LA CALZA DELLA BEFANA: FEBBRAIO 2026

febbraio 3, 2026 by Redazione  
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Sarà anche il mese più corto dell’anno e uno dei più freddi, ma nella calza di Febbraio gli appassionati di ciclismo non troveranno il carbone che un tempo veniva utilizzato per riscaldarsi nei periodi più gelidi. La stagione a due ruote, al contrario, comincia a scaldarsi con un tutta una serie di leccornie e nei prossimi 28 giorni offrirà un assortimento di gare che faranno pregustare il sapore dei grandi appuntamenti stagionali che si succederanno da marzo in poi.

“Febbraio, febbraietto mese corto e maledetto” recita un noto proverbio, che fa leva sul fatto che un tempo, per le famiglie contadine, il mese più corto dell’anno era un periodo duro perché nel mezzo del cammino dell’inverno le provviste racimolate nella bella stagione cominciavano a scarseggiare e soffrivano anche gli animali, a corto di foraggio fresco. Gli appassionati di ciclismo, invece, non saranno assolutamente d’accordo con quest’antico detto poiché per loro la calza che recapitata dalla Befana si presenta bella piena di gare: nel volgere di 28 giorni s’incontreranno – senza contare i campionati nazionali dei paesi più “esotici” – 34 corse di un giorno e 12 brevi corse a tappe che consentiranno di cominciare a pregustare gli appuntamenti più succulenti della stagione e in particolare c’è attesa per l’ottava edizione dell’UAE Tour, corsa nel cui giovane albo d’oro già spiccano le tre affermazioni di Tadej Pogacar, mentre quest’anno – assente lo sloveno – la star al via sarà il danese Jonas Vingegaard, che tre mesi più tardi per la prima volta in carriera affronterà il Giro d’Italia.

Saranno proprio le corse a tappe i principali appuntamenti ciclistici del mese, ma a inaugurare febbraio sarà una gara di un giorno, la decima edizione della Cadel Evans Great Ocean Road Race, prevista proprio il primo del mese a Geelong, in Australia, dove si dovranno percorrere 182 Km favorevoli ai velocisti, nonostante che nel finale si debba affrontare per tre volte la salita della Challambra Crescent (1300 metri all’8%), nel 2010 ripetuta 11 volte nel circuito dei campionati del mondo, terminati allo sprint con il successo del norvegese Thor Hushovd. Ventiquattrore più tardi si alzerà il sipario sulla stagione di corse francese con il Grand Prix Cycliste la Marseillaise, il cui tracciato è stato addolcito rispetto a quello delle edizioni più recenti e, dunque, anche questa gara dovrebbe concludersi con una volata.

Le prime due corse a tappe del mese prenderanno entrambe il via il 4 febbraio ed entrambe si disputeranno nell’arco di cinque giorni, terminando l’8 febbraio. Cominciamo dalla più prestigiosa delle due, sia per anzianità, sia per considerazione da parte dell’UCI, che nel 2020 l’ha promossa al circuito UCI ProSeries.  Stiamo parlando della Volta a la Comunitat Valenciana, la cui edizione numero 77 vedrà al via campioni del calibro del belga Remco Evenepoel e del portoghese João Almeida e molto probabilmente saranno loro due i maggiori indiziati per la vittoria finale, favoriti dall’inserimento nel tracciato di una tappa a cronometro individuale. Di certo non saranno loro due a battagliare per la conquista della prima maglia di leader, essendo la tappa Segorbe – Torreblanca destinata alla conclusione allo sprint, e bisognerà attendere il secondo giorno per vederli all’opera nella frazione contro il tempo, disegnata tra Carlet e Alginet, dove si arriverà dopo 17 Km veloci ma non troppo a causa della presenza di diverse tortuosità e di una salita di 3 Km al 3.7%. Un tracciato di media montagna caratterizzerà la tappa che da Orihuela condurrà a San Vicente del Raspeig, dove il traguardo sarà collocato una quarantina di chilometri dopo la cima dell’Alto de Tibi (7.5 Km al 5%), distanza che potrebbe consentire ai velocisti più resistenti di giocarsi il successo. La tappa altimetricamente più complicata sarà la quarta, che vedrà i corridori partire da La Nucía in direzione di Teulada, dove si giungerà in 172 Km infarciti di salite, seppur la frazione non sia classificabile di alta montagna: di ascese se ne dovranno superare una decina e la più interessante sarà quella, breve ma ripida, del Puig de la Llorença (2300 metri al 9.5% con un muro iniziale di mezzo chilometro al 14.4%), che gli appassionati conoscono anche con il nome di Cumbre del Sol (in vetta vi sono terminate un paio di tappe del Giro di Spagna) e sulla quale si scollinerà a 12 Km dal traguardo. La corsa terminerà il giorno successivo con una tappa “ambigua” perché la Bétera – Valencia proporrà sia una delle salite più difficili della gara iberica (Port del Garbì, 5 Km al 7% con i primi 2 Km all’11.3% di media), sia una totale assenza di difficoltà altimetriche negli ultimi 45 Km, che potrebbero favorire l’arrivo allo sprint (nel 2024 su questo stesso tracciato sfiorò la vittoria il nostro Jonathan Milan), mentre la salita potrebbe anche garantire clamorosi ribalton, come quello che – sempre su questo percorso – nel 2023 consentì al portoghese Rui Costa di spodestare dalla cima della classifica per soli 16 secondi l’abruzzese Giulio Ciccone.

Decisamente meno impegnativo si presenta il tracciato della 56a Étoile de Bessèges, anche perché quest’anno non ci sarà l’arrivo in salita sul Mont Bouquet, introdotto per la prima volta nel tracciato nel 2020 per celebrare la cinquantesima edizione e successivamente riproposto nel 2022, nel 2023 e nel 2025. La corsa francese, organizzata sulle strade del dipartimento del Gard, quasi inevitabilmente si deciderà nella tradizionale cronometro dell’ultimo giorno, mentre le altre frazioni dovrebbero terminare quasi tutte allo sprint, anche se il mistral – che spesso soffia fino a raggiungere i 100 Km/h – potrebbe intervenire a rendere la corsa dura, innescando i temuti “ventagli”. Sarà ancora Bellegarde – come puntualmente accade dal 2011 – a ospitare la partenza della corsa con una prima tappa in circuito quasi interamente pianeggiante di 150 Km che strizza l’occhio sia agli sprinter, sia ai finisseur perché l’unica difficoltà altimetrica – la breve Côte de la Méditerranée, 700 metri al 7.9% – terminerà a poche centinaia di metri dal traguardo. Un filino più movimentato si presenta il tracciato della successiva Saint-Gilles – Domessargues, ma stavolta non s’incontreranno salite che possano turbare il sonno agli sprinter, considerati i 23 Km di strada che si dovranno percorrere per andare al traguardo dopo aver superato la cima della semplice “côte” di Montagnac (1.1 Km al 5.5%). Un tracciato decisamente più intricato sarà offerto l’indomani dalla tappa “titolare” della corsa, disegnata in circuito attorno a Bessèges, che prevede di affrontare per due volte la salita al Col de Trélis (3.6 km al 5.6%) e per tre quella al Col des Brousses (2.2 Km al 5%), brevi e poco impegnativi al punto che non è da escludere che anche oggi la soluzione più probabile sia lo sprint. Caratteristiche simili alla frazione d’apertura presenterà la penultima tappa che, dopo la partenza da Saint-Christol-lez-Alès, proporrà l’arrivo a Vauvert in vetta a uno zampellotto di 400 metri al 5.6%, meno difficile di quello di Bellegarde ma che potrebbe lo stesso rimanere indigesto a qualche velocista. Un’altra costante di questa corsa fin dal 2011 è la crono conclusiva sulle strade di Alès, tappa lunga poco più di 10 Km che ha subito un leggero “ritocchino” al tratto pianeggiante iniziale ma che conserva l’oramai tradizionale arrivo in salita sulla collina d’Ermitage, percorsa un’ascesa di 1.8 Km al 6,9% che potrebbe rompere le uova nel paniere ai passisti, cosa che però non ho accadde nel 2022, quando il più veloce di tutti risultò il futuro recordman dell’ora Filippo Ganna.

Tra il 7 e l’11 febbraio andrà in scena il Tour of Oman, la cui partenza sarà anticipata il giorno precedente dallo svolgimento della Muscat Classic, nata nel 2023 dallo “scorporo” di una delle sei tappe della corsa araba e il cui tracciato ricalca quasi fedelmente quello delle tre edizioni fin qui disputate, terminate con uno sprint a ranghi selezionati dalla salita di Al Jissah (1.1 Km al 9.3%), collocata immediatamente a ridosso dal traguardo di Al Bustan. Per quanto riguarda il Giro dell’Oman il tracciato della 15a edizione sarà, almeno per quel che concerne i finali di tappa, la fotocopia di quello proposto l’anno scorso, con una sola novità di nessuna rilevanza per la vittoria finale. Presso il palazzo del Ministero del Turismo della capitale Mascate si svolgerà il raduno di partenza della prima tappa, il cui traguardo sarà fissato 171 Km più avanti a breve distanza dal Bimmah Sink Hole, spettacolare dolina ricolma d’acqua situata in prossimità dalle ventose rive dell’Oceano Indiano (occhio ai ventagli), dove dodici mesi fa ci fu lo sprint vincente dell’olandese Olav Kooij. Rispetto al 2025 è stato alleggerito il finale della tappa che dal forte di Al Rustaq condurrà alle Yitti Hills, tagliando la salita di Al Jissah (quella della Muscat Classic) ma conservando l’ascesa finale di 1.7 Km al 5.9% (primi 900 metri al 7.9%), tenuta a battesimo nel 2023 dall’affermazione del toscano Diego Ulissi. Anche la terza tappa, che scatterà da Samail, proporrà un arrivo in quota, disegnato a circa 950 metri sul livello del mare sulle prime pendici dell’Eastern Mountain, dove la linea del traguardo sarà preceduta da una salita di 3.4 Km al 7.9%, ascesa che ha fatto il suo debutto in questa corsa nel 2023 con il nome di Jabal Haat e con la vittoria dello statunitense Matteo Jorgenson. La tappa “intrusa” rispetto al tracciato dello scorso anno sarà la penultima e, come anticipato, dovrebbe avere un impatto quasi nullo in classifica per via del suo tracciato pianeggiante, ma nei 146 Km che si dovranno percorrere tra Al Sawadi Beach e Sohar i corridori potrebbero trovarsi a fare i conti con la sgradita compagnia del vento, essendo disegnati costantemente lungo le sponde dell’oceano. A Nizwa sarà sventolata la bandierina del via della frazione conclusiva, che si annuncia decisiva perché l’arrivo sarà posto ai 1200 metri della Jabal Al Akhdhar, la “Montagna Verde” che fin dal 2011, anno della seconda edizione, rappresenta il momento chiave del Giro dell’Oman in virtù delle impegnative pendenze che s’incontreranno negli ultimi 6 km (la pendenza media rasenta il 10%) e che hanno esaltato doti di corridori dello spessore del quattro volte vincitore del Tour de France Chris Froome e del nostro Vincenzo Nibali.

Un paio di giorni per tirare il fiato e poi altre due brevissime corse a tappe si concateneranno in calendario, il Tour de la Provence (13-15 febbraio) e la Vuelta a la Región de Murcia (14-15 febbraio). La decima edizione della corsa transalpina, sarà identica a quella dello scorso anno per quanto concerne la prima e l’ultima tappa (Marsiglia – Saint-Victoret e Rognac – Arles), entrambe terminate allo sprint, mentre al secondo giorno è stata reintrodotta una frazione di alta montagna, che mancava dal 2022, quando il colombiano Nairo Quintana si era imposto ai 1567 metri della Montagne de Lure, percorsa una salita di 13.4 Km al 6.5% che sarà affrontata anche quest’anno, pur se in maniera parziale perché il clima ancora invernale impedirà di arrivare fino in vetta, a quasi 1800 metri sul livello del mare. Per la corsa spagnola, invece, l’edizione 2025 costituirà una sorta di ritorno al passato perché dal 1985 al 2012 (e poi ancora nel biennio 2019-2020) si era disputata a tappe, poi si era preferito trasformarla in una corsa di un giorno. Alcune edizioni erano durate fino a sei giorni, stavolta le tappe saranno soltanto due, Cartagena – Yecla di 178 Km e Murcia – Santomera di 179 Km. La prima frazione non proporrà particolari difficoltà altimetriche fino a circa 5 Km dall’arrivo, quando i corridori si troveranno ai piedi della salita dell’Alto Virgen del Castillo (1300 metri al 7.3% con i conclusivi 400 metri al 9%); più complicato sarà il tracciato della seconda tappa, che toccherà le due salite “simbolo” della corsa murciana, il Collado Bermejo (16 Km al 5.5%) e la Cresta del Gallo (4.4 Km al 6.7% e un tratto centrale di 1.8 Km al 9.3%), anche se queste non si affronteranno in prossimità del traguardo, distante 23 Km dalla cima dell’ultima ascesa.

A questo punto del mese in questa già ricca offerta di corse a tappe si inseriranno tre brevi ma interessanti corse di un giorno, cominciando con la Figueira Champions Classic del 14 febbraio, gara che – a dispetto del nome – proprio classica non è essendo appena alla quarta edizione, ma è già riuscita a far breccia nel cuore degli appassionati e soprattutto dell’UCI, che l’ha subito promossa nel circuito ProSeries nel 2024, quando l’ordine d’arrivo era stato nobilitato dalla vittoria di Remco Evenepoel: per quest’anno la corsa portoghese riproporrà lo stesso impegnativo tracciato sul quale si era gareggiato dodici mesi fa, imperniato sul circuito che prevede di ripetere per tre volte la salita del Parco Forestale (2.3 Km al 7.8%) e lo strappo di Enforca Cães (600 metri al 6.6%). Ha molte più primavere sulle spalle – 39 per la precisione – la spagnola Clásica de Almería, che il 15 febbraio vedrà i velocisti sfidarsi sul traguardo di Roquetas de Mar. Si rimarrà ancora sulle strade della penisola iberica il 16 febbraio quando si disputerà un’altra corsa giovane ma “rampante”, la Clásica Jaén, che dal 2022 costituisce la risposta spagnola alla nostra Strade Bianche e, infatti, il piatto forte di questa gara è la presenza di 8 settori di sterrato.

Se c’è una data che gli appassionati si sono segnati in rosso sui loro calendari, questa sarà sicuramente quella nella quale scatterà la corsa più attesa del mese, l’UAE Tour (16-22 febbraio), che quest’anno calamiterà le attenzioni non soltanto per la presenza di Vingegaard e delle altre stelle al via (dovrebbero esserci anche Evenepoel, i nostri Milan e Antonio Tiberi e la rivelazione della scorsa stagione, il messicano Isaac Del Toro). L’8a edizione del Giro degli Emirati Arabi proporrà, infatti, un arrivo in salita inedito molto duro, destinato a fare storia, che prenderà il posto dell’ascesa alla Jebel Jais, che era una presenza fissa fin dal 2021 ma che non aveva un grande “appeal” per quanto concerne le pendenze, nonostante lassù si siano imposti lo stesso Vingegaard e per due volte il suo rivale Tadej Pogacar. Interamente tracciata nel mezzo del deserto, la prima tappa si snoderà tra Madinat Zayed e il Liwa Palace, dove il traguardo sarà posto al termine di un tratto in salita di 1.4 Km al 4.2% che lo scorso anno non impedì ai velocisti di giocarsi il successo (s’impose Milan dopo un attacco a sorpresa di Pogacar) e che sarà preceduto da una serie di saliscendi (il tratto più difficile misura 1600 metri e presenta una pendenza media del 6.8%) disegnati attorno alla Duna Moreeb, una delle più alte del mondo (300 metri). Ci si trasferirà quindi sull’isola artificiale di Al Hudayriyat, alle porte di Abu Dhabi, sulle cui strade andrà in scena una cronometro di 12,2 Km che si annuncia velocissima, se si pensa che lo scorso anno su questo medesimo percorso il britannico Joshua Tarling “volò” a quasi 57 Km orari. Da Umm al Quwain si ripartirà alla volta della “new entry” dell’edizione 2026, l’arrivo ai 1230 metri della Jebel Mobrah, dove il traguardo sarà posto al termine di un’ascesa di 13.2 Km all’8,1%, numeri che già da soli incutono timore ma che non riescono a rendere l’idea della durezza estrema del tratto conclusivo, introdotto da una discesa di quasi 2 Km che spezza la salita in due settori distinti: quello che si troveranno sotto le ruote i partecipanti all’UAE Tour sarà un vero e proprio “mostriciattolo” perché i 6700 metri che mancheranno per andare all’arrivo offriranno una pendenza media del 12%, mentre la massima si attesterà al 17%. Fujairah ospiterà l’indomani partenza e arrivo della quarta tappa, una frazione caratterizzata da continui ma morbidi saliscendi che non dovrebbero essere d’ostacolo ai velocisti, i quali saranno in “onda” anche il giorno successivo, quando si disputerà la tradizionale tappa disegnata sulle pianeggianti strade di Dubai, che come lo scorso anno terminerà presso la sede dell’Hamdan Bin Mohammed Smart University, mentre debutterà come sede di partenza il Dubai Al Mamzar Park. Il penultimo giorno di gara si tornerà in montagna con la tappa che dall’Al Ain Museum condurrà verso la Jebel Hafeet, montagna al confine con l’Oman che è sempre stata parte integrante del tracciato di questa gara, fin da quando ancora si chiamava Abu Dhabi Tour: gli ultimi 11 Km presentano una pendenza media del 6.7% e vantano un “curriculum” di tutto rispetto nel quale spiccano i nomi di Alejandro Valverde e soprattutto quelli di Adam Yates e Pogacar, che qui sono praticamente di casa avendovi entrambi ottenuto tre vittorie. Nelle ultime quattro edizioni l’organizzazione aveva stabilito di far terminare qui la tappa conclusiva, mentre quest’anno i protagonisti dell’ultimo giorno saranno i velocisti perché Abu Dhabi tornerà a ospitare approdo conclusivo, come il solito previsto sull’isola artificiale del Breakwater, al quale si giungerà dopo esser partiti dallo Zayed National Museum e aver toccato strada facendo diverse delle principali attrattive della capitale degli Emirati Arabi Uniti.

In questi giorni i cultori del ciclismo avranno il proverbiale imbarazzo della scelta perché l’UAE Tour si disputerà in contemporanea ad altre due prestigiose corse a tappe, un intrico di gare venutosi a creare lo scorso anno per la decisione dell’UCI di anticipare di una settimana le date di svolgimento della corsa araba.  Delle due quella geograficamente più lontana dall’Italia sarà la Volta ao Algarve (18-22 febbraio), la cui 52a edizione proporrà un tracciato modellato sul tradizionale cliché che prevede due tappe per velocisti, una frazione a cronometro e gli immancabili arrivi in salita di Fóia e Malhão. Gli sprinter saliranno sul palcoscenico per la prima volta nel giorno d’apertura, quando si partirà da Vila Real de Santo António per raggiungere la cittadina di Tavira. L’indomani Portimão sarà la sede di partenza della tappa diretta all’Alto da Fóia, la montagna più alta della regione portoghese dell’Algarve, che sarà raggiunto dallo stesso versante affrontato lo scorso anno e che fino a quel momento era ciclisticamente inedito, 8.2 Km al 5.4% con un tratto intermedio di 1200 metri al 10.7% di pendenza media. Il terzo giorno sarà consacrato all’esercizio della cronometro, che si disputerà nei dintorni di Vilamoura su di un tracciato di 18 Km e mezzo privo di particolari difficoltà. La seconda e ultima chance ai velocisti sarà offerta al termine della tappa che da Albufeira condurrà a Lagoa, stavolta si spera senza i problemi che lo scorso anno portarono alla neutralizzazione di questo traguardo, dove gran parte del gruppo sbagliò strada infilandosi nel viale parallelo a quello d’arrivo, mentre tra chi non deviò ci fu il nostro Filippo Ganna, che tagliò per primo il traguardo ma non fu considerato vincitore per la decisione della giuria di annullare la tappa. A mettere la parola fine alla corsa lusitana sarà la frazione che scatterà da Faro per terminare in vetta alla salita simbolo della Volta, l’Alto do Malhão, 2.6 Km al 9% che dovranno essere presi di petto due volte negli ultimi 45 Km.

Nelle stesse date dell’Algarve nella vicina Spagna si disputerà la 73a edizione della Vuelta a Andalucía, le cui altimetrie ancora non si conoscono nel momento nel quale pubblichiamo, anche se l’organizzazione ha già diffuso i dettagli delle cinque tappe, tra le quali non dovrebbero essercene di favorevoli agli sprinter. La prima frazione già proporrà un tracciato impegnativo perché nei 163 Km della Benahavís – Pizarra si dovranno superare tre colli non proprio vicinissimi al traguardo e il primo di questi sarà classificato di 1a categoria (Puerto del Madroño, 20.5 Km al 4.8%). Un’altra salita di prima categoria (Puerto de la Cabra, 16 Km al 5.6%) caratterizzerà la prima parte della successiva Torrox – Utura, il cui finale sarà più impegnativo rispetto a quello della prima tappa perché nelle vicinanze del traguardo sarà collocata l’Alto de la Malahá (2.3 Km al 4.8% con i 500 metri iniziali all’8.2%). Ricchi di saliscendi, sposati con strade strette e tortuose, saranno i 170 Km della Jaén – Lopera e molto movimentata – pur priva di grandi ascese – sarà anche la tappa che da Montoro condurrà a Pozoblanco. In mancanza di vere e proprie tappe di alta montagna a decidere le sorti della “Ruta del Sol” sarà verosimilmente la conclusiva frazione che partirà da La Roda de Andalucía per raggiungere la cittadina di Lucena, attorno alla quale si affronterà un circuito caratterizzato dalla salita dell’Alto de la Primera Cruz (2,2 km al 6,8%).

La vera sorpresa del mese sarà il ritorno in calendario del Giro di Sardegna (25 febbraio – 1 marzo), che non veniva organizzato dal 2011 e che nella sua lunga storia – iniziata nel 1958 – aveva subito altri tre “stop”, il primo nel 1979, il secondo dal 1984 al 1996 e il penultimo dal 1998 al 2009. Probabilmente a causa dei tempi ristretti – il benestare dell’UCI è arrivato solo alla fine della scorsa estate – gli organizzatori del G.S. Emilia (gli stessi della Settimana Coppi e Bartali e del Giro dell’Emilia, per intenderci) non hanno avuto molto tempo per contattare le amministrazioni locali ed è forse per questo motivo che non si è riusciti ad allestire un tracciato particolarmente difficile. Detto questo, la prima gara del calendario italiano si aprirà con una tappa non proprio banalissima perché tra Castelsardo e Bosa si dovranno superare quasi 2700 metri di dislivello anche se, complici i quasi 60 Km che si dovranno percorrere per andare al traguardo dopo lo scollinamento della salita di Villanova Monteleone, non è escluso che al traguardo si imponga un velocista; il tracciato, tra l’altro, ricalca in parte (anzi, quel finale era più impegnativo) quello della tappa di Bosa del Giro d’Italia del 2007, terminata con la volata di un centinaio di corridori, regolati dall’australiano Robbie McEwen. Lo stesso discorso si può fare per la successiva Oristano – Carbonia, dove stavolta gli sprinter dovranno fare i conti con un leggero falsopiano nei chilometri conclusivi e con la salita al Valico Montecani (6.3 Km al 6%, con gli ultimi 600 metri al 13.5%, da scavalcare a 28 Km dall’arrivo), meritevole di particolari attenzioni anche per la ripidità della successiva discesa (1.5 Km al 14.8%). La terza frazione da Cagliari a Tortolì sarà, invece, una delle meno impegnative e stavolta non s’incontreranno ostacoli naturali in grado di scongiurare l’arrivo in volata, anche se il vento potrebbe rappresentare un’insidia di tenere in conto essendo la tappa interamente tracciata in prossimità della costa tirrenica. Al penultimo giorno il menù del ritrovato Giro di Sardegna proporrà la portata principale, servita sul vassoio della Arbatax – Nuoro, tappa lunga poco più di 152 Km infarciti da sei salite, la più impegnativa delle quali è quella di Orune (12.6 Km al 5.6%), la quale terminerà a 26 Km dal traguardo. I velocisti, che si preannunciano veri e propri mattatori di questa corsa, ritroveranno pane per i loro denti nella semplicissima frazione conclusiva disegnata tra Nuoro e Olbia.

Nella fase calante del mese troveranno spazio altre gare di un giorno, come la Classic Var del 21 febbraio (180 Km tra La Garde e Brignoles con i velocisti favoriti per il successo), seguita ruota dal Tour des Alpes Maritimes et du Var del 22 febbraio, che ha perso quest’anno lo status di corsa a tappe per ridursi a una sola giornata, il cui tracciato – del quale nel momento nel quale scriviamo si conosce solo la planimetria – si snoderà con un percorso vallonato tra Villefranche-sur-Mer e Biot. Particolarmente interessante sarà la programmazione del 28 febbraio perché l’ultimo giorno del mese si disputeranno in Francia la Faun-Ardèche Classic (il tracciato proporrà le medesime salite affrontate al campionato europeo vinto da Pogacar) e in Belgio l’Omloop Nieuwsblad, 12 muri e 8 settori di pavé (il finale ricalca quello del vecchio Giro delle Fiandre con muro di Grammont e Bosberg) per lanciare contemporaneamente la stagione delle grandi classiche e la “Campagna del Nord”.

E intanto la Milano-Sanremo si fa sempre più vicina.

Mauro Facoltosi

LE CORSE SUL WEB

Cadel Evans Great Ocean Road Race

https://cadelevansgreatoceanroadrace.com.au/

Grand Prix Cycliste la Marseillaise

www.facebook.com/GPLaMarseillaise/

Volta a la Comunitat Valenciana

https://vueltacv.com/en/

Étoile de Bessèges

https://etoiledebesseges.com/

Muscat Classic

www.tour-of-oman.com/en/muscat-classic

Tour of Oman

www.tour-of-oman.com/en/

Tour de la Provence

www.tourdelaprovence.fr/

Vuelta a la Región de Murcia

www.vueltamurcia.es/es

Figueira Champions Classic

www.figueirachampionsclassic.com/?eng

Clásica de Almería

https://clasicadealmeria.net/2018/

Clásica Jaén

https://clasicajaen.com/

UAE Tour

www.theuaetour.com/

Volta ao Algarve

https://voltaaoalgarve.com/en/home-2/

Vuelta a Andalucía

https://vueltaandalucia.es/

Giro di Sardegna

https://www.gsemilia.it/corse/giro-della-sardegna/

Classic Var

www.nicematin.com/sports/cyclisme/classic-var/

Tour des Alpes Maritimes et du Var

www.nicematin.com/sports/cyclisme/tour-des-alpes-maritimes/

Faun-Ardèche Classic

www.boucles-drome-ardeche.fr/

Omloop Nieuwsblad

https://www.omloophetnieuwsblad.be/en/race/elite-men/race-info

La ripida salita verso la Jebel Mobrah, tremenda novità dellUAE Tour 2026 (wikipedia)

La ripida salita verso la Jebel Mobrah, tremenda novità dell'UAE Tour 2026 (wikipedia)

LA CALZA DELLA BEFANA: GENNAIO 2026

gennaio 19, 2026 by Redazione  
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Si alza il sipario su una nuova stagione di corse, una stagione che riserverà parecchie sorprese tra gare che torneranno in calendario dopo un lungo oblio e altre che saranno organizzate per la prima volta nel 2026. Ci saranno eventi che fruiranno di promozioni e altri che invece subiranno mutazioni, ma l’atto d’apertura rimarrà quello tradizionale e gli appassionati già contano i giorni che mancano al 20 gennaio, quando prenderà il via il Tour Down Under. La stagione è iniziata, buon divertimento

Anche quest’anno la calza che la Befana ha destinato agli appassionati di ciclismo è ricca di ghiottonerie. E ci saranno anche alcune sorpresine, tra corse che torneranno in calendario dopo anni d’assenza (Giro di Sardegna), altre che saranno disputate per la prima volta nella storia (Giro della Magna Grecia e Lione-Torino), altre ancora che cambieranno nome (il Delfinato dovremo abituarci a chiamarlo Tour Auvergne-Rhône-Alpes) o formato (il Giro di Svizzera si ridurrà da 8 a 5 tappe) e altre ancora che saranno “promosse” ed è il caso di una delle gare in programma in questo mese di gennaio, l’AlUla Tour, che nel 2026 beneficerà di uno scatto in carriera approdando alla ProSeries, la categoria che raduna tutte le competizioni che nella gerarchia UCI si trovano un gradino sotto i massimi appuntamenti stagionali, quelli iscritti nel circuito World Tour. Come il solito a inaugurare quest’ultimo sarà il Tour Down Under (20-25 gennaio), nonostante i propositi dell’UCI – manifestati già alla fine del 2024, ma per ora non concretizzatisi – di traslocare a ottobre la corsa australiana, al fine di evitare le alte temperature tipiche dell’estate australe. Come nel 2023 – e in quell’occasione si trattò di una novità assoluta – ad aprire le danze sarà una brevissima cronometro individuale, 3 Km e 600 metri da percorrere sulle pianeggianti strade di Adelaide. Per la prima tappa in linea ci si sposterà a Tanunda, dove lo scorso anno si impose lo sprinter di casa Sam Welsford e anche stavolta l’arrivo sarà in volata perché si girerà sul circuito del 2025 in senso inverso, affrontando la salita di Mengler Hill più vicina al traguardo, ma dal versante meno difficile (2.1 Km al 3.5%). Le frazioni più impegnative saranno la seconda e la quarta, con la prima di queste che si correrà tra Norwood e Uraidla sulla distanza di 148 Km e su di un tracciato collinare che prevede di ripetere per due volte la salita di Corkscrew, 9 Km al 4.9% sui quali si scollinerà a una dozzina di chilometri dal traguardo, ascesa che presenta i tratti più impegnativi nei primi 3.6 Km al 6.7%, caratterizzati anche da un muro di 800 metri all’11.4%. Si farà quindi ritorno ad Adelaide dove dal sobborgo periferico di Henley Beach prenderà le mosse la terza tappa, che si concluderà a Nairne dopo un tracciato che ricorda quello di certe frazioni collinari non troppo accidentate della Tirreno-Adriatico, non così frastagliate da impedire ai velocisti di far sfoggio delle loro abilità. La tappa regina sarà la penultima, con la partenza da Brighton e dopo 176 Km il tradizionale arrivo in salita a Willunga Hill, al termine di un’ascesa di 3.2 Km al 7.5% che dovrà essere ripetuta tre volte. L’atto finale della 26a edizione del Tour Down Under sarà ospitato dalla cittadina di Stirling, attorno alla quale è stato disegnato un circuito vallonato di 22 Km da inanellare 8 volte e che avrà il suo momento clou nella leggera salita (media del 3.7%) che caratterizzerà gli ultimi 2 Km, troppo leggeri perché costituiscano un grosso impiccio per buona parte dei velocisti, considerato che questo circuito è stato spesso proposto in gara e si è sempre arrivati allo sprint. Potrebbero, però, infilarsi nella volata intrusi d’eccezione, come il vincitore del Tour de France 2011 Cadel Evans, terzo a Stirling nel 2014, preceduto dal nostro Diego Ulissi e dal vincitore della Milano-Sanremo 2012 Simon Gerrans.

Le corse ciclistiche sono come le ciliegie, una tira l’altra e due giorni dopo la fine del Tour Down Under scatterà la 6a edizione del citato AlUla Tour (27-31 gennaio), giovane corsa nata nel 2020 come Saudi Tour e ben presto radicatasi nel governatorato saudita di ‘Ula. Come abbiamo già annunciato, quest’anno ci sarà la promozione alla categoria ProSeries ma non sono previsti particolari festeggiamenti per celebrare l’evento, almeno per quanto riguarda il tracciato, che a livello difficoltà non si discosterà da quello dello scorso anno. Sono state solamente “miscelate” le tappe e così presso l’AlUla Camel Cup Track, dove nel 2025 terminò la tappa conclusiva, prenderà il via la prima frazione per farvi ritorno dopo 158 Km interamente tracciati nell’insidioso ambiente del deserto e privi di particolari insidie altimetriche, anche se qualche sprinter potrebbe patire la leggerissima pendenza del rettilineo d’arrivo (ultimi mille metri al 2.5%). I velocisti che avranno fallito su questo traguardo avranno subito la possibilità di rifarsi perché ancor più semplice si presenta la seconda frazione che, dopo 152 Km pressoché pianeggianti, proporrà partenza e arrivo fissate all’esterno dell’AlManshiyah Train Station, antica stazione situata lungo la dismessa ferrovia dell’Hegiaz, che collegava l’Arabia Saudita alla Siria e che oggi è in esercizio solo in territorio giordano. Dal Winter Park di AlUla si ripartirà il giorno successivo per andare ad affrontare l’unico arrivo in salita previsto, fissato ai quasi 1000 metri sul livello del mare della Bir Jaydah Mountain Wirkah, inserito per la prima volta nel percorso lo scorso anno; in quest’occasione si era percorso un versante molto più ripido (2.8 Km al 9.8%) rispetto a quello che si scalerà al termine della terza tappa, 4.9 Km al 5.7% che presenteranno le inclinazioni maggiori in dirittura d’arrivo per via della pendenze media all’8.6% che caratterizzerà gli ultimi 1300 metri. Si tornerà in pianura per la penultima tappa, altra galoppata verso una probabilissima volata che, dopo una seconda partenza dal Winter Park, vedrà gli sprinter darsi battaglia al cospetto delle Shalal Sijlyat Rocks, spettacolari colline rocciose isolate nel mezzo del deserto alle quali si arriverà percorrendo quello che si annuncia come uno dei più lunghi rettilinei d’arrivo di questa stagione, 4 Km e 600 metri senza incontrare nemmeno una curva. A far calare il sipario sulla gara sarà l’immancabile arrivo al belvedere dell’Harrat Uwayrid, dove l’ultimo traguardo sarà collocato 8 Km dopo aver superato la cima di quello che è stato battezzato come “Angliru d’Arabia”, una salita di 3 Km al 12% che con il suo picco massimo al 22% e per la mancanza di altre ascese impegnative e di frazioni a cronometro è sempre stata decisiva per la vittoria finale, nel 2025 conquistata da Thomas Pidcock mentre dodici mesi prima si era imposto Simon Yates, l’ultimo vincitore del Giro d’Italia. A tal proposito ricordiamo, per chi si fosse perso la notizia, che lo scorso 7 gennaio il britannico ha dichiarato la sua intenzione di ritirarsi fin da subito dal ciclista pedalato e quindi quest’anno non lo vedremo difendere il titolo conquistato lo scorso anno sulle strade della Corsa Rosa.

I tifosi spagnoli saranno i primi europei che avranno l’opportunità di applaudire dal vivo i loro beniamini perché a fine mese la Spagna vedrà lo svolgimento delle prime corse stagionali organizzate sulle strade del Vecchio Continente. Si comincerà il 23 febbraio con la seconda edizione della Classica Camp de Morvedre, gara che ha fatto il suo debutto assoluto nel 2025 proponendo subito un tracciato impegnativo e stavolta sarà ancora più tosta perché i passaggi sull’Alto del Garbì (6.3 Km al 6.4% che contengono un muro di 1500 metri al 13%) sono stati portati da due a tre. Non ha subito variazioni, invece, il tracciato della Ruta de la Cerámica – Gran Premio Castellón in programma il 24 febbraio, corsa che dovrebbe favorire i velocisti resistenti e i finisseur per la presenza nelle battute conclusive della salita al Collado de Ayodar (5 Km al 4.5%) e di uno strappo di circa 300 metri al 10% in cima al quale sarà posto il traguardo. Il 25 febbraio andrà in scena la Clàssica Comunitat Valenciana – Gran Premi València, che proporrà un tracciato geograficamente inverso rispetto a quell’edizione 2025, con la partenza da La Nucia, la fase orograficamente più complicata da affrontare entro i primi 100 Km e il finale totalmente pianeggiante verso Valencia che agevolerà nettamente gli sprinter. A questo punto le attenzioni degli appassionati saranno calamitate verso l’isola di Maiorca dove, quasi in contemporanea all’AlUla Tour, andrà in scena la 35a edizione della Challenge Ciclista Mallorca (28 gennaio – 1 febbraio), gara che – nonostante la durata di cinque giorni – non è mai stata considerata una corsa a tappe per la mancanza di una classifica generale, fatto che consente alle squadre al via di portare in Spagna corridori in esubero rispetto al numero massimo consentito per ogni gara e di poi scegliere quali schierare a seconda della tipologia dei tracciati. Quest’anno ci saranno alcune novità per quel che concerne i percorsi, ma queste non riguarderanno quello della gara d’avvio, il Trofeo Calvià, dove sarà riproposto lo stesso circuito sul quale si era gareggiato lo scorso anno, poco meno 150 Km subito esigenti perché si dovrà affrontare una dozzina abbondante di brevi e non troppo complicate ascese, le più rilevanti delle quali sono il Coll de Sóller (8.5 Km al 5.5%) e quella di Valldemossa (4.1 Km al 5.8%). Al secondo giorno è stato confermato il Trofeo Ses Salines – Colònia Sant Jordi, ma con un’importante novità perché è stata modificata la modalità di svolgimento della gara, che non si disputerà in linea bensì a cronometro e in particolare si tratterà di una prova collettiva nella quale le squadre in gara dovranno percorrere 26 Km in totale pianura. La seconda novità sarà il cambio di percorso del tradizionale Trofeo Serra de Tramuntana, per il quale è stato ribaltato il tracciato dell’edizione 2025, che sarà seguito in senso inverso con il traguardo presso il santuario di Santa Maria de Lluc 8 Km dopo lo scollinamento del Coll de sa Batalla (8.4 Km al 4.9%), l’ultima delle quattro salite previste. Tra queste spicca l’ascensione – dal versante meno impegnativo – ai quasi 1000 metri del Coll de Puig Major, la salita simbolo della challenge che dal lato più duro (14 Km al 6%) costituirà l’indomani la principale portata del Trofeo Andratx – Mirador des Colomer (Pollença), il cui tracciato ricalcherà quello del 2025 e proporrà come dessert un’ascesa finale di 3.3 Km al 5.9%. Infine, un piccolo ritocchino di poco conto è stato apportato alla gara conclusiva, che cambierà nome (non più Trofeo Playa de Palma – Palma ma Trofeo Mallorca Fashion Outlet – Paseo Marítimo Palma) e sede di partenza per esigenze di una nuova sponsorizzazione, ma non “natura” e infatti come il solito si concluderà con diversi giri del pianeggiante circuito disegnato sul lungomare di Palma di Maiorca per la gioia dei velocisti.

La sfida è lanciata, la stagione 2026 è pronta a partire.

Mauro Facoltosi

LE CORSE SUL WEB

Tour Down Under

https://tourdownunder.com.au/

AlUla Tour

www.thealulatour.com/en

Classica Camp de Morvedre

https://ccmestivella.com/classica-internacional/

Ruta de la Cerámica – Gran Premio Castellón

https://gpcastellon.es/

Clàssica Comunitat Valenciana – Gran Premi València

https://voltalamarina.com/classica-comunitat-valenciana-1969-gran-premio-valencia

Challenge Ciclista Mallorca

https://vueltamallorca.com/challenge-mallorca/en/home/

Uno scorcio della Shalal Sijlyat Rocks in Arabia Saudita, presso le quale terminerà una tappa dellAlUla Tour (alula.shadenhospitality.sa)

Uno scorcio della Shalal Sijlyat Rocks in Arabia Saudita, presso le quale terminerà una tappa dell'AlUla Tour (alula.shadenhospitality.sa)

MONDIALI 2025 – LE PAGELLE

settembre 30, 2025 by Redazione  
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Ecco le pagelle del campionato del mondo di domenica scorsa

TADEJ POGACARNon potrebbe essere altrimenti. Vincere è difficile, confermarsi lo è ancor di più ma affilare due mondiali con attacco a otre 100 Km dall’arrivo è da fuoriclasse. 65 chilometri in solitaria con un gruppetto tirato da un signor passista con Evenepoel che non riusciva a guadagnare neppure una manciata di secondi è la dimostrazione che Pogacar non ha solo l’accelerazione bruciante ma è in grado di proseguire nell’azione a un ritmo insostenibile. VOTO: 10 e lode

BEN HEALYA completare il podio c’è questo irlandese sempre caparbio, un attaccante nato che generalmente pecca un po’ di incoscienza andando a lanciarsi in attacchi scriteriati che talvolta gli danno anche soddisfazione. Questa volta, invece, ha corso in modo intelligente, si è trovato nel gruppetto medaglie, non ha dato troppi cambi ad Evenepoel sfruttandone il lavoro, non gli ha risposto quando ha attaccato e nel finale, accortosi delle difficoltà di Skjelmose, è andato a prendersi un meritatissimo bronzo. VOTO: 8

REMCO EVENEPOEL E’ la media tra il 9 che merita per la caparbietà con la quale si è riportato sui primi inseguitori di Pogacar, ha tirato il gruppetto quasi senza ricevere cambi e alla fine ha staccato senza problemi i rivali andando a prendersi l’argento e il 5 per la pessima gestione delle difficoltà avute con la bicicletta, specie nel secondo cambio per il quale ha scelto un momento infelice perdendo molto tempo e sprecando energie che sarebbero state preziose. Se si aggiunge che il meccanico intervistato ha anche detto che la seconda bici non aveva nulla che non andasse la cosa assume connotati di maggiore gravità. Sembra che avere Pogacar tra i piedi lo renda eccessivamente nervoso. VOTO: 7

ISAAC DEL TORO. E’ riuscito a riportarsi su Pogacar e Ayuso nella discesa del mont Kigali senza fare il fuori giri fatto invece da Ayuso e questa per un ventunenne è una buona prova di intelligenza. Del Toro, però, non ha il motore di Pogacar e pur non rispondendo ad alcun allungo non riesce a mantenere la velocità di crociera del compagno di squadra in UAE, che gli rivolge qualche parola prima di lasciarlo sul posto. Una volta staccato non naufraga e arriva con il gruppetto di Giulio Ciccone. VOTO: 7

GIULIO CICCONE Il capitolo italiani è un punctum dolens anche se non è stato il disastro dello scorso anno. Un posto in top ten non è da buttar via, specie al fronte del venticinquesimo dello scorso anno. ma va detto che comunque con un tracciato del genere ci si poteva aspettare di meglio. Neppure, però, può tacersi sul fatto che il nostro capitano non è arrivato ai mondiali nelle condizioni di forma mostrate a San Sebastian. Tuttavia sinora il forte scalatore abruzzese non ha mai trovato continuità in carriera. VOTO: 6

JUAN AYUSO. Nonostante sia meno giovane di Del Toro commette l’errore di rispondere colpo su colpo a Pogacar e quando il messicano, ricongiuntosi alla coppia di test, forza sullo strappo cittadino rimane sulle ginocchia proprio a causa del fuori giri. Riesce a chiudere ottavo ma l’errore oltre che banale è abbastanza grave perché indica una scarsa conoscenza di sé e dei propri limiti e questo per un corridore con importanti aspirazioni è un grosso limite. VOTO: 5

Benedetto Ciccarone

VINGEGAARD IL PIU’ FORTE, PEDERSEN IL PIU’ COMPLETO, TIBERI IL PIU’ DELUDENTE: LE NOSTRE PAGELLE ALLA VUELTA 2025

settembre 16, 2025 by Redazione  
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Ecco le pagelle della Vuelta terminata domenica scorsa

JONAS VINGEGAARD. Il danese vince meritatamente la Vuelta 2025 e le tre vittorie di tappa ne suggellano la superiorità. Ma chissà se la cronometro di Valladolid non fosse stata accorciata… Era comunque l’uomo da battere e non è stato battuto.

JOÃO ALMEIDA . A conti fatti va davvero vicino alla clamorosa sorpresa e l’accorciamento della cronometro di Valladolid pesa come un macigno su quello che poteva essere e non è stato. Il portoghese conferma di avere una scorza durissima e la bella vittoria sull’Angliru è una testimonianza visibile. VOTO: 8.5

MADS PEDERSEN . Un gigante del ciclismo attuale. Dopo la vittoria della maglia verde al Giro, si riconferma in Spagna vincendo anche la tappa di Monforte de Lemos. VOTO: 8.5

TOM PIDCOCK . Il britannico parte con i fari spenti ma nel corso delle tre settimane dimostra di poter essere uomo da GT e addirittura alla fine sale sul gradino più basso del podio. Una bella iniezione di fiducia per un ciclista che è sempre stato considerato uomo da classiche. VOTO: 8

JAI HINDLEY . Anche l’australiano merita un voto molto alto perchè dopo la vittoria al Giro del 2022 era uscito un po’ dai radar. Il quarto posto della Vuelta gli potrà dar la fiducia necessaria per riprendere il discorso con i GT. VOTO: 8

MATTHEW RICCITELLO. Vince nella sorpresa generale la classifica di miglior giovane e dimostra di avere i numeri per diventare un ciclista di ottimo livello. VOTO: 8

JAY VINE Vince la classifica dei GPM con fughe dalla lunga distanza che sono ormai diventate un suo marchio di fabbrica. Ma quando c’è da spremersi per la squadra aiuta Almeida dimostrando di essere anche un validissimo gregario. Le vittorie a Pal e a Larra Belagua incorniciano una prestazione complessiva di alto livello. VOTO: 8

GIULIO PELLIZZARI. Il sogno della maglia bianca si infrange sulle durissime pendenze della Bola del Mundo ma il ciclista marchigiano ha le carte in regola per diventare uno dei migliori ciclisti italiani da GT. La vittoria sull’Alto de El Morredero potrà raccontarla ai suoi nipoti. VOTO: 7.5

JASPER PHILIPSEN. Dimostra di essere il velocista più forte della Vuelta con la vittoria in tre tappe, tutte in volata. Ma per la classifica della maglia verde deve arrendersi a Pedersen e a Vingegaard, terminando in terza posizione. VOTO: 7.5

FILIPPO GANNA. Una Vuelta in cui l’unico acuto del piemontese è la vittoria nella cronometro accorciata di Valladolid che comunque gli vale una sufficienza piena. Per il resto qualche tentativo di fuga e qualche accelerazione in testa al gruppo a protezione di Bernal. VOTO: 7

DAVID GAUDU. Vince a Ceres battendo in una volata ristretta e in salita nientepopodimenoché Mads Pedersen e Jonas Vingegaard. Indossa la maglia rossa il giorno dopo al termine della tappa di Voiron togliendola proprio a Vingegaard. VOTO: 7

TORSTEIN TRÆEN. Il norvegese va in fuga nella tappa di Pal e si prende la maglia rossa, portandola sulle spalle per altre quattro tappe. VOTO: 7

BEN TURNER Il britannico vince la tappa di Voiron dimostrando di avere buoni numeri da velocista. VOTO: 6.5

JUAN AYUSO Esce subito fuori dalla classifica generale e si concentra sulla vittorie di tappa. Riesce a vincere la settima tappa a Cerler dopo una fuga a lunga gittata; per il resto una Vuelta abbastanza tranquilla in vista dell’addio all’UAE Team Emirates XRG VOTO: 6

EGAN BERNAL La vittoria nella tappa di Castro de Erville è sufficiente, appunto, per prendere un voto sufficiente, ma il colombiano doveva essere – almeno nelle previsioni della vigilia – uno dei principali avversari di Vingegaard. Continuiamo ad aspettarlo. VOTO: 6

MARC SOLER. Vince la tappa dei laghi di Somiedo e contribuisce a portare l’ennesima vittoria stagionale nel carniere dell’UAE Team Emirates XRG. VOTO: 6

GIULIO CICCONE. Dopo i primi 10 giorni molto positivi cala alla distanza e nella terza settimana resta solo un vago ricordo di ciò che aveva fatto vedere. Dopo la vittoria alla Classica di San Sebastian si pensava addirittura che potesse fare classifica e competere per la maglia rossa, ma evidentemente non è così. Adesso vediamo cosa farà ai Campionati Mondiali dove sarà uno dei capitani dell’Italia, ma l’abruzzese a nostro avviso va in Africa portandosi più dubbi che certezze. VOTO: 5

ANTONO TIBERI. La Vuelta di Tiberi è lo specchio della sua stagione, fatta di grandi attese ma senza nessun acuto degno di nota. Il terzo posto della Tirreno Adriatico e il secondo posto del Giro di Polonia sono i migliori risultati stagionali di un ciclista che deve ancora capire cosa vuol diventare, al di là dei problemi fisici che ha accusato nel 2025. VOTO: 4

Antonio Scarfone

LA VUELTA CHE VERRÀ (e altro ancora): VUELTA A ESPAÑA 2026

settembre 15, 2025 by Redazione  
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Partenza dal Principato di Monaco e gran finale alle Canarie, questi gli estremi dell’edizione 2026 del Giro di Spagna

Come al solito quando termina un grande giro rimane sempre un po’ di amaro in bocca. Gli appassionati italiani vorrebbero che il Giro non finisse mai e lo stesso pensano i francesi con il Tour e gli spagnoli con la Vuelta. Ovviamente ciò non è possibile e così gli appassionati più irriducibili si accontentano, appena terminata la loro “corsa del cuore”, di andare a spulciare nel web i rumors sull’edizione successiva per cominciare a pregustare lo scenario che sarà proposto dodici mesi più tardi. E per quel che riguarda la “grande partenza” e il “gran finale” dell’edizione 2026 per la Vuelta gli scenari si annunciano spettacolari. L’anno prossimo il Giro di Spagna scatterà immerso nel “lusso” del Principato di Monaco, che così potrà vantarsi – assieme ai Paesi Bassi – di esser stato l’unico stato al mondo ad aver ospitato la partenza di tutti e tre i grandi giri. Il Giro d’Italia vi partì nel 1966, anche se in quell’occasione non si effettuò il traguardo, previsto a Diano Marina dove s’impose il “Camoscio d’Abruzzo” Vito Taccone. Il Tour salpò da questo lido nel 2009 con una cronometro di 15 Km vinta dalla “Locomotiva di Berna” Fabian Cancellara e una prova contro il tempo costituirà la tappa d’apertura anche dell’81° Vuelta di Spagna, il cui tracciato ricalcherà in parte il circuito del Gran Premio di Monaco di Formula 1. E la Formula 1 costituirà il motivo per il quale l’anno prossimo la Vuelta non terminerà a Madrid, essendo l’ultima tappa prevista il 23 settembre, lo stesso giorno nel quale la capitale spagnola ospiterà per la prima volta il Gran Premio di Spagna, quando le monoposto gareggeranno sul Madring, circuito automobilistico attualmente in fase di costruzione che in parte sfrutterà la normale viabilità, esattamente come accade a Monaco. Due eventi del genere – Gran Premio e ultima tappa della Vuelta – sono inconcialibili nelle medesime ore e nella medesima città e così, per evitare disagi al traffico e plus lavoro per le forze dell’ordine, il Giro di Spagna sarà costretto ad emigrare altrove, per la precisione alle Canarie. Era da anni che le autorità dell’arcipelago richiedevano periodicamente di avere partenza o arrivo della Vuelta, ma finora gli organizzatori avevano tergiversato, consapevoli degli alti costi che avrebbe comportato il trasferimento dell’intera carovana. Adesso, però, ci sarà da fare necessità virtù e – nonostante non ci siano comunicazioni ufficiali – pare che ci sia un progetto già ben avviato che prevede ben quattro tappe alla Canarie, le ultime di una Vuelta che dovrebbe lasciare la Spagna “continentale” con un secondo giorno di riposo posticipato dal tradizionale lunedì di sosta al mercoledì. A essere coinvolte dal percorso saranno le isole di Gran Canaria e di Tenerife, con la prima che – stando alle voci trapelate mezzo stampa – ospiterà un arrivo in salita presso il Pico de las Nieves, ascesa che presenza picchi di pendenze fino al 20%. A Tenerife, invece, i partecipanti alla Vuelta dovrebbero arrampicarsi fino ai quasi 2400 metri del Teide, affrontando una salita molto nota tra i corridori perchè l’isola è la meta preferita dalle squadre in occasione dei raduni in altura invernali. E il resto del tracciato? Lo scopriremo a dicembre, verosimilmente qualche giorno prima di Natale.

Il Teide a Tenerife (GettyImages)

Il Teide a Tenerife (GettyImages)

RASSEGNA STAMPA

Italia

Vuelta, i pro-Pal invadono il percorso, cancellata l’ultima tappa. Vingegaard, vittoria senza festa

Gazzetta dello Sport

Danimarca

Vingegaard skriver dansk idrætshistorie i La Vuelta, der ender i kaos og håndgemæng (Vingegaard scrive la storia dello sport danese nella Vuelta, che finisce nel caos e nella rissa)

Politiken

Spagna

La Vuelta termina sumida en el caos por los graves incidentes (La Vuelta si conclude nel caos a causa di gravi incidenti

AS

Portogallo

Protestos pró-Palestina anulam etapa final da Vuelta em Madrid (Le proteste pro-Palestina annullano la tappa finale della Vuelta a Madrid)

Público

Regno Unito

Vingegaard wins Vuelta after final stage cancelled amid pro-Palestinian protests in Madrid (Vingegaard vince la Vuelta dopo l’annullamento della tappa finale a causa delle proteste pro-palestinesi a Madrid)

The Guardian

Francia

La dernière étape stoppée par des manifestations, Vingegaard sacré (La fase finale interrotta dalle proteste, Vingegaard incoronato)

L’Équipe

Belgio

Laatste etappe definitief stilgelegd: duizenden pro-Palestijnse demonstranten in Madrid zorgen voor vroegtijdig einde van de Vuelta (Tappa finale definitivamente interrotta: migliaia di manifestanti filo-palestinesi a Madrid interrompono prematuramente la Vuelta)

Het Nieuwsblad

Paesi Bassi

Ook laatste etappe Vuelta stilgelegd door pro-Palestijnse demonstranten: Jonas Vingegaard winnaar van zijn derde grote ronde (Anche l’ultima tappa della Vuelta è stata interrotta dai manifestanti filo-palestinesi: Jonas Vingegaard ha vinto il suo terzo Grande Giro)

De Telegraaf

Germania

Vuelta endet mit Abbruch – Keine Triumphfahrt für Vingegaard (La Vuelta si conclude con l’abbandono – Nessun trionfo per Vingegaard)

Kicker

USA

Pro-Palestinian protests cause early end to major Spanish cycling race (Le proteste pro-palestinesi causano la fine anticipata della principale gare ciclistica spagnola)

The Washington Post

Colombia

Caos total en la Vuelta a España: manifestantes propalestina se enfrentan a la Policía y la última etapa en Madrid es cancelada – Jonas Vingegaard se coronó campeón de la Vuelta a España tras una carrera llena de drama y tensión: Harold Tejada, el mejor colombiano (Caos totale alla Vuelta a España: scontri tra manifestanti filo-palestinesi e polizia e l’ultima tappa a Madrid annullata – Jonas Vingegaard è stato incoronato campione della Vuelta a España dopo una gara piena di drammaticità e tensione: Harold Tejada, il miglior colombiano)

El Tiempo

Australia

Vingegaard wins Vuelta after race stopped by protests (Vingegaard vince la Vuelta dopo che la corsa è stata interrotta dalle proteste)

The West Australian

VUELTAALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale visti dal punto di vista della maglia nera.

Ventunesima ed ultima tappa annullata

Classifica generale finale

1° Oscar Riesebeek
2° Stanisław Aniołkowski a 11′35″
3° Patrick Eddy a 14′30″
4° Elia Viviani a 24′05″
5° Daan Hoole a 24′25″

Maglia nera: Jonas Vingegaard, 153° a 5h08′37″

LA TAPPA DEL GIORNO (e altro ancora): ALALPARDO – MADRID

settembre 14, 2025 by Redazione  
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Passerella finale quasi interamente tracciata sulle strade di Madrid. Oggi si assegna ufficialmente il trofeo al vincitore dell’80a edizione della Vuelta, ma i giochi di classifica si sono definitivamente chiusi ieri pomeriggio agli oltre 2000 metri della Bola del Mundo.

La Vuelta n°80 è giunta all’ultimo dei suoi ventuno capitoli, quello della passerella finale. Stasera sarà consegnato al danese Jonas Vingegaard il trofeo destinato al vincitore, dopo che la lotta per la classifica generale – differentemente da quanto capitato lo scorso anno, quando l’ultima tappa si disputò a cronometro – si è conclusa ieri pomeriggio sull’ascesa della Bola del Mundo. Oggi nulla – eventuale proteste pro Palestina a parte – potrà turbare il naturale svolgimento di una classica passerella di fine corsa, votata all’arrivo in volata. Con l’esclusione dei primi 20 Km, il tracciato si snoderà interamente all’interno della città di Madrid dove, percorso un tratto in linea iniziale di 56 Km, si dovrà ripetere per nove volte il tradizionale circuito cittadino che da diversi anni viene proposto come atto finale della corsa iberica. Ciascuna tornata, della lunghezza di 5.8 Km a giro, prevede tratti in leggero falsopiano e tre insidiose curve a “U” che mai sono state d’impiccio alla volata finale, l’ultima volta conquistata dall’australiano Kaden Groves. La prossima, invece, con tutta probabilità sarà nel 2027 perchè l’anno venturo la Vuelta sarà costretta a migrare altrove (ma ve ne parleremo più diffusamente domani, nel conclusivo capitolo della nostra rubrica giornaliera sul Giro di Spagna)

La Puerta de Alcalá a Madrid e l’altimetria della ventunesima tappa (excursionmania.com)

La Puerta de Alcalá a Madrid e l’altimetria della ventunesima tappa (excursionmania.com)

METEO VUELTA

Alalpardo: cielo sereno, 31°C (percepiti 29°C), vento debole da O (2-18 Km/h), umidità al 22%
Madrid – 1° passaggio dal traguardo (Km 55.9): cielo sereno, 31°C (percepiti 29°C), vento debole da S (5-18 Km/h), umidità al 18%
Madrid – arrivo: cielo sereno, 31°C (percepiti 29°C), vento debole da S (6-19 Km/h), umidità al 19%

GLI ORARI DELLA VUELTA

16.30: inizio diretta su Eurosport
16.45: partenza da Alalpardo
18.05-18.15: primo passaggio dal traguardo di Madrid
18.10-18.25: traguardo volante al secondo passaggio dal traguardo (con abbuoni)
16.05-16.20: traguardo volante di Salamanca (con abbuoni)
19.20-19.40: arrivo a Madrid

RASSEGNA STAMPA

Italia

L’urlo di Vingegaard sulla Bola del Mundo: la Vuelta è sua. Pellizzari perde la maglia bianca

Gazzetta dello Sport

Danimarca

Jonas Vingegaard tager etapesejren efter angreb kort før mål (Jonas Vingegaard conquista la vittoria di tappa dopo l’attacco poco prima del traguardo)

Jyllands-Posten

Spagna

Vingegaard remata a lo campeón (Vingegaard conclude da campione)

AS

Portogallo

Vingegaard ficou com a Vuelta na Bola del Mundo (Vingegaard ha vinto la Vuelta sulla Bola del Mundo)

Público

Regno Unito

Pidcock ready for podium as Vingegaard all but guarantees Vuelta triumph (Pidcock pronto per il podio mentre Vingegaard si garantisce il trionfo alla Vuelta)

The Guardian

Francia

Vingegaard roi de la Vuelta (Vingegaard re della Vuelta)

L’Équipe

Belgio

Jonas Vingegaard zet puntjes op de i en pakt derde ritzege in Vuelta: eindzege kan hem niet meer ontglippen (Jonas Vingegaard mette a punto gli ultimi dettagli della sua vittoria e conquista la terza vittoria di tappa alla Vuelta: la vittoria finale è ora alla sua portata)

Het Nieuwsblad

Paesi Bassi

Jonas Vingegaard (Visma) kan eerste eindzege in Vuelta bijna niet meer ontgaan na ritwinst in laatste bergetappe (Jonas Vingegaard (Visma) non può certo lasciarsi sfuggire la sua prima vittoria assoluta alla Vuelta dopo aver vinto l’ultima tappa di montagna)

De Telegraaf

Germania

Triumph auf dem Bola del Mundo: Vingegaard vor Vuelta-Sieg (Trionfo sulla Bola del Mundo: Vingegaard a un passo dalla vittoria alla Vuelta)

Kicker

Slovenia

Vingegaard v kali zatrl še zadnji poskus napada ekipe UAE Emirates (Vingegaard stronca sul nascere l’ultimo tentativo di attacco degli UAE Emirates)

Delo

USA

Vingegaard closes in on Vuelta title by winning penultimate stage after another anti-Israel protest (Vingegaard si avvicina al titolo della Vuelta vincendo la penultima tappa dopo un’altra protesta anti-Israele)

The Washington Post

Colombia

Egan Bernal le puso picante a la etapa 20 y luchó en una jornada demoledora: Jonas Vingegaard ganó y acaricia el título de la Vuelta a España (Egan Bernal ha dato un po’ di pepe alla tappa 20 e ha combattuto in una giornata devastante: Jonas Vingegaard ha vinto ed è vicino al titolo della Vuelta a España)

El Tiempo

Australia

Vingegaard wins stage and set for Vuelta win (Vingegaard vince la tappa e si prepara alla vittoria della Vuelta)

The West Australian

VUELTAALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale visti dal punto di vista della maglia nera.

Ordine d’arrivo della ventesima tappa

1° Bryan Coquard
2° Stanislaw Aniolkowski a 31″
3° Mikkel Bjerg a 53″
4° Nico Denz s.t.
5° Remi Cavagna s.t.

Miglior italiano Elia Viviani, 25° a 2′48″

Classifica generale

1° Oscar Riesebeek
2° Stanisław Aniołkowski a 11′35″
3° Patrick Eddy a 14′30″
4° Elia Viviani a 24′05″
5° Daan Hoole a 24′25″

LA TAPPA DEL GIORNO (e altro ancora): ROBLEDO DE CHAVELA – BOLA DEL MUNDO

settembre 13, 2025 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

Ecco l’ultima chanches per una conferma dei valori in campo o per un clamoroso ribaltone a sole 24 ore dalla conclusione della Vuelta

Siamo arrivati alla resa dei conti di una Vuelta ancora incerta per quel che riguarda il vincitore finale. Mancano due sole tappe al termine e appena 44 secondi separano il leader della classifica, il danese Jonas Vingegaard, dal portoghese João Almeida. Anche per il gradino più basso del podio i giochi sono apertissimi in quanto il britannico Thomas Pidcock, molto distante dai primi due, ha 39 secondi di vantaggio sull’australiano Jai Hindley e a circa un minuto e mezzo è classificato l’italiano Giacomo Pellizzari, recentemente vincitore della penultima tappa di montagna e compagno di squadra di Hindley. Oggi sarà offerta loro l’estrema possibilità di ribaltare i verdetti fin qui decretati dalla strada con l’impegnativo arrivo in salita alla Bola del Mundo, che porterà i corridori fino a 2250 metri sul livello del mare. I 12.4 Km finali all’8.6% di pendenza media sono, di fatto, il prolungamento di una storica ascesa della Vuelta, il Puerto de Navacerrada, che in questa tappa sarà affrontata due volte. Il primo passaggio avverà a una cinquantina di chilometri dall’epilogo, dopo esservi saliti dal versante settentrionale, 7 Km al 7.5% che i corridori affronteranno dopo aver sfiorato il Palazzo Reale della Granja de San Ildefonso, monumento soprannominato la “piccola Versailles di Spagna”. La discesa avverrà tramite il versante meridionale (7 Km al 7.3%) che, dopo un lungo intermezzo quasi del tutto privo di difficoltà, verrà nuovamente percorso in senso inverso per ritornare al Puerto de Navacerrada, dove si andranno ad imboccare gli ultimi 3 Km, i più duri della scalata finale. In quegli ultimi 3000 metri la pendenza media si attesterà oltre il 12%, raggiungendo in un paio di occasioni picchi fino al 20%. A rendere il tutto ancora più selettivo enterà in gioco anche la ruvidità del fondo stradale perchè negli ultimi 3 Km l’asfalto lascerà il posto al cemento.

La cima della Bola del Mundo e l’altimetria della ventesima tappa (wikipedia)

La cima della Bola del Mundo e l’altimetria della ventesima tappa (wikipedia)

METEO VUELTA

Robledo de Chavela: nubi sparse, 26°C, vento moderato da O (8-24 Km/h), umidità al 28%
San Lorenzo de El Escorial (Km 39): nubi sparse, 27°C (percepiti 26°C), vento moderato da O (10-30 Km/h), umidità al 19%
Los Ángeles de San Rafael (Km 73): nubi sparse, 23°C (percepiti 24°C), vento moderato da NO (13-34 Km/h), umidità al 24%
Puerto de Navacerrada (GPM – Km 115.8): nubi sparse, 18°C, vento moderato da NO (14-43 Km/h), umidità al 34%
Puerto de Navacerrada – inizio ultimi 4 Km: nubi sparse, 18°C, vento moderato da NO (14-44 Km/h), umidità al 34%

GLI ORARI DELLA VUELTA

12.45: inizio diretta su Eurosport
13.10: partenza da Robledo de Chavela
13.30-13.35: GPM dell’Alto de la Escondida
13.45-13.55: GPM del Puerto de la Paradilla
14.35-14.40: GPM dell’Alto del León
16.00-16.25: GPM del Puerto de Navacerrada (con abbuoni)
16.20-16.45: traguardo volante di Cercedilla
16.5-17.25: inizio salita finale
17.15-17.45: arrivo sulla Bola del Mundo

RASSEGNA STAMPA

Italia

Vuelta, se c’è volata vince Philipsen. Tris del belga, sabato la tappa decisiva

Gazzetta dello Sport

Danimarca

Mads Pedersen bliver slået af belgier i sjælden Vuelta-spurt, men sikrer sig definitivt point­trøjen (Mads Pedersen viene battuto dal belga in una rara volata alla Vuelta, ma si assicura sicuramente la maglia a punti)

Politiken

Spagna

Arañazo de Vingegaard (Graffio di Vingegaard)

AS

Portogallo

O tempo que João Almeida ganhou sozinho ontem, a sua equipa desperdiçou hoje (Il tempo che João Almeida ha guadagnato ieri da solo, oggi lo ha sprecato la sua squadra)

Público

Regno Unito

Philipsen vola verso la vittoria nella 19a tappa e completa la tripletta alla Vuelta

The Guardian

Francia

Philipsen plus fort que Pedersen (Philipsen più forte di Pedersen)

L’Équipe

Belgio

De hattrick is compleet! Jasper Philipsen sprint naar derde ritzege in Vuelta na heerlijk voorbereidend werk van Alpecin-Deceuninck (La tripletta è completa! Jasper Philipsen vola verso la sua terza vittoria di tappa alla Vuelta dopo l’eccellente lavoro preparatorio dell’Alpecin-Deceuninck)

Het Nieuwsblad

Paesi Bassi

Hattrick voor Jasper Philipsen in Vuelta, leider Jonas Vingegaard pakt tijd op belager Joao Almeida (Tripletta per Jasper Philipsen alla Vuelta, il leader Jonas Vingegaard guadagna tempo sull’inseguitore Joao Almeida)

De Telegraaf

Germania

Massensprint in Guijuelo: Spezialist Philipsen hat die Nase vorne (Sprint di massa a Guijuelo: lo specialista Philipsen ha la meglio)

Kicker

USA

Philipsen wins his third stage at Vuelta and Vingegaard leads before decisive day (Philipsen vince la sua terza tappa alla Vuelta e Vingegaard è in testa prima del giorno decisivo)

The Washington Post

Colombia

Egan Bernal libraron una complicada etapa 19 de fuertes vientos en la caótica Vuelta a España: listos para la montaña (Egan Bernal ha affrontato la difficile tappa 19 della caotica Vuelta a España, complicata dal forte vento: è pronto per le montagne)

El Tiempo

Australia

Philipsen hat-trick as Aussies brace for Vuelta finale (Tripletta di Philipsen mentre gli australiani si preparano per la finale della Vuelta)

The West Australian

VUELTAALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale visti dal punto di vista della maglia nera.

Ordine d’arrivo della diciannovesima tappa

1° Anders Foldager
2° Sean Quinn a 3′58″
3° Domen Novak a s.t.
4° Jay Vine s.t.
5° Jardi Christiaan van der Lee a 4′56″

Miglior italiano Lorenzo Fortunato, 15° a 7′15″

Classifica generale

1° Oscar Riesebeek
2° Stanisław Aniołkowski a 12′06″
3° Patrick Eddy a 14′39″
4° Elia Viviani a 22′19″
5° Anders Foldager a 22′50″

LA TAPPA DEL GIORNO (e altro ancora): RUEDA – GUIJUELO

settembre 12, 2025 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

Il viaggio verso Madrid prosegue con una tappa destinata ai velocisti, anche se il finale non sarà semplicissimo per le “ruote veloci”

La Vuelta è oramai giunta alle battute conclusive, mancando solo tre giorni alla passerella di Madrid, una tappa sulla quale i velocisti rimasti in gara hanno già fatto un pensierino, trattandosi di uno dei traguardi più prestigiosi del panorama mondiale. Nell’attesa dell’epilogo madrileno anche oggi andrà in scena una frazione destinata alle “ruote veloci”, priva di Gran Premi della Montagna ma movimentata negli ultimi 45 Km da una serie di morbidi saliscendi che difficilmente turberanno i sogni di vittoria dei velocisti. Questo almeno fino a circa 2 Km e mezzo dall’arrivo, quando inizierà una salita che terminerà proprio sotto la linea del traguardo. La pendenza è poco più che palpabile (la media è del 3% appena) e in condizioni normali questo è un traguardo che non sfuggirebbe ad uno sprinter, ma in questo preciso momento non ci troviamo in “condizioni normali” perchè siamo al termine di una corsa a tappe che dura da tre settimane e le energie sono agli sgoccioli. In concreto la sparata di un finisseur negli ultimi 2300 metri potrebbe riuscire ad andare in porto e, nel caso la “lepre” venisse riacciuffata, potrebbe venirne fuori una volata “scompaginata”, tra sprinter ritrovatisi con le ali tarpate e corridori che velocìsti non sono e che potrebbero riuscire a buttarsi nel mezzo e a cogliere anche un piazzamento. Sempre che ci si arrivi alla volata finale del gruppo perchè, proprio a causa delle tante fatiche accumulate, oggi le squadre dei velocisti potrebbero faticare a recuperare sui fuggitivi di giornata, che potrebbero arrivare al traguardo con un vantaggio anche “imponente”: la tappa di Guijuelo ricorda, infatti, quella di Libourne del Tour del 2021, che come questa era collocata al terzultimo giorno di gara e che vide il gruppo maglia gialla arrivare al traguardo quasi 21 minuti dopo l’arrivo del vincitore.

Il Torreón di Guijuelo e l’altimetria della diciannovesima tappa (listaroja.hispanianostra.org)

Il Torreón di Guijuelo e l’altimetria della diciannovesima tappa (listaroja.hispanianostra.org)

METEO VUELTA

Rueda: parzialmente nuvoloso, 21°C, vento debole da O (6-19 Km/h), umidità al 54%
Vadillo de la Guareña (Km 54.3): parzialmente nuvoloso, 24°C (percepiti 25°C), vento moderato da O (9-24 Km/h), umidità al 44%
Salamanca (Sprint – Km 103): parzialmente nuvoloso, 25°C (percepiti 26°C), vento moderato da O (12-29 Km/h), umidità al 39%
Guijuelo: nubi sparse, 24°C (percepiti 25°C), vento moderato da O (13-28 Km/h), umidità al 41%

GLI ORARI DELLA VUELTA

13.55: partenza da Rueda
14.45: inizio diretta su Eurosport
16.05-16.20: traguardo volante di Salamanca (con abbuoni)
17.20-17.40: arrivo a Guijuelo

LA FOTORICOGNIZIONE DEL FINALE

http://www.ilciclismo.it/2009/?p=80807

RASSEGNA STAMPA

Italia

Vuelta, riecco il vero Ganna! Pippo vince la crono, Almeida recupera 10″ a Vingegaard

Gazzetta dello Sport

Danimarca

Vingegaard tabte tid til sin hovedrival – men bagefter kom han med en opløftende melding (Vingegaard ha perso tempo rispetto al suo principale rivale, ma in seguito ha lanciato un messaggio incoraggiante)

Jyllands-Posten

Spagna

Almeida pone La Vuelta al rojo vivo (Almeida incendia la Vuelta)

AS

Portogallo

João Almeida ganha dez segundos a Jonas Vingegaard na Vuelta (João Almeida guadagna dieci secondi su Jonas Vingegaard alla Vuelta)

Público

Regno Unito

Ganna wins Vuelta time-trial stage shortened after pro-Palestine protests (Ganna vince la cronometro della Vuelta accorciata dopo le proteste pro-Palestina)

The Guardian

Francia

Ganna remporte le chrono raccourci, Almeida reprend 10 secondes (Ganna vince la cronometro abbreviata, Almeida recupera 10 secondi)

L’Équipe

Belgio

Topfavoriet Filippo Ganna bibbert even maar zet enige Vuelta-tijdrit naar zijn hand, Almeida pakt 10 seconden terug op leider Vingegaard (Il favorito Filippo Ganna trema brevemente ma sfrutta a suo vantaggio l’unica cronometro della Vuelta, Almeida recupera 10 secondi sul leader Vingegaard)

Het Nieuwsblad

Paesi Bassi

Wordt de Vuelta toch nog spannend? Vingegaard verliest in ingekorte tijdrit tien seconden op Almeida (La Vuelta sarà emozionante dopotutto? Vingegaard perde dieci secondi da Almeida nella cronometro abbreviata)

De Telegraaf

Germania

Ganna im Zeitfahren nicht zu schlagen – Vingegaard verliert zehn Sekunden (Ganna imbattibile nella cronometro – Vingegaard perde dieci secondi)

Kicker

Slovenia

Za vsako zmago pri Ineosu ena obrita glava (Per ogni vittoria in Ineos, una testa rasata)

Delo

USA

Vuelta time trial ends without major disruption by pro-Palestinian protesters (La cronometro della Vuelta si conclude senza particolari disagi da parte dei manifestanti filo-palestinesi)

The Washington Post

Colombia

Harold Tejada y Santiago Buitrago, gran etapa: volaron en la etapa 18 de la Vuelta a España, la contrarreloj de 12 kilómetros (Harold Tejada e Santiago Buitrago, grande tappa: hanno volato nella 18a tappa della Vuelta a España, la cronometro di 12 chilometri)

El Tiempo

Australia

A Vine line: Aussie just misses out on Vuelta hat-trick (Una linea di Vine: l’australiano manca di poco la tripletta alla Vuelta)

The West Australian

VUELTAALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale visti dal punto di vista della maglia nera.

Ordine d’arrivo della diciottesima tappa

1° Mathijs Paasschens
2° Brandon Rivera a 11″
3° Anders Foldager s.t.
4° Léandre Lozouet a 15″
5° Sergio Chumil a 20″

Miglior italiano Simone Petilli, 9° a 31″

Classifica generale

1° Oscar Riesebeek
2° Stanisław Aniołkowski a 10′48″
3° Patrick Eddy a 13′21″
4° Elia Viviani a 21′01″
5° Søren Kragh Andersen a 24′21″

LA TAPPA DEL GIORNO (e altro ancora): VALLADOLID – VALLADOLID (cronometro individuale)

settembre 11, 2025 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

Tornano a scorrere le lancette per la seconda delle due prove contro il tempo previste dal tracciato della Vuelta 2025. Dopo la cronosquadre disputata nella prima settimana ora andrà in scena una gara individuale disegnate sulle scorrevoli strade di Valladolid, le stesse sulle quali due anni fa si impose Filippo Ganna.

Quest’anno l’Italia ha schierato al via del Giro di Spagna uno dei suoi “pezzi da novanta”, ma finora non si era mai sentito parlare di lui. Ci stiamo riferimento al recordman dell’ora in carica Filippo Ganna, che quest’anno alla Vuelta manco ci doveva venire perchè il suo calendario prevedeva la partecipazione prima al campionato nazionale a cronometro (obiettivo centrato) e poi al Tour, dove la sua permanenza è durata poco più di 50 Km, fino alla caduta che lo ha subito costretto al ritiro. Problemi di stomaco lo hanno successivamente colpito nei giorni immediatamente precedenti la partenza della Vuelta, ma lui ha voluto essere comunque al via della corsa che partiva dal suo Piemonte e forse è anche per questo motivo che non lo si è mai visto protagonista. Alla seconda tappa ha subito incassato 11 minuti di ritardo e così anche nelle successive, anche se è riuscito a stringere i denti nella cronometro a squadre, dove è arrivato assieme ai primi elementi della sua formazione, la INEOS Grenadiers, che quel giorni ha accusato solo 16 secondi di ritardo dalla vincitrice. Adesso è finalmente arrivato il momento di vederlo in azione perchè oggi sarà in programma la tappa più adatta ai suoi mezzi, tra l’altro tracciata su di un percorso sul quale ha già avuto modo di esprimersi. La crono di Valladolid, infatti, ricalcherà parte del tracciato della decima tappa della Vuelta del 2023, frazione terminata proprio con il successo di Ganna, che impiegò 27 minuti, 39 secondi e 51 centesimi per completare il circuito, “volando” a 55.968 Km/h, una media che – per quel che concerne le prova individuali (nelle cronosquadre talvolta si è andati più veloci) – era seconda soltanto ai 56.218 Km/h fatti registrare dallo spagnolo Rubén Plaza ad Alcalá de Henares nel 2005, ma tale primato lo scorso anno è stato battuto dallo statunitense Brandon McNulty (57.219 Km/h nella crono d’apertura di Lisbona). Stavolta Ganna avrà molta meno strada a disposizione, perchè ieri gli organizzatori hanno stabilito di accorciare il tracciato da 27 a poco più di 12 Km a causa delle paventate incursioni dei manifestanti pro Palestina, ma la sostanza di questa crono non cambierà. Anzi, il percorso è diventato ancora più agevole per Ganna perchè del taglio ne ha fatto le spese il tratto più difficile, una salita di 500 metri al 7.6% che era prevista anche nel tracciato della tappa del 2023. Ma la potenziale affermazione del piemontese non sarà l’unico motivo d’interesse di questa frazione, perchè la tappa del Morredero non ha messo le cose in chiaro per quanto riguarda la classifica generale ed è ancora apertissima la lotta per i primi due posti – appena 50 secondi separano Vingegaard da Almeida – ed anche la terza posizione di Pidcock appare in bilico, insidiata da Hindley.

La cattedrale di Valladolid e l’altimetria della diciottesima tappa (www.larazon.es)

La cattedrale di Valladolid e l’altimetria della diciottesima tappa (www.larazon.es)

METEO VUELTA

Valladolid – partenza primo corridore (ore 14.35): cielo sereno, 24°C (percepiti 25°C), vento moderato da O (11-28 Km/h), umidità al 40%
Valladolid (ore 15): nubi sparse, 25°C, vento moderato da NO (17-40 Km/h), umidità al 37%
Valladolid (ore 16): parzialmente nuvoloso, 25°C (percepiti 26°C), vento moderato da O (13-39 Km/h), umidità al 34%
Valladolid (ore 17): cielo coperto, 26°C, vento moderato da O (15-40 Km/h), umidità al 32%
Valladolid – arrivo maglia rossa (ore 17.48): parzialmente nuvoloso, 25°C (percepiti 26°C), vento moderato da O (15-33 Km/h), umidità al 34%

GLI ORARI DELLA VUELTA

14.12: partenza del primo corridore da Valladolid
14.45: arrivo del primo corridore a Valladolid
14.45: inizio diretta su Eurosport
17.07: partenza della maglia rossa da Valladoldi
17.48: arrivo della maglia rossa a Valladolid

LA FOTORICOGNIZIONE DEL FINALE

http://www.ilciclismo.it/2009/?p=80804

RASSEGNA STAMPA

Italia

Finalmente Italia alla Vuelta, ruggito di Pellizzari in salita. Ora tocca a Ganna

Gazzetta dello Sport

Danimarca

Vingegaard forholder sig passiv på skrap afslutning (Vingegaard resta passivo sul finale difficile)

Politiken

Spagna

Pellizzari se destapa en el Morredero (Pellizzari si svela sul Morredero)

AS

Portogallo

Pelizzari vence 17.ª etapa da Vuelta com Almeida a ceder dois segundos (Pelizzari vince la 17a tappa della Vuelta, Almeida cede due secondi)

Público

Regno Unito

Riders threaten to quit Vuelta if more pro-Palestine protests disrupt race – Riders’ union holds vote over continuing in Grand Tour – Stage won by Giulio Pellizzari on climb to finish (I corridori minacciano di abbandonare la Vuelta se altre proteste pro-Palestina interrompono la corsa – Il sindacato dei corridori vota per continuare il Grande Giro – Tappa vinta da Giulio Pellizzari in salita verso il traguardo)

The Guardian

Francia

Pellizzari vainqueur au sommet, Vingegaard pas inquiété (Pellizzari vince in vetta, Vingegaard non si preoccupa)

L’Équipe

Belgio

Witte trui Giulio Pellizzari zegeviert op zwartgeblakerde Alto de El Morredero, Vingegaard controleert bergop en trekt als leider naar tijdrit in Vuelta (La maglia bianca Giulio Pellizzari trionfa sull’Alto de El Morredero annerito, Vingegaard controlla la salita e si dirige alla cronometro della Vuelta da leader)

Het Nieuwsblad

Paesi Bassi

Pellizzari wint in Vuelta, Vingegaard blijft leider; Gregaard kreeg ’mogelijk pis’ in gezicht gegooid (Pellizzari vince la Vuelta, Vingegaard resta leader; Gregaard è stato imbrattato di pipì da un dimostrante)

De Telegraaf

Germania

Bei Pellizzari-Sieg: Vingegaard hält Almeida in Schach (Nella vittoria di Pellizzari Vingegaard tiene a bada Almeida)

Kicker

Slovenia

Italijan za svoj prvenec izkoristil spogledovanje favoritov – Kolesarji imajo dovolj, usoda Vuelte visi na nitki (L’italiano ha approfittato del flirt dei favoriti per il suo debutto – I ciclisti ne hanno abbastanza, il destino della Vuelta è in bilico)

Delo

USA

Spanish Vuelta riders vote to continue racing for now after pro-Palestinian protests (I corridori della Vuelta votano per continuare a correre per ora dopo le proteste pro-palestinesi)

The Washington Post

Colombia

Egan Bernal y Harold Tejada resistieron el salvaje final de la etapa 17 de la Vuelta a España: tremenda batalla (Egan Bernal e Harold Tejada hanno resistito al selvaggio finale della 17a tappa della Vuelta a España: una battaglia tremenda)

El Tiempo

Australia

Aussie Vuelta hope Hindley helps teammate win stage (La speranza australiana Hindley aiuta il suo compagno di squadra a vincere una tappa alla Vuelta)

The West Australian

VUELTAALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale visti dal punto di vista della maglia nera.

Ordine d’arrivo della diciassettesima tappa

1° Amanuel Ghebreigzabhier
2° Søren Kragh Andersen s.t.
3° Carlos Verona s.t.
4° Mads Pedersen s.t.
5° Maximilian Schachmann s.t.

Miglior italiano Elia Viviani, 7° a 3′45″

Classifica generale

1° Oscar Riesebeek
2° Stanisław Aniołkowski a 10′26″
3° Patrick Eddy a 12′23″
4° Elia Viviani a 20′45″
5° Daan Hoole a 23′15″

LA TAPPA DEL GIORNO (e altro ancora): O BARCO DE VALDEORRAS – ALTO DE EL MORREDERO

settembre 10, 2025 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

Si torna in alta montagna per la penultima volta in questa edizione del Giro di Spagna. I nove chilometri dell’ascesa verso la stazione di sport invernali del Morredero presentano pendenze midiciali, sui quali i primi della classifica si sfideranno a viso aperto

La Vuelta si appresta a tornare in quota per la penultima tappa d’alta montagna prevista in questa edizione e gli organizzatori ringraziano per la decisione degli organizzatori di modificare il finale. Quando il percorso della Vuelta era stato svelato il 19 dicembre dello scorso anno la 17a tappa prevedeva l’arrivo alla stazione di sport invernali del Morredero salendo dal versante tradizionale, 18.2 Km al 6.3% e una andamento altalenante delle pendenze, versante salendo dal quale nei due precedenti arrivi della Vuelta si era imposti scalatori di razza come gli spagnoli Alejandro Valverde (2006) e Roberto Heras (1997), il corridore che vanta con Primoz Roglic il primato di edizioni della Vuelta vinte, 4 a testa. In sede di soprallugo agli uomini di Unipublic è stata mostrata anche un’altra strada d’accesso, ben più diretta, e dopo averla esaminata s’è deciso di cambiare il tratto conclusivo della tappa, che ora sarà ancor più adatto ai “grimpeur”. Con questa modifica la lunghezza dell’ascesa finale è stata ridotta di quasi un terzo, ma i corridori si troveranno a fare i conti con pendenze in doppia cifra che faranno molto male, seppur non estreme come quelle dell’Angliru. In concreto quando all’arrivo mancheranno poco meno di 9 Km la strada – che fin lì avrà proposto ascese non particolarmente accentuate – prenderà quota con decisione, proponendo da lì all’arrivo un’inclinazione media del 9.5%. I tratti più micidiali si affronteranno per primi perchè da questo lato il Morredero debutta con un segmento di 5 Km all’11.5%, nel corso del quale si toccherà un picco massimo del 16%. Al confronto più “pedalabile” si prensenta la parte conclusiva della salita, ma si tratta pur sempre di una pendenza media del 7.5% che potrebbe rendere un inferno i conclusivi 4 Km, se non si avranno digerite le tremende inclinazioni del tratto precedente.

La scollinamento della salita del Morredero e l’altimetria della diciassettesima tappa (www.komoot.com)

La scollinamento della salita del Morredero e l’altimetria della diciassettesima tappa (www.komoot.com)

METEO VUELTA

O Barco de Valdeorras: pioggia debole (0.2 mm), 20°C, vento moderato da SO (10-38 Km/h), umidità al 86%
Vega de Espinadera (Km 51.9): pioggia debole (0.6 mm), 18°C, vento moderato da SO (13-34 Km/h), umidità al 86%
Almazcara (Sprint – Km 100): pioggia debole (0.2 mm), 21°C, vento moderato da O (17-45 Km/h), umidità al 70%
Peñalba de Santiago (inizio salita – Km 136.3): pioggia debole (0.7 mm), 17°C, vento forte da O (18-56 Km/h), umidità al 84%
Alto de El Morredero : previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

13.40: partenza da O Barco de Valdeorras
14.30: inizio diretta su Eurosport
15.25-15.40: GPM del Paso de las Traviesas
15.50-16.10: GPM dell’Alto da Groba
16.00-16.15: traguardo volante di Almazcara (con abbuoni)
16.45-17.10: inizio salita finale
17.00-17.25: arrivo sull’Alto de El Morredero

LA FOTORICOGNIZIONE DEL FINALE

http://www.ilciclismo.it/2009/?p=80775

RASSEGNA STAMPA

Italia

Vuelta prigioniera dei pro-Pal: non solo tappe devastate. E Vingegaard resta in mezzo alla strada..

Gazzetta dello Sport

Danimarca

Demonstration forpurrer endnu en Vuelta-afslutning (La manifestazione sventa un altro arrivo alla Vuelta)

Jyllands-Posten

Spagna

Bernal bate a Landa en otro final recortado por las protestas – Las protestas pro-Palestina siembran el caos en La Vuelta (Bernal batte Landa in un altro finale accorciata dalle proteste – Le proteste filo-palestinesi seminano il caos a La Vuelta)

AS

Portogallo

Egan Bernal vence 16.ª etapa da Vuelta encurtada devido a protestos anti-Israel (Egan Bernal vince la 16a tappa della Vuelta accorciata dalle proteste anti-israeliane)

Público

Regno Unito

Bernal wins stage 16 curtailed by pro-Palestinian protesters (Bernal vince la tappa 16 interrotta dai manifestanti filo-palestinesi)

The Guardian

Francia

L’étape raccourcie en raison de manifestations, Bernal vainqueur (Tappa accorciata per proteste, vince Bernal)

L’Équipe

Belgio

Finish in Vuelta verlegd na nieuwe pro-Palestijnse betoging, Egan Bernal spurt in volle chaos sneller dan Landa (L’arrivo della Vuelta è stato posticipato dopo una nuova manifestazione pro-palestinese, Egan Bernal è più veloce di Landa nel caos)

Het Nieuwsblad

Paesi Bassi

Vuelta-rit weer verstoord door pro-Palestijnse protesten: Bernal boekt eerste internationale zege sinds horrorcrash (Tappa della Vuelta nuovamente interrotta dalle proteste pro-palestinesi: Bernal conquista la prima vittoria internazionale dopo il terribile incidente)

De Telegraaf

Germania

Nach erneuten Protesten: Bernal gewinnt verkürzte 16. Etappe (Dopo le proteste: Bernal vince la 16a tappa accorciata)

Kicker

USA

Organizers cut short another Spanish Vuelta stage because of pro-Palestinian protests (Gli organizzatori hanno interrotto un’altra tappa della Vuelta spagnola a causa delle proteste pro-palestinesi)

The Washington Post

Colombia

Egan Bernal volvió a ganar una etapa en la historia de su carrera 4 años, 3 meses y 3 días después de su último triunfo parcial (Egan Bernal ha vinto un’altra tappa della sua carriera, 4 anni, 3 mesi e 3 giorni dopo la sua ultima vittoria di tappa)

El Tiempo

Australia

Bernal in front as Vuelta protesters force early finish (Bernal in testa mentre i manifestanti della Vuelta costringono a concludere anticipatamente la corsa)

The West Australian

VUELTAALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale visti dal punto di vista della maglia nera.

Ordine d’arrivo della sedicesima tappa

1° Luca Van Boven
2° Huub Artz s.t.
3° Brandon Smith Rivera s.t.
4° Anders Foldager s.t.
5° Lars Craps s.t.

Miglior italiano Lorenzo Fortunato, 10°

Classifica generale

1° Oscar Riesebeek
2° Stanisław Aniołkowski a 12′12″
3° Patrick Eddy a 12′23″
4° Elia Viviani a 23′08″
5° Daan Hoole a 23′15″

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