CHE GIRO CHE FA A COMO

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Cataldo firma un’impresa. Grande Nibali, Carapaz resta in rosa – “Carapaz ora è il favorito. Roglic non scricchiola. Cuore Nibali” – Cataldo-Cattaneo, riguarda la volata che vale la vittoria – Nibali attacca, Roglic fora e cade, Carapaz tiene: gli highlights – Giro, Nibali: “Siamo riusciti a rosicchiare qualcosa” – Cataldo: la festa più grande gliela fa il cane – Cataldo vince dopo 217 km di fuga. E non ci crede (Gazzetta dello Sport)

A Como vince Cataldo: Carapaz tiene la rosa e allunga su Roglic (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Dario Cataldo claims breakaway victory as unlucky Primoz Roglic loses ground (The Daily Telegraph)

Francia

Cataldo au bout de l’effort – Une simple amende pour l’équipe Jumbo – Les galères de Primoz Roglic – Cataldo devance Cattaneo – Landa «L’objectif est de gagner le Giro avec l’équipe» (L’Equipe)

Giro: Dario Cataldo remporte la 15e étape (Le Figaro)

Spagna

Carapaz pega otro mordisco al Giro; Roglic se cayó y cedió 40″ – Día negro de Roglic: avería, caída contra un quitamiedos y multa (AS)

Nibali sucumbe a Carapaz y Roglic se aleja – La escalofriante caída de Roglic que puso a todos los pelos de punta – El Tiburón siempre muerde… y Roglic comienza a ver sangre (Marca)

Cataldo gana la etapa, Carapaz seca a Nibali y Roglic pierde terreno – Carapaz: “He arriesgado lo mínimo y en meta hemos rascado unos segundos” – Así fue el impacto de Roglic contra el quitamiedos en la bajada del Civiglio – “Carapaz está en mejor forma que nadie, sólo Nibali puede hacerle sombra” (El Mundo Deportivo)

Belgio

Roglic vertoont eerste teken van zwakte in Giro en verliest tijd, ritwinst voor Cataldo in kleine Ronde van Lombardije (Het Nieuwsblad)

Giro: Dario Cataldo gagne la 15e étape, Richard Carapaz conserve son maillot rose, Primoz Roglic distancé (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Tijdverlies Roglic na val, dagzege Cataldo in Giro – Mollema klaagt over TV-motoren in Giro – Plasstop ploegleiders toen Roglic nieuwe fiets wilde (De Telegraaf)

Cataldo wint ‘mini’ Ronde van Lombardije, Roglic kraakt én valt – Materiaal­pech Roglic tijdens plaspauze ploeglei­ding –
Mollema boos op TV-motoren: ‘Hebben ze het in Italië niet over fairplay?’ – Nabeschou­wing: Plaspauze ploeglei­der kost Roglic dure seconden (Algemeen Dagblad)

Germania

Carapaz als erster Ecuadorianer in Rosa – Roglic stürzt – Giro d’Italia: Gavia-Pass kann nicht überquert werden (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Giro d’Italia: Jungels verliert wieder Zeit (Luxemburger Wort)

Slovenia

Roglič po padcu izgubil 40 sekund proti Nibaliju in Carapazu – Na oklepu Primoža Rogliča prve razpoke (Delo)

Colombia

Tras de cotudo con paperas: cambió de bicicleta, caída y multa – Carapaz sueña con el título del Giro – ¡Qué peligro! Vea la caída de uno de los favoritos del Giro de Italia – López, séptimo en la etapa y Carapaz es más líder del Giro – El cambio de planes de ‘Supermán’ López en el Giro – La decisión del Giro que perjudica a ‘Supermán’ López (El Tiempo)

Dario Cataldo, compañero de Miguel Ángel López, ganó la etapa 15 del Giro – El Giro de Italia no pasará por el monte Gavia (El Espectador)

Ecuador

Richard Carapaz sigue siendo líder tras etapa 15 del Giro de Italia – Cuatro aficionados carchenses acompañan a Richard Carapaz en el Giro de Italia (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Yanez” (Davide Van De Sfroos)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Lovere: pioggia modesta (0.3 mm), 16.7°C, vento debole da W (5-6 Km/h), umidità al 94%
Passo della Presolana (Km 28.5): pioggia modesta (0.4 mm), 12.1°C, vento debole da NW (6 Km/h), umidità al 92%
Cevo (GPM – Km 89.6): pioggia modesta (0.6 mm), 13.2°C, vento debole da NNW (7-10 Km/h), umidità al 89%
Aprica (GPM – Km 128.2): pioggia modesta (0.4 mm), 12.7°C, vento debole da NNW (7-12 Km/h), umidità al 85%
Mazzo di Valtellina (Sprint – Km 154): pioggia debole (0.3 mm), 15.3°C, vento debole da N (8-11 Km/h), umidità al 85%
Ponte di Legno: pioggia consistente (0.7 mm), 12°C, vento debole da N (7-9 Km/h), umidità al 93%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Garzelli: “Errore commesso a Roglic”
De Luca: “Carapaz, cognome insolito, significa carapace, l’esoscheletro delle tartarughe” (traducendo dallo spagnolo, lingua ufficiale dell’Ecuador, il cognome diventerebbe “faccia della pace”)
Garzelli: “Sono nazioni molto appassionati al ciclismo”
De Luca: “Si respirava l’impossibilità di transitare sul Gavia”
De Luca: “La discesa è terminata e tra poco inizia la picchiata”
De Luca: “Paolo Rosola, l’ultimo vincitore del Giro d’Italia” (Paolo Rosola è stato l’ultimo corridore a vincere una tappa del Giro con arrivo a Como, nel 1987)
Garzelli: “Paolo Battini” (Bettini)
Garzelli: “Ottima cadenza pedalata”
Saligari: “In cima c’erano le campane in festa”
De Luca: “Nieve a coprire le ruote di Yates”
Garzelli: “Scambi di sguardo”
Saligari: “Le strada”
Garzelli: “Un altrettanto discesa”
De Luca: “C’è un giudice preposto al quale arrivano tutti i fasci delle telecamere”
Garzelli: “Siamo tutti curioso”
De Luca: “Nibali ha fatto impannare la velocità”
Garzelli: “Mattia Cattano” (Cattaneo)
Garzelli: “La vittoria se la merita entrambi”
Televideo: “Ion Izaguirre” (Izagirre)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo quindicesima tappa, Ivrea – Como

1° Jacopo Guarnieri
2° Kamil Gradek s.t.
3° Jenthe Biermans s.t.
4° Marco Haller s.t.
5° Arnaud Démare s.t.

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 3′07″
3° Tom Bohli a 8′43″
4° Miles Scotson a 13′25″
5° Damiano Cima a 13′28″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

4 GIUGNO 1949 – 12a TAPPA: BOLZANO – MODENA (253 Km)

I DUE TRAGUARDI DI VERONA E MODENA SOLLEVANO DISCUSSIONI
Conte primo all’arrivo – A Bevilacqua la tappa volante – Leoni aumenta di 15” il suo vantaggio

Il Tempio Voltiano di Como illuminato di rosa in occasione del Giro dItalia (www.espansionetv.it)

Il Tempio Voltiano di Como illuminato di rosa in occasione del Giro d'Italia (www.espansionetv.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)
14a tappa: Saint-Vincent – Courmayeur

CATALDO DISEGNA IL SUCCESSO IN RIVA AL LARIO, NIBALI PENNELLA IN DISCESA E GUADAGNA SU ROGLIČ

Dario Cataldo vince dopo una fuga a due con Mattia Cattaneo. Scintille tra i big con Vincenzo Nibali che attacca sul Civiglio e guadagna in discesa 30” su Primož Roglič, mentre Richard Carapaz resiste ed è sempre più maglia rosa. Lo sloveno scivola nella discesa mentre inseguiva; per lui solo tanta paura.

Dario Cataldo (Astana) è il vincitore della quindicesima tappa del Giro d’Italia 2019, una vittoria perfettamente disegnata dall’abruzzese, corridore che ha tra le sue passione anche il disegno ed è in quelle vesti, per esempio, che ha realizzato la copertina del Vademecum del ciclismo nel 2016 e un bellissimo ritratto di Alfredo Martini in occasione della scomparsa dell’indimenticato ct della nazionale. La frazione partiva da Ivrea, poi percorsi 78 chilometri, il plotone lasciava il Piemonte attraverso il ponte sul Ticino ed entrava in Lombardia dalla provincia di Varese, una terra di particolare passione, varie attività e storie ciclistiche. Si arrivava a Como dopo 232 chilometri e una finale che vedeva il gruppo affrontare, tra paesaggi suggestivi, note asperità come la Madonna del Ghisallo, la Colma di Sormano (senza il leggendario muro) e il Civiglio, asperità note agli appassionati di ciclismo in quanto simboli del Giro di Lombardia.
Nei primi 160 chilometri, prevalentemente pianeggianti, lla nuova Maglia Rosa Richard Carapaz (Movistar) metteva i suoi gregari in testa al gruppo a dettare il ritmo. Intanto si vedevano sin dal primo chilometro di strada vari tentativi di attacco: tra i tanti solo due tentativi riuscivano ad andare in porto, quello di Mattia Cattaneo (Androni Sidermec) e Dario Cataldo (Astana). In una tappa dall’altimetria favorevole alla vittoria di un fuggitivo non si assisteva così ad una fuga ben nutrita, ma ad un attacco composto da solo due ciclisti, mentre squadre come AG2R La Mondiale, CCC Team, Israel Cycling Academy, Team Dimension Data e Nippo Vini Fantini non erano riuscite a piazzare nessuno dei propri uomini. Sono squadre, quelle citate, che fino ad oggi hanno raccolto molto ma molto poco in termini di risultati, mentre Astana e Androni – nonostante fossero riusciti già nelle frazioni precedenti a centrare il colpo grosso rispettivamente con Pello Bilbao e Fausto Masnada – non si sentivano sazie e andavano ancora giustamente all’attacco. Cataldo e Cattaneo, che arrivavano ad avere quasi 15 minuti di vantaggio dal gruppo, si aggiudicavano a un traguardo volante a testa, il primo quello di Busto Arsizio, il secondo quello di Cantù. Nel gruppo si assisteva, invece, alla lotta tra i pretendenti alla maglia ciclamino, Arnaud Démare (Groupama-FDJ) e Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe), per il terzo posto nei traguardi volanti: era il francese ad avere la meglio, allungando sul rivale tedesca nella classifica a punti. In vista dello stupendo e onirico Lago di Como, mentre i fuggitivi viaggiavano con poco meno di 10 minuti di vantaggio dal gruppo – guidato dalla Jumbo-Visma di Primož Roglič e dalla Mitchelton-Scott di Simon Yates – Enrico Gasparotto (Dimension Data) provava senza esito ad evadere dal gruppo, tirandosi dietro qualche altro corridore.
All’imbocco del Ghisallo, con un ritardo di 8′30” dal duo di testa, il gruppo aumentava notevolmente l’andatura frazionandosi in più parti. Arnaud Démare, Ackermann, gli altri velocisti e gregari come Antonio Nibali, Valerio Agnoli (Bahrain Merida), Enrico Battaglin (Katusha Alpecin) e Jasha Sütterlin (Movistar) si staccavano dal gruppo maglia Rosa, guidato nella prima parte del Ghisallo da Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida). Il lucano aumentava la cadenza e la potenza di pedalata facendo male a molti rivali, tra i quali Esteban Chaves (Mitchelton-Scott). Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), che su queste strade ha vinto due Giri di Lombardia, voleva fare corsa dura appesandento le gambe di Roglič, Yates e Carapaz, che erano però ben scortati dai rispettivi gregari nelle prime posizioni del plotone. Dopo aver verificato le condizioni dei diretti rivali del proprio capitano Pozzovivo si faceva da parte, lasciando l’onere della testa del gruppo a Mikel Nieve e Lucas Hamilton (Mitchelton-Scott). Cataldo conquistava il GPM della Madonna del Ghisallo precedendo Cattaneo, appena rientrato sull’abruzzese dopo essere stato costretto a cambiare bici a causa della rottura del cambio. Terzo e quarto sul mitico passo si piazzavano Jan Bakelants (Sunweb) e Giulio Ciccone (Trek-Segafredo), che si erano avvantaggiati sul gruppo proprio negli ultimi metri del GPM.
Sfruttando il grande lavoro dell’australiano Hamilton anche sulla Colma di Sormano, Yates era il primo dei big a dar fuoco alle polveri da sparo. Allo scatto del britannico rispondevano prontamente Mikel Landa (Movistar), Carapaz e Nibali. Roglič rientrava solo in un secondo momento portandosi tutti gli altri big dietro. La tattica della Mitchelton-Scott era stata dispendiosa e Yates si ritrovava l’unico dei grandi favoriti di giornata privo di un compagno di squadra; notando ciò stranamente riattaccava di nuovo e stavolta nessuno gli andava dietro. Il britannico non era, però, nelle condizioni migliori e veniva ripreso prima dello scollinamento della Colma dal gruppo della maglia rosa, guidato prima da Héctor Carretero (Movistar) e poi da Damiano Caruso (Bahrain-Merida). Nel frattempo anche il GPM della Colma era stato conquistato da Cattaneo, che con Cataldo conserva ancora quasi 4 minuti di vantaggio, aumentato nella successiva discesa grazie alle traiettorie perfette del corridore del Team Astana. Dietro i capitani che avevano il maggior numero di gregari – Miguel Ángel López (Astana) Landa e Carapaz – non avevano alcun interesse a forzare l’inseguimento e chi ne aveva pochi, come Nibali, li voleva preservare per l’ultima salita di giornata, quella del Civiglio.
Nei tratto pianeggiante verso Como, dopo una caduta sciocca dovuta ad una distrazione di Joe Dombrowski (EF Education First) che aveva portato a terra anche Jai Hindley (Sunweb), Roglič forava ed era costretto a prendere la bicicletta di Antwan Tolhoek, ultimo compagno di squadra rimasto con lui. Lo sloveno rientrava nel gruppo maglia rosa senza problemi grazie alla non-forzatura del Team Movistar, ma a quel punto si ritrovava senza compagni e con una bici non proprio a sua misura. Il duo di testa imboccava la salita di Civiglio con 3′38” di vantaggio sugli inseguitori e a quel punto era palese che la vittoria di tappa sarebbe stata cosa loro. Dal gruppo guidato da Carrettero, che contava una ventina di unità, evadevano prima Hugh Carthy (EF Education First) e, dopo un centinaio di metri, ancora Yates, che dava fondo a tutte le energie per riaprire il suo Giro d’Italia. Ai meno 9,7 chilometri arrivava l’attacco di Nibali. Lo “Squalo”, finito il lavoro di Carretero, studiava gli avversari e poi partiva all’attacco sorprendendo tutti, meno Carapaz. Con un rapporto lungo e in compagnia dell’ecuadoregno Nibali andavano a riprendere Yates, mentre Roglič staccato si difendeva stringendo i denti nel gruppetto con Landa e Pozzovivo. Ilnur Zakarin (Katusha Alpecin), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Davide Formolo e Rafał Majka (Bora Hansgrohe), invece, avevano perso ancora più terreno. Nibali e Carapaz dopo aver raggiunto Carthy scollinavano con 13” su Roglič. Lo sloveno in discesa, su una bici non sua ripetiamo, scivolava e andava a sbattere contro il guard-rail, fortunatamente senza riportare danni al punto che prontamente si rialzava e continuava la discesa, anche se in modo prudente per evitare ulteriori problemi nei tornanti successivi.
In vista della linea d’arrivo, Cataldo e Cattaneo si trovavano ancora a braccetto, pronti a giocarsi tutto allo sprint finale. Cattaneo aveva provato a staccarlo negli ultimi metri sulla salita del Civiglio, mentre Cataldo aveva tentato d’approfittare della successiva discesa, ma in entrambi i casi con esito negativo. I due si studiavano attentamente, guardandosi anche alle spalle perchè all’orizzonte s’intravedevano Nibali, Carapaz, Carthy ed anche Yates, rientrato in discesa. Cataldo partiva per primo e resisteva al tentativo di rimonta di Cattaneo, andano a vincere a Como la sua prima tappa in carriera al Giro d’Italia. Si tratta di una grande soddisfazione per l’abruzzese del Team Astana, specie dopo aver detto ”Obbedisco” due tappe fa a Pinerolo, quando – mentre si trovava nella fuga di giornata – fu fatto fermare a pochi chilometri dal traguardo per aspettare il proprio capitano López.
Terzo si piazzava Yates, che guadagnava anche 4” di abbuono, mentre Nibali e Carapaz tagliavano il traguardo con trenta secondi di vantaggio su Roglič. Carapaz sorprendendemente si conferma sempre più maglia rosa, ora comandando la classifica con 47” su Roglič e 1′47″ su Nibali. La Movistar ha così dimostrato anche oggi di avere un’ottima squadra, al confronto di una Jumbo-Visma che non sembra all’altezza delle aspettative del proprio capitano. Grande azione di Nibali oggi che guadagna secondi su Roglič e sugli altri rivali, tranne su Carapaz che si conferma ancora di più un ottimo corridore.

Luigi Giglio

ORDINE D’ARRIVO

1 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 5:48:15
2 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
3 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:00:11
4 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
5 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
6 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
7 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:00:36
8 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
9 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
10 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
11 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
12 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:00:51
13 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma
14 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
15 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:00:54
16 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:01:04
17 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
18 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
19 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:01:06
20 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:01:27
21 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:01:28
22 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:02:07
23 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:02:41
24 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo
25 Victor De La Parte (Spa) CCC Team
26 Sebastian Henao (Col) Team Ineos
27 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:02:56
28 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 0:03:04
29 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:04:14
30 Pello Bilboa (Spa) Astana Pro Team
31 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
32 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
33 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:05:08
34 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
35 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:08:04
36 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 0:08:26
37 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:11:20
38 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep
39 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
40 Francois Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
41 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:12:41
42 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:13:19
43 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott
44 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
45 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:15:22
46 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:15:56
47 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
48 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 0:16:11
49 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
51 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team
52 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
53 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
54 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
55 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
56 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
57 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
58 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
59 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
60 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
61 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
62 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data
63 Tanel Kangert (Est) EF Education First
64 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
65 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
66 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team
67 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
68 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma
69 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma
70 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:16:21
71 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
72 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 0:22:50
73 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma
74 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
75 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
76 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:28:54
77 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 0:29:04
78 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 0:29:31
79 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 0:29:38
80 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:31:45
81 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
82 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
83 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec
84 Scott Davies (GBr) Dimension Data
85 Amaro Antunes (Por) CCC Team
86 Christian Knees (Ger) Team Ineos
87 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos
88 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
89 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo
90 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
91 Chad Haga (USA) Team Sunweb
92 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo
93 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
94 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF
95 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe
96 Sean Bennett (USA) EF Education First
97 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida
98 Ivan Sosa (Col) Team Ineos
99 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
100 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
101 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma
102 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 0:33:02
103 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 0:33:19
104 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
105 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:34:39
106 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
107 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
108 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
109 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 0:36:46
110 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
111 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo
112 Mikkel Frolich Honore (Den) Deceuninck-QuickStep
113 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
114 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
115 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
116 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
117 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
118 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
119 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
120 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
121 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy
122 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
123 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
124 Jasha S¸tterlin (Ger) Movistar Team
125 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
126 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
127 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale
128 Rudiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 0:37:04
129 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
130 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 0:37:08
131 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
132 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
133 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
134 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
135 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane
136 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
137 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
138 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
139 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott
140 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane
141 Josef Cerny (Cze) CCC Team 0:38:19
142 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
143 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
144 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
145 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
146 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
147 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
148 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 64:24:00
2 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:00:47
3 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:47
4 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:02:35
5 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:03:15
6 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:03:38
8 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:05:24
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:05:48
10 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:05:55
11 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:06:57
12 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:08:46
13 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:14:27
14 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:14:38
15 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:14:52
16 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:23:28
17 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:23:52
18 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:24:04
19 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:25:15
20 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:25:37
21 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:26:45
22 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:26:53
23 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:27:25
24 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:30:23
25 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:34:38
26 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:37:21
27 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:39:43
28 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:40:09
29 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:42:52
30 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:47:04
31 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:47:30
32 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:49:14
33 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:50:00
34 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:50:21
35 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:50:28
36 Pello Bilboa (Spa) Astana Pro Team 0:51:47
37 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale 0:56:07
38 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:59:30
39 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:59:39
40 Francois Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:59:40
41 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:59:56
42 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 1:00:20
43 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:00:34
44 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:02:29
45 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 1:06:48
46 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:07:05
47 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 1:09:44
48 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 1:11:05
49 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:11:09
50 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 1:13:05
51 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:13:43
52 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:15:46
53 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:16:07
54 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:16:42
55 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 1:17:38
56 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 1:18:20
57 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:21:01
58 Amaro Antunes (Por) CCC Team 1:21:55
59 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:23:06
60 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 1:23:14
61 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:25:56
62 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 1:26:27
63 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 1:26:55
64 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 1:27:14
65 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 1:29:29
66 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 1:31:57
67 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 1:32:59
68 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 1:36:01
69 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 1:37:29
70 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 1:41:26
71 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 1:41:50
72 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 1:44:20
73 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 1:46:17
74 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 1:47:09
75 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 1:49:17
76 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 1:49:50
77 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 1:50:14
78 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 1:50:38
79 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:52:42
80 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 1:53:13
81 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott 1:56:53
82 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 1:58:36
83 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 1:58:54
84 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 2:00:21
85 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 2:01:04
86 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 2:01:31
87 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 2:01:35
88 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 2:03:35
89 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 2:03:51
90 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 2:05:42
91 Nathan Brown (USA) EF Education First 2:05:46
92 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 2:07:20
93 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 2:09:06
94 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 2:09:53
95 Christian Knees (Ger) Team Ineos 2:11:05
96 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 2:11:25
97 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 2:12:03
98 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 2:13:38
99 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 2:17:34
100 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:19:19
101 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:19:29
102 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 2:20:47
103 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 2:21:00
104 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 2:25:58
105 Chad Haga (USA) Team Sunweb 2:26:21
106 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 2:31:54
107 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 2:32:02
108 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 2:33:07
109 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:34:51
111 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 2:35:14
112 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:36:50
113 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 2:38:03
114 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 2:38:42
115 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 2:39:40
116 Josef Cerny (Cze) CCC Team 2:40:32
117 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 2:40:51
118 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 2:42:15
119 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 2:44:11
120 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 2:46:45
121 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 2:46:47
122 Mikkel Fr¯lich HonorÈ (Den) Deceuninck-QuickStep 2:47:51
123 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 2:48:08
124 R¸diger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 2:53:08
125 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 2:55:01
126 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 2:59:05
128 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 3:01:10
129 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 3:02:16
130 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 3:02:27
131 Scott Davies (GBr) Dimension Data 3:02:59
132 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 3:03:21
133 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 3:04:13
134 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 3:05:09
135 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 3:09:57
136 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 3:16:58
137 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 3:17:29
138 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 3:20:28
139 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 3:23:59
140 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 3:25:45
141 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 3:26:54
142 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:27:21
144 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:38:30
145 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 3:38:33
146 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 3:43:15
147 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 3:48:51
148 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:51:58

Dario Cataldo abbranca a piene mani il successo nella tappa di Como (foto Bettini)

Dario Cataldo abbranca a piene mani il successo nella tappa di Como (foto Bettini)

VAGO AFROR DI LOMBARDIA

La prima impressione è quella di una tappa non particolarmente impegnativa, soprattutto se paragonata alle due frazioni affrontate nei giorni precedenti. In realtà quella che si concluderà a Como potrebbe risultare fatale per qualcuno, sia per le fatiche profuse in precendenza, sia per il tracciato di gara che andrà a riproporre – pur con qualche modifica – il finale del Giro di Lombardia. Ghisallo, Sormano (senza il muro) e Civiglio potrebbero presentare un aspro conto a chi non avrà digerito i tapponi di Ceresole e di Courmayeur.

Se non fosse per il clima e per le foglie ancora verdi e tutte sulle cime degli alberi l’illusione di trovarsi alle soglie dell’autunno sarebbe perfetta. Perché la 15a tappa del Giro 2019 può essere considerata senza problemi come una riproposizione in “salsa rosa” del Giro di Lombardia, la classica di fine stagione della quale sarà ricalcato quasi fedelmente il finale delle edizioni lariane, che in tempi recenti hanno visto affermarsi in quel di Como Thibaut Pinot e due volte Vincenzo Nibali. Qualche piccola differenza ci sarà rispetto alla “classica delle foglie morte” perché non ci sarà il tremendo Muro di Sormano – pur salendo verso lo stesso luogo da più agevole strada – e mancherà anche la salita di San Fermo della Battaglia, originariamente inserita nel tracciato e poi depennata su richiesta dell’amministrazione locale per non intasare eccessivamente il congestionato traffico di Como, poiché presumibilmente convergerà verso la città – complici la bella stagione e la giornata domenicale – un maggior numero di appassionati rispetto al Lombardia, stesso motivo del taglio del muro. Nonostante questi “ritocchini”, la Ivrea-Como rimarrà egualemente una tappa difficile, molto più rispetto a quanto possa far pensare l’altimetria, sulla carta nettamente meno impervia rispetto alle due frazioni affrontate nelle 48 ore precedenti. Sarò, però, proprio il fatto d’arrivare a quest’appuntamento con le gambe appesantite dalle tappe di Ceresole e Courmayeur a renderlo potenzialmente indigesto e se a qualche campione dovesse spegnersi improvvisamente la luce, magari anche solo sul Civiglio, poi rischierà di lasciar per strada un bel gruzzoletto temporale. A completare la quasi perfetta simbiosi tra questa tappa e il Lombardia sarà anche il chilometraggio perché i 237 Km che si dovranno percorrere quest’oggi si avvicinano molto alle distanze tipiche del “Mondiale d’Autunno” e anche quest’aspetto bisognerà approcciare con un certo timore questa giornata, disegnata in pianura nei primi 162 Km. L’unica intrusione in questa fase di gara sarà quella della facilissima ascesa di Zimone (3.9 Km al 5.6%), che sarà superata a poco meno di 10 Km dal via, non distante dalle sponde del Lago di Viverone, il terzo per estensione del Piemonte. Toccati i centri di Salussola e Buronzo si taglierà la Pianura Padana nella zona dove si colloca il Centro Sperimentale Balocco, costruito nel 1961 come pista di collaudo dall’Alfa Romeo e oggi di proprietà di Fiat Chrysler Automobiles. Si giungerà quindi ad Arborio, località particolarmente conosciuta agli appassionati di risotti perché è in questo centro che è stata selezionata l’omonima varietà di riso, superando poi il corso del fiume Sesia subito prima di arrivare a Carpignano Sesia, centro interessante per il suo ricetto medioevale, nel quale si trova la romanica chiesa di San Pietro. Si pedalerà quindi in direzione di Oleggio, dove è possibile ammirare un altro luogo di culto romanico – l’antichissima Pieve di San Michele, collocata all’interno del cimitero cittadino e che presenta brani d’importanti cicli affrescati di quell’epoca, uno dei pochi giunti fino ai nostri giorni nell’Italia settentrionale – prima dell’ingresso della corsa in Lombardia. Qui si attraverserà per prima la parte meridionale della provincia di Varese, terra della quale sono nativi quattro vincitori del Giro d’Italia, Luigi Ganna (1909), Alfredo Binda (1925, 1927, 1928, 1929 e 1933), Stefano Garzelli (2000) e Ivan Basso (2006 e 2010). La corsa transiterà da Busto Arsizio, centro dove ha risieduto per molti anni l’ex direttore del Giro Carmine Castellano e dove, nel cuore della “Manchester d’Italia”, si staglia lo scenografico santuario rinascimentale di Santa Maria di Piazza. Si lascerà quindi il Varesotto per la provincia di Como, dove si pedalerà tra i colli brianzoli andando a superare alcuni lievi zampellotti in vista di Cantù, dove il gruppo transiterà a breve distanza dal complesso monumentale di Galliano, costituto dalla basilica altomedioevale di San Vincenzo e dal battistero di San Giovanni. Giunto alla base del “Triangolo Lariano”, il tracciato della quindicesima “fatica” del Giro 2019 bypasserà la città di Erba lambendone la frazione di Crevenna, la cui prinicipale emergenza monumentale è la neoclassica Villa Amalia, nella quale all’epoca furono frequenti ospiti i poeti Giuseppe Parini, Vincenzo Monti e Ugo Foscolo, mentre nel 1974 si aggirerà tra le sue stanze l’indimenticato Marcello Mastroianni, qui diretto dai fratelli Taviani nel film “Allonsanfàn”. Poco prima del 145° chilometro di gara si approderà sul tracciato del Giro di Lombardia all’altezza di Canzo, la località di villeggiatura dove Vincenzo Torriani aveva acquistato una casa per trascorrervi le vacanze estive, in occasioni delle quali fu segnalata al mitico “patron” del Giro la presenza nei dintorni del Muro di Sormano, verticale che dopo i sopralluoghi di rito si apprestò a inserire per la prima volta nel tracciato del Lombardia nel 1960, conservandolo nel percorso fino al 1962, quando fu abolito a causa delle numerose spinte che falsarono la gara. A questo punto mancheranno una ventina abbondante di chilometri all’inizio delle difficoltà, preceduto dalla tecnica discesa dalla Valbrona verso il “ramo di Lecco” del Lago di Como, quello “tutto a seni e a golfi” magistralmente illustrato da Alessandro Manzoni nelle prime righe dei “Promessi Sposi”. Otto chilometri di pianeggiante strada rivierasca condurrano quindi alle porte di Bellagio, una delle più celebri località turistiche del lago, frequentata nell’Ottocento dalle famiglie della nobiltà milanese che qui fecero erigere le loro spettacolari “seconde case”, come le ville Serbelloni e Melzi d’Eril. Ma non ci sarà spazio ora per “agi vacanzieri” perché è proprio alla periferia di Bellagio che inizia la mitica ascesa verso il Ghisallo, 8.6 Km al 6.2% secondo i dati ufficiali che, in realtà, non sono veritieri perché tengono conto anche di una lunga porzione in quota che spezza la salita in due settori distinti. Percorsi i primi 3.7 Km all’8.7%, infatti, la salita quasi scompare nel successivo tratto, lungo altrettanti chilometri, per poi tornare a “mordere” nel tortuoso tratto conclusivo, dove quattro tornanti movimentano gli ultimi 1300 metri al 7.7% che conducono al celebre santuario, costruito nel 1623 nel luogo dove si trovava una precedente cappelletta che, secondo la tradizione, aveva preso il nome con il quale è nota da quello di un conte che qui ebbe salva la vita, durante un attacco di briganti, dopo aver rivolto una preghiera alla Madonna chi vi era venerata. Scesi in Valassina si svolterà quindi in direzione della Colma di Sormano, il valico soprastante l’omonimo abitato e in vetta al quale dal 1988 si trova un “prolifico” osservatorio astronomico, dal quale negli ultimi anni sono scoperti un centinaio di asteroidi, come quelli che sono stati poi intitolati ai cantautori Lucio Battisti e Franco Battiato e all’astronauta Paolo Nespoli. Come anticipato in apertura i “girini” non passeranno dal muro – riscoperto dal Lombardia nel 2012 – salendo dalla strada provinciale che ne raggiunge lo scollinamento in 8.7 Km, caratterizzati da una pendenza media del 6.6% e da un picco del 14% che si raggiungerà a circa 1600 metri dal GPM. Non ci saranno, invece, sconti nell’affrontare la difficile discesa che ricondurrà il gruppo sulle rive del lago e che talvolta al Giro di Lombardia è risultata non meno selettiva del muro, riservando anche non pochi brividi (le cadute di Giovanni Visconti nel 2013 e del belga Laurens De Plus lo scorso anno). Si finirà di scendere in quel di Nesso – borgo situato allo sbocco dell’omonimo “orrido” presso il quale nel 1925 il maestro del brivido Alfred Hitchcock girò alcune scene del suo primo film, “Il labirinto della passione” – e poi inizierà un altro lungo tratto da percorrere lungo le rive del Lario, 16 Km privi di difficoltà altimetriche nel corso dei quali si transiterà a breve distanza dalla Villa Pliniana di Torno, costruita nel 1573 e che prende il nome da una sorgente di natura carsica situata nei pressi e che ebbe tra i suoi ammiratori lo scrittore romano Plinio il Giovane e Leonardo Da Vinci, che la descrisse nel “Codice Leicester”. All’altro capo di questa porzione pianeggiante si sarà già a Como ma ne mancherà ancora di strada per giungere al traguardo perché, seguendo le rotte del Lombardia, si dovrà ora affrontare la ripida salita verso Civiglio, 4 Km al 10.3% percorrendo inizialmente la strada diretta allo spettacolare belvedere di Brunate, borgo collegato alla sottostante Como da una funicolare e presso il quale nel 1927 fu eretto il Faro Voltiano, dalla cui sommità tutte le sere sono irradiati i colori della bandiera italiana. L’opera fu un omaggio all’inventore comasco Alessandro Volta, la cui tomba – un tempietto neoclassico realizzato nel 1931 – si trova nel piccolo borgo di Camnago, dove il “papà” della pila soggiornava nei mesi più caldi e da dove i corridori transiteranno percorrendo la discesa che dalla cima del Civiglio li riporterà giù in città, lungo la quale si sono vissuti palpitanti momenti nelle ultime edizioni del Lombardia. Sarà così anche al Giro d’Italia?

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella di Osigo (494 metri). Coincide l’omonima frazione del comune di Valbrona.

Sella di Visgnola (282 metri). Si trova nei pressi dell’omonima frazione di Bellagio, posta lungo l’ex SS 583 “Lariana”, non distante dal bivio per il Ghisallo.

Sella di Chevrio (604 metri), Sella del Dosso Maggiore (685 metri). Vengono entrambe toccate dalla SP 41 “Valassina”, salendo al Ghisallo da Bellagio.

Valico del Ghisallo (754 metri). Punto più elevato della SP 41 “Valassina”, è superato subito prima di giungere a Magreglio da Bellagio. Storica ascesa del Giro di Lombardia, si contano invece sulle dita di una mano le volte che è stata affrontata al Giro d’Italia. Infatti, in 110 anni la corsa rosa vi è salita solo in tre occasioni, la prima delle quali risale al 1967, quando presso il santuario si concluse la prima semitappa della frazione conclusiva, vinta dallo spagnolo Aurelio González. Le altre due ascese avvennero nel corso della medesima tappa, la Castellamonte – Arosio del Giro del 1976, vinta dal belga Roger De Vlaeminck dopo che la vetta del Ghisallo era stata dallo spagnolo Andrés Oliva e da Wladimiro Panizza. Nel 2006, infine, era stata inserita nel tracciato del Giro la cronoscalata al Ghisallo come prima semitappa della frazione conclusiva, che poi non fu disputata non consentendo il regolamento UCI lo svolgimento delle semitappa nei grandi giri: dal santuario scattò comunque l’ultima tappa di quell’edizione, terminata a Milano con il successo allo sprint del velocista tedesco Robert Förster.

Colma di Sormano (1124 metri). Valicata dalla SP 44 “del Piano del Tivano” tra Sormano e Nesso, vi ha termine anche il celebre “Muro”. La prima competizione ciclistica a transitare lassù fu il Giro di Lombardia nel 1960, evento ripetutosi nei due anni successivi. Dopo un lungo periodo d’abbandono il Muro è stato reinserito nel tracciato nel 2012 per poi essere riproposto nel 2013, nel 2015, nel 2017 e nel 2018. Il Giro d’Italia vanta un solo precedente su questa salita, inserita nel finale della penultima tappa dell’edizione 1978, Brescia – Inverigo, vinta da Vittorio Algeri dopo che sulla Colma – anche in questo caso affrontata senza transitare sul muro – era transitato in testa Ottavio Crepaldi.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Ivrea, Castello Sabaudo

Il lago di Viverone visto dalla strada che conduce a Zimone

L’ingresso al Centro Sperimentale Balocco

Un vicolo del ricetto medioevale di Carpignano Sesia

Oleggio, Pieve di San Michele

Busto Arsizio, Santuario di Santa Maria di Piazza

Cantù, basilica di San Vincenzo

Villa Amalia di Erba come appare nel film “Allonsanfàn” (www.davinotti.com)

Villa Amalia di Erba come appare nel film “Allonsanfàn” (www.davinotti.com)

“Quel ramo del lago di Como” visto dalla discesa della Valbrona

Bellagio, Villa Melzi d’Eril

Madonna del Ghisallo

L’osservatorio astronomico della Colma di Sormano

Scena de “Il labirinto della passione” girata da Alfred Hitchcock a Nesso (www.davinotti.com)

Scena de “Il labirinto della passione” girata da Alfred Hitchcock a Nesso (www.davinotti.com)

Torno, Villa Pliniana

Brunate, Faro Voltiano

 Panorama su Como da Brunate, in trasparenza, l’altimetria della 15a tappa del Giro d’Italia 2019 (www.comoeilsuolago.it)

Panorama su Como da Brunate, in trasparenza, l’altimetria della 15a tappa del Giro d’Italia 2019 (www.comoeilsuolago.it)

CHE GIRO CHE FA A COURMAYEUR

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Impresa di Carapaz: trionfo e maglia rosa. Nibali terzo insieme a Roglic – Lo strano gesto di Roglic in salita: crampi? – “Carapaz ora può vincere il Giro. Nibali e Roglic rischiano” – Nibali: “Ieri mi sono girati i ‘cabasisi’, che mazzate sui denti oggi…” – Roglic: “Non commento parole Nibali. Vedere i suoi trofei? Per ora no” – Vegni: “Rischio slavine”. Al Giro salta il Gavia – A1 in panoramica, 1200 ciclisti in autostrada per il “Giro nel Giro” – Giro d’Italia, Carapaz distrutto dopo l’impresa a Courmayeur(Gazzetta dello Sport)

Giro, Carapaz vince e conquista la maglia rosa. Troppa neve: salta il Gavia – Giro d’Italia, Agnoli fa a palle di neve salendo al Lago Serrù (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Movistar strike again as Richard Carapaz wins stage 14 ahead of Simon Yates to take lead at Giro d’Italia – Richard Carapaz rides to second victory and into pink jersey (The Daily Telegraph)

Francia

Carapaz se découvre – Carapaz: «C’est fantastique» – L’étape et le maillot rose pour Carapaz – La crevaison de Gallopin en vidéo – Démare «Une étape courte et difficile» – Gallopin «On s’attend tous à un départ musclé» – Nibali taquine Roglic sur sa passivité (L’Equipe)

Giro: Carapaz trouble le match Roglic-Nibali (Le Figaro)

Spagna

Carapaz revienta el Giro: rosa y etapa en Courmayeur; Landa, 5º (AS)

Carapaz desata la guerra en el Giro – No hay montaña ni coloso que haga perder cobertura a Movistar (Marca)

Zarpazo de Movistar en el Giro y Carapaz es el nuevo líder – Carapaz: “Ni yo mismo me lo puedo creer. Es un sueño” – “Carapaz debe ser el líder del equipo y Landa tiene que apoyarlo”(El Mundo Deportivo)

Belgio

Korte maar explosieve bergetappe bezorgt Carapaz tweede ritzege en leiderstrui – De Giro in 60 seconden: roze primeur, pokert Roglic niet te veel en wat kan Nibali nog? – Giro-organisatie schrapt beklimming gevreesde Gavia in koninginnenrit: “Risico op lawines is te groot” – Ritwinst in Giro zorgt ervoor dat mecanicien na zestien jaar stopt met roken (Het Nieuwsblad)

Giro: coup double pour Richard Carapaz, vainqueur en solitaire et nouveau maillot rose (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Vraagtekens bij Jumbo-Visma na ritzege Carapaz – Mollema ’gaat nog 100 procent voor het klassement’ – Roglic doet goede zaken in Giro, Mollema verliest tijd (De Telegraaf)

IJzerster­ke Carapaz grijpt de macht, Mollema krijgt tik – Ploeglei­der van Roglic op zijn hoede voor Carapaz: ‘Hij is heel gevaarlijk’ – Mollema na tijdsverlies: ‘Net te steil en te lang voor mij’ – Mollema: Er gaan nog gekke dingen gebeuren deze Giro – Dra­ma-Gi­ro voor Sunweb blijft duren: Oomen geeft op na val(Algemeen Dagblad)

Germania

Carapaz feiert zweiten Etappensieg und holt Giro-Führung (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Carapaz holt Etappensieg und Rosa Trikot, Jungels verliert erneut Zeit (Luxemburger Wort)

Giro: Carapaz feiert zweiten Etappensieg und holt Führung – Jungels landet auf Platz 47 (Tageblatt)

Svizzera

Etappensieg und Leadertrikot für Richard Carapaz (Neue Zürcher Zeitung)

Carapaz fait coup double (24 Heures)

Slovenia

Kako drago bo Roglič plačal Carapazovo mojstrovino? – Direktor Gira potrdil: Gavie v kraljevski etapi ne bo (Delo)

Stati Uniti

Carapaz Wins Stage 14 to Take Overall Lead of Giro d’Italia (The New York Times)

Colombia

Triunfo y derrota, en la etapa 14 del Giro – ‘Supermán’ López, sexto en la etapa y recuperó camino en el Giro – López y Carapaz, figuras en la etapa 14 del Giro – ‘No me lo creo, es un sueño’: Carapaz, líder del Giro de Italia (El Tiempo)

Richard Carapaz, el primer ecuatoriano en ser líder del Giro de Italia – Richard Carapaz, un ecuatoriano hecho en Colombia (El Espectador)

Ecuador

¡Carapaz, histórico: etapa y liderato general en el Giro de Italia! – ‘Ni yo mismo me lo puedo creer’, dice Carapaz al vestirse con la malla rosa (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Salve, oh Patria” (inno nazionale Ecuador)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Saint-Vincent: pioggia modesta e schiarite (0.5 mm), 17.8°C, vento debole da NNE (8-10 Km/h), umidità al 85%
Buronzo (Km 36.6): nubi sparse, 20.2°C, vento moderato da NE (11-14 Km/h), umidità al 67%
Busto Arsizio (Sprint – Km 93.3): nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 20°C, vento moderato da ENE (10 Km/h), umidità al 73%
Cantù (Sprint – Km 127.3): nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 19.4°C, vento debole da ESE (4-6 Km/h), umidità al 73%
Madonna del Ghisallo (GPM – Km 173.7): temporale con pioggia modesta (0.4 mm), 16.8°C, vento debole da SW (4-6 Km/h), umidità al 74%
Como: pioggia modesta (0.4 mm), 19.9°C, vento debole da ESE (9 Km/h), umidità al 78%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

De Luca: “Ci si avvia al primo GPM che presenta un continuo sali e scendi” (tutte le salite di giornata erano “compatte”)
Garzelli: “Dovrebbe rientrare a tra poco”
Garzelli: “Giulio Cicconi” (Ciccone)
Garzelli: “13 Km e 800 motri”
Garzelli: “Sono entrati in azioni Carapaz e Roglic” (li quotano in borsa?)
Genovesi: “Ogni corridore deve essere riconoscibale”
Garzelli: “Un giro molto deludante”
Garzelli: “Prima c’è una salita discesa”
Saligari: “14%, è una costanza questo numero”
Garzelli: “Prima a seconda vittima quest’oggi”
De Luca: “Lopez è il primo ad accendere la miccia” (il precedente scatto di Nibali cos’era stato, un minicicciolo?)
Garzelli: “Non vogliono rispendere agli scatti”
Garzelli: “Roglic non ha cambiato gli occhi” (e dove lo trovava il tempo di un trapianto di cornee tra il Verrogne e il San Carlo!!!)
Garzelli: “Nibali ha voluto anticipare a Roglic”
De Luca: “Con questa inerzia Carapaz va a prendere la maglia rosa a Roglic” (però poi se l’è tenuta!!!)
Televideo: “Arriva in solitaria a Saint-Vincent” (l’arrivo era a Courmayeur)
Televideo: “SaintVincent”
Televideo: “Dombrovski” (Dombrowski)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo quattordicesima tappa, Saint-Vincent – Courmayeur

1° Awet Gebremedhin
2° Conor Dunne s.t.
3° Jonathan Klever Caicedo s.t.
4° Pascal Ackermann s.t.
5° Will Clarke s.t.

Miglior italiano Jacopo Guarnieri, 11° (s.t.)

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 2′45″
3° Nico Denz a 4′11″
4° Tom Bohli a 8′21″
5° Damiano Cima a 13′27″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

3 GIUGNO 1949 – GIORNO DI RIPOSO

RINVIATE ALLE ALPI PIEMONTESI LE SPERANZE DI BARTALI AL GIRO – IL GIRO DALLE ALPI SCENDE AGLI APPENNINI MENTRE STA PER CHIUDERSI IL CAMPIONATO
È difficile però che Coppi perda i 10’ che ha di vantaggio – Leoni e la difesa della maglia rosa – Da Bolzano a Modena 253 Km senza salite
Bartali si lamenta di compiere 35 anni – Nel riposo di Bolzano si è pensato al… Tour – Magni a capo della squadra cadetti

Il Monte Bianco divente rosa in occasione dellapprodo del Giro a Courmayeur (www.ansa.it)

Il Monte Bianco divente rosa in occasione dell'approdo del Giro a Courmayeur (www.ansa.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)

IL CAPOLAVORO DI CARAPAZ: TRIONFO E MAGLIA ROSA A COURMAYEUR

L’ecuadoriano se ne va sul San Carlo, vince in solitaria la 14a tappa e approfitta della marcatura tra Nibali e Roglic per salire in vetta alla generale. Escono di scena l’ex leader Polanc e Zakarin, eroe del Nivolet

Se dipingere il Giro d’Italia come un duello tra Vincenzo Nibali e Primosz Roglic sembrava già riduttivo alla partenza della 14a tappa, è certo che, sul traguardo di Courmayeur, la corsa ha trovato un terzo favorito. È Richard Carapaz, 26 anni compiuti il 20 maggio, già vincitore a Frascati quest’anno e a Montevergine nella passata edizione, e, soprattutto, nuova maglia rosa.
Il primato in classifica generale è stato l’imprevisto coronamento di un’azione che, per buona parte dei suoi 30 chilometri scarsi di durata, è parsa destinata a fruttare soltanto il successo parziale e il recupero di alcune decine di secondi. Carapaz è partito quando mancavano circa 3 km alla vetta del Colle San Carlo, l’ascesa più impegnativa di giornata. Il gruppetto dei migliori, in quel momento, era trainato da un eccezionale Damiano Caruso, capace di inserirsi nella fuga della prima ora e, una volta ripreso, di lanciare una serie di attacchi di Nibali. Gli allunghi del siciliano hanno sempre trovato la pronta replica di Roglic, Miguel Angel Lopez, Mikel Landa e Carapaz, e sono sempre stati seguiti da fasi di stallo che hanno permesso il rientro dello stesso Caruso, ma anche di Rafal Majka e Joseph Dombrowski.
Carapaz ha guadagnato circa mezzo minuto nell’ultimo spezzone di salita, malgrado un nuovo affondo di Nibali in vista del Gran Premio della Montagna. Il divario è rimasto pressoché invariato nella lunga discesa verso Pré Saint-Didier, punto d’inizio dell’ascesa verso il traguardo. È stato allora, quando nel gruppetto inseguitore è sorto il problema di organizzare l’inseguimento, che il vantaggio dell’ecuadoriano ha preso a lievitare. Nessuno ha preso in mano la rincorsa fino al rientro di un Caruso ormai stremato. Alla fine, il distacco accusato dal gruppetto composto da Nibali, Roglic, Majka, Landa, Lopez, Dombrowski e Pavel Sivakov è stato di 1’54’’: sufficiente, una volta sommato ai 10’’ di abbuono destinati al vincitore, per regalare all’Ecuador la prima maglia rosa della sua storia.
Nel mezzo, tra Carapaz e gli altri big, si è piazzato un Simon Yates capace di riproporsi a buoni livelli dopo la disfatta di ieri, benché ancora molto lontano dal corridore che, lo scorso anno, aveva saputo dominare il Giro per due settimane e mezzo. Proprio l’inglese, che ha approfittato dell’attendismo nel drappello Nibali-Roglic per rientrare in discesa e allungare nel finale, è stato oggi il primo a muoversi, quando all’arrivo mancavano ancora 120 km.
Si pedalava sulla prima delle cinque salite in programma, quella verso Verrayes, e un gruppo di una quindicina di corridori stava provando a sganciarsi. Yates è uscito dal gruppo per provare a ricongiungersi con i due compagni di squadra già spediti in avanscoperta, probabilmente convinto, dopo i minuti accusati tra San Marino e Lago Serrù, di godere di una certa libertà. Idea tramontata quando alla sua ruota si è subito portato Roglic, a sua volta seguito da Landa. Inevitabile la reazione di tutti gli altri uomini di classifica, che ha ridotto il gruppo dei migliori ad appena 25 unità, con oltre 100 km ancora da percorrere.
A spegnere le speranze di una battaglia campale hanno provveduto però gli sviluppi nei successivi 20 km di pianura: i big si sono fermati, molti corridori sono rientrati, e una fuga di otto uomini fuori classifica (Fausto Masnada, Mattia Cattaneo, Christopher Juul-Jensen, Lucas Hamilton, Giulio Ciccone, Andrey Amador, Hugh Carthy e Ivan Sosa) ha preso il largo. Nemmeno il contrattacco di Ion Izagirre, Damiano Caruso, Tony Gallopin e Hubert Dupont sulla terza ascesa, quella di Truc d’Arbe, è bastato a risvegliare il gruppo da un torpore che è durato fino ai piedi del San Carlo.
La battaglia degli ultimi 35 km ha eliminato dai vertici della classifica coloro che occupavano, alla partenza, tre dei primi quattro posti della generale. Non solo Jan Polanc, che abbandona la maglia rosa conquistata a Pinerolo, ma anche Ilnur Zakarin e Bauke Mollema, i due protagonisti della fuga di ieri. Il russo è arrivato a 7’20’’ dal vincitore; l’olandese ha contenuto il passivo in 4’04’’.
Nella lunga frazione di domani (232 km), il cui finale ricalcherà quello del Giro di Lombardia, Carapaz dovrà difendere 7 secondi su Roglic: un margine che lo sloveno dovrebbe recuperare – con interessi da strozzinaggio – nella cronometro di Verona. L’ecuadoriano dovrà dunque continuare ad attaccare, insieme con Landa, ora quinto a 2’50’’. Nella forbice dei due Movistar si trovano anche Nibali, terzo a 1’47’’, e Majka, quarto a 2’10’’.
La sensazione è che la partita per il podio sia ristretta a questi cinque corridori. Il sesto e il settimo della generale, Mollema e Polanc, sembrano destinati a scivolare più indietro. Sivakov, ottavo a 4’55’’, e Yates, nono a 5’28’’, non hanno convinto oggi. Lopez, decimo a 6’30’’, pare già troppo distante.

Matteo Novarini

ORDINE D’ARRIVO

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 4:02:23
2 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:01:32
3 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:54
4 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
5 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
6 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
7 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
8 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma
9 Joe Dombrowski (USA) EF Education First
10 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:02:01
11 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:03:49
12 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:04:04
13 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:05:40
14 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
15 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
16 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:05:58
17 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
18 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
19 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:07:13
20 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:07:20
21 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
22 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos
23 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb
24 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
25 Ivan Sosa (Col) Team Ineos
26 Victor De La Parte (Spa) CCC Team
27 Sebastian Henao (Col) Team Ineos
28 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:07:41
29 Francois Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
30 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale
31 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data
32 Tanel Kangert (Est) EF Education First
33 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:07:43
34 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:08:04
35 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:11:12
36 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:11:51
37 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
38 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
39 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:12:44
40 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:13:52
41 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:14:22
42 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:17:25
43 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
44 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
45 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
46 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
47 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
48 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
49 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
50 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
51 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma
52 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:21:31
53 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 0:21:44
54 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
55 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:22:57
56 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal
57 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb
58 Jose Rojas (Spa) Movistar Team
59 Pello Bilboa (Spa) Astana Pro Team
60 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
61 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
62 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 0:23:28
63 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:23:30
64 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
65 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb
66 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
67 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin
68 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott
69 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:23:33
70 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:24:24
71 Mikkel Frolich Honore (Den) Deceuninck-QuickStep
72 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:25:29
73 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo
74 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma
75 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
76 Sean Bennett (USA) EF Education First 0:25:32
77 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:26:30
78 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe
79 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:26:32
80 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 0:28:31
81 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
82 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team
83 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
84 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team
85 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec
86 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team
87 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos
88 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
89 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
90 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma
91 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos
92 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
93 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
94 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
95 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:29:12
96 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
97 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
98 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
99 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
100 Scott Davies (GBr) Dimension Data
101 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
102 Chad Haga (USA) Team Sunweb
103 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
104 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
105 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
106 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
107 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
108 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida
109 Christian Knees (Ger) Team Ineos
110 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
111 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep
112 Amaro Antunes (Por) CCC Team
113 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
114 Josef Cerny (Cze) CCC Team
115 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 0:29:19
116 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
117 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
118 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 0:29:26
119 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 0:33:23
120 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:40:55
121 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
122 Jasha Sutterlin (Ger) Movistar Team
123 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
124 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates
125 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
126 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal
127 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane
128 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
129 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
130 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
131 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
132 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
133 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
134 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
135 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
136 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
137 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
138 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
139 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ
140 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
141 Rudiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
142 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
143 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma
144 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane
145 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo
146 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
147 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
148 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
149 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 58:35:34
2 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:00:07
3 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:47
4 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:02:10
5 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:02:50
6 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:02:58
7 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:03:29
8 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:04:55
9 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:05:28
10 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:05:30
11 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:06:04
12 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:08:21
13 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:10:20
14 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:11:21
15 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:12:56
16 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:13:10
17 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:14:38
18 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale 0:19:32
19 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:21:12
20 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:21:22
21 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:21:34
22 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:21:56
23 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:23:07
24 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:25:50
25 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:29:58
26 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:30:35
27 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:31:00
28 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:33:10
29 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:34:28
30 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:34:46
31 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:34:59
32 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:37:39
33 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:37:41
34 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 0:38:10
35 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:39:12
36 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:41:45
37 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:43:54
38 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:44:11
39 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 0:44:30
40 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:46:37
41 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:47:12
42 Pello Bilboa (Spa) Astana Pro team 0:47:44
43 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:48:21
44 Francois Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:48:31
45 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:49:20
46 Amaro Antunes (Por) CCC Team 0:50:21
47 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 0:50:48
48 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:51:04
49 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 0:52:54
50 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:57:54
51 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:58:35
52 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:59:44
53 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:00:38
54 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 1:01:34
55 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 1:05:55
56 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 1:07:10
57 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:07:28
58 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:07:31
59 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:07:53
60 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:08:16
61 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 1:10:23
62 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 1:10:34
63 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 1:10:51
64 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 1:11:10
65 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 1:13:07
66 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:14:47
67 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:14:51
68 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 1:15:53
69 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 1:16:55
70 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:19:03
71 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott 1:19:56
72 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 1:19:57
73 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 1:20:24
74 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 1:20:47
75 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 1:21:41
76 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 1:24:29
77 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 1:25:22
78 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 1:25:53
79 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 1:27:00
80 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 1:27:02
81 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 1:27:11
82 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 1:27:20
83 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 1:29:57
84 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 1:30:13
85 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 1:32:31
86 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 1:34:08
87 Nathan Brown (USA) EF Education First 1:34:12
88 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 1:34:28
89 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 1:34:31
90 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:35:25
91 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 1:35:46
92 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:36:38
93 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 1:37:09
94 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 1:39:12
95 Christian Knees (Ger) Team Ineos 1:39:31
96 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 1:39:51
97 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 1:42:04
98 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 1:42:39
99 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 1:44:03
100 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 1:45:31
101 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:47:45
102 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 1:49:01
103 Chad Haga (USA) Team Sunweb 1:54:47
104 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 1:56:32
105 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:56:50
106 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal 1:58:03
107 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 1:58:39
108 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 1:58:46
109 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:00:23
110 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 2:00:28
111 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 2:01:24
112 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 2:01:28
113 Josef Cerny (Cze) CCC Team 2:02:24
114 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 2:02:43
115 Sean Bennett (USA) EF Education First 2:03:23
116 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 2:03:58
117 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 2:04:07
118 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:05:16
119 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 2:07:08
120 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 2:09:48
121 Mikkel Frolich Honore (Den) Deceuninck-QuickStep 2:11:16
122 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 2:11:33
123 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 2:12:37
124 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 2:15:13
125 Rudiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 2:16:15
126 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 2:20:57
127 Jasha Sutterlin (Ger) Movistar Team 2:23:07
128 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 2:24:13
129 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 2:25:13
130 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 2:27:59
131 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 2:28:12
132 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 2:29:08
133 Scott Davies (GBr) Dimension Data 2:31:25
134 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 2:32:39
135 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 2:33:22
136 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 2:38:50
137 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 2:38:57
138 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 2:39:21
139 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 2:43:31
140 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 2:47:24
141 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 2:49:10
142 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:50:24
143 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 2:58:13
144 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 3:00:25
145 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:01:34
146 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 3:06:40
147 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 3:10:50
148 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 3:12:16
149 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:15:01

Carapaz allattacco verso Courmayeur mentre un suo tifoso sventola la bandiera dellEcuador (foto Bettini)

Carapaz all'attacco verso Courmayeur mentre un suo tifoso sventola la bandiera dell'Ecuador (foto Bettini)

IL GIGANTE E LA BAMBINA

È la più breve tra le sei tappe d’alta montagna previste dal Giro 2019 ma appartiene al novero delle più impegnative di questa edizione. Concentrati in 131 Km s’incontreranno cinque ascese la prima delle quali sarà affrontata a “freddo” subito dopo la partenza. Il clou delle difficoltà sarà raggruppato nel finale, che ha il suo faro nella durissima ascesa al Colle San Carlo, le cui inclinazioni s’avvicinano molto a quelle del Mortirolo.

Quando nel 1971 Lucio Dalla compose “Il gigante e la bambina”, il brano portato al successo da Ron, di certo non poteva pensare alla tappa che, quasi 50 anni dopo, Mauro Vegni avrebbe disegnato sulle strade della Valle d’Aosta. Ma – tralasciando il testo, che narra in musica un efferato strupro realmente accaduto l’anno precedente – il titolo di quella canzone sembra calzare a pennello per la seconda frazione alpina del Giro 2019, nella quale sono presenti entrambi i protagonisti, il gigante e la bambina. Il primo è sua maestà il Monte Bianco, che dall’alto dei suoi 4.808,72 metri è il punto più alto della nazione italiana. La “bambina” è proprio la tappa che terminerà ai suoi piedi, bambina perché – cronometro escluse – è la più breve tra le diciotto frazioni in linea previste quest’anno, lunga soli 131 Km. Si tratta di una distanza che alcuni ritengono indegna di una frazione di montagna di un grande giro, parlando di chilometraggio più consoni ad una competizione per dilettanti e affermando che la storia delle grandi corse a tappe s’è fatta su tapponi di “peso”, sotto tutti gli aspetti. Ma è anche vero che, in diverse occasioni, a risultare determinanti furono “tappette” di montagna dal basso chilometraggio e, in particolare, la più famosa tra quelle disputate al Giro fu la Piamborno – Monte Campione, lunga soli 85 Km, che decise l’edizione del 1982 con l’attacco sulla salita finale di Bernard Hinault, che in quel modo vendicò l’”affronto” subito 24 ore prima da Silvano Contini, che lo aveva attaccato nella frazione di Boario Terme e gli aveva strappato la maglia rosa con un vantaggio che sembrava incolmabile, due minuti e 14 secondi. L’indomani all’asso francese bastarono i 13 Km dell’ascesa finale – non esisteva ancora l’appendice verso il Plan dove vinceranno Marco Pantani nel 1998 e Fabio Aru nel 2014 – per ristabilire l’ordine e far crollare Contini, che arrivò al traguardo con tre minuti e 25 secondi di ritardo e senza più addosso le insegne del primato, tornate a fasciare le spalle di Hinault da lì fino alla fine del Giro. E quella tappa non presentava altre difficoltà altimetriche oltre a quella finale, un percorso decisamente agli antipodi rispetto a quello della frazione valdostana, disegnata con una mano che ricorda quella con la quale Javier Guillén, direttore del Giro di Spagna, ha tracciato in anni recenti brevissime ma tremende tappe sulle strade del Principato d’Andorra. Ci piace ricordare, in particolare, la frazione che nel 2015 consentì ad Aru di conquistare quella maglia “roja” che poi porterà fino a Madrid (interregno di Dumoulin a parte) e che in 138 Km – distanza abbastanza simile a quella della frazione di Courmayeur – proproneva solo salite e discese, senza intermezzi tra un colle e l’altro (ne erano previsti sei) e con la prima ascesa da affrontare a “freddo” subito dopo la partenza. Lo stesso accadrà anche al Giro con la differenza che, superato il primo Gran Premio della Montagna, si dovrà poi percorrere una quindicina scarsa di chilometri in pianura prima di arrivare alle salite successive, un “tridente” che avrà la sua punta massima – non solo per la quota ma anche per le pendenze – ai quasi 2000 del Colle San Carlo, il “Mortirolo della Vallée”, penultima difficoltà di gara perché poi ci sarà anche l’ascesa, questa molto pedalabile, che condurrà sino al traguardo.
Si tratta, dunque, di una frazione dall’altissimo potenziale, che potrebbe fare più danni di un corposo tappone e risultare fatale a molti. Come detto si comincerà a salire molto presto perché a soli 7 km dal via si lascerà il fondovalle della Dora Baltea – il quinto affluente del Po per portata, le cui sorgenti si trovano non distante dal luogo dove si concluderà questa frazione – per affrontare i 6.7 Km al 7.9% che condurranno a Verrayes, comune presso il quale si trova un arboreto progettato all’inizio del secolo scorso dal sacerdote Pierre-Louis Vescoz per dimostrare come fosse possibile rimboschire aree degrate dall’erosione provocata dagli agenti atmosferici. In quanto alla salita è inedita ma solo in parte perché i primi 2.5 Km – tra l’altro i più impegnativi – sono in comune con il versante meridionale del Col Saint Pantaléon, che al Giro dello scorso anno fu affrontato nel finale del tappone di Cervinia e fu teatro del drammatico crollo di Thibaut Pinot che, terzo alla partenza da Susa con un ritardo di 4’17” da Chris Froome, soffrì terribilmente a causa di un principio di polmonite, le cui avvisaglie le avvertì proprio sull’ascesa valdostana, e giunse al traguardo con un passivo di quasi 45 minuti, essendo poi costretto al ritiro dalla corsa proprio alla vigilia della frazione conclusiva.
In fondo alla prima discesa di giornata il passaggio dal centro di Nus, dominato da un castello costruito nel XIII secolo a guardia dell’imbocco del vallone di Saint-Barthélemy, rappresenterà l’inizio dell’unico vero tratto di quiete di questa frazione, che terminerà circa 15 Km più avanti dopo il passaggio da Aosta, dove il tracciato di gara sfiorerà il “biglietto da visita” del capoluogo regionale, l’Arco di Augusto, oltre il quale si spalancano al visitatore i principali monumenti cittadini, dal teatro romano della colonia di Augusta Prætoria alla romanica collegiata di Sant’Orso.
Alla periferia occidentatale di Aosta terminerà questo momentaneo tratto di “pacchia” e si tornerà a pedalare verso il cielo andando ad affrontare la più lunga tra le cinque salite in programma, che ha come meta i 1582 metri della località di Verrogne dove si giungerà dopo aver percorso poco meno di 14 Km, inclinati al 7.1% medio. Come la precedente di Verrayes è inedita ma non lo è del tutto poiché, pur non essendo mai stata inserita nel tracciato di una corsa professionistica, questa salita potrebbe non essere del tutto ignota a qualcuno dei partecipanti al Giro 2019 in quanto in diverse occasioni è stata presente sul tracciato del “Giro della Valle d’Aosta”, una delle principali corse a tappe riservate alla categoria U23 (gli ex dilettanti), competizione che ha avuto tra i vincitori due volte Fabio Aru (nel 2011 e nel 2012) e il francese Pinot (2009). Attraversato il borgo di Saint-Nicolas, presso il quale si possono ammirare spettacolari piramidi di terra che ricordano i calanchi, la discesa da Verrogne avrà termine in quel di Saint-Pierre, comune situato in una delle zone più soleggiate della Valle d’Aosta e principalmente conosciuto per la presenza di ben due castelli, Sarriod de la Tour e quello di Saint-Pierre, uno dei più scenografici della regione, purtroppo chiuso per restauri da una decina d’anni e che nel 2001 fu inquadrato in alcune riprese del film “I cavalieri che fecero l’impresa” di Pupi Avati, nel quale è spacciato per il maniero francese di Jaligny.
Stavolta non ci sarà il tempo per tirare il fiato perché, una volta conclusa la discesa, immediatamente si riprendere a salire diretti a Les Combes, la frazione del comune di Introd salita agli onori della cronaca nel 1989 quando fu selezionata dal Vaticano quale meta delle ferie estive prima di Papa Giovanni Paolo II e poi del suo successore Benedetto XVI. I “girini” non avranno il tempo di pellegrinare sin lassù e ammirarne la Maison-musée Jean-Paul II, inaugurata l’anno della scomparsa di Papa Wojtyła, perché si fermeranno al bivio situato un chilometro sotto Les Combes, terminata un’ascesa di 8.2 Km al 7%, per poi lanciarsi giù per la ripida discesa che condurrà ad Arvier, il borgo d’aspetto medioevale dove, nella frazione Chez-les-Garin, il 3 marzo 1871 nacque Maurice Garin, primo italiano a vincere la Parigi-Roubaix – si impose nella seconda e nella terza edizione dell’”Inferno del Nord” (1897 – 1898) – e nel 1903 primo vincitore del Tour de France, affermazione a tutti gli effetti da considerarsi conseguita da un corridore francese perché Garin aveva preso tale cittadinanza due anni prima, dopo essersi trasferito in Francia con la famiglia sin dal 1885 e aver inizialmente lavorato oltralpe come spazzacamino.
Inizierà ora un altro tratto intermedio verso il colle successivo, decisamente meno agevole rispetto a quello percorso in direzione di Aosta perché a un certo punto si abbandonerà la statale di fondovalle per superare un secco strappo di 2 Km al 7.8% che precede di poco l’ingresso nell’abitato di La Salle, sulle cui alture si trova il castello di Écours, chiuso al pubblico in quanto di proprietà privata e nel quale secondo la tradizione sarabbe nato nel 1224 Innocenzo V, il primo papa proveniente dall’ordine dei domenicani, molto più realisticamente venuto al mondo nel comune francese di Champagny-en-Vanoise, situato nella valle alpina nota con il nome di Tarentaise (e, infatti, questo pontefice è spesso chiamato “Pietro di Tarantasia”, dal suo originario nome di Pierre). Pedalando tra i vigneti dai quali “nasce” il vino bianco più alto d’Europa – il DOC “Valle d’Aosta Blanc de Morgex et de La Salle”, le cui terre di produzione raggiungono i 1300 metri di quota – si andrà quindi incontro al momento più atteso di questa frazione, che vedrà i corridori impegnati nell’affrontare una delle salite più difficili della regione, il Colle San Carlo. L’abbiamo inizialmente paragonato al Mortirolo e l’accostamento non stride per nulla perché le pendenze medie non sono molto dissimili (9.8% vs 10.1%), anche se l’ascesa valtellinese esce vincente dal confronto in virtù di un maggior chilometraggio (10.5 vs 12.8 Km) e di un dislivello superiore per quasi 250 metri. Di certo potrebbero entrambe rappresentare vere e proprie chiavi di volta del Giro e molti pretendenti al successo potrebbero vedersi vanificare le loro rosee speranze nell’affrontare le dure rampe del colle valdostano, dalla cui cima è possibile raggiungere con una bella ma difficile escursione di quasi 3 ore due tra i più panoramici laghi della regione, quello di Arpy e, soprattutto, quello di Pietra Rossa (2559 metri), dal quale si gode una stupenda vista che arriva ad abbracciare la vicina catena del Monte Bianco, quasi da poterla toccare.
Ad una salita in “tinta unita” seguirà una discesa bicolore, con una prima parte più difficile e tecnica verso La Thuile e una seconda più scorrevole quando si confluirà sulla statale che scende dal Piccolo San Bernardo in direzione della piccola località termale di Pré-Saint-Didier, le cui sorgenti, note sin dall’epoca romana, furono utilizzate per scopi curativi a partire dal Seicento mentre nel 1888 fu attrezzata anche un piccolo casinò, ospitato in un edificio oggi inglobato nell’odierno complesso termale. Mancherà a questo punto una sola salita, la più tenera del mazzo, ma è risaputo che l’abbinamento tra un colle decisamente “irsuto” di pendenze e uno più glabro s’è spesso rivelato un’accoppiata micidiale e percorrendo quegli ultimi 7500 metri al 3,1% i minuti di distacco potrebbero fare autentiche capriole all’indietro. Solamente nel percorrere i primi 3 Km s’incontreranno pendenze di una certa consistenza (media del 6% in quel tratto) poi la strada si “spiattellerà” letteralmente nell’attraversamento del centro di Courmayeur per poi riprendere a salire, ma con lievità, nel tratto conclusivo che punta dritto verso il traguardo presso la nuova stazione della Skyway, l’ardita funivia che permette di salire fino sul Monte Bianco e poi di scendere sul versante francese verso Chamonix. Una spettacolare “scorciatoia” posta al termine di una tappa che di scorciatoie ne riserverà ben poche….

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Col des Combes (1257 metri). Coincide con il bivio per Les Combes, all’altezza dello scollinamento che sulle cartine del Giro 2019, dove è quotato 1256 metri, è segnalato con il nome di Truc d’Arbe.

Colle San Carlo (1971 metri). Quotato 1951 metri sulle cartine del Giro 2019, è valicato tra Morgex e La Thuile dalla Strada Regionale 39 “del Colle d’Arpy” (nome desueto del passo, assieme al toponimo francese di Col Saint-Charles). Il Giro d’Italia l’ha scalato finora in quattro occasioni e la prima di queste porta la data dell’8 giugno del 1963 quando il San Carlo – sull’altimetria dell’epoca segnalato con il nome della montagna sovrastante, la Tête d’Arpy – fu inserito nel tracciato della cosiddetta “tappa delle Balconate Valdostane”, un circuito di 238 Km con traguardo fissato a Saint-Vincent, dove si giunse dopo esser saliti per due volte anche sul Col de Joux: ad imporsi fu Alberto Assirelli mentre sul San Carlo era scollinato in testa lo spagnolo Angelino Soler. Sempre come “Tête d’Arpy” sarà scalato nel 1970 nel corso della Saint-Vincent – Aosta, vinta da Franco Bitossi dopo che sul San Carlo era scollinato per primo Michele Dancelli. Con il nome tradizionale sarà affrontato, salendo dal versante più facile, nella prima tappa italiana del Giro del 1973, partito dal Belgio e giunto in Italia attraverso Olanda, Germania, Lussemburgo, Francia e Svizzera, dove da Ginevra scatterà la tappa del San Carlo, con traguardo fissato ad Aosta dopo esser transitati dal traforo del Monte Bianco, scollinamento in testa dello spagnolo José Manuel Fuente e vittoria di Eddy Merckx. Infine l’ultimo conquistatore di questo valico è stato Leonardo Piepoli nel 2006, poi impostosi sul traguardo della tappa Alessandria – La Thuile.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Il casinò di Saint-Vincent

Verrayes, scorcio panoramico dall’Arboretum Pierre-Louis Vescoz di Verrayes (www.comune.verrayes.ao.it)

Verrayes, scorcio panoramico dall’Arboretum Pierre-Louis Vescoz di Verrayes (www.comune.verrayes.ao.it)

Castello di Nus

Aosta, Arco d’Augusto

Aosta, collegiata di Sant’Orso

I calanchi di Saint-Nicolas (www.naturaosta.it)

I calanchi di Saint-Nicolas (www.naturaosta.it)

Il castello di Saint-Pierre spacciato per il maniero francese di Jaligny nel film I cavalieri che fecero limpresa” (www.davinotti.com)

Il castello di Saint-Pierre spacciato per il maniero francese di Jaligny nel film "I cavalieri che fecero l'impresa” (www.davinotti.com)

Saint-Pierre, Castello Sarriod de la Tour

L’ingresso a Les Combes

Chez-les-Garin, la piccola frazione di Arvier nella quale nacque Maurice Garin

La Salle, dietro al lavatoio fa capolino la torre del castello di Écours

Il tratto più ripido della salita verso il Colle San Carlo

Lago d’Arpy

Lago di Fontana Rossa

Il vecchio casinò di Pré-Saint-Didier, oggi parte integrtale dello stabilimento termale

La nuova stazione della Skyway, la funivia del Monte Bianco

La cima del Monte Bianco, in trasparenza, l’altimetria della 14a tappa del Giro d’Italia 2019 (Triapdvisor)

La cima del Monte Bianco, in trasparenza, l’altimetria della 14a tappa del Giro d’Italia 2019 (Triapdvisor)

CHE GIRO CHE FA A CERESOLE REALE

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Capolavoro di Zakarin, Roglic e Nibali insieme a 3′. Polanc difende la rosa – Gli highlights della tappa: il trionfo di Zakarin e il duello Nibali-Roglic – Nibali: “Se Roglic vuole vincere il Giro, non si corre così”- Zakarin: “Non avevo una strategia, punto alla top five” – Haller, “F..k You!” al tifoso che gli strappa la borraccia dalla bocca – Gimondi e quel Manghen del ‘76: “Caddi in discesa, ma…”(Gazzetta dello Sport)

Giro: al Serrù vince Zakarin davanti a Nieve, bene Landa. Nibali e Roglic resistono – Tifoso strappa la borraccia dalle mani di Haller, furia del corridore austriaco (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Simon Yates suffers huge time losses on Giro d’Italia’s opening mountain stage with Ilnur Zakarin winning stage 13 – Ilnur Zakarin claims summit finish victory as Jan Polanc retains pink – Britain’s Tao Geoghegan Hart forced to pull out of Giro d’Italia after Stage 13 crash (The Daily Telegraph)

Zakarin powers to victory in 13th Giro d’Italia stage (The Independent)

Francia

Zakarin s’offre la première étape de montagne – Le système très artisanal de Froome pour regarder le Giro à vélo – Polanc «Ça a été dur de défendre le maillot» – M. White (Mitchelton-Scott) «Pas un bon jour pour nous» – Zakarin «Je n’avais plus de forces» (L’Equipe)

Giro: Victoire de Zakarin, les favoris se neutralisent (Le Figaro)

Spagna

Enorme Landa: soltó a todos y le metió 1:37 a Roglic y Nibali (AS)

Roglic es el más fuerte del Giro pero si tiene que ganarlo sin compañeros.. – ¡Landini pone el Giro patas arriba! (Marca)

La mejor versión de Landa revienta el Giro de Italia en la 13ª etapa – Movistar da una nueva lección de correr en equipo en el Giro de Italia – Landa promete más guerra: “Seguiremos atacando hasta que las piernas aguanten” – “Ahora, Nibali y Roglic se perfilan como máximos favoritos” (El Mundo Deportivo)

Belgio

De Giro in 60 seconden: een Tartaar in de Alpen, Movistar is bij de les – Jumbo-Visma heeft speciaal busje voor roze Roglic en het heeft heel wat benodigdheden (Het Nieuwsblad)

Giro: Zakarin s’impose, grosse explication entre les favoris! (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Zakarin wint zware bergetappe, Mollema vijfde – Mollema was uiterst content met het verloop van de dertiende etappe in de Giro – Mollema verbaasd: ’Ze lieten me zo wegrijden’ – Video: Wielrenner woest op bidon-dief (De Telegraaf)

Zakarin profiteert van ploeg Mollema in chaotische bergrit – Nabeschou­wing Giro: Roglič daagt Nibali uit (Algemeen Dagblad)

Germania

Sakarin gewinnt erste Bergankunft beim 102. Giro (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Giro: Zakarin gewinnt, Jungels fällt zurück (Luxemburger Wort)

Giro d’Italia: Tagessieg für Zakarin, Jungels verliert 13 Minuten – Die Leiden der Luxemburger: Jungels und Gastauer erleben schweren Tag beim Giro(Tageblatt)

Slovenia

Za rožnato majico se je Polanc boril kot lev (Delo)

Colombia

¿Se perdió el Giro? Avería mecánica le hizo ceder más tiempo – ‘Otra vez la mala suerte nos hace una mala jugada’: López – Las diferencias de López con los candidatos a ganar el Giro – ¡Qué mala suerte, Supermán! El problema mecánico que sufrió en el Giro – Supermán López vuela en la montaña: así le fue en la etapa 12 del Giro (El Tiempo)

Pese a tener un problema mecánico, Miguel Ángel López se metió en el top 10 del Giro de Italia – “La mala suerte estuvo de nuestro lado”: Miguel Ángel López – Ilnur Zakarin dio cátedra en el ascenso a Ceresole Reale (El Espectador)

Ecuador

Richard Carapaz ya se ubica sexto en la general del Giro de Italia (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Destinazione paradiso” (Gianluca Grignani)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Saint-Vincent: temporale con piogge consistenti (0.8 mm), 18.5°C, vento debole da SSE (6-8 Km/h), umidità al 79%
Verrayes (GPM – Km 13.8): temporale con piogge consistenti e schiarite (0.7 mm), 16.1°C, vento debole da SSE (10 Km/h), umidità al 73%
Aosta (Sprint – Km 33.7): temporale con piogge consistenti (0.7 mm), 17.8°C, vento debole da SSE (9 Km/h), umidità al 76%
Saint-Pierre (Km 65.1): temporale con piogge consistenti (0.9 mm), 17.9°C, vento moderato da SSE (13 Km/h), umidità al 76%
Colle San Carlo (GPM – Km 106.1): pioggia consistente (0.7 mm), 9.3°C, vento debole da SSE (6-7 Km/h), umidità al 86%
Courmayeur : pioggia consistente (0.9 mm), 9°C, vento debole da S (5-6 Km/h), umidità al 88%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Saligari: “Ceresola Reale”
Garzelli: “Una salita molto inedita”
Ballan: “Pedaleranno su di un altitudine superiore ai 2000 metri”
De Luca: “Nazifassisti”
Garzelli: “Senza dubbio stanno facendo un lavoro senza parole”
Garzelli: “Corrono sulle case” (sulle strade di casa)
De Luca: “Ellena ha fatto scaprire la salita del Nivolet”
De Luca: “La piazza princitale”
Saligari: “Asfalto a nuovo”
Saligari: “Velocità verticale”
Pancani: “Gran Premio della Contagna”
Garzelli: “Una tappa dove presenta due discese molto tecniche”
De Luca: “Hanno avuto la possibilità di consumarlo questo Nivolet”
Garzelli: “Collaberare”
De Luca: “Ecco il corridore che hanno raggiunto Gianluca Brambilla”
Genovesi: “Stanno transitando dal paese natale di Maurice Garin, vincitore del primo Tour de France” (ci passeranno domani, in quel momento stavano transitando dal paese natale della madre di Garin)
Pancani: “Abbiamo misurato in un minuto esatto il gruppo”
Garzelli: “Andrè Amadeo” (Andrey Amador)
Garzelli: “Nibali può contare con Pozzovivo”
De Luca: “Alle loro palle Yates e Lopez”
Garzelli: “Attenzione, dietra, a Lopez”
De Luca: “Due slovoni alla partenza”
De Luca: “Zakarin guadagna qualche metro su un Mikel Nieve”
De Luca: “Le attenzioni sono Roglic e Nibali”
Televideo: “Courmayer” (Courmayeur)
Televideo: “Il gruppo non si stacca oltre i 3 minuti”
Televideo: “Philip Simon Yates” (Simon Philip Yates)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo tredicesima tappa, Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)

1° Enrico Barbin
2° Jenthe Biermans a 3″
3° Viacheslav Kuznetsov s.t.
4° Sean Bennett a 18″
5° Simone Consonni a 51″

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 2′45″
3° Nico Denz a 4′11″
4° Tom Bohli a 8′21″
5° Damiano Cima a 13′27″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

2 GIUGNO 1949 – 11a TAPPA: BASSANO DEL GRAPPA – BOLZANO (237 Km)

FAUSTO COPPI, TRIONFATORE DELLE DOLOMITI, GIUNGE SOLO AL TRAGUARDO DI BOLZANO – DALLA APPASSIONANTE LOTTA SULLE MONTAGNE RESTANO VENTOTTO SECONDI TRA LEONI E COPPI
Secondo sul Rolle dietro a Bartali, scatena la lotta sul Pordoi e coglie d’infilata gli altri due gran premi della montagna – Leoni conserva la maglia rosa per soli 28” – Gli assi del Giro si sono svegliati – Ben meritato l’odierno riposo a Bolzano
La classe si è rivelata al contatto con le difficoltà – Bartali m’è parso colto di sorpresa – Così afferma Ambrosini, direttore di corsa

La diga del Lago Serrù illuminata di rosa in occasione dellarrivo del Giro a Ceresole Reale (bici.news)

La diga del Lago Serrù illuminata di rosa in occasione dell'arrivo del Giro a Ceresole Reale (bici.news)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo

FUOCO E FIAMME IN ALTA QUOTA MA TRA NIBALI E ROGLIC È GUERRA FREDDA

Prima vera tappa di montagna di questo Giro e di colpo lo spettacolo si moltiplica su mille scenari contemporanei e intrecciati. Districandosi fra i mille rivoli di un fluviale romanzo postmoderno, vince Zakarin: e intanto la classifica generale impazzisce.

Il Giro balza a quota duemila e la classifica generale in un niente va in ebollizione. Il re di giornata, come da copione, non poteva che essere il russo Zakarin, riemerso dal gelo della Tartaria, nella Russia profonda, e da una annata tormentata dai dubbi, per imporsi fra ghiaioni e pareti di neve col suo physique du rôle, esile e d’un pallore spettrale. Ossigeno per un Team Katusha definitivamente orfano di Kittel e via via più alieno alla propria anima russa, che oggi è invece tornata alla ribalta.
Una sfida fra icemen ha preso corpo anche in classifica generale, con Nibali e Roglic impegnati ad annullarsi a vicenda, avvinghiati l’uno alle ruote dell’altro sulle ultime impervie rampe mentre tutt’attorno esplodevano le schegge di un gruppo impazzito. Nessuno dei due ha voluto mostrare il fianco rispondendo in prima persona a qualsivoglia attacco altrui: è sfida di nervi, ma la partita a poker potrebbe costare cara. Sarà da capire chi vincerà per minor ansia di vincere: Nibali fa l’impassibile ma il suo carattere da vulcano sopito si tradisce con frecciate e borbottii assortiti, anche perché alla fin fine nonostante Polanc e Roglic in cima alla classifica questo è pur sempre “Giro d’Italia, non Giro di Slovenia” (parafrasando un leggendario Vinokourov). Roglic invece impassibile lo sembra davvero, benché per lui, a differenza di Nibali, si tratterebbe della prima vittoria di un peso specifico davvero notevole. Due sfingi fra i ghiacci, con un alone di mistero sulla questione di quanta gamba effettivamente abbiano a disposizione.
Lo scacchiere, per il resto, è degno di un intrigo in puro stile “La spia che venne dal freddo”. Chi lavora per chi? Chi aiuta chi? C’è in ballo la tappa o la generale? La fuga di giornata si seleziona solo sul già duro Colle del Lys, e conta quasi trenta unità, con una netta prevalenza dei Trek-Segafredo, rappresentata addirittura dal proprio capitano, l’olandese Bauke Mollema, spesso tiepido o anonimo e oggi arrembante alla faccia di una classifica che già gli sorrideva, dato che era sul podio virtuale con un tempo pressoché identico a quello di Nibali. Non è una boutade, visto che Mollema è spalleggiato da tutti i propri più forti gregari per la montagna, tutti italiani fra l’altro: l’esperto cacciatore di tappe Brambilla, nonché i giovani Conci (ancora under 23) e Ciccone, che peraltro si riprende strada facendo la maglia dei GPM prima prestata proprio a Brambilla. Un blocco del genere detta legge e fa paura, anche se la fuga è rimpolpata da gregari di primo livello anche per Movistar, Astana e Bahrain. Zakarin è fin da subito fra gli uomini da tenere d’occhio per caratura, così come lo spagnolo Nieve, per nome e palmarés da cacciatore di tapponi. E poi specialisti di grandi fughe come De Gendt e Masnada, quindi Teo Geoghegan Hart, cioè uno dei due capitani del Team Ineos (ex Sky) con il suo gregario di lusso Dunbar (ma Teo cascherà in discesa con addio alla clavicola e al Giro). E ancora Gallopin, Formolo…
Il Team Jumbo del leader in pectore Roglic evapora espletando le proprie funzioni di prammatica nel mantenere la fuga a tre minuti, così come si dissolve in breve la UAE del leader ufficiale in rosa, Polanc.
È verso l’inedito Pian del Lupo che il gioco si fa duro e un po’ confuso: l’Astana, rappresentatissima in fuga, sgancia dalla testa Cataldo, che con Pello Bilbao alza il ritmo del gruppo, come evidente preludio a un attacco di nuovo da lontanissimo di Miguel Ángel López, dato che se si trattasse di usare i primi come testa di ponte sulla salita finale, sarebbe meglio mantenerli un po’ più avanzati. Il distacco dalla fuga crolla a poco meno di un minuto, il gruppo si sgretola fino a ridursi a un drappello minimo, meno di una dozzina di uomini, e per lo più capitani: Roglic, Nibali, Majka, Sivakov, Kangert sono soli, anche se si potranno valere, presto o tardi, dell’appoggio più o meno di peso dei compagni che via via scivoleranno dall’avanguardia al gruppo principale, rispettivamente Tolhoek, Pozzovivo, Formolo, Dunbar o Dombrowski, tutti membri in origine della fuga del mattino. Sarà chiave, in questo senso, soprattutto Pozzovivo per Nibali, anche perché si fermerà intenzionalmente ad attendere il capitano, invece che venir intercettato nel corso di una retrocessione fisiologica come sarà per altri. La Movistar è salda con le due punte Landa e Carapaz, e sembra blindato anche Yates, circondato da compagni. Kangert finirà per cedere sotto la sferza Astana ma rientrerà in discesa.
L’attacco di López, però, non si materializza, e lo stallo nel falsopiano infinito che porta alle pendici del Nivolet diventa inevitabile. A parte la selezione ottenuta, la tattica Astana appare di colpo spuntata, mentre da dietro si susseguono i rientri, e gli avversari – Nibali e Roglic su tutti – si giovano del guinzaglio accorciato alla tanto pericolosa fuga.
Frattanto in testa si susseguono attacchi e contrattacchi, accelerazioni, frazionamenti e ricompattamenti: Masnada è fra i più attivi, ma i più incisivi sono Mollema, Zakarin e Nieve, che alla fin fine se ne andranno da soli, dopo aver sfruttato il lavoro dei gregari Trek fino all’ultima goccia di energia. Il distacco fa l’elastico fra il minuto scarso e i due, ma per la tappa è sfida a tre, poi a due fra Zakarin e Nieve e infine sarà, come anticipato, trionfo russo, dopo una estenuante battaglia all’arma bianca.
Dietro si susseguono i movimenti tattici: come si diceva, rientrano alcuni staccati di Pian del Lupo, in particolare Caruso, che lavorerà sodissimo per Nibali – così come, va detto, anche per Roglic e per i favoriti tutti! – nel tenere a tiro la fuga. Rientra anche la maglia rosa Polanc, eroico nel fare l’elastico tutto il giorno, riuscendo alla fine a conservare il primato, anche se con un vantaggio quasi dimezzato. Importanti due nomi, perché ribalteranno questa prima defaillance in una prestazione più solida sulla salita conclusiva: Kangert, ora leader della Education First, antico gregario nibaliano, che era stato l’ultimo a cedere, e il francesino terribile e figlio d’arte Valentin Madouas, un talento imberbe e ancora in cerca di specialità che viene sempre a galla quando il gioco si fa duro. Fra tutti gli altri che dopo la difficoltà rientrano, non si salverà nessuno, e, come suole accadere, il primo cedimento prelude a un crollo verticale: perderanno sul traguardo più di dieci minuti i provvisoriamente rientrati Jungels (addio sogni da uomo di classifica), Sosa (altro baby fenomeno made in Colombia precettato da Sky, cioè, Ineos), Hugh Carthy (un altro Froome magro magro ma senza tanti Tour), Chaves (nel cui recupero ben volevamo sperare), Oomen (di nuovo un potenziale fenomeno arenato per ora in un piccolo plateau), Conti (generoso al servizio di Polanc finché possibile)… per loro resta la speranza di fughe future, in un Giro garibaldino.
La salita conclusiva, imponente anche se raggiungere il vero e proprio colle del Nivolet, va a gradini, la possiamo dividere in tre terzi di 6 km ciascuno: l’insidiosa strada vecchia, serpeggiante, stretta, irregolare, con punte al 14%, poi il falsopiano lungolago, e infine l’asfissiante finale che arrampica pareti granitiche e verticali con curve di armonioso disegno e pendenze regolari ma sempre altissime e asfissianti, attorno al 9% stabile.
Ed è sul primo gradino, quando manca quasi un’ora di sforzo, che si scatena la battaglia, innescata da un Landa ispiratissimo e splendido sulla bici: come ieri, gli altri provano a seguirlo, ma non ce n’è, bisognerebbe spingere davvero a fondo, e chi forse potrebbe non se la sente. Chi potrebbe, forse sì o forse no, ma senz’altro vorrebbe è Miguel Ángel López, la cui squadra ha pian piano dislocato tutti i gregari di lusso dal fronte al cuore della corsa, da Zeits a Izagirre. Se Superman fosse pronto a spiccare di nuovo il volo con Landa o meno resterà però un mistero perché, come ieri, sul più bello un inceppo tecnico lo obbliga a uno stop & go. Ieri fu fugace e prima della salita, recuperabile, con non pochi affanni, oggi invece è serio e a bagarre innescata: in una parola, fatale. Proverà a rientrare, il buon Superman, col suo carattere incrollabile (foro pure nella crono di Bologna!), ma i primi resteranno irraggiungibili, e quando i chilometri di ascesa diventeranno tanti, gli si accenderà la spia della riserva, relegandolo di un minuto abbondante alle spalle di Nibali e Roglic.
Ben diversa è la storia di Landa: il basco scava un distacco non abnorme ma robusto e quando arriva al falsopiano ci sono ad aspettarlo due compagni predisposti a questo scopo quasi 150 km e quttro ore prima. Soprattutto Amador, senza remore pur essendo a propria volta un potenziale contendente, sarà prezioso nello svenarsi per il capitano, mentre dietro è Pozzovivo, anch’egli fermato, come dicevamo, dalla fuga del mattino, a contenere il distacco quando Caruso è esaurito.
Landa vivrà la sua scalata finale da uomo solo, irraggiungibile per il resto del gruppo dei migliori, che, sfaldato, arriverà tra i 20” e il minuto e 40 alle sue spalle. Poco a poco andrà saltando i resti della fuga: Ciccone, Dombrowski, Formolo, perfino Mollema, a cui mangia un paio di minuti buoni. Davanti a lui al traguardo solo Zakarin e Nieve. Gran gesto di coraggio, classe, gamba oltreché eccellente esibizione di strategia di squadra. Come dirà lo stesso Landa dopo la gara: “non so per quanto mi reggeranno le gambe, ma finché ne avrò, attaccherò così da lontano”. L’attacco di Landa lascia fritto Simon Yates, che salta secco e imbarcherà minuti da tutti, anche se “solo” un paio da Nibali e Roglic. Non una crisi davvero a picco, salvato dai gregari e da una certa regolarità nel salire, ma una mazzata pesante.
Poco a poco emergono i cinque uomini che comporranno il “gruppo” principale per questa ascesa: Roglic, Nibali, Sivakov, il predestinato franco-russo ormai rimasto capitano unico di Ineos-Sky, Majka, ormai capitano Bora, e infine Carapaz, l’ecuadoriano della Movistar già quarto l’anno passato.
Come anticipato in apertura, Nibali e Roglic si marcano stretti e si disinteressano degli altri, che a quel punto cominciano a scattare a destra e a manca. Sivakov, che va regolare, sembra rimbalzare avanti e indietro come una boa in un mare in tempesta. Finirà una quarantina di secondi dietro ai due litiganti. Al contrario, Majka e soprattutto Carapaz prendono il largo là davanti, e lasciano i due pesi massimi rispettivamente a un minuto e un minuto e venti. Non proprio quisquilie.
E così, cercando disperatamente di tirare le somme con la calcolatrice in fiamme, scopriamo che in classifica generale dietro lo stoico Polanc, atteso ad altro martirio domani, c’è ancora Roglic, ma dopo Roglic non c’è Nibali, bensì, a mezzo minutino, Zakarin e Mollema, i due eroi di giornata, l’uno per aver chiuso la partita odierna, l’altro per averla aperta. Nibali è dietro a questi due di un altro minuto intero, e ora ha a meno di mezzo minuto Majka e Carapaz, con pure Landa a un minuto dal siciliano ma in rapida rimonta. Questi pare siano i capitani con galloni conquistati sul campo, e entrambi gli ultimi due sono in casa Movistar, oltreché i più vispi in salita. López, Sivakov o Tangert paiono ormai incasellati nel ruolo di outsider, a cinque minuti circa da Roglic, per non parlare di Yates a quasi sei. Ma attenzione, perché in questo Giro si direbbe che il ruolo di outsider apra tante porte, per chi ha il coraggio di lanciarvisi a spallate a tutta forza e magari con una bella rincorsa da lontano.
Domani tappa blitzkrieg, sui 130 km ma senza un metro di pianura, su e giù per le ripidissime pareti valdostane, con cinque GPM uno via l’altro. Penultimo il durissimo San Carlo a far la selezione sia all’insù, sia con una spaventosa discesa potenzialmente bagnata, prima di un tattico finale a tira e molla. Domenica la tappa fotocopia del Giro di Lombardia versione Como, che non abbisogna di altre presentazioni. Lunedì si riposa e martedì, bufere di neve permettendo, tappone da 230 km con Presolana, Gavia, Mortirolo e Tonale. Insomma, si salvi chi può. Pagherà di più il ghiaccio di Nibali e Roglic oppure il fuoco di Landa e degli altri sciabolatori all’arrembaggio?

Gabriele Bugada

ORDINE D’ARRIVO

1 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 5:34:40
2 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:00:35
3 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:01:20
4 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:01:38
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:01:45
6 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:02:07
7 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:57
8 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:03:34
10 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:03:50
11 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:04:19
12 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:04:23
13 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:04:25
14 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:04:37
15 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:04:39
16 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:04:54
17 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:05:00
18 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:06:40
19 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:07:59
20 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale 0:09:30
21 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:10:16
22 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 0:10:29
23 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:10:38
24 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:11:20
25 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:12:24
26 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:12:42
27 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:12:49
28 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:12:52
29 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:13:02
30 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 0:14:48
31 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:16:20
32 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:16:50
33 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:17:08
34 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
35 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:17:10
36 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
37 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:17:41
38 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:19:10
39 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:19:34
40 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:19:59
41 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb 0:20:15
42 José Rojas (Spa) Movistar Team 0:21:11
43 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
44 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 0:21:14
45 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
46 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:21:17
47 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:21:27
48 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:21:55
49 Amaro Antunes (Por) CCC Team 0:22:04
50 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:22:16
51 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:23:15
52 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 0:24:38
53 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
54 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
55 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
56 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
57 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
58 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
59 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 0:25:26
60 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott 0:25:34
61 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 0:26:14
62 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:27:21
63 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
64 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
65 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
66 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:28:48
67 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:30:13
68 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:30:28
69 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
70 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep
71 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 0:30:33
72 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 0:30:36
73 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
74 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 0:30:38
75 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin
76 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
77 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 0:30:51
78 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
79 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 0:30:55
80 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
81 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 0:31:12
82 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 0:32:16
83 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 0:32:22
84 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
85 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 0:33:08
86 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 0:33:26
87 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
88 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ
89 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team
90 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
91 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
92 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal
93 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
94 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 0:33:36
95 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 0:33:38
96 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:33:47
97 Scott Davies (GBr) Dimension Data 0:33:51
98 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:34:18
99 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo
100 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
101 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
102 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 0:34:29
103 Christian Knees (Ger) Team Ineos 0:34:35
104 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
105 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:34:47
106 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:34:54
107 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF
108 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
109 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
110 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 0:35:10
111 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 0:36:32
112 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 0:37:36
113 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
114 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy
115 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 0:39:59
116 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 0:41:52
117 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
118 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
119 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
120 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:42:09
121 Josef Cerny (Cze) CCC Team 0:42:33
122 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
123 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
124 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
125 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
126 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 0:43:09
127 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 0:48:53
128 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
129 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
130 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
131 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo
132 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
133 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
134 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
135 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane
136 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
137 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
138 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
139 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
140 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane
141 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
142 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
143 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
144 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
145 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ
146 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo
147 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 0:49:02
148 Sean Bennett (USA) EF Education First 0:49:35
149 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 0:49:50
150 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
151 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 0:49:53

CLASSIFICA GENERALE

1 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 54:28:59
2 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:25
3 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:02:56
4 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:03:06
5 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:04:09
6 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:04:22
7 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:04:28
8 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:05:08
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:07:13
10 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:07:48
11 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:07:52
12 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:08:14
13 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:08:44
14 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:08:52
15 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:11:24
16 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:13:10
17 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:15:14
18 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:15:43
19 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale 0:16:03
20 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:17:20
21 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:17:22
22 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:18:14
23 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:18:51
24 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:19:48
25 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:19:57
26 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:20:07
27 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:22:19
28 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:22:42
29 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:23:21
30 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 0:25:12
31 Amaro Antunes (Por) CCC Team 0:25:21
32 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb 0:25:29
33 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:28:01
34 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:28:32
35 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:28:59
36 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:29:02
37 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:29:36
38 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:29:53
39 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:30:41
40 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:30:58
41 José Rojas (Spa) Movistar Team 0:32:03
42 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:33:00
43 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:34:31
44 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 0:35:02
45 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:36:09
46 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 0:36:34
47 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:37:10
48 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:38:36
49 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:42:28
50 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:43:06
51 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 0:43:34
52 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:44:04
53 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:45:02
54 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 0:45:15
55 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:45:22
56 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 0:45:23
57 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 0:45:51
58 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 0:45:53
59 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 0:46:15
60 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:47:25
61 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:53:38
62 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:53:46
63 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:54:44
64 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:55:33
65 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:56:36
66 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 0:57:22
67 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:57:23
68 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:58:10
69 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 1:00:10
70 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott 1:00:38
71 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 1:00:41
72 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 1:00:53
73 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 1:01:03
74 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 1:01:29
75 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 1:02:40
76 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 1:02:41
77 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 1:02:43
78 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 1:02:52
79 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:04:47
80 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 1:05:13
81 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 1:06:03
82 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
83 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 1:07:53
84 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 1:08:12
85 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 1:10:12
86 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:10:25
87 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 1:10:46
88 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 1:11:12
89 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:11:39
90 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 1:11:50
91 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 1:12:02
92 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 1:12:10
93 Nathan Brown (USA) EF Education First 1:14:00
94 Christian Knees (Ger) Team Ineos 1:14:31
95 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 1:14:53
96 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 1:15:32
97 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 1:17:04
98 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 1:18:20
99 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 1:19:03
100 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 1:19:49
101 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 1:21:12
102 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal 1:21:20
103 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:23:25
104 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:23:40
105 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 1:23:47
106 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:26:28
107 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:28:33
108 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 1:29:35
109 Chad Haga (USA) Team Sunweb 1:29:47
110 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 1:30:25
111 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:31:50
112 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 1:33:05
113 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 1:36:28
114 Josef Cerny (Cze) CCC Team 1:37:24
115 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 1:38:08
116 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 1:38:24
117 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 1:38:30
118 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 1:38:51
119 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 1:39:07
120 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 1:39:32
121 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 1:39:54
122 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 1:40:07
123 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 1:41:47
124 Sean Bennett (USA) EF Education First 1:42:03
125 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 1:44:14
126 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 1:46:24
127 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 1:46:33
128 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 1:47:30
129 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 1:47:37
130 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 1:48:30
131 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 1:51:04
132 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 1:51:16
133 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 1:51:29
134 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 1:52:25
135 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 1:55:56
136 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 1:56:39
137 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 2:02:07
138 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 2:02:14
139 Scott Davies (GBr) Dimension Data 2:06:25
140 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 2:06:48
141 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 2:10:41
142 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 2:12:27
143 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:13:41
144 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 2:14:14
145 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 2:21:30
146 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 2:23:42
147 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:24:51
148 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 2:29:57
149 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 2:34:07
150 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 2:35:33
151 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:38:18

Nibali e Roglic viaggiano appiati tra le muraglie di neve del Nivolet (foto Bettini)

Nibali e Roglic viaggiano appiati tra le muraglie di neve del Nivolet (foto Bettini)

IL GIRO BUSSA ALLE PORTE DEL PARADISO

È arrivato il giorno del primo dei tre tapponi alpini, che avrà come protagonista il Gran Paradiso, sulle cui pendici si affronteranno le ultime due delle tre ascese previste. Prima il Pian del Lupo e poi la conclusiva salita verso il Lago Serrù, lungo la strada per il Colle del Nivolet, potrebbero riscrivere le gerarchie del 102° Giro d’Italia, fin qui principalmente costruite sulle fondamenta delle crono di Bologna e San Marino.

Il Giro d’Italia in paradiso, per ovvie ragioni, fisicamente non c’è mai stato, avvicinandolo soltanto quando si avventura fin sul punto più elevato delle rete stradale italiana, i 2758 metri del Passo dello Stelvio. Ma stavolta potrà quasi toccare con un dito il Paradiso con la P maiuscola, quello tutto nostrano che troneggia tra Piemonte e Valle d’Aosta e che nel 1985 fu “assaggiato” in occasione della frazione che terminava ai 1666 metri di Valnontey, località situata a monte della celebre Cogne dove a imporsi fu il futuro vincitore del Giro d’Italia 1988 Andrew Hampsten. Il 24 maggio di quest’anno, però, ci si avventurerà ancora più in alto, risalendo il versante piemontese della grande montagna – l’unico quattromila tutto italiano – fino ai 2247 metri del Lago Serrù. Gli organizzatori del Giro hanno in questo modo accolto l’annosa richiesta degli enti locali che, però, ambivano a un traguardo ancora più in quota, ai 2612 metri del Colle del Nivolet, il secondo valico stradale asfaltato per altitudine del Piemonte dopo il Colle dell’Agnello (2748 metri). Arrivare fin lassù avrebbe offerto immagini spettacolari alla televisione ma anche comportato parecchi disagi agli organizzatori essendo la strada a fondo cieco e povera di parcheggi in vetta. Ci si dovrà così accontentare di un Nivolet “smozzicato” ma comunque rilevante come difficoltà altimetrica perché si affronterà lo stesso un’ascesa finale esigente, sia sul piano del chilometraggio, sia per le pendenze che si andranno a superare. Per “compensare” il taglio del finale Vegni è andato a scovare un’altra rilevante salita – il Pian del Lupo – proprio nell’imminenza nell’ascesa conclusiva che, unita al Colle del Lys da scalare nella prima parte del percorso, andrà a comporre il quadro del primo dei tre “tapponi” del Giro 2019: dei 188 Km del tracciato poco meno di 50 saranno da percorrere in salita, superando un dislivello globale di quasi 3200 metri, numeri che potrebbe causare un vero e proprio scompiglio nella classifica di una corsa che finora non aveva proposto grandissime salite, se si esclude il Montoso scalato il giorno prima a una trentina di chilometri dal traguardo di Pinerolo. Da quest’ultima si ripartirà in pianura ma, percorsi i primi 9 Km, subito si andrà incontro alla prima salita di giornata, la Colletta di Cumiana, 3700 metri al 6.6% che terminano con un muretto di 700 metri al 10.3% e che iniziano all’uscita dall’omonimo centro, paese natale di Francesco Camusso, corridore che gareggiò tra i professionisti dal 1928 al 1938 e che è principalmente ricordato per aver vinto il Giro d’Italia nel 1931, l’anno nel quale la Gazzetta dello Sport istituì la maglia rosa. Il gruppo scenderà quindi a specchiarsi nelle acque del più grande dei due laghi di Avigliana, nel quale si riflette anche la mole del Monte Pirchiriano, sulla cui cima nel X secolo fu eretta l’Abbazia di San Michele della Chiusa, monumento simbolo della Regione Piemonte più conosciuto con il nome di Sacra di San Michele, un tempo tappa di un percorso di pellegrinaggi dedicato all’arcangelo Michele che collegava la celebre abbazia francese di Mont Saint-Michel con il santuario dedicato al santo eretto a Monte Sant’Angelo in Puglia.
Percorsi 35 Km dal via si giungerà ai piedi della prima delle tre grandi ascese di previste dal tracciato, il Colle del Lys, non certo una novità per la corsa rosa, che la scalò per la prima volta lo scorso anno nel tappone di Bardonecchia vinto da Chris Froome. Dodici mesi fa si era, però, saliti dal versante settentrionale, decisamente più pedalabile rispetto ai 13.7 Km al 6.8% che si affronteranno stavolta per arrivare fino al monumento innalzato in memoria dei 26 partigiani che il 2 luglio del 1944 furono in quel luogo catturati e fucilati dai tedeschi. La discesa successiva condurrà la corsa a Viù, comune noto agli appassionati di “bob kart” in quanto sede – sin dal 1959 – di un gran premio di questa particolare gara che ricorda le “Soapbox Race” americane e che a luglio accoglierà anche l’arrivo della seconda frazione del Giro Rosa, il Giro d’Italia riservato alle donne che pure loro dovranno quel giorno salire sul Lys, anche se dal versante più pedalabile. Sfiorata Lanzo Torinese, principale centro delle tre “Valli di Lanzo” (la più settentrionale è la Val Grande, quella mediana è la Val d’Ala mentre il gruppo proveniva dalla più meridionale delle tre, quella di Viù), inizierà un tratto intermedio di una trentina di chilometri che “traghetterà” il gruppo verso le due ascese finali con un andamento leggermente ondualato. All’inizio di questo tratto si attraverserà la porzione più occidentale della Riserva naturale della Vauda, creata nel 1992 per preservare l’altopiano formatosi ai piedi del ghiacciaio che un tempo ricopriva interamente le Valli di Lanzo; a lievi saliscendi ci si avvicinerà a Rocca Canavese, presso il quale si stagliano i ruderi del locale castello, probabilmente di fondazione longobarda. Un altro breve “zampellotto” sarà quello che introdurrà la corsa a Rivara, dove di castello non ce n’è uno, perché questo comune ne può sfoggiare ben due, anche se entrambi i manieri appartengono al medesimo complesso architettonico. Dopo Busano il percorso si fa meno articolato e con un lungo rettilineo in lieve falsopiano si approderà a Valperga, comune nel cui territorio ricade il Sacro Monte di Belmonte, il più occidentale e forse meno noto dei nove “Sacri Monti” riconosciuti patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO, realizzato nel XVIII secolo su iniziativa del padre francescano Michelangelo da Montiglio, che presso un preesistente santuario eretto attorno all’anno Mille ebbe l’idea di costruire delle cappelle nelle quali far rivivere le scene della Passione. La “traversata” verso il gran finale di corsa terminerà con il passaggio da Cuorgnè, dove il gruppo supererà il corso del torrente Orco – che ha le sue sorgenti proprio dalle parti del Nivolet – a breve distanza dalle arcate del vecchio ponte d’epoca medioevale, in abbandono dopo che nell’800 l’Orco si divorò letteralmente gran parte del manufatto. Al proposito, a guardare la nomenclatura della tappa odierna sembra che ora si entri in pieno nelle pagine d’una favola popolata da personaggi “cattivi” e tra Orco e Lupo il passo sarà breve, sotto la forma dei 9.4 Km all’8.7% che condurranno ai 1405 metri del Pian del Lupo attraversando parte della “Valle Sacra”, area del Canavese che prende questo nome dalla numerosa presenza di luoghi di culto, come il santuario dedicata a Santa Elisabetta, costruito nel 1796 poco sopra l’omonima frazione posta lungo l’ascesa che si starà percorrendo. Una discesa nettamente più tenera rispetto all’ascesa appena lasciatesi alle spalle (la pendenza media è del 5.5%) ricondurrà in circa 17 Km nella valle dell’Orco che, a partire da questo punto, sarà compagno di viaggio sino al traguardo, anche se non è ancora arrivato il momento dell’ascesa finale. Per quasi 25 Km, infatti, si correrà in ambiente di “pre salita”, prendendo dolcemente quota mentre si attraverseranno i centri di Pont Canavese (vi si trova l’antica pieve di Santa Maria in Doblazio) e Locana che, con i suoi quasi 133 Km quadrati, è il più esteso comune della provincia di Torino. È proprio da qui che la salita inizia a farsi più concreta, anche se le cartine ufficiali del Giro 2019 indicano come punto d’inizio ascesa il successivo centro di Noasca, comune dove nel 1950 furono girate alcune scene de “Il cammino della speranza”, pellicola di Pietro Germi inserita nell’elenco dei “100 film italiani da salvare” e che racconta il drammatico viaggio di un gruppo di minatori siciliani che abbandonarono la loro terra per cercare fortuna in Francia. Da qui iniziano gli ultimi 20.3 Km di gara, altalenanti perché inizialmente l’ascesa procede a gradoni alternando tratti in lieve ascesa ad altri più impegnativi, con l’incursione di una porzione pianeggiante di quasi 2 Km e mezzo che inizia dopo il passaggio da Ceresole Reale, il comune più alto valle, il cui toponimo ricorda l’epoca nel quale il Gran Paradiso non era ancora parco naturale – è il più antico d’Italia, istituito nel 1922 – ma riserva di caccia concessa in uso esclusivo ai regnanti di Casa Savoia, per i quali fu appositamente tracciata una fitta rete di mulattiere. All’uscita dalla pianura intermedia si incontrerà il Rifugio Muzio, piccola struttura ricettiva ricavata in quella che un tempo era una caserma costruita nel 1941, ha inizio la parte conclusiva della salita, che stavolta tirerà dritta senza più interruzioni nei conclusivi 6 Km che salgono all’8.9% verso il Lago Serrù, il bacino artificiale che sta all’inizio dell’ultimo panoramico tratto della strada del Nivolet, sui cui tornanti nel 1969 fu girata una spettacolare scena d’inseguimento, degna di un episodio della saga di 007, nel finale de “Un colpo all’italiana”, film di Peter Collison che occupa il 36° posto nella BFI 100, la lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.
Sono paesaggi da film che non avranno la possibilità di gustarsi i corridori, oggi chiamati a scrivere una delle pagine più importanti della storia del 102° Giro d’Italia.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Cappella della Colletta (617 metri). Valicata dalla SP 193 “della Colletta” che mette in comunicazione Cumiana con Giaveno, è quotata 621 sulle cartine del Giro 2019, dov’è chiamata con il nome di Colletta di Cumiana. Il Giro l’ha scalata tre volte, ma solo nel 1991 era valida come traguardo GPM: era la tappa Savigliano – Sestriere e vi scollinò in testa lo spagnolo Iñaki Gastón mentre a imporsi sul traguardo fu il connazionale Eduardo Chozas. Gli altri due passaggi risalgono al 2009 (Cuneo-Pinerolo, vittoria di Danilo Di Luca) e al 2016 (Muggiò-Pinerolo, primo al traguardo Matteo Trentin).

Colle del Lys (1311 metri). Aperto tra i monti Arpone e Pelà, è valicato dalla SP 197 “del Colle del Lys” e mette in comunicazione Almese con Viù. Talvolta il suo nome viene scritto “Lis”. Il Giro d’Italia l’ha inserito nel tracciato per la prima volta lo scorso anno, all’inizio del tappone che da Venaria Reale conduceva a Bardonecchia, vinto da Chris Froome. In vetta al Lys era transitato per primo lo spagnolo Luis León Sánchez.

Col San Giovanni (1116 metri). Valicato dalla SP 197 “del Colle del Lys” nel corso della discesa che dal Colle del Lys conduce a Viù.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Lago Grande di Avigliana

Sacra di San Michele

Lo scollinamento del Colle del Lys

Rocca Canavese, ruderi del castello

Castello di Rivara

Una cappella del Sacro Monte di Belmone a Valperga

Cuorgnè, vecchio ponte sul torrente Orco

Colleretto Castelnuovo, Santuario di Santa Elisabetta

La pianura del Canavese vista dalla strada per Pian del Lupo

Pont Canavese, Pieve di Santa Maria in Doblazio

Scena del drammatico film “Il cammino della speranza” girata a Noasca (www.davinotti.com)

Scena del drammatico film “Il cammino della speranza” girata a Noasca (www.davinotti.com)

Il rifugio Muzio, dal quale ha inizio il tratto più impegnativo dell’ascesa finale

Un’autobus in precario equilibrio sul precipizio: è una delle più spettacolari scene del film “Un colpo all’italiana”, girata lungo la strada del Colle del Nivolet  (www.davinotti.com)

Un’autobus in precario equilibrio sul precipizio: è una delle più spettacolari scene del film “Un colpo all’italiana”, girata lungo la strada del Colle del Nivolet (www.davinotti.com)

Il lago Serrù (sullo sfondo) e, in trasparenza, l’altimetria della 13a tappa del Giro d’Italia 2019 (wikipedia)

Il lago Serrù (sullo sfondo) e, in trasparenza, l’altimetria della 13a tappa del Giro d’Italia 2019 (wikipedia)

CHE GIRO CHE FA A PINEROLO

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Colpo Benedetti, rivoluzione in classifica: Polanc in rosa – La volata sul traguardo di Pinerolo: guarda l’ultimo chilometro – Polanc in Rosa: “Già sul pullman sapevamo cosa fare” – Jan Polanc nuova maglia rosa: “Un sogno, la tattica ha funzionato” – Conti: “Ho perso la rosa, ma non mi dispiace” – Benedetti: “Non sono un vincente, oggi era una delle mie prime chance” – - Damiano Caruso: “C’è mancato poco, onore a Benedetti” – Due ali di folla sull’ultimo strappo prima del traguardo di Pinerolo (Gazzetta dello Sport)

Giro d’Italia, tappa vinta da Benedetti. Lo sloveno Polanc nuova maglia rosa (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Cesare Benedetti pulls off perfect ambush to win stage 12 at Giro d’Italia as Jan Polanc becomes new race leader – Race for pink: why this uneventful race is a purist’s dream (The Daily Telegraph)

Francia

Benedetti s’impose, Polanc nouveau leader – Benedetti : «J’ai gagné, je n’y croyais pas» – Polanc «On a eu la tactique parfaite aujourd’hui» (L’Equipe)

Giro: la 12e étape pour Benedetti, Polanc en rose (Le Figaro)

Spagna

Landa y Supermán inician su remontada en Pinerolo – Benedetti logró su primera victoria como profesional (AS)

Landa y Supermán ponen en apuros a Roglic (Marca)

Landa reacciona en la montaña y Polanc es el nuevo líder del Giro – Mikel Landa: “Ha salido muy bien el día” – Caleb Ewan y Elia Viviani abandonan el Giro (El Mundo Deportivo)

Belgio

Eerste halve bergrit in Giro zorgt meteen voor spektakel: nieuwe leider en favorieten bestoken elkaar – De Gendt in Giro meteen op de afspraak in goede vlucht: “Maar ik wist snel dat het te moeilijk was” – Nieuwe roze trui reageert op Sloveense link met Operatie Aderlating (Het Nieuwsblad)

Giro: Benedetti s’impose, Landa et Lopez reprennent du temps (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Van Emden schrikt van ophef rond Roglic – Mollema komt ’lastig momentje’ te boven – Benedetti pakt ritzege, Mollema naar zesde plek – Ewan met ’geweldig gevoel naar huis’ – ’Roglic heeft nooit iets met hem te maken gehad’ – Breukink blikt vooruit: ’Misschien kans Oomen’ (De Telegraaf)

Benedetti sprint als een duveltje uit een doosje naar ritwinst, Polanc nieuwe leider (Algemeen Dagblad)

Germania

Benedetti holt dritten Etappensieg für Bora-Team (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Jungels: “Ich habe allen Grund enttäuscht zu sein” (Luxemburger Wort)

Giro d’Italia: Jungels verliert Zeit auf der ersten Bergetappe – Polanc nun in Rosa (Tageblatt)

Svizzera

Benedetti s’offre la première étape alpine du Giro(24 Heures)

Slovenia

Jan Polanc v rožnatem, dvojno slovensko vodstvo na Giru (Delo)

Colombia

Mikel Landa, ¿se arrepintió del insulto a Yates? Esto fue lo que dijo – Así fue el ataque de ‘Supermán’ López en el Giro – ¡Atacó ‘Supermán’ López! Descontó tiempo en el Giro de Italia – Las 5 claves que dejó la primera etapa de montaña en el Giro – ¡Llegó la montaña al Giro… López, al ataque! – ‘Calentamos las piernas; había que probar a los demás’: López (El Tiempo)

Primer descuento de Miguel Ángel López en la montaña – Primer ataque de ‘Superman’ López en el Giro de Italia (El Espectador)

Ecuador

Richard Carapaz, octavo en la general del Giro de Italia al terminar la etapa 12 (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi” (Lucio Battisti)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Pinerolo: nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 18.9°C, vento debole da ENE (6-8 Km/h), umidità al 78%
Almese (Km 40.1): nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 20°C, vento debole da ENE (6-9 Km/h), umidità al 72%
Viù (Km 69.4): nubi sparse, 19.2°C, vento debole da SE (9 Km/h), umidità al 64%
Cuorgnè (Sprint – Km 118.6): nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 20.4°C, vento debole da SSE (8 Km/h), umidità al 63%
Locana (Sprint – Km 162.6): pioggia modesta e schiarite (0.2 mm), 20.2°C, vento moderato da SSE (10-11 Km/h), umidità al 62%
Ceresole Reale (centro – Km 184.1) : pioggia modesta e schiarite (0.3 mm), 12.3°C, vento debole da S (8-9 Km/h), umidità al 71%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Garzelli: “Le pessibilità dei fuggitivi”
Orlando: “Cronaca diretto”
De Luca: “La maglia della Jumbo Visma non è presente in questa fuga”
Garzelli: “La fatica è quella giusta”
Genovesi: “Pirolo” (Pinerolo)
Garzelli: “Cataldo ha un ritardo dalla maglia gialla di nove minuti”
De Luca: “Vantaggio di 14 primi e 16 confronti”
De Luca: “Rifacciamo vedere il transito di Cavour” (il passaggio da Cavour)
De Luca: “Marco Salligari” (Saligari)
De Luca: “Stanno percorrendo quello che sarà il finale della trappa”
De Luca: “Tanta genti ai bordi strada”
De Luca: “La fotografia ci regala 25 corridori all’attacco”
Saligari: “Non c’è soluzione di respiro su quella salita”
De Luca: “È meno impegnativa la tappa di odierna”
De Luca: “Adesso la vivrimo assieme”
Saligari: “Foratura per ruota posteriore”
De Luca: “Testa della cursa”
De Luca: “Pineralo”
Garzelli: “Maja che parla radio”
Garzelli: “Davanti sono lanciati nella vittoria di tappa”
Garzelli: “Gianluca Brabecchi” (crasi tra Brambilla e Capecchi)
Garzelli: “Sono arrivati la fuga”
Garzelli: “Non si riserveranno nessun briciolo di forza”
Televideo: “Bora Hansghoe” (Bora Hansgrohe)
Televideo: “Hugh Jhon McCarty” (Hugh John Carthy)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo dodicesima tappa, Cuneo – Pinerolo

1° Grega Bole
2° Tom Leezer s.t.
3° Juan José Lobato s.t.
4° Jacopo Guarnieri s.t.
5° Sho Hatsuyama s.t.

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 2′45″
3° Nico Denz a 4′11″
4° Tom Bohli a 8′21″
5° Mark Renshaw a 12′11″

Miglior italiano Damiano Cima, 6° a 13′27″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

1 GIUGNO 1949 – 10a TAPPA: UDINE – BASSANO DEL GRAPPA (154 Km)

COPPI E BARTALI SI MISURERANNO OGGI SUI TRE GRANDI VALICHI DELLE DOLOMITI – I GIUDICI DI OGGI: ROLLE (m. 1970), PORDOI (m. 2239) e GARDENA (m. 2121)
Dura battaglia sulle Dolomiti per la conquista della maglia rosa – Un osservatore d’eccezione per una tappa eccezionale – Sulle Dolomiti dal 1937 in poi – Confidenze prima del via
La Udine-Bassano è stata una volata a 40 all’ora vinta da Corrieri – Sotto l’occhio vigile di Binda 3000 metri di dislivello da affrontare – Appassionanti serie di lotte in montagna – La parola alle salite – I “tre grandi” hanno detto

La torre del Palazzo del Comune di Pinerolo illuminata di rosa (www.comeedove.it)

La torre del Palazzo del Comune di Pinerolo illuminata di rosa in occasione del Giro d'Italia (www.comeedove.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure

Pagina successiva »