FIANDRE 2021: LE PAGELLE

Ecco le pagelle del Giro delle Fiandre 2021 conquistato ieri da Kasper Asgreen

KASPER ASGREEN: Il ventiseienne della Deceuninck-Quick Step vincendo il Giro delle Fiandre conquista la vittoria più importante della sua carriera. Sfrutta al meglio la superiorità numerica del suo team e si gestisce perfettamente nel finale. Sorprende sul Pateberg dove dimostra di averne di più di un sfinito Van der Poel. Rimasto da solo col campione olandese gestisce con saggezza le forze in attesa dello sprint decisivo, in cui mantiene il sangue freddo e taglia per primo il traguardo in una volata senza storie. VOTO: 10

MATHIEU VAN DER POEL: Corre bene, propizia sempre le azioni decisive nelle fasi cruciali della corsa, ma non è al 100% e lo si vede nel finale. Generoso, anche troppo, non ne ha più negli ultimi chilometri, quando non riesce ad allungare su Asgreen sul Pateberg. Cede allo sprint contro il danese, che lo recupera facilmente dopo aver provato ad anticiparlo senza successo. VOTO: 7,5

GREG VAN AVERMAET: Corre di rimessa, si fa trovare impreparato quando parte il gruppetto Asgreen-Alaphilippe-Van Aert-Van der Poel. Non riesce a rientrare e si accontenta di vincere la volata per il terzo posto. VOTO: 7

JASPER STUYVEN: Il vincitore della Milano – Sanremo, costretto a rinunciare alla Dwars door Vlaanderen di mercoledì scorso, conquista un quarto posto di tutto rispetto. Per il corridore della Trek-Segafredo un piazzamento che certifica la sua maturazione ciclistica nelle corse che contano. VOTO: 6,5

GIANNI VERMEERSCH: Per il belga della Alpecin-Fenix una stagione ad altissimi livelli come uomo squadra. Si rivela un compagno affidabile per Mathieu Van der Poel e a 28 anni trova la sua giusta dimensione. VOTO: 6,5

FLORIAN SÉNÉCHAL: Il corridore della Deceuninck corre da uomo squadra. Presente nel gruppetto inseguitore, nel finale della corsa si mette a rompere i cambi aiutando i compagni Asgreen e Alaphilippe in fuga. VOTO: 6,5

ANTHONY TURGIS: Il ventiseienne della Total Direct Énergie dimostra di essere un uomo da pavé. Non ci sarà da sorprendersi se in un futuro non troppo lontano lo troveremo sull gradino più alto del podio. VOTO: 6,5

JULIAN ALAPHILIPPE: Il Campione del Mondo in carica è attivissimo nella fase centrale della corsa. Spreca energie e arrivato al lumicino si mette al servizio di Asgreen. Termina 42° a 2′35” dal compagno di squadra. VOTO: 6

THOMAS PIDCOCK: Il giovane ciclista della Ineos Grenadiers affronta per la prima volta il Giro delle Fiandre. Soffre sul Kwaremont ma i segnali per il futuro sono più che buoni. VOTO: 6

SEP VANMARCKE: Quinto posto per il corridore della Israel Start Up Nation. Cresciuto su queste pietre, le conosce a memoria ed è un vero peccato che nella sua lunga carriera non sia mai riuscito ad imporsi in una classica del nord. Il successo più importante su queste rotte lo ha ottenuto nel 2012 alla Omloop Het Nieuwsblad. VOTO: 6

DYLAN VAN BAARLE: Come alla Gand Wevelgem di domenica scorsa il vincitore della Dwars door Vlaanderen ha la colpa di perdersi e non farsi trovare pronto nelle azioni decisive della corsa, nonostante sia uno dei corridori atleticamente più in forma. VOTO: 5,5

DYLAN TEUNS ed HEINRICH HAUSSLER: Si fanno trovare pronti quando la corsa entra nel vivo e infatti lo ritroviamo presenti nell’azione dove si crea il gruppetto Asgreen-Va der Poel. I corridori della Bahrain, come quelli della Deceuninckm posso far valere la superiorità numerica, ma falliscono. VOTO: 5,5

WOUT VAN AERT: Il fuoriclasse belga incappa in una giornata negativa, emblematica l’azione in cui sale a zig zag sullo Kwaremont. Testa attenta ma gambe scariche. Termina sesto a 47” da Asgreen. VOTO: 5

ALBERTO BETTIOL: Il vincitore del Fiandre 2019 non arriva al via con grosse ambizioni e la corsa conferma il suo stato di forma non eccelso. VOTO: 5

PETER SAGAN: I buoni segnali mandati alla Milano-Sanremo naufragano in questo Giro delle Fiandre. Un quindicesimo posto che non è da lui. VOTO: 4

OTTO VERGAERDE: Il 26enne belga della Alpecin Fenix è protagonista di un gesto non proprio bello nei confronti di Yevgeniy Fedorov. Viene squalificato per comportamento scorretto, dopo aver minacciato il 21enne kazako dell’Astana, anche lui mandato a casa per la reazione. VOTO: 4

Luigi Giglio

IL DIARIO DI FANCELLU – MARZO

marzo 31, 2021 by Redazione  
Filed under Approfondimenti, Copertina

Il secondo capitolo del diario di Alessandro Fancellu, uno dei giovani più promettenti del panorama ciclistico italiano, che i suoi managar Ivan Basso e Alberto Contador hanno presentato come il fuoriclasse del futuro, accostandolo come caratteristiche a Vincenzo Nibali

11-03-2021

Ciao a tutti! Scusatemi per l’assenza in questi giorni! Pochi giorni fa ho finalmente esordito in Italia, prima di allora avevo solo corso una gara a Valencia che a causa Covid era stata ridotta a 90 km. Quindi si può dire che domenica a Larciano ho disputato la mia prima vera corsa da professionista! È stata una corsa davvero dura perché il livello, come sempre, era davvero alto e la cosa che mi ha impressionato di più è stato l’avvicinamento alle salite. Al primo passaggio sulla salita mancavano 120 Km all’arrivo, eppure sembrava di essere all’ultimo chilometro, uno stress ed un ritmo davvero incredibili. Per quando riguarda la mia corsa ho provato nella prima ora a inserirmi nella fuga di giornata, ma sfortunatamente non ci sono riuscito. Così ho aspettato il finale di corsa per vedere cosa potevo fare. Mi sono staccato dai primi al penultimo passaggio sulla salita, a pochi metri dal GPM, dopodiché ho provato a riaccordarmi ma non ci sono riuscito e sono stato quindi raggiunto da un gruppo dietro di me, con il quale sono andato all’arrivo. Sinceramente speravo di riuscire a stare con i primi un po’ di più, però è anche vero che era la mia prima gara e sicuramente mi manca il “ritmo” che hanno potuto prendere quei corridori che hanno già corso varie gare. Tutto sommato sono abbastanza soddisfatto delle mie sensazioni in bici. Adesso non resta che continuare a lavorare e farsi trovare pronti ai prossimi appuntamenti, che saranno la corsa dedicata ad Alfredo Martini e la Settimana Coppi e Bartali.

15-03-2021

Ciao a tutti! Oggi giornata di recupero dopo una settimana di allenamenti intensi finiti ieri con un allenamento di 5 ore con il finale dietro moto. Il dietro moto per chi se lo chiedesse è un “lavoro“ nella quale, con l’aiuto di una moto, si può simulare il ritmo gara, con strappi e rilanci. Per questo di solito mi piace farlo in una zona ondulata e infatti ieri ero sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, che presenta vari saliscendi. È un lavoro quello che sinceramente non mi piace molto, ma penso sia indispensabile per prepararsi al meglio alle gare. Tornando ad oggi visto il tempo libero mi sono dedicato al lavaggio della bici, che dopo la settimana passata aveva bisogno di una sistemata pure lei! È un qualcosa che mi rilassa lavare la bici, mi metto in cortile con la musica e la lavo con calma. Devo dire che sono abbastanza scrupoloso e ci metto sempre metà pomeriggio. Da domani, quindi, sia io, sia la mia bici siamo pronti per riprendere a lavorare, anche se un po’ meno intensamente. Infatti da domenica ritornerò a correre alla “Per sempre Alfredo Martini” e successivamente alla Coppi e Bartali. Solitamente la settimana prima di una gara a tappe si riducono le ore di bici, mantenendo comunque una buona intensità e per questo motivo fino a domenica non avrò allenamenti più lunghi di 4 ore.

22-03-2021

Ciao a tutti, oggi vi scrivo al pomeriggio perché è il momento più tranquillo. Mi trovo a Riccione, pronto per la partenza della Settimana Coppi e Bartali, la mia prima corsa a tappe di questo anno. Domenica abbiamo corso alla “Per sempre Alfredo“ a Firenze. Purtroppo non abbiamo raccolto grandi risultati, abbiamo provato a fare la corsa dura il più possibile ma gli ultimi 90 km pianeggianti non ci giocavamo sicuramente a favore e, complice anche una caduta di gruppo ai meno tre, nessuno dei nostri è riuscito a fare la volata.
La settimana che ci aspetta sarà davvero impegnativa, già da martedì si inizia con una doppia semitappa, al mattino una tappa in linea e al pomeriggio una crono a squadre. A me personalmente non piace per niente perché in questo modo si sta tutto il giorno in bici e non è mai finita. Inoltre ci sarà la sveglia alle 6 è questa cosa mi pesa davvero (sono uno a cui piace dormire, ahaha!)
Anche se si preannuncia una corsa dura, visto il livello delle squadre al via, noi come Eolo Kometa siamo fiduciosi e sicuramente daremo il massimo per portare a casa il massimo risultato possibile. Poi si sa… vince uno solo. ma è anche questo il bello dello sport!

Un saluto da Riccione, Alessandro

31-03-2021

Buongiorno da Sierra Nevada! Visto che è un po’ che non scrivo vi aggiorno sui miei impegni. Terminata la Settimana Coppi e Bartali io e altri 6 compagni ci siamo spostati a Sierra Nevada, una località sopra Granada a un’altitudine di 2100 metri. Questo è uno dei miei primi ritiri in altura e quindi sono curioso anche di vedere come reagisce il mio fisico e soprattutto che benefici mi porterà una volta sceso. Ieri abbiamo fatto il primo allenamento in quota e devo dire che mi è piaciuto, è stato un giro tranquillo di due ore ma con quasi 1500 metri di dislivello… del resto o si sale o si scende qua. Fino a questo fine settimana non avremo grossi allenamenti perché è importante fare una fase di adattamento all’altura. Si nota molto che siamo in quota, soprattutto alla sera quando stando rilassato a letto mi concentro sulla respirazione e percepisco un pizzico di “fatica” in più, ovviamente una cosa molto leggera ma che fa notare come il corpo non sia abituato a stare a questa quota. La situazione qua a Sierra Nevada è abbastanza strana per questi tempi e infatti ci sono negozi aperti h24, impianti da sci funzionanti e tanta gente per le strade; da una parte fa piacere vivere un minimo di normalità in questo periodo così strano ma dall’altro lato fa anche un po’ paura questa leggerezza. Vi saluto e mi dirigo verso la palestra per l’allenamento di stamattina!

A presto

Alessandro

GAND-WEVELGEM 2021: LE PAGELLE

Le pagelle dell’edizione 2021 della Gand-Wevelgem vinta da Wout van Aert

WOUT VAN AERT: Sarebbe stato bello vederlo lottare fianco a fianco con Mathieu Van Der Poel, ma l’olandese non c’è e il capitano della Jumbo-Visma fa quello che vuole. Attivo nei ventagli, strepitoso sui muri, infallibile in volata. Con la Gand-Wevelgem conquista la terza vittoria stagionale in undici corse a cui ha preso parte. Podio alla Milano-Sanremo, secondo in classifica generale alla Tirreno-Adriatico, vincitore della classifica a punti della Corsa dei due Mari, quarto posto alle Strade Bianche, una certezza e una costante di rendimento che fanno di Van Aert uno degli assi del ciclismo mondiale. VOTO: 10

GIACOMO NIZZOLO: Il capitano della Qhubeka Assos corre da ciclista esperto e navigato, sfrutta una buona gamba e non si lascia sorprendere, tranne che nella volata finale dove parte in posizione troppo dietro e lontana da Van Aert. Peccato. VOTO: 7,5

NATHAN VAN HOOYDONCK: Il dirimpettaio della Jumbo-Visma fa un gran lavoro per il proprio capitano. Corre con generosità e senso del dovere, sempre pronto ogni volta che il capitano gli chiede di spingere il gruppo o di rincorrere qualcuno. VOTO: 7,5

STEFAN KÜNG: Lo svizzero è un treno, corre sempre all’attacco e prova a beffare i velocisti nel finale. Purtroppo per lui i velocisti lo conoscono bene e non gli lasciano spazio. VOTO: 7

MATTEO TRENTIN: Nelle classiche del nord c’è sempre, ma il corridore della UAE-Team Emirates non riesce mai a fare la differenza, trovando sempre qualcuno più forte di lui. Costante piazzato. VOTO: 6,5

SONNY COLBRELLI e MICHAEL MATTHEWS: Riescono a farsi trovare pronti nel gruppo che si andrà a giocare la vittoria finale, soffrono sui muri, barcollano ma non mollano. Arrivano sfiniti allo sprint. VOTO: 6,5

DYLAN VAN BAARLE: L’olandese della Ineos Grenadiers ha una buona gamba, ma si fa trovare impreparato quando si aprono i ventagli. Tra i big tagliati fuori è l’unico, però, che prova un inseguimento decente. Termina ottavo a 52” da Van Aert. VOTO: 6

GIANNI VERMEERSCH: Dopo il fortait di Van der Poel tocca a lui prendere in mano le redini dell’Alpecin-Fenix. Il buon Gianni fa quel che può. VOTO: 6

SAM BENNETT: Il velocista della Decuninck-QuickStep è l’unico del team di Lefevere a trovarsi nel ventaglio di testa. Cede a 33 chilometri dalla linea d’arrivo dopo aver combattuto anche contro problemi di stomaco. VOTO: 6

ANTHONY TURGIS: Si trova in una buona condizione fisica e atletica, uno stato che il corridore della Total Direct Énergie non riesce, però, a sfruttare come si deve. VOTO: 5,5

ARNAUD DÉMARE e GREG VAN AVERMAET: Si lasciano trovare impreparati nella fase decisiva della corsa e tentano, prima il francese e poi il belga, un timido tentativo per rientrare, tentativo a cui solo le telecamere hanno trovato piacere. VOTO: 5

YVES LAMPAERT: Il corridore belga si è lasciato ingabbiare, corsa da dimenticare per la Deceuninck-Quick Step che rimane lontano dal provarla a vincere. Il belga Lampaert termina quattordicesimo 1′25” dopo il vincitore e dopo vani tentativi di rientrare nel gruppo Van Aert. VOTO: 5

JOHN DEGENKOLB: Corsa totalmente anonima per il tedesco. VOTO: 5

Luigi Giglio

SANREMO 2021: ZITTI E BUONI, ECCO LE PAGELLE

marzo 22, 2021 by Redazione  
Filed under 1) MILANO - SANREMO, Approfondimenti

A poche ora dalla conclusione della “Classicissima” ecco le pagelle dell’edizione 2021

JASPER STUYVEN: Il vincitore che non ti aspetti, lui che aveva lottato per qualche buon piazzamento nelle classiche del pavé del nord trova la giornata ideale per beffare i big e vincere l’edizione 2021 della Milano-Sanremo. Il ventottenne corre con arguzia e attenzione, non si fa trovare impreparato quando la corsa esplode e – mentre i vari Alaphilippe, Van Aert e Van der Poel si guardano – lui parte. VOTO 10

CALEB EWAN: Prima o poi il suo nome sarà impresso nell’albo d’oro della corsa. È uno dei velocisti con più resistenza sugli strappi e, a differenza delle ultime edizioni, è in forma e non cede sul Poggio e sulla Cipressa. Un secondo posto come nel 2018 che sa di rammarico. VOTO: 8

WOUT VAN AERT: Il vincitore in carica prova e riprova ma è marcato a vista. Gli occhi dei rivali sono tutti puntati su di lui e, mentre rifiata, scatta Stuyven che befferà tutti quanti. Un corridore straordinario che coglierà nonostante tutto un ottimo terzo posto. VOTO: 7

ALEX ARANBURU: Il giovane corridore spagnolo dell’Astana sta diventando una buona costante nelle corse di un giorno. Settimo lo scorso anno, settimo nel 2021. Attenzione nelle prossime edizioni. VOTO: 6,5

FILIPPO GANNA: Lavora per il capitano Kwiatkowski e lo fa in modo impeccabile. VOTO: 6,5

MICHAEL MATTHEWS: Il corridore australiano non delude mai, è sempre lì, fino alla fine, a giocarsi le sue carte. VOTO: 6

SØREN KRAGH ANDERSEN: Il danese della DSM si ritrova da solo con Stuyven, collabora ma poi lo perde. Peccato di inesperienza. VOTO: 6

PETER SAGAN: Zitto zitto il fuoriclasse slovacco arriva ad un passo dal podio finale. Corre in modo intelligente e accorto, arriva col gruppo dei migliori e come loro si lascia sorprendere da Stuyven. VOTO: 6

SONNY COLBRELLI: Ottavo posto per il corridore della Bahrein-Victorius, il primo degli italiani ma lontano dal vincere la corsa. VOTO: 6

JULIAN ALAPHILIPPE: Il Campione del Mondo è il primo a dar fuoco alle ceneri sul Poggio, ma non riesce a fare la differenza. Si perde negli ultimi chilometri. VOTO: 5,5

MATHIEU VAN DER POEL: Termina la sua corsa la quinto posto, ma da un campione come lui si sperava in qualcosa di più. Non ha lo spunto dei giorni migliori e non riesce a dar sfoggio del suo talento né sulla Cipressa, né sul Poggio. VOTO: 5,5

MATTEO TRENTIN: Al corridore della UAE-Team Emirates manca sempre qualcosa per fare la differenza nei momenti concitanti della corsa. Anche oggi era lì ma non riesce a trovare lo spunto giusto. VOTO: 5,5

MICHAŁ KWIATKOWSKI: L’Ineos Grenadiers corre e si sacrifica per lui, purtroppo non è in giornata di grazia e si perde nel finale. VOTO: 5

ARNAUD DÉMARE: Lui che vinse la corsa qualche anno fa dovrebbe sapere quali sono le fasi della gara in cui non si ci dovrebbe trovare impreparato, eppure sulla Cipressa non lo fa e perde le ruote del gruppo dei migliori. VOTO: 4,5

FERNANDO GAVIRIA: Anche quest’anno il colombiano arriva lontano dal giocarsi le sue chance di vittoria della Classicissima di Primavera. Salta in malo modo sulla Cipressa. VOTO: 4

ELIA VIVIANI: Non è in condizione e si vede. Per il talento italiano un vortice che sembra non finire mai e la prima vittoria in maglia Cofidis è ancora lontana. VOTO: 4

Luigi Giglio

Stuyven stringe tra le mani il trofeo spettante al vincitore della Milano - Sanremo (foto Bettini)

Stuyven stringe tra le mani il trofeo spettante al vincitore della Milano - Sanremo (foto Bettini)

MARZO 2021, ARRIVA LA SANREMO

marzo 3, 2021 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

La seconda parte della stagione 2020 ha dimostrato che, con le dovute accortezze, è possibile organizzare grandi eventi ciclisti anche in periodo di pandemia. Così, dopo che a marzo dello scorso anno erano saltate quasi tutte le corse in programma, esclusa la Parigi – Nizza – quest’anno si tornerà ai tradizionali appuntamenti d’inizio primavera che annunciano la Milano – Sanremo.

Toc! Toc! La Milano – Sanremo bussa alle porte e, nell’attesa di rivedere i corridori percorrere le tradizionali rotte della Classicissima dopo che nel 2020 la pandemia ne aveva stravolto il percorso, le faranno da apripista i tradizionali appuntamenti della prima parte del mese, che il 3 marzo vedrà andare in scena la tradizione gara d’apertura del calendario italiano, il Trofeo Laigueglia. Saranno poco più di 200 i chilometri da percorrere attorno alla nota località balneare ligure, principalmente caratterizzati dalla salita di Colla Micheri, introdotta nel 2014 e da allora sono diventati irrinunciabili i suoi 2 Km all’8.2% di pendenza media, che nel finale di gara dovranno essere ripetuti ben quattro volte.

Tre giorni più tardi si correrà a Siena la 15a edizione della Strade Bianche, la più giovane delle classiche, che si disputerà sullo stesso tracciato proposto negli ultimi tre anni e che prevede un circuito di 184 Km con lo spettacolare arrivo in Piazza del Campo preceduto dal cosiddetto “Muro di Santa Caterina” (mezzo chilometro al 12.4%) e, soprattutto, dagli undici settori di strade sterrate, per un totale di quasi 63 Km da percorrere lontano dall’asfalto, che costituiscono il principale “appeal” di questa competizione. Il ciclismo che conta si fermerà altre ventiquattrore in Toscana, dove il giorno successivo a Larciano (Pistoia) ci sarà l’annuale appuntamento con il Gran Premio Industria e Artigianato, che dovrebbe avere al via Vincenzo Nibali e che proporrà il solito circuito con l’ascesa al colle di San Baronto da inanellare più volte.

Lo stesso giorno del Gran Premio larcianese prenderà il via la Parigi-Nizza, che lo scorso anno fu l’ultima corsa disputata prima del lungo stop per la pandemia e, all’insegna del “dove eravamo rimasti”, per l’edizione 2021 gli organizzatori hanno stabilito di riproporre tale e quale la tappa regina del penultimo giorno che, dodici mesi fa, all’ultimo momento divenne frazione conclusione per la decisione delle autorità di vietare l’approdo finale a Nizza. Dunque, sarà ancora una volta la salita verso il Col de la Colmiane a rivestire un ruolo chiave per le sorti della corsa francese, anche se lungo il cammino verso il Mar Mediterraneo s’incontreranno altre tappe che potrebbero lasciare l’impronta in classifica e riservare sorprese, anche sgradite. Il primo giorno dovrebbero essere protagonisti i velocisti, che si disputeranno non solo la vittoria ma anche la conquista della maglia gialla sul rettilineo in lieve ascesa di Saint-Cyr-l’École, cittadina situata a un tiro di schioppo dalla celebre reggia di Versailles e che si raggiungerà dopo aver percorso 166 Km non eccessivamente accidentati, movimentati da piccole collinette che non dovrebbero creare troppi danni. Molto più semplice si annuncia il tracciato della successiva tappa che da Oinville-sur-Montcient condurrà il gruppo ad Amilly ma, pur essendo quasi del tutto sprovvisti di difficoltà altimetriche, i 188 Km che si dovranno percorrere per andare al traguardo si snoderanno attraverso i territori pianeggianti a sud di Parigi che spesso a marzo sono sferzati dal vento: è proprio ad Amilly che nel 2017 il due volte vincitore della corsa Richie Porte si ritrovò messo fuori dai giochi per la tripletta a causa del maltempo, dopo esser rimasto intruppato nel ventaglio che giunse al traguardo più di 14 minuti dopo l’arrivo dei primi. Una prima fetta della vittoria finale sarà messa in palio l’indomani nella cronometro di Gien, da disputarsi su di un circuito di 14 Km e mezzo che si annuncia favorevole agli specialisti del tic-tac, non parendo per loro ostacoli insormontabili né il muro di 300 metri al 10.6% che si dovrà superare a 2 Km dal via, né lo strappo di 400 metri al 6.3% in cima al quale al quale sarà collocato il traguardo, al quale i più veloci potrebbero anche far registrare una media oraria superiore ai 50 Km. Si tratterà senza ombra di dubbio di una tappa delicata, ancor più perché seguita da una delle frazioni altimetricamente più complicate della Parigi – Nizza 2021, che da Chalon-sur-Saône condurrà in 187 Km e un’infinita sequenza di colline al traguardo della terrazza di Chiroubles, spettacolare belvedere sui vigneti del Beaujolais che i corridori raggiungeranno al termine di una salita di poco più di 7 Km al 6.3% di pendenza media. In precedenza dovranno essere superate altre dieci brevi ascese, sulle quali spiccano – entrambe da ripetere due volte – il Mont Brouilly (3 Km al 7.7%) e soprattutto il Col de Durbize, 3.3 Km al 7.4% che celano al loro interno un muro di 1200 metri al 10.3% e che all’ultimo passaggio saranno inseriti nel corso dell’ascesa che condurrà al traguardo. Ai 200 Km della Vienne – Bollène, quasi totalmente pianeggiante e ultima delle tre occasioni riservate agli sprinter, seguiranno i 202 Km e mezzo della tappa più lunga, che da Brignoles condurrà a Biot, il centro della Provenza dal quale poche settimane fa è scattato il Tour des Alpes-Maritimes et du Var, breve corsa a tappe che quest’anno è stata conquistata dall’italiano Gianluca Brambilla. Di là della lunghezza, ideale per mettere chilometri nelle gambe per chi punta alla Sanremo, non si tratterà di una frazione chiave ai fini della classifica perché le principali difficoltà – un colle di prima e uno immediatamente successivo, di seconda categoria – si affronteranno lontane dal traguardo, posto in cima a uno strappo di 1900 metri al 5,1% che presenta le inclinazioni maggiori in prossimità della “flamme rouge” dell’ultimo chilometro e che fa gola ai finisseur. I giochi per il successo finale si faranno principalmente l’indomani nella tappa d’alta montagna che da Nizza porterà i corridori fino ai 1500 metri spaccati del Col de la Colmiane dove – percorsa l’ascesa finale di 16 Km al 6.3% – l’anno scorso colse la vittoria il colombiano Nairo Quintana, mentre nel 2017 il primo a tagliare la linea d’arrivo era stato Simon Yates. In quest’ultima occasione il corridore britannico riuscì a conquistare la maglia gialla levandola allo spagnolo Luis León Sánchez, ma il giorno successivo la perderà per appena 4 secondi – consegnandola a un altro iberico, Marc Soler – nella conclusiva frazione di Nizza, il cui percorso è stato confermato anche quest’anno. Dunque bisognerà affrontare con le antenne ben dritte i 111 Km del circuito nizzardo, che prevede in rapida successione sei ascese, tra le quali risaltano i quasi 7 Km al 7% della Côte de Peille, i 1700 metri all’8.7% del Col d’Èze – salita simbolo della corsa francese – e i 5.6 Km al 5.6% del Col des Quatre Chemins, l’ultimo colle in programma, che in vetta proporrà un succulento traguardo volante con il suo carico d’abbuoni che sicuramente faranno venire l’acquolina a tutti quei corridori che avranno da recuperare un risibile vantaggio in classifica, proprio come successo quattro anni fa.

Lo stesso giorno della “wine stage” sulle strade del Beaujolais, da Lido di Camaiore salperà la 56a edizione della Tirreno – Adriatico, che lo scorso anno – quando si disputò a settembre in concomitanza con il Tour de France – è stata conquistata proprio dal corridore che nel 2017 si era visto “scippare” all’ultimo momento la vittoria alla Parigi – Nizza e anche in questo caso Yates ha corso il medesimo rischio perché nella cronometro conclusiva il connazionale Geraint Thomas gli ha rosicchiato buona parte dello svantaggio che aveva in classifica, fermandosi a 17” dalla maglia azzurra di Simon. La “corsa dei due mari” prenderà le mosse con una frazione molto simile a quella che ha aperto le ultime due edizioni della Tirreno, disegnata con un doppio circuito che prevede di affrontare per tre la salita del Monte Pitoro (2.7 Km al 7.4%) nella prima parte del tracciato, mentre la seconda parte sulle pianeggianti strade della Versilia favorirà l’arrivo in volata. Anche il secondo giorno di gara, che si aprirà a Camaiore, si disputerà per intero sulle strade della Toscana e proporrà il primo dei due arrivi in salita previsti quest’anno, anche se l’ascesa che condurrà al traguardo di Chiusdino non presenta mai pendenze veramente impegnative (7.6 Km al 3.5%) e non va esclusa la possibilità che sul traguardo si presenti in gruppo ancora folto, comunque leggermente selezionato dai saliscendi che caratterizzano gli ultimi 50 Km e che prevedono in particolare il GPM del Poggio alla Croce (3.5 Km al 6.9%). Dalla vicina Monticiano, con il “chilometro 0” fissato presso la spettacolare Abbazia di San Galgano, scatterà l’indomani la seconda frazione destinata alle ruote veloci, che porrà il suo traguardo a Gualdo Tadino, anche in questo caso al termine di una lieve ascesa che sicuramente toglierà di mezzo qualche velocista. Il 13 marzo sarà il giorno delle salite perché saranno collocate nella medesima data le tappe di montagna della Parigi – Nizza e della Tirreno – Adriatico e così, mentre in Francia si decideranno le sorti della “Corsa verso il sole” sulle pendenze della Colmiane, nel cuore dell’Italia si snoderà la tappa regina della corsa ideata nel 1966 da Franco Mealli e che, dopo la partenza da Terni, vedrà i corridori affrontare per prime le pendenze pedalabili della Sella di Corno (13.5 Km al 3.7%), poi quelle un pochino più impegnative del Passo delle Capannelle (13.8 Km al 4.5%) e infine quelle decisamente più selettive dall’ascesa che conduce ai Prati di Tivo (14.6 Km al 7.5%), la stazione di sport invernali del teramano che già in due occasioni ha ospitato la Tirreno, tappe entrambe risultate determinati per il successo finale e vinte la prima da Nibali (2012) e la seconda da Chris Froome (2013), mentre andando più indietro nel tempo nel 1975 vi terminò anche una frazione del Giro d’Italia conquistata da Giovanni Battaglin. Avrà sicuramente un notevole peso sulla classifica, al pari dell’immancabile frazione da trascorrere sui ripidi muri marchigiani e che si correrà il giorno successivo tra Castellalto e Castelfidardo, dove gli organizzatori hanno disegnato un complicato circuito finale di quasi 24 Km caratterizzato da tre salite a tornata: in particolare si dovrà salire per due volte a Castelfidardo, la prima per affrontare la verticale di 1000 metri al 15% di pendenza media (massima del 19%) che culmina in Via Nazario Sauro e la seconda per andare al traguardo con una salita finale a gradini di 2.8 Km al 4% che presenta un paio di rampette al 12%. Come lo scorso anno il penultimo giorno di gara ospiterà l’ultima delle tre sfide tra i velocisti, anche se il finale della Castelraimondo – Lido di Fermo sarà di più difficile gestione per le squadre degli sprinter rispetto a quello della tappa di Senigallia del 2020, che prevedeva un circuito totalmente pianeggiate da ripetere più volte; stavolta, infatti, a ogni giro si dovrà affrontare il tratto iniziale della salita di Capodarco, località molto nota nell’ambiente perché dal 1964 ospita un gran premio ciclistico che negli anni è divenuto una delle gare più prestigiose del calendario riservato a quelli che un tempo erano definiti “dilettanti”: è poca cosa essendo soli 2 Km al 4%, ma il fatto di doverla ripetere quattro volte di certo provocherà un certo scompaginamento nel gruppo lanciato verso un quasi certo arrivo in volata, in un finale che ricorda un po’ quello della Sanremo, anche se non sono previste ascese simili a Cipressa e Poggio. Martedì 16 marzo il tradizionale atto conclusivo della corsa a San Benedetto del Tronto sarà a cronometro, come avviene puntualmente da una decina di anni, dopo che nel 2011 si stabilì di rinunciare all’inutile tappa conclusiva destinata ai velocisti per tenere vivo l’interesse sulla corsa sino all’ultimo colpo di pedale: da quel giorno i 10 Km della cronometro disegnata in andata  e ritorno sul lungomare della “perla della Riviera delle Palme” sono risultati veramente determinanti solo in due occasioni, nel 2012 e nel 2019, quando un “ribaltone” in classifica portò in maglia azzurra Nibali e lo sloveno Primož Roglič, rispettivamente ai danni dello statunitense Chris Horner e del britannico Adam Yates, fratello del Simon vincitore l’anno scorso.

Quattro giorni dopo la conclusione della Tirreno si alzerà il sipario sulla Milano – Sanremo, la cui 112a edizione tornerà a percorrere le tradizionali strade della riviera ligure dopo che lo scorso anno il divieto di quasi tutti i sindaci del savonese, preoccupati per il dilagare della pandemia e il pericolo di assembrati l’8 di agosto, dirottò la corsa su altre strade e gran parte del tracciato si snodò in territorio piemontese. Ritrovata l’Aurelia, però, la Sanremo 2021 dovrà fare a meno del Passo del Turchino a causa di una frana, ostacolo che gli organizzatori hanno aggirato sostituendolo con l’ancor più facile Passo del Giovo (5 Km al 2.8%). Ne è uscito un percorso alternativo di 299 Km, qualcosa in più rispetto al tracciato storico, che graficamente assomiglia molto all’originale e che non snaturerà le caratteristiche della Classicissima, ancora destinata ai decidersi tra i 5.6 Km al 4.1% della Cipressa e i 3.6 Km al 3.6% del Poggio.

Quest’anno non ci sarà nemmeno il tempo di metabolizzarla la Sanremo perché già il giorno successivo i riflettori torneranno ad accendersi su di un’altra competizione, che recherà con sé anche l’attrattiva della novità. Il 21 marzo sarà, infatti, tenuta a battesimo la Per sempre Alfredo, corsa in linea voluto per perpetuare il ricordo dell’indimenticato commissario tecnico della nazionale Alfredo Martini, che nel 2021 avrebbe tagliato il traguardo delle cento primavere. A organizzarla sarà il “Gruppo Sportivo Emilia”, che un paio di giorni più tardi allestirà come da tradizione anche il palcoscenico della Settima Internazionale Coppi e Bartali, cinque giorni di gara i cui dettagli ancora devono essere svelati, anche se è già stato anticipato che la tappa regina sarà la penultima e proporrà l’arrivo in salita a San Marino.

Un altro centesimo traguardo che sarà festeggiato nel 2021 sarà quello del Giro di Catalogna (22 – 28 marzo), la quarta corsa a tappe del circuito UCI WorldTour. L’edizione numero 100 era già stata programmata per lo scorso anno ma, a differenza di altre corse che sono state rinviate in estate, si è preferito saltare il turno per riproporre un anno più tardi il medesimo tracciato che era stato allestito per celebrare al meglio il fausto genetliaco. Tra le portate del “banchetto” è stata così reinserita una cronometro individuale, esercizio che al Catalogna non si vedeva dal 2009 e per la quale si è optato un percorso “prepotente” perché quasi 19 km per una corsa di una settimana non sono pochi, anche se saranno ben bilanciati da due tappe di alta montagna e da una frazione di medio impegno che potrebbe comunque avere una certa influenza in classifica. Salite se ne incontreranno fin dalla tappa d’apertura di Calella, sede di partenza ininterrottamente dal 2012, anche se l’ascesa ai 1270 metri del Port de Santa Fe del Montseny e il Port de Collsacreu da scavalcare a poco meno di venti chilometri dal traguardo non dovrebbero impedire l’arrivo allo sprint a Calella, come capitato spesso negli scorsi anni in questo centro al termine di frazioni simili a questa. L’attesa prova contro il tempo si disputerà il giorno successivo sul pianeggiante circuito di Banyoles e subito gli scalatori avranno chance per recuperare il tempo perduto perché l’indomani saranno attesi dall’impegnativo arrivo in salita a Vallter 2000, stazione di sport invernali situata in prossimità del confine con la Francia. Il traguardo sarà collocato a quota 2125 e per raggiungerla bisognerà affrontare una salita di 11.5 Km al 7.5% che costituisce un classico della corsa iberica, già proposto in sei occasioni, anche se nel 2018 la corsa fu respinta dalla neve, obbligando gli organizzatori a un arrivo d’emergenza in valle e a riproporre questo traguardo l’anno successivo, quando s’impose Adam Yates. Un altro approdo ricorrente del Catalogna era quello nella località turistica della Molina, presenza fissa nel tracciato dal 2014 e confermato anche quest’anno, ma senza l’arrivo perché ci si limiterà a un semplice passaggio nel corso della successiva frazione di montagna, un vero e proprio tappone di 166 Km che scatterà da Ripoll e proporrà in sequenza tre lunghe ascese, il Port de Toses in partenza, l’interminabile Port de Cantó (quasi 25 Km) a metà tappa e infine la salita finale di 18.4 Km al 6.5% verso i quasi 2000 metri di Port Ainè, altra stazione invernale dove in passato, nel 2012, gli organizzatori si ritrovarono a fare i conti con la neve. Lasciate alle spalle le alte montagne pirenaiche, anche nel finale della quinta tappa, disegnata per 200 Km tra La Pobla de Segur e Manresa, i corridori si troveranno di fronte una salita che potrebbe portare un po’ di scompiglio in classifica, se questa fosse ancora aperta, perché a poco meno di 30 Km dal traguardo si dovrà raggiungere il celebre monastero di Montserrat mettendo nelle gambe 7 Km d’arrampicata al 6.8% medio. Torneranno quindi protagonisti i velocisti nella penultima giornata di gara, caratterizzata da 194 Km poco impegnativi – solo un paio di salite senza troppe pretese – che congiungeranno Tarragona a Mataró, nel corso dei quali è previsto anche un passaggio sulla pista dell’autodromo di Montmeló, dal 1991 sede del Gran Premio di Spagna di Formula 1. Atto conclusivo della corsa sarà un altro momento irrinunciabile del Catalogna, la tappa finale “passerella ma non troppo” sullo storico circuito del Montjuïc a Barcellona, sul quale si sono svolte due edizioni dei mondiali di ciclismo, vinte da Felice Gimondi (1973) e dal belga Claude Criquielion (1984). La tradizionale ascesa al “castillo”, 3 km al 4.3%, dovrà essere ripetuta ben sei volte e, se da un lato rappresenterà un irresistibile richiamo per i finisseur, dall’altro potrebbe anche lasciare aperta la porta a qualche sorpresa se a muoversi fosse qualche uomo di classifica. Basti dire che gli ultimi tre corridori che si sono imposti in fondo a questo prestigioso anello non sono ciclisti qualsiasi poiché rispondono ai nomi di Alejandro Valderde, Simon Yates e Davide Formolo.

Mauro Facoltosi

I SITI DELLE CORSE


Trofeo Laigueglia

https://trofeolaigueglia.wordpress.com

Strade Bianche

www.strade-bianche.it

GP Industria & Artigianato

https://ciclismolarcianese.it

Parigi – Nizza

www.paris-nice.fr/en

Tirreno – Adriatico

www.tirrenoadriatico.it

Per Sempre Alfredo  – Settimana Internazionale Coppi e Bartali

www.gsemilia.it/a44_le-nostre-corse.html

Giro di Catalogna

www.voltacatalunya.cat/en

IL DIARIO DI FANCELLU – FEBBRAIO

febbraio 28, 2021 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

Inizia il racconto della stagione 2021 di uno dei giovani più promettenti del panorama ciclistico italiano, che i suoi managar Ivan Basso e Alberto Contador hanno presentato come il fuoriclasse del futuro, accostandolo come caratteristiche a Vincenzo Nibali

05-02-2021

Eccomi! Mi trovo in Spagna, a Oliva. Ormai è quasi un mese che sono qua. Inizialmente mi trovavo con i miei compagni per il ritiro pre stagionale di gennaio e dopodiché mi sono fermato qua perché avrei dovuto correre la Classica Valenciana e successivamente la Vuelta Valenciana. La prima fortunatamente si è disputata e ho potuto finalmente debuttare tra i “pro”; la Vuelta Valenciana purtroppo è stata rimandata e quindi io ed il mio compagno Ravasi abbiamo optato per restare ad allenarci qua in vista delle prossime gare. Oggi è stata una giornata intensa in sella alla mia bici, breve ma intensa, tre ore e mezza di allenamento con lavori di forza sulla prima parte e qualche fuori giri sul finale. Le sensazioni giorno dopo giorno iniziano a migliorare e questo mi dà morale per continuare a lavorare. Per oggi è tutto. Un saluto dalla Spagna!

09-02-2021

Buonasera a tutti! Oggi è stata una giornata tranquilla, mi sono alzato con calma e sono uscito in bici verso le 11.30. Almeno il primo pomeriggio era impegnato e non diventava troppo lungo, ho fatto 3 ore senza particolari lavori per arrivare fresco al prossimo ritiro di squadra, che inizierà tra un paio di giorni sempre qua ad Oliva. Nel pomeriggio, siccome siamo senza macchina, è venuto a prenderci un membro dello staff della squadra e ha accompagnato me ed Edwad Ravasi a fare la spesa .In questo periodo nella quale siamo qua solo in due e dobbiamo arrangiarci con tutte le faccende di casa ho imparato come gestirle. Infatti a casa non mi occupo quasi mai io di fare la spesa o cucinare. Un saluto a tutti e buona notte!

14/02/2021

Ciao a tutti! Terzo giorno di ritiro con la squadra e terzo giorno di carico finito. Dopo due giorni di allenamenti di “qualità” oggi abbiamo fatto una bella distanza di 6h senza grossi lavori solo per fare endurance e medio. É stato bello perché almeno abbiamo fatto strade nuove, sennò da Oliva dove siamo non c’è molta scelta di strade quando si fanno allenamenti più brevi. Per quanto mi riguarda in questi giorni non mi sto sentendo un granché bene, molto probabilmente per un po’ di allergia, infatti in alcuni momenti faccio davvero fatica a respirare. Fortunatamente domani ci raggiungerà il medico della squadra e spero di poter risolvere questo piccolo problema. Adesso a dormire e domani finalmente scarico! Un oretta e mezza con le bici da crono con l’immancabile sosta bar.

23/02/2021

Buonasera a tutti, finalmente vi scrivo da casa mia! Sono arrivato ieri sera verso le 11 a Malpensa dopo quasi un mese e mezzo in Spagna. Mi mancavano casa mia, i miei amici e i miei parenti. Stamattina come prima cosa sono andato a fare i massaggi, dopo un blocco di lavori come quello fatto in ritiro è importantissimo recuperare bene e i massaggi sono un grosso aiuto in questo senso. Altra cosa utile per recuperare dopo il ritiro è allenarsi due o tre giorni alternando uscite tranquille da un paio di ore con un giorno di riposo totale. Oggi infatti ho fatto una cinquantina di chilometri sul lago di Lugano e mi sono divertito, mi mancavano le “mie strade”.

27-02-2021

Ciao a tutti, terminati altri 3 giorni impegnativi in sella alla mia bici. Ho finito oggi una tripletta strutturata così: giovedì palestra al mattino più uscita di due ore in bici al pomeriggio,venerdì quattro ore di intensità con cambi di ritmo e dietro moto e oggi cinque ore e mezza con salite al medio e qualche “menata” sul finale. In questi giorni ho anche iniziato a lavorare con il nutrizionista della squadra per farmi aiutare sull’alimentazione, che è un punto chiave del rendimento di un atleta, e mi sono reso conto che moltissime volte si tende a mangiare molto più del necessario (almeno nel mio caso, ahah!). Ieri sera, infatti, ho chiamato il nutrizionista perché stavo andando a letto con la fame, ero preoccupato e siccome sabato avrei dovuto fare più di cinque ore temevo di ritrovarmi senza energie nel finale. Invece, devo dire che mangiando bene durante l’allenamento sono arrivato sul finale con ancora energie e questo mi ha davvero fatto pensare, non pensavo ma aveva ragione lui!

A presto

Alessandro

Fancellu sul podio del mondiale di Innsbruck (foto Bettini)

Fancellu sul podio del mondiale di Innsbruck (foto Bettini)

FEBBRAIO 2021: SI RICOMINCIA

febbraio 2, 2021 by Redazione  
Filed under Approfondimenti, Copertina

La stagione 2021 è già iniziata e pian piano incomincia a entrare nel vivo, nonostante diverse gare siano state tagliate o traslocate a causa della pandemia. Il mese di febbraio proporrà di una serie di brevi corse a tappe in terra di Francia che vedranno al via anche il trentaseienne Vincenzo Nibali. A fine mese si disputerà anche l’UAE Tour, gara d’apertura del circuito World Tour e unica corsa a tappe che si correrà nella penisola araba dopo la cancellazione dei giri dell’Arabia Saudita e dell’Oman. Infine, proprio alle porte di marzo si comincerà a correre anche sulle infide stradine del Nord Europa.

Finalmente si ricomincia, in barba alla pandemia che anche in questa stagione si è già portata via diverse corse. Cancellati a gennaio il Tour Down Under – tradizionale prova d’apertura del World Tour – in Australia e la Vuelta a San Juan in Argentina, finora si è riusciti a gareggiare in Nuova Zelanda, in Venezuela e in Spagna dove, dopo il rinvio a data da destinarsi della Challenge Ciclista a Mallorca, lo scorso 24 gennaio è andata in scena la Clàssica Comunitat Valenciana, che tornava in calendario dopo un’assenza di 16 anni.

Con tutte queste rinunce – rinviate forse a maggio  anche Volta Valenciana, Vuelta a Murcia, Vuelta a Andalucía e Volta ao Algarve – la grande protagonista della ripartenza della stagione sarà la Francia che, a meno d’ulteriori stop, ospiterà nel mese di febbraio tre corse a tappe e due in linea, introdotte il 31 gennaio dalla tradizionale gara d’apertura del calendario transalpino, il Grand Prix Cycliste la Marseillaise.

Tra il 3 e il 7 del secondo mese dell’anno si disputerà l’Étoile de Bessèges, corsa che nel 2020 ha festeggiato la sua cinquantesima edizione introducendo nel tracciato, solitamente poco difficile, l’impegnativo arrivo in salita al Mont Bouquet. L’ascesa che risultò determinante per il successo finale di Benoît Cosnefroy è stata presente per un solo anno perché nel 2021 si tornerà al solito percorso che prevede quattro facili tappe destinate alla volata (o, al massimo, al favorire l’azione di un finisseur) e che faranno d’aperitivo alla tradizionale cronometro dell’ultimo giorno. Nonostante questo è stata scelta come prima uscita stagionale da Vincenzo Nibali, opzione di ripiego per il corridore siciliano in seguito alla cancellazione della gara alla quale era inizialmente iscritto, la Volta Valenciana. Si comincerà con una tappa disegnata per 141 Km intorno a Bellegarde, totalmente pianeggiante con l’esclusione della rampa di 600 metri al 7% della Côte de la Tour, che dovrà essere ripetuta due volte e in cima alla quale sarà collocato il traguardo di questa frazione, proposta anche lo scorso anno quando si rivelò molto selettiva a causa del vento che frantumò il gruppo in numerosi ventagli. La seconda tappa della corsa francese – che dal 2021 si chiamerà anche Tour de Gard – sarà quella altimetricamente più semplice, 154 Km per andare da Saint-Geniès-de-Malgoirès a La Calmette, centri che tra loro distano 5 Km e che saranno uniti da un percorso prevalentemente pianeggiante nel quale non mancano brevi e facili salite, l’ultima delle quali da scavalcare a poco meno di 50 Km dal traguardo. L’indomani sarà la cittadina di Bessèges, centro “titolare” di questa corsa disputata per la prima volta nel 1971, a ospitare partenza e arrivo di una frazione double-face di 156 Km, caratterizzata da una prima parte resa accidentata da cinque ascese non particolarmente difficili (la più lunga è di 7 Km ma sale al 3.6% appena di pendenza media, la più ripida è di 4.3 Km al 6.1% e dovrà essere affrontata subito dopo il via) e da un finale più lineare al termine del quale si dovrebbe assistere a un arrivo allo sprint, come già successo in passato su questo traguardo, al termine di tappe simili a queste. Sarà la penultima la tappa più complicata sotto l’aspetto del grafico perché i 152 Km della Rousson – Saint-Siffret si concluderanno con un movimentato circuito di una ventina di chilometri che richiama certi finali della Tirreno-Adriatico, quando proponeva tappe collinari non troppo difficili che facevano gola ai finisseur senza dischiudere del tutto le porte ai velocisti: nel caso in oggetto, questi ultimi dovranno digerire la dolce salita di 1 Km al 5.5% che conduce al traguardo. Come anticipato, a decidere le sorti della corsa francese quest’anno sarà ancora la cronometro disegnata sulle strade di Alès, 11 Km in gran parte pianeggianti che si concluderanno con l’ascesa di 2.5 Km al 6% che condurrà al traguardo, fissato presso il santuario di Notre-Dame des Mines, sulla collina dell’Ermitage.

Non ha rinunciato alla salita il Tour de la Provence, la cui sesta edizione proporrà ancora il Mont Ventoux, quest’anno grande protagonista anche al Tour de France dove, per la prima volta nella storia, sarà scalato due volte nel corso della medesima giornata. Calendarizzata tra l’11 e il 14 febbraio la corsa si aprirà con una tappa di 179 Km che scatterà da Aubagne per concludersi nella località balneare di Six-Fours-les-Plages, dove presumibilmente si assisterà a un epilogo allo sprint tra i velocisti che non saranno stati respinti dai tanti saliscendi che caratterizzano il percorso e che non avranno troppo sofferto in particolare gli 11 Km al 5.3% del Col de l’Espigoulier, da scalaere subito dopo la partenza e che potrebbe rimanere nelle loro gambe se la tappa dovesse subito decollare ad alta velocità. Palcoscenico riservato ai finisseur l’indomani a Manosque dove, al termine di una frazione di 175 Km che prenderà le mosse da Cassis, si dovranno affrontare due colline di seconda e terza categoria prima della rampa di circa 2 Km che condurrà al traguardo. È il giorno successivo che i riflettori saranno puntati sul Mont Ventoux, dove al Giro di Provenza dell’anno scorso s’impose Nairo Quintana al termine di una tappa molto simile a quella proposta quest’anno: medesima la località di partenza (Istres), quasi identica la la marcia d’avvicinamento all’ascesa finale, della quale – vista la stagione ancora invernale – si affronteranno solo i 10 Km che costituiscono la prima metà del “Monte Calvo”, priva dei passaggi tra le pietre ma già dotata in pendenze essendo l’inclinazione media attestata al 9.1% nel tratto che conduce allo Chalet Reynard. Dopo la tappa “regina” resterà una sola frazione da percorrere, che prenderà il via da Avignone per concludersi dopo 163 Km a Salon-de-Provence, dove stavolta non dovrebbero esserci troppi problemi per i velocisti anche perché il tragitto appare decisamente meno accidentato rispetto a quella della frazione che concluse lo scorso anno la corsa ad Aix-en-Provence, dove andò in porto la fuga da lontano.

La terza e ultima corsa a tappe francese del mese sarà il Tour des Alpes Maritimes et du Var, evoluzione di quello che fino al 2008 era una corsa in linea, il Tour du Haut-Var. Strutturato in tre frazioni, vedrà ancora al via Nibali, il quale stavolta avrà a disposizione un tracciato più stimolante, anche se difficilmente lo vedremo in gran spolvero così presto, considerate le 36 primavere che inevitabilmente gli gravano sulle gambe. Si comincerà il 19 febbraio con la Biot – Gourdon, frazione di media montagna di 187 Km che si concluderà con la triplice ascesa che conduce al traguardo, lunga quasi 14 Km ma priva di pendenze temibili (la media non arriva al 4% mentre le inclinazioni più accese s’incontrano negli 800 metri conclusivi al 7%). Più semplice nel complesso è la successiva frazione di Fayence, almeno fino ai piedi del muro di 1200 metri al 10% che condurrà a un traguardo che ancora ricorda come un incubo Alberto Contador, vittima di una pesante crisi in questa cittadina alla Parigi-Nizza del 2009, al termine però di una tappa molto più complicata di questa. Dulcis in fundo si disputerà il 21 febbraio la tappa più difficile della breve corsa francese, certamente non un tappone da far tremare i polsi, ma a febbraio i 136 Km del circuito di Blausasc potrebbero rivelarsi più selettivi rispetto a una simile frazione proposta più avanti nella stagione: il nome del successore di Quintana, che dodici mesi fa fece sua questa corsa pochi giorni dopo essersi imposto nel Giro della Provenza, lo scopriremo all’uscita di un toboga di salite che proporrà nell’ordine il Col Saint-Roch (5.8 Km al 7.3%), il Col de Braus (10.0 Km al 6.3%), il Col de Castillon (6.2 Km al 5.7%) e il Col de la Madone (11.2 Km al 6.8%).

Calato temporaneamente il sipario sulle corse francesi, nell’ultima settimana di febbraio l’attenzione degli appassionati si sposterà dall’Europa alla penisola arabica, che nel mese più breve dell’anno tradizionalmente ospita tre giovani ma già frequentate corse, il Saudi Tour, il Tour of Oman e l’UAE Tour. Saltate le prime due per la pandemia, ha resistito la corsa organizzata negli Emirati Arabi, che lo scorso anno era stata interrotta nel mezzo del suo cammino a causa della positività al Covid di alcuni corridori. Nel 2021, quando si correrà tra il 21 e il 27 febbraio, la corsa organizzata con il supporto tecnico di RCS Sport presenterà un paio di novità secondarie perché per la prima volta dal 2014 (anno della creazione del Dubai Tour, poi confluito con l’Abu Dhabi Tour nella nuova corsa) mancheranno due traguardi tradizionali, anche se poco influenti per la classifica, quelli fissati nel centro di Dubai e in vetta al muro della diga di Hatta. Confermato l’immancabile arrivo in salita alla Jebel Hafeet, che dodici mesi fa fu affrontato due volte, quest’anno gli sarà affiancato quello alla Jebel Jais (già esplorato nel 2019, quando lassù s’impose Primož Roglič) e a bilanciare le due ascese è stata inserita una cronometro individuale di 13 Km. Le restanti quattro frazione di “contorno” saranno totalmente pianeggianti ma potrebbero comunque lasciare il segno in classifica poiché tutte sono tracciate in prossima della costa, zona dove il vento potrà portare scompiglio in qualsiasi momento. È il caso della frazione d’apertura disegnata per 177 Km tra Al Ruwais e Al Mirfa, che vedrà i corridori pedalare sempre a breve distanza dalle rive del Golfo Persico e ripetere per quattro volte nel finale un circuito di circa 13 Km caratterizzato da altrettante rotatorie. Al secondo giorno è programmata la cronometro – che si disputerà sulle non meno ventose strade dell’isola artificiale di Hudayriat, che tre anni fa accolsero la prima tappa della prima edizione, una cronosquadre vinta dal Team Jumbo-Visma – poi seguirà a ruota il primo dei due appuntamenti con la salita, quando ci si radunerà presso l’aeroporto di Al Ain per “decollare” in direzione della Jebel Hafeet. Dopo una prima parte di corsa pianeggiante disegnata nel non meno insidioso paesaggio del deserto si andrà incontro a quella che è la seconda montagna per altezza degli Emirati Arabi Uniti, in cima alla quale si toccano i 1249 metri sul livello del mare: i corridori si fermeranno a quota 1031, dove il nastro d’asfalto s’interrompe dopo aver affrontato 10.6 km d’ascesa al 6.8% per giungere nel luogo dove nel recente passato si sono imposti il colombiano Esteban Chaves (2015), l’estone Tanel Kangert (2016), il portoghese Rui Costa (2017) e lo spagnolo Alejandro Valverde (2018 e 2019) mentre le due ascese affrontate nella scorsa edizione hanno visto tagliare per primi il traguardo il britannico Adam Yates e lo sloveno Tadej Pogačar. Dopo la quarta tappa, che fa il verso alla prima (204 Km con partenza e arrivo fissate sull’isola artificiale di Al Marjan), si tornerà in montagna con la frazione che scatterà dalla località di Fujairah, sulle rive dell’Oceano Indiano, per concludersi sul traguardo della Jebel Jais, la “Cima Coppi” delle montagne emiratine la cui cima raggiunge i 1934 metri di quota, mentre per i corridori la fatica giornaliera si concluderà a 1466 metri d’altezza, affrontata un’ascesa di 21 Km al 5.4% caratterizzata da 8 tornanti. Si tornerà in pianura per le ultime due frazioni che, per i motivi più sopra ricordati, potrebbero non rivelarsi semplici passerelle: la prima prenderà il via da Dubai per ritrovare quello che era un tradizionale traguardo del Dubai Tour e che finora non era stato ancora proposto all’UAE Tour, quello disegnato sul ventoso lungomare in lastricato dell’arcipelago di Palm Jumeirah; da un’altra isola creata da mano umana, quella di Yas Marina, si ripartirà quindi alla volta dell’ultima meta, fissata ad Abu Dhabi.

Lo stesso giorno della tappa conclusiva dell’UAE Tour si tornerà  a parlare di ciclismo in terra di Francia con la Royal Bernard Drôme Classic, seguita ventiquattrore più tardi dalla Faun-Ardèche Classic. In quelle stesse date si risveglierà il ciclismo anche in Belgio con le prime due classiche della stagione, che tireranno idealmente la volata alla “campagna del nord”, l’Omloop Het Nieuwsblad Elite il 27 febbraio e la Kuurne-Bruxelles-Kuurne il giorno dopo.

E intanto già comincia a spirare il venticello della Sanremo….

Mauro Facoltosi

I SITI DELLE CORSE


ÉTOILE DE BESSÈGES

www.etoiledebesseges.com

TOUR DE LA PROVENCE

www.tourdelaprovence.fr

TOUR DES ALPES MARITIMES ET DU VAR

www.tour06-83.com

UAE TOUR

www.theuaetour.com

ROYAL BERNARD DRÔME CLASSIC

www.boucles-drome-ardeche.fr

FAUN-ARDÈCHE CLASSIC

www.boucles-drome-ardeche.fr

OMLOOP HET NIEUWSBLAD ELITE

www.omloophetnieuwsblad.be

KUURNE-BRUXELLES- KUURNE

www.kuurne-brussel-kuurne.be

La spettacolare strada che risale la Jebel Jais, la salita degli Emirati Arabi Uniti che il gruppo affronterà allUAE Tour (www.drive.com.au)

La spettacolare strada che risale la Jebel Jais, la salita degli Emirati Arabi Uniti che il gruppo affronterà all'UAE Tour (www.drive.com.au)

VUELTA 2020: LE PAGELLE

novembre 10, 2020 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

Ecco le ultima pagelle di questa rivoluzionata stagione, quella della Vuelta terminata domenica con la seconda vittoria consecutiva dello sloveno Primož Roglič

PRIMOŽ ROGLIČ: La beffa al Tour de France gli ha fatto bene, un’esperienza che lo ha fortificato e reso implacabile. Vince la Vuelta 2020 di intelligenza e sagacia tattica non lasciando nulla al caso. Attacca dove meno te lo aspetti, è micidiale a crono e raccoglie abbuoni dappertutto, fatto gli consente di vincere anche la classifica a punti. La Slovenia con Roglič e Pogačar è ormai il faro delle corse a tappe. VOTO: 10

HUGH CARTHY: Il britannico della EF Pro Cycling è il mattatore sull’Angliru, un corridore brutto da vedere sulla bici ma che aggrada per il temperamento aggressivo in corsa. Un terzo posto in classifica generale che gli fa bene e che lo merita tutto. VOTO: 8

DAVID GAUDU: Un’ottima Vuelta per il giovane francesino agli ordini di Madiot. Due tappe importanti vinte e un’ottavo posto in classifica generale sono buoni presupposti per il prosieguo della sua carriera ciclistica, dove si dovranno anche rivedere le gerarchie in casa Groupama – FDJ tra lui e Pinot. VOTO: 7,5

TIM WELLENS: Quando decide di attaccare fa male. Vince due tappe in questa edizione della corsa iberica, la prima di gran classe a Sabiñánigo e la seconda a Ourense battendo un gruppetto allo sprint. Corridore efficace e talentuoso. VOTO: 7,5

DANIEL MARTIN: Il trentaquattrenne irlandese dice ancora la sua. Vince una tappa, quella della Laguna Negra de Vinuesa, e riesce a centrare un quarto posto in classifica generale che si merita pienamente. VOTO: 7

PASCAL ACKERMANN: Il tedescone è il re delle volate di questa Vuelta 2020. Poche le chances per i velocisti, ma il corridore della Bora Hansgrohe centra due vittorie su quattro. Sua la firma nella tappa finale di MAdrid. VOTO: 7

RICHARD CARAPAZ: Perde il duello con Roglič, pur dimostrando di non essere inferiore in salita allo sloveno, ma la testa, il coragggio e l’astuzia non sono pari al rivale. Attacca in ritardo sulla Covatilla e l’amarezza è tanta, come gli abbuoni persi per strada. VOTO: 7

SEPP KUSS: L’olandese della Jumbo-Visma è ormai un punto fermo per Roglič. Quando la strada sale lui c’è sempre a fianco del capitano, a volte bisogna fermarlo tanta è la gamba che gli scappa. VOTO: 7

ALEJANDRO VALVERDE: Si sprecano gli aggettivi per il quarantenne murciano alla sua ventottesima partecipazione in un Grande Giro di tre settimane. Non riesce a vincere alcuna tappa, ma riesce ad entrare nella top ten finale. Chapeau. VOTO: 6,5

ENRIC MAS: Lo spagnolo era il capitano della Movistar e, come dimostrato in passato, corre con giudizio ma con pochi guizzi. Un buon quinto posto per il venticinquenne, ma se vuole raccogliere qualcosa d’importante deve cambiare attaggiamento in corsa. Vince la classifica riservata ai giovani. VOTO: 6,5

FELIX GROSSSCHARTNER: Dopo le fatiche del Tour si ritrova in Spagna coi gradi di capitano. Sfiora la vittoria a Suances, dove viene battuto da Roglič allo sprint. Nono posto in generale strameritato. VOTO: 6,5

JASPER PHILIPSEN: Il belga è tra i velocisti più resistenti e attenti in Spagna, molti piazzamenti e una vittoria allo sprint a Puebla de Sanabria dove uccella Ackermann. Un buon biglietto da visita per il ventiduenne della UAE-Team Emirates per le stagioni successive. VOTO: 6,5

MARC SOLER: Il capitano in casa Movistar è Mas e così il buon Soler cerca di sfruttare le occasini buone quando ha carta bianca. Trionfa a Lekunberri e ci va vicino sulla Ferrapona. VOTO: 6,5

MICHAEL WOODS: Il canadese è un cacciatore di tappe fenomenale, anima sempre le tappe e raramente non riesce a conquistare un buon piazzamento. Vince una tappa e ne sfiora altra due. VOTO: 6,5

DAVID DE LA CRUZ: La UAE – Team Emirates punta sullo spagnolo per la classifica generale, non gli chiedono miracoli ma solo un piazzamento dignitoso. Lui li accontenta. VOTO: 6

DORIAN GODON: Il giovane ventiquattrenne prova a salvare la Vuelta di un Ag2r LaMondiale negativa e falcidiata dai ritiri. Scatenato nell’ultima settimana, entra sempre nella fuga di giornata; purtroppo per lui le gambe non sono ai livelli degli avversari. Buona l’intenzione. VOTO: 6

GUILLAME MARTIN: Il parigino si divide tra l’ambizione di vincere una tappa importante e far classifica, sfiora la vittoria di tappa in più occasioni e non riesce a far classifica. In futuro gli conviene aver le idee più chiare. Vince la classifica scalatori. VOTO: 6

ION IZAGIRRE: L’esperto spagnolo timbra come sempre il cartellino. VOTO: 6

MAGNUS CORT: A Ciudad Rodrigo i velocisti saltano ma lui no e riece a far sua una tappa anche in questa Vuelta. VOTO: 6

MARK DONOVAN: Il britannico del Team Sunweb ha solo ventuno anni, eppure non ha timori ad attaccare e a ritagliarsi i suoi spazzi. Buoni piazzamenti nel suo primo Grande Giro. VOTO: 6

SAM BENNETT: Nelle poche occasioni che ha il velocista della Deceunick Quick-Step riesce a mettere lo zampino a Ejea de los Caballeros; purtroppo per lui non si ripeterà più perdendo lo scettro di miglior velocista della Vuelta a favore di Ackermann. VOTO: 6

WOUT POELS: Si ritrova capitano della Bahrain McLaren e, pur senza lo smalto degli anni d’oro, riesce comunque a far classifica. VOTO: 6

ALEKSANDR VLASOV: Lo sfortunatissimo kazako del Team Astana si ritrova in Spagna dopo i problemi di salute al Giro d’Italia, che lo avevano costretto al ritiro durante la seconda tappa. La condizione non è al meglio, si fa vedere con azioni interessanti, soprattutto sull’Angliru. Non riesce però ad entrare nella top ten della Vuelta. VOTO: 5,5

CHRIS FROOME: Si mette a disposizione di Carapaz, ma il keniano è lontano dalla condizione migliore e l’ombra del dubbio che non vedremo più il Froome che conoscevamo è sempre più incalzante. VOTO: 5,5

MATTIA CATTANEO: Il lombardo della Deceuninck QuickStep ci prova, attacca, tiene duro, stringe i denti, ma i risultati latitano. VOTO: 5,5

RUI ALBERTO FARIA DA COSTA: Pochissimi sprazzi e nulla più. VOTO: 5

JAN HIRT: Arriva in Spagna dopo aver corso il Tour de France e si ritrova con gambe pesanti che lo relegano ad una condizione ”fantasma” che lo porterà a correre una Vuelta in totale anonimato. VOTO: 5

MIKEL NIEVE: Prova a far classifica per la Mitcheton-Scott, le gambe però lo tradiscono. VOTO: 5

NIKLAS EG: Il giovane danese della Trek-Segafredo ha talento e lo ha dimostrato tra gli under23: purtroppo dopo il salto tra i professionisti non riesce a dimostrarlo. Annata negativa. VOTO: 5

ESTEBAN CHAVES: Il quarto posto nella prima tappa di Arrate faceva ben sperare, il nono posto sull’Alto de Moncalvillo sembrava relegarlo tra i pretendenti per un posto in top ten generale. Invece, nella terza settimana incassa solo un crescendo di delusioni. VOTO: 4,5

Luigi Giglio

LA ETAPA DEL DÍA: HIPÓDROMO DE LA ZARZUELA – MADRID

novembre 8, 2020 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

L’edizione 2020 della Vuelta si conclude con quasi tre settimane di gara con la consueta passarella sulle strade di Madrid, occasione d’oro per i velocisti su di un traguardo prestigioso al pari di quelli di Milano e Parigi

Anche la Vuelta è arrivata al suo ultimo capitolo, un capitolo inutile e già scritto perchè sarà una fotocopia delle tappe conclusive dei Grandi Giri, vissute dai corridori come un’ultima giornata di scuola, quando non si ha più voglia di studiare e già si pensa alle meritate vacanze estive. La tappa vivrà, quindi, sul solito clichè delle passerelle conclusive, che prevede la partenza al piccolo trotto e l’aumento della velocità solo una volta entrati nel circuito finale di Madrid, un anello di 6 Km che dovrà essere ripetuto 5 volte a completamento degli ultimi 140 Km della Vuelta 2020, tassello conclusivo di un puzzle lungo quasi 2900 Km. Difficilmente oggi si riuscirà a sfuggire al ferreo controllo delle squadre dei velocisti, naturali favoriti su di un percorso che proporrà per loro, quali uniche insidie, le due curve ad U che movimentano il circuito finale, l’ultima delle quali da superare immediatamente prima del passaggio sotto lo striscione dell’ultimo chilometro, insidia che gli sprinter ben conoscono anche perchè il traguardo in Plaza de Cibeles viene proposto da diversi anni qualche ultima meta della corsa spagnola.

METEO

Hipódromo de la Zarzuela: nubi sparse, 13.9°C (percepiti 13°C), vento debole da S (6 Km/h), umidità al 78%
Madrid – 1 passaggio (110.1 Km): cielo coperto, 15.1°C (percepiti 14°C), vento debole da SSW (6 Km/h), umidità al 71%
Madrid (arrivo – 165.6 Km): cielo coperto, 14.8°C (percepiti 14°C), vento debole da SSW (6 Km/h), umidità al 72%

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

13.30: partenza dall’ippodromo della Zarzuela a Madrid
14.35: inizio diretta su Eurosport 1
16.15-16.40: primo passaggio dal traguardo di Madrid
16.25-16.50: secondo passaggio dal traguardo di Madrid (traguardo volante)
16.35-17.00: terzo passaggio dal traguardo di Madrid
16.45-17.10: quarto passaggio dal traguardo di Madrid
16.55-17.20: quinto passaggio dal traguardo di Madrid
17.00-17.30: arrivo a Madrid

UN PO’ DI STORIA

Madrid è inevitabilmente la località più gettonata dalla Vuelta, come capita con Parigi per il Tour e con Milano con il Giro. Mentre la corsa francese non ha mai mancato l’appuntamento nella capitale per l’atto conclusivo, in Spagna in parecchie occasioni si è scelta una meta finale differente, come capitato anche con la Corsa Rosa che talvolta ha “tradito” il capoluogo lombardo. Successe in particolare nel periodo nel quale la Vuelta fu organizzata dal quotidiano basco “El Correo”, che tenne le redini dalla corsa dal 1955 al 1978, 23 anni nel corso dei quali Madrid accolse l’arrivo dell’ultima tappa solo in quattro occasioni (1958, 1963, 1964 e 1971). In quel periodo la parte del leone la fece ovviamente Bilbao che, in quanto sede del quotidiano organizzore, ospitò la tappa conclusiva ben 13 volte, seguita a ruota dall’altra nota cittadina basca di San Sebastián, dove la Vuelta terminò in 6 occasioni. Oltre ai quattro arrivi a Madrid, l’unica altra intrusa nel periodo basco fu Miranda de Ebro, centro della Castiglia dove si concluse l’edizione del 1977. Con il passaggio di consegne tra El Correo e Unipublic, che ha la sede alle porte della capitale spagnola, a partire dal 1979 Madrid tornerà ad essere sede stabile della frazione conclusiva con le eccezioni delle edizioni del 1985 (Salamanca), del 1986 (Jerez de la Frontera), del 1993 e del 2014, queste ultime due terminate a Santiago di Compostela. In quanto ai vincitori a Madrid, gli italiani sono stati sette ma le vittorie otto perchè Alessandro Petacchi ha conquistato uno strepitoso bis imponendosi nel 2003 e nel 2005: gli altri sono stati Celestino Camilla nel 1942, Donato Piazza nel 1955 (lo stesso giorno di una cronosquadre pomeridiana vinta dalla squadra A della nazionale azzurra), Nino Assirelli nel 1960, Daniele Bennati nel 2007, Matteo Trentin nel 2017 ed Elia Viviani nel 2018

Il palazzo reale di Madrid e, in trasparenza, laltimetria dellultima tappa (www.viajarmadrid.com)

Il palazzo reale di Madrid e, in trasparenza, l'altimetria dell'ultima tappa (www.viajarmadrid.com)

LA ETAPA DEL DÍA: SEQUEROS – ALTO DE LA COVATILLA

novembre 7, 2020 by Redazione  
Filed under Approfondimenti

Gran finale della Vuelta sull’impegnativa (ma non troppo) ascesa della Covatilla. Saranno i 12 Km conclusivi tutti all’insù a decidere le sorti della 75a edizione della corsa iberica alla vigilia del consueto epilogo madrileno

Ci si si gioca la vittoria nella 75a edizione della Vuelta a ventiquattrore dalla conclusiva frazione della corsa iberica, che terminerà domani a Madrid con una tappa destinata ai velocisti che nessun cambiamento potrà portare in classifica. Il palcoscenico dei decisivi atti sarà rappresentato dalla salita di circa 12 Km che condurrà fino ai quasi 2000 metri della Covatilla, impegnativa ma non troppo per via della sua pendenza media che si ferma poco sotto il 7%. Qui si vedrà chi ha ancora energie in corpo al termine di una Vuelta disputata agli sgoccioli di una stagione breve ma intesa a causa della pandemia, iniziata ai primi di agosto e che ha “bruciato” i suoi principali appuntamenti nel volgere di 3 mesi e mezzo. Per fare un paragone, sarebbe come iniziare la stagione a marzo con la Sanremo e terminarla a metà luglio dove aver concentrato in quella fase le principali classiche e i tre grandi giri. Al tutto bisogne aggiungere lo stress causato dal timore dei contagi e dalle limitazioni prescritte dalle “bolle”. Tornando al percorso della penultima tappa, nonostante la salita finale rappresenti il momento “clou” del tracciato – e, probabilmente, solo lì vedremo i big in azione – il resto della frazione non sarà certamente una passeggiata e così al momento di affrontare la Covatilla potrebbero rimanere nelle gambe le salite superate in precedenza, tra le quali spicca il Portillo de las Batuecas di 1a categoria che dovrà essere scavalcato ad una cinquantina di chilometri dal “via” da Sequeros.

METEO

Sequeros : nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 10.8°C (percepiti 4°C), vento moderato da SSW (23-27 Km/h), umidità al 88%
La Alberca (52.7 Km): pioggia modesta (0.4 mm), 10.5°C (percepiti 2°C), vento moderato da SSW (25-28 Km/h), umidità al 93%
Montemayor del Rio (traguardo volante – 129.5 Km): poco nuvoloso, 12.4°C (percepiti 6°C), vento moderato da SW (20-27 Km/h), umidità al 65%
Navacarros (inizio salita finale – 165.6 Km): poco nuvoloso, 11.7°C (percepiti 6°C), vento moderato da SSW (19-26 Km/h), umidità al 70%
Alto de La Covatilla : previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

12.00: inizio diretta su Eurosport 1 (10 minuti prima della partenza)
12.10: partenza da Sequeros
13.30-13.40: scollinamento Puerto del Portillo de las Batuecas
14.30-14.50: scollinamento Alto de San Miguel de Valero
14.55-15.20: scollinamento Alto de Cristóbal
15.40-16.05: traguardo volante di Montemayor del Rio
15.50-16.15: scollinamento Alto de Peñacaballera
16.15-16.45: scollinamento Alto de la Garganta
16.40-17.15: inizio salita finale
17.00-17.35: arrivo alla Covatilla

UN PO’ DI STORIA

Situata nel comune di La Hoya, la stazione di sport invernali della Covatilla è stata creata nel 2001 e ha immediatamente individuato nella Vuelta un’importante finestra per farsi conoscere al mondo. Risale all’anno successivo, infatti, il primo approdo della corsa spagnola lassù, timbrato dallo spagnolo Santiago Blanco mentre a vestire la maglia gialla era ancora Roberto Heras, che due giorni più tardi perderà definitivamente le insegne del primato a favore di Aitor González nella conclusiva crono di Madrid. Successivamente questa salita sarà riproposta altre quattro volte, occasioni nelle quali coglieranno il successo il colombiano Félix Cárdenas nel 2004, l’italiano Danilo Di Luca nel 2006, l’irlandese Daniel Martin nel 2011 e lo statunitense Benjamin King nel 2018.

I campi da sci della Covatilla e, in trasparenza, laltimetria della diciassettesima tappa (wikipedia)

I campi da sci della Covatilla e, in trasparenza, l'altimetria della diciassettesima tappa (wikipedia)

Pagina successiva »