VALVERDE, POKERISSIMO CON VISTA LIEGI

aprile 19, 2017 by Redazione  
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Quarto successo consecutivo e quinto in carriera alla Freccia Vallone per il fuoriclasse murciano che, dopo il gran lavoro della sua Movistar per tenere sotto controllo gli attaccanti di giornata, scherza con gli avversari sul muro di Huy per poi fare il vuoto negli ultimi 150 metri e imporsi davanti a Daniel Martin e al sorprendente Dylan Teuns, candidandosi nel ruolo di grande favorito anche per la “Doyenne”. In casa Italia arriva il 10° posto di Diego Ulissi e con lui si mettono in evidenza anche Alessandro De Marchi, rimasto al comando prima da solo e poi in compagnia di Bob Jungels, e Gianni Moscon, determinante nell’andare a riprendere il lussemburghese prima della rampa finale.

Dopo un’avvincente Amstel Gold Race che ha visto il successo di un Philippe Gilbert tornato ai fasti di qualche anno fa il Trittico delle Ardenne è proseguito con la Freccia Vallone che – anche alla luce dei forfait del campione belga, per via di un risentimento muscolare che lo costringerà a saltare anche Liegi-Bastogne-Liegi e Giro d’Italia, e di Julien Alaphilippe, secondo nelle ultime due edizioni e fermo ai box per problemi a un ginocchio – aveva un favorito d’obbligo in Alejandro Valverde (Movistar), autore di uno strabordante avvio di stagione e già capace di imporsi in cima al muro di Huy nelle ultime tre edizioni, oltre che in quella del 2006.
Non a caso è stata la formazione guidata da Eusebio Unzué a mantenere cucita la corsa per gran parte dei 204,5 km del percorso, incaricandosi di tenere sotto controllo e poi andare a riprendere la fuga iniziale, che ha visto protagonisti Fabien Doubey (Wanty-Gobert), Yoann Bagot (Cofidis), Nils Politt (Katusha-Alpecin), Romain Guillemois (Direct Énergie), Daniel Pearson (Aqua Blue) e Olivier Pardini (WB Veranclassic), che dopo il primo dei tre passaggi previsti sul muro di Huy è rimasto per un breve tratto solo al comando, e a non dare spazio ai successivi contrattacchi. Un brillante Alessandro De Marchi (BMC) ci ha provato una prima volta sulla Côte d’Ereffe, venendo strettamente marcato da Carlos Betancur, e poi ha fatto il vuoto sulla Côte de Cherave a 35 km dal traguardo, acquisendo una ventina di secondi margine sul resto del gruppo.
A sparigliare le carte ci ha provato la Quick-Step Floors che, rimasta orfana di due dei tre capitani e potendo contare sul solo Daniel Martin, si è portata in testa lungo il secondo passaggio sul muro per lanciare Bob Jungels, che si è rapidamente riportato su De Marchi e, dopo aver percorso un tratto in compagnia del 30enne friulano, lo ha addirittura staccato in un tratto in discesa e ha acquisito fino a 50” di margine. Sembrava che l’azione dell’emergente lussemburghese potesse avere buon gioco, alla luce del fatto che la Movistar era rimasta a corto di uomini e al pari dell’Orica-Scott, che aveva affiancato la compagine iberica nel condurre l’inseguimento, non sembra avere le forze per andarlo a riprendere. Invece, determinante è stato il gran lavoro di Gianni Moscon (Sky) che, dopo aver replicato sulla Côte de Cherave, penultima ascesa di giornata, a un allungo di Rafal Majka (Bora-Hansgrohe), si è portato in testa al gruppo dove pedalavano i suoi capitani di giornata Sergio Henao e Michal Kwiatkowski e ha fatto sì che il vantaggio di Jungels venisse dimezzato ai piedi della rampa finale.
Non c’è stato, dunque, nulla da fare per il battistrada e l’ascesa verso il traguardo si è trasformata in una lunga fase di studio con Valverde che, similmente a quanto fatto negli ultimi anni, ha preso la testa del plotoncino che andava via via sfilacciandosi attendendo le mosse dei suoi avversari, tra i quali si è visto un Diego Ulissi (UAE-Abu Dhabi) finalmente competitivo dopo le ultime non esaltanti uscite. A rompere gli indugi è stato Romain Gaudu (FDJ): a quel punto il fuoriclasse murciano ha preso la ruota del giovane francese e ai -150 metri dal traguardo con irrisoria facilità ha salutato la compagnia, andando a conquistare la sua quinta Freccia Vallone e il decimo successo in una stagione che lo sta vedendo dominante come mai, forse, lo era stato in passato. La piazza d’onore è andata, con una buona rimonta nel finale, a Daniel Martin che in prossimità della linea del traguardo ha avuto la meglio su di un sorprendente Dylan Teuns (BMC), mentre 4° si è piazzato Henao davanti a Michael Albasini (Orica-Scott), che si è confermato dopo il terzo posto dell’Amstel Gold Race, a un buon Warren Barguil (Team Sunweb), a un Kwiatkowski per il quale le pendenze estrema del muro di Huy si sono rivelate un po’ troppo ostiche, al duo della FDJ composto da Rudy Molard e da Gaudu e a un Ulissi che è un po’ calato nell’ultimo tratto ma ha salvato un piazzamento nella top ten mentre l’altro azzurro atteso alla vigilia, Enrico Gasparotto, non ha portato a termine la prova, probabilmente a causa dei postumi della caduta avvenuta all”Amstel. L’attenzione si sposta ora sulla Liegi-Bastogne-Liegi con Valverde che sarà ancora una volta l’uomo da battere dopo i successi conquistati nel 2006, nel 2008 e nel 2015.

Marco Salonna

ORDINE D’ARRIVO

1 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 5:15:37
2 Daniel Martin (Irl) Quick-Step Floors 0:00:01
3 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
4 Sergio Henao (Col) Team Sky
5 Michael Albasini (Swi) Orica-Scott
6 Warren Barguil (Fra) Team Sunweb
7 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
8 Rudy Molard (Fra) FDJ
9 David Gaudu (Fra) FDJ
10 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
11 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac
12 Jon Izaguirre (Spa) Bahrain-Merida
13 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale 0:00:08
14 Pierre Roger Latour (Fra) AG2R La Mondiale
15 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
16 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe
17 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:00:13
18 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
19 Jay McCarthy (Aus) Bora-Hansgrohe
20 Jonathan Hivert (Fra) Direct Energie 0:00:16
21 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac
22 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
23 Rigoberto Uran (Col) Cannondale-Drapac 0:00:21
24 Eduardo Sepulveda (Arg) Fortuneo – Vital Concept
25 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin 0:00:24
26 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale
27 Mathias Frank (Swi) AG2R La Mondiale 0:00:29
28 Igor Anton (Spa) Dimension Data
29 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:00:35
30 Diego Rosa (Ita) Team Sky
31 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:00:37
32 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb 0:00:39
33 Pavel Kochetkov (Rus) Katusha-Alpecin 0:00:42
34 Arthur Vichot (Fra) FDJ
35 Elie Gesbert (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:00:45
36 Nathan Haas (Aus) Dimension Data
37 Jarlinson Pantano (Col) Trek-Segafredo 0:00:48
38 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo 0:00:50
39 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:00:53
40 Xandro Meurisse (Bel) Wanty – Groupe Gobert 0:00:54
41 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
42 Thomas Degand (Bel) Wanty – Groupe Gobert
43 Rúben Guerreiro (Por) Trek-Segafredo
44 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
45 Louis Meintjes (RSA) UAE Team Emirates
46 Samuel Sanchez (Spa) BMC Racing Team 0:01:01
47 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team
48 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
49 Daniel Moreno (Spa) Movistar Team
50 Guillaume Martin (Fra) Wanty – Groupe Gobert
51 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors
52 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
53 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates
54 Eliot Lietaer (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
55 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:01:13
56 Maxime Vantomme (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
57 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
58 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data 0:01:17
59 Floris De Tier (Bel) Team LottoNl-Jumbo 0:01:21
60 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data
61 Lilian Calmejane (Fra) Direct Energie
62 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
63 Armindo Fonseca (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:01:26
64 Sebastian Henao (Col) Team Sky
65 Bart De Clercq (Bel) Lotto Soudal 0:01:34
66 Wilco Kelderman (Ned) Team Sunweb
67 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
68 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
69 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 0:01:38
70 Dion Smith (NZl) Wanty – Groupe Gobert 0:01:44
71 Juan Jose Lobato (Spa) Team LottoNl-Jumbo 0:01:52
72 Roman Kreuziger (Cze) Orica-Scott 0:02:09
73 Merhawi Kudus (Eri) Dimension Data
74 André Cardoso (Por) Trek-Segafredo
75 Carlos Betancur (Col) Movistar Team
76 Haimar Zubeldia (Spa) Trek-Segafredo
77 Luis Angel Mate (Spa) Cofidis, Solutions Credits
78 Stéphane Rossetto (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:02:13
79 Jesus Herrada (Spa) Movistar Team
80 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data
81 Sander Armee (Bel) Lotto Soudal
82 Dimitri Peyskens (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
83 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac
84 Simon Clarke (Aus) Cannondale-Drapac
85 Brendan Canty (Aus) Cannondale-Drapac
86 Maxime Bouet (Fra) Fortuneo – Vital Concept
87 Brice Feillu (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:02:20
88 Alexey Vermeulen (USA) Team LottoNl-Jumbo
89 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty – Groupe Gobert 0:02:23
90 Perrig Quemeneur (Fra) Direct Energie
91 Romain Sicard (Fra) Direct Energie 0:02:27
92 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits
93 Nikita Stalnov (Kaz) Astana Pro Team 0:02:31
94 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida
95 Antoine Warnier (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
96 Michael Schär (Swi) BMC Racing Team
97 Bryan Nauleau (Fra) Direct Energie
98 Amael Moinard (Fra) BMC Racing Team
99 Sébastien Delfosse (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect 0:02:41
100 Christophe Masson (Fra) WB Veranclassic Aqua Protect
101 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors 0:02:46
102 Yukiya Arashiro (Jpn) Bahrain-Merida
103 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates 0:02:56
104 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
105 Michel Kreder (Ned) Aqua Blue Sport
106 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:03:00
107 Guillaume Bonnafond (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:03:04
108 Lennard Hofstede (Ned) Team Sunweb
109 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin 0:03:11
110 Fabien Grellier (Fra) Direct Energie 0:03:14
111 Kevin Reza (Fra) FDJ 0:03:19
112 Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Sky 0:03:22
113 Franck Bonnamour (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:03:30
114 Christoph Pfingsten (Ger) Bora-Hansgrohe 0:03:32
115 Maximilian Schachmann (Ger) Quick-Step Floors
116 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 0:03:55
117 Preben Van Hecke (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
118 Marco Minnaard (Ned) Wanty – Groupe Gobert 0:04:20
119 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal 0:04:36
120 Mark Christian (GBr) Aqua Blue Sport
121 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
122 Gianluca Brambilla (Ita) Quick-Step Floors 0:05:51
123 Michal Golas (Pol) Team Sky
124 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
125 Jack Haig (Aus) Orica-Scott
126 Petr Vakoc (Cze) Quick-Step Floors 0:05:54
127 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates
128 Matteo Bono (Ita) UAE Team Emirates
129 Jaco Venter (RSA) Dimension Data
130 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott 0:06:09
131 Tsgabu Grmay (Eth) Bahrain-Merida 0:06:16
132 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:06:42
133 Daryl Impey (RSA) Orica-Scott 0:07:04
134 Toms Skujins (Lat) Cannondale-Drapac
135 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team
136 Andrey Grivko (Ukr) Astana Pro Team 0:07:14
137 Damien Howson (Aus) Orica-Scott 0:07:16
138 Bert-Jan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:07:46
139 Cedric Pineau (Fra) FDJ 0:08:56
140 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale
141 Axel Domont (Fra) AG2R La Mondiale 0:08:59
142 Paul Ourselin (Fra) Direct Energie
143 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
144 Anthony Perez (Fra) Cofidis, Solutions Credits
145 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
146 Floris Gerts (Ned) BMC Racing Team
147 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 0:09:05
148 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
149 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb
150 Gregory Habeaux (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
151 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin

Per la quinta volta Valverde sconfigge le ostiche pendenze del Muro di Huy, prima ancora che gli avversari, e fa sua la Freccia Vallone (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Per la quinta volta Valverde sconfigge le ostiche pendenze del Muro di Huy, prima ancora che gli avversari, e fa sua la Freccia Vallone (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

VALVERDE CALA IL POKER SUL MURO DI HUY

aprile 20, 2016 by Redazione  
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Sesto successo stagionale e soprattutto quarto in carriera alla Freccia Vallone per il murciano della Movistar, che controlla i rivali nel primo tratto del durissimo strappo finale per poi fare la differenza negli ultimi 150 metri e imporsi davanti al duo dell’Etixx-QuickStep composto da Julian Alaphilippe, che conferma la piazza d’onore del 2015, e Daniel Martin, che aveva tentato di fare il vuoto a metà del muro. Ottime prove per Enrico Gasparotto, che si conferma dopo l’exploit dell’Amstel Gold Race piazzandosi 5°, e per Diego Ulissi, che chiude 8° mentre delude Joaquim Rodríguez. che attacca in due riprese ma si spegne nel finale non andando oltre il 28° posto.

Dopo il trionfo di Enrico Gasparotto all’Amstel Gold Race il Trittico delle Ardenne è proseguito con l’80a edizione della Freccia Vallone, in cui il friulano della Wanty-Groupe si presentava come corridore di punta per quel che riguarda i colori azzurri al pari di Diego Ulissi (Lampre-Merida) ma i cui i favori del pronostico andavano sulla carta ai due atleti che hanno conquistato il muro de Huy nel 2015, vale a dire Joaquim Rodríguez (Katusha), che si è imposto in occasione del Tour de France davanti a Chris Froome (qui assente) e che ha dato buoni segnali al Giro dei Paesi Baschi, e Alejandro Valverde che ha trionfato nella passata edizione della Freccia oltre che in quelle del 2006 e del 2014 e che, dopo un avvio di stagione a fari spenti (dovuto al fatto che per la prima volta in carriera disputerà il Giro d’Italia con ambizioni d’alta classifica), ha dimostrato grande condizione dominando la Vuelta Castilla y Léon. Accanto a loro al via si sono presentati Julian Alaphilippe e Daniel Martin (Etixx-QuickStep), Michael Albasini e Michael Matthews (Orica-GreenEdge), Luis Léon Sánchez (Astana), Wilco Kelderman (Lotto-Jumbo), la rivelazione dell’Amstel Michael Valgren (Tinkoff), Philippe Gilbert e Samuel Sánchez (Bmc), Rui Costa (Lampre-Merida), Tony Gallopin e Tim Wellens (Lotto Soudal), Daniel Moreno (Movistar) e Wout Poels (Team Sky), divenuto capitano unico dello squadrone britannico che ha sospeso Sergio Henao, brillantissimo al Giro dei Paesi Baschi e pertanto atteso a una prestazione importante, per via di valori anomali nel passaporto biologico.
Come avvenuto ormai ininterrottamente nelle edizioni successive a quella del 2003, quando Igor Astarloa si impose grazie a un’azione da lontano, la corsa si è decisa negli ultimi 1300 metri, in salita con pendenza media del 9,6% e punte oltre il 20%. In ogni caso, anche in precedenza vi sono stati degli spunti interessanti, al di là della consueta lunga fuga da lontano, tenuta sotto controllo pressochè esclusivamente da Movistar e Katusha, che ha visto protagonisti Matteo Bono (Lampre-Merida), ormai un habituè di questo tipo di azioni, Koen Bouwman (Lotto-Jumbo), Silvan Dillier (Bmc), Vegard Stake Laengen (Iam Cycling), Kiel Reijnen (Trek-Segafredo), Tosh Van Der Sande (Lotto Soudal), Sander Helven (Topsport Vlaanderen), Mads Pedersen (Stolting Service), Quentin Pacher (Delko Marseille) e Steve Cummings (Dimension Data), ultimo ad arrendersi dopo essere rimasto dapprima con i soli Bono, Van Der Sande e Dillier e quindi da solo avendo staccato i compagni d’avventura subito dopo il secondo passaggio in vetta al Mur de Huy, posto ai -29 dal traguardo, per poi essere ripreso poco dopo. Tra i big le acque hanno iniziato a muoversi già in quel frangente. Si sono mossi dapprima Bjorn Thurau (Wanty-Groupe) e Rubén Fernández (Movistar), la cui azione è stata di breve durata, quindi addirittura Rodríguez che, spalleggiato dal compagno Jurgen Van den Broeck, ha approfittato di un tratto di falsopiano per tentare di avvantaggiarsi in un plotoncino comprendente anche Poels, Albasini, Giovanni Visconti (Movistar), Laurens De Plus (Etixx-QuickStep) e Mikael Chérel (Ag2r) e infine, sulle rampe della Côte de Cherave, il campione lussemburghese Bob Jungels (Trek-Segafredo) e Ion Izagirre (Movistar). A dire il vero, alla luce della presenza di Valverde nel gruppo inseguitore, la continua presenza di uomini della formazione di Unzue in avanscoperta ha destato qualche perplessità, anche perchè non si sono limitati a rimanere a ruota ma hanno collaborato nelle varie azioni. Tutto questo non ha, comunque, influito sull’andamento della corsa dal momento che gli uomini della Etixx-QuickStep hanno chiuso il gap e ai piedi dell’ascesa conclusiva al muro de Huy si è presentato un gruppo compatto di una sessantina di atleti, comprendente tutti i favoriti della vigilia ad eccezione di un Gilbert che, per l’ennesima volta in questo periodo, si è dimostrato in palese ritardo di condizione, anche a sua scusante va portata la recente frattura ad un dito subita dopo un’aggressione.
Negli ultimi 1300 metri Valverde ha corso da padrone, adottando la stessa strategia di un anno fa: quella di mantenersi sempre nelle primissime posizioni, portandosi in scia a chi tentava di fare la differenza e attendendo il tratto finale per muoversi in prima persona. Dopo una fase iniziale di studio il primo ad attaccare è stato Rodríguez, che però ha ben presto esaurito la benzina tanto che al traguardo terminerà solo 28°, mentre molto più decisa è stata l’azione di Daniel Martin, ma anche l’irlandese nulla ha potuto di fronte all’irresistibile progressione negli ultimi 150 metri di Valverde, che si è involato verso il quarto successo in carriera alla Freccia, impresa che non è riuscita in passato neppure a un certo Eddy Merckx e a due grandi nostri specialisti delle classiche delle Ardenne come Moreno Argentin e Davide Rebellin, tutti fermi a quota tre. Proprio come nel 2015, il solo Alaphilippe, che pure non aveva dimostrato questo stato di forma nelle ultime corse (al di là dell’8° posto alla Freccia del Brabante), ha tentato di contrastare il murciano bissando la piazza d’onore di un anno fa mentre Martin, comunque pericolosissimo in vista della Liegi-Bastogne-Liegi di domenica, ha completato il podio resistendo al ritorno di un Poels che non ha comunque fatto rimpiangere Henao, di un Gasparotto (che ha confermato l’eccellente stato di forma dal momento che le pendenze del muro de Huy sono senz’altro a lui più ostiche rispetto a quelle più dolci del Cauberg sulle quali ha fatto il vuoto all’Amstel Gold Race), del sempreverde Samuel Sánchez, di un Albasini che si conferma presenza fissa nelle zone alte della classifica in questa corsa, di un Ulissi che ha migliorato il 9° posto del 2012, mentre Warren Barguil (Giant-Alpecin) e Rui Costa hanno chiuso la top ten. Tutti questi uomini, a partire da Valverde che difenderà il titolo conquistato un anno fa e che anche nella “Doyenne” si è già imposto per tre volte in carriera, saranno sicuramente davanti anche nella Liegi-Bastogne-Liegi in cui dovranno, però, vedersela anche con i reduci del Giro del Trentino, su tutti i nostri Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo.

Marco Salonna

ORDINE D’ARRIVO

1 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 4:43:57
2 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
3 Daniel Martin (Irl) Etixx – Quick-Step
4 Wouter Poels (Ned) Team Sky 0:00:04
5 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert 0:00:05
6 Samuel Sánchez Gonzalez (Spa) BMC Racing Team
7 Michael Albasini (Swi) Orica-GreenEdge
8 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida
9 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin
10 Rui Costa (Por) Lampre – Merida
11 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff Team
12 Michael Woods (Can) Cannondale Pro Cycling
13 Wilco Kelderman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
14 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:00:12
15 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:00:14
16 Arnold Jeannesson (Fra) Cofidis, Solutions Credits
17 Rudy Molard (Fra) Cofidis, Solutions Credits
18 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:00:17
19 Pierre-Roger Latour (Fra) AG2R La Mondiale
20 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team
21 Michael Matthews (Aus) Orica-GreenEdge 0:00:23
22 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
23 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
24 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data 0:00:27
25 Daniel Navarro (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:00:29
26 Louis Meintjes (RSA) Lampre – Merida
27 Pieter Weening (Ned) Roompot – Oranje Peloton
28 Joaquim Rodríguez Oliver (Spa) Team Katusha 0:00:32
29 Dries Devenyns (Bel) IAM Cycling 0:00:34
30 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
31 Luis León Sánchez Gil (Spa) Astana Pro Team
32 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
33 Huub Duijn (Ned) Roompot – Oranje Peloton
34 Bjorn Thurau (Ger) Wanty-Groupe Gobert
35 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo 0:00:40
36 Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale Pro Cycling
37 Daniel Moreno (Spa) Movistar Team 0:00:43
38 Chris Anker Sorensen (Den) Fortuneo – Vital Concept 0:00:46
39 Sam Oomen (Ned) Team Giant-Alpecin
40 Florian Vachon (Fra) Fortuneo – Vital Concept
41 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff Team 0:00:50
42 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team 0:00:52
43 Julien El Farès (Fra) Delko Marseille Provence KTM
44 Jérémy Maison (Fra) FDJ 0:00:55
45 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
46 Eliot Lietaer (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:01:01
47 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal 0:01:14
48 Simon Clarke (Aus) Cannondale Pro Cycling 0:01:22
49 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team 0:01:27
50 Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin 0:01:32
51 Mickaël Chérel (Fra) AG2R La Mondiale 0:01:39
52 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
53 Manuele Mori (Ita) Lampre – Merida 0:01:42
54 Fabian Wegmann (Ger) Stölting Service Group 0:01:54
55 Luis Angel Maté Mardones (Spa) Cofidis, Solutions Credit 0:02:02
56 Fredrik Ludvigsson (Swe) Team Giant-Alpecin 0:02:04
57 Pieter Serry (Bel) Etixx – Quick-Step 0:02:06
58 Laurens De Plus (Bel) Etixx – Quick-Step
59 Anthony Delaplace (Fra) Fortuneo – Vital Concept
60 Igor Anton Hernandez (Spa) Dimension Data 0:02:10
61 Stefan Denifl (Aut) IAM Cycling 0:02:13
62 Guillaume Martin (Fra) Wanty – Groupe Gobert
63 Bart De Clercq (Bel) Lotto Soudal 0:02:17
64 Jon Izagirre Insausti (Spa) Movistar Team 0:02:25
65 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal 0:02:33
66 Bob Jungels (Lux) Etixx – Quick-Step 0:03:01
67 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
68 David De La Cruz (Spa) Etixx – Quick-Step 0:03:16
69 Victor Campenaerts (Bel) Team LottoNl-Jumbo 0:03:23
70 Michel Kreder (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:03:30
71 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data
72 Laurent Pichon (Fra) FDJ
73 Marcel Wyss (Swi) IAM Cycling
74 Sebastian Henao (Col) Team Sky
75 Jarlinson Pantano (Col) IAM Cycling
76 Armindo Fonseca (Fra) Fortuneo – Vital Concept
77 Nathan Brown (USA) Cannondale Pro Cycling
78 Christian Meier (Can) Orica-GreenEdge
79 Jack Haig (Aus) Orica-GreenEdge
80 Preben Van Hecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
81 Romain Hardy (Fra) Cofidis, Solutions Credits
82 Alex Howes (USA) Cannondale Pro Cycling
83 Clement Chevrier (Fra) IAM Cycling
84 Gianluca Brambilla (Ita) Etixx – Quick-Step
85 Gaetan Bille (Bel) Wanty – Groupe Gobert
86 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team
87 Oliver Zaugg (Swi) IAM Cycling
88 Angel Vicioso (Spa) Team Katusha
89 Yury Trofimov (Rus) Tinkoff Team
90 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:03:34
91 Philippe Gilbert (Bel) BMC Racing Team
92 Loic Vliegen (Bel) BMC Racing Team
93 Pawel Poljanski (Pol) Tinkoff Team
94 Arthur Vichot (Fra) FDJ 0:04:14
95 Lawrence Warbasse (USA) IAM Cycling 0:04:16
96 Michael Valgren (Den) Tinkoff Team 0:04:56
97 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:05:00
98 Ivan Rovny (Rus) Tinkoff Team 0:05:11
99 Sergei Chernetckii (Rus) Team Katusha
100 Alberto Losada (Spa) Team Katusha
101 Tiago Machado (Por) Team Katusha
102 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team Katusha
103 Chad Haga (USA) Team Giant-Alpecin
104 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
105 Ben Swift (GBr) Team Sky
106 Rémy Di Grégorio (Fra) Delko Marseille Provence KTM 0:05:22
107 Petr Vakoc (Cze) Etixx – Quick-Step 0:05:25
108 Anthony Turgis (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:05:54
109 Carlos Betancur (Col) Movistar Team 0:05:58
110 Ruben Fernandez (Spa) Movistar Team
111 Jan Polanc (Slo) Lampre – Merida
112 Michal Golas (Pol) Team Sky 0:06:08
113 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
114 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
115 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
116 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
117 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-GreenEdge 0:06:29
118 Mario Costa (Por) Lampre – Merida 0:06:58
119 Sander Helven (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:07:00
120 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data 0:07:08
121 Lawson Craddock (USA) Cannondale Pro Cycling
122 Romain Combaud (Fra) Delko Marseille Provence KTM 0:08:02
123 Benjamin King (USA) Cannondale Pro Cycling
124 Odd Christian Eiking (Nor) FDJ
125 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ
126 Sven Erik Bystrøm (Nor) Team Katusha
127 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data
128 Sébastien Minard (Fra) AG2R La Mondiale
129 Michael Reihs (Den) Stölting Service Group
130 Bertjan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
131 Alexey Vermeulen (USA) Team LottoNl-Jumbo
132 Pavel Brutt (Rus) Tinkoff Team
133 Julien Loubet (Fra) Fortuneo – Vital Concept
134 Stefan Kung (Swi) BMC Racing Team
135 Sander Armée (Bel) Lotto Soudal
136 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
137 Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin
138 Fumiyuki Beppu (Jpn) Trek-Segafredo
139 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits
140 Jean-Marc Bideau (Fra) Fortuneo – Vital Concept
141 Laurent Didier (Lux) Trek-Segafredo
142 Ryder Hesjedal (Can) Trek-Segafredo
143 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team 0:08:10
144 Mathew Hayman (Aus) Orica-GreenEdge
145 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:08:12
146 Matteo Bono (Ita) Lampre – Merida 0:08:15
147 Toms Skujins (Lat) Cannondale Pro Cycling 0:08:22
148 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team 0:10:54
149 Aleksei Tsatevich (Rus) Team Katusha 0:11:19
150 Tim Declercq (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
151 Johannes Fröhlinger (Ger) Team Giant-Alpecin
152 Pieter Vanspeybrouck (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
153 Johnny Hoogerland (Ned) Roompot – Oranje Peloton
154 Omar Fraile (Spa) Dimension Data
155 Leonardo Duque (Col) Delko Marseille Provence KTM
156 Yannick Martinez (Fra) Delko Marseille Provence KTM 0:11:23
157 Reinier Honig (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:11:28
158 Delio Fernández Cruz (Spa) Delko Marseille Provence KTM 0:11:41
159 Lars Petter Nordhaug (Nor) Team Sky
160 Vegard Stake Laengen (Nor) IAM Cycling
161 Koen Bouwman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
162 Christian Mager (Ger) Stölting Service Group 0:11:47

Lo spagnolo Valverde si applaude il suo personale record: quarta vittoria alla Freccia Vallone, un primato che finora non aveva stabilito ancora nessun altro corridore (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Lo spagnolo Valverde si applaude il suo personale record: quarta vittoria alla Freccia Vallone, un primato che finora non aveva stabilito ancora nessun altro corridore (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

VALVERDE DI NUOVO IMPRENDIBILE SUL MURO DI HUY.

aprile 23, 2015 by Redazione  
Filed under 6) FRECCIA VALLONE, News

Tris alla Freccia per il murciano Alejandro Valverde che non delude su uno degli arrivi a lui più congeniali della stagione, quello della Freccia Vallone che, anche quest’anno, si concludeva sul muro di Huy. Sulle sue severe pendenze il capitano della Movistar risulta imprendibile da tutti gli avversari che non possono far altro che vedergli la schiena negli ultimi 200 metri e accontentarsi dei piazzamenti. Il campione del mondo Kwiatkowski che, visti gli ultimi risultati, era legittimamente considerato uno dei superfavoriti è invece stato al di sotto delle aspettative cogliendo un anonimo 33esimo posto.

L’edizione 2015 della Freccia Vallone, una delle classiche più affascinanti e più amate dagli appassionati, ha offerto vari tentativi di attacchi a sorpresa, ma nessuno di questi aveva la struttura necessaria per costituire un pericolo di anticipazione della battaglia sul muro in cima al quale era posto il traguardo.
Numerose le modifiche di percorso rispetto al passato, a partire dalla partenza da Waremme e dagli undici “côtes” da scavalcare, con tre passaggi sul classico muro di Huy che, quest’anno, era preceduto dall’inedita Côte de Cherave. Questa salita rappresenta una novità, inserita con ogni probabilità per due motivi; essa, infatti, verrà affrontata anche nel prossimo Tour de France, proprio nella tappa che si concluderà sul muro di Huy, ma verosimilmente il motivo principale di questa modifica è da ricercare nella volontà di aumentare le emozioni di una corsa che riservava la vera battaglia solo sul muro finale, ove pendenze fino al 20% rendevano la sentenza irrevocabile.
Questa mattina mancava all’appello Lieuwe Westra (Astana), la cui assenza riduceva il campo partenti alle 199 unità che prendevano il via intorno alla 11:30.
La fuga si forma nelle fasi iniziali della corsa, con il perenne attaccante Thomas De Gendt (Lotto Soudal) in compagnia di Pieter Van Speybrouck (Topsport Vlaanderen-Baloise), Jerome Baugnies (Wanty-Groupe Gobert), Reinier Honig (Roompot), Daniele Ratto (UnitedHealthcare), che vengono raggiunti quasi subito da Mike Teunissen (LottoNL-Jumbo) e Brice Feillu (Bretagne Séché). Si forma così un drappello di 7 uomini, con discreti elementi. Il vantaggio massimo degli attaccanti arriva sino agli 8 minuti ma, a quel punto, le squadre dei pretendenti alla vittoria finale iniziano a muoversi per ridurre lo svantaggio. Particolarmente attive in testa sono la Movistar di Valverde e la Katusha di Purito Rodriguez. Sulla Côte de Ballaire si portano in testa gli Sky, imponendo un ritmo molto elevato con diversi corridori, come Cummings, che si trovano a mal partito e con i fuggitivi che vedono il loro vantaggio ridursi drasticamente e cominciano a capire che le speranze di vittoria sono ormai ridotte al lumicino. Del resto, è ben noto che la Sky che tira in testa al gruppo è la più temibile nemica degli attaccanti. Poco dopo lo striscione dei meno 50 si verifica una brutta caduta che costringe al ritiro Philippe Gilbert, che aveva portato casa l’edizione 2011 di questa corsa. In realtà, l’ottimo corridore della BMC ha provato a risalire in bicicletta, ma si è ben presto reso conto di non essere in condizione di portare a termine la prova.
Nei chilometri successivi si verificano altre cadute che tolgono dai giochi altri uomini. Al secondo passaggio sul muro di Huy Baugnies tenta di lasciare la compagnia di Ratto e De Gendt, avvantaggiandosi su di essi di pochi secondi, non sufficienti a permettergli di impostare una azione solitaria ma che hanno come effetto quello di sfilacciare alquanto il terzetto. Anche nel gruppo si registrano segnali di irrequietezza, tanto che Visconti e Luis Leon Sanchez salutato il plotone e si riportano sulla testa della corsa, andando a formare un quintetto composto da elementi estremamente interessanti che ha, però, un vantaggio di soli 25 secondi a venti chilometri dalla conclusione. Sulla Côte d’Ereffe i fuggitivi della prima ora devono cedere, ma dal gruppo escono Tejay van Garderen (BMC) e Louis Vervaeke (Lotto Soudal) che scollinano con pochi secondi dalla testa della corsa. Pochi chilometri dopo, però, l’azione di Van Garderen e Vervaeke viene neutralizzata dal gruppo. Neanche il tempo di riordinare le idee e si verifica l’ennesima caduta in gruppo, che vede anche vittime illustri come Froome. il quale perde contatto definitivamente. Sulla Côte de Chareve, inserita proprio per ravvivare il finale, Vincenzo Nibali, che nelle ultime occasioni aveva cominciato a mostrare segnali di una condizione in crescita, si fa promotore di una azione di avanscoperta alla quale aderisce Roman Kreuziger. I due, però, non riescono ad essere incisivi e il loro tentativo viene neutralizzato prontamente dagli uomini della Etixx, che già da parecchi chilometri avevano preso in mano la situazione. Ai meno 6 anche Visconti e Sanchez sono costretti ad alzare bandiera bianca, ma proprio quando il gruppo si riporta sui due fuggitivi parte in contropiede Tim Wellens (Lotto Soudal). Giampaolo Caruso (Katusha) è l’unico che prova a riportarsi sulla ruota del belga, ma il suo tentativo è infruttuoso e l’italiano si rialza in vista dell’erta finale che Wellens accosta con un vantaggio di 14 secondi, che sembrano non pochi da recuperare in poco più di un chilometro. Le pendenze del muro, però, non perdonano e sulle sue arcigne rampe ci si può piantare da un momento all’altro, tanto che la lepre viene ripresa ai – 600 metri. I grandi, a questo punto, si guardano e si studiano finchè Valverde rompe gli indugi a 200 metri dalla conclusione. Provano a resistere Joaquim Rodriguez (Katusha), Daniel Moreno (Katusha), Julian Alaphilippe (Etixx – QuickStep) e Michael Albasini (Orica GreenEDGE) che in effetti giungono al traguardo con lo stesso tempo del vincitore, ma alle sue spalle.
Valverde bissa il successo dello scorso anno ma, riportando la mente al 2006, conquista per la terza volta questa bellissima classica delle Ardenne che fa da preludio alla Liegi.
Tecnicamente la modifica di percorso e l’inserimento della Côte de Chareve ha invogliato tentativi da parte di uomini di primo piano come Nibali e Kreuziger, ma l’azione non è stata supportata con la dovuta decisione anche perchè promossa da uomini ancora indietro con la preparazione, funzionale ad obbiettivi posto ben più in là nel calendario.
Valverde ha complessivamente meritato la vittoria che, anche se conquistata negli ultimi 200 metri, è stata legittimata da una superiorità sui brevi e ripidi tratti che il murciano non deve certo dimostrare ancora.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 5:08:22
2 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
3 Michael Albasini (Swi) Orica GreenEdge
4 Joaquim Rodriguez (Spa) Team Katusha
5 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Team Katusha
6 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:00:04
7 Sergio Luis Henao (Col) Team Sky
8 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
9 Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team
10 Wilco Kelderman (Ned) Team LottoNL-Jumbo
11 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff-Saxo 0:00:08
12 Rinaldo Nocentini (Ita) AG2R La Mondiale 0:00:10
13 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
14 Pierre Rolland (Fra) Team Europcar 0:00:13
15 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert
16 Jonathan Hivert (Fra) Bretagne-Séché Environnement 0:00:16
17 Mathias Frank (Swi) IAM Cycling
18 Michele Scarponi (Ita) Astana Pro Team
19 Bauke Mollema (Ned) Trek Factory Racing 0:00:19
20 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
21 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
22 Steve Morabito (Swi) FDJ.fr
23 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team 0:00:22
24 Sébastien Reichenbach (Swi) IAM Cycling 0:00:23
25 Robert Gesink (Ned) Team LottoNL-Jumbo
26 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin
27 Nicolas Roche (Irl) Team Sky
28 Rui Costa (Por) Lampre-Merida 0:00:28
29 Rudy Molard (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:00:30
30 Fabio Felline (Ita) Trek Factory Racing 0:00:36
31 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
32 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff-Saxo
33 Michal Kwiatkowski (Pol) Etixx – Quick-Step 0:00:38
34 Gianluca Brambilla (Ita) Etixx – Quick-Step 0:00:42
35 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team 0:00:43
36 Michel Kreder (Ned) Team Roompot 0:00:51
37 Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin 0:00:53
38 Jose Joaquin Rojas (Spa) Movistar Team
39 Serge Pauwels (Bel) MTN – Qhubeka 0:00:57
40 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale 0:01:09
41 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team 0:01:16
42 Rafael Valls Ferri (Spa) Lampre-Merida 0:01:19
43 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:01:32
44 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team 0:01:37
45 Esteban Chaves (Col) Orica GreenEdge 0:01:39
46 Giampaolo Caruso (Ita) Team Katusha 0:01:47
47 Marco Minnaard (Ned) Wanty – Groupe Gobert 0:01:54
48 Luis Angel Mate (Spa) Cofidis, Solutions Credits
49 Francis De Greef (Bel) Wanty – Groupe Gobert
50 Diego Ulissi (Ita) Lampre-Merida
51 Huub Duijn (Ned) Team Roompot
52 Victor Campenaerts (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:02:00
53 Brent Bookwalter (USA) BMC Racing Team 0:02:01
54 Luis Leon Sanchez (Spa) Astana Pro Team 0:02:02
55 Pierrick Fedrigo (Fra) Bretagne-Séché Environnement 0:02:05
56 Carlos Betancur (Col) AG2R La Mondiale
57 Stéphane Rossetto (Fra) Cofidis, Solutions Credits
58 Frank Schleck (Lux) Trek Factory Racing
59 Larry Warbasse (USA) IAM Cycling
60 Jan Polanc (Slo) Lampre-Merida
61 Marco Canola (Ita) UnitedHealthcare Pro Cycling
62 Simon Yates (GBr) Orica GreenEdge
63 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
64 Kristian Sbaragli (Ita) MTN – Qhubeka 0:02:12
65 Marc De Maar (Ned) Team Roompot
66 Bart De Clercq (Bel) Lotto Soudal 0:02:16
67 Yukiya Arashiro (Jpn) Team Europcar
68 Sander Armee (Bel) Lotto Soudal
69 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) MTN – Qhubeka 0:02:19
70 Maurits Lammertink (Ned) Team Roompot
71 Eduardo Sepulveda (Arg) Bretagne-Séché Environnement 0:02:22
72 Stephen Cummings (GBr) MTN – Qhubeka 0:02:27
73 Thomas Sprengers (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
74 Florian Vachon (Fra) Bretagne-Séché Environnement
75 José Herrada (Spa) Movistar Team 0:02:43
76 Nairo Quintana (Col) Movistar Team
77 Alberto Losada Alguacil (Spa) Team Katusha
78 Mirko Selvaggi (Ita) Wanty – Groupe Gobert 0:02:50
79 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team 0:02:56
80 Tiago Machado (Por) Team Katusha 0:03:29
81 Manuele Boaro (Ita) Tinkoff-Saxo 0:03:33
82 Rafal Majka (Pol) Tinkoff-Saxo
83 Yannick Eijssen (Bel) Wanty – Groupe Gobert
84 Chris Anker Sörensen (Den) Tinkoff-Saxo 0:03:45
85 Johnny Hoogerland (Ned) Team Roompot 0:03:58
86 Pieter Jacobs (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:04:03
87 Louis Vervaeke (Bel) Lotto Soudal 0:04:46
88 Arthur Vichot (Fra) FDJ.fr 0:04:49
89 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:05:44
90 Manuele Mori (Ita) Lampre-Merida 0:05:47
91 Valerio Conti (Ita) Lampre-Merida
92 Tony Martin (Ger) Etixx – Quick-Step
93 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky
94 Pieter Weening (Ned) Orica GreenEdge 0:05:50
95 Caleb Fairly (USA) Team Giant-Alpecin
96 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ.fr 0:05:53
97 Nathan Haas (Aus) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team 0:06:24
98 Jose Rodolfo Serpa (Col) Lampre-Merida
99 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:07:11
100 Michal Golas (Pol) Etixx – Quick-Step

Valverde spunta per primo oltre le ripide rampe del muro di Huy (foto Bettini)

Valverde spunta per primo oltre le ripide rampe del muro di Huy (foto Bettini)

HUY, C’EST MOI… ALEJANDRO!

aprile 23, 2014 by Redazione  
Filed under 6) FRECCIA VALLONE, News

Alejandro Valverde fa sua per la seconda volta la Freccia Vallone dopo 8 anni, con una sparata negli ultimi 300 metri alla quale devono arrendersi un redivivo Daniel Martin ed un ancora troppo inesperto Kwiatkowski. Una fuga a tre caratterizza la corsa che si scalda negli ultimi 30 km. “Dani” Moreno e Philippe Gilbert grandi delusi di giornata, mentre per l’Italia si segnala un dignitoso 14° posto di Vincenzo Nibali ed una sfortunata caduta di Damiano Cunego, che lo esclude dalla bagarre finale. Domenica degna conclusione della Settimana delle Ardenne con la 100° edizione della Liegi-Bastogne-Liegi che, in considerazione delle ultime uscite, schiererà sicuramente una nutrita schiera di favoriti.

Dopo l’affermazione nel 2006, Alejandro Valverde vince la 78° edizione della Freccia Vallone grazie ad un scatto giusto al momento giusto sull’ultima delle tre ascese al Muro d’Huy. Dopo aver vinto già in questa stagione la Vuelta a Andalucía, la Vuelta a Murcia e la Roma Maxima, il murciano della Movistar si aggiudica la corsa intermedia della settimana delle Ardenne, iniziata domenica 20 Aprile con l’Amstel Gold Race e che si concluderà domenica 27 con la Liegi Bastogne Liegi, sfruttando nel migliore dei modi il grande lavoro della sua squadra. Nella cronaca della corsa si sviluppava dopo pochi chilometri dal via da Bastogne la fuga di giornata, comprendente Jonathan Clarke (UnitedHealth), Preben Van Hecke (Topsport Vlaanderen) e Ramunas Navardauskas (Garmin), il cui vantaggio non superava mai i 7 minuti, poichè il gruppo controllava il tentativo alternando in testa le squadre degli uomini più attesi. Così, il primo dei tre passaggi sul Muro di Huy, ai meno 86 km dall’arrivo, vedeva un vantaggio già inferiore ai sei minuti. In testa al gruppo faceva l’andatura la Trek in appoggio del capitano Frank Schleck. Le “côtes” da scalare – in totale 11 – rendevano la corsa interessante anche perché erano posizionate nella seconda parte del percorso. Ai meno 50 era la Lampre di Cunego a dare un’ulteriore sferzata in testa al gruppo, che guadagnava in poco tempo oltre un minuto sui tre di testa. Durante l’ascesa verso la Côte de Bousalle, ai meno 47, Clarke alzava bandiera bianca e la fuga si riduceva a sole due unità. Negli ultimi 30 km si concentravano le fasi calde della corsa: era la Movistar ad aumentare il ritmo sulla Côte d’Ahin e a far scendere ulteriormente il vantaggio della coppia di testa, ora a meno di tre minuti dal gruppo. Prima del penultimo passaggio sul Muro di Huy, di nuovo Trek e Lampre si facevano vedere nelle prime posizioni, dando man forte alla Movistar e alla Katusha. Piuttosto passiva, invece, era la BMC di Philippe Gilbert, quasi mai nel vivo della corsa. Attiva anche l’Europcar, che animava proprio il penultimo passaggio sul Muro d’Huy, ai meno 25: prima Rolland e poi Gautier scattavano e quest’ultimo in particolare riusciva a scollinare per primo all’inseguimento di Navardauskas e Van Hecke, distanti ormai non più di una trentina di secondi. Era, però, pronta la reazione, in particolare, di Katusha e Movistar, che mettevano alcuni uomini alle spalle del coraggioso francese, tra i quali Kolobnev, Caruso e Herrada López. Gautier veniva, infine, raggiunto ai meno 20. La Côte d’Ereffe, ai meno 11, dopo che Navardauskas prima e Van Hecke dopo venivano raggiunti, vedeva gli ultimi attacchi in testa al gruppo. Era prima Chris Anker Sørensen (Tinkoff Saxo) e poi Jérémy Roy (FDJ) a tentare rispettivamente l’attacco, ma in entrambi i casi era prima la Katusha e poi l’Orica GreenEDGE a rinvenire sugli attaccanti. A circa tre chilometri dall’arrivo, annullati tutti i tentativi, il gruppo si presentava ormai compatto, composto di una quarantina di atleti, ai piedi del Muro Di Huy. Una caduta metteva, però, fuori gioco Damiano Cunego, che ‘scodava’ più per disattenzioni proprie che per colpa di altri ciclisti, trascinando con sè “Purito Rodríguez (già piuttosto dolorante dopo la caduta nell’Amstel Gold Race), Fränk Schleck e Pieter Weening. La bagarre intanto era iniziata in testa al gruppo, che aveva iniziato la scalata finale al Muro di Huy. Gastauer (AG2R) provava ad anticipare tutti, ma veniva in breve tempo risucchiato dal gruppo. Era allora Bauke Mollema ad imprimere un bel ritmo, mentre il polacco Michal Kwiatkowski era alle sue spalle in rampa di lancio: il suo scatto avveniva, a tutta birra, a 500 metri dall’arrivo ma, come per l’Amstel, il troppo ardore, unito ancora all’inesperienza per questo tipo di finali, tradivano il giovane polacco che veniva raggiunto e superato da un redivivo Daniel Martin. Ma da dietro, con uno scatto ancora più incisivo, era Alejandro Valverde che ai meno 300 metri sverniciava l’irlandese ed andava a trionfare a braccia alzate sotto il traguardo. Chiudevano la top five Bauke Molelma in quarta posizione e Tom-Jelte Slagter in quinta. “Dani” Moreno e Philippe Gilbert, grandi attesi della vigilia, dovevano invece accontentarsi rispettivamente di un anonimo nono e decimo posto. 14mo e primo degli italiani si classificava Vincenzo Nibali, a dimostrazione che il lavoro svolto in altura potrà sicuramente giovargli nella Liegi-Bastogne.Liegi di domenica prossima, corsa che si adatta meglio alle sue caratteristiche e che resta aperta a molte soluzioni. Lo stesso Valverde può a ben vedere essere considerato un favorito, così come Daniel Martin che sembra essere tornato in buone condizioni ed è anche il detentore della ‘Decana’. Appuntamento quindi a domenica 27 Aprile per l’ultimo atto della settimana delle Ardenne, prima che Giro di Romandia e Giro d’Italia calamitino le attenzioni degli appassionati di ciclismo.

Giuseppe Scarfone

ORDINE D’ARRIVO

1 Alejandro Valverde Belmonte (Spa) Movistar Team 4:36:45
2 Daniel Martin (Irl) Garmin Sharp 0:00:03
3 Michal Kwiatkowski (Pol) Omega Pharma – Quick-Step Cycling Team 0:00:04
4 Bauke Mollema (Ned) Belkin Pro Cycling Team
5 Tom Jelte Slagter (Ned) Garmin Sharp 0:00:06
6 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Belisol
7 Michael Albasini (Swi) Orica Greenedge 0:00:08
8 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff-Saxo
9 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Team Katusha 0:00:11
10 Philippe Gilbert (Bel) BMC Racing Team 0:00:15
11 Julian David Arredondo Moreno (Col) Trek Factory Racing 0:00:17
12 WoutPoels (Ned) Omega Pharma – Quick-Step Cycling Team 0:00:19
13 Paul Martens (Ger) Belkin Pro Cycling Team 0:00:23
14 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 0:00:24
15 Mathias Frank (Swi) IAM Cycling 0:00:26
16 Simon Clarke (Aus) Orica Greenedge 0:00:28
17 Diego Ulissi (Ita) Lampre-Merida
18 Rudy Molard (Fra) Cofidis, Solutions Credits
19 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
20 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Lotto Belisol
21 Tom Dumoulin (Ned) Team Giant-Shimano
22 Gorka Izaguirre Insausti (Spa) Movistar Team 0:00:32
23 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Shimano 0:00:37
24 Sébastien Reichenbach (Swi) IAM Cycling 0:00:40
25 Daan Olivier (Ned) Team Giant-Shimano 0:00:43
26 Lars Petter Nordhaug (Nor) Belkin Pro Cycling Team 0:00:45
27 Ivan Santaromita (Ita) Orica Greenedge 0:00:48
28 Thomas Sprengers (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:00:51
29 Thomas Degand (Bel) Wanty – Groupe Gobert 0:00:54
30 Laurens Ten Dam (Ned) Belkin Pro Cycling Team
31 Cyril Gautier (Fra) Team Europcar
32 Jean-Marc Marino (Fra) Cannondale
33 Giampaolo Caruso (Ita) Team Katusha
34 Samuel Sanchez (Spa) BMC Racing Team
35 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale 0:00:58
36 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) AG2R La Mondiale 0:01:00
37 Chris Anker Sörensen (Den) Tinkoff-Saxo 0:01:03
38 Alex Howes (USA) Garmin Sharp 0:01:04
39 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
40 Jerome Coppel (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:01:12
41 Jesus Herrada Lopez (Spa) Movistar Team 0:01:14
42 Thomas Lövkvist (Swe) IAM Cycling 0:01:17
43 Jan Bakelants (Bel) Omega Pharma – Quick-Step Cycling Team
44 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ.fr 0:01:23
45 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team 0:01:25
46 Jérémy Roy (Fra) FDJ.fr
47 Cameron Meyer (Aus) Orica Greenedge
48 Alexandr Kolobnev (Rus) Team Katusha 0:01:30
49 Eduard Vorganov (Rus) Team Katusha
50 Bart De Clercq (Bel) Lotto Belisol 0:01:32

Valverde in cima al muro di Huy, a pochi passi dalla sua seconda Freccia Vallone (foto Tim de Waele/TDW Sport)

Valverde in cima al muro di Huy, a pochi passi dalla sua seconda Freccia Vallone (foto Tim de Waele/TDW Sport)

BANG BANG YOU SHOT ME DOWN INFANTILE E VIOLENTA, CHE DIVERTENTE È LA FRECCIA

aprile 18, 2013 by Redazione  
Filed under 6) FRECCIA VALLONE, Approfondimenti

La gara più corta, il chilometro più lungo. Quasi ogni edizione si conclude con la “volata verticale” di un gruppo ancora affollato ai piedi del Muro di Huy: spesso basta seguire gli ultimi due o tre minuti della competizione per goderne il succo. Però in quel chilometro scarso succede di tutto: attacchi da lontano, azzardi, fughe, sfide, crolli.

Foto copertina: il gruppo sul muro di Huy (foto Bettini)

Per fortuna la Freccia, come sempre, è finita in volata. Gli organizzatori avevano ritoccato il percorso per movimentarla un po’ da lontano, ma dopotutto… perché? Ben venga l’evoluzione dell’Amstel, che stava diventando una brutta copia della Freccia. Ben venga l’eterna mutevolezza e imprevedibilità della Liegi. Ma perché mai non possiamo regalarci in una, una sola classica, il divertimento minimalista e in fondo un po’ sciocco dell’epilogo in volata?
Una volata verticale, sia ben chiaro. Una volata in cui si possano godere come al rallentatore le logiche tattiche e i rivolgimenti drammatici che in uno sprint tradizionale, sul piano, scorrono via troppo rapidi per l’occhio umano.
Il “ralenti” al cinema spesso e volentieri è un effettaccio, da film d’azione spaccone che pompa emozioni facili. Quando finisce in mano a un grande regista, però, non gli si può negare quel pizzico di epica.
Ci sono classiche grandi e piccole per specialisti di ogni genere, perché non una per gli scattisti da parete estrema? Il vincitore di quest’anno, Dani Moreno, ha subito detto che da sempre questa è stata la sua gara favorita, anche se fino ad oggi il suo ruolo era stato naturalmente quello dello scudiero di Joaquim Rodriguez, probabilmente il vero fenomeno di questa disciplina.
E dopo tutto perfino chi in bici ci va da ciclista della domenica, con gli amici sulle strade di casa, sa che il divertimento puro è quello del breve strappo in cui scatenarsi in una sfida a tutto gas, senza paura di crampi, crisi di fame, mal di sella, ma abbandonandosi in pieno al gusto di un bel fuorigiri senza remore. Il bello del fiatone!
Quel fiatone che dopo 260km tirati anche se sei un professionista non puoi più cacciartelo dai polmoni, perché le gambe in croce girano a stento e il cuore si preoccupa solo dell’ordinaria amministrazione. Il ciclismo “vero” sta nel trovare la brillantezza quando si è al lumicino, questo sia chiaro; il ciclismo “vero” è quello della Liegi, ci mancherebbe.
Una volta tanto, senza esagerare, ci sta divertirsi con un ciclismo meno “vero”, meno duro e puro, più giocoso e scanzonato, non per questo meno ricco di sussulti drammatici.
E allora viva la Freccia, con Joaquim che gioca a star bene anche se le botte prese in Olanda gli fanno un gran male, e pensa alla Liegi. Però fa la mossa, si mette davanti, e nal girotondo dei marcamenti fa scappare via l’amico Dani. D’altro canto avevano condiviso la stanza fortunata nell’albergo, la leggendaria numero 11 che fu di Argentin!
Viva la Freccia, con i colombiani Henao e Betancur che fanno secondo e terzo, ma sembrano vivere una sfida tra compaesani, tutta giocata tra loro, con Henao che nemmeno si cura di Moreno (avrebbe forse vinto, se l’avesse marcato invece che guardare altrove) e Betancur che tira fuori dal cappello la bravata di un attacco “da lontano”. Tutto finisce con abbracci e pacche sulle spalle. Con tanto di divertente siparietto in merito a quale sia il gradino giusto del podio su cui salire!
È invece andata male, malissimo (sportivamente s’intende), a chi la gara l’ha presa, anche con i propri buoni motivi, troppo sul serio.
Gilbert voleva maledettamente vincere, per raddrizzare finalmente un’altra primavera zoppa. Ha macinato la squadra, poi nel finale si è trovato a dover gestire l’intera situazione in prima persona, a maggior ragione dopo le fiammate esibite sul Cauberg. Perché anche se parliamo di un gioco di meno di un km, i duecento che ci sono prima non sono uno scherzo. Resta ciclismo, e grande ciclismo, anche se lo spettatore può accontentarsi di seguire appena l’ultimo chilometro. Il ritmo di gara, le forze residue, le alleanze, vanno costruendo la situazione che si risolverà in quel rapido crepitio di fucili.
Sagan voleva maledettamente vincere, i crampi del Cauberg hanno scottato il suo orgoglio di campioncino. Ha marcato Gilbert, e come lui ha finito per scoppiare troppo presto. Perché anche se parliamo di un gioco che dura due minuti, in quei due minuti hai un solo colpo da sparare, e come nei duelli del kubrickiano Barry Lindon, sbagliare la giusta distanza all’atto di tirare può voler dire finire steso al suolo. Un gioco, ma un gioco azzardato ed equilibristico, come balzare da un tetto all’altro in una fuga a perdifiato.
La gara della sparata tutto o niente, scoppiettante, sfacciata, che come il gioco d’azzardo lascia musi lunghi e amarezza tra i perdenti, o meglio tra chi… l’ha presa male.
La gara perfetta, se vogliamo, per una ciclista perfetta (anche se per lei sono perfette tutte le gare): Marianne Vos firma la cinquina, davanti a una tenacissima Longo Borghini che gioca duro e fa sul serio fino al colpo di reni, pigliandosi una seconda piazza prestigiosissima con perizia e grinta da professionista consumata; se non la conoscessimo, non diremmo mai che nemmeno ha compiuto 22 anni.
L’immagine che ci resta in testa è però il sorriso smagliante di Marianne, a illuminare la sua maglia multicolore. E le sue parole sono il commento migliore alla Freccia Vallone, a ogni Freccia Vallone, da parte di chi questa gara l’ha capita davvero, meglio di tutti: “può sembrare strampalato, ma nonostante tutto, è ancora così eccitante! Ogni volta che vinco è come se fosse una novità… quell’esplosione di potenza, che su questa salita puoi fare una volta sola”.

Gabriele Bugada

Continuano gli interventi delle “glorie” della nostra testata in occasione del decimo anniversario dell’inizio di questa bella avventura. Stavolta è toccato a uno degli attuali membri della redazione, Gabriele Bugada.

A SORPRESA DA HUY SPUNTA DANI MORENO

aprile 17, 2013 by Redazione  
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Grazie ad una potente azione di forza, il corridore della Katusha Dani Moreno è risultato essere il più forte in corsa quest’oggi alla Freccia Vallone, andando così a trionfare sulla salita simbolo della corsa, quel Muro di Huy che tutti credevano potesse ospitare la bagarre tra uomini più quotati, come ad esempio Gilbert e Sagan.

Foto copertina: Dani Moreno torreggia sul muro di Huy (foto AFP)

Il primo tentativo di fuga è ad opera di Cedric Pineau dopo 7 km, ma il gruppo rinviene presto su di lui. Dopo altri scatti in testa al gruppo, alla fine riescono ad evadere Pirmin Lang e Gilles Devillers, al loro inseguimento Jurgen Van Goolen riesce a raggiungere il duo di testa intorno al km 35. Sono ora tre i ciclisti al comando che continuano ad accumulare vantaggio sul gruppo racimolando un vantaggio massimo che sfiora i nove minuti. L’andatura si fa man mano più sostenuta ed al primo passaggio sul muro di Huy il gruppo si allunga grazie al forcing della Vacansoleil. Ai meno 46, dopo oltre 100 km di fuga, i tre fuggitivi vengono ripresi dal gruppo, che già da qualche km aveva nettamente aumentato l’andatura favorita anche dal susseguirsi di molti scatti in testa al plotone. Subito dopo provano l’allungo sia Bardet che Ten Dam. Dopo il secondo passaggio sul muro di Huy, a circa 27 km dall’arrivo, Simon Geschke subentra a Bardet e si unisce a Ten Dam, ma la fuga è tenuta sotto controllo dagli uomini BMC. Il duo di testa viene definitivamente ripreso ai meno 9. In vista del traguardo si alternano in testa BMC, Katusha, Saxo Bank, preannunciando l’azione buona di un proprio capitano. Il gruppo, in vista dell’ultimo km è ora compatto. Il primo ciclista a scattare è Betancur che regge bene. Dietro la bagarre vede tra i migliori Daniel Moreno, Gilbert ed Henao. Ai meno 80 Dani Moreno allunga e il suo allungo è micidiale, lascia sul posto Gilbert e va all’inseguimento di Betancur. Moreno taglia il traguardo e vince la sua prima Freccia vallone. Secondo successo consecutivo per la squadra russa dopo il trionfo di Joaquim Rodriguez lo scorso anno. Al secondo posto il colombiano Sergio Henao mentre chiude il podio il suo connazionale Betancur. Primo degli italiani Nocentini al 10° posto. Freccia quindi che si chiude un po’ a sorpresa con la vittoria di Dani Moreno ma che in realtà, in corsa è sembrato davvero essere l’uomo da battere.

Antonio Scarfone

RODRIGUEZ, UNA ”FRECCIA” A HUY

aprile 18, 2012 by Redazione  
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Con una fucilata delle sue sul muro finale il catalano dopo i secondi posti delle ultime due stagioni si aggiudica la classica che più gli si addice davanti al sorprendente Albasini e a un ritrovato Gilbert. Discreta prova degli azzurri con Nibali 8° e un convincente Ulissi 9° mentre deludono ancora Valverde e gli Schleck

Foto copertina: due volte il Montelupone ed ora Huy: “Purito” si beve i muri (foto Photopress.be)

La 77a edizione della Freccia Vallone, secondo grande appuntamento sulle strade delle Ardenne dopo l’Amstel Gold Race e prima della Liegi-Bastogne-Liegi, aveva in Philippe Gilbert (Bmc) e Joaquin Rodriguez (Katusha), rispettivamente primo e secondo nella passata edizione, i due favoriti d’obbligo con il belga apparso finalmente in buona condizione sul Cauberg dove ha chiuso al 4° posto e il catalano che ha deluso in Olanda ma è stato strepitoso al Giro dei Paesi Baschi e ha sempre fatto la differenza su strappi brevi e con pendenze impossibili come il Muro di Huy dove nelle ultime edizioni si è sempre decisa la corsa: bisogna risalire infatti al 2003 per trovare un epilogo differente con Astarloa che si presentò ai piedi dello strappo finale in fuga con il Aitor Osa per poi staccarlo e vincere in solitudine. Accanto a Gilbert e Rodriguez i principali candidati al successo erano Anton (Euskaltel), Uran e Nordhaug (Sky), Frank e Andy Schleck (Radioshack), Valverde (Movistar), Poels (Vacansoleil), Kiserlovski (Astana), Gesink (Rabobank) e soprattutto Vanendert (Lotto-Belisol), già 2° all’Amstel e per il primo anno capitano dopo che nelle ultime due stagioni è stato luogotenente di Gilbert. Tra i grandi assenti Evans (Bmc) colpito da una sinusite, Samuel Sanchez (Euskaltel) che ha già chiuso la prima parte di stagione e Cunego (Lampre) che ha scelto il Giro del Trentino, vincendo peraltro la tappa di Sant’Orsola Terme, per affinare la condizione in vista della Liegi: le speranze di un buon risultato in casa Italia erano dunque affidate a Nibali (Liquigas), Visconti (Movistar), Nocentini (Ag2r) e allo splendido vincitore dell’Amstel Gasparotto (Astana).
I primi attaccanti di giornata sono stati Christensen (Saxo Bank) e il nostro Ratto (Liquigas) ma il gruppo non ha concesso spazio fino al km 55 quando hanno preso il largo Bellemakers (Landbouwkrediet) e Roux (Fdj), all’inseguimento dei quali si è successivamente portato De Wilde (Accent Jobs), che pur non riuscendo mai a riportarsi primi due ha insistito nella sua azione per decine di km prima di rialzarsi e attendere il gruppo che, guidato dalla Katusha e dalla Lotto-Belisol, ha concesso un vantaggio massimo di 7′ ai due battistrada prima di iniziare a ridurre il gap.
Il primo a scatenare la bagarre all’interno del plotone è stato a 40 km dal traguardo Andy Schleck, evidentemente al servizio del fratello Frank, in compagnia di Fofonov (Astana) e Trofimov (Katusha) che però si è mantenuto a ruota degli altri due. Il motivo tattico della gara di qui in avanti è stato infatti quello della formazione russa impegnata ad annullare tutti gli attacchi sia tirando in testa al gruppo, il che ha portato anche al ricongiungimento con Bellemakers e Roux a 15 km dalla conclusione, che inserendo uomini per disturbare le azioni altrui che infatti sono state tutte di breve durata: ci hanno provato a più riprese soprattutto gli uomini della Movistar, segno che Valverde non era in giornata, dapprima con Rui Costa, poi con Visconti in compagnia di Slagter (Rabobank) e infine con Kiryienka marcato stretto da Vicioso ma i soli a guadagnare un leggero margine sono stati i due ex bikers Hesjedal (Garmin) e Nordhaug, che memore forse della caduta insieme a Cunego sul Cauberg ha preferito non attendere il muro di Huy, che hanno allungato sulla côte de Villers-le-Bouillet, e si sono presentati ai piedi dello strappo finale con una decina di secondi sul resto del gruppo forte ancora di una sessantina di unità.
Non c’è stato comunque nulla da fare per il canadese e il norvegese ripresi già sulle prime rampe sotto l’impulso di Van Den Broeck (Lotto-Belisol) che ha riportato sotto il compagno Vanendert alla cui ruota c’erano Albasini (GreenEdge), Gilbert, un pimpante Nibali e Rodriguez: ai 400 metri dal traguardo Purito però è partito a velocità doppia e ha semplicemente annichilito la concorrenza conquistando il suo primo successo alla Freccia Vallone, nonchè il primo della carriera in una grande classica, dopo i secondi posti del 2010 e del 2011. Alle spalle del dominatore catalano la lotta per le piazze d’onore è invece stata molto accesa con Albasini, mai visto in passato su questi livelli al di là della recente vittoria al Giro di Catalogna, che ha saltato Gilbert negli ultimi metri chiudendo al 2° posto davanti al campione belga, a Vanendert e al sempre protagonista delle ultime corse Kiserlovski mentre Nibali ha accusato un lieve calo nel finale chiudendo 8° dietro anche a Daniel Martin (Garmin) e Mollema (Rabobank): immediatamente alle spalle del siciliano si è piazzato un ottimo Ulissi (Lampre), che in queste condizioni sarà valida spalla per Cunego alla Liegi, con Van den Broeck 10°, Gasparotto che si è difeso al meglio su un arrivo ben più duro del Cauberg 11° e Nocentini 12°, mentre non sono mai stati protagonisti Frank Schleck 20°, Valverde che inizia probabilmente a risentire della lunga inattività dopo il grande avvio di stagione 46° e Andy Schleck addirittura 81°. Con questi uomini lontani da una condizione accettabile, Gilbert che non è il marziano visto nel 2011 e Rodriguez la cui tenuta sui lunghi chilometraggi resta un’incognita ci apprestiamo a vivere una Liegi-Bastogne-Liegi apertissima nella quale in tanti potranno dire la loro nella lotta per il successo.

Marco Salonna.

GILBERT, UNA PRIMAVERA DAVVERO HUY!

aprile 20, 2011 by Redazione  
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E’ davvero una primavera d’oro per l’asso belga, che sta sbaragliando la concorrenza nelle classiche del nord . Prima la Freccia del Brabante, domenica scorsa l’Amstel e oggi un’altro successo in casa, un’altra freccia, quella più prestigiosa, tracciata sulle strade della Vallonia. Le stesse che, il giorno di Pasqua, vedranno Gilbert contro tutti alla Liegi, corsa che il campione dell’Omega Pharma Lotto finora non ha mai vinto.

Foto copertina: Gilbert si trangugia anche il Muro di Huy (www.ispaphoto.com)

E due. Sempre lui, sempre Gilbert. Dopo la bellissima e perfetta vittoria all’Amstel di domenica, Philippe va a trionfare sul Muro di Huy andando così ad arricchire il personale palmarès. Questa volta il belga sembra nascondersi nella pancia del gruppo, mentre l’Omega Pharma Lotto non si vede mai in testa a tirare, nonostante ci sia una fuga che arriva a guadagnare 17 minuti. “Che pensi alla Doyenne?” viene da chiedersi. Ogni dubbio viene fugato quando al penultimo passaggio sul Muro di Huy tutta l’Omega è schierata in testa per far prendere la salita nella miglior posizione al proprio bel capitano, pimpante ed agile insieme a tutti i big annunciati. Ma da solo ed in uno straordinario stato di grazia negli ultimi 400 metri finali del successivo ultimo passaggio. Tutti in piedi ad applaudire l’idolo di casa. Il tris delle Ardenne, ora, appare davvero possibile.
Si parte da Charleroi fin verso Huy con l’omonimo e terribile Muro ad attendere i ciclisti in gara per un percorso di 201 Km. Bel tempo anche quest’oggi, sole e temperatura piacevole con tanti appassionati lungo il percorso. Non c’è il vincitore dell’edizione 2010, Evans, vittima di un infortunio.
La fuga va via al secondo chilometro di corsa, protagonisti sono Macej Paterski (Liquigas), Maxime Vantomme (Katusha), Matti Helminen (Landbouwkredit) e Preben Van Hecke (Top Sport Vlaanderen).
I quattro raggiungeranno un vantaggio massimo di 17’ affrontando il primo dei tre passaggi previsti sul Muro di Huy. A 90 Km dall’arrivo il vantaggio resta ancora di 12’ con il compagno di Joaquim Rodriguez che non collabora mentre, in testa al gruppo, iniziano a tirare di comune accordo sia la Saxo Bank, squadra di un attesissimo Contador, sia la Leopard dei fratelli Schleck. Grazie alla collaborazione dei due team il vantaggio dei quattro battistrada rientra, in pochi chilometri, nei 10 minuti ed in vista della Côte d’Ahin (2,3 Km con pendenza media del 6,5%), la settima delle dieci previste, si riduce a 3’. E’ il segno evidente che il ritmo in testa al gruppo è notevolmente aumentato, grazie anche all’aiuto di una terza squadra, la Sky, fiduciosa di Gerrans, terzo all’Amstel. Da segnalare, verso la cima di Ahin, una caduta senza conseguenze per Cunego, rientrato agevolmente in gruppo con l’aiuto dei compagni di squadra. In discesa provano un contrattacco alcuni uomini tra cui Kadri (Ag2R), ripreso a circa 3 Km dal penultimo passaggio sul Muro di Huy, con l’Omega Pharma Lotto che si mette improvvisamente in testa per far prendere nelle posizioni di testa le terribili rampe della salita al proprio capitano Gilbert. In cima il gruppo transiterà con un ritardo di 1’.25” poi, nella successiva discesa, provano ad avvantaggiarsi Gasparotto (Astana), Kolobnev (Katusha), Van Garderen (Htc) e Lövkvist (Htc) a cui si aggiungeranno Verdugo (Euskadi) e Kiryienka (Movistar). I sei, riassorbono la fuga del mattino ma il gruppo, tirato ancora dall’Omega, concederà un vantaggio che, in vista della Côte d’Ereffe, penultima prevista, raggiungerà al massimo 25”. Gilbert sta bene, e vuole provarci anche oggi, nonostante le pendenze dell’erta finale non gli si addicano particolarmente. I più attivi tra i sei, Kiryienka e Lövkvist, rimangono soli al comando a 13 Km dalla fine con 18” di vantaggio. I 2,1 Km della Côte d’Ereffe vengono presi in testa dalla Katusha con un generosissimo Di Luca al servizio del capitano Rodriguez. Intanto, il gruppo transita con 10” dal duo di testa mentre in vista dello scollinamento si avvantaggia Devenyns (Quickstep). Resta l’atteso ultimo passaggio sul Muro di Huy, con i big fino ad ora tutti ben coperti dai rispettivi compagni di squadra. Altro duetto di testa con Marcato (Vacansoeil) e Pineau (Quickstep) i quali si troveranno ai piedi di Huy con 15”. In testa ci sono tutti i migliori, il nostro Cunego, Contador, Andy Schleck, Sanchez, Anton, Rodriguez e l’immancabile Gilbert. Ai 400 metri dall’arrivo va di scena l’azione del belga, da gustare più e più volte, un allungo micidiale per sbarazzarsi di tutti. In un attimo guadagna tantissimo, ha quasi 100 metri per esultare di continuo, felicissimo e con il pensiero già a domenica. Poco più indietro la fatica di Rodriguez, ancora secondo, ancora battuto, poi Sanchez a chiudere il podio. Più indietro Vinokourov ed Anton. Chi riuscirà a batterlo domenica alla Liegi? La sfida è lanciata!

Antonio Scarfone

UNA FRECCIA ARCOBALENO

aprile 21, 2010 by Redazione  
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Cadel Evans trionfa in maglia di campione del mondo alla Freccia Vallone, precedendo sul Muro di Huy Joaquin Rodriguez e un Alberto Contador molto brillante, ma crollato negli ultimi 100 metri. 4° un sorprendente Igor Anton; 5° e primo degli italiani Damiano Cunego. Per Evans è il primo successo stagionale. Domenica si chiude la settimana delle Ardenne con la Liegi – Bastogne – Liegi.

Foto copertina: il podio della Freccia Vallone 2010 (foto Bettini)

In passato, per molti atleti la maglia di campione del mondo è stata un peso, un fardello troppo pesante da portare sulle spalle per potersi esprimere al meglio, o quasi una fonte di sfortune sportive inenarrabili (si pensi allo sciagurato avvio di 2007 di Paolo Bettini dopo il trionfo di Salisburgo, o il terribile 2009 di Alessandro Ballan). Cadel Evans, a Mendrisio, nel settembre scorso, si è invece scrollato di dosso le paure ed i fantasmi di una carriera da piazzato, ha sfatato il mito che lo voleva incapace di vincere anche nelle condizioni più favorevoli (Tour de France 2008), e ha soprattutto acquisito una fiducia diversa nei propri mezzi. Anche gli anni scorsi, probabilmente, l’australiano si sarebbe battuto come un leone sulle rampe del Muro di Huy, ma difficilmente, di fronte alla sgasata imposta da Alberto Contador a 300 metri dal termine, avrebbe avuto la forza e la spavalderia di cambiare passo a sua volta, di piazzarsi alla ruota dell’iberico, e di passarlo nel finale come tante volte era capitato a lui in passato, facendo sua una Freccia Vallone piacevolissima anche dal punto di vista spettacolare.

Possiamo infatti giudicare positivamente le modifiche apportate al tracciato per questa edizione 2010, con l’inversione dei circuiti finali, in modo da avvicinare al traguardo il penultimo passaggio sul Muro di Huy, quest’anno a meno di 30 km dal termine. Certo, la selezione di una Liegi, o anche solo di una Amstel Gold Race, restano ben altra cosa, in virtù di un chilometraggio sensibilmente superiore, ma erano comunque anni che non vedevamo così tanti big muoversi prima dell’erta finale, dando talvolta anche l’impressione di avere beffato chi aveva optato per una condotta più attendista.

Sventata la lunga fuga promossa dopo una quarantina di chilometri da Giuseppe Palumbo e supportata da Champion, Loosli, Gourgue e Auge, e neutralizzato il contrattacco di Voigt, Righi, De Gendt, Moreau, Froome, Bakelants e Van de Walle, già il secondo e penultimo passaggio sul muro simbolo della corsa ha visto i fratelli Schleck e Alberto Contador in prima linea, con tutti i big alle loro ruote. Proprio un’accelerazione di Frank Schleck negli ultimissimi metri di salita ha aperto una frattura nel gruppo, e soltanto Kreuziger, Tankink ed un encomiabile Loosli sono stati in grado di accodarsi al lussemburghese. Con Gesink e Cunego ancora nel gruppo principale, Tankink e Loosli hanno trovato una valida ragione per fornire una collaborazione molto limitata ai due compagni di avventura, la cui azione è stata comunque sufficiente a dilatare il margine sul plotone fino a 30’’ circa, complice la scarsa collaborazione alle loro spalle, con i Katusha – presenti in forze – impegnati più a piazzare scatti sconclusionati in serie che ad organizzare un vero inseguimento.

Proprio una di queste azioni apparentemente dissennate, promossa da Alexandr Kolobnev a 8 km dal traguardo, quando anche la Cote d’Ereffe, penultima ascesa in programma, era ormai alle spalle, cui si sono uniti Vaugrenard e Anton, ha però dato nuova linfa alla gara e al gruppo, che solo allora si è scosso dal suo torpore. Il terzetto ha riagganciato i quattro di testa, e Kolobnev ha avuto addirittura la forza di ripartire e avventurarsi in un coraggioso tentativo solitario, con il solo risultato però di rivivere a distanza di tre giorni l’aggancio in extremis patito sul Cauberg domenica scorsa (questa volta, perlomeno, il sogno si è infranto un po’ più lontano dall’arrivo, a 1500 metri circa dalla linea bianca).

Neutralizzato anche l’attacco del russo, nulla ha potuto evitare la classica bagarre conclusiva sul Muro di Huy. Bono e Failli sono stati i primi a muoversi, ma è stato Andreas Kloden il primo a far tremare i favoriti, costringendoli ad una pronta reazione, capeggiata da Igor Anton. Il basco, dopo aver raggiunto il tedesco, ha proseguito con decisione nella sua progressione, cui soltanto Alberto Contador è riuscito ad accodarsi prontamente, mentre Nibali ha dilapidato tutte le energie residue in un interminabile inseguimento alla ruota del madrileno, che lo ha portato a crollare nel momento stesso del ricongiungimento. Quando Anton ha finito la benzina, Contador ha forse avuto qualche secondo a disposizione per andarsene e mettere in cassaforte la corsa, ma il leader della Astana, insolitamente prudente, ha tergiversato, consentendo il rientro di Cadel Evans e Joaquin Rodriguez. Solo allora Alberto ha provato a cambiare marcia, non riuscendo però a quel punto a staccarsi di ruota l’australiano e l’ex gregario di un anonimo Valverde.

Come detto, Evans, forte delle energie supplementari fornite dalla maglia iridata, ha allora passato di slancio il due volte vincitore del Tour de France, scavalcato anche da Rodriguez, andando a conquistare la prima grande classica della carriera. Un brillante ma fin troppo generoso Anton ha chiuso al 4° posto, mentre Cunego, rimasto tutto il giorno nell’ombra, si è parzialmente ridestato nel finale, chiudendo 5°, con il rimpianto di aver forse intrapreso un po’ troppo indietro l’erta conclusiva. Solo 6° il vincitore dell’Amstel e favorito della vigilia, Philippe Gilbert, mentre Valverde e Andy Schleck si sono dovuti accontentare, rispettivamente, dell’8° e del 9° posto.

Manca ora soltanto la Liegi – Bastogne – Liegi alla conclusione della campagna del Nord più avara di soddisfazioni azzurre da parecchi anni a questa parte. Poche sono le ragioni di sperare in una riscossa italiana, mentre parecchi sono i motivi di interesse per domenica prossima: Contador andrà in caccia della prima classica monumento in carriera; i fratelli Schleck troveranno terreno più adatto alle loro caratteristiche; Valverde cercherà di proseguire la tradizione favorevole negli anni pari dopo i successi del 2006 e del 2008; Gilbert proverà a riportare il Belgio sul tetto della Liegi dopo 11 anni (l’ultimo a riuscirci fu Vandenbroucke nel 1999). Senza dimenticare Rodriguez, Cunego, Anton, il trio Katusha Ivanov – Kolobnev – Rodriguez. Sempre che Cadel Evans, corridore che a 33 anni sembra in continua crescita, non voglia continuare a stupire.

Matteo Novarini

Cadel Evans esulta dopo aver espugnato il muro di Huy (foto AFP)

Cadel Evans esulta dopo aver espugnato il muro di Huy (foto AFP)