VALERIO AGNOLI – L’INTERVISTA

giugno 2, 2018 by Redazione  
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Intervista rilasciata sabato primo giugno da Valerio Agnoli a Luigi Giglio

Ciao Valerio, ti ringrazio innanzitutto per la tua disponibilità e gentilezza. Hai finito di correre da pochi giorni il Tour of Japan, come continuerà il tuo calendario ciclistico? Correrai al Tour de France?

Ciao, il mio programma gare definito dal team prevede la partecipazione al Giro di Slovenia a giugno e al Giro d’Austria i primi di luglio. La mia partecipazione al Tour non rientra nei piani del team.

Come ti trovi nel Team Bahrein? Noti differenze rispetto alla Liquigas e all’Astana?

Nella mia vita ho un bagaglio internazionale che mi ha portato a conoscere molte situazioni diverse supportate da mentalità diverse, ma con un unico obiettivo, la costituzione di un grande team per raccogliere grandi successi. La Liquigas penso che sia stata la promotrice di questo progetto di ciclismo nel mondo moderno.

Sei originario del Lazio. Hai notato quante persone c’erano ai bordi delle strade, alle partenze e agli arrivi di tappa del Giro d’Italia? Il sud sta riscoprendo la passione per il Giro?

Il sud è parte integrante e trainante del sistema ciclismo, che muove la passione e la dedizione per questo stupendo sport, e negli ultimi anni ho ritrovato quella folla di gente che vedevo da bambino in TV quando passava Pantani.

A proposito di Giro d’Italia, ti ha sorpreso l’esito della Corsa Rosa? Ad una settimana dalla fine, Yates saldamente in Maglia Rosa mentre Froome era persino fuori dal podio con un ritardo di 4′52”?

Pensa che dopo 4/5 tappe dissi a mia moglie che Froome avrebbe vinto il Giro, le ho analizzato semplicemente l’avvicinamento di certi corridori e caratteristiche di essi. Ad esempio, ho avuto modo di partecipare al Tour of the Alpes e vedere da vicino Froome, Pinot e “Pozzo”. Gli ultimi due a mio avviso erano molto avanti di forma e i loro risultati e le loro performance lì parlavano chiaro, mentre Froome non era il vero Froome che conoscevo. Se analizziamo che dall’ultima tappa del Tour of the Alpe alla terza settimana del Giro passavano quasi 20 giorni, una forma così non si può tenere per un così lungo termine. Pinot e “Pozzo” nelle ultime tappe del Giro sono crollati e Froome ha dato dimostrazione che la programmazione fatta a puntino ha portato i suoi frutti. Un grande giro è fatto di tre settimane e solo in pochi capiscono come programmarsi a puntino.

Il tuo nome, nel cuore degli appassionati di ciclismo, è legato indissolubilmente a Vincenzo Nibali. Nessuno conosce il siciliano meglio di te! Se potessi descriverlo con un solo aggettivo, quale sceglieresti?

Il Maradona del ciclismo moderno. Un fantasista di prestazioni e le sue vittorie in classiche monumento ne sono state una constatazione, di parte lo sono, ma la realtà dei fatti anche.

La corsa che hai sempre sognato di vincere sin da ragazzino?

Un Olimpiade.

Obiettivi sportivi personali per il futuro?

Ovviamente non mi viene che in mente di poter alzare le braccia al cielo, ma sono anche consapevole che se il mio supporto porta alla vittoria di un mio capitano io ne sono felice.

Quasi un mese fa è nata l’ASD Valerio Agnoli, cosa ci racconti di questo team?

La mia ASD è nata per la promozione del mio territorio a carattere mondiale con la scoperta delle bellezze della storia e del buon cibo, grazie al supporto del mio sponsor Green Park Costruzioni. Stiamo costruendo insieme diversi eventi di promozione nella mia Ciociaria e il 10 giugno tra essi c’è la mia Gran Fondo a Fiuggi.

Ti ringrazio ancora Valerio per la tu gentilezza, ti faccio un grosso in bocca al lupo per il futuro!

Grazie e viva il lupo! Buon lavoro.

Luigi Giglio

Valerio Agnoli affronta le pendenze del celebre monte Fuji  al recente Giro del Giappone (foto Bettini)

Valerio Agnoli affronta le pendenze del celebre monte Fuji al recente Giro del Giappone (foto Bettini)