IL PRODE JULIAN CAVALCA ANCORA L’ARCOBALENO, I PADRONI DI CASA A BOCCA ASCIUTTA

settembre 26, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Si conclude senza ori per i padroni di casa e con l’Italia in testa al medagliere, la rassegna iridata di ciclismo su strada 2021. La prova più attesa va alla Francia, con Alaphilippe che conferma la vittoria dello scorso anno ad Imola anche sulle strade del Brabante fiammingo. Molto dura e combattuta sin dall’inizio la corsa, con il francese che ha sfruttato la sua esplosività per levarsi dalla ruota corridori molto più forti di lui allo sprint.

La prova iridata di oggi, da Anversa a Lovanio, con tre circuiti, ha innanzitutto costituito la riprova di quanto siano errate le teorie ultramoderne di coloro che sostengono che per avere una corsa emozionante e spettacolare si debbano disegnare percorsi con chilometraggio ridotto.
La corsa andata in scena nelle strade fiamminghe misurava 270 km, eppure è stata combattuta e spettacolare sin dall’inizio, con una prima fase in cui si sono gettate le basi per una seconda addirittura scoppiettante.
La verità è che sono le televisioni che premono perché i percorsi si adattino alle esigenze delle trasmissioni che mal si conciliano con le durate in termini di ore di corse con elevato chilometraggio.
Per fortuna, corse belle ed emozionanti come quelle di oggi fanno un po’ da contraltare alle mire di coloro che, per scopi meramente economici, sono disposti a snaturare uno sport magnifico.
La seconda considerazione da fare riguarda il Belgio, una nazione che non solo fa de ciclismo lo sport più amato, seguito e praticato, ma ha anche dei grandi campioni in grado di giocarsi la vittoria un po’ su tutti i terreni, non ha vinto alcuna medaglia proprio nell’edizione di casa sulle strade delle Fiandre.
La punta, Van Aert, dopo aver mancato l’oro per pochi secondi nella cronometro vinta dal nostro Ganna, oggi non è sembrato brillante, nel momento chiave sembrava non averne proprio e, anche quando Colbrelli ha tentato di rilanciare l’azione all’ultimo giro, lui non ha nemmeno provato a dare continuità ad un tentativo che era in effetti un po’ tardivo, ma sembrava anche interessante perlomeno in chiave podio.
L’Italia ha provato a giocarsi le sue carte, purtroppo anche la sfortuna ci ha messo lo zampino, con Trentin e Ballerini coinvolti in una caduta. I due hanno poi deciso di contribuire alla causa, incaricandosi dell’inseguimento per chiudere su un pericoloso tentativo formatosi nel secondo circuito con uomini importanti.
Quando è invece andato via il tentativo definitivo, su impulso di Alahilippe, Colbrelli prima e Nizzolo poi sono stati molto bravi a reagire ed a riportarsi sui battistrada tra i quali si era inserito Bagioli. Colbrelli sembrava anche molto brillante perché, in occasione dell’ennesima accelerata del campione del mondo, era stato l’unico a saltare subito sulla sua ruota. Sorprende perciò che sulla stilettata obbiettivamente violenta del transalpino sullo strappo di Sant’Antonio del penultimo giro non abbia neppure provato a reagire e neppure si sia accodato al gruppetto dei contrattaccanti di Stuyven, che poteva essere una buona occasione per non perdere troppo contatto e provare a riportarsi sotto.
Va anche detto però che, in una corsa di 270 km, le energie possono venire a mancare improvvisamente.
Peccato perché il momento di forma eccellente che sta vivendo Sonny Colbrelli poteva essere coronato con la tripla corona di campione italiano, europeo e mondiale.
La fuga della prima ora si è formata già nei primi chilometri ed ha visto protagonisti Joel Burbano (Ecuador), Florian Gamper (Austria), Jose Tito Hernandez Jaramillo (Colombia), Pavel Kochetkov (Russia), Kim Magnusson (Svezia), Oskar Nisu (Estonia), Jambaljamts Sainbayar (Mongolia) e Rory Townsend (Irlanda).
Questi uomini riescono a raggiungere un vantaggio massimo di 6 primi ma, a fasi alterne, Danimarca Belgio e Slovenia vanno a diminuire il distacco.
Nel secondo circuito iniziano gli attacchi seri.
Sul Smeysberg, parte Cosnefroy al quale si affilano Evenepoel e Magnus Cort Nielsen.
Sul Moskesstraat, il tentativo si struttura ancor di più, perché ai tre si aggiungono anche Kasper Asgreen (Danimarca), Stefan Bissegger (Svizzera), Tim Declercq (Belgio), Arnaud Demare (Francia), Imanol Erviti (Spagna), Nathan Haas (Australia), Markus Hoelgaard (Novegia), Brandon McNulty (Stati Uniti), Ben Swift (Gran Bretagna), Pascal Eenkhoorn (Paesi Bassi), Primoz Roglic e Jan Tratnik (Slovenia).
A questo punto, la situazione si fa pericolosa con l’Italia rimasta fuori dai giochi, sono quindi Trentin e Ballerini che si incaricano di condurre l’inseguimento. Trentin sarebbe stato certamente un uomo da non sacrificare in un lavoro de genere, ma la caduta nella quale era rimasto coinvolto in precedenza aveva probabilmente compromesso le sua probabilità di vittoria finale.
Al termine del secondo circuito, quindi, i battistrada hanno un minuto e mezzo sui contrattaccanti e due sul gruppo.
Rientrati sul circuito di Lovanio, poco dopo il secondo passaggio da traguardo, il lavoro di Trentin e Ballerini va a buon fine con i contrattaccanti che vengono ripresi e, poco dopo, anche i fuggitivi del mattino concludono la loro avventura.
La situazione è a questo punto di gruppo compatto, gruppo che però si è ridotto notevolmente anche per i ritiri di molti atleti tra cui anche Trentin e Ballerini.
A questo punto, il Belgio si mette davanti completo ed impone una andatura elevata per evitare gli attacchi continui e potenzialmente snervanti.
L’intuizione si rivelerà esatta, poiché, non appena il Belgio molla la testa, parte un attacco vero e proprio con Nils Politt (Germania) Andrea Bagioli (Italia), Remco Evenepoel (Belgio), Ivan Garcia Cortina (Spagna), Valentin Madouas (Francia), Neilson Powless (Stati Uniti), Mads Wurtz Schmidt (animarca), Robert Stannard (Australia), Rasmus Tiller (Norvegia), Jan Tratnik (Slovenia) e Dylan Van Baarle (Paesi Bassi).
Il vantaggio di questi uomini oscilla a lungo tra i 20 e i 30 secondi, a seconda della reazione del gruppo dietro. A circa 60 chilometri dalla conclusione, su uno strappo secco, il drappello si sfalda, Davanti rimangono Bagioli, Madouas, Evenepoel, Powless e Van Baarle, ma dietro la Francia muove le sue pedine, con una accelerata di Laporte che fa da preludio alla rasoiata di Alaphilippe che apre il gas e va a riportarsi sui fuggitivi, portandosi dietro Wout Van Aert, Jasper Stuyven, Zdenek Stybar, Matej Mohoric e Sonny Colbrelli.
Anche Tom Pidcock, Mathieu Van Der Poel e Giacomo Nizzolo, rimasti vittime in un primo tempo della rasoiata di Alaphilippe, riescono ad accodarsi alla testa della corsa per merito soprattutto del britannico.
Da dietro, è solo Michael Valgren che rientra, dopo aver constatato l’impossibilità di condurre un inseguimento organizzato.
A giocarsi il mondiale rimangono quindi Julian Alaphilippe (FRA), Andrea Bagioli (ITA), Sonny Colbrelli (ITA), Remco Evenepoel (BEL), Markus Hoelgaard (NOR), Valentin Madouas (FRA), Matej Mohoric (SLO), Giacomo Nizzolo (ITA), Thomas Pidcock (GBR), Neilson Powless (USA), Florian Senechal (FRA), Jasper Stuyven (BEL), Zdenek Stybar (CZE), Wout Van Aert (BEL), Dylan Van Baarle (NED) e Mathieu Van Der Poel (NED), Michael Valgren (DEN).
Nei chilometri successivi, la verve di Alaphilippe non si placa, ma gli attacchi vengono vanificati anche grazie a Sonny Colbrelli che riesce a resistere molto bene su un allungo secco che aveva sorpreso anche Van Aert, oggi apparso non a meglio della condizione, forse anche a causa dello sforzo della cronometro.
Il francese decide di rifiatare e, a questo punto, è Evenepoel a condurre il gruppo di testa ad andatura elevata. La mancanza di radioline impedisce per diversi chilometri ai battistrada di sapere che dietro avevano tirato i remi in barca.
Terminato il lavoro di Evenepoel, riprendono gli scatti di Alaphilippe. Quello buono è sul penultimo passaggio dal muro di Sant’Antonio, con pendenze dell’11%. Il francese parte da dietro in perfetto stile, con una rasoiata davvero violenta. Gli italiani, che conducevano il drappello dei battistrada, non reagiscono, mentre Van Baarle, Valgren, Powless e Stuyven provano a riportarsi sul francese. Sotto il traguardo, Alaphippe sente la campana dell’ultimo giro 12 secondi prima degli inseguitori, mentre il gruppetto con Van Aert e gli italiani è già a 25 secondi. L’ultimo giro non modifica le cose, nella prima parte il vantaggio rimane stabile, anzi una accelerazione di Sonny Colbrelli sembrava poter mantenere viva una possibilità almeno di riportarsi sul quartetto per giocarsi le medaglie, ma nessuno intende dar seguito alla sollecitazione del campione italiano ed europeo.
A questo punto, a giochi fatti, il vantaggio del transalpino aumenta fino a divenire incolmabile.
Pidckock prova a questo punto da solo a riportarsi sui primi inseguitori, ma si muove con un attimo di ritardo ed arriva sul traguardo a pochi secondi dai contrattaccanti che si giocano le medaglie in volata. Van Baarle conquista l’argento e Valgren il bronzo con il Belgio fuori dal podio; solo quarto il vincitore dell’ultima Milano Sanremo, Stuyven.
Alaphilippe ha corso molto bene.
E’ stata la sua iniziativa a portare via il tentativo decisivo a 57 chilometri dalla conclusione. Trovatosi in un gruppetto con fior di uomini veloci, ha fatto il diavolo a quattro per andar via da solo ed alla fine, partendo dalle retrovie, ha dato la rasoiata decisiva e si è sciroppato tutto l’ultimo giro da solo, continuando a spingere a tutta.
Una vittoria di forza, non ha tanto badato alla tattica dato che, con certi compagni di avventura, non c’era altro da fare se non dare tutto per staccarli.
I quattro inseguitori hanno cercato di reagire e mantenere un distacco limitato ma, a quel punto, anche le energie erano limitate dopo 270 Km corsi ad un ritmo impressionante: meno di 6 ore.
Archiviato anche il mondiale, non resa che aspettare una inedita Roubaix autunnale e naturalmente la classica delle foglie morte su un percorso diverso da quello degli ultimi anni ma non meno emozionante.

Benedetto Ciccarone

Anche nel 2022 sarà Julian Alaphilippe a vestire la maglia iridata (Getty Images Sport)

Anche nel 2022 sarà Julian Alaphilippe a vestire la maglia iridata (Getty Images Sport)

BALSAMO ORO CHE COLA A LOVANIO, ELISA RIPORTA IL MONDIALE IN ITALIA DOPO 10 ANNI

settembre 25, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Tripudio italiano tra le donne Elite che conquistano un oro strepitoso grazie ad un impeccabile lavoro di squadra che tira alla perfezione la volata ad Elisa Balsamo. La ciclista piemontese vola verso l’oro davanti a Marianne Vos argento e Katarzyna Niewiadoma bronzo. E domani gran finale con gli uomini elite

La prova in linea donne elite dei Mondiali 2021 di ciclismo su strada segue la prova donne juniores che ha visto prevalere in mattinata la britannica Zoe Backstedt davanti alla statunitense Kaia Schmid ed alla tedesca Linda Riedmann. Sarà un pomeriggio tutto da seguire nei quasi 160 km da Anversa a Lovanio. Ebbene, la domanda alla partenza è una sola: chi sarà in grado di contrastare lo squadrone olandese che punta alla quinta medaglia d’oro consecutiva. Presenti le ultime quattro iridate: Anna Van Der Breggen, Annemiek Van Vleuten e Chantal Van Den Broek – Blaak, a cui si aggiungono altre atlete del calibro di Lucinda Brand, Amy Pieters, Ellen Van Dijk, Demi Vollering e Marianne Vos. L’Italia, alla quale manca l’oro da 10 anni, si presenta con una squadra solida che punta al podio. Elisa Longo Borghini, bronzo mondiale 2021, sarà coadiuvata da Elisa Balsamo, Marta Bastianelli, Marta Cavalli, Elena Cecchini, Maria Giulia Confalonieri e Vittoria Guazzini. Dopo la partenza da Anversa il primo attacco era portato dalla coppia Luciana Roland (Argentina) e Urska Bravec (Slovenia). Ma il gruppo reagiva e annullava l’azione delle due attaccanti. Il primo passaggio sul circuito di Lovanio vedeva il gruppo molto allungato; alcune formazioni anglofone, in particolare Gran Bretagna, Usa e Nuova Zelanda, erano molto attive in testa al gruppo Nella parte centrale del percorso, sui primi muri fiamminghi, attaccava la neozelandese Michaela Drummond. A 75 km dall’arrivo il gruppo inseguiva a 35 secondi di ritardo. Ma anche la Drummond veniva ripresa, quando mancavano circa 70 km all’arrivo. Ai meno 55 era proprio l’Olanda, la squadra di riferimento dei Mondiali, a smuovere le acque con un’accelerazione da parte di Annemiek Van Vleuten, appoggiata dalla compagna di squadra Lucinda Brand. Il gruppo si allungava ulteriormente. A due giri dal termine, entrati nel circuito finale di Lovanio, il gruppo di tests era formato da una quarantina di unità, con una lenta ma progressiva selezione da dietro. Ci provava la francese Aude Biannic a 30 km dall’arrivo. Al suo inseguimento si portava la svizzera Marlen Reusser. La coppia di testa veniva ripresa a meno di 26 km dall’arrivo. Nelle prime posizioni erano presenti atlete belghe, olandesi e italiane. Mavi Garcia Canellas (Spagna) ripartiva e prendeva un vantaggio di una trentina di secondi. Una nuova accelerazione del gruppo, formato da una trentina di cicliste e comprendente tra le altre anche Marta Bastianelli, Elisa Longo Borghini ed Elisa Balsamo, si metteva all’inseguimento della spagnola che veniva ripresa sul Keizersberg a poco meno di 11 km dall’arrivo. Le azzurre erano tra le atlete più numerose insieme alle olandesi e si sacrificavano a turno per ricucire sugli scatti di svizzere e polacche. All’ultimo km si presentavano in una trentina circa a contendersi la medaglia d’oro. L’Italia apriva il gas e metteva in fila il gruppo. Bastianelli, Longo Borghini e Confalonieri preparavano alla perfezione la volata per Elisa Balsamo che sfruttava la leggera pendenza degli ultimi 100 metri al 2.5% e vinceva davanti a Marianne Vos (Olanda) e Katarzyna Niewiadoma (Polonia). Chiudevano la top five l’ungherese Blanka Kata Vas in quarta posizione e la cubana Arlenis Sierra in quinta posizione. L’Italia al femminile si riprende l’oro mondiale dopo 10 anni esatti dall’ultima affermazione iridata di Giorgia Bronzini e guarda con fiducia a domani con un medagliere che recita primo posto assoluto. E domani con la prova in linea uomini elite. Il Belgio attende i suoi profeti Remco Evenepoel e Wout Van Aert, ma le altre nazioni non staranno certo a guardare. A cominciare da Francia e Olanda che con il campione del mondo uscente Julian Alaphilippe e l’altro talento orange Mathieu Van Der Poel saranno in prima linea per la corsa all’oro.

Giuseppe Scarfone

Elisa Balsamo trionfa a Lovanio e conquista unoro mondiale che ci mancava dal 2011 (foto Bettini)

Elisa Balsamo trionfa a Lovanio e conquista un'oro mondiale che ci mancava dal 2011 (foto Bettini)

BARONCINI ORO MONDIALE. L’AZZURRO ATTACCA NEL FINALE E VINCE A LOVANIO

settembre 24, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Al termine di una corsa appassionante con attacchi e contrattacchi, Filippo Baroncini trova i tempi giusti attaccando a cinque km dalla conclusione e non viene più ripreso dal gruppo. L’italiano trionfa sul traguardo di Lovanio davanti a Biniam Ghirmay (Eritrea) ed Olav Kooij (Olanda).

I Mondiali di Ciclismo su strada 2021 entrano nel vivo con le prove in linea maschili e femminili. Dopo la prova juniores uomini che stamani ha visto la vittoria del norvegese Per Strand Hagenes davanti al francese Romain Gregoire ed all’estone Madis Mihkels, oggi pomeriggio è in programma la corsa maschile U23 che si snoda attraverso 161 km da Anversa a Lovanio. Per grandi linee i ciclisti affronteranno lo stesso percorso che attende domenica gli uomini elite e potremo avere già alcuni interessanti riferimenti su cui poter discutere, considerando anche la priva femminile di domani. La parte centrale sarà molto interessante con i muri di Overijse, Tervuren, Huldenberg ma sarà il circuito finale di Lovanio con i quattro muri di Sint-Antoniusberg, Keizersberg, Decouxlaan e Wijnpers, da affrontare due volte e mezzo negli ultimi 40 km, che ci dirà chi succederà a Samuele Battistella, ultimo campione mondiale under23. E proprio l’Italia arriva in Belgio con concrete possibilità di medaglia; la nazionale azzurra ruota attorno a Filippo Zana e Filippo Baroncini, con quest’ultimo che già si è messo in evidenza nella prova a cronometro ed alla recente Coppa Sabatini e viene da un argento europeo conquistato a Trento due settimane fa. Tra i grandi favoriti ci sono comunque i padroni di casa del Belgio che con Thibau Nys sognano la doppietta Europei-Mondiali. Da tenere in considerazione anche, Germania, Francia, Olanda, Colombia e Norvegia, uniche nazionali insieme a Belgio ed Italia a partire con sei ciclisti. Partono invece con cinque ciclisti ma sono comunque temibili altre nazionali come Spagna, Gran Bretagna, Danimarca, Slovacchia, Stati Uniti, Russia e Svizzera. Tra gli outsider proviamo a nominare l’Eritrea con Biniam Ghirmay e Natnael Tesfatsion che, avendo già corso tra i pro ed essendo particolarmente adatti al percorso, potrebbero dire la loro. Dopo la partenza da Anversa, il primo attacco dopo 7 km era portato da Gleb Karpenko (Estonia), Nicolas Vinokourov (Kazakistan), Logan Currie (Nuova Zelanda) e Adam Ward (Irlanda). Dopo una trentina di km la fuga perdeva Vinokourov che veniva ripreso dal gruppo tirato da Italia e Olanda. Dopo 37 km il terzetto di testa aveva 3 minuti e 30 secondi di vantaggio sul gruppo inseguitore. All’inizio del primo passaggio nel circuito di Lovanio, prima di affrontare la vallonata parte centrale, la fuga aveva aumentato il vantaggio a quasi 5 minuti. Anche la Colombia e la Spagna erano presenti nelle prime posizioni del gruppo. Dopo 90 km il vantaggio della fuga era sceso a meno di 2 minuti. Anche l’Eritrea dava man forte nelle prime posizioni ed il gruppo si allungava riducendo sempre di più il ritardo dal terzetto in testa. Baroncini era vittima di una caduta ma fortunatamente era lesto a rimettersi in sella e ripartire. Con un attacco deciso il francese Hugo Page si riportava su Currie, ultimo fuggitivo a resistere al ritorno del gruppo. A 45 dal termine il gruppo era composto da una ottantantina di unità con diverse accelerazioni da parte di ciclisti isolati. Si avvantaggiava un gruppo di nove ciclisti tra cui l’italiano Luca Colnaghi. Gli altri otto erano l’olandese Daan Hoole, il ceco Thomas Kopecki, l’australiano Jarrad Drizners, lo svizzero Mauro Schmid, lo statunitense Kevin Vermaerke, il neozelandese Finn Fisher-Black, il portoghese Fabio Manuel Costa ed il norvegese Anders Johannessen. A 27 km dall’arrivo rientravano sul gruppo di testa il francese Kevin Vauquelin ed il kazako Yevgeniy Fedorov. Il gruppo inseguiva ad una quarantina di secondi di ritardo con Belgio e Danimarca che tiravano per rientrare sulla testa della corsa. Schmid provava l’azione solitaria a meno di 17 km dall’arrivo, affidandosi alle suo ottime dote di cronoman. Lo svizzero iniziava l’ultimo giro del circuito di Lovanio con 7 secondi di vantaggio sugli immediati inseguitori. Grazie alla decisa accelerazione della nazionale olandese, il gruppo riprendeva il drappello all’inseguimento di Schmid e così anche lo svizzero vedeva diminuirsi il suo vantaggio in testa. Schmid veniva raggiunto a 6 km dall’arrivo dal lussemburghese Arthue Kluckers. Ma a sua volta Filippo Baroncini anticipava il gruppo inseguitore attaccando e riprendendo in prima persona i due ciclisti che lo precedevano. Anzi l’italiano aumentava a sua volta l’andatura e guadagnava una decina di secondi sul gruppo. Sfruttando le sue doti da passista Baroncini manteneva un vantaggio costante di una decina di secondi sul gruppo e andava a vincere in solitaria sul traguardo di Lovanio. A 2 secondi dall’italiano il gruppo inseguitore sprintava per le altre due medaglie. Ghirmay (Eritrea) era secondo e conquistava l’argento mentre Olav Kooij (Olanda) era terzo e si aggiudicava il bronzo. Chiudevano la top five Michele Gazzoli (Italia) in quarta posizione e Lewis Askey (Gran Bretagna) in quinta posizione. A dimostrazione della grande prova dell’Italia Luca Colnaghi terminava in settima posizione mentre l’attesissimo belga Nis era soltanto sesto. L’Italia è ora prima nel medagliere con due ori ed un bronzo e le possibilità di medaglia sono ancora alla portata nelle ultime tre prove in linea in programma. Domani infatti sarà la volta di donne juniores e donne elite. Per queste ultime, il percorso, lungo poco meno di 160 km, ricalcherà per sommi capi quello degli uomini under 23, con partenza da Anversa ed arrivo a Lovanio. Un antipasto coi fiocchi prima dell’attesissima gara degli uomini elite di domenica.

Giuseppe Scarfone

Filippo Baroncini è oro mondiale a Lovanio (foto: Bettini Photo)

Filippo Baroncini è oro mondiale a Lovanio (foto: Bettini Photo)

GERMANIA UBER ALLES. AI TEDESCHI L’ORO IRIDATO NELLA STAFFETTA MISTA

settembre 22, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

La Germania, con una prova equilibrata e di squadra, vince con autorità la staffetta mista da Knokke-Heist a Bruges. Menzione d’onore per Tony Martin che conclude la carriera nel migliore dei modi con un altro oro iridato. Al secondo posto l’Olanda che vincono un argento grazie all’apporto della coppia Van Dijk-Van der Breggen. L’Italia, dopo il miglior tempo ‘maschile’ nella prima metà, cala con le ragazze nella seconda parte e si deve accontentare del bronzo.

Il percorso mondiale su cui si snoda la Staffetta Mista a Cronometro è lungo 44 km e mezzo. Si parte da Knokke-Heist e si arriva a Bruges. I sestetti delle Nazionali impegnate si dividuno in due gruppi di tre uomini e tre donne. Partono per prima gli uomini che a metà percorso, sul primo passaggio da Bruges, cederanno il testimone alle donne. L’Europa sulla carta non sembra avere rivali, con Olanda, Germania e Italia a contendersi il podio. Outsider possono essere Gran Bretagna, Svizzera e i padroni di casa del Belgio. L’Italia, con un terzetto di tutto rispetto formato da Edoardo Affini, Matteo Sobrero ed il due volte campione iridato Filippo Ganna fa segnare il miglio intertempo al rimo passaggio da Bruges ma le ragazze purtroppo sperperano i quasi quaranta secondi che avevano in dote rispetto a Germania e Olanda. Elisa Longo Borghini, Marta Cavalli ed Elena Cecchini fanno peggio dei terzetti omologhi e concludono al terzo posto con il tempo di 51 minuti e 27 secondi. E’ medaglia di bronzo thrilling per la nazionale italiana visto che la Svizzera fa segnare lo stesso tempo dell’Italia ma per soli cinque centesimi di secondo la nazionale azzurra conquista il gradino più basso del podio. Dopo una prima parte piuttosto equilibrata tra Germania e Olanda, le tedesche nella seconda parte aumentano l’andatura e resistono agli attacchi del terzetto olandese che schierava contemporaneamente Ellen Van Dijk ed Annemiek Van Vleuten prima e terza nella cronometro individuale. La Germania termina in 20 minuti e 49 secondi, unica a scendere sotto i 51 minuti. L’olanda è seconda con il tempo di 51 minuti e 2 secondi, a 13 secondi di ritardo dalla Germania. E’ giusto citare il sestetto tedesco campione del mondo: Lisa Klein, Lisa Brennauer, Mieke Kroger, Nikias Arndt, Max Walscheid e Tony Martin. Proprio quest’ultimo, uno dei cronoman più forti dell’ultimo decennio, chiude la carriera con un meritato oro. Chiudono la top five, come già detto, la Svizzera con lo stesso tempo dell’Italia e la Gran Bretagna, poco più dietro, mentre deludono i padroni di casa del Belgio che non fanno meglio del settimo posto, superati anche dalla Danimarca. Terminate le prove a cronometro, adesso spazio alle prove su strada. Si inizia venerdì con le prove uomini juniores e under 23. Sabato sarà la volta delle donne con juniores ed elite ed infine domenica si conclude con l’attesissima prova su strada degli uomini elite.

Antonio Scarfone

La Germania è oro iridiato nella staffetta mista (foto: Bettini Photo)

La Germania è oro iridiato nella staffetta mista (foto: Bettini Photo)

PRICE-PEJTERSEN E VAN DIJK COME GANNA. DANIMARCA E OLANDA FANNO FESTA TRA UNDER23 e DONNE ELITE

settembre 20, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Danimarca e Olanda sorridono a Bruges. Johan Price-Pejtersen si conferma dopo gli Europei ed è oro iridato della cronometro individuale degli uomini Under 23. Tra le donne Elite si prende invece una bella rivincita Ellen Van Dijk, argento a Trento, che batte la campionessa continentale Marlen Reusser.

Dopo il magnifico bis mondiale di Filippo Ganna, oggi si disputano le ultime gare individuali a cronometro. Uomini under23 e donne elite si sfidano sullo stesso percorso di 30 km e 300 metri da Knokke-Heist a Bruges. In mattinata la prova dei giovanotti con il campione continentale danese Johan Price-Pejtersen che si conferma anche ai Mondiali. Il giovane talento dell’Uno-X Pro Cycling Team chiude in 34 minuti e 29 secondi ed è oro iridato. La lotta per le medaglie è stata molto agguerrita. A 10 secondi da Price-Pejtersen e medaglia d’argento si è piazzato l’australiano Luke Plapp, che ha chiuso in 34 minuti e 39 secondi. Perdel’argento per un solo secondo il belga Florian Vermeersch in 34 minuti e 40 secondi. Chiudono la top five in quarta posizione il norvegese Søren Waerenskjold con il tempo di 39 minuti e 42 secondi ed in quinta posizione l’olandese Mick Van Dijke con il tempo di 39 minuti e 53 secondi. Le speranze dell’Italia erano riposte su Fabio Baroncini e Marco Frigo. Il primo, fresco argento continentale a Trento, conclude in nona posizione a 57 secondi di ritardo da Price-Pejtersen. Va decisamente peggio per Frigo che ottiene un anonimo trentatreesimo posto a 2 minuti e 1 secondo di ritardo dal danese. Nel pomeriggio sono andate di scena le donne elite con la rivincita tra la svizzera Marlen Reusser e l’olandese Ellen Van Dijk. A Trento la svizzera è stata oro e l’olandese argento. Oggi le cose si sono ribaltate con la Van Dijk che ha vinto la prova mondiale con il tempo di 36 minuti e 5 secondi. La Reusser combatte con le unghie e con i denti ma sulla linea del traguardo paga 10 secondi rispetto all’olandese e deve accontentarsi della medaglia d’argento. Ancora Olanda sul gradino più basso del podio con Annemiek Van Vleuten che si prende la medaglia di bronzo con 24 secondi di ritardo dalla Van Dijk. Chiudono la top five la statunitense Amber Neben, quarta con 1 minuto e 24 secondi di ritardo dalla Van Dijk e la tedesca Lisa Brennauer, quinta con 1 minuto e 29 secondi di ritardo dalla Van Dijk. Deludente la spedizione rosa italiana con gli anonimi ventiquattresimo e ventinovesimo posto di Vittoria Guazzini e di Elena Pirrone. Le prove a cronometro mondiali proseguiranno martedì con uomini e donne juniores e mercoledì con l’interessante staffetta mista dove l’Italia dovrebbe tornare a recitare un ruolo di primo piano.

Antonio Scarfone

Il podio donne Elite della prova iridata a cronometro. (foto: Bettini Photo)

Il podio donne Elite della prova iridata a cronometro. (foto: Bettini Photo)

ALMEIDA “PRINCIPE” DEL LUSSEMBURGO, A GAUDU L’ULTIMA TAPPA

settembre 20, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Successo finale per João Almeida nello Skoda-Tour de Luxembourg. L’ultima tappa è andata al francese Gaudu che ha preceduto proprio il portoghese e connazionale Latour.

Epilogo senza sorprese al Giro del Lussemburgo dove il portoghese João Almeida (Deceuninck – Quick Step) si è aggiudicato la classifica generale senza aver mai dato l’impressione di avere qualcosa da temere dai suoi avversari. Nonostante l’interregno dell’elvetico Marc Hischi (UAE-Team Emirates) il corridore della DeceunincK ha saputo gestire con maestria non solo il proprio vantaggio, ma anche il suo (leggerissimo) ritardo quando si è trovato deposto dal suo trono. Senza sceneggiate nè colpi di testa ha saputo aspettare il momento giusto e nella cronometro di Dudelange ha dato la classica “zampata” che ha rimesso le cose a posto.
L’ultima tappa disputata sabato ha visto il successo di David Gaudu (Groupama-FDJ) davanti allo stesso Almeida e Pierre-Roger Latour (Team TotalEnergies). Quarta piazza Marc Hirschi (UAE-Team Emirates), mentre primo italiano è stato Fausto Masnada (Deceuninck-Quick Step), settimo. In classifica Almeida si impone 43″ su Hirschi e 50″ sull’italiano Mattia Cattaneo (Deceuninck – Quick Step), vincitore della citata tappa contro il tempo.
Per Almeida questa trasferta in terra lussemburghese la si può definire un successo su tutta la linea poichè si è aggiudicato anche la classifica a punti e quella dei giovani, lasciando al belga Kenny Molly (Bingoal Pauwels Sauces WB) quella dei gran premi della montagna e conducendo la sua formazione alla vittoria nella classifica a squadre. Il tutto è stato condito da una vittoria di tappa e ben tre piazzamenti al secondon posto.
Si è concluso così questo Skoda-Tour de Luxembourg, che è stato benevolo anche per i colori italiani avendo fatto ritornare alla vittoria dopo molto tempo lo stesso Cattaneo e Sacha Modolo (Alpecin-Fenix)

Mario Prato

Almeida scortato dalla Deceunink nel corso della tappa conclusiva (Getty Images Sport)

Almeida scortato dalla Deceunink nel corso della tappa conclusiva (Getty Images Sport)

GANNA SILENZIA IL BELGIO. E’ BIS MONDIALE NELLA PROVA A CRONOMETRO.

settembre 19, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

E due, è storia, è Filippo Ganna. Da Imola a Bruges conquista per la seconda volta consecutiva la medaglia d’oro nella cronometro individuale. Spazzati via, ammutoliti, i padroni di casa, i belgi Wout Van Aert e Remco Evenepoel rispettivamente secondo e terzo.

Il lungomare di Knokke-Heist è tirato a lucido per ospitare la cronometro mondiale che dalla sede balneare sul mare del Nord porterà gli atleti nell’entroterra a Bruges bellissima capitale delle Fiandre Occidentali su di un percorso piatto di ben 43,3 Km su cui si è riversata una marea di pubblico. Tra gli azzurri il primo a partire è Matteo Sobrero ed è anche il primo a far registrare un tempo interessante 50’:53” che resiste per un po’ fino al soprasso da parte del britannico Daniel Bigam che diventa il nuovo tempo da battere migliorando la prova dell’italiano di 52”. Altra gran bella prestazione di un altro italiano, questa volta è Edoardo Affini a fermare il tempo poco sotto i 50’ per un nono posto finale, chiuderà la top 10, con una discreta prestazione, Tadej Pogacar. Il primo scossone alla prova lo dà Remco Evenepoel sotto il muro dei 48’ con 53,5Km/h di media. E’ il tempo da battere e, non a caso, il giovane fenomeno belga resterà al comando della gara per tanto tempo. Il primo, ad arrivare vicino al tempo del belga, è lo svizzero Stefan Bissenger, ma non basta perché terminerà in settima posizione, fanno infatti meglio dell’elvetico un redivivo Tony Martin che con questa corsa chiude la sua prestigiosa carriera in sesta posizione. La prima sorpresa in negativo, della giornata, è di Stefan Kung, il neo campione europeo della disciplina paga forse la lunghezza del tracciato e deve accontentarsi della quinta posizione scavalcato anche da Kasper Asgreen al quarto posto. La lotta del podio, e delle medaglie, è una sfida al cardiopalma tra il duo belga Evenepoel e Wout va Aert e l’azzurro Filippo Ganna. Remco in attesa del connazionale già intuisce al primo intertempo che non sarà semplice resistere, ed infatti Wout van Aert gli è davanti al primo ed al secondo intertempo nonché all’arrivo con 38” di vantaggio. Primo tempo per Wout van Aert con 47’:53” mentre Filippo Ganna, partito per ultimo, al primo intermedio deve recuperare poco meno di 7” al primo intermedio. Il secondo ed ultimo tratto sono i più semplici, poche curve e pochi rilanci della bici, è qui che va fatta la corsa e Filippo lo sa bene tanto che al secondo intertempo, ai meno 15 di gara, è indietro dal belga di soli 84 centesimi! All’ultimo chilometro già si percepisce che Filippo Ganna è avanti a tutti, infatti all’arrivo chiude in 47’:47” con 54,370 Km/h di media andando così a conquistare la prova mondiale, su Bruges cala per un attimo il silenzio con gli idoli di casa sorpresi da un Ganna sontuoso a cui vanno tantissimi applausi dopo le “incertezze” in Trentino. Gran bella iniezione di fiducia per i nostri azzurri in vista adesso dell’appuntamento più atteso di domenica prossima, la prova in linea maschile.

Antonio Scarfone

Filibbo Ganna è bis Mondiale in Belgio (foto: Bettini Foto)

Filibbo Ganna è bis Mondiale in Belgio (foto: Bettini Foto)

A FRANCOFORTE PHILIPSEN MENA TUTTI. SUA LA CLASSICA DEL PRIMO MAGGIO… A FINE ESTATE

settembre 19, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

La nuova collocazione estiva della Classica di Francoforte arride al Belgio che dopo la delusione con i gradini più bassi del podio per Wan Aert ed Evenepoel in quel di Bruges – si riscatta con la bella volata di Jasper Philipsen (Team Fenix Alpecin) che non da scampo agli avversari. Da segnalare il buon quarto posto di Andrea Pasqualon (Team Intermarchè Wanty Gobert).

La Rund um den Finanzplatz Eschborn-Frankfurt, meglio nota in italiano come Classica di Francoforte, ‘trasloca’ dalla sua consueta collocazione del primo Maggio e si disputa in una congestionatissima domenica di fine estate in cui il calendario ciclistico internazionale si ritrova in un ‘ingorgo’ non indifferente, poiché oltre alla corsa tedesca sono in programma Trofeo Matteotti, Gooikse Pijl, GP d’Isbergues e soprattutto Prova a Cronometro Individuale che inaugura i Mondiali di Ciclismo 2021 in quel di Bruges. Dopo lo stop del 2020 imposto dal covid, va di scena una delle corse che negli ultimi anni ha visto prevalere i velocisti. Alexander Kristoff ha vinto quattro delle ultime cinque edizioni ed è alla partenza anche oggi in maglia UAE Team Emirates. Presente anche Pascal Ackermann (Team Bora Hansgrohe), ultimo vincitore nel 2019. Ma altri forti velocisti sono attesi a ben figurare. Citiamo fra gli altri Dylan Groenewegen (Team Jumbo Visma), Michael Matthews (Team BikeExchenge), Phil Bauhaus (Team Bahrain Victorious), Jasper Philipsen (Team Alpecin Fenix), Andrè Greipel (Team Israel StartUp Nation) e Christophe Laporte (Team Cofidis). Il percorso è lungo 187.5 km e presenta una parte iniziale e centrale in cui sono inseriti 8 GPM. In particolare sarà il Mammolshain, una salitella nei dintorni di Francoforte lunga poco più di 2 km con una pendenza media dell’8.2%, ad dover essere percorso per quattro volte, l’ultima delle quali a 41 km dall’arrivo. In caso di attacchi da parte di finisseur, le squadre dei velocisti hanno tutto il tempo per recuperare e portare i loro capitani in volata. Dopo la partenza da Eschborn si formava la fuga di cinque ciclisti con il gruppo che lasciava fare. Gli attaccanti erano Luke Durbridge (Team BikeExchange), Erik Resell (Uno-X Pro Cycling Team), Mathias Norsgaard (Team Movistar), Boris Vallée (Team Bingoal Pauwels) e Simone Velasco (Team Gazprom Rusvelo). I cinque di testa iniziavano l’ascesa del Feldberg, primo e più lungo GPM degli otto da scalare, con oltre 6 minuti di vantaggio sul gruppo. Velansco e Durbridge restavano in testa da soli a circa 60 km dall’arrivo. Sulle ultime asperità del Mammolshain rientravano sulla testa della corsa Michael Matthews e Lucas Hamilton (Team BikeExchange), Matteo Fabbro (Team Bora Hansgrohe), Dylan Teuns (Team Bahrain Victorious), Sam Oomen e Mike Teunissen (Team Jumbo Visma), Bem Hermans (Team Israel StartUp Nation), Louis Vervaeke (Team Alpecin Fenix), Gianluca Brambilla (Team Trek Segafredo), Lorenzo Rota e Georg Zimmermann (Team Intermarchè Wanty Gobert), Damien Touzè (Team AG2R Citroen), Simon Geschke (Team Cofidis) e Cristian Scaroni (Team Gazprom Rusvelo). A 40 km dall’arrivo il vantaggio della testa della corsa sul gruppo era di una quarantina di secondi. Era l’UAE Team Emirates a farsi carico dell’inseguimento in prima persona. A 30 km dall’arrivo il vantaggio del gruppo di testa era sceso a soli 10 secondi. Zimmermann e Scaroni tentavano un contrattacco disperato ma venivano ripresi. Anche Lotto Soudal e Bora Hansgrohe si mettevano a tirare in testa al gruppo ed il vantaggio della coppia al comando era tenuto sotto controllo. Zimmermann e Scaroni venivano infine ripresi a 9 km dall’arrivo. Iniziavano le grandi manovre per la volata con un gruppo forte di una sessantina di unità. Era Jasper Philipsen (Team Fenix Alpecin) a vincere davanti a John Degenkolb (Team Lotto Soudal) ed Alexander Kristoff (UAE Team Emirates). Chiudevano la top five Andrea Pasqualon (Team Intermarchè Wanty Gobert) al quarto posto e Pascal Ackermann (Team Bora Hansgrohe) al quinto posto. Tra i più delusi di oggi c’è sicuramente Dylan Groenewegen che ancora pare in ritardo di condizione non avendo partecipato alla volata perché staccatosi a circa 60 km dall’arrivo.

Giuseppe Scarfone

Jasper Philipsen vince la Classica di Francoforte (foto: Bettini Photo)

Jasper Philipsen vince la Classica di Francoforte (foto: Bettini Photo)

MATTEO TRENTIN FA SUO IL TROFEO MATTEOTTI

settembre 19, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Matteo Trentin (UAE-Team Emirates) ha vinto il Trofeo Matteotti grazie ad una fuga creata dopo un terzo di corsa. Alle sue spalle si sono piazzati Jhonatan Restrepo (Androni Giocattoli – Sidermec) e Valentin Ferron (Team TotalEnergies).

La 74esima edizione del Trofeo Matteotti si disputava con un circuito a Pescara di 14.5km con un percorso che saliva per tre brevi strappi consecutivi da Tiberi, al Colle Scorrano e quindi Montesilvano Colle. Ognuno di questi strappi non raggiungeva il chilometro di lunghezza, ma la successione di essi si faceva sentire sulle gambe. Questo circuito è stato affrontato tredici volte per un totale di 194 chilometri.

La UAE-Team Emirates era ai nastri della partenza come la squadra da battere avendo al via Matteo Trentin, Diego Ulissi, Rui Costa e Fernando Gaviria, oltre al giovane promettente Alessandro Covi. I principali outsiders erano Marc Soler (Movistar Team), Natnael Tesfatsion e Jefferson Cepeda (Androni Giocattoli – Sidermec), Ander Okamika (Burgos-BH), Enrico Battaglin (Bardiani-CSF-Faizanè), Luca Wackermann e Vincenzo Albanese (EOLO-Kometa), Mathieu Burgaudeau (Team TotalEnergies) sempre molto attivo in queste classiche italiane e per la selezione italiana Samuele Battistella e Kristian Sbaragli.

La corsa era subito molto intensa con vari frazionamenti e nel corso del secondo giro si avvantaggiavano 26 corridori, che venivano ripresi dopo non molto, ma il ritmo restava elevatissimo continuando a causare frazionamenti. Nel corso del quinto giro si formava una fuga con Trentin, Covi, Battistella, Valentin Ferron (Team TotalEnergies), Héctor Carretero (Movistar Team), Mattia Bais (Androni Giocattoli – Sidermec), Samuele Zoccarato (Bardiani-CSF-Faizanè), Samuele Rivi (EOLO-Kometa), Matevž Govekar e Felix Hengelhardt (Tirol KTM Cycling Team). Si riuscivano ad accodare a questo tentativo anche Jhonatan Restrepo (Androni Giocattoli – Sidermec) e Davide Villella (Movistar Team). EOLO e Movistar erano alcune delle squadre che collaboravano di più in gruppo, ma senza troppo vigore con il vantaggio di questo tentativo che raggiungeva i due minuti superando la metà della corsa, con il gruppo che reagiva negli ultimi cinque giri. Al termine del decimo giro il ritardo scendeva a un minuto e quindici secondi, mentre Trentin attaccava ripetutamente andando a frazionare il gruppo di testa con Battistella, Villella, Zoccarato, Restrepo, Govekar e Ferron a resistere. Nel terzultimo giro il ritardo del gruppo raddoppiava con anche il resto della fuga che finiva oltre al minuto lasciando questi sette atleti contendersi la vittoria. Il gruppo riprendeva parte dei fuggitivi restando comunque attardato di un paio di minuti, mentre Trentin si metteva a fare la selezione nell’ultimo giro con l’attacco decisivo che avveniva sull’ultimo strappo di Montesilvano Colle. Ferron e Restrepo restavano al suo inseguimento, ma andavano inesorabilmente a perdere sia in discesa che negli ultimi chilometri pianeggianti con l’esperto trentino che andava così a conquistare il suo secondo successo nel Trofeo Matteotti. Alle sue spalle era Restrepo a vincere la volata del secondo posto su Ferron.

Carlo Toniatti.

La vittoria di Matteo Trentin al Matteotti (foto Bettini)

La vittoria di Matteo Trentin al Matteotti (foto Bettini)

PRIMUS CLASSIC, SENECHAL DAVANTI A TUTTI

settembre 18, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Florian Sénéchal vince in volata davanti a Van Der Sande e Jasper Stuyven

Pronti via e se ne vanno subito in sei: Romain Combaud (DSM), Bernat Font (EvoPro), Robin Skivild (Uno-X), Gerben Thijssen (Lotto Soudal), Jan-Willem Van Schip (BEAT) e Sebastién Van Poppel (Bingoal Pauwels Sauces WB). La fuga di questo drappello caratterizza la prima parte di corsa raggiungendo un vantaggio massimo di 2’20”, ma il gruppo non lascia mai un margine considerevole di vantaggio e la loro azione si conclude già ai -70 km dal traguardo.
A questo punto iniziano a susseguirsi vari tentativi, fra cui anche un nuovo gruppetto di una decina di unità comprendenti Davide Ballerini (Deceuninck – Quick Step) ma il gruppo di nuovo chiude. Sul pavé ci prova quindi Julian Alaphilippe (Deceuninck – Quick Step), portandosi a ruota il compagno di squadra Ballerini appena riassorbito, Mathieu van der Poel (Alpecin – Fenix) e Tosh Van der Sande (Lotto Soudal). Terminato il tratto di pavé, dal gruppo evadono anche Giacomo Nizzolo (Qhubeka Assos) e Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), seguiti dal terzetto Deceuninck in marcatura stretta Zdenek Stybar, Mikkel Honoré e Florian Sénéchal.
Quando ai -20 una foratura toglie dai giochi Van Der Poel, ecco che i Deceuninck iniziano ad attaccare con abile gioco di squadra, riuscendo a lanciare Mikkel Honoré e Florian Sénéchal, seguiti solo da Van der Sande, Clarke e Stuyven. Giunti ai -5 km dal traguardo la coppia biancoblu inizia ad alternare attacchi che però non sortono l’effetto sperato: si giunge così alla volata a ranghi ristretti, dove a vincere è comunque il francese della Deceuninck davanti ad un mai domo Tosh Van Der Sande, mentre chiude il podio Jasper Stuyven.
Per la formazione belga è un vero e proprio trionfo: oltre al vincitore e al quarto classificato ci sono anche altre tre piazzamenti nella top 10 odierna.

Lorenzo Alessandri
@LorenzoAle8

Florian Sénéchal alza le braccia al cielo sul traguardo. Photo Creddit: Getty Images Sport

Florian Sénéchal alza le braccia al cielo sul traguardo. Photo Creddit: Getty Images Sport

Pagina successiva »