CHALLENGE MALLORCA 2026, EVENEPOEL FA TRIS AL TROFEO ANDRATX–POLLENÇA. SCARONI QUINTO
Non c’è due senza tre. Remco Evenepoel continua a dettare legge alla Challenge Mallorca 2026 e conquista anche il Trofeo Andratx–Pollença, centrando il terzo successo consecutivo in altrettanti giorni di gara. Il belga della Red Bull–BORA–hansgrohe piazza l’accelerazione decisiva a 2,5 chilometri dall’arrivo, sullo strappo finale verso il Mirador d’Es Colomer, lasciando ancora una volta il segno. Alle sue spalle Mathys Rondel e il compagno di squadra Maxim Van Gils, mentre Christian Scaroni chiude al quinto posto.
Remco Evenepoel non si ferma più e firma il tris alla Challenge Mallorca 2026, imponendosi anche nel Trofeo Andratx–Pollença al termine di una gara dura e selettiva, condizionata fin dalle prime battute dal forte vento che ha costretto gli organizzatori a ridurre il percorso, cancellando i primi 26 chilometri. La corsa, accorciata a 121,5 km, ha preso il via con la salita del Coll de Sa Gramola, dando subito spazio ad attacchi e tentativi di selezione.
Dopo una prima fase piuttosto movimentata, è attorno ai 50 chilometri dall’arrivo che la Red Bull–BORA–hansgrohe alza decisamente il ritmo e favorisce il primo affondo importante di Remco Evenepoel, seguito da un gruppo ristretto comprendente, tra gli altri, il compagno di squadra Maxim Van Gils, Christian Scaroni (XDS Astana Team), Diego Pescador e Ivan Romeo (Movistar Team), Georg Steinhauser (EF Education – EasyPost), Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team), Antonio Morgado (UAE Team Emirates – XRG) e Johannes Kulset (Uno-X Mobility). Da quel momento la corsa entra nella sua fase decisiva.
Sul Coll de Puig Major il forcing della squadra tedesca fa ulteriore selezione, ma Evenepoel non riesce inizialmente a fare il vuoto. Il gruppo di testa resta numeroso e tatticamente complesso, con la Movistar che prova a sfruttare la superiorità numerica e Pescador particolarmente attivo nei tratti di discesa. È proprio su uno di questi allunghi che Evenepoel decide di rispondere in prima persona, portandosi dietro il solo Rondel.
I due guadagnano rapidamente terreno sugli inseguitori e arrivano ai piedi dello strappo finale con circa 50 secondi di vantaggio. Qui, come già visto nelle giornate precedenti, il belga non concede nulla: a 2,5 km dal traguardo piazza l’accelerazione decisiva, alla quale Rondel prova a rispondere salendo del suo passo, ma senza successo. Il distacco aumenta progressivamente e Evenepoel può involarsi verso il traguardo del Mirador d’Es Colomer, cogliendo il terzo successo consecutivo della sua stagione.
Alle sue spalle Rondel difende agevolmente la seconda posizione, mentre Van Gils completa il podio regolando in volata Morgado e Scaroni, quinto al traguardo e ancora una volta protagonista di una prova solida e continua. Tredicesima posizione per Andrea Vendrame (Team Jayco AlUla), diciannovesimo Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta)
Con tre vittorie in tre giorni, Remco Evenepoel chiude la sua partecipazione alla Challenge Mallorca lanciando un segnale fortissimo alla concorrenza: la stagione 2026 è appena iniziata, ma il belga ha già scelto di partire con le marce altissime.
Mario Prato

Terza affermazione in tre giorni per Remco Evenepoel (foto Tim de Waele/Getty Images)
JAN CHRISTEN, L’ASSOLO VINCENTE AD HARRAT UWAYRID GLI CONSENTE DI VINCERE TAPPA E MAGLIA
L’AlUla Tour si conclude con la quinta tappa che attendeva i ciclisti ad un duro confronto sulla salita finale di Harrat Uwayrid. La maglia verde Yannis Voisard esce di scena praticamente dopo le prime accelerazioni dell’UAE Team Emirates XRG che lancia il suo uomo di classifica, Jan Christen, autore di un allungo decisivo nell’ultimo km della salita. Il ciclista svizzero guadagna una trentina di secondi sugli immediati inseguitori e vince la sua prima corsa a tappe della sua carriera
La quinta e ultima tappa dell’AlUla Tour è disegnata come un lungo avvicinamento alla resa dei conti, con la salita finale verso le Skyviews of Harrat Uwayrid chiamata a decidere una classifica generale rimasta apertissima fino all’ultimo giorno. Una frazione senza spazio per esperimenti, dove la gestione dello sforzo e il tempismo contano più dell’esplosività. La corsa prende il via con un’andatura controllata e con un tentativo di fuga che viene lasciato respirare senza mai superare margini di sicurezza, segno evidente che tutte le squadre dei leader hanno un unico obiettivo: arrivare compatte all’imbocco della salita finale. Nel tratto centrale è la Tudor Pro Cycling Team a prendersi gran parte del lavoro, nel tentativo di difendere la leadership, mentre alle loro spalle UAE Team Emirates mantiene un controllo silenzioso, risparmiando uomini in vista delle rampe decisive. Quando la strada comincia a salire davvero, il gruppo si riduce rapidamente e il ritmo imposto fa emergere le prime difficoltà: Sergio Higuita prova ad alzare l’andatura per testare la tenuta degli avversari, ma l’azione serve più a selezionare che a fare la differenza. Poco dopo è Igor Arrieta a muoversi, con un’accelerazione breve che costringe i favoriti a scoprirsi e rompe definitivamente l’equilibrio del gruppo di testa. In quel momento Jan Christen legge perfettamente la corsa: non risponde di scatto, ma aumenta progressivamente il ritmo, trasformando l’azione in una prova di resistenza più che di esplosività. Dietro, la reazione è frammentata: Higuita prova a rientrare, mentre altri corridori scelgono una gestione più prudente, pagando però secondi pesanti. Christen consolida il vantaggio nella parte centrale della salita, gestisce con lucidità gli ultimi chilometri e arriva al traguardo con margine sufficiente per conquistare la tappa e ribaltare la classifica generale. Alle sue spalle, la lotta per le posizioni completa una giornata dura e selettiva, ma è la scelta del momento e la continuità dello sforzo ad aver fatto la differenza. Christen vince l’ALUla Tour con 13 secondi di vantaggio su Higuita e 21 secondi di vantaggio sul compagno di squadra Igor Arrieta mentre chiudono la top five finale Stefan De Bod in quarta posizione ed Afonso Eulalio in quinta posizione. Per quanto riguarda le altre classifiche, Jomathan Milan vince quella a punti, Christen vince anche quella del miglior giovane ed infine l’UAE Team Emirates XRG vince la classifica a squadre. L’AlUla Tour si chiude così con una tappa che ha rispettato il copione tecnico atteso: niente colpi di teatro improvvisi, ma una salita che ha premiato il corridore più solido e la squadra che ha saputo interpretare meglio il finale. Prossime corse di una settimana in Medio Oriente saranno il Tour of Oman e l’UAE Tour.
Antonio Scarfone

Jan Christen vinvce a Skyviews of Harrat Uwayrid (foto: Getty Images)
MATTEO MALUCELLI VINCE A HEGRA. VOISARD CONSERVA LA MAGLIA VERDE
Nel deserto che sembra immobile e senza tempo, la quarta tappa dell’AlUla Tour corre invece veloce, sospinta dal vento e dall’attesa di una volata inevitabile. Chilometri controllati, silenziosi, quasi rispettosi del paesaggio, fino all’esplosione finale davanti alle rocce di Hegra: lì Matteo Malucelli trova il varco giusto e firma la vittoria, precedendo Jonathan Milan e Frits Biesterbos, in una volata che chiude una giornata apparentemente semplice ma tutt’altro che banale
La quarta tappa dell’AlUla Tour scorre come una lunga linea tesa nel deserto, una frazione apparentemente semplice ma in realtà carica di insidie. Chilometri di asfalto che attraversano uno dei paesaggi più iconici dell’Arabia Saudita, tra spazi infiniti, vento laterale e una tensione costante che accompagna il gruppo fino all’ultimo metro.
Sin dal mattino il ritmo è elevato. Il profilo invita alla velocità, ma il vento — mai del tutto favorevole — impone rispetto. Le squadre dei velocisti prendono subito in mano la corsa, lasciando spazio a una fuga iniziale controllata, mai davvero pericolosa. Il gruppo viaggia compatto, come se il deserto stesso imponesse una disciplina silenziosa: qui non si spreca energia inutilmente.
Nel cuore della tappa la corsa si assesta su una lunga fase di controllo. Le ammiraglie dettano i tempi, i treni iniziano a organizzarsi con largo anticipo e la sensazione è chiara: tutto si deciderà allo sprint. Ma in un contesto così aperto, basta una raffica improvvisa o un errore di posizionamento per cambiare il finale.
L’arrivo, incastonato nello scenario senza tempo di Hegra, è una cartolina che diventa teatro di battaglia. Negli ultimi chilometri la velocità cresce, i treni si sfaldano e si ricompongono, mentre il gruppo si allunga come una fisarmonica. È una volata sporca, nervosa, dove conta più l’istinto che la potenza pura.
A spuntarla è Matteo Malucelli, perfettamente interpretando il caos finale. Il suo sprint è secco, lanciato al momento giusto, capace di sorprendere i favoriti. Alle sue spalle deve accontentarsi della piazza d’onore Jonathan Milan, che questa volta paga una posizione meno favorevole pur confermando una condizione eccellente. Sul podio sale anche Frits Biesterbos, premiato dalla capacità di leggere il finale con lucidità.
La classifica generale non cambia nei suoi equilibri principali. Yannis Voisard conserva la leadership, difendendo con attenzione ogni secondo in una tappa che non offriva grandi margini per gli uomini di classifica. Tutto resta quindi aperto in vista dell’ultima giornata, quella che promette di essere la più selettiva.
La quarta tappa dell’AlUla Tour si chiude così: una giornata veloce, controllata, ma mai banale, dove il deserto non concede distrazioni e la volata diventa l’unico vero spazio di libertà. Domani il terreno cambierà volto, e con esso anche la corsa. Qui, però, tra sabbia, vento e storia millenaria, ha vinto chi ha saputo leggere meglio il momento.
Domani ci aspetta il duello finale dei big di classifica sulle insidiose pendenze di Harrat Uwayrid, salita decisiva che caratterizza gli ultimi 15 km della tappa che arriva a Skyviews of Harrat Uwayrid e che deciderà il vincitore dell’AlUla Tour 2026
Antonio Scarfone

Matteo Malucelli vince a Hegra (foto: Getty Images)
CHALLENGE MALLORCA 2026, SOFFIA LA TRAMONTANA EVENEPOEL: TRIONFO IN SOLITARIA, 3° SCARONI
Remco Evenepoel continua a impressionare alla Challenge Mallorca 2026. Dopo il successo di ieri nella cronosquadre il belga firma la prima vittoria in linea della stagione con un assolo di 49 chilometri al Trofeo Serra de Tramuntana, lasciando a oltre un minuto e mezzo i primi inseguitori. Alle sue spalle Antonio Morgado precede Christian Scaroni e Mathys Rondel nello sprint per il podio.
Remco Evenepoel non delude le attese e si prende la seconda gioia consecutiva alla Challenge Mallorca 2026. Dopo la vittoria di ieri nella cronosquadre del Trofeo Ses Salines il campione belga della Red Bull-Bora-hansgrohe si è imposto con uno straordinario assolo lungo 49 chilometri al Trofeo Serra de Tramuntana, terza prova della serie spagnola. Il leader della formazione tedesca ha staccato gli avversari già a 56 km dall’arrivo e, superata la seconda fase di attacco in discesa, ha raggiunto e staccato i fuggitivi di giornata, involandosi da solo verso il traguardo, fissato presso il santuario di Santa Maria de Lluc.
Il vantaggio di Evenepoel sul primo gruppetto inseguitore al traguardo è stato impressionante: 1’38” su Antonio Morgado (UAE Team Emirates XRG), che ha regolato in volata Christian Scaroni (XDS Astana) e Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling). L’ex iridato della Vuelta España 2022 ha controllato la gara dall’inizio alla fine, dimostrando un passo insostenibile per tutti gli altri corridori e una condizione già brillante a inizio stagione.
La gara, partita da Selva, ha visto inizialmente diverse fughe tentate dai corridori più aggressivi, ma è stata l’azione di Evenepoel a fare la differenza, con la Red Bull-Bora-hansgrohe a fare la preparazione tattica perfetta, riducendo il margine dei battistrada e favorendo il colpo decisivo del belga. Dietro di lui, Morgado, Scaroni e Rondel hanno saputo approfittare della mancanza di accordo tra i rivali per giocarsi il podio, con Andrea Vendrame (Jayco-AlUla) quinto e protagonista di un’altra solida prestazione dopo la top 7 di ieri.
Con questa prestazione, Evenepoel inanella due successi nelle prime giornate della sua stagione, lanciando un chiaro segnale ai rivali e confermandosi tra i favoriti assoluti anche per la tappa di domani della Challenge Mallorca e, più avanti, per gli obiettivi di grande prestigio della stagione ciclistica 2026.
Mario Prato

Evenepoel si impone del Trofeo Serra de Tramuntana (foto Tim de Waele/Getty Images)
CHALLENGE MALLORCA 2026, DEBUTTO TRIONFALE DI REMCO EVENEPOEL NELLA CRONOSQUADRE
La stagione 2026 parte con il botto per Remco Evenepoel. Al debutto con la nuova maglia della Red Bull-Bora-hansgrohe, il campione belga guida la sua squadra alla vittoria nella cronosquadre del Trofeo Ses Salines, coprendo i 23,8 chilometri della prova a un ritmo impressionante e lasciandosi alle spalle avversari di primo piano.
Remco Evenepoel inaugura la sua stagione 2026 con una prestazione da applausi. Alla prima uscita con i colori della Red Bull-Bora-hansgrohe il corridore belga trascina i compagni – Florian Lipowitz, Lorenzo Finn, Mattia Cattaneo, Gianni Moscon, Nico Denz e Maxim Van Gils – alla vittoria della cronosquadre del Trofeo Ses Salines, lunga 23,8 chilometri. La formazione tedesca ferma il cronometro sul tempo di 23’55”, alla media di 59,4 km/h, dimostrando subito affiatamento e potenza collettiva.
La prova si è sviluppata a ritmi altissimi sin dalle prime battute. Al primo intermedio la Red Bull-Bora-hansgrohe registrava il terzo tempo, a soli due secondi dalle squadre che la precedevano, ma nel finale ha alzato il ritmo con decisione, conquistando la vittoria con un margine di quattro secondi sulla sorprendente Movistar di Enric Mas e Lorenzo Milesi, che si è fermata a 23’59”. Terzo gradino del podio per il Team Jayco-AlUla, staccato di 16 secondi dai vincitori, mentre la UAE Team Emirates XRG chiude in quarta posizione.
Un debutto vincente che lancia Evenepoel e la sua squadra con grande fiducia verso le prossime gare della Challenge Mallorca, confermando il belga come uno dei protagonisti assoluti della stagione in partenza. La cronometro, veloce e tecnica, ha messo in evidenza la capacità della Red Bull-Bora-hansgrohe di gestire il ritmo e chiudere con precisione chirurgica, elemento chiave per le cronosquadre e un segnale forte per i rivali.
Mario Prato

La Red Bull sforna una prestazione da Formula 1 nella cronosquadre della Challenge Ciclista a Mallorca (foto Tim de Waele/Getty Images)
LA SALITA DI BIR JAYDAH INCORONA VOISARD E ACCENDE LA CLASSIFICA
Prima vera prova per la classifica generale all’AlUla Tour: la terza tappa, con arrivo in salita a Bir Jaydah Mountain Wirkah, ha selezionato il gruppo e ridisegnato gli equilibri della corsa, premiando chi ha saputo unire forza, lettura tattica e gestione dello sforzo nel finale
La terza tappa dell’AlUla Tour ha rappresentato il primo vero spartiacque della corsa. Dopo due giornate più adatte ai finisseur e ai velocisti resistenti, l’arrivo in salita a Bir Jaydah Mountain Wirkah ha finalmente messo alla prova gli uomini di classifica, offrendo un assaggio concreto dei valori in campo. Il percorso, lungo e selettivo, ha condotto il gruppo attraverso il suggestivo paesaggio desertico tra Winter Park e Bir Jaydah, con una fase centrale relativamente controllata e un finale destinato a fare la differenza. Le squadre dei principali favoriti hanno lasciato poco spazio alle fughe, gestendo la corsa in vista dell’ascesa conclusiva, dove il ritmo è progressivamente aumentato chilometro dopo chilometro. Nel tratto decisivo è emersa la qualità di Yannis Voisard (Team Tudor Pro Cycling), che ha saputo interpretare alla perfezione la salita finale: regolare, sempre ben posizionato, lo svizzero ha scelto il momento giusto per forzare l’andatura negli ultimi metri, imponendosi sul traguardo e conquistando una vittoria tanto prestigiosa quanto pesante ai fini della classifica generale. Alle sue spalle hanno chiuso Afonso Eulálio (Team Bahrain Victorious), autore di una prova in costante crescita, e Sergio Higuita (Team XDS AStana), solido e presente nel gruppo dei migliori, confermando il suo ruolo tra gli uomini più attesi di questa edizione. Tentativi di allungo non sono mancati, ma la selezione è avvenuta soprattutto per logoramento, premiando chi ha saputo gestire meglio lo sforzo. La tappa è stata però segnata anche da momenti di tensione, con una caduta ad alta velocità nel finale che ha coinvolto diversi corridori. Fortunatamente, al netto delle conseguenze fisiche, l’episodio non ha inciso sull’esito sportivo della giornata, ma ha ricordato quanto questo tipo di percorsi, spettacolari e veloci, richiedano la massima attenzione. Con la vittoria di Bir Jaydah, Voisard non solo si aggiudica la tappa, ma indossa anche la maglia di leader, aprendo scenari interessanti in vista delle prossime frazioni. L’AlUla Tour entra così nella sua fase più intensa, con una classifica ancora aperta e distacchi contenuti, pronta a regalare nuove battaglie tra salite, vento e strategie di squadra. Domani è in programma la quarta tappa da Winter Park a Shalal Sijyat Rocks di 184 km, priva di significative insidie altimetriche e adatta ai velocisti, anche se la trappola dei ventagli è sempre dietro l’angolo.
Antonio Scarfone

YAnnis Voisard vince a Bir Jaydah Mountain Wirkah (foto: Getty Images)
IL DIRETTISSIMO MILAN IN PERFETTO ORARIO ALL’ALMANSHIYAH TRAIN STATION, IL FRIULANO CONSOLIDA LA MAGLIA VERDE
Jonathan Milan (Team Lidl Trek) vince in volata la seconda tappa dell’AlUla Tour dopo la vittoria della prima tappa ed è sempre più leader in classifica generale. Battuti Daniel Skerl (Team Bahrain Victorious) e Pascal Ackermann (Team Jayco AlUla). Domani spazio agli uomini di classifica con l’impegnativo arrivo in salita di Bir Jaydah Mountain Wirkah
La seconda tappa dell’AlUla Tour parte dall’AlManshiyah Train Station per terminare nello stesso luogo dopo 152 km. Dopo i ventagli della prima tappa anche oggi si prevedono complicazioni dovute al vento del deserto che potrebbero far esplodere il gruppo. Intanto Jonathan Milan (Team Lidl Trek) sigode la maglia verde di leader della classifica generale dopo aver vinto la volata della prima tappa, seppur a ranghi ridotti. La fuga partiva dopo pochi km dalla partenza ed a farne parte erano cinque ciclisti ovvero Federico Iacomoni (Team UKYO), Mohammed Al-Wahibi e Said Alrahbi (Nazionale Omanita), Muhammad Nur Aiman Bin Rosli e Zhe Yie Kee (Terengganu Cycling Team). Dopo una ventina di km il vantaggio dei quattro battistrada sul gruppo maglia verde era di 4 minuti. Kee si aggiudicava il primo traguardo volante posto al km 59.7. Ad un’ottantina di km dalla conclusione iniziavano a formarsi i primi ventagli. Tra le squadre più attive a tirare era presente il Team Bahrain Victorious. Dopo che la fuga veniva ripresa si segnalava un nuovo tentativo di attacco ad opera di Stefan De Bod (Team Modern Adventure Pro Cycling) e Mathias Bregnhøj (Terengganu Cycling Team) che però non durava molto visto che la coppia veniva ripresa all’inizio del circuito finale di 20 km. Bruno Kessler (Team Tudor Pro Cycling) vinceva il traguardo volante posto sulla linea d’arrivo al km 130.7, mentre Jan Christen (UAE Team Emirates XRG) si aggiudicava il successivo traguardo voalnte posto sempre sulla linea d’arrivo al km 141.3. Questa volta una cinquantina di ciclisti passavano sotto lo striscione dell’ultimo km e la volata premiava ancora una volta Milan che aveva la meglio su Daniel Skerl (Team Bahrain Victorious) e Pascal Ackermann (Team Jayco AlUla). Chiudevano la top five Matteo Moschetti (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) in quarta posizione e Matteo Malucelli (Team XDS Astana) in quinta posizione. Per Milan è la seconda vittoria consecutiva e la maglia verde della classifica genera è sempre più salda sulle sue spalle avendo ora 14 secondi di vantaggio su Milan Fretin (Team Cofidis) e 16 secondi di vantaggio su Moschetti. Domani è in programma la terza tappa da Winter Park a Bir Jaydah Mountain Wirkah di 142 km con un finale molto esigente che prevede due traguardi volanti in leggera salita e soprattutto il l’arrivo finale di Bir Jaydah Mountain Wirkah in cui gli ultimi 5 km sono in costante salita con pendenza che sfiorano il 6 %. Milan a meno di exploit improbabili dovrebbe cedere la maglia di leader a coloro che battaglieranno per la classifica generale.
Antonio Scarfone

Jonathan Milan vince all'AlManshiyah Train Station (foto:Getty Image)
TROFEO CALVIÀ, MORGADO SI FA IL REGALO DI COMPLEANNO: VITTORIA IN SOLITARIA SU ALVAREZ. VENDRAME 7°
Inizia con spettacolo la Challenge Mallorca 2026. Antonio Morgado celebra i suoi 22 anni con il successo nella prima prova, il Trofeo Calvià, regolando allo sprint Hector Alvarez dopo una giornata di attacchi e contatti ravvicinati sulle salite dell’isola di Maiorca. Andrea Vendrame il migliore degli italiani, settimo sul traguardo di Palmanova.
Antonio Morgado (UAE Team Emirates-XRG) si è fatto il regalo perfetto nel giorno del suo 22° compleanno, conquistando la venticinquesima edizione del Trofeo Calvià, partenza e arrivo a Palmanova. Si tratta del primo successo stagionale per il portoghese e del settimo in carriera, tenendo anche conto del titolo nazionale a cronometro conquistato lo scorso anno.
Dopo una prima fase di gara controllata, la corsa si è accesa con l’attacco di Andrea Pietrobon (Polti-VisitMalta), Adne Holter (Uno-X Mobility), Jonathan Caicedo (Petrolike) ed Eivind Fougner (Unibet Rose Rockets). Salendo verso il Coll de Sóller, la principale difficoltà altimetrica del tracciato, il gruppo dei fuggitivi si è scomposto quando Pietrobon ha tentato la fuga solitaria, venendo presto ripreso da Holter, Adrien Boichis (Red Bull-BORA-hansgrohe), Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost) e Leander Van Hautegem (Team Flanders-Baloise). Successivamente Pietrobon e Van Hautegem hanno perso contatto, lasciando al comando gli altri tre, che hanno accumulato poco più di un minuto di vantaggio sul gruppo.
Sulla salita del Coll de sa Coma Morgado ha deciso di muoversi in solitaria. Nonostante il trio al comando mantenesse l’accordo e il vantaggio di oltre un minuto e mezzo a meno di 30 km dall’arrivo, il portoghese non ha mollato e ha raggiunto i fuggitivi sul Coll de n’Esteva, dove è andato a formare con Hector Alvarez, che indossava la maglia della nazionale spagnola, una coppia che ha staccato tutti gli altri. A Palmanova Morgado ha avuto la meglio allo sprint sullo spagnolo, mentre Holter ha chiuso terzo a 40 secondi. Settimo Andrea Vendrame (Jayco-AlUla), migliore degli azzurri, giunto al traguardo con poco più di 2 minuti di ritardo.
Il percorso si è rivelato duro e selettivo, con continui cambi di ritmo sulle salite e condizioni meteo complicate, tra vento e pioggia, che hanno messo alla prova tutti i corridori. La collaborazione tra Morgado e Alvarez negli ultimi chilometri è stata determinante per arrivare davanti al gruppo e giocarsi il successo in volata.
Domani la Challenge Mallorca prosegue con una novità perchè il Trofeo Ses Salines-Colònia de Sant Jordi, nel programma di questa cora anche nel 2025, quest’anno si svolgerà secondo le modalità di una cronometro a squadre di 24 Km: si tratterà della prima volta nella quale si affronterà una prova contro il tempo alla corsa maiorchina.
Mario Prato

Morgado vince la prima prova della challenge maiorchina (foto Getty Images)
MILAN SFRECCIA NEL DESERTO SAUDITA, IL FRIULANO PRIMO LEADER DELL’ALULA TOUR
Vento, sabbia e velocità nel cuore dell’Arabia Saudita. L’AlUla Tour si apre con una tappa tutt’altro che scontata, segnata da ventagli e grande tensione. A dominale il deserto è il friulano Jonathan Milan che conquista la vittoria e la prima maglia di leadership
Un via col vento e un arrivo da cardiopalma nel deserto saudita: così si è aperto l’AlUla Tour 2026. Nella prima tappa di 158 km con partenza e arrivo all’AlUla Camel Cup Track, Jonathan “Jonny” Milan (Lidl-Trek) ha imposto la sua legge conquistando una vittoria di prestigio — un successo che lo proietta primo leader della classifica generale della corsa ProSeries inaugurale della stagione ciclistica. La frazione, pur su un tracciato prevalentemente pianeggiante, non è stata una passerella: i ventagli hanno spezzato il gruppo quando il vento saudita ha iniziato a soffiare con forza, costringendo le squadre a presidiare ogni movimento e a lottare per mantener viva la ruota buona. Nel corso degli ultimi 90 km si è formato un gruppo di fuga numeroso — circa 18 corridori — dove Milan si è ritrovato ben protetto da due compagni di squadra e ha potuto giocarsi la vittoria. Con il gruppo principale che inseguiva con decisione, la fuga ha comunque resistito fino ai chilometri finali, trasformando la volata in una sfida di potenza e nervi. Milan ha tagliato il traguardo con autorità, superando Milan Fretin (Cofidis) e il connazionale Matteo Moschetti (Pinarello-Q36.5), che hanno completato il podio dopo un’azione finale combattuta. Per il 25enne friulano si tratta del 26° successo in carriera da professionista e di un debutto di stagione da incorniciare: una volata ben gestita, forza pura e tempismo perfetto nei momenti decisivi della fuga, in una giornata in cui l’elevata velocità media e la “caotica” gestione del vento hanno fatto la differenza. Ora Milan veste la maglia di leader dell’AlUla Tour e guarda con fiducia alle prossime tappe, in programma fino al 31 gennaio con altri quattro giorni di corsa tra deserto e alture saudite. Con questa prima affermazione si conferma subito uno dei protagonisti da battere di questa edizione che vede al via 17 formazioni tra WorldTeam e ProTeam in cerca di gloria nella penisola araba. Domani il percorso della seconda tappa da Al Manshiyah Train Station ad Al Manshiyah Train Station di 152 km ricalca a grandi tratti quello della prima tappa visto che la strada è complessivamente pianeggiante e le insidie maggiori possono ancora essere portate dai ventagli. Milan dovrà tenere gli occhi bene aperti per indossare ancora la maglia rossa.
Antonio Scarfone

Jonathan Milan vince all'AlUla Camel Cup Track (foto: Getty Images)
CLASSICA COMUNITAT VALENCIANA, VITTORIA IN VOLATA DI DYLAN GROENEWEGEN
Dylan Groenewegen (Team Unibet Rose Rockets) vince in volata la Classica Comunitat Valenciana davanti a Paul Magnier (Team Soudal Quick Step) ed Emilien Jeanniere (Team TotalEnergies). Buon quinto posto per Giovanni Lonardi (Team Polti VisitMalta)
La Clàssica Comunitat Valenciana giunge alla sua 42° edizione e quest’anno ritorna ad un percorso adatto ai velocisti dopo l’edizione del 2025 caratterizzata da un finale molto tecnico caratterizzato da diversi saliscendi. Il Coll de Rates e l’Alto de Turron duro furono decisivi per le dinamiche della corsa e la vittoria arrise a Marc Hirschi. Quest’anno si invertono le sedi di partenza e di arrivo: si parte da la Nucia e si arriva a Valencia dopo 200 km. Le difficoltà altimetriche sono concentrate nei primi 120 km con una serie di salite in rapida successione: Callosa d’en Sarrià, Tarbena, Coll de Rates, Gorga e Coll de Raconet de Beniarres. I velocisti dovranno stringere i denti e potranno eventualmente recuperare terreno negli ultimo 80 km, quasi completamente pianeggianti. Sono 18 le squadre alla partenza di cui cinque World Tour, dieci Professional e tre Continental. La corsa ha visto nei primi km diversi attacchi e contrattacchi che hanno portato alla fuga di giornata formata da Jokin Murguialday (Team Euskaltel – Euskadi), Samuele Zoccarato (Team MBH Bank CSB Telecom Fort) e Enzo Leijnse (Team Anicolor Campicarn). Murguialday si rialzava dopo una decina di km e lasciva in testa i due ex compagni di fuga. Zoccarato e Leijnse venivano ripresi dal gruppo a 35 km dall’arrivo. Una violenta accelerazione dell’Unibet Rose Rockets provocava alcuni frazionamenti nel gruppo a circa 30 km dalla conclusione. Il ventaglio principale in testa alla corsa era formato da una ventina di ciclisti e comprendeva alcuni tra i favoriti della vigilia come Paul Magnier (Team Soudal Quick Step), Dylan Groenewegen (Team Unibet Rose Rockets), Emilien Jeanniere (Team TotalEnergies), Amaury Capiot (Team Jaco AlUla) e Giovanni Lonardi (Team Polti VisitMalta). A 22 km dalla conclusione il vantaggio dei battistrada era di 30 secondi sul gruppo inseguitore. Quest’ultimo non avrebbe più impensierito il drappello di testa dal quale sarebbe uscito il vincitore. Nella volata tirata al meglio dagli uomini del Team Unibet Rose Rockets, Dylan Groenewegen lanciava lo sprint alla perfezione andando a vincere piuttosto nettamente davanti a Paul Magnier ed a Emilien Jeanniere mentre chiudevano la top five Elmar Reinders (Team Unibet Rose Rockets) in quarta posizione e Giovanni Lonardi in quinta posizione. Nella top ten si segnalavano anche il nono posto di Dario Igor Belletta (Team Polti VisitMalta) ed il decimo posto di Alberto Bruttomesso (Team Bahrain Victorious). Per Groenewegen si tratta della prima vittoria stagionale.
Antonio Scarfone

Dylan Groenewegen vince la Classica Comunitat Valenciana (foto: Getty Images)

