GIRO D’ITALIA 2019 – LE PAGELLE

Qualche giorno dopo la conclusione della Corsa Rosa ecco le pagelle della 102a edizione del Giro d’Italia

RICHARD CARAPAZ: Dopo il quarto posto dello scorso anno, è stato dai più sottovalutato, da addetti ai lavori e non. Carapaz è il primo ecuadoregno a vincere il Giro d’Italia, corsa conquista meritatamente nella quale ha dimostrato di non essere inferiore a nessuno in salita. Due tappe vinte, la prima di astuzia, la seconda di potenza, otto giorni da leader della classifica generale, si mette anche a disposizione di Landa per aiutarlo nella lotta per il gradino più basso del podio. Grandissimo. VOTO: 10

VINCENZO NIBALI: Sesto podio di fila conquistato al Giro d’Italia, undicesimo considerando anche Tour de France e Vuelta di Spagna: sono numeri che solo i grandissimi della storia del ciclismo possono vantare. Poteva fare di più? Sicuramente, ma contro questo Carapaz e una solidissima Movistar c’era poco da fare. A 34 anni lo Squalo fa ancora paura. Peccato non abbia vinto nessuna tappa. VOTO: 8

GIULIO CICCONE: L’abruzzese vince meritatamente la classifica degli scalatori, attacca sempre al momento giusto e riesce a vincere una grande tappa a Ponte di Legno, il giorno del Mortirolo. Soffre ancora a crono, ma se riuscirà a migliorarsi in questa disciplina potrà diventare un’interessante uomo da classifica. VOTO: 8

PRIMOŽ ROGLIČ: Era uno dei principali favoriti per la vittoria finale e inizia subito a mettere le cose in chiaro nella cronoscalata sul San Luca. Rivince a San Marino, ma va poi calando e termina al terzo posto. Non ha avuto una squadra di altissimo livello al suo fianco, poi sfortuna e cadute gli fanno perdere altro tempo. È un buon ciclsta che può diventare davvero grande, ma ancora gli manca la costanza nella terza settimana. Va detto che sta andando fortissimo sin da gennaio e c’era da aspettarsi un calo fisiologico. VOTO: 8

MIKEL LANDA: Riuscirà a trovare una squadra che gli affiderà finalmente i gradi di capitano indiscusso? Gira e rigira si ritrova sempre a fare il gregario di lusso! Il basco perde il podio per un soffio nella crono finale, ma il suo contributo nella vittoria di Carapaz è enorme: forse era l’unico realmente più forte dell’ecuadoregno in salita. VOTO: 7,5

FAUSTO MASNADA: Il corridore dell’Androni-Sidermec è una delle più belle sorprese di questa edizione del Giro d’Italia. Vince una tappa difficile a San Giovanni Rotondo e ne sfiora un’altra a Ponte di Legno, ma un’incidente meccanico lo mette fuori dai giochi. Sempre all’attacco e propositivo, una bella sorpresa. VOTO: 7,5

PASCAL ACKERMANN: Vince due tappe allo sprint dimostrando di non essere inferiore a nessuno nelle volate di gruppo. Cade, si fa male, resiste dolorante fino a Verona e conquista la maglia a ciclamino nella volata di Santa Maria di Sala. Cuor di Leone. VOTO:7,5

PELLO BILBAO: Quest’anno rinuncia alla classifica generale per puntare alla vittoria di tappa e ne ottiene addirittura due, l’ultima nel tappone del Monte Avena. Quando parte in fuga non lo tiene nessuno. VOTO: 7,5

ANDREY AMADOR: Quando si mette in testa al gruppo a tirare son guai per tutti. Concentrato e sempre attento a difendere il proprio capitano verso il trionfo del Trofeo Senza Fine. VOTO: 7

DAMIANO CIMA: Gli piace andare in fuga e lo si era capito, ma che potesse anche vincere… e invece Damiano va a vincere nella tappa di Santa Maria di Sala beffando i velocisti e regalando al suo team manager Francesco Pelosi e a tutta la Nippo Vini Fantini Faizanè la prima storica vittoria al Giro d’Italia. VOTO: 7

CALEB EWAN: Uno dei velocisti più continuo come numeri in questo Giro d’Italia. L’australiano vince di forza due tappe (Pesaro e Novi Ligure) e sale altre due volte sul podio, dimostrando una caratura internazionale non indifferente. VOTO: 7

DAMIANO CARUSO: Soffre a causa della febbre alta nella prima settimana, ma non cede e cresce di condizione fino a diventare una pedina fondamentale per Nibali nell’ultima settimana. Per lui anche un secondo posto di tappa a Pinerolo. VOTO: 7

VALERIO CONTI: Porta sei giorni la maglia Rosa sulle spalle e la difende egregiamente. Non centra la vittoria di tappa ma sarà ben più che soddisfatto. VOTO: 7

DARIO CATALDO: Lotta per la vittoria, si ferma per ordini di scuderia, non batte ciglio, non mugugna, ci riprova, nessuno lo ferma e va a vincere una grande tappa a Como. VOTO: 7

HÉCTOR CARRETERO: Non ha un passo devastante, ma c’è sempre sulle salite a dettare il passo nel trenino di Carapaz, pedina importante nella Movistar di Unzué. VOTO: 6,5
CHAD HAGA: Dopo il terribile incidente avvenuto in allenamento nel 2016, lo statunitense riesce ad esprimere finalmente il suo potenziale vincendo con determinazione la crono finale di Verona. Prima vittoria nel World Tour per lui. VOTO: 6,5

MATTIA CATTANEO: A Como sfiora la vittoria di tappa a causa di un grande Cataldo, ma corre comunque un Giro d’Italia sempre all’attacco, dimostrandosi un ciclista che farebbe comodo a molte squadre del World Tour. VOTO:6,5

CESARE BENEDETTI: La classe operaia va in Paradiso. Questo è il titolo perfetto per descrivere la sua vittoria nella tappa di Pinerolo dopo una lunga fuga di giornata. Sempre a disposizione dei capitani, finalmente una gioia personale. VOTO: 6,5

DOMENICO POZZOVIVO: Arriva al Giro dopo una brutta caduta alla Freccia Vallone, non sembra faticare troppo la prima settimana, mentre nella seconda e nella terza il lucano si dimostra un ottimo gregario per Nibali. VOTO: 6,5

PAVEL SIVAKOV: Il ventunenne russo, al suo primo Grande Giro corso in carriera, riesce a centrare una top ten nella classifica generale finale. Se non è un predestinato lui… VOTO: 6,5

ESTEBAN CHAVES: Ci sono volute diciannove tappe per vederlo finalmente in azione, ma ne è valsa la pena. Non riesce ad esprimersi come vorrebbe, ma la vittoria a San Martino di Castrozza fa ben sperare per il futuro. Rigenerato. VOTO: 6,5

BAUKE MOLLEMA: Decide di fare classifica e corre da ciclista esperto qual è. Con la sua regolarità e la sua forza a cronometro riesce a terminare il Giro d’Italia al 5° posto. Costante. VOTO: 6,5

JAN POLANC: Prende parte in varie di fughe di giornata E grazie ad una di questa diventa leader della classifica generale portando la Maglia Rosa per due giorni. VOTO: 6,5

NANS PETERS: Il giovane corridore transalpino è una delle belle sorprese di questo Giro. La vittoria ad Antholz, di potenza visti i distacchi, è stata un’azione straordinaria. VOTO: 6,5

RÜDIGER SELIG: Uomo importantissimo del treno Bora-Hansgrohe. Ackermann è stato fortunato ad averlo con lui. Quando il capitano non c’è si mette in proprio e raccoglie un buon terzo posto. VOTO: 6,5

RAFAŁ MAJKA: Il polacco è così: o decide di far classifica e non si fa vedere mai a favore di telecamera stando nell’ombra, o si disinteressa dando spettacolo alla ricerca di vincere qualche tappa di montagna. A questo Giro ha deciso di far classifica terminando al 6° posto. VOTO: 6

ANTONIO NIBALI: In questo Giro d’Italia ha dimostrato ai più di non essere il ‘’solito” fratello raccomandato ma di avere le qualità per stare nel World Tour. Lavora bene per il fratello, specie sul Mortirolo dove dimostra di essere un discreto scalatore. VOTO: 6

FERNANDO GAVIRIA: Non è sicuramente il miglior Gaviria che abbiamo mai visto, però una tappa riesce a vincerla (anche se solo grazie alla squalifica di Viviani). VOTO: 6

ARNAUD DÉMARE: Vince a Modena e sale altre volte sul podio. La pagnotta, pardon, la baguette se la porta a casa. VOTO: 6

VICTOR CAMPENAERTS: Da il meglio di se nelle cronometro (in questa edizione della Corsa Rosa ce n’erano ben tre) nelle quali arriva due volte sul podio, beffato da Roglič prima e da Haga dopo. VOTO: 6

MARCO FRAPPORTI e MIRCO MAESTRI: Sempre in fuga per lo sponsor. VOTO: 6

VALENTIN MADOUAS: il ventiduenne francese della Groupama-FDJ si fa vedere molto, attacca e contrattacca; anche se i risultati non sono arrivati non tarderanno ad arrivare. VOTO: 6

SHO HATSUYAMA: Il nipponico è la maglia nera di questo Giro d’Italia, per lui una vera impresa, ad oltre cinque minuti dal penultimo, Will Clarke. Anche se la vera impresa è stata quella di terminare la corsa…. VOTO: 6

EROS CAPECCHI: Si rivede il buon Eros in azione; saltato Jungels per la classifica generale si mette in proprio in cerca di una vittoria di tappa. I risultati non sono buoni ma l’impegno c’è stato. VOTO: 6

MARCO CANOLA: La Nippo Vini Fantini si aspetta qualche piazzamento in più da lui, come tutti gli addetti ai lavori, però questi piazzamenti non arrivano. Partecipa attivamente alla vittoria di Cima quando si mette a rompere i cambi in testa ai trenini dei velocisti. VOTO: 6

DIEGO ULISSI: Si ritrova prima Conti e poi Polanc in maglia rosa e allora deve lavorae per loro; ma quando ha carta bianca non va oltre un terzo posto di tappa. VOTO: 5,5

GIOVANNI CARBONI: La qualità c’è, ma deve crescere. VOTO: 5,5

GIANLUCA BRAMBILLA: Lo scalatore della Trek-Segafredo cerca di vincere qualche tappa, ma non ha la gamba dei giorni migliori. VOTO: 5,5

MIGUEL ÁNGEL LÓPEZ: L’anno scorso lottava per il gradino più basso del podio con Carapaz, quest’anno invece l’uno puntava alla vittoria del Giro, l’altro a difendersi dalle varie sventure. Termina la corsa al settimo posto della classifica generale, non è in formissima e non riesce a sfruttare lo squadrone che ha disposizione, ed è un peccato. Sfortunatissimo quando un tifoso lo fa cadere a terra nell’ultima tappa in linea. VOTO: 5,5

ILNUR ZAKARIN: Decimo con oltre dodici minuti di ritardo da Carapaz, vince la tappa con arrivoi al Lago Serrù, ma ha potenzialità maggiori. Il problema che una tappa si e una no finisce a terra. VOTO: 5,5

DAVIDE FORMOLO: Il trentino è un corridore che mi piace molto, ma purtroppo quest’anno non riesce a trovare lo spunto buono per vincere una tappa; il problema poi che non riesce nemmeno a far classifica. Un passo indietro. VOTO: 5,5

ALEXIS VUILLERMOZ: Un Giro in vacanza… VOTO: 5

JAKUB MARECKZO: Doveva riscattarsi dopo la brutta prova offerta l’anno scorso, dove dopo un secondo posto in Israele andò calando inesorabilmente fino al ritiro anticipato. Quest’anno fa peggio: coglie come miglior risultato un 6° posto ad Orbetello poi va fuori tempo massimo nella prima tappa sulle Alpi. VOTO: 5

ENRICO BATTAGLIN: Primo Giro d’Italia nel quale il buon Enrico non si vede… peccato. VOTO: 5

ELIA VIVIANI: In questa edizione della Corsa Rosa non gli va bene niente. Non riesce a vincere una volata e quando ci riesce viene declassato dai giudici con delle scelte molto opinabili. Non è lo stantuffo dell’anno scorso, più per demerito suo che per merito degli avversari, non corre sereno e si vede, come se dovesse sempre dimostrare a qualcuno il suo valore. VOTO: 5

SIMON YATES: Si presenta al Giro con fare minaccioso, ma ben presto si ritrova con le gambe appesantite o vuote; sicuramente è un lontano parente del ciclista che ha vinto l’ultimo Grande Giro, la Vuelta di Spagna 2018, e che l’anno scorso al Giro fece sognare il Mondo intero nelle prime due settimane. VOTO: 5

TONY GALLOPIN: Un fantasma. E pensare che tappe adatte alle sue caratteristiche ce n’erano… VOTO:4,5

GIACOMO NIZZOLO e SACHA MODOLO: Una volta c’erano anche loro a contentersi le vittorie di tappa che si decidevano in volata, ora entrare nei primi cinque sembrerebbe già un grande risultato… VOTO: 4,5

ENRICO GASPAROTTO: Fantasma. VOTO: 4,5

BOB JUNGELS: Non riesce a far classifica e ci dispiace, ma il fatto che non riesca nemmeno a far delle crono degne del suo nome non glielo potremo perdonare mai. VOTO: 4

TOM DUMOULIN: Il suo ritiro dovuto ad una caduta nella quarta tappa ha tolto alla Corsa Rosa un grande protagonista. SENZA VOTO

Luigi Giglio

CHE GIRO CHE FA A VERONA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Il Giro n. 102 è di Carapaz davanti a Nibali, a Verona trionfa Haga – Carapaz: “Un momento incredibile”. Nibali: “Nessun rimpianto” – “Nibali inossidabile a 34 anni, ma il futuro è di Carapaz” (Gazzetta dello Sport)

Giro d’Italia, vittoria finale a Carapaz. Secondo posto a Nibali, terzo Roglic (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Richard Carapaz seals historic Giro d’Italia victory after Chad Haga stuns field to win stage 21 time trial (The Daily Telegraph)

Carapaz clinches surprise Giro d’Italia triumph on streets of Verona (The Independent)

Richard Carapaz becomes Ecuador’s first Giro d’Italia champion (The Times)

Francia

Carapaz, grande première – Carapaz «Un moment unique» – Les grands moments de la 102e édition – Roglic «Je suis vraiment très fier et heureux» – Madouas: «Assez satisfait pour un premier Giro» – Ackermann : «Un moment spécial» – Nibali: «J’ai donné le meilleur de moi-même» – Haga: « Cela me laisse sans voix » (L’Equipe)

Le Tour d’Italie à l’Equatorien Richard Carapaz (Le Figaro)

Spagna

Carapaz gana el Giro y Landa pierde el podio por 8 segundos – Carapaz: “Es la recompensa a todos los esfuerzos” (AS)

Richard ‘Capataz’ del Giro – Los humildes orígenes de Richard Carapaz en Ecuador – Carapaz, una locomotora sin frenos (Marca)

Nibali aprieta pero no ahoga y Carapaz conquista el Giro – Carapaz tras ganar el Giro: “Es un sueño. Es el mayor triunfo que puedo lograr” – “Carapaz era un ciclista que pedaleaba sin fin con unas piernas sin igual” – Movistar, el equipo con más triunfos en grandes vueltas: 15 – “Landa tiene más merito por trabajar para Carapaz que por hacer 4º (El Mundo Deportivo)

Belgio

Hij keek de dood in de ogen bij horrorcrash, nu wint Haga slotrit in de Giro – Carapaz doet Ecuador feesten met eindzege in de Giro, Campenaerts komt tekort voor winst in slottijdrit in Verona – Favoriet Victor Campenaerts grijpt naast tijdritzege: “Zou ook maar saai zijn als ik overal 3 sterren krijg en dan ook nog eens win” – Giro van de middelmaat: middelmatig parcours, middelmatige winnaar en middelmatige Belgen – Carapaz zeker van eindzege, Nibali was tijdens Giro straffer in zijn uitspraken dan in zijn prestaties (Het Nieuwsblad)

Tour d’Italie: Richard Carapaz remporte le 102e Giro, Haga s’impose à Vérone devant Campenaerts et De Gendt (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Emotionele Haga in tranen na Giro-zege – Carapaz maakt heel Ecuador trots – Jumbo-Visma-ploegleider Engels: ’Het kwam uit Roglic’ kleine teen’ – Mollema: ’Misschien mijn beste ronde ooit’ – Carapaz wint Giro, Mollema vijfde (De Telegraaf)

Haga redt de Giro van Sunweb: We zijn erin blijven geloven – Nibali voor elfde keer op podium in grote rondes, evenveel als Froome – Carapaz schrijft geschiede­nis met Gi­ro-ze­ge, Mollema eindigt als vijfde – Nibali voor elfde keer op podium in grote rondes, evenveel als Froome – Trotse Ecuadoria­nen zien Carapaz grootste sportpres­ta­tie ooit leveren – Mollema: Volle bak begonnen, maar daarna geen risico’s genomen (Algemeen Dagblad)

Onvoorziene winnaars, onvoorziene verliezers in een onderhoudende Giro d’Italia (De Volkskrant)

Germania

Carapaz vor Gesamtsieg – Ackermann holt Punktewertung – Ecuador feiert den Sieg von Richard Carapaz – Vom Bauernsohn zum Triumphator: Carapaz lässt Ecuador feiern (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Giro-Sieger Carapaz macht Ecuador glücklich (Luxemburger Wort)

Ecuadorianer Carapaz gewinnt Giro (Tageblatt)

Svizzera

Ein Nobody namens Richard Carapaz triumphiert am Giro d’Italia (Neue Zürcher Zeitung)

Carapaz, premier Équatorien à gagner le Giro (24 Heures)

Slovenia

Primož Roglič Giro končal na zmagovalnem odru (Delo)

Stati Uniti

Carapaz Wins Giro d’Italia, Haga Clinches Final Stage (The New York Times)

Colombia

¡Carapaz, campeón del Giro; Supermán López fue séptimo y mejor joven! – ¡El título de Ríchard Carapaz en imágenes! – ‘Es lo más grande de mi carrera’: Carapaz – Carapaz, de ordeñar vacas a campeón del Giro de Italia – Las cinco razones del título del Giro de Ríchard Carapaz – Los que le dejó a Colombia el Giro de Italia 2019 (El Tiempo)

Richard Carpaz, el gran campeón del Giro de Italia 2019 – El saludo de Nairo Quintana a Richard Carapaz – Miguel Ángel López: “No tuvimos suerte, pero quedan muchas más Vueltas – Carapaz: “Es la recompensa a todos los esfuerzos” – Richard Carapaz, el dueño de la Maglia Rosa – Carapaz, el campeón del Giro de Italia que se hizo en Colombia (El Espectador)

Ecuador

¡Histórico, Carapaz! Primer ecuatoriano que gana el Giro de Italia – Richard Carapaz, de pedalear una bicicleta sin ruedas a comandar el Giro de Italia – Richard Carapaz: Soy capaz de volver a repetir un triunfo como este – ¡El heroico Richard Carapaz ya es uno de los grandes del deporte ecuatoriano de todos los tiempos! – Tulcán estalla de júbilo por el nuevo rey del Giro de Italia, Richard Carapaz – Richard Carapaz ya es campeón del Giro de Italia – Así fue la etapa 21 del Giro de Italia que dejó a Richard Carapaz como campeón – Los precedentes en el Giro de Italia están del lado de Richard Carapaz – ‘Richard Carapaz fue el mejor, nadie pudo con él’, dice la prensa mundial sobre el campeón del Giro de Italia – Playa Alta vivió con intensidad el triunfo de Richard Carapaz – ‘Superman’ López mejor joven del Giro de Italia por segundo año consecutivo – Moreno anuncia retiro de impuestos a bicicletas de competencia y condecoración a Carapaz – El ecuatoriano que triunfó en el Giro de Italia – Desde Tulcán, aficionados alientan a Richard Carapaz (El Universo)

Australia

Carapaz claims Giro to become the first Ecuadorian to win a grand tour (The Sydney Morning Herald)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Marcia trionfale” (”Aida” – Giuseppe Verdi)

a cura di DJ Jorgens

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

De Luca: “Ha perso questa stappa per undici secondi”
Orlando: “Chaga” (Chad Haga)
Garzelli: “Si è rientrato in discesa”
De Luca: “È stato un Giro d’Italia anomale”
Garzelli: “Andremo a vedere se questi rissi andranno a valere il primo posto nell’ordine d’arrivo provvisorio” (rischi)
De Luca: “L’Italia è l’unica nazione che ospita tre Giri d’Italia”
De Luca: “Una strada con il budget così limitato”
De Luca: “Honorè è amante dei libri in filosofia”
De Luca: “Ricordiamo per coloro che si fosse messo in collegamento”
De Luca: “Il papà lo rimprovava”
De Luca: “Il municifio”
Inviato dopo tappa: “I genitori di Carapaz vanno davvero a piedi in treno” (non hanno mai preso l’aereo)
Televideo: “Nato a San Carmelo” (Carapaz è nato a Tulcán e vive a El Carmelo)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo ventunesima ed ultima tappa, Verona (cronometro individuale)

1° Eddie Dunbar
2° Iván Ramiro Sosa a 16″
3° Juan José Lobato a 26″
4° Sho Hatsuyama a 43″
5° Tom Leezer a 44″

Miglior italiano: Manuel Senni, 8° a 47″

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 5′39″
3° Paolo Simion a 30′34″
4° Tom Bohli a 31′06″
5° Miles Scotson a 32′07″

Ultimo: Richard Carapaz a 6h05′56″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

11 GIUGNO 1949 – 18a TAPPA: PINEROLO – TORINO (cronometro individuale, 65 Km)

OGGI TERMINA IL GIRO
A Bevilacqua la Pinerolo-Torino – Sempre incerto Bartali per il Tour

12 GIUGNO 1949 – 19a TAPPA: TORINO – MONZA (267 Km)

IMBATTUTI A BUDAPEST I NOSTRI CALCIATORI (1-1) E TRIONFALE CONCLUSIONE DEL GIRO A MONZA
Una grande giornata per lo sport italiano – Tra ungheresi e italiani tutto risolto nei primi 45’ – La rete di Carapellese e quella di Deak – A Corrieri in volata l’ultimo traguardo – Coppi è stato il dominatore – Si decide per il Tour
Conte vince la tappa volante di Novara – Bartali primo sul Ghisallo – Commenti alla grande corsa – Laboriosa seduta presso l’Associazione corridori – Gino Bartali prenderà il via da Parigi? – Solo stasera il comunicato definitivo

Larena tinta di rosa per il gran finale del Giro a Verona (www.sportfair.it)

L'arena tinta di rosa per il gran finale del Giro a Verona (www.sportfair.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

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Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)
14a tappa: Saint-Vincent – Courmayeur
15a tappa: Ivrea – Como
16a tappa: Lovere – Ponte di Legno
17a tappa: Commezzadura (Val di Sole) – Anterselva / Antholz
18a tappa: Valdaora / Olang – Santa Maria di Sala
19a tappa: Treviso – San Martino di Castrozza
20a tappa: Feltre – Croce d’Aune / Monte Avena

TRIONFO STORICO PER CARAPAZ, IL TEXANO HAGA FA SUO IL FINALE IN ARENA

L’ecuadoregno Richard Carapaz gestisce il vantaggio che aveva accumulato su Vincenzo Nibali, resistendo e tenendo la maglia rosa mentre Primož Roglič conquista il gradino più basso del podio a discapito di Mikel Landa. Cronometro finale vinta da un grande Chad Haga

Dopo la tappa insidiosa che da Feltre aveva portato il gruppo sul Monte Aven i giochi sembravano ormai definitivamente chiusi per quanto riguardava la lotta alla Maglia Rosa, sempre più salda sulle spalle dell’ecuadoregno Richard Carapaz (Movistar). Per decretare i gradini più bassi del podio finale, invece, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), Mikel Landa (Movistar) e Primož Roglič (Jumbo-Visma) dovevano affrontarsi e dar tutto nella tappa odierna. Dopo tante battaglie, ritiri eccellenti e lo spettacolo altalenante della prima settimana, si era finalmente giunti all’ultimo atto della Corsa Rosa, la cronometro individuale di Verona. L’ultima frazione del Giro d’Italia numero 102 misurava 17 chilometri, con partenza dalla Fiera di Verona e arrivo dentro la magica Arena dopo essere salite sulle Torricelle, 4,5 chilometri di ascesa al 4,6% con una punta massima del 9%.
Erano 142 gli atleti rimasti in gara che sarebbero partiti a distanza di un minuto uno dall’altro, con l’eccezione dei migliori venti corridori in classifica generale, che sarebbero partiti a distanza di 3 minuti ciascuno. Il primo a prendere il via era la maglia nera, il giapponese Sho Hatsuyama ( Nippo-Vini Fantini-Faizanè), che scattava dalla pedana alle 13.45. Era il primo a scattare ma non il primo a tagliare il traguardo perchè il giapponese veniva raggiunto strada facendo dallo svizzero Tom Bohli (UAE Team Emirates), che chiudeva in 22′41″. Tra i primi a partire c’era anche lo spagnolo Markel Irizar della Trek Segafredo, che concludeva oggi il suo 21° grande giro ed anche la carriera.
Jos Van Emden (Jumbo-Visma) e Victor Campenaerts (Lotto Soudal), esperti cronoman, non riuscivano ad esprimersi nei migliori dei modi a causa della stanchezza accumulata nelle ultime tappe dopo aver lavorato per i loro capitani. Lo statunitense Chad Haga (Team Sunweb), invece, faceva segnare un tempone e, dopo esser transitato dietro Campenaerts all’intermedio delle Torricelle, balzava al primo posto della classifica provvisoria con un tempo di 22′07″, ad una media alla media di quasi 46 km/h: nessuno avrebbe più scacciato il texano da questa posizione.
Tra i delusi di questa edizione della Corsa Rosa, Ilnur Zakarin (Katusha Alpecin) concludeva la crono a 36″ da Haga, Bob Jungels (Deceuninck-Quick-Step) a 44”, terminando in questo modo un Giro da dimenticare per il lussemburghese che, forse, dovrà anche rivedere i i sogni di far classifica in un futuro grande giro. Simon Yates (Mitchelton-Scott) dimostrava ancora la sua condizione non eccelsa, arrivando al traguardo con un minuto di ritardo.
Si era arrivati al momento dei big e scendeva in campo Miguel Ángel López (Astana) che, dopo l’episodio spiacevole di ieri, tagliava il traguardo al 38° posto provvisorio, lontano da Haga ma col tempo necessario per aggiudicarsi per il secondo anno consecutivo la classifica riservata ai giovani, contraddistinta dalla maglia bianca. Era il turno di Roglič, il quale si giocava il podio con Landa e dava fondo a tutte le sue energie cercando – sia in salita, sia in discesa – di recuperare terreno sul basco. Roglič arrivava all’ingressodell’arena con 26” di ritardo da Haga mentre Landa, che aveva dato il suo meglio, pagava un passivo dal rivale di 31”, tempo che lo faceva scivolare giù dal podio.
Un Nibali molto concentrato scattava dalla pedana e spingendo sui pedali arrivava all’intermedio dove registrava un tempo migliore rispetto a quello di Roglic di 2”; spingendo ancora nella discesa e nella pianura successiva ne recuperava un altro chiudendo la cronometro al 9° posto, 3” meglio dello sloveno e addirittura 49” meglio di Carapaz. Lo “Squalo” chiudeva così un grande Giro d’Italia con il secondo posto del podio, un Giro che lasciava l’amaro in bocca al siciliano, con la recriminazione della tappa di Courmayer, quando marcò stretto Roglič e non seguì, sottovalutandolo ingiustamente, ”il Condor” Carapaz. L’ultimo a partire era proprio la maglia Rosa, alla quale il vantaggio accumulato su Nibali nelle tappe precedenti garantiva la tranquillità di fare una crono senza grossi patemi. L’ecuadoregno faceva segnare un ritardo da Nibali contenuto all’intermedio, andando poi a tagliare il traguardo al 36° posto a 1′12 dal vincitore odierno Chad Haga e, come detto, a 49” dal capitano della Bahrain-Merida.
Haga scoppiava in lacrime per la prima vittoria conseguita in una tappa di un Grande Giro, anche pensando al tremendo infortunio che gli era capitato in allenamento qualche anno fa. In lacrime anche Carapaz, primo ecuadoregno a vincere il Giro d’Italia, corsa conquistata a sorpesa ma meritatamente, nella quale ha dimostrato di esser stato il più forte in salita.
Sul podio allestito nell’Arena di Verona Carapaz, raggiunto dalla famiglia, poteva alzare il Trofeo Senza Fine mentre tra le tante bandiere del suo paese risuonava l’inno nazionale dell’Ecuador. Sul secondo gradino del podio saliva Nibali, 1′05” di distacco finale per lui, mentre terzo a 2′30”era Roglič, che aveva scalzato uno sfortunato Mikel Landa. La Maglia Ciclamino della classifica a punti veniva indossata da Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe), mentre Giulio Ciccone (Trek Segafredo) e López conquistavano rispettivamente la classifica riservata agli scalatori (maglia azzurra) e ai giovani (maglia bianca).
Finito il Giro la stagione del ciclismo non si fermerà e proseguirà verso i prossimi appuntamenti dell’UCI World Tour, i giri del Delfinato e della Svizzera che si disputeranno nelle prossime settimane e che vedranno al via i grandi nomi che cominceranno l’avvicinamento al Tour de France di luglio.

Luigi Giglio

ORDINE D’ARRIVO

1 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:22:07
2 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 0:00:04
3 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:00:06
4 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:00:09
5 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 0:00:11
6 Josef Cerny (Cze) CCC Team
7 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:00:17
8 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:00:20
9 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:00:23
10 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:00:26
11 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 0:00:27
12 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 0:00:34
13 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:00:36
14 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:00:37
15 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:00:40
16 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 0:00:42
17 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:00:44
18 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 0:00:48
19 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:00:53
20 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:00:57
21 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
22 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:00:58
23 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:01:00
24 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
25 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:01:03
26 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:01:04
27 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
28 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:01:06
29 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:01:07
30 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 0:01:09
31 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
32 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
33 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 0:01:10
34 Amaro Antunes (Por) CCC Team
35 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott
36 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:01:12
37 Joe Dombrowski (USA) EF Education First
38 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:01:17
39 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:01:18
40 Scott Davies (GBr) Dimension Data
41 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 0:01:19
42 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
43 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:01:20
44 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:01:22
45 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:01:23
46 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 0:01:26
47 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:01:27
48 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 0:01:28
49 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:01:29
50 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:01:30
50 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
52 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:01:36
53 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 0:01:37
54 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 0:01:38
55 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep
56 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:01:39
57 Sean Bennett (USA) EF Education First
58 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 0:01:40
59 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
60 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:01:42
61 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
62 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:01:43
63 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:01:46
64 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 0:01:48
65 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
66 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 0:01:49
67 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:01:50
68 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:01:51
69 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 0:01:53
70 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
71 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:01:55
72 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:01:58
73 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 0:02:01
74 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
75 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 0:02:07
76 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
77 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:02:09
78 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
79 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:02:11
80 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
81 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
82 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 0:02:13
83 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 0:02:15
84 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
85 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 0:02:19
86 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
87 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 0:02:21
88 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
89 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:02:22
90 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 0:02:23
91 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
92 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 0:02:25
93 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 0:02:27
94 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 0:02:29
95 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
96 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 0:02:31
97 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 0:02:32
98 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
99 José Rojas (Spa) Movistar Team 0:02:33
100 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
101 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 0:02:34
102 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates
103 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 0:02:35
104 Christian Knees (Ger) Team Ineos
105 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:02:36
106 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:02:37
107 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 0:02:39
108 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 0:02:41
109 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:02:42
110 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
111 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 0:02:43
112 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
113 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:02:50
114 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
115 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 0:02:54
116 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 0:02:57
117 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 0:02:59
118 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
119 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 0:03:00
120 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 0:03:01
120 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida
122 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 0:03:03
123 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 0:03:05
124 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 0:03:07
125 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:03:08
126 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 0:03:12
127 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:03:17
128 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
129 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 0:03:18
130 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:03:21
131 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:03:23
132 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 0:03:25
133 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 0:03:27
134 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 0:03:31
135 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:03:33
136 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
137 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 0:03:34
138 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 0:03:36
139 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:03:37
140 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:03:54
141 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 0:04:04
142 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:04:20

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 90:01:47
2 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:05
3 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:30
4 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:02:38
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:05:43
6 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:06:56
7 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:07:26
8 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:07:49
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:08:56
10 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:12:14
11 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:16:36
12 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:20:12
13 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:21:59
14 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:22:38
15 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
16 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:27:19
17 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:27:46
18 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:30:11
19 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:33:40
20 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:34:52
21 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:39:51
22 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:42:26
23 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:49:06
24 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:58:45
25 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 1:04:31
26 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 1:05:28
27 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 1:05:38
28 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:09:11
29 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 1:12:04
30 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:16:55
31 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 1:17:41
32 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 1:17:49
33 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 1:22:57
34 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:24:02
35 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:28:09
36 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 1:28:25
37 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:32:21
38 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 1:32:54
39 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 1:33:00
40 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:33:12
41 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:36:40
42 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 1:38:34
43 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 1:49:34
44 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 1:54:16
45 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:54:33
46 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:56:03
47 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:56:44
48 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:57:41
49 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 1:59:02
50 José Rojas (Spa) Movistar Team 2:03:31
51 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 2:06:26
52 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 2:07:02
53 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:07:24
54 Amaro Antunes (Por) CCC Team 2:09:51
55 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:12:22
56 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 2:15:24
57 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 2:18:35
58 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 2:20:43
59 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:24:42
60 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 2:27:26
61 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 2:31:42
62 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 2:40:04
63 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 2:41:00
64 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 2:41:58
65 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 2:43:16
66 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 2:44:14
67 Nathan Brown (USA) EF Education First 2:44:52
68 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 2:46:43
69 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 2:50:28
70 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 2:50:33
71 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 2:55:14
72 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 2:57:12
73 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 3:00:02
74 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 3:03:12
75 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 3:03:30
76 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 3:04:26
77 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 3:06:36
78 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 3:09:24
79 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 3:09:32
80 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 3:10:04
81 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 3:14:04
82 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 3:15:57
83 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 3:18:24
84 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 3:20:58
85 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 3:25:08
86 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 3:25:43
87 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 3:28:10
88 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 3:33:45
89 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 3:35:14
90 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 3:35:32
91 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 3:39:32
92 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 3:43:50
93 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 3:52:52
94 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 3:53:05
95 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 3:53:06
96 Christian Knees (Ger) Team Ineos 3:54:54
97 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 3:58:26
98 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 4:00:28
99 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 4:06:17
100 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 4:06:28
101 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 4:07:49
102 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:08:19
103 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 4:11:52
104 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 4:13:34
105 Chad Haga (USA) Team Sunweb 4:13:46
106 Sean Bennett (USA) EF Education First 4:17:00
107 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:18:19
108 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 4:18:35
109 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 4:20:44
110 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 4:22:27
111 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 4:25:03
112 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 4:27:17
113 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 4:29:11
114 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 4:29:32
115 Josef Cerny (Cze) CCC Team 4:31:48
116 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 4:31:59
117 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 4:35:35
118 Scott Davies (GBr) Dimension Data 4:44:40
119 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 4:51:26
120 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 4:53:09
121 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 4:56:00
122 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 4:56:45
123 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 4:56:59
124 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 4:58:12
125 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 4:58:58
126 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 5:00:44
127 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 5:02:30
128 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 5:06:26
129 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 5:07:15
130 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 5:08:52
131 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 5:09:31
132 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 5:16:07
133 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 5:21:10
134 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 5:26:51
135 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 5:26:52
136 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 5:28:23
137 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 5:29:19
138 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 5:33:49
139 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 5:34:50
140 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 5:35:22
141 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 6:00:17
142 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 6:05:56

Richard Carapaz (Getty Images Sport)

Richard Carapaz (Getty Images Sport)

VA GIRINO VERSO L’INFINITO TROFEO ROSATO

Finale in Arena per il Giro d’Italia e sarà la sesta volta nella storia che una frazione del Giro terminerà all’interno dell’anfiteatro veronese. In 17 Km sapremo se il tradizionale circuito delle Torricelle, erede di due edizioni dei mondiali disputate nel 1999 e nel 2004, riuscirà a scardinare la classifica determinata dalle dure frazioni di montagna affrontate nell’ultima settimana della Corsa Rosa.

Porta la data del 4 giugno del 1967 la prima volta del Giro in Arena. Fu una delle geniali invenzioni partorite dalla vulcanica mente di Vincenzo Torriani, la stessa che in quella stessa edizione aveva inventato il prologo, la stessa che una decina di anni dopo riuscì a portare la Corsa Rosa in un luogo che si pensava irraggiungibile, Piazza San Marco a Venezia. Si dovevano percorrere 45 Km quel giorno e all’interno dell’anfiteatro scaligerò si festeggiò la vittoria per strettissima misura del danese Ole Ritter, che fece meglio per un solo secondo del tedesco Rudy Altig e anche i corridori arrivati subito dietro accusarano tempi molto vicini a quelli di Ritter, con Ferdinand Bracke terzo a 2 secondi e il favoritissimo Jacques Anquetil quarto a 6 secondi e nuova maglia rosa, tolta dalle spalle dello spagnolo José Pérez Francés. Dopo questo precedente l’Arena il Giro non la vedrà più per quattordici anni, fin quando Torriani decise di far terminare nuovamente una cronometro all’interno del celebrato monumento e stavolta in occasione della tappa finale del Giro del 1981, 42 Km con partenza dalla vicina Soave, località conosciuta per il vino che da essa prende il nome. Fu quello un finale di Giro degno dell’Arena perché alla partenza la classifica era ancora apertissima, avendo la maglia rosa Giovanni Battaglin soli 39” di vantaggio su Giuseppe Saronni e 50” sullo svedese Tommy Prim, decisamente più attrezzati a cronometro dello scalatore vicentino che, tra l’altro, pochi giorni prima della partenza della Corsa Rosa aveva vinto il Giro di Spagna, che all’epoca si disputava in primavera. C’erano anche gli abbuoni – quell’anno previsti anche nelle cronometro – a turbare i sonni di Battaglin che, invece, riuscì a difendersi egregiamente, prendendole solo da Prim e facendo meglio di Saronni, così che potè salvare la maglia rosa, definitivamente vestita con 38” sullo svedese e 50” sul piemontese. Il ribaltone sembrava, invece, improbabile il 10 giugno del 1984, quando la corsa terminò ancora con la Soave – Verona, partita con un Laurent Fignon saldamente in maglia rosa con 1’21” su vantaggio su Francesco Moser. Ma l’asso trentino, reduce dalla conquista del record dell’ora, stupì tutti rovesciando le carte in tavola e vincendo la crono a quasi 51 Km/h e distanziando il corridore francese di 2’24” (senza abbuoni, stavolta), che gli consentirono di imporsi in classifica con 1’03” di vantaggio. La conclusione del Giro fu così entusiasmante che si pensò di replicarla l’anno successo anche se a ruoli invertiti e così Lucca – nel 1984 sede del prologo – fu scelta come punto d’arrivo dell’edizione 1985, scattata con una crono lunga poco meno di 7 Km terminata dentro l’Arena, altro appuntamente al quale si fece ancora trovare in perfetto orario Moser, che iniziò in bellezza un Giro nel quale dovrà poi soccombere al francese Bernard Hinault, che così “vendicò” Fignon vicendo il Giro con un vantaggio sul trentino molto simile (1’08”) a quello accusato dodici mesi prima dal connazionale. Nel 2007 un’altra prova contro il tempo terminerà a Verona, ma stavolta l’Arena farà solo da spettatrice e bisognerà attendere altri tre anni per rivedere i “girini” pedalare sulla speciale passerella rosa installata all’interno dell’anfiteatro, quando questo tempio della lirica sarà ancora una volta scelto quale “location” della frazione conclusiva, disputata sul circuito delle Torricelle – quello dei mondiali del 1999 e del 2004 – e vinta dallo svedese Gustav Erik Larsson, mentre la maglia rosa Ivan Basso, forte alla partenza di un vantaggio di 1’15” sullo spagnolo David Arroyo e di un tracciato lungo appena una quindicina di chilometri, non ebbe particolare problemi e, anzi, riuscì anche a dilatare il proprio dominio.
Nel 2019, 52 anni dopo la prima volta, l’Arena tornerà ad accogliere la crono finale del Giro, proposta su di un tracciato dalla distanza non molto dissimile da quella del 2009, ma che si girerà in senso inverso, affrontando la salita dal versante opposto. Contro il tempo si dovranno percorrere 17 Km, non molti ma nemmeno pochi poiché molti dei corridori rimasta in gara avranno ancora nelle gambe il tappone del giorno prima e non vanno escluse sorprese come quella del 1984, anche se lo “spazio” a disposizione sarà più limitato.
La rampa di lancio dell’ultima tappa del 102° Giro d’Italia sarà collocata fuori città, nel piazzale antistante l’ingresso della Fiera di Verona, terzo complesso fieristico per dimensioni d’Italia, conosciuto per manifestazioni come Vinitaly mentre gli appassionati di ciclismo lo frequentano per il CosmoBike Show, erede dello storico Salone del Ciclo di Milano. Scesi dalla pedana, tolte un paio di curve da affrontare nelle prime centinaia di metri, la cronometro inizierà con uno dei suoi tratti più snelli e veloci, percorrendo il rettifilo di Viale Piave che dalle campagne a sud di Verona punta dritto verso il centro. A circa 1500 metri dal via i “girini” arriveranno al cospetto di Porta Nuova, monumentale accesso alla città realizzato nel ‘500 dall’architetto Michele Sanmicheli, operà che colpì il suo più celebre collega aretino Giorgio Vasari che ne disse “già mai altr’opera di maggior grandezza né meglio intesa”. A questo punto il percorso costeggerà per un breve tratto le mura di Verona, uno dei più importanti complessi fortificati esistenti in Italia, costituito da ben cinque cinte innalzate in epoche differenti – dai tempi dell’Impero Romano sino al periodo della dominazione austriaca – e in gran parte giunto ai giorni nostri. Anche per la sua posizione strategica, dopo il 1815 la fortezza di Verona divenne uno dei capisaldi del celebre “Quadrilatero”, il principale sistema difensivo del Regno Lombardo-Veneto, lo stato dell’Impero Austriaco venutosi a costituire dopo la caduta di Napoleone e la successiva Restaurazione. Seguendo al contrario il tracciato dei due mondiali qui disputati, entrambi conquistati dallo spagnolo Óscar Freire, si andrà a superare per la prima volta il corso dell’Adige sul ponte intitolato al poeta romantico Aleardo Aleardi, costruito nel 1879 per collegare il centro di Verona con il cimitero monumentale, uno dei primi eretti in Italia in ottemperanza all’editto napoleonico di Saint-Cloud (1804), che stabiliva di trasferire i campisanti al di fuori delle mura cittadine onde evitare il rischio di contagi. La nuova normativa prevedeva anche tombe uguali per tutti, senza distinzione di classe sociale, e solo le salme illustri, previo benestare di una commissione di magistrati, potevano essere ricordate da epitaffi scolpiti: nel cimitero veronese oggi riposano, tra le altre, le spoglie del “papà” di Sandokan Emilio Salgari, del poeta Ippolito Pindemonte e di Umberto Boccioni, il maggior esponente dell’arte futurista italiana.
All’altezza del cimitero si ritroverà la cinta muraria, costeggiata all’altezza dei bastioni di Campo Marzo e delle Maddalene, il secondo dei quali pure realizzato dal Sammicheli anche se prenderà l’attuale forma dopo il 1839 su incarico del celebre feldmaresciallo Radetzky. Si sfreccerà quindi dinanzi ad un altro tra i più importanti accessi cittadini, Porta Vescovo, aperta in direzione di Venezia e attraverso la quale l’esercito italiano entrò in Verona il 16 ottobre 1866, giorno dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia dopo la cacciata degli austriaci in seguito alla vittoria nella Terza Guerra d’Indipendenza.
Imboccata Via Caroto, quando si saranno percorsi 5 Km dal via s’inizierà la salita delle Torricelle, 4.5 Km al 4.6% per giungere sino a 277 metri di quota dopo aver sfiorato il Forte Biondella, una delle strutture del campo trincerato collinare voluto dal Radetzky e che comprendeva anche le due Torri Massimiliane, le “Torricelle” che s’incontreranno al vertice dell’ascesa e che ne hanno attribuito il tradizionale nome. Seguendo in discesa il versante dei mondiali (4.5 Km al 4.5%) si planerà sul quartiere di Valdonega, dove nel 1957 furono rinvenuti, durante i lavori di costruzione di un condominio, i resti di una villa romana risalente al primo secolo dopo Cristo. Terminata la discesa quando mancheranno poco più di 4 Km al traguardo si ritroveranno prima le mura (rondelle delle Boccare e di San Giorgio, oggi occupata delle serre comunali) e poi il corso dell’Adige, che sarà costeggiato per poche centinaia di metri tra Ponte Garibaldi e Ponte della Vittoria, sul quale s’incontrerà il pavè. Entrati nel centro storico i “sampietrini” accompagneranno la corsa anche dopo la svolta verso Corso Cavour, che si percorrerà in direzione di uno dei più visitati monumenti di Verona, il Castelvecchio, che fu la principale residenza della dinastia Scaligera e che si affianca al romano Arco dei Gavi, innalzato attorno alla metà del primo secolo in un punto che, all’epoca, si trovava al di fuori della cinta muraria, lungo l’antica Via Postumia. Tornati sull’asfalto e transitati di fronte alla barocca chiesa di Santa Teresa degli Scalzi, il cui convento fu trasformato in carcere durante l’epoca napolenica e tale rimase fino alla distruzione durante i bombardamenti dell’ultima guerra mondiale, si ritroverà il porfido quando s’imboccherà il tratto finale di Corso di Porta Nuova, nel punto dov’erano fissati i traguardi mondiali, subito prima di varcare i Portoni della Brà, “doppio” accesso all’omonima piazza dove saranno presi come da tradizione i tempi di gara e conosceremo ufficialmente il nome del vincitore del Giro prima dell’ingresso sulla passerella che nel cuore dell’Arena, ancora per una volta prestata dalla lirica al mondo dello sport, anche in ricordo di una lunga tradizione d’eventi da sempre ospitati nell’anfiteatro costruito dai romani e che già nel ‘800 ospitava le prime gare velocipedistiche che fecero conoscere ai veronesi quel cavallo d’acciaio che oggi chiamiamo bicicletta.

Mauro Facoltosi

FOTOGALLERY

Il piazzale della Fiera di Verona dal quale scatterà la cronometro

Porta Nuova

Ponte Aleardi e il Cimitero Monumentale

Tratto delle mura di Verona in direzione del Bastione delle Maddalene

Porta Vescovo

Il Forte Biondella lungo la salita delle Torricelle

Una delle “Torricelle”

Villa Romana di Valdonega (tripadvisor.com)

Villa Romana di Valdonega (tripadvisor.com)

Rondella di San Giorgio

Il tratto di Lungadige percorso dalla crono (sullo sfondo Ponte della Vittoria)

Ponte della Vittoria in direzione del centro di Verona

Corso Cavour in direzione del Castelvecchio

Castelvecchio e Arco dei Gavi

Chiesa di Santa Teresa degli Scalzi

Corso di Porta Nuova e i Portoni della Brà

L’ingresso dal quale I “girini” entreranno in Arena visto dall’esterno…

… e dall’interno

L’Arena di Verona vista dal cielo e, in trasparenza, l’altimetria della 21a ed ultima tappa del Giro 2019 (Google Maps)

L’Arena di Verona vista dal cielo e, in trasparenza, l’altimetria della 21a ed ultima tappa del Giro 2019 (Google Maps)

CHE GIRO CHE FA SUL MONTE AVENA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Nibali attacca ma sull’Avena esulta Bilbao. E Carapaz ipoteca il trionfo – Carapaz: “Vantaggio su Nibali sufficiente, sono tranquillo”. Lopez: “Tifosi senza rispetto” – Nibali: “Contento del mio Giro, ho dato sempre battaglia” – Il tifoso lo fa cadere, Lopez lo prende a schiaffi (Gazzetta dello Sport)

Giro d’Italia, a Bilbao la penultima tappa. Carapaz resta in maglia rosa – Giro d’Italia, Lopez prende a schiaffi il tifoso che lo ha fatto cadere (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Pello Bilbao wins penultimate stage at Giro d’Italia as Richard Carapaz all but secures historic pink jersey for Ecuador (The Daily Telegraph)

Cyclist punches fan after coming off his bike in Giro d’Italia (The Independent)

Francia

Bilbao s’impose, Carapaz y est presque – Lopez frappe un spectateur – Roglic poussé et pénalisé – Madouas, un talent «sans complexe» – Madouas: «Il m’a manqué un petit quelque chose» . La chute de Majka en vidéo. (L’Equipe)

Carapaz a le Giro en mains – Giro: un coureur frappe à terre un spectateur qui a provoqué sa chute (Le Figaro)

Spagna

Carapaz tiene el Giro, Landa sube al podio y Bilbao repite – Los aficionados la lían: uno tira a López, que reacciona a golpes; otros ayudan a Roglic (AS)

Otra ‘bilbainada’ de Pello y Carapaz, virtual campeón del Giro de Italia – ¡Insólito! Supermán López, a guantazos con el fan que le tiró en plena subida (Marca)

Carapaz ata el Giro, Pello Bilbao gana la etapa y Landa asalta el podio – Un espectador tira a ‘Supermán’ López y éste se la devuelve – “Roglic le quitará a Landa el 3º lugar del Giro en la crono final” – Una sanción a Roglic acerca más el podio a Mikel Landa (El Mundo Deportivo)

Belgio

Roze trui neemt flinke optie op eindzege, Bilbao snelt naar winst in laatste bergrit van de Giro – ‘Superman’ Lopez wordt van de fiets gelopen door Giro-toeschouwer en reageert met rake klappen – Nibali was tijdens Giro straffer in zijn uitspraken dan in zijn prestaties – De haai moet vandaag bijten in de Giro, maar kan Nibali leider Carapaz bestoken? (Het Nieuwsblad)

Tour d’Italie: Pello Bilbao (Astana) remporte la 20e et avant-dernière étape du Giro, Carapaz reste en rose – Tour d’Italie: Lopez gifle un spectateur indiscipliné (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Carapaz verdedigt roze trui met succes, Mollema blijft vijfde – Blije Mollema ziet bizarre dingen in de Giro – López geeft wielerfan rake klappen na val(De Telegraaf)

Giro-eindzege gloort voor Carapaz, Mollema steviger op de vijfde plaats – Engels blijft hoopvol: ‘Roglic kan nog steeds de Giro winnen’ – Tien seconden straf Roglic wegens duwen, Ángel López vrijuit na klap – Nabeschouwing: Lopez had hem ook moeten schoppen – Mollema in zijn nopjes ‘Stoempen tot de top, dat is ideaal’ (Algemeen Dagblad)

Germania

Bilbao siegt in Monte Avena – Carapaz vor Gesamtsieg – Nach Sturz: Lopez prügelt beim Giro d’Italia auf Fan ein (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Carapaz vor Giro-Gesamtsieg (Luxemburger Wort)

Carapaz steht vor Giro-Gesamtsieg: Pello Bilbao gewinnt 20. Etappe (Tageblatt)

Svizzera

Richard Carapaz steht kurz vor dem Gesamtsieg am Giro d’Italia (Neue Zürcher Zeitung)

Carapaz a le Giro bien en mains (24 Heures)

Slovenia

Rogliča navijači stali 10 sekund pribitka, jutri bo lovil stopničke (Delo)

Colombia

Supermán López perdió terreno en el Giro de Italia – Supermán López no fue sancionado tras golpear a un aficionado – Reacciones enardecidas en redes por la caída de Supermán López – ‘Nos merecemos más respeto’: López tras golpear a un aficionado – Por esta acción sancionaron a Primoz Roglic en el Giro (El Tiempo)

Un empujón alejó a Superman López del podio del Giro – Superman López cogió a golpes al aficionado que lo hizo caer – Empujón de un aficionado hizo caer a Miguel Ángel López en el penúltimo día del Giro (El Espectador)

Ecuador

Richard Carapaz conserva la ‘maglia’ rosa a una etapa de finalizar el Giro de Italia – Richard Carapaz, un ejemplo a seguir por parte de su primo Johnny – Vincenzo Nibali: Mikel Landa ha hecho un buen trabajo para Richard Carapaz en el Giro – Richard Carapaz, de pedalear una bicicleta sin ruedas a comandar el Giro de Italia – Richard Carapaz es cauto y aún no se siente ganador del Giro de Italia – Desde Tulcán, aficionados alientan a Richard Carapaz – Aficionado tumba a colombiano Miguel Ángel López en el Giro de Italia – Tulcán vibra con actuación de Richard Carapaz en el Giro de Italia – Excompañeros de Richard Carapaz elogian su actuación en el Giro de Italia – Conozca al compañero de Richard Carapaz en las premiaciones como líder del Giro de Italia 2019 – Giro de Italia: Fecha, horarios y canales de TV para ver la última etapa que puede dejar a Richard Carapaz como campeón (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Non c’è più niente da fare” (Bobby Solo)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Verona – partenza primo corridore: cielo sereno, 28.2°C, vento debole a S (3-5 Km/h), umidità al 45%
Verona – arrivo maglia rosa: cielo sereno, 28.4°C, vento debole a ESE (3-5 Km/h), umidità al 45%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Conti: “Nibala”
De Luca: “David Carapaz” (Richard Carapaz)
Genovesi: “Quest’anno ha fatto freddo, ma questa ultima coda ci ha consegnato un bel clima”
De Luca: “Hanno dimostrato di andare in forma”
De Luca: “La Cima Campo ha disintegrato i 140 corridori ancora in gara”
Garzelli: “Molto interissante”
De Luca: “La locomotiva che Lopez dovrebbe partire”
Garzelli:”Non ha una pendenza particolarmente difficili”
Genovesi: “Poi dal niente ti si spegne la luce”
Garzelli: “Damiano Carusi” (Caruso)
Garzelli: “Pello Bilbao è davanti per Pello Bilbao”
De Luca: “Un saluto a Nencini, che è un campione dimenticato” (Gastone Nencini è morto nel 1980)
De Luca: “Ai circuiti post Giro vedrete i corridori più rilassati di questo Giro d’Italia” (a parte il fatto che i circuito post Giro oggi non si corrono più)
Garzelli: “Il Team Astana vuole anche loro vincere la tappa”
De Luca: “Gli scivola il ruota posteriore”
Franzelli: “Quello è stato il giorno dell’orgoglio siciliano, il cabasisi” (i cabbasisi sono gli attribuiti sessuali secondo il dialetto siciliano)
Televideo: “Il finale è ancora da scrivere” (a dire il vero oramai non c’è più niente da fare per la vittoria finale)
Televideo: “Penultina ascesa”

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo ventesima tappa, Feltre – Croce d’Aune / Monte Avena

1° Marco Haller
2° Jacopo Guarnieri s.t
3° Dmitry Strakhov a 49″
4° Sean Bennett a 54″
5° Sho Hatsuyama a 1′06″

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 4′03″
3° Tom Bohli a 28′03″
4° Paolo Simion a 29′47″
5° Miles Scotson a 29′49″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

10 GIUGNO 1949 – 17a TAPPA: CUNEO – PINEROLO (254 Km)

COPPI HA COMPIUTO TRA I GIGANTI ALPINI LA PIÙ GRANDE CORSA NELLA STORIA DEL CICLISMO – IL CAPOLAVORO DI COPPI
L’Izoard “scalato alla Binda” – Solo, sui picchi oltre i 2000 – Bartali ha ceduto dopo una lotta che lo onora – La “rivelazione Astrua”
Bartali si difende da campione ma è staccato di 11’52” – Appassionante duello fra i due assi – Classe e resistenza – Il parere dei “vecchi” – Come Leoni ha perso la maglia rosa – Fuga di 190 Km – Una strenua difesa – Comincia la fuga – L’arrivo oggi a Torino – Bartali ha deciso di rinunciare al Tour?

Il monumento a Tullio Campagnolo, sulla sommità del Passo di Croce dAune, illuminato di rosa in occasione dellarrivo del Giro dItalia (sport.sky.it)

Il monumento a Tullio Campagnolo, sulla sommità del Passo di Croce d'Aune, illuminato di rosa in occasione dell'arrivo del Giro d'Italia (sport.sky.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

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Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)
14a tappa: Saint-Vincent – Courmayeur
15a tappa: Ivrea – Como
16a tappa: Lovere – Ponte di Legno
17a tappa: Commezzadura (Val di Sole) – Anterselva / Antholz
18a tappa: Valdaora / Olang – Santa Maria di Sala
19a tappa: Treviso – San Martino di Castrozza

IL GIRO È DI CARAPAZ, ULTIMO TAPPONE A BILBAO

L’ecuadoriano conserva intatto il vantaggio sul traguardo di Monte Avena e, alla vigilia della cronometro finale di Verona, vede il successo finale. La 20a tappa va allo spagnolo della Astana, che brucia in volata Landa.

Della ventesima tappa del Giro 2019, la frazione dolomitica che ricalcava il tracciato della gran fondo Sportful, restano un dato e un’immagine. Il dato è che Richard Carapaz, salvo sciagure imprevedibili nella cronometro finale di Verona, diventerà domani un eroe nazionale dell’Ecuador. Sarà il primo corridore del suo Paese a vincere il Giro d’Italia, o, in generale, un qualsiasi evento ciclistico di primo piano. Il pantheon sportivo ecuadoriano, che fino a oggi comprendeva Andrés Gomez, il tennista che nel 1990 conquistò il Roland Garros, e Jefferson Perez, marciatore al quale il Paese deve le uniche medaglie olimpiche, è pronto ad accogliere un terzo uomo.
L’immagine è quella che ha avuto per protagonisti Miguel Angel Lopez e un tifoso per il quale ogni epiteto rappresenterebbe un ridicolo eufemismo. A meno di 6 km dall’arrivo, lo spettatore ha provocato la caduta del colombiano in maglia bianca, principale animatore della tappa. La preoccupazione di Lopez, appena ritrovata la posizione eretta, e ben prima di risalire in bicicletta, è stata quella di rifilare al responsabile dell’incidente un paio di cazzotti. Dopo avere pensato per un istante di riguadagnare la sella, Lopez è tornato sui suoi passi per assestare un altro ceffone al tifoso, prima di riprendere finalmente l’ascesa verso Monte Avena e di lasciare agli appassionati il dilemma tra la condanna della violenza e la condanna della stupidità. L’assalto al podio era comunque, a quel punto, già compromesso da tempo. La Astana, nettamente la squadra più aggressiva oggi e in tutto il Giro, ha trovato una meritata consolazione con il successo di tappa di Pello Bilbao.
La tappa, pur non indimenticabile, ha offerto quanto di meglio fosse lecito attendersi alla luce del disegno. La prima salita, Cima di Campo, è stata caratterizzata dalla battaglia per entrare in fuga, che ha coinvolto varie decine di corridori. A uscirne vittoriosi sono stati Andrey Amador (Movistar), Fausto Masnada (Androni), Damiano Caruso (Bahrein-Merida), Dario Cataldo e lo stesso Bilbao (Astana), Tanel Kangert (Education First), Amanuel Ghebreigzabier (Dimension Data), Jai Hindley (Sunweb), Eddie Dunbar (Ineos), Eros Capecchi (Deceuninck), Mikel Nieve (Mitchelton-Scott) e Ilnur Zakarin, unico uomo con vaghe ambizioni di classifica (al via di questa mattina era 12°, con 10 minuti e mezzo di distacco).
Masnada ha allungato in solitaria all’inizio del Passo Manghen, l’ascesa più impegnativa di giornata. Dal gruppo sono usciti invece, a distanza di pochi chilometri l’uno dall’altro, Nicola Conci e Giulio Ciccone, compagni di squadra alla Trek-Segafredo, probabilmente all’interno di un più ampio e del tutto imperscrutabile piano tattico.
Proprio al Manghen, diventato cima Coppi con la cancellazione del Gavia dalla tappa di Ponte di Legno, erano affidate le speranze di assistere a qualcosa di meglio di una lunga processione fino ai piedi dell’ultima salita. Gli auspici dei tifosi sono stati esauditi dalla solita Astana, che nel tratto più selettivo dell’ascesa ha preso il comando del gruppo e ha lanciato lo scatto di Lopez, arrivato a 3 km dalla vetta. Soltanto Carapaz e Mikel Landa hanno saputo replicare; Vincenzo Nibali e Primoz Roglic, ultimi a perdere le ruote del trio, hanno concesso 20 secondi, e sono stati staccati, negli ultimi metri di scalata, anche da Pavel Sivakov.
La lunga discesa ha portato comunque a un ricompattamento generale. Nel lungo tratto pianeggiante per risalire la Val di Fiemme, dopo una breve parentesi di anarchia, la Movistar ha ripreso il controllo della corsa, anche grazie al rientro di Antonio Pedrero ed Hector Carretero. Della nuova quiete tra i favoriti hanno approfittato Bilbao, Dunbar, Kangert, Ghebreigzabier e Nieve, al cui tentativo si sono uniti in un secondo momento Ciccone, Capecchi e Valentin Madouas.
Nulla ha più scosso la tappa fino ai piedi del Croce d’Aune, e in particolare non lo ha fatto il Rolle, la vera salita ammazza-spettacolo nel tracciato di oggi. A 22 km dal traguardo, quando la strada ha ripreso a salire, il vantaggio del drappello di testa si aggirava sui due minuti soltanto. Merito dell’inseguimento di una Movistar determinata a regalare a Landa, se non il podio, almeno una vittoria di tappa.
Il basco si è mosso in effetti a 3 km dalla cima del Croce d’Aune, dopo un altro paio di scatti non troppo incisivi di Lopez. Nessuno è riuscito a replicare, e soltanto il lavoro di Domenico Pozzovivo in supporto a Nibali ha impedito che il vantaggio di Landa diventasse decisivo. Al comando era rimasto intanto il solo Madouas, il cui margine era però ormai misurabile in decine di secondi più che in minuti.
Lo snodo decisivo di giornata, in chiave classifica generale, è arrivato nei pochi chilometri di discesa che separavano il penultimo Gran Premio della Montagna dai piedi della salita di Monte Avena. In quel tratto Nibali ha accelerato per riportarsi su Landa, e ha finito per portare con sé il solo Carapaz. Roglic e Lopez hanno perso qualche decina di metri; le speranze di top five di Rafal Majka si sono invece infrante sull’asfalto di un tornante a destra, dove il polacco è finito a terra.
Il trio Landa-Nibali-Carapaz ha trovato un accordo sufficiente a riassorbire via via tutti i superstiti della fuga. Nel finale i tre non hanno però saputo o voluto salire con il ritmo dei primi chilometri, e hanno così dato modo ad alcuni degli ex attaccanti – Bilbao, Ciccone, Nieve, Madouas e Kangert – di tenere il passo e di arrivare a giocarsi la tappa allo sprint.
È stato proprio uno dei cinque, Bilbao, a impedire alla Movistar di coronare il suo lavoro e a Landa di ottenere la parziale ricompensa per il suo lavoro da gregario di lusso. In volata, lo spagnolo della Astana si è messo dietro il connazionale e un Giulio Ciccone che ha pagato gli attacchi fuori tempo delle prime ore di corsa.
Landa è riuscito per il momento a guadagnare il gradino più basso del podio, ma la sensazione è che il suo terzo posto sia molto provvisorio. Il ritardo del basco da Carapaz è infatti di 2’53’’: appena 23’’ in meno rispetto a Roglic, pur penalizzato di 10 secondi per avere ricevuto una lunga spinta da un tifoso. Lo sloveno ha concluso a 54’’ dal vincitore, in 14esima posizione, preceduto di 6 secondi da un Mollema che sembra ormai certo del quinto posto in generale.
Dovrebbe essere quello tra Landa e Roglic, in ogni caso, il duello più intrigante dell’ultima giornata di Giro. Il primato di Carapaz sembra infatti inattaccabile: Nibali, sempre secondo, resta a 1’54’’. Suppergiù il tempo che il siciliano e Roglic hanno ceduto all’ecuadoriano nei due giorni di sciagurata marcatura a oltranza, a Lago Serrù e Courmayeur.

Matteo Novarini

1 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 5:46:02
2 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
3 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:00:02
4 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:00:04
5 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
6 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:00:15
7 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
8 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:00:25
9 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:00:44
10 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
11 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:00:48
12 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
13 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
14 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:00:54
15 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:01:10
16 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:01:19
17 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data
18 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:01:49
19 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:01:59
20 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:02:18
21 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:03:25
22 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:05:16
23 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:05:40
24 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:06:04
25 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
26 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 0:06:20
27 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:06:31
28 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:09:32
29 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 0:11:36
30 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:12:48
31 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale
32 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:12:50
33 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
34 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
35 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
36 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:12:58
37 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 0:13:05
38 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
39 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb
40 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:13:25
41 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
42 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:13:33
43 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
44 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:13:56
45 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
46 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:14:57
47 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:15:35
48 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 0:15:55
49 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:16:37
50 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 0:17:39
51 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 0:18:51
52 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:21:49
53 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:23:40
54 José Rojas (Spa) Movistar Team 0:24:20
55 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:24:38
56 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
57 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
58 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
59 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
60 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
61 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 0:28:21
62 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:32:03
63 Amaro Antunes (Por) CCC Team 0:32:07
64 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
65 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
66 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
67 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos
68 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb
69 Ivan Sosa (Col) Team Ineos
70 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
71 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:32:15
72 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:38:04
73 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
74 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team
75 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
76 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
77 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team
78 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep
79 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
80 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
81 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
82 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
83 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
84 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
85 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
86 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
87 Christian Knees (Ger) Team Ineos
88 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
89 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
90 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ
91 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
92 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
93 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:38:08
94 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
95 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
96 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
97 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
98 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma
99 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
100 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
101 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:38:14
102 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 0:38:36
103 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 0:40:16
104 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
105 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 0:40:46
106 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
107 Scott Davies (GBr) Dimension Data
108 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
109 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
110 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
111 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
112 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
113 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
114 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy
115 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
116 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
117 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
118 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida
119 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
120 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
121 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
122 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
123 Chad Haga (USA) Team Sunweb
124 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
125 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo
126 Josef Cerny (Cze) CCC Team
127 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
128 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
129 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma
130 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
131 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 0:40:55
132 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 0:41:02
133 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 0:42:21
134 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe
135 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
136 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
137 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:42:23
138 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:42:25
139 Sean Bennett (USA) EF Education First 0:42:37
140 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 0:42:42

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 89:38:28
2 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:54
3 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:02:53
4 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:03:16
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:05:51
6 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:07:18
7 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:07:28
8 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:08:01
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:09:11
10 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:12:50
11 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:15:57
12 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:20:12
13 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:21:13
14 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:22:52
15 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:23:13
16 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:26:20
17 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:27:22
18 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:30:00
19 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:33:22
20 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:34:18
21 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:39:18
22 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:39:56
23 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:50:09
24 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:57:35
25 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 1:04:18
26 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 1:04:33
27 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 1:05:10
28 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:10:03
29 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 1:11:47
30 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:15:44
31 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 1:17:39
32 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 1:18:36
33 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 1:23:25
34 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:23:31
35 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:28:03
36 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 1:28:10
37 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:31:26
38 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:31:53
39 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 1:32:16
40 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 1:33:19
41 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:36:49
42 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 1:38:40
43 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 1:49:04
44 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 1:51:24
45 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:53:57
46 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:54:08
47 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:55:35
48 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:57:53
49 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 1:58:03
50 José Rojas (Spa) Movistar Team 2:02:10
51 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 2:06:13
52 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:06:27
53 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 2:07:32
54 Amaro Antunes (Por) CCC Team 2:09:53
55 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:11:52
56 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 2:13:36
57 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 2:17:52
58 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 2:18:22
59 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:22:31
60 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 2:26:06
61 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 2:30:35
62 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 2:40:07
63 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 2:40:20
64 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 2:40:23
65 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 2:41:34
66 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 2:42:43
67 Nathan Brown (USA) EF Education First 2:42:47
68 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 2:44:54
69 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 2:49:25
70 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 2:50:06
71 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 2:54:48
72 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 2:54:50
73 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 2:59:21
74 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 3:01:17
75 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 3:01:42
76 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 3:02:21
77 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 3:04:45
78 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 3:08:35
79 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
80 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 3:10:09
81 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 3:12:39
82 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 3:16:58
83 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 3:17:07
84 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 3:19:11
85 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 3:23:08
86 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 3:24:21
87 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 3:27:56
88 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 3:32:14
89 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 3:34:19
90 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 3:35:04
91 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 3:38:25
92 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 3:43:24
93 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 3:51:25
94 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 3:52:24
95 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 3:53:30
96 Christian Knees (Ger) Team Ineos 3:53:31
97 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 3:58:21
98 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 3:58:39
99 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 4:05:41
100 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 4:06:21
101 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:06:55
102 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 4:07:33
103 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 4:10:35
104 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 4:14:04
105 Chad Haga (USA) Team Sunweb 4:14:58
106 Sean Bennett (USA) EF Education First 4:16:33
107 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:17:20
108 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 4:17:22
109 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 4:18:35
110 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 4:20:57
111 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 4:25:24
112 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 4:26:11
113 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 4:26:50
114 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 4:28:56
115 Josef Cerny (Cze) CCC Team 4:32:49
116 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 4:34:12
117 Scott Davies (GBr) Dimension Data 4:44:34
118 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 4:49:02
119 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 4:53:17
120 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 4:54:58
121 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 4:55:32
122 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 4:56:39
123 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 4:56:57
124 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 4:57:01
125 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 5:00:47
126 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 5:01:27
127 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 5:04:11
128 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 5:07:18
129 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 5:07:43
130 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 5:08:09
131 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 5:19:49
132 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 5:24:09
133 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 5:24:57
134 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 5:27:22
135 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 5:27:23
136 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 5:33:42
137 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 5:33:44
138 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 5:35:28
139 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 5:59:28
140 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 6:03:31

Pello Bilbao bissa il successo dellAquila facendo suo il tappone del Manghen (foto Tim de Waele/Getty Images)

Pello Bilbao bissa il successo dell'Aquila facendo suo il tappone del Manghen (foto Tim de Waele/Getty Images)

SULLE ROTTE DELLA PASSIONE

L’ultima tappa di montagna del Giro 2019 ricalca il tracciato di una delle più note e impegnative gran fondo italiane, la Sportful Dolomiti Race. Il percorso è da tappone con tutti i crismi: Cima di Campo, Manghen, Rolle, Croce d’Aune e Monte Avena potrebbero scatenare un autentico terremoto in classifica generale!

Non è mai successo che una tappa del Giro coincidesse perfettamente con il tracciato di una gran fondo, le frequentate manifestazioni ciclistiche che vedono al via solo amatori o agonisti che pedalano esclusivamente per passione. Questa lacuna sarà colmata il primo giugno quando la penultima frazione della Corsa Rosa ricalcherà il percorso di una delle più celebri e dure Gran Fondo italiane, la Sportful Dolomiti Race, giunta quest’anno alla 25a edizione e talvolta ancora nota con il vecchio nome di “Campagnolo” poiché fino al 2007 era intitolata a Tullio Campagnolo, l’imprenditore della bicicletta che negli anni giovanili fu anche corridore ed è in quell’epoca che ebbe l’idea di creare, in seguito ad un incidente di corsa capitatogli sulla salita del Croce d’Aune, il mozzo a sgancio rapido, primo prodotto della sua blasonata azienda di componentistica. In realtà quella che affronteranno i “girini” sarà una versione in parte ritoccata della “Sportful” perché gli organizzatori non hanno voluto proporre la discesa finale dal Croce d’Aune verso Feltre della gara amatoriale, che avrebbe potuto vanificare le difficoltà affrontate in precedenza. In un primo momento si era pensato a un arrivo in cima al passo, ma per la mancanza di spazio in vetta si era deciso di aggiungere l’appendice verso il Monte Avena, arrivo in salita particolare perché si sarebbe finito di salire un chilometro e mezzo prima del traguardo. Presentato questo tracciato a ottobre, dopo i sopralluoghi di rito si è optato per un nuovo finale, ancora più impegnativo, che prevede di percorrere dopo il Croce d’Aune la prima parte della planata su Feltre per poi raggiungere la zona degli impianti invernali del Monte Avena da un altro versante, decisamente più appetitoso sotto l’aspetto delle pendenze. Ecco così partorito un “mostro” di 4629 metri di dislivello (limitando il calcolo ai cinque GPM ufficiali), che dovrà essere vinto in 76 Km di salita complessiva mentre la pendenza media globale sarà del 6%: a sole 24 ore dalla conclusione della Corsa Rosa e al termine di una settimana molto impegnativo ecco che questa frazione, già dura di suo, potrebbe davvero per molti tramutarsi in una giornata d’autentica passione, leggasi calvario, e far terremotare la classifica del Giro.
L’ultimo tappone di questa edizione prenderà le mosse con 8 Km pianeggianti che termineranno con il pasaggio da Arsiè, centro nel cui territorio si trovavano diversi fortilizi che furono utilizzati durante la Prima Guerra Mondiale, come il Forte di Cima Campo, costruito allo scopo di controllare le mulattiere che, in un raggio di 12 Km, salivano verso l’Altopiano di Asiago. Sarà nei pressi di questo fortilizio che si “consumerà” la prima salita di giornata, la Cima Campo per l’appunto, raggiunta la quale si saranno messi alle spalle quasi 19 Km d’ascesa al 5,9% e ci si lancerà in discesa verso l’altopiano del Tesino e l’osservatorio astronomico del Celado, inaugurato nel 2010. Lunga quasi 30 Km, la planata dalla Cima Campo s’interromperà per qualche chilometro subito dopo il passaggio da Castello Tesino, centro presso il quale si trova l’unica grotta carsica del Trentino aperta al pubblico, quando si dovrà superare la breve e pedalabile ascesa della Forcella, all’inizio della quale il percorso toccherà Pieve Tesino, paese natale di Alcide De Gasperi, l’uomo politico che viene considerato sia uno dei padri della Repubblica Italiana (ne fu il primo Presidente del Consiglio per ben sette mandati consecutivi, dal 1946 al 1953), sia uno dei fondatori dell’Unione Europea. Terminata la discesa ci sarà solo un attimo di requie, un paio di chilometri di pianura, prima di riprendere a puntare verso l’alto e inerpicarsi in direzione dell’ultimo 2000 metri del Giro 2019, il Passo di Manghen. Si salirà dal versante più impegnativo, quello della Val Calamento, seguendo la strada che fu tracciata nel 1958 ampliando una preesistente mulattiera e che rimase per diversi anni sterrata e tale l’affrontarono i “girini” il 10 giugno del 1976, quando si salì per la prima volta ai 2047 metri del passo trentino, inserito da Vincenzo Torriani nella tappa diretta alle Terme di Comano, vinta dal gregario Luciano Conati. Si tratta di un valico decisamente “voluminoso” per via dei suoi 19 Km d’ascesa al 7.6%, nel corso dei quali si devono superare quasi 1500 metri di dislivello, con l’unico apparente difetto della lontanza dal traguardo, poiché vi si scollinerà ben prima della metà di questa frazione, quando mancheranno ancora 116 Km alla conclusione; è certo che, però, rimarrà nelle gambe al momento di misurarsi con le ultime due salite in programma. Nell’attesa di questo gran finale, terminata la discesa dal Manghen si dovranno percorrere una dozzina di chilometri di pianeggiante fondovalle, introdotti dalla dolce ascesa verso Cavalese, il capoluogo della Val di Fiemme, il cui simbolo è il Palazzo della Magnifica Comunità, ospitato dal XIX secolo nell’edificio dalla facciata affrescata che un tempo era la residenza dei vescovi che avevano eletto questa località a meta delle loro villeggiature. Si transiterà quindi per Tesero, centro dal quale parte la ripida strada diretta all’Alpe di Pampeago, più volte affrontata al Giro, risalendo la Val di Stava, tragicamente nota per la catastrofe che il 19 luglio 1985 causò 270 vittime in seguito al cedimento dei bacini di decantazione della miniera di fluorite di Prestavèl. La “pacchia” finirà con il passaggio da Predazzo, dove il Giro andrà incontro al suo “primo amore”, quello che non si scorda mai: è il Passo Rolle, che fu la prima salita dolomitica della storia del Corsa Rosa, affrontata il 27 maggio nel 1937 nel corso della Vittorio Veneto – Merano, tappa che prevedeva anche l’ascesa al Passo di Costalunga e che fu fortemente voluta dall’allora direttore di corsa Armando Cougnet per solennizzare la venticinquesima edizione del Giro. Il versante di quella storica prima ascesa, che accese la scintilla di un fuoco ancora oggi ardente, fu quello più impegnativo che sale da San Martino di Castrozza, mentre stavolta si salirà dal meno difficile versante occidentale, che si compone di una prima balza di 5.7 Km al 6.3% verso Bellamonte e da una conclusiva di 6.6 Km al 6.5%, in mezzo alla quale s’interpone un tratto in falsopiano di quasi 7 Km che si snoda nello scenario della Foresta di Paneveggio, nella quale Antonio Stradivari veniva a cercare gli abeti con i quali realizzare i suoi celebri violini e dove si trova, affacciato sull’omonimo lago artificiale, il Forte Buso, costruito alla fine dell’800 dall’esercito austro-ungarico e nel quale potevano trovare posto a pieno regime quasi 140 militari. Raggiunti i quasi 2000 metri dal valico – che nel 1981 fu set dello spassoso finale de “L’onorevole con l’amante sotto il letto”, film con Lino Banfi e Alvaro Vitali – ci si lancerà in direzione del Primiero, dove si andranno a ripercorrere a ritroso gli ultimi 30 Km della tappa del giorno prima, nuovamente toccando San Martino di Castrozza e Fiera di Primiero prima di far rientro in Veneto. È in località Ponte Oltra, a poco meno di 14 Km dal traguardo, che si aprirà il sipario sul finale di questa difficilissima frazione che proporrà ora l’ascesa al Passo di Croce d’Aune, 11 Km al 5,5% (con i passaggi più impegnativi negli ultimi 4 Km che salgono all’8.3%) che fecero terribilmente penare i partecipanti al Giro del 1964, quando questa salita era ancora sterrata, di uno sterrato talmente brutto che fu paragonato al letto di un fiume e che causò una vera ecatombe di copertoncini: le cronache parlarono di qualcosa come 300 forature, una delle quali colpì anche l’ammiraglia della Saint-Raphaël, la formazione della maglia rosa Jacques Anquetil, che quel giorno riuscì a conservare quelle insegne del primato che aveva conquistato tre giorni prima nella crono di Busseto e che poi porterà indisturbata fino a Milano. Per la cronaca quella tappa, partita da Lavarone e terminata a Pedavena, fu conquistata da Marcello Mugnaini con 48” di vantaggio su Italo Zilioli e di 50” Gianni Motta mentre il leader Anquetil perse un minuto e sei secondi conservando il primato con 17” su Guido De Rosso. Transitati al cospetto del monumento a Tullio Campagnolo, luogo dal quale partono i sentieri diretti verso le cime delle Vette Feltrine, il gruppo più meridionale delle Dolomiti, s’imboccherà la pendente discesa che riconduce a Feltre transitando per Pedavena, centro famoso per la sua storica fabbrica di birra, qui impiantata nel 1897 da tre fratelli originari di Forno di Canale (l’odierna Canale d’Agordo), Sante, Luigi e Giovanni Luciani, appartenenti alla stessa famiglia di Albino Luciani, che nel 1978 salirà per soli 33 giorni sul soglio pontificio con il nome di Papa Giovanni Paolo I. Ma a Pedavena i “girini” non ci arriveranno perché, percorsi i primi 4 km della picchiata, svolteranno bruscamente a destra per tornare nuovamente a pedalare in direzione della montagna e affrontare i conclusivi 6.9 Km che salgono sul Monte Avena al 7.3% di pendenza media, raggiungendo una punta massima dell’11% a 4 Km dalla linea d’arrivo. Non son certo inclinazioni “mortiroliane”, ma nemmeno “fiocchi d’avena” e qualcuno oggi potrebbe farne indigestione….

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella di Santa Lucia (319 metri). Attraversata dalla SS 50 “del Grappa e del Passo Rolle” tra Feltre e Arten, coincide con il bivio per Caupo. Toccata anche il giorno precedente nel corso della frazione di San Martino di Castrozza, oggi i “girini” vi transiteranno durante il tratto di trasferimento verso il “chilometro zero”, previsto alle porte di Fonzaso.
Sella di Arten (319 metri). Si trova nei pressi dell’omonima località, frazione del comune di Fonzaso. Toccata anche il giorno precedente nel corso della frazione di San Martino di Castrozza, oggi i “girini” vi transiteranno durante il tratto di trasferimento verso il “chilometro zero”, previsto alle porte di Fonzaso.

Selletta di Col Perer (1026 metri), Passo d’Agnela (1311 metri), Colle del Cavallo (1365 metri). Valicati dalla strada che sale da Arsiè alla Cima Campo. Questa salita vanta un solo precedente al Giro d’Italia, inserita nel 1999 nel tracciato della Castelfranco Veneto – Alpe di Pampeago, vinta da Marco Pantani dopo che a Cima Campo era transitato in testa Mariano Piccoli.

Passo Valnappe (1244 metri), Sella di Valmonte (1240 metri), Passo di Prato di Valbusa (1222 metri), Selletta di Bailù (1175 metri), Passo di Celado (1166 metri). Valicati nel corso della discesa da Cima Campo a Castello Tesino.

Sella Castello Tesino (861 metri). Coincide con l’omonimo centro, situato nell’insellatura che separa il Colle di Sant’Ippolito dal Monte Picosta.

La Forcella (910 metri). Valicata dalla SP 78 Pieve Tesino e Pradellano. Per questo motivo viene chiamata sia “Forcella di Pieve Tesino”, sia “Forcella di Pradellano”.

Passo di Manghen (2047 metri). Vi transita la SP 31 “Passo Manghen” tra Telve e Molina di Fiemme. Il Giro l’ha affrontato per la prima volta nel 1976 durante la tappa Vigo di Fassa – Terme di Comano vinta da Luciano Conati mentre sul Manghen fu lo spagnolo Celestino Prieto a transitare per primo. Bisognerà aspettare vent’anni per rivedere il Giro su questo passo, inserito nel 1996 nel percorso della tappa Marostica – Passo Pordoi, che vide Enrico Zaina primo al traguardo e Mariano Piccoli al comando sul Manghen. Nel 1999 sarà Marco Pantani a scollinare in testa, prima d’imporsi nella Castelfranco Veneto – Alpe di Pampeago, una doppietta che sarà replicata da Emanuele Sella nel 2008 durante la Verona – Alpe di Pampeago. La quinta e finora ultima volta sul Manghen risale al 2012, sempre in occasione di una tappa con arrivo sull’Alpe, quando Stefano Pirazzi conquisterà il GPM mentre al traguardo si imporrà Roman Kreuziger.

Passo di Rolle (1970 metri). Depressione prativa aperta tra i monti Cavallazza e Castellazzo, sfunga da partiacque tra la Val Cismon (Primiero) e la Val Travignolo. Vi transita la SS 50 “del Grappa e del Passo Rolle” tra San Martino di Castrozza e Paneveggio ed è quotato 1989 sulle cartine ufficiali del Giro. Dal 1937, anno della prima scalata, a oggi è stato inserito 24 volte nel percorso della Corsa Rosa. Qui ci limitamo a segnalare i corridori che hanno conquistato questo valico: Gino Bartali (1937, 1939, 1946, 1949), Bernardo Rogora (1938), Jean Robic (1950), Giancarlo Astrua (1954), Gastone Nencini (1955, 1957), Charly Gaul (1956, 1959), Vincenzo Meco (1962, tappa interrotta in vetta al Rolle per l’impossibilità di raggiungere il traguardo di Moena a causa della neve), Vito Taccone (1963, 1964), Aurelio González (1967), Santiago Lazcano (1974), Faustino Fernández (1977), Ueli Sutter (1978), Pedro Muñoz (1986), Nelson Rodríguez (1991), Freddy Excelino González (2001, 2003) e Carlos José Ochoa (2009). Il Rolle era previsto anche nel tracciato della Trento – Marmolada del 1969, interrotta a causa del maltempo.

Sella di Servo (609 metri). Coincide con l’omonima località, toccata dall’ex SS 473 “di Croce d’Aune” durante l’ascesa al Valico di Croce d’Aune.

Valico di Croce d’Aune (1011 metri). Vi transita l’ex SS 473 “di Croce d’Aune”, tra Aune e Pedavena. Quotato 1015 sulle cartine ufficiali del Giro, in due occasioni è stato GPM alla Corsa Rosa. Il primo passaggio risale alla tappa citata nell’articolo, la Lavarone – Pedavena del 1964 vinta da Marcello Mugnaini dopo che in vetta al valico era transitato Franco Balmamion. Nel 2009 fu inserito nel percorso della Padova – San Martino di Castrozza, che vide Francesco Bellotti conquistare il traguardo della montagna mentre a San Martino s’impose Danilo Di Luca (vittoria poi assegnata a Stefano Garzelli). Anche nel 2000 il Giro transitò dal Croce d’Aune nel finale della Bibione – Feltre vinta da Enrico Cassani, ma si saliva dal versante di Faller, che preveda lo scollinamento al Valico Le Laste, a qualche chilometro di distanza, dove scollinò per primo lo spagnolo Óscar Sevilla.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Il Forte di Cima Campo

Osservatorio astronomico del Celado

Grotta di Castello Tesino (tripadvisor.com)

Grotta di Castello Tesino (tripadvisor.com)

Pieve Tesino, il museo allestito nella casa natale di Alcide De Gasperi

Il piccolo Lago Cadinello, posto poco sotto lo scollinamento del Passo Manghen

Cavalese, Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme

Stava, il centro di documentazione sulla catastrofe che colpì la Val di Stava nel 1985

Forte Buso (www.trentinograndeguerra.it)

Forte Buso (www.trentinograndeguerra.it)

Foresta di Paneveggio

Il Passo Rolle d’inverno come appare nel finale de “L’onorevole con l’amante sotto il letto” (www.davinotti.com)

Il Passo Rolle d’inverno come appare nel finale de “L’onorevole con l’amante sotto il letto” (www.davinotti.com)

Croce d’Aune, il monumento a Tullio Campagnolo

La storica Birreria di Pedavena

Le Vette Feltrine e, in trasparenza, l’altimetria della ventesima tappa del Giro 2019 (www.sanmartino.com)

Le Vette Feltrine e, in trasparenza, l’altimetria della ventesima tappa del Giro 2019 (www.sanmartino.com)

CHE GIRO CHE FA A SAN MARTINO DI CASTROZZA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

A San Martino di Castrozza vola il colibrì Chaves. Carapaz sempre in rosa – Chaves: “È incredibile, ho passato anni difficili. Mai mollare” (Gazzetta dello Sport)

A San Martino di Castrozza Chaves vince la 19ª tappa. Classifica invariata – La sorpresa del Giro, racconto che diventa viaggio culturale (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Esteban Chaves roars back to win stage 19 at Giro d’Italia as Richard Carapaz passes one more test in pursuit of pink (The Daily Telegraph)

Carapaz closes in on Giro victory as Chaves claims emotional stage 19 (The Independent)

Francia

Le rebond de Chaves – Le Gac «Je suis déçu» – Bidard «Toujours de l’avant» – Pozzovivo «La chaleur peut conditionner la course» – Roglic «Ce n’est pas fini» (L’Equipe)

Chaves en grimpeur dans la 19e étape du Giro (Le Figaro)

Spagna

Chaves logra su triunfo; López y Roglic animaron el final (AS)

Pacto de no agresión en el Giro – Las espectaculares imágenes del Passo di San Boldo (Marca)

Un poderoso Chaves se impone en el Giro antes de la batalla final (El Mundo Deportivo)

Belgio

Esteban Chaves is Pieter Serry te snel af in eerste Dolomietenrit, leider Carapaz wordt amper onder druk gezet (Het Nieuwsblad)

Giro: la 19e étape pour Esteban Chaves, Carapaz toujours en rose (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Solozege Chaves in Giro, Carapaz houdt stand in roze – Mollema: ’Meer zat er niet in’ – ’Roglic kan Giro nog winnen’ (De Telegraaf)

Chaves krijgt loon naar werken, Lopez pakt tijd op Mollema – Mollema verwacht vuurwerk morgen – Engels blijft hoopvol: ‘Roglic kan nog steeds de Giro winnen’ (Algemeen Dagblad)

26 jaar en een enorme motor: Carapaz zou zomaar de Giro kunnen winnen (De Volkskrant)

Germania

Carapaz in Rosa ins Giro-Finale – Chaves feiert Solosieg (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Carapaz kommt dem Gesamtsieg näher (Luxemburger Wort)

Richard Carapaz bleibt fürs Giro-Finale in Rosa – Chaves feiert Solosieg (Tageblatt)

Svizzera

Giro d’Italia: Esteban Chaves gewinnt Bergetappe (Neue Zürcher Zeitung)

Chaves s’impose, Carapaz reste leader (24 Heures)

Slovenia

Primož Roglič je pripravljen za zadnjo dolomitsko bitko (Delo)

Colombia

¡Fiesta colombiana en el Giro! Chaves ganó la etapa y López descontó tiempo – Las victorias del ‘Chavito de Colombia’, en imágenes – Esta es la brillante carrera deportiva de Esteban Chaves – Este es Brayan, a quien le dedicó el triunfo Esteban Chaves – ‘Siento felicidad, me quité un peso muy grande de encima’: Chaves – La enfermedad que superó Chaves para volver a ganar en el Giro – El conmovedor abrazo de Chaves con sus papás, tras ganar la etapa 19 (El Tiempo)

Esteban Chaves ganó la etapa 19 del Giro de Italia – “El Chavito” volvió a sonreír en el Giro de Italia – Esteban Chaves: “Llegué a odiar el ciclismo” (El Espectador)

Ecuador

¡Sólido, Richard! Carapaz es líder a dos etapas de finalizar el Giro de Italia – Quito rinde homenaje a Richard Carapaz, líder del Giro de Italia – Richard Carapaz consigue su sexta ‘maglia’ rosa como líder del Giro de Italia – Así fue la etapa 19 del Giro de Italia en la que Richard Carapaz conservó el liderato (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Le Dolomiti” (Camillo Moser, Italo Varner)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Treviso : cielo sereno, 21.9°C, vento debole a NNE (5-9 Km/h), umidità al 49%
Telve (Sprint Km 58.8): cielo sereno, 23.3°C, vento debole a ENE (6 Km/h), umidità al 47%
Passo Manghen (Cima Coppi – Km 78): nubi sparse, 12.1°C, vento debole a NE (7-8 Km/h), umidità al 57%
Predazzo (Sprint – Km 112.5): poco nuvoloso, 21.6°C, vento debole da NE (6 Km/h), umidità al 53%
Passo Rolle (GPM – Km 133.1) : cielo sereno, 12.1°C, vento moderato da NE (11-13 Km/h), umidità al 67%
Croce d’Aune / Monte Avena : poco nuvoloso, 17.5°C, vento moderato da NE (10-14 Km/h), umidità al 55%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Garzelli: “Riprendere i discepoli” (fuggitivi)
Saligari: “Stanno rispondendo alla grandissimo gli spettatori”
Garzelli: “Una tribuna naturala”
Saligari: “Tutti hanno stampato la ruota del corridore della Mitchelton”
Garzelli: “Una velocità che gli permette di prendere meno possibile”
De Luca: “Roglic, Carapaz, Landa: i quattro grandi del Giro d’Italia”
Cassani: “Quel breve tratto di saluta dura”
Agnoli: “Io sono in camera da due settimane e mezzo”
Franzelli: “Cima Coppi che ha 120 Km dall’arrivo”
Saligari: “Un anello quasi perfetto di oltre 200 Km” (la tappa di domani misura 194 Km)
Televideo: “Manuel Antunes” (Amaro Antunes, Manuel è il secondo nome del corridore portoghese)
Televideo: “Chavez” (Chaves)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo diciannovesima tappa, Treviso – San Martino di Castrozza

1° Simone Consonni
2° Jasha Sütterlin s.t.
3° Michael Schwarzmann s.t.
4° Rüdiger Selig s.t.
5° Pascal Ackermann s.t.

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 2′24″
3° Tom Bohli a 26′24″
4° Paolo Simion a 28′08″
5° Miles Scotson a 28′10″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

8 GIUGNO 1949 – GIORNO DI RIPOSO

ALLA VIGILIA DELLA “TAPPA GIGANTE” – IL GIRO AFFRONTA GLI ALTI VALICHI E GLI AZZURRI PARTONO PER L’UNGHERIA – LEONI ANDRÀ AL TOUR
Il Giro affronta oggi la Sanremo-Cuneo, ma l’urto Coppi-Bartali è atteso sull’Izoard e sugli altri passi delle Alpi italo-francesi – Un fine-settimana che elettrizza gli sportivi – Ancora discussioni per la corsa francese
Nel regno delle salite – Cinque colli – La Cuneo-Pinerolo di domani – Tappa… esagerata, pensa Camusso – Ancora discussioni per la corsa francese – Perché Coppi e Bartali difficilmente faranno parte della medesima squadra – Grande aspettativa a Cuneo e Pinerolo – Sabato il “Giro” arriva a Torino – Il via per l’avventura ungherese – Copernico alle prese con il problema dei terzini

9 GIUGNO 1949 – 16a TAPPA: SANREMO – CUNEO (190 Km)

SULLE ALPI OGGI SI DECIDE IL GIRO – È GIUNTA LA TAPPA DELLE GRANDI SCALATE
Cinque “passi” tra le nuvole: Maddalena, Vars, Izoard, Monginevro e Sestriere
La Sanremo-Cuneo è stata dominata dallo spettro dell’Izoard – Vittoria in volata di Conte – Il traguardo del Col di Nava a Vittorio Rossello – Tra Coppi e Leoni – Dislivello: m. 4812 – I “capitani” del Giro s’affrontano a tu per tu – Le previsioni per il finale – Distacchi di mezze ore – Bartali forse non andrà al Tour

La Baita Segantini, situata poco sopra il Passo Rolle, illuminata di rosa in occasione dellarrivo del Giro a San Martino di Castrozza (www.federciclismo.it)

La Baita Segantini, situata poco sopra il Passo Rolle, illuminata di rosa in occasione dell'arrivo del Giro a San Martino di Castrozza (www.federciclismo.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

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Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)
14a tappa: Saint-Vincent – Courmayeur
15a tappa: Ivrea – Como
16a tappa: Lovere – Ponte di Legno
17a tappa: Commezzadura (Val di Sole) – Anterselva / Antholz
18a tappa: Valdaora / Olang – Santa Maria di Sala

IL SORRISO DI CHAVES, IL LAMPO DI LÓPEZ: LA COLOMBIA ILLUMINA UNA TAPPA TIEPIDA

Tappa in tono minore alla vigilia della grande battaglia. Arriva ancora la fuga, ma dietro tuona l’Astana, torna Roglic, e a Nibali non tremano le gambe. Movistar imperturbabile asserragliata attorno alla maglia rosa che appare inscalfibile.

È paradossale che sia un arrivo in salita la tappa – relativamente! – più serena di una seconda metà di Giro all’insegna della nitroglicerina, un’autentica scarica di fuochi artificiali che sembrano susseguirsi senza respiro, tanto da rendere adrenalinica perfino l’unica giornata di riposo attivo su strada, vale a dire l’appuntamento di ieri per i velocisti, culminato in un’ora di inseguimento folle sul filo dei 50 km/h e in un finale degno di un cartone animato giapponese (e in effetti, pare preso tal quale da Nasu – Summer in Andalusia).
E fin lì è stato, senza eccezioni, tutto un concerto di giornate epiche come quelle del Nivolet bianco di neve o del Mortirolo nero di nubi basse e tempestose, di azzardati attacchi da lontano come a Pinerolo o in Val d’Aosta, di colpi di scena e cedimenti piccoli o grandi nella generale come a Como o ad Anterselva. Duelli psicologici, esplicitati a parole come tra Nibali e Roglic oppure sottaciuti e ancor più tesi come tra Landa e Carapaz; girandole tattiche con gregari lanciati all’avanguardia e poi fermati in appoggio; gesta coraggiose, individuali come per Zakarin o collettive come per Mollema… o entrambe le cose, che sia in una stessa tappa o in occasioni distinte, per chi non si è voluto far mancare nulla: Landa, Miguel Ángel López, Carapaz. L’orgoglio ferito di Yates, la lotta accanita per la top ten di Formolo. E questo parlando solo di classifica generale, perché non sono mancate le sottotrame, gli assoli di Ciccone per la maglia dei GPM o lo psicodramma francotedesco in puro stile prima guerra mondiale per la maglia ciclamino degli sprinter.
Insomma, se per metà Giro abbiamo sonnecchiato, scossi giusto dalle belle crono, da qualche capitombolo di troppo e dalla bella impresa di Valerio Conti e Fausto Masnada, a partire dal giro di boa siamo precipitati in una costante insonnia elettrica. E giusto oggi, alla vigilia del Maelstrom verso cui converge tutto il Giro, della madre di tutte le battaglie (almeno sulla carta: prepariamoci psicologicamente a possibile processione con scattino sotto la flamme rouge), il cielo si è chetato nel contesto idilliaco delle Dolomiti, giusto le conifere stroncate dalle bufere e la strada militare del San Boldo ad alludere a passati sconvolgimenti.
È partita subito una bella fuga, e il gruppo dietro ha respirato, almeno fino agli ultimi quindici minuti in apnea. C’era poco da chiedere a una tappa monosalita e va detto che comunque, nei limiti del possibile, c’è stato comunque di che intrattenersi, anche se magari non come l’anno scorso a Pratonevoso, dove, su un arrivo simile, corse il primo sangue, presagio del massacro del Finestre.
Della fuga c’è poco da segnalare: interessante il coriaceo inseguimento del giovane marchigiano Carboni (i più attenti lo ricorderanno provvisoriamente in maglia bianca nella prima parte di questo Giro) che, mancata la fuga, l’ha inseguita per decine e decine di km, sempre a bagnomaria, dietro di un minuto o mezzo minuto addirittura, condannato a un supplizio di Tantalo dagli altri fuggitivi poco propensi ad ammettere un dodicesimo passeggero. Carboni alla fine ce la fa, e nonostante lo sforzo supplementare conclude perfino quarto, peraltro replicando il suo destino di cacciatore in affanno anche sulla salita finale. Ricordiamo poi l’allungo del locale Boaro, in fuga per l’Astana: la squadra gli dà fiducia, e si risparmia in vista di domani, ma in alternativa avrebbero potuto tener chiusa la corsa e puntare a una vittoria di tappa certa col proprio capitano, Superman López. Forte della conoscenza dei luoghi, Boaro cerca di anticipare i più scalatori, ma la mossa non trova compagni e non ha successo.
Fra i fuggitivi il nome grosso è quello del colombiano Chaves, a cui Nibali strappò in extremis il giro 2016. Una fra le figure più positive e amate in gruppo, risorto al professionismo dopo un incidente gravissimo ma non abbandonato dalla sfortuna: vittima di un tracollo l’anno scorso al Giro, quando era secondo e con una tappa nel carniere, da allora non si era più ripreso, con un aleggiante diagnosi di mononucleosi. Ad Anterselva era giunto secondo, ma in tanti avremmo voluto vederlo tornare al successo. Oggi tocca a lui: nonostante una condotta di gara fin troppo generosa, costantemente all’attacco cercando di fare selezione sulla troppo facile salita finale, la sua classe riesce a spiccare, con un piccolo aiuto della sorte, almeno stavolta, nelle vesti di doppio salto di catena dell’italiano Vendrame dell’Androni, che era parso il più astuto e puntuale fra i rivali, e che non per nulla farà secondo. In realtà, siamo convinti che Chaves ce l’avrebbe fatta comunque, troppo perentorio il suo ultimo e decisivo affondo poco dopo il cartello dei meno tre al traguardo, preludio di un arrivo in solitaria con un’esultanza in cui si fondono gioia straripante e sfogo di rabbia repressa. Una vittoria che, dopo il flop di Yates e i “quasi gol” di Nieve, riscatta il Giro di una Mitchelton-Scott partita fra rodomontate e grancasse ma a forte rischio di tornare in Australia a mani vuote.
Tanta rabbia in corpo anche per l’altro colombiano protagonista oggi: Miguel Ángel López sta risalendo la classifica generale a tutta birra, garantendosi o quasi, nel processo, la maglia bianca di miglior giovane (sì, il capitano Astana è ancora un atleta baby!). Un guaio meccanico gli pesa sul tempo della brevissima crono bolognese e foratura in crono pure a San Marino, poi foratura nella Cuneo-Pinerolo, e di nuovo problema meccanico sul Nivolet: nella classifica generale il buon Superman era scivolato in 27esima posizione, poi ha indossato il mantello e di volo in volo è ora sesto, mentre il quinto, Mollema, ne sente il fiato sul collo a meno di 30”.
Non sembrano casi isolati, le disgrazie tecniche di Vendrame oggi e di López nelle tante occasioni citate, né sono loro gli unici, tutt’altro, con conseguenze spesso pesanti, se pensiamo a Roglic nella tappa comasca o a Campenaerts che ci ha perso la vittoria di tappa nella crono di San Marino: assistiamo a un moltiplicarsi di problemi mai così numerosi nel passato (forse nel ciclismo eroico degli sterrati sì, ammettiamolo). Il cambio elettronico ne ha fatte di cotte e di crude, specie col maltempo ma non solo, le combinazioni di pneumatici svariati con i cerchi di carbonio sono fra gli altri imputati. Senza entrare in dettagli tecnici per cui non abbiamo le competenze, senz’altro si richiede una profonda riflessione da parte delle case produttrici: non parliamo di una Roubaix ma di bici sottoposte ogni sera a revisione dai migliori meccanici del mondo, con materiali al top di gamma, su strade spesso asfaltate ad hoc. C’è qualcosa che non va… immaginiamoci poi quando si rifila lo stesso pacchetto al povero cicloamatore di turno, magari con lo slogan “oggigiorno tutti i pro usano questo”. Certo, e ci smenano tappe o minuti in classifica!
Ma dicevamo di López: oggi il mezzo non ha guai, e dopo un forcing del team, quando ormai è chiaro che davanti la fuga arriva, il colombiano parte secchissimo dal gruppo dei favoriti all’altezza dei -5 km. Reagiscono prontamente tutti, Nibali e Roglic fra i primi, ma Landa chiude ogni spiraglio come un implacabile buttafuori. Solo a López si dà libertà, dacché da un lato non minaccia i primissimi e dall’altro gli avversari diretti, come Sivakov dell’ex Sky o Mollema o Majka, proprio non sono all’altezza. Ma c’è da chiedersi se davvero all’altezza qualcuno lo sarebbe stato fino in fondo: López stacca il nuovo record di ascesa a San Martino di Castrozza, 11 km e spicci al 6,2% percorsi a quasi 27 km/h di media, distruggendo i tempi di Di Luca e Riccò, entrambi peraltro giunti a vincere lo sprint in un gruppetto di una decina di atleti, e non in solitaria. Pendenze modeste che favoriscono la scia e i fisici potenti (i due di cui sopra erano in compagnia dei vari Basso, Menchov, Vinokourov, Bruseghin…) e che dunque rendono ancor più clamoroso il numero di Superman, il quale da parte sua rifila 45” ai top della generale viaggiando a circa 1-1,5 km/h più di tutti gli altri per gli undici minuti in cui tritura i 5 km fra attacco e traguardo. Premessa o promessa per una gran giornata domani? Dice Vinokourov: “Dove finisce questo Giro? A Verona. Ecco, a Verona”.
Difficile immaginare stravolgimenti con un Carapaz mai apparso in difficoltà, e supportato, se tutto va come da copione, da un Landa che in salita è apparso globalmente la figura più solida e autorevole, e di gran lunga, a questo Giro. Se qualcuno, tuttavia, può innescare un degno crescendo, almeno dal punto di vista delle emozioni e di un risultato in bilico, per coronare questa serie pirotecnica, questi sono dal punto di vista collettivo gli uomini Astana, e individualmente Nibali. Mettiamo nella miscela un Roglic mai davvero domo e anzi determinatissimo, un Yates a corto di gambe ma non di voglia, una Education First in cui, a turno, han trovato grandi giornate i vari Carthy, Dombrowski, Kangert: ci troveremo fra le mani una molotov di speranza, potenzialmente da seguire fin dal via, alle 11 di mattina del sabato, con speciale attenzione per il Manghen, colosso più vicino alla partenza che all’arrivo. Per le sentenze, c’è la crono veronese di dopodomani – domenica – che chiuderà, senza passerelle rituali, questo Giro che, da quando si è acceso, non ha smesso di bruciare.

Gabriele Bugada

ORDINE D’ARRIVO

1 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 4:01:31
2 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:00:10
3 Amaro Antunes (Por) CCC Team 0:00:12
4 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:00:24
5 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:00:32
6 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:00:35
7 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:01:02
8 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 0:01:37
9 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:01:53
10 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 0:02:33
11 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 0:03:59
12 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:04:47
13 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:05:45
14 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:06:29
15 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
16 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
17 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
18 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
19 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
20 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
21 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
22 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:06:33
23 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
24 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:06:35
25 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
26 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
27 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:06:48
28 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:07:27
29 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:07:29
30 Victor De La Parte (Spa) CCC Team
31 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:07:36
32 Tanel Kangert (Est) EF Education First
33 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb
34 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
35 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
36 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb
37 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
38 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
39 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
40 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
41 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data
42 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:07:59
43 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:08:45
44 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:09:25
45 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
46 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:09:52
47 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
48 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
49 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:11:02
50 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
51 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 0:11:04
52 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:11:43
53 Ivan Sosa (Col) Team Ineos
54 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
55 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:13:23
56 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
57 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:14:50
58 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 0:14:57
59 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
60 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo
61 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
62 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
63 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
64 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
65 José Rojas (Spa) Movistar Team
66 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
67 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
68 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
69 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
70 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
71 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
72 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
73 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
74 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy
75 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma
76 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
77 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
78 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin
79 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
80 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
81 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe
82 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:15:19
83 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 0:16:48
84 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 0:18:01
85 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:18:30
86 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team
87 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
88 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
89 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep
90 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team
91 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos
92 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
93 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
94 Christian Knees (Ger) Team Ineos
95 Scott Davies (GBr) Dimension Data
96 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
97 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
98 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
99 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec
100 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma
101 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo
102 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
103 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
104 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
105 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos
106 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 0:21:41
107 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
108 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
109 Nathan Brown (USA) EF Education First
110 Sean Bennett (USA) EF Education First
111 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ
112 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
113 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal
114 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma
115 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
116 Josef Cerny (Cze) CCC Team
117 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
118 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo
119 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:22:39
120 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
121 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
122 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
123 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data
124 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:23:11
125 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
126 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
127 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
128 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 0:23:26
129 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:23:48
130 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
131 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane
132 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane
133 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 0:24:09
134 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 0:27:24
135 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
136 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
137 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ
138 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep
139 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 0:27:39
140 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
141 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
142 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
143 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 83:52:22
2 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:54
3 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:16
4 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:03:03
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:05:07
6 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:05:33
7 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:06:48
8 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:07:17
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:08:27
10 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:10:06
11 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:10:27
12 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:10:36
13 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:14:51
14 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:16:51
15 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:20:52
16 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:24:50
17 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:26:26
18 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:27:12
19 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
20 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:29:49
21 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:32:42
22 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:37:26
23 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:44:09
24 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:51:59
25 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:52:24
26 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:56:11
27 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:58:51
28 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:59:03
29 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:59:06
30 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 1:00:17
31 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:02:50
32 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 1:03:18
33 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 1:04:10
34 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:07:19
35 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 1:09:43
36 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:10:30
37 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 1:14:41
38 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 1:17:01
39 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:18:05
40 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 1:18:52
41 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 1:19:21
42 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:21:18
43 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:22:03
44 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 1:23:47
45 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:28:23
46 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:31:10
47 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 1:33:29
48 Amaro Antunes (Por) CCC Team 1:37:50
49 José Rojas (Spa) Movistar Team 1:37:54
50 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:42:25
51 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:42:49
52 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:44:31
53 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:44:32
54 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 1:45:41
55 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 1:45:47
56 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:48:02
57 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:49:02
58 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 1:52:35
59 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:52:53
60 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 1:53:12
61 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 2:01:49
62 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 2:02:20
63 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 2:03:30
64 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 2:04:42
65 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 2:08:43
66 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 2:12:02
67 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 2:21:21
68 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 2:22:45
69 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 2:26:15
70 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 2:26:45
71 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 2:26:52
72 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 2:29:39
73 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 2:34:07
74 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:34:39
75 Nathan Brown (USA) EF Education First 2:36:20
76 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 2:37:47
77 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 2:38:06
78 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 2:38:58
79 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 2:39:07
80 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 2:41:11
81 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 2:41:49
82 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 2:42:30
83 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 2:44:01
84 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 2:45:04
85 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 2:49:56
86 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 2:51:00
87 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 2:52:02
88 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 2:52:18
89 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 2:56:32
90 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 2:57:43
91 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 3:03:57
92 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 3:05:24
93 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 3:13:25
94 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 3:14:24
95 Christian Knees (Ger) Team Ineos 3:15:31
96 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 3:16:02
97 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 3:17:57
98 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 3:21:27
99 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 3:24:59
100 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 3:28:21
101 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:28:51
102 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 3:29:33
103 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 3:29:53
104 Sean Bennett (USA) EF Education First 3:34:00
105 Chad Haga (USA) Team Sunweb 3:34:16
106 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 3:36:04
107 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 3:36:40
108 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 3:37:53
109 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 3:38:53
110 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:39:16
111 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 3:42:57
112 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 3:44:42
113 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 3:45:59
114 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 3:46:08
115 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 3:46:39
116 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 3:47:21
117 Josef Cerny (Cze) CCC Team 3:52:07
118 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 3:56:12
119 Scott Davies (GBr) Dimension Data 4:03:52
120 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 4:08:20
121 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 4:12:35
122 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 4:12:41
123 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 4:12:54
124 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 4:16:15
125 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 4:16:19
126 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 4:18:39
127 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 4:19:10
128 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 4:22:43
129 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 4:23:29
130 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 4:27:01
131 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 4:27:11
132 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 4:29:18
133 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 4:30:55
134 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 4:39:07
135 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 4:44:06
136 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:45:59
137 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 4:46:40
138 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:46:41
139 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 4:53:00
140 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 4:53:02
141 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 4:54:46
142 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 5:18:46
143 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 5:21:10

Chavez si impone in solitaria nella penultima tappa di montagna del Giro 2019 (foto Bettini)

Chavez si impone in solitaria nella penultima tappa di montagna del Giro 2019 (foto Bettini)

ATTENTI AI “GANCI” DI SAN MARTINO

Sulla carta è una delle frazioni di montagna meno impegnative di questa edizione della Corsa Rosa. Ma siamo agli sgoccioli di un Giro che negli ultimi dieci giorni di corsa ha concentrato tutte le salite previste quest’anno e, a questo punto, un corridore ispirato come furono Pantani a Madonna di Campiglio nel 1999 o Alberto Contador a Fuente Dè nel 2012, potrebbe sfruttare quel poco che offre l’altimetria per affibbiare un doloroso colpo a sorpresa.

In sede di presentazione questa fu additata come una delle frazioni meno belle della Corsa Rosa, per via della facilità del percorso al confronto con le frazioni che la circondavano e per la pendenza media del 5,6% dell’ascesa finale verso San Martino di Castrozza, che fu affrontata come traguardo di tappa e senza sortire grossa selezione al Giro del 2009. Ma, si badi bene, quella era la quarta tappa di quell’edizione del Giro mentre stavolta si sarà a soli tre giorni all’epilogo della corsa, momento nel quale le energie complessive sono in fase calante e può bastare una salita come quella odierna per creare parecchio “casino” in classifica. Ci sono due episodi in particolare che ci ricordano come possano risultare selettive frazioni all’apparenza tenere come questa e ci è particolarmente caro il primo perché coincise con l’ultimo successo sulle strade della Corsa Rosa di Marco Pantani, ottenuto il 4 giugno del 1999, 24 ore prima della sua drammatica esclusione per la vicenda dell’ematocrito alto, quando salendo verso Madonna di Campiglio – ascesa ancor più facile di quella di San Martino – diede a tutti una lezione di classe giungendo in solitaria al traguardo con poco più di un minuto sugli avversari. Un altro grande campione, Alberto Contador, riuscirà in una simile impresa alla Vuelta del 2012 in vetta alla salita di Fuente Dè, ascesa di una facilità disarmante ma che vide l’asso spagnolo trionfare e conquistare la maglia “roja” al termine di una frazione che si pensava di trasferimento, proposta dopo tre tapponi decisamente più duri. Ecco perché chi punterà al successo finale non dovrà assolutamente prendere sottogamba questa frazione, nella quale qualche avversario di classifica potrebbe pensare di sfruttare per un colpo a sorpresa ai rivali quest’occasione d’oro, offerta in una giornata nella quale molti tra i “big” ancora in lotta per la vittoria preferiranno salvare la gara in previsione del tappone molto più impegnativo previsto l’indomani. Non ci sarà la sola ascesa finale in questa terzultima frazione, ma le quattro precedenti saranno del tutto secondarie a causa della loro distanza dal finale di gara. La prima i “girini” l’incontreranno ad una quindicina di chilometri dalla partenza quando, percorso il tratto iniziale in pianura, giungeranno ai piedi del Montello, la vasta collina trevigiana che fu teatro di aspri combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale e che lo scorso anno fu attraversata nel finale della tappa di Nervesa della Battaglia, terminata con il successo allo sprint di Elia Viviani. Dodici mesi fa, però, fu inserita nel tracciato una delle più facili “prese” della zona, il nome con quale sono chiamate le numerose salitelle che scavalcano il Montello, mentre stavolta si salirà dalla più consistente “Via Murada”, 3 Km al 6,8% con il chilometro iniziale che è una sorta di muro con pendenze costantemente in doppia cifra. Raggiunta la strada che percorre la dorsale del Montello nei pressi del borgo di Santa Maria della Vittoria, situato presso il punto più elevato della collina, si farà velocemente ritorno in pianura per poi volgersi nuovamente in direzione delle colline, quelle ammantate dei vigneti del Prosecco. Si giungerà così a Valdobbiadene, che con Conegliano nel 2016 fu insignita del prestigioso titolo di “Capitale della Cultura Enologica Europea”. Attraversato questo centro, nel cui territorio si possono ammirare anche ben sei alberi monumentali dei 22.000 tutelati dalla guardia forestale (il più alto è il tiglio della località Boc che raggiunge i 29 metri, il più largo è il faggio situato in località Zimion, la cui circonferenza è di 6.5 metri), la strada tornerà a lievitare per superare la modesta salitella di Combai, superata la quale si scenderà verso Follina, dov’è possibile visitare l’abbazia cistercense di Santa Maria, citata per la prima volta in un documento del 1127 e oggi officiata dall’ordine dei Servi di Maria. Si toccherà poi Cison di Valmarino, centro iscritto nel club dei “Borghi più belli d’Italia” e che nel 1977 fu set di “Mogliamante” con Marcello Mastroianni (tra i luoghi mostrati nel film ci fu l’antica chiesa dedicata ai Santi Giovanni Battista e Maria Assunta); da qui in epoca romana transitava un’importante via di commerci, la Via Claudia Augusta Altinate, che scavalcava la catena delle Prealpi Bellunesi centrali ai 925 metri del Passo di Praderago, da non molti anni asfaltato su entrambi i versanti. Anche i “girini” supereranno questa catena montuosa ma lo faranno in un altro punto molto più spettacolare perché, attraversata la vicina Tovena, dovranno raggiungere i 701 metri del Passo di San Boldo attraverso la suggestiva “Strada dei 100 giorni”. Il soprannome fa riferimento al tempo impiegato dai militari austriaci per realizzarla nella primavera del 1918, letteralmente strappandola alla roccia nella quale furono scavate cinque gallerie, realizzate in corrispondenza dei tornanti che movimentano il finale di quest’ascesa lunga 6.3 Km e caratterizzata da una pendenza media del 6.8%, con muro di 1000 metri al 13% proprio in corrispondenza del tratto “sbranato” alla montagna, laddove la strada si stringe al punto da rendere necessaria la presenza di semafori per regolare il traffico in salita e in discesa. Decisamente più agevole è la strada che si percorrerà scendendo verso Trichiana, centro presso il quale si trovava il Casteldardo, fortilizio d’epoca medioevale del quale oggi rimane solo una torre di segnalazione e la cui distruzione, avvenuta durante una battaglia combattuta nel 1193, ispirò il cosiddetto “ritmo bellunese”, poema che rappresenta uno dei primi utilizzi della lingua volgare in campo letterario. Inizia ora un ampio tratto nel quale tirare il fiato perché per una buona trentina di chilometri non si avrà più a che fare con le salite, pedalando inizialmente lungo le pianeggianti strade della Val Belluna e portandosi a Mel, centro che deriva il nome da quello del vicino Castello di Zumelle, l’unico sopravvissuto della valle alle sistematiche distruzioni operate dalla Serenissima allo scopo di garantirsi la totale supremazia sui suoi territori. Superato il corso del Piave si giungerà quindi a Feltre, la piccola città d’arte il cui cuore è Piazza Maggiore e dalla quale il giorno successivo scatterà il tappone del Croce d’Aune, per poi infilarsi nel “corridoio” che separa il massiccio del Monte Grappa dal Monte Avena, all’uscità dal quale si transiterà per Fonzaso. È qui che si tornerà a parlare il linguaggio della salita, anche se non ci sarà nulla da temere nell’approcciare i 7.4 Km al 3.7% che conduranno a Lamon, centro conosciuto per la coltivazione di una varietà di fagiolo qui introdotta nel 1500 su iniziativa dell’abate bellunese Pierio Valeriano e che si fregia del marchio di qualità IGP (Indicazione geografica protetta). Si entrerà successivamente in Trentino attraverso la stretta gola dello Schenèr, un tempo percorribile solo mediante un’insidiosa mulattiera a strampiombo mentre oggi un’agevole strada permette di guadagnare dolcemente quota costeggiando le rive dell’omonimo invaso artificiale, completato nel 1963 su progetto di Carlo Semenza, l’ingegnere veneto ricordato soprattutto per aver ideato la diga del Vajont. Sulle strade del Primiero si snoderanno gli ultimi momenti tranquilli di questa tappa, che termineranno con il passaggio da Fiera di Primiero, dove una delle più belle chiese gotiche della regione – l’Arcipretale dell’Assunta – impreziosisce, per rimanere in campo ingegneristico, il paese natale di Luigi Negrelli, austriaco di nascita (1799) e conosciuto per aver “concepito” il Canale di Suez, scorciatoia che consentì alle navi dirette dal Mediterraneo all’Oceano Indiano d’evitare il periplo dell’Africa. Ma di scorciatoie ora non ce ne saranno per i “girini” che dovranno subirsi tutti e 13 (virgola 6) i chilometri dall’ascesa “finto facile” verso San Martino di Castrozza, una salita che con un “gancio” a sorpresa potrebbe mandare al tappeto qualche grosso nome.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella Miane (259 metri). Coincide con l’omonima località, attraversata al termine della discesa da Combai.

Passo di San Boldo (706 metri). Quotato 701 metri sulle cartine del Giro, è valicato dall’ex SS 635 “del Passo di San Boldo” tra Tovena e Sant’Antonio Tortal (Trichiana). Secondo la tradizione il nome del valico deriverebbe da Sant’Ubaldo, mentre lo storico Alberto Alpago-Novello riteneva che derivi dal nome Ippolito, poi “contrattosi” in Poltus e quindi in Boldo. Il Giro d’Italia l’ha affrontato in passato in una sola occasione, durante la tappa Belluno – Vittorio Veneto del 1966, vinta da Gianni Motta dopo che sul San Boldo era transitato in testa Pietro Scandelli.

Sella di Santa Lucia (319 metri). Attraversata dalla SS 50 “del Grappa e del Passo Rolle” tra Feltre e Arten, coincide con il bivio per Caupo.

Sella di Arten (319 metri). Si trova nei pressi dell’omonima località, frazione del comune di Fonzaso.

Sella di Lamon (594 metri). Coincide con l’omonimo centro

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Santa Maria della Vittoria, la chiesa parrocchiale eretta a santuario del Montello

Duomo di Valdobbiadene

Follina, Abbazia di Santa Maria

Cison di Valmarino, la chiesa dei Santi Giovanni Battista e Maria Assunta in un fotogramma di “Mogliamante” (www.davinotti.com)

Cison di Valmarino, la chiesa dei Santi Giovanni Battista e Maria Assunta in un fotogramma di “Mogliamante” (www.davinotti.com)

Uno dei stretti tornanti della strada che conduce al Passo di Praderago

Passo di San Boldo

Trichiana, la torre del Casteldardo (tripadvisor.com)

Trichiana, la torre del Casteldardo (tripadvisor.com)

Trichiana, la torre del Casteldardo (tripadvisor.com)

Mel, Castello di Zumelle

Ponte sul Piave

Feltre, Piazza Maggiore

Gola dello Schenèr

Fiera di Primiero, Chiesa Arcipretale dell’Assunta

Le Pale di San Martino e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa del Giro 2019 (www.sanmartino.com)

Le Pale di San Martino e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa del Giro 2019 (www.sanmartino.com)

Le Pale di San Martino e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa del Giro 2019 (www.sanmartino.com)

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