AMSTEL 2022: LE PAGELLE

aprile 11, 2022 by Redazione  
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Dopo il bis di “Kwiato” nell’unica classica del nord disputata nei Paesi Bassi ecco le pagelle dell’Amstel Gold Race 2022

MICHAL KWIATKOWSKI: Il corridore polacco della INEOS Grenadiers ritorna alla vittoria dopo un 2021 avaro. Corre in avanscoperta per proteggere il compagno di squadra Pidcock, poi la corsa prende una piega favorevole e si trova da solo con Cosnefroy in un finale da brivido. Michal prepara la volata nel migliore dei modi nonostante lo spunto più veloce del rivale. Il fotofinish decreta una vittoria meritata per un corridore generoso e dal talento che si era un po’ offuscato nell’ultimo periodo. VOTO: 10

BENOIT COSNEFROY: Il giovane ventiseienne dell’ Ag2r Citröen paga solo l’inesperienza nella volata finale dove soccombe ad un volpone come Kwiatkowski. Il francese corre sempre nelle prime posizioni ed è l’unico che si butta all’inseguimento del polacco. Tanto cuore e coraggio per l’ex campione del mondo under 23. VOTO: 9

TIESJ BENOOT: Nelle ultime stagioni non riesce a trovare lo spunto vincente, raccoglie piazzamenti su piazzamenti, ma di vittorie poche. Prova nel finale a raggiungere da solo il duo di testa Cosnefroy-Kwiatkowski, ma senza successo. Generosità coi tempi sbagliati. VOTO: 7

THOMAS PIDCOCK: Il britannico è in crescita. Prende il via all’Amstel coi gradi di capitano, la corsa però prende un’altra piega e nei chilometri finali si mette a disposizione di Kwiatkowski nel rompere i cambi agli inseguitori. VOTO: 6,5

MATHIEU VAN DER POEL: Il campione olandese partiva coi favori dei pronostici, ma la strada ha detto tutt’altro. Corre bene ma non riesce a fare la differenza. Ogni tanto anche lui ritorna un ciclista normale e si deve accontentare di un semplice quarto posto. VOTO: 6,5

VICTOR CAMPENAERTS: Il belga della Lott-Soudal corre con generosità e grinta che farebbe comodo ad ogni team. Si lancia all’inseguimento dei fuggitivi, li raggiunge e, una volta ripresi dal gruppo, si mette in testa a tirare come un mulo. VOTO: 6,5

ALEXANDER KAMP: Il ciclista danese della Trek-Segafredo si ritrova davanti col primo gruppo inseguitore e prova a giocarsi il tutto per tutto per trovare e prendersi un posto d’onore. Coglie un ottimo quinto posto finale. VOTO: 6

MARC HIRSCHI: Lo svizzero sta tornando sui ritmi del 2020, gara dopo gara. Non trova l’attimo decisivo per entrare nell’azione decisiva di giornata ma c’è, un buon segnale per i prossimi appuntamenti. VOTO: 6

KASPER ASGREEN: Il danese, anche oggi in ombra, chiude al sesto posto dietro il connazionale Kamp, segno di una Quick-Step Alpha Vinyl Team molto deludente in questa prima parte dell’Inferno del Nord. VOTO: 5,5

MICHAEL VALGREN: Il ciclista danese è il capitano di giornata della EF Education-EasyPost- Purtroppo per lui e per il suo team non riesce mai ad entrare nel vivo della corsa. VOTO: 5

MATTEO TRENTIN: Il corridore della UAE Team Emirates chiude al diciassettesimo posto a 1′50” da Kwiatkowski. Non è in formissima ma alla fine è il primo italiano a tagliare il traguardo, non un bel segnale. VOTO: 5

TOM DUMOULIN: Il corridore della Jumbo-Visma voleva onorare al meglio la corsa di casa, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo una condizione atletica e psicologica non proprio ottimale. VOTO: 5

Luigi Giglio

AMSTEL, BIS DI KWIATKOWSKI. COSNEFROY BEFFATO AL FOTOFINISH

aprile 10, 2022 by Redazione  
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L’Amstel Gold Race 2022 si conclude esattamente come un anno fa con un finale grottesco che vede nuovamente protagonista il fotofinish. Ad alzare le braccia al cielo dopo un paio di minuti di attesa è stato il redivivo Michal Kwiatkowski (Ineos Grenadiers) che ha battuto di pochi centimetri il francese Benoit Cosnefroy (Ag2r Citroen Team) al termine di uno sprint a due. Così come nel 2021, anche questa volta l’analisi del fotofinish ha regalato momenti a dir poco teatrali, con Cosnefroy che ha inizialmente esultato dopo aver ricevuto la comunicazione (errata) della vittoria per poi sprofondare nell’amarezza una volta ufficializzato il trionfo del Polacco. Kwiatkowski ha così potuto festeggiare la sua seconda vittoria all’Amstel dopo quella ottenuta con la maglia iridata nel 2015. Terzo posto per Tiesj Benoot (Team Jumbo-Visma) che è riuscito ad anticipare nel finale il gruppetto inseguitore di cui faceva parte anche il grande favorito della vigilia Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix).

Dopo l’edizione 2021, disputata su un circuito ridotto a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, il percorso della classica olandese è tornato ad affrontare l’intera sequenza di brevi strappi che aveva caratterizzato le precedenti edizioni. Lungo i 254,1 km, con partenza a Maastricht ed arrivo a Valkenburg, i corridori erano attesi da ben 33 le cotes, inserite in una serie di circuiti concentrici ed immerse nella campagna del Limburgo.
La fuga di giornata è partita già al km 9 ed è stata animata da Ide Schelling (Bora-Hansgrohe), Owain Doull (EF Education-EasyPost), Johan Jacobs (Movistar Team), Emils Liepens (Trek-Segafrdo), Aaron Van Poucke (Sport Vlaanderen Baloise), Luca Rastelli e Davide Gabburo (Bardiani-CSF-Faizanè). Quest’ultimo si è però ben presto staccato, lasciando in testa alla corsa un drappello di 6 corridori che è riuscito a toccare un vantaggio massimo di circa 5 minuti.
Il gruppo, tirato principalmente dagli uomini dell’Alpecin-Fenix, ha man mano ridotto il vantaggio finchè, ai -96, si è staccato un gruppetto di contrattaccanti formato da Nathan Van Hooydonck (Jumbo-Visma), Victor Campenaerts (Lotto-Soudal) e Ivan Garcia Cortina (Movistar Team). Lo spagnolo di lì a poco si è rialzato, lasciando la coppia belga all’inseguimento dei 5 battistrada (nel frattempo aveva perso contatto Rastelli). L’inseguimento di Van Hooydonck e Campenaerts si è poi concretizzato ai -88, quando la coppia è rientrata sulla testa della corsa andando a formare un gruppetto di 7 battistrada che ha a lungo mantenuto un vantaggio di circa un minuto e mezzo sul gruppo principale.

Una volta entrati negli ultimi 60 km, l’andatura è aumentata sia nel gruppo inseguitore sia nel drappello di testa in cui il più attivo era il belga Nathan Van Hooydonck. A farne le spese sono stati prima Campenaerts e Schelling, che han perso contatto sul Loorberg (ai -58), e poi Emils Liepins che ha invece mollato la presa sul Gulperbergweg (-52). Dietro invece a tirare un gruppo sempre meno folto ed ormai lontano solo 40″ erano ancora i compagni di squadra di Mathieu Van der Poel. Di lì a poco (ai -50) è arrivato lo scatto di Tim Wellens (Lotto-Soudal) a cui si è immediatamente accodato Christophe Laporte (Jumbo-Visma), ma la mancata collaborazione del francese ha fatto finire ben presto l’azione.
Ai -47 il ritmo del gruppo è notevolmente aumentato per effetto del lavoro svolto dagli uomini dell’Ineos e così nel giro di un paio di chilometri (ai -44, sull’Eyserbosweg) i quattri battistrada superstiti sono stati assorbiti. A quel punto il plotone era ridotto ormai a non più di quaranta corridori.

La corsa è definitivamente scoppiata lungo uno dei muri più duri, il Keutenberg, posto ai -35. Il primo (timido) attacco è stato opera di Michal Kwiatkowski, ma non ha sortito particolari effetti. Ben più incisivo il successivo allungo di Tiesj Benoot che ha fatto uscire allo scoperto tutti i favoriti di giornata. Si è così formato un gruppetto che, oltre al belga della Jumbo-Visma, vedeva la presenza di Michal Kwiatkowski e Tom Pidcock della Ineos Grenadiers e poi Mathieu Van der Poel (Alpecin-Fenix), Kasper Asgreen (Quick Step Alpha Vinyl), Benoit Cosnefroy (Ag2r Citroen Team), Michael Matthews (Team BikeExchange-Jayco), Marc Hirschi (UAE Team Emirates), Stefan Kung (Groupama-FDJ), Alexander Kamp (Trek-Segafredo) e Dylan Teuns (Bahrain-Victorius). Il nuovo plotoncino di testa ha ben presto guadagnato un margine di sicurezza di 30″ su un gruppo in cui tra gli altri vi erano Matej Mohoric (Bahrain-Victorius), Michael Valgren (EF Education-EasyPost) e Matteo Trentin (UAE Team Emirates) ed ha proceduto senza sussulti fino all’ultimo passaggio sul Cauberg (-24). Proprio lungo lo strappo simbolo della corsa limburghese sono arrivati gli scatti di Hirschi e Pidcock che però non hanno fatto male a nessuno lasciando la situazione inalterata.

L’azione decisiva è venuta fuori poco dopo, in prossimità dell’ultimo passaggio sul traguardo, quando Kwiatkowski ha provato a mettere a frutto la superiorità numerica dell’Ineos allungando sugli altri 10. Il Polacco si è presentato ai piedi della penultima asperità, il Geulhemmerberg, con una decina di secondi sul gruppo inseguitore in cui la collaborazione non era così efficace. E così, ai -19, lungo le rampe del suddetto strappo Benoit Cosnefroy se ne è andato in solitaria, riprendendo nel giro di poche decine di metri il corridore dell’Ineos. A quel punto Pidcock si è reso protagonista di un allungo difficile da comprendere, vista la presenza di un suo compagno di squadra davanti. Il britannico, evidentemente resosi conto dell’errore, si è rialzato proprio mentre in contropiede partiva Dylan Teuns. Il fiammingo si è avvicinato ai due battistrada, ma è poi rimbalzato finendo per essere ripreso ai -15, mentre la coppia di testa aveva portato il vantaggio a 20″. Il gap è ulteriormente cresciuto (fino a 32″) nel tratto di avvicinamento all’ultimo strappo e, nonostante l’accelerazione messa in atto da Marc Hirschi lungo il Bemelerberg (-8), i due battistrada si sono ritrovati a difendere un margine di circa 20″ nei 7000 metri finali, una volta terminate tutte le asperità. Dietro si procedeva a strappi e a poco sono servite un paio di accelerazioni tentate da Van der Poel, non sufficienti ad avvicinare la coppia di testa.

Una volta entrati negli ultimi 1000 metri, il duo di testa ha iniziato guardarsi un pò troppo con Kwiatkowski intenzionato a restare in seconda ruota fino allo sprint finale. E così da dietro c’ha provato di nuovo Benoot. Il belga stavolta è riuscito a sfuggire ai compagni di fuga e si è lanciato nel disperato tentativo di rientrare sulla coppia di testa che aveva rallentato in maniera un pò troppo evidente. Ma a differenza di quanto successo domenica scorsa al Fiandre, stavolta l’aggancio finale non è riuscito e così ai -200 Cosnefroy ha lanciato la sua lunga volata. Kwiatkowski gli è rimasto a ruota uscendo ai -80. Il polacco ha lentamente affiancato il transalpino, superandolo grazie ad un colpo di reni chirurgico, mentre dietro Benoot (a 10″) doveva accontentarsi del gradino più basso del podio. Alle sue spalle Van der Poel ha regolato il gruppetto inseguitore (giunto a 20″) chiudendo 4° davanti a Kamp, Asgreen, Matthews, Kung, Hirschi, Teuns e Pidcock.
Tagliato il traguardo è iniziata la farsa perchè, in attesa del responso ufficiale del fotofinish, un’errata comunicazione di radiocorsa ha scatenato la gioia di un incredulo Cosnefroy, mentre un perplesso Kwiatkowski attendeva l’ufficialità dell’ordine d’arrivo. Un paio di minuti dopo è giunta la classifica ufficiale che invece vedeva vincitore proprio Kwiatkowski. Per il polacco una grande vittoria dopo un lungo periodo in cui i successi e le buone prestazioni erano mancate.

Pierpaolo Gnisci

AMSTEL GOLD RACE – LE PAGELLE

aprile 19, 2021 by Redazione  
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Ecco le pagelle dell’edizione 2021 dell’Amstel Gold Race

WOUT VAN AERT: Il campione della Jumbo-Visma macina vittorie su vittorie, oggi col fotofinish ma sono sottigliezze. Vince con merito l’Amstel Gold Race 2021, sempre attento e nel vivo della corsa, non si fa sorprendere mai e quando la corsa esplode si trova al punto giusto, non facendosi beffare dalla Ineos Grenadiers che ce la mette tutta per batterlo. Numeri stagionali per Van Aert che fanno paura, in 14 gare ne ha vinto quattro finendo altre sei volte sul podio. Domenica prossima lo vedremo al via della Liegi-Bastogne-Liegi. VOTO: 10

THOMAS PIDCOCK: Dopo la vittoria alla Freccia del Brabante prova a vincere anche all’Amstel e per un millimetro non ci riesce. Uno dei ciclisti più aggressivi e coraggiosi, sfrutta la superiorità numerica della Ineos ma purtroppo gli manca poco, anzi pochissimo, per battere un grande Van Aert allo sprint. VOTO: 9,5

MAXIMILIAN SCHACHMANN: Il tedescone della Bora si ritrova nel terzetto che si gioca il tutto per tutto nella fase finale della corsa, purtroppo per lui si trova a competere con due compagni d’avventura devastanti nello sprint. Poteva provare ad anticipare la volata? Forse, ma la stanchezza nelle gambe era tanta. VOTO: 8

MICHAŁ KWIATKOWSKI: La Ineos è la squadra che ha corso meglio all’Amstel, il polacco ne è l’emblema. Attacca sfruttando la superiorità numerica, ripreso si mette a rompere i cambi in difesa di Pidcock. VOTO: 7

RICHARD CARAPAZ: Quando si sprigiona l’attacco decisivo lui è lì per mettersi a disposizione dei compagni di squadra Kwiatkowski e Pidcock. Se il gruppo non li riprende buon merito è di Carapaz, che si mette in testa a pedalare come un ossesso. VOTO: 7

DYLAN VAN BAARLE: L’olandese della Ineos Grenadiers si sacrifica nella parte centrale della corsa nel tentativo di stanare i rivali dei propri capitani. Con le sue accelerazioni prova ad allungare il gruppo in più parti e si mette anche ad inseguire i fuggitivi di giornata. VOTO: 6,5

MICHAEL MATTHEWS: Non è in una forma eccezionale ma, nonostante tutto, raccoglie un quarto posto di tutto rispetto e lancia un buon segnale per il prosieguo della stagione. VOTO: 6,5

ALEJANDRO VALVERDE: È l’eterno Valverde, spirito e gambe da giovincello, per lui il tempo non passa mai. Sul Cauberg è autore di un recupero sul gruppetto dei fuggitivi che lascia a bocca aperta. VOTO: 6,5

KRISTIAN SBARAGLI: Il trentenne dell’Alpecin-Fenix corre coi gradi da capitano, non ha le gambe dei big per fare la differenza sul Cauberg ma tiene botta e arriva allo sprint con il gruppo inseguitore. Buon settimo posto per lui. VOTO: 6

JULIAN ALAPHILIPPE: Il Campione del Mondo in carica non è nella giornata migliore e lo si nota specialmente sul Cauberg, dove non riesce a stare coi primi e soffre alle ruote di Valverde. Segnale non incoraggiante in vista della Liegi-Bastogne-Liegi. VOTO: 5

GREG VAN AVERMAET: Il capitano della AG2R Citroen Team non lo si vede mai, sempre nella pancia del gruppo in attesa di uno sprint decisivo a ranghi compatti che non ci sarà. VOTO: 5

MATTEO TRENTIN: Corre al coperto, il problema è che rimane al coperto anche quando non dovrebbe. Chiude al dodicesimo posto una gara corsa al risparmio. VOTO: 5

JAKOB FUGLSANG e ALEXEY LUTSENKO: Si saranno nascosti in vista della Liegi-Bastogne-Liegi? Mai visti, lontani dai radar. VOTO: 4,5

Luigi Giglio

SPLENDE L’AMSTEL PER VAN AERT, SUA LA CORSA OLANDESE AL FOTOFINISH

aprile 18, 2021 by Redazione  
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Dopo un anno di assenza forzata a causa della pandemia da Covid-19, oggi si tornava a correre l’Amstel Gold Race, corsa ciclistica che si tiene come tradizione nella provincia del Limburgo tra Valkenburg e Maastricht, nei Paesi Bassi nel mese di Aprile. Cinquantacinquesima edizione della classiche delle Ardenne che veniva vinta dal fenomeno Wout Van Aert (Team Jumbo-Visma) grazie ad uno sprint a tre contro Maximilian Schachmann (Bora Hansgrohe) e Thomas Pidcock (Ineos Grenadiers).

Al via centosettantacinque ciclisti suddivisi in venticinque squadre tra cui la Deceuninck – QuickStep, il Team Jumbo-Visma e il Team Ineos Grenadiers che si presentavano con un roster di tutto rispetto. Julian Alaphilippe, grande sconfitto di oggi e con qualche dubbio sulla Liegi-Bastogne-Liegi poteva contare su gregari come Mattia Cattaneo, Florian Sénéchal e Mauri Vansevenant, mentre in casa Jumbo-Visma sia Wout Van Aert e Primoz Roglic partivano coi gradi di capitano. Molto aggressiva nella parte centrale e soprattutto finale della corsa la condotta di gara del team britannico del DS Servais Knaven. Ineos Grenadiers che ha avuto un ottimo Dylan Van Baarle attivo nel cercare di spezzare la corsa nei primi chilometri per mettere pressione ai rivali dei suoi capitani Michel Kwiatkowski e Thomas Pidcock. Finale invece dove Carapaz si spendeva per permettere l’allungo di Pidcock, difeso poi da Kwiatkowski. Peccato per l’ex Team Sky non aver conquistato la corsa dopo una condotta così egregia, purtroppo per loro si sono trovati di fronte un campione come Van Aert. Solo dieci gli italiani al via, tra di loro Matteo Trentin (UAE-Team Emirates) e Sonny Colbrelli (Bahrein-Victorious), gli unici che avevano sulla carta buone possibilità di un piazzamento importante. Assente il vincitore dell’edizione del 2019, Mathieu Van der Poel (Alpecin – Fenix), presente invece tra i pochi spettatori presenti sulle strade, per le normative belghe, un Tom Dumoulin ormai semplice spettatore. Normative prese dagli organi di sicurezza belga insieme agli organizzatori della corsa per ridurre l’afflusso delle persone, come si poteva notare già dalla partenza che avveniva alle 12:00 dall’interno di un’area chiusa in cima al Cauberg e non come gli scorsi anni dalla Vrijthof a Maastricht. Percorso stravolto di 216,7 km da correre in un circuito di 16,9 chilometri da ripetere 12 volte, più un ultimo giro leggermente diverso e accorciato a 15,8 chilometri, con le asperità del Geulhemmerberg, Bemelerberg e del già citato Cauberg dove era posto anche l’arrivo.
Subito dopo aver superato la stazione di partenza e arrivo a Vilt, avveniva la partenza ufficiale in prossimità dell’Hotel Lamerichs. Percorsi pochi minuti di strada si formava un piccolo gruppo di dieci ciclisti in testa alla corsa, ne facevano parte Edward Theuns, Julien Bernard (Trek – Segafredo), Stan Dewulf (AG2R Citroën Team), Sébastien Grignard (Lotto Soudal), Maurits Lammertink, Loïc Vliegen (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux), Chad Haga (Team DSM), Ryan Gibbons (UAE-Team Emirates), Kenny Molly (Bingoal Pauwels Sauces WB) e Anders Skaarseth (Uno-X Pro Cycling Team). Assenti corridori italiani e soprattutto gli uomini della Deceuninck QuickStep e della Jumbo-Visma. I fuggitivi prendevano tranquillamente il largo, tanto che a 100 chilometri dalla linea d’arrivo avevano più di tre minuti di vantaggio. Mentre nel gruppo si notava un Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) in difficoltà, avanti si mettevano a tirare con un notevole ritmo la Qhubeka Assos di Simon Clarcke e dell’ancora promessa non confermata Robert Power, e la BikeExchange di Michael Matthews che facevano crollare notevolmente il vantaggio dei dieci corridori in fuga.
Quando di chilometri alla conclusione ne mancavano poco più di 40, i fuggitivi potevano contare su solo 35 secondi di vantaggio, il loro destinato era quasi segnato quando dal gruppo allungavano sei ciclisti: Sonny Colbrelli (Bahrain – Victorious), Dylan Van Baarle (Ineos Grenadiers), Florian Sènèchal (Deceuninck – Quick Step), Rui Costa (UAE-Team Emirates) e Simon Clarke (Team Quebeka-Assos). I sei corridori riprendevano i fuggitivi ai piedi del Cauberg, tutti tranne Vliegen che aveva allungato ulteriormente trovandosi da solo in testa. Arrivati sul Cauberg, con Ineos Grenadiers e Deceuninck – QuickStep presenti pericolosamente nel primo gruppetto, usciva prepotentemente fuori Primoz Roglic. Lo sloveno della Jumbo-Visma accelerava di gran lena andando a riprendere i ciclisti che si erano avvantaggiati precedentemente, ad eccezione del solito Vliegen che veniva ripreso facilmente dal gruppo qualche chilometro dopo. Chi invece veniva ripreso con diffocoltà era Ide Schelling (Bora – hansgrohe). L’olandese gregario di Schachmann si era avvantaggiato sfruttando l’attimo in cui il gruppo dopo aver ripreso Vliegen si era messo a rifiatare qualche minuto. Azione di Schelling che sarebbe durata fino all’ultimo passagio sul Cauberg quando grazie all’andatura di Mauri Vansevenant il gruppo lo riprendeva.
Si arrivava all’ultimo giro di circuito con grossi colpi di scena, Primoz Roglic aveva avuto un problema alla catena sulle prime rampe del Cauberg, mentre il Campione del Mondo in carica Alaphilippe era apparso in grosse difficoltà a ruota di Alejandro Valverde (Movistar Team). Il team Ineos Grenadiers notando questi due colpi di scena partiva all’attacco, accelleravano Pidcock e Kwiatkowski seguiti dal fido Richard Carapaz. Attento Van Aert a non farli scappare con Matthews e Schachman a ruota. Sui sei battistrada rientrava un eterno Valverde, ma nemmeno il tempo di rifiatare che la Ineos sfruttava la propria superiorità numerica con Kwiatkowski che allungava ulteriormente, allungo che sarebbe durato pochi chilometri.
Mentre dietro la UAE-Team Emirates e soprattutto la Deceuninck – QuickStep cercavano di riprendere il gruppetto in testa che reggeva il vantaggio grazie anche ad un gran lavoro di Carapaz, Pidcock partiva in progressione portandosi dietro gli attenti Van Aert e Schachmann. A dieci chilometri dall’arrivo si trovavano in testa alla corsa: Wout Van Aert della Jumbo Visma, Maximilian Schachmann della Bora Hansgrohe e Thomas Pidcock della Ineos Grenadiers, grande assente Julian Alaphilippe. I tre si davano cambi regolari con un vantaggio che oscillava tra i 15 e i 20 secondi dal primo gruppo inseguitore dove Bauke Mollema abbandonava per una foratura e Michel Kwiatkowski da grande uomo squadra si metteva a rompere i cambi regolari in testa per rallentare il ritmo dell’inseguimento.
Si arrivava all’ultimo chilometro con i tre davanti che avevano accumulato ben 22 secondi di vantaggio sugli inseguitori, ormai il destino della corsa era deciso, l’Amstel Gold Race 2021 sarebbe stata vinta da uno di loro. Più si avvicinavano al traguardo più i tre rallentavano studiandosi l’un l’altro. Schachmann in volata sicuramente meno veloce dei tre doveva provare il classico colpo da finesseur, ma la stanchezza era tale che per il tedesco della Bora non c’è stato nemmeno un timido tentativo. Si arrivava alla volata con Van Aert che partiva lungo, uno sprint potente ed elegante, imbattibile, tanto sicuro il campione belga che smetteva di pedalare a ridosso della linea d’arrivo non rendendosi conto di un recupero in extremis di Pidcock. Il corridore della Ineos Grenadiers era partito subito dopo Va Aert, e la sua progressione in volata era stata notevole, un rientro su cui ha dovuto intervenire il fotofinish per aggiudicare la vittoria a Van Aert. Un altro successo importante per il belga, questa volta per una questione di pochi millimetri. Primo tra gli inseguitori Matthews, solo sesto Alaphilippe che arrivava alle spalle di un eterno Valverde. Tra gli italiani il primo a tagliare il traguardo era Kristian Sbaragli (Alpecin-Fenix) giunto settimo. Grandi assenti di giornata gli uomini Astana. Jakob Fuglsang, Alexey Lutsenko e Alex Aranburu assenti ingiustificati.

Luigi Giglio

Il fotofinish che ha decretato la vittoria di Van Aert

Il fotofinish che ha decretato la vittoria di Van Aert

AMSTEL GOLD RACE 2019: LE PAGELLE

aprile 23, 2019 by Redazione  
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Dopo la straordinaria impresa di Van der Poel sulle strade dell’Amstel Gold Race ecco le pagelle dell’unica classica del nord disputata sulle strade dei Paesi Bassi

MATHIEU VAN DER POEL: Fenomeno lui o polli Alaphilippe e Fuglsang? Nel dubbio lui fa il suo dovere, che è qualcosa di straordinario. Ricuce da solo il buco negli ultimi 3 km e sprinta in faccia a gente più forte ed esperta di lui. Un treno che non conosce fermate, sempre dritto! Voto: 10 e lode

MICHAŁ KWIATKOWSKI: Il polacco prova a prendere le ruote di Fuglsang e Alaphilippe; ci riesce solo nell’ultimo chilometro ma, purtroppo per lui, rientra solo poco tempo prima di Van Der Poel. Voto: 7

ALESSANDRO DE MARCHI: Ci prova nel finale e conquista un settimo posto che non è da buttare. Il friulano ha carta bianca e prova a giocarsi tutte le sue chances di vittoria entrando nell’azione decisiva del campioncino della Coredon-Circus, ma allo sprint non è uno dei ciclisti più validi. Voto: 7

SIMON CLARKE: Zitto zitto, si mette a ruota di Van Der Poel e guadagna mesto mesto un ottimo secondo posto. Chi si vuole piazzare si deve attaccare al treno Van der Poel. Voto: 7

DAVIDE VILLELLA: Si mette in testa al gruppo e ricuce il distacco dei fuggitivi in un attimo; è il miglior gregario di giornata per distacco. Voto: 6,5

MAXIMILIAN SCHACHMANN: Si spazientisce quando il gruppo non si organizza per prendere i due in testa, Fuglsang e Alaphilippe, e attacca da solo. Alla fine arriva 5°: contro questo Van Der Poel c’era poco da fare. Voto: 6,5

PHILIPPE GILBERT: Resta nelle retrovie, non spinge data la presenza di Alaphilippe in testa alla corsa, ma nel momento clou non riesce a tenere testa a Van Der Poel. Non era facile e la corsa sembrava ormai finita. Voto: 6

MATTEO TRENTIN: Alla fine arriva 10°, però corre da protagonista, su strade che non sono proprio le sue preferite. Voto: 6

ALBERTO BETTIOL: Prestazione anonima per il toscano della Ef Education First, che aveva saltato la Parigi-Roubaix per prepararsi in vista delle Ardenne. Vedremo tra Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi se riuscirà a stupirci di nuovo. Al momento c’è solo il passaggio a vuoto dell’Amstel. Voto: 5

WOUT VAN AERT: Giornata no. Sembra in fase calante, che abbia bisogno di riposo per ricaricare le pile? Voto: 5

JULIAN ALAPHILIPPE: Se arrivava da solo con Fuglsang al traguardo avrebbe vinto 10 su 10 in volata. Il problema è che da dietro hanno fatto rientrare prima Kwiatkowski e poi Van Der Poel. Voto: 5

ALEJANDRO VALVERDE: Sessantacinquesimo a 4′19”, il campione del mondo proprio non riesce a far sua l’Amstel. Voto: 5

JAKOB FUGLSANG: Il danese attacca nel momento giusto, esce dal gruppo con Alaphilippe ma poi si perde tra errori tattici e incomprensioni con l’ammiraglia. Voto: 4,5

PETER SAGAN: Sparisce subito dal vivo della corsa e non arriverà nemmeno al traguardo. Sconsolante. Voto: 4

MICHAEL VALGREN: Il vincitore della passata edizione termina al 52° posto, senza un guizzo, senza nessuna voglia di conservare il titolo. Alla fine ha fatto quello che sta facendo da inizio stagione: niente. Voto: 3

Luigi Giglio

VAN DER POEL CONFEZIONA UN’AMSTEL DI PASQUA CON IL FIOCCO

aprile 21, 2019 by Redazione  
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Vittoria sorprendente di Mathieu van der Poel (Coredon-Circus) con un numero nell’ultimo chilometro, quando i giochi sembravano già fatti. Astana e Deceuninck non riescono a fermare l’astro olandese. Ancora deludente Sagan (Bora-Hansgrohe).

Si è disputata oggi la cinquantaquattresima edizione dell’Amstel Gold Race, la classica della ”Birra” che con ben 35 “côtes” da affrontare nello scenario olandese del Limburgo, ha da sempre affascinato gli appassionati di questa disciplina sportiva. La prima classica vallonata di questa regione, che insieme alla Freccia Vallone e alla Liegi-Bastogne-Liegi forma un trittico di tutto rispetto, nel quale sport, storia, tradizione e spettacolo vanno a fondersi in una settimana di pura ”passione”. Ben 265,7 i chilometri che i partecipanti hanno dovuto affrontare prima di giocarsi le loro possibilità di vittoria all’arrivo posto a Valkenburg. Era la domenica di Pasqua e, come potrete leggere, è stata una giornata dal finale sorprendente, degno del miglior regalo che si possa trovare in uovo di Pasqua.
I ciclisti partivano in leggero ritardo, alle 10:40, da Maastricht, con il dorsale numero sulle spalle del danese Michael Valgren, vincitore dell’edizione della passata edizione. Dodici mesi fa in gara col Team Astana, quest’anno in maglia Dimension Data, Valgren non sembrerebbe aver assimilato il cambio di casacca a causa di una prima parte di stagione corsa sottotono e lontana dai fasti del 2018. Al via anche l’italiano Alberto Bettiol (EF Education First), vincitore due domeniche fa del Giro del Fiandre, e il campione del mondo in carica Alejandro Valverde (Movistar), quest’ultimo dal palmarès di primissimo livello, ma con nessuna Amstel Gold Race nel curriculum.
La fuga non riusciva a prendere subito il largo e vari tentativi venivano annullati dal gruppo, finché un piccolo drappello, tra nel quale c’era l’italiano Paolo Simion (Bardiani-CSF), riusciva a prendere il largo intorno al km 40. Più avanti questo piccolo gruppetto veniva raggiunto da altri fuggitivi che andavano a comporre un plotoncino di undici corridori che dopo 60 km di corsa, viaggiavano con un vantaggio di oltre 7 minuti sul gruppo inseguitore. Oltre a Simion lo componevano Grega Bole (Bahrain-Merida), Julien Bernard (Trek-Segafredo), Marcel Meisen (Corendon-Circus), Thomas Sprengers e Aaron Verwilst (Sport Vlaanderen Baloise), Michael Schär (CCC Teeam), Nick van der Lijke (Roompot-Charles), Tom Van Asbroeck (Israel Cycling Academy), Marco Minnaard e Jérôme Baugnies (Wanty-Gobert). Tra i corridori all’attacco da notare la presenza di un compagno di squadra di uno dei grandi protagonisti di giornata, l’olandese Mathieu van der Poel (Corendon-Circus). Anche Greg Van Avermaet (CCC Team), fuoriclasse non troppo incline all’Amstel, aveva mandato uno dei suoi fedelissimi nella fuga di giornata, segno che le intenzioni erano bellicose.
Il primo dei fuggitivi ad alzare bandiere bianca era proprio l’italiano Simion, costretto a staccarsi a causa dell’andatura elevata dei fuggitivi quando di chilometri al traguardo ne mancavano ancora 90. Il resto dei fuggitivi transitava per la seconda volta sul leggendario Cauberg con 4′50” di vantaggio sul gruppo, in quei frangenti guidato a tutta velocità dall’italiano Davide Villella (Astana), la cui azione faceva velocemente scendere il ritardo a 2′30”. Villella, che come corridore per le corse mosse di un giorno è sempre da tenere d’occhio, si era messo oggi a completa disposizione dei due più quotati compagni di squadra, Jakob Fuglsang e Alexey Lutsenko, quest’anno già plurivincitori tra tappe del Tour fo Oman, della Vuelta a Andalucía e della Tirreno-Adriatico.
A 43 Km dal traguardo, quando i fuggitivi erano ormai a soli 10” di distanza dal gruppo grazie al lavoro del Team Astana, Van der Poel attaccava sulla salita del Kruisberg. L’olandese provava l’azione a sorpresa da lontano, portandosi dietro non diversi corridori, come avrebbe voluto, ma il solo Gorka Izagirre (Astana) come stopper. I due venivano presto da Julian Alaphilippe (Deceuninck – Quick Step) e Jacob Fuglsang (Astana), esponenti delle due formazioni che in questo inizio di 2019 hanno mostrato una condizione e un’organizzazione tattica superiore alle altre. Mentre l’olandese veniva ripreso dal gruppo principale, il francese e il danese allungavano nuovamente e a 33 Km dal traguardo viaggiavano con 8″ su un terzetto di inseguitori composto da Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), Michał Kwiatkowski (Sky) e Michael Woods (EF Education First), Van der Poel, per il quale sembravano essere finite lì le veilleità di vittoria odierna, era cronometrato a 40” assieme a Philippe Gilbert (Deceuninck – Quick Step), Michael Matthews (Sunweb), Van Avermaet, Wout Van Aert (Jumbo-Visma) e Lutsenko, rientrato dopo una caduta. Non faceva parte di questo gruppo Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), autore dell’ennesima uscita stagionale infelice.
Sull’ultimo passaggio dal Cauberg, a 18,7 km dalla linea d’arrivo, Kwiatkowski forzava inultimente nel tentativo di raggiungere il duo di testa, azione che faceva staccare Woods prima e Trentin poi. il gruppo inseguitore, nel quale giustamente non tiravano Deceuninck – Quick-Step, Astana e Sky, non riusciva ad organizzare un adeguato inseguimento e viaggiava con quasi un minuto di ritardo, tanto che un altro dei favoriti di giornata, il tedesco Maximilian Schachmann (Bora-Hansgrohe) usciva di prepotenza e si portava da solo all’inseguimento dei primi. Sotto l’arco dei 10 chilometri al traguardo Alaphilippe e Fuglsang, che collaboravano d’amore e d’accordo, passavano con 16” di vantaggio su Trentin, riuscito a riportarsi su Kwiatkowski, il quale che aveva pagato l’inutile sforzo di raggiungere il duo in testa da solo. Schachmann era a 30” e aveva guadagnato in pochi chilometri 15” sul resto del gruppo. Sapendo di essere meno forte allo sprint Fuglsang giustamente provava a staccare Alaphilippe sull’ultima salita, il Bemelerberg (900 metri al 4,6% di pendenza). Il francese dimostrava, però, una freschezza fisica non indifferente e rispondeva colpo su colpo. Se non erano serviti per staccare i francesi, gli attacchi del danese aveva avuto l’effetto di far aumentare il vantaggio dal duo Trentin-Kwiatkowski, ora cronometrato a 43″.
Diversi corridori uscivano dal gruppo a 3 km dall’arrivo e tra questi c’erano Alessandro De Marchi (CCC Team), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Simon Clarke (EF Education First) e nuovamente Van der Poel. Dopo aver provato ad attaccare a 43 Km dalla linea d’arrivo, il capitano della Coredon-Circus aveva aspettato solo i -3, decisione incomprensibile ai più poichè a questo punto i giochi sembravano per tutti ormai decisi. Ma, come vedremo, nell ciclismo tutto può succedere e non bisogna mai dare nulla per scontato.
Giunti sotto l’arco dell’ultimo chilometro Fuglsang e Alaphilippe, stanchi, si guardavano l’un l’altro, mentre Kwiatkowski, ripresosi, era a pochissimi secondi di distanza dal duo di testa. Proprio mentre il polacco sembrava poter tirare un sospiro di sollievo per aver completato l’inseguimento, da dietro spuntava un sorprendente Van der Poel, che in due chilometri aveva completamente annullato il gap. L’olandese non mostrava segni di affaticamento, nonostante la rincorsa appena portata a termine, e andava a vincere in volata di prepotenza, da vero dominatore. Secondo si piazzava Clarke, che era riuscito a tenere le ruote nell’inseguimento a Van der Poel, mentre terzo era Fuglsang e solo quarto si piazzava Alaphilippe. Primo degli italiani, al settimo posto, era De Marchi, mentre un ottimo Trentin si collocava decimo.
Dopo la vittoria alla Freccia del Brabante ecco un’altra vittoria di classe e potenza per il gioiellino olandese della Coredon-Circus, vittoria che fa aumentare ancora il rammarico per l’assenza forzata, causa mancato invito da parte di Aso, alla Parigi-Roubaix di domenica scorsa.

Luigi Giglio

ORDINE D’ARRIVO

1 Mathieu Van Der Poel (Ned) Corendon – Circus 6:28:18
2 Simon Clarke (Aus) EF Education First 0
3 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team 0
4 Julian Alaphilippe (Fra) Deceuninck – Quick – Step 0
5 Maximilian Schachmann (Ger) Bora – Hansgrohe 0
6 Bjorg Lambrecht (Bel) Lotto Soudal 0
7 Alessandro De Marchi (Ita) CCC Team 0
8 Valentin Madouas (Fra) Groupama – FDJ 0
9 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale 0
10 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton – Scott
11 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky 0:00:02
12 Bauke Mollema (Ned) Trek – Segafredo
13 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:00:46
14 Greg Van Avermaet (Bel) CCC Team
15 Daryl Impey (RSA) Mitchelton – Scott 0:00:54
16 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
17 Jay Mc Carthy (Aus) Bora – Hansgrohe
18 Roman Kreuziger (Cze) Team Dimension Data
19 Dion Smith (NZl) Mitchelton – Scott
20 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
21 Robert Gesink (Ned) Team Jumbo – Visma
22 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
23 Toms Skujins (Lat) Trek – Segafredo
24 Ben Hermans (Bel) Israel Cycling Academy
25 Enrico Battaglin (Ita) Team Katusha Alpecin
26 Patrick Konrad (Aut) Bora – Hansgrohe
27 Xandro Meurisse (Bel) Wanty – Gobert Cycling Team
28 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
29 Sergio Luis Henao Montoya (Col) UAE Team Emirates
30 Philippe Gilbert (Bel) Deceuninck – Quick – Step
31 Dylan Van Baarle (Ned) Team Sky
32 Rudy Molard (Fra) Groupama – FDJ
33 Dries Devenyns (Bel) Deceuninck – Quick – Step 0:04:02
34 Tom Van Asbroeck (Bel) Israel Cycling Academy 0:04:19
35 Gianni Vermeersch (Bel) Corendon – Circus
36 Nathan Haas (Aus) Team Katusha Alpecin
37 Grega Bole (Slo) Bahrain – Merida
38 Bryan Coquard (Fra) Vital Concept – B&B Hotels
39 Clement Venturini (Fra) AG2R La Mondiale
40 Dries Van Gestel (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
41 Enrico Gasparotto (Ita) Team Dimension Data
42 Huub Duijn (Ned) Roompot – Charles
43 Benoit Cosnefroy (Fra) AG2R La Mondiale
44 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Charles
45 Matej Mohoric (Slo) Bahrain – Merida
46 Lawrence Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
47 Paul Martens (Ger) Team Jumbo – Visma
48 Nick Van Der Lijke (Ned) Roompot – Charles
49 Patrick Müller (Swi) Vital Concept – B&B Hotels
50 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
51 Marcel Meisen (Ger) Corendon – Circus
52 Michael Valgren Andersen (Den) Team Dimension Data
53 Marc Hirschi (Swi) Team Sunweb
54 Serge Pauwels (Bel) CCC Team
55 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
56 Marcus Burghardt (Ger) Bora – Hansgrohe
57 Wout Van Aert (Bel) Team Jumbo – Visma
58 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
59 Michael Albasini (Swi) Mitchelton – Scott
60 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal
61 G Lawson Craddock (USA) EF Education First
62 Gorka Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
63 Dylan Teuns (Bel) Bahrain – Merida
64 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team
65 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
66 Diego Rosa (Ita) Team Sky
67 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team
68 Damiano Caruso (Ita) Bahrain – Merida
69 Alberto Bettiol (Ita) EF Education First 0:07:53
70 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain – Merida
71 Logan Owen (USA) EF Education First
72 Alex Howes (USA) EF Education First
73 Dennis Van Winden (Ned) Israel Cycling Academy
74 Quentin Pacher (Fra) Vital Concept – B&B Hotels
75 Floris De Tier (Bel) Team Jumbo – Visma
76 Mathias De Witte (Bel) Roompot – Charles
77 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates
78 Carlos Barbero (Spa) Movistar Team
79 Michael Gogl (Aut) Trek – Segafredo
80 Michal Golas (Pol) Team Sky
81 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
82 Cesare Benedetti (Ita) Bora – Hansgrohe
83 Tom-Jelte Slagter (Ned) Team Dimension Data
84 Jimmy Janssens (Bel) Corendon – Circus
85 Bert-Jan Lindeman (Ned) Team Jumbo – Visma
86 Pieter Weening (Ned) Roompot – Charles
87 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton – Scott 0:07:56
88 Michael Schär (Swi) CCC Team 0:09:12
89 Julien Bernard (Fra) Trek – Segafredo
90 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck – Quick – Step 0:10:59
91 Romain Seigle (Fra) Groupama – FDJ 0:11:17
92 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty – Gobert Cycling Team
93 Clément Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale
94 Odd Christian Eiking (Nor) Wanty – Gobert Cycling Team
95 Julien Vermote (Bel) Team Dimension Data
96 August Jensen (Nor) Israel Cycling Academy
97 Oscar Riesebeek (Ned) Roompot – Charles
98 Stijn Devolder (Bel) Corendon – Circus
99 Kevin Deltombe (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
100 Edward Dunbar (Irl) Team Sky
101 Jerome Baugnies (Bel) Wanty – Gobert Cycling Team
102 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo – Visma
103 Rick Zabel (Ger) Team Katusha Alpecin 0:13:09
104 Edward Theuns (Bel) Trek – Segafredo 0:13:39
105 Nicholas Schultz (Aus) Mitchelton – Scott 0:15:41
106 Wout Poels (Ned) Team Sky
107 Carlos Verona Quintanilla (Spa) Movistar Team
108 Lennard Kämna (Ger) Team Sunweb
109 Enrico Barbin (Ita) Bardiani Csf

Stremato per limpresa appena compiuta, Mathieu Van der Poel esulta da terra dopo aver conquistato lAmstel Gold Race (foto Bettini)

Stremato per l'impresa appena compiuta, Mathieu Van der Poel esulta da terra dopo aver conquistato l'Amstel Gold Race (foto Bettini)

AMSTEL GOLD RACE 2019 – I FAVORITI

aprile 20, 2019 by Redazione  
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Il giorno di Pasqua va in scena la 54a edizione dell’Amstel Gold Race, l’unica classica del nord interamente disegnata sul suolo olandese. Qui trovate i favoriti

25% – MATHIEU VAN DER POEL: Al Fiandre ha mostrato una forma eccelsa, alla Freccia del Brabante l’ha confermata alla grande battendo fior fiori di corridori coma Julian Alaphilippe e Michael Matthews. L’unica pecca è che non ha una squadra in grado di supportarlo nei momenti più delicati della corsa e si potrà trovare nella morsa degli uomini della Deceuninck Quick-Step. Resta comunque il favorito numero 1.

15% – JULIAN ALAPHILIPPE: Per domenica si potrebbe riassumere tutto con il titolo Deceuninck Quick-Step vs Van Der Poel. Alaphilippe è la punta principale del team di Lefevere per l’Amstel Gold Race, è un corridore che non ha bisogno di presentazioni, un ciclista che ha vinto molto e che pochi giorni fa è stato sverniciato in volata da Va Der Poel. Classe, squadrone e voglia di rivalsa ne fanno uno dei principali favoriti.

15% – PHILIPPE GILBERT: Dopo la Parigi-Roubaix vinta meritatamente domenica scorsa, lui che ha vinto qui sulle Ardenne proprio due anni fa, come si potrebbe escluderlo dai favoriti? Lui poi che di Amstel ne ha vinte addirittura quattro…

10% – PETER SAGAN: Lo slovacco della Bora-Hansgrohe è sempre da tenere d’occhio, ma la costante del 2019 è un ”voglio ma non posso”. Corre bene, sempre nelle prime posizioni, poi arriva il momento topico, gli ultimi chilometri, e c’è sempre qualcuno che lo batte. Vedremo se ci sarà un’inversione di tendenza.

10% – MICHAEL MATTHEWS: L’australiano ha le doti e le caratteristiche perfette per vincere l’Amstel. Al suo fianco ha una Sunweb che avrà al via anche un corridore di esperienza come Nicolas Roche, che potrà rivelarsi un ottimo asso nella manica.

10% – ALEJANDRO VALVERDE: Il Campione del Mondo in carica ha un palmares da far invidia a chiunque e una delle poche corse che gli mancano è proprio l’Amstel Gold Race, corsa che ha chiuso più volte sul podio ma mai da vincitore. Che sia giunta l’ora di portarla a casa?

5% – ALBERTO BETTIOL: Il ciclista italiano della EF Education Firs sta finalmente attraversando una primavera da sogno. Vittorioso al Fiandre, fuori dal podio per poco alla Freccia del Brabante, il toscano sarà al via per rompere le uova nel paniere agli avversari più quotati.

5% – WOUT VAN AERT: Il campioncino belga è alla ricerca della sua prima vittoria di prestigio in questa stagione ciclistica. Le Ardenne fanno per lui, è un terreno che ama; che l’Amstel sia la svolta che tutti attendono con ansia per il definito lancio del duello anche su strada con Van Der Poel?

1% – GREG VAN AVERMAET: il campione olimpico del CCC Team è sempre da tenere in considerazione, anche se terreno e forma non sono proprio al top per lui.

1% – JACOB FUGLSANG: Il danese del Team Astana, quando arrivano le Ardenne, diventa sempre uno degli outsider più quotati.

1% – MICHAŁ KWIATKOWSKI: Inizio di stagione in ombra per il fuoriclasse polacco. Vincitore nel 2015, ripetersi sembrerebbe molto difficile, specie se guardiamo alle ultime sue uscite stagionali. Ma nel ciclismo mai dire mai.

1% – ENRICO GASPAROTTO: Per l’italiano in maglia Dimension Data non è un mistero che l’Amstel sia la sua corsa prediletta, vinta due volte (e altre due volte sul podio). Alla Freccia del Brabante ha fatto vedere di essere in forma e in grado di giocarsi le sue carte per cercare la fatidica tripletta.

1% – MICHAEL VALGREN: Il vincitore dell’anno scorso dopo l’approdo alla Dimension Data sta viaggiando su binari completamente opposti rispetto al rendimento della passata stagione. Che possa ripetersi sembrerebbe estremamente difficile.

Luigi Giglio

VALGREN CONQUISTA L’AMSTEL, GASPAROTTO PERDE L’ATTIMO

aprile 16, 2018 by Redazione  
Filed under 5) AMSTEL GOLD RACE, News

Dopo la selezione decisiva avvenuta negli ultimi 40 Km, Valgren e Kreuziger lanciano l’attacco decisivo a due chilometri dalla conclusione. Enrico Gasparotto si lascia sorprendere e prova da solo a ricucire sui due battistrada, mancando l’obbiettivo. Allo sprint, l’atleta dell’Astana riesce agevolmente ad imporsi sul ceco.

Probabilmente Enrico Gasparotto si starà ripetendo l’adagio latino di Orazio “carpe diem” perché è stato proprio l’attimo fuggente quello che l’azzurro non è riuscito a cogliere per tentare di vincere l’edizione 2018 dell’Amstel Gold Race.
Quando Valgren ha forzato in modo deciso a due chilometri dall’arrivo, in gruppo c’è stata indecisione, Sagan, che era il maggiore indiziato per chiudere sull’allungo, non è sembrato brillante ed Enrico Gasparotto ha impiegato un instante di troppo per capirlo e buttarsi da solo a capofitto per tentare di chiudere sullo stesso Valgren e su Kreuziger, che invece non aveva mollato la ruota del danese. Niente da fare, nonostante il grandissimo sforzo il friulano non riesce a riportarsi sulla coppia di testa che va a giocarsi la vittoria allo sprint e Gasparotto deve accontentarsi del gradino più basso del podio.
La corsa si è svolta in maniera abbastanza tranquilla fino ai 40 Km dalla conclusione. Le fasi iniziali sono state caratterizzate dai tentativi di formare una fuga, che si concretizza dopo 16 Km di corsa grazie all’iniziativa di Willie Smit (Katusha – Alpecin), Tsgabu Grmay (Trek – Segafredo), Matteo Bono (UAE Team Emirates), Marco Tizza (NIPPO – Vini Fantini – Europa Ovini), Preben Van Hecke (Sport Vlaanderen – Baloise), Bram Tankink (Lotto NL – Jumbo), Lawson Craddock (EF – Drapac), Eddie Dunbar (Aqua Blue Sport) e Oscar Riesebeek (Roompot – Nederlandse Loteri). Il gruppo lascia che questi uomini prendano il largo con la conseguenza che il vantaggio massimo arriverà addirittura a superare il quarto d’ora.
Il gruppo, a questo punto, comincia ad aumentare il ritmo per evitare di perdere il controllo della situazione, con le squadre dei big (Movistar, Astana, Bora e Sky) che si alternano in testa al gruppo dando vita ad una fase di gara nella quale il vantaggio dei battistrada cala a ritmo costante. Ai meno 50, arrivano anche la Bahrein Merida e la Lotto Soudal ad aiutare le formazioni impegnate nel tentativo di ridurre il gap. Il lavoro di queste due squadre comincia a provocare selezione con il gruppo che si spezza e si riduce progressivamente. Anche nel gruppo di test, cominciano le defezioni con Smit, Tizza e Tankink che non tengono il ritmo degli altri fuggitivi. Nel gruppo dei big, invece, si muovono in prima persona i pezzi da novanta con Bob Jungels (Quick-Step Floors, Roman Kreuziger (Mitchelton-Scott) e Mikel Landa (Movistar Team) che si alternano in testa.
Ai 30 dall’arrivo, ci prova Ion Izagirre (Bahrain Merida) che riesce anche a guadagnare un certo margine, ma sul Keutemberg il gruppo si riporta su di lui. Più incisivo il tentativo, pochi chilometri dopo, di Kreuziger ed Enrico Gasparotto (Bahrain Merida) che riescono a distanziare il gruppo ed a riportarsi sulla testa della corsa.
Dietro il gruppo dei big continua ad assottigliarsi fino a ridursi ad un drappello grazie all’azione di Alejandro Valverde (Movistar) sul Geulhemmerberg che, insieme a Peter Sagan (Bora – Hansgrohe), Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors), Tim Wellens (Lotto Soudal) e Michael Valgren (Astana), riesce a chiudere sui fuggitivi. Ai – 8 prova ad uscire Jakob Fuglsang (Astana), ma Sagan e Valverde fanno buona guardia e non si fanno sorprendere. L’Astana però ha ancora un asso nella manica e il team kazako decide si sfruttare la superiorità numerica e tenta di sparigliare le carte, lanciando l’outsider Valgren, sperando che il controllo su Fuglsang possa favorire il tentativo di Valgren. Il primo tentativo del danese va a vuoto, ma il secondo, avvenuto ai – 2, si rivela decisivo. Valgren accelera portandosi dietro Kreuziger e staccando Sagan, Valverde, Wellens, Fuglsang, Alaphilippe e Gasparotto. Quest’ultimo, resosi conto del pericolo con un attimo di ritardo, accelera a sua volta nel disperato quanto vano tentativo di riportarsi sulla coppia lanciata verso il traguardo, ma non ce la fa e allo sprint Valgren riesce abbastanza agevolmente ad imporsi su Kreuziger.
Ottima la strategia dell’Astana che, visto lo stretto marcamento sul maggiore indiziato Fuglsang, è riuscita grazie alla superiorità numerica ed al controllo proprio su Fuglsang a lanciare Valgren cogliendo di sorpresa Sagan, che sembrava un po’ in affanno nel finale, e tutti gli altri big che si sono guardati in faccia troppo a lungo ed alla fine hanno mollato con il solo Gasparotto che, grazie all’accelerata nel finale, ha tagliato il traguardo con 2 secondi di ritardo dal vincitore.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Michael Valgren (Den) Astana Pro Team 6:40:07
2 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott
3 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida 0:00:02
4 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe 0:00:19
5 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
6 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
7 Julian Alaphilippe (Fra) Quick-Step Floors
8 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team 0:00:23
9 Lawson Craddock (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:00:30
10 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:00:36
11 Daryl Impey (RSA) Mitchelton-Scott 0:00:53
12 Preben Van Hecke (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
13 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors
14 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
15 Rudy Molard (Fra) Groupama-FDJ
16 Floris De Tier (Bel) LottoNL-Jumbo
17 Matteo Bono (Ita) UAE Team Emirates
18 Sergio Henao (Col) Team Sky
19 Ion Izagirre (Spa) Bahrain-Merida
20 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
21 Oscar Riesebeek (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij 0:00:56
22 Gorka Izagirre (Spa) Bahrain-Merida 0:01:19
23 Tsgabu Grmay (Eth) Trek-Segafredo 0:01:51
24 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb 0:02:11
25 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
26 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data
27 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates
28 Robert Gesink (Ned) LottoNL-Jumbo
29 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale
30 Quentin Pacher (Fra) Vital Concept Club
31 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
32 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
33 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors
34 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
35 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
36 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
37 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 0:03:15
38 Jérôme Baugnies (Bel) Wanty-Groupe Gobert 0:03:26
39 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
40 Toms Skujins (Lat) Trek-Segafredo
41 Pim Ligthart (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
42 Anthony Roux (Fra) Groupama-FDJ
43 Tom Devriendt (Bel) Wanty-Groupe Gobert
44 Omar Fraile (Spa) Astana Pro Team
45 Bert-Jan Lindeman (Ned) LottoNL-Jumbo
46 Dries Van Gestel (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
47 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty-Groupe Gobert
48 Benoit Cosnefroy (Fra) AG2R La Mondiale
49 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
50 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
51 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
52 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
53 Axel Domont (Fra) AG2R La Mondiale
54 Silvan Dillier (Swi) AG2R La Mondiale
55 Rúben Guerreiro (Por) Trek-Segafredo
56 Simone Ponzi (Ita) Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini
57 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini
58 Lawrence Warbasse (USA) Aqua Blue Sport
59 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates
60 Dion Smith (NZl) Wanty-Groupe Gobert
61 Benjamin King (USA) Dimension Data
62 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
63 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
64 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin
65 Alex Howes (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
66 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
67 José Joaquin Rojas (Spa) Movistar Team
68 Andrey Grivko (Ukr) Astana Pro Team
69 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
70 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe
71 Marco Minnaard (Ned) Wanty-Groupe Gobert
72 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
73 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
74 August Jensen (Nor) Israel Cycling Academy
75 Tom-Jelte Slagter (Ned) Dimension Data
76 Rigoberto Uran (Col) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
77 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors
78 Simon Gerrans (Aus) BMC Racing Team
79 Aleksandr Riabushenko (Blr) UAE Team Emirates
80 Michal Golas (Pol) Team Sky
81 Edward Dunbar (Irl) Aqua Blue Sport
82 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
83 Benoit Vaugrenard (Fra) Groupama-FDJ
84 Carlos Verona (Spa) Mitchelton-Scott
85 Pieter Weening (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
86 Paul Martens (Ger) LottoNL-Jumbo
87 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
88 Carlos Betancur (Col) Movistar Team
89 Winner Anacona (Col) Movistar Team
90 Sep Vanmarcke (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
91 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
92 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
93 Laurens ten Dam (Ned) Team Sunweb
94 Bram Tankink (Ned) LottoNL-Jumbo 0:03:35
95 Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team 0:04:50
96 Scott Davies (GBr) Dimension Data

LAstana scomina le squadre rivali e manda Valgren al successo allAmstel Gold Race (foto Bettini)

L'Astana scomina le squadre rivali e manda Valgren al successo all'Amstel Gold Race (foto Bettini)

GILBERT, POKER D’AMSTEL

aprile 16, 2017 by Redazione  
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Il campione belga si invola sull’ultima ascesa in compagnia di Kwiatkowski e brucia il polacco allo sprint. Per Gilbert è il quarto successo in carriera all’Amstel Gold Race. Terza piazza per Albasini. Il migliore degli italiani è Sonny Colbrelli, nono.

È la rinascita di Philippe Gilbert la storia della primavera ciclistica 2017. Già vincitore della Tre Giorni di La Panne e del Giro delle Fiandre, il quasi 35enne belga ha infilato il terzo successo della campagna del Nord sulle strade dell’Amstel Gold Race, già conquistata per tre volte in passato. Neppure il cambio di percorso, che ha allontanato dal traguardo il Cauberg e privato così Gilbert del trampolino di lancio prediletto, è stato sufficiente a spezzare il feeling tra la classica olandese e il campione di Verviers, che ha anticipato l’azione al Kruisberg, a oltre 30 km dal traguardo.
Gilbert si è mosso la prima volta per inseguire Tiesj Benoot, in compagnia di Sergio Henao, Bert-Jan Lindeman, Michael Albasini e Nathan Haas. Su di loro si sono subito riportati Jon Izagirre e José Joaquin Rojas, da subito esentato dai cambi per via della presenza alle sue spalle di Valverde.
La prima replica è arrivata da Tim Wellens, a 30 km circa dal traguardo, sulle rampe del Fromberg. Quasi in contemporanea, due vincitori degli anni passati come Kreuziger e Gasparotto sono finiti a terra e hanno dovuto accantonare ogni ambizione.
I sette di testa hanno presto trovato collaborazione, e così, sul Keutenberg, gli altri big sono stati costretti alla reazione. Il primo a muoversi è stato Greg Van Avermaet, ma ad impressionare è stato il cambio di passo di Michal Kwiatkowski. Il vincitore della Milano-Sanremo ha staccato i compagni di viaggio e nello spazio di poche centinaia di metri ha guadagnato le code del drappello di testa. Valverde, Van Avermaet e Felline hanno provato invano ad aggrapparsi al polacco, andando a formare un secondo gruppetto in compagnia di Wellens, raccolto per strada.
L’accordo tra gli uomini di testa è durato fino al Bemelerberg, quando Valverde e compagni, raggiunti anche da Jungels, Barguil e Rui Costa, pedalavano ormai con oltre 40’’ di ritardo.
Sull’ultima asperità di giornata, è stato Kwiatkowski il primo a muoversi, a 7 km dal termine. Gilbert ha subito riconosciuto la minaccia, mentre Haas si è lanciato nella scia del belga. Tra i primi due e gli altri si è creato subito un gap di cinque metri, rimasto pressoché invariato fin quasi in cima alla salita. A produrre lo strappo definitivo è stato il contrattacco di Gilbert: Kwiatkowski non ha ceduto un metro, ma nessuno degli inseguitori ha avuto la forza per rilanciare di nuovo l’andatura.
Fino all’ultimo chilometro, la coppia di testa ha proseguito in perfetto accordo. Soltanto allora, quando nessuno poteva più minacciare le prime due piazze, è iniziato un surplace che ha visto Kwiatkowski lasciare sempre qualche metro all’avversario, come a volerlo indurre nella tentazione della volata lunga. Il tranello in cui Sagan era caduto a Sanremo non ha però funzionato con Gilbert, che ha invece atteso che fosse il polacco a fare la prima mossa. Ed è stato anzi proprio Kwiatkowski a peccare di troppa fretta, riuscendo sì a cogliere di sorpresa il belga, ma incartandosi quando al traguardo mancavano ancora 100 metri buoni. Gilbert ha così avuto il tempo di ricucire il divario e saltare l’avversario, salutando con un gesto della mano il completamento di uno storico poker.
Dieci secondi più tardi, Michael Albasini ha conquistato il gradino più basso del podio, anticipando allo sprint Haas, Rojas, Henao e Izagirre. Oltre il minuto il ritardo di tutti gli altri, a cominciare dall’austriaco Gogl. Buon nono Sonny Colbrelli, migliore degli italiani, capace di precedere Michael Matthews.

ORDINE D’ARRIVO
1 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors 6:31:40
2 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
3 Michael Albasini (Swi) Orica-Scott 0:00:10
4 Nathan Haas (Aus) Dimension Data
5 Jose Rojas (Spa) Movistar Team
6 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Team Sky
7 Jon Izaguirre Insausti (Spa) Bahrain-Merida 0:00:14
8 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:01:10
9 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida 0:01:11
10 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
11 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Team LottoNl-Jumbo
12 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
13 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
14 Arthur Vichot (Fra) FDJ
15 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal
16 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
17 Jay Mccarthy (Aus) Bora-Hansgrohe
18 Daryl Impey (RSA) Orica-Scott
19 Alejandro Valverde Belmonte (Spa) Movistar Team
20 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo

Philippe Gilbert festeggia il quarto successo in carriera allAmstel Gold Race (foto Bettini)

Philippe Gilbert festeggia il quarto successo in carriera all'Amstel Gold Race (foto Bettini)

GASPAROTTO GUIDA L’ARMATA AZZURRA A VALKENBURG

aprile 18, 2016 by Redazione  
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Dopo i risultati negativi delle prime classiche stagionali si rivede una grande Italia all’Amstel Gold Race, a cominciare dal friulano della Wanty-Groupe Gobert, che bissa il successo del 2012 facendo il vuoto sul Cauberg con il solo Michael Valgren a resistergli, per poi superare agevolmente il danese in volata e dedicare il successo al povero Antoine Demoitié, recentemente scomparso. Grande prova anche per Sonny Colbrelli che chiude 3° battendo allo sprint Bryan Coquard e Michael Matthews con il 7° e l’8° posto di Diego Ulissi e Giovanni Visconti a completare l’eccezionale giornata per il nostro ciclismo.

Come da tradizione ormai consolidata negli ultimi anni è stata l’Amstel Gold Race ad aprire, almeno per quanto riguarda il calendario World Tour, la stagione delle Ardenne che proseguirà con la Freccia Vallone e si concluderà domenica 24 aprile con la Liegi-Bastogne-Liegi. Rispetto alle due storiche corse belghe quella olandese, giunta all’edizione numero 51, può essere considerata come meno impegnativa dal punto di vista altimetrico, fermo restando che sono stati comunque ben 34 gli strappi da superare lungo i 248,7 km che da Maastricht hanno portato a Valkenburg, ma certamente più imprevedibile, anche alla luce delle strade molto strette e ricche di curve che caratterizzano queste zone. Per quanto riguarda i possibili favoriti non vi era sulla carta un uomo nettamente superiore agli altri ma moltissimi erano in grado di dire la loro, dal campione uscente Michal Kwiatkowski (Team Sky), che realizzò in quell’occasione l’unico risultato di prestigio di un 2015 fallimentare, al suo compagno Henao passando per Julian Alaphilippe e Petr Vakoč (Etixx-QuickStep), Juan José Lobato (Movistar), Michael Matthews e Simon Gerrans (Orica-GreenEdge), Tom Dumoulin (Giant-Alpecin), Tony Gallopin e Tim Wellens (Lotto Soudal), Philippe Gilbert e Samuel Sánchez (Bmc), Sep Vanmarcke (Lotto-Jumbo), Rui Costa (Lampre-Merida), Lars Boom (Astana), Joaquim Rodríguez (Katusha), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), Pieter Weening (Roompot-Oranje), Bryan Coquard (Direct Énergie) e tanti altri, senza dimenticare una nutrita pattuglia azzurra comprendente tra gli altri Matteo Trentin (Etixx-QuickStep), Giovanni Visconti (Movistar), Diego Ulissi (Lampre-Merida), Davide Rebellin (CCC Sprandi), Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini), Sonny Colbrelli (Bardiani-Csf), un Fabio Aru (Astana) che è stato schierato un po’ a sorpresa dopo il recente ritiro al Giro dei Paesi Baschi per via di una caduta, uno sfortunatissimo Fabio Felline (Trek-Segafredo), che sarà costretto all’abbandono dopo essere finito in terra nel tratto di trasferimento prima del via, e infine Enrico Gasparotto (Wanty-Groupe Gobert), reduce dal brillante secondo posto alla Freccia del Brabante e ultimo italiano a conquistare l’Amstel Gold Race nel 2012.
La corsa ha vissuto di scatti e controscatti per i primi 35 km finchè non sono riusciti ad andarsene Laurens De Vreese (Astana), Tom Devriendt (Wanty-Groupe Gobert), Laurent Didier (Trek-Segafredo), Alex Howes (Cannondale), Kévin Réza (Fdj), Larry Warbasse (Iam Cycling), Josef Černý (CCC Sprandi), Fabien Grellier (Direct Energie) e i nostri Matteo Montaguti (Ag2r), Matteo Bono (Lampre-Merida) e Giacomo Berlato (Nippo-Vini Fantini) che sono riusciti a rimanere al comando, al netto di alcuni di loro che hanno perso contatto strada facendo, fino ai -14 dal traguardo. La bagarre in gruppo, nel quale il Team Sky di Kwiatkowski e l’Orica-GreenEdge hanno svolto il grosso del lavoro per chiudere un gap che aveva superato i 5 minuti, si è comunque accesa ben prima del ricongiungimento, dapprima con il contrattacco di Björn Thurau (Wanty-Groupe Gobert), Tosh Van der Sande (Lotto Soudal) e Gianni Meersman (Etixx-QuickStep), insieme ai quali è rimasto per un breve tratto anche Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo), e poi con quelli di altri atleti tra i quali Enrico Battaglin (Lotto-Jumbo) in compagnia di Bob Jungels (Trek-Segafredo). A farne le spese sono stati, tra gli altri, il belga Gilbert, che ha conquistato in passato l’Amstel in ben tre occasioni ma si è presentato al via in condizioni precarie dopo la recente aggressione che gli è costata la frattura di un dito, ma anche Boasson Hagen e soprattutto Kwiatkowski, la cui défaillance è stata completamente inattesa. Lungo le rampe del Bemelerberg, penultima ascesa giornata, è stato Wellens, rispondendo a un timido tentativo di Roman Kreuziger, a produrre una potente accelerata rimanendo da solo al comando ma, grazie al lavoro degli uomini dell’Orica-GreenEdge e dell’Astana, il suo vantaggio non è decollato e le energie spese gli saranno fatali sul Cauberg.
In quella che negli ultimi anni è diventata la salita simbolo dell’Amstel Gold Race, con la vetta posta a 1800 metri dal traguardo, l’azione del giovane belga è infatti andata spegnendosi, a differenza di quella di Gasparotto, che intorno a metà dell’ascesa si è involato portandosi dietro inizialmente il sorprendente Michael Valgren (Tinkoff), Gallopin e Ian Bakelants (Ag2r). Anche il belga e il francese hanno in seguito ceduto e il friulano e il danese, approfittando anche del fatto che non vi era ormai più una formazione organizzata per condurre l’inseguimento, hanno potuto tirare dritto fino al traguardo e mantenere un leggero margine di vantaggio. La volata a due si è rivelata senza storia con Gasparotto che è uscito dalla scia di Valgren ai 200 metri dal traguardo e il rivale che non ha neppure tentato di reagire: sebbene quello di quattro anni fa sia avvenuto davanti a grandi nomi come Jelle Vanendert e soprattutto Oscar Freire e Peter Sagan, si tratta forse della vittoria più bella in carriera del 34enne di Sacile, sia perchè arrivata dopo una serie di stagioni opache che l’avevano costretto a svernare in una compagine di secondo piano come la Wanty-Groupe Gobert, sia per la dedica ad Antoine Demoitié, lo sfortunato ciclista belga suo compagno di squadra che ha perso la vita alla Gand-Wevelgem dopo essere stato investito da una moto. Va comunque rimarcata anche la prestazione di Valgren, atleta talentuoso ma che mai si era visto su questi livelli, così come quella di Colbrelli, che – come avvenuto alla Freccia del Brabante – ha combattuto in volata con Coquard e Matthews ma questa volta ha avuto la meglio, conquistando il gradino più basso del podio e dimostrando di poter dire la sua anche al di fuori dei confini italiani. La festa azzurra, che riscatta almeno in parte un avvio di stagione da dimenticare almeno per quanto riguarda le grandi classiche, è stata completata da Ulissi e Visconti, rispettivamente 7° e 8° alle spalle di Alaphilippe, mentre l’emergente Loïc Vliegen (Bmc) e Wellens hanno chiuso la top ten. Mercoledì 20 si replica con la Freccia Vallone e, alla luce del dominio dimostrato alla Vuelta Castilla y Léon, non sarà facile strappare lo scettro ad Alejandro Valverde, vincitore della passata edizione.

Marco Salonna

ORDINE D’ARRIVO

1 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert 6:18:02
2 Michael Valgren (Den) Tinkoff Team
3 Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani CSF 0:00:04
4 Bryan Coquard (Fra) Direct Energie
5 Michael Matthews (Aus) Orica-GreenEdge
6 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
7 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida
8 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
9 Loic Vliegen (Bel) BMC Racing Team
10 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
11 Simon Gerrans (Aus) Orica-GreenEdge
12 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff Team
13 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
14 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
15 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin
16 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Oranje Peloton
17 Rui Alberto Faria Da Costa (Por) Lampre – Merida
18 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
19 Arthur Vichot (Fra) FDJ
20 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Movistar Team
21 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
22 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team
23 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
24 Jon Izaguirre Insausti (Spa) Movistar Team
25 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal
26 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal
27 Samuel Sanchez Gonzalez (Spa) BMC Racing Team
28 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Team Sky
29 Lars Petter Nordhaug (Nor) Team Sky
30 Wilco Kelderman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
31 Petr Vakoc (Cze) Etixx – Quick-Step 0:00:08
32 Alex Howes (USA) Cannondale Pro Cycling 0:00:34
33 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data
34 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team
35 Oliver Naesen (Bel) IAM Cycling 0:00:41
36 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF
37 Alberto Bettiol (Ita) Cannondale Pro Cycling
38 Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin
39 Daryl Impey (RSA) Orica-GreenEdge
40 Manuele Mori (Ita) Lampre – Merida
41 Wouter Poels (Ned) Team Sky
42 Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin
43 Bob Jungels (Lux) Etixx – Quick-Step
44 Lawrence Warbasse (USA) IAM Cycling
45 Luis Leon Sanchez Gil (Spa) Astana Pro Team
46 Pieter Weening (Ned) Roompot – Oranje Peloton
47 Simon Clarke (Aus) Cannondale Pro Cycling
48 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team 0:01:01
49 Sep Vanmarcke (Bel) Team LottoNl-Jumbo
50 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
51 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
52 Sebastian Henao Gomez (Col) Team Sky
53 Pieter Serry (Bel) Etixx – Quick-Step 0:01:36
54 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
55 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team 0:02:05
56 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data 0:02:07
57 Michael Albasini (Swi) Orica-GreenEdge 0:02:12
58 Matteo Trentin (Ita) Etixx – Quick-Step 0:03:20
59 Bertjan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:03:37
60 Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale Pro Cycling 0:04:18
61 Jaco Venter (RSA) Dimension Data 0:04:33
62 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
63 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
64 Mario Jorge Faria Da Costa (Por) Lampre – Merida
65 Aleksei Tcatevich (Rus) Team Katusha
66 Huub Duyn (Ned) Roompot – Oranje Peloton
67 Toms Skujins (Lat) Cannondale Pro Cycling
68 Jan Polanc (Slo) Lampre – Merida
69 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff Team
70 Alberto Losada Alguacil (Spa) Team Katusha
71 Angelo Tulik (Fra) Direct Energie
72 Marcus Burghardt (Ger) BMC Racing Team
73 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
74 Gorka Izaguirre Insausti (Spa) Movistar Team
75 Matteo Bono (Ita) Lampre – Merida
76 Vegard Stake Laengen (Nor) IAM Cycling
77 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
78 Michal Golas (Pol) Team Sky
79 Anthony Roux (Fra) FDJ
80 Davide Rebellin (Ita) CCC Sprandi Polkowice
81 Philippe Gilbert (Bel) BMC Racing Team
82 Sergei Chernetski (Rus) Team Katusha
83 David Tanner (Aus) IAM Cycling
84 Mathew Hayman (Aus) Orica-GreenEdge
85 Tiago Machado (Por) Team Katusha
86 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
87 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
88 Gianni Meersman (Bel) Etixx – Quick-Step
89 Michel Kreder (Ned) Roompot – Oranje Peloton
90 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team Katusha
91 Tom Dumoulin (Ned) Team Giant-Alpecin
92 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
93 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-GreenEdge
94 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ
95 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice 0:05:39
96 Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal 0:05:56
97 Angel Vicioso Arcos (Spa) Team Katusha 0:06:19
98 Bjorn Thurau (Ger) Wanty – Groupe Gobert 0:07:35
99 Matej Mohoric (Slo) Lampre – Merida 0:08:03
100 Preben Van Hecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
101 Sven Erik Bystrøm (Nor) Team Katusha 0:08:49
102 Roy Curvers (Ned) Team Giant-Alpecin
103 Benjamin King (USA) Cannondale Pro Cycling
104 Kristijan Koren (Slo) Cannondale Pro Cycling
105 Gijs Van Hoecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
106 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice
107 Antwan Tolhoek (Ned) Roompot – Oranje Peloton
108 Berden De Vries (Ned) Roompot – Oranje Peloton
109 Valerio Conti (Ita) Lampre – Merida
110 Antoine Duchesne (Can) Direct Energie
111 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Movistar Team
112 Jesper Hansen (Den) Tinkoff Team
113 Daniele Colli (Ita) Nippo – Vini Fantini
114 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
115 Pier Paolo De Negri (Ita) Nippo – Vini Fantini
116 Pavel Brutt (Rus) Tinkoff Team
117 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 0:09:11
118 Chad Haga (USA) Team Giant-Alpecin 0:11:24
119 Marinus Cornelis Minnaard (Ned) Wanty – Groupe Gobert 0:15:49
120 Otto Vergaerde (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:17:16

Gasparotto torna ad alzare le braccia al cielo sul traguardo dellAmstel Gold Race (foto Tim de Waele)

Gasparotto torna ad alzare le braccia al cielo sul traguardo dell'Amstel Gold Race (foto Tim de Waele)

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