piedi dell’ascesa di Moosalp con un vantaggio sul gruppo (ridotto ormai a poche decine di unità) che superava i 5 minuti e lasciava intendere che la vittoria di tappa sarebbe stata un affare dei battistrada. Poco dopo l’inizio della salita Nico Denz e Pacher hanno provato ad allungare, venendo ripresi poco dopo da Masnada e dal leader della classifica dei gpm, Quinn Simmons. Di li a poco è stato Masnada a prendere in mano le redini della corsa, aumentando il ritmo e facendo staccare Pacher. Ai -11 il corridore della Quick Step Alpha Vinyl si è prodotto in una nuova accelerazione che ha fatto staccare Simmons. Nel frattempo da dietro risalivano pian pianino Herrada e Champoussin, riuscendo poi a rientrare sulla coppia di testa formata da Masnada e Denz soltanto ai -4. Nel gruppo dei big invece, la corsa era quasi completamente anestetizzata dalla Ineos, nonostante un paio di timidi tentativi da parte di Alexey Lutsenko (Astana) e della maglia gialla Fuglsang.

Ai -3 Masnada ha provato un nuovo allungo, ma anche in questo caso gli avversari hanno saputo rispondere, rientrando uno per volta sul bergamasco. Masnada ha riprovato successivamente altre due volte prima del triangolo dell’ultimo km, ma i continui rallentamenti che vi erano tra uno scatto e quello successivo hanno addirittura consentito il rientro di Simmons. Si è così arrivati alla volata finale, lanciata proprio dal giovane statunitense. Dalle ruote di Simmons è uscito molto forte Champoussin, ma il francese nulla ha potuto di fronte alla rimonta di Nico Denz che ha colto così la vittoria più importante della sua carriera. Alle sue spalle Champoussin, Herrada e Simmons, mentre Masnada ormai rassegnato alla sconfitta e fiaccato dai numerosi scatti ha chiuso 5° a 11″ dal vincitore. Dietro i fuggitivi, gli uomini di classifica sono praticamente arrivati tutti insieme regolati da un redivivo Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) davanti a Sergio Higuita (Bora-Hansgrohe), Jakob Fuglsang (Israel-PremierTech), Felix Grossschartner (Bora-Hansgrohe), Thibault Pinot (Groupama-FDJ) e Domenico Pozzovivo (Intermarchè-Wanty-Gobert). A 4″dal gruppetto sopracitato sono invece arrivati Dani Martinez (Ineos), Bob Jungels (Ag2r Citroen Team) e Neilson Powless (uno dei due superstiti della EF Education-EasyPost).

La nuova classifica generale vede Fuglsang in testa con appena 1″ su Thomas, 10″ su Higuita, 26″ su Powless e 34″ su Grossschartner. Segunono Andreas Leknessund (Team DSM) a 46″, un soprendente Stefan Kung (Groupama-FDJ) a 49″, Andreas Kron (Lotto-Soudal) ad 1′00″, Pozzovivo a 1′07″ e Sebastien Reichenbach (Groupama-FDJ) a d 1′29″.

Domani è in programma il secondo tappone di montagna che porterà i corridori a Malbun (in Liechtenstein) al termine di 195 km molto duri. In particolare, i corridori dovranno scalare il lunghissimo Lukmanierpass (quasi 30 km al 5%) dopo una 50 di km dal via e saranno poi attesi da una salita finale decisamente dura (12,6 km al 8,6%). La speranza è che tutti gli 87 superstiti possano prendere il via prendedosi la scena dopo una due giorni in cui il principale protagonista è stato il covid.

Pierpaolo Gnisci

Denz a Moosalp nel giorno del covid (fonte: Getty Images)

Denz a Moosalp nel giorno del covid (fonte: Getty Images)

POGACAR VINCE A CELJE ED E’ LA NUOVA MAGLIA VERDE

giugno 17, 2022 by Redazione  
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Tadej Pogacar e Rafal Majka (UAE Team Emirates) sono protagonisti di un attacco combinato sul GPM di Svetina a circa 20 km dall’arrivo che permette loro di giocarsi la vittoria di tappa insieme a Nicola Conci (Team Alpecin Fenix), che rientra sulla coppia di testa nella discesa finale. Ad 1 km dall’arrivo Pogacar sferra l’attacco decisivo e va a vincere come lo scorso ano sul traguardo di Celije, diventando la nuova maglia verde.

La terza tappa del Giro di Slovenia 2022 parte da Zalec e termina a Celje dopo poco più di 144 km. Le insidie maggiori dal punto di vista altimetrico sono poste a metà tappa ed alla fine, con i due GPM di Lipa e di Svetina. Anche l’arrivo è posto su uno strappetto di un paio di km che chiamaerà all’azione i finisseur e probabilmente anche qualche uomo di classifica. Rafal Majka (UAE Team Emirates) parte in maglia verde ma il compagno di squadra Tadej Pogacar scalpita alle sue spalle per poter indossare il simbolo del primato. Da Zalec non partivano proprio due uomini dell’UAE Team Emirates, ovvero Mikkel Bjerg e Vegard Stake Laengen. Il danese è stato trovato positivo al covid mentre il norvegese è negativo ma essendo compagno di stanza di Bjerg per precauzione non è partito. IL primo attacco veniva portato dopo una quindicina di km da Samuele Zoccarato (Team Bardiani CSF), ma il gruppo reagiva immediatamente ed annullava l’azione dell’italiano dopo pochi km. Zoccarato faceva comunque in tempo a transitare per primo sul primo traguardo volante di Sostanj posto al km 36.1. Zoccarato ci riprovava all’inizio del GPM di Lipa. Con lui era presente Lucas De Rossi (China Glory Continental Cycling Team). La coppia in testa riusciva a scollinare sul GPM di Lipa, con Zoccarato che precedeva De Rossi. Propio poco dopo lo scollinamento si univa alla coppia di testa Alan Banaszek (Team HRE Mazowsze Serce Polski). Zoccarato si aggiudicava il secondo traguardo volante di Vransko posto al km 76.7, mentre Banaszek transitava in prima posizione sul successivo traguardo volante di Braslovce posto al km 88.3. Sotto l’impulso dell’UAE Team Emirates la fuga veniva ripresa a 27 km dall’arrivo, prima dell’ascesa verso il secondo GPM di Svetina. Erano Majka e Pogacar a dare spettacolo, andandosene in coppia sulla salita, con il polacco a scollinare in prima posizione davanti a Pogacar. Ad una trentina di secondi di ritardo si segnalava Matej Mohoric (Team Bahrain Victorious), mentre più dietro inseguiva un drappello formato da una quindicina di ciclisti. Mohoric veniva ripreso dal primo gruppo inseguitore alle sue spalle. A 15 km dalla conclusione Majka e Pogacar avevano una trentina di secondi di vantaggio su un gruppo formato da una quindicina di unità. Nel tratto in discesa dopo lo scollinamento dell’ultimo GPM l’asfalto bagnato provocava la caduta di Vincenzo Albanese e Lorenzo Fortunato (Team EOLO Kometa) nel gruppo degli inseguitori. Nella discesa Nicola Conci (Team Alpecin Fenix) raggiungeva la coppia di testa. A 4 km dall’arrivo il terzetto di testa aveva una trentina di secondi di vantaggio su un drappello di una quindicina di unità. A poco più di un km dall’arrivo, Pogacar sferrava l’attacco decisivo che gli consentiva di avvantaggiarsi su Majka e Conci ed andava a vincere sul traguardo di Celje proprio come lo scorso anno. A 11 secondi di ritardo si piazzava Majka mentre Conci chiudeva terzo a 36 secondi di ritardo. Completavano la top five Luka Mezgec (Team BikeExchange Jayco) in quarta posizione e Vincenzo Albanese (Team EOLO Kometa) in quinta posizione. Nella top ten si segnalavano anche il settimo posto di Davide Gabburo (Team Bardiani CSF) ed il nono posto di Luca Chirico (Team Drone Hopper Androni Giocattoli). Pogacar è la nuova maglia verde con 7 secondi di vantaggio su Majka e 55 secondi di vantaggio su Domen Novak (Team Bahrain Victorious). Pogacar potrà aumentare il vantaggio in classifica generale domani, visto che la quarta tappa da Lasko a Velika Planina presenta un tracciato adatto alle sue caratteristiche, con tre GPM da affrontare nei primi 110 km prima della salita finale verso l’arrivo dove è posizionato anche il quarto GPM di tappa. Sicuramente il più difficile con i suoi 7.7 km al 7.9% di pendenza media.

Giuseppe Scarfone

Tadej Pogacar vince a Celje (foto: Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAgency)

Tadej Pogacar vince a Celje (foto: Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAgency)

GROENEWEGEN VINCE IN VOLATA A ROGASKA STATINA. MAJKA CONSERVA LA MAGLIA VERDE

giugno 16, 2022 by Redazione  
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Nella seconda tappa del Giro di Slovenia sono i velocisti a giocarsi la vittoria. Nella volata di Rogaska Statina è Dylan Groenewegen (Team BikeExchange Jayco) ad avere la meglio su Lionel Taminiaux (Team Alpecin Fenix) e Pascal Ackermann (UAE Team Emirates). Rafal Majka (UAE Team Emirates) resta in maglia verde.

La seconda tappa del Giro di Slovenia 2022 è quella altimetricamente più facile ed adatta quindi ai velocisti. Da Ptuj a Rogaska Slatina è presente un solo GPM ed i saliscendi presenti negli ultimi 60 km non sembrano tali da mettere in difficoltà le ruote veloci, a meno di forcing esagerati da parte delle squadre dei big. Dopo la partenza da Ptuj si formava la fuga di giornata grazie all’azione di sette ciclisti: Carlos Canal (Team Euskaltel Euskadi), Marti Marquez e Vojtech Repa (Team Kern Pharma), Jarc Aljaz (Team Adria Mobil), Vid Jeromel (Cycling Team Kranj), Pavol Rovder (Team Dukla Banska Bystrica) ed Adam Stachowiak (Team HRE Mazowsze Serce Polski). Canal si aggiudicava il primo traguardo volante di Lenart posto al km 24.3. lo spagnolo si ripeteva più tardi sul primo ed unico GPM della tappa, quello di Kresnica, posto al km 50.3. Era ancora Canal a transitare per primo sul secondo traguardo volante di Zgornja Kungota posto al km 53.9. Repa si aggiudicava il terzo traguardo volante di Sentjur posto al km 121.4. Il gruppo maglia verde, tirato dal Team BikeExchange Jayco, ‘vedeva’ la fuga, ormai a circa 50 secondi di ritardo quando mancavano meno di 50 km alla conclusione. Come ampiamente pronosticato, i velocisti non volevano lasciarsi scappare l’occasione di giocarsi la vittoria in volata. Il gruppo maglia gialla annullava definitivamente la volata a circa 20 km dall’arrivo. Erano Bahrain Victorious e BikeExchange Jayco a fare un’alta velocità e non permettere altri scatti o attacchi nel finale di corsa. La volata era vinta da Dylan Groenewegen (Team BikeExchange Jayco) davanti a Lionel Taminiaux (Team Alpecin Fenix) e Pascal Ackermann (UAE Team Emirates). Chiudevano la top five Filippo Fiorelli (Team Bardiani CSF) in quarta posizione e Luca Colnaghi (Team Bardiani CSF) in quinta posizione. Nella top ten si segnalavano anche il sesto posto di Fabio Felline (Team Astana Qazaqstan), il settimo posto di Vincenzo Albanese (Team EOLO Kometa), l’ottavo posto di Michele Gazzoli (Team Astana Qazaqstan) ed il decimo posto di Mattia Bais (team Drone Hopper Androni Giocattoli). Groenewegen, in una stagione finora con più bassi che alti, ottiene la quinta vittoria stagionale. In classifica generale Rafal Majka (UAE Team Emirates) resta in maglia verde davanti a Domen Novak (Team Bahrain Victorious) e Tadej Pogacar (UAE Team Emirates). Domani è in programma la terza tappa da Zalek a Celjski Grad di 144.6 km. E’ la tappa più corta della breve corsa slovena ma i due GPM presenti negli ultimi 70 km la rendono decisamente interessante. Il primo GPM di Lipa è lungo 5 km con una pendenza media del 6.8% mentre il secondo di Svetina è lungo 5.6 km al 7.5%. Sarà quindi una tappa che vedrà protagonisti molto probabilmente gli uomini di classifica.

Giuseppe Scarfone

Dylan Groenewegen vince a Rogaska Statina (foto: Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAgency)

Dylan Groenewegen vince a Rogaska Statina (foto: Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAgency)

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