VUELTA 2019: LE PAGELLE

settembre 17, 2019 by Redazione  
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Ecco le pagelle dell’ultima grande corsa a tappe della stagione 2019, conquistata senza tentennamenti da Primož Roglič, primo sloveno ad imporsi in un grande giro

TADEJ POGAČAR: La vera sorpresa di questa Vuelta. Ventun’anni fra qualche giorno e già vincitore di tappe e con un podio in un Grande Giro, se non è predestinato lui! Perde terreno nelle cronometro, ma riesce a vincere ben tre tappe, e che tappe, tapponi! VOTO: 9,5

PRIMOŽ ROGLIČ: Lo sloveno vince il suo primo Grande Giro in carriera, vince la crono con arrivo a Pau dove prende la maglia “roja” e non la lascia più. La Movistar prova in tutti i modi a metterlo in difficoltà, anche quando è a terra, ma Roglič non trema e non si lascia scalzare. VOTO: 9

ALEJANDRO VALVERDE: A 39 anni il murciano è ancora lì a lottare e ottiene un secondo posto che alla partenza poteva sembrare un’utopia; invece il tempo per lui sembra essersi fermato. Vince sul Mas della Costa, lotta sui monti finali, eterno. VOTO: 8,5

PHILIPPE GILBERT: Due tappe vinte strepitosamente, per lui ogni aggettivo sarebbe superfluo, è un grande che non smetterà mai di sturpirci. VOTO: 8

SEPP KUPP: Lo statunitense riesce a vincere una bellissima tappa al Santuario del Acebo, non disdice mai i suoi compiti di gregariato lavorando con tenacia e determinazione per il proprio capitano Roglič. VOTO: 7,5

FABIO JAKOBSEN e SAM BENNETT: Un duello bellissimo il loro: in volata si cercano, si scrutano e si combattono. Un duello che terminerà in parità, 2-2. VOTO: 7 ,5

NAIRO QUINTANA: Il colombiano lotta contro gli avversari e contro i compagni di squadra. Finisce in calando al quarto posto nella generale, sua una delle vittorie tecnicamente più belle nella tappa di Calpe. VOTO: 7

CARL FREDRIK HAGEN: Classe 1991, lo scalatore belga è alla prima partecipazione in un grande giro della sua carriera e il risultato è più che positivo. Dopo una vita nelle formazioni continental, con una regolarità da far invidia al miglior Zubeldia, arriva a Madrid con l’ottavo posto in classifica e un ritardo da Roglič di 12′54”. VOTO: 7

SERGIO HIGUITA: Il ventidueenne scalatore colombiano della EF Education First è una bella scoperta, lotta con grinta e classe riuscendo a vincere la dura tappa con arrivo a Becerril de la Sierra. Esce dalla top ten della classifica generale ma se il buongiorno si vede dal mattino…. VOTO: 7

GEOFFREY BOUCHARD: A sorpresa è il ventisettenne transalpino della AG2R La Mondiale a vincere la classifica degli scalatori. Sempre in fuga per prendere punti sui GPM, vince meritatamente il suo titolo più importante in carriera. VOTO: 7

JAKOB FUGLSANG: Il buon danese sta attraversando una stagione qualitativamente altissima e anche in terra di Spagna lascia il segno con classe. VOTO: 7

MIGUEL ÁNGEL LÓPEZ: Il colombiano è la prima maglia rossa della Vuelta, la perde e la riprende altre due volte. Ha a disposizione uno squadrone ma non sempre lo utilizza al meglio. Lotta ma non riesce mai a far male. Sul Puerto de la Morcuera prova il colpaccio, ha coraggio ma non le gambe. VOTO: 6,5

RAFAŁ MAJKA: Il polacco è il solito regolarista, finisce sesto nella generale grazie ad un grande acume tattico. VOTO: 6,5

NICHOLAS ROCHE: Indossa per tre giorni la maglia rossa, grazie alla cronosquadre e al secondo posto nella tappa di Calpe, poi la perde e il giorno dopo è costretto ad abbandonare la corsa a causa di una brutta caduta. VOTO: 6,5

MARC SOLER: Tra lavoro di gregariato e fughe impegnative, lo spagnolo della Movistar riesce a terminare la corsa nella top ten. VOTO: 6,5

ÁNGEL MADRAZO: L’esperto ciclista della Burgos-BH riesce a vincere nella prima fuga vincente della Vuelta, regalando al proprio team un risultato storico. VOTO: 6,5

JESÚS HERRADA: Vince con merito ad Ares del Maestrat. Lo spagnolo è un lusso per la Cofidis. VOTO: 6,5

MANUELE BOARO: Lavoro di qualità e sostanza per l’italiano dell’Astana. VOTO: 6,5

NIKIAS ARNDT: Il velocista del Team Sunweb, chiuso tra Bennett e Jakobsen, riesce a ritagliarsi la vittoria nella tappa di Igualada. VOTO: 6,5

JAMIE KNOX: Anche lui a sorpresa lotta per la classifica generale ed esce dalla top ten per un soffio. VOTO: 6,5

DARIO CATALDO: L’abruzzese si conferma grande gregario. L’anno prossimo la Movistar avrà una pedina fondamentale in più. VOTO: 6,5

MAXIMILIANO RICHEZE: Sfiora la vittoria quando ha il via libera, per il resto lavora per Jakobsen. Nella passerella di Madrid c’è molto di sua nella vittoria del buon Fabio. VOTO: 6,5

RÉMI CAVAGNA: Terzo nella cronometro di Pau, vittorioso nella tappa dei ventagli di Toledo. Talentino. VOTO: 6,5

MIKEL NIEVE: Doveva essere il gregario di lusso di Esteban Chaves, invece si ritrova capitano centrando la top ten. VOTO: 6

NICOLAS EDET: Lo scalatore della Cofidis riesce a trovare la “roja” sulla sua strada e la porta per una tappa. Vuole far classifica ma cala alla distanza. VOTO: 6

WILCO KELDERMAN: Talento ormai conclamato, con la sua regolarità conquista un settimo posto finale. Delude, però, nella conometro con arrivo a Pau, dove ci si aspettava di più da lui. VOTO: 6

TONY MARTIN: Lavora molto per Primož Roglič nella prima parte di ogni tappa, finché una caduta non lo costringe al ritiro. VOTO: 6

PATRIK BEVIN: Il suo secondo posto nella crono si Pau salva il bilancio del CCC-Team, autore di una Vuelta molto negativa. VOTO: 6

TAO GEOGHEGAN HART: Nella seconda e terza settimana è sempre lì, in fuga, all’attacco nel tentativo di andare a vincere una tappa. Non ci riesce ma ci va vicino più volte. VOTO: 6

MIKEL ITURRIA: Prima vittoria in carriera per il basco in questa Vuelta, nella tappa di Urdax-Dantxarinea. VOTO: 6

DYLAN TEUNS: Va più volte vicino a vincere una tappa ma non ci riesce, prende la ”roja” che mantiene un sol giorno. VOTO: 6

ALEXANDER ARANBURU: Il giovane ventitreenne velocista della Caja Rural – Seguros RGA centra due secondi posti di tappa; brillante e aggressivo lo ritroveremo sicuramente tra qualche anno a festeggiare una vittoria di tappa in un grande giro. VOTO: 6

VALERIO CONTI: Cerca di entrare in fuga e ci riesce ma senza ottenere grossi risultati. Poi, allo sbocciare del talento di Pogačar, il laziale si mette a sua disposizione. VOTO: 6

GIANLUCA BRAMBILLA: Riesce ad entrare più volte nelle fughe di giornata, ma i risultati non sono eccellenti. VOTO: 5,5

MARK PADUN: Non lascia il segno nel suo primo grande giro. Si rifarà. VOTO: 5,5

THOMAS DE GENDT: Stavolta il funambolo belga non lascia il segno. VOTO: 5,5

EDVALD BOASSON HAGEN: Passaggio a vuoto per il norvegese, non riesce a lasciare il segno e manco si avvicina a farlo. VOTO: 5

ESTEBAN CHAVES: Il colombiano non riesce a trovare il ritmo che vorrebbe. Non regge il passo dei big e nemmeno a trovare lo spunto per entrare in una fuga vincente. VOTO: 5

MARC SARREAU: Qualche piazzamento in volata ma nulla più per il velocista francese. VOTO: 5

ENRICO BATTAGLIN: Per il veneto una Vuelta di Spagna da dimenticare, praticamente da ”Chi l’ha visto?”. VOTO: 5

WOUT POELS: Doveva essere il capitano del Team Ineos, ma non ha benzina nel motore ed esce presto dalle prime posizioni della classifica generale. VOTO: 5

VASIL KIRYIENKA: Il bielorusso è da sempre una pedina preziona nel team Sky/Ineos, ma questa volta stecca. Passaggio a vuoto anche nelle cronometro. VOTO: 5

TEJAY VAN GARDEREN: Sfortunato come sempre, ormai la jella e il corridore australiano camminano a braccetto. VOTO: 5

JOHN DEGENKOLB: Al via del suo unico grande giro della stagione 2019, il tedescone della Trek Segafredo, pur avendo alcune tappe ideali per le sue caratteristiche, non riesce mai a trovare lo spunto e a lasciare il segno con qualche azione degna di nota. VOTO: 4,5

LOUIS MEINTJES: Il sudafricano è un fantasma, un’altra grande incognita del ciclismo mondiale. Esce presto dalla lotta per la classifica generale, prova a fare qualcosa in fuga ma senza convinzione. VOTO: 4,5

PIERRE-ROGER LATOUR: Lo scalatore francese partiva coi gradi di capitano nell’AG2R La Mondiale, ma non sfrutta per niente questa ghiotta opportunità. VOTO: 4

FABIO ARU: Il sardo è entrato in un vortice dove uscirne appare assai difficile. VOTO: 4

Luigi Giglio

VUELTA 2019 – LA ETAPA DEL DÍA: FUENLABRADA – MADRID

settembre 15, 2019 by Redazione  
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È la più facile tra le tappe finali del tre grandi giri della stagione 2019. Se la frazione conclusiva del Giro a Verona era stata a cronometro e la tradizionale passerella conclusiva del Tour sugli Champs-Élysées era preceduta da una marcia d’avvicinamento movimentata da qualche collinetta, l’ultimo atto della Vuelta 2019 avrà, invece, un profilo simile al mare calmo. Nessuna salita, nemmeno un cavalcavia, s’incontreranno nei poco più di 100 km della frazione conclusiva, metà della quale disegnata fuori dalla capitale spagnola prima di giungere sulle strade della capitale spagnola, dove si dovranno compiere nove tornate di 5800 metri ciascuna, caratterizzate da tre inversioni a “U”, l’ultima da superare immediatamente prima dell’arco dell’ultimo chilometro, insidie che avrebbero tenuti tutti all’erta in caso di pioggia. Effettivamente ne è prevista, e non poca, ma per fortuna dei corridori le precipitazioni più consistenti termineranno ben prima dell’orario di svolgimento di quest’ultima frazione, posticipata rispetto alle altre tappe. La partenza è, infatti, prevista alle cinque di stasera, l’orario nel quale normalmente si effettua l’arrivo, mentre conosceremo il nome del vincitore sul traguardo di Plaza de Cibeles attorno alle venti.

METEO VUELTA

Fuenlabrada : pioggia modesta (0.3 mm), 20.5°C, vento moderato da NNW (11-13 Km/h), umidità al 79%
Madrid – 1° passaggio (Km 54.3): nubi sparse con possibilità di deboli precipitazioni, 20.3°C, vento debole da NNW (7-9 Km/h), umidità al 75%
Madrid – 5° passaggio (Km 77.6): poco nuvoloso con possibilità di deboli precipitazioni, 21°C (percepiti 22°C), vento debole da NNW (7-8 Km/h), umidità al 69%
Madrid – arrivo: pioggia modesta e schiarite (0.3 mm), 19.9°C, vento moderato da N (4-6 Km/h), umidità all’88%

UN PO’ DI STORIA

Fuenlabrada, cittadina situata a poco meno di 20 Km da Madrid e nella quale abita l’ex corridore spagnolo “Dani” Moreno, è stata sede d’arrivo in tre occasioni e in due di queste si è trattato di tappe a cronometro, entrambe vinte da corridori provenienti dalla svizzera tedesca, Tony Rominger (1992) e Alex Zülle (1998). Veniva, invece, dalla vicina Germania ma parlava la stessa lingua anche il corridore che si impose nella tappa in linea qui terminata nel 1999, Marcel Wüst.

Dall’alto dei suoi 75 arrivi, contando anche quello di quest’anno, Madrid è ovviamente il traguardo più gettonato dalla Vuelta, anche se non sono mancate edizioni nelle quali la capitale spagnola non ha fatto parte del percorso. La prima volta porta la data del 15 maggio 1935 quando s’impose nell’ultima tappa della prima edizione della corsa iberica il belga Gustaaf Deloor, mentre lo scorso anno questo traguardo finì nel “carniere” del nostro Elia Viviani, nona affermazione italiana a Madrid. Prima di lui ci erano riusciti Celestino Camilla nel 1942, Donato Piazza nel 1955, la formazione Italia A in una cronosquadre sempre disputata nel 1955, Nino Assirelli nel 1960, Alessandro Petacchi nel 2003 e nel 2005, Daniele Bennati nel 2007 e Matteo Trentin nel 2017.

Mauro Facoltosi

Plaza de Cibeles e, in trasparenza, l’altimetria della ventunesima tappa della Vuelta 2019 (miviaje.com)

Plaza de Cibeles e, in trasparenza, l’altimetria della ventunesima tappa della Vuelta 2019 (miviaje.com)

VUELTA 2019 – LA ETAPA DEL DÍA: ARENAS DE SAN PEDRO – PLATAFORMA DE GREDOS

settembre 14, 2019 by Redazione  
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La maglia “roja” di Primož Roglič pare oramai “blindata” ma non bisogna mai dire mai nel ciclismo, anche se l’ultima tappa di montagna presenta ovunque pendenze tenere. Nel tappone della Sierra de Gredos entreranno in gioco le energie rimaste, cercatamente pochine al penultimo giorno di gara dell’ultimo dei tre grandi giri. E di salita, seppur facile, ce ne sarà molta da digerire se si pensa che dei 191 Km in programma solamente i primi 15 saranno in pianura e poi si continuerà costantemente a salire e scendere: in tutto i chilometri in salita da percorrere saranno circa 55 Km, suddivisi tra 6 Gran Premi della Montagna, l’ultimo dei quali coinciderà con il traguardo. Due colli saranno di prima categoria e di questi il primo sarà proprio il… primo da affrontare, il Puerto de Pedro Bernardo, 18.4 Km al 4.4% che costituiscono quasi un tutt’uno col successivo Puerto de Serranillos di 2a categoria (9 Km al 4.8%), essendo le due ascese seperate solo da una brevissima discesa. L’altro “prima categoria” sarà il Puerto de Peña Negra (14.2 Km al 5.9%), in vetta al quale si sfioreranno i 2000 metri di quota: a quel punto mancheranno 34 Km al traguardo che, come detto, sarà in salita, al termine di un’ascesa di 9 Km al 3.8% che presenta i passaggi più impegnativi nei 4 Km conclusivi, che salgono al 6.6% medio. Alle difficoltà altimetriche si aggiungeranno in questa frazione anche le insidie del meteo, essendo previste forti piogge, soprattutto nei chilometri iniziali e in quelli conclusivi di questa ventesima frazione.

METEO VUELTA

Arenas de San Pedro: temporale con pioggia consistente (1.4 mm), 17.6°C, vento moderato da E (18-24 Km/h), umidità all’87%
Piedrahíta (Km 140.5): pioggia debole (0.2 mm), 19.4°C, vento moderato da ESE (17-24 Km/h), umidità al 64%
Plataforma de Gredos: previsioni non disponibili (possibilità di pioggia)

UN PO’ DI STORIA

Arenas de San Pedro, comune della comunità della Castiglia e León nel quale visse per alcuni anni il compositore e violoncellista italiano Luigi Boccherini, accoglierà per la prima volta la carovana della Vuelta. Lo stesso vale per il luogo dove terminerà la tappa, nel cuore della spettacolare Sierra de Gredos, catena montuosa protetta da un parco naturale istituito nel 1996. Quest’area è stata, però, spesso attraversata dalla Vuelta, che ha proposto in tre occasioni Gran Premi della Montagna al passaggio dal Parador de Gredos (nulla a che vedere con la salita finale, totalmente inedita): i “conquistadores” di questa facile ascesa sono stati lo spagnolo Mariano Sánchez nel 1987, l’italiano Marco Antonio Di Renzo nel 1996 e un altro iberico, Luis Ángel Maté, lo scorso anno, nel corso della tappa terminata alla Covatilla e vinta dallo statunitense Ben King.

Mauro Facoltosi

Uno spettacolare scorcio della Sierra de Gredos e, in trasparenza, l’altimetria della ventesima tappa della Vuelta 2019 (www.hoteles.net)

Uno spettacolare scorcio della Sierra de Gredos e, in trasparenza, l’altimetria della ventesima tappa della Vuelta 2019 (www.hoteles.net)

VUELTA 2019 – LA ETAPA DEL DÍA: ÁVILA – TOLEDO

settembre 13, 2019 by Redazione  
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A un primo sommario esame sembra una normale tappa per velocisti, caratterizzata da una pedalabile salita da affrontare in partenza e poi da tanta pianura, in mezzo alla quale spuntano qua e là modeste ascese, di quelle che non turbano gli sprinter. Se si guarda con più attenzione il finale, però, si notano un paio di dislivelli collocati a ridosso del traguardo e l’ultimo di questi ci coinciderà. Nel chilometro conclusivo, infatti, la strada si snoderà in salita con una pendenza media attorno al 5%, inclinazione che normalmente dovrebbe far fuori buona parte delle “ruote veloci”, ma non tutte. In realtà il finale toledino sarà ancora più impegnativo di quel che lasciano trapelare i semplici dati numerici perché in quel tratto s’incontreranno un paio di tornanti e – negli ultimi 500 metri – anche il pavè. In condizioni del genere il numero di velocisti in grado di competere su questo traguardo si abbassa ancor di più, mentre si spalancano le porte ai finisseur, a corridori come il belga Philippe Gilbert, che in questa Vuelta si è già imposto due volte e su questo stesso traguardo – ma allora non c’erano né tornanti, né pavè – aveva ottenuto un successo nell’edizione del 2010, quando aveva regolato allo sprint il velocista statunitense Tyler Farrar e l’italiano Filippo Pozzato.

METEO VUELTA

Ávila: pioggia modesta (0.4 mm), 18°C (percepiti 19°C), vento moderato da E (22-30 Km/h), umidità al 54%
El Tiemblo (Km 40.7): pioggia consistente (1 mm), 16.5°C, vento moderato da ENE (22-36 Km/h), umidità al 79%
Sotillo de la Adrada (Km 70): pioggia debole (0.2 mm), 17.3°C, vento moderato da ENE (27-35 Km/h), umidità al 79%
Torrijos (Km 122.2): cielo sereno, 22.3°C, vento moderato da ENE (23-29 Km/h), umidità al 54%
Toledo: poco nuvoloso, 24.7°C, vento moderato da E (24-29 Km/h), umidità al 46%

UN PO’ DI STORIA

Sono entrambe località molto frequentate dalla Vuelta le due che oggi ospiteranno partenza e arrivo della diciottesima frazione.
Circondata com’è dalle montagne, la cittadina di Ávila, situata nella comunità della Castiglia e León e il cui centro storico è tra i beni dell’umanità dell’UNESCO, ha spesso rappresentato l’approdo di tappe montane e nel complesso sono 24 le frazioni qui terminate tra il 1971 – quando si affermò l’olandese Joop Zoetemelk e il 2015, anno della vittoria di Alexis Gougeard. Gli italiani che si sono qui imposti sono stati tre: Enrico Zaina nel 1992, Giuseppe Calcaterra nel 1994 e Mariano Piccoli nel 2000.

Molte meno sono le tappe terminate a Toledo, capoluogo della Comunità Autonoma di Castiglia-La Mancia e pure iscritta nella lista dei beni dell’umanità. Gli arrivi nella città natale di Federico Bahamontes, a oggi il più anziano vincitore del Tour vivente (91 anni compiuti il 9 luglio), sono stati in tutte otto e il primo a lasciare il segno nella “città delle lame” è stato il francese Jean Stablinski nel 1958. In seguito qui hanno avuto l’onore d’alzare le braccia al cielo il belga Rik Van Looy nel 1959, lo spagnolo Domingo Perurena nel 1974, il britannico Malcolm Elliott nel 1988, l’italiano Massimo Ghirotto nel 1989, l’altro azzurro Paolo Bettini nel 2008, il britannico David Millar nel 2009 e, come ricordato più sopra, Gilbert nel 2010.

Mauro Facoltosi

Toledo e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa della Vuelta 2019 (www.toledoguide.net)

Toledo e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa della Vuelta 2019 (www.toledoguide.net)

VUELTA 2019 – LA ETAPA DEL DÍA: COLMENAR VIEJO – BECERRIL DE LA SIERRA

settembre 12, 2019 by Redazione  
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È una tappa che in molti si sono segnati in rosso la penultima di montagna della Vuelta 2019. A parte le differenti località di partenza e arrivo, il tracciato è l’esatta fotocopia della frazione disegnata sulle strade della Sierra de Guadarrama che nel 2015 consentì a Fabio Aru di “disarcionare” dal vertice della classifica Tom Dumoulin, staccandolo di ben 4 minuti e reimpossessandosi definitivamente – la corsa si concludeva il giorno dopo a Madrid – di quella maglia rossa che aveva conquistato sui Pirenei e che gli era stata tolta qualche giorno prima nella cronometro di Burgos. E tutto questo riuscì nonostante il tracciato non proponesse pendenze particolarmente rognose, anche se alla fine di questa giornata i corridori avranno percorso nel complesso quasi 50 Km di salita, suddivisi tra 4 ascese. Si comincerà a pedalare verso l’alto a una trentina di chilometri dalla partenza, quando si attaccheranno i 12 Km al 6.3% del Puerto de Navacerrada, storica ascesa della Vuelta, più volte affrontata sia come GPM, sia come traguardo di tappa. Si affronterà successivamente la Morcuera, che dovrà essere ripetuta due volte, prima salendo dal più facile versante di Rascafría (13 Km al 5%) e poi da quello più impegnativo di Miraflores de la Sierra (10.5 Km al 6.7%), sul quale la Vuelta del 2015 si decise a favore dello scalatore sardo. A quel punto mancherà ancora un colle da scavalcare, il Puerto de Cotos (14 Km al 4.8%), superato il quale saranno ancora 26 i chilometri da coprire per andare al traguardo, costituiti da un lungo tratto in quota subito dopo lo scollinamento che terminerà nuovamente con il passaggio dal Navacerrada e quindi la discesa – ripercorrendo a ritroso la strada percorsa un centinaio di chilometri prima – che terminerà a 4 Km da Becerill de la Sierra, quando si tornerà leggermente a salire verso la linea d’arrivo. Considerato quanto successo nella frazione di Guadalajara, con la lunga fuga che ha permesso a Nairo Quintana di recuperare quasi 5 minuti a Primož Roglič e di risalire fino al secondo posto della classifica generale, ci sono tutti i presupposti per assistere ad un’altra grande giornata di ciclismo, come quella vissuta quattro anni fa.

METEO VUELTA

Colmenar Viejo: cielo sereno, 23.9°C, vento moderato da ENE (23-32 Km/h), umidità al 35%
Miraflores de la Sierra (Km 87): cielo sereno, 26.1°C, vento moderato da ENE (21-27 Km/h), umidità al 30%
Miraflores de la Sierra (Km 110.4): cielo sereno, 26.6°C, vento moderato da ENE (21-27 Km/h), umidità al 29%
Becerril de la Sierra: cielo sereno, 26.8°C, vento moderato da ENE (21-28 Km/h), umidità al 30%

UN PO’ DI STORIA

Colmenar Viejo, centro della Comunidad de Madrid situato ai piedi della Sierra de Guadarrama, tornerà a ospitare la Vuelta a 40 anni di distanza da quello che finora è stato l’unico arrivo di tappa in questo comune: si trattava della prima semitappa della 18a frazione dell’edizione 1979, vinta dallo spagnolo Miguel María Lasa.

Becerril de la Sierra, centro situato in linea d’aria a una ventina di chilometri da Colmenar Viejo, debutterà come arrivo di tappa. Non distante è Cercedilla, dove nel 2015 terminò la citata tappa della “Reconquista” di Fabio Aru, nella quale s’impose un altro corridore spagnolo, Rubén Plaza.

Mauro Facoltosi

La Sierra de Guadarrama vista dall’aereo e, in trasparenza, l’altimetria della diciottesima tappa della Vuelta 2019 (wikipedia)

La Sierra de Guadarrama vista dall’aereo e, in trasparenza, l’altimetria della diciottesima tappa della Vuelta 2019 (wikipedia)

VUELTA 2019 – LA ETAPA DEL DÍA: ARANDA DE DUERO – GUADALAJARA

settembre 11, 2019 by Redazione  
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Dopo l’ultima giornata di riposo la Vuelta riparte con la prima delle tre frazioni destinate ai velocisti che si alterneranno ai rimanenti tapponi nell’ultima settimana di gara. Si tratta anche della tappa più lunga di questa edizione, rasentando i 220 Km, ma sotto l’aspetto “fisico” l’altimetria non segnala particolari difficoltà, a parte un breve strappo inserito a poco meno di 5 Km dall’arrivo e dalla lieve pendenza che caratterizzerà gli ultimi 3 km di gara e che potrebbero ispirare tentativi da parte dei finisseur. I veri problemi nella giornata di oggi dovrebbe darli il vento, che le previsioni annunciano particolarmente forte nella seconda metà di questa diciassettesima frazione, spazzata da folate che potrebbero raggiungere i 50 Km orari, con tutti i rischi connessi alla formazione di ventagli. Fortunatamente nella parte conclusiva il vento dovrebbe spirare da nord est e i corridori dovrebbero molto spesso trovarselo alle spalle, consentendo agevolmente a chi sarà rimasto staccato nei precedenti tratti più esposti di rientrare nel gruppo di testa.

METEO VUELTA

Aranda de Duero: cielo coperto, 15.5°C, vento moderato da NNE (23-30 Km/h), umidità al 62%
Ayllón (Km 41.6): cielo sereno, 16°C, vento moderato da NNE (27-34 Km/h), umidità al 50%
Atienza (Traguardo volante – Km 103.3) : cielo coperto, 17.1°C, vento forte da NNE (38-50 Km/h), umidità al 44%
Sigüenza (Km 134): cielo coperto, 17.9°C, vento forte da NE (35-46 Km/h), umidità al 44%
Jadraque (Km 169): nubi sparse, 19°C (percepiti 20°C), vento forte da NE (34-46 Km/h), umidità al 42%
Guadalajara: nubi sparse, 23°C, vento forte da NE (31-43 Km/h), umidità al 34%

UN PO’ DI STORIA

Aranda de Duero, centro della comunità autonoma della Castiglia e León che gli appassionati di enologia conoscono per le sue “grotte sotterranee del vino”, è stata già sede di partenza di una tappa con arrivo fissata a Guadalajara nel 2006, vinta dall’italiano Luca Paolini. E non è stata questa l’unica affermazione di un nostro connazionale nella città sede del traguardo, situata nella comunità autonoma della Castiglia-La Mancia poichè in tutte e tre le frazioni che finora la Vuelta ha fatto terminare in questo centro si è imposto un “azzurro”: oltre a Paolini, qui hanno vinto Cristian Moreni nel 1999 e Guido Trenti nel 2001.

Mauro Facoltosi

Il palazzo dell’Infantado a Gaudalajara e, in trasparenza, l’altimetria della diciassettesima tappa della Vuelta 2019 (www.eldiario.es)

Il palazzo dell’Infantado a Gaudalajara e, in trasparenza, l’altimetria della diciassettesima tappa della Vuelta 2019 (www.eldiario.es)

VUELTA 2019 – LA ETAPA DEL DÍA: PRAVIA – ALTO DE LA CUBILLA

settembre 9, 2019 by Redazione  
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La Vuelta saluta le Asturie con un’altra tappa di montagna, meno impegnativa rispetto a quella affrontata domenica. Stavolta si andrà alla scoperta di una salita veramente inedita perché nessuna corsa ha mai percorso la strada che conduce ai quasi 1700 metri dell’Alto de la Cubilla, cima che gli organizzatori hanno considerato di categoria “speciale” più per la sua lunghezza che per le pendenze che si raggiungeranno nei suoi 18 Km, che salgono al 6.2% medio incontrando un picco massimo dell’11% a inizio ascesa. Come nella tappa dell’Acebo la salita finale non verrà affrontata da sola poiché sarà preceduta da due GPM di 1a categoria più interessanti nelle pendenze, il Puerto de San Lorenzo (10 Km all’8.5%) e l’Alto de la Cobertoria (8.3 Km all’8.2%), con quest’ultimo che precederà di circa 45 Km l’inedito approdo alla Cubilla.

METEO VUELTA

Pravia : nubi sparse, 18.2°C, vento debole da NW (10-11 Km/h), umidità all’83%
Alto de La Cubilla: previsioni non disponibili

UN PO’ DI STORIA

Non ci sono precedenti da narrare né a Pravia, né sull’Alto de la Cubilla. Se la salita finale deve ancora entrare nella storia del ciclismo, decisamente più nutrito è il “curriculum” della penultima ascesa in programma nella sedicesima frazione della Vuelta, l’Alto de la Cobertoria. Undici volte è stato inserito nel percorso della corsa spagnola e in un’occasione, nel 2016, fu anche arrivo di tappa con vittoria del kazako Alexandre Vinokurov: lassù hanno talvolta lasciato la firma anche nomi di prestigio come quelli di Pedro Delgado (1993), Laurent Jalabert (1997) e Frank Schleck (2015).

Mauro Facoltosi

La strada che sale verso l’Alto de la Cubilla e, in trasparenza, l’altimetria della sedicesima tappa della Vuelta 2019 (as.com)

La strada che sale verso l’Alto de la Cubilla e, in trasparenza, l’altimetria della sedicesima tappa della Vuelta 2019 (as.com)

VUELTA 2019 – LA ETAPA DEL DÍA: TINEO – SANTUARIO DEL ACEBO

settembre 8, 2019 by Redazione  
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Si torna sulle montagne per una due giorni in alta quota che dovrebbe definire la classifica generale nei piani bassi del podio, perché al momento la prima posizione del coriaceo Primož Roglič pare inattaccabile, anche se non si può mai dire perché il corridore sloveno sta andando fortissimo dalla primavera, nella quale ha già conquistato tre corse a tappe (UAE Tour, Tirreno-Adriatico e Romandie) e partecipato da grande protagonista al Giro d’Italia, terminato al terzo posto dopo aver dominato due delle tre cronometro previste.
Oggi il menù della Vuelta ha in lista quattro salite di prima categoria, l’ultima delle quali sarà quella che condurrà al traguardo del Santuario del Acebo, inedita per il Giro di Spagna ma già conosciuta al gruppo in virtù dei recenti arrivi di tappa alla Vuelta a Asturias.
La prima difficoltà s’affronterà a una ventina di chilometri dal via e si tratterà degli 8 Km al 7% del Puerto de Acebo, nulla a che vedere con l’ascesa finale pur snonandosi sulla medesima montagna e partendo dalla stessa località. A cavallo della metà di questa quindicesima frazione s’incontreranno i “puerti” del Connio (12 Km al 6.2%) e del Pozo de las Mujeres Muertas (11 Km al 6.8%), superati i quali inizierà un tratto di circa 30 Km totalmente privo di difficoltà che terminerà ai piedi dell’ascesa finale, la più impegnativa della tappa: negli ultimi 8000 metri, infatti, si pedalerà su di una pendenza media del 9.7%, raggiungendo un picco del 17% subito dopo l’inizio della salita.

METEO VUELTA

Tineo : nubi sparse con possibilità di deboli precipitazioni, 17.2°C, vento moderato da ENE (17-18 Km/h), umidità al 77%
Cangas de Narca (Km 21): poco nuvoloso con possibilità di deboli precipitazioni, 17.6°C, vento moderato da E (14-15 Km/h), umidità al 64%
Santuario del Acebo*: nubi sparse, 18.6°C, vento moderato da ENE (18 Km/h), umidità al 66%

* previsioni relative a Cangas de Narcea (390 metri), da dove ha inizio la salita finale (traguardo a quota 1200)

UN PO’ DI STORIA

Il comune asturiano di Tineo entrerà quest’anno a far parte della nomenclatura della Vuelta e lo stessso discorso vale per il Santuario de la Virgen del Acebo, costruito tra il 1575 e il 1590 su di un’elevazione della piccola Sierra del Acebo. Come abbiamo ricordato sopra, nelle ultime stagioni – escluso il 2019 – il Giro delle Asturie ha sempre proposto un arrivo di tappa presso il santuario, dove si sono imposti l’ecuadoregno Richard Carapaz lo scorso anno, il colombiano Nairo Quintana nel 2017 e il britannico Hugh Carthy nel 2016.

Mauro Facoltosi

La croce eretta presso il Santuario del Acebo e, in trasparenza, l’altimetria della quindicesima tappa della Vuelta 2019 (www.turismoasturias.es)

La croce eretta presso il Santuario del Acebo e, in trasparenza, l’altimetria della quindicesima tappa della Vuelta 2019 (www.turismoasturias.es)

VUELTA 2019 – LA ETAPA DEL DÍA: SAN VICENTE DE LA BARQUERA – OVIEDO

settembre 7, 2019 by Redazione  
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Si arriva nel Principato delle Asturie, terra cara alla Vuelta che qui soggiorna con piacere per la possibilità di affrontare numerose salite, talvolta molto impegnative come quelle che conducono ai frequentati traguardi dei Laghi di Covandoga e all’Angliru, spesso inserite nel tracciato della corsa. Nessuna delle due sarà in programma nel 2019 perché gli organizzatori hanno deciso di puntare quest’anno su ascese inedite, quelle del Santuario del Acebo e del Puerto de la Cubilla, che vedremmo in scena nei prossimi due giorni. La prima frazione asturiana, invece, sarà di puro trasferimento, l’unica adatta ai velocisti tra quelle previste nella settimana centrale della Vuelta anche perché stavolta il traguardo, a differenza degli ultimi arrivi a Oviedo, non sarà posto in vetta al Naranco, il monte che sovrasta la città, ma proprio in centro, dove si era arrivati l’ultima volta nel 1987. Nel chilometro conclusivo si dovrà comunque superare un tratto in dolce ascesa che potrebbe respingere quei velocisti che arriveranno stanchi alla “flamme rouge”, soprattutto se la precedente e facilissima ascesa al GPM dell’Alto La Madera (8 Km al 3.5%), il cui culmine è collocato a 22 Km dal traguardo, sarà stata superata ad altissima andatura.

METEO VUELTA

San Vicente de la Barquera: nubi sparse, 18.2°C, vento debole da WNW (9 Km/h), umidità al 72%
Llanes (Km 55.6): nubi sparse, 21°C, vento debole da N (5 Km/h), umidità al 59%
Ribadesella (Km 85): nubi sparse, 19.3°C, vento debole da NNW (7 Km/h), umidità al 65%
Gijón (Traguardo volante – Km 151.6): nubi sparse, 19.8°C, vento debole da NNE (8 Km/h), umidità al 63%
Oviedo: nubi sparse, 20.1°C, vento debole da NE (9 Km/h), umidità al 56%

UN PO’ DI STORIA

San Vicente de la Barquera, comune della Cantabria situato a breve distanza dalla costa dell’Oceano Atlantico, non ha mai ospitato arrivi ma, come accadrà anche nel 2019, ha già accolto due partenze di tappe, entrambe dirette a traguardi in salita asturiani: nel 2008 l’arrivo era posto in vetta al tremendo Angliru, sul quale si impose Alberto Contador, mentre nel 2013 il traguardo era fissato sulla montagna di Oviedo, il Naranco, dove colse la vittoria Joaquín Rodríguez.

Oviedo, capoluogo delle Asturie, quest’anno sarà sede di tappa per la 24a volta nella storia. Dei 23 precedenti 14 hanno visto concludersi la frazione in vetta al Monte Naranco (l’ultima volta, nel 2016, conquistò la vittoria lo spagnolo David de la Cruz) e in nove occasioni si è arrivati come quest’anno in centro: a “battezzare” questo traguardo fu lo spagnolo Delio Rodríguez nel 1941, mentre gli unici italiani vittoriosi a Oviedo sono stati Angelo Conterno nel 1956 (in centro) e Daniele Nardello nel 1996 (sul Naranco).

Mauro Facoltosi

La chiesa di Santa Maria del Naranco ad Oviedo e, in trasparenza, laltimetria della quattordicesima tappa della Vuelta 2019 (www.turismoasturias.es)

La chiesa di Santa Maria del Naranco ad Oviedo e, in trasparenza, l'altimetria della quattordicesima tappa della Vuelta 2019 (www.turismoasturias.es)

VUELTA 2019 – LA ETAPA DEL DÍA: BILBAO – LOS MACHUCOS

settembre 5, 2019 by Redazione  
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La Vuelta si sposta in Cantabria con una frazione nella quale torneranno protagonisti gli uomini di classifica, nonostante non la si possa definire d’alta montagna a causa delle quote raggiunte, costantemente sotto i 900 metri sul livello del mare. I 166 Km di gara saranno scanditi da una “via crucis” di sette Gran Premi della Montagna scaglionati lungo il tracciato, anche se la maggior parte di queste asperità dovrebbe essere “snobbata” dalle azioni dei big, che cercheranno di non sprecar troppe energie in vista dei chilometri conclusivi e soprattutto della più difficile tra le salite in programma, quella che condurrà al traguardo. Il suo nome è Collado de la Espina, anche se invalso l’uso di chiamarla con il soprannome di Los Machucos, adottato fin dal precedente arrivo della Vuelta nel 2017, quando per la prima volta furono affrontati i suoi 7 km al 9,2% di pendenza media, resi ancora più selettivi dalla strada stretta e dalla presenza di alcuni ripidi tornantini pavimentati in cemento, mentre la pendenza massima – raggiunta nel corso del muretto che s’incontrerà a inizio salita – tocca un estremo del 26%. Si tratta, tra l’altro, di un arrivo in salita atipico perché, pur essendo assegnati i punti per la classifica degli scalatori sulla linea del traguardo, l’ascesa vera e propria terminerà nei pressi dello striscione dell’ultimo chilometro mentre il tratto conclusivo si presenterà quasi completamente in discesa.

METEO VUELTA

Bilbao : pioggia debole (0.2 mm), 18.3°C, vento moderato da NNE (14 Km/h), umidità all’80%
Los Machucos: previsioni non disponibili

UN PO’ DI STORIA

Los Machucos è una salita “made in Vuelta”, scoperta dalla corsa spagnola nel 2017 e finora affrontata in una competizione ciclistica solamente in quel precedente. La tappa, che come quella di quest’anno si concluse presso il monumento eretto in onore della “vaca pasiega”, fu conquistata dal corridore austriaco Stefan Denifl (vittoria che poi sarà tolta dall’ordine d’arrivo per questioni di doping, anche non verrà riassegnata), che tagliò il traguardo con 28” di vantaggio su Alberto Contador e con 1’04” sul colombiano Miguel Ángel López, che è tra i protagonisti anche di questa edizione della Vuelta.

Mauro Facoltosi

Il monumento alla vaca pasiega in vetta alla salita de Los Machucos e, in trasparenza, laltimetria della tredicesima tappa della Vuelta 2019 (www.sportfair.it)

Il monumento alla "vaca pasiega" in vetta alla salita de Los Machucos e, in trasparenza, l'altimetria della tredicesima tappa della Vuelta 2019 (www.sportfair.it)

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