MONDIALI 2021: LE PAGELLE

settembre 27, 2021 by Redazione  
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A poche ore dalla conclusione dei campionati del mondo ecco le pagelle dei mondiali 2021

JULIAN ALAPHILIPPE: Il francese si conferma Campione del Mondo in una gara fantastica, stupenda, condotta in maniera impeccabile con un’azione in solitaria di ben diciassette chilometri. Il corridore della Deceuninck-QuickStep, incarnando in pieno lo spirito combattivo del CT Thomas Voeckler, ha iniziato a dar battaglia sul Bekestraat ai meno 58 chilometri, ripetendosi su ogni muro fino a quando sul penultimo, quello di Sint-Antoniusberg ai -17.5, ha lanciato l’attacco decisivo lasciando tutti dietro. Una cavalcata in solitaria degna dei campioni più grandi della storia del ciclismo. Una vittoria che premia il talento cristallino e soprattutto il coraggio di questo straordinario atleta che corona nel migliore dei modi una stagione non particolarmente prolifica di successi personali. VOTO: 10 e LODE

DYLAN VAN BAARLE: Un olandese sul podio c’è, non è quello più atteso ma c’è. Van Baarle si mette al servizio della propria nazionale attaccando nelle fasi iniziali della corsa. Ad un certo punto il gruppetto dei fuggitivi viene raggiunto da quello di Alaphilippe e il corridore della Ineos Grenadiers, vedendo tagliato fuori Van der Poel, si mette a fare corsa per sè riuscendo a cogliere un risultato eccezionale nonostante le fatiche degli attacchi precedenti. Fatiche che sono state messe da parte grazie ad un grande attacco negli ultimi 17 chilometri, quando tra gli inseguitori si è aperta una sfida nella sfida per i piazzamenti d’onore. Una medaglia d’argento che ha un sapore dolcissimo. VOTO. 8,5

VALENTIN MADOUAS: Il transalpino conduce una gara di enorme sacrificio. Presente nei vari attacchi di giornata, rientra con Nizzolo e altri corridori nel gruppetto Alaphilippe ai meno 26 chilometri. Una volta insieme al capitano Alaphilippe, il giovane Madouas si mette a lavorare per lui preparandogli il terreno per l’attacco decisivo. VOTO: 7,5

BENOIT COSNEFROY: Un guerriero degno del miglior Voeckler. Pronti e via e lo si vede con Cort Nielsen ed Evenepoel all’attacco. Lo vediamo nuovamente attaccare sullo Smeysberg e poi chiudere ai meno 42 chilometri sul tentativo di attacco di Politt. Corridore generoso e sempre disponibile che non si è risparmiato minimamente per il bene della squadra. VOTO: 7

MICHAEL VALGREN: Terzo posto e medaglia di bronzo per il danese della EF Education – Nippo. La nazionale danese dà battaglia sin dall’inizio e trova in Valgren l’ultimo baluardo pronto ad inseguire l’indiavolato Alaphilippe. Viene beffato da Van Baarle nello sprint per il secondo posto e si deve così ”accontentare” della medaglia di bronzo. VOTO: 7

REMCO EVENEPOEL: Viene stuzzicato persino da Merckx alla vigilia, accusato di non essere un uomo squadra. Il talentino belga non ci sta e risponde con i fatti sacrificandosi già dai primi chilometri per il capitano designato Wout Van Aert. Attacca e riattacca per far lavorare le altre nazionali e una volta ripreso si mette a tirare dando fondo alle sue enormi energie. VOTO: 7

ANDREA BAGIOLI: Il giovane italiano della Deceuninck-QuickStep è una pedina importante per la nazionale azzurra. Quando c’è da entrare nelle fughe pericolose non si tira indietro. Prezioso per Colbrelli nell’ultima parte della corsa. VOTO: 6,5

NEILSON POWLESS: Lo statunitense termina a sorpresa al quinto posto una corsa che poteva regalargli anche qualche gioia in più. Nella volata per la medaglia d’argento paga le fatiche degli ultimi 7 chilometri, quando deve recuperare più volte sugli altri inseguitori. VOTO: 6,5

THOMAS PIDCOCK: Il talentuoso britannico termina la corsa al sesto posto a 49” dal campione del mondo Alaphilippe. Corre con attenzione fino all’attacco vincente del francese, poi si fa prendere dalla frenesia e cerca di rimediare da solo raccogliendo unicamente fuori giri che pagherà nel finale. VOTO: 6,5

JASPER STUYVEN: L’impostazione sbagliata della volata per il secondo posto racchiude perfettamente la giornata altamente negativa per la nazionale belga. Il corridore della Trek-Segafredo dopo la debacle di Van Aert e con Evenepoel ormai fuori gioco, si ritrova addosso tutte le speranza di una nazionale che partiva come la più accreditata per la vittoria. Le speranze sono naufragate negli ultimissimi metri con una volata lanciata male che gli permetteva di raccogliere solo un deludente quarto posto. VOTO: 6

SONNY COLBRELLI: Decimo posto per il campione europeo in carica. Il Cobra e la nazionale italiana si fanno sorprendere solo dal primo attacco di giornata di Remco Evenepoel; rientrato il pericolo e rimesso in carreggiata corre in modo attento, cercando di non far scappare Alaphilippe quando inizia ad aprire il gas. Negli ultimi 50 chilometri la corsa si innervosisce, risponde ad Alaphilippe in maniera eccellente sullo Smeysbergin e litiga con Evenepoel nella seguente discesa. Una volta partito il francese, Colbrelli da il tutto per tutto sul Keizersberg, non riuscendo a raccogliere i frutti desiderati e si rialza perdendo le energie per rispondere agli attacchi successivi degli altri inseguitori. VOTO: 6

MATTEO TRENTIN: Si sacrifica nella prima fase della corsa quando gli azzurri si fanno trovare impreparati dall’attacco di Remco Evenepoel. Grazie alle sue trenate riescono a scampare il primo pericolo di giornata ma esce di scena troppo presto. VOTO: 6

TIM DECLERCQ: Si aprono le danze e il trattore belga si mette subito in testa al plotone a dettare il ritmo per il capitano di giornata Van Aert. VOTO: 6

MAGNUS CORT NIELSEN: Dopo una Vuelta di Spagna corsa da assoluto protagonista, lo aspettavamo al coperto, pronto a uscire nelle fasi cruciali della corsa per giocarsi le proprie chances, invece tutto questo non avviene. Il corridore della EF Education- Nippo lo troviamo, infatti, nel primo vero attacco di giornata quando prende il largo insieme a Remco Evenepoel e Benoit Cosnefroy. VOTO: 6

ALEXANDER KRISTOFF: Quando ci sono gare di questo tipo il norvegese è sempre da tenere d’occhio. Questa volta però non riesce ad entrare mai nel vivo della corsa. VOTO: 5

PETER SAGAN: Il tre volte Campione del Mondo veniva da una stagione ciclistica poco entusiasmante. Una vittoria oggi lo avrebbe fatto salire ancor di più sull’Olimpo del ciclismo, dove già può vantare un posto. Si vede nella parte centrale della corsa, quando lo si nota nei primi posti del gruppo, poi sparire mestamente di scena. VOTO: 5

MARC HIRSCHI: Il gioiellino svizzero bronzo a Imola abbandona troppo presto la contesa e con lui svaniscono tutte le speranze elvetiche. VOTO: 5

MATHIEU VAN DER POEL: Prima dei 60 chilometri dall’arrivo, lo si vede sempre al coperto, nascosto e ben protetto, anche troppo. Quando sul Bekestraat Alaphilippe apre le danze, Van der Poel si fa trovare impreparato e riuscirà a rientrare solo in un secondo momento, sprecando energie importanti. Nei chilometri successivi si nota la sua condizione non ottimale, quando risponde con fatica e con poca lucidità ai tentativi di Alaphilippe prima e degli altri inseguitori poi. VOTO: 5

MATEJ MOHORIC: Il percorso sulla carta era adatto alle caratteristiche dello sloveno. Aveva al suo fianco una nazionale composta da grandi campioni, ma come all’europeo delude e arriva lontanissimo dai migliori. VOTO: 4,5

WOUT VAN AERT: Il belga è il grande sconfitto di giornata. La sua nazionale aveva tutti i pronostici dalla propria parte, con addirittura Evenepoel pronto a farsi in quattro per la causa del capitano. Van Aert ha fatto entrare in scena i propri compagni di squadra sin dalle prime battute per poi sciogliersi come neve al sole sotto le accelerazioni dell’indemoniato Alaphilippe. Nel successivo inseguimento viene fuori anche una condizione fisica non ottimale, tanto che Stuyven avrà carta bianca per giocarsi le proprie carte per un possibile podio. VOTO: 4

Luigi Giglio

LE PAGELLE DELL’EUROPEO 2021

settembre 13, 2021 by Redazione  
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Per il quarto anno consecutivo la nazionale italiana incassa la vittoria nel campionato europeo. Ecco le pagelle dell’edizione 2021, conquistata dal bresciano Sonny Colbrelli

SONNY COLBRELLI: Il Cobra da campione italiano in carica vince meritatamente l’Europeo di ciclismo su strada, come lo scorso anno fece Giacomo Nizzolo. Colbrelli è stato il perfetto finalizzatore di una nazionale italiana capace di essere presente e attiva in ogni fase della corsa. Quarta medaglia d’oro vinta consecutivamente dagli azzurri, quest’anno contro un avversario di enorme qualità come Remco Evenepoel. Dopo aver vinto qualche giorno fa il Benelux Tour, il lombardo si presenta al via con la consapevolezza mentale e la forma fisica ideale per far sua la medaglia d’oro e così è stato. Il ciclista della Bahrain – Victorious non sente la pressione ed è stato sempre attento nei chilometri finali, pronto a saltare sulle ruote di Evenepoel per non lasciargli spazio. Rimasti da soli negli ultimissimi chilometri Sonny, dimostrando di aver molta più esperienza di Evenepoel, ritardando sui cambi e collaborando lo stretto necessario. Di mestiere ha anticipato la volata entrando in testa nell’ultima curva e andando così a conquistare il titolo europeo. Una bellissima vittoria quella di Colbrelli conquistata nella stagione più prolifica della sua carriera. VOTO: 10

REMCO EVENEPOEL: Il belga è stato uno dei protagonisti assoluti del Campionato Europeo, ma gli è mancato giusto negli ultimissimi chilometri finali quel pizzico di esperienza in più che avrebbe fatto la differenza. Poco più di un anno fa era vittima di una terribile caduta al Giro di Lombardia che aveva lasciato tutti col fiato sospeso e che lo costrinse a stare lontano dalla bicicletta per vari mesi. Oggi, a ventuno anni, Evenepoel è stato il corridore più temuto, quello sul quale tutte le nazionali avevo gli occhi puntati. Il campioncino belga come da copione è il più attivo e il più forte sugli strappi. Nei 40 chilometri finali propizia gli attacchi decisivi della corsa e chilometro dopo chilometro stacca tutti gli avversari, tutti tranne Colbrelli che nel finale da batticuore lo anticiperà sulla linea d’arrivo. Medaglia d’argento conquistata dopo quella di bronzo vinta nella cronometro tre giorni fa. Unico neo della giornata il gesto dell’ombrello fatto dopo l’arrivo, quando arrabbiatissimo per il secondo posto non riesce a controllarsi e dà sfogo a tutta la sua frustrazione. VOTO: 9

BENOIT COSNEFROY: Il corridore della AG2R Citroën Team è la punta di una nazionale francese agguerrita che movimenta la corsa fin dai chilometri iniziali. Il buon Benoit non si risparmia e nel finale è uno dei più attivi. Segue Evenepoel ad ogni attacco, rispondendo colpo su colpo fino a quando la gambe lo mollano ai meno dieci dal traguardo, dopo un ennesimo attacco del belga. Rimasto da solo tra il duo di testa e il gruppo inseguitore, non si perde d’animo e di buona lena arriverà terzo conquistando la medaglia di bronzo. VOTO: 8

MATTEO TRENTIN: Campione europeo nel 2018 e corridore come sempre esemplare su cui si può far affidamento in ogni tipo di corsa. L’ottimo Trentin corre da perfetta seconda punta, da uomo-ombra per Colbrelli. Quando a 40 chilometri dall’arrivo restano solo in 9 ciclisti lui c’è, pronto ad entrare in scena a seconda dell’andamento della corsa. Quando Evenepoel, Colbrelli e Cosnefroy partono all’attacco, lui rimane nel gruppetto inseguitore attaccato alle ruote di Pogacar. Terminerà quarto vincendo lo sprint del gruppetto inseguitore. VOTO: 7,5

BEN HERMANS: Il corridore della Israel Start-Up Nation è l’uomo di fiducia di Remco Evenepoel, è la sua ombra. Quando al comando della corsa rimangono solo in nove, si mette in testa al gruppetto per allungare sugli inseguitori sacrificandosi per il proprio capitano. Dopo l’attacco di Remco rimane in scia del gruppetto Pogacar rompendo i cambi. Chiuderà la corsa all’ottavo posto. VOTO: 7

VICTOR CAMPENAERTS: Il suo ruolo è quello di sacrificarsi per il capitano di giornata Evenepoel. Spinge dall’inizio e si vede lavorare anche nel finale per ricucire dagli attaccanti in fuga. Nonostante la grande mole di lavoro riesce a terminare decimo a 5′41” da Colbrelli. VOTO: 7

DIEGO ULISSI: L’italiano dell’UAE-TEAM Emirates è sempre attivo, soprattutto nella fase centrale della corsa dove è attento ad entrare nelle varie fughe. VOTO: 6,5

MARC HIRSCHI: Dopo una stagione in sottotono, lo svizzero riesce a correre in modo intelligente e coraggioso restando sempre coi migliori fino a quando Evenepoel, Colbrelli e Cosnefroy lasciano tutti ai meno venti. VOTO: 6,5

MARKUS HOELGAARD: Il corridore norvegese della Uno-X Pro Cycling Team si ritrova catapultato da capitano in una corsa di primo piano contro avversari spietati, lui non si fa intimorire e corre senza remore terminando settimo nel gruppetto Trentin-Pogacar. VOTO: 6,5

TADEJ POGACAR: Con Mohoric non in ottima forma, tutte le speranze della Slovenia sono sul vincitore degli ultimi due Tour de France. Corre bene fino a quando, ai meno 20 chilometri, si fa sorprendere dall’accelerazione di Evenepoel. Non riesce a rientrare sul terzetto dei migliori terminando la corsa al quinto posto. VOTO: 6,5

ANDREA BAGIOLI: Il corridore della Deceunick-QuickStep parte all’attacco nella prima parte di gara permettendo ai propri compagni di rifiatare in gruppo. VOTO: 6

PAVEL SIVAKOV: Il russo della Ineos Grenadiers non si risparmia e rilancia più volte l’azione, ma non ha le gambe per fare la differenza e si perde nel finale. Terminerà al nono posto a 1′49” dal vincitore Colbrelli. VOTO: 6

THIBAUT PINOT: Gli ordini di scuderia sono chiari, lui e gli altri scalatori francesi devono animare la corsa nella prima parte, soprattutto sul Bondone; così il transalpino si mette a pedalare a testa bassa facendo lavorare molto le nazionali inseguitrici e stancando i velocisti puri. VOTO: 6

MATTEO CATTANEO: Appena si aprono le danze e iniziano i primi scatti, il corridore della Deceunick-QuickStep si mette subito a disposizione della squadra ponendosi in testa al gruppo a pedalare per tenere chiusa la corsa. VOTO: 6

BAUKE MOLLEMA: Dopo una stagione corsa a mille senza risparmiarsi mai, l’olandese della Trek-Segafredo arriva all’appuntamento europeo con le batterie scariche. Gli va dato atto che, nonostante dica addio ai sogni di gloria dopo pochi chilometri, non si ritira e onora la corsa fino alla fine. VOTO: 5,5

GINO MADER: Lo svizzero della Bahrain-Victorious non recupera dopo le fatiche dell’ultima Vuelta. Abbandona la corsa dopo pochi chilometri. VOTO: 5

PHILIPPE GILBERT: Il belga non entra mai nel vivo della corsa e dice addio ai sogni di gloria quando all’arrivo mancano oltre 100 chilometri. Stagione da dimenticare per il trentanovenne belga. VOTO: 5

ROGER ADRIA: Il giovanissimo corridore della Equipo Kern Pharma taglierà il traguardo con 9′16”di ritardo da Sonny Colbrelli. Al ventinovesimo posto sarà il primo e l’unico della nazionale spagnola (VOTO 3) all’arrivo, una spedizione disastrosa quella iberica. VOTO: 4,5

PETER SAGAN: Il campione slovacco è parso sofferente sin dalle prime battute e sulle prime asperità trentine getta la spugna. Una stagione per Sagan con pochi chiari e molti scuri. VOTO 4

Luigi Giglio

VUELTA 2021: LE PAGELLE FINALI

settembre 7, 2021 by Redazione  
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Si è conclusa la Vuelta con la terza vittoria consecutiva di Primoz Roglic. Ecco le valutazioni finali, con una speciale valutazione dedicata alla carriera di Fabio Aru, che ha deciso di lasciare il ciclismo al termine dell’edizione 2021 della corsa iberica

PRIMOZ ROGLIC: Lo sloveno cala il tris vincendo la terza Vuelta di Spagna consecutiva su tre partecipazioni. Dal 2019 ad oggi è il padrone indiscusso della corsa iberica dove quest’anno si presentava al via anche da campione olimpico a cronometro. Vince il prologo di Burgos e conquista la prima Maglia Rossa; nelle tappe successive controlla e lascia la leadership per due volte ai fuggitivi di giornata, la riconquista con facilità e tiene a bada i diretti rivali in tutti gli arrivi in salita. Terminerà con un vantaggio di 4′42” sul secondo in classifica Enric Mas, uno scarto enorme: per trovarne uno maggiore dobbiamo tornare indietro nel tempp fino al 1997, quando Alex Zulle diede 5′02” a Fernando Escartin. Oltre alla cronometro iniziale vince anche la cronometro finale di Santiago de Compostela e due tappe in linea, tra le quali il difficile tappone con arrivo ai Lagos de Covadonga. Mostra qualche piccolo segno di cedimento solo durante la seconda settimana, stringe i denti e, aiutato da una grande squadra, spazza via tutte le paure andando ad eguagliare il record di Tony Rominger e Roberto Heras di tre successi di fila al Giro di Spagna. VOTO: 10

FABIO JAKOBSEN: Dopo il terribile incidente del Giro di Polonia 2020 e aver rischiato seriamente di non poter più correre su una bicicletta, si riprende tutto ciò che gli spetta. Alla Vuelta si concede ben tre vittorie di tappa, due secondi posti e la leadership della classifica a punti. Bentornato Fabio. VOTO: 9

MAGNUS CORT: Il danese della EF Education-Nippo corre una Vuelta grandiosa. Vince tre tappe suddivise perfettamente nelle tre settimane, segno di una condizione perfetta che lo ha accompagnato dall’inizio alla fine e che gli ha permesso di correre la sua miglior stagione da quando è passato professionista. Tenta il colpaccio anche nella cronometro finale di Santiago di Compostela, peccato che abbia trovato un grande Roglic sulla sua strada. VOTO: 8

MICHEL STORER: Il giovane australiano del Team DSM vince con merito la classifica dedicata agli scalatori. Ciò avviene grazie ad una condotta di gara sempre aggressiva. VOTO: 8

ENRIC MAS: Lo spagnolo si divide i gradi di capitano con Lopez, insieme cercano di mettere pressione a Roglic, ma senza ottenere grossi risultati. Corre con attenzione e non perde mai la bussola, a differenza del compagno di squadra. Il suo è u secondo posto meritatissimo, come nel 2018, se consideriamo anche le fatiche accumulate al Tour de France. VOTO: 7,5

JACK HAIG: Finalmente riesce a fare classifica in un grande giro. Senza subire pressioni e senza dividersi i ruoli di capitano con nessun altro (Landa si fa fuori praticamente subito) conquista il gradino più basso del podio finale. VOTO: 7,5

ADAM YATES: Il britannico sfiora il podio. Col senno di poi conveniva dargli carta bianca sin dall’inizio della corsa. Appena Bernal dà segni di cedimento, nella seconda settimana inizia a curare la classifica generale dove risale tappa dopo tappa. VOTO: 7

CLEMENT CHAMPOUSSIN: Il corridore della AG2R Citroën Team riesce a vincere per la prima volta in carriera una tappa in un Grande Giro, un successo meritato dopo averci provato più volte in precedenza. VOTO: 7

GINO MADER: Lo svizzero si era fatto conoscere dal grande pubblico durante il Giro d’Italia 2021 con la vittoria a San Giacomo. In Spagna si dedica alla classifica generale e sorprendentemente termina al quinto posto, piazzamente che gli consente anche di vincere la classifica dedica ai giovani. VOTO:7

JASPER PHILIPSEN: Dopo un Tour de France non all’altezza ha la sua rivincita alla Vuelta. Il velocista della Alpecin-Fenix si sblocca con due belle vittorie a Burgos e ad Allbacete. VOTO: 7

SEPP KUSS: Il giovane corridore della Jumbo-Visma è un tuttofare. Fa il gregario quando serve per Roglic, cura la classifica generale e nel frattempo prova a vincere qualche tappa salendo sul podio di giornata. In molti altri team farebbe sicuramente il capitano. VOTO: 7

ANDREA BAGIOLI: Il giovane ciclista della Deceuninck-QuickStep non sfigura al cospetto di ciclisti più esperti e navigati di lui. Lavora per il capitano di giornata quando c’è da lavorare e si prende le sue responsabilità quando ha il via libera. Raccoglie un terzo posto sull’Alto de la Montaña de Cullera e un secondo posto a Cordoba, lanciando ottimi segnali per il futuro. VOTO: 6,5

DAMIANO CARUSO: Il siciliano è strepitoso nella tappa dell’Alto de Velefique, sul quale va a vincere partendo da lontano. Nei giorni successivi la condizione lo abbandona e si accontenta di terminare la corsa in modo decoroso. Di gran lunga il miglior italiano nei Grandi Giri in questa stagione ciclistica 2021. VOTO: 6,5

FLORIAN SENECHAL: Il corridore della Deceuninck-QuickStep riesce a trionfare a Villanueva de la Serena dopo aver lavorato tanto nei finali di tappa per il proprio capitano Jakobsen. Un successo meritato per un corridore talentuoso e generoso. VOTO: 6,5

GUILLAUME MARTIN: Entrando nella fuga bidone della decima tappa si ritrova al secondo posto in classifica generale. Da lì in poi si mette a difendere la top ten finale e ci riesce chiudendo al nono posto. VOTO: 6,5

ODD CHRISTIAN EIKING: Il corridore della Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux conquista la Maglia Rossa grazie ad una fuga bidone e riesce a mantenere il primato per ben sette tappe finché è costretto a cedere ai big. VOTO: 6,5

REIN TAARAMAE: L’estone della Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux riesce a rubare, per due tappe, la Maglia Rossa a Roglic grazie alla fuga vittoriosa verso il Picón Blanco. Un risultato meritato che mancava dal 2016, quando trionfò in Italia a Sant’Anna di Vinadio. VOTO: 6,5

ROMAIN BARDET: Il corridore del Team DSM parte a rilento per per attaccare nella seconda settimana, dove riesce a vincere a Pico Villuercas. Si riperde nell’ultima settimana dove attacca ancora, ma stavolta la gamba gira a vuoto. VOTO: 6,5

ALBERTO DAINESE: Molto incoraggiante l’esordio del giovane veneto in un Grande Giro. Tanti piazzamenti in volata al cospetto di rivali più quotati che lasciano presagire un futuro roseo. VOTO: 6

ANDREAS KRON: Il giovanissimo danese della Lotto Souda lè un peperino. Sempre attivo, lo si è spesso visto in azione in molte fughe. VOTO: 6

DAVID DE LA CRUZ: Senza infamia e senza lode, correndo con costanza sfrutta le débâcle degli avversari riuscendo a centrare un posto nei primi dieci della classifica generale. Buona la cronometro finale di Santiago de Compostela, grazie alla quale guadagna il settimo posto. VOTO: 6

EGAN BERNAL: Non si presenta al via nelle migliori condizioni fisiche e cerca di trovare il colpo di pedale giusto, che non troverà mai nonostante non ci pensi due volte per tentare qualche sortita. VOTO: 6

FELIX GROßSCHARTNER: Una Vuelta di Spagna corsa con molta costanza e attenzione. Quando ha terreno e spazio per attaccare lo fa; una volta entrato in classifica si mette a curarla e riesce a terminare a Santiago de Compostela al decimo posto. VOTO: 6

KENNY ELISSONDE: Il portacolori della Trek-Segafredo parte forte e riesce a conquistare, anche se solo per pochi giorni, la Maglia Rossa. VOTO: 6

LOUIS MEINTJES: Dopo tanto tempo lo troviamo a lottare per un posto nella top ten della classifica generale. La sfortuna vuole che debba lasciare la corsa sul più bello a causa di una caduta. VOTO: 6

MICHAEL MATTHEWS: L’australiano corre senza risparmiarsi fin dalla prima settimana, raccogliendo piazzamenti qua e là. Gli manca lo spunto decisivo, un problema che si protrae da più di un anno ormai. VOTO: 6

ALEX ARANBURU: Parte bene già dal prologo di Burgos, dove arriva secondo, e poi si piazza quinto nella tappa in linea successiva. Si perde dalla terza tappa in poi fino al ritiro causato da una caduta. Di gran lunga il migliore dall’Astana in questa edizione della Vuelta. VOTO: 5,5

JESUS HERRADA: Attivo solo sul Pico Villuercas, dove deve arrendersi ad un Bardet in giornata di grazia. VOTO: 5,5

JON ABERASTURI: L’esperto velocista della Caja Rural – Seguros RGA prova a rendersi utile negli arrivi in volata. Tanta buona volontà ma risultati non certo eccelsi. VOTO: 5,5

MATTEO TRENTIN: Il trentino della UAE Team Emirates non riesce a vincere una tappa. Corre con aggressività e sagacia, ma il suo guizzo vincente si è un po’ arruginito. VOTO: 5,5

RICCARDO MINALI: Il venticinquenne velocista della Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux non riesce a fare il salto di qualità tra i professionisti mentre il tempo passa inesorabilmente e i risultati non arrivano. VOTO: 5,5

ARNAUD DEMARE: Viene beffato da Jakobsen nella quarta frazione con arrivo a Molina de Aragón; da lì in poi si eclissa e non lo si vede più. VOTO: 5

DANIEL NAVARRO: Il corridore della Burgos-BH paga la non giovane età; tanta fatica solo per entrare nelle fughe di giornata. VOTO: 5

GIULIO CICCONE: Una Vuelta in chiaroscuro per l’abruzzese. Prova a far classifica, ci mette ardore e sacrifico ma il risultato non è dei migliori. Purtroppo una caduta all’inizio dell’ultima settimana lo costringe al ritiro. Gli manca ancora la costanza nei Grandi Giri per fare quel salto di qualità che tutti si aspettano da lui. VOTO: 5

LILIAN CALMEJANE: Tanti passaggi a vuoto per il transalpino della AG2R Citroën Team. Gli manca una vittoria di tappa in un Grande Giro dal 2017, ci saremmo aspettati una condotta di corsa più aggressiva, considerando anche che la Vuelta è stata l’unica corsa di tre settimane in cui ha partecipato quest’anno. VOTO: 5

LUIS ANGEL MATE’: Il corridore della Euskaltel – Euskadi doveva essere il portabandiera del team, ma conclude la corsa senza nessuna azione degna di nota. VOTO: 5

SEP VANMARCKE: Tappe adatte alle sue caratteristiche non ce n’erano tante, eppure lui non fa molto per ritagliarsi lo spazio necessario per attaccare o provare a conquistare una posizione d’onore. VOTO: 5

MIKEL LANDA: Un crescendo di delusioni dopo essere arrivato al via nella migliore forma fisica possibile. Cadute, giri a vuoto e distrazioni fino al ritiro nella diciassettesima tappa. Ancora un’occasione sprecata per il basco. VOTO: 4

MIGUEL ANGEL LOPEZ: Si ritira durante l’ultima tappa in linea della Vuelta, quando era in piena corsa per il podio finale pochi giorni dopo la splendida vittoria sull’Altu d’El Gamoniteiru. Per lui una crisi di nervi che non è stata ancora digerita in casa Movistar. Lascia la Vuelta nel peggior modo possibile, inaccettabile da parte di un professionista. VOTO: 2

FABIO ARU: Il sardo dice addio al ciclismo su strada a soli 31 anni, terminando la sua avventura sulle due ruote proprio nella corsa che gli ha regalato l’emozione più grande. Era il 2015 quando Aru vinse la Vuelta superando corridori come Joaquin Rodriguez, Nairo Quintana e Tom Dumoulin. Dopo i podi sorprendenti del Giro d’Italia aveva conquistato un Grande Giro proprio come Nibali (anche lo “Squalo” iniziò a dominare le corse di tre settimane proprio partendo dalla Vuelta). Fabio sarà accostato come rivale ed erede ciclistico al siciliano, dopo Coppi-Bartali e Moser-Saronni la stampa e gli appassionati italici pregustavano una nuova rivalità tutta tricolore. Invece non sarà così. Problemi fisici, psicologici e caratteriali gli hanno impedito di continuare a lottare per risultati importanti. Ultima vittoria nel 2017, tappa e Maglia Gialla conquistata al Tour de France da campione italiano in carica, troppo tempo per un corridore che a soli 24 anni trionfava a Plan di Montecampione entrando di prepotenza tra i big del ciclismo mondiale. VOTO ALLA CARRIERA: 6,5

Luigi Giglio

LA TAPPA DEL GIORNO: PADRÓN – SANTIAGO DE COMPOSTELA

settembre 5, 2021 by Redazione  
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Gran finale a cronometro per la Vuelta 2021, che quest’anno ha scelto di non arrivare nella solita Madrid. L’ultima tappa si disputerà sulle movimentate strade della Galizia, ricalcando il tracciato di una prova contro il tempo disputata alla Vuelta del 1993

Era da parecchie edizioni che la Vuelta non proponeva una cronometro così lunga all’ultimo giorno di gara. Per trovare una simile alla Padrón – Santiago de Compostela bisogna tornare indietro nel tempo fino al 2004, quando il Giro di Spagna terminò a Madrid con una prova contro il tempo di 28 Km vinta dallo spagnolo Santiago Pérez, mentre il suo connazionale Roberto Heras si difese e per 30 secondi conquistò la sua terza Vuelta. Due anni prima, invece, non gli era andata così bene perchè nella conclusiva Warner Bros Park – Madrid di 41 Km perse e di parecchio (2′14″) le insegne del primato, passate ad Aitor González. Venendo alla crono di quest’anno si disputerà sulla distanza di 34 Km ricalcando le rotte di un’altra tappa contro il tempo che fu proposta come ultima tappa della Vuelta. Era il 1993 e quel giorno si percorsero le medesime strade di oggi, anche se era maggiore di una decina di chilometri la distanza di gara, completata nel minor tempo da Alex Zülle, che rimase in sella per poco più di un’ora. La media dell’elvetico non fu elevatissima, poco meno di 44 Km orari, a causa di un tracciato non proprio da specialisti per la presenza di due tratti in salita. Il primo lo s’incontrerà a 13 Km dalla partenza e sarà il più difficile, un chilometro esatto al 7.5% al termine del quale saranno presi i primi tempi di gara. Ad una decina di chilometri dal traguardo si incontrerà la seconda ed ultima ascesa (mille metri al 6% e altro punto di rilevamento degli intermedi), ma anche il tratto conclusivo proporrà costantemente sotto le ruote dei corridori una lieve e costante pendenza. L’arrivo sarà in Plaza del Obradoiro, al cospetto della celebre cattedrale di Santiago de Compostela, punto terminale dello storico cammino percorso ogni anno da migliaia di pellegrini. Per avere l’attestato che certifica d’averlo effettuato bisogna dimostrare di aver percorso a piedi almeno 100 Km, ma non sarà così per i partecipanti alla Vuelta: per essere inclusi nella classifica generale dovranno aver terminato in sella alle loro bici l’intero percorso del Giro di Spagna. 3417 Km per la precisione!

METEO

Padrón – partenza primo corridore: poco nuvoloso, 24.8°C, vento moderato da SSW (12 km/h), umidità al 49%
Padrón – partenza maglia rossa: cielo sereno, 24°C (percepiti 25°C), vento debole da SW (5 km/h), umidità al 53%
Santiago de Compostela – arrivo primo corridore : poco nuvoloso, 31.3°C (percepiti 30°C), vento moderato da SSW (10-15 km/h), umidità al 28%
Santiago de Compostela – arrivo maglia rossa : cielo sereno, 27.8°C, vento debole da NNW (5-8 km/h), umidità al 41%

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

16.29: partenza del primo corridore (Josef Černý) da Padrón
17.10: arrivo del primo corridore a Santiago de Compostela
17.50: inizio diretta su Eurosport 1 (circa un’ora e venti minuti dopo la partenza del primo corridore)
19.49: partenza di Primoz Roglic da Padrón
20.30: arrivo di Primoz Roglic a Santiago de Compostela

L’ANGOLO DELLA STORIA

Nonostante si tratti di una delle più celebri località spagnole non sono molte le volte nelle quali il Giro di Spagna ha proposto Santiago de Compostela nel suo tracciato, forse per non far scontrare troppo spesso la complessa macchina organizzativa della Vuelta con i numerosi pellegrini che giornalmente giungono al noto santuario galiziano. Il motivo è lo stesso per il quale Lourdes e il Tour de France si sono “incontrati” di persona in sole sei occasioni e di queste due sono stati arrivi di tappa e quattro meno “invasive” partenze. La Vuelta, che ha dimensioni più ridotte rispetto al gigantesco carrozzone della Grande Boucle, è finora riuscita a proporre 8 volte il traguardo in quel di Santiago, al quale è “pellegrinata” per la prima volta nel 1942, quando a imporsi fu lo spagnolo Antonio Andrés Sancho. Per i motivi sopra citati bisognerà attendere 40 anni esatti per rivedere la Vuelta sulle strade di Santiago, che nel 1982 sarà scelta per ospitare il cronoprologo, vinto da Marc Gomez, il corridore francese che esattamente un mese prima si era imposto a sorpresa, da neoprofessionista, alla Milano-Sanremo. Tre anni dopo sarà un corridore italiano a tagliare vittorioso questo traguardo, il mantovano Giambattista Baronchelli, al quale succederà nel 1989 lo spagnolo Joaquín Hernandez. Dopo aver ospitato la partenza assoluta nel 1982, Santiago avrà per la prima volta l’onore di ospitare l’arrivo della tappa conclusiva nel 1993, in occasione della citata crono vinta da Alex Zülle, che quel giorno rischiò di portar via la maglia amarillo al suo connazionale Tony Rominger, vincitore della sua seconda Vuelta (su tre conquistate consecutivamente) con appena 29 secondi di vantaggio. Dopo la seconda tappa dell’edizione 2007, vinta allo sprint dallo spagnolo Óscar Freire, Santiago tornerà ad essere ultimo traguardo della Vuelta nel 2014 e anche in quell’occasione si disputò una cronometro, anche se del tutto ininfluente per la classifica generale perchè quell’anno si scelse di proporre un facile tracciato in circuito di una decina di chilometri che porterà ancora il sigillo di un corridore italiano, il parmense Adriano Malori.

La cattedrale di Santiago de Compostela e l’altimetria della ventunesima tappa (www.ilcamminodisantiago.net)

La cattedrale di Santiago de Compostela e l’altimetria della ventunesima tappa (www.ilcamminodisantiago.net)

LA TAPPA DEL GIORNO: SANXENXO – MOS (CASTRO DE HERVILLE)

settembre 4, 2021 by Redazione  
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Ultime salite alla Vuelta 2021, che domenica si concluderà a Santiago di Compostela. È l’ultima occasione favorevole agli scalatori per rifinire la top ten della classifica

Le montagne sono terminate ma c’è ancora spazio per le salite alla Vuelta 2021. Nella penultima tappa se ne affronteranno ben undici, cinque delle quali valevoli per assegnare definitivamente la maglia di leader della classifica dei Gran Premi della Montagna, che al momento vede in testa l’australiano Michael Storet con soli 4 punti di vantaggio sul francese compagno di squadra Romain Bardet e 11 sul “capo” della Vuelta Primoz Roglic. Oggi si dovranno superare nel complesso 55 Km di salita a quote collinari (si supereranno di poco i 600 metri sul livello del mare), incontrando brevi rampe con il “peperoncino” nelle gambe inserite all’interno di ascese che sulla carta non sembrano impegnative e che potrebbero vedere inscenate piccole scaramucce tra gli interessati per definire la top ten della classifica alle spalle dell’irraggiungibile Roglic: appena 23 secondi, per esempio, separano il secondo della classifica dal terzo e poco importa che quei due corridori, Enric Mas e Miguel Angel Lopez, siano compagni di squadra. Il primo tratto al “peperoncino” sarà rappresentato dal chilometro iniziale al 10% dell’Alto de Mabia (6 Km al 5.7%), che s’incontrerà ad un’ottantina di chilometri dalla conclusione; dopo il successivo Alto de Mougás (quasi 10 Km al 6.1%, Cima Coppi della tappa) un’altra salita speziata sarà l’Alto de Prado, i cui 5.5 Km al 6.2% contengono una rampa di mille metri al 10.3% collocata nel finale dell’ascesa. Giudice senza possibilità d’appello, poichè in vetta si concluderà questa frazione, sarà la conclusiva ascesa verso il Castro de Herville, una decina di chilometri al 5% con un’altra maligna rampetta di un chilometro al 10.6% che si esaurirà a circa 6 Km dall’arrivo.

METEO

Sanxenxo : nubi sparse, 17.9°C, vento debole da SSW (3 km/h), umidità al 85%
Ponte Caldelas (Km 33.4) : nubi sparse, 19.9°C, vento debole da SSW (6-7 km/h), umidità al 74%
Mos (67.5 Km) : nubi sparse, 21.4°C, vento debole da SW (7 km/h), umidità al 75%
Baiona (traguardo volante – 157.6 Km) : nubi sparse, 18.3°C, vento debole da SW (6 km/h), umidità al 82%
Mos (Castro de Herville): previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

11.47: partenza da Sanxenxo
12.03: chilometro 0
14.50-15.15: scollinamento Alto de Vilachán
15.15: inizio diretta su Eurosport 1 (a circa 121 Km dalla partenza)
15.20-15-40: scollinamento Alto de Mabia
15.50-16.15: scollinamento Alto de Mougás
16.05-16.35: traguardo volante di Baiona
16.35-17.10: scollinamento Alto de Prado
17.15-17.50: arrivo a Mos

L’ANGOLO DELLA STORIA

La penultima tappa prende il via da Sanxenxo, centro della Galizia non particolarmente celebre ma che ha avuto un privilegio riservato a poche cittadine spagnole, quello di aver ospitato il “Grand Départ” della Vuelta. Accadde il 24 agosto del 2013, quando vi terminò la cronosquadre d’apertura, scattata da Vilanova de Arousa e vinta dall’Astana, che percorse i 27 Km del tracciato a quasi 55 Km orari, precedendo di dieci secondi la RadioShack – Leopard e di sedici la Omega Pharma – Quick Step, mentre le uniche due formazioni italiane al via, la Lampre – Merida e la Cannondale, accusarono rispettivamente 56 secondi e 1′26″ di ritardo. A vestire la prima maglia rossa fu lo sloveno Janez Brajkovic mentre ad essere incoronato vincitore della Vuelta tre settimane più tardi sarà il 41enne statunitense Chris Horner, corridore più anziano ad imporsi in un Grande Giro. L’anno precedente Sanxenxo si era “impratichita” di Vuelta ospitando per la prima volta l’arrivo di una frazione della corsa spagnola, vinta dal tedesco John Degenkolb, che precedette allo sprint il francese Bouhanni e l’italiano Daniele Bennati.

La croce innalzata sulla vetta dell’Alto do Castro de Herville e l’altimetria della ventesima tappa (turismoriasbaixas.com)

La croce innalzata sulla vetta dell’Alto do Castro de Herville e l’altimetria della ventesima tappa (turismoriasbaixas.com)

LA TAPPA DEL GIORNO: TAPIA – MONFORTE DE LEMOS

settembre 3, 2021 by Redazione  
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Volata o fuga? Entrambe le ipotesi sono valide per la terzultima tappa della Vuelta, ma la seconda è favorita dalla collazione di questa frazione a pochi giorni dal termine della corsa spagnola

Se questa tappa si fosse disputata nel corso della prima o della seconda settimana i velocisti non avrebbero avuto molti problemi nell’arrivare a disputarsi la vittoria al termine di una tappa caratterizzata da due lunghi tratti pianeggianti negli ultimi 80 Km, intervallati da una modesta salita di 3.5 Km al 4.6% piazzata a circa 32 Km dall’arrivo. Grazie al disegno altimetrico del finale le loro formazioni non avrebbero avuto troppi problemi ad andare a riprendere la fuga di giornata, andata via nella più movimentata fase iniziale della tappa, che prevede tre Gran Premi della Montagna non eccessivamente difficili, due dei quali classificati di seconda categoria. Ma c’è un incognita che pesa come una casa sull’esito di questa frazione, perchè è collocata nella terza ed ultima settimana di corsa, a soli tre giorni dalla conclusione e all’uscita dall’impegnativa due giorni trascorsa sulle difficili salite delle Asturie. Le energie sono in calando, nelle scorse frazioni molte se ne sono spese e oggi potrebbero mancare proprio tra i corridori delle squadre che dovranno lavorare per i loro velocisti, se rimasti in gara. Dunque le maggior chances di andare al traguardo oggi c’è l’avranno i corridori in fuga, proprio come successo a luglio al Tour nella tappa che arriva a Libourne, altimetricamente molto più semplice rispetto a quella odierna. Anche quella frazione si correva al terzultimo giorno di corsa e subito dopo aver affrontato i tapponi pirenaici: il gruppo tentò di tenere a bada il corposo tentativo andato via, poi mollò e la testa della corsa riuscì a presentarsi al traguardo con un vantaggio di quasi ventun minuti.

METEO

Tapia : nubi sparse, 19.7°C (percepiti 20°C), vento debole da WSW (6 km/h), umidità al 81%
A Fonsagrada (Km 66.7) : poco nuvoloso, 19.6°C (percepiti 25°), vento debole da WSW (4-7 km/h), umidità al 83%
Lugo (123 Km) : cielo coperto, 26.1°C (percepiti 27°C), vento debole da WSW (9-10 km/h), umidità al 54%
Monforte de Lemos: cielo coperto, 27.5°C, vento moderato da W (12-14 km/h), umidità al 51%

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

12.11: partenza da Tapia
12.29: chilometro 0
13.00-13.05: scollinamento Alto de Sela de Entorcisa
13.20-13.25: scollinamento Alto da Garganta
14.00-14.10: scollinamento Alto de Barbeitos
15.00: inizio diretta su Eurosport 1 (a circa 100 Km dalla partenza)
16.30-17.00: traguardo volante di Oural
17.15-17.50: arrivo a Monforte de Lemos

L’ANGOLO DELLA STORIA

Non hanno mai ospitato un arrivo della Vuelta, ma sia Tapia, sia Monforte de Lemos hannno già avuto l’occasione di accogliere una partenza di tappa della corsa spagnola. Da Tapia, cittadina asturiana affacciata sull’Oceano Atlantico, scattò la quarta tappa dell’edizione del 1995, la prima disputata a settembre dopo il “trasloco” dalla precedente collocazione primaverile, quando la Vuelta si correva tra aprile e maggio, talvolta accavallandosi con le prime frazioni del Giro d’Italia. Quel giorno l’arrivo era fissato a La Coruña, dove si impose allo sprint il tedesco Marcel Wüst e dove il gruppo giunse dopo aver percorso un lungo tratto in automobile: a causa del forte vento ad un certo punto la giuria decise di interrompere la corsa, far salire i corridori in ammiraglia e tagliare quasi 100 Km di gara. Dal centro galiziano di Monforte de Lemos ha, invece, preso le mosse la sesta tappa dell’edizione 2016, terminata a Luintra con il successo del britannico Simon Yates.

Il monastero di San Vicente del Pino a Monforte de Lemos e l’altimetria della diciannovesima tappa (www.booking.com)

Il monastero di San Vicente del Pino a Monforte de Lemos e l’altimetria della diciannovesima tappa (www.booking.com)

LA TAPPA DEL GIORNO: SALAS – ALTU D’EL GAMONITEIRU

settembre 2, 2021 by Redazione  
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È l’ultima tappa di montagna della Vuelta 2021, ma pare difficile alla luce dell’impresa di ieri ai Laghi di Covandonga mettere in discussione il primato di Roglic. La salita finale, però, è molto dura e lo saranno anche le altre ascese inserite sul percorso: lo sloveno dovrà correre con molto attenzione, avendo ieri buttato sul piatto molte energie

Gamoniteiru è un nome che a sentirlo pronunciare fa quasi paura. E ancora più mette i brividi sapere che quello è il culmine di una salita parente strettissima del tremendo Angliru, non solo per le difficoltà ma anche perchè appartengono al medesimo massiccio montuoso. La strada dell’Angliru risale la “face nord”, quella del Gamoniteiru si trova esattamente dalla parte opposta e appena 4 Km in linea d’aria separano il piazzale dove termina la prima dal luogo dove si concluderà l’ultima tappa di montagna della Vuelta 2021. Le due salite non sono solo parenti ma anche quasi gemelle perchè l’Angliru misura 13.2 Km e sale al 9.4% medio, mentre quella che si affronterà oggi alla Vuelta è di quasi un chilometro più lunga (14.6 Km per la precisione) e presenta una pendenza media leggermente superiore (9.8%), anche se il top continua a rimanere l’altra salita in virtù di un tratto finale estremamente duro, con inclinazioni che arrivano al 23%. Raggiunge al massimo il 17% il Gamoniteiru, che si affronterà al termine di una frazione di circa 163 Km che proporrà altre due salite molto impegnative, cominciando con il Puerto de San Lorenzo (10 Km all’8.5%), che si dovrà scavalcare a 54 Km dalla partenza. Una trentina di chilometri più avanti si salirà una prima volta sull’Alto de la Cobertoria, affrontandone in questa occasione il versante occidentale (7.9 Km all.97%) e scendendo per quello orientale, che sarà percorso in salita nel finale, costituendo questo il tratto iniziale dell’impegnativa ascesa diretta al Gamoniteiru. Dopo l’impresa di ventiquattrore fa ai Lagos de Covadonga Roglic parrebbe nella classica botte di ferro, ma con un percorso del genere anche lo sloveno dovrà stare molto attento a parare gli attacchi degli avversari, perchè con l’impresa di ieri ha speso parecchie energie

METEO

Salas : poco nuvoloso con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 22.2°C (percepiti 23°C), vento debole da NNW (6 km/h), umidità al 76%
La Pola – 1° passaggio (Km 59) : poco nuvoloso con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 24.1°C (percepiti 25°), vento debole da NNW (9 km/h), umidità al 66%
La Pola – 2° passaggio (inizio salita finale) : poco nuvoloso con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 23.9°C, vento debole da N (10 km/h), umidità al 67%
Altu d’El Gamoniteiru: previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

12.35: inizio diretta su Eurosport 1 (3 minuti prima della partenza)
12.38: partenza da Salas
13.07: chilometro 0
14.15-14.25: inizio salita Puertu de San Llaurienzu
14.30-14.40: scollinamento Puertu de San Llaurienzu
15.15-15.35: traguardo volante di Bárzana e inizio salita Altu de la Cobertoria
15.35-15.50: scollinamento Altu de la Cobertoria
16.40-17.10: scollinamento Altu la Segá o del Cordal
16.55-17.20: inizio salita finale
17.15-17.45: arrivo sull’Altu d’El Gamoniteiru

L’ANGOLO DELLA STORIA

Il Gamoniteiru è una novità a metà perchè, se il tratto finale della salita non è mai stato percorso prima in nessuna corsa ciclistica, la prima parte dell’ascesa finale è una vecchia conoscenza della Vuelta. La cima all’Alto della Cobertoria, punto dove si stacca la strada diretta alla cima del monte, in dodici occasioni ha assegnato i punti per la classifica dei Gran Premi della Montagna e una volta fu stabilito di far terminare lì una frazione della corsa spagnola. La prima scalata risale al 1988, quando fu inserita nel tracciato della León – Estación Valgrande Pajares, tappa vinta dallo spagnolo Álvaro Pino dopo che la vetta della Cobertoria era stata conquistata per primo dal colombiano Carlos Maria Jaramillo. Nell’albo d’oro di quest’ascesa asturiana a Jaramillo sono quindi succeduti lo spagnolo Jesús Montoya nel 1990, il suo connazionale Pedro Delgado nel 1993, il francese Laurent Jalabert nel 1997, il portoghese Orlando Rodrigues nel 1999, il kazako Alexandre Vinokurov nel 2006 (l’anno dell’arrivo di tappa), lo spagnolo Luis Léon Sánchez nel 2010, il belga Thomas De Gendt nel 2012, ancora Sánchez nel 2014, il lussemburghese Frank Schleck nel 2015 e il polacco Tomasz Marczynski nel 2017, mentre nel 2019 a transitare per primo in testa è stato Geoffrey Bouchard, lo scalatore francese che quest’anno si è aggiudaticato la classifica dei Gran Premi della Montagna al Giro d’Italia.

La cima del Gamoniteiru e l’altimetria della diciottesima tappa (fusionasturias.com)

La cima del Gamoniteiru e l’altimetria della diciottesima tappa (fusionasturias.com)

LA TAPPA DEL GIORNO: UNQUERA – LAGOS DE COVADONGA

settembre 1, 2021 by Redazione  
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È il giorno di una salita storica della Vuelta, i Lagos de Covadonga, che si affronterà dopo esser saliti per due volte sull’inedita e impegnativa Collada Llomena

Dopo tante salite inedite è arrivato il momento di affrontare una storica ascesa della Vuelta, i Laghi di Covadonga, l’Alpe d’Huez del Giro di Spagna. Il paragone ci sta tutto, a partire dal fatto che si tratta di una delle salite più presenti nel tracciato della corsa iberica, proposta per la prima volta nel 1983 e inserita nel percorso per 21 volte negli ultimi 38 anni. Rispetto alla blasonata salita francese (30 arrivi di tappa) i “Lagos” vincono il confronto per l’incantevole scenario del parco nazionale dei Picos de Europa (dal 2003 riserva della biosfera dell’UNESCO) verso il quale si arrampicano i suoi 12.5 Km al 7%, numeri leggermente inferiori a quelli dell’Alpe (13.8 Km al 8.1%) ma che sono, però, condizionati da due brevi discese che spezzano la salita negli ultimi 3500 metri, mentre i primi 8 Km – la parte più difficile – presentano una pendenza media del 9%. Solitamente questa salita viene proposta “liscia” oppure addizionata dalla precedente ascesa al Mirador del Fito, come accaduto in occasione della tappa disputata nel 2018. Stavolta, però, non si verificherà nessuno di questi scenari perchè gli organizzatori sono andati a scovare tra le valli asturiane un’altra salita mai affrontata prima e, come accaduto con il Pico Villuercas, la faranno ripetere due volte: è la Collada Llomena, 7.6 Km al 9.1% in vetta ai quali si scollinerà la prima volta quando mancheranno poco meno di 100 Km al traguardo e la seconda ad una quarantina di chilometri dall’inizio della mitica ascesa finale. Non sono pochi e lo spazio per rientrare ci sarebbe, ma la duplice ascesa alla Llomena potrebbe rimanere nelle gambe al momento d’inerpicarsi verso i “Lagos”.

METEO

Unquera : nubi sparse 23.5°C, vento moderato da E (19 km/h), umidità al 61%
Cangas de Onís (Km 59) : pioggia debole (0.2 mm), 23.2°C (percepiti 24°), vento moderato da E (17 km/h), umidità al 66%
Covadonga (inizio salita finale) : pioggia debole (0.7 mm), 19.8°C, vento debole da E (6 km/h), umidità al 89%
Lagos de Covadonga: previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

11.50: inizio diretta su Eurosport 1 (20 minuti prima della partenza)
12.10: partenza da Unquera
12.21: chilometro 0
13.20-13.30: scollinamento Altu de Hortigueru
14.30-14.45: inizio prima ascesa alla Collada Llomena
14.40-15.00: primo scollinamento Collada Llomena
15.30-16.00: inizio seconda ascesa alla Collada Llomena
15.45-16.10: secondo scollinamento Collada Llomena
16.40-17.10: traguardo volante di Cangas de Onís
16.55-17.30: inizio salita finale
17.15-17.50: arrivo ai Lagos de Covadonga

L’ANGOLO DELLA STORIA

La storia ciclistica dei “Lagos” inizia il 2 maggio del 1983, quando vi terminò per la prima volta nella storia una tappa della Vuelta, partita da Aguilar de Campoo e vinta dallo spagnolo Marino Lejarreta, giunto al traguardo con 1′11″ di vantaggio su Bernard Hinault. Saranno proprio i corridori di casa i mattatori su questa salita, che vedrà imporsi Pedro Delgado nel 1985 e nel 1992, Álvaro Pino nel 1989, Juan Miguel Mercado nel 2001, Eladio Jiménez nel 2005 e Antonio Piedra nel 2012, mentre non è stata riassegnata la vittoria della tappa del 2010 dopo la squalifica per doping di Carlos Barredo. Nella speciale classifica delle nazioni vincitrici ai “Lagos” alle spalle della Spagna si piazza la Colombia con le due vittorie di Lucho Herrera e le affermazioni di Oliverio Rincón e Nairo Quintana, mentre sul terzo gradino del podio troviamo con tre successi a testa Francia (Thibaut Pinot e due volte Laurent Jalabert) e Russia (Pável Tonkov, Andrei Zintchenko e Vladimir Efimkin). Fanalini di coda con una solta vittoria sono Germania (Reimund Dietzen), Regno Unito (Robert Millar) e Polonia (Przemysław Niemiec). L’Italia si deve per il momento accontentare delle briciole: secondo posto per Leonardo Piepoli nel 2007 a 1′06″ da Efimkin e terzo posto per Gilberto Simoni nel 2005 a 1′32″ da Jiménez

L’affascinante scenario dei laghi di Covadonga e l’altimetria della diciassettesima tappa (www.freepik.com)

L’affascinante scenario dei laghi di Covadonga e l’altimetria della diciassettesima tappa (www.freepik.com)

LA TAPPA DEL GIORNO: LAREDO – SANTA CRUZ DE BEZANA

agosto 31, 2021 by Redazione  
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L’ultima settimana si apre con una tappa di difficile gestione per i velocisti, naturali favoriti per la vittoria in quel di Santa Cruz de Bezana. Nel finale le loro formazioni dovranno districarsi nel groviglio costituito dal vento, dai saliscendi e dalla tortuosità del chilometro finale.

Dopo il secondo giorno di riposo la Vuelta si rimette in cammino per affrontare la terza e decisiva giornata di gara. Le tappe chiave prima della cronometro dell’ultimo giorno si disputeranno tra domani e dopodomani, mentre oggi andrà in scena una frazione per velocisti apparentemente poco impegnativa ma che, invece, lo sarà e parecchio per le loro formazioni. Innanzitutto grossi problemi potrebbero arrivare dall’Oceano Atlantico perchè lunghi tratti della tappa si snoderanno a breve distanza dalle ventose coste del Golfo di Biscaglia, sulle quali oggi saranno previste folate che potranno arrivare a toccare velocità di 26 Km orari. Pur mancando grandi difficoltà altimetriche (è previsto un solo GPM di 3a categoria subito dopo metà tappa), si incontreranno diversi saliscendi, come quelli che movimenteranno il tratto di una quindicina di chilometri che terminerà a circa 10 Km dall’arrivo. Infine, quest’ultimo proporrà l’insidia di un chilometro conclusivo piuttosto complicato per tortuosità, con un paio di curve subito dopo il passaggio sotto la “flamme rouge” che anticiperanno una delicata inversione ad “U” su carreggiata ristretta ai 700 metri dal traguardo. Seguirà una “esse” ai meno 300 metri che introdurrà un rettilineo d’arrivo che proprio rettilineo non è perchè un’ultimissima e lieve curva dovrà essere superata subito prima del traguardo: una volata decisamente difficile che necessiterà di parecchia, parecchia attenzione.

METEO

Laredo : cielo sereno, 22.9°C, vento moderato da E (15 km/h), umidità al 63%
Beranga (Km 38) : cielo sereno, 23.5°C, vento moderato da E (16 km/h), umidità al 62%
Parbayón (Km 86.2) : poco nuvoloso, 23.6°C, vento moderato da ENE (23 km/h), umidità al 68%
Los Corrales de Buelna (112.5 Km): poco nuvoloso, 23.7°C, vento moderato da ENE (25 km/h), umidità al 67%
Santa Cruz de Bezana : cielo sereno, 24.6°C, vento moderato da ENE (26 km/h), umidità al 60%

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

12.49: partenza da Laredo
13.00: chilometro 0
15.00: inizio diretta su Eurosport 1 (a circa 81 Km dalla partenza)
15.30-15.50: scollinamento Alto de Hijas
16.30-16.55: traguardo volante di Santillana del Mar
17.20-17.45: arrivo a Santa Cruz de Bezana

L’ANGOLO DELLA STORIA

Santa Cruz de Bezana, meta inedita per la Vuelta, si trova ad una decina di chilometri dal capoluogo della Cantabria, la città di Santander, dove la corsa spagnola è stata decisamente di casa, sin dagli albori. Nel 1935 vi terminò, infatti, la seconda tappa della prima edizione, vinta dallo spagnolo Antonio Escuriet, che fu leader per un sol giorno perchè dopo la frazione successiva dovrà consegnare le insegne del primato al corridore che poi le porterà fino al traguardo conclusivo di Madrid, il belga Gustaaf Deloor. Dopo questa prima volta altre 33 frazioni termineranno su di un traguardo che in ben sette occasioni vedrà vincitori corridori italiani: il primo è stato Francesco Moser nel 1984, dopo il trentino Santander ha visto imporsi Guido Bontempi nel 1991, Alessio di Basco nel 1994, Gianluca Pianegonda nel 1995, Mariano Piccoli nel 2000, Giovanni Lombardi nel 2002 e Alessandro Petacchi nel 2003, che è stato anche l’ultimo corridore vincente su questo traguardo. Due volte, infine, a Santander è terminata la giornata d’apertura della corsa: nel 1956 Rik Van Steenbergen vinse la Bilbao – Santander, primo atto della Vuelta che terminerà con il successo di Angelo Conterno, primo italiano a conquistare la corsa spagnola; nel 1981 vi si svolgerà un tradizionale cronoprologo, vinto dal francese Régis Clère

L’isla de Castro a Santa Cruz de Bezana e l’altimetria della sedicesima tappa (www.expedia.it)

L’isla de Castro a Santa Cruz de Bezana e l’altimetria della sedicesima tappa (www.expedia.it)

VUELTA 2021: LE PAGELLE DELLA SECONDA SETTIMANA

agosto 30, 2021 by Redazione  
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Alla vigilia dei sette giorni che decideranno le sorti dell’edizione 2021 del Giro di Spagna ecco le pagelle della settimana centrale della corsa iberica

ODD CHRISTIAN EIKING: Con una fuga bidone il norvegese conquista il primato in classifica generale, cosa che ci può stare nella seconda settimana di un Grande Giro. Sorprendentemente la difende con successo anche nelle dure tappe a seguire perdendo pochissimo terreno. Il corridore della Intermarché – Wanty si affaccerà alla terza settimana con un vantaggio di 1′36” su Roglic, sognare non costa nulla. VOTO: 8,5

MICHAEL STORER: Il ventiquatrenne del Team DSM, dopo aver trionfato sul Balcón de Alicante, si conferma a Rincón de la Victoria dove conquista il suo secondo successo personale alla Vuelta. VOTO: 7,5

FLORIAN SENECHAL: Dopo aver lavorato tanto per Jakobsen, a Villanueva de la Serena si ritrova finalmente capitano. Un’occasione che il corridore della Deceuninck riesce a sfruttare nel migliore dei modi. VOTO: 7

GUILLAUME MARTIN: Si ritrova in seconda posizione della classifica generale dopo la tappa che da Roquetas de Mar arrivava a Rincón de la Victoria. Lotterà fino alla fine per difendere il podio. VOTO: 6,5

MAGNUS CORT: Ormai ci ha preso gusto il danese, dopo il trionfo all’Alto de la Montaña de Cullera riesce ad imporsi in una volata di una quarantina di unità a Cordoba. VOTO: 7

ROMAIN BARDET: Il francese del Team DSM si accende in questa seconda settimana. È autore di ina condotta di gara aggressiva e sempre all’attacco. Tra una fuga e l’altra riesce a trionfare sul Pico Villuercas e a scalzare Damiano Caruso dalla testa della classifica riservata agli scalatori. VOTO: 7

ADAM YATES: Fa corsa parallela con Bernal, dimostrandosi più elettrico e aggressivo del compagno di squadra. Risale in classifica, anche se non riesce a piazzare la zampata vincente. VOTO: 6,5

ENRIC MAS: Il capitano della Movistar ha un ritardo di soli 35” da Roglic. Corre attaccato alle ruote dello sloveno, forse troppo, non lo lascia mai se non per pagare gli scattini finali. Sarà una terza settimana di puro spettacolo dove proverà a guadagnare terreno prima della cronometro finale, ma dovrà usare una condotta di gara più agguerrita. VOTO: 6,5

FABIO JAKOBSEN: Resiste saldamente in testa alla classifica a punti in una settimana dove tappe per lui non se ne vedevano (tranne quella di Villanueva de la Serena, dove si perde nel finale). VOTO: 6,5

PRIMOZ ROGLIC: Seconda settimana in sofferenza per lo sloveno, che perde la Maglia Rossa e assaggia più volte l’asfalto. Prova a recuperare a Valdepeñas de Jaén dove vince la tappa, ma aggunta pochissimi secondi. Il capitano della Jumbo-Visma resta sempre il favorito per la vittoria finale, controlla bene i rivali più pericolosi, ma lo smalto e la brillantezza mostrate sulle prime salite si sono un po’ offuscate. VOTO: 6,5

RAFAL MAJKA: Dopo una prima settimana negativa, il polacco trova la giornata di grazia nella tappa di El Barraco, dove timbra il cartellino staccando il secondo di giornata di quasi 1′30”. VOTO: 6,5

EGAN BERNAL: Il colombiano corre in sordina, non è nella condizione migliore e si vede. Soffre i cambi di ritmo dei migliori e non offre mai l’impressione di essere pericoloso per gli avversari. Nonostante la condizione non ottimale non sprofonda e resta lì a giocarsi il tutto per tutto nella terza settimana. VOTO: 6

MIGUEL ANGEL LOPEZ: Il colombiano è sempre ad un passo da Mas e a due da Roglic, sempre. Conduzione di corsa più attenta ma senza guizzi degni di nota. VOTO: 6

GIULIO CICCONE: Seconda settimana più ostica per il corridore abruzzese. Nella fuga bidone di Rincón de la Victoria esce dalla top ten e perde le ruote dei migliori in salita. Prova a rientrarci nelle tappe successive ma senza successo. VOTO: 5,5

DAVID DE LA CRUZ: Doveva essere l’uomo di classifica della UAE-Team Emirates, difficilmente riuscirà ad entrare nei primi dieci. VOTO: 5,5

MATTEO TRENTIN: Il corridore della UAE-Team Emirates non riesce a trovare il guizzo giusto, ci va vicino a Villanueva de la Serena ma deve inchinarsi a Sénéchal. VOTO: 5,5

MIKEL LANDA: Il basco dice addio ai sogni di gloria, se ce n’erano, perdendo terreno tappa dopo tappa. Riesce nell’impresa di cadere anche in salita, segno che la testa è ancora il suo punto debole.
VOTO: 5

Luigi Giglio

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