MESTA LIEGI: ADDIO MICHELE

aprile 24, 2017 by Redazione  
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Difficile scrivere di corse con nella testa e nel cuore la notizia della morte di Scarponi, ucciso mentre si allenava dall’errore omicida del guidatore di un furgone. Ci pensa Alejandro Valverde a immortalare il ricordo di Michele trionfando tra le lacrime a Liegi.

È uno strazio pensarci ora, ma Michele Scarponi è stato – anche – il miglior corridore italiano per la Liegi fra tutte le generazioni successive all’epoca dorata dei Bettini, Rebellin e Di Luca. Con la solita umiltà sorniona, non ha mai strombazzato la propria solidità nella decana delle Classiche, quella che sa sorridere anche agli scalatori ma solo se se dotati di guizzo, intuito e classe: ha sempre coltivato in modo quasi intimo una storia d’amore personale con la severa signora belga, sfiorando il podio all’esordio, un neoprofessionista di appena ventitré anni col completo zebrato della Domina, e di nuovo quando fu quinto dieci anni dopo, all’ultima stagione in Lampre, non mancando di intascare nel frattempo un altro paio di top ten. I Gasparotto o Nibali, invece, pur avendo dato una più netta impressione di poter agguantare la vittoria, non han brillato che per un paio di stagioni su queste strade. Il ricordo più recente e indelebile è quello di Scarponi che nel 2015 scala la leggendaria Redoute in testa alla corsa, mezzo minuto davanti al gruppo, con il giovanissimo e talentuoso Chaves in scia. Stava lavorando in funzione del capitano Fuglsang, oggi in lacrime alla partenza, ma quell’istantanea di Michele che scollina davanti a tutti sulle rampe del mito è un piccolo regalo che si fece e ci fece: proprio oggi acquista una rilevanza speciale.
È bello allora che arrivi qui il primo di una serie di omaggi a Michele Scarponi da parte dei suoi amici nel mondo del ciclismo, e la parola “amici” per una volta non sembra abusata come troppo spesso accade: Valverde, vincitore con gli indici e lo sguardo puntati al cielo, stenta a parlare nell’intervista, rifiuta come prima domanda di commentare il finale di gara e impone, anzitutto, il ricordo commosso, con la voce rotta e gli occhi rossi di pianto, del collega italiano e della famiglia di questi, a cui devolverà il premio.
Lo sprint folgorante di Valverde, a conclusione di una progressione che sgretola e spazza via la concorrenza, è uno dei pochi gesti tecnici che danno lustro a una giornata a cui, oggi, non ci sentiamo di rimproverare il solito, oppressivo grigiore e l’andamento mesto, contratto, come di chi corra con il cuore in un pugno. Sembra ormai questo il destino costante della Liegi, in attesa di novità che la ravvivino, però, solo per quest’anno, è davvero già molto riuscire a trovare la voglia di correre, spingere, scattare, soffrire.
Poche note di cronaca. La fuga del mattino dilaga, ma si sfalda sulla Rocca dei Falchi nonostante i sussulti finali dell’indefessa coppia Cofidis con Rossetto e Perez. Dietro bisogna aspettare il Maquisard affinché prenda corpo una mossa robusta, con in luce gli ottimi De Marchi, Brambilla e Benedetti rodando i motori per il Giro, assieme a nomi noti come Latour o Betancur, che fa respirare i suoi compagni Movistar fino ad allora in testa al gruppo, o la coppia Dimension Data di Fraile e Haas. La Redoute però, invece che spaccare la corsa, la rimpasta, con le trenate di Sebastian Henao e Kreuziger che ricuciono i distacchi. Eccoci alla Rocca dei Falchi dove ci prova l’altro Henao, il più forte Sergio Luis, con Kreuziger stavolta più aggressivo che difensivo. La testa del gruppo si rimescola con gli abituali giri di mano che vedono gruppetti diversi provare a sganciarsi tra scatti e controscatti – tutti piuttosto timidi, invero – finché non se ne va un’altra buona azione con il sempre coraggioso Tim Wellens a fare la parte del leone, più di nuovo un paio di italiani, Villella che scorta il suo capitano Woods, e Damiano Caruso che sembra pensare soprattutto ai suoi capitani belgi rimasti in gruppo, Van Avermaet e Teuns. Ci sono anche l’assatanato Kreuziger e la promessa Sam Oomen (oltre a Vuillermoz e Konrad).
La Sky è rimasta fuori dal mazzo e si incarica dunque di menare le danze dietro, levando le castagne dal fuoco a un Valverde provvisoriamente a corto di compagni. Moscon, il trentino 23enne che già fu splendido alla Roubaix, viene speso in un’infinita menata da mulo che smonta le velleità degli attaccanti, dei quali si rilancia in avanti solo l’indomito Wellens, senza che però il suo vantaggio faccia mai sperare che possa superare il Saint-Nicolas, la salita degli italiani che ci introduce al gran finale. Fedele al suo nome, la côte tra le case di mattoni imbruniti si apre e si chiude con begli spunti italici: il primo è ancora Villella, che allunga fluido, e viene agguantato solo dalla duplice fucilata di Sergio Henao e Albasini, ansiosi di anticipare. Il gruppo si ricompatta grazie all’intensità di Ion Izagirre altro gregario più o meno involontario di Valverde (in Movistar l’anno scorso, ma ora sarebbe pure capitano in casa Bahrein-Merida!): tuttavia prima che spiani l’ultimo metro del Saint-Nicolas squilla di nuovo un acuto italiano, con Formolo che allunga decisissimo e prende il largo, mentre dietro si tentenna.
Formolo regge bene sui saliscendi infarciti di sanpietrini, ma lo strappo finale di Ans incombe: il primo allungo è di Fraile, ma le polveri sono bagnate da quella fuga di tanti km fa.
Al fulmicotone la sparata di Daniel Martin ai -800 metri dal traguardo, lui sì prende il largo e dribbla Formolo in scioltezza: dietro però è l’Orica che s’incarica di tirare il guinzaglio, peraltro con un’azione confusa in cui non è chiaro se Adam Yates e Albasini collaborino o pensino ciascuno a sé – l’impressione è che entrambi pensino a Valverde, finiranno infatti settimo e ottavo. Quando Valverde innesca la sua progressione, lo sparpaglìo è graduale ma inesorabile, la lunga fila indiana di una ventina di uomini che serpeggiava per le vie delle periferie belghe si sbriciola, perdono le ruote i Bardet, i Majka, i Van Avermaet, mentre Valverde piomba su Daniel Martin come il falco su un coniglio, rifiata in curva, riapre il gas in piena spinta ma in appena pochi metri già capisce di aver schiantato tutti e con ampio anticipo si rialza, leva gli indici, guarda lassù, oltre il cielo di polvere e limatura, lasciandosi alle spalle gli affanni di Martin ancora secondo, di Kwiatkowski in rimonta affannosa, di Matthews che sprinta forte in salita dopo aver sgomitato sorprendentemente sulla Redoute, di Izagirre indomito, e poi tutti gli altri. Pozzovivo dodicesimo, primo degli italiani nell’ordine d’arrivo, ma il primo italiano, oggi, passava il traguardo con Valverde.
Comunque Scarponi oggi sarebbe stato contento dell’azzardo e della smorfia sofferta di Formolo, delle sortite di Villella, delle puntate offensive in funzione dei capitani fatte da De Marchi, Brambilla o Caruso, di Moscon duro, umile e fedele, del proprio capitano di anni anteriori Fuglsang, che arriva a dieci secondi dopo una gara cominciata con un pianto a dirotto ma altresì del compagno e collega Cataldo che, già distrutto emotivamente al via, non ce l’ha fatta a finire.
Eppure, va detto, questa corsa da italiani vede gli italiani anche se degnissimi sempre più outsider e gregari. Forse c’è un qualche rapporto con il calo di oltre il 40% dei km in bici percorsi all’anno per abitante, in Italia rispetto al 1997, vent’anni fa, quando Michele era juniores?
Michele Scarponi fu tra i primi e più entusiasti professionisti a sostenere, l’iniziativa #salvaiciclisti, innescata ormai cinque anni fa. Da allora i ciclisti morti in Italia hanno superato i milleduecento. Michele è uno fra le centinaia di ciclisti che ogni anno vengono ammazzati sulle strade italiane, chi per lavoro – come nel suo caso, o di chi in bici ci va in fabbrica o in ufficio – chi per il puro piacere di spostarsi senza rumore e inquinamento. Non credete a chi dice che è perché la bici è intrinsecamente pericolosa: la straripante maggioranza delle morti è causata da un veicolo a motore. Non credete a chi dice che non potrebbe essere diversamente, perché le strade sono fatte per le automobili: negli altri Paesi europei la situazione è ben diversa rispetto all’Italia. In Francia, dove il ciclismo, numeri alla mano, si pratica quanto in Italia, i morti si attestano intorno ai 150 all’anno. La media italiana dal 2001 al 2015 è di 300.
L’Italia è di gran lunga il Paese con la peggior combinazione di pratica ciclistica relativamente moderata e gran numero di morti: la Polonia, con cui ci disputavamo il poco ambito trofeo, ha rivoluzionato la propria sicurezza stradale nell’ultimo quinquennio. La Spagna, vent’anni fa uno dei Paesi meno pedalatori del continente nonostante il mito Indurain, ha cambiato in modo sempre più radicale il proprio codice della strada dal 2001 al 2014, con governi di ogni colore, e nell’ultimo biennio il ciclismo amatoriale ha scavalcato calcio, nuoto e atletica diventato lo sport più praticato nel tempo libero.
L’isteria dei guidatori italiani, sulle strade o in rete, ignora che vent’anni fa la presenza ciclistica sulle strade del Belpaese era quasi doppia e l’auge recente ha recuperato solo parte di quel prezioso patrimonio. Come si circolava allora? E come faranno mai in Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Finlandia, Corea del Sud con tre, quattro, dieci volte i ciclisti che ha l’Italia? Saranno tutti in coda, o viceversa la mobilità è molto più fluida ed efficiente per tutti?
Mentre in altri Paesi, come appunto la Spagna, le leggi obbligano i guidatori di veicoli motorizzati a contemplare perennemente la possibilità della presenza di un ciclista per reagire di conseguenza (dal metro e mezzo di distanza obbligatoria per sorpassare, fino ai limiti di velocità ridotti in orari di forti flussi ciclistici, o all’obbligo di considerare il gruppo come un tutt’uno e quindi attendere il passaggio fino all’ultimo ciclista nelle rotonde, e molto altro), in Italia invece non si stimola questa cura costante, per cui il ciclista italico o è invisibile o disturba. Se l’occhio non si abitua a guardare sempre con la massima attenzione per individuare ciclisti, pedoni, motociclisti, insomma, la cosiddetta utenza debole, ebbene la probabilità del “non l’ho visto” incrementa esponenzialmente. Non è un caso: è un evento reso possibile o probabile da un contesto. Magari sei controluce, hai fretta, non vedi bene, e se non c’è niente “di grosso” in arrivo, ti butti. Con l’incuranza di chi non sa o finge di non sapere che sta conducendo, a tutti gli effetti, una potenziale arma omicida.
Il Presidente della Federciclismo dichiara che per Scarponi si è trattato di un “destino scritto male”: ad essere scritto male è il codice della strada italiano. “Si sta lavorando”, dice Di Rocco: ma è in carica da dodici anni e mentre in questo stesso periodo altre nazioni hanno fatto passi da gigante sia nella pratica ciclistica, sia nella sicurezza, noi arranchiamo nella prima e sprofondiamo nella seconda. Se davvero ci si tiene, sarebbe il caso di fare un gesto di rottura e dare le dimissioni, di fronte a un caso così eclatante. Che cosa ha fatto la FCI, ad esempio, dall’incidente gravissimo di Marina Romoli a oggi? Quali azioni concrete, quali proposte, quali pressioni sulla politica? Incrociare le dita, sperando che non accadesse qualcosa di ancora più grave? Con centinaia di morti all’anno non è questione di auspici, è solo una questione di tempo. Il tempo corre, i ciclisti vengono uccisi. E fare ciclismo diventa sempre più duro perché ancor più dei morti è il non sentirsi rispettati che fa crescere, giustamente, la paura. Michele – lo dichiarò – percepiva un aumento dei rischi e dell’aggressività del traffico, ma rimaneva ad allenarsi in Italia perché amava la propria famiglia e perché amava questo Paese: sarebbe ora che il Paese ricambiasse l’amore che Scarponi e i ciclisti e cicliste italiani di ogni età, passione, velocità riversano sulle strade dell’Italia.
Scarponi non era in doppia fila. Non era passato col rosso. Non parlava con un amico. Non era in gruppo. Non era uno “che crede di essere al Giro”, perché il Giro lui sapeva benissimo che cosa fosse. Non era uno “che si compra la bici da corsa poi non la sa guidare”. Non si prendeva rischi. Non faceva il prepotente. Aveva il casco.
E noi non dovremmo più tollerare queste sciocchezze sulle centinaia di ciclisti che come Michele vengono uccisi da mezzi a motore, per poi subire l’insulto di vedersi colpevolizzati senza alcun fondamento logico.
Se l’Italia fosse un Paese al passo con gli altri, almeno cento, centocinquanta, duecento vite di ciclisti all’anno non andrebbero perse. È pura matematica. E magari, tra esse, anche quella di un grande uomo e grande campione come Michele Scarponi. O magari no, magari sarebbero stati altri “i morti in meno”: il rischio è e sarà sempre parte del ciclismo come della vita, ogni ciclista lo accetta. Ma vogliamo davvero tollerare di rimanere con il dubbio che, se solo avessimo costruito una cultura stradale migliore, lui, Michele, come tanti altri, sarebbe tornato a casa leggero sui pedali?

Gabriele Bugada

1 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 6:24:27
2 Daniel Martin (Irl) Quick-Step Floors
3 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky 0:00:03
4 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
5 Jon Izaguirre (Spa) Bahrain-Merida
6 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
7 Michael Albasini (Swi) Orica-Scott
8 Adam Yates (GBr) Orica-Scott 0:00:07
9 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac
10 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
11 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
12 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
13 Sergio Henao (Col) Team Sky
14 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:00:10
15 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
16 Fabio Felline (Ita) Trek-Segafredo 0:00:14
17 Rudy Molard (Fra) FDJ
18 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
19 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal
20 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe
21 Rigoberto Uran (Col) Cannondale-Drapac
22 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb
23 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac
24 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team 0:00:24
25 Omar Fraile (Spa) Dimension Data 0:00:28
26 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo
27 Roman Kreuziger (Cze) Orica-Scott 0:00:34
28 Daniel Moreno (Spa) Movistar Team 0:00:51
29 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:00:54
30 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
31 Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team
32 Lawrence Warbasse (USA) Aqua Blue Sport
33 Jay McCarthy (Aus) Bora-Hansgrohe
34 Gianluca Brambilla (Ita) Quick-Step Floors
35 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
36 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates
37 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida
38 Warren Barguil (Fra) Team Sunweb
39 Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac
40 Antwan Tolhoek (Ned) Team LottoNl-Jumbo
41 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
42 Floris De Tier (Bel) Team LottoNl-Jumbo
43 Igor Anton (Spa) Dimension Data
44 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin
45 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac
46 Pavel Kochetkov (Rus) Katusha-Alpecin
47 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb
48 Louis Meintjes (RSA) UAE Team Emirates
49 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
50 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data 0:01:00
51 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin
52 Samuel Sanchez (Spa) BMC Racing Team
53 Jarlinson Pantano (Col) Trek-Segafredo
54 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:01:08
55 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:01:56
56 Lilian Calmejane (Fra) Direct Energie
57 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo 0:02:13
58 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
59 Jose Rojas (Spa) Movistar Team
60 David De La Cruz (Spa) Quick-Step Floors 0:03:22
61 Stéphane Rossetto (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:03:29
62 Nathan Haas (Aus) Dimension Data 0:03:38
63 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
64 Tiago Machado (Por) Katusha-Alpecin 0:03:50
65 Thomas Degand (Bel) Wanty – Groupe Gobert
66 Simon Clarke (Aus) Cannondale-Drapac
67 Stefan Denifl (Aut) Aqua Blue Sport
68 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac 0:04:42
69 André Cardoso (Por) Trek-Segafredo
70 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe
71 Nick Van Der Lijke (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij 0:04:50
72 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 0:05:01
73 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates 0:05:31
74 Carlos Betancur (Col) Movistar Team
75 Eliot Lietaer (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
76 Dion Smith (NZl) Wanty – Groupe Gobert
77 Yoann Bagot (Fra) Cofidis, Solutions Credits
78 Gianni Moscon (Ita) Team Sky 0:05:35
79 Diego Rosa (Ita) Team Sky
80 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
81 Bart De Clercq (Bel) Lotto Soudal 0:05:41
82 Fabien Grellier (Fra) Direct Energie 0:06:14
83 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:07:27
84 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise 0:07:40
85 Alexey Vermeulen (USA) Team LottoNl-Jumbo
86 Arthur Vichot (Fra) FDJ
87 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
88 Rúben Guerreiro (Por) Trek-Segafredo
89 Sebastian Henao (Col) Team Sky
90 Mark Christian (GBr) Aqua Blue Sport
91 Anthony Roux (Fra) FDJ
92 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors
93 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates
94 Guillaume Martin (Fra) Wanty – Groupe Gobert
95 Yukiya Arashiro (Jpn) Bahrain-Merida
96 Sébastien Delfosse (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
97 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
98 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team
99 Luis Angel Mate (Spa) Cofidis, Solutions Credits
100 José Mendes (Por) Bora-Hansgrohe
101 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
102 Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Sky
103 Lennard Hofstede (Ned) Team Sunweb
104 Michal Golas (Pol) Team Sky
105 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
106 Amael Moinard (Fra) BMC Racing Team
107 Toms Skujins (Lat) Cannondale-Drapac
108 Benoit Vaugrenard (Fra) FDJ
109 Arnaud Courteille (Fra) FDJ
110 Kevin Reza (Fra) FDJ
111 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team
112 Thomas Voeckler (Fra) Direct Energie
113 Jonathan Hivert (Fra) Direct Energie
114 Alberto Losada (Spa) Katusha-Alpecin
115 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin
116 Jesus Herrada (Spa) Movistar Team 0:07:52
117 Anthony Perez (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:08:41
118 Romain Sicard (Fra) Direct Energie 0:09:15
119 Antoine Warnier (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect 0:10:39
120 Bryan Nauleau (Fra) Direct Energie
121 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty – Groupe Gobert
122 Perrig Quemeneur (Fra) Direct Energie
123 Gregory Habeaux (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
124 Christophe Masson (Fra) WB Veranclassic Aqua Protect
125 Dries Van Gestel (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
126 Matteo Bono (Ita) UAE Team Emirates
127 Marco Minnaard (Ned) Wanty – Groupe Gobert
128 Odd Christian Eiking (Nor) FDJ
129 Jeroen Meijers (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
130 Tsgabu Grmay (Eth) Bahrain-Merida
131 Pieter Weening (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
132 Matvey Mamykin (Rus) Katusha-Alpecin 0:10:44
133 Guillaume Bonnafond (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:11:32
134 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team 0:13:11
135 Remy Mertz (Bel) Lotto Soudal
136 Aaron Gate (NZl) Aqua Blue Sport
137 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
138 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
139 Simon Gerrans (Aus) Orica-Scott
140 Jaco Venter (RSA) Dimension Data
141 Oscar Riesebeek (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
142 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors
143 Michel Kreder (Ned) Aqua Blue Sport
144 Romain Guillemois (Fra) Direct Energie 0:13:32
145 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
146 Pierre Roger Latour (Fra) AG2R La Mondiale 0:13:55
147 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale
148 Petr Vakoc (Cze) Quick-Step Floors 0:14:09
149 Benjamin Declercq (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise 0:14:41
150 Aime De Gendt (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
151 Rein Taaramäe (Est) Katusha-Alpecin
152 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:15:35
153 Simon Yates (GBr) Orica-Scott 0:16:39

VALVERDE, POKERISSIMO CON VISTA LIEGI

aprile 19, 2017 by Redazione  
Filed under 6) FRECCIA VALLONE, News

Quarto successo consecutivo e quinto in carriera alla Freccia Vallone per il fuoriclasse murciano che, dopo il gran lavoro della sua Movistar per tenere sotto controllo gli attaccanti di giornata, scherza con gli avversari sul muro di Huy per poi fare il vuoto negli ultimi 150 metri e imporsi davanti a Daniel Martin e al sorprendente Dylan Teuns, candidandosi nel ruolo di grande favorito anche per la “Doyenne”. In casa Italia arriva il 10° posto di Diego Ulissi e con lui si mettono in evidenza anche Alessandro De Marchi, rimasto al comando prima da solo e poi in compagnia di Bob Jungels, e Gianni Moscon, determinante nell’andare a riprendere il lussemburghese prima della rampa finale.

Dopo un’avvincente Amstel Gold Race che ha visto il successo di un Philippe Gilbert tornato ai fasti di qualche anno fa il Trittico delle Ardenne è proseguito con la Freccia Vallone che – anche alla luce dei forfait del campione belga, per via di un risentimento muscolare che lo costringerà a saltare anche Liegi-Bastogne-Liegi e Giro d’Italia, e di Julien Alaphilippe, secondo nelle ultime due edizioni e fermo ai box per problemi a un ginocchio – aveva un favorito d’obbligo in Alejandro Valverde (Movistar), autore di uno strabordante avvio di stagione e già capace di imporsi in cima al muro di Huy nelle ultime tre edizioni, oltre che in quella del 2006.
Non a caso è stata la formazione guidata da Eusebio Unzué a mantenere cucita la corsa per gran parte dei 204,5 km del percorso, incaricandosi di tenere sotto controllo e poi andare a riprendere la fuga iniziale, che ha visto protagonisti Fabien Doubey (Wanty-Gobert), Yoann Bagot (Cofidis), Nils Politt (Katusha-Alpecin), Romain Guillemois (Direct Énergie), Daniel Pearson (Aqua Blue) e Olivier Pardini (WB Veranclassic), che dopo il primo dei tre passaggi previsti sul muro di Huy è rimasto per un breve tratto solo al comando, e a non dare spazio ai successivi contrattacchi. Un brillante Alessandro De Marchi (BMC) ci ha provato una prima volta sulla Côte d’Ereffe, venendo strettamente marcato da Carlos Betancur, e poi ha fatto il vuoto sulla Côte de Cherave a 35 km dal traguardo, acquisendo una ventina di secondi margine sul resto del gruppo.
A sparigliare le carte ci ha provato la Quick-Step Floors che, rimasta orfana di due dei tre capitani e potendo contare sul solo Daniel Martin, si è portata in testa lungo il secondo passaggio sul muro per lanciare Bob Jungels, che si è rapidamente riportato su De Marchi e, dopo aver percorso un tratto in compagnia del 30enne friulano, lo ha addirittura staccato in un tratto in discesa e ha acquisito fino a 50” di margine. Sembrava che l’azione dell’emergente lussemburghese potesse avere buon gioco, alla luce del fatto che la Movistar era rimasta a corto di uomini e al pari dell’Orica-Scott, che aveva affiancato la compagine iberica nel condurre l’inseguimento, non sembra avere le forze per andarlo a riprendere. Invece, determinante è stato il gran lavoro di Gianni Moscon (Sky) che, dopo aver replicato sulla Côte de Cherave, penultima ascesa di giornata, a un allungo di Rafal Majka (Bora-Hansgrohe), si è portato in testa al gruppo dove pedalavano i suoi capitani di giornata Sergio Henao e Michal Kwiatkowski e ha fatto sì che il vantaggio di Jungels venisse dimezzato ai piedi della rampa finale.
Non c’è stato, dunque, nulla da fare per il battistrada e l’ascesa verso il traguardo si è trasformata in una lunga fase di studio con Valverde che, similmente a quanto fatto negli ultimi anni, ha preso la testa del plotoncino che andava via via sfilacciandosi attendendo le mosse dei suoi avversari, tra i quali si è visto un Diego Ulissi (UAE-Abu Dhabi) finalmente competitivo dopo le ultime non esaltanti uscite. A rompere gli indugi è stato Romain Gaudu (FDJ): a quel punto il fuoriclasse murciano ha preso la ruota del giovane francese e ai -150 metri dal traguardo con irrisoria facilità ha salutato la compagnia, andando a conquistare la sua quinta Freccia Vallone e il decimo successo in una stagione che lo sta vedendo dominante come mai, forse, lo era stato in passato. La piazza d’onore è andata, con una buona rimonta nel finale, a Daniel Martin che in prossimità della linea del traguardo ha avuto la meglio su di un sorprendente Dylan Teuns (BMC), mentre 4° si è piazzato Henao davanti a Michael Albasini (Orica-Scott), che si è confermato dopo il terzo posto dell’Amstel Gold Race, a un buon Warren Barguil (Team Sunweb), a un Kwiatkowski per il quale le pendenze estrema del muro di Huy si sono rivelate un po’ troppo ostiche, al duo della FDJ composto da Rudy Molard e da Gaudu e a un Ulissi che è un po’ calato nell’ultimo tratto ma ha salvato un piazzamento nella top ten mentre l’altro azzurro atteso alla vigilia, Enrico Gasparotto, non ha portato a termine la prova, probabilmente a causa dei postumi della caduta avvenuta all”Amstel. L’attenzione si sposta ora sulla Liegi-Bastogne-Liegi con Valverde che sarà ancora una volta l’uomo da battere dopo i successi conquistati nel 2006, nel 2008 e nel 2015.

Marco Salonna

ORDINE D’ARRIVO

1 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 5:15:37
2 Daniel Martin (Irl) Quick-Step Floors 0:00:01
3 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
4 Sergio Henao (Col) Team Sky
5 Michael Albasini (Swi) Orica-Scott
6 Warren Barguil (Fra) Team Sunweb
7 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
8 Rudy Molard (Fra) FDJ
9 David Gaudu (Fra) FDJ
10 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
11 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac
12 Jon Izaguirre (Spa) Bahrain-Merida
13 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale 0:00:08
14 Pierre Roger Latour (Fra) AG2R La Mondiale
15 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
16 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe
17 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:00:13
18 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
19 Jay McCarthy (Aus) Bora-Hansgrohe
20 Jonathan Hivert (Fra) Direct Energie 0:00:16
21 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac
22 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
23 Rigoberto Uran (Col) Cannondale-Drapac 0:00:21
24 Eduardo Sepulveda (Arg) Fortuneo – Vital Concept
25 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin 0:00:24
26 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale
27 Mathias Frank (Swi) AG2R La Mondiale 0:00:29
28 Igor Anton (Spa) Dimension Data
29 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:00:35
30 Diego Rosa (Ita) Team Sky
31 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:00:37
32 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb 0:00:39
33 Pavel Kochetkov (Rus) Katusha-Alpecin 0:00:42
34 Arthur Vichot (Fra) FDJ
35 Elie Gesbert (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:00:45
36 Nathan Haas (Aus) Dimension Data
37 Jarlinson Pantano (Col) Trek-Segafredo 0:00:48
38 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo 0:00:50
39 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:00:53
40 Xandro Meurisse (Bel) Wanty – Groupe Gobert 0:00:54
41 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
42 Thomas Degand (Bel) Wanty – Groupe Gobert
43 Rúben Guerreiro (Por) Trek-Segafredo
44 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
45 Louis Meintjes (RSA) UAE Team Emirates
46 Samuel Sanchez (Spa) BMC Racing Team 0:01:01
47 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team
48 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
49 Daniel Moreno (Spa) Movistar Team
50 Guillaume Martin (Fra) Wanty – Groupe Gobert
51 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors
52 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
53 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates
54 Eliot Lietaer (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
55 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:01:13
56 Maxime Vantomme (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
57 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
58 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data 0:01:17
59 Floris De Tier (Bel) Team LottoNl-Jumbo 0:01:21
60 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data
61 Lilian Calmejane (Fra) Direct Energie
62 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
63 Armindo Fonseca (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:01:26
64 Sebastian Henao (Col) Team Sky
65 Bart De Clercq (Bel) Lotto Soudal 0:01:34
66 Wilco Kelderman (Ned) Team Sunweb
67 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
68 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
69 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 0:01:38
70 Dion Smith (NZl) Wanty – Groupe Gobert 0:01:44
71 Juan Jose Lobato (Spa) Team LottoNl-Jumbo 0:01:52
72 Roman Kreuziger (Cze) Orica-Scott 0:02:09
73 Merhawi Kudus (Eri) Dimension Data
74 André Cardoso (Por) Trek-Segafredo
75 Carlos Betancur (Col) Movistar Team
76 Haimar Zubeldia (Spa) Trek-Segafredo
77 Luis Angel Mate (Spa) Cofidis, Solutions Credits
78 Stéphane Rossetto (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:02:13
79 Jesus Herrada (Spa) Movistar Team
80 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data
81 Sander Armee (Bel) Lotto Soudal
82 Dimitri Peyskens (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
83 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac
84 Simon Clarke (Aus) Cannondale-Drapac
85 Brendan Canty (Aus) Cannondale-Drapac
86 Maxime Bouet (Fra) Fortuneo – Vital Concept
87 Brice Feillu (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:02:20
88 Alexey Vermeulen (USA) Team LottoNl-Jumbo
89 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty – Groupe Gobert 0:02:23
90 Perrig Quemeneur (Fra) Direct Energie
91 Romain Sicard (Fra) Direct Energie 0:02:27
92 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits
93 Nikita Stalnov (Kaz) Astana Pro Team 0:02:31
94 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida
95 Antoine Warnier (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
96 Michael Schär (Swi) BMC Racing Team
97 Bryan Nauleau (Fra) Direct Energie
98 Amael Moinard (Fra) BMC Racing Team
99 Sébastien Delfosse (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect 0:02:41
100 Christophe Masson (Fra) WB Veranclassic Aqua Protect
101 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors 0:02:46
102 Yukiya Arashiro (Jpn) Bahrain-Merida
103 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates 0:02:56
104 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
105 Michel Kreder (Ned) Aqua Blue Sport
106 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:03:00
107 Guillaume Bonnafond (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:03:04
108 Lennard Hofstede (Ned) Team Sunweb
109 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin 0:03:11
110 Fabien Grellier (Fra) Direct Energie 0:03:14
111 Kevin Reza (Fra) FDJ 0:03:19
112 Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Sky 0:03:22
113 Franck Bonnamour (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:03:30
114 Christoph Pfingsten (Ger) Bora-Hansgrohe 0:03:32
115 Maximilian Schachmann (Ger) Quick-Step Floors
116 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 0:03:55
117 Preben Van Hecke (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
118 Marco Minnaard (Ned) Wanty – Groupe Gobert 0:04:20
119 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal 0:04:36
120 Mark Christian (GBr) Aqua Blue Sport
121 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
122 Gianluca Brambilla (Ita) Quick-Step Floors 0:05:51
123 Michal Golas (Pol) Team Sky
124 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
125 Jack Haig (Aus) Orica-Scott
126 Petr Vakoc (Cze) Quick-Step Floors 0:05:54
127 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates
128 Matteo Bono (Ita) UAE Team Emirates
129 Jaco Venter (RSA) Dimension Data
130 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott 0:06:09
131 Tsgabu Grmay (Eth) Bahrain-Merida 0:06:16
132 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:06:42
133 Daryl Impey (RSA) Orica-Scott 0:07:04
134 Toms Skujins (Lat) Cannondale-Drapac
135 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team
136 Andrey Grivko (Ukr) Astana Pro Team 0:07:14
137 Damien Howson (Aus) Orica-Scott 0:07:16
138 Bert-Jan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:07:46
139 Cedric Pineau (Fra) FDJ 0:08:56
140 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale
141 Axel Domont (Fra) AG2R La Mondiale 0:08:59
142 Paul Ourselin (Fra) Direct Energie
143 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
144 Anthony Perez (Fra) Cofidis, Solutions Credits
145 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
146 Floris Gerts (Ned) BMC Racing Team
147 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 0:09:05
148 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
149 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb
150 Gregory Habeaux (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
151 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin

Per la quinta volta Valverde sconfigge le ostiche pendenze del Muro di Huy, prima ancora che gli avversari, e fa sua la Freccia Vallone (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Per la quinta volta Valverde sconfigge le ostiche pendenze del Muro di Huy, prima ancora che gli avversari, e fa sua la Freccia Vallone (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

GILBERT, POKER D’AMSTEL

aprile 16, 2017 by Redazione  
Filed under 5) AMSTEL GOLD RACE, News

Il campione belga si invola sull’ultima ascesa in compagnia di Kwiatkowski e brucia il polacco allo sprint. Per Gilbert è il quarto successo in carriera all’Amstel Gold Race. Terza piazza per Albasini. Il migliore degli italiani è Sonny Colbrelli, nono.

È la rinascita di Philippe Gilbert la storia della primavera ciclistica 2017. Già vincitore della Tre Giorni di La Panne e del Giro delle Fiandre, il quasi 35enne belga ha infilato il terzo successo della campagna del Nord sulle strade dell’Amstel Gold Race, già conquistata per tre volte in passato. Neppure il cambio di percorso, che ha allontanato dal traguardo il Cauberg e privato così Gilbert del trampolino di lancio prediletto, è stato sufficiente a spezzare il feeling tra la classica olandese e il campione di Verviers, che ha anticipato l’azione al Kruisberg, a oltre 30 km dal traguardo.
Gilbert si è mosso la prima volta per inseguire Tiesj Benoot, in compagnia di Sergio Henao, Bert-Jan Lindeman, Michael Albasini e Nathan Haas. Su di loro si sono subito riportati Jon Izagirre e José Joaquin Rojas, da subito esentato dai cambi per via della presenza alle sue spalle di Valverde.
La prima replica è arrivata da Tim Wellens, a 30 km circa dal traguardo, sulle rampe del Fromberg. Quasi in contemporanea, due vincitori degli anni passati come Kreuziger e Gasparotto sono finiti a terra e hanno dovuto accantonare ogni ambizione.
I sette di testa hanno presto trovato collaborazione, e così, sul Keutenberg, gli altri big sono stati costretti alla reazione. Il primo a muoversi è stato Greg Van Avermaet, ma ad impressionare è stato il cambio di passo di Michal Kwiatkowski. Il vincitore della Milano-Sanremo ha staccato i compagni di viaggio e nello spazio di poche centinaia di metri ha guadagnato le code del drappello di testa. Valverde, Van Avermaet e Felline hanno provato invano ad aggrapparsi al polacco, andando a formare un secondo gruppetto in compagnia di Wellens, raccolto per strada.
L’accordo tra gli uomini di testa è durato fino al Bemelerberg, quando Valverde e compagni, raggiunti anche da Jungels, Barguil e Rui Costa, pedalavano ormai con oltre 40’’ di ritardo.
Sull’ultima asperità di giornata, è stato Kwiatkowski il primo a muoversi, a 7 km dal termine. Gilbert ha subito riconosciuto la minaccia, mentre Haas si è lanciato nella scia del belga. Tra i primi due e gli altri si è creato subito un gap di cinque metri, rimasto pressoché invariato fin quasi in cima alla salita. A produrre lo strappo definitivo è stato il contrattacco di Gilbert: Kwiatkowski non ha ceduto un metro, ma nessuno degli inseguitori ha avuto la forza per rilanciare di nuovo l’andatura.
Fino all’ultimo chilometro, la coppia di testa ha proseguito in perfetto accordo. Soltanto allora, quando nessuno poteva più minacciare le prime due piazze, è iniziato un surplace che ha visto Kwiatkowski lasciare sempre qualche metro all’avversario, come a volerlo indurre nella tentazione della volata lunga. Il tranello in cui Sagan era caduto a Sanremo non ha però funzionato con Gilbert, che ha invece atteso che fosse il polacco a fare la prima mossa. Ed è stato anzi proprio Kwiatkowski a peccare di troppa fretta, riuscendo sì a cogliere di sorpresa il belga, ma incartandosi quando al traguardo mancavano ancora 100 metri buoni. Gilbert ha così avuto il tempo di ricucire il divario e saltare l’avversario, salutando con un gesto della mano il completamento di uno storico poker.
Dieci secondi più tardi, Michael Albasini ha conquistato il gradino più basso del podio, anticipando allo sprint Haas, Rojas, Henao e Izagirre. Oltre il minuto il ritardo di tutti gli altri, a cominciare dall’austriaco Gogl. Buon nono Sonny Colbrelli, migliore degli italiani, capace di precedere Michael Matthews.

ORDINE D’ARRIVO
1 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors 6:31:40
2 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
3 Michael Albasini (Swi) Orica-Scott 0:00:10
4 Nathan Haas (Aus) Dimension Data
5 Jose Rojas (Spa) Movistar Team
6 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Team Sky
7 Jon Izaguirre Insausti (Spa) Bahrain-Merida 0:00:14
8 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:01:10
9 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida 0:01:11
10 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
11 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Team LottoNl-Jumbo
12 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
13 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
14 Arthur Vichot (Fra) FDJ
15 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal
16 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
17 Jay Mccarthy (Aus) Bora-Hansgrohe
18 Daryl Impey (RSA) Orica-Scott
19 Alejandro Valverde Belmonte (Spa) Movistar Team
20 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo

Philippe Gilbert festeggia il quarto successo in carriera allAmstel Gold Race (foto Bettini)

Philippe Gilbert festeggia il quarto successo in carriera all'Amstel Gold Race (foto Bettini)

VAN AVERMAET PIGLIATUTTO: SPRINT VINCENTE AL VELODROMO

aprile 9, 2017 by Redazione  
Filed under 4) PARIGI - ROUBAIX, News

Greg Van Avermaet non si ferma più. Quella di Rio 2016 è stata solo la prima di una serie di prestigiose vittorie che stanno arrivando una dietro l’altra in quest’inizio di stagione, nelle corse di un giorno, quelle che maggiormente si addicono ad un corridore con le caratteristiche del belga. Oggi, in una corsa durissima e di difficile interpretazione, è stato perfetto e anche quando si è trovato nella sgradevole situazione di rimanere staccato poco prima della Foresta di Arenberg per una caduta è rimasto nel gruppetto che si è poi andato a giocare la vittoria e ha preso benissimo il tempo a Štybar, che aveva cercato di sorprendere tutti partendo sparato all’improvviso.

La classica delle pietre si è rivelata ancora una volta una corsa ricca d’intramontabile fascino. I tratti di pavè, le pietre sconnesse, i corridoi laterali che i corridori cercano disperatamente di percorrere sembrerebbero elementi fuori posto in un ciclismo che, camminando sempre di più nell’era postmoderna, sembra a tratti perdere di vista sempre più il sapore delle antiche sfide nella polvere, tra mille difficoltà, in strade strette, con imprevisti ad ogni metro.
E’, invece, proprio in una corsa come la Roubaix che si riesce a riassaporare, e quindi apprezzare ancor di più, come ogni cosa che diviene rara, l’emozione di una battaglia senza esclusione di colpi, su un terreno impervio che, anche oggi, non ha risparmiato nessuno. Nemmeno il vincitore Greg Van Avermaet è stato risparmiato dalle insidie delle quali sono piene le strade di questa magnifica ed antica classica.
Il belga si è, infatti, trovato a dover recuperare in uno dei punti critici del tracciato, poco prima di attaccare il primo settore di pavè a cinque stelle, quello che attraversa la Foresta di Arenbreg.
Il suo gruppo è poi riuscito a rientrare e poco dopo si è scatenata la bagarre, durata sostanzialmente fino al Carrefour de l’Arbre, all’uscita dal quale i giochi erano ormai fatti anche se, come si vedrà, il finale stava per riservare la sorpresa più imprevedibile.
In un inizio di gara a ritmi forsennati, con girandole di allunghi e tentativi, i primi a riuscire a guadagnare terreno sul gruppo sono Patrick Bevin e Simon Clarke della Cannondale – Drapac, Edward Theuns della Trek – Segafredo), Kenneth Vanbilsen del Cofidis, Pierre-Luc Périchon della Fortuneo – Vital Concept, Coen Vermeltfoort della Roompot Oranje Peloton, Iván García Cortina della Bahrain – Merida e Matteo Bono dell’UAE Fly Emirates. Il loro tentativo dura tuttavia lo spazio d’un mattino, perché dietro si continua a menare a tutta e, anche dopo il ricongiungimento, appare davvero difficile riuscire ad imbastire una fuga credibile. Di tale situazione fanno le spese Michael Mørkøv e Mads Würtz della Katusha – Alpecin, Hugo Hofstetter della Cofidis, Maxime Daniel della Fortuneo-Vital Concept) e Benjamin Giraud della Delko Marseille-Provence KTM, i quali cullano per appena 20 Km la pia illusione che il gruppo avesse loro concesso il beneplacito.
Dopo 75 chilometri di gara la situazione è quindi di gruppo compatto, una compattezza dovuta alle inquietudini di certuni che trovano pronta reazione in quelle degli avversari, con un sostanziale blocco della situazione.
Chiaramente, una situazione di elevate velocità e nervosismo possono facilmente provocare cadute, come infatti puntualmente accade già prima dell’inizio dei settori in pavè.
In vista del primo settore di pietre provano ancora Yannick Martinez (Delko Marseille Provence), Kenneth Vanbilsen (Cofidis) e Frederik Backaert (Wanty – Groupe Gobert), ma da dietro sopraggiungono Jelle Wallays (Lotto Soudal) e Mickaël Delage (FDJ), che verranno raggiunti in un secondo momento da Stijn Vandenbergh (Ag2r La Mondiale). Sarà questo il primo tentativo che riuscirà a gestire un certo vantaggio, comunque esiguo, nei confronti di un gruppo che si trova ora in un momento molto delicato, con le cadute che si susseguono a breve distanza e che coinvolgono nomi di primo piano come Oliver Naesen (AG2R La Mondiale), che in questa prima parte di stagione si è sempre dimostrato competitivo nelle classiche, e soprattutto Greg Van Avermaet (BMC) che si ritrova a dover inseguire gente come Sagan (Bora – Hansgrohe) e Boonen (Quick-Step Floors) prima ancora della Foresta di Arenberg. Anche Terpstra (Quick-Step Floors) rimane coinvolto nella caduta ed è anche colui che ne riporta le più gravi conseguenze, essendo costretto al ritiro.
In un primo momento sembrava che davanti volessero accelerare il ritmo per impedire il rientro di Van Avermaet, che in effetti all’inizio fatica a far calare il gap accumulato sul gruppo dei migliori, ma poi davanti c’è una fase di rallentamento che favorirà il rientro del campione olimpico.
La fase di stanca induce Sylvain Chavanel (Direct Énergie) ad avvantaggiarsi sul gruppo, riportandosi sulla testa della corsa che, a questo punto, era composta dal solo Wallays, essendosi rialzati gli altri due.
La corsa esplode nel settore tra Warlaing e Brillon, dove Sagan si produce in un’accelerazione fortissima alla quale resiste solo il compagno di squadra Maciej Bodnar. I due riprendono i battistrada, ma vengono poi a loro volta raggiunti da Daniel Oss (BMC) e Jasper Stuyven (Trek – Segafredo). Il tentativo è bene assortito – anche se la presenza di Oss è più che altro con la funzione di stopper per favorire il rientro di Van Avermaet – ma poi accade l’imprevisto: il campione del mondo incappa in un incidente meccanico e, per l’ennesima volta, deve arrendersi alla sfortuna mentre davanti restano soli Oss e Stuyven.
Il gruppo non è bene organizzato e non riesce così a recuperare la trentina di secondi che la testa della corsa continua a vantare sugli inseguitori.
Visto il momento difficile vari corridori provano ad evadere dal gruppo, ma i tentativi inscenati da Sebastian Langeveld (Cannondale – Drapac), André Greipel (Lotto Soudal), Arnaud Démare (FDJ) e Tony Martin (Katusha – Alpecin) hanno esito negativo.
Tuttavia, nel secondo tratto di pavè a cinque stelle, quello di Mons-en-Pevele, Jürgen Roelandts (Lotto Soudal), Dimitri Claeys (Cofidis) e uno splendido Gianni Moscon (Team Sky) riescono a raggiungere la coppia al comando.
In gruppo è Zdeněk Štybar (Quick-Step Floors) che decide di fare il diavolo a quattro e disintegra il drappello dei migliori che, dopo la sua accelerata, si riduce ad una decina di unità, con la presenza di tutti i maggiori pretendenti alla vittoria.
I cinque davanti cominciano a sentire il gruppo che si avvicina ed Oss tenta l’azione solitaria, riuscendo a staccare i compagni d’avventura. Sono Langeveld, Roelandts e Štybar i primi a lanciarsi all’inseguimento; anche Peter Sagan si riporta su costoro, ma è ancora una volta la sfortuna a fermare lo slovacco, che incappa nuovamente in una noia meccanica. Questa volta deve dire addio ai sogni di gloria, perché la corsa è nella fase rovente e il rientro appare subito operazione alquanto difficile, anche per via del prevedibile contraccolpo psicologico per il campione del mondo che riteneva, dopo il primo problema, di aver già pagato il dazio a questa corsa.
Sul terzetto all’inseguimento di Oss si riporta un altro terzetto, composto Greg Van Avermaet, Stuyven e Moscon. Si forma quindi un sestetto alla caccia del corridore della BMC, con Greg Van Avermaet nella situazione ideale in quanto la presenza del compagna di squadra solitario al comando lo esime dal tirare, lasciando agli altri il compito di guidare l’inseguimento.
Oss viene, tuttavia, fermato dall’ammiraglia per dare aiuto diretto al gruppo di testa, probabilmente perché Van Avermaet si sente così forte da preferire avere un compagno che lavorasse per impedire il rientro del gruppo Boonen, nel quale era in quel momento ancora presente Sagan, piuttosto che far lavorare gli altri per ricucire su Oss. Se questo era l’intento, deve dirsi che ha portato i suoi discreti risultati, dato che il ritardo del gruppo Boonen da questo momento ha preso a lievitare fino a rendere impossibile il rientro degli avversari.
Sul Carrefour de l’Arbre Van Avermaet prova a lasciarsi alle spalle gli avversari con una trenata lunghissima e micidiale che stronca i tentativi di resistenza degli altri, con eccezione di Štybar e Langeveld. Il corridore ceco in un primo tempo tenta di esimersi dal tirare con la scusa di avere Tom Boonen dietro ma, successivamente, ben sapendo che il capitano non può rientrare, tenta di provare la febbre a Van Avermaet con due accelerate che vengono stoppate con grande autorità dall’olimpionico, che appare in forma smagliante.
Arrivati nel velodromo i tre cominciano una fase di studio estremamente pericolosa, dato che vanno in quasi surplace per tentare di conquistare la posizione migliore per lanciare lo sprint. Questo studio esasperato permette a Moscon e Stuyven di riportarsi sui tre al comando. E’ proprio l’ottimo Moscon che tenta di lanciare la volata lunga, ma le energie spese per rientrare non gli permettono di avere successo. Dal canto suo Štybar prova a partire sparato all’improvviso, ma Van Avermaet riesce a raggiungerlo ed a superarlo senza problemi.
Il belga, dopo Rio, ci ha preso gusto e non si ferma più, inanella un successo dietro l’altro e dopo il secondo posto al Giro delle Fiandre conquista la sua prima classica monumento. A questo punto, aspettiamo ancora Van Avermaet nelle prossime classiche di questa primavera.
Sagan anche questa volta è stato fermato dalla sfortuna e, dopo il secondo posto alla Milano Sanremo in una situazione nella quale si era trovato a doversi sobbarcare tutto il lavoro e dopo la caduta al Giro delle Fiandre, anche oggi ha dovuto alzare bandiera bianca anzitempo, fermato da un problema meccanico proprio nel momento in cui aveva agganciato il gruppetto dal quale si è poi sviluppata l’azione decisiva. Il campione del mondo ha comunque onorato la corsa come aveva fatto al Fiandre, arrivando al traguardo applaudito da tutto il pubblico del velodromo che ha tributato anche a Tom Boonen il ringraziamento per aver animato e corso con tutte le forze anche questa edizione della Parigi-Roubaix che, per lui che l’ha vinta 4 volte, è stata l’ultima. Ha tentato in ogni modo di battere il record di Roger de Vlaeminck, impresa sfuggitagli per un soffio l’anno scorso in uno sprint che sembrava vinto in partenza contro l’australiano Hayman.
Va così in archivio anche questa straordinaria edizione della classica delle pietre che non ha riservato neppure un minuto senza emozioni e che si inserisce in un inizio di stagione davvero emozionante, che sta offrendo corse straordinarie. Le tre monumento disputate sinora sono state tutte e tre all’altezza della loro fama e del loro prestigio grazie ai campioni che le hanno interpretate al meglio, offrendo agli appassionati uno spettacolo davvero imperdibile.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team 5:41:07
2 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors
3 Sebastian Langeveld (Ned) Cannondale-Drapac
4 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
5 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
6 Arnaud Demare (Fra) FDJ 0:00:12
7 André Greipel (Ger) Lotto Soudal
8 Edward Theuns (Bel) Trek-Segafredo
9 Adrien Petit (Fra) Direct Energie
10 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
11 Mathew Hayman (Aus) Orica-Scott
12 Florian Senechal (Fra) Cofidis, Solutions Credits
13 Tom Boonen (Bel) Quick-Step Floors
14 Yoann Offredo (Fra) Wanty – Groupe Gobert
15 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team
16 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
17 Piet Allegaert (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
18 Nikolas Maes (Bel) Lotto Soudal
19 Sylvain Chavanel (Fra) Direct Energie
20 Dylan Van Baarle (Ned) Cannondale-Drapac
21 Daniel Oss (Ita) BMC Racing Team
22 Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal 0:00:20
23 Jelle Wallays (Bel) Lotto Soudal 0:00:26
24 Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal 0:00:36
25 Ramon Sinkeldam (Ned) Team Sunweb 0:02:24
26 Marco Marcato (Ita) Team UAE Emirates
27 Nils Politt (Ger) Katusha-Alpecin
28 Jonas Van Genechten (Bel) Cofidis, Solutions Credits
29 Koen De Kort (Ned) Trek-Segafredo
30 Bert Van Lerberghe (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
31 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
32 Bert De Backer (Bel) Team Sunweb
33 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo
34 Dimitri Claeys (Bel) Cofidis, Solutions Credits
35 Stijn Vandenbergh (Bel) AG2R La Mondiale 0:03:01
36 Bernhard Eisel (Aut) Dimension Data 0:03:30
37 Pieter Vanspeybrouck (Bel) Wanty – Groupe Gobert 0:03:45
38 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe 0:05:12
39 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:05:44
40 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 0:07:12
41 Daniele Bennati (Ita) Movistar Team 0:09:41
42 Wouter Wippert (Ned) Cannondale-Drapac
43 Mickael Delage (Fra) FDJ
44 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors
45 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ
46 Mads Würtz Schmidt (Den) Katusha-Alpecin
47 Dylan Groenewegen (Ned) Team LottoNl-Jumbo
48 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
49 Mike Teunissen (Ned) Team Sunweb
50 Ryan Mullen (Irl) Cannondale-Drapac
51 Boy van Poppel (Ned) Trek-Segafredo
52 Pim Ligthart (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
53 Scott Thwaites (GBr) Dimension Data
54 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
55 Pierre Luc Perichon (Fra) Fortuneo – Vital Concept
56 Miles Scotson (Aus) BMC Racing Team
57 Maxime Farazijn (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
58 Olivier Le Gac (Fra) FDJ
59 Christian Knees (Ger) Team Sky
60 Jorge Arcas Peña (Spa) Movistar Team
61 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
62 Gregory Rast (Swi) Trek-Segafredo
63 Hugo Houle (Can) AG2R La Mondiale
64 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
65 Tom Scully (NZl) Cannondale-Drapac
66 Alex Dowsett (GBr) Movistar Team
67 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott
68 Dmitriy Gruzdev (Kaz) Astana Pro Team
69 Preben Van Hecke (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
70 William Clarke (Aus) Cannondale-Drapac
71 Nikias Arndt (Ger) Team Sunweb
72 Ian Stannard (GBr) Team Sky
73 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team
74 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team
75 Maciej Bodnar (Pol) Bora-Hansgrohe
76 Tony Martin (Ger) Katusha-Alpecin
77 Andreas Schillinger (Ger) Bora-Hansgrohe 0:09:48
78 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal 0:09:53
79 Edward Planckaert (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise 0:09:55
80 Wesley Kreder (Ned) Wanty – Groupe Gobert
81 Francis Mourey (Fra) Fortuneo – Vital Concept
82 Yves Lampaert (Bel) Quick-Step Floors
83 Jens Keukeleire (Bel) Orica-Scott 0:14:06
84 Marc Sarreau (Fra) FDJ
85 Juraj Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe 0:18:28
86 Franck Bonnamour (Fra) Fortuneo – Vital Concept
87 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
88 Matteo Trentin (Ita) Quick-Step Floors
89 Niccolo Bonifazio (Ita) Bahrain-Merida
90 Alexander Edmonson (Aus) Orica-Scott 0:20:44
91 Mitch Docker (Aus) Orica-Scott
92 Truls Korsaeth (Nor) Astana Pro Team
93 David Per (Slo) Bahrain-Merida
94 Amund Grondahl Jansen (Nor) Team LottoNl-Jumbo
95 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo
96 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
97 Reinardt Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
98 Julien Vermote (Bel) Quick-Step Floors
99 Matti Breschel (Den) Astana Pro Team
100 Boris Vallee (Bel) Fortuneo – Vital Concept
101 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida 0:20:50
102 Jay Robert Thomson (RSA) Dimension Data 0:27:12

Lo sprint decisivo sulla mitica pista del velodromo di Roubaix (Tim de Waele/TDWSport.com)

Lo sprint decisivo sulla mitica pista del velodromo di Roubaix (Tim de Waele/TDWSport.com)

FIANDRE, LA VENDETTA DI GILBERT

aprile 2, 2017 by Redazione  
Filed under 3) GIRO DELLE FIANDRE, News

Dopo il secondo posto nella E3 Harelbeke e nella “A travers la Flandre”, Philippe Gilbert, che vicino allo scoccar delle trentacinque primavere sembra tornato quello di un tempo, conquista la classica monumento che apre la stagione delle classiche del nord con un’impresa memorabile con tutti i crismi, compreso l’arrivo solitario ed il traguardo superato con la bici alzata verso il cielo.

Era nell’aria un successo di Philppe Gilbert, un campione che aveva fatto incetta di classiche fino a qualche anno fa, senza mai però centrare il successo in questa importante corsa. In questa stagione sinora aveva vinto solo la prima tappa della Tre giorni di La Panne, vittoria che gli aveva anche permesso di conquistare la classifica generale.
Tuttavia, le corse più importanti gli erano sfuggite di un soffio: la E3 Harelbeke persa in volata con Van Avermaet e la corsa che fa da preludio al Giro delle Fiandre, “A travers la Flandre”, vinta da Lampaert.
Queste due corse, nelle quali Gilbert ha conquistato la piazza d’onore, sono quelle che maggiormente si avvicinano al Giro della Fiandre, vuoi per le zone attraversate, vuoi per le caratteristiche del percorso. Era perciò presumibile, come si diceva in apertura, che Gilbert oggi avrebbe tentato il tutto per tutto per centrare la vittoria della più prestigiosa di queste tre gare.
La concorrenza era agguerrita, nomi come Van Avermaet e, soprattutto, Sagan non erano certo tranquillizzanti per il campione nazionale belga, che ha però confezionato un’impresa da ricordare.
Per quel che riguarda la cronaca della corsa, va segnalato che la fuga di giornata è partita in concomitanza con l’abbassarsi della bandiera del via ufficiale.
Salutano il gruppo Julien Duval (AG2R-La Mondiale), Oliviero Troia (UAE Team Emirates), Marc McNally (Wanty-Groupe Gobert), Stef Van Zummeren, Michael Goolaerts (Vérandas Willems–Crelan) e Julien Morice (Direct Énergie). A costoro si aggregano, dopo alcuni chilometri, anche Edward Planckaert (Sport Vlaanderen-Baloise) e André Looij (Roompot-Nederlandse Loterij). Il gruppo non sembra particolarmente preoccupato del tentativo di questi uomini che, infatti, riescono a mettere oltre 11 minuti tra loro ed il gruppo.
A quel punto alcune formazione, prima tra tutte la BMC, cercano di alzare l’andatura per ridurre il gap che ai piedi del primo muro è di circa 10 minuti.
Sull’Oude Kwaremont l’armonia in gruppo si spezza e vari corridori provano a scattare ed a formare tentativi, ma nessuno di questi riesce ad avere fortuna, mentre l’andatura, che comincia a salire progressivamente, apre una fase piuttosto confusa della corsa con moltissime cadute in gruppo. Tra i corridori coinvolti ci sono il nostro Niccolò Bonifazio (Bahrain Merida) e lo sfortunato taiwanese Chun Kai Feng, pure in forza al team arabo, che, dopo essere finito per ben due volte a terra, è costretto ad allontanarsi dalla corsa a bordo di un’autoambulanza.
La chiave della corsa odierna è stato il ritrovato Muro di Grammont, reintrodotto nel tracciato dopo esser stato affrontato l’ultima volta nel 2011, sul quale entrano in azione in prima persona Gilbert e Boonen: i due attesi campione della Quick-Step Floors riescono a sorprendere due grossi favoriti come il campione del mondo Sagan (Bora – Hansgrohe) e l’olimpionico Van Avermaet (BMC Racing Team), mentre restano a ruota Maciej Bodnar (Bora – Hansgrohe), Matteo Trentin (Quick-Step Floors), Gianni Moscon, Luke Rowe (Team Sky), Bryan Coquard, Sylvain Chavanel (Direct Énergie), Sacha Modolo (UAE Team Emirates), Sep Vanmarcke (Cannondale – Drapac), Jasper Stuyven (Trek – Segafredo), Alexander Kristoff (Katusha – Alpecin), Pieter Vanspeybrouck (Wanty – Groupe Gobert) e Arnaud Démare (FDJ).
Con due personaggi come Sagan e Van Avermaet indietro, il drappello dei contrattaccanti cerca un buon accordo per evitare il rientro dei pericolosi titolati e il loro vantaggio ondeggia tra i 40 secondi ed il minuto, mentre dietro faticano a trovare la quadra con BMC e Bora tra le più attive, mentre Lotto-Soudal e Astana contribuiscono all’inseguimento in modo meno incisivo.
La fuga del mattino viene quindi raggiunta dai contrattaccanti quando mancano ancora 65 Km alla conclusione, segno del fatto che il gruppo è esploso ben prima delle fasi finali.
Gilbert inizia a confezionare il proprio capolavoro al secondo passaggio sull’Oude Kwaremont, staccando tutti con un azione di forza quando mancano ancora 55 Km alla conclusione. Intanto, i suoi compagni di squadra Boonen e Trentin tentano di interpretare al meglio il ruolo di stopper.
Le operazioni per il tentativo di ricongiungimento vengono prese in mano da Sep Vanmarcke della Cannondale, anch’esso favorito dal correre in casa e dalle sue caratteristiche di uomo da classiche: purtroppo il suo tentativo si infrange sull’asfalto, come era toccato in precedenza a molti altri uomini.
Sul Paterberg Sagan e Van Avermaet rientrano sui più immediati inseguitori di Gilbert, che tenta di mantenere un buon ritmo senza sfinirsi e riesce ad incrementare il vantaggio sugli inseguitori sino a portarlo ad assestarsi intorno al minuto.
Sul Taaienberg, mentre Boonen è costretto a fermarsi per un problema meccanico, si forma un quintetto grazie all’accelerazione di Sagan che si porta dietro Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), Greg Van Avermaet, Matteo Trentin e Yoann Offredo (Wanty – Groupe Gobert). In cinque riescono agevolmente e riportarsi su Felline (Trek – Segafredo) e Van Baarle (Cannondale-Drapac), che si erano portati in avanscoperta dopo il Paterberg, mentre appare molto più complicato raggiungere la testa della corsa, dato che il battistrada riesce a gestirsi egregiamente anche nei tratti pianeggianti.
Sull’ultimo passaggio sull’Oude Kwaremont Sagan, che non dà mai per vinto, ci riprova e Van Avermaet e Naesen sono gli unici a tenere il ritmo dello slovacco; ma quasi in vetta al muro il campione del mondo sbanda, forse nel tentativo di stare a bordo strada per evitare il pavè, e cade facendo finire a terra anche Naesen e Van Avermaet. Per lo slovacco e per Naesen è la fine della corsa, mentre Van Avermaet riesce a ripartire dopo essere stato superato da Van Baarle, che era rimasto vittima dello scatto di Sagan.
A questo punto la situazione è, quindi, la seguente: davanti a tutti Gilbert seguito da Van Baarle e, più indietro, Offredo, Felline, Trentin, Van Avermaet e Terpstra (Quick-Step Floors).
Nell’ultima ascesa verso il Paterberg Van Avermaet e Terpstra si riportano su Van Baarle poi negli ultimi chilometri pianeggianti il peso della lunghissima azione solitaria ed il vento contrario mettono a dura prova il campione belga, che riesce comunque a mantenere un vantaggio tale da permettergli di scendere dalla bicicletta sulla linea d’arrivo e festeggiare la vittoria come aveva fatto l’anno Diego Rosa nella quinta tappa del Giro dei Paesi Baschi, anche il quel caso al termine di una lunghissima azione solitaria.
Come sappiamo, Gilbert ha un particolare feeling con l’Amstel Gold Race e, quindi, con uno stato di forma simile c’è da giurare che il belga tenterà di festeggiare la giornata di Pasqua con un’altra vittoria.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors 6:23:45
2 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team 0:00:29
3 Niki Terpstra (Ned) Quick-Step Floors
4 Dylan Van Baarle (Ned) Cannondale-Drapac
5 Alexander Kristoff (Nor) Katusha-Alpecin 0:00:53
6 Sacha Modolo (Ita) Team UAE Emirates
7 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
8 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina
9 Sylvain Chavanel (Fra) Direct Energie
10 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
11 Michael Valgren Andersen (Den) Astana Pro Team
12 Luke Durbridge (Aus) Orica-Scott
13 Matteo Trentin (Ita) Quick-Step Floors
14 Yoann Offredo (Fra) Wanty – Groupe Gobert
15 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
16 Scott Thwaites (GBr) Dimension Data
17 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal
18 Nelson Oliveira (Por) Movistar Team
19 Fabio Felline (Ita) Trek-Segafredo 0:01:01
20 André Greipel (Ger) Lotto Soudal 0:02:29
21 Baptiste Planckaert (Bel) Katusha-Alpecin
22 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
23 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale 0:02:32
24 Alberto Bettiol (Ita) Cannondale-Drapac
25 Alexander Edmonson (Aus) Orica-Scott 0:03:30
26 Adrien Petit (Fra) Direct Energie
27 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
28 Nikias Arndt (Ger) Team Sunweb
29 Pim Ligthart (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
30 Magnus Cort Nielsen (Den) Orica-Scott
31 Julien Duval (Fra) AG2R La Mondiale
32 Matti Breschel (Den) Astana Pro Team
33 Marco Marcato (Ita) Team UAE Emirates
34 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ
35 Julien Vermote (Bel) Quick-Step Floors
36 Yves Lampaert (Bel) Quick-Step Floors
37 Tom Boonen (Bel) Quick-Step Floors
38 Boy Van Poppel (Ned) Trek-Segafredo
39 Frederik Backaert (Bel) Wanty – Groupe Gobert
40 Florian Senechal (Fra) Cofidis, Solutions Credits
41 Stefan Küng (Swi) BMC Racing Team
42 Nils Politt (Ger) Katusha-Alpecin
43 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida
44 Preben Van Hecke (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
45 Stijn Vandenbergh (Bel) AG2R La Mondiale
46 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
47 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team
48 Guillaume Van Keirsbulck (Bel) Wanty – Groupe Gobert
49 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
50 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina
51 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
52 Tom Van Asbroeck (Bel) Cannondale-Drapac
53 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty – Groupe Gobert
54 Huub Duyn (Ned) Veranda’s Willems Crelan
55 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
56 Arnaud Demare (Fra) FDJ
57 Edward Theuns (Bel) Trek-Segafredo
58 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
59 Reinardt Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
60 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
61 Daniel Oss (Ita) BMC Racing Team
62 Gaetan Bille (Bel) Veranda’s Willems Crelan 0:03:35
63 Alex Turrin (Ita) Wilier Triestina
64 Ian Stannard (GBr) Team Sky 0:03:36
65 Bryan Coquard (Fra) Direct Energie
66 Maciej Bodnar (Pol) Bora-Hansgrohe
67 Zdenek Štybar (Cze) Quick-Step Floors
68 Ivan Garcia Cortina (Spa) Bahrain-Merida 0:04:15
69 Sam Bewley (NZl) Orica-Scott 0:04:32
70 Olivier Le Gac (Fra) FDJ 0:06:59
71 Mark Mcnally (GBr) Wanty – Groupe Gobert
72 Sebastian Langeveld (Ned) Cannondale-Drapac
73 Michael Morkov (Den) Katusha-Alpecin
74 Søren Kragh Andersen (Den) Team Sunweb 0:08:02
75 Koen De Kort (Ned) Trek-Segafredo
76 Pieter Vanspeybrouck (Bel) Wanty – Groupe Gobert
77 Federico Zurlo (Ita) Team UAE Emirates 0:08:35
78 Ramon Sinkeldam (Ned) Team Sunweb
79 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team
80 Christoph Pfingsten (Ger) Bora-Hansgrohe
81 Mike Teunissen (Ned) Team Sunweb
82 Ryan Mullen (Irl) Cannondale-Drapac
83 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors
84 Dries Van Gestel (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
85 Antoine Duchesne (Can) Direct Energie
86 Andrey Grivko (Ukr) Astana Pro Team
87 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
88 Dion Smith (NZl) Wanty – Groupe Gobert
89 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
90 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb
91 Mathew Hayman (Aus) Orica-Scott
92 Mitch Docker (Aus) Orica-Scott
93 Wesley Kreder (Ned) Wanty – Groupe Gobert
94 Jonas Rickaert (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
95 Julien Morice (Fra) Direct Energie
96 Mickael Delage (Fra) FDJ
97 Lars Boom (Ned) Team LottoNl-Jumbo
98 Dimitri Claeys (Bel) Cofidis, Solutions Credits
99 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team
100 Stijn Steels (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
101 Dries De Bondt (Bel) Veranda’s Willems Crelan
102 Christian Knees (Ger) Team Sky 0:11:31
103 Hugo Houle (Can) AG2R La Mondiale
104 Bernhard Eisel (Aut) Dimension Data
105 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo
106 Lukasz Wisniowski (Pol) Team Sky
107 Kiel Reijnen (USA) Trek-Segafredo
108 Owain Doull (GBr) Team Sky
109 Stijn Devolder (Bel) Veranda’s Willems Crelan
110 Tom Scully (NZl) Cannondale-Drapac
111 Rudy Barbier (Fra) AG2R La Mondiale
112 Juraj Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
113 Rafael Andriato (Bra) Wilier Triestina
114 Bert Van Lerberghe (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
115 Gijs Van Hoecke (Bel) Team LottoNl-Jumbo
116 Amund Grondahl Jansen (Nor) Team LottoNl-Jumbo
117 Yohann Gene (Fra) Direct Energie
118 Alexandre Pichot (Fra) Direct Energie
119 Gregory Rast (Swi) Trek-Segafredo
120 Luke Rowe (GBr) Team Sky
121 Tyler Farrar (USA) Dimension Data

Gilbert confeziona sulle strade delle Fiandre una delle più splendide imprese della sua carriera (Tim de Waele/TDWSport.com

Gilbert confeziona sulle strade delle Fiandre una delle più splendide imprese della sua carriera (Tim de Waele/TDWSport.com

VAN AVERMAET CALA IL TRIS

marzo 27, 2017 by Redazione  
Filed under 2) GAND - WEVELGEM, News

Dopo l’Omloop Het Nieuwsblad ed l’E3 Harelbeke Greg Van Avermaet si aggiudica anche la Gand – Wevelgem, nel giorno in cui Alejandro Valverde vince la Volta Catalunya, l’altra prova World Tour che si concludeva in contemporanea. Dietro Van Avermaet al secondo posto si piazza il fiammingo Keukeleire, al terzo Peter Sagan. Per il belga terza affermazione nel World Tour del 2017, che lo proietta come avversario più accreditato a contendere a Sagan il successo nell’imminente Giro delle Fiandre.

La Gand – Wevelgem si presenta con significative novità sul tracciato, finalizzate ad accrescere soprattutto lo spettacolo nel finale. Spazio dunque ai Ploegsteert, sterrati che il gruppo ha affrontato in fila indiana rendendo la corsa ancora più ostica da interpretare. Tra i muri in pavé, la doppia scalata del Kemmelberg ha costituito come sempre il piatto forte di una classica tra le più affascinanti della Campagna del Nord. Ed è proprio nell’ultimo passaggio sul Kemmelberg che la corsa si accende. Van Avermaet scatta, Sagan lo blocca subito. In testa insieme a loro resta un gruppo di quindici corridori, che si riducono a cinque a 20 km dal traguardo. Oltre a Van Avermaet (BMC) e Sagan (Bora Hansgrohe), in testa restano Keukeleire (Orica Scott), Andersen (Sunweb) e Terpstra (Quick-Step). Quest’ultimo non tira e Sagan gli fa il buco. Van Avermaet e Keukeleire guadagnano così qualche metro senza neanche scattare e il divario tra i due davanti e i tre dietro resta immutato per tutti i 13 km che separano la testa della corsa dal traguardo. È un gap di 200 metri che non sarà più recuperato. Passato l’ultimo chilometro Van Avermaet conduce in testa la volata, Keukeleire prova ad uscire dalla ruota ma senza risultato. Per il capitano della BMC è vittoria, mentre dietro Sagan si aggiudica la terza posizione. Buona la prova degli italiani, che sono mancati però nel momento clou della corsa. Colbrelli, Bettiol e Trentin, presenti alla fine della discesa del Kemmelberg, non sono riusciti a inserirsi nel gruppo dei cinque che sono poi andati a disputarsi la vittoria. Manca ancora qualcosa per colmare il divario con i migliori del lotto per questo tipo di corse, ma la strada è quella giusta.

Valerio Capsoni

ORDINE D’ARRIVO

1 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team 5:39:05
2 Jens Keukeleire (Bel) Orica-Scott
3 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe 0:00:06
4 Niki Terpstra (Ned) Quick-Step Floors
5 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
6 Tom Boonen (Bel) Quick-Step Floors
7 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
8 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
9 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors
10 Sacha Modolo (Ita) Team UAE Emirates
11 Maxime Vantomme (Bel) WB Veranclassic Aqua Protect
12 Bert Van Lerberghe (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
13 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
14 Juraj Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
15 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits
16 Søren Kragh Andersen (Den) Team Sunweb
17 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe
18 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo
19 Edward Theuns (Bel) Trek-Segafredo
20 Guillaume Van Keirsbulck (Bel) Wanty – Groupe Gobert
21 Ian Stannard (GBr) Team Sky
22 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
23 Coen Vermeltfoort (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
24 Daniele Bennati (Ita) Movistar Team
25 Marco Marcato (Ita) Team UAE Emirates
26 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott
27 Loïc Vliegen (Bel) BMC Racing Team
28 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
29 Scott Thwaites (GBr) Dimension Data
30 Yoann Offredo (Fra) Wanty – Groupe Gobert
31 Nikolas Maes (Bel) Lotto Soudal
32 Alberto Bettiol (Ita) Cannondale-Drapac
33 Michael Valgren Andersen (Den) Astana Pro Team
34 Hugo Houle (Can) AG2R La Mondiale
35 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
36 Hugo Hofstetter (Fra) Cofidis, Solutions Credits
37 Niccolo Bonifazio (Ita) Bahrain-Merida
38 Dries Van Gestel (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
39 Daniel Oss (Ita) BMC Racing Team
40 Andrey Grivko (Ukr) Astana Pro Team
41 Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal
42 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
43 Mitch Docker (Aus) Orica-Scott 0:00:13
44 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
45 Koen De Kort (Ned) Trek-Segafredo
46 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
47 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott
48 Julien Vermote (Bel) Quick-Step Floors
49 Yves Lampaert (Bel) Quick-Step Floors
50 Fabio Felline (Ita) Trek-Segafredo
51 Matteo Trentin (Ita) Quick-Step Floors
52 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors
53 Dimitri Claeys (Bel) Cofidis, Solutions Credits
54 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida 0:00:30
55 Tom Van Asbroeck (Bel) Cannondale-Drapac 0:01:20
56 Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal 0:01:32
57 Robert Wagner (Ger) Team LottoNl-Jumbo 0:07:26
58 Pim Ligthart (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
59 Julien Duval (Fra) AG2R La Mondiale
60 Elmar Reinders (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
61 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team
62 Moreno Hofland (Ned) Lotto Soudal
63 Huub Duyn (Ned) Veranda’s Willems Crelan
64 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors
65 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team
66 Jay Robert Thomson (RSA) Dimension Data
67 Carlos Barbero (Spa) Movistar Team
68 Rick Zabel (Ger) Katusha-Alpecin
69 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
70 Mark McNally (GBr) Wanty – Groupe Gobert
71 Simone Consonni (Ita) Team UAE Emirates
72 Ryan Mullen (Irl) Cannondale-Drapac
73 Alexander Kristoff (Nor) Katusha-Alpecin
74 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty – Groupe Gobert
75 Kenneth Van Rooy (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
76 Bernhard Eisel (Aut) Dimension Data
77 Dennis Van Winden (Ned) Israel Cycling Academy
78 Arnaud Demare (Fra) FDJ
79 Mike Teunissen (Ned) Team Sunweb
80 Dylan Groenewegen (Ned) Team LottoNl-Jumbo
81 Amund Grondahl Jansen (Nor) Team LottoNl-Jumbo
82 Stefan Küng (Swi) BMC Racing Team
83 Borut Bozic (Slo) Bahrain-Merida
84 Jelle Wallays (Bel) Lotto Soudal
85 Baptiste Planckaert (Bel) Katusha-Alpecin
86 Dmitriy Gruzdev (Kaz) Astana Pro Team
87 Preben Van Hecke (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
88 Raymond Kreder (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
89 Berden De Vries (Ned) Roompot – Nederlandse Loterij
90 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
91 Gediminas Bagdonas (Ltu) AG2R La Mondiale
92 Héctor Carretero (Spa) Movistar Team
93 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
94 Maciej Bodnar (Pol) Bora-Hansgrohe
95 Lars Boom (Ned) Team LottoNl-Jumbo
96 Tyler Farrar (USA) Dimension Data
97 Dylan Van Baarle (Ned) Cannondale-Drapac
98 Mathew Hayman (Aus) Orica-Scott
99 Sebastian Langeveld (Ned) Cannondale-Drapac
100 Florian Senechal (Fra) Cofidis, Solutions Credits
101 Caleb Ewan (Aus) Orica-Scott
102 Wesley Kreder (Ned) Wanty – Groupe Gobert
103 Michael Morkov (Den) Katusha-Alpecin 0:13:47
104 Ivan Garcia (Spa) Bahrain-Merida
105 Federico Zurlo (Ita) Team UAE Emirates
106 Olivier Le Gac (Fra) FDJ
107 Mickael Delage (Fra) FDJ
108 Loic Chetout (Fra) Cofidis, Solutions Credits
109 Lukasz Wisniowski (Pol) Team Sky
110 Christian Knees (Ger) Team Sky
111 Christophe Masson (Fra) WB Veranclassic Aqua Protect
112 Gregory Rast (Swi) Trek-Segafredo
113 Tony Martin (Ger) Katusha-Alpecin
114 Edward Planckaert (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise 0:13:51
115 Gianni Moscon (Ita) Team Sky 0:13:52

Inseguiti dalla muta scatenata del gruppo, Van Avermart e Keukeleire giungono assieme sulla linea darrivo, dove si impone ancora il campione olimpico (foto Bettini)

Inseguiti dalla muta scatenata del gruppo, Van Avermart e Keukeleire giungono assieme sulla linea d'arrivo, dove si impone ancora il campione olimpico (foto Bettini)

SAGAN E “KWIATO”, DUE CAMPIONI A SANREMO

marzo 18, 2017 by Redazione  
Filed under 1) MILANO - SANREMO, News

Continua la maledizione della Sanremo per Peter Sagan che perde, proprio sul traguardo, la possibilità di annoverare la classicissima nel suo ricco palmares. Il suo predecessore in maglia iridata Michal Kwiatkowski, che era sembrato il meno brillante nel terzetto di testa, lo ha bruciato negli ultimissimi metri andando a centrare un successo di prestigio pari, se non superiore, a quello di Ponferrada.

Come sempre la Classicissima si è rivelata una corsa piena di fascino, per la sua storia, per il suo chilometraggio, per la sua difficoltà nell’essere interpretata e per le sue insidie tecniche. Quest’anno tutti questi elementi hanno regalato una corsa emozionante sino all’ultimo metro, con un’azione di pregevolissima fattura sul Poggio che i protagonisti hanno concluso positivamente, riuscendo ad impedire il rientro del gruppo con i vari velocisti puri.
Il pregio dell’azione vincente, promossa da Sagan e finalizzata da Kwiatkowski, è stata proprio nel modo in cui lo slovacco è riuscito a levarsi di ruota il gruppo con la sola eccezione di Kwiatkowski ed Alaphilippe, rientrati tra l’altro in un secondo momento.
Sagan, infatti, è partito dalle prime posizioni e, nonostante la velocità e la pendenza dolce lo sconsigliassero, è riuscito in un primo momento a staccare tutti con una progressione impressionante. Kwiatkowski, che già aveva mostrato il proprio stato di grazia conquistando il successo alla Strade Bianche, è stato bravissimo a riportarsi sullo slovacco, insieme ad Alaphilippe, con una sorta di progressione in apnea. E’ stato poi proprio Alaphilippe ad offrire il punto di appoggio al polacco, dato che il vincitore era sembrato il meno brillante sul Poggio. In pianura, del resto, Alaphilippe lo aveva platealmente invitato a desistere dal rimanere in ultima posizione. Negli ultimi metri Sagan è partito lungo, cercando il buco, ma molto saggiamente Kwiatkowski gli ha lasciato appena un paio di metri, il minimo necessario per sfruttarne la scia, ed è stato proprio grazie a quella scia che è riuscito ad uscire con scelta di tempo perfetta.
Quest’anno il percorso era quello classico con l’arrivo in Via Roma, il Turchino, i tre storici capi (Mele, Cervo, Berta), la Cipressa e il Poggio e senza la salita delle Manie. Il chilometraggio complessivo, considerato anche il tratto di trasferimento fino al via ufficiale, sfiorava i 300 chilometri.
La corsa ha visto due momenti tattici fondamentali mentre la prima parte, fino all’inizio dei capi, è stata caratterizzata da una media bassa e da una fuga tenuta a bagnomaria dal gruppo nonostante la tenacia e l’impegno profuso dagli attaccanti. In effetti il tasso tecnico degli elementi in fuga non preoccupava più di tanto le squadre dei big, tuttavia la generosità degli uomini di testa ha reso necessario un deciso cambio di ritmo per annullare il tentativo. Tale cambio di ritmo ha aperto la seconda parte della gara, corsa invece ad ritmi altissimi fino al traguardo.
La fuga di giornata si è sviluppata dopo pochissimi chilometri dalla partenza con Nico Denz (Ag2r La Mondiale), Mattia Frapporti (Androni-Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani-CSF), William Clarke, Tom Skujins (Cannondale-Drapac), Ivan Rovny (Gazprom-Rusvelo), Alan Marangoni (Nippo-Fantini), Umberto Poli (Novo Nordisk), Federico Zurlo (UAE Team Emirates) e Julen Amezqueta (Wilier-Selle Italia). Il vantaggio dei battistrada lievita fino a 4 minuti, ma il gruppo non permette che esso salga ulteriormente e tiene sempre la fuga a distanza di sicurezza. In prossimità di Capo Mele la velocità del gruppo inizia a salire ed il vantaggio dei battistrada a scendere proporzionalmente. Sul Capo Cervo tenta di andarsene dal gruppo Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), ma la sua azione viene neutralizzata sul successivo Capo Berta. Sulle pendenze abbastanza severe di questa salita perdono contatto dalla testa della corsa Poli, Frapporti e Zurlo.
Anche i sette reduci della fuga devono arrendersi al rientro del gruppo, ora tirato a forte velocità, sulle prime rampe della Cipressa. Proprio su questa salita iniziano a vedersi nel gruppo, frattanto tornato compatto, i primi tentativi di attacco inscenati da Greg Van Avermaet (BMC), Philippe Gilbert (Quick-Step Floors) e Tim Wellens (Lotto Soudal), che si porta dietro Mattia Cattaneo (Androni-Sidermec) tentando di ripartire in contropiede. In testa al gruppo è Tom Dumoulin (Team Sunweb) che va a chiudere i piccoli buchi e sfilacciamenti che le varie accelerazioni avevano nel frattempo provocato. L’azione dell’olandese provoca le prime vittime illustri che rispondono ai nomi di Bonifazio, Guarnieri e, soprattutto, di Mark Cavendish, uno dei maggiori favoriti in caso di arrivo in volata.
L’inquietudine continua anche dopo il ritorno sull’Aurelia di un gruppo ormai ridotto ad una cinquantina di unità. A muoversi è Tony Gallopin (Lotto Soudal), con vari atleti che cercano di seguirlo un po’ alla spicciolata, ma gli uomini di Peter Sagan non permettono ai fuoriusciti di strutturarsi, andando ad operare il ricongiungimento in tempi rapidissimi.
I successivi chilometri vedono le squadre cercare di tenere i capitani nelle posizioni più avanzate in vista dell’attacco al Poggio che rappresenta sempre il momento chiave della corsa, quello in cui si può tentare di fare la differenza per evitare l’arrivo allo sprint. È il momento nel quale coloro che hanno lo spunto bruciante in salita più che l’esplosività in volata tentano di avvantaggiarsi per poi cercare di resistere negli ultimi 3 chilometri di pianura prima di arrivare sul traguardo storico di Via Roma, tornato di scena dal 2014 dopo che dal 2008 al 2013 in Lungomare Italo Calvino.
L’azione principale è quella di Tom Boonen, oggi in veste di gregario, che tira il gruppo a velocità altissima grazie alle sue doti sul passo per poi spostarsi all’inizio della salita, quando si vedono davanti gli Sky di Elia Viviani, cosa che fa pensare che l’olimpionico nell’omnium voglia tentare di tenere andatura alta ma costante per evitare gli scatti ai quali non potrebbe, comunque, resistere. Tuttavia, a tenere alta l’andatura ci pensa Tom Dumoulin. Gli Sky gli lasciano qualche metro, cosa che avvalora la tesi che Viviani voglia tentare di non sfinirsi sul Poggio mantenendo un ritmo regolare.
Quando Dumoulin molla la testa Peter Sagan parte con una accelerata delle sue, di quelle che fanno male; Colbrelli non resiste più di qualche metro e lo slovacco sembra potersene andare da solo, ma Alaphilippe rilancia l’azione, con un Kwiatkowski che, seppur in affanno, riesce, prendendo come punto di riferimento proprio il francese, a riportarsi su Sagan, andando a formare un terzetto di altissima qualità in testa.
Si intuisce subito che questo può essere il tentativo buono proprio per la qualità degli uomini davanti, tutti ottimi discesisti che vanno a scollinare con 10 secondi sul gruppo. La discesa del Poggio viene affrontata da Sagan a folle velocità e questo permette ai tre di guadagnare ulteriori secondi che si riveleranno fondamentali nel tratto di pianura, terreno sul quale il gruppo è nettamente avvantaggiato. Il peso di portare l’azione a buon fine grava, però e come era del resto ovvio, interamente sulle spalle del campione del mondo. I due compagni di avventura non hanno la benché minima intenzione di dare un cambio a uno come Sagan, perfettamente in grado di bastonarli in volata. A ben vedere, è proprio questa la situazione che non ha permesso a Sagan di conquistare la sua prima Classicissima. Lo slovacco, costretto a lanciare lo sprint lungo, trovandosi in prima posizione faccia al vento è arrivato sfinito negli ultimi metri ed è stato proprio questo calo a permettere a Kwiatkowski, che era stata molto bravo a lasciare due metri per sfruttarne la scia, di tagliare, per un soffio, il traguardo in prima posizione.
Come al solito il campione del mondo ha regalato una prestazione straordinaria, riuscendo ad andarsene su una salita come il Poggio, facendo la discesa a folle velocità e sobbarcandosi il peso del tratto in pianura, ricevendo solo un paio di brevissimi cambi. Dispiace che lo slovacco non sia riuscito a coronare questa azione con un successo, ma bisogna dire che anche Kwiatkowski ha pienamente meritato la vittoria. L’ex iridato, che quest’anno aveva già ottenuto un prestigioso successo alla Strade Bianche, era parso in difficoltà nel tentativo di rientrare su Sagan, ma è stato molto bravo a prendere come punto di riferimento Alaphilippe per completare il ricongiugimento con la testa della corsa. Nel tratto successivo, si è sempre tenuto in fondo, salvo un paio di brevi cambi, e poi, nell’ultimo chilometro, ha battezzato la ruota di Sagan sino al momento dello sprint nel quale è stato bravo sia a prenderne la scia, sia a scegliere perfettamente il tempo per infilare il suo successore in maglia iridata.
Proprio l’arrivo di due corridori di tale classe appaiati sullo storico traguardo di Via Roma costituisce un finale che testimonia ancora di più il fascino intramontabile della Classicissima che, con un chilometraggio al quale i corridori giovani sono poco abituati, resta ancora, nonostante alcune pur fondate critiche al tracciato, una delle corse più emozionanti e più sentite di tutta la stagione.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky 7:08:39
2 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
3 Julian Alaphilippe (Fra) Quick-Step Floors
4 Alexander Kristoff (Nor) Katusha-Alpecin 0:00:05
5 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors
6 Arnaud Demare (Fra) FDJ
7 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
8 Nacer Bouhanni (Fra) Cofidis, Solutions Credits
9 Elia Viviani (Ita) Team Sky
10 Caleb Ewan (Aus) Orica-Scott
11 Magnus Cort Nielsen (Den) Orica-Scott
12 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
13 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
14 Daniele Bennati (Ita) Movistar Team
15 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli
16 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott
17 Ben Swift (GBr) Team UAE Emirates
18 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
19 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
20 Marco Canola (Ita) Nippo – Vini Fantini
21 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
22 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo
23 Matti Breschel (Den) Astana Pro Team
24 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team
25 Oscar Gatto (Ita) Astana Pro Team
26 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
27 Daryl Impey (RSA) Orica-Scott
28 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team
29 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors
30 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits
31 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina
32 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
33 Iuri Filosi (Ita) Nippo – Vini Fantini
34 Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team
35 Michael Valgren Andersen (Den) Astana Pro Team
36 Simon Gerrans (Aus) Orica-Scott
37 Alberto Bettiol (Ita) Cannondale-Drapac
38 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data
39 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
40 Diego Ulissi (Ita) Team UAE Emirates
41 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
42 Anthony Roux (Fra) FDJ
43 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
44 Alex Dowsett (GBr) Movistar Team
45 Michael Albasini (Swi) Orica-Scott
46 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal
47 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida
48 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli
49 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
50 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
51 Geoffrey Soupe (Fra) Cofidis, Solutions Credits
52 Jens Keukeleire (Bel) Orica-Scott
53 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida
54 Davide Cimolai (Ita) FDJ 0:00:18
55 Matteo Trentin (Ita) Quick-Step Floors 0:00:20
56 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 0:00:31
57 Matej Mohoric (Slo) Team UAE Emirates
58 Fabio Felline (Ita) Trek-Segafredo
59 Simon Spilak (Slo) Katusha-Alpecin 0:00:53
60 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina 0:01:08
61 Manuele Mori (Ita) Team UAE Emirates 0:01:35
62 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ
63 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
64 Lukasz Wisniowski (Pol) Team Sky
65 Tom Boonen (Bel) Quick-Step Floors
66 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe
67 Primoz Roglic (Slo) Team LottoNl-Jumbo
68 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:01:45
69 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:02:25
70 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 0:02:28
71 Eduard Grosu (Rom) Nippo – Vini Fantini 0:03:52
72 Koen De Kort (Ned) Trek-Segafredo
73 Michael Morkov (Den) Katusha-Alpecin
74 Maciej Bodnar (Pol) Bora-Hansgrohe
75 Ivan Savitskiy (Rus) Gazprom – Rusvelo 0:03:55
76 Yonder Godoy (Ven) Wilier Triestina
77 Daniel Oss (Ita) BMC Racing Team
78 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
79 Ivan Santaromita (Ita) Nippo – Vini Fantini
80 Martin Elmiger (Swi) BMC Racing Team
81 Marco Marcato (Ita) Team UAE Emirates
82 Toms Skujins (Lat) Cannondale-Drapac
83 Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal
84 Hugo Houle (Can) AG2R La Mondiale
85 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli
86 Pier Paolo De Negri (Ita) Nippo – Vini Fantini
87 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
88 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
89 Nikias Arndt (Ger) Team Sunweb
90 Jacopo Mosca (Ita) Wilier Triestina
91 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
92 Ian Stannard (GBr) Team Sky
93 Simon Clarke (Aus) Cannondale-Drapac
94 Mathias Frank (Swi) AG2R La Mondiale
95 Andreas Schillinger (Ger) Bora-Hansgrohe
96 Niccolo Bonifazio (Ita) Bahrain-Merida
97 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
98 Luke Rowe (GBr) Team Sky
99 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale 0:03:59
100 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
101 Mark Cavendish (GBr) Dimension Data 0:05:24
102 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli
103 Alexey Tsatevich (Rus) Gazprom-Rusvelo
104 David Lozano (Spa) Team Novo Nordisk
105 Raffaello Bonusi (Ita) Androni Giocattoli
106 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF
107 Tom Van Asbroeck (Bel) Cannondale-Drapac
108 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
109 Ruslan Tleubayev (Kaz) Astana Pro Team
110 Simone Velasco (Ita) Bardiani CSF
111 Andrey Grivko (Ukr) Astana Pro Team
112 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team
113 Juraj Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
114 Sven Erik Bystrøm (Nor) Katusha-Alpecin
115 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida
116 Daniel Martin (Irl) Quick-Step Floors
117 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac
118 Fabio Sabatini (Ita) Quick-Step Floors
119 Nuno Bico (Por) Movistar Team
120 Jorge Arcas Peña (Spa) Movistar Team
121 Søren Kragh Andersen (Den) Team Sunweb
122 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
123 Mickael Delage (Fra) FDJ
124 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo
125 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
126 Gediminas Bagdonas (Ltu) AG2R La Mondiale
127 Gregory Rast (Swi) Trek-Segafredo
128 Luca Wackermann (Ita) Bardiani CSF
129 Ignatas Konovalovas (Ltu) FDJ
130 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo
131 Sacha Modolo (Ita) Team UAE Emirates
132 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
133 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal
134 Carlos Betancur (Col) Movistar Team
135 Vegard Stake Laengen (Nor) Team UAE Emirates
136 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF
137 Mathew Hayman (Aus) Orica-Scott
138 Thomas Leezer (Ned) Team LottoNl-Jumbo
139 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina
140 Davide Ballerini (Ita) Androni Giocattoli 0:08:34
141 Stijn Vandenbergh (Bel) AG2R La Mondiale
142 Charles Planet (Fra) Team Novo Nordisk
143 Kiel Reijnen (USA) Trek-Segafredo
144 Borut Bozic (Slo) Bahrain-Merida
145 Carlos Barbero (Spa) Movistar Team
146 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb
147 Alexander Porsev (Rus) Gazprom – Rusvelo
148 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo
149 Héctor Carretero (Spa) Movistar Team
150 Mark Renshaw (Aus) Dimension Data
151 Jacopo Guarnieri (Ita) FDJ
152 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
153 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
154 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team
155 Alan Marangoni (Ita) Nippo – Vini Fantini
156 William Clarke (Aus) Cannondale-Drapac
157 Manuel Belletti (Ita) Wilier Triestina
158 Andrea Palini (Ita) Androni Giocattoli
159 Javier Megias (Spa) Team Novo Nordisk
160 Truls Korsaeth (Nor) Astana Pro Team
161 Dimitri Claeys (Bel) Cofidis, Solutions Credits
162 Jack Bauer (NZl) Quick-Step Floors 0:09:23
163 Jakub Mareczko (Ita) Wilier Triestina 0:10:44
164 Cyril Lemoine (Fra) Cofidis, Solutions Credits
165 Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal
166 Martijn Verschoor (Ned) Team Novo Nordisk
167 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
168 Juan Jose Lobato (Spa) Team LottoNl-Jumbo
169 Thomas Scully (NZl) Cannondale-Drapac
170 Scott Thwaites (GBr) Dimension Data
171 Nikolay Trusov (Rus) Gazprom – Rusvelo
172 Nathan Brown (USA) Cannondale-Drapac
173 Florian Senechal (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:14:15
174 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo
175 Danny Van Poppel (Ned) Team Sky
176 Julien Vermote (Bel) Quick-Step Floors
177 Alexis Gougeard (Fra) AG2R La Mondiale
178 Miles Scotson (Aus) BMC Racing Team
179 Aleksejs Saramotins (Lat) Bora-Hansgrohe
180 Artur Ershov (Rus) Gazprom – Rusvelo
181 Jay Robert Thomson (RSA) Dimension Data
182 Marco Coledan (Ita) Trek-Segafredo
183 Fabio Calabria (Aus) Team Novo Nordisk
184 Kenneth Vanbilsen (Bel) Cofidis, Solutions Credits
185 Bernhard Eisel (Aut) Dimension Data
186 Mattia Frapporti (Ita) Androni Giocattoli
187 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb
188 Albert Timmer (Ned) Team Sunweb
189 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin
190 Rik van Ijzendoorn (Ned) Novo Nordisk 0:16:40
191 Federico Zurlo (Ita) Team UAE Emirates 0:17:22
192 Umberto Poli (Ita) Team Novo Nordisk
193 Roman Maikin (Rus) Gazprom – Rusvelo
194 Kohei Uchima (Jpn) Nippo – Vini Fantini
195 Brian Kamstra (Ned) Team Novo Nordisk

Kwiatkowski infilza Sagan sul traguardo della 110a Milano - Sanremo (Tim de Waele/TDWSport.com)

Kwiatkowski infilza Sagan sul traguardo della 110a Milano - Sanremo (Tim de Waele/TDWSport.com)

NEVE E TULIPANI A LIEGI

aprile 24, 2016 by Redazione  
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L’olandese Wouter Poels ha vinto una Liegi-Bastogne-Liegi disputata per diversi tratti sotto la neve ed interamente con temperature decisamente più invernali che primaverili. La nuova “côte” della Rue Naniot, dalle arcigne pendenze in pavè e molto vicina al traguardo, è stata decisiva già al suo debutto, ma forse ha anche contribuito a ritardare la vera esplosione della corsa tra gli aspiranti vincitori. Valverde, uomo più atteso oggi, non è stato in grado di esprimersi nel momento decisivo, nonostante la condotta di gara della sua squadra avesse fatto pensare che il campione spagnolo fosse intenzionato a fare la corsa.

Le previsioni meteo, che sovente annunciano tragedie per essere poi smentite più o meno clamorosamente, questa volta sono state confermate e gran parte della decana delle classiche si è svolta sotto la pioggia e la neve. Fortunatamente, questi momenti si sono alternati a momenti di sole con locali aperture sul percorso.
La corsa, dopo il tramonto della fuga di giornata, ha visto una selezione molto lenta del gruppo causata dalle elevate andature in testa, ma non ha riservato che tentativi effimeri di accelerazione prima di esplodere ai -3 dal traguardo con la nuova Côte de la Rue Naniot, inserita per la prima volta nel tracciato. Le pendenze e il fondo in pavè del nuovo tratto hanno certamente favorito la bagarre finale, ma forse hanno anche frenato le intenzioni di coloro che magari ci avrebbero provato, non dico sulla Redoute, ma magari sulla Côte tede la Roche-aux-Faucons o sul Saint Nicolas. Il gruppo, invece, pur allungatissimo e con continue accelerazioni nelle prime posizioni, dovute anche ai moltissimi tentativi di allungo pur senza pretese, è arrivato sostanzialmente con tutti i big ai piedi della Rue Naniot, a parte qualche eccezione, invero prevedibile, come Vincenzo Nibali che si è staccato sul Saint-Nicolas.
Il tempo ha anche indotto gli organizzatori ad una modifica dell’ultim’ora, eliminando dal tracciato il tratto previsto dal chilometro 45 al chilometro 75, preferendo deviare la corsa su una statale più ampia e meno problematica. In ogni caso nessuna “côte” è stata eliminata, dato che la corsa è rientrata sul percorso originariamente previsto proprio in corrispondenza dell’attacco della prima asperità, la Côte de la Roche-en-Ardenne.
Sulla Rue Naniot il più brillante è sembrato lo svizzero Albasini, corridore completo che si è voltato un po’ troppe volte per studiare la situazione, rimanendo tuttavia davanti. La situazione ha favorito Wouter Poels che, dopo un primo allungo neutralizzato proprio da Albasini, ha lanciato lo sprint riuscendo a mantenere dietro la svizzero che aveva provato ad uscire negli ultimi 50 metri.
Nonostante il tempo si presentasse minaccioso sin dalle prime battute e nonostante un ritmo elevatissimo già dalle prime fasi di gara, dopo 8 chilometri riescono ad involarsi Nicolas Edet (Cofidis e promotore dell fuga), Pavel Brutt (Tinkoff), Paolo Tiralongo (Astana), Alessandro De Marchi (BMC), Cesare Benedetti (Bora – Argon18), Jérémy Roy (FDJ) e Thomas De Gendt (Lotto Soudal). Il gruppo lascia andare i sette, ma tenta di non far dilatare eccessivamente il distacco, anche perché gli uomini di testa non sono esattamente comprimari in cerca di visibilità, ma uomini, come De Gendt, De Marchi e Tiralongo, che con le fughe hanno una certa confidenza, riuscendo spesso a portarle all’arrivo.
Intorno al chilometro 50 anche Vegard Stake Laengen (IAM Cycling) si aggiunge ai battistrada che così diventano otto. Il norvegese, sfruttando un momento di rallentamento sia in gruppo che in seno ai battistrada, riesce a raggiungere la testa dopo un primo tratto percorso a bagnomaria tra il gruppo e i fuggitivi.
Il rallentamento del gruppo dura un po’ troppo e il vantaggio dei battistrada sfonda il muro dei 9 minuti, ragion per cui in gruppo qualcuno prova a mettere la testa davanti come Johnny Hoogerland (Team Roompot – Oranje) e Preben Van Hecke (Topsport Vlaanderen – Baloise), i quali propongono una breve accelerata senza pretese. Poco dopo, però, si portano in testa la Etixx-Quick Step e soprattutto la Movistar di Valverde che, proprio quando la neve ricomincia a scendere copiosa sulla corsa, opera un deciso cambio di ritmo ad opera in particolare di Imanol Erviti e Rory Sutherland. Il lavoro dei due Movistar provoca un dimezzamento del vantaggio dei battistrada che conservano comunque un gap da gestire superiore ai 4 minuti.
Sul Col du Rosier iniziano i tentativi di allungo in gruppo, il primo ad opera di Thomas Voeckler che si accoda a Lilian Calmejane (Direct Energie) e viene seguito da Adam Yates. I due tuttavia si rialzano rapidamente, mentre Voeckler prosegue tutto solo all’inseguimento dei fuggitivi che, nel frattempo, hanno visto il loro vantaggio scendere sotto i due minuti, insieme alle speranze di concludere positivamente la fuga.
Con il gruppo che si avvicina rapidamente, De Marchi tenta di dare nuova linfa al tentativo, accelerando sul Col du Maquisard. Edet, De Gendt e Laegen riescono ad accodarsi all’italiano, mentre gli altri restano staccati. Nel frattempo, in gruppo si verifica un nuovo tentativo di evasione da parte di Tosh Van der Sande (Lotto Soudal), Loïc Vliegen (BMC), Bjorn Thurau (Wanty – Groupe Gobert) e Pawel Poljanski (Tinkoff), ma anche questi uomini non sono in grado di creare un apprezzabile distacco e devono rassegnarsi a rientrare nei ranghi, con la Movistar che continua a fare il cane da guardia di chiunque tenti di uscire.
Si arriva dunque alla Redoute, la “côte” simbolo della Liegi-Bastogne-Liegi, sulla quale il gruppo riprende la seconda parte della fuga di giornata che, nel frattempo, era stata ripresa da Voeckler, mentre nel drappello di testa portato via da De Marchi deve mollare prima Laegen e successivamente allo scollinamento anche De Gendt che viene raggiunto da Grivko, autore di un ulteriore tentativo di uscire dal gruppo. Anche questo tentativo ha però vita breve, dato che gli uomini della Etixx, che nel frattempo avevano rilevato i Movistar in testa al gruppo, non permettono ai due di restare a lungo in avanscoperta. Il gruppo torna compatto ai -23 quando anche De Marchi ed Edet vengono raggiunti. Naturalmente, l’espressione compatto è un eufemismo dato che il gruppo principale risulta essersi estremamente sfoltito negli ultimi chilometri, un po’ per le condizioni climatiche e un po’ per il susseguirsi delle “côtes” percorse a ritmi molto elevati.
Lo sfoltimento decisivo arriva però sulla Côte de La Roche-aux-Faucons, con gli Etixx che impongono un ritmo talmente elevato da ridurre il gruppo ad una cinquantina di unità. Dopo lo scollinamento prova ad uscire Carlos Betancur, la cui sorte sarà simile a quella toccata a coloro che ci avevano provato prima di lui, ossia essere ripreso dopo pochi chilometri allo scoperto, nell’impossibilità di conseguire un vantaggio sufficiente per coltivare speranze di vittoria.
Il colombiano, però, non vuole gettare la spugna e riprova ad allungare sul Saint-Nicolas. Anche in questa occasione il gruppo è rapido a riportarsi sul colombiano, ma la reazione del gruppo provoca problemi a vari corridori tra i quali Vincenzo Nibali (Astana) e Simon Gerrans (Orica GreenEDGE), uno dei favoriti, che si staccano irrimediabilmente.. Dopo Betancur è la volta Diego Rosa (Astana) che viene prontamente raggiunto da Ilnur Zakarin (Katusha). Anche in questo caso la coppia è bene assortita, ma il gruppo non è in vena di concedere alcunchè ed anche questi due bravi atleti si vedono riprendere nella successiva discesa.
L’azione decisiva a questo punto deve nascere sull’inedita salita della Rue Naniot ed è Albasini a rompere gli indugi, con una accelerata che riesce a creare il buco. Alla sua ruota si porta rapidamente Rui Costa con Poels e Sánchez che rimangono però staccati di qualche metro, con Albasini che non fa altro che voltarsi (decisamente un po’ troppo) per controllare cosa succeda dietro.
Nella discesa dalla Rue Naniot Pouls e Sanchez si riportano sulla coppia di testa mentre in gruppo provano ad abbozzare un inseguimento, ma dopo 250 chilometri sotto pioggia e neve e dopo una gara corsa a ritmi elevati nessuno è in grado di chiudere il gap creato principalmente da Albasini, che si è accollato gran parte del peso dell’azione. E’ forse proprio per questo motivo che, quando Poels, che aveva cercato di non strafare, lancia per primo lo sprint Albasini, pur nella posizione ideale per superarlo negli ultimi metri, non riesce nell’intento e deve accontentarsi del secondo posto.
La corsa è stata, come al solito, impegnativa con in più l’ostacolo del tempo da lupi; tuttavia non si sono registrate grosse emozioni prima della Rue Naniot e la corsa ha visto vari tentativi di uscire dal gruppo, ma nessuno di questi aveva in realtà serie pretese. Anche i ritmi elevati hanno causato una sorta di stasi della situazione tattica che ha iniziato ad evolversi sul Saint-Nicolas, con una riduzione significativa del gruppo ma senza tentativi veri di attacco. Anche nella Liegi cominciano a verificarsi quelle situazioni poco desiderabili che portano la corsa a decidersi negli ultimi 2/3 chilometri.
In realtà, le sorprese ci sono comunque state, poiché uomini favoriti come Gerrans e Valverde sono rimasti del tutto fuori dai giochi, il primo addirittura staccato sul Saint-Nicolas, il secondo rimasto imbrigliato sulla Rue Naniot, mentre Poels, che ha avuto il merito di riuscire a prendere il treno giusto senza sfiancarsi per essere poi brillante allo sprint, è il primo uomo in forza Sky a conquistare la vittoria in una classica monumento.
Dopo questa corsa la prossima battaglia tra i big sarà sulle strade del Giro d’Italia.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Wouter Poels (Ned) Team Sky 6:24:29
2 Michael Albasini (Swi) Orica-GreenEdge
3 Rui Alberto Faria Da Costa (Por) Lampre – Merida
4 Samuel Sanchez Gonzalez (Spa) BMC Racing Team 0:00:04
5 Ilnur Zakarin (Rus) Team Katusha 0:00:09
6 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin 0:00:11
7 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff Team 0:00:12
8 Joaquin Rodriguez Oliver (Spa) Team Katusha
9 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
10 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team
11 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team
12 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert
13 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
14 Michael Valgren (Den) Tinkoff Team
15 Patrick Konrad (Aut) Bora-Argon 18
16 Alejandro Valverde Belmonte (Spa) Movistar Team
17 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
18 Arnold Jeannesson (Fra) Cofidis, Solutions Credits
19 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data
20 Lars Petter Nordhaug (Nor) Team Sky
21 Alex Howes (USA) Cannondale Pro Cycling
22 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal
23 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
24 Manuele Mori (Ita) Lampre – Merida 0:00:40
25 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
26 Sam Oomen (Ned) Team Giant-Alpecin
27 Luis Leon Sanchez Gil (Spa) Astana Pro Team
28 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Movistar Team
29 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale 0:00:47
30 Jon Izaguirre Insausti (Spa) Movistar Team 0:01:18
31 Louis Meintjes (RSA) Lampre – Merida 0:01:29
32 Huub Duyn (Ned) Roompot – Oranje Peloton
33 Simon Gerrans (Aus) Orica-GreenEdge
34 Daniel Navarro Garcia (Spa) Cofidis, Solutions Credits
35 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
36 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
37 Lawson Craddock (USA) Cannondale Pro Cycling 0:01:41
38 Toms Skujins (Lat) Cannondale Pro Cycling 0:01:51
39 Pieter Serry (Bel) Etixx – Quick-Step 0:01:53
40 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
41 Stefan Denifl (Aut) IAM Cycling
42 Igor Anton Hernandez (Spa) Dimension Data
43 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff Team 0:01:56
44 Ben Swift (GBr) Team Sky
45 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
46 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
47 Daniel Martin (Irl) Etixx – Quick-Step
48 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
49 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Oranje Peloton
50 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Movistar Team 0:02:01
51 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 0:02:21
52 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
53 Merhawi Kudus Ghebremedhin (Eri) Dimension Data 0:02:22
54 Luis Angel Mate Mardones (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:02:35
55 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida 0:02:40
56 Adam Yates (GBr) Orica-GreenEdge 0:02:49
57 Anthony Roux (Fra) FDJ 0:02:51
58 David De La Cruz Melgarejo (Spa) Etixx – Quick-Step
59 Gaetan Bille (Bel) Wanty – Groupe Gobert
60 Ryder Hesjedal (Can) Trek-Segafredo 0:03:00
61 Laurens De Plus (Bel) Etixx – Quick-Step 0:03:11
62 Jean-Christophe Peraud (Fra) AG2R La Mondiale 0:03:39
63 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale 0:04:02
64 Pieter Weening (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:04:17
65 Loic Vliegen (Bel) BMC Racing Team 0:04:33
66 Steve Morabito (Swi) FDJ
67 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-GreenEdge
68 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
69 Sebastian Henao Gomez (Col) Team Sky 0:04:38
70 Jan Polanc (Slo) Lampre – Merida 0:05:27
71 Emanuel Buchmann (Ger) Bora-Argon 18
72 Odd Christian Eiking (Nor) FDJ
73 Chris Anker Sörensen (Den) Fortuneo – Vital Concept
74 Laurent Pichon (Fra) FDJ
75 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ
76 Pierrick Fedrigo (Fra) Fortuneo – Vital Concept
77 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
78 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
79 Sander Armee (Bel) Lotto Soudal
80 Bertjan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
81 Yury Trofimov (Rus) Tinkoff Team
82 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
83 Michal Golas (Pol) Team Sky
84 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
85 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo
86 José Joao Pimenta Costa Mendes (Por) Bora-Argon 18
87 Preben Van Hecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
88 Florian Vachon (Fra) Fortuneo – Vital Concept
89 Romain Sicard (Fra) Direct Energie 0:05:47
90 Rudy Molard (Fra) Cofidis, Solutions Credits
91 Richie Porte (Aus) BMC Racing Team
92 Ivan Rovny (Rus) Tinkoff Team
93 Kanstantsin Siutsou (Blr) Dimension Data
94 Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin 0:06:11
95 Matteo Bono (Ita) Lampre – Merida 0:06:49
96 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team Katusha 0:06:50
97 Christian Meier (Can) Orica-GreenEdge 0:07:18
98 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team
99 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data 0:07:24
100 Pieter Vanspeybrouck (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
101 Alberto Losada Alguacil (Spa) Team Katusha
102 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:07:49
103 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
104 Antwan Tolhoek (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:08:01
105 Maxime Bouet (Fra) Etixx – Quick-Step 0:08:17
106 Thomas Voeckler (Fra) Direct Energie 0:08:19
107 Bjorn Thurau (Ger) Wanty – Groupe Gobert 0:08:31
108 Pawel Poljanski (Pol) Tinkoff Team 0:08:42
109 Anthony Delaplace (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:09:07
110 Bartosz Huzarski (Pol) Bora-Argon 18 0:09:31
111 Eliot Lietaer (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:10:31
112 Christopher Froome (GBr) Team Sky
113 Rafal Majka (Pol) Tinkoff Team
114 Yoann Bagot (Fra) Cofidis, Solutions Credits
115 Fredrik Ludvigsson (Swe) Team Giant-Alpecin
116 Lawrence Warbasse (USA) IAM Cycling
117 Joseph Rosskopf (USA) BMC Racing Team
118 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team
119 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:11:35
120 Guillaume Martin (Fra) Wanty – Groupe Gobert
121 Nathan Brown (USA) Cannondale Pro Cycling 0:11:47
122 Johannes Fröhlinger (Ger) Team Giant-Alpecin 0:12:25
123 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team 0:12:48
124 Julien Vermote (Bel) Etixx – Quick-Step
125 Ruben Fernandez (Spa) Movistar Team
126 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 0:12:53
127 Anthony Turgis (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:12:56
128 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
129 Vegard Stake Laengen (Nor) IAM Cycling
130 Reinier Honig (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:13:27
131 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:13:36
132 Laurent Didier (Lux) Trek-Segafredo
133 Brice Feillu (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:14:06
134 Fumiyuki Beppu (Jpn) Trek-Segafredo
135 Otto Vergaerde (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
136 Simon Clarke (Aus) Cannondale Pro Cycling
137 Chad Haga (USA) Team Giant-Alpecin
138 Tim Declercq (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
139 Sindre Skjoestad Lunke (Nor) Team Giant-Alpecin
140 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
141 Mathew Hayman (Aus) Orica-GreenEdge
142 Oliver Zaugg (Swi) IAM Cycling
143 Paul Voss (Ger) Bora-Argon 18
144 Angel Vicioso Arcos (Spa) Team Katusha
145 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Argon 18
146 Sergey Lagutin (Rus) Team Katusha
147 Koen Bouwman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
148 Johnny Hoogerland (Ned) Roompot – Oranje Peloton
149 David Tanner (Aus) IAM Cycling
150 Haimar Zubeldia Agirre (Spa) Trek-Segafredo 0:14:42
151 Kiel Reijnen (USA) Trek-Segafredo 0:14:44
152 Sébastien Minard (Fra) AG2R La Mondiale
153 Caleb Fairly (USA) Team Giant-Alpecin
154 Jérémy Roy (Fra) FDJ

Poels chiude in bellezza la stagione 2016 delle grandi classiche (fotoTim de Waele/TDWSport.com)

Poels chiude in bellezza la stagione 2016 delle grandi classiche (fotoTim de Waele/TDWSport.com)

VALVERDE CALA IL POKER SUL MURO DI HUY

aprile 20, 2016 by Redazione  
Filed under 6) FRECCIA VALLONE, News

Sesto successo stagionale e soprattutto quarto in carriera alla Freccia Vallone per il murciano della Movistar, che controlla i rivali nel primo tratto del durissimo strappo finale per poi fare la differenza negli ultimi 150 metri e imporsi davanti al duo dell’Etixx-QuickStep composto da Julian Alaphilippe, che conferma la piazza d’onore del 2015, e Daniel Martin, che aveva tentato di fare il vuoto a metà del muro. Ottime prove per Enrico Gasparotto, che si conferma dopo l’exploit dell’Amstel Gold Race piazzandosi 5°, e per Diego Ulissi, che chiude 8° mentre delude Joaquim Rodríguez. che attacca in due riprese ma si spegne nel finale non andando oltre il 28° posto.

Dopo il trionfo di Enrico Gasparotto all’Amstel Gold Race il Trittico delle Ardenne è proseguito con l’80a edizione della Freccia Vallone, in cui il friulano della Wanty-Groupe si presentava come corridore di punta per quel che riguarda i colori azzurri al pari di Diego Ulissi (Lampre-Merida) ma i cui i favori del pronostico andavano sulla carta ai due atleti che hanno conquistato il muro de Huy nel 2015, vale a dire Joaquim Rodríguez (Katusha), che si è imposto in occasione del Tour de France davanti a Chris Froome (qui assente) e che ha dato buoni segnali al Giro dei Paesi Baschi, e Alejandro Valverde che ha trionfato nella passata edizione della Freccia oltre che in quelle del 2006 e del 2014 e che, dopo un avvio di stagione a fari spenti (dovuto al fatto che per la prima volta in carriera disputerà il Giro d’Italia con ambizioni d’alta classifica), ha dimostrato grande condizione dominando la Vuelta Castilla y Léon. Accanto a loro al via si sono presentati Julian Alaphilippe e Daniel Martin (Etixx-QuickStep), Michael Albasini e Michael Matthews (Orica-GreenEdge), Luis Léon Sánchez (Astana), Wilco Kelderman (Lotto-Jumbo), la rivelazione dell’Amstel Michael Valgren (Tinkoff), Philippe Gilbert e Samuel Sánchez (Bmc), Rui Costa (Lampre-Merida), Tony Gallopin e Tim Wellens (Lotto Soudal), Daniel Moreno (Movistar) e Wout Poels (Team Sky), divenuto capitano unico dello squadrone britannico che ha sospeso Sergio Henao, brillantissimo al Giro dei Paesi Baschi e pertanto atteso a una prestazione importante, per via di valori anomali nel passaporto biologico.
Come avvenuto ormai ininterrottamente nelle edizioni successive a quella del 2003, quando Igor Astarloa si impose grazie a un’azione da lontano, la corsa si è decisa negli ultimi 1300 metri, in salita con pendenza media del 9,6% e punte oltre il 20%. In ogni caso, anche in precedenza vi sono stati degli spunti interessanti, al di là della consueta lunga fuga da lontano, tenuta sotto controllo pressochè esclusivamente da Movistar e Katusha, che ha visto protagonisti Matteo Bono (Lampre-Merida), ormai un habituè di questo tipo di azioni, Koen Bouwman (Lotto-Jumbo), Silvan Dillier (Bmc), Vegard Stake Laengen (Iam Cycling), Kiel Reijnen (Trek-Segafredo), Tosh Van Der Sande (Lotto Soudal), Sander Helven (Topsport Vlaanderen), Mads Pedersen (Stolting Service), Quentin Pacher (Delko Marseille) e Steve Cummings (Dimension Data), ultimo ad arrendersi dopo essere rimasto dapprima con i soli Bono, Van Der Sande e Dillier e quindi da solo avendo staccato i compagni d’avventura subito dopo il secondo passaggio in vetta al Mur de Huy, posto ai -29 dal traguardo, per poi essere ripreso poco dopo. Tra i big le acque hanno iniziato a muoversi già in quel frangente. Si sono mossi dapprima Bjorn Thurau (Wanty-Groupe) e Rubén Fernández (Movistar), la cui azione è stata di breve durata, quindi addirittura Rodríguez che, spalleggiato dal compagno Jurgen Van den Broeck, ha approfittato di un tratto di falsopiano per tentare di avvantaggiarsi in un plotoncino comprendente anche Poels, Albasini, Giovanni Visconti (Movistar), Laurens De Plus (Etixx-QuickStep) e Mikael Chérel (Ag2r) e infine, sulle rampe della Côte de Cherave, il campione lussemburghese Bob Jungels (Trek-Segafredo) e Ion Izagirre (Movistar). A dire il vero, alla luce della presenza di Valverde nel gruppo inseguitore, la continua presenza di uomini della formazione di Unzue in avanscoperta ha destato qualche perplessità, anche perchè non si sono limitati a rimanere a ruota ma hanno collaborato nelle varie azioni. Tutto questo non ha, comunque, influito sull’andamento della corsa dal momento che gli uomini della Etixx-QuickStep hanno chiuso il gap e ai piedi dell’ascesa conclusiva al muro de Huy si è presentato un gruppo compatto di una sessantina di atleti, comprendente tutti i favoriti della vigilia ad eccezione di un Gilbert che, per l’ennesima volta in questo periodo, si è dimostrato in palese ritardo di condizione, anche a sua scusante va portata la recente frattura ad un dito subita dopo un’aggressione.
Negli ultimi 1300 metri Valverde ha corso da padrone, adottando la stessa strategia di un anno fa: quella di mantenersi sempre nelle primissime posizioni, portandosi in scia a chi tentava di fare la differenza e attendendo il tratto finale per muoversi in prima persona. Dopo una fase iniziale di studio il primo ad attaccare è stato Rodríguez, che però ha ben presto esaurito la benzina tanto che al traguardo terminerà solo 28°, mentre molto più decisa è stata l’azione di Daniel Martin, ma anche l’irlandese nulla ha potuto di fronte all’irresistibile progressione negli ultimi 150 metri di Valverde, che si è involato verso il quarto successo in carriera alla Freccia, impresa che non è riuscita in passato neppure a un certo Eddy Merckx e a due grandi nostri specialisti delle classiche delle Ardenne come Moreno Argentin e Davide Rebellin, tutti fermi a quota tre. Proprio come nel 2015, il solo Alaphilippe, che pure non aveva dimostrato questo stato di forma nelle ultime corse (al di là dell’8° posto alla Freccia del Brabante), ha tentato di contrastare il murciano bissando la piazza d’onore di un anno fa mentre Martin, comunque pericolosissimo in vista della Liegi-Bastogne-Liegi di domenica, ha completato il podio resistendo al ritorno di un Poels che non ha comunque fatto rimpiangere Henao, di un Gasparotto (che ha confermato l’eccellente stato di forma dal momento che le pendenze del muro de Huy sono senz’altro a lui più ostiche rispetto a quelle più dolci del Cauberg sulle quali ha fatto il vuoto all’Amstel Gold Race), del sempreverde Samuel Sánchez, di un Albasini che si conferma presenza fissa nelle zone alte della classifica in questa corsa, di un Ulissi che ha migliorato il 9° posto del 2012, mentre Warren Barguil (Giant-Alpecin) e Rui Costa hanno chiuso la top ten. Tutti questi uomini, a partire da Valverde che difenderà il titolo conquistato un anno fa e che anche nella “Doyenne” si è già imposto per tre volte in carriera, saranno sicuramente davanti anche nella Liegi-Bastogne-Liegi in cui dovranno, però, vedersela anche con i reduci del Giro del Trentino, su tutti i nostri Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo.

Marco Salonna

ORDINE D’ARRIVO

1 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 4:43:57
2 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
3 Daniel Martin (Irl) Etixx – Quick-Step
4 Wouter Poels (Ned) Team Sky 0:00:04
5 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert 0:00:05
6 Samuel Sánchez Gonzalez (Spa) BMC Racing Team
7 Michael Albasini (Swi) Orica-GreenEdge
8 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida
9 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin
10 Rui Costa (Por) Lampre – Merida
11 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff Team
12 Michael Woods (Can) Cannondale Pro Cycling
13 Wilco Kelderman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
14 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:00:12
15 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:00:14
16 Arnold Jeannesson (Fra) Cofidis, Solutions Credits
17 Rudy Molard (Fra) Cofidis, Solutions Credits
18 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:00:17
19 Pierre-Roger Latour (Fra) AG2R La Mondiale
20 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team
21 Michael Matthews (Aus) Orica-GreenEdge 0:00:23
22 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
23 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
24 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data 0:00:27
25 Daniel Navarro (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:00:29
26 Louis Meintjes (RSA) Lampre – Merida
27 Pieter Weening (Ned) Roompot – Oranje Peloton
28 Joaquim Rodríguez Oliver (Spa) Team Katusha 0:00:32
29 Dries Devenyns (Bel) IAM Cycling 0:00:34
30 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
31 Luis León Sánchez Gil (Spa) Astana Pro Team
32 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
33 Huub Duijn (Ned) Roompot – Oranje Peloton
34 Bjorn Thurau (Ger) Wanty-Groupe Gobert
35 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo 0:00:40
36 Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale Pro Cycling
37 Daniel Moreno (Spa) Movistar Team 0:00:43
38 Chris Anker Sorensen (Den) Fortuneo – Vital Concept 0:00:46
39 Sam Oomen (Ned) Team Giant-Alpecin
40 Florian Vachon (Fra) Fortuneo – Vital Concept
41 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff Team 0:00:50
42 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team 0:00:52
43 Julien El Farès (Fra) Delko Marseille Provence KTM
44 Jérémy Maison (Fra) FDJ 0:00:55
45 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
46 Eliot Lietaer (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:01:01
47 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal 0:01:14
48 Simon Clarke (Aus) Cannondale Pro Cycling 0:01:22
49 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team 0:01:27
50 Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin 0:01:32
51 Mickaël Chérel (Fra) AG2R La Mondiale 0:01:39
52 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
53 Manuele Mori (Ita) Lampre – Merida 0:01:42
54 Fabian Wegmann (Ger) Stölting Service Group 0:01:54
55 Luis Angel Maté Mardones (Spa) Cofidis, Solutions Credit 0:02:02
56 Fredrik Ludvigsson (Swe) Team Giant-Alpecin 0:02:04
57 Pieter Serry (Bel) Etixx – Quick-Step 0:02:06
58 Laurens De Plus (Bel) Etixx – Quick-Step
59 Anthony Delaplace (Fra) Fortuneo – Vital Concept
60 Igor Anton Hernandez (Spa) Dimension Data 0:02:10
61 Stefan Denifl (Aut) IAM Cycling 0:02:13
62 Guillaume Martin (Fra) Wanty – Groupe Gobert
63 Bart De Clercq (Bel) Lotto Soudal 0:02:17
64 Jon Izagirre Insausti (Spa) Movistar Team 0:02:25
65 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal 0:02:33
66 Bob Jungels (Lux) Etixx – Quick-Step 0:03:01
67 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
68 David De La Cruz (Spa) Etixx – Quick-Step 0:03:16
69 Victor Campenaerts (Bel) Team LottoNl-Jumbo 0:03:23
70 Michel Kreder (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:03:30
71 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data
72 Laurent Pichon (Fra) FDJ
73 Marcel Wyss (Swi) IAM Cycling
74 Sebastian Henao (Col) Team Sky
75 Jarlinson Pantano (Col) IAM Cycling
76 Armindo Fonseca (Fra) Fortuneo – Vital Concept
77 Nathan Brown (USA) Cannondale Pro Cycling
78 Christian Meier (Can) Orica-GreenEdge
79 Jack Haig (Aus) Orica-GreenEdge
80 Preben Van Hecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
81 Romain Hardy (Fra) Cofidis, Solutions Credits
82 Alex Howes (USA) Cannondale Pro Cycling
83 Clement Chevrier (Fra) IAM Cycling
84 Gianluca Brambilla (Ita) Etixx – Quick-Step
85 Gaetan Bille (Bel) Wanty – Groupe Gobert
86 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team
87 Oliver Zaugg (Swi) IAM Cycling
88 Angel Vicioso (Spa) Team Katusha
89 Yury Trofimov (Rus) Tinkoff Team
90 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:03:34
91 Philippe Gilbert (Bel) BMC Racing Team
92 Loic Vliegen (Bel) BMC Racing Team
93 Pawel Poljanski (Pol) Tinkoff Team
94 Arthur Vichot (Fra) FDJ 0:04:14
95 Lawrence Warbasse (USA) IAM Cycling 0:04:16
96 Michael Valgren (Den) Tinkoff Team 0:04:56
97 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:05:00
98 Ivan Rovny (Rus) Tinkoff Team 0:05:11
99 Sergei Chernetckii (Rus) Team Katusha
100 Alberto Losada (Spa) Team Katusha
101 Tiago Machado (Por) Team Katusha
102 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team Katusha
103 Chad Haga (USA) Team Giant-Alpecin
104 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
105 Ben Swift (GBr) Team Sky
106 Rémy Di Grégorio (Fra) Delko Marseille Provence KTM 0:05:22
107 Petr Vakoc (Cze) Etixx – Quick-Step 0:05:25
108 Anthony Turgis (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:05:54
109 Carlos Betancur (Col) Movistar Team 0:05:58
110 Ruben Fernandez (Spa) Movistar Team
111 Jan Polanc (Slo) Lampre – Merida
112 Michal Golas (Pol) Team Sky 0:06:08
113 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
114 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
115 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
116 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
117 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-GreenEdge 0:06:29
118 Mario Costa (Por) Lampre – Merida 0:06:58
119 Sander Helven (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:07:00
120 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data 0:07:08
121 Lawson Craddock (USA) Cannondale Pro Cycling
122 Romain Combaud (Fra) Delko Marseille Provence KTM 0:08:02
123 Benjamin King (USA) Cannondale Pro Cycling
124 Odd Christian Eiking (Nor) FDJ
125 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ
126 Sven Erik Bystrøm (Nor) Team Katusha
127 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data
128 Sébastien Minard (Fra) AG2R La Mondiale
129 Michael Reihs (Den) Stölting Service Group
130 Bertjan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
131 Alexey Vermeulen (USA) Team LottoNl-Jumbo
132 Pavel Brutt (Rus) Tinkoff Team
133 Julien Loubet (Fra) Fortuneo – Vital Concept
134 Stefan Kung (Swi) BMC Racing Team
135 Sander Armée (Bel) Lotto Soudal
136 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
137 Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin
138 Fumiyuki Beppu (Jpn) Trek-Segafredo
139 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits
140 Jean-Marc Bideau (Fra) Fortuneo – Vital Concept
141 Laurent Didier (Lux) Trek-Segafredo
142 Ryder Hesjedal (Can) Trek-Segafredo
143 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team 0:08:10
144 Mathew Hayman (Aus) Orica-GreenEdge
145 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:08:12
146 Matteo Bono (Ita) Lampre – Merida 0:08:15
147 Toms Skujins (Lat) Cannondale Pro Cycling 0:08:22
148 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team 0:10:54
149 Aleksei Tsatevich (Rus) Team Katusha 0:11:19
150 Tim Declercq (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
151 Johannes Fröhlinger (Ger) Team Giant-Alpecin
152 Pieter Vanspeybrouck (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
153 Johnny Hoogerland (Ned) Roompot – Oranje Peloton
154 Omar Fraile (Spa) Dimension Data
155 Leonardo Duque (Col) Delko Marseille Provence KTM
156 Yannick Martinez (Fra) Delko Marseille Provence KTM 0:11:23
157 Reinier Honig (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:11:28
158 Delio Fernández Cruz (Spa) Delko Marseille Provence KTM 0:11:41
159 Lars Petter Nordhaug (Nor) Team Sky
160 Vegard Stake Laengen (Nor) IAM Cycling
161 Koen Bouwman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
162 Christian Mager (Ger) Stölting Service Group 0:11:47

Lo spagnolo Valverde si applaude il suo personale record: quarta vittoria alla Freccia Vallone, un primato che finora non aveva stabilito ancora nessun altro corridore (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Lo spagnolo Valverde si applaude il suo personale record: quarta vittoria alla Freccia Vallone, un primato che finora non aveva stabilito ancora nessun altro corridore (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

GASPAROTTO GUIDA L’ARMATA AZZURRA A VALKENBURG

aprile 18, 2016 by Redazione  
Filed under 5) AMSTEL GOLD RACE, News

Dopo i risultati negativi delle prime classiche stagionali si rivede una grande Italia all’Amstel Gold Race, a cominciare dal friulano della Wanty-Groupe Gobert, che bissa il successo del 2012 facendo il vuoto sul Cauberg con il solo Michael Valgren a resistergli, per poi superare agevolmente il danese in volata e dedicare il successo al povero Antoine Demoitié, recentemente scomparso. Grande prova anche per Sonny Colbrelli che chiude 3° battendo allo sprint Bryan Coquard e Michael Matthews con il 7° e l’8° posto di Diego Ulissi e Giovanni Visconti a completare l’eccezionale giornata per il nostro ciclismo.

Come da tradizione ormai consolidata negli ultimi anni è stata l’Amstel Gold Race ad aprire, almeno per quanto riguarda il calendario World Tour, la stagione delle Ardenne che proseguirà con la Freccia Vallone e si concluderà domenica 24 aprile con la Liegi-Bastogne-Liegi. Rispetto alle due storiche corse belghe quella olandese, giunta all’edizione numero 51, può essere considerata come meno impegnativa dal punto di vista altimetrico, fermo restando che sono stati comunque ben 34 gli strappi da superare lungo i 248,7 km che da Maastricht hanno portato a Valkenburg, ma certamente più imprevedibile, anche alla luce delle strade molto strette e ricche di curve che caratterizzano queste zone. Per quanto riguarda i possibili favoriti non vi era sulla carta un uomo nettamente superiore agli altri ma moltissimi erano in grado di dire la loro, dal campione uscente Michal Kwiatkowski (Team Sky), che realizzò in quell’occasione l’unico risultato di prestigio di un 2015 fallimentare, al suo compagno Henao passando per Julian Alaphilippe e Petr Vakoč (Etixx-QuickStep), Juan José Lobato (Movistar), Michael Matthews e Simon Gerrans (Orica-GreenEdge), Tom Dumoulin (Giant-Alpecin), Tony Gallopin e Tim Wellens (Lotto Soudal), Philippe Gilbert e Samuel Sánchez (Bmc), Sep Vanmarcke (Lotto-Jumbo), Rui Costa (Lampre-Merida), Lars Boom (Astana), Joaquim Rodríguez (Katusha), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), Pieter Weening (Roompot-Oranje), Bryan Coquard (Direct Énergie) e tanti altri, senza dimenticare una nutrita pattuglia azzurra comprendente tra gli altri Matteo Trentin (Etixx-QuickStep), Giovanni Visconti (Movistar), Diego Ulissi (Lampre-Merida), Davide Rebellin (CCC Sprandi), Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini), Sonny Colbrelli (Bardiani-Csf), un Fabio Aru (Astana) che è stato schierato un po’ a sorpresa dopo il recente ritiro al Giro dei Paesi Baschi per via di una caduta, uno sfortunatissimo Fabio Felline (Trek-Segafredo), che sarà costretto all’abbandono dopo essere finito in terra nel tratto di trasferimento prima del via, e infine Enrico Gasparotto (Wanty-Groupe Gobert), reduce dal brillante secondo posto alla Freccia del Brabante e ultimo italiano a conquistare l’Amstel Gold Race nel 2012.
La corsa ha vissuto di scatti e controscatti per i primi 35 km finchè non sono riusciti ad andarsene Laurens De Vreese (Astana), Tom Devriendt (Wanty-Groupe Gobert), Laurent Didier (Trek-Segafredo), Alex Howes (Cannondale), Kévin Réza (Fdj), Larry Warbasse (Iam Cycling), Josef Černý (CCC Sprandi), Fabien Grellier (Direct Energie) e i nostri Matteo Montaguti (Ag2r), Matteo Bono (Lampre-Merida) e Giacomo Berlato (Nippo-Vini Fantini) che sono riusciti a rimanere al comando, al netto di alcuni di loro che hanno perso contatto strada facendo, fino ai -14 dal traguardo. La bagarre in gruppo, nel quale il Team Sky di Kwiatkowski e l’Orica-GreenEdge hanno svolto il grosso del lavoro per chiudere un gap che aveva superato i 5 minuti, si è comunque accesa ben prima del ricongiungimento, dapprima con il contrattacco di Björn Thurau (Wanty-Groupe Gobert), Tosh Van der Sande (Lotto Soudal) e Gianni Meersman (Etixx-QuickStep), insieme ai quali è rimasto per un breve tratto anche Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo), e poi con quelli di altri atleti tra i quali Enrico Battaglin (Lotto-Jumbo) in compagnia di Bob Jungels (Trek-Segafredo). A farne le spese sono stati, tra gli altri, il belga Gilbert, che ha conquistato in passato l’Amstel in ben tre occasioni ma si è presentato al via in condizioni precarie dopo la recente aggressione che gli è costata la frattura di un dito, ma anche Boasson Hagen e soprattutto Kwiatkowski, la cui défaillance è stata completamente inattesa. Lungo le rampe del Bemelerberg, penultima ascesa giornata, è stato Wellens, rispondendo a un timido tentativo di Roman Kreuziger, a produrre una potente accelerata rimanendo da solo al comando ma, grazie al lavoro degli uomini dell’Orica-GreenEdge e dell’Astana, il suo vantaggio non è decollato e le energie spese gli saranno fatali sul Cauberg.
In quella che negli ultimi anni è diventata la salita simbolo dell’Amstel Gold Race, con la vetta posta a 1800 metri dal traguardo, l’azione del giovane belga è infatti andata spegnendosi, a differenza di quella di Gasparotto, che intorno a metà dell’ascesa si è involato portandosi dietro inizialmente il sorprendente Michael Valgren (Tinkoff), Gallopin e Ian Bakelants (Ag2r). Anche il belga e il francese hanno in seguito ceduto e il friulano e il danese, approfittando anche del fatto che non vi era ormai più una formazione organizzata per condurre l’inseguimento, hanno potuto tirare dritto fino al traguardo e mantenere un leggero margine di vantaggio. La volata a due si è rivelata senza storia con Gasparotto che è uscito dalla scia di Valgren ai 200 metri dal traguardo e il rivale che non ha neppure tentato di reagire: sebbene quello di quattro anni fa sia avvenuto davanti a grandi nomi come Jelle Vanendert e soprattutto Oscar Freire e Peter Sagan, si tratta forse della vittoria più bella in carriera del 34enne di Sacile, sia perchè arrivata dopo una serie di stagioni opache che l’avevano costretto a svernare in una compagine di secondo piano come la Wanty-Groupe Gobert, sia per la dedica ad Antoine Demoitié, lo sfortunato ciclista belga suo compagno di squadra che ha perso la vita alla Gand-Wevelgem dopo essere stato investito da una moto. Va comunque rimarcata anche la prestazione di Valgren, atleta talentuoso ma che mai si era visto su questi livelli, così come quella di Colbrelli, che – come avvenuto alla Freccia del Brabante – ha combattuto in volata con Coquard e Matthews ma questa volta ha avuto la meglio, conquistando il gradino più basso del podio e dimostrando di poter dire la sua anche al di fuori dei confini italiani. La festa azzurra, che riscatta almeno in parte un avvio di stagione da dimenticare almeno per quanto riguarda le grandi classiche, è stata completata da Ulissi e Visconti, rispettivamente 7° e 8° alle spalle di Alaphilippe, mentre l’emergente Loïc Vliegen (Bmc) e Wellens hanno chiuso la top ten. Mercoledì 20 si replica con la Freccia Vallone e, alla luce del dominio dimostrato alla Vuelta Castilla y Léon, non sarà facile strappare lo scettro ad Alejandro Valverde, vincitore della passata edizione.

Marco Salonna

ORDINE D’ARRIVO

1 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert 6:18:02
2 Michael Valgren (Den) Tinkoff Team
3 Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani CSF 0:00:04
4 Bryan Coquard (Fra) Direct Energie
5 Michael Matthews (Aus) Orica-GreenEdge
6 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
7 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida
8 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
9 Loic Vliegen (Bel) BMC Racing Team
10 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
11 Simon Gerrans (Aus) Orica-GreenEdge
12 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff Team
13 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
14 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
15 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin
16 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Oranje Peloton
17 Rui Alberto Faria Da Costa (Por) Lampre – Merida
18 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
19 Arthur Vichot (Fra) FDJ
20 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Movistar Team
21 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
22 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team
23 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
24 Jon Izaguirre Insausti (Spa) Movistar Team
25 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal
26 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal
27 Samuel Sanchez Gonzalez (Spa) BMC Racing Team
28 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Team Sky
29 Lars Petter Nordhaug (Nor) Team Sky
30 Wilco Kelderman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
31 Petr Vakoc (Cze) Etixx – Quick-Step 0:00:08
32 Alex Howes (USA) Cannondale Pro Cycling 0:00:34
33 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data
34 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team
35 Oliver Naesen (Bel) IAM Cycling 0:00:41
36 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF
37 Alberto Bettiol (Ita) Cannondale Pro Cycling
38 Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin
39 Daryl Impey (RSA) Orica-GreenEdge
40 Manuele Mori (Ita) Lampre – Merida
41 Wouter Poels (Ned) Team Sky
42 Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin
43 Bob Jungels (Lux) Etixx – Quick-Step
44 Lawrence Warbasse (USA) IAM Cycling
45 Luis Leon Sanchez Gil (Spa) Astana Pro Team
46 Pieter Weening (Ned) Roompot – Oranje Peloton
47 Simon Clarke (Aus) Cannondale Pro Cycling
48 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team 0:01:01
49 Sep Vanmarcke (Bel) Team LottoNl-Jumbo
50 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
51 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
52 Sebastian Henao Gomez (Col) Team Sky
53 Pieter Serry (Bel) Etixx – Quick-Step 0:01:36
54 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
55 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team 0:02:05
56 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data 0:02:07
57 Michael Albasini (Swi) Orica-GreenEdge 0:02:12
58 Matteo Trentin (Ita) Etixx – Quick-Step 0:03:20
59 Bertjan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:03:37
60 Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale Pro Cycling 0:04:18
61 Jaco Venter (RSA) Dimension Data 0:04:33
62 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
63 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
64 Mario Jorge Faria Da Costa (Por) Lampre – Merida
65 Aleksei Tcatevich (Rus) Team Katusha
66 Huub Duyn (Ned) Roompot – Oranje Peloton
67 Toms Skujins (Lat) Cannondale Pro Cycling
68 Jan Polanc (Slo) Lampre – Merida
69 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff Team
70 Alberto Losada Alguacil (Spa) Team Katusha
71 Angelo Tulik (Fra) Direct Energie
72 Marcus Burghardt (Ger) BMC Racing Team
73 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
74 Gorka Izaguirre Insausti (Spa) Movistar Team
75 Matteo Bono (Ita) Lampre – Merida
76 Vegard Stake Laengen (Nor) IAM Cycling
77 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
78 Michal Golas (Pol) Team Sky
79 Anthony Roux (Fra) FDJ
80 Davide Rebellin (Ita) CCC Sprandi Polkowice
81 Philippe Gilbert (Bel) BMC Racing Team
82 Sergei Chernetski (Rus) Team Katusha
83 David Tanner (Aus) IAM Cycling
84 Mathew Hayman (Aus) Orica-GreenEdge
85 Tiago Machado (Por) Team Katusha
86 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
87 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
88 Gianni Meersman (Bel) Etixx – Quick-Step
89 Michel Kreder (Ned) Roompot – Oranje Peloton
90 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team Katusha
91 Tom Dumoulin (Ned) Team Giant-Alpecin
92 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
93 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-GreenEdge
94 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ
95 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice 0:05:39
96 Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal 0:05:56
97 Angel Vicioso Arcos (Spa) Team Katusha 0:06:19
98 Bjorn Thurau (Ger) Wanty – Groupe Gobert 0:07:35
99 Matej Mohoric (Slo) Lampre – Merida 0:08:03
100 Preben Van Hecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
101 Sven Erik Bystrøm (Nor) Team Katusha 0:08:49
102 Roy Curvers (Ned) Team Giant-Alpecin
103 Benjamin King (USA) Cannondale Pro Cycling
104 Kristijan Koren (Slo) Cannondale Pro Cycling
105 Gijs Van Hoecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
106 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice
107 Antwan Tolhoek (Ned) Roompot – Oranje Peloton
108 Berden De Vries (Ned) Roompot – Oranje Peloton
109 Valerio Conti (Ita) Lampre – Merida
110 Antoine Duchesne (Can) Direct Energie
111 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Movistar Team
112 Jesper Hansen (Den) Tinkoff Team
113 Daniele Colli (Ita) Nippo – Vini Fantini
114 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
115 Pier Paolo De Negri (Ita) Nippo – Vini Fantini
116 Pavel Brutt (Rus) Tinkoff Team
117 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 0:09:11
118 Chad Haga (USA) Team Giant-Alpecin 0:11:24
119 Marinus Cornelis Minnaard (Ned) Wanty – Groupe Gobert 0:15:49
120 Otto Vergaerde (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:17:16

Gasparotto torna ad alzare le braccia al cielo sul traguardo dellAmstel Gold Race (foto Tim de Waele)

Gasparotto torna ad alzare le braccia al cielo sul traguardo dell'Amstel Gold Race (foto Tim de Waele)

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