QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI COGNE

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Giro d’Italia: Ciccone scatenato, vola in solitaria e trionfa a Cogne

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Rácáfolt Valter Attilára, eldobta a szemüvegét és zokogott

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Giulio Ciccone escapes to seal Alpine stage win as Richard Carapaz retains leader’s jersey at Giro d’Italia

The Daily Telegraph

FRANCIA

Un sacré numéro de Ciccone

L’Équipe

SPAGNA

La ley del conformismo

AS

PORTOGALLO

Ciccone vence 15.ª etapa, Carapaz reforça liderança no Giro

Público

BELGIO

Giulio Ciccone staat uit de doden op en triomfeert in zware bergetappe, favorieten sparen elkaar

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Ciccone wint in eigen land, Bouwman in bergtrui

De Telegraaf

GERMANIA

Erstmals seit Thurau 1983: Buchmann beim Giro auf Top-Ten-Kurs

Kicker

COLOMBIA

Santiago Buitrago: gran carrera, segundo en la etapa 15 del Giro

El Tiempo

ECUADOR

Carapaz defiende la ‘maglia’ rosa en la etapa 15 del Giro, con Giulio Ciccone como ganador

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Montagnes valdôtaines (inno ufficiale della regione Valle d’Aosta)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo
Salò : poco nuvoloso, 24.2°C, vento debole da S (5-8 km/h), umidità al 59%
Bagolino – inizio salita Goletto di Cadino (38.4 Km): poco nuvoloso, 22.4°C, vento debole da S (8-10 km/h), umidità al 49%
Edolo – traguardo volante (89.4 Km): poco nuvoloso, 24.2°C, vento moderato da S (12-17 km/h), umidità al 52%
Passo del Mortirolo – GPM (129.9 Km): pioggia modesta e schiarite (0.3 mm), 15.4°C, vento moderato da SSW (16-20 km/h), umidità al 59%
Teglio – traguardo volante (172 Km): temporale con pioggia modesta e schiarite (0.6 mm), 22.4°C, vento moderato da SSW (14-20 km/h), umidità al 60%
Aprica: temporale con pioggia consistente (1.1 mm), 18°C, vento moderato da SSW (13-19 km/h), umidità al 69%

GLI ORARI DEL GIRO

10.15: inizio diretta su RaiSport
10.50: inizio diretta su Eurosport 2
11.15: partenza da Salò
12.10-12.15: inizio salita Goletto di Cadino
13.00-13.15: GPM del Goletto di Cadino
14.00: inizio diretta su Rai2
14.15-14.30: traguardo volante di Edolo e inizio salita Mortirolo
15.00-15.30: GPM del Passo del Mortirolo
15.40-16.15: inizio salita di Teglio
15.55-16.35: traguardo volante di Teglio
16.20-17.10: inizio salita Santa Cristina
16.40-17.30: GPM del Valico di Santa Cristina
16.50-17.40: arrivo ad Aprica

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Saligari: “Formola” (Formolo)
Rizzato: “Trentin fu vittima del successo di Pedersen” (ricordando il secondo posto al mondiale del 2019)
Martini: “Formolo si è rovesciato una borraccia in volto”
Petacchi: “Rui Costa fa un po’ difficoltà a seguirla”
Colbrelli: “Ho visto tanti uomini di classifica saltare il giorno di riposo”
Fabretti: “Tanti problemi dal punto di vista fisici”
Benincasa: “Inedita rampa di Cogne” (Cogne era stata affrontata al Giro nel 1985 e poi una salita di oltre 20 Km è tutto tranne che una rampa)
Televideo: “Maglia rosa Carapaz a oltre quattro minuti” (molto oltre, il gruppo maglia rosa è giunto al traguardo quasi otto minuti dopo l’arrivo di Ciccone)
Televideo: “Povili” (Covoli)

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della quindicesima tappa, Rivarolo Canavese – Cogne

1° Roger Kluge
2° Harm Vanhoucke s.t.
3° Michael Schwarzmann s.t.
4° Magnus Cort s.t.
5° Pieter Serry s.t.

Miglior italiano Jacopo Guarnieri, 6° (s.t.)

Classifica generale

1° Roger Kluge
2° Pieter Serry a 10′16″
3° Bert Van Lerberghe a 17′31″
4° Matthias Brändle a 18′11″
5° Clément Davy a 19′03″

Miglior italiano Filippo Tagliani, 11° a 38′04″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

15a tappa: MOENA – APRICA (215 Km) – 3 GIUGNO 1962

IL GIRO D’ITALIA È COMINCIATO IERI – SONO RIMASTI I “GENERALI” MA SCARSEGGIANO LE TRUPPE – ADORNI “SACRIFICATO” A CARLESI S’È PRESA LA RIVINCITA AD APRICA
La drammatica tappo dolomitica di sabato ha aperto nuovi emozionanti orizzonti – Dopo i ritiri in massa che hanno dimezzato i concorrenti – È avvantaggiato Battistini che ha ancora sette uomini (anche Massignan?) ai suoi ordini – Perez Frances e Anglade sono rimasti con un gregario soltanto – Baldini e Defilippis come ai tempi d’oro

I prati di SantOrso a Cogne striati di rosa in occasione del Giro (aostasera.it)

I prati di Sant'Orso a Cogne striati di rosa in occasione del Giro (aostasera.it)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

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Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)
3a tappa: Kaposvár – Balatonfüred
4a tappa: Avola – Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza)
5a tappa: Catania – Messina
6a tappa: Palmi – Scalea (Riviera dei Cedri)
7a tappa: Diamante – Potenza
8a tappa: Napoli – Napoli
9a tappa: Isernia – Blockhaus
10a tappa: Pescara – Jesi
11a tappa: Santarcangelo di Romagna
12a tappa: Parma – Genova
13a tappa: Sanremo – Cuneo
14a tappa: Santena – Torino

CICCONE SHOW A COGNE. L’ABRUZZESE TROVA IL RISCATTO, NO CONTEST TRA I BIG.

Appena una settimana fa l’avevamo lasciato con gli occhi gonfi di lacrime dopo la pesante debalce subita proprio nell’attesissima tappa di casa che si concludeva in cima al Blockhaus. Una giornataccia che lo aveva messo fuori dalla lotta per la maglia rosa, ridimensionandone ancora una volta le ambizioni. Sette giorni dopo ritroviamo un Giulio Ciccone guascone che festeggia una splendida vittoria ottenuta in solitaria al termine di una lunga fuga, raddrizzando un Giro che finora gli aveva riservato molta amarezza. Il portacolori della Trek-Segafredo ha avuto la meglio sui compagni di fuga, staccando lungo la salita finale Santiago Buitrago (Bahrain-Victorius) e Hugh Carthy (EF Education-Easy Post), ultimi ad arrendersi alla foga dell’Abruzzese. Ciccone ha tagliato il traguardo con 1′31″ su Buitrago e 2′19″ su Antonio Pedrero (Movistar Team). Giornata tranquilla per gli uomini di classifica che, dopo la brutale tappa di Torino e alla viglia di un’ultima settimana durissima, hanno deciso di non attacarsi. Resta dunque immutata la classifica che vede in testa Richiard Carapaz (Ineos Grenadiers) davanti a Jai Hindley (Bora-Hansgrohe) staccato di 7″ e Joao Almeida (UAE Team Emirates) a 30″.

La 15a frazione del Giro 2022 rappresentava la prima delle 5 tappe alpine in programma: 177 km da Rivarolo Canavese a Cogne conditi da circa 4000 metri dislivello. I primi 90 km erano sostanzialmente pianeggianti. Una volta giunti al traguardo volante di Pollein (km 90,5) aveva inizio la prima salita di giornata, l’ascesa verso Pila (12,3 km al 6,9%). Una lunga discesa anticipava il passaggio per Aosta (km 120) e quindi la seconda salita di giornata che ha portato i corridori a Verrogne (13,8 km al 7,1 %). Dalla cima del gpm mancavano ancora 40 km al traguardo, di cui i primi 15 tutti in discesa (molto tecnica). Infine, dopo un brevissimo tratto di fondovalle, ai -22,4 iniziava l’ascesa finale, una salita decisamente pedalabile (pendenza media del 4,3%) e il cui tratto più complicato era quello iniziale (tratti al 7%). Un finale che non lasciava presagire grandi attacchi tra gli uomini di classifica e che invece si prestava molto ai cacciatori di tappe.

Così come già successo nelle precedenti tappe, non appena dato il via ufficiale alla corsa, sono partiti gli attacchi per entrare nella fuga di giornata. La bagarre è stata altissima anche perchè, dopo la terrbile giornata di ieri, in gruppo era forte il sentore di un no contest tra gli uomini di classifica. E così, come succede sempre quando sono in tanti a voler andare in avanscoperta, la fuga ha tardato a partire. L’azione buona è partita soltanto intorno al km 75 quando dal gruppo principale è riuscito ad evadere un drappello di 5 corridori: Remy Rochas (Cofidis), Merhawi Kudus (EF Education-EasyPost), Lawson Craddock (Team BikeExchange-Jayco), Thymen Arensman (Team DSM) ed Erik Fetter (Eolo-Kometa). Al quintetto si sono aggiunti pochi chilometri dopo altri 22 uomini: Mikaël Cherel e Nicolas Prodhomme (AG2R Citroën), Mathieu Van der Poel e Dries De Bondt (Alpecin-Fenix), David De La Cruz e Harold Tejada (Astana Qazaqstan), Santiago Buitrago (Bahrain), Luca Covili (Bardiani-CSF), Natnael Tesfatsion (Drone Hopper-Androni Giocattoli), Hugh Carthy e Julius Van den Berg (EF), Koen Bouwman, Gijs Leemreize e Sam Oomen (Jumbo-Visma), Antonio Pedrero e Iván Sosa (Movistar), Nico Denz e Martijn Tusveld (DSM), Giulio Ciccone e Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Rui Costa e Davide Formolo (UAE Emirates).

La fuga ha proceduto d’amore e d’accordo fino all’inizio della prima salita di giornata guadagnando subito un margine superiore ai 4 minuti sul gruppone tirato dalla Ineos. Proprio sulla salita che portava a Pila, Mathieu Van der Poel ha aperto le danze (ai -79) con un attacco a dir poco velleitario. Di lì a poco il neerlandese è stato ripreso e staccato dal connazionale Bouwman che si è poi involato in solitaria, transitando per primo sul gpm e riprendendosi così la maglia azzurra vestita nell’ultima settimana da Diego Rosa. Il mai domito Van der Poel è ripartito lungo la successiva discesa, stavolta in compagnia dell’altro neerlandese Tusveld. Il duo è riuscito poi a rientrare su Bouwman al termine della discesa (-60), mentre gli ex-compagni di fuga inseguivano con oltre un minuto di ritardo. Il gruppo, decisamente disinteressato alle sorti della tappa, procedeva invece con oltre 5 minuti di ritardo.

Lo scenario è cambiato sulla seconda salita di giornata, la più dura. L’ascesa verso Verrogne ha infatti scatenato i corridori del gruppo inseguitore che nel frattempo era scivolato ad oltre un minuto e mezzo dal trio olandese. Le prime accelerazioni sono state portate da Kudus, ma è stato Giulio Ciccone a produrre il cambio di ritmo decisivo. L’abruzzese è rinvenuto sulla testa della corsa ai -48 in compagnia di Buitrago e Pedrero, mentre Van der Poel e Bouwman, perdevano contatto, imitati poco dopo anche da Tusveld (ai-46). Nel frattempo il plotone, che era arrivato a 6 minuti di distacco, aveva improvvisamente accelerato grazie all’azione degli uomini della UAE che hanno addirittura fatto fermare Formolo per dare supporto al capitano Joao Almeida. Una volta esaurita la sfuriata della UAE nel gruppo principale erano ormai rimasti circa 30 corridori, con tutti i big della classifica. Dietro al trio di testa si era invece formato un altro terzetto, comprendente Hugh Carthy e Rui Costa oltre al già citato Tusveld. Il britannico ha rotto gli indugi nella seconda parte della salita riportandosi sul trio di testa prima del passaggio sul gpm. Tusveld e Rui Costa sono invece rientrati al termine della discesa (-27) andando a formare un drappello di 6 battistrada.

Una volta iniziata l’ascesa finale, Ciccone ha ricominciato ad accelerare. Nel giro di pochi chilometri di salita, l’abruzzese è rimasto nuovamente in compagnia dei soli Buitrago e Carthy. Il ritmo di Ciccone non è pero calato e così ai -20 ha perso contatto il giovane colombiano e poco dopo, ai -18, si è dovuto arrendere anche Carthy. Ciccone si è così involato in solitaria guadagnando un minuto di vantaggio sugli inseguitori in una manciata di chilometri. Alle sue spalle Carthy è andato in difficoltà venendo ripreso e staccato prima da Buitrago e poi da Pedrero. La cavalcata di Ciccone è diventata inarrestabile e ha trovato l’apoteosi nell’ultimo chilometro, in cui il corridore della Trek ha potuto festeggiare il meritatissimo successo incitando il numeroso pubblico assiepato ai bordi della strada. Seconda posizione per Buitrago (staccato di ben 1′31″) davanti a Pedrero (2′19″) ed un esausto Hugh Carthy (3′09″). Quinta posizione per Tusveld (4′36″) che è riuscito a precedere Luca Covili (5′08″) e il trio formato da Tesfatsion, Mollema e Leemreize e giunto a 5′27″. Completa la top ten di giornata Guillaume Martin (Cofidis) evaso dal gruppo negli ultimi km di salita verso Verrogne e giunto a 6′06″. Il gruppo dei migliori ha tagliato il traguardo a 7′48″ regolato da Fabio Felline (Astana Qazaqstan Team).

La classifica generale vede le prime 9 posizione assolutamente invariate rispetto alla tappa di Torino: resta in testa Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) con 7″ su Jai Hindley (Bora-Hansgrohe) e 30″ su Almeida. Martin grazie ai quasi 2 minuti guadagnati oggi rientra in top ten, scalzando dalla 10a posizione Alejandro Valverde, ora undicesimo.

Domani è in programma il terzo ed ultimo giorno di riposo alla viglia di una tappa, quella di martedì, che potrebbe incidere pesantemente sull’economia della corsa. I corridori saranno impegnati nella Salò-Aprica, frazione lunga 202 km e infarcita di salite. La prima difficoltà altimetrica sarà il Goletto di Cadino (19 km al 6,2%) posto dopo 59 km. Quindi, giunti ad Edolo, avrà inizio il Passo del Mortirolo (12,7 km al 7,7%) posto a 70 km dall’arrivo. Dopo la successiva discesa e un lungo tratto di fondovalle, i corridori dovranno affrontare il Teglio (5,1 km al 8,7%) e infine il temibile Valico di Santa Cristina (12,7 km al 8,1%), la cui cima sarà posta ad appena 6 km dal traguardo, quasi tutti in discesa.

Pierpaolo Gnisci

Ciccone show a Cogne (fonte:Getty Images)

Ciccone show a Cogne

UN GIRINO IN PARADISO

Le Alpi debuttano con un assaggio di Paradiso. La prima delle cinque tappe disegnate sulla catena alpina termina, infatti, alle porte del Parco Nazionale del Gran Paradiso con l’approdo presso le spettacolari cascate di Lillaz. Per raggiungere questo eden naturale i corridori dovranno superare due impegnative ascese – Pila e Verrogne – prima d’intraprendere quella, apparentemente più facile, che condurrà al traguardo. Ma, nonostante pendenze non eccezionali, il Paradiso per qualcuno potrebbe tramutarsi in Inferno.

Sono molte le volte nelle quali un corridore si sente in paradiso, quando è felice per un prestigioso traguardo raggiunto o quando giunge in vetta – non importa con quale piazzamento – a una salita come lo Stelvio, in cima alla quasi è possibile letteralmente toccare il cielo con un dito. Ma c’è solo un posto dove il Paradiso con la P maiuscola è cosa concreta ed è il re dei nostri parchi nazionali, quello del Gran Paradiso per l’appunto, che quest’anno celebrerà il duecentesimo anniversario della sua istituzione e che festeggerà questo traguardo soffiando sulle candeline con il Giro d’Italia, che ha scelto di proporre un arrivo in uno dei luoghi più spettacoli del parco, le spettacolari cascate di Lillaz. Sarà l’approdo della prima delle cinque tappe alpine dell’edizione 2022, al termine di un’interminabile salita di quasi 22 Km che sulle prime non sembra particolarmente insormontabile per via della sua pendenza media bassa, che abbatte di poco la soglia del 4%. Non sarà, però, affrontata “liscia” ma preceduta da due salite ravvicinate nettamente più impegnative ed è risaputo che l’abbinamento tra un’ascesa impegnativa e una successiva più pedalabile ha spesso portato a un incremento dei distacchi subiti sui colli precedenti, che molti potrebbero affrontare senza aver del tutto smaltito le fatiche profuso nella complicata frazione di Torino, disputata ventiquattrore prima.
Si partirà da Rivarolo Canavese puntando in direzione di Agliè, borgo famoso non solo per il suo castello sabaudo ma anche per “Il Meleto”, la villa nella quale trascorreva le vacanze estive il poeta Guido Gozzano, autore tra l’altro de “L’amica di Nonna Speranza” nella quale descrisse il salotto liberty della nonna, ancora oggi visibile all’interno della dimora. Privo di difficoltà altimetriche nei primi 60 Km, il percorso imboccherà ora la strada per Ivrea andando a toccare il borgo di Parella, il cui castello – risalente al XII secolo – domina i vigneti nei quali è prodotto l’Erbaluce, vitigno noto fin dall’epoca romana, quando fu chiamato con il nome di “Alba lux”, dal quale deriva l’attuale. Giunti alle porte della città dell’Olivetti – inglobata nel complesso della celebre azienda informatica è possibile ammirare l’inattesa apparizione della chiesa di San Bernardino, famosa per il suo tramezzo affrescato – il gruppo prenderà a risalire la sponda occidentale della valle dalla Dora Baltea, evitando in questo tratto la solita strada d’accesso alla Valle d’Aosta, che si ritroverà dopo il passaggio da Quincinetto e subito prima di giungere a Carema, unico centro nel quale è consentita la produzione dell’omonimo vino DOC, divenuto celebre grazie ai dirigenti della citata Olivetti, che usavano fare dono di bottiglie di questo vino a clienti e fornitori. Per il gruppo Carema rappresenterà la porta d’accesso alla Valle d’Aosta, che accoglierà il gruppo con la stretta gola di Bard, dominata dall’omonimo e celebre forte – oggi sede del Museo delle Alpi – e all’imbocco della quale è possibile ritrovare un breve tratto dell’antica strada consolare romana delle Gallie, via selciata scavata nella roccia che oggi viene ripercorsa dai pellegrini che ricalcano le rotte dell’antica Via Francigena. Un altro castello, quello cubico di Verrès, sorveglierà il momento nel quale il gruppo abbandonerà temporaneamente la pianura per affrontare quella che i cicloamatori locali hanno battezzato “salita della Mongiovetta” dal nome del centro di Montjovet e che, dopo 4.3 Km al 4.5% (primi 2 km al 6.1%), termine alle porte di Saint-Vincent, la celebre località di villeggiatura le cui fortune poggiano sui due pilastri delle fonti termali e del Casino de la Vallée, le prime scoperte nel 1770 dal sacerdote naturalista Jean-Baptiste Perret, il secondo inaugurato il 29 marzo del 1947 e inizialmente ospitato all’interno del Grand Hotel Billia.
Arrivati a Chambave si abbandonerà nuovamente la “strada maestra” per Aosta per superare il corso della Dora e portarsi a Fénis, altra meta prediletta dai turisti che vengono in valle per ammirarvi i suoi celebri castelli e qui ne visitano uno dei più famosi che – come molti della regione – appartenne alla famiglia nobiliare degli Challant e ai suoi rami cadetti. Subito dopo i corridori ritroveranno la pianura per uno degli ultimi tratti di tranquillità di questa frazione, che vedrà pedalare i “girini” sul velluto per 15 Km fino alle porte di Aosta. Nel percorso è effettivamente previsto il passaggio sulle strade del capoluogo ma ciò accadrà quasi un’ora più tardi perché prima bisognerà superare la prima delle tre salite che caratterizzano il finale. La prossima meta dei corridori, infatti, sarà Pila, stazione di sport invernali progettata nel 1971 dall’architetto francese Laurent Chappis sul modello delle “ski total” che erano state create dal nulla in quel periodo oltralpe (Chappis, per esempio, era stato il “papà” della nota Courchevel). I “girini” non percorreranno per intero la salita perché incontreranno lo striscione del GPM in località Les Fleurs, 5 Km a valle rispetto al punto dove si trova il piazzale posto al culmine dell’ascesa, luogo che in due occasioni ospitò l’arrivo di una tappa del Corsa Rosa, frazioni vinte nel 1987 dal britannico Robert Millar e nel 1992 dal tedesco Udo Bölts. L’inevitabile taglio – il tratto conclusivo è a fondo cieco – non intaccherà le caratteristiche di una salita che rimane impegnativa pur senza particolari “esagerazioni”, una dozzina di chilometri al 6.9% con il tratto più difficile – un paio di chilometri al 9.5% – a circa metà ascesa, poco dopo il passaggio da Charvensod, centro presso il quale si trovano gli scarsi resti di un castello che in epoca medioevale costituiva la residenza estiva dei vescovi della sottostante Aosta. Verso quest’ultima ci si dirigerà una volta terminata la discesa ed esser tornati alla rotatoria dove si era iniziata la salita verso Pila. Il passaggio sulle strade di quella che un tempo era considerata la “Roma delle Alpi” – periodo del quale sono giunti ai nostri giorni l’Arco di Augusto e due teatri antichi oltre ad altre vestigia del passato – concederà una breve tregua – circa 5 Km pianeggianti – prima delle riprese delle “ostilità”, che ora avranno il volto della salita di Verrogne, leggermente più difficile rispetto a quella pocanzi affrontata. Sono complessivamente 14.3 i chilometri che si dovranno affrontare per arrivare sino a quasi 1600 metri di quota, incontrando una pendenza media del 7% e difficoltà che qualche corridore del gruppo ben ricorderà: non solo l’ascensione a Verrogne era uno degli “ingredienti” del tappone di Courmayeur del Giro del 2019 – risultato decisivo per la vittoria finale dell’ecuadoriano Richard Carapaz – ma è stata spessa inserita nel percorso del “Giro della Valle d’Aosta”, una delle principali corse a tappe riservate alla categoria U23 (gli ex dilettanti), competizione che ha avuto tra i vincitori Fabio Aru (nel 2011 e nel 2012) e il francese Thibaut Pinot (2009).
Attraversato il borgo di Saint-Nicolas, presso il quale si possono ammirare spettacolari piramidi di terra che ricordano i calanchi, l’ultima discesa di giornata avrà termine in quel di Saint-Pierre, comune situato in una delle zone più soleggiate della Valle d’Aosta e principalmente conosciuto per i suoi due castelli, quello di Sarriod de la Tour e quello di Saint-Pierre, uno dei più scenografici della regione, purtroppo chiuso per restauri da una decina d’anni. Invece, per la prima volta nella sua storia iniziata nel 1287, una settimana prima del passaggio del Giro sarà aperto alle visite quello di Aymaville, la cui elegante struttura farà da cornice all’inizio della finale ascesa verso Cogne, una salita “double face” che proporrà in apertura i due tratti più impegnativi, un primo scalino di 4.4 Km al 7.9% e uno successivo di 2500 metri al 7.8% separati da una breve contropendenza. Smessi i panni della salita cattiva, negli ultimi nove chilometri le pendenze si fanno effettivamente “paradisiache” con un’inclinazione media che si attesta al 2.7% appena ma – se sulle rampe precedenti ci sarà stata selezione e qualche “pesce grosso” avrà perso le ruote dei migliori – quello che pare un eden potrebbe trasformarsi in un inferno, con secondi e minuti a scorrer via veloci come le impetuose acque delle cascate di Lillaz….

Mauro Facoltosi

Le cascate di Lillaz e l’altimetria della quindicesima tappa (siviaggia.it)

Le cascate di Lillaz e l’altimetria della quindicesima tappa (siviaggia.it)

CIAK SI GIRO

È uno dei castelli più ammirati e fotografati della valle e non poteva non finire immortalato in qualche pellicola. Stiamo parlando del castello di Fénis, che tra i suoi inquilini ha avuto nientemeno che il conte Dracula, quello impersonato dall’attore britannico – ma italiano d’adozione – Edmund Purdom. La sua sarà un’interpretazione vampiresca tutta da ridere, che lo vedrà in scena presso il castello valdostano al fianco degli indimenticati Paolo Villaggio e Gigi Reder. È all’ombra dello scenografico maniero, infatti, che nel 1985 saranno girati gli esterni della transilvana dimora del conte nello spassoso “Fracchia contro Dracula”, mentre per le scene ambientate nei tetri interni si ripiegò su Palazzo Farnese di Caprarola (Viterbo), nei cui sotterranei fu ricreata la cripta con le bare di Dracula e della sorella Oniria (Ania Pieroni), e sugli studi di Cinecittà, dove si sfruttò anche il set all’aperto che era stato allestito l’anno precedente per il film di Benigni e Troisi “Non ci resta che piangere”. E così quella che dodici mesi prima era stata la piazza dell’immaginario borgo toscano di Frittole, in questo film diventerà la piazza del paesello dove i due protagonisti pernotteranno in una locanda la notte prima di salire al castello e nella quale Villaggio tornerà ad alloggiare anche in “Superfantozzi” del 1986, stavolta presentata per il borgo provenzale nel quale Fantozzi fa ritorno al rientro delle crociate.
Tornando nella “Vallée”, il film con Villaggio non fu l’unico qui girato perché in altre quattro pellicole si vede il castello di Fénis e in un caso si trattò di una vera e propria “apparizione a effetto” perché ne “La frusta e il corpo” del 1963, diretto da Mario Bava con lo pseudonimo di John Old, il maniero valdostano è mostrato circondato dal mare. Nessuno degli attori impegnati nelle riprese in quell’occasione si era recato in Val d’Aosta: interpreti e troupe si trovavano, infatti, sulla spiaggia laziale di Tor Caldara, vicino ad Anzio, sulle cui dune il castello fu “adagiato” con un fotomontaggio dopo esser stato ripreso in loco.

Il castello di Fenis in Fracchia contro Dracula (www.davinotti.com)

Il castello di Fenis in "Fracchia contro Dracula" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location dei film citati

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/fracchia-contro-dracula/50002301

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/la-frusta-e-il-corpo/50000485

FOTOGALLERY

Rivarolo Canavese, Castello di Malgrà

Agliè, Villa Il Meleto

Castello di Parella

Ivrea, chiesa di San Bernardino

Tratto dell’antica strada romana delle Gallie alle porte di Bard

Castello di Verrès

Il casinò di Saint-Vincent

Castello di Fénis

Uno dei primi tornanti della salita verso Pila

Aosta, teatro romano

Aosta vista dalla strada che sale a Verrogne

Castello di Saint-Pierre

Il castello di Aymavilles visto dal tratto iniziale della salita verso Cogne

QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI TORINO

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Giro d’Italia, spettacolo a Torino: Yates vince, Carapaz in rosa e Nibali guerriero

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Tíz nap után gazdát cserélt a rózsaszín trikó a Giro d’Italián

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Britain’s Simon Yates bounces back to win thrilling Giro d’Italia stage as Richard Carapaz takes lead

The Daily Telegraph

FRANCIA

Le beau numéro de S. Yates, Carapaz en rose

L’Équipe

SPAGNA

Ecuador se tiñe de rosa

AS

PORTOGALLO

Yates vence 14.ª etapa do Giro, Carapaz veste a rosa e João Almeida continua em terceiro

Record

BELGIO

Simon Yates wint beklijvende rit en pakt tweede etappezege, Richard Carapaz pakt het roze

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Dumoulin stapt af in veertiende etappe Giro – Carapaz nieuwe leider in Giro; ritzege voor Simon Yates

De Telegraaf

GERMANIA

Yates triumphiert in Turin – Carapaz übernimmt Rosa

Kicker

COLOMBIA

Simon Yates voló en la etapa 14 del Giro; Carapaz es el nuevo líder

El Tiempo

ECUADOR

Carapaz es nuevo líder del Giro de Italia; etapa 14 para Simon Yates

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Stefania (Kalush Orchestra, canzone vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2022)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Rivarolo Canavese: poco nuvoloso, 27.7°C, vento debole da SE (5 km/h), umidità al 58%
Bard (43.9 Km): cielo sereno, 28.4°C, vento debole da SSW (5 km/h), umidità al 47%
Pollein – traguardo volante (90.2 Km): sole e caldo, 31.1°C, vento debole da SW (8-9 km/h), umidità al 33%
Pila – GPM* (104.7 Km): poco nuvoloso, 22.1°C, vento moderato da W (15 km/h), umidità al 39%
Aymavilles – inizio salita finale (154.9 Km): poco nuvoloso, 28.8°C, vento debole da SW (8-9 km/h), umidità al 39%
Cogne: pioggia modesta e schiarite (0.2 mm), 24.8°C, vento moderato da WSW (15-18 km/h), umidità al 26%

* previsioni relative alla quota della stazione di sport invernali (1800 metri), scollinamento a quota 1421 metri

GLI ORARI DEL GIRO

11.30: inizio diretta su RaiSport
13.00: inizio diretta su Eurosport 1
12.25: partenza da Rivarolo Canavese
14.00: inizio diretta su Rai2
14.25-14.35: traguardo volante di Pollein
14.30-14.40: inizio salita di Pila
14.55-15.15: GPM di Pila (Les Fleurs)
15.15-15.35: passaggio da Aosta e inizio salita di Verrogne
15.50-16.20: GPM di Verrogne
16.15-16.45: inizio salita di Cogne
16.50-17.25: traguardo volante di Cogne (centro)
17.00-17.30: arrivo a Cogne (Lillaz)

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Rizzato: “Diamo il benvenuto al motocronaca”
Rizzato: “Ha picchiato in una curva”
Borgato: “In testa a questo gruppo che si è appena fermato” (formato)
Rizzato: “Dare man forta”
Petacchi: “Sono tappole che hanno stancato tanto”
Martini: “Tesfatsion aiutato dai medici a rimettere la catena” (meccanici)
Rizzato: “Alla vigilia di un tappone dolomitico” (domani si va a Cogne, non sulle Dolomiti)
Rizzato: “Il vincitore del Blockhaus” (glielo spediranno a casa?)
Borgato: “Con questo stacco vuole dare una dimostrazione di forza”
Borgato: “Nibali ha grandi ritorni in questa città” (ricordi)
Fabretti: “Il caldo la fa da padrona”
Fabretti: “La vestizione della maglia rosa di Richard Carapaz”

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della quattordicesima tappa, Santena – Torino

1° Roger Kluge
2° Julius van den Berg a 48″
3° Edward Theuns s.t.
4° Felix Gall s.t.
5° Jacopo Guarnieri s.t.

Classifica generale

1° Roger Kluge
2° Pieter Serry a 10′16″
3° Bert Van Lerberghe a 17′31″
4° Matthias Brändle a 18′11″
5° Clément Davy a 19′03″

Miglior italiano Filippo Tagliani, 11° a 38′04″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

14a tappa: BELLUNO – MOENA (198 Km) – 2 GIUGNO 1962

UNA VIOLENTA BUFERA DI NEVE HA BLOCCATO IL GIRO – LA TAPPA INTERROTTA SUL PASSO ROLLE A QUOTA 1970
Sulle strade delle Dolomiti il più clamoroso colpo di scena della storia del ciclismo – Meco primo al traguardo – I concorrenti sfigurati dalla fatica
Su 109 corridori partiti, 54 si sono ritirati – Anche il campione del mondo Van Looy e lo specialista delle salite Gaul hanno abbandonato – Perché è stata fermata la corsa – Battistini nuova Maglia rosa con tre secondi di vantaggio in classifica sul francese Anglade – Fino alle prime ore di stamane in dubbio il percorso di oggi – Tecnici, meccanici e giornalisti si sono prodigati come infermieri – Conterno è crollato a terra dopo il traguardo – Il precedente del Bondone

La Mole Antonelliana griffata Giro dItalia (www.torinoclick.it)

La Mole Antonelliana "griffata" Giro d'Italia (www.torinoclick.it)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)
3a tappa: Kaposvár – Balatonfüred
4a tappa: Avola – Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza)
5a tappa: Catania – Messina
6a tappa: Palmi – Scalea (Riviera dei Cedri)
7a tappa: Diamante – Potenza
8a tappa: Napoli – Napoli
9a tappa: Isernia – Blockhaus
10a tappa: Pescara – Jesi
11a tappa: Santarcangelo di Romagna
12a tappa: Parma – Genova
13a tappa: Sanremo – Cuneo

BOTTE DA ORBI AL GIRO: YATES RISORGE A TORINO, CARAPAZ SI VESTE DI ROSA

Una tappa emozionante, spettacolare, con attacchi e distacchi d’altri tempi. E’ questo in estrema sintesi il quadro che viene fuori dalla 13a tappa del Giro d’Italia 2022, una frazione che ha regalato colpi di scena e uno scontro frontale fra i principali protagonisti della corsa rosa iniziato quando mancavano oltre 80 km all’arrivo. A trionfare in quel di Torino è stato Simon Yates (Team BikeExchange-Jayco), tornato al successo dopo la crisi del Blockhaus che lo ha estromesso dalla lotta per la maglia rosa. Alle sue spalle Jai Hindley (Bora-Hansgrohe), Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) ed un infinito Vincenzo Nibali, tornato ad altissimi livelli pochi giorni dopo aver annunciato il ritiro dalle corse a fine anno. La maglia rosa passa sulle spalle dell’Ecuadoriano che ora guida con appena 7” su Hindley, mentre l’ex leader Lopez è affondato ad oltre 4 minuti dopo aver provato a tenere duro.

La 14a tappa si presentava sin dalla vigilia come una frazione molto breve ma altrettanto insidiosa. Il menù di giornata proponeva infatti circa 3000 metri di dislivello condensati in appena 147 km interamente dipanati attorno alle colline Torinesi.
La prima parte del percorso prevedeva un tratto in linea di circa 70 km che portava la carovana da Santena, borgo noto per aver dato i natali a Cavour, fino al capoluogo Piemontese. Dopo un inizio sostanzialmente pianeggiante, la strada iniziava a salire col gpm di 3a categoria de Il Pilonetto (km 43,3) e la successiva salita che conduceva al parco della Rimembranza (km 63,9). A questo punto i corridori erano attesi dal duro e nervoso cirucito finale, lungo poco più di 36 km e da affrontare per ben due volte. Il circuito ricavato attorno alla città di Torino presentava ben tre salite: il Colle di Superga (5 km al 8,6%) posto ai -27, il colle della Maddalena (3,5 km al 8,1% e con punte al 20%) ai -12 e infine lo strappo del Parco del Nobile, dalla cui cima mancavano appena 4,5 km al traguardo. Una frazione altimetricamente complicata che si prestava a diverse soluzioni.

L’avvio è stato decisamente scoppiettante vista la voglia da parte di tanti di entrare nella fuga di giornata. Il primo attacco, avvenuto subito dopo il km 0, è stato orchestrato da Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) evidentemente in cerca di riscatto dopo la pesante debacle subita sul Blockhaus. Poco dopo è stato il turno di Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix) ancora una volta protagonista di un’azione in solitaria. Dopo qualche chilometro in avanscoperta il neerlandese si è però rialzato, mentre nel frattempo altri corridori provavano ad evadere. Tra gli uomini più attivi da segnalare Simon Yates (Team BikeExchange-Jayco), Diego Rosa (Eolo-Kometa) , Magnus Cort (EF Eduation-EasyPost )e Lorenzo Rota (Intermarché-Wanty-Gobert).
Il gruppo non ha però mollato la presa, anzi ha proceduto a lungo con un’andatura decisamente elevata che ha mietuto diverse ‘vittime’ già lungo l’ascesa de il Pilonetto. L’azione buona è partita proprio negli ultimi chilometri della salita per iniziativa di Joe Dombrowski (Astana Qazaqstan Team) a cui hanno risposto prima Ignatas Konovalovas (Groupama-FDJ) e poi Diego Rosa e Filippo Zana (Bardiani-CSF-Faizanè). Il quartetto è transitato sul gpm (vinto da Rosa) con pochi secondi di vantaggio sul gruppo ed ed è stato poi raggiunto lungo la successiva discesa da altri 4 uomini: Diego Camargo (EF Eduation-EasyPost), Ben Zwiehoff (Bora-Hansgrohe), Ivan Sosa (Movistar Team) e Alessandro Covi (UAE Team Emirates). Infine, intorno al km 50 sono rientrati anche Nans Peters (Ag2r Citroen Team), Sylvain Moniquet (Lotto-Soudal), James Knox (Quick Step Alpha Vinyl) e Oscar Riesebeek (Alpecin-Fenix) andando a formare un drappello di 12 corridori in testa alla corsa.

I battistrada hanno raggiunto nel giro di pochi chilometri un vantaggio di circa 3 minuti (km 60), ma proprio quando sembravano destinati a prendere il largo, in testa al gruppo sono giunti i corridori della Bora-Hansgrohe, evidentemente non contenti della situazione ed intenzionati a fare la selezione.
L’impressionante azione della squadra tedesca ha fatto rapidamente crollare il distacco, sceso ad 45” già ai -75. Le trenate degli uomini della Bora hanno messo alla corda il gruppo che al primo passaggio sulla linea del traguardo (-72) era ormai ridotto a brandelli. Il ricongiungimento tra il drappello dei big e quello dei battistrada è avvenuto proprio sulle primissime rampe del Colle di Superga, ma il ritmo della Bora è continuato a restare alto, facendo staccare via via altri uomini. In breve in testa alla corsa è rimasto un gruppetto di circa 15-20 corridori di cui non facevano più parte Alejandro Valverde (Movistar Team), rimasto attardato già nelle prime fasi dell’attacco della Bora, e Guillaume Martin (Cofidis) che ha invece perso contatto proprio lungo la salita. Joao Almeida (UAE Team Emirates) staccato dopo i primi chilometri di salita è invece riuscito a rientrare sulla testa della corsa poco prima dello scollinamento. Il drappello dei battistrada uscito fuori dal Colle di Superaga era formato da appena 12 uomini: la maglia rosa Juan Pedro Lopez (Trek-Segafredo), Jay Hindley, Wilco Kelderman ed Emanuel Buchmann (Bora-Hansgrohe), Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), Vincenzo Nibali (Astana Qazaqstan Team), Mikel Landa e Pello Bilbao (Bahrain-Victorius), Jan Hirt e Domenico Pozzovivo (Intermarché-Wanty-Gobert), Simon Yates (Team BikeExchange-Jayco) e Joao Almeida (UAE Team Emirates).

In tutta la fase successiva è stato Wilco Kelderman a scandire il ritmo nel gruppo di testa che ha continuato inesorabilmente a guadagnare su tutta i vari drappelli inseguitori. Al secondo passaggio sulla linea del traguardo, il gruppetto di Guillaume Martin aveva già 3 minuti di ritardo, mentre Valverde in compagnia di Hugh Carthy era già naufragato ad oltre 4′30”.
La corsa è riesplosa durante la seconda ascesa al Colle di Superga: una volta esaurito il lavoro di Kelderman, è stato il suo capitano Jai Hindley a riaccendere le ostilità. Il drappello si è così ulteriormente selezionato con Nibali, Hindley e Carapaz bravi a staccare il resto della compagnia, mentre la maglia rosa Lopez provava a restare attaccata con i denti allo scatenato terzetto. L’alternanza tra allunghi e rallentamenti ha però favorito il rientro dei vari Landa, Bilbao, Almeida, Pozzovivo, Buchmann e Yates. Ai -28,5 è però arrivato l’affondo di Carapaz che, dopo aver tirato il fiato, ha piazzato un scatto secco con cui si è levato tutti di ruota. L’Ecuadoriano ha guadagnato una ventina di secondi, ma gli immediati inseguitori non si sono scomposti e sono rimasti a galla grazie al grandissimo sforzo prodotto da Bilbao nel tratto di strada compreso tra Superga e Colle della Maddalena, il cui ultimo passaggio era posto ai -12. Proprio sul Maddalena si è assistito ad un nuovo e vigoroso scatto di Vincenzo Nibali, al quale ha saputo resistere solo Jai Hindley, mentre Landa e Almeida sono andati subito in difficoltà. L’azione del siciliano, in decisa crescita di condizione, ha dimezzato il gap da Carapaz che è stato raggiunto in cima alla salita prima dall’australiano, poi da Nibali e infine da Simon Yates, bravo a gestirsi e a rientrare proprio quando stava per iniziare la discesa. Alle spalle del nuovo quartetto vi era (a circa 20”) la coppia formata da Pozzovivo e Almeida, mentre Landa inseguiva con un distacco ancora maggiore in compagnia di Pello Bilbao.

I 4 battistrada hanno proseguito senza scossoni lungo la discesa, giungendo insieme allo strappo finale dove, dopo l’ennesimo tentativo di Nibali, è stato il britannico Yates a beccare l’accelerazione giusta. Ne Carapaz, ne Hindley ne Nibali hanno reagito e così il corridore della BikeExchange è riuscito a guadagnare un margine di circa 15” che ha poi difeso fin sul traguardo di Torino. Per il britannico si tratta della seconda vittoria di tappa in quest’edizione del Giro, dopo il trionfo nella crono di Budapest. Il gruppetto inseguitore è stato regolato da Hindley che ha battuto allo sprint Carapaz e il redivivo Nibali, che si è dovuto accontentare del 4° posto. Quinta posizione per Pozzovivo (a 29”) bravo a staccare nel finale un mai domo Almeida, 6° a 39”. Alle loro spalle il duo della Bahrain formato da Landa e Bilbao (a 51”) che ha anticipato Buchmann, 9° a 1′10”. 10a posizione a ben 4′25” dal vincitore per l’ormai ex maglia rosa Juan Pedro Lopez, crollato negli ultimi 20 km. Ancora più distanti gli altri uomini di classifica, con Valverde 12° ad oltre 8 minuti.

La nuova classifica generale vede una mezza rivoluzione. La maglia rosa passa sulle spalle di Richard Carapaz che ora guida con appena 7” di vantaggio su Hindley, 30” su Almeida e 59” su Landa. Seguono Domenico Pozzovivo (5° a 1′01”), Bilbao (6° a 1′52”) e Buchmann (7° ad 1′58”). Risale in 8a posizione Nibali (a 2′58”), mentre Lopez scivola in 9a piazza (a 4′04”). Ancora più dietro Valverde, decimo ad oltre 9 minuti da Carapaz.

La classifica potrebbe mutare nuovamente domani, al termine della 15a frazione che porterà i corridori da Rivarolo Canavese a Cogne dopo 177 km piuttosto complicati. La prima parte della frazione non riserverà difficoltà altimetriche, ma una volta giunti a Pollein (km 90) la strada inzierà a salire fino ai 1400 metri di Pila (12,3 km al 6,9%). Dopo la successiva discesa i corridori transiteranno per Aosta dove avrà inizio la seconda salita di giornata che porterà la carovana a Verrogne (13,8 km al 7,1%). Infine, dopo una seconda discsesa, avrà inizio la salita finale lunga oltre 22 km ma non eccessivamente dura (pendenza media del 4,3%). Una frazione che potrebbe sorridere alla fuga dopo la grande fatica fatta oggi da tutti gli uomini di classifica.

Pierpaolo Gnisci

Yates in azione durante la tappa di Torino (foto Tim de Waele / Getty Images)

Yates in azione durante la tappa di Torino (foto Tim de Waele / Getty Images)

ALLA SCOPERTA DELLE COLLINE INFAMI

Alla vigilia delle Alpi gli organizzatori hanno collocato una tappa “bastarda”, che potrebbe far male quanto e più di un tappone di montagne. Protagoniste saranno le colline torinesi, inserite in un tracciato che lascerà poco spazio alla tranquillità e proporrà un finale privo di respiro, con l’impegnativo Colle di Superga da ripetere due volte e la vicina Maddalena che debutterà con la stessa violenza di un impenetrabile muro.

Può una tappa di collina avere la stessa “delicatezza” di una frazione d’alta montagna? Sì, se è stata disegnata come quella che i partecipanti al Giro 2022 dovranno, alla vigilia delle Alpi, affrontare sulle strade delle cosiddette “Colline del Po”, toponimo con il quale è definita la piccola catena di bassi rilievi che fungono da “cuscinetto” tra il Monferrato e la città di Torino. Da quelle parti c’è una dura salita ben nota al gruppo, quella verso Superga, che in questa tappa dovrà essere ripetuta due volte, mentre tre saranno le ascese verso il vicino Colle della Maddalena, le ultime da un versante che nulla ha da invidiare a quello diretto alla celebre basilica. Se andiamo a vedere gli ordini d’arrivo delle più recenti edizioni della Milano-Torino, che terminava proprio al cospetto della basilica dopo la duplice scalata all’ascesa finale, ci rendiamo conto del potenziale di questo percorso, che ha l’aggravante di proporre nel complesso tremila metri di dislivello e la quasi totale assenza di momenti nei quali tirare il fiato negli ultimi 90 Km, nei quali si succederanno otto ascese (nove contando anche quella isolata da affrontare nel tratto iniziale): alla fine di questa giornata i corridori si saranno messi nelle gambe complessivamente 30 Km di salita e qualcuno potrebbe non smaltirne le fatiche e pagarne ancora un pesante dazio l’indomani nella tappa di Cogne.
L’inizio di questa delicata tappa sarà abbastanza soft poiché non s’incontreranno particolari difficoltà nei primi 37 Km, che vedranno i “girini” salpare da Santena, cittadina strettamente legata alla figura del primo capo del governo del Regno d’Italia, il conte Camillo Benso di Cavour, la cui famiglia qui possedeva un castello e nella cui cappella il Cavour è sepolto, deceduto a causa della malaria poco meno di tre mesi dopo l’Unità. Nei primi 15 Km si pedalerà in pianura, viaggiando in direzione della periferia di Chieri e della vicina Riva, per poi infilarsi nel “corridoio” che separa le “colline del Po” dal Monferrato, entrambe terre conosciute dagli appassionati di enologia. Fin qui “fermo”, transitati alle porte del centro di Andezeno il percorso diventerà per un attimo “frizzantino” proponendo un paio di dolci collinette quale aperitivo alla scorpacciata che si annuncia più avanti, la prima con meta fissata nel piccolo borgo di Marentino, presso il cui cimitero si trova l’interessante chiesa romanico lombarda di Santa Maria dei Morti. Raggiunto il vicino e panoramico centro di Sciolze – dal belvedere del colle del Fagnour la vista arriva ad abbracciare quasi per intero l’arco alpino piemontese – si scenderà in direzione del corso del Po, raggiungendolo a Gassino Torinese dove il percorso tornerà pianeggiante per poco più di 3 Km, fino alla località Sambuy. Qui si tornerà a pedalare in direzione delle colline per affrontare la prima delle nove salite principali, quella detta del “Pilonetto” dalla presenza proprio in vetta di una piccola edicola religiosa. Sono 3.6 Km al 7.2% che, di fatto, costituiscono il tratto iniziale del versante nordest della salita di Superga, quello che veniva percorso in discesa alla Milano-Torino dopo la prima scalata alla salita finale. Si procederà nuovamente in direzione di Chieri, stavolta giungendo sino alle porte della cittadina che tra il XV e il XX secolo fu sede di una tra le principali comunità ebraiche del Piemonte e che, oltre al ghetto, presenta anche altri interessanti monumenti, come il duomo gotico di Santa Maria della Scala e le chiese di San Giorgio, San Domenico, San Filippo e San Bernardino. Con uno degli ultimi tratti tranquilli di questa tappa ci si porterà a Pecetto Torinese, centro situato ai piedi del Colle della Maddalena, che dall’alto dei suoi 715 metri è la “Cima Coppi” della collina torinese, in vetta alla quale nel 1928 il fondatore della FIAT Giovanni Agnelli fece collocare il Faro della Vittoria, monumento di bronzo realizzato dallo scultore Edoardo Rubino per celebrare il decimo anniversario della vittoria nella Prima Guerra Mondiale. La prima scalata al colle sarà parziale e sarà affrontata da un versante diverso da quello più impegnativo che si affronterà più avanti, 3.8 Km al 5.8% al termine dei quali il gruppo farà l’ingresso nel circuito di circa 36 Km che accoglierà le fasi salienti di questa tappa e che dovrà essere inanellato due volte. Dieci chilometri più avanti ci sarà il primo passaggio dal traguardo, posto a cavallo dell’ultimo tratto di pianura di questa tappa, quattro chilometri e mezzo filanti seguendo il corso del Po e sfiorando poco dopo il passaggio sulla linea d’arrivo il monumento dedicato a Fausto Coppi, inaugurato nel 2002 su iniziativa dell’ex corridore piemontese Nino Defilippis, realizzato da Giuseppe Tarantino e adornato alla base da pietre provenienti dalle salite che il Campionissimo aveva domato. Giunti nella borgata Sassi si entrerà nel vivo con la prima delle due scalate dirette alla celebre basilica di Superga, fatta innalzare dal Re di Sardegna Vittorio Amedeo II di Savoia quale ex voto dopo una sconfitta subita dall’esercito francese e successivamente divenuta cappella funeraria della famiglia regnante. A differenza della Milano-Torino, i corridori non arriveranno fisicamente fino al piazzale – essendo il tratto finale a fondo cieco – ma la salita sarà affrontata quasi per intero con l’aggiunta dell’appendice verso il vicino Bric del Duca, percorrendo 4800 metri all’8.7% che presenta un picco al 18% dopo circa 2.5 Km e una feroce balza di un chilometro all’11.8% nella seconda parte dell’ascesa.
Se la salita era stata ardua, al contrario dolcissima sarà la planata lungo la sinuosa strada panoramica che collega il colle di Superga a quello di Pino Torinese, dal quale la storia della RAI è transitata a braccetto con il Giro d’Italia. Nel maggio del 1950, infatti, la futura tv di stato installò appositamente a Pino un ripetitore che consentì di trasmettere all’interno del sottostante motovelodromo di Torino le fasi finali della tappa del Giro vinta dall’abruzzese Franco Franchi, una delle tante prove generali che porteranno il 3 gennaio 1954 all’inizio ufficiale delle trasmissioni.
Dopo una lunga e momentanea interruzione della discesa, questa riprenderà poco prima di tornare ai piedi del Colle della Maddalena, che stavolta –come anticipato in precedenza – sarà affrontato da un versante molto più impegnativo rispetto a quello scalato all’ingresso del circuito. I numeri non paiono eccezionali, seppur non trascurabili, ma quel dato di 3.7 Km al 7% è notevolmente mitigato dal fatto che la seconda metà dell’ascesa è morbidissima. Invece, nella prima parte si dovrà salire dalla “Strada della Vetta”, un budello che metterà in fila i pretendenti al successo finale non solo per la carreggiata ristretta ma anche per le pendenze da micidiale muro del chilometro iniziale (media del 12.3%), in cima al quale si giungerà in uno dei luoghi più caratteristici della Collina Torinese, la Sella dell’Eremo, piccolo valico che prende il nome dal Regio Sacro Eremo fondato dal duca Carlo Emanuele I di Savoia come ringraziamento dopo la fine della pestilenza che aveva colpito Torino nel 1599 e della cui costruzione originaria sono rimaste solo alcune piccole parti, come la torre dalla quale il duca assistette alla posa della prima pietra del monastero.
Giunti in vetta alla Maddalena ci sarà una variazione di percorso rispetto al tracciato presentato a novembre e che prevedeva, a questo punto, di scendere verso Moncalieri per poi far ritorno a Torino affrontando le brevi ma ripide salite di Rocca Santa Brigida e del Quadrivio Raby, tolte in un secondo momento dal percorso perché la prima avrebbe provocato, a causa di alcuni passaggi molto stretti, non pochi problemi alle ammiraglie al seguito. Così dalla cima della Maddalena si scenderà direttamente al Quadrivio Raby attraverso la Val Salice per poi svoltare in direzione del Parco del Nobile, area verde nella quale è stato realizzato un “giardino delle farfalle” piantumando fiori in gradi di attrarre numerosi esemplari di questi spettacolari insetti. Il tratto verso il Parco del Nobile rappresenterà anche l’ultima difficoltà altimetrica della tappa, ascesa di 1600 metri all’8.1% che all’ultimo dei tre passaggi previsti metterà in palio anche gli abbuoni che in ciascuna frazione in linea sono programmati al secondo dei due traguardi volanti. A quel punto mancheranno solo 4.5 Km al traguardo, in gran parte da percorrere lungo una discesa che nel tratto finale andrà a lambire la seicentesca Villa della Regina, progettata come “casa” di campagna del cardinale Maurizio di Savoia e in seguito divenuta residenza estiva prediletta dalle due sovrane di casa Savoia che le attribuirono l’attuale nome, Anna Maria d’Orleans e Polissena d’Assia. Transitati ai piedi della più bassa tra le elevazioni della collina torinese – il Monte dei Cappuccini, dove l’antico monastero oggi ospita il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, fino al 1942 raggiungibile anche mediante una funicolare oggi scomparsa – si farà ritorno in riva al Po per gli ultimi palpiti di una tappa da batticuore.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella di Pino (507 metri). Vi transita la Strada Provinciale 5 “di Pino” tra Reaglie e Pino Torinese, nel punto dove confluisce la panoramica proveniente da Superga. Il Giro d’Italia vi è transitato l’ultima volta nel 2005 nel corso della cronometro Chieri – Torino, vinta da Ivan Basso. È stata luogo di passaggio anche alla Milano-Torino, quando la scalata a Superga veniva affrontata dal versante di Baldissero Torinese e l’arrivo era fissato all’interno del Parco del Valentino: è nella discesa da Pino verso Reaglie che nel 1995 avvenne l’incidente che tenne lontano dalle corse per parecchi mesi Marco Pantani. Anche il Giro del Piemonte l’ha inserita in più occasioni nel suo tracciato.

Sella dell’Eremo (621 metri). Valicato dalla Strada Eremo, che mette in comunicazione diretta Torino con Pecetto Torinese evitando l’ascesa fino al Colle della Maddalena. Inedita per il Giro, in passato è stata inserita nel tracciato del Giro del Piemonte.

Nota. Il testo di riferimento è “Valichi stradali d’Italia” di Georges Rossini (editore Ediciclo).

La basilica di Superga e l’altimetria della quattordicesima tappa (www.sermig.org)

La basilica di Superga e l’altimetria della quattordicesima tappa (www.sermig.org)

CIAK SI GIRO

Nello scorso capitolo della nostra guida alla scoperta dei luoghi del cinema italiano avevano scomodato gli “avatiani” e ora non possiamo scontentare gli “argentiani”, i fan di Dario Argento che spesso ha scelto – e non a caso, considerata la sua fama di “città magica” – Torino e i suoi dintorni per girare i suoi film. Il primo fu “Il gatto a nove code” del 1971 (suo secondo film da regista dopo una precedente esperienza come attore e diverse come sceneggiatore), al quale seguirono “4 mosche di velluto grigio” e “Profondo rosso”. A partire dal 1977 il regista romano si lancerà nel progetto di realizzare la trilogia horror delle “tre madri”, ispirata al romanzo “Suspiria De Profundis” dello scrittore inglese Thomas de Quincey. Oramai affermatosi a livello mondiale grazie al successo di “Profondo rosso”, Argento preferirà a questo punto concedersi altri set e così andrà a girare prevalentemente in Germania “Suspiria” (nel 2018 oggetto di un remake firmato da Luca Guadagnino) mentre sceglierà Roma – con una capatina negli Stati Uniti – per le riprese di “Inferno”, il secondo capitolo della trilogia, uscito nel 1980. Si dedicherà poi ad altri progetti e, dopo aver steso e risteso più volte la sceneggiatura, bisognerà attendere ben 27 anni per vedere al cinema l’ultimo capitolo della trilogia, “La terza madre”, nella quale Torino tornerà “prepotentemente” a far da scenografia alla trama, pur con la frequente intrusione di location romane. Ma stavolta Argento “sconfinerà” al di fuori del capoluogo piemontese, per raggiungere la spettacolare Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso e il piccolo centro di Andezeno, uno dei paesini toccati dal percorso della tappa odierna: nel cimitero furono girate le scene iniziali, quella della scoperta dell’urna la cui apertura scatenerà Mater Lacrimarum, la più crudele delle tre mortifere “madri”.

Uno scorcio di Andezeno nel film La terza madre (www.davinotti.com)

Uno scorcio di Andezeno nel film "La terza madre" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location dei film citati

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/il-gatto-a-nove-code/50000988

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/il-gatto-a-nove-code/50000988

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/profondo-rosso/50001363

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/la-terza-madre-2007/50008792/pagina/1 (su due pagine)

FOTOGALLERY

Santena, Castello Cavour

Marentino, Chiesa di Santa Maria dei Morti

L’edicola religiosa posto sulla cima della salita del Pilonetto

Duomo di Chieri

Torino, Monumento a Fausto Coppi

Basilica di Superga

Torre dell’Eremo

Colle della Maddalena, Faro della Vittoria

Villa della Regina vista dalla strada che i corridori percorreranno in discesa verso il traguardo

Monte dei Cappuccini

Chiesa della Gran Madre

QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI CUNEO

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Cuneo parla francese, è tripletta per Arnaud Démare

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Az idei Giro eddigi legjobb magyar eredménye és egy kidőlő klasszis

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Mark Cavendish third as Arnaud Démare tightens grip on points jersey with another Giro d’Italia stage win

The Daily Telegraph

FRANCIA

La Dolce Vita pour Démare – Malade, Bardet a abandonné

L’Équipe

SPAGNA

Démare y Bardet: cal y arena

AS

PORTOGALLO

Démare vence ao sprint pela terceira vez no Giro

Público

BELGIO

Démare sprint in extremis naar derde ritzege na dolle achtervolging op vroege vluchters in Giro

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Démare voltooit hattrick en wint derde etappe deze Giro

De Telegraaf

GERMANIA

Bauhaus sprintet in Cuneo auf Platz zwei – Buchmann nun Gesamtachter

Kicker

COLOMBIA

Giro de Italia: Démare, ganador de la etapa 13; Gaviria fue cuarto – Romain Bardet abandona el Giro de Italia 2022 por problemas de salud

El Tiempo

ECUADOR

Carapaz sigue firme en la pelea por el Giro; la etapa 13 fue para Arnaud Démare

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Grazie dei fior (Nilla Pizzi)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Santena: cielo sereno, 27.7°C, vento debole da S (2-3 km/h), umidità al 59%
Gassino Torinese (32.3 Km): cielo sereno, 29.5°C, vento debole da S (4-6 km/h), umidità al 48%
Torino – 1° passaggio (74.1 Km): sole e caldo, 30.3°C, vento debole da SW (4-5 km/h), umidità al 45%
Torino – 2° passaggio (110.6 Km): sole e caldo, 30.8°C, vento debole da SW (4-6 km/h), umidità al 46%
Torino – arrivo: sole e caldo, 31°C, vento debole da SW (5-7 km/h), umidità al 45%

GLI ORARI DEL GIRO

12.15: inizio diretta su RaiSport
12.50: inizio diretta su Eurosport 1
13.15: partenza da Santena
14.00: inizio diretta su Rai2
14.20-14.30: GPM de Il Pilonetto
15.00-15.15: primo passaggio dal traguardo di Torino
15.05-15.20: traguardo volante presso il monumento a Fausto Coppi (Torino)
15.20-15.35: GPM di Superga (Bric del Duca)
15.45-16.05: GPM di Colle della Maddalena
16.00-16.20: secondo passaggio dal traguardo di Torino
16.20-16.45: GPM di Superga (Bric del Duca)
16.45-17.15: GPM di Colle della Maddalena
16.55-17.25: traguardo volante presso il Parco del Nobile (Torino)
17.00-17.30: arrivo a Torino

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Rizzato: “Il tragiatto della tredicesima tappa”
Rizzato: “Oneglia attraverserà questa tredicesima frazione”
Rizzato: “Braccio di ferra”
Saligari: “Van der Poel utilizza un gruppo che quest’anno è uscito con un nuovo gruppo”
Rizzato: “Costamagna fu direttore della Gazzetta fino al 1909″ (lo fu fino al 1912)
Rizzato: “Uomi di classifica”
Fabretti: “Errore di calcolo da parte del gruppo? Lo scopriremo solo vivendo”
Rizzato: “La tredicesima giornata di un Giro che è andato a tutta”
Garzelli: “Veramonte molto veloci”
Colbrelli: “Spero che tu possa portare a termine questa maglia”
Televideo: “Eenkhoorne” (Eenkhoorn)
Televideo: “Schwartzmann” (Schwarzmann)

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della tredicesima tappa, Sanremo – Cuneo

1° Roger Kluge
2° Matthias Brändle a 3′58″
3° Alex Dowsett s.t.
4° James Knox s.t.
5° Anthony Perez a 4′07″

Miglior italiano Samuele Rivi, 6° a 4′07″

Classifica generale

1° Roger Kluge
2° Pieter Serry a 9′28″
3° Bert Van Lerberghe a 16′43″
4° Matthias Brändle a 17′23″
5° Clément Davy a 18′15″

Miglior italiano Filippo Tagliani, 12° a 37′16″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

13a tappa: LIGNANO SABBIADORO – NEVEGAL (173 Km) – 31 MAGGIO 1962

CARLESI PRECEDE SOLER E DESMET NELLA TAPPA IN SALITA DEL NEVEGAL
Il Giro è giunto ai piedi delle Dolomiti
Defilippis nella parte centrale della tappa protagonista di un lungo e sfortunato tentativo di fuga – Bella prova del giovane corridore veneto Zanchetta – La Maglia rosa Desmet aumenta il vantaggio in classifica generale – Oggi riposo

GIORNO DI RIPOSO – 1 GIUGNO 1962

IL GIRO D’ITALIA AFFRONTA STAMANE I GRANDI VALICHI DELLE DOLOMITI
Il Giro è giunto ai piedi delle Dolomiti
Pesa sulla corsa la grave minaccia del maltempo – La tappa, lunga 198 Km, comprende la scalata di sei colli – Le strade non asfaltate e la pioggia aumentano la difficoltà della prova – Favoriti Gaul e Massignan

Anche la torre civica di Cuneo sè tinta del colore del Giro (www.comune.cuneo.it)

Anche la torre civica di Cuneo s'è tinta del colore del Giro (www.comune.cuneo.it)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)
3a tappa: Kaposvár – Balatonfüred
4a tappa: Avola – Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza)
5a tappa: Catania – Messina
6a tappa: Palmi – Scalea (Riviera dei Cedri)
7a tappa: Diamante – Potenza
8a tappa: Napoli – Napoli
9a tappa: Isernia – Blockhaus
10a tappa: Pescara – Jesi
11a tappa: Santarcangelo di Romagna – Reggio Emilia
12a tappa: Parma – Genova

UN FRANCESE RIDE, UN FRANCESE PIANGE. DÉMARE VINCE A CUNEO MENTRA BARDET LASCIA IL GIRO

Arnaud Demare (Team Groupama FDJ) vince la sua terza tappa del Giro 2022 battendo in volata Phil Bauhaus (Team Bahrain Victorious) e Mark Cavendish (Team Quick STep Alpha Vinyl). Dopo una trentina di km dalla partenza di Sanremo, Romain Bardet (Team DSM) è costretto al ritiro a causa di problemi intestinali. Il Giro perde un altro protagonista dopo Migel Angel Lopez alla vigilia di un week end che può dire molto in ottica classifica generale

Mentre all’orizzonte si stagliano i primi rilievi alpini, che saranno protagonisti in questo week end, oggi il Giro prosegue la risalita verso nord con la tredicesima tappa da Sanremo a Cuneo di 150 km. Una classica tappa di trasferimento come del resto le due precedenti, che non dovrebbe sconvolgere più di tanto la classifica generale. L’unico GPM del Colle di Nava, posto al km 54.1, ci dirà soltanto quali e quanti velocisti riusciranno a contendersi la vittoria di oggi, a meno di clamorose sorprese. Dallo scollinamento, mancheranno 96 km all’arrivo di Cuneo, prevalentemente pianeggianti, per cui i velocisti rimasti attardati possono rientrare con l’aiuto delle proprie squadre. Bisognerà anche vedere dove e quando si formerà la fuga di giornata, che se ben assortita potrà anche dare qualche grattacapo al rientro del gruppo. La fuga si formava verso il km 5 grazie all’azione di cinque ciclisti: Nicolas Prodhomme (Team AG2R Citroen), Filippo Tagliani (Team Drone Hopper Androni Giocattoli), Julius Van Den Berg (Team EF Education EasyPost), Mirco Maestri (Team EOLO Kometa) e Pascal Eenkhorn (Team Jumbo Visma). La fuga raggiungeva il vantaggio di quasi 4 minuti ai piedi del GPM del Colle di Nava. Si segnalava al km 35 il ritiro di Romain Bardet (Team DSM) a causa di precarie condizioni di salute che lo avevano colpito nelle ultime 24 ore. Tagliani si aggiudicava il primo traguardo volante di Pieve di Teco posto al km 43.7. A circa metà dell’ascesa verso la cima del Colle di Nava Tagliani si staccava dalla fuga che restava così formata da quattro uomini. Eenkhorn scollinava in prima posizione mentre il gruppo transitava sul Colle di Nava con un ritardo di 6 minuti e 40 km. Le squadre dei velocisti iniziavano a farsi vedere nelle prime posizioni del gruppo e l’inseguimento nei confronti della fuga sarebbe durato per parecchi km. Van den Berg si aggiudicava il secondo traguardo volante di San Michele di Mondovì posto al km 112. IL gruppo maglia gialla aumentava progressivamente l’andatura ed a farne le stese era una gruppetto di una quindicina di ciclisti in cui era presente anche Simon Yates (Team BikeExchange Jayco) e Richie Porte (Team INEOS). A 20 km dall’arrivo il vantaggio del quartetto di testa sul gruppo era di circa 2 minuti e mezzo. Erano soprattutto Team Groupama FDJ, Team Israel Premier Tech e Team Quick Step Alpha Vinyl ad alternarsi in testa al gruppo. A 12 km dall’arrivo il vantaggio della fuga era sceso a 1 minuto e 30 secondi. I lunghi rettilinei in avvicinamento a Cuneo ed il vento a favore, seppur leggero, avvicinava sempre di più il gruppo ai fuggitivi. A 4 km dall’arrivo la fuga aveva ancora 32 secondi di vantaggio sul gruppo in forte rimonta. Era una lotta sui secondi visto che il gruppo di testa non era intenzionato a mollare. Il quartetto di testa superava lo striscione dei 2 km all’arrivo avendo un vantaggio di 20 secondi sul gruppo. La decisa accelerazione della Groupama FDJ riprendeva la fuga a 600 metri dall’arrivo. Nella volata in leggera salita Arnaud Demare (Team Groupama FDJ) aveva la meglio su Phil Bauhaus (Team Bahrain Victorious) e Mark Cavendish (Team Quick Step Alpha Vinyl). Chiudevano la top five Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) in quarta posizione ed Alberto Dainese in quinta posizione. Demare ottiene la terza vittoria di tappa al Giro 2022 ed ipoteca ormai la maglia ciclamino. In classifica generale resta tutto invariato con Juan Pedro Lopez (Team Trek Segafredo) che resta in maglia rosa davanti a Richard Carapaz (Team INEOS) e Joao Almeida (UAE Team Emirates), entrambi staccati di 12 secondi. Domani è in programma la quattordicesima tappa da Santena a Torino. Il Giro inizia a entrare nel vivo e presenta un percorso adatto alle fughe ma anche a qualche colpo di mano da parte degli uomini di classifica, che possono ingolosirsi vedendo specialmente il circuito finale di Torino da ripetere due volte. La doppia scalata del Colle di Superga e del Colle della Maddalena potrebbero dirci qualcosa anche in ottica classifica generale.

Antonio Scarfone

Arnaud Demare vince a Cuneo (foto: Tim de Waele/Getty Images)

Arnaud Demare vince a Cuneo (foto: Tim de Waele/Getty Images)

DI VOLATA AL PIÈ DEI MONTI

Si scavalcano le Alpi Liguri nel viaggio verso Cuneo, dove il gruppo dovrebbe giungere più o meno compatto. L’unica vera salita sarà affrontata lontana dall’arrivo, ma l’ultima trentina di chilometri in lieve ma costante ascesa potrebbe rimanere nelle gambe di qualche sprinter.

È una tappa che potrebbe deludere gli appassionati la tredicesima del Giro d’Italia, soprattutto coloro che si saranno limitati a guardare le due “estremità” odierne. Da un lato c’è Sanremo, nome storico che richiama immediatamente alla memoria la Classicissima e il suo prestigioso e infinito albo d’oro, inaugurato nel 1907 da Lucien Petit-Breton, “nome d’arte” del corridore francese che all’anagrafe si chiamava Lucien Georges Mazan. Al capo opposto c’è Cuneo e qui il pensiero non può che volare dritto al ricordo di Fausto Coppi e della sua fantastica impresa solitaria verso Pinerolo, in quello che è il capostipite di tutti i tapponi, anche se non era certamente il primo che veniva inserito nel percorso di un grande giro. A deludere sarà l’itinerario scelto tra i due centri, anche perché s’è deciso di non buttar dentro salite che inevitabilmente si sarebbero trovate collocate parecchio lontane dal traguardo – per esempio, viaggiando dalla Liguria verso il Piemonte si poteva inserire l’ascesa a Pratonevoso da un versante inedito, ma sarebbe stata vanificata dal trovarsi isolata a più di 40 Km dall’arrivo – e di confezionare una delle ultime tappe destinate ai velocisti, dopo la quale avranno a disposizione solo quella di Treviso. Non sarà, comunque, una giornata facile per gli sprinter, sulle cui gambe potrebbero pesare le tossine accumulate sia nella lieve pendenza ascendente che caratterizza gli ultimi chilometri, sia nel tratto iniziale di questa frazione – se questa tappa dovesse prendere il via, come spesso capita, a velocità sostenuta – perché nei primi 55 Km si dovrà superare una salita non certo trascurabile come il Colle di Nava.
I primi chilometri di gara vedranno i “girini” ripercorrere a ritroso il tratto conclusivo della Milano-Sanremo (esclusi Poggio e Cipressa) in direzione di Imperia, dove il gruppo attraverserà entrambi i centri abitati che nel 1923 rinunciarono alla loro autonomia per fondersi in un solo comune, Porto Maurizio – nel cui cuore si trova il neoclassico duomo, ovviamente dedicato a San Maurizio – e Oneglia, centro che quando era ancora “single” aveva avuto l’onore di esser scelto come sede d’arrivo di una tappa del Giro d’Italia (correva l’anno 1911, la Corsa Rosa era alla sua terza edizione e a imporsi nella futura Imperia fu il pavese Giovanni Rossignoli). Voltate le spalle al mare – i “girini” lo ritroveranno la prossima e ultima volta al raduno di partenza di Marano Lagunare, tra sette giorni – la corsa si dirigerà subito verso le montagne prendendo a risalire la valle del torrente Impero in direzione del traforo, lungo quasi 2 Km, aperto nel 1980 per evitare l’ascesa sino ai 625 metri del Colle di San Bartolomeo. Non si potrà, invece, fare a meno d’affrontare la successiva e più impegnativa salita verso i 936 metri del Colle di Nava, celebre per le sue coltivazioni di lavanda i cui “effluvi” però non giungeranno ancora alle narici dei presenti, essendo l’inizio della fioritura previsto a giugno. Così sarà solo l’afrore del sudore a far da companatico ai “girini” mentre percorreranno i 10 Km al 6.7% che condurranno al passo da Pieve di Teco, lo stesso versante che fu percorso in discesa alla Milano-Sanremo del 2020, quando il “Mondiale di Primavera” fu traslocato ad agosto a causa della pandemia e a tagliare per primo lo storico traguardo di Via Roma fu uno dei corridori più attesi, il belga Wout Van Aert.
Superata la cima del Colle di Nava il gruppo entrerà in Piemonte percorrendo in veloce discesa l’alta valle del Tanaro, il sesto fiume per lunghezza della nostra nazione, che farà da compagno di viaggio dei “girini” per una quarantina abbondante di chilometri. In questo tratto di strada s’incontrerà per primo Ormea, borgo dalla suggestiva forma di cuore, e successivamente Garessio, località di villeggiatura frequentata anche dagli amanti degli sport invernali, che possono “sfogarsi” sulle piste tracciate fin dagli anni ’60 sul Monte Berlino, cuore della piccola stazione di Garessio 2000, situata presso il valico della Colla di Casotto.
Si lascerà la valle del Tanaro all’altezza del borgo di Ceva per puntare verso un centro caro non solo al Giro ma anche alla Gazzetta della Sport e che non a caso è stato scelto per ospitare il primo dei due traguardi volanti giornalieri. È San Michele Mondovì, paesello natale di Eugenio Camillo Costamagna, il giornalista che il 3 aprile 1896 fondò la Gazzetta assieme al collega Eliso Rivera, con il quale condivise la direzione della Rosea fino al 1898, quando il Rivera fu costretto alle dimissioni dopo esser stato accusato di aver preso parte alla sommossa popolare innescata dal rincaro del prezzo del pane e che sarà soffocata nel sangue dal generale Fiorenzo Bava Beccaris. Qualche chilometro più avanti il gruppo giungerà al cospetto del monumentale Santuario di Vicoforte, edificio segnalato sui principali testi di storia dell’arte per la sua cupola ellittica, la più grande esistente al mondo in tale forma, progettata dall’architetto Ascanio Vittozzi.
Un ultimo tratto in leggera discesa farà da preludio al passaggio del gruppo sulle strade della “Città del Tempo”, com’è stata ribattezzata Mondovì per le numerose meridiane che adornano i palazzi di Piazza, il più alto tra i sei “rioni” che compongono la cittadina piemontese. Mancheranno a questo punto 28 Km all’arrivo, un tratto conclusivo costantemente tracciato in lieve falsopiano ascendente che farà guadagnare nel complesso circa 165 metri di quota, condizioni che non impediranno l’arrivo in volata, anche se il gruppo potrebbe subire – a causa dell’alta velocità – un’inesorabile sforbiciata che porterà gli sprinter più in sofferenza a perdere le ruote del gruppo.
Perché la volata di Cuneo sarà per molti, ma non per tutti.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Colle di San Bartolomeo (tunnel) (340 metri). Vi transita la Strada Statale 28 “del Colle di Nava” tra Chiusavecchia e Pieve di Teco. Si tratta della variante che ha preso il posto della vecchia statale per il Colle di San Bartolomeo geografico, oggi declassata a provinciale. Nel 2020 questa strada è stata percorsa nel senso opposto nel finale della Milano-Sanremo, mentre il Giro d’Italia non vi è mai transitato, anche se era previsto il passaggio nelle fasi iniziali della Imperia – Sant’Anna di Vinadio nel 2001, annullata per la protesta dei corridori in seguito ai fatti del blitz dei NAS a Sanremo, la notte precedente.
Il colle soprastante (621 metri) è stato GPM in tre occasioni, che hanno visto scollinarvi in testa il romagnolo Mario Vicini durante la Torino – Sanremo nel 1938 (vinta dal medesimo corridore), il toscano Franco Bitossi durante la Diano Marina – Torino del 1965 (primo all’arrivo Aldo Pifferi) e il veneto Claudio Bortolotto durante la Imperia – Torino del 1980, terminata con il successo in volata di Giuseppe Saronni.

Colle di Nava (934 metri). Punto più elevato della Strada Statale 28 “del Colle di Nava”, viene superato tra Pornassio e la località Ponte di Nava, frazione del comune di Ormea. Sulle cartine del Giro 2022 è quotato 936 metri. Rispetto al vicino Colle di San Bartolomeo vanta un maggior numero di passaggi della Corsa Rosa, che l’ha inserito per la prima volta nel percorso nel 1949, quando questa salita fu affrontata nel corso della Sanremo-Cuneo (la tappa che precedette di 24 ore lo svolgimento della storica Cuneo-Pinerolo), vinta da Oreste Conte dopo che in vetta al Nava era scollinato in testa il ligure Vittorio Rossello. Il Giro vi tornerà altre sei volte e a conquistarne la vetta saranno il veneto Antonio Bevilacqua nel 1951, il piemontese Giancarlo Astrua nel 1952, il citato Bitossi nel 1965, lo spagnolo Julio Jiménez nel 1966, il romagnolo Guido Neri nel 1968 e lo spagnolo Ángel Arroyo nel 1890. L’ascensione al Nava era prevista anche nella citata tappa del 2001 saltata dopo il blitz dei NAS.

Nota. Il testo di riferimento è “Valichi stradali d’Italia” di Georges Rossini (editore Ediciclo).

Cuneo incorniciata dalle Alpi e l’altimetria della tredicesima tappa (www.lastampa.it)

Cuneo incorniciata dalle Alpi e l’altimetria della tredicesima tappa (www.lastampa.it)

CIAK SI GIRO

Non ci sono solo i “coppiani”, i “bartaliani”, i “gimondiani”… e via discorrendo. Anche i grandi registi hanno i loro fan sfegatati e così ci sono, per esempio, gli “argentiani” – che non si perdono un film del maestro del brivido Dario Argento – e gli “avatiani”, il cui idolo è il regista bolognese Pupi Avati. Davinotti, il sito cinematografico che è diventato negli anni un punto di riferimento tra i “cacciatori di location”, ha iniziato la sua attività in tal senso proprio andando a rintracciare e fotografare i luoghi filmati da Avati, che non ha quasi mai tradito la sua terra, eleggendola a luogo prediletto per girarci i suoi film. Ci sono però delle eccezioni e una di queste riguarda il film “Gli amici del bar Margherita”, che Avati ha diretto nel 2009 e che è ambientato interamente a Bologna, anche se del capoluogo emiliano non mostra nemmeno uno scorcio. La città che si vede nel film, infatti, è Cuneo, della quale viene mostrato il Duomo e a più riprese la centralissima Via Roma. E il Bar Margherita, principale set del film e luogo di ritrovo dei protagonisti? No, non è qui, non è nemmeno a Bologna e, anzi, non esiste più. Gli esterni del bar furono, infatti, girati a Roma in uno spazio all’aperto situato all’interno del complesso di Cinecittà, sfruttando una finta strada che era stata realizzata nel 2001 dallo scenografo Luciano Ricceri per il film “Concorrenza sleale” e che, con qualche inevitabile ritocco, l’anno successivo era stata trasformata in una strada della Grande Mela per “Gangs of New York” di Martin Scorsese. Divenuta nel frattempo una tappa dei tour realizzati per i turisti in visita al studi, oggi questa scenografia non è più presente perché recentemente è stata smantellata per recuperare materiale utile a realizzare nuovi set.

Il duomo di Cuneo teatro di un matrimonio ne Gli amici del bar Margherita (www.davinotti.com)

Il duomo di Cuneo teatro di un matrimonio ne "Gli amici del bar Margherita" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location dei film

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/gli-amici-del-bar-margherita/50014924

FOTOGALLERY

Lo storico rettilineo d’arrivo di Via Roma a Sanremo

Imperia, Duomo di San Maurizio

Salendo verso il Colle di Nava

Lo scollinamento del Colle di Nava

Il fiume Tanaro all’altezza di Ormea

Santuario di Vicoforte

Uno scorcio di Piazza, il centro storico di Mondovì

Cuneo, la centralissima Piazza Duccio Galimberti

QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI GENOVA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Italia, seconda gioia al Giro! A Genova trionfa Oldani davanti a Rota

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Szívszorító pillanatok és őrült hajsza a Girón

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Stefano Oldani claims maiden victory after gruelling day on the Giro d’Italia

The Independent

FRANCIA

Oldani s’offre une victoire de prestige

L’Équipe

SPAGNA

Oldani culmina la fuga de la fuga

AS

PORTOGALLO

Oldani vence 12.ª etapa do Giro. Na frente ficou tudo na mesma

Público

BELGIO

Giro 2022. Niet Mathieu van der Poel, maar Stefano Oldani bezorgt Alpecin-Fenix tweede ritzege

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Gijs Leemreize (Jumbo-Visma) grijpt net naast ritzege in Giro

De Telegraaf

GERMANIA

Italien jubelt beim Giro: Oldani holt den nächsten Sieg

Kicker

COLOMBIA

Giro de Italia 2022: Santiago Buitrago ‘voló’ en la etapa 12

El Tiempo

ECUADOR

Richard Carapaz sigue segundo en la general del Giro; Stefano Oldani gana la etapa 12

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Bocca di Rosa (Fabrizio De Andrè)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Sanremo : cielo sereno, 23.9°C, vento debole da S (6-8 km/h), umidità al 60%
Pieve di Teco – traguardo volante (43.7 Km): cielo sereno, 28.3°C, vento debole da S (11-13 km/h), umidità al 34%
Colle di Nava – GPM (54.1 Km): cielo sereno, 28.9°C, vento moderato da SSW (15 km/h), umidità al 30%
San Michele di Mondovì – traguardo volante (112 Km): cielo sereno, 26.8°C, vento moderato da SSE (10-22 km/h), umidità al 49%
Cuneo: cielo sereno, 26.8°C, vento debole da E (5 km/h), umidità al 61%

GLI ORARI DEL GIRO

12.35: inizio diretta su RaiSport
13.10: inizio diretta su Eurosport 1
13.35: partenza da Sanremo
14.00: inizio diretta su Rai2
14.35-14.45: traguardo volante di Pieve di Teco
15.00-15.15: GPM di Colle di Nava
16.15-16.30: traguardo volante di San Michele di Mondovì
17.05-17.30: arrivo a Cuneo

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Professor Fagnani: “Il Garibaldi, il libro che unisce il Giro d’Italia”
Rizzato: “Di bellezze naturali il Giro ne affronta tante”
Rizzato: “La carovana è venita”
Petacchi: “Aveva tante gambe”
Fabretti: “Due ali di folia”
Fabretti: “Il gruppo maglia rosa non è ancora arrivata”
Televideo: “Taramae” (Taaramäe)

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della dodicesima tappa, Parma – Genova

1° Pieter Serry
2° Alessandro De Marchi s.t.
3° Edward Theuns a 6″
4° Cees Bol s.t.
5° Otto Vergaerde s.t.

Classifica generale

1° Roger Kluge
2° Pieter Serry a 5′21″
3° Bert Van Lerberghe a 6′39″
4° Mark Cavendish a 6′56″
5° Matthias Brändle a 13′25″

Miglior italiano Jacopo Guarnieri, 12° a 28′02″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

12a tappa: FORLÌ – LIGNANO SABBIADORO (298 Km) – 30 MAGGIO 1962

MEALLI SUPERA IL BELGA SCHROEDERS IN UNA DISCUSSA VOLATA A LIGNANO
Poche emozioni nella tappa più lunga del Giro
Entrambi i corridori multati per scorrettezze – Il belga aveva cercato di “chiudere” l’italiano e questi si era difeso spingendo l’avversario – Casati cade e si frattura una clavicola – Desmet resta Maglia rosa – La tappa odierna arriva a Belluno

La Lanterna del porto di Genova illuminata di rosa (liguria.today)

La Lanterna del porto di Genova illuminata di rosa (liguria.today)


ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)
3a tappa: Kaposvár – Balatonfüred
4a tappa: Avola – Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza)
5a tappa: Catania – Messina
6a tappa: Palmi – Scalea (Riviera dei Cedri)
7a tappa: Diamante – Potenza
8a tappa: Napoli – Napoli
9a tappa: Isernia – Blockhaus
10a tappa: Pescara – Jesi
11a tappa: Santarcangelo di Romagna – Reggio Emilia

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