LA ETAPA DEL DÍA: VILLAVICIOSA – ALTO DE LA FARRAPONA (LAGOS DE SOMIEDO)

ottobre 31, 2020 by Redazione  
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La Vuelta arriva sulle Asturie per due tappe nelle quali ci si giocherà una bella fetta della vittoria finale. Entrambe sono molto impegnative, ma in particolare lo è quella odierna, forte di oltre 50 Km di salita, spesso da pedalere su pendenze importanti

Con la cancellazione della frazione del Tourmalet, è divenuta l’unico vero tappone della 75a edizione della Vuelta. Le mancano una settantina di chilometri perchè la si possa definire tappone a tutti gli effetti, ma i 170 Km che si dovranno pedalare in direzione degli spettacolari laghi di Somiedo si incontreranno così tante difficoltà che al traguardo i distacchi, se piovessero dal cielo, i distacchi si potrebbero raccogliere a palate. In tutto si dovranno affrontare poco più di 50 Km di salita suddivisi tra cinque ascese, quattro delle quali di prima categoria. Sfugge a questa classificazione solo il facile Alto de la Campa, 8.3 Km al 4% che però potrebbero rimanere nella gambe in caso di partenza a spron battuto perchè sono previsti subito dopo il via da Villaviciosa. Le altre ascese sono inserite in un costante crescendo altimetrico e si passerà così dagli 850 metri dell’Alto de la Colladona (7 Km al 6,5%) ai 1185 metri della Cobertoria (9.8 Km al 9%) per poi raggiungere i 1347 metri in vetta al Puerto de San Lorenzo (10 Km all’8.6%) e infine culminare ai 1708 metri dell’Alto de la Farrapona, il luogo dove si concluderà questa undicesima frazione. L’ascesa finale non è la più ripida della tappa, essendo la sua pendenza media complessiva del 5.7%, ma sicuramente – dopo tutto quanto affrontato in precedenza – risulterà la più esigente e selettiva poichè impegnerà i corridori per oltre 18 Km e riserverà le inclinazioni più cattive nel tratto conclusivo, 6.6 Km al 9.1% di media.

METEO

Villaviciosa : poco nuvoloso, 18.8°C (percepiti 16°C), vento moderato da SSW (14-15 Km/h), umidità al 69%
Pola de Laviana (43 Km): poco nuvoloso, 18.1°C (percepiti 14°C), vento moderato da SSW (19-27 Km/h), umidità al 65%
Pola de Lena (84.5 Km): poco nuvoloso, 21.1°C (percepiti 18°C), vento moderato da SSW (13-14 Km/h), umidità al 59%
Alto de La Farrapona (Lagos de Somiedo) : previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

12.15: inizio diretta su Eurosport 1 (10 minuti prima della partenza)
12.24: partenza da Villaviciosa
12.40: scollinamento Alto de la Campa
13.40-13.55: inizio salita Alto de la Colladona
13.55-14.05: scollinamento Alto de la Colladona
14.40-15.00: inizio salita Alto de la Cobertoria
15.00-15-20: scollinamento Alto de la Cobertoria
15.45-16.10: traguardo volante di Teberga e inizio salita Puerto de San Lorenzo
16.05-16.30: scollinamento Puerto de San Lorenzo
16.30-17.05: inizio salita finale
17.00-17.30: arrivo sull’Alto de la Farrapona

UN PO’ DI STORIA

L’ascesa ai laghi di Somiedo, situati nel cuore di un parco naturale istituto nel 1988 per preservare un’area di oltre 29mila ettari situata sulla Cordigliera Cantabrica, è già stata proposta in due recenti occasioni alla Vuelta, che ha inaugurato questa meta il 3 settembre del 2011, quando il primo a tagliare questo inedito traguardo fu Rein Taaramäe. Il corridore estone si impose con 25 secondi su Juan José Cobo, il corridore spagnolo che il giorno successivo conquistò la tappa con arrivo sull’Angliru levando la maglia rossa dalle spalle del britannico Chris Froome, insegna del primato che poi indosserà fino al traguardo finale di Madrid, un successo finale che otto anni più tardi sarà invalidato dall’UCI per doping, assegnando definitivamente il successo a Froome. Nel frattempo la Vuelta era ritornata sulla Farrapona nel 2014, al termine di una tappa molto simile a quella odierna (cinque colli, gli ultimi tre sono gli stessi scalati oggi) che fu conquistata dallo spagnolo Alberto Contador, che staccò di 15″ Froome consolidando ancor di più quella maglia “roja” che vestiva da una settimana e che porterà fino al traguardo finale, quell’anno eccezionalmente fissato a Santiago di Compostela.

Uno dei lagos di Somiedo e, in trasparenza, laltimetria dellundicesima tappa (www.lavanguardia.com)

Uno dei "lagos" di Somiedo e, in trasparenza, l'altimetria dell'undicesima tappa (www.lavanguardia.com)

LA ETAPA DEL DÍA: CASTRO URDIALES – SUANCES

ottobre 30, 2020 by Redazione  
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Seconda tappa di trasferimento consecutiva per la Vuelta che oggi proporrà un frazione dal tracciato leggermente più accidentato rispetto a quella disputata ieri. L’arrivo in volata è ancora la soluzione più probabile, ma il traguardo di Suances certamente non spalancherà le proprie porte a tutti gli sprinter del lotto

Alla vigilia della dura due giorni asturiana, che proporrà quelle che saranno le salite più ripide di questa edizione della Vuelta, va in scena un’altra tappa interlocutoria, ancora destinata all’arrivo in volata nonostante proponga un tracciato leggermente più accidentato rispetto a quello della frazione terminata ad Aguilar de Campoo. Lungo il cammino sono sparsi qua e là come piccoli “funghetti” una serie di modeste elevazioni che avranno il loro culmine nel facile Alto de San Cipriano, unico GPM da affrontare a 60 Km dall’arrivo, e soprattutto dalla salita di 1.3 km al 6.2% che terminerà a soli 150 metri dal traguardo, al momento d’imboccare il rettilineo d’arrivo. Sicuramente qualche finisseur potrebbe provarci ma, vista la sua brevità, questa ascesa difficilmente dovrebbe impedire un arrivo allo sprint a ranghi non compattissimi, privo di diversi velocisti e nel quale potrebbe lanciarsi anche corridori che non sono avezzi ai finali normalmente riservati agli sprinter. Un’insidia aggiunta da tenere in conto potrebbe essere quella del vento, perchè questa decima frazione si snoderà per ampi tratti lungo le coste dell’Oceano Atlantico.

METEO

Castro Urdiales: cielo sereno, 17.1°C, vento debole da WSW (5-6 Km/h), umidità al 76%
Noja (47 Km): cielo coperto, 16.3°C (percepiti 11°C), vento moderato da SSW (23 Km/h), umidità al 77%
Camargo (89.5 Km): poco nuvoloso, 17.2°C, vento debole da SW (4 Km/h), umidità al 74%
Cabezón de la Sal (traguardo volante – 135.5 Km) : cielo sereno, 17°C, vento debole da ESE (4 Km/h), umidità al 79%
Suances : cielo sereno, 16.8°C, vento debole da E (5 Km/h), umidità al 82%

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

12.45: partenza da Castro Urdiales
14.40: inizio diretta su Eurosport 1 (a circa 80 Km dalla partenza)
15.40-16.00: scollinamento Alto de San Cipriano
15.50-16.15: traguardo volante di Cabezón de la Sal
17.00-17.30: arrivo a Suances

UN PO’ DI STORIA

Suances, nota località balneare della Cantabria, come arrivo di tappa vanta un solo precedente alla Vuelta ed è un precedente che ci riempie d’orgoglio perchè quel giorno, l’11 settembre del 2008, l’Italia monopolizzò le piazze alte dell’ordine d’arrivo della dodicesima frazione, scattata da Burgos. Il traguardo fu, infatti, tagliato per primo dal toscano Paolo Bettini, ancora fasciato di quella maglia iridata che vestiva da due anni consecutivi e che 17 giorni più tardi passerà sulle spalle del veneto Alessandro Ballan. Con il quarto posto di giornata sarà proprio quest’ultimo a chiudere il “cerchio” italiano sul traguardo di Suances, completato dalla seconda piazza di Davide Rebellin e della terza di Damiano Cunego. Dopo questo finale di tappa Suances accoglierà la Vuelta in altre tre occasioni, ospitando due traguardi volanti di passaggio nel 2010 e nel 2016 (conquistati dall’australiano Matthew Goss e dal ceco Zdeněk Štybar) e la partenza nel 2017 della tappa diretta a Santo Toribio de Liébana, conquistata dal belga Sander Armée.

La spiaggia di Suances e, in trasparenza, laltimetria della decima tappa (www.surfcantabria.com)

La spiaggia di Suances e, in trasparenza, l'altimetria della decima tappa (www.surfcantabria.com)

LA ETAPA DEL DÍA: CASTRILLO DEL VAL – AGUILAR DE CAMPOO

ottobre 29, 2020 by Redazione  
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Si tratta della seconda occasione per i velocisti, che arriverà al termine di una tappa quasi totalmente privi di dislivelli altimetrici. Le uniche insidie da giornata arriveranno dalla strada, che propone nel finale un paio di inversioni ad U che metteranno in fila il gruppo lanciato verso un ineluttabile sprint

Dopo la tempesta arriva la quiete e per un paio di giorni i protagonisti dovrebbero essere i velocisti. Se la tappa di domani proprorrà nel finale una salita che potrebbe penalizzare diversi sprinter, oggi non dovrebbero esserci sorprese al termine di una tappa lunga poco meno di 160 Km che si presenta totalmente pianeggiante. Le insidie, comunque, non mancheranno e saranno rappresentate dalle curve non semplici che spezzettano gli ultimi 5 Km, tratto che i corridori avranno la possibilità di visionare in anteprima perchè è previsto un circuito finale di circa 35 Km. La prima, a 4400 metri dal traguardo, è una secca svolta a destra che sarà seguita, 600 metri più avanti, da un’inversione ad U con la quale il gruppo imboccherà la circonvallazione di Aguilar de Campoo. Su quest’ultima si rimarrà per due chilometro e mezzo, velocissimo tratto dal quale si uscirà con una seconda inversione ad U, superata la quale mancheranno 1300 metri al traguardo. Un finale che inevitabilmente metterà in fila il gruppo.

METEO

Base Militar Cid Campeador (Castrillo del Val): cielo coperto, 11.1°C (percepiti 7°C), vento moderato da SSW (14-20 Km/h), umidità al 87%
Mergal de Fernamental (48.3 Km): nubi sparse, 11.5°C (percepiti 9°C), vento moderato da SW (12-15 Km/h), umidità al 81%
Aguilar de Campoo (1 passaggio – 122 Km): cielo coperto, 11.8°C (percepiti 7°C), vento moderato da SW (15-21 Km/h), umidità al 81%
Aguilar de Campoo (arrivo) : nubi sparse, 11.7°C (percepiti 7°C), vento moderato da SW (15-20 Km/h), umidità al 82%

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

13.25: partenza dalla Base Militare Cid Campeador di Castrillo del Val
14.40: inizio diretta su Eurosport 1 (a circa 55 Km dalla partenza)
15.30-15.50: traguardo volante di Herrera de Pisuerga
16.15-16.35: primo passaggio dal traguardo
17.05-17.30: arrivo ad Aguilar de Campoo

UN PO’ DI STORIA

Capoluogo della comarca della Montaña Palentina, la cittadina di Aguilar de Campoo è una delle debuttanti del 2020 in qualità di arrivo di tappa. Ma la Vuelta non è una novità in questo centro della comunità autonoma di Castiglia e León che in passato l’ha scelta con sede di partenza di tre frazioni, la prima delle quali storica: la tappa disputata il 2 maggio del 1983, vinta dallo spagnolo Marino Lejarreta, è stata infatti la prima nella storia della Vuelta terminata ai Lagos de Covadonga, salita divenuta negli anni uno dei “pilastri” della corsa iberica, una sorta di Alpe d’Huez spagnola che in seguito è stata riproposta in altre 21 occasioni. Continuando a “scartabellare” nello storico della Vuelta troviamo quindi le partenze della tappe dirette a Logroño nel 1985 e a Valladolid nel 2012, rispettivamente conquistate dallo spagnolo Ángel Camarillo e dall’italiano Daniele Bennati. Un vincitore ad Aguilar, però, c’è: si tratta dello spagnolo Juan García Such, che nel 1966 si impose in questo centro ad un traguardo volante della tappa Burgos-Santander, vinta dall’olandese Gerben Karstens

Il lago artificiale di Aguilar de Campoo e, in trasparenza, laltimetria della nona tappa (www.turismocastillayleon.com)

Il lago artificiale di Aguilar de Campoo e, in trasparenza, l'altimetria della nona tappa (www.turismocastillayleon.com)

LA ETAPA DEL DÍA: LOGROÑO – ALTO DE MONCALVILLO

ottobre 28, 2020 by Redazione  
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È il primo arrivo in salita “serio” dopo quelli pedalabili affrontati verso la Laguna Negra de Vinuesa e Formigal, che già hanno comunque provocato una certa selezione. Ci sarà sicuramente spazio per altri distacchi importanti

Terzo arrivo in salita per la Vuelta 2020 e stavolta non si tratterà di un’ascesa della pendenze pedalabili, come era stato nel caso della Laguna Negra de Vinuesa e del Formigal. In entrambi le occasioni si è verificato un certo e inatteso scompiglio in classifica e, a guardare le inclinazioni che si incontreranno negli ultimi 11 Km, anche il Moncalvillo promette scintille, che potrebbe essere ben più “ustionanti”. Una pendenza media del 7.6% può apparire come non eccezionale, ma bisogna considerare che nel tratto iniziale la salita non “morde” e si fa veramente impegnativa una volta superato il quarto chilometro, quando al traguardo mancheranno circa 7 Km e si dovranno ancora superare 700 metri di dislivello, numeri che “coniugati” fanno salire la pendenza media al 9.5%.

METEO

Logroño : cielo coperto, 16.6°C, vento debole da W (5-9 Km/h), umidità al 67%
Najera (34.5 Km): cielo coperto, 15.8°C (percepiti 14°C), vento moderato da WSW (10 Km/h), umidità al 77%
Villamediana de Iregua (71 Km): cielo coperto, 17.8°C, vento debole da W (7-10 Km/h), umidità al 63%
Almarza de Cameros (117.8) : cielo coperto, 13.6°C (percepiti 12°C), vento debole da W (10-13 Km/h), umidità al 70%
Alto de Moncalvillo: previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

13.03: partenza da Logroño
14.40: inizio diretta su Eurosport 1 (a circa 65 Km dalla partenza)
15.30-15.50: traguardo volante di Jalón de Cameros
15.50-16.10: scollinamento Puerto de la Rasa
16.50-17.15: inizio salita finale
17.05-17.30: arrivo sul Moncalvillo

UN PO’ DI STORIA

L’ascesa alla Sierra del Moncalvillo, appartenente alla catena del Sistema Iberico e situata nella comunità autonoma della Rioja, è una delle novità proposte dalla Vuelta 2020. Il luogo dove si concluderà la tappa, poco distante dalla principale vetta della sierra (Monte Serradero, 1495 metri), si trova ad una cinquantina di chilometri da Logroño, che non è soltanto il centro dal quale scatterà questa frazione ma anche il capoluogo della Rioja: grazie a questo “ruolo” vi sono già concluse 18 frazioni della Vuelta, tappe che in due occasioni hanno visto trionfare corridori italiani, il bresciano Ernesto Bono nel 1962 e il veneto Ncola Minali nel 1995, che l’anno successivo ha fatto sua anche una tappa che scattava da questo centro per concludersi a Sabiñánigo, dove si è giunti sabato scorso. Più vicina alla vetta del Serradero è la cittadina di Nájera, conosciuta per le cicogne che hanno scelto i camini delle abitazioni del centro storico per porvi i propri nidi: la Vuelta qui si è “annidata” una sola volta, nel 1990, quando ad imporsi fu il tedesco Bernd Gröne

Vista panoramica della cima del Monte Serradero e, in trasparenza, laltimetria dellottava tappa (www.windy.com)

Vista panoramica della cima del Monte Serradero e, in trasparenza, l'altimetria dell'ottava tappa (www.windy.com)

LA ETAPA DEL DÍA: VITORIA-GASTEIZ – VILLANUEVA DE VALDEGOVIA

ottobre 27, 2020 by Redazione  
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Giornata doppiamente insidiosa alla Vuelta, che propone la doppia scalata al Puerto de Orduña subito dopo un giorno di riposo che diversi corridori soffrono più di altri perchè interviene ad interrompere il ritmo di gara

Chi, dopo il giorno di riposo – momento che diversi corridori mal digeriscono perchè interviene ad interrompere il ritmo di gara consolidatosi nella tappe precedenti – e dopo una prima settimana di corsa decisamente impegnativa, si aspettava una ripartenza facile rimarrà deluso, “piacevolmente” deluso se si è posseduti dallo spirito del marchese De Sade. La tappa con la quale la Vuelta si rimette in marcia, infatti, pur non essendo catalogabile come frazione d’alta montagna, propone il Puerto de Orduña, salita di quasi 8 Km al 7.6% che dovrà essere ripetuta due volte, la prima molto lontano dal traguardo – quando all’arrivo mancheranno poco meno di 100 Km – e la seconda molto più vicina al traguardo, distante una ventina di chilometri. Difficilmente dovrebbe esserci sorprese e azioni in salita degli uomini di classifica, anche se non va escluso un tentativo di Primož Roglič, se lo sloveno vorrà approfittare di questa prima occasione utile per recuperare il terreno inattesamente perduto domenica salendo verso Formigal. Più probabile l’arrivo della fuga, come successo sabato a Sabiñánigo con la vittoria di Tim Wellens

METEO

Vitoria-Gasteiz: cielo coperto, 10.1°C (percepiti 2°C), vento moderato da SW (25-36 Km/h), umidità al 73%
Orduña – 1° passaggio (57.6 Km): cielo coperto con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 13°C (percepiti 6°C), vento moderato da SSW (25-33 Km/h), umidità al 73%
Orduña – 2° passaggio (131.1 Km): cielo coperto con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 13°C (percepiti 6°C), vento moderato da SSW (24-33 Km/h), umidità al 76%
Villanueva de Valdegovia: previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

13.22: partenza da Vitoria-Gasteiz
14.40: inizio diretta su Eurosport 1 (a circa 50 Km dalla partenza)
14.55-15.05: primo scollinamento Puerto de Orduña
16.05-16.25: traguardo volante di Izarra
16.40-17.00: secondo scollinamento Puerto de Orduña
17.00-17.30: arrivo a Villanueva de Valdegovia

UN PO’ DI STORIA

La località d’arrivo è la princiale frazione di Valdegovia, comune basco che accoglierà per la prima volta la Vuelta dopo aver ospitato due anni fa l’arrivo di una tappa del Giro dei Paesi Baschi vinta dall’australiano Jay McCarthy, che precedette allo sprint il bielorusso Aleksandr Riabushenko e il polacco Michał Kwiatkowski. A circa 25 km di distanza si trova Miranda de Ebro, il centro più vicino a Valdegovia ad aver ospitato in passato conclusioni della Vuelta. Cinque sono le tappe qui terminate, in altrettante edizioni consecutive della corsa spagnola: si sono qui imposti nel 1973 il “cannibale” Eddy Merckx, nel 1974 lo spagnolo Augustin Tamames, nel 1975 l’olandese Hennie Kuiper, nel 1976 il belga Freddy Maertens e nel 1977 il belga Jean-Philippe Vandenbrande.

Vista panoramica su Valdegovia e, in trasparenza, laltimetria della settima tappa della Vuelta (wikipedia)

Vista panoramica su Valdegovia e, in trasparenza, l'altimetria della settima tappa della Vuelta (wikipedia)

GIRO 2020: LE PAGELLE

ottobre 26, 2020 by Redazione  
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Da Tao Geoghegan Hart in giù ecco le pagelle dell’insolito Giro d’Italia autunnale terminato poche ore fa a Milano con la vittoria del corridore britannico

TAO GEOGHEGAN HART: Era partito come gregario per supportare Geraint Thomas, ma dopo l’addio del gallese per problemi fisici prende in mano la squadra, e che squadra, e vince meritatamente il Giro d’Italia 2020. Recupera il terreno perso sull’Etna, supportato da una Ineos Grenadiers in formato super con Ganna, Castrovejo e soprattutto un grande Dennis. Il venticinquenne britannico scala posizione su posizione, vincendo anche due tappe impegnative con classe e mestiere come quella di Piancavallo e Sestriere. Arriva alla crono finale con qualche decimo di secondo di ritardo da Hindley, ma già dai primi metri di strada è stato subito chiaro chi avrebbe vinto l’edizione numero 103 della Corsa Rosa. VOTO: 10

ARNAUD DÉMARE: In volata non c’è storia, è lui il velocista più forte del Giro d’Italia 2020. Quando si arriva in volata, lo sprinteur della Groupama-FDJ non ha rivali. Ha un treno formidabile e lo fa funzionare alla grande; le sue notevoli capacità gli permettono di vincere quattro tappe su quattro arrivi in volata. Meritatamente conquista anche la classifica a punti. VOTO: 9

FILIPPO GANNA: Il Giro d’Italia proponeva nel suo percorso tre cronometro, due sulla corta distanza e una di 34 km. Ganna le conquista tutte e tre di forza e prepotenza, un treno. Il corridore della Ineos non contento vince anche una splendida tappa in linea nella nebbia di Camigliatello Silano, condendo il tutto con un gran lavoro per Tao Geoghegan Hart. Qualcuno vede somiglianze con Cancellara? VOTO: 9

JAI HINDLEY: Sul Sestriere conquista per qualche decimo di secondo la Maglia Rosa, che proverà inutilmente a difendere con le unghie e con i denti nella crono finale di Milano. Qualche rimpianto per la condotta di gara da parte della Sunweb, ma per il buon Hindley un secondo posto che fa ben sperare e lo proietta nel futuro delle corse a tappe. VOTO: 8,5

JOÃO ALMEIDA: Una delle più belle sorprese di questo Giro d’Italia 2020. Il ventiduenne portoghese conquista la Maglia Rosa nella terza tappa, sull’Etna, e la difende per ben 15 giorni, fino a quando lo Stelvio ridisegna la classifica generale. Bene a cronometro, bene in montagna dove va vicino più volte a vincere la tappa. Chiude quarto in classifica generale, risultato notevole se si pensa che il corridore della Deceuninck-Quick Step era alla sua partecipazione in una corsa a tappe di tre settimane. Un talento cristallino contraddistinto anche da una buon carattere e dall’autorità con la quale guida i compagni di squadra. In futuro vedremo scintille nei duelli tra lui, Hindley e Geoghegan Hart. VOTO: 8,5

FAUSTO MASNADA: Il bergamasco della Deceuninck-Quick Step corre un Giro d’Italia strepitoso. Lavora e spiana la strada al capitano Almeida, si sacrifica e riesce nello stesso tempo a terminare nono nella classifica generale. Il futuro ciclistico italiano delle corse tappe. VOTO: 8

DIEGO ULISSI: Parli di Ulissi e pensi alle tappe vinte al Giro, eppure non ne vinceva una dall’edizione del 2016, cosa strana per un corridore dalle sue caratteristiche. Quest’anno non si fa sfuggire l’occasione vincendo due frazioni bellissime, ad Agrigento e a Monselice . VOTO: 7,5

ROHAN DENNIS: L’australiano della Ineos Grenadiers si ritrova dopo un’annata no. Nella crono di Valdobbiadene viene battuto solo dal compagno di squadra Ganna. Nell’ultima settimana si immola con un lavoro unico e generoso per il capitano Geoghegan Hart spianando le montagne, soprattutto sul Sestriere dove il suo ritmo ha fatto male a tanti pretendenti per la maglia rosa, soprattutto a Kelderman. Gregario fondamentale. VOTO: 7,5

BEN SWIFT: Un velocista che finisce diciottesimo in classifica genrale è tutto dire. Piazzato in volata, si fa in quattro anche nelle altre tappe in supporto del capitano Geoghegan Hart. VOTO: 7

WILCO KELDERMAN: L’olandese si ritrova ad essere uno dei grandi favoriti per la maglia rosa dopo il ritiro di Thomas, Yates e Kruijswijk e le prestazioni non incoraggianti di Fuglsang e Nibali. Con le sue doti da cronoman e il buon passo in salita si ritrova maglia rosa dopo la tappa sullo Stelvio. Hindely gli scalpita in casa e la Sunweb non gestisce la corsa nei migliori dei modi. lasciando il via libera alla tattica dell’armata Ineos Grenadiers. Cede troppo presto sul Sestriere. Finirà sul gradino più basso del podio a Milano. VOTO: 7

BEN O’CONNOR: Il venticinquenne della NTT Pro Cycling corre un ottimo Giro d’Italia. Conclude alla grande una terza settimana dove vince a Madonna di Campiglio e si rende pericoloso nelle altre tappe montane. VOTO: 7

JACOPO GUARNIERI: Nei successi di Démare c’è molto di Guarnieri. Il corridore lombardo svolge un lavoro encomiabile nelle volate pilotando il francese con agilità e sveltezza allo sprint finale. Ad oggi, il miglior ”pesce pilota” che ci sia. VOTO: 7

PELLO BILBAO: Quinto in classifica generale, nonostante provenisse da un Toru de France fatto a mille per capitan Landa. Lo spagnolo ha un buon rendimento nelle tre settimane, ha una regolarità di performance che gli consente tranquillamente di far classifica. Purtroppo per vincere questo non basta, serve di più, e al momento quella cattiveria e quell’estro del fuoriclasse al buon Pello manca. Per il podio, in futuro, gli servirà quel coraggio di rischiare in più. VOTO: 7

PETER SAGAN: Il fenomeno slovacco mancava da tanto tempo al Giro d’Italia. Cerca la vittoria di tappa in più occasioni, arrivando secondo per ben quattro volte, finchè a Tortoreto non riesce nel gran numero. Non riesce a portarsi a casa la maglia ciclamino a causa di un agguerrito Démare. VOTO: 7

RUBEN GUERRIERO: Il portoghese è il vincitore della classifica scalatori del Giro d’Italia 2020. Vittoria di tappa a Roccaraso e poi sempre in fuga per consolidare la sua maglia blu. Il ciclista della EF Pro Cycling onora al meglio la sua prima partecipazione alla Corsa Rosa. VOTO: 7

ALEX DOWSETT: Vince nella tappa di Vieste in una delle tante fughe di questo giro, consentendo alla Israel Start-Up Nation di vincere la loro prima tappa nella storia del Giro d’Italia. VOTO: 6,5

BRANDON MCNULTY: Lo statunitense ventiduenne della UAE-Team Emirates corre un ottimo Giro d’Italia che fa ben sperare per il futuro. Va bene a crono, terzo a Valdobbiadene, e si difende in montagna. Chiude quindicesimo nella classifica generale. VOTO: 6,5

HERMANN PERNSTEINER: A Madonna di Campiglio centra un bel secondo posto. Grazie alle fughe e ad una buona tenuta nella terza settimana riesce a entrare anche nella top ten generale. VOTO: 6,5

JAN TRATNIK: Lavora per il capitano Pello Bilbao e quando può va all’attacco, come a San Daniele del Friuli dove riesce ad aggiudicarsi una tappa importante. VOTO: 6,5

JHONATAN NARVÁEZ: In un Giro a firma Ineos Granadiers, anche l’ecuadoregno mette il sigillo nella fuga di Cesenatico. VOTO: 6,5

JONATHAN KLÉVER CAICEDO: Il ciclista ecuadoregno della EF Pro Cycling vince la prima tappa di montagna del Giro, quella con arrivo sull’Etna, partendo con la fuga di giornata. Riprova ad attaccare nelle fughe nelle tappe seguenti senza risultati. VOTO: 6,5

MATTEO FABBRO: Il friulano della Bora Hansgrohe è una piacevole conferma, lavora bene quando la strada inizia a salire, specie nelle prime due settimane. Un lavoro che sia Majka, sia Konrad hanno potuto ben apprezzare. VOTO: 6,5

PATRICK KONRAD: L’austriaco della Bora Hansgrohe, dopo il settimo posto del 2018, anche quest’anno prova e riesce a fare classifica centrendo un buon ottavo posto finale. Regolarista. VOTO: 6,5

ANDREA VENDRAME: Tanta generosità per il veneto. I risutati non arrivano, ma corre sempre all’attacco onorando la partecipazione a questo strano Giro d’Italia 2020. VOTO: 6

JAKOB FUGLSANG: Anche se in passato ha dimostrato di saper far classifica in un Grande Giro, anche se mai vicino a vincerlo, arrivava alla partenza della Corsa Rosa con buone aspettative, le quali aumentavano dopo gli addii di Yates, Thomas e Kruijswijk. I ritiri di López e Vlasov nelle prime due tappe lo eleggono a capitano unico in casa Astana, ma invece deve inchinarsi alle nuove leve del ciclismo mondiale. Chiuderà il suo Giro a Milano in sesta posizione. VOTO: 6

GIOVANNI VISCONTI: Il siciliano trentasettenne della Vini Zabù è un attaccante nato, vederlo in fuga per conquistare una tappa o la maglia azzurra è un piacere. Va vicino alla vittoria sull’Etna, la maglia azzurra la porta sulle spalle per due giornate. Abbandona il Giro per una tendinite dopo aver onorato la Corsa Rosa come sempre. VOTO: 6

JOSEF ČERNÝ: Nella tappa mozzata di Asti il ceco della CCC Team riesce a portare a casa la sua prima affermazione in una tappa di un Grande Giro. VOTO: 6

MATTIA BAIS: Il corridore dell’Androni vince la speciale classifica “Fuga Bianchi”. VOTO: 6

MARTIJN TUSVELD: L’olandese del Team Sunweb si rivela un ottimo gregario per la coppia Hindley-Kelderman. Partecipa alla sua prima corsa rosa e si dimostra gregario affidabile e solido. VOTO: 6

SIMON PELLAUD: Lo svizzero dell’Androni Giocattoli – Sidermec è il migliore del suo team e ottiene un quinto posto nella tappa di Cesenatico che però è ben lontano dal salvare il team di Savio da un Giro d’Italia insufficiente. Vince la classifica dei traguardi volanti. VOTO: 6

VINCENZO NIBALI: Trentasei primavere sono tante, anche per un Campionissimo come lui. La freschezza delle nuove leve del ciclismo mondiale corrono e fanno male, ci sta. Per il siciliano un settimo posto che gli rende onore ma non giustizia per una carriera strepitosa. A lui un grazie di cuore per aver retto il peso del ciclismo italiano nelle corse a tappe dell’ultimo decennio. VOTO: 6

DOMENICO POZZOVIVO: Il corridore lucano non riesce ad entrare nella top ten generale, tanta buona volontà ma con l’età che avanza deve dire addio definitivamente ai suoi sogni di centrare il podio al Giro d’Italia. VOTO: 5,5

FABIO FELLINE: Il terzo posto di Matera è poca cosa per un corridore del suo livello. VOTO: 5,5

FILIPPO FIORELLI: Il siciliano parte forte nelle prime due settimane del Giro, sempre in fuga in cerca di fortuna. Purtroppo per lui i risultati non sono stati incoraggianti. VOTO: 5,5

NATHAN HAAS: Ce lo aspettavamo nelle fughe, invece nulla. VOTO: 5,5

SERGIO SAMITIER: Il venticinquenne spagnolo si ritrova capitano del Team Movistar; è autore di una corsa generosa che non porta i risultati sperati, ma che gli servirà per farsi le ossa per il futuro. VOTO: 5,5

SIMON CLARKE: Cresce di condizione nella seconda settimana e prova a fare il colpaccio in più occasioni, ma la gamba non è quella degli anni migliori. VOTO: 5,5

THOMAS DE GENDT: Il belga è il più combattivo del Giro d’Italia, corre come sempre all’attacco, come sua natura, ma non riesce a portare a casa i risultati sperati. VOTO: 5,5

ÁLVARO HODEG: Male nelle volate, lontano dal salto di qualità atteso. VOTO: 5

DAVIDE VILLELLA: In una Movistar lanciata all’attacco il lombardo era uno dei più attesi; invece lo si vede poco, molto poco. VOTO: 5

GIOVANNI CARBONI: Un passo indietro rispetto lo scorso anno. Una condotta di gara anonima dove non riesce ad entrare nelle fughe vincenti e dove non riesce nemmeno a far classifica. VOTO: 5

ILNUR ZAKARIN: Il russo non prova a far classifica ma si lancia negli attacchi di giornata per tentar di conquistare qualche tappa: non ci andrà mai vicino. VOTO: 5

LOUIS MEINTIJES: Il sudafricano della NTT Pro Cycling è un lontano parente del corridore che faceva classifica al Tour de France. Corre senza ambizioni, senza meta. VOTO: 5

RAFAŁ MAJKA: Il polacco cede nella terza settimana dopo aver condotto una corsa anonima. Un brutto colpo per il corridore della Bora Hansgrohe. Proverà a rilanciarsi con la UAE-Team Emirates. VOTO: 5

ELIA VIVIANI: Vedere un campione com lui arrivare lontano dalla vittoria in volata è un colpo al cuore. Arriva quinto nella tappa di Villafranca e nelle successive non arriverà nemmeno allo sprint. VOTO: 4,5

ADAM HANSEN: Dopo la sceneggiata alla partenza da Morbegno nella diciannovesima tappa, per il trentanovenne corridore della Lotto Soudal è giunta l’ora della meritata pensione. Una figuraccia che il Giro d’Italia non meritava. VOTO: 3

Luigi Giglio

Il podio del Giro 2020 (Getty Images Sport)

Il podio del Giro 2020 (Getty Images Sport)

LA TAPPA DEL GIORNO: CERNUSCO SUL NAVIGLIO – MILANO

ottobre 25, 2020 by Redazione  
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Si chiude a Milano la 103esima edizione del Giro d’Italia, disputata in autunno a causa dell’emergenza sanitaria che proprio in queste ore ha ripreso a vivere situazioni di allarme rosso. La Corsa Rosa si presenterà all’ultimo atto con una situazione inedita perchè mai era successo che un grande giro giungesse all’ultima tappa con due corridori pari tempo al vertice della classifica. Saranno così i 16 Km della cronometro meneghina a sancire il nome del vincitore del Giro

L’ultima tappa di montagna non ha risolto la questione maglia rosa ma, anzi, apparentemente l’ha ancora di più ingarbugliata. Dopo il tappone dello Stelvio si era ritrovato in rosa l’olandese Wilco Kelderman (Sunweb) con 12″ sull’australiano e compagno di squadra Jai Hindley (Team Sunweb) e 15″ sul britannico Tao Geoghegan Hart (INEOS Grenadiers). Ieri la doppia scalata al Sestiere è servita solo a togliere dal mazzo Kelderman, che già non era sembrato brillantissimo nella frazione dei Laghi di Cancano, mentre si è completamente azzerato il distacco tra gli altri due, con Hindley che ha potuto fasciarsi di rosa solo grazie ai centesimi delle crono fin qui disputate. Saranno così i 15.7 Km della cronometro meneghina a decretare il nome del vincitore del Giro e fare un pronostico sembra difficilissimo perchè nelle due tappe contro il tempo finora disputate i due hanno sfoderato prestazione esattamente opposto, con Hindley che ha guadagnato quasi un minuto sull’avversario a Palermo e il britannico che ha fatto meglio di lui per un minuto e mezzo a Valdobbiadene. Pare certo che la vittoria di tappa non sarà affare tra questi due corridori perchè il favoritissimo pare ancora Filippo Ganna, agevolato non solo dalle sue doti d’eccellente cronoman ma anche da un tracciato velocissimo. I quasi 16000 metri che separeranno Cernusco sul Naviglio a Milano oltre ad essere totalmente pianeggianti presenteranno abbondanza di tratti da percorrere in rettilineo e rarissime curve, una decina in tutto con i segmenti più spigolosi nel chilometro conclusivo che precede l’ingresso sul rettilineo d’arrivo in lastricato di Piazza Duomo.

METEO

Cernusco sul Naviglio – partenza primo corridore: nebbia con visibilità scarsa (meno di 100 metri), 15°C, vento debole da W (4 Km/h), umidità al 93%
Cernusco sul Naviglio – partenza maglia rosa: cielo coperto, 16°C, assenza di vento, umidità al 94%
Milano – arrivo primo corridore: foschia, 15.1°C, vento debole da WSW (2-3 Km/h), umidità al 93%
Milano – arrivo maglia rosa: cielo coperto, 15.5°C,assenza di vento, umidità al 93%

GLI ORARI DEL GIRO

12.30: inizio collegamento Raisport (un’ora e 10 minuti prima della partenza del primo corridore)
13.15: inizio collegamento Eurosport 1 (25 minuti prima della partenza del primo corridore)
13.40: partenza del primo corridore da Cernusco sul Naviglio (Jonathan Dibben)
13.47: partenza di Matthias Brändle
13.53: partenza di Alex Dowsett
14.00: arrivo del primo corridore a Milano
14.00: inizio collegamento Rai2
14.16: partenza di Mikkel Bjerg
14.17: partenza di Victor Campenaerts
14.26: partenza di Josef Cerny
14.37: partenza di Matteo Sobrero
14.44: partenza di Chad Haga
14.51: partenza di Jan Tratnik
14.52: partenza di Filippo Ganna
15.17: partenza di Rohan Dennis
15.48: partenza di Fausto Masnada
15.54: partenza di Vincenzo Nibali
16.00: partenza di João Almeida
16.06: partenza di Wilco Kelderman
16.09: partenza di Tao Geoghegan Hart
16.12: partenza della maglia rosa Jai Hindley
16.30: arrivo della maglia rosa Jai Hindley a Milano

UN PO’ DI STORIA

Pur con qualche “mancanza”, Milano è la città dove il Giro – che vi è nato nell’agosto del 1908 – ha posto più volte il traguardo e molto spesso si è trattato di arrivi allo sprint. Da quando nel 1933 sono state introdotte le cronometro, in dodici occasioni qui s’è scelto di far terminare nel capoluogo lombardo frazione contro il tempo, come accadrà quest’anno con la frazione che prenderà il via da Cernusco sul Naviglio. La prima volta doveva essere una novità assoluta perchè nel 1967 Vincenzo Torriani aveva disegnato sulle strade di Milano il primo cronoprologo della storia del ciclismo, ma quel giorno una manifestazione di piazza ne impedì lo svolgimento. Per la prima cronometro meneghina effettivamente portata a termine bisognerà attendere così il 1971, quando la Corsa Rosa si concluse con una frazione di 20 Km partita da Lainate e vinta dal pistard danese Ole Ritter. Otto anni più tardi si assistette ad un’altra frazione a cronometro proposta all’ultimo giorno di gara, disegnata per 44 Km tra Cesano Maderno e la pista d’atletica dell’Arena Civica, dove Giuseppe Saronni si impose in maglia rosa nello stesso luogo dove 70 anni prima era terminata la prima tappa del primo Giro d’Italia, vinta dal romano Dario Beni. Nel 1982 Milano viene scelta per dare eccezionalmente il via alla corsa (la conclusione sarà a Torino), che prende le mosse con una cronosquadre di 16 Km vinta dalla Renault-Elf-Gitane, la formazione del corridore che poi vestirà la maglia rosa sul traguardo finale, il francese Bernard Hinault. Nel 1984 si disputerà per l’ultima volta nella storia un arrivo sulla mitica pista del velodromo Vigorelli, al termine di una crono scattata 38 km prima dalla Certosa di Pavia e vinta dal fresco recordman dell’ora Francesco Moser, che una settimana più tardi si ripeterà nella leggendaria e decisiva cronometro di Verona. Anche nel 1985 è previsto un arrivo al Vigorelli, ma la storica nevicata che si abbatterà sull’Italia settentrionale tra 13 e il 17 gennaio provocherà il crollo del tetto dell’impianto, costringendo Torriani a collocare all’esterno del velodromo l’arrivo della seconda tappa, una cronosquadre di 38 Km partita da Busto Arsizio e vinta dalla Del Tongo-Colnago di Saronni. Nel 1990 Milano tornerà ad essere la sede d’arrivo finale del Giro e lo sarà in maniera stabile fino al 2008, accogliendo in questo periodo per tre volte l’approdo di una cronometro, la prima nel 1992 (66 km da Vigevano, vittoria dello spagnolo Miguel Indurain), la seconda nel 2003 (13 Km dall’Idroscalo, vittoria dell’ucraino Serhij Hončar) e la terza nel 2008 (28 Km da Cesano Maderno, vittoria di Marco Pinotti). Negli ultimi 12 anni la presenza della Corsa Rosa si è fatta più saltuaria e in questi casi quasi sempre s’è scelto la soluzione finale a cronometro, talvolta risultata determinante per il successo finale: nel 2011 si è imposto il britannico David Millar, nel 2012 ancora Pinotti e nel 2017 l’olandese Jos van Emden

Piazza Duomo e Milano viste dallaereo e, in trasparenza, laltimetria dellultima tappa del Giro 2020 (adottaunaguglia.duomomilano.it)

Piazza Duomo e Milano viste dall'aereo e, in trasparenza, l'altimetria dell'ultima tappa del Giro 2020 (adottaunaguglia.duomomilano.it)

LA ETAPA DEL DÍA: BIESCAS – SALLENT DE GÁLLEGO (ARAMÓN FORMIGAL)

ottobre 25, 2020 by Redazione  
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Era previsto a questo punto l’unico vero tappone della Vuelta 2020, ma la pandemia se l’è “mangiato” come ha fatto con la frazione del Colle dell’Agnello al Giro d’Italia e agli organizzatori non è rimasto altro che ridisegnarlo tutto in territorio spagnolo. Ma il risultato non è all’altezza dell’originale…

È un pò come scambiare l’introvabile figurina del portiere bergamasco Pier Luigi Pizzaballa con un’altra più “dozzinale”. La frazione che ha preso il posto di quello che doveva essere l’unico vero tappone della Vuelta (pur essendoci diverse altre occasioni per gli scalatori, anche più dotate in quanto a pendenze) non regge il paragone con l’originale, che prevedeva di sconfinare in Francia e affrontare due mitiche ascese del Tour, l’Aubisque e il Tourmalet, in vetta alla quale sarebbe stato collocato il traguardo. Ma l’emergenza sanitaria che già aveva costretto gli organizzatori del Giro a rinunciare alle ascese all’Agnello e all’Izoard, ha visto indaffarati anche i colleghi della Vuelta, che dopo il diniego allo sconfinamento pirenaico hanno tirato fuori dal cassetto il “piano B” che già avevano disegnato, anche perchè a fine ottobre c’era il rischio di trovare la neve ai 2115 metri del Tourmalet. Il tracciato di riserva, però, oltre a non avere lo stesso fascino del percorso originario non ne ha nemmeno il potenziale perchè le tre ascese che lo caratterizzano “sfigurano” al confronto di quelle che si sarebbe dovuto affrontare. Le prime due saranno quasi sicuramente ininfluente e nemmeno quella finale verso la stazione di sport invernali di Aramón Formigal fa particolarmente tremare i polsi per via dei suoi quasi 15 Km al 4.6% di pendenza media. Nemmeno nei conclusivi 3600 metri, tratto più esigente dell’ascesa (media del 6.5%, massima del 10%), si incontrano inclinazioni in grado di mandare in estasi gli scalatori, anche se il precedente del 2016 fa ben sperare…

METEO

Biescas: pioggia debole (0.1 mm), 10.2°C (percepiti 3°C), vento moderato da WSW (21 Km/h), umidità al 66%
Sabiñánigo (31.7 Km): pioggia debole (0.2 mm), 14.3°C (percepiti 11°C), vento moderato da SSW (14-17 Km/h), umidità al 58%
Biescas (traguardo volante – 119.7 Km) : pioggia consistente (1 mm), 7.7°C (percepiti 5°C), vento moderato da SW (19-24 Km/h), umidità al 90%
Sallent de Gállego (Aramón Formigal): previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

13.00: inizio diretta su Eurosport 2 (18 minuti prima della partenza)
13.18: partenza da Biescas
15.00-15.20: scollinamento Alto de Petralba
16.00-16.20: scollinamento Puerto de Cotefablo
16.20-16.45: traguardo volante di Biescas
17.00-17.30: arrivo a Sallent de Gállego (Aramón Formigal)

UN PO’ DI STORIA

La stazione di sport invernali di Formigal, situata nel territorio del municipio di Sallent de Gállego, con la tappa di quest’anno porterà a quattro il suo “bottino” di arrivi di tappa ospitati, inagurati nel 1972 dalla vittoria del “Pantani” spagnolo dell’epoca, José Manuel Fuente. Dopo questo precedente dovranno trascorrere ben 41 anni per rivedere i corridori in questa località, quando coglierà la vittoria il “grimpeur” francese Warren Barguil. Sarà però la tappa qui terminata nel 2016 a far rimbalzare sulle pagine del giornalismo sportivo il nome di Formigal, quando la vittoria dell’italiano Gianluca Brambilla passerà in secondo piano a causa dell’impresa del colombiano Nairo Quintana, secondo al traguardo dopo esser riuscito a scardinare il tradizionale ferreo controllo della Sky di Chris Froome ed incrementare maggiormente il vantaggio che già aveva in classifica.

Vista panoramica del piazzale dove terminerà la sesta tappa della Vuelta e, in trasparenza, laltimetria (www.cols-cyclisme.com)

Vista panoramica dal piazzale dove terminerà la sesta tappa della Vuelta e, in trasparenza, l'altimetria (www.cols-cyclisme.com)

LA TAPPA DEL GIORNO: ALBA – SESTRIERE

ottobre 24, 2020 by Redazione  
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L’emergenza sanitaria ha costretto l’organizzazione a rinunciare agli ingredienti più ghiotti del tappone del Sestriere. Ma, nonostante l’assenza forzata di Agnello e Izoard, l’ultima frazione di montagna si annuncia lo stesso appassionante alla luce della particolare situazione in classifica venutasi a creare dopo la tappa dello Stelvio, con i primi tre corridori racchiusi in soli quindici secondi

Il Covid aveva già fatto un paio di sgambetti al Giro contagiando due dei grandi nomi al via della corsa rosa, il britannico Simon Yates e l’olandese Steven Kruijswijk. Il direttore della corsa non poteva immaginare, però, che la pandemia lo avrebbe costretto a rinunciare ad una delle frazione di punta della corsa, il tappone del Sestriere, che dava più preoccupazioni per la possibilità di transitare o meno sul Colle dell’Agnello a causa della neve. Mentre si stava riuscendo a liberando la strada d’accesso al secondo valico d’Italia per altitudine, inferiore allo Stelvio per soli 14 metri, è arrivato il dietrofront quando il Centro di Crisi Interministeriale transalpino ha vietato il passaggio della corsa sul territorio francese proprio a causa del dilagare dei contagi. Si è stati costretti a ripiegare sul piano B, che del vecchio tracciato conserva la sola ascesa al Sestriere, che dovrà essere ripetuta tre volte, ma da lati differenti. La prima scalata avverrà dall’interminabile versante di Pinerolo, oltre 30 Km molto dolci nelle pendenze (la media è del 4% appena), poi si percorrerà in discesa la strada verso Cesana Torinese dalla quale si sarebbe dovuto salire nella versione originaria del tracciato. Infine, le ultime due ascensione vedrano i “girini” percorrere il versante di Sauze, che dei tre è quello più impegnativo perchè negli ultimi 7 Km la pendenza media è del 7.2%. Esaminata al di fuori del contesto del Giro 2020 non si tratta di una tappa particolarmente difficile, ma peserà molto la sua collocazione al termine di un’edizione della Corsa Rosa resa ancora più impegnativa dalla particolare stagione che stiamo attraversando e dall’inedita collocazione autunnale. La tappa con arrivo al Sestriere potrebbe così risultare più selettiva di quel che annunciano le cartine e anche la tensione di gara causata dalla particolare situazione in classifica verificatasi dopo il tappone dello Stelvio, con i primi tre corridori radunati nello spazo di 15 secondi, sicuramente sarà un valore che aggiungerà altro pepe alla tappa del Sestriere

METEO

Alba : nebbia con visibilità scarsa (meno di 100 metri), 13.3°C, vento debole da WSW (6 Km/h), umidità al 94%
Saluzzo (traguardo volante – 52 Km): nebbia con visibilità scarsa (meno di 100 metri), 14.1°C, vento debole da SW (4 Km/h), umidità al 92%
Pinerolo (83.2 Km) : nubi sparse, 14.1°C (percepiti 13°C), vento debole da W (5 Km/h), umidità al 91%
Sestriere (1° passaggio – 137.9 Km) : cielo sereno, 4.6°C (percepiti 2°C), vento debole da NNW (10 Km/h), umidità al 74%
Sestriere – arrivo : cielo sereno, 4.7°C (percepiti 3°C), vento debole da NW (9 Km/h), umidità al 73%

GLI ORARI DEL GIRO

11.10: partenza da Alba
12.20-12.30: traguardo volante di Saluzzo
12.25: inizio collegamento Eurosport 1 (a circa 52 Km dalla partenza)
14.00: inizio collegamento Rai2 (a circa 116 Km dalla partenza)
14.40-15.05: primo scollinamento Sestriere
15.20-15.55: secondo scollinamento Sestriere
15.50-16.25: traguardo volante di Sauze di Cesana e inizio salita finale
16.10-16.50: arrivo al Sestriere

UN PO’ DI STORIA

Il Sestriere è una salita che è nella storia del Giro per almeno due eventi, il primo dei quali porta la data del 23 maggio del 1911, quando per la prima volta la Corsa Rosa superò 2000 metri di quota nella tappa che conduceva da Mondovì a Torino: il primo a scollinare in testa al Sestriere – senza intascare nulla perché la classifica degli scalatori sarà introdotta 22 anni più tardi – fu il bolognese Ezio Corlaita, poi al traguardo nel capoluogo piemontese s’impose il francese Lucien Georges Mazan (che tutti chiamavano “Petit-Breton”), che durante la tappa s’era infuriato con l’organizzatore del Giro Armando Cougnet dopo che, alle rimostranze del gruppo all’idea di affrontare nel gelo quella salita ritenuta impossibile, il direttore della corsa aveva replicato loro chiamandoli “femminucce”. L’altra storica giornata vissuta sul colle fu quella suggellata dalla mitica impresa di Fausto Coppi alla Cuneo-Pinerolo, il 10 giugno del 1949; sarà il biglietto da visita che consentì a Sestriere d’ottenere tre anni più tardi il primo arrivo di tappa, anche se la prima corsa a terminare lassù non fu il Giro ma il Tour de France del 1952 e anche in quell’occasione il primo a transitare sulla linea d’arrivo fu il Campionissimo, che poche ore prima si era imposto sul traguardo – all’epoca inedito – dell’Alpe d’Huez. Per vedere una tappa della Corsa Rosa concludersi in vetta al Sestriere bisognerà attendere ancora molto perché questa lacuna sarà colmata solamente nel 1991, quando lassù colse la vittoria lo spagnolo Eduardo Chozas. Nel 1993 e nel 2000 saranno due cronoscalate a raggiungere il colle (vittorie dello spagnolo Miguel Indurain e del ceco Jan Hruška) mentre gli altri vincitori di tappa al Sestriere saranno l’elvetico Pascal Richard nel 1994, il venezuelano José Rujano nel 2005, il bielorusso Vasil’ Kiryenka nel 2011 e il sardo Fabio Aru nel 2015. Il Tour, invece, dopo il 1952 ci tornerà solo altre due volte, la prima ancora consacrata dall’impresa di un italiano (Claudio Chiappucci nel 1992), la seconda rimossa dall’albo d’oro come successo a tutte le affermazioni di Lance Armstrong (1999)

Vista panoramica sul Colle del Sestriere e, in trasparenza, laltimetria della ventesima tappa del Giro 2020 (www.comune.sestriere.to.it)

Vista panoramica sul Colle del Sestriere e, in trasparenza, l'altimetria della ventesima tappa del Giro 2020 (www.comune.sestriere.to.it)

LA ETAPA DEL DÍA: HUESCA – SABIÑÁNIGO

ottobre 24, 2020 by Redazione  
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Si torna in montagna per la prima delle due frazioni disegnate sui Pirenei. Le ascese odierne non paiono particolarmente impegnative e per gli uomini di classifica dovrebbe risolversi in una giornata priva di particolari scossoni, mentre protagonisti al traguardo con tutta probabilità saranno gli attori della fuga di giornata

Neanche il tempo di tirare il fiato ed è già ora di tornare a parlare di salite con la prima delle due frazioni disegnate sui Pirenei, non particolarmente difficili anche perchè, come successo al Giro, l’organizzione della Vuelta è stata costretta a rimetter mano al tappone di domenica dopo il divieto di gareggiare in Francia confezionando una frazione sostituta nettamente meno impegnativa dell’originale. Quella odierna di Sabiñánigo pare più una tappa da fuga con ottime possibilità di arrivare fino al traguardo perchè le tre ascese che sono state inserite nel finale non presentano pendenze particolarmente ostiche e difficilmente vedremo in quei frangenti azioni da parte degli uomini di classifica, che probabilmente penseranno a risparmiarsi per l’arrivo in salita di domenica, nemmeno lui difficile ma che è meritevole di attenzioni particolari perchè la tappa con arrivo alla stazione di sport invernali di Aramón Formigal fu una delle chiavi di volta della Vuelta del 2016 a favore di Nairo Quintana. Oggi, dunque, spazio ai cacciatori di tappa che, dopo essersi lanciati in fuga, dovrebbero arrivare a giocarsi il successo sullo strappo di 500 metri al 6.8% (con i 300 metri finali all’8.1%) al termine del quale sarà collocato il traguardo.

METEO

Huesca : cielo sereno, 16°C (percepiti 15°C), vento debole da W (9-13 Km/h), umidità al 52%
Barbastro (44 Km): cielo sereno, 19.3°C (percepiti 18°C), vento moderato da W (10-13 Km/h), umidità al 41%
Ainsa (99.6 Km) : cielo sereno, 16°C (percepiti 15°C), vento debole da WSW (9 Km/h), umidità al 43%
Sabiñánigo : cielo sereno, 15.7°C, vento debole da WSW (7-9 Km/h), umidità al 46%

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

12.54: partenza da Huesca
14.55: inizio diretta su Eurosport Player (a circa 80 Km dalla partenza)
15.50-16.15: scollinamento Alto de Vio
16.10-16.30: scollinamento Alto de Fanlo
16.40-17.05: traguardo volante di Fiscal
16.50-17.20: scollinamento Alto de Petralba
17.15-17.45: arrivo a Sabiñánigo

UN PO’ DI STORIA

La cittadina aragonese di Sabiñánigo, capoluogo della “comarca” dell’Alto Gállego sulle cui cui strade si correrà anche la frazione di domenica, ospiterà quest’anno la Vuelta per l’ottava volta nella storia. Il primo a tagliare vittorioso questo traguardo è stato lo spagnolo Enrique Martínez Heredia nel 1982, poi gli sono succeduti il connazionale Jesús Suárez Cuevas nel 1983, il colombiano Julio César Cadena nel 1992, il russo Asjat Saitov nel 1995 (era la prima edizione della Vuelta disputata in estate), l’italiano Nicola Minali nel 1996, il russo Andrei Zintchenko nel 1998 e il belga Greg Van Avermaet nel 2008

La chiesa di San Pedro a Sabiñánigo e, in trasparenza, laltimetria della quinta tappa della Vuelta 2020 (wikipedia)

La chiesa di San Pedro a Sabiñánigo e, in trasparenza, l'altimetria della quinta tappa della Vuelta 2020 (wikipedia)

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