VUELTA A ESPAÑA 2017 – LA “TERCERA SEMANA”

settembre 4, 2017 by Redazione  
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La Vuelta 2017 è giunta al suo gran finale. Nell’ultima settimana di corsa non s’incontreranno mai tapponi ma le occasioni per far classifica saranno diverse e in particolare spiccano la cronometro di Logroño e i due scoscesi arrivi in salita al Los Muchacos e all’Angliru, estrema possibilità di ribaltare i verdetti della strada a sole 24 ore dalla conclusione madrilena.

16a TAPPA: CIRCUITO DE NAVARRA – LOGROÑO (cronometro individuale – 40.2 Km)

48 ore dopo la tappa della Sierra Nevada, con il secondo e ultimo giorno di riposo a far da spartiacque, va in scena un’altra delle frazioni “clou” della 72° Vuelta a España, l’unica cronometro indivuale prevista quest’anno dal tracciato della corsa iberica. Il percorso disegnato dagli organizzatori è un vero e proprio “inno” alla velocità e non soltanto per la partenza prevista dal circuito automobilistico di Navarra, inaugurato nel 2010 nei pressi del comune di Los Arcos. Tutti i 40 Km e rotti che si dovranno percorrere in direzione Logroño strizzano, infatti, l’occhio ai cronoman in virtù della quasi totale assenza di salite e dell’abbondante presenza di tratti in rettilineo, con le tortuosità prevalentemente concentrate nei primi 6 Km, quelli previsti sulla pista del circuito. Su questa frazione, va notato, peseranno come una spada di Damocle il riposo osservato il giorno prima – che diversi corridori faticano a smaltire – e la tappa successiva che proporrà uno dei più impegnativi arrivi in salita previsti quest’anno.

17a TAPPA: VILLADIEGO – LOS MACHUCOS (Monumento Vaca Pasiega) (180.5 Km)

Debutta l’ascesa al Collado de la Espina nel mondo del ciclismo e lo fa alla grande accogliendo nientemente che l’arrivo in salita della 17a tappa della Vuelta 2017. Si tratta di un esordio col botto perché la salita cantabrica presenta numeri di tutto rispetto per quel che concerne le pendenze, mentre difetta decisamente in quota (l’arrivo sarà a 880 metri d’altezza) e lunghezza: ufficialmente sono 7,2 Km all’8,7% ma questi dati tengono conto anche del chilometro conclusivo parte in discesa e parte in pianura e, “ripulita” di questo tratto, l’ascesa reale misura 6 Km e mezzo e sale al 10,4% medio, raggiungendo una punta massima del 26% lungo una stretta strada che presenta anche alcuni tratti pavimentati in cemento. Non sarà l’unica difficoltà in programma perché si dovrà salire anche ai 1350 metri del Portillo de Lunada e, proprio a ridosso dell’ascesa finale, ai 675 metri del Puerto de Alisas, colle di 1° categoria che propone una pendenza media del 6% distribuita su 10 Km.

18a TAPPA: SUANCES – SANTO TORIBIO DE LIÉBANA (169 Km)

Seconda e ultima giornata sulle strade della Cantabria che oggi accoglieranno la corsa con una tappa altimetricamente meno impegnativa rispetto a quella affrontata poche ore prima. L’arrivo è ancora in salita ma stavolta l’ascesa finale è breve, pur presentando pendenze molto elevate nel chilometro conclusivo, tutto in doppia cifra. Anche il resto del tracciato appare più leggero perché prima della rampa finale dovranno essere superati tre GPM di 3a categoria e 2a categoria, apparentemente non particolarmente ostici. Queste tre ascese veranno, però, affrontate consecutivamente nello spazio di 35 Km e presentano comunque pendenze in grado di stuzzicare gli alti papaveri della classifica, se ci saranno spazi e occasioni per insidiare la maglia rossa di turno: si comincerà con i 4,8 km al 7,2% della Collada de Carmona, per poi passare ai 6 km al 6,6% della Collada de Ozalba e sbarcare infine sui 7 Km al 6% della Collada de la Hoz, superata la quale si dovranno quindi percorrere 11 Km di discesa e 15 di falsopiano dolcemente ascendente per arrivare ai piedi dello strappo verso il monastero di Santo Toribio de Liébana, 3,2 Km al 6,4% con il veleno nei mille metri conclusivi che “strappano” improvvisamente al 13,3% medio. Chi non dovesse aver riassorbito del tutto un eventuale “forcing” di qualche avversario nel tratto a cavallo delle tre “collade” potrebbe pagare in questo finale, magari già sul falsopiano che precede il muro finale.

19a TAPPA: CASO (Parque Natural de Redes) – GIJÓN (149.7 Km)

La terzultima fatica della Vuelta 2017 è una frazione di media montagna che può essere paragonata alla sesta tappa di quest’edizione, quella disputata tra Vila-real e Sagunto e che proponeva cinque ascese da superare lungo il cammino, con il Puerto del Garbí nel doppio ruolo di salita più impegnativa di giornata e di ultima difficoltà da affrontare, a una discreta distanza dal traguardo, circa 36 Km per la precisione. Stavolta i colli da scavalcare pedalando verso Gijón saranno inferiori nel numero di un’unità ma, pure in questo caso, l’ultimo sarà quello più difficile, collocato a 15 Km dall’arrivo: è l’Alto de San Martín de Huerces, 4,5 Km al 7,2% con i mille metri centrali nei quali la pendenza media si attesta oltre il 13%, con una punta massima del 19%. Pur non raggiungendosi lassù i picchi più aspri del Garbí, che schizzava fino al 22%, anche su questo “alto” potrebbe starci un tentativo da parte di un grosso nome, come là avvenne con Alberto Contador. Le possibilità di lasciare il segno in classifica saranno ben maggiori rispetto alla tappa di Sagunto perché siamo oramai alla fine di una corsa a tappe di tre settimane e le energie saranno al lumicino. E come la citata frazione, anche questa sarà un’occasione d’oro – forse l’ultima – per i cacciatori di traguardi parziali che tenteranno la fuga sin dai chilometri inziali di questa diciannovesima tappa, che propongono a una ventina di chilometri dalla partenza l’unico colle di 1a categoria previsto quest’oggi, l’Alto de la Colladona (7 Km al 6,8%).

20a TAPPA: CORVERA DE ASTURIAS – ALTO DE L’ANGLIRU (117.5 Km)

È il giorno dell’extrema ratio per chi avrà la possibilità fisica di contrastare il capoclassifica e ribaltare, proprio all’ultimo momento, il destino della 72a Vuelta a España che, al penultimo giorno di gara, per la settima volta nella storia tornerà ad abbarbicarsi sulle scosese rampe dell’Angliru, una delle salite più ripide della penisola iberica, per la quale sin dal primo assalto, anno 1999, si sprecarono paragoni con il Mortirolo, per poi passare – dopo la scoperta del monte friulano – ad accostarla allo Zoncolan. Non sono solo parole perché anche i numeri parlano chiaro: per arrivare in vetta alla “Gamonal”, come talvolta è stata erronemente chiamata la verticale asturiana, bisogna percorrere 12,5 km di una strada la cui pendenza media è del 10,1% con i tratti più scoscesi in corrispondenza della famigerata “Cueña les Cabres”, dove la strada “svirgola” fino al 23,5%. Un finale decisamente intenso, così come intensa sarà questa ventesima frazione, lunga soli 117 Km e che concentrerà il suo “sale” negli ultimi 46 Km, quando si ricalcherà per filo e per segno quello che fu il finale della prima tappa terminata lassù e conquistata dal mai dimenticato José María Jiménez, affrontando prima del “monstruo” Angliru gli alti della Cobertoria (8,1 Km all’8,6%) e del Cordal (medesima pendenza media su 5,7 Km), che già da soli potrebbero bastar a far molto male.

21a TAPPA: ARROYOMOLINOS – MADRID (117.6 Km)

Non c’è praticamente nulla da aggiungere alla facilità disarmante della conclusiva frazione della Vuelta, che avrà il consueto formato delle passerelle di fine corsa. I chilometri da incamerare saranno praticamente gli stessi della tappa dell’Angliru, con la sostanziale differenza che qui non s’incontrerà neppure un dislivello, né percorrendo i 73 Km del tratto in linea verso la capitale spagnola, né nel consueto circuito madrileno di 5,6 Km che si snoda attorno a Plaza de Cibeles e che dovrà essere inanellato complessivamente otto volte prima di metter definitivamente fine all’ultima delle tre grandi corse a tappe della stagione.

Mauro Facoltosi

LAngliru mozzafiato.... anche per i bei panorami che offre la tremenda salita asturiana (www.spiuk.com)

L'Angliru mozzafiato.... anche per i bei panorami che offre la tremenda salita asturiana (www.spiuk.com)

VUELTA A ESPAÑA 2017 – LA “SEGUNDA SEMANA”

agosto 28, 2017 by Redazione  
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È la settimana delle Sierre la seconda della Vuelta che, dopo la sbornia di arrivi in vetta ad ascese brevi ma arcigne vista nei primi giorni di gara, proporrà tappe di montagna via via più consistenti, che raggiungeranno l’apice con il “tappone” della Sierra Nevada, una delle giornate fondamentali della 72° edizione della corsa iberica

10a TAPPA: CARAVACA (Año Jubilar 2017) – ELPOZO ALIMENTACIÓN (164.8 Km)

Dopo la prima giornata di riposo (lunedì 28 agosto) la Vuelta si rimette in pista da Caravaca de la Cruz, nota meta del turismo religioso nella quale quest’anno si tiene uno speciale “anno santo”. E un autentico “giubileo” saranno i primi 125 Km di questa decima frazione, scorrevolissimi in quanto in lunga e dolce discesa nella prima parte per poi diventare totalmente pianeggianti nella marcia d’avvicinamento al primo passaggio dal traguardo, previsto ad Alhama de Murcia presso la sede di ElPozo Alimentación, azienda che sponsorizzerà la Vuelta da questa edizione al 2019. Tutt’altro aspetto avrà il circuito finale di 56 Km che vedrà la corsa arrampicarsi fino ai 1200 metri del Collado Bermejo, salita simbolo della Vuelta Ciclista a Murcia che dal 2004 è intitolata alla memoria di Marco Pantani, vincitore di questa gara nel 1999. Tra i due versanti a disposizione gli organizzatori hanno scelto quello più utile agli scalatori che vorranno emulare le gesta del “Pirata” perché più vicino al traguardo: affrontati così i 7,7 Km al 6,5% che caratterizzano l’ultima parte del versante che sale da Totana, bisognerà poi percorrere circa 22 Km per tornare alla “base”, quasi tutti in discesa. Si tratta comunque di pendenze non particolarmente esigenti e anche per questo gli uomini di classifica potrebbero risparmiarsi in vista della dura frazione prevista l’indomani. Sempre che il giorno di riposo non sia rimasto sullo stomaco a qualche big. Questa sarà, inoltre, la prima delle quattro tappe che si disputeranno sulle sierre della Spagna meridionale e, per la precisione, oggi i corridori attraverseranno nel finale il parco naturale che preserva l’area della Sierra Espuña.

11a TAPPA: LORCA – OBSERVATORIO ASTRONÓMICO DE CALAR ALTO (187.5 Km)

La seconda tappa d’alta montagna della Vuelta 2017 è anche la seconda delle frazioni disegnate sulle sierre del sud della penisola e, dopo l’Espuña, toccherà ora alla Sierra de Los Filabres, nella provincia di Almería, che accoglierà la corsa all’osservatorio di Calar Alto, presso il quale sono terminate in passato due tappe della corsa iberica, vinte dagli spagnoli Roberto Heras (2004) e Igor Antón (2006). È dunque un traguardo che ha sempre portato bene ai corridori di casa quello che sarà raggiunto al termine di un tracciato che, come quello della frazione precedente, concentrerà le difficoltà nelle fasi finali. Scevra da particolari insidie nei primi 144 Km, l’altimetria si ravviverà con decisione dopo il passaggio dal centro di Velefique, dal quale inizierà l’impegnativa salita di 13 Km (la media dell’8,6%) che condurrà ai 1800 metri dell’omonimo valico, in vetta al quale nel 2009 si concluse un’altra tappa della Vuelta, conquistata dall’allora poco conosciuto Ryder Hesjedal, il corridore canadese che nel 2012 s’imporrà nella classifica finale del Giro d’Italia. Arrivati in fondo alla discesa del Velefique non ci saranno “intervalli” e subito si riprenderà a salire verso quello che è il più basso dei due traguardi “over 2000” di questa edizione, previsto a 2120 metri sul livello del mare: alla linea d’arrivo mancheranno a quel punto 15,5 Km, i primi sette dei quali impegnativi quanto quelli dell’ascesa precedente (media dell’8,7%), poi la salita si addolcirà drasticamente alternando tratti pianeggianti ad altri pedalabili, con l’intrusione di un’ultima rampa cattiva di 1 Km che terminerà sotto lo striscione dell’ultimo chilometro, passato il quale le pendenze torneranno ad allentarsi. Attenzione, però: alla fine di una giornata vissuta con particolare intensità anche queste continue variazioni nelle pendenze potrebbero rivelarsi più selettive delle inclinazioni stesse!

12a TAPPA: MOTRIL – ANTEQUERA (Los Dólmenes) (160.1 Km)

In attesa d’affrontare, nel prossimo week end, le rimanenti frazioni delle sierre, la corsa proporrà ora due tappe di trasferimento, anche se non proprio classiche. La seconda, a dire il vero, lo sarà e costituirà anche una delle ultime occasioni per i velocisti, mentre quella che si concluderà presso il sito archeologico Los Dólmenes di Antequera avrà un aspetto di media montagna, con la prospettiva di superare 25 Km complessivi di salita che, collocato com’è l’ultimo GPM – il Puerto del Torcal – a 17,5 Km dall’arrivo, tarperanno le ali agli sprinter lasciando campo libero ai cacciatori di traguardi parziali. L’approdo vincente di una fuga, come spesso capitato nella prima settimana, è, infatti, la più probabile tipologia di conclusione per questa frazione che dovrebbe vedere i big della classifica impegnati in una sorta di riposo vigile, per recuperare dopo le fatiche della tappa del Calar Alto senza abbassare troppo la guardia. Non va, infatti, esclusa la possibilità che qualche corridore non troppo distante dalla cima della classifica provi qualcosa sul Torcal, che sfodera comunque numeri interessanti: la pendenza media sui 7,6 Km dall’ascesa è del 7%, dato che sale al 9,1% nei primi 4 Km.

13a TAPPA: COÍN – TOMARES (198.4 Km)

Come anticipato questa sarà una delle ultimissime occasioni offerte ai velocisti. Anzi, per qualcuno potrebbe essere l’ultima poiché dopo la tappa di Tomares gli sprinter avranno a disposizione la sola tappa conclusiva di Madrid e non è detto che ci si arrivi perché a quest’appuntamento mancano nove giorni, comprensivi di alcune delle frazioni più impegnative di questa edizione, come quella della Sierra Nevada dove sarà elevatissimo il rischio d’incappare nelle “maglie” del tempo massimo. Poi ci saranno corridori che, come pessima abitudine di alcuni, faranno le valigie dopo questa frazione e, tra questi, potrebbe esserci chi sta puntando sui mondiali di Bergen e ha scelto di affrontare le prime due settimane della Vuelta come “allenamento” in vista della competizione iridata. Venendo al percorso della frazione in oggetto, questa sarà una delle più semplici di questa edizione e proporrà le maggiori difficoltà proprio a “danno” dei velocisti perché al termine di un tracciato quasi completamente sgombro di difficoltà – a parte due facili salite da superare nella prima metà tappa – proporrà due brevi e pedalabili zampellotti negli ultimi 3 Km, con l’ultimo di questi che terminerà nel corso dei mille metri conclusivi, lungo i quali qualche velocista potrebbe perdere le ruote del gruppo lanciato a tutta velocità verso il traguardo di Tomares.

14a TAPPA: ÉCIJA – SIERRA DE LA PANDERA (175 Km)

La Vuelta torna in montagna e ritrova la salita verso la Pandera, la più elevata delle cime che costituiscono la Sierra Sur de Jaén, scoperta dalla corsa iberica nel 2002 grazie alla segnalazione di una cicloturista che l’aveva affrontata durante le vacanze. Dopo quel giorno, quando lasciò il segno lo spagnolo Roberto Heras, altre tre volte è stata inserita nel tracciato questa salita che complessivamente è lunga 12 Km e presenta una pendenza media del 7,3%, con una punta massima del 13% che viene raggiunta a 3 Km dal traguardo, previsto a 1830 metri di quota, nello stesso luogo dove l’ultima volta si è imposto Damiano Cunego, primo e finora unico italiano ad aver inserito la Pandera nel proprio palmarès dopo che Gilberto Simoni ci era andato vicinissimo nell’anno del debutto piazzandosi al secondo posto. Di là dell’ascesa finale il percorso non presenterà altre grandissime difficoltà perché poco selettivi si annunciano i precedenti Puerto El Mojón (8,8 Km al 3,7%) e Alto Valdepeñas de Jaén (8,5 Km al 4,8%) e perché l’organizzazione, compiuti i sopralluoghi di rito, ha deciso di togliere dal percorso la ripidissima salita di Los Villares de Jaén (4,4 Km al 9,3%), che era stata inserita nell’altimetria originaria della tappa, presentata lo scorso 13 gennaio con tutto il resto del percorso, e sulla quale si sarebbe dovuto scollinare a una decina di chilometri dall’attacco della Pandera.

15a TAPPA: ALCALÁ LA REAL – SIERRA NEVADA (Alto Hoya de la Mora – Monachil) (129.4 Km)

Fa un certo effetto definire “tappone” la frazione che terminerà sulla Sierra Neveda essendo lunga poco meno di 130 Km ma sulla carta ne ha la consistenza, così come l’aveva la frazione disputata nel 2015 sui Pirenei tra Andorra La Vella e Cortals d’Encamp, che consentì a Fabio Aru di issarsi al vertice della classifica e che concentrava in 138 Km sette salite, praticamente senza tratti di respiro tra un colle e l’altro. Al confronto questa tappa pare meno “pressante”, soprattutto perché non s’incontreranno difficoltà nei primi 65 Km, ma egualmente potrebbe produrre parecchia selezione se si pensa che oggi si dovranno affrontare 44 Km di salita e superare 2675 metri di dislivello, raggiungendo quote non abituali per la Vuelta. Già la prima delle tre salite in programma è di quelle toste poiché presentano una pendenza media del 9,7% i 7,3 Km dell’Alto de Hazallanas, in vetta al quale s’è conclusa una tappa della Vuelta nel 2013, conquistata dallo statunitense Chris Horner, mentre alla Vuelta a Andalucía del 2015 questo traguardo era stato di Contador. Si scenderà in direzione di Granada percorrendo quella che è la principale strada d’accesso alla Sierra Nevada, verso la quale si ritornerà da Monachil, il centro dal quale si darà l’assalto all’interminabile ascesa finale, lunga quasi 29 Km e spezzata in due da una breve discesina intermedia di 600 metri: la prima parte, che sarà valida come GPM a sé stante, è la più impegnativa (Alto del Purche, 8,5 Km all’8%) mentre la seconda è apparentemente più pedalabile (19,3 Km al 5,6%) ma, a questo punto, interverranno a far accrescere la selezione le continue variazioni di ritmo delle pendenze che propone la parte conclusiva dell’ascesa, che porterà la corsa sino alla “Cima Coppi” della Vuelta, l’Alto Hoya de la Mora (2510 metri), che nella corsa spagnola si chiama Cima Alberto Fernández in ricordo del corridore scomparso in un incidente stradale il 14 dicembre del 1984 e che ricordiamo vincitore delle tappe di Campitello Matese e di Colli di San Fermo al Giro d’Italia dell’anno precedente.

Mauro Facoltosi

Lalbergo militare Hoya de la Mora, presso il quale si concluderà la tappa della Sierra Nevada (foto Panoramio - © Ignacio Diaz Triviño)

L'albergo militare Hoya de la Mora, presso il quale si concluderà la tappa della Sierra Nevada (foto Panoramio - © Ignacio Diaz Triviño)

VUELTA A ESPAÑA 2017 – LA “PRIMERA SEMANA”

agosto 18, 2017 by Redazione  
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Partenza dalla Francia per la 72a edizione del Giro di Spagna, che anche quest’anno presenterà un campo partenti non inferiore a quello del recente Tour de France. Aru e Nibali, Froome e Bardet saranno le stelle al via da Nîmes, alle quali si affiancherà Alberto Contador, che probabilmente non potrà lottare per la classifica ma che è ugualmente molto atteso essendo questa la sua ultima corsa da professionista. Il percorso sarà, come il solito, infarcito di salite e già nella prima settimana i corridori dovranno superare tre arrivi in quota oltre al tappone pirenaico, quest’anno inserito praticamente in fase d’avvio.

Anche quella che scatterà sabato 19 agosto da Nîmes sarà una Vuelta “Grandi Firme”, come avvenuto nelle ultime edizioni della corsa iberica che nel 2015 schierò al via Aru, Froome, Quintana, Valverde, Nibali e Rodríguez mentre dodici mesi più tardi i corridori più attesi a presentarsi ai nastri di partenza furono, oltre ai citati Froome e Quintana, anche Contador, Chaves e Kruijswijk. Le premesse di una corsa emozionante furono rispettate in entrambi i casi grazie alle affermazioni di Aru nella prima occasione, con il ribaltone ai danni di Dumoulin nell’ultima frazione di montagna, e di Quintana lo scorso anno, ottenuta nell’oramai storica tappa del Formigal quando lo scalatore colombiano riuscì contro tutte le previsioni a mettere nel sacco la Sky e Froome. Stavolta, però, ci aspetta uno spettacolo ancor maggiore perché il quattro volte vincitore del Tour si troverà contro avversari decisamente agguerriti come il francese Bardet, ancora “scottato” dalla delusione d’aver perso un Tour che era stato disegnato appositamente per lui, e gli italiani Aru e Nibali, che per la prima volta dalla loro separazione si troveranno l’un contro l’altro in una grande corsa a tappe, una sfida nella sfida alla quale si sarebbe già dovuto assistere al Giro, poi rimandata a causa dell’infortunio al ginocchio del sardo. Mancherà Quintana, che quest’anno ha già corso in Italia e Francia e in entrambi i casi se n’è tornato a casa con le pive nel sacco – e sicuramente ci mancherà un grande campione come Alberto Contador: il “Pistolero” sarà della partita ma ha già annunciato che questa sarà l’ultima corsa della sua carriera, una corsa che difficilmente lo vedrà tra i protagonisti nella lotta per la classifica generale, considerate le 34 primavere e un progressivo calando delle sue potenzialità, come testimoniano i risultati colti nelle ultime tre edizioni della Grande Boucle, corsa che ha vinto due volte, così come il Giro mentre le affermazioni in Spagna sono state tre.
In quanto al percorso, gli organizzatori hanno confermato lo standard oramai adottato da parecchie stagioni, fatto di tappe più brevi rispetto agli altri grandi giri e di parecchi arrivi in salita, ben 8, con i corridori meno dotati in montagna che avranno dalla loro parte poco meno di 55 Km da percorrere contro il tempo, suddivisi tra la cronosquadre del primo giorno e una prova individuale classica da affrontare all’inizio dell’ultima settimana di gara, quella nella quale – com’è noto – si deve fare i conti anche con il progressivo calare delle energie. Quel che balza all’occhio è che anche questa edizione della Vuelta, come avvenuto quest’anno sia al Giro, sia al Tour, costringerà chi punta al successo finale a presentarsi al via della prima frazione già al top della forma: se la corsa rosa aveva proposto l’arrivo sull’Etna al quarto giorno e il Tour l’arcigno approdo sulla Planche des Belles Filles al termine della quinta tappa, la Vuelta farà di “peggio” perché il primo tappone sarà affrontato appena 48 ore dopo la partenza da Nîmes. E, come il solito, rimarranno solo le briciole per i velocisti, ai quali sono state lasciate solo cinque frazioni, con un buco di ben nove giorni tra la penultima tappa a loro dedicata e la tradizionale passerella madrilena, con la possibilità che molti di loro facciano anzitempo le valigie, soprattutto se si sarà scelta la Vuelta come strada d’avvicinamento ai mondiali, che si disputeranno il 24 settembre a Bergen, in Norvegia.

1a TAPPA: NÎMES (cronometro a squadre – 13.7 Km)

Terza partenza fuori dai confini nazionali della Vuelta, la meno “vagabonda” delle tre grandi corse europee, che in precedenza aveva effettuato il Grand Départ all’estero solamente nel 1997 e nel 2009, quando si era rispettivamente partiti dal Portogallo, con una tappa in linea disegnata tra l’autodromo dell’Estoril e Lisbona, e dall’Olanda, dove sul celebre circuito di Assen si era disputato il cronoprologo. Dall’anno successivo la tappa d’apertura sarà stabilmente una cronometro a squadre e sarà così anche nella cittadina francese di Nîmes, sulle cui strade è stato approntato un velocissimo percorso di poco meno di 14 Km che può essere tranquillamente definito di pianura poiché non si può certo considerare salita il dolcissimo falsopiano di 2,5 Km all’1,6% che condurrà le varie squadre nel punto più elevato del tracciato, a soli 100 metri sul livello del mare, dove gli organizzatori hanno previsto l’effettuazione di un GPM di 3a categoria che, quasi sicuramente, al Tour non sarebbe nemmeno preso in considerazione per la classifica degli scalatori. Difficilmente potrà risultare determinante, mentre un peso non indifferente potrebbero averlo le quasi trenta curve che si dovranno superare, una media di due al chilometro!

2a TAPPA: NÎMES – GRUISSAN “Gran Narbonne / Aude” (203.4 Km)

Da un po’ di tempo capita raramente, in una grande corsa a tappe, di trovarsi di fronte una frazione totalmente pianeggiante, in particolar modo alla Vuelta. Ma l’orografia della zona attraversata dalla prima tappa in linea non consentiva troppe alternative, piatta com’è la porzione di Francia che collega le Alpi ai Pirenei passando a sud del Massiccio Centrale. Le insidie in quella che è la prima delle tre frazioni nelle quali si superaranno – non molto – i 200 Km comunque non mancheranno; anzi non mancherà perché il principale e unico problema odierno sarà rappresentato dal vento, che non manca mai in queste zone. In particolare il tratto dove maggiormente si correrà il rischio d’incappare nei temuti ventagli è quello di una trentina di chilometri tracciato lungo la costa del Mar Mediterraneo e che terminerà in zona rifornimento, quando mancheranno poco meno di 100 Km al traguardo e il percorso si dirigerà con decisione verso l’entroterra, salvo poi ritornare in direzione del mare nei chilometri conclusivi che condurranno all’appuntamento con il primo dei cinque arrivi allo sprint previsti quest’anno.

3a TAPPA: PRADES (Conflent Canigó) – ANDORRA LA VELLA (158.5 Km)

Salite subito e col botto. Non capita spesso di trovare, in un grande giro, una tappa di montagna così impegnativa al terzo giorno di gara, anche perché si è soliti collocare la prima frazione dedicata agli scalatori più avanti nel tempo, disegnandola con mano non troppo pesante. Non sarà così lungo i 158 Km che collegheranno la cittadina francese di Prades con la capitale del Principato d’Andorra poiché si dovranno affrontare complessivamente 37 Km di salita e 2225 metri di dislivello, distribuiti sulle tre ascese in programma. La prima sarà anche la più lunga ma, molto probabilmente, sarà affrontata senza troppa enfasi dal gruppo essendo i quasi 20 Km al 4,8% del Col de la Perche previsti pochi chilometri dopo la partenza. I primi colpi a effetto potrebbero registrarsi salendo verso il Coll de la Rabassa (13,3 Km al 6,8%), tetto della tappa con i suoi 1820 metri di quota e salita cara agli italiani perché fu sede d’arrivo alla Vuelta del 2008, quando vi s’impose Alessandro Ballan – che poche settimane più tardi vincerà il mondiale a Varese – mentre due anni fa fu scalata durante il tappone di Cortals d’Encamp, vinto dallo spagnolo Landa e al termine del quale Fabio Aru vestì per la prima volta la maglia rossa di leader della classifica. Ultimo ostacolo di giornata, molto probabilmente determinante ai fini della vittoria parziale, sarà il breve Alto de La Comella, i cui 4,3 Km all’8,6% svettano a 7 Km dal traguardo.

4a TAPPA: ESCALDES-ENGORDANY – TARRAGONA (Anella Mediterránea 2018) (198,2 Km)

È la “quasi” quiete dopo la tempesta. Passata la prima tappa realmente difficile, la Vuelta proporrà il primo traguardo spagnolo di quest’edizione al termine di una frazione che di veramente impegnativo proporrà forse solo la distanza da percorrere e il particolare disegno del finale di gara, che certamente taglierà fuori dai giochi della vittoria qualche sprinter. La volata, infatti, sarà il più naturale epilogo di questa giornata, ma l’arrivo non appare tra i più agevoli per i diretti interessati alla vittoria perche gli ultimi 400 metri si snoderanno in salita, comunque dolce (la pendenza è del 2,5%), percorrendo la strada che porterà la corsa nel cuore dell’Anella Mediterránea, il complesso che l’anno prossimo ospiterà i XVIII Giochi del Mediterraneo, inizialmente programmati per questa stagione ma poi rinviati a causa della crisi che ha colpito la Spagna.

5a TAPPA: BENICÀSSIM – ALCOSSEBRE (Ermita de Santa Lúcia) (175.7 Km)

È il primo atto della lunga serie degli arrivi in salita che, nella settimana d’avvio della Vuelta, avranno in tre occasioni l’aspetto delle “rampe da garage”, termine che sta a identificare le ascese brevi ma assai violente, proprio come quella che condurrà al traguardo dell’eremo dei Santi Lucia e Benedetto, situato poco sopra la stazione balneare di Alcossebre, frazione del comune di Alcalà de Xivert. Negli ultimi 3,4 Km si dovranno, infatti, superare una pendenza media del 9,7%, incontrando un picco del 20% a circa un chilometro e mezzo dal traguardo, previsto a 340 metri d’altezza. Tutto l’interesse della giornata sarà racchiuso in quei 3400 metri poiché le precedenti difficoltà altimetriche – altre quattro salite, tre delle quali di 2a categoria – termineranno quando mancheranno ancora una quarantina di chilometri al traguardo, al quale potrebbe facilmente approdare la fuga di giornata, lasciata andar via senza troppi patemi dal gruppo poiché dopo la tappa andorrana già ci saranno diversi corridori che avranno accusato un distacco importante e che dunque non impensieriscono chi punta alla classifica finale. Per quest’ultima, comunque, egualmente si accenderà la battaglia sulle rampe conclusive, dove però si dovrebbe riuscire al massimo guadagnare qualche secondo.

6a TAPPA: VILA-REAL – SAGUNTO (204.4 Km)

A parte la mancanza dell’arrivo in salita, la sesta frazione appare come la fotocopia di quella affrontata il giorno precedente, poiché lungo il cammino si dovranno superare cinque GPM – quattro di 3a categoria e l’ultimo di 2a – ma poi non s’incontreranno più difficoltà altimetriche negli ultimi 37 Km. Appare, abbiamo detto, perché in realtà questa tappa è molto più impegnativa di quel che sembra e potrebbe anche riservare delle sorprese al momento d’affrontare l’ultima ascesa, quella di 2a categoria. È il Puerto del Garbí, i cui dati ufficiali riportati sul road book della corsa iberica dipingono come una salita non particolarmente temibile, lunga 9,3 Km e caratterizzata da una pendenza media del 5,1%. I numeri sono esatti ma parziali perché non illustrano che il Garbí ha due volti, “garbato” nella seconda metà, decisamente più rude nei primi 5 Km che salgono 9,3% con rasoiate che rasentano il 22%, il tutto condito da una sede stradale ristretta che già di suo provocherà una selezione naturale. È vero che successivamente non s’incontreranno più ostacoli fino al traguardo, ma qualche nome importante potrebbe perdere le ruote dei migliori e allora la tappa cambierà sensibilmente intensità, anche perché gli organizzatori hanno aggiunto pepe al pepe infarcendo di abbuoni il tratto conclusivo: oltre a quelli previsti al traguardo ci saranno, infatti, quelli del giornaliero traguardo volante intermedio che nell’occasione è stato collocato a soli 7,4 Km dalla conclusione e, se i piani alti della classifica fossero ancora ravvicinati, sicuramente anche oggi assisteremo a una grande bagarre tra i primi della classe.

7a TAPPA: LLÍRIA – CUENCA “Ciudad Patrimonio de la Humanidad” (207 Km)

È la tappa più lunga di questa edizione della Vuelta quella che si concluderà nella pittoresca cittadina di Cuenca, ma anche una di quelle meno impegnative. Come a Tarragona, comunque, non saranno tutte rose e fiori per i velocisti perché sarà riproposto il tradizionale finale di Cuenca, con la breve ma non facilissima salita del castello (2 Km al 7,2%) collocata a una dozzina di chilometri dal traguardo. Anche in questa occasione, però, saranno sempre loro i maggiori indiziati di vittoria perché nei precedenti arrivi a Cuenca, sempre con il “Castillo” da scavalcare, si è spesso arrivati allo sprint e tra i corridori che hanno lasciato il segno in questo particolare finale di gara spiccano i nomi di due velocisti particolarmente dotati come il norvegese Thor Hushovd e il tedesco Erik Zabel. Il tratto successivo allo scollinamento è, infatti, poco tortuoso così come poco pendente è la discesa dal Castillo e così il gruppo all’inseguimento potrà agevolmente andare a riacciffuare coloro che si saranno lanciati in avanscoperta sul tratto in salita.

8a TAPPA: HELLÍN – XORRET DE CATÍ “Costa Blanca Interior” (199.5 Km)

In apertura avevamo segnalato che gli arrivi in salita ufficiali saranno in numero di otto, ma non è nemmeno sbagliato affermare che questi siano nove. L’intruso è proprio quello di Xorret de Catí, dove 3 Km di discesa dopo l’ultimo scollinamento sicuramente non basteranno per “smorzare” gli effetti della precedente e ripidissima ascesa omonima, parente stretta delle brevi verticali a doppia cifra di pendenza, come quella affrontata poco giorni prima sopra Alcossebre: nei 3,4 Km precedenti il gran premio della montagna s’incontreranno inclinazioni da “urlo”, con una media del 12,4% e massime che raggiungono il 22%, numeri che il Giro di Spagna ha già affrontato in cinque occasioni, la prima nel 1998 quando questo traguardo fu tenuto a battesimo dall’indimenticato José Maria Jiménez. Chi segue anche le corse ciclistiche “minori” ricorderà anche che l’ultima competizione qui giunta è stata, invece, la tappa regina dell’edizione 2016 della Vuelta Valenciana, conquistata – assieme alla classifica finale – dall’olandese Wout Poels.

9a TAPPA: ORIHUELA “Ciudad del Poeta Miguel Hernández” – CUMBRE DEL SOL / EL POBLE NOU DE BENITATXELL (174 Km)

Il secondo week-end di gara si conclude con un altro arrivo in salita, stavolta reale, che riporterà la carovana del Vuelta sulle aspre rampe del Puig Llorença, assaggiate per la prima volta due anni fa quando, correndo anche in quell’occasione la nona frazione, vi s’impose l’olandese Tom Dumoulin. Quel giorno l’ascesa conclusiva fu ripetuta due volte e sarà così anche stavolta perché gli organizzatori hanno riproposto esattamente lo stesso circuito di una quarantina di chilometri che caratterizzò il finale della frazione conquistata dal vincitore del recente Giro d’Italia. La prima scalata, terminando poco sotto il luogo dove sarà collocato il traguardo, sarà leggermente più corta di quella conclusiva ma i tronconi più difficili saranno affrontati in entrambi i passaggi, essendo il picco al 21% collocato nella prima parte dell’ascesa che, nella versione “estesa”, è lunga 4 Km e ha una pendenza media del 9,1%.

Mauro Facoltosi

Lo scenario nel quale si concluderà la frazione di Xorret de Catí, uno dei finali più impegnativi di questa edizione della Vuelta (www.alicantenatura.es)

Lo scenario nel quale si concluderà la frazione di Xorret de Catí, uno dei finali più impegnativi di questa edizione della Vuelta (www.alicantenatura.es)

AGOSTO, VACANZE MIE NON TI CONOSCO!

luglio 28, 2017 by Redazione  
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Non vanno in vacanza i corridori ad agosto. Il mese delle ferie dei “comuni mortali” per i “forzati del pedale” è quello della Vuelta di Spagna e delle brevi corse a tappe che l’anticipano. Nella prima metà del mese se ne concentreranno ben cinque, per tutti i gusti: chi ama le salite punterà sulla Tour of Utah o sulla Vuelta a Burgos, mentre chi preferirà un approccio meno “aggressivo” avrà l’imbarazzo della scelta tra le strade della Polonia, della Norvegia o, ancora, quelle delle classiche del Nord, che si ritroveranno in occasione del BinckBank Tour.

Agosto è, per i più, il mese delle ferie. Ma non lo è certo per i professionisti del pedale, le cui agognate vacanze arriveranno solo in autunno, una volta terminata la stagione, ed ora si accingeranno ad affrontare una serie di brevi ma interessanti corse a tappe che faranno da “trait d’union” tra il Tour de France e la Vuelta a España, la cui 72a edizione scatterà sabato 19 agosto da Nîmes.

Quando ancora il mese di luglio non avrà chiuso i battenti – sabato 29, appena sei giorni dopo la conclusione della Grande Boucle – scatterà il Giro di Polonia, corsa che schiererà al via tra gli altri “big” il campione del mondo Peter Sagan, reduce dall’espulsione dal Tour, e il nostro Vincenzo Nibali. Non appare, però, molto adatto allo “Squalo dello Stretto” il percorso della corsa polacca, comunque intrigante perché gli organizzatori sono riusciti a imbastire un tracciato non banale nonostante la mancanza di grandi salite in terra di Polonia. Anche per questo motivo s’è optato per la cancellazione dal percorso della tappa a cronometro dell’ultimo giorno, che si disputava dal 2013 in quel di Cracovia. Quest’ultima ospiterà stavolta la giornata d’apertura con una breve frazione in circuito di 137 che dovrebbe terminare allo sprint, poi l’indomani si disputerà una nervosa tappa di 142 Km disegnata tra Tarnowskie Góry – centro che festeggia nel 2017 l’ingresso delle sue miniere di piombo, argento e zinco nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO – e la città di Katowice, dove si affronterà un circuito di 17,5 Km che sarà ripetuto tre volte e che non proporrà nemmeno un metro di pianura. Prima giornata interessante per chi punta alla classifica sarà la terza, quando si percorreranno i 161 Km che da Jaworzno conducono alla stazione sciistica di Szczyrk, dove si giungerà dopo aver affrontato quattro ascese classificate di prima categoria, anche se i loro “numeri” sarebbero più da seconda: ai fini del risultato di tappa i giochi dovrebbero aver luogo sull’ultimo GPM, quello del Passo Salmopolska (927 metri, 6 Km al 6,2%), dalla cui cima mancheranno una dozzina di chilometri al traguardo, posto in cima a un breve ma arcigno muro lungo quasi un chilometro e caratterizzato da una pendenza media superiore al 12%. La successiva frazione da Zawiercie a Zabrze sarà la più lunga (238 Km) ma, di là di quest’aspetto, anche la più facile di tutte poichè, tolti i saliscendi che movimentano i primi 50 Km, si snoderà quasi totalmente in pianura. Le tre frazioni rimanenti saranno quelle decisive, introdotte dalla tappa che partirà da Nagawczyna per concludersi dopo 130 Km a Rzeszów, il capoluogo della Precarpazia, dov’è previsto un circuito finale di 28 Km con la salita di Łany (2a categoria) da ripetere due volte, ma da due versanti differenti. Le ultime due frazioni costituiscono punti fissi della corsa polacca a cominciare dall’arrivo nella principale stazione invernale dello stato, quella Zakopane dove si giungerà dopo esser partiti dalle celebri miniere di sale di Wieliczka e aver percorso 199 Km, lungo i quali spiccano 5 GPM di 1a categoria: a decidere la corsa saranno verosimilmente le salite di Bustryk (1002 metri, 4,5 Km al 6,2%) e di Butorowy Wierch (1124 metri, 4,8 Km al 6,1%) perché, oltre ad essere le più impegnative, saranno anche quelle più vicine al traguardo con la vetta dell’ultima situata a 9 Km dalla linea d’arrivo, disegnata al termine di un tratto conclusivo in leggero falsopiano. Quasi sicuramente il nome del vincitore del 74° Giro di Polonia lo conosceremo solo il giorno dopo, al termine della conclusiva tappa che si snoderà attorno alla località termale di Bukowina Tatrzańska, dove lo scorso anno la frazione “regina” della corsa, allora prevista al penultimo giorno di gara, fu annullata a causa del maltempo che aveva reso impraticabili le strade. Il percorso non è lo stesso di dodici mesi fa, una vera e propria “grandinata” di brevi ascese (15 in 194 Km), ma sarà ugualmente molto complicato perché in 132 Km si dovranno superare sei salite ufficiali di 1a categoria, alle quali aggiungere quella che condurrà al traguardo, da ripetere due volte, presenza fissa nel tracciato del Tour de Pologne dal 2010.

Sempre alla fine di luglio, proprio il 31 per la precisione, i riflettori del circo mediatico del ciclismo si accenderanno anche oltreoceano poiché negli USA si disputerà la 13a edizione del Tour of Utah, corsa dove alle difficoltà tipiche delle gare disegnate a favore degli scalatori si aggiungeranno quelle dovute alle alte quote perché in tre delle sette tappe previste si supereranno abbondantemente i duemila metri. Si comincerà a salire sin dalla prima tappa che proporrà la doppia ascesa verso i quasi 2400 metri del Logan Canyon, affrontata prima dal versante di Logan – la cittadina che ospiterà partenza e arrivo di questa prima frazione – e poi da quello più impegnativo di Garden City (10,3 Km al 5,4%), in cima al quale si scollinerà quando al traguardo mancheranno 60 dei 212 Km previsti. Il giorno successivo si disputerà il primo dei tre arrivi in salita, che vedrà i corridori arrampicarsi verso la stazione sciistica di Snowbasin Resort, dove si farà tappa dopo aver percorso 152 Km e superate le salite di Sardine Canyon (1793 metri, 11,9 Km al 3,6%) e di North Ogden Divide (1879 metri, 4 Km al 9,6%) prima dell’ascesa finale, costituita da due rampe non particolarmente impegnative separate da una breve discesa intermedia. La prima delle due tappe “forti” sarà, l’indomani, la cronoscalata del Big Cottonwood Canyon, 9 Km per giungere sino alla ski area di Brighton, a poco più di 2600 metri di quota, dopo aver affrontato una pendenza media complessiva (su 8 Km) del 5,4%. Le due frazioni successive (circuito di South Jordan e Layton – Bountiful) si svolgeranno a quote più basse e rappresenteranno entrambe succulente occasioni per i cacciatori di tappe e i finisseur poi entrerà in scena il tradizionale “giudice” del Tour of Utah, anche nel 2017 costituito dall’ascesa ai 2446 metri di Snowbird, la più difficile della corsa in virtù dei suoi 12 Km al 7,1%, proposta al termine di una frazione lunga soli 99 Km e che proporrà poco dopo la partenza anche la salita ai 2455 metri dell’American Fork Canyon. Infine, l’atto conclusivo della corsa sarà una tappa-passerella interamente disegnata sulle strade della celebre Salt Lake City ma che potrebbe anche non essere il classico epilogo allo sprint per la presenza di alcuni, seppur lievi, dislivelli e perché l’arrivo sarà posto al termine di un breve zampellotto.

Contemporaneamente a queste due gare in Spagna si svolgerà la 39a edizione della Vuelta a Burgos che prenderà il via martedì primo agosto con una tappa di 151 Km che prevede partenza e arrivo nella città titolare della corsa, percorso prevalentemente pianeggiante e traguardo fissato in cima allo strappo del castello di Burgos, da prendere di petto due volte negli ultimi 10 Km e che dovrebbe costuire un invito a nozze per i finisseur, anche se potrebbero dire la loro pure i velocisti che sanno resistere a queste rampe finali (come lo spagnolo Lobato, che si impose su questo traguardo nel 2015). La prima occasione “pura” per gli sprinter arriverà al termine della facile seconda frazione, da Oña a Belorado per 153 Km, poi si disputerà la prima delle due tappe di montagna, che scatterà dal complessivo carsico di Ojo Guareña per concludersi dopo 173 Km – massima distanza prevista in questa edizione della corsa iberica – con l’inedito arrivo in salita al Picón Blanco: il traguardo sarà collocato a 1486 metri di quota, dopo aver affrontato un’ascesa lunga 8 Km e caratterizzata da una pendenza media dell’8,9%. La penultima tappa che condurrà il gruppo dalle cantine Bodegas Nabal di Gumiel de Izán all’area archeologica della colonia romana di Clunia Sulpicia, presso Peñalba de Castro, è una sorta di fotocopia della prima frazione con il percorso pressochè privo di difficoltà e i chilometri finali in leggera ascesa verso il traguardo. L’ultimo giorno l’appuntamento sarà con la salita simbolo della breve corsa spagnola, quella che conduce alle Lagunas de Neila e che dal 2008 – con l’eccezione del 2014 – ospita l’approdo della decisiva frazione conclusa, che quest’anno scatterà dal Comunero de Revenga e terminerà dopo appena 136 Km ai 1824 metri del luogo dove nel 1998 si concluse anche una tappa della Vuelta di Spagna vinta dall’indimenticato José Maria Jiménez, percorsi 13,3 Km al 5,8% e con le pendenze più rilevanti concentrate negli ultimi 2500 metri che salgono al 10,3% medio.

Pochi giorni dopo la conclusione di questa prima terna di corsa il calendario internazionale segnala una corsa a tappe all’apparenza inedita, iscritta nell’UCI World Tour (così come il Polonia): il BinckBank Tour. In realtà questa è semplicemente la nuova denominazione della gara che fino all’anno scorso si è chiamata Eneco Tour e che è nata nel 2005 dall’evoluzione dello scomparso Giro dei Paesi Bassi in una sorta del Giro del Benelux a metà, perché la corsa nei suoi primi dodici anni di vita s’è sempre disputata a cavallo di Olanda e Belgio, tagliando completamente fuori il Lussemburgo. Cambia il nome della gara, dunque, ma non l’aspetto tecnico della stessa, che vivrà le sue fasi salienti nella parziale riproposizione di alcune delle rotte di tre grandi classiche del nord, l’Amstel, la Liegi e il Fiandre. A dare il “la” alla corsa sarà una frazione totalmente pianeggiante da disputarsi tra Breda e Venray, 180 Km non privi d’insidie perché a queste latitudini la mancanza di elevazioni espone più che altrove all’azione del vento con il concreto rischio d’incappare in ventagli che “ingabbino” anche pesci grossi della classifica. Tutta in pianura si svolgerà anche la seconda tappa, decisamente più selettiva della precedente anche se non si potranno scavare enormi distacchi nei 9 Km della cronometro individuale prevista sulle strade di Voorburg, rese comunque “spigolose” dalla presenza di oltre venti curve. L’indomani la corsa traslocherà temporaneamente dai Paesi Bassi al Belgio per un’altra frazione destinate alle ruote veloci e che si correrà sulla distanza di 186 Km tra Blankenberge e Ardooie, comune fiammingo che è presente nel tracciato dell’ex Eneco sin dalla quarta edizione (2008), sempre come arrivo di tappa. Sulle strade belghe si svolgerà interamente anche la quarta giornata di gara, in circuito per 155 attorno a Lanaken e ancora votata ad un arrivo allo sprint, poi si tornerà in terra d’Olanda per la prima delle tre frazioni altimetricamente più impegnative, che, considerata la brevità della cronometro affrontata pochi giorni prima, decideranno le sorti della classifica generale. Saranno le strade annualmente percorse all’Amstel Gold Race a essere solcate nel corso della tappa n° 5, che partirà da Sittard-Geleen – cittadina che è stata sede in tappa in tutte e dodici le edizioni finora disputate – per farvi ritorno dopo aver percorso 165 Km e scavalcato 19 “côtes”, la più celebre delle quali è il Cauberg (800 metri all’8%), che però sarà del tutto ininfluente collocata com’è a soli 43 Km dalla partenza: le più interessanti in chiave vittoria di tappa e classifica saranno la Bergstraat (1 Km al 7%) e il cortissimo strappo della Weg langs Stammen, 350 metri all’8% su strada molto molto stretta che sarà affrontato due volte, la prima a 49 Km dall’arrivo e la seconda quando di chilometri al traguardo ne mancheranno 12, all’interno dei quali s’incontreranno altre due brevi zampelotti (700 metri al 4,5% ai – 8 e 400 metri al 4% ai – 6 Km). Sbarcato definitivamente sulle strade del Belgio, il 12 agosto il BinckBank Tour proporrà quello che è il “tappone” dell’edizione 2017, sia per il chilometraggio, sia per l’altimetria. Infatti, i quasi 200 Km della Riemst-Houffalize si disputeranno nelle Ardenne affrontando 14 salite e incrociando il percorso della Liegi-Bastogne-Liegi esclusivamente in corrispondenza della breve ma durissima Côte de la Ferme Libert (1,2 Km al 12,1%), che è stata affrontata per la prima volta nell’ultima edizione della Doyenne e che stavolta sarà superata a un centinaio di chilometri dalla conclusione. Più vicina al traguardo sarà la non meno scoscesa Côte Saint-Roch (1 Km all’11%) che sarà superata all’inizio del circuito finale di 29 Km che poi proporrà nelle fasi finali la Côte de Rue de le State (1,2 Km al 3%) e poi quella del Vieux Chemin (400 metri al 5%). Dopo la partenza da Essen, infine, la tappa conclusiva si concluderà per il sesto anno consecutivo nel comune fiammingo di Geraardsbergen, famoso in campo ciclistico perché vi si trova il tremendo Grammont, il muro simbolo del Giro delle Fiandre che i corridori dovranno ripetere due volte nel circuito che chiuderà questa frazione lunga complessivamente 186 Km e che proporrà anche il Bosberg, con l’ultimo passaggio in vetta al “Kapelmuur” quando mancheranno 25 Km al traguardo.

Ultima corsa a tappe di un certo livello prima della partenza della Vuelta sarà l’Arctic Race of Norway, ovvero il Giro della Norvegia Artica, che si disputerà dal 10 al 13 agosto. Giunta alla 5a edizione, la corsa scandinava non proporrà grandissime difficoltà ma frazioni dai finali nervosi che vedono favoriti per la vittoria finale gli uomini delle sparate brevi e violente, i “finisseur”, mentre si annuncia impegnativo ripetersi per Gianni Moscon, che lo scorso anno s’impose grazie alla vittoria nella tappa con arrivo in salita, presente anche in questa edizione ma che prevede un’ascesa finale molto più facile rispetto a quella affrontata dodici mesi fa. Sulla distanza di 156 Km, il primo atto della corsa organizzata da ASO – lo stesso gruppo che “imbandisce” il Tour de France – sarà una frazione che dal piccolo villaggio di pescatori di Engenes, situato sull’isola di Andørja, condurrà il gruppo a Narvik, attorno alla quale si dovrà effettuare un circuito di 10,5 Km che proporrà la principale insidia altimetrica di giornata, la salita verso Skistua Summit, 2300 metri al 6,6% che si concluderanno a 5,5 Km dal traguardo, a sua volta collocato in vetta a un breve strappo. L’unica occasione ai velocisti sarà offerta al termine della seconda frazione, 184,5 Km per andare da Sjøvegan a Bardufoss dove il traguardo sarà collocato sulla pista dell’aeroporto che ospita la Sesta Divisione dell’Esercito Norvegese. La terza tappa sarà quella dell’arrivo in salita, parte integrante del tracciato dell’Arctic Race fin dalla seconda edizione, quando lo sloveno Špilak si impose a Kvænangsfjellet; l’anno successivo a Målselv sarà il belga Hermans a trionfare poi arriverà la citata affermazione di Moscon a Korgfjellet, percorsa un’ascesa lunga 9 Km e caratterizzata da una pendenza media del 6,4%. Come segnalato in precedenza, stavolta il finale sarà meno favorevole agli scalatori perché, dopo la partenza da Lyngseidet si arriverà in 185,5 Km a Finnvikdalen, dopo aver affrontato una salita finale di 4 km al 5,5% il cui scollinamento coinciderà con lo striscione dell’ultimo chilometro, anche se poi la strada continuerà a salire in maniera ancor più blanda verso il traguardo. A due giorni da Ferragosto la corsa vivrà il suo gran finale sulle strade di Tromsø, palcoscenico di una nervosa frazione di 160,5 Km interamente tracciata in circuito, composta da un primo anello prevalentemente snello e da un secondo di 13 Km che dovrà essere ripetuto tre volte e che porterà a superare prima l’ascesa di Røstbakken (1,3 Km al 7,5%) e poi quella di Prestvannet, gemella della precedente sotto l’aspetto dei “numeri” e che è piazzata a soli 3 Km dal traguardo.

E poi verrà l’ora di “bailare” il Ritmo Vuelta!

Mauro Facoltosi

I SITI DELLE CORSE

GIRO DI POLONIA

www.tourdepologne.pl/en

TOUR OF UTAH

www.tourofutah.com

VUELTA A BURGOS

www.vueltaburgos.com/es

BINCKBANK TOUR

www.sport.be/binckbanktour/2017/nl

ARCTIC RACE OF NORWAY

www.letour.fr/arctic-race-of-norway/2017/us

VUELTA DI SPAGNA

www.lavuelta.com

Lo scollinamento del muro di Grammont, che ad agosto tornerà ad accogliere il grande ciclismo durante la frazione conclusiva del BinckBank Tour (foto greggranato.files.wordpress.com)

Lo scollinamento del muro di Grammont, che ad agosto tornerà ad accogliere il grande ciclismo durante la frazione conclusiva del BinckBank Tour (foto greggranato.files.wordpress.com)

ALENTOUR DU TOUR… A PARIGI

luglio 23, 2017 by Redazione  
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Cambia nome in occasione del Tour, ma è sempre la consueta rubrica-contenitore del dopo tappa, che vi accompagnerà giorno per giorno, da Düsseldorf a Parigi. Trovete una rassegna stampa “breve”, i commenti dei tifosi, la colonna sonora del giorno, la presentazione della tappa del giorno dopo, le previsioni meteo, gli strafalcioni dei telecronisti, il Tour visto all’incontrario e il ricordo del passato

I GRANDI FAVORITI

Fabio Aru: Italia

Tour, la festa di Froome IV. Lo sprint a Groenewegen – La festa del Tour a Parigi – Nibali-Aru vs Froome – Aru: “Sono soddisfatto” – Bravo Froome, alla Vuelta ti sfideranno Nibali e Aru – Tour, 21ª tappa Ecco gli scatti della vittoria di Froome –
Aru: “Per come si sono messe le cose, sono soddisfatto” (Gazzetta dello Sport)

Tour de France, il 4° trionfo di Froome, incoronato agli Champs-Élysées (Corriere della Sera)

Chris Froome: Regno Unito

Froome secures fourth Tour de France crown (The Independent)

Chris Froome seals his fourth title after Dylan Groenewegen wins on Champs-Elysees (The Daily Telegraph)

Froome: fourth Tour crown was my hardest battle – Q&A: Can Froome win again at La Vuelta? (The Times)

Alberto Contador: Spagna

El cuarto Tour de Froome – Alberto Contador: “En diez días voy a comunicar mi futuro…” – Froome: “Me gustaría igualar a Indurain y entrar en la historia” – La nueva generación viene apretando fuerte – Landa es un crack: ¡amagó con atacar y se partió de la risa! – Landa: “Ojalá llegue a París de amarillo el año que viene” – París la ciudad del amor ¡Gautier se declara en plena etapa! – El trágico sprint de Darrigade en el Parque de los Príncipes (AS)

Froome ya tiene cuatro – Ganó el Tour en París por delante de Urán y Bardet – El ‘nueve’ ideal del Tour de Francia 2017 – Gautier le pide matrimonio a su novia, ¡en plena etapa del Tour de Francia! – Froome: “Me siento privilegiado de estar tan cerca de los mitos del Tour” – Contador: “Puede que no vuelva al Tour de Francia” – El Tour de Francia, Neymar y el Milan, entre los protagonistas de la prensa deportiva (Marca)

Froome conquista su cuarto Tour y Groenewegen gana en París – Froome: “¿Igualar a Indurain? Eso son palabras mayores” – Contador: “Me siento orgulloso de haber dado lo que he podido” – Chris Froome, tras los pasos de Miguel Indurain (El Mundo Deportivo)

Nairo Quintana: Colombia

¡Lo hicimos! Rigo es subcampeón del Tour de Francia; Froome logró su cuarto título – Las hazañas más recordadas del ciclismo colombiano – ¡Emocionante! El festejo de los 7 colombianos que corrieron el Tour – ¡Gracias, mijo! Las mejores imágenes de la etapa final del Tour – Videoanálisis general del Tour de Francia – Rigo Urán, de vendedor de chance a ídolo nacional – Chris Froome jugaba con escorpiones, ahora colecciona títulos del Tour – Los emocionantes audios de Rigo que nos dejó el Tour de Francia – Nairo Quintana terminó con las manos vacías (El Tiempo)

Rigoberto Urán, el tercer colombiano en ser podio en el Tour de Francia – Froome, un soñador incansable – Rigoberto Urán, el gran colombiano – Froome, un soñador incansable – Rigoberto Urán, el tercer colombiano en ser podio en el Tour de Francia (El Espectador)

Romain Bardet: Francia

«J’aurais pu perdre le Tour» – Froome vise un 5e Tour – Froome, 4 victoires, 3 visages – Froome se met en quatre – Uran: «Je ne pensais pas jouer le podium» – Groenewegen roi des Champs – Tous derrière, Landa devant – Bardet doit-il craindre Landa? – Bardet-Landa, l’écart le plus faible – Planète Bardet – Bardet: «Un bon coup de boost» (L’Equipe)

Richie Porte: Australia – RITIRATO

Froome on brink after stamping Tour authority (Herald Sun)

Chris Froome takes fourth Tour de France title – Michael Matthews takes green jersey (The Sydney Morning Herald)

DISCOTOUR: la colonna sonora della tappa del Tour scelta per voi da ilciclismo.it

“À Paris” (Francis Lemarque)

a cura di DJ Jorgens

LA TAPPA CHE VERRA’ – TOUR DE FRANCE 2018

La 105 edizione del Tour de France sarà completamente svelata ad ottobre ma già si conoscono i percorsi delle prime tappe. A febbraio, infatti, ASO ha annunciato che il prossimo “Grand Départ” si svolgerà nel dipartimento della Vandea, dove la Grande Boucle scatterà sabato 7 luglio – con una settimana di ritardo rispetto al solito per evita la sovraesposizione mediatica con i mondiali di calcio, che termineranno il 14 – con una frazione in linea per velocisti di 195 Km disegnata tra l’isola di Noirmoutier e Fontenay-le-Comte e che prevede, subito dopo la partenza, il transito sul temutissimo Passage du Gois, la stradina lastricata che è possibile percorrere solo per poche ore al giorno, quando non è sommersa dalla marea. Si replicherà l’indomani con un’altra tappa destinata agli sprinter che condurrà il gruppo in 185 Km da Mouilleron-Saint-Germain a La Roche-sur-Yon, poi al terzo giorno di gara si disputerà la prima tappa importante ai fini della classifica, una cronosquadre di 35 Km da disputare su di un pianeggiante circuito attorno a Cholet. Da La Baule, infine, partirà la quarta tappa, diretta ad una località al momento ancora ignota, come il resto del tracciato.

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

De Stefano: “Froome ha vinto con 54 di secondi”
Garzelli: “C’erano tante salita”
Garzelli: “Non potevano dargli una grassa mano”
Pancani: “E’ intervenuto il percorso a dare una mano agli organizzazioni”
Martinello: “Il TAS ha respinto il proprio ricorso”
Martinello: “Se quell’ombrellone, a causa del gran caldo, avesse colpito un corridore”
Zanini: “L’asfalto dei Campi Elisi è un pavè”
Martinello (ricordando la tappa di Le Puy-en-Velay): “Per lo sprint per il secondo posto se lo aggiudica Diego Ulissi”
Grafica ufficiale Tour de France: “Moyenne: 4,24 Km/h” (tradotto: 4 Km orari di velocità media nella tappa finale)
Televideo: “Podio completato dal venezuelano Rigoberto Uran” (è colombiano)
Televideo: “Bohuanni” (Bouhanni)

IL TOUR DI GOMEZ

In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della ventunesima tappa, Montgeron – Parigi

1° Pierre Roger Latour
2° Dimitri Claeys a 11″
3° Laurens ten Dam a 1′10″
4° Simon Geschke s.t.
5° Primoz Roglic s.t.

Miglior italiano: Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), 20° a 4′02″

Classifica generale

1° Luke Rowe
2° Tom Leezer a 3′31″
3° Rüdiger Selig a 9′09″
4° Robert Wagner a 10′40″
5° Dimitri Claeys a 10′51″

Miglior italiano Fabio Sabatini, 14° a 25′27″

START DALLA GERMANIA, COME 30 ANNI FA

Il Tour quest’anno parte dalla Germania. C’è un solo precedente, del quale quest’anno cade il trentennale: nel 1987 la corsa francese scattò da Berlino e terminò a Parigi con il successo dell’irlandese Stephen Roche, a segno nel medesimo anno anche al Giro e al Mondiale. Riviviamo attraverso i titoli della “Stampa” quell’edizione della corsa, disputata in parallelo al Tour femminile che ebbe tra le protagoniste l’italiana Maria Canins.

26 LUGLIO 1987 – 24a TAPPA: CRÉTEIL – PARIGI (192 Km)

ROCHE RADDOPPIA, GIRO PIÙ TOUR
Sul traguardo finale, nel cuore di Parigi, l’americano Pierce beffa i velocisti
Lo spagnolo Delgado degno rivale della maglia gialla – Nella prova femminile Maria Canins ha dovuto arrendersi a Jeannie Longo (e all’età) – Matto come un irlandese – Il suo sogno adesso è una Jaguar – La resa di Maria – Roche che vince Giro e Tour può scalfire i grandi miti

Selezionare la voce “Tour de France″ nel menù “Corse” (in home, sopra la copertina)

Dietro lArco di Trionfo fa capolino la Patrouille, le frecce tricolori francesi (www.20minutes.fr)

Dietro l'Arco di Trionfo fa capolino la Patrouille, le ''frecce tricolori'' francesi (www.20minutes.fr)

ALENTOUR DU TOUR… A MARSIGLIA

luglio 22, 2017 by Redazione  
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Cambia nome in occasione del Tour, ma è sempre la consueta rubrica-contenitore del dopo tappa, che vi accompagnerà giorno per giorno, da Düsseldorf a Parigi. Trovete una rassegna stampa “breve”, i commenti dei tifosi, la colonna sonora del giorno, la presentazione della tappa del giorno dopo, le previsioni meteo, gli strafalcioni dei telecronisti, il Tour visto all’incontrario e il ricordo del passato

I GRANDI FAVORITI

Fabio Aru: Italia

Crono a Bodnar, Froome re. Uran scalza Bardet, Aru 5° – Froome, le mani sulla corsa. Bardet-Landa, 1” per il podio – Froome e il body perfetto, cucito su misura e senza grinze – Tour noioso? Tappe corte e squadre più “magre” per vivacizzarlo (Gazzetta dello Sport)

Tour, Uran va a sbattere. Ma riparte e diventa 2°. E Froome prenota la vittoria (Corriere della Sera)

Chris Froome: Regno Unito

It was all yellow: Froome poised for Tour win after increasing lead (The Independent)

Chris Froome sets out to secure winner’s yellow jersey in final time-trial (The Daily Telegraph)

Froome freewheels towards fourth Tour de France – Chris Froome on brink of fourth Tour de France triumph – Froome’s triumph is tarnished by tetchy Brailsford (The Times)

Alberto Contador: Spagna

Landa se queda a ¡1 segundo! de Bardet y del podio de París – Landa: “Esto da mucha rabia…” – Bardet-Landa: menor diferencia por subir al podio del Tour – Contador: “He acabado bien el Tour, estoy satisfecho” – ¡Urán se chocó con una valla y aún así terminó segundo! – Urán: “Segundo del Tour es lo más importante de mi vida”- 15 curiosidades del Tour de Francia (AS)

Froome gana su cuarto Tour y Landa ¡a 1 segundo del podio! – “Se me ocurren sitios donde podía haber recuperado ese segundo” – Froome confirma que estará en la Vuelta (Marca)

Chris Froome sella su 4º Tour, Landa se queda a 1” del podio de París – Froome se une al club de los seis – Froome confirma su presencia en La Vuelta, Contador duda – Landa: “Me siento en parte ganador del Tour de Froome” – Froome:”Había que ser conservador, pero eficaz” – Urán: “Segundo del Tour es lo más importante de mi vida” – “Landa ha defendido a Froome como un profesional íntegro” (El Mundo Deportivo)

Nairo Quintana: Colombia

#GraciasMijo Urán es segundo en la general del Tour y Froome aseguró el liderato – Twitter enloquece: ¡Rigo es segundo en el Tour de Francia! – ¡Urán, sensacional! Virtual subcampeón del Tour de Francia – Las caras de sufrimiento de los ciclistas que llegan al final del Tour – ‘Termino muy feliz con lo que se hizo’: Rigoberto Urán (El Tiempo)

Cada vez más cerca de la amarilla: el ciclismo colombiano, gran protagonista del Tour – “Rigo tiene que ser presidente de Colombia” – Rigoberto Urán, subcampeón del Tour de Francia (El Espectador)

Romain Bardet: Francia

Froome: «Le Tour le plus serré» – Froome fera la Vuelta – Bardet: «Ça n’allait vraiment pas» – Bardet sauve le podium, Froome vers un 4e sacre – Bodnar, l’ombre fidèle de Sagan – Bodnar: «Je voulais réagir» – Bodnar remporte le chrono à Marseille – Barguil élu super-combatif… – Barguil en France en 2018? – … mais qui recule à la 10e place – Bardet doit-il craindre Landa? – (L’Equipe)

Richie Porte: Australia – RITIRATO

Chris Froome secures Tour de France yellow jersey (The Sydney Morning Herald)

DISCOTOUR: la colonna sonora della tappa del Tour scelta per voi da ilciclismo.it

“My Way” (Frank Sinatra)

a cura di DJ Jorgens

LA TAPPA CHE VERRA’ – 21a TAPPA: MONTGERON – PARIGI (103 Km)

L’ultima giornata di gara del Tour 2017, come immancabilmente avviene dal 1990, avrà la fisionomia di una tappa-passerella destinata ai velocisti, quest’anno ancor più piatta del solito perchè non ci sarà il tradizionale attraversamento del dipartimento degli Yvelines e della vallata della Chevreuse, dove s’andavano ad affrontare gli ultimi GPM. Dopo il lungo trasferimento da Marsiglia si partirà tardi, verso le cinque della sera, dal centro di Montgeron, caro al Tour perchè da qui scattò, alle 15.16 del pomeriggio del 1 luglio 1903, la prima tappa della prima edizione della Grande Boucle, terminata dopo 467 Km a Lione con il successo di Maurice Garin, il corridore francese d’origini valdostane che 18 giorni più tardi si imporrà anche nella classifica finale. Tornando al percorso della tappa conclusiva di quest’anno, i primi 48 Km si snoderanno in linea, prevalentemente percorsi dal gruppo a velocità di crociera, e presenteranno come unica emozione l’inedito passaggio attraverso un edificio, il Grand Palais, subito prima dell’ingresso del circuito finale, che sarà quello tradizionale degli Champs-Élysées. Sono circa 7 Km che, alzata la media, il gruppo dovrà percorrere otto volte e si berrà tutto d’un fiato tra i due passaggi sui viali della celebre avenue – prima nel verso della salita (lievissima), poi in quello della discesa – il rondò attorno all’Arco di Trionfo e il sottopassaggio del Louvre prima d’imboccare Rue de Rivoli e involarsi verso Place de la Concorde ed uno dei più prestigiosi traguardi della storia del ciclismo, che lo scorso anno vide sfrecciare per primo il tedesco André Greipel. Poi spazio alle premiazioni dei grandi protagonisti della 104a edizione della corsa transalpina.

METEO TOUR

Montgeron : cielo coperto con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 20.7°C, vento moderato da WSW (19-26 Km/h), umidità al 60%
Parigi – 1° passaggio (Km 48): cielo coperto con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 20.9°C, vento moderato da SW (17-22 Km/h), umidità al 58%
Parigi – arrivo: pioggia modesta (0,4 mm), 19.6°C, vento moderato da SW (15-22 Km/h), umidità al 70%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

De Stefano: “Pereiro vinse il segno di Landis”
De Luca: “Dario Caldo” (Cataldo)
De Luca: “Due infortuni, Cataldo e Fuglsang”
Pancani: “Bodnar mantiene la classifica, la leadership” (si parlava dell’ordine d’arrivo provvisorio)
Pancani: “Matthews ha conquistato due maglie” (due vittorie)
De Luca: “Una degli ultimi strumenti”
Pancani: “Difficilmente può rientrare Roglic” (anche perchè era una cronometro e mai avrebbe potuto rientrare in gruppo)
Pancani: “Classifica generale provvisoria al traguardo” (era sempre l’ordine d’arrivo)
Martinello: “Manica lunda per Landa”
Conti: “Crologo” (cronoprologo)
Pancani: “Appartenante”
Martinello: “Ruota lenticoliare” (lenticolare)
Pancani: “Va a chiudere in 1′42″ di ritardo”
Martinello: “Tra poco inizierà a salire la maglia gialla verso Notre Dame de la Garde” (e in quel momento la telecamera inquadrava Froome affrontare la discesa successiva)
Pancani: “Bardet ha 1′25″ per resistere al podio”

IL TOUR DI GOMEZ

In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della ventunesim tappa, circuito a cronometro di Marsiglia

1° Jarlinson Pantano
2° Matteo Bono a 25″
3° Javier Moreno a 32″
4° Alexander Kristoff a 38″
5° Andrey Amador a 45″

Classifica generale

1° Luke Rowe
2° Tom Leezer a 5′36″
3° Rüdiger Selig a 9′09″
4° Robert Wagner a 11′39″
5° Dimitri Claeys a 16′42″

Miglior italiano Fabio Sabatini, 14° a 25′27″

START DALLA GERMANIA, COME 30 ANNI FA

Il Tour quest’anno parte dalla Germania. C’è un solo precedente, del quale quest’anno cade il trentennale: nel 1987 la corsa francese scattò da Berlino e terminò a Parigi con il successo dell’irlandese Stephen Roche, a segno nel medesimo anno anche al Giro e al Mondiale. Riviviamo attraverso i titoli della “Stampa” quell’edizione della corsa, disputata in parallelo al Tour femminile che ebbe tra le protagoniste l’italiana Maria Canins.

25 LUGLIO 1987 – 23a TAPPA: CIRCUITO DI DIGIONE (cronometro individuale, 38 Km)

ROCHE OGGI IN TRIONFO A PARIGI
Accoppiata Giro-Tour dell’irlandese, 2° ieri nella crono vinta da Bernard
La vittoria di Bernard – Ora Roche ha 40” di margine

Selezionare la voce “Tour de France″ nel menù “Corse” (in home, sopra la copertina)

Lo stadio Orange Vélodrome di Marsiglia attrezzato per ospitare larrivo della cronometro del Tour (www.lequipe.fr)

Lo stadio Orange Vélodrome di Marsiglia ''attrezzato'' per ospitare l'arrivo della cronometro del Tour (www.lequipe.fr)

ALENTOUR DU TOUR… A SALON-DE-PROVENCE

luglio 21, 2017 by Redazione  
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Cambia nome in occasione del Tour, ma è sempre la consueta rubrica-contenitore del dopo tappa, che vi accompagnerà giorno per giorno, da Düsseldorf a Parigi. Trovete una rassegna stampa “breve”, i commenti dei tifosi, la colonna sonora del giorno, la presentazione della tappa del giorno dopo, le previsioni meteo, gli strafalcioni dei telecronisti, il Tour visto all’incontrario e il ricordo del passato

I GRANDI FAVORITI

Fabio Aru: Italia

Numero di Boasson Hagen. Domani la crono decisiva (Gazzetta dello Sport)

Tour, vince Boasson Hagen. Froome resta maglia gialla e aspetta la cronometro (Corriere della Sera)

Chris Froome: Regno Unito

Edvald Boasson Hagen ends his six-year wait for victory as Chris Froome edges closer to fourth title (The Daily Telegraph)

Froome’s all-star Sky team: what they did and how they rated (The Times)

Alberto Contador: Spagna

Boasson Hagen gana la etapa más larga antes de la crono – Froome, Urán y Bardet se jugarán el podio – Froome: “Mañana correré para no perder la carrera, no para ganar” – Las mejores imágenes de la victoria de Edvald Boasson – Nairo: “El público no me abandona, eso es lo bonito” – Dumoulin renuncia a la Vuelta para centrarse en el Mundial – Contador: “Landa tiene difícil el podio por cómo es la crono” – Boasson Hagen: “Me he visto fuerte y no quería foto finish” (AS)

Boasson Hagen se hace justicia – Froome sigue líder en un día muy tranquilo – Froome: “Tengo que correr para no perder la carrera, no para ganar la etapa” – Chris Froome durante la etapa de este viernes – El británico espera defender su liderato en la crono de Marsella (Marca)

Boasson Hagen gana la etapa maratón del Tour, previa a la crono decisiva – Froome: “Mañana tengo que correr para no perder la carrera, no para ganar” – “Creo que Urán le puede quitar el segundo lugar a Bardet” – “Seguro que más de un espectador ha hecho una siesta con la etapa de hoy” – La monja que baja como Chris Froome revoluciona las redes sociales (El Mundo Deportivo)

Nairo Quintana: Colombia

Froome, Bardet y Urán dejaron todo para la última crono del Tour – ‘Mañana es el día más importante de mi carrera’: Rigoberto Urán – ‘La contrarreloj es para especialistas’: Alberto Contador – ‘La contrarreloj no se gana con un ‘maillot’, se gana con las piernas” – ‘La crono será difícil, trataré de pasarla de la mejor manera’: Nairo (El Tiempo)

Tras la etapa 19, Rigoberto Urán continúa tercero del Tour de Francia – “Será la crono más importante de mi carrera”: Rigoberto Urán (El Espectador)

Romain Bardet: Francia

Les trois vies de Boasson Hagen – Boasson Hagen avait ciblé le rond-point – Boasson Hagen à l’expérience – Froome : «Loin d’être fini» – Boasson Hagen dans un fauteuil – Matthews, maillot vert assuré – Quand Bardet battait Froome dans un chrono – Les grandes espérances – Bardet peut-il finir deuxième? – Bardet, si proche de Froome – Bardet: «Pas à réfléchir» – Bardet plombé par son casque? – Virenque se «reconnaît en Barguil» – Le Vélodrome, plus qu’un stade(L’Equipe)

Richie Porte: Australia – RITIRATO

Michael Matthews secures green jersey en route to Paris (The Sydney Morning Herald)

DISCOTOUR: la colonna sonora della tappa del Tour scelta per voi da ilciclismo.it

“Che barba, che noia” (Sandra Mondaini)

a cura di DJ Jorgens

LA TAPPA CHE VERRA’ – 20a TAPPA: CIRCUITO A CRONOMETRO DI MARSIGLIA (22.5 Km)

Tre insidie presente la tappa a cronometro che gli organizzatori hanno piazzato al penultimo giorno di gara e la prima è proprio la collocazione di questa prova al termine di una corsa a tappe di tre settimane, quando le energie complessive sono oramai al contagocce e così gli specialisti del tic-tac potrebbero trovarsi al via con le armi decisamente spuntate. La seconda è data dal vento perchè il tracciato approntato sulle strade di Marsiglia si snoda per un buon tratto lungo la costa del Mar Mediterraneo e, dunque, il vento potrebbe influire non poco, anche se non sono previste folate particolarmente forti e queste saranno prevalentemente costanti per tutta la durata della prova, senza favorire o sfavorire i vari corridori in gara. Un peso maggiore, infine, potrebbe averlo la terza insidia, ovvero la presenza di una salita breve ma molto impegnativa nella seconda metà del tracciato, che potrebbe vanificare di colpo quanto di buono fatto da uno specialista nella prima scorrevole parte: si tratta della rampa di 1200 metri al 9,6% che rimonta il colle sul quale sorge la basilica Notre-Dame-de-la-Garde, “côte” non ufficiale poichè non assegnerà punti per la classifica della maglia a pois, i cui giochi si sono definitivamente conclusi con il passaggio dal Col du Pointu, il terzo ed ultimo GPM della tappa di Salon-de-Provence, anche perchè pure la tappa finale di Parigi non proporrà traguardi della montagna. Da segnalare, infine, la particolarità dell’arrivo di questa cronometro: come la partenza, per la prima volta nella storia questo si avrà non su una normale strada ma nel mezzo del campo da calcio di uno stadio, l’Orange Vélodrome.

METEO TOUR

Marsiglia – partenza primo corridore: sole e caldo, 30.9°C, vento moderato da SSW (15-18 Km/h), umidità al 40%
Marsiglia – arrivo maglia gialla: sole e caldo, 30.5°C, vento moderato da SSW (15-18 Km/h), umidità al 39%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Martinello: “Le formazioni che erano dedicate ai velocisti” (frazioni)
Bugno: “Vedremo cosa faranno al prossimo Froome”
Bugno: “La tappa che arrivava a Mendez” (Rodez)
Bugno: “L’ultima strada” (gli ultimi chilometri)
Bugno: “Un Giro d’Italia disegnato su Froome”
Garzelli: “Il Tour dovrebbe vincerlo Froome ancora domani questa crono”
Pancani: “La Trek Segafredo, la formazioni oggi di John Degenkolb” (perchè ieri correva con un’altra squadra?)
Bettini: “Fabio Aru, alla sua prima esperienza alla Grande Boucle” (non hai seguito il Tour dell’anno scorso, caro Paolo…)
Bettini: “E’ mancato un successo fin qui” (e non hai seguito neppure quello di quest’anno, visto che Aru ha vinto la tappa sui Vosgi)
Martinello: “Marco Mantani”
Martinello: “In questi ultimi 45 di scatti ne vedremo a decine”
Pancani: “L’unico ad andare oltra quota 100″
Mazzoleni (preparatore Aru): “Fuslang” (Fuglsang)
Mazzoleni: “L’Astana ha portato Aru a questo massimo del risultato”
Martinello (sulla Sky): “Hanno vinto il Tour, e sarebbe il quarto” (invece sono 5 perchè oltre ai 4 di Froome c’è anche quello vinto da Wiggins nel 2012)
Carlo Saronni (UAE Emirates): “Abbiamo un ragazzo nella fuga di corridori” (perchè chi altro poteva andarci in fuga? le ammiraglie?)
Martinello: “Gianluca Brambilla è rimasto nella parte” (seconda parte del gruppetto di fuggitivi9
Martinello: “Ci sono uomini che, se prendono 100 metri, sono difficili da chiudere”
Pancani: “Hanno guadagnato 5 metri questa rotonda”
Martinello: “Lanciato tutto solo al successo di tappa”
Televideo: “Norvegese scappa ad Arndt” (Arndt non è il paese dove è arrivata la tappa, è il cognome del secondo classificato)
Televideo: “Immutati distacchi top”
Televideo: “Il norvegese corona con un allungo irresistibile una fuga a lunga gittata che lo ha visto protagonista con altri 20, poi rimasti 9″

IL TOUR DI GOMEZ

In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della ventesima tappa, Embrun – Salon-de-Provence

1° Alessandro De Marchi
2° Davide Cimolai s.t.
3° Adrien Petit s.t.
4° Maciej Bodnar s.t.
5° Thomas Boudat s.t.

Classifica generale

1° Luke Rowe
2° Tom Leezer a 7′06″
3° Rüdiger Selig a 9′22″
4° Robert Wagner a 11′04″
5° Taylor Phinney a 15′49″

Miglior italiano Fabio Sabatini, 14° a 25′23″

START DALLA GERMANIA, COME 30 ANNI FA

Il Tour quest’anno parte dalla Germania. C’è un solo precedente, del quale quest’anno cade il trentennale: nel 1987 la corsa francese scattò da Berlino e terminò a Parigi con il successo dell’irlandese Stephen Roche, a segno nel medesimo anno anche al Giro e al Mondiale. Riviviamo attraverso i titoli della “Stampa” quell’edizione della corsa, disputata in parallelo al Tour femminile che ebbe tra le protagoniste l’italiana Maria Canins.

23 LUGLIO 1987 – 22a TAPPA: LA PLAGNE – MORZINE (186 Km)

AMARA RESA DELLA CANINS
Il Tour sorride al risorto Roche e alla Longo

24 LUGLIO 1987 – 22a TAPPA: SAINT-JULIEN-EN-GENEVOIS – DIGIONE (224.5 Km)

IL CRONOMETRO DECIDE IL TOUR
Ultima sfida Delgado-Roche per la maglia gialla
Il verdetto oggi in 38 Km – Tra lo spagnolo e il vincitore del Giro soltanto 21” – Ieri a Digione 1° il francese Clère – Tra le donne la Longo verso il trionfo finale

Selezionare la voce “Tour de France″ nel menù “Corse” (in home, sopra la copertina)

Il castello di Salon de Provence (tripadvisor.com)

Il castello di Salon de Provence (tripadvisor.com)

ALENTOUR DU TOUR… AL COL D’IZOARD

luglio 21, 2017 by Redazione  
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Cambia nome in occasione del Tour, ma è sempre la consueta rubrica-contenitore del dopo tappa, che vi accompagnerà giorno per giorno, da Düsseldorf a Parigi. Trovete una rassegna stampa “breve”, i commenti dei tifosi, la colonna sonora del giorno, la presentazione della tappa del giorno dopo, le previsioni meteo, gli strafalcioni dei telecronisti, il Tour visto all’incontrario e il ricordo del passato

I GRANDI FAVORITI

Fabio Aru: Italia

Aru perde 1′ sull’Izoard: è 5°. Froome ha il Tour in pugno – Aru, ecco il motivo del calo. Frenato dalla bronchite –
“Aru, non è una bocciatura. Il podio a Parigi sarà…” – Kwiatkowski super per Froome. Poi si “pianta” esausto in surplace – Van Vleuten vola sull’Izoard. Brava Longo Borghini: 3ª (Gazzetta dello Sport)

Tour, giallo (quasi) risolto: Froome prenota il quarto successo, Aru staccato (Corriere della Sera)

Chris Froome: Regno Unito

Froome concedes time but remains on course for fourth Tour title (The Independent)

Brilliant Warren Barguil wins as Chris Froome takes big step towards fourth title (The Daily Telegraph)

Warren Barguil the indisputable King of the Mountain on the Izoard – Selfless Lizzie Deignan second after stage one of La Course by the Tour de France(The Times)

Alberto Contador: Spagna

Barguil gana, Bardet recorta 4″ a Froome y Landa ya es cuarto – Kwiatkowski reventó tras su ayuda a Froome en el Izoard – Van Vleuten subió el Izoard a ritmo del pelotón masculino – Espectacular cierre de los Alpes: Landa se acerca al pódium (AS)

Froome acaricia su cuarto Tour – Quintana: “Tengo contrato con Movistar y voy a cumplirlo” (Marca)

Froome acaricia su 4º Tour tras superar con nota el examen de Izoard(El Mundo Deportivo)

Nairo Quintana: Colombia

Barguil gana la etapa, Froome es líder y Urán es tercero – ‘El segundo lugar es como haber ganado”: Atapuma – ‘Se cumplió… Logramos controlar a Froome’: Urán – Mánager de Nairo dice que el colombiano se queda en Movistar – ‘Tengo contrato y lo voy a cumplir’: Nairo Quintana – ‘Rigoberto Urán es la mayor amenaza en la contrarreloj’: Froome – ‘El Tour no se acaba hasta la última línea’: Mikel Landa – “Aún quedan dos etapas, pero sí, Froome ya es ganador”: Contador – Expertos analizan las opciones de Urán en la contrarreloj del sábado (El Tiempo)

Rigoberto Urán es tercero en la general del Tour de Francia – Rigoberto Urán asciende al segundo lugar del Tour de Francia – Froome aseguró el título del Tour – Rigoberto Urán, el gran colombiano – Rigo también es exitoso como empresario – La autocrítica de Nairo: “No hicimos la cosas bien” – Rigoberto Urán: “Lo importante era estar delante, no ceder tiempo” – Atapuma: “Soñé con regalarle un triunfo a Colombia en nuestro 20 de julio” – Unzue: “Nairo es humano y su cuerpo no siempre se comporta igual” – Ana Cristina Sanabria, octava en La Course by le Tour de France – El Sky no busca firmar a Nairo Quintana (El Espectador)

Romain Bardet: Francia

Tout en haut – Bardet, une attaque vaine mais.. – Bardet, si proche de Froome – Bardet: «J’ai tout donné» – Barguil signe son chef-d’oeuvre – Barguil, la classe d’un obstiné – Barguil a vaincu la poisse – «Peu de gens savent ce que j’ai enduré» – Uran: «Une bataille de chiens» – Chaves à contre-jour – Des Français rayonnants – Les grandes espérances – Jaune pâle, mais Blancs éclatants – Froome: «Surveiller Uran» – Pourquoi ils ont de telles jambes – Sky ressort ses combinaisons (L’Equipe)

Richie Porte: Australia – RITIRATO

Froome, Matthews stay safe as Barguil wins – Listen up, a Tour de France scandal almost too much to bear (The Sydney Morning Herald)

DISCOTOUR: la colonna sonora della tappa del Tour scelta per voi da ilciclismo.it

“Non c’è più niente da fare” (Bobby Solo)

a cura di DJ Jorgens

LA TAPPA CHE VERRA’ – 19a TAPPA: EMBRUN – SALON-DE-PROVENCE (222.5 Km)

Ci hanno abituato bene gli organizzatori del Tour nelle ultime stagioni: lo scorso anno e anche nel 2015 la frazione proposta al terzultimo giorno di gara era sempre stata di montagna e così era stato anche nel 2011 e nel 2013. È forse per questo motivo che lascia l’amaro in bocca il percorso prescelto per la 19a tappa, un po’ perchè disegnata prevalentemente tra le montagne, un po’ perchè – vista la particolare situazione in classifica – si sente quasi il bisogno un’ulteriore frazione alpina prima della cronometro di sabato a Marsiglia. Le salite domani non mancheranno ma le tre più rilevanti saranno collocate a notevole distanza dal traguardo: il Col Lebraut, che è anche la più difficile (4,7 Km al 6%) sarà affrontata a 20 Km dalla partenza mentre dopo l’ultima (Col du Pointu, 5,8 Km al 4,1%) ci saranno 45 Km totalmente privi d’ostacoli per andare al traguardo. L’arrivo allo sprint è la conclusione più probabile ma non è esclusa la possibilità che vada in porto la fuga perchè ci sono parecchie squadre che sono ancora rimastra a bocca asciutta e questa sarà l’ultima opportunità di portare a buon termine un tentativo da lontano, perchè dopo questa frazione rimangono sono la cronometro e la “blindata” passerella di Parigi. Dalla loro parte giocheranno la stanchezza accumulata globalmente, che potrebbe rendere più difficoltose le operazioni di rientro del gruppo, e il probabile disinteresse nel ruolo di “regista” della corsa della Quick-Step Floors in seguito al ritiro della loro punta in volata Marcel Kittel

METEO TOUR

Briançon : nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 27.3°C, vento moderato da SSW (12-14 Km/h), umidità al 42%
Sisteron (82.5 Km): poco nuvoloso, 31.5°C, vento moderato da SSW (17 Km/h), umidità al 31%
Banon (Traguardo volante – 136.5 Km): poco nuvoloso, 30.9°C, vento moderato da S (15 Km/h), umidità al 27%
Apt (166 Km): sole e caldo con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 30.8°C, vento moderato da SSW (15-17 Km/h), umidità al 30%
Salon-de-Provence: sole e caldo con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 31.3°C, vento moderato da SSW (18 Km/h), umidità al 32%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Martinello: “Oggi se sentirà le gambe ci proverà”
Pancani: “Per interagire durante le direste” (dirette)
Garzelli: “Una doppia giornata come quella di ieri”
Martinello: “Oliviano Locatelli” (Olivano)
Martinello: “Manuel Burghardt” (Marcus)
Martinello: “L’ultima corometro”
Pancani: “7 minuti di vantaggio sul gruppo maglia rosa”
Martinello: “Gruppo maglia gialla che è transitata poco fa”
Martinello: “Tanto italiano e tanti francesi”
Pancani: “Qualche scricchiolio nella scorazzata Sky”
Pancani: “C’era un altro kazako a metà su questa salita”
Martinello: “Atapuma, UAE Emirates, la sua formazione sola al comando” (era Atapuma solo al comando)
Martinello: “Ecco l’attacco di Landa” (ma in quel momento era Froome ad attaccare)
Pancani: “Siamo nel punto mitico del Galibier, la Casse Déserte” (eravamo sull’Izoard)
Televideo: “Salon Provence” (Salon-de-Provence)

IL TOUR DI GOMEZ

In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della diciannovesima tappa, Briançon – Izoard

1° Christophe Laporte
2° Cyril Lemoine a 4″
3° Nacer Bouhanni s.t.
4° Julien Simon s.t.
5° Davide Cimolai a 17″

Classifica generale

1° Luke Rowe
2° Tom Leezer a 7′06″
3° Rüdiger Selig a 9′22″
4° Robert Wagner a 11′04″
5° Taylor Phinney a 15′49″

Miglior italiano Fabio Sabatini, 14° a 25′23″

START DALLA GERMANIA, COME 30 ANNI FA

Il Tour quest’anno parte dalla Germania. C’è un solo precedente, del quale quest’anno cade il trentennale: nel 1987 la corsa francese scattò da Berlino e terminò a Parigi con il successo dell’irlandese Stephen Roche, a segno nel medesimo anno anche al Giro e al Mondiale. Riviviamo attraverso i titoli della “Stampa” quell’edizione della corsa, disputata in parallelo al Tour femminile che ebbe tra le protagoniste l’italiana Maria Canins.

21 LUGLIO 1987 – 20a TAPPA: VILLARD-DE-LANS – ALPE D’HUEZ (201 Km)

ROCHE PERDE IL PRIMATO, LA CANINS LO MANTIENE MA PER SOLI DUE SECONDI
Lo spagnolo spodesta l’irlandese al Tour
Il vincitore del Giro staccato ora di 25”: oggi altre sorprese sul mitico Galibier? – Nella corsa femminile si fa incandescente la lotta tra l’italiana e la francese Longo

22 LUGLIO 1987 – 21a TAPPA: BOURG-D’OISANS – LA PLAGNE (185.5 Km)

TOUR, ROCHE SFIORA IL DRAMMA
L’irlandese sviene all’arrivo, poi si riprende – La Canins prima ma la Longo le è addosso
Che drammatica tappa al Tour! – Roche: ora non so cosa mi accadrà

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La spettacolare Casse Déserte, lungo la salita verso lIzoard, immortalata dal monumento che ricorda Coppi e Bobet (marcopant.skyrock.com)

La spettacolare Casse Déserte, lungo la salita verso l'Izoard, immortalata dal monumento che ricorda Coppi e Bobet (marcopant.skyrock.com)

ALENTOUR DU TOUR… A SERRE CHEVALIER

luglio 19, 2017 by Redazione  
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Cambia nome in occasione del Tour, ma è sempre la consueta rubrica-contenitore del dopo tappa, che vi accompagnerà giorno per giorno, da Düsseldorf a Parigi. Trovete una rassegna stampa “breve”, i commenti dei tifosi, la colonna sonora del giorno, la presentazione della tappa del giorno dopo, le previsioni meteo, gli strafalcioni dei telecronisti, il Tour visto all’incontrario e il ricordo del passato

I GRANDI FAVORITI

Fabio Aru: Italia

Aru cede sul Galibier. Perde 31”, ora è 4° a 53” da Froome – Aru: “Non ho avuto energie Ma il Tour finisce domenica” – “Fabio ci proverà anche sull’Izoard, ma Froome ha un Landa super” – Aru stanco, ma domani all’attacco per restare in gara – Poljanski e la foto shock. Il medico specialista: “Tutto normale” (Gazzetta dello Sport)

«Dopo 16 tappe al Tour ho le gambe stanche»: la foto di Poljanski fa paura. E Froome stacca Aru, ora 3° – Sull’Izoard, abbiamo provato per voi il muro che ha fatto tremare i grandi campioni (Corriere della Sera)

Chris Froome: Regno Unito

Tour de France 2017: Chris Froome takes significant step to fourth victory in five years – Cyclist shares insane photo of what his legs look like during the Tour de France (The Independent)

Chris Froome keeps hold of yellow jersey as Primoz Roglic solos to victory – That can’t be healthy’: Polish cyclist Pawel Poljanski’s photo reveals the ravages of Tour de France (The Daily Telegraph)

Froome survives another mountain as rivals fail to make an impact – We’d all get Poljanski’s veiny legs if our body fat was as low as his(The Times)

Alberto Contador: Spagna

Etapón alpino: Contador brilla, Roglic gana y Aru cae del podio – ¡De otra época!: el descomunal ataque de Contador a 120 km – Contador: “Es una pena, hay pocas oportunidades” – Nairo: “Realmente no hay piernas… he sufrido mucho” – Roglic: “Mi familia estaba aquí, había que ir hasta el final” – Froome: “No me esperaba que Aru perdiese tiempo hoy” – Landa: “Froome está muy fuerte, dará un golpe de autoridad” – Bardet critica a Urán: “No da relevos, se limita a bonificar” – Las piernas de Poljanski en el Tour impresionan en las redes – Los españoles en el Tour: Contador se gustó en los Alpes – Alejandro Valverde: “Me siento animado y con ganas” – En Colombia sitúan a Nairo en el Astana o el Sky en 2018 – Primoz Roglic se impone y Aru cede el segundo puesto (AS)

Paso de gigante de Froome y Fabio Aru sale del podio – Bardet atiza a Urán: “No da relevos y se limita a la bonificación” – Landa avisa: “Mañana daremos un golpe” – Froome: “Sería increíble que Landa acabara en el podio” – Cambio radical: así son las piernas de un ciclista en el Tour y en sus vacaciones (Marca)

Roglic gana, Froome es más líder y Contador, protagonista – “Contador merece un aplauso, pero quiere y no puede” – Contador: “Sí, me he dado un gustazo” – Froome: “No esperaba que Fabio Aru perdiera tiempo hoy” (El Mundo Deportivo)

Nairo Quintana: Colombia

¡Rigoberto Urán es segundo en la general del Tour de Francia! – ‘Nos ubicamos de segundo y vamos a seguir trabajando’: Urán – Bardet, crítico con Urán: ‘No da relevos y se limita a bonificar’ – ‘No me bajo, voy hasta París’: Nairo Quintana – Tour de Francia homenajeará a Colombia el 20 de julio (El Tiempo)

Urán, a un suspiro de la gloria – Rigoberto Urán asciende al segundo lugar del Tour de Francia – Nairo Quintana: “He tenido otro día de sufrimiento” – La crítica de Romain Bardet a Rigoberto Urán tras la etapa 17 (El Espectador)

Romain Bardet: Francia

Tout reste à faire – Roglic: «Du mal à y croire» – Barguil, allié assumé de Bardet – Bardet voulait attaquer plus tôt – Bardet: «J’ai animé la course» – Quintana: «Une journée de souffrance» – Uran: «Des secondes importantes» – Contador : «C’était le moment» – Abandon de Pinot… – Contusions pour Kittel (L’Equipe)

Richie Porte: Australia – RITIRATO

Australian Michael Matthews favourite to win Green Jersey (The Sydney Morning Herald)

DISCOTOUR: la colonna sonora della tappa del Tour scelta per voi da ilciclismo.it

“Eye Of The Tiger ” (Survivor)

a cura di DJ Jorgens

LA TAPPA CHE VERRA’ – 18a TAPPA: BRIANÇON – IZOARD (179.5 Km)

È l’ultimo appello per gli scalatori che poi, tra un paio di giorni, dovranno soltanto “stringere i denti” nella tappa a loro meno congeniale, la cronometro individuale che gli organizzatori hanno previsto al penultimo giorno di gara sulle strade di Marsiglia. La tappa non è durissima nel complesso ma proporrà, per la prima volta nella storia, l’arrivo in salita in vetta ad una delle salite storiche della Grande Boucle, quel Col d’Izoard che finora era sempre stato inserito nel tracciato come GPM di passaggio. Ci si salirà dal versante meridionale, il più celebre sia perchè è il più impegnativo sotto l’aspetto delle pendenze (la media negli ultimi 14 Km è del 7,3%), sia perchè è il più spettacolare dal punto di vista del paesaggio con l’attraversamento della lunare Casse Déserte nella parte terminale dell’ascesa, dove si transiterà di fronte al monumento che ricorda Fausto Coppi e Louison Bobet. L’arrivo sarà a 2360 metri di quota e in precedenza si dovrà salire ad un altro over 2000 alpino, il Col du Vars (2109 metri), affrontato dal versante Saint-Paul-sur-Ubaye (9.3 Km al 7.5%) e sul quale si scollinerà quando mancheranno 50 Km spaccati all’ultimo traguardo montano del Tour 2017.

METEO TOUR

Briançon : temporale con pioggia modesta e schiarite (0.4 mm), 24.6°C, vento debole da SW (10 Km/h), umidità al 52%
Embrun (42.5 Km): temporale con pioggia modesta e schiarite (0.3 mm), 27°C (percepiti 28°C), vento moderato da SW (15-18 Km/h), umidità al 46%
Les Thuiles (Traguardo volante – 91.5 Km): temporale con pioggia modesta e schiarite (0.3 mm), 24.9°C, vento moderato da SW (17-21 Km/h), umidità al 52%
Vars (paese) (132.5 Km): pioggia modesta e schiarite (0.2 mm), 17.5°C, vento moderato da SW (16-20 Km/h), umidità al 50%
Izoard: previsioni non disponibili

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Garzelli: “Sopra i 2000 metri cambia l’ossigeno” (diminuisce, semmai)
Pancani: “Gli uomini della Team Sky”
Pancani: “Al chilometro del nostro Andrea De Luca” (microfono)
De Stefano: “Stiamo parlando Alpe d’Huez”
Martinello: “Non è riuscito a rimanere nei migliori”
Garzelli: “Come una tappa di quella di quest’oggi”
Garzelli: “Un problema alla scarpa, alla tacchetta”
Garzelli: “La maglia verde indossa Matthews”
Bicisport: “Saint Jeanne de Maurienne” (Saint Jean de Maurienne)
Pancani: “Mancano ancora 5 Km per arrivare al traguardo” (in quel momento ne mancavano più di 50)
Sovraimpressione: “Alpes d’Huez” (pensando a Les Duex Alpes)
Martinello: “Criff Froome”
Pancani: “Uno a zero tre” (parlando del distacco in classifica di Daniel Martin, che è di 2′03″)
Pancani: “Domani c’è ancora arrivo con l’arrivo in quel dell’Izoard”
Pancani: “Nel caso che il gruppetto rimangano tutti assieme”
Pancani: “Giornata pesante che resterà anche domani”
Corriere della Sera: “E Froome stacca Aru, ora 3°” (Aru è quarto in classifica)

IL TOUR DI GOMEZ

In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della diciassettesima tappa, La Mure – Serre Chevalier

1° Mathew Hayman
2° Davide Cimolai s.t.
3° Daniele Bennati s.t.
4° Yohann Gène s.t.
5° Nacer Bouhanni s.t.

Classifica generale

1° Luke Rowe
2° Tom Leezer a 7′06″
3° Rüdiger Selig a 9′22″
4° Robert Wagner a 11′04″
5° Dimitri Claeys a 13′58″

Miglior italiano Fabio Sabatini, 14° a 25′23″

START DALLA GERMANIA, COME 30 ANNI FA

Il Tour quest’anno parte dalla Germania. C’è un solo precedente, del quale quest’anno cade il trentennale: nel 1987 la corsa francese scattò da Berlino e terminò a Parigi con il successo dell’irlandese Stephen Roche, a segno nel medesimo anno anche al Giro e al Mondiale. Riviviamo attraverso i titoli della “Stampa” quell’edizione della corsa, disputata in parallelo al Tour femminile che ebbe tra le protagoniste l’italiana Maria Canins.

19 LUGLIO 1987 – 18a TAPPA: CARPENTRAS – MONT VENTOUX (cronometro individuale, 36,5 Km)

È BERNARD L’EREDE DI HINAULT
Il francese stravince la cronoscalata al Ventoux ed è il nuovo leader del Tour – “Crono”-Canins torna in giallo
Crollato Mottet che ha perso 4’ – Roche, quinto, è secondo in classifica a 2’34” – Bontempi positivo all’antidoping, annullata la vittoria di Troyes – Il colombiano Herrera 2° in vetta – La Longo a 2”

20 LUGLIO 1987 – 19a TAPPA: VALRÉAS – VILLARD-DE-LANS (185 Km)

ROCHE FA IL TERREMOTO, LA CANINS IL TRIS
Bernard, eroe del Ventoux, va in crisi e cede la maglia gialla all’irlandese
Il pupillo di Hinault tradito da una foratura (e dai compagni di squadra) minaccia vendetta oggi nella scalata all’Alpe d’Huez – Vince Delgado – Maria si scopre velocista e batte ancora la rivale Jeannie Longo – Bonanomi terza

Selezionare la voce “Tour de France″ nel menù “Corse” (in home, sopra la copertina)

Panoramica del comprensorio sciistico di Serre Chevalier (ww.serre-chevalier.com)

Panoramica del comprensorio sciistico di Serre Chevalier (ww.serre-chevalier.com)

ALENTOUR DU TOUR… A ROMANS-SUR-ISÈRE

luglio 18, 2017 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

Cambia nome in occasione del Tour, ma è sempre la consueta rubrica-contenitore del dopo tappa, che vi accompagnerà giorno per giorno, da Düsseldorf a Parigi. Trovete una rassegna stampa “breve”, i commenti dei tifosi, la colonna sonora del giorno, la presentazione della tappa del giorno dopo, le previsioni meteo, gli strafalcioni dei telecronisti, il Tour visto all’incontrario e il ricordo del passato

I GRANDI FAVORITI

Fabio Aru: Italia

Tour, illusione Bennati: vince Matthews (Gazzetta dello Sport)

Tour: Matthews vince in volata, Aru si difende da Froome. E ora le montagne – Cinque personaggi in cerca del Tour: Aru sogna, ma Froome è il vero favorito – Tour, Froome dimentica Aru come avversario per la vittoria finale (Corriere della Sera)

Chris Froome: Regno Unito

Matthews win Stage 16 as Froome protects yellow jersey (The Independent)

Michael Matthews wins as Chris Froome holds on to yellow (The Daily Telegraph)

Froome protects yellow as Matthews lands his second stage (The Times)

Alberto Contador: Spagna

El Sky de Froome caza a Martin y Contador en los abanicos – Contador: “No gozo de la libertad de otros para atacar” – Froome: “Mi objetivo era llegar en estas condiciones al final” – Aru avisa a Froome antes de los Alpes: “El Galibier es mi casa” – Erviti: “El Tour no ha terminado, seguimos peleando para Nairo” – Matthews: “Segunda victoria en tres días, es una locura” – Matthews vuelve a ganar y Contador pierde tiempo (AS)

Los abanicos acaban con Contador – Froome: “Urán es mi rival más peligroso si llegamos así a la crono” (Marca)

Matthews se abona a la victoria en un mal día de Martin y Contador – “El viento ha sido el protagonista en los últimos kilómetros” – Contador: “¿Mi último Tour? A veces se dicen cosas sin saber” – El equipo de Emiratos Árabes piensa en Landa como jefe de filas – Los 7 datos curiosos de Strava en el Tour de Francia (El Mundo Deportivo)

Nairo Quintana: Colombia

Matthews ganó la etapa, Urán sigue de cuarto y Nairo volvió al top 10 – ‘Urán es mi rival más peligroso en la contrarreloj’: Froome – ‘Sabíamos que cualquiera podría quedar en el aire’: Urán – Urán, con la mente en título, no se puede descuidar atrás (El Tiempo)

Tras la etapa 16, Nairo Quintana volvió al top 10 del Tour de Francia – Jarlinson Pantano y las caídas que ha dejado el Tour de Francia – Jarlinson Pantano continúa en el Tour tras caída en la etapa 16 – Froome: “Urán es el más peligroso en la contrarreloj” – Director del Sky enfrenta a periodista por escrito sobre dopaje (El Espectador)

Romain Bardet: Francia

Matthews mate la meute – Naesen a sauvé Bardet – George Bennett abandonne – Bardet, un destin à forcer – Bardet vu par ses coéquipiers chez AG2R: Pierre Latour et Mikaël Chérel – Gilbert s’arrête là – Le baromètre des favoris – Les enjeux du sprint final (L’Equipe)

Richie Porte: Australia – RITIRATO

Australian takes Le Tour stage 16 by a wheel length (The Sydney Morning Herald)

DISCOTOUR: la colonna sonora della tappa del Tour scelta per voi da ilciclismo.it

“Le vent nous portera” (Noir Désir)

a cura di DJ Jorgens

LA TAPPA CHE VERRA’ – 17a TAPPA: LA MURE – SERRE CHEVALIER (183 Km)

È il terzo ed ultimo tappone del Tour 2017 dopo quelli disputati sulle alture del Giura, tra Nantua e Chambéry, e nella giornata pireanica di Peyragudes. Ora è arrivato il momento delle Alpi che i corridori affronteranno nel volgere di 48 ore, disputando per prima quella che, delle due, è la frazione altimetricamente più impegnativa, che proporrà quasi 4000 metri di dislivello spalmati su quattro salite. La prima in programma, il Col d’Ornon, è la più facile e lontana del traguardo, poi si andranno a superare per la prima volta in questa edizione i 2000 metri di quota al mitico Col de la Croix de Fer, affrontato dall’interminabile versante meridionale, che sale dall’Oisans in quasi 25 Km affrontando una pendenza media apparentemente innocua (5,2%) perchè mitigata da un paio di considerevoli contropendenze. Giunti lassù mancheranno ancora 105 Km al traguardo, i più esigenti perchè riserveranno l’inscidibile accoppiata tra il Col du Télégraphe (12 Km al 7,1%) e un altro storico valico del Tour, quel Galibier che quest’anno metterà il palio anche il “Souvenir Henri Desgrange”, lo speciale trofeo intolato al fondatore del Tour de France e destinato al corridore che per primo transita dal punto più elevato del tracciato. Per arrivare ai 2642 metri dal valico si percorrerà la cosiddetta “face Nord”, il più difficile tra i due versanti del passo, quello divenuto celebre per l’attacco di Marco Pantani nelle tappa de Les Deux Alpes nel 1998: sono quasi 18 Km d’ascesa al 6,9%, quindi numeri non particolarmente “estremi” ma che potranno chiedere un salatissimo conto nella terza ed ultima settimana di un grande giro. Arrivati lassù mancheranno poi 28 Km all’arrivo, tutti in discesa sino all’imbocco del lieve tratto in falsopiano di quasi mezzo chilometro che condurrà al traguardo, un traguardo dove qualcuno dei big finora rimasti in permanenza nelle piazza alte della classifica potrebbe piangere lacrime amare.

METEO TOUR

La Mure: poco nuvoloso, 26°C (percepiti 27°C), vento moderato da S (21-29 Km/h), umidità al 38%
Saint Jean-de-Maurienne (106 Km): nubi sparse, 29.3°C, vento moderato da SW (21-24 Km/h), umidità al 38%
Col du Galibier (GPM – 155 Km): nubi sparse, 14.5°C, vento moderato da SW (19-26 Km/h), umidità al 42%
Serre Chevalier: temporale con piogge modeste e schiarite (0.6 mm), 27.9°C, vento moderato da SW (14 Km/h), umidità al 35%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Garzelli: “Sopra i 2000 metri cambia l’ossigeno” (diminuisce, semmai)
De Stefano: “Quei pochi chili rimasti sulla pelle di Fabio Aru”
Martinello: “L’ultimo chilometro qualche insidia lo propone”
Pancani: “Grande fantica”
Martinello: “Fotica mentale”
Pancani: “Ultimi 5 chilumetri”
Martinello: “Basteranno pochi distrazioni”
Colbrelli: “Oggi bisogna spremere non solo le gambe ma anche la testa, come una classica”
Pancani: “Nei confronto del gruppo”
Martinello: “Marcel Kittel che comprende Dylan Groenewegen”
Martinello: “Sono nelle code del gruppo”
Pancani: “I tanti amici che ci seguono di casa”
Sciandri: “Mi piacciono fare i compiti”
Sovraimpressione RAI: “Osvaldo Maini” (Orlando Maini, ds UAE Emirates)
Martinello: “Siamo nella corsa più importante nel mondo con la concorrenza più importante del mondo” (partecipazione)
Martinello: “Farsi presentare puntuale all’appuntamento”
Pancani: “C’è stata un restringimento”
Pancani: “Arriva da tutte e 22 le ammiraglie, da tutte le direzioni: <>”
Pancani: “Primi sei sono quelli che hanno ancora la possibilità di vincere il Tour”
Televideo: “Chris Laporte” (Christophe Laporte)

IL TOUR DI GOMEZ

In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della sedicesima tappa, Le Puy-en-Velay – Romans-sur-Isère

1° Daniel McLay
2° Laurent Pichon s.t.
3° Luis Ángel Maté s.t.
4° Yoann Offredo a 9′58″
5° Taylor Phinney s.t.

Miglior italiano Alberto Bettiol, 11° a 9′58″

Classifica generale

1° Daniel McLay
2° Luke Rowe a 18′17″
3° Tom Leezer a 25′23″
4° Rüdiger Selig a 27′39″
5° Robert Wagner a 29′21″

Miglior italiano Fabio Sabatini, 17° a 43′40″

START DALLA GERMANIA, COME 30 ANNI FA

Il Tour quest’anno parte dalla Germania. C’è un solo precedente, del quale quest’anno cade il trentennale: nel 1987 la corsa francese scattò da Berlino e terminò a Parigi con il successo dell’irlandese Stephen Roche, a segno nel medesimo anno anche al Giro e al Mondiale. Riviviamo attraverso i titoli della “Stampa” quell’edizione della corsa, disputata in parallelo al Tour femminile che ebbe tra le protagoniste l’italiana Maria Canins.

17 LUGLIO 1987 – 17a TAPPA: MILLAU – AVIGNONE (239 Km)

BONTEMPI SFIORA IL BIS
Battuto in fotografia ad Avignone
Al Tour il velocista bresciano manca d’un soffio il secondo successo di tappa, preceduto dall’olandese Van Poppel – Oggi riposo – Immutata la classifica – Anche fra le donne tocca all’Olanda – La Menuzzo si è ritirata

18 LUGLIO 1987 – GIORNO DI RIPOSO

IL TOUR OGGI ALL’ESAME DEL TERRIBILE VENTOUX
Dopo il riposo la grande montagna della Provenza
Per le donne una cronometro in pianura con la Canins che cerca di recuperare sulla Longo

Selezionare la voce “Tour de France″ nel menù “Corse” (in home, sopra la copertina)

Uno scorcio di Romans ripreso dal fiume Isère (http://passiondelanature.skynetblogs.be)

Uno scorcio di Romans ripreso dal fiume Isère (http://passiondelanature.skynetblogs.be)

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