SAGAN E “KWIATO”, DUE CAMPIONI A SANREMO

marzo 18, 2017 by Redazione  
Filed under 1) MILANO - SANREMO, News

Continua la maledizione della Sanremo per Peter Sagan che perde, proprio sul traguardo, la possibilità di annoverare la classicissima nel suo ricco palmares. Il suo predecessore in maglia iridata Michal Kwiatkowski, che era sembrato il meno brillante nel terzetto di testa, lo ha bruciato negli ultimissimi metri andando a centrare un successo di prestigio pari, se non superiore, a quello di Ponferrada.

Come sempre la Classicissima si è rivelata una corsa piena di fascino, per la sua storia, per il suo chilometraggio, per la sua difficoltà nell’essere interpretata e per le sue insidie tecniche. Quest’anno tutti questi elementi hanno regalato una corsa emozionante sino all’ultimo metro, con un’azione di pregevolissima fattura sul Poggio che i protagonisti hanno concluso positivamente, riuscendo ad impedire il rientro del gruppo con i vari velocisti puri.
Il pregio dell’azione vincente, promossa da Sagan e finalizzata da Kwiatkowski, è stata proprio nel modo in cui lo slovacco è riuscito a levarsi di ruota il gruppo con la sola eccezione di Kwiatkowski ed Alaphilippe, rientrati tra l’altro in un secondo momento.
Sagan, infatti, è partito dalle prime posizioni e, nonostante la velocità e la pendenza dolce lo sconsigliassero, è riuscito in un primo momento a staccare tutti con una progressione impressionante. Kwiatkowski, che già aveva mostrato il proprio stato di grazia conquistando il successo alla Strade Bianche, è stato bravissimo a riportarsi sullo slovacco, insieme ad Alaphilippe, con una sorta di progressione in apnea. E’ stato poi proprio Alaphilippe ad offrire il punto di appoggio al polacco, dato che il vincitore era sembrato il meno brillante sul Poggio. In pianura, del resto, Alaphilippe lo aveva platealmente invitato a desistere dal rimanere in ultima posizione. Negli ultimi metri Sagan è partito lungo, cercando il buco, ma molto saggiamente Kwiatkowski gli ha lasciato appena un paio di metri, il minimo necessario per sfruttarne la scia, ed è stato proprio grazie a quella scia che è riuscito ad uscire con scelta di tempo perfetta.
Quest’anno il percorso era quello classico con l’arrivo in Via Roma, il Turchino, i tre storici capi (Mele, Cervo, Berta), la Cipressa e il Poggio e senza la salita delle Manie. Il chilometraggio complessivo, considerato anche il tratto di trasferimento fino al via ufficiale, sfiorava i 300 chilometri.
La corsa ha visto due momenti tattici fondamentali mentre la prima parte, fino all’inizio dei capi, è stata caratterizzata da una media bassa e da una fuga tenuta a bagnomaria dal gruppo nonostante la tenacia e l’impegno profuso dagli attaccanti. In effetti il tasso tecnico degli elementi in fuga non preoccupava più di tanto le squadre dei big, tuttavia la generosità degli uomini di testa ha reso necessario un deciso cambio di ritmo per annullare il tentativo. Tale cambio di ritmo ha aperto la seconda parte della gara, corsa invece ad ritmi altissimi fino al traguardo.
La fuga di giornata si è sviluppata dopo pochissimi chilometri dalla partenza con Nico Denz (Ag2r La Mondiale), Mattia Frapporti (Androni-Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani-CSF), William Clarke, Tom Skujins (Cannondale-Drapac), Ivan Rovny (Gazprom-Rusvelo), Alan Marangoni (Nippo-Fantini), Umberto Poli (Novo Nordisk), Federico Zurlo (UAE Team Emirates) e Julen Amezqueta (Wilier-Selle Italia). Il vantaggio dei battistrada lievita fino a 4 minuti, ma il gruppo non permette che esso salga ulteriormente e tiene sempre la fuga a distanza di sicurezza. In prossimità di Capo Mele la velocità del gruppo inizia a salire ed il vantaggio dei battistrada a scendere proporzionalmente. Sul Capo Cervo tenta di andarsene dal gruppo Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), ma la sua azione viene neutralizzata sul successivo Capo Berta. Sulle pendenze abbastanza severe di questa salita perdono contatto dalla testa della corsa Poli, Frapporti e Zurlo.
Anche i sette reduci della fuga devono arrendersi al rientro del gruppo, ora tirato a forte velocità, sulle prime rampe della Cipressa. Proprio su questa salita iniziano a vedersi nel gruppo, frattanto tornato compatto, i primi tentativi di attacco inscenati da Greg Van Avermaet (BMC), Philippe Gilbert (Quick-Step Floors) e Tim Wellens (Lotto Soudal), che si porta dietro Mattia Cattaneo (Androni-Sidermec) tentando di ripartire in contropiede. In testa al gruppo è Tom Dumoulin (Team Sunweb) che va a chiudere i piccoli buchi e sfilacciamenti che le varie accelerazioni avevano nel frattempo provocato. L’azione dell’olandese provoca le prime vittime illustri che rispondono ai nomi di Bonifazio, Guarnieri e, soprattutto, di Mark Cavendish, uno dei maggiori favoriti in caso di arrivo in volata.
L’inquietudine continua anche dopo il ritorno sull’Aurelia di un gruppo ormai ridotto ad una cinquantina di unità. A muoversi è Tony Gallopin (Lotto Soudal), con vari atleti che cercano di seguirlo un po’ alla spicciolata, ma gli uomini di Peter Sagan non permettono ai fuoriusciti di strutturarsi, andando ad operare il ricongiungimento in tempi rapidissimi.
I successivi chilometri vedono le squadre cercare di tenere i capitani nelle posizioni più avanzate in vista dell’attacco al Poggio che rappresenta sempre il momento chiave della corsa, quello in cui si può tentare di fare la differenza per evitare l’arrivo allo sprint. È il momento nel quale coloro che hanno lo spunto bruciante in salita più che l’esplosività in volata tentano di avvantaggiarsi per poi cercare di resistere negli ultimi 3 chilometri di pianura prima di arrivare sul traguardo storico di Via Roma, tornato di scena dal 2014 dopo che dal 2008 al 2013 in Lungomare Italo Calvino.
L’azione principale è quella di Tom Boonen, oggi in veste di gregario, che tira il gruppo a velocità altissima grazie alle sue doti sul passo per poi spostarsi all’inizio della salita, quando si vedono davanti gli Sky di Elia Viviani, cosa che fa pensare che l’olimpionico nell’omnium voglia tentare di tenere andatura alta ma costante per evitare gli scatti ai quali non potrebbe, comunque, resistere. Tuttavia, a tenere alta l’andatura ci pensa Tom Dumoulin. Gli Sky gli lasciano qualche metro, cosa che avvalora la tesi che Viviani voglia tentare di non sfinirsi sul Poggio mantenendo un ritmo regolare.
Quando Dumoulin molla la testa Peter Sagan parte con una accelerata delle sue, di quelle che fanno male; Colbrelli non resiste più di qualche metro e lo slovacco sembra potersene andare da solo, ma Alaphilippe rilancia l’azione, con un Kwiatkowski che, seppur in affanno, riesce, prendendo come punto di riferimento proprio il francese, a riportarsi su Sagan, andando a formare un terzetto di altissima qualità in testa.
Si intuisce subito che questo può essere il tentativo buono proprio per la qualità degli uomini davanti, tutti ottimi discesisti che vanno a scollinare con 10 secondi sul gruppo. La discesa del Poggio viene affrontata da Sagan a folle velocità e questo permette ai tre di guadagnare ulteriori secondi che si riveleranno fondamentali nel tratto di pianura, terreno sul quale il gruppo è nettamente avvantaggiato. Il peso di portare l’azione a buon fine grava, però e come era del resto ovvio, interamente sulle spalle del campione del mondo. I due compagni di avventura non hanno la benché minima intenzione di dare un cambio a uno come Sagan, perfettamente in grado di bastonarli in volata. A ben vedere, è proprio questa la situazione che non ha permesso a Sagan di conquistare la sua prima Classicissima. Lo slovacco, costretto a lanciare lo sprint lungo, trovandosi in prima posizione faccia al vento è arrivato sfinito negli ultimi metri ed è stato proprio questo calo a permettere a Kwiatkowski, che era stata molto bravo a lasciare due metri per sfruttarne la scia, di tagliare, per un soffio, il traguardo in prima posizione.
Come al solito il campione del mondo ha regalato una prestazione straordinaria, riuscendo ad andarsene su una salita come il Poggio, facendo la discesa a folle velocità e sobbarcandosi il peso del tratto in pianura, ricevendo solo un paio di brevissimi cambi. Dispiace che lo slovacco non sia riuscito a coronare questa azione con un successo, ma bisogna dire che anche Kwiatkowski ha pienamente meritato la vittoria. L’ex iridato, che quest’anno aveva già ottenuto un prestigioso successo alla Strade Bianche, era parso in difficoltà nel tentativo di rientrare su Sagan, ma è stato molto bravo a prendere come punto di riferimento Alaphilippe per completare il ricongiugimento con la testa della corsa. Nel tratto successivo, si è sempre tenuto in fondo, salvo un paio di brevi cambi, e poi, nell’ultimo chilometro, ha battezzato la ruota di Sagan sino al momento dello sprint nel quale è stato bravo sia a prenderne la scia, sia a scegliere perfettamente il tempo per infilare il suo successore in maglia iridata.
Proprio l’arrivo di due corridori di tale classe appaiati sullo storico traguardo di Via Roma costituisce un finale che testimonia ancora di più il fascino intramontabile della Classicissima che, con un chilometraggio al quale i corridori giovani sono poco abituati, resta ancora, nonostante alcune pur fondate critiche al tracciato, una delle corse più emozionanti e più sentite di tutta la stagione.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky 7:08:39
2 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
3 Julian Alaphilippe (Fra) Quick-Step Floors
4 Alexander Kristoff (Nor) Katusha-Alpecin 0:00:05
5 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors
6 Arnaud Demare (Fra) FDJ
7 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
8 Nacer Bouhanni (Fra) Cofidis, Solutions Credits
9 Elia Viviani (Ita) Team Sky
10 Caleb Ewan (Aus) Orica-Scott
11 Magnus Cort Nielsen (Den) Orica-Scott
12 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
13 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
14 Daniele Bennati (Ita) Movistar Team
15 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli
16 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott
17 Ben Swift (GBr) Team UAE Emirates
18 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
19 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
20 Marco Canola (Ita) Nippo – Vini Fantini
21 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
22 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo
23 Matti Breschel (Den) Astana Pro Team
24 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team
25 Oscar Gatto (Ita) Astana Pro Team
26 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
27 Daryl Impey (RSA) Orica-Scott
28 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team
29 Philippe Gilbert (Bel) Quick-Step Floors
30 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits
31 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina
32 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
33 Iuri Filosi (Ita) Nippo – Vini Fantini
34 Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team
35 Michael Valgren Andersen (Den) Astana Pro Team
36 Simon Gerrans (Aus) Orica-Scott
37 Alberto Bettiol (Ita) Cannondale-Drapac
38 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data
39 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
40 Diego Ulissi (Ita) Team UAE Emirates
41 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
42 Anthony Roux (Fra) FDJ
43 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
44 Alex Dowsett (GBr) Movistar Team
45 Michael Albasini (Swi) Orica-Scott
46 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal
47 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida
48 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli
49 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
50 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
51 Geoffrey Soupe (Fra) Cofidis, Solutions Credits
52 Jens Keukeleire (Bel) Orica-Scott
53 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida
54 Davide Cimolai (Ita) FDJ 0:00:18
55 Matteo Trentin (Ita) Quick-Step Floors 0:00:20
56 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 0:00:31
57 Matej Mohoric (Slo) Team UAE Emirates
58 Fabio Felline (Ita) Trek-Segafredo
59 Simon Spilak (Slo) Katusha-Alpecin 0:00:53
60 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina 0:01:08
61 Manuele Mori (Ita) Team UAE Emirates 0:01:35
62 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ
63 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
64 Lukasz Wisniowski (Pol) Team Sky
65 Tom Boonen (Bel) Quick-Step Floors
66 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe
67 Primoz Roglic (Slo) Team LottoNl-Jumbo
68 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:01:45
69 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:02:25
70 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 0:02:28
71 Eduard Grosu (Rom) Nippo – Vini Fantini 0:03:52
72 Koen De Kort (Ned) Trek-Segafredo
73 Michael Morkov (Den) Katusha-Alpecin
74 Maciej Bodnar (Pol) Bora-Hansgrohe
75 Ivan Savitskiy (Rus) Gazprom – Rusvelo 0:03:55
76 Yonder Godoy (Ven) Wilier Triestina
77 Daniel Oss (Ita) BMC Racing Team
78 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
79 Ivan Santaromita (Ita) Nippo – Vini Fantini
80 Martin Elmiger (Swi) BMC Racing Team
81 Marco Marcato (Ita) Team UAE Emirates
82 Toms Skujins (Lat) Cannondale-Drapac
83 Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal
84 Hugo Houle (Can) AG2R La Mondiale
85 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli
86 Pier Paolo De Negri (Ita) Nippo – Vini Fantini
87 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
88 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
89 Nikias Arndt (Ger) Team Sunweb
90 Jacopo Mosca (Ita) Wilier Triestina
91 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
92 Ian Stannard (GBr) Team Sky
93 Simon Clarke (Aus) Cannondale-Drapac
94 Mathias Frank (Swi) AG2R La Mondiale
95 Andreas Schillinger (Ger) Bora-Hansgrohe
96 Niccolo Bonifazio (Ita) Bahrain-Merida
97 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
98 Luke Rowe (GBr) Team Sky
99 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale 0:03:59
100 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
101 Mark Cavendish (GBr) Dimension Data 0:05:24
102 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli
103 Alexey Tsatevich (Rus) Gazprom-Rusvelo
104 David Lozano (Spa) Team Novo Nordisk
105 Raffaello Bonusi (Ita) Androni Giocattoli
106 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF
107 Tom Van Asbroeck (Bel) Cannondale-Drapac
108 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
109 Ruslan Tleubayev (Kaz) Astana Pro Team
110 Simone Velasco (Ita) Bardiani CSF
111 Andrey Grivko (Ukr) Astana Pro Team
112 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team
113 Juraj Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
114 Sven Erik Bystrøm (Nor) Katusha-Alpecin
115 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida
116 Daniel Martin (Irl) Quick-Step Floors
117 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac
118 Fabio Sabatini (Ita) Quick-Step Floors
119 Nuno Bico (Por) Movistar Team
120 Jorge Arcas Peña (Spa) Movistar Team
121 Søren Kragh Andersen (Den) Team Sunweb
122 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
123 Mickael Delage (Fra) FDJ
124 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo
125 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
126 Gediminas Bagdonas (Ltu) AG2R La Mondiale
127 Gregory Rast (Swi) Trek-Segafredo
128 Luca Wackermann (Ita) Bardiani CSF
129 Ignatas Konovalovas (Ltu) FDJ
130 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo
131 Sacha Modolo (Ita) Team UAE Emirates
132 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
133 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal
134 Carlos Betancur (Col) Movistar Team
135 Vegard Stake Laengen (Nor) Team UAE Emirates
136 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF
137 Mathew Hayman (Aus) Orica-Scott
138 Thomas Leezer (Ned) Team LottoNl-Jumbo
139 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina
140 Davide Ballerini (Ita) Androni Giocattoli 0:08:34
141 Stijn Vandenbergh (Bel) AG2R La Mondiale
142 Charles Planet (Fra) Team Novo Nordisk
143 Kiel Reijnen (USA) Trek-Segafredo
144 Borut Bozic (Slo) Bahrain-Merida
145 Carlos Barbero (Spa) Movistar Team
146 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb
147 Alexander Porsev (Rus) Gazprom – Rusvelo
148 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo
149 Héctor Carretero (Spa) Movistar Team
150 Mark Renshaw (Aus) Dimension Data
151 Jacopo Guarnieri (Ita) FDJ
152 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
153 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
154 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team
155 Alan Marangoni (Ita) Nippo – Vini Fantini
156 William Clarke (Aus) Cannondale-Drapac
157 Manuel Belletti (Ita) Wilier Triestina
158 Andrea Palini (Ita) Androni Giocattoli
159 Javier Megias (Spa) Team Novo Nordisk
160 Truls Korsaeth (Nor) Astana Pro Team
161 Dimitri Claeys (Bel) Cofidis, Solutions Credits
162 Jack Bauer (NZl) Quick-Step Floors 0:09:23
163 Jakub Mareczko (Ita) Wilier Triestina 0:10:44
164 Cyril Lemoine (Fra) Cofidis, Solutions Credits
165 Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal
166 Martijn Verschoor (Ned) Team Novo Nordisk
167 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
168 Juan Jose Lobato (Spa) Team LottoNl-Jumbo
169 Thomas Scully (NZl) Cannondale-Drapac
170 Scott Thwaites (GBr) Dimension Data
171 Nikolay Trusov (Rus) Gazprom – Rusvelo
172 Nathan Brown (USA) Cannondale-Drapac
173 Florian Senechal (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:14:15
174 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo
175 Danny Van Poppel (Ned) Team Sky
176 Julien Vermote (Bel) Quick-Step Floors
177 Alexis Gougeard (Fra) AG2R La Mondiale
178 Miles Scotson (Aus) BMC Racing Team
179 Aleksejs Saramotins (Lat) Bora-Hansgrohe
180 Artur Ershov (Rus) Gazprom – Rusvelo
181 Jay Robert Thomson (RSA) Dimension Data
182 Marco Coledan (Ita) Trek-Segafredo
183 Fabio Calabria (Aus) Team Novo Nordisk
184 Kenneth Vanbilsen (Bel) Cofidis, Solutions Credits
185 Bernhard Eisel (Aut) Dimension Data
186 Mattia Frapporti (Ita) Androni Giocattoli
187 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb
188 Albert Timmer (Ned) Team Sunweb
189 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin
190 Rik van Ijzendoorn (Ned) Novo Nordisk 0:16:40
191 Federico Zurlo (Ita) Team UAE Emirates 0:17:22
192 Umberto Poli (Ita) Team Novo Nordisk
193 Roman Maikin (Rus) Gazprom – Rusvelo
194 Kohei Uchima (Jpn) Nippo – Vini Fantini
195 Brian Kamstra (Ned) Team Novo Nordisk

Kwiatkowski infilza Sagan sul traguardo della 110a Milano - Sanremo (Tim de Waele/TDWSport.com)

Kwiatkowski infilza Sagan sul traguardo della 110a Milano - Sanremo (Tim de Waele/TDWSport.com)

NEVE E TULIPANI A LIEGI

aprile 24, 2016 by Redazione  
Filed under 7) LIEGI - BASTOGNE - LIEGI, News

L’olandese Wouter Poels ha vinto una Liegi-Bastogne-Liegi disputata per diversi tratti sotto la neve ed interamente con temperature decisamente più invernali che primaverili. La nuova “côte” della Rue Naniot, dalle arcigne pendenze in pavè e molto vicina al traguardo, è stata decisiva già al suo debutto, ma forse ha anche contribuito a ritardare la vera esplosione della corsa tra gli aspiranti vincitori. Valverde, uomo più atteso oggi, non è stato in grado di esprimersi nel momento decisivo, nonostante la condotta di gara della sua squadra avesse fatto pensare che il campione spagnolo fosse intenzionato a fare la corsa.

Le previsioni meteo, che sovente annunciano tragedie per essere poi smentite più o meno clamorosamente, questa volta sono state confermate e gran parte della decana delle classiche si è svolta sotto la pioggia e la neve. Fortunatamente, questi momenti si sono alternati a momenti di sole con locali aperture sul percorso.
La corsa, dopo il tramonto della fuga di giornata, ha visto una selezione molto lenta del gruppo causata dalle elevate andature in testa, ma non ha riservato che tentativi effimeri di accelerazione prima di esplodere ai -3 dal traguardo con la nuova Côte de la Rue Naniot, inserita per la prima volta nel tracciato. Le pendenze e il fondo in pavè del nuovo tratto hanno certamente favorito la bagarre finale, ma forse hanno anche frenato le intenzioni di coloro che magari ci avrebbero provato, non dico sulla Redoute, ma magari sulla Côte tede la Roche-aux-Faucons o sul Saint Nicolas. Il gruppo, invece, pur allungatissimo e con continue accelerazioni nelle prime posizioni, dovute anche ai moltissimi tentativi di allungo pur senza pretese, è arrivato sostanzialmente con tutti i big ai piedi della Rue Naniot, a parte qualche eccezione, invero prevedibile, come Vincenzo Nibali che si è staccato sul Saint-Nicolas.
Il tempo ha anche indotto gli organizzatori ad una modifica dell’ultim’ora, eliminando dal tracciato il tratto previsto dal chilometro 45 al chilometro 75, preferendo deviare la corsa su una statale più ampia e meno problematica. In ogni caso nessuna “côte” è stata eliminata, dato che la corsa è rientrata sul percorso originariamente previsto proprio in corrispondenza dell’attacco della prima asperità, la Côte de la Roche-en-Ardenne.
Sulla Rue Naniot il più brillante è sembrato lo svizzero Albasini, corridore completo che si è voltato un po’ troppe volte per studiare la situazione, rimanendo tuttavia davanti. La situazione ha favorito Wouter Poels che, dopo un primo allungo neutralizzato proprio da Albasini, ha lanciato lo sprint riuscendo a mantenere dietro la svizzero che aveva provato ad uscire negli ultimi 50 metri.
Nonostante il tempo si presentasse minaccioso sin dalle prime battute e nonostante un ritmo elevatissimo già dalle prime fasi di gara, dopo 8 chilometri riescono ad involarsi Nicolas Edet (Cofidis e promotore dell fuga), Pavel Brutt (Tinkoff), Paolo Tiralongo (Astana), Alessandro De Marchi (BMC), Cesare Benedetti (Bora – Argon18), Jérémy Roy (FDJ) e Thomas De Gendt (Lotto Soudal). Il gruppo lascia andare i sette, ma tenta di non far dilatare eccessivamente il distacco, anche perché gli uomini di testa non sono esattamente comprimari in cerca di visibilità, ma uomini, come De Gendt, De Marchi e Tiralongo, che con le fughe hanno una certa confidenza, riuscendo spesso a portarle all’arrivo.
Intorno al chilometro 50 anche Vegard Stake Laengen (IAM Cycling) si aggiunge ai battistrada che così diventano otto. Il norvegese, sfruttando un momento di rallentamento sia in gruppo che in seno ai battistrada, riesce a raggiungere la testa dopo un primo tratto percorso a bagnomaria tra il gruppo e i fuggitivi.
Il rallentamento del gruppo dura un po’ troppo e il vantaggio dei battistrada sfonda il muro dei 9 minuti, ragion per cui in gruppo qualcuno prova a mettere la testa davanti come Johnny Hoogerland (Team Roompot – Oranje) e Preben Van Hecke (Topsport Vlaanderen – Baloise), i quali propongono una breve accelerata senza pretese. Poco dopo, però, si portano in testa la Etixx-Quick Step e soprattutto la Movistar di Valverde che, proprio quando la neve ricomincia a scendere copiosa sulla corsa, opera un deciso cambio di ritmo ad opera in particolare di Imanol Erviti e Rory Sutherland. Il lavoro dei due Movistar provoca un dimezzamento del vantaggio dei battistrada che conservano comunque un gap da gestire superiore ai 4 minuti.
Sul Col du Rosier iniziano i tentativi di allungo in gruppo, il primo ad opera di Thomas Voeckler che si accoda a Lilian Calmejane (Direct Energie) e viene seguito da Adam Yates. I due tuttavia si rialzano rapidamente, mentre Voeckler prosegue tutto solo all’inseguimento dei fuggitivi che, nel frattempo, hanno visto il loro vantaggio scendere sotto i due minuti, insieme alle speranze di concludere positivamente la fuga.
Con il gruppo che si avvicina rapidamente, De Marchi tenta di dare nuova linfa al tentativo, accelerando sul Col du Maquisard. Edet, De Gendt e Laegen riescono ad accodarsi all’italiano, mentre gli altri restano staccati. Nel frattempo, in gruppo si verifica un nuovo tentativo di evasione da parte di Tosh Van der Sande (Lotto Soudal), Loïc Vliegen (BMC), Bjorn Thurau (Wanty – Groupe Gobert) e Pawel Poljanski (Tinkoff), ma anche questi uomini non sono in grado di creare un apprezzabile distacco e devono rassegnarsi a rientrare nei ranghi, con la Movistar che continua a fare il cane da guardia di chiunque tenti di uscire.
Si arriva dunque alla Redoute, la “côte” simbolo della Liegi-Bastogne-Liegi, sulla quale il gruppo riprende la seconda parte della fuga di giornata che, nel frattempo, era stata ripresa da Voeckler, mentre nel drappello di testa portato via da De Marchi deve mollare prima Laegen e successivamente allo scollinamento anche De Gendt che viene raggiunto da Grivko, autore di un ulteriore tentativo di uscire dal gruppo. Anche questo tentativo ha però vita breve, dato che gli uomini della Etixx, che nel frattempo avevano rilevato i Movistar in testa al gruppo, non permettono ai due di restare a lungo in avanscoperta. Il gruppo torna compatto ai -23 quando anche De Marchi ed Edet vengono raggiunti. Naturalmente, l’espressione compatto è un eufemismo dato che il gruppo principale risulta essersi estremamente sfoltito negli ultimi chilometri, un po’ per le condizioni climatiche e un po’ per il susseguirsi delle “côtes” percorse a ritmi molto elevati.
Lo sfoltimento decisivo arriva però sulla Côte de La Roche-aux-Faucons, con gli Etixx che impongono un ritmo talmente elevato da ridurre il gruppo ad una cinquantina di unità. Dopo lo scollinamento prova ad uscire Carlos Betancur, la cui sorte sarà simile a quella toccata a coloro che ci avevano provato prima di lui, ossia essere ripreso dopo pochi chilometri allo scoperto, nell’impossibilità di conseguire un vantaggio sufficiente per coltivare speranze di vittoria.
Il colombiano, però, non vuole gettare la spugna e riprova ad allungare sul Saint-Nicolas. Anche in questa occasione il gruppo è rapido a riportarsi sul colombiano, ma la reazione del gruppo provoca problemi a vari corridori tra i quali Vincenzo Nibali (Astana) e Simon Gerrans (Orica GreenEDGE), uno dei favoriti, che si staccano irrimediabilmente.. Dopo Betancur è la volta Diego Rosa (Astana) che viene prontamente raggiunto da Ilnur Zakarin (Katusha). Anche in questo caso la coppia è bene assortita, ma il gruppo non è in vena di concedere alcunchè ed anche questi due bravi atleti si vedono riprendere nella successiva discesa.
L’azione decisiva a questo punto deve nascere sull’inedita salita della Rue Naniot ed è Albasini a rompere gli indugi, con una accelerata che riesce a creare il buco. Alla sua ruota si porta rapidamente Rui Costa con Poels e Sánchez che rimangono però staccati di qualche metro, con Albasini che non fa altro che voltarsi (decisamente un po’ troppo) per controllare cosa succeda dietro.
Nella discesa dalla Rue Naniot Pouls e Sanchez si riportano sulla coppia di testa mentre in gruppo provano ad abbozzare un inseguimento, ma dopo 250 chilometri sotto pioggia e neve e dopo una gara corsa a ritmi elevati nessuno è in grado di chiudere il gap creato principalmente da Albasini, che si è accollato gran parte del peso dell’azione. E’ forse proprio per questo motivo che, quando Poels, che aveva cercato di non strafare, lancia per primo lo sprint Albasini, pur nella posizione ideale per superarlo negli ultimi metri, non riesce nell’intento e deve accontentarsi del secondo posto.
La corsa è stata, come al solito, impegnativa con in più l’ostacolo del tempo da lupi; tuttavia non si sono registrate grosse emozioni prima della Rue Naniot e la corsa ha visto vari tentativi di uscire dal gruppo, ma nessuno di questi aveva in realtà serie pretese. Anche i ritmi elevati hanno causato una sorta di stasi della situazione tattica che ha iniziato ad evolversi sul Saint-Nicolas, con una riduzione significativa del gruppo ma senza tentativi veri di attacco. Anche nella Liegi cominciano a verificarsi quelle situazioni poco desiderabili che portano la corsa a decidersi negli ultimi 2/3 chilometri.
In realtà, le sorprese ci sono comunque state, poiché uomini favoriti come Gerrans e Valverde sono rimasti del tutto fuori dai giochi, il primo addirittura staccato sul Saint-Nicolas, il secondo rimasto imbrigliato sulla Rue Naniot, mentre Poels, che ha avuto il merito di riuscire a prendere il treno giusto senza sfiancarsi per essere poi brillante allo sprint, è il primo uomo in forza Sky a conquistare la vittoria in una classica monumento.
Dopo questa corsa la prossima battaglia tra i big sarà sulle strade del Giro d’Italia.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Wouter Poels (Ned) Team Sky 6:24:29
2 Michael Albasini (Swi) Orica-GreenEdge
3 Rui Alberto Faria Da Costa (Por) Lampre – Merida
4 Samuel Sanchez Gonzalez (Spa) BMC Racing Team 0:00:04
5 Ilnur Zakarin (Rus) Team Katusha 0:00:09
6 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin 0:00:11
7 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff Team 0:00:12
8 Joaquin Rodriguez Oliver (Spa) Team Katusha
9 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
10 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team
11 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team
12 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert
13 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
14 Michael Valgren (Den) Tinkoff Team
15 Patrick Konrad (Aut) Bora-Argon 18
16 Alejandro Valverde Belmonte (Spa) Movistar Team
17 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
18 Arnold Jeannesson (Fra) Cofidis, Solutions Credits
19 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data
20 Lars Petter Nordhaug (Nor) Team Sky
21 Alex Howes (USA) Cannondale Pro Cycling
22 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal
23 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
24 Manuele Mori (Ita) Lampre – Merida 0:00:40
25 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
26 Sam Oomen (Ned) Team Giant-Alpecin
27 Luis Leon Sanchez Gil (Spa) Astana Pro Team
28 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Movistar Team
29 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale 0:00:47
30 Jon Izaguirre Insausti (Spa) Movistar Team 0:01:18
31 Louis Meintjes (RSA) Lampre – Merida 0:01:29
32 Huub Duyn (Ned) Roompot – Oranje Peloton
33 Simon Gerrans (Aus) Orica-GreenEdge
34 Daniel Navarro Garcia (Spa) Cofidis, Solutions Credits
35 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
36 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
37 Lawson Craddock (USA) Cannondale Pro Cycling 0:01:41
38 Toms Skujins (Lat) Cannondale Pro Cycling 0:01:51
39 Pieter Serry (Bel) Etixx – Quick-Step 0:01:53
40 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
41 Stefan Denifl (Aut) IAM Cycling
42 Igor Anton Hernandez (Spa) Dimension Data
43 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff Team 0:01:56
44 Ben Swift (GBr) Team Sky
45 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
46 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
47 Daniel Martin (Irl) Etixx – Quick-Step
48 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
49 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Oranje Peloton
50 Carlos Alberto Betancur Gomez (Col) Movistar Team 0:02:01
51 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team 0:02:21
52 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
53 Merhawi Kudus Ghebremedhin (Eri) Dimension Data 0:02:22
54 Luis Angel Mate Mardones (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:02:35
55 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida 0:02:40
56 Adam Yates (GBr) Orica-GreenEdge 0:02:49
57 Anthony Roux (Fra) FDJ 0:02:51
58 David De La Cruz Melgarejo (Spa) Etixx – Quick-Step
59 Gaetan Bille (Bel) Wanty – Groupe Gobert
60 Ryder Hesjedal (Can) Trek-Segafredo 0:03:00
61 Laurens De Plus (Bel) Etixx – Quick-Step 0:03:11
62 Jean-Christophe Peraud (Fra) AG2R La Mondiale 0:03:39
63 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale 0:04:02
64 Pieter Weening (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:04:17
65 Loic Vliegen (Bel) BMC Racing Team 0:04:33
66 Steve Morabito (Swi) FDJ
67 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-GreenEdge
68 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
69 Sebastian Henao Gomez (Col) Team Sky 0:04:38
70 Jan Polanc (Slo) Lampre – Merida 0:05:27
71 Emanuel Buchmann (Ger) Bora-Argon 18
72 Odd Christian Eiking (Nor) FDJ
73 Chris Anker Sörensen (Den) Fortuneo – Vital Concept
74 Laurent Pichon (Fra) FDJ
75 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ
76 Pierrick Fedrigo (Fra) Fortuneo – Vital Concept
77 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
78 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
79 Sander Armee (Bel) Lotto Soudal
80 Bertjan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
81 Yury Trofimov (Rus) Tinkoff Team
82 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
83 Michal Golas (Pol) Team Sky
84 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
85 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo
86 José Joao Pimenta Costa Mendes (Por) Bora-Argon 18
87 Preben Van Hecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
88 Florian Vachon (Fra) Fortuneo – Vital Concept
89 Romain Sicard (Fra) Direct Energie 0:05:47
90 Rudy Molard (Fra) Cofidis, Solutions Credits
91 Richie Porte (Aus) BMC Racing Team
92 Ivan Rovny (Rus) Tinkoff Team
93 Kanstantsin Siutsou (Blr) Dimension Data
94 Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin 0:06:11
95 Matteo Bono (Ita) Lampre – Merida 0:06:49
96 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team Katusha 0:06:50
97 Christian Meier (Can) Orica-GreenEdge 0:07:18
98 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team
99 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data 0:07:24
100 Pieter Vanspeybrouck (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
101 Alberto Losada Alguacil (Spa) Team Katusha
102 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:07:49
103 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
104 Antwan Tolhoek (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:08:01
105 Maxime Bouet (Fra) Etixx – Quick-Step 0:08:17
106 Thomas Voeckler (Fra) Direct Energie 0:08:19
107 Bjorn Thurau (Ger) Wanty – Groupe Gobert 0:08:31
108 Pawel Poljanski (Pol) Tinkoff Team 0:08:42
109 Anthony Delaplace (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:09:07
110 Bartosz Huzarski (Pol) Bora-Argon 18 0:09:31
111 Eliot Lietaer (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:10:31
112 Christopher Froome (GBr) Team Sky
113 Rafal Majka (Pol) Tinkoff Team
114 Yoann Bagot (Fra) Cofidis, Solutions Credits
115 Fredrik Ludvigsson (Swe) Team Giant-Alpecin
116 Lawrence Warbasse (USA) IAM Cycling
117 Joseph Rosskopf (USA) BMC Racing Team
118 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team
119 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:11:35
120 Guillaume Martin (Fra) Wanty – Groupe Gobert
121 Nathan Brown (USA) Cannondale Pro Cycling 0:11:47
122 Johannes Fröhlinger (Ger) Team Giant-Alpecin 0:12:25
123 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team 0:12:48
124 Julien Vermote (Bel) Etixx – Quick-Step
125 Ruben Fernandez (Spa) Movistar Team
126 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 0:12:53
127 Anthony Turgis (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:12:56
128 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
129 Vegard Stake Laengen (Nor) IAM Cycling
130 Reinier Honig (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:13:27
131 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:13:36
132 Laurent Didier (Lux) Trek-Segafredo
133 Brice Feillu (Fra) Fortuneo – Vital Concept 0:14:06
134 Fumiyuki Beppu (Jpn) Trek-Segafredo
135 Otto Vergaerde (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
136 Simon Clarke (Aus) Cannondale Pro Cycling
137 Chad Haga (USA) Team Giant-Alpecin
138 Tim Declercq (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
139 Sindre Skjoestad Lunke (Nor) Team Giant-Alpecin
140 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
141 Mathew Hayman (Aus) Orica-GreenEdge
142 Oliver Zaugg (Swi) IAM Cycling
143 Paul Voss (Ger) Bora-Argon 18
144 Angel Vicioso Arcos (Spa) Team Katusha
145 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Argon 18
146 Sergey Lagutin (Rus) Team Katusha
147 Koen Bouwman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
148 Johnny Hoogerland (Ned) Roompot – Oranje Peloton
149 David Tanner (Aus) IAM Cycling
150 Haimar Zubeldia Agirre (Spa) Trek-Segafredo 0:14:42
151 Kiel Reijnen (USA) Trek-Segafredo 0:14:44
152 Sébastien Minard (Fra) AG2R La Mondiale
153 Caleb Fairly (USA) Team Giant-Alpecin
154 Jérémy Roy (Fra) FDJ

Poels chiude in bellezza la stagione 2016 delle grandi classiche (fotoTim de Waele/TDWSport.com)

Poels chiude in bellezza la stagione 2016 delle grandi classiche (fotoTim de Waele/TDWSport.com)

VALVERDE CALA IL POKER SUL MURO DI HUY

aprile 20, 2016 by Redazione  
Filed under 6) FRECCIA VALLONE, News

Sesto successo stagionale e soprattutto quarto in carriera alla Freccia Vallone per il murciano della Movistar, che controlla i rivali nel primo tratto del durissimo strappo finale per poi fare la differenza negli ultimi 150 metri e imporsi davanti al duo dell’Etixx-QuickStep composto da Julian Alaphilippe, che conferma la piazza d’onore del 2015, e Daniel Martin, che aveva tentato di fare il vuoto a metà del muro. Ottime prove per Enrico Gasparotto, che si conferma dopo l’exploit dell’Amstel Gold Race piazzandosi 5°, e per Diego Ulissi, che chiude 8° mentre delude Joaquim Rodríguez. che attacca in due riprese ma si spegne nel finale non andando oltre il 28° posto.

Dopo il trionfo di Enrico Gasparotto all’Amstel Gold Race il Trittico delle Ardenne è proseguito con l’80a edizione della Freccia Vallone, in cui il friulano della Wanty-Groupe si presentava come corridore di punta per quel che riguarda i colori azzurri al pari di Diego Ulissi (Lampre-Merida) ma i cui i favori del pronostico andavano sulla carta ai due atleti che hanno conquistato il muro de Huy nel 2015, vale a dire Joaquim Rodríguez (Katusha), che si è imposto in occasione del Tour de France davanti a Chris Froome (qui assente) e che ha dato buoni segnali al Giro dei Paesi Baschi, e Alejandro Valverde che ha trionfato nella passata edizione della Freccia oltre che in quelle del 2006 e del 2014 e che, dopo un avvio di stagione a fari spenti (dovuto al fatto che per la prima volta in carriera disputerà il Giro d’Italia con ambizioni d’alta classifica), ha dimostrato grande condizione dominando la Vuelta Castilla y Léon. Accanto a loro al via si sono presentati Julian Alaphilippe e Daniel Martin (Etixx-QuickStep), Michael Albasini e Michael Matthews (Orica-GreenEdge), Luis Léon Sánchez (Astana), Wilco Kelderman (Lotto-Jumbo), la rivelazione dell’Amstel Michael Valgren (Tinkoff), Philippe Gilbert e Samuel Sánchez (Bmc), Rui Costa (Lampre-Merida), Tony Gallopin e Tim Wellens (Lotto Soudal), Daniel Moreno (Movistar) e Wout Poels (Team Sky), divenuto capitano unico dello squadrone britannico che ha sospeso Sergio Henao, brillantissimo al Giro dei Paesi Baschi e pertanto atteso a una prestazione importante, per via di valori anomali nel passaporto biologico.
Come avvenuto ormai ininterrottamente nelle edizioni successive a quella del 2003, quando Igor Astarloa si impose grazie a un’azione da lontano, la corsa si è decisa negli ultimi 1300 metri, in salita con pendenza media del 9,6% e punte oltre il 20%. In ogni caso, anche in precedenza vi sono stati degli spunti interessanti, al di là della consueta lunga fuga da lontano, tenuta sotto controllo pressochè esclusivamente da Movistar e Katusha, che ha visto protagonisti Matteo Bono (Lampre-Merida), ormai un habituè di questo tipo di azioni, Koen Bouwman (Lotto-Jumbo), Silvan Dillier (Bmc), Vegard Stake Laengen (Iam Cycling), Kiel Reijnen (Trek-Segafredo), Tosh Van Der Sande (Lotto Soudal), Sander Helven (Topsport Vlaanderen), Mads Pedersen (Stolting Service), Quentin Pacher (Delko Marseille) e Steve Cummings (Dimension Data), ultimo ad arrendersi dopo essere rimasto dapprima con i soli Bono, Van Der Sande e Dillier e quindi da solo avendo staccato i compagni d’avventura subito dopo il secondo passaggio in vetta al Mur de Huy, posto ai -29 dal traguardo, per poi essere ripreso poco dopo. Tra i big le acque hanno iniziato a muoversi già in quel frangente. Si sono mossi dapprima Bjorn Thurau (Wanty-Groupe) e Rubén Fernández (Movistar), la cui azione è stata di breve durata, quindi addirittura Rodríguez che, spalleggiato dal compagno Jurgen Van den Broeck, ha approfittato di un tratto di falsopiano per tentare di avvantaggiarsi in un plotoncino comprendente anche Poels, Albasini, Giovanni Visconti (Movistar), Laurens De Plus (Etixx-QuickStep) e Mikael Chérel (Ag2r) e infine, sulle rampe della Côte de Cherave, il campione lussemburghese Bob Jungels (Trek-Segafredo) e Ion Izagirre (Movistar). A dire il vero, alla luce della presenza di Valverde nel gruppo inseguitore, la continua presenza di uomini della formazione di Unzue in avanscoperta ha destato qualche perplessità, anche perchè non si sono limitati a rimanere a ruota ma hanno collaborato nelle varie azioni. Tutto questo non ha, comunque, influito sull’andamento della corsa dal momento che gli uomini della Etixx-QuickStep hanno chiuso il gap e ai piedi dell’ascesa conclusiva al muro de Huy si è presentato un gruppo compatto di una sessantina di atleti, comprendente tutti i favoriti della vigilia ad eccezione di un Gilbert che, per l’ennesima volta in questo periodo, si è dimostrato in palese ritardo di condizione, anche a sua scusante va portata la recente frattura ad un dito subita dopo un’aggressione.
Negli ultimi 1300 metri Valverde ha corso da padrone, adottando la stessa strategia di un anno fa: quella di mantenersi sempre nelle primissime posizioni, portandosi in scia a chi tentava di fare la differenza e attendendo il tratto finale per muoversi in prima persona. Dopo una fase iniziale di studio il primo ad attaccare è stato Rodríguez, che però ha ben presto esaurito la benzina tanto che al traguardo terminerà solo 28°, mentre molto più decisa è stata l’azione di Daniel Martin, ma anche l’irlandese nulla ha potuto di fronte all’irresistibile progressione negli ultimi 150 metri di Valverde, che si è involato verso il quarto successo in carriera alla Freccia, impresa che non è riuscita in passato neppure a un certo Eddy Merckx e a due grandi nostri specialisti delle classiche delle Ardenne come Moreno Argentin e Davide Rebellin, tutti fermi a quota tre. Proprio come nel 2015, il solo Alaphilippe, che pure non aveva dimostrato questo stato di forma nelle ultime corse (al di là dell’8° posto alla Freccia del Brabante), ha tentato di contrastare il murciano bissando la piazza d’onore di un anno fa mentre Martin, comunque pericolosissimo in vista della Liegi-Bastogne-Liegi di domenica, ha completato il podio resistendo al ritorno di un Poels che non ha comunque fatto rimpiangere Henao, di un Gasparotto (che ha confermato l’eccellente stato di forma dal momento che le pendenze del muro de Huy sono senz’altro a lui più ostiche rispetto a quelle più dolci del Cauberg sulle quali ha fatto il vuoto all’Amstel Gold Race), del sempreverde Samuel Sánchez, di un Albasini che si conferma presenza fissa nelle zone alte della classifica in questa corsa, di un Ulissi che ha migliorato il 9° posto del 2012, mentre Warren Barguil (Giant-Alpecin) e Rui Costa hanno chiuso la top ten. Tutti questi uomini, a partire da Valverde che difenderà il titolo conquistato un anno fa e che anche nella “Doyenne” si è già imposto per tre volte in carriera, saranno sicuramente davanti anche nella Liegi-Bastogne-Liegi in cui dovranno, però, vedersela anche con i reduci del Giro del Trentino, su tutti i nostri Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo.

Marco Salonna

ORDINE D’ARRIVO

1 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 4:43:57
2 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
3 Daniel Martin (Irl) Etixx – Quick-Step
4 Wouter Poels (Ned) Team Sky 0:00:04
5 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert 0:00:05
6 Samuel Sánchez Gonzalez (Spa) BMC Racing Team
7 Michael Albasini (Swi) Orica-GreenEdge
8 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida
9 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin
10 Rui Costa (Por) Lampre – Merida
11 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff Team
12 Michael Woods (Can) Cannondale Pro Cycling
13 Wilco Kelderman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
14 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:00:12
15 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:00:14
16 Arnold Jeannesson (Fra) Cofidis, Solutions Credits
17 Rudy Molard (Fra) Cofidis, Solutions Credits
18 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:00:17
19 Pierre-Roger Latour (Fra) AG2R La Mondiale
20 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team
21 Michael Matthews (Aus) Orica-GreenEdge 0:00:23
22 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
23 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
24 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data 0:00:27
25 Daniel Navarro (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:00:29
26 Louis Meintjes (RSA) Lampre – Merida
27 Pieter Weening (Ned) Roompot – Oranje Peloton
28 Joaquim Rodríguez Oliver (Spa) Team Katusha 0:00:32
29 Dries Devenyns (Bel) IAM Cycling 0:00:34
30 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
31 Luis León Sánchez Gil (Spa) Astana Pro Team
32 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
33 Huub Duijn (Ned) Roompot – Oranje Peloton
34 Bjorn Thurau (Ger) Wanty-Groupe Gobert
35 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo 0:00:40
36 Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale Pro Cycling
37 Daniel Moreno (Spa) Movistar Team 0:00:43
38 Chris Anker Sorensen (Den) Fortuneo – Vital Concept 0:00:46
39 Sam Oomen (Ned) Team Giant-Alpecin
40 Florian Vachon (Fra) Fortuneo – Vital Concept
41 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff Team 0:00:50
42 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team 0:00:52
43 Julien El Farès (Fra) Delko Marseille Provence KTM
44 Jérémy Maison (Fra) FDJ 0:00:55
45 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
46 Eliot Lietaer (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:01:01
47 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal 0:01:14
48 Simon Clarke (Aus) Cannondale Pro Cycling 0:01:22
49 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team 0:01:27
50 Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin 0:01:32
51 Mickaël Chérel (Fra) AG2R La Mondiale 0:01:39
52 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
53 Manuele Mori (Ita) Lampre – Merida 0:01:42
54 Fabian Wegmann (Ger) Stölting Service Group 0:01:54
55 Luis Angel Maté Mardones (Spa) Cofidis, Solutions Credit 0:02:02
56 Fredrik Ludvigsson (Swe) Team Giant-Alpecin 0:02:04
57 Pieter Serry (Bel) Etixx – Quick-Step 0:02:06
58 Laurens De Plus (Bel) Etixx – Quick-Step
59 Anthony Delaplace (Fra) Fortuneo – Vital Concept
60 Igor Anton Hernandez (Spa) Dimension Data 0:02:10
61 Stefan Denifl (Aut) IAM Cycling 0:02:13
62 Guillaume Martin (Fra) Wanty – Groupe Gobert
63 Bart De Clercq (Bel) Lotto Soudal 0:02:17
64 Jon Izagirre Insausti (Spa) Movistar Team 0:02:25
65 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal 0:02:33
66 Bob Jungels (Lux) Etixx – Quick-Step 0:03:01
67 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
68 David De La Cruz (Spa) Etixx – Quick-Step 0:03:16
69 Victor Campenaerts (Bel) Team LottoNl-Jumbo 0:03:23
70 Michel Kreder (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:03:30
71 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data
72 Laurent Pichon (Fra) FDJ
73 Marcel Wyss (Swi) IAM Cycling
74 Sebastian Henao (Col) Team Sky
75 Jarlinson Pantano (Col) IAM Cycling
76 Armindo Fonseca (Fra) Fortuneo – Vital Concept
77 Nathan Brown (USA) Cannondale Pro Cycling
78 Christian Meier (Can) Orica-GreenEdge
79 Jack Haig (Aus) Orica-GreenEdge
80 Preben Van Hecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
81 Romain Hardy (Fra) Cofidis, Solutions Credits
82 Alex Howes (USA) Cannondale Pro Cycling
83 Clement Chevrier (Fra) IAM Cycling
84 Gianluca Brambilla (Ita) Etixx – Quick-Step
85 Gaetan Bille (Bel) Wanty – Groupe Gobert
86 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team
87 Oliver Zaugg (Swi) IAM Cycling
88 Angel Vicioso (Spa) Team Katusha
89 Yury Trofimov (Rus) Tinkoff Team
90 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:03:34
91 Philippe Gilbert (Bel) BMC Racing Team
92 Loic Vliegen (Bel) BMC Racing Team
93 Pawel Poljanski (Pol) Tinkoff Team
94 Arthur Vichot (Fra) FDJ 0:04:14
95 Lawrence Warbasse (USA) IAM Cycling 0:04:16
96 Michael Valgren (Den) Tinkoff Team 0:04:56
97 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:05:00
98 Ivan Rovny (Rus) Tinkoff Team 0:05:11
99 Sergei Chernetckii (Rus) Team Katusha
100 Alberto Losada (Spa) Team Katusha
101 Tiago Machado (Por) Team Katusha
102 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team Katusha
103 Chad Haga (USA) Team Giant-Alpecin
104 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
105 Ben Swift (GBr) Team Sky
106 Rémy Di Grégorio (Fra) Delko Marseille Provence KTM 0:05:22
107 Petr Vakoc (Cze) Etixx – Quick-Step 0:05:25
108 Anthony Turgis (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:05:54
109 Carlos Betancur (Col) Movistar Team 0:05:58
110 Ruben Fernandez (Spa) Movistar Team
111 Jan Polanc (Slo) Lampre – Merida
112 Michal Golas (Pol) Team Sky 0:06:08
113 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
114 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
115 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
116 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
117 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-GreenEdge 0:06:29
118 Mario Costa (Por) Lampre – Merida 0:06:58
119 Sander Helven (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:07:00
120 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data 0:07:08
121 Lawson Craddock (USA) Cannondale Pro Cycling
122 Romain Combaud (Fra) Delko Marseille Provence KTM 0:08:02
123 Benjamin King (USA) Cannondale Pro Cycling
124 Odd Christian Eiking (Nor) FDJ
125 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ
126 Sven Erik Bystrøm (Nor) Team Katusha
127 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data
128 Sébastien Minard (Fra) AG2R La Mondiale
129 Michael Reihs (Den) Stölting Service Group
130 Bertjan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
131 Alexey Vermeulen (USA) Team LottoNl-Jumbo
132 Pavel Brutt (Rus) Tinkoff Team
133 Julien Loubet (Fra) Fortuneo – Vital Concept
134 Stefan Kung (Swi) BMC Racing Team
135 Sander Armée (Bel) Lotto Soudal
136 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
137 Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin
138 Fumiyuki Beppu (Jpn) Trek-Segafredo
139 Nicolas Edet (Fra) Cofidis, Solutions Credits
140 Jean-Marc Bideau (Fra) Fortuneo – Vital Concept
141 Laurent Didier (Lux) Trek-Segafredo
142 Ryder Hesjedal (Can) Trek-Segafredo
143 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team 0:08:10
144 Mathew Hayman (Aus) Orica-GreenEdge
145 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:08:12
146 Matteo Bono (Ita) Lampre – Merida 0:08:15
147 Toms Skujins (Lat) Cannondale Pro Cycling 0:08:22
148 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team 0:10:54
149 Aleksei Tsatevich (Rus) Team Katusha 0:11:19
150 Tim Declercq (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
151 Johannes Fröhlinger (Ger) Team Giant-Alpecin
152 Pieter Vanspeybrouck (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
153 Johnny Hoogerland (Ned) Roompot – Oranje Peloton
154 Omar Fraile (Spa) Dimension Data
155 Leonardo Duque (Col) Delko Marseille Provence KTM
156 Yannick Martinez (Fra) Delko Marseille Provence KTM 0:11:23
157 Reinier Honig (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:11:28
158 Delio Fernández Cruz (Spa) Delko Marseille Provence KTM 0:11:41
159 Lars Petter Nordhaug (Nor) Team Sky
160 Vegard Stake Laengen (Nor) IAM Cycling
161 Koen Bouwman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
162 Christian Mager (Ger) Stölting Service Group 0:11:47

Lo spagnolo Valverde si applaude il suo personale record: quarta vittoria alla Freccia Vallone, un primato che finora non aveva stabilito ancora nessun altro corridore (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Lo spagnolo Valverde si applaude il suo personale record: quarta vittoria alla Freccia Vallone, un primato che finora non aveva stabilito ancora nessun altro corridore (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

GASPAROTTO GUIDA L’ARMATA AZZURRA A VALKENBURG

aprile 18, 2016 by Redazione  
Filed under 5) AMSTEL GOLD RACE, News

Dopo i risultati negativi delle prime classiche stagionali si rivede una grande Italia all’Amstel Gold Race, a cominciare dal friulano della Wanty-Groupe Gobert, che bissa il successo del 2012 facendo il vuoto sul Cauberg con il solo Michael Valgren a resistergli, per poi superare agevolmente il danese in volata e dedicare il successo al povero Antoine Demoitié, recentemente scomparso. Grande prova anche per Sonny Colbrelli che chiude 3° battendo allo sprint Bryan Coquard e Michael Matthews con il 7° e l’8° posto di Diego Ulissi e Giovanni Visconti a completare l’eccezionale giornata per il nostro ciclismo.

Come da tradizione ormai consolidata negli ultimi anni è stata l’Amstel Gold Race ad aprire, almeno per quanto riguarda il calendario World Tour, la stagione delle Ardenne che proseguirà con la Freccia Vallone e si concluderà domenica 24 aprile con la Liegi-Bastogne-Liegi. Rispetto alle due storiche corse belghe quella olandese, giunta all’edizione numero 51, può essere considerata come meno impegnativa dal punto di vista altimetrico, fermo restando che sono stati comunque ben 34 gli strappi da superare lungo i 248,7 km che da Maastricht hanno portato a Valkenburg, ma certamente più imprevedibile, anche alla luce delle strade molto strette e ricche di curve che caratterizzano queste zone. Per quanto riguarda i possibili favoriti non vi era sulla carta un uomo nettamente superiore agli altri ma moltissimi erano in grado di dire la loro, dal campione uscente Michal Kwiatkowski (Team Sky), che realizzò in quell’occasione l’unico risultato di prestigio di un 2015 fallimentare, al suo compagno Henao passando per Julian Alaphilippe e Petr Vakoč (Etixx-QuickStep), Juan José Lobato (Movistar), Michael Matthews e Simon Gerrans (Orica-GreenEdge), Tom Dumoulin (Giant-Alpecin), Tony Gallopin e Tim Wellens (Lotto Soudal), Philippe Gilbert e Samuel Sánchez (Bmc), Sep Vanmarcke (Lotto-Jumbo), Rui Costa (Lampre-Merida), Lars Boom (Astana), Joaquim Rodríguez (Katusha), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), Pieter Weening (Roompot-Oranje), Bryan Coquard (Direct Énergie) e tanti altri, senza dimenticare una nutrita pattuglia azzurra comprendente tra gli altri Matteo Trentin (Etixx-QuickStep), Giovanni Visconti (Movistar), Diego Ulissi (Lampre-Merida), Davide Rebellin (CCC Sprandi), Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini), Sonny Colbrelli (Bardiani-Csf), un Fabio Aru (Astana) che è stato schierato un po’ a sorpresa dopo il recente ritiro al Giro dei Paesi Baschi per via di una caduta, uno sfortunatissimo Fabio Felline (Trek-Segafredo), che sarà costretto all’abbandono dopo essere finito in terra nel tratto di trasferimento prima del via, e infine Enrico Gasparotto (Wanty-Groupe Gobert), reduce dal brillante secondo posto alla Freccia del Brabante e ultimo italiano a conquistare l’Amstel Gold Race nel 2012.
La corsa ha vissuto di scatti e controscatti per i primi 35 km finchè non sono riusciti ad andarsene Laurens De Vreese (Astana), Tom Devriendt (Wanty-Groupe Gobert), Laurent Didier (Trek-Segafredo), Alex Howes (Cannondale), Kévin Réza (Fdj), Larry Warbasse (Iam Cycling), Josef Černý (CCC Sprandi), Fabien Grellier (Direct Energie) e i nostri Matteo Montaguti (Ag2r), Matteo Bono (Lampre-Merida) e Giacomo Berlato (Nippo-Vini Fantini) che sono riusciti a rimanere al comando, al netto di alcuni di loro che hanno perso contatto strada facendo, fino ai -14 dal traguardo. La bagarre in gruppo, nel quale il Team Sky di Kwiatkowski e l’Orica-GreenEdge hanno svolto il grosso del lavoro per chiudere un gap che aveva superato i 5 minuti, si è comunque accesa ben prima del ricongiungimento, dapprima con il contrattacco di Björn Thurau (Wanty-Groupe Gobert), Tosh Van der Sande (Lotto Soudal) e Gianni Meersman (Etixx-QuickStep), insieme ai quali è rimasto per un breve tratto anche Niccolò Bonifazio (Trek-Segafredo), e poi con quelli di altri atleti tra i quali Enrico Battaglin (Lotto-Jumbo) in compagnia di Bob Jungels (Trek-Segafredo). A farne le spese sono stati, tra gli altri, il belga Gilbert, che ha conquistato in passato l’Amstel in ben tre occasioni ma si è presentato al via in condizioni precarie dopo la recente aggressione che gli è costata la frattura di un dito, ma anche Boasson Hagen e soprattutto Kwiatkowski, la cui défaillance è stata completamente inattesa. Lungo le rampe del Bemelerberg, penultima ascesa giornata, è stato Wellens, rispondendo a un timido tentativo di Roman Kreuziger, a produrre una potente accelerata rimanendo da solo al comando ma, grazie al lavoro degli uomini dell’Orica-GreenEdge e dell’Astana, il suo vantaggio non è decollato e le energie spese gli saranno fatali sul Cauberg.
In quella che negli ultimi anni è diventata la salita simbolo dell’Amstel Gold Race, con la vetta posta a 1800 metri dal traguardo, l’azione del giovane belga è infatti andata spegnendosi, a differenza di quella di Gasparotto, che intorno a metà dell’ascesa si è involato portandosi dietro inizialmente il sorprendente Michael Valgren (Tinkoff), Gallopin e Ian Bakelants (Ag2r). Anche il belga e il francese hanno in seguito ceduto e il friulano e il danese, approfittando anche del fatto che non vi era ormai più una formazione organizzata per condurre l’inseguimento, hanno potuto tirare dritto fino al traguardo e mantenere un leggero margine di vantaggio. La volata a due si è rivelata senza storia con Gasparotto che è uscito dalla scia di Valgren ai 200 metri dal traguardo e il rivale che non ha neppure tentato di reagire: sebbene quello di quattro anni fa sia avvenuto davanti a grandi nomi come Jelle Vanendert e soprattutto Oscar Freire e Peter Sagan, si tratta forse della vittoria più bella in carriera del 34enne di Sacile, sia perchè arrivata dopo una serie di stagioni opache che l’avevano costretto a svernare in una compagine di secondo piano come la Wanty-Groupe Gobert, sia per la dedica ad Antoine Demoitié, lo sfortunato ciclista belga suo compagno di squadra che ha perso la vita alla Gand-Wevelgem dopo essere stato investito da una moto. Va comunque rimarcata anche la prestazione di Valgren, atleta talentuoso ma che mai si era visto su questi livelli, così come quella di Colbrelli, che – come avvenuto alla Freccia del Brabante – ha combattuto in volata con Coquard e Matthews ma questa volta ha avuto la meglio, conquistando il gradino più basso del podio e dimostrando di poter dire la sua anche al di fuori dei confini italiani. La festa azzurra, che riscatta almeno in parte un avvio di stagione da dimenticare almeno per quanto riguarda le grandi classiche, è stata completata da Ulissi e Visconti, rispettivamente 7° e 8° alle spalle di Alaphilippe, mentre l’emergente Loïc Vliegen (Bmc) e Wellens hanno chiuso la top ten. Mercoledì 20 si replica con la Freccia Vallone e, alla luce del dominio dimostrato alla Vuelta Castilla y Léon, non sarà facile strappare lo scettro ad Alejandro Valverde, vincitore della passata edizione.

Marco Salonna

ORDINE D’ARRIVO

1 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert 6:18:02
2 Michael Valgren (Den) Tinkoff Team
3 Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani CSF 0:00:04
4 Bryan Coquard (Fra) Direct Energie
5 Michael Matthews (Aus) Orica-GreenEdge
6 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
7 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida
8 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
9 Loic Vliegen (Bel) BMC Racing Team
10 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
11 Simon Gerrans (Aus) Orica-GreenEdge
12 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff Team
13 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
14 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
15 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin
16 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Oranje Peloton
17 Rui Alberto Faria Da Costa (Por) Lampre – Merida
18 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
19 Arthur Vichot (Fra) FDJ
20 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Movistar Team
21 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
22 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team
23 Robert Gesink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
24 Jon Izaguirre Insausti (Spa) Movistar Team
25 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal
26 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal
27 Samuel Sanchez Gonzalez (Spa) BMC Racing Team
28 Sergio Luis Henao Montoya (Col) Team Sky
29 Lars Petter Nordhaug (Nor) Team Sky
30 Wilco Kelderman (Ned) Team LottoNl-Jumbo
31 Petr Vakoc (Cze) Etixx – Quick-Step 0:00:08
32 Alex Howes (USA) Cannondale Pro Cycling 0:00:34
33 Serge Pauwels (Bel) Dimension Data
34 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team
35 Oliver Naesen (Bel) IAM Cycling 0:00:41
36 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF
37 Alberto Bettiol (Ita) Cannondale Pro Cycling
38 Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin
39 Daryl Impey (RSA) Orica-GreenEdge
40 Manuele Mori (Ita) Lampre – Merida
41 Wouter Poels (Ned) Team Sky
42 Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin
43 Bob Jungels (Lux) Etixx – Quick-Step
44 Lawrence Warbasse (USA) IAM Cycling
45 Luis Leon Sanchez Gil (Spa) Astana Pro Team
46 Pieter Weening (Ned) Roompot – Oranje Peloton
47 Simon Clarke (Aus) Cannondale Pro Cycling
48 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team 0:01:01
49 Sep Vanmarcke (Bel) Team LottoNl-Jumbo
50 Cyril Gautier (Fra) AG2R La Mondiale
51 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
52 Sebastian Henao Gomez (Col) Team Sky
53 Pieter Serry (Bel) Etixx – Quick-Step 0:01:36
54 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
55 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team 0:02:05
56 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data 0:02:07
57 Michael Albasini (Swi) Orica-GreenEdge 0:02:12
58 Matteo Trentin (Ita) Etixx – Quick-Step 0:03:20
59 Bertjan Lindeman (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:03:37
60 Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale Pro Cycling 0:04:18
61 Jaco Venter (RSA) Dimension Data 0:04:33
62 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
63 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
64 Mario Jorge Faria Da Costa (Por) Lampre – Merida
65 Aleksei Tcatevich (Rus) Team Katusha
66 Huub Duyn (Ned) Roompot – Oranje Peloton
67 Toms Skujins (Lat) Cannondale Pro Cycling
68 Jan Polanc (Slo) Lampre – Merida
69 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff Team
70 Alberto Losada Alguacil (Spa) Team Katusha
71 Angelo Tulik (Fra) Direct Energie
72 Marcus Burghardt (Ger) BMC Racing Team
73 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
74 Gorka Izaguirre Insausti (Spa) Movistar Team
75 Matteo Bono (Ita) Lampre – Merida
76 Vegard Stake Laengen (Nor) IAM Cycling
77 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
78 Michal Golas (Pol) Team Sky
79 Anthony Roux (Fra) FDJ
80 Davide Rebellin (Ita) CCC Sprandi Polkowice
81 Philippe Gilbert (Bel) BMC Racing Team
82 Sergei Chernetski (Rus) Team Katusha
83 David Tanner (Aus) IAM Cycling
84 Mathew Hayman (Aus) Orica-GreenEdge
85 Tiago Machado (Por) Team Katusha
86 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
87 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
88 Gianni Meersman (Bel) Etixx – Quick-Step
89 Michel Kreder (Ned) Roompot – Oranje Peloton
90 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team Katusha
91 Tom Dumoulin (Ned) Team Giant-Alpecin
92 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
93 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-GreenEdge
94 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ
95 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice 0:05:39
96 Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal 0:05:56
97 Angel Vicioso Arcos (Spa) Team Katusha 0:06:19
98 Bjorn Thurau (Ger) Wanty – Groupe Gobert 0:07:35
99 Matej Mohoric (Slo) Lampre – Merida 0:08:03
100 Preben Van Hecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
101 Sven Erik Bystrøm (Nor) Team Katusha 0:08:49
102 Roy Curvers (Ned) Team Giant-Alpecin
103 Benjamin King (USA) Cannondale Pro Cycling
104 Kristijan Koren (Slo) Cannondale Pro Cycling
105 Gijs Van Hoecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
106 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice
107 Antwan Tolhoek (Ned) Roompot – Oranje Peloton
108 Berden De Vries (Ned) Roompot – Oranje Peloton
109 Valerio Conti (Ita) Lampre – Merida
110 Antoine Duchesne (Can) Direct Energie
111 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Movistar Team
112 Jesper Hansen (Den) Tinkoff Team
113 Daniele Colli (Ita) Nippo – Vini Fantini
114 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
115 Pier Paolo De Negri (Ita) Nippo – Vini Fantini
116 Pavel Brutt (Rus) Tinkoff Team
117 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 0:09:11
118 Chad Haga (USA) Team Giant-Alpecin 0:11:24
119 Marinus Cornelis Minnaard (Ned) Wanty – Groupe Gobert 0:15:49
120 Otto Vergaerde (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:17:16

Gasparotto torna ad alzare le braccia al cielo sul traguardo dellAmstel Gold Race (foto Tim de Waele)

Gasparotto torna ad alzare le braccia al cielo sul traguardo dell'Amstel Gold Race (foto Tim de Waele)

AD HAYMAN LA PIU’ FOLLE DELLE ROUBAIX

aprile 10, 2016 by Redazione  
Filed under 4) PARIGI - ROUBAIX, News

Dopo più di 100 km di corsa all’arma bianca, la 114a edizione della Parigi-Roubaix ha trovato in Mathew Hayman il più impronosticabile dei padroni. L’australiano, 38 anni fra 10 giorni, ha negato allo sprint il record di 5 Parigi-Roubaix a Tom Boonen, forse all’ultima occasione per staccare Roger De Vlaeminck nella classifica dei plurivincitori. Tagliati fuori da una caduta Cancellara e Sagan, prima ancora dell’entrata nella Foresta di Arenberg.

È forse giusto che la Parigi-Roubaix più pazza, impronosticabile e divertente della storia recente sia finita nelle mani di un corridore che, alla vigilia, forse nemmeno rientrava nel pur folto ventaglio degli outsider. Nessuno, peraltro, ha meritato il trofeo più umile e al contempo più ambito messo in palio dalle grandi classiche più di Mathew Hayman – nessun errore di battitura: Mathew con una t sola -, infilatosi nella fuga a quindici che ha caratterizzato quasi quattro ore di corsa, e capace poi di rimanere in scia ai migliori fino alla fine dei tratti in pavé, di andare più vicino di tutti alla stoccata vincente, e infine di trovare le forze per bruciare uomini più quotati di lui allo sprint.
Da appassionati di ciclismo e di sport, però, è difficile non provare un po’ di rammarico per il secondo posto di un Tom Boonen per il quale nessun superlativo sarebbe sprecato. A dispetto delle dichiarazioni ottimistiche rilasciate alla vigilia dal diretto interessato, inserire il quattro volte vincitore della regina delle classiche nella rosa dei favoriti sembrava anacronistico; del resto, anche a posteriori, alla luce della quasi-vittoria, la sensazione è che Tommeke sia finito sul podio più con la classe e con la testa che con le gambe, molto meno esplosive di quelle di quattro o cinque primavere or sono.
Mai Boonen avrebbe potuto dire la sua in una Roubaix dallo svolgimento lineare, con il gruppo dei favoriti ad assottigliarsi per selezione naturale e i migliori a separarsi definitivamente sul Carrefour de l’Arbre. Le chance di dare l’assalto al quinto successo passavano per la capacità di sovvertire le gerarchie della corsa, approfittando di un’eventuale opportunità. E l’opportunità si è presentata, sia pure quando ancora mancavano più di 100 km alla conclusione.
La prima possibilità di veder deviare la Parigi-Roubaix dal canovaccio usuale si era in realtà presentata già dopo una quarantina di chilometri, quando nell’andirivieni di scatti e controscatti per entrare in fuga si è sganciato un drappello di ventiquattro unità. Fra queste, spiccava una foltissima rappresentanza della Trek di Cancellara, forte di Devolder, Van Poppel, Stuyven e Coledan, cui andava ad aggiungersi il tandem Etixx composto da Van Keirsbulck e Matteo Trentin. Il gruppetto ha acquisito un vantaggio massimo di circa quaranta secondi, prima che le squadre escluse – Astana in particolare – si rendessero conto del pericolo e si impegnassero a fondo per neutralizzare l’azione.
Il forte vento laterale incontrato in quel tratto ha fatto sì che il forcing dei kazaki producesse la spaccatura del gruppo principale in più tronconi, ma quando il grosso dei battistrada è stato raggiunto, lasciando al comando i soli Viviani, Van Poppel e Porsev, la situazione è tornata sui binari previsti.
Nemmeno il terzetto di Viviani ha avuto via libera, rimandando così ancora di qualche chilometro la partenza della fuga buona. Ad avere successo è stato l’attacco di Le Bon, Puccio, Kump, Popovych, Martinez, Declercq, Bozic, Van Rensburg, Backaert, Erviti, Wallays, Chavanel, Daniel, Nielsen e Hayman, uscito probabilmente dal gruppo senza avere la più pallida idea di dove quell’azione avrebbe contribuito a portarlo.
Nulla ha più scosso la gara fino al tratto in pavé di Monchaux-sur-Écaillon, settore numero 20, apparentemente innocuo con le sue tre stellette di difficoltà e la sua collocazione a quasi 120 km dal traguardo. È stato allora che una delle tante cadute, con protagonista Porsev, ha prodotto in gruppo il frazionamento destinato a segnare le sorti della Roubaix. Davanti sono infatti rimasti Burghardt (BMC), Haussler e Saramotins (IAM), Durbridge (Orica), Wallays (Lotto Soudal), Pichot (Direct Énergie), Boasson Hagen e Eisel (Dimension Data), e soprattutto tre massicce rappresentanze di tre formazioni di punta: Rowe, Knees, Moscon e Stannard della Sky; Vanmarcke, Castellijns, Tjallingii, Van Asbroeck, Wagner e Wynants della Lotto NL – Jumbo; Boonen, Keisse, Van Keirsbulck e Martin della Etixx. Cancellara, Sagan, Kristoff e tutti gli altri favoriti sono rimasti intruppati nel secondo gruppo, ritrovatosi con un ritardo prossimo al minuto prima di poter organizzare qualsiasi inseguimento.
Boonen, che ha corso e vinto abbastanza su queste strade da poter leggere le pieghe della Roubaix meglio di chiunque altro, ha capito immediatamente che quello poteva essere lo spiraglio che aspettava, e ha subito spedito Tony Martin a mettere a frutto le sue doti di cronoman. Il tedesco ha forse perfino esagerato, riducendo il drappello, nel tratto di Haveluy, a sole cinque unità, con i soli Boonen, Boasson Hagen, Stannard e Wagner alla sua ruota, raggiunti in un secondo momento da Durbridge.
Dietro, Cancellara ha provato a prendere le redini delle operazioni nella Foresta di Arenberg, riuscendo da un lato a rosicchiare qualche secondo, ma falcidiando dall’altro la già scarna rappresentanza di compagni dei leader attardati.
Il drappello di Boonen è stato rimpolpato, poco prima di entrare nel settore di Hornaing, ad un’ottantina di chilometri dal termine, dal rientro di quel che rimaneva del gruppo Vanmarcke, che ha rinvigorito un’andatura che il solo Tony Martin non riusciva più a mantenere abbastanza elevata.
Nello stesso tratto di pavé, il numero 16, Hayman si è sbarazzato dei compagni d’avventura, salvo poi subirne il rientro pochi chilometri più avanti, per quella che sembrava la parola fine alle già esigue possibilità del quasi 38enne in maglia Orica di emulare le gesta di Stuart O’Grady, fino ad oggi unico aussie ad alzare le braccia nel velodromo.
Per una ventina di chilometri ancora la corsa è vissuta sull’inseguimento fra i due gruppi di favoriti, che ha visto Cancellara e Sagan riportarsi fino a 30 secondi abbondanti, prima di essere respinti dall’entrata in azione di Salvatore Puccio, poco dopo il ricongiungimento di Boonen e compagni alla fuga.
All’imbocco del tratto 12, quello di Orchies, il tandem svizzero-slovacco ha così provato a mettersi in proprio, ma quando la sfuriata iniziale si è esaurita e il distacco, ridottosi ancora intorno al mezzo minuto, ha ripreso a salire, si è avuta la sensazione che la vittoria sarebbe stata questione fra gli atleti al comando.
Nemmeno l’harakiri del Team Sky, che nel settore #11, Auchy-les-Orchies à Bersée, ha visto un eccezionale Gianni Moscon volare a terra e trascinare con sé Luke Rowe, per poi essere imitato dopo poche centinaia di metri da Puccio, evitato miracolosamente da Stannard, è servito a dare nuova linfa all’inseguimento. E quando, a Mons-en-Pévèle, Cancellara è volato a terra, tradito dal fango lasciato in eredità dalla pioggia della notte, le possibilità di rientro si sono pressoché azzerate, malgrado la prodezza con cui Sagan ha schivato la bicicletta dello svizzero, finitagli praticamente sotto le ruote.
Quasi in contemporanea, Vanmarcke ha sferrato il suo primo affondo, trovando in un primo tempo risposta dal solo Stannard. Boonen, Boasson Hagen, Erviti, Hayman e Saramotins si sono ricongiunti al termine del tratto in pavé, mentre Rowe, Sieberg e Haussler si sono rifatti sotto nel settore #8, Pont-Thibaut.
Malgrado un tentativo alla chetichella di Sieberg, un più deciso allungo di Boonen su asfalto ai -30, e una sorta di mini-ventaglio orchestrato dagli Sky, risultato fatale a Saramotins, per ulteriori colpi di scena si è dovuto attendere Camphin-en-Pévèle, dove ad allungare è stato Ian Stannard. Boonen, Hayman, Vanmarcke e Boasson Hagen non si sono fatti sorprendere, andando a formare un quintetto che, fra mille vicissitudini, spaccandosi e riformandosi infinite volte, si sarebbe poi riproposto all’ultimo giro nel velodromo.
Lo scatto secco di Vanmarcke all’imbocco del Carrefour de l’Arbre ha illuso i belgi, ma, dopo l’allungo iniziale, Boonen, Stannard e Boasson Hagen – cui si è aggiunto nel settore di Gruson un già allora stupefacente Hayman – sono riusciti a mantenere il passivo entro i 10”, chiusi poi da Stannard con un’impressionante trenata al ritorno su asfalto.
Gli ultimi 6 km si sono trasformati in una girandola di scatti ininterrotti: tutti hanno provato almeno una volta, ma solo ai -3, quando Boonen ha tentato il secondo affondo, si è avuta l’impressione che un attacco potesse essere vincente. È stato allora che Hayman ha denunciato di essere meno allo stremo di quanto tutti ipotizzassero, riportandosi sul fiammingo e permettendosi anche il lusso di ripartirgli in faccia, dando per qualche istante la sensazione di poter tirar dritto fino al velodromo. Più con la tenacia che con le gambe, Boonen ha colmato il gap, e sarebbe stata allora questione fra i due per la vittoria, non fosse stato per il marcamento reciproco che ha permesso il rientro prima di Vanmarcke, all’entrata del velodromo, e poi anche di Stannard e Boasson Hagen, poco prima della campana.
In una volata al rallentatore, è stata la scelta di tempo e posizione di Hayman a fare la differenza, permettendo all’australiano di presentarsi davanti all’uscita dall’ultima curva. Boonen, secondo all’imbocco del rettilineo conclusivo, ha provato ad uscire, ma quella rimonta che in altri tempi gli sarebbe riuscita con tre colpi di pedale si è oggi arrestata prima di cominciare davvero.
Prima di consegnare agli archivi una corsa che difficilmente potremo rimuovere dalla memoria, c’è stato ancora il tempo per un ultimo momento da ricordare, allorché, più di sette minuti dopo l’arrivo di un ancora incredulo Hayman, Cancellara ha raccolto il meritato ultimo applauso del velodromo in cui ha potuto alzare per tre volte le braccia, mettendo la parola fine all’ultima recita sul palcoscenico che ha ispirato le più belle pagine della carriera.

Matteo Novarini

ORDINE D’ARRIVO
1 Mathew Hayman (Aus) Orica-GreenEdge 5:51:53
2 Tom Boonen (Bel) Etixx – Quick-Step
3 Ian Stannard (GBr) Team Sky
4 Sep Vanmarcke (Bel) Team LottoNl-Jumbo
5 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data 0:00:03
6 Heinrich Haussler (Aus) IAM Cycling 0:01:00
7 Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal
8 Aleksejs Saramotins (Lat) IAM Cycling
9 Imanol Erviti Ollo (Spa) Movistar Team 0:01:07
10 Adrien Petit (Fra) Direct Energie 0:02:20
11 Peter Sagan (Svk) Tinkoff Team
12 Maarten Wynants (Bel) Team LottoNl-Jumbo
13 Oliver Naesen (Bel) IAM Cycling
14 Luke Rowe (GBr) Team Sky
15 Ramon Sinkeldam (Ned) Team Giant-Alpecin
16 Dylan Van Baarle (Ned) Cannondale Pro Cycling
17 Bert De Backer (Bel) Team Giant-Alpecin
18 Luke Durbridge (Aus) Orica-GreenEdge 0:04:40
19 Marcus Burghardt (Ger) BMC Racing Team 0:05:48
20 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:06:18
21 Gijs Van Hoecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
22 Frederik Backaert (Bel) Wanty – Groupe Gobert
23 Koen De Kort (Ned) Team Giant-Alpecin
24 Zakkari Dempster (Aus) Bora-Argon 18
25 Tom Van Asbroeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo
26 Florian Senechal (Fra) Cofidis, Solutions Credits
27 Maarten Tjallingii (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:06:28
28 Maxime Daniel (Fra) AG2R La Mondiale 0:07:12
29 Nikias Arndt (Ger) Team Giant-Alpecin
30 Mark Cavendish (GBr) Dimension Data
31 Preben Van Hecke (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
32 Marco Marcato (Ita) Wanty – Groupe Gobert
33 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
34 Damien Gaudin (Fra) AG2R La Mondiale
35 Andre Greipel (Ger) Lotto Soudal 0:07:24
36 Matteo Trentin (Ita) Etixx – Quick-Step
37 Borut Bozic (Slo) Cofidis, Solutions Credits
38 Gianni Moscon (Ita) Team Sky 0:07:26
39 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo 0:07:35
40 Fabian Cancellara (Swi) Trek-Segafredo
41 Stefan Kueng (Swi) BMC Racing Team 0:11:14
42 Bert Van Lerberghe (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
43 Magnus Cort Nielsen (Den) Orica-GreenEdge
44 Bernhard Eisel (Aut) Dimension Data
45 Mike Teunissen (Ned) Team LottoNl-Jumbo
46 Timo Roosen (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:12:55
47 Bjorn Thurau (Ger) Wanty – Groupe Gobert 0:14:22
48 Alexander Kristoff (Nor) Team Katusha 0:14:23
49 Taylor Phinney (USA) BMC Racing Team
50 Michael Morkov (Den) Team Katusha

PETER, IL FIANDRE È TUO! SAGAN DOMINA L’EDIZIONE NUMERO 100

aprile 3, 2016 by Redazione  
Filed under 3) GIRO DELLE FIANDRE, News

Peter Sagan (Tinkoff Saxo) vince la sua prima corsa monumento che combacia proprio con l’edizione n°100 del Giro delle Fiandre. Azione decisiva all’ultimo passaggio sul Paterberg, dove Sagan si toglie dalla ruota Sep Vanmarcke, giunto poi terzo al traguardo di Oudenaarde. In seconda posizione si classifica Fabian Cancellara (Team Trek Segafredo) che dà ancora una volta una dimostrazione della sua classe all’ultimo Fiandre della sua carriera. Brutte cadute per Tiesj Benoot e Greg Van Avermaet. Italia praticamente non pervenuta, se si esclude l’inserimento di Federico Zurlo (Lampre Merida) nella fuga iniziale e qualche apparizione nel finale di Daniel Oss dopo il ritiro di Van Avermaet.

L’edizione numero 100 del Giro delle Fiandre non partiva sotto i migliori auspici, dopo gli attentati di Bruxelles e i recenti lutti di Antoine Demoitiè e Daan Myngheer. Ma il ciclismo ancora una volta ha guardato avanti e, seppur con un po’ di tristezza, ha celebrato degnamente una delle corse più sentite dagli appassionati di ciclismo. Alla partenza di Bruges si contava una folta schiera di pretendenti alla vittoria. Fari puntati in primo luogo su Fabian Cancellara, all’ultimo anno da professionista e la cui condizione, unita all’esperienza, lo poneva in pole position per il poker. Ma dall’altra parte Peter Sagan, recente vincitore della Gand-Wevelgem, era lì pronto a cogliere l’occasione propizia, come anche i più quotati ciclisti belgi di Lotto Soudal, Team BMC, Lotto NL-Jumbo e Etixx Quick Step, tra cui spiccavano i nomi di Jurgen Roelandts, Greg Van Avermaet, Sep Vanmarcke e Tom Boonen. Un’altra squadra faro, almeno alla vigilia, non poteva che essere il Team SKY, che schierava alla partenza un tridente di tutto rispetto come Michal Kwiatkowski, Ian Stannard e Geraint Thomas. E cosa dire di Alexander Kristoff, uomo di spicco del Team Katusha e vincitore nel 2015, altro bel nome da prendere in considerazione nonostante un inizio di stagione altalenante. E così i 255 km da Bruges a Oudenaarde promettevano scintille e spettacolo, con i 18 muri che aspettavano i ciclisti. I chilometri iniziali venivano letteralmente spazzati via dal gruppo, che imponeva da subito un’andatura velocissima e la fuga partiva soltanto dopo circa 70 km, grazie all’azione di sei coraggiosi, Hugo Houle (AG2 La Mondiale), Federico Zurlo (Team Lampre Merida), Imanol Erviti Ollo (Movistar Team), Wesley Kreder (Team Roompot Oranje), Gijs Van Hoecke (Topsport Vlaanderen) e Lukas Postlberger (Team Bora Argon 18). Il gruppo lasciava fare e i sei fuggitivi accumulavano un vantaggio che raggiungeva i 4 minuti. Le prime, inevitabili cadute rallentavano Sep Vanmarcke e mettevano fuori gioco Tieji Benoot, una delle punte della Lotto Soudal. In testa al gruppo erano molto attente Sky e Tinkoff. Dopo un forcing della Etixx Quick Step per mettere in difficoltà Vanmarcke, rimasto nelle retrovie, a 10 km dall’arrivo si segnalava un’altra caduta causata da uno scarto di Manuel Quinziato (Team BMC) che faceva letteralmente “strike” su molti suoi compagni di squadra: era Greg Van Avermaet ad avere la peggio – per lui frattura alla clavicola – e a dover dire addio ai sogni di gloria. Nel frattempo Erviti Ollo e Van Hoecke erano i reduci della fuga, a cui si univano Andrè Greipel (Lotto Soudal), Nils Politt (Team Katusha), Dimitri Claeys (Wanty Groupe Gobert) e Dmitriy Gruzdev (Team Astana). Il secondo passaggio sull’Oude Kwaremont e quello successivo sul Paterberg scremavano il gruppo dei migliori, che si riduceva ulteriormente a circa 40 km dall’arrivo, grazie all’iniziativa di Sep Vanmarcke sul successivo Taaienberg. Il belga della Lotto NL Jumbo rilanciava continuamente l’azione e su di lui si riportavano Michal Kwiatkowski (Team SKY) e Peter Sagan (Tinkoff Saxo). Il terzetto accumulava una quarantina di secondi di vantaggio sul gruppo di Cancellara, il cui compagno Devolder si sacrificava all’inseguimento dei fuggitivi e dei contrattaccanti. I tre contrattaccanti si riportavano sui battistrada a 24 km dall’arrivo. A questo punto il gruppo di testa, formato da otto ciclisti – tra cui si segnalava anche la presenza di Stijn Vandenbergh (Team Etixx Quick Step), che era rientrato ancora prima – provava di comune accordo a mantenere il vantaggio sul gruppo principale, formato da non più di trenta ciclisti. Iniziava così l’ultimo passaggio su Oude Kwaremont e Paterberg. Da dietro Fabian Cancellara tutto solo provava a rientrare sulla coppia di testa Sagan-Vanmarcke. Sul Paterberg Sagan accelerava e staccava Vanmarcke, che veniva a sua volta raggiunto dallo svizzero. Sagan concludeva così la sua cavalcata trionfale aggiudicandosi la prima corsa monumento della sua carriera. Cancellara giungeva secondo, consapevole di aver fatto tutto il possibile ed ammettendo la superiorità dello slovacco. Terza posizione per Sep Vanmarcke, mentre Kristoff regolava il gruppetto su Luke Rowe. Adesso vedremo se Sagan saprà ripetersi alla Parigi Roubaix di domenica prossima.

Giuseppe Scarfone

Sagan sfata la maledizione della maglia iridata e si impone nelledizione numero 100 del Giro delle Fiandre (foto Bettini)

Sagan sfata la maledizione della maglia iridata e si impone nell'edizione numero 100 del Giro delle Fiandre (foto Bettini)

SAGAN(D) A WEVELGEM SPEZZA LA MALEDIZIONE: APPRENSIONE PER DEMOITIÉ, VITTIMA DI UNA MOTO

marzo 28, 2016 by Redazione  
Filed under 2) GAND - WEVELGEM, News

Antoine Demoitié, 25enne belga della Wanty, è stato travolto da una moto dopo una caduta in gara e versa in condizioni critiche. Una circostanza tragica e pressoché inedita che offusca una corsa spettacolare.

La bici è rischio, le fatalità dagli esiti anche tragici in uno sport del genere sono auspicabilmente limitabili ma non inevitabili: tuttavia la rabbia e l’amarezza sono difficili da tenere a freno quando un corridore giovane rischia di morire in gara per un incidente con un mezzo meccanico. Non è il primo scontro tra auto o moto al seguito ed atleti; anzi nelle ultime stagioni questi eventi infausti sono divenuti sempre più ricorrenti, il che rende ancor più grave quanto accaduto oggi, nonché del tutto inadeguata, in questo caso, la parola “fatalità”. Tutto questo specialmente a fronte di una presunta maggior attenzione alla sicurezza e salute degli atleti che, in certe circostanze, minaccia perfino di snaturare lo sport in sé (vedasi l’annullamento della tappa di montagna alla Tirreno). Quali provvedimenti o studi sono stati messi in campo per limitare un fenomeno la cui incidenza appariva preoccupante già da tempo?

Quanto alla corsa, è stata vivace e appassionante fin dalle prime battute, complice il vento che, seppur non apocalittico come nella passata edizione, ha sferzato il percorso indurendo la gara già molto lontano dal traguardo. Come da copione, è partita presto una fuga di lunga gittata, entro la quale segnaliamo Westra, l’uomo Astana in passato già dimostratosi abile sulle pietre, e Pavel Brutt della Tinkoff, eroe delle epiche evasioni su distanze interminabili. Fuor da copione, come anticipato, faceva la propria irruzione in scena il vento, che sotto l’impulso della BMC del convalescente Van Avermaet spezzava il gruppo in diversi segmenti a ben 150 km dalla linea del traguardo (dando tra l’altro adito ad alcune foto davvero spettacolari!). L’uomo più importante tra coloro che si trovano attardati è Sep Vanmarcke, che mette alla frusta la propria Lotto NL: il ricongiungimento è comunque sofferto, con gli squadroni principali ben rappresentati davanti. Finalmente ai -90 km si torna a una situazione di gruppo compatto, ma è un modo di dire: il peloton non conta più di una sessantina di atleti.

Da qui la dinamica è quella di una classica in grande stile, come la Gand è tornata ad essere con il nuovo percorso indurito e la nuova collocazione nel calendario, lasciandosi definitivamente alle spalle alcuni anni di opacità vissuti nei più recenti decenni. Basti pensare che, a fronte di un forcing continuo e pressante della Trek di Cancellara, si lancia in avanscoperta dal Monteberg (-70) un drappello di nomi di primissima qualità, con poche speranze di vedere l’arrivo, certo, ma buttando sulla bilancia tattica la spada metaforica di una minaccia concreta, e innalzando di conseguenza in modo esponenziale la durezza di una gara via via più esigente. Si tratta di Trentin, mezzapunta con licenza di colpire in casa Etixx, il campioncino della Lotto belga (non quella olandese di Vanmarcke) Tiesj Benoot, Nizzolo, l’uomo veloce della Trek, e Oss, in gara con un certo margine di libertà date le condizioni non eccelse del capitano Van Avermaet. Con loro l’irriducibile Brutt, che al momento dell’attacco aveva già nelle gambe qualcosa come 170 km di fuga. Evidentemente non gli bastavano! Brutt è un compagno di Sagan, apparso molto isolato a confronto della forza collettiva dimostrata dalla Trek, dalla BMC o dall’Etixx, ma mandarlo all’attacco poteva non essere una mossa peregrina, in modo da averlo presso la testa della gara in caso di problemi meccanici o altro.
Fatto sta che si apre una fase molto delicata, con i principali team rappresentati in questa bella azione (nella quale fa piacere contare molti italiani, in una fase storica nella quale comunque al Nord stentiamo, e specialmente sulle pietre).
Chi tirerà dietro? Ancora la Lotto NL di Vanmarcke, l’uomo forte del Belgio per il dopo Boonen, nonostante corra in una squadra olandese e sia reduce da un paio di annate piuttosto deludenti, che hanno reso il suo palmarés più ricco di podi che di vittorie. Lo sforzo sui volti degli inseguitori è agonico, collabora anche la Dimension Data per Boasson Hagen, e il momento è davvero coinvolgente, con il duello a distanza che mantiene il distacco sempre attorno ai 20”-30”. Infine l’azione viene ripresa, e in contropiede parte il russo Kuznetsov per la Katusha (tutti battitori liberi, in assenza dell’influenzato Kristoff), in una mossa solitaria di faccia al vento. Un viaggio senza speranza verso il nulla dell’entroterra belga, all’apparenza, tant’è che il gruppo lascia volentieri spazio e rifiata in attesa delle due ultime asperità di giornata, il Baneberg e l’emblematico Kemmelberg, che verrà scollinato ai -35 km dalla fine. Sul primo dei due è il già citato Vanmarcke a muoversi in prima persona, evidentemente scottato dall’essere stato tagliato fuori per ben due volte in precedenza e consapevole di non poter chiedere molto altro al suo team. Quinziato, per la BMC, lo stoppa.
È però destino che sia il Kemmelberg il muro decisivo: la durissima ascesa che combina pendenze impossibili e pietre selezione implacabile i migliori. È Cancellara a portare il primo affondo deciso che sbriciola il gruppetto dei sopravvissuti: alla sua ruota c’è però Sagan che nel punto più dura rilancia e con incredibile facilità di pedalata scollina in testa, con Fabian che tiene la ruota del campione del mondo digrignando i denti. Poco dietro c’è Vanmarcke, non all’altezza dei due fenomeni ma una spanna sopra gli altri, poi Stybar per la Etixx (Boonen, complice la grave frattura al cranio dello scorso autunno inoltrato, non sembra essere all’altezza), Van Avermaet e Luke Rowe della Sky. La discesa del Kemmelberg è crudele e selettiva quanto l’ascesa, tant’è che i buchi impalpabili dello scollinamento di fanno voragini, anche grazie all’abilità tanto di Sagan quanto di Cancellara. Solo Vanmarcke riesce a rientrare con tenacia incredibile. Gli altri preferiscono aspettare il gruppo e confidare in un inseguimento che, con oltre trenta km di pianura e falsopiani ancora da affrontare, di solito premia i grandi numeri.
Davanti si forma un poker, perché – chi si ricordava di lui? – c’è Kuznetsov, che solo soletto lì in testa alla gara si fa riprendere dal treno espresso e si accoda come umile vagoncino. Tirerà meno degli altri, è chiaro, ma qualche palata di carbone la apporterà pure lui, assai meritoriamente.
Cancellara, Vanmarcke e Sagan sono pressoché l’elite delle pietre. Tre mostri sacri, due dei quali ancora giovani peraltro, accomunati oltretutto da una smodata generosità. Vita dura là dietro per gli uomini Etixx di un immaginiamo furiosissimo Lefevére, nonostante qualche sporadico apporto da parte della FDJ (c’è Démare, che avrà smaltito i bagordi del dopo Sanremo e si dimostra dotato di un plus di classe per le grandi gare del Nord). Tanto più che questo “gran gruppo” è formato da una ventina di uomini scarsi! Per l’Etixx c’è Gaviria, alla sua seconda (!) gara in vita sua sul pavé, o giù di lì, quindi c’è anche da dire che gli altri team non sono motivatissimi a tirare per una volata contro uno sprinter puro. Eppure gli uomini della sola Etixx dovrebbero avere le forze per chiudere, sulla carta, sono tanti (cinque più Gaviria) e blasonati… ma Trentin e Stybar sono stanchi, Vanderbergh e Terpstra hanno già tirato parecchio, Boonen pare in bambola. Cancellara e Sagan hanno fin qui risparmiato le forze, pur tra piccoli problemi (Cancellara aveva forato nella prima parte di gara, Sagan ha dovuto più volte andare all’ammiraglia da solo per il rifornimento causa mancanza di compagni). Le loro trenate sono semplicemente devastanti.
Il distacco si dilata, tanto da consentire all’ultimo km un vero e proprio mexican stand-off, con tutti gli attori del quartetto a studiarsi con le pistole spianate. Cancellara ha i nervi a fior di pelle e i crampi che guizzano come pesciolini lungo i polpacci: si sbraccia contro Sagan, sembra riemergere la vecchia rivalità; e perfino Vanmarcke, che tante volte ha tolto le castagne dal fuoco a Fabian pur essendone avversario, stavolta non abbocca all’amo.
È Kuznetsov a lanciare una volata lunghissima, ma non stolta: il russo normalmente è l’apripista di Kristoff, e quando si parla di misurare i metri dopo la flamme rouge la sa molto lunga. Meno pratico di colpi di reni, ovviamente, e infatti proprio per non aver dato quell’ultimo allungo perderà il… secondo posto. Sì perché il primo è tutto per Sagan, alla faccia della maledizione iridata: e la vittoria con cui si spezza la presunta maledizione è pure specialmente simbolica, visto che se non abbiamo letto male sulle pagine dei ben informati della rete, era dai tempi di Van Looy, niente meno che l’Imperatore i persona, che nessuno vinceva la Gand con l’iride addesso. Peter prende la ruota del russo e lo salta lasciandosi tutti alle spalle in un’esultanza potente e liberatoria. Vanmarcke fa secondo, quasi al fotofinish, sull’uomo Katusha, e per Cancellara non c’è nemmeno il podio, in una classica a lui forse poco adatta e in effetti mai vinta in carriera. Tale resterà, stante che questa è l’ultima stagione dello svizzero.
Dietro Démare conferma il suo feeling con le pietre e il gran momento di forma vincendo la volata dei sopravvissuti su un Gaviria comunque eccezionale, poi Roelandts, l’affidabile uomo della Lotto belga.
Funestata da quanto riportato in apertura, è stata, in termini strettamente agonistici, una splendida Gand, e un eccezionale viatico all’imperdibile appuntamento di domenica prossima, quando il risultato finale manderà in secondo piano tutto quando è accaduto finora. È l’ora della Ronde, l’università del pavé, il Giro delle Fiandre.

Gabriele Bugada

AGGIORNAMENTO

Al momento della pubblicazione ci è giunta la triste notizia che Antoine Demoitié non ce l’ha fatta ed è deceduto nella notte

La redazione de ilciclismo.it è vicina alla famiglia e alla squadra di Antoine Demoitié in questo tragico momento

La redazione de ilciclismo.it è vicina alla famiglia e alla squadra di Antoine Demoitié in questo tragico momento

ORDINE D’ARRIVO

1 Peter Sagan (Svk) Tinkoff Team 5:55:12
2 Sep Vanmarcke (Bel) Team LottoNl-Jumbo
3 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Team Katusha
4 Fabian Cancellara (Swi) Trek-Segafredo
5 Arnaud Demare (Fra) FDJ 0:00:11
6 Fernando Gaviria Rendon (Col) Etixx – Quick-Step
7 Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal
8 Jacopo Guarnieri (Ita) Team Katusha
9 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
10 Michael Morkov (Den) Team Katusha
11 Giacomo Nizzolo (Ita) Trek-Segafredo
12 Luka Mezgec (Slo) Orica-GreenEdge
13 Pieter Vanspeybrouck (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
14 Aleksejs Saramotins (Lat) IAM Cycling
15 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal
16 Koen De Kort (Ned) Team Giant-Alpecin
17 Pavel Brutt (Rus) Tinkoff Team
18 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
19 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
20 Tom Boonen (Bel) Etixx – Quick-Step 0:00:17
21 Niki Terpstra (Ned) Etixx – Quick-Step 0:00:19
22 Luke Rowe (GBr) Team Sky 0:00:24
23 Stijn Vandenbergh (Bel) Etixx – Quick-Step 0:00:28
24 Daniel Oss (Ita) BMC Racing Team 0:00:29
25 Jens Keukeleire (Bel) Orica-GreenEdge 0:01:07
26 Bryan Coquard (Fra) Direct Energie 0:01:22
27 Berden De Vries (Ned) Roompot – Oranje Peloton 0:05:08
28 Alexander Porsev (Rus) Team Katusha
29 Tom Van Asbroeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo
30 Maarten Tjallingii (Ned) Team LottoNl-Jumbo
31 Cyril Lemoine (Fra) Cofidis, Solutions Credits
32 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team
33 Taylor Phinney (USA) BMC Racing Team
34 Edward Theuns (Bel) Trek-Segafredo
35 Michal Golas (Pol) Team Sky
36 Andrey Amador Bikkazakova (CRc) Movistar Team
37 Oscar Gatto (Ita) Tinkoff Team
38 Sacha Modolo (Ita) Lampre – Merida
39 Nikolas Maes (Bel) Etixx – Quick-Step
40 Zico Waeytens (Bel) Team Giant-Alpecin
41 Bert Van Lerberghe (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:06:05
42 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
43 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:06:06
44 Amaury Capiot (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:06:08
45 Yohann Gene (Fra) Direct Energie 0:06:11
46 Zdenek Stybar (Cze) Etixx – Quick-Step 0:06:16
47 Matteo Trentin (Ita) Etixx – Quick-Step
48 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 0:06:21
49 Mitchell Docker (Aus) Orica-GreenEdge 0:07:16
50 Grégory Rast (Swi) Trek-Segafredo
51 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team 0:11:05
52 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
53 Michael Schär (Swi) BMC Racing Team
54 Jesper Asselman (Ned) Roompot – Oranje Peloton
55 Roy Jans (Bel) Wanty – Groupe Gobert
56 Marcus Burghardt (Ger) BMC Racing Team
57 Murilo Antonio Fischer (Bra) FDJ
58 Mickael Delage (Fra) FDJ
59 Tomasz Kiendys (Pol) CCC Sprandi Polkowice
60 Marko Kump (Slo) Lampre – Merida
61 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal
62 Bert De Backer (Bel) Team Giant-Alpecin
63 Raymond Kreder (Ned) Roompot – Oranje Peloton
64 Michael Van Staeyen (Bel) Cofidis, Solutions Credits
65 Gediminas Bagdonas (Ltu) AG2R La Mondiale
66 Robert Wagner (Ger) Team LottoNl-Jumbo
67 Roy Curvers (Ned) Team Giant-Alpecin
68 Mike Teunissen (Ned) Team LottoNl-Jumbo
69 Sébastien Turgot (Fra) AG2R La Mondiale
70 Guillaume Van Keirsbulck (Bel) Etixx – Quick-Step
71 Danny Van Poppel (Ned) Team Sky 0:11:09
72 Sylvain Chavanel (Fra) Direct Energie 0:11:11
73 Marco Coledan (Ita) Trek-Segafredo
74 Maciej Bodnar (Pol) Tinkoff Team
75 Sander Helven (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
76 Josef Cerny (Cze) CCC Sprandi Polkowice
77 Marco Haller (Aut) Team Katusha
78 Wesley Kreder (Ned) Roompot – Oranje Peloton
79 Yaroslav Popovych (Ukr) Trek-Segafredo
80 Tyler Farrar (USA) Dimension Data 0:11:57
81 Nick Dougall (RSA) Dimension Data 0:12:02
82 Simon Pellaud (Swi) IAM Cycling 0:12:03

Sagan si sblocca e ottiena alla Gand-Wevelgem la sua prima vittoria stagionale (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Sagan si sblocca e ottiena alla Gand-Wevelgem la sua prima vittoria stagionale (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

DÉMARE PESCA IL JOLLY IN UNA SANREMO PAZZA

marzo 19, 2016 by Redazione  
Filed under 1) MILANO - SANREMO, News

Succede di tutto nel finale di una Classicissima in realtà priva di particolari emozioni per gran parte del suo andamento con Peter Sagan tagliato fuori dalla caduta di Fernando Gaviria e Nacer Bouhanni, che sembrava lanciato verso il successo in volata, costretto a smettere di pedalare in vista del traguardo per un salto di catena e relegato al 4° posto. Ne approfitta il 24enne transalpino della Fdj per cogliere il primo grande successo della carriera davanti ai sorprendenti Ben Swift e Jürgen Roelandts mentre il favorito della vigilia Alexander Kristoff non va oltre la 6a piazza, dietro a un Greg Van Avermaet attivissimo nel finale e davanti a Heinrich Haussler e a un ritrovato Filippo Pozzato, 8° e primo degli azzurri.

Sebbene il ciclismo sia ormai uno sport sempre più globalizzato e il calendario sempre più fitto, con molti big che iniziano a gareggiare già nella seconda metà di gennaio, il primo vero appuntamento clou della stagione continua a coincidere con la Milano-Sanremo, giunta alla sua 107a edizione e come sempre caratterizzata dal fatto di essere aperta sia a una conclusione in volata di un gruppo più o meno compatto che ad altre possibili soluzioni. Anche alla luce dell’assenza del campione uscente John Degenkolb, che rimarrà fermo ai box ancora per diverse settimane, l’uomo da battere alla vigilia era probabilmente Alexander Kristoff (Katusha), secondo un anno fa alle spalle dell’olandese e vincitore nel 2014, con Nacer Bouhanni (Cofidis), Mark Cavendish (Dimension Data), Fernando Gaviria (Etixx-QuickStep), Arnaud Démare (Fdj), Sacha Modolo (Lampre-Merida), Juan José Lobato (Movistar), Michael Matthews (Orica-GreenEdge), Elia Viviani (Team Sky) e Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) in grado di contendergli il successo in caso di arrivo allo sprint. Invece, tra chi aveva bisogno di inventarsi qualcosa prima del rettilineo finale di via Roma i nomi più accreditati erano quelli di Vincenzo Nibali (Astana), peraltro con grande voglia di rivalsa dopo essere stato probabilmente privato del successo finale alla Tirreno-Adriatico dall’annullamento della tappa di Monte San Vicino, Greg Van Avermaet (Bmc), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), Zdenek Stybar (Etixx-QuickStep), Diego Ulissi (Lampre-Merida), Alejandro Valverde (Movistar), Michal Kwiatkowski (Team Sky), Fabian Cancellara (Trek-Segafredo) e Filippo Pozzato (SouthEast), ultimo italiano ad imporsi nell’ormai lontano 2006, senza dimenticare naturalmente un Peter Sagan (Tinkoff) in grado di imporsi con qualunque schema di gara.
La corsa in realtà, tranne un fuori programma causato da una frana all’altezza di Arenzano che ha costretto gli organizzatori a una deviazione facendo percorrere un breve tratto sull’autostrada A10, ha avuto per quasi tutto il suo svolgimento un andamento alquanto soporifero e, al di là del vecchio detto secondo il quale sono i corridori e non il percorso a rendere o meno selettiva una gara, sarebbe probabilmente il caso in futuro di reintrodurre, ad esempio, la salita delle Manie che aveva dato un po’ di pepe nelle edizioni dal 2008 al 2012. In ogni caso, dopo la prevedibile fuga fiume nata nelle prime battute – che ha visto protagonisti Gediminas Bagdonas (Ag2r), Serghei Tvetcov (Androni), Mirco Maestri (Bardiani-CSF), Jan Bárta (Bora-Argon), Adrian Hurek (CCC Sprandi), Roger Kluge (Iam Cycling), Matteo Bono (Lampre–Merida), Samuele Conti (SouthEast), Maarten Tjallingii (Lotto-Jumbo), Andrea Peron (Novo Nordisk) e Marco Coledan (Trek–Segafredo) – e l’altrettanto prevedibile recupero del gruppo soprattutto grazie al lavoro della Tinkoff e segnatamente di Manuele Boaro che da solo ha condotto per diversi chilometri l’inseguimento, il primo colpo di scena è avvenuto ai piedi della Cipressa con la caduta di Matthews, che riuscirà comunque, con grande sforzo, a rientrare ma poi pagherà comprensibilmente dazio sul Poggio. Il secondo colpo ad effetto, in realtà prevedibile alla luce della scarsa condizione già evidenziata alla Tirreno-Adriatico, è arrivato sulle rampe dello stesso Poggio con Cavendish che da subito non ha tenuto il passo dei migliori e purtroppo anche Viviani, probabilmente in assoluto il più veloce di nostri, ha dovuto alzare bandiera bianca. Ci si poteva attendere un attacco di Nibali ma il siciliano è rimasto a ruota, limitandosi a mettere in testa al gruppo a forzare l’andatura Valerio Agnoli ed Eros Capecchi. Così solo in prossimità dello scollinamento si sono mosse le acque per merito di Giovanni Visconti (Movistar) e di Ian Stannard (Team Sky), che hanno guadagnato una ventina di secondi ma al termine della discesa sono stati ripresi dapprima da Daniel Oss (Bmc), Matteo Montaguti (Ag2r) e Fabio Sabatini (Etixx-QuickStep) – con quest’ultimo che non ha collaborato all’azione, il che lasciava presagire che la formazione belga riponesse gran parte delle sue chances in Gaviria e nel suo spunto veloce – e poco dopo dal resto del plotone, ancora forte almeno di un centinaio di unità.
La vera battaglia, alla quale non ha potuto partecipare Ulissi (rimasto a sua volta attardato da una caduta) è in realtà iniziata solo in vista della vetta del Poggio quando, dopo che la Katusha si era portata in testa al gruppo tenendo un’andatura regolare per non mettere in difficoltà Kristoff e dopo che Andrea Fedi (SouthEast), che ha confermato comunque il suo feeling con le strade della Riviera di Ponente dopo il recente successo al Trofeo Laigueglia, ha operato un po’ velleitario tentativo di avvantaggiarsi, prima Tony Gallopin (Lotto-Soudal) e poi soprattutto Kwiatkowski, apparso nuovamente il corridore incisivo visto fino al 2014, sono evasi dal gruppo. Il campione del mondo di Ponferrada è scollinato con un leggerissimo margine di vantaggio e, malgrado al suo inseguimento si fossero posti i grossi calibri (a partire da Nibali e Cancellara), è riuscito a mantenerlo fino ai -2 dal traguardo. Da quel momento è successo praticamente di tutto: l’elvetico, con una poderosa trenata delle sue, si è portato in testa prontamente seguito da Matteo Trentin (Etixx-QuickStep) e da Sagan, che si è riportato sotto in prima persona nel momento in cui Oscar Gatto, ultimo gregario rimastogli a disposizione dopo che Daniele Bennati era rimasto attardato nella stessa caduta in cui era stato coinvolto Matthews, non era riuscito a chiudere il gap; in contropiede è poi partito Boasson Hagen con a ruota Van Avermaet, ma ancora una volta Sagan si è immediatamente riportato nella loro scia, con un brillante Gianluca Brambilla (Etixx-QuickStep) e il colombiano Gaviria, che però è improvvisamente caduto costringendo lo slovacco a deviare la loro traiettoria, finendo per esser tagliato fuori dai giochi. Si è dunque giunti al rettilineo finale con Van Avermaet che è partito ai 300 metri con a ruota Démare e Bouhanni e qui si è consumato l’ultimo colpo di scena con il corridore della Cofidis, che sembrava ormai lanciato verso il successo, costretto a smettere di pedalare proprio in prossimità del traguardo per un salto di catena. Ne ha dunque approfittato il suo ancora 24enne connazionale della Fdj per saltare agevolmente Van Avermaet e conquistare, sia pure con molta fortuna, il quarto successo stagionale e, soprattutto, il primo in una classica monumento di una carriera che si preannuncia radiosa. Delle circostanze favorevoli hanno approfittato anche Ben Swift (Team Sky) e Jürgen Roelandts (Lotto Soudal) che hanno occupato a sorpresa gli altri due gradini del podio, mentre Bouhanni ha dovuto accontentarsi del 4° posto davanti a Van Avermaet, a un Kristoff che non è riuscito ad approcciare la volata nelle prime posizioni e ai veterani Heinrich Haussler (Iam Cycling) e Pozzato, che ha chiuso 8° davanti agli altri due azzurri Sonny Colbrelli (Bardiani-CSF) e Trentin. La Milano-Sanremo ha dunque confermato la sua imprevedibilità ma gli sconfitti avranno presto la possibilità di riscattarsi nelle grandi classiche del Nord, con Gp di Harelbeke, Gand-Wevelgem e Giro delle Fiandre in programma in rapida successione tra il 25 marzo e il 3 aprile.

Marco Salonna

ORDINE D’ARRIVO

1 Arnaud Demare (Fra) FDJ 6:54:45
2 Ben Swift (GBr) Team Sky
3 Jurgen Roelandts (Bel) Lotto Soudal
4 Nacer Bouhanni (Fra) Cofidis, Solutions Credits
5 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
6 Alexander Kristoff (Nor) Team Katusha
7 Heinrich Haussler (Aus) IAM Cycling
8 Filippo Pozzato (Ita) Southeast – Venezuela
9 Sonny Colbrelli (Ita) Bardiani CSF
10 Matteo Trentin (Ita) Etixx – Quick-Step
11 Luis Leon Sanchez (Spa) Astana Pro Team
12 Peter Sagan (Svk) Tinkoff Team
13 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
14 Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale Pro Cycling
15 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
16 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale
17 Niccolo Bonifazio (Ita) Trek-Segafredo
18 Arthur Vichot (Fra) FDJ
19 Simon Geschke (Ger) Team Giant-Alpecin
20 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli – Sidermec
21 Davide Rebellin (Ita) CCC Sprandi Polkowice
22 Andrea Fedi (Ita) Southeast – Venezuela
23 Paul Voss (Ger) Bora-Argon 18
24 Sep Vanmarcke (Bel) Team LottoNl-Jumbo
25 Lars Boom (Ned) Astana Pro Team
26 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
27 Damiano Caruso (Ita) BMC Racing Team
28 Dayer Quintana (Col) Movistar Team
29 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
30 Franco Pellizotti (Ita) Androni Giocattoli – Sidermec
31 Fabian Cancellara (Swi) Trek-Segafredo
32 Jarlinson Pantano (Col) IAM Cycling 0:00:08
33 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
34 Tony Gallopin (Fra) Lotto Soudal
35 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
36 Arnold Jeannesson (Fra) Cofidis, Solutions Credits
37 Jacopo Guarnieri (Ita) Team Katusha
38 Geoffrey Soupe (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:00:11
39 Vicente Reynes (Spa) IAM Cycling 0:00:14
40 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky 0:00:34
41 Ramunas Navardauskas (Ltu) Cannondale Pro Cycling 0:00:36
42 Giacomo Nizzolo (Ita) Trek-Segafredo
43 Martin Elmiger (Swi) IAM Cycling
44 Koen De Kort (Ned) Team Giant-Alpecin
45 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
46 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
47 Leigh Howard (Aus) IAM Cycling
48 Aleksejs Saramotins (Lat) IAM Cycling
49 Peter Kennaugh (GBr) Team Sky
50 Paul Martens (Ger) Team LottoNl-Jumbo
51 Fabio Felline (Ita) Trek-Segafredo
52 Davide Vigano (Ita) Androni Giocattoli – Sidermec
53 Mirko Selvaggi (Ita) Androni Giocattoli – Sidermec
54 Michael Morkov (Den) Team Katusha
55 Tom Boonen (Bel) Etixx – Quick-Step
56 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff Team
57 Ian Stannard (GBr) Team Sky
58 Diego Ulissi (Ita) Lampre – Merida
59 Michael Matthews (Aus) Orica-GreenEdge
60 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky 0:00:43
61 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 0:00:44
62 Dominik Nerz (Ger) Bora-Argon 18 0:00:53
63 Anthony Roux (Fra) FDJ 0:01:12
64 Zico Waeytens (Bel) Team Giant-Alpecin 0:01:26
65 Oscar Gatto (Ita) Tinkoff Team 0:01:30
66 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team 0:01:38
67 Stijn Vandenbergh (Bel) Etixx – Quick-Step
68 Ignatas Konovalovas (Ltu) FDJ
69 Dylan Van Baarle (Ned) Cannondale Pro Cycling
70 Jan Barta (Cze) Bora-Argon 18
71 Danilo Wyss (Swi) BMC Racing Team
72 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF
73 Simone Ponzi (Ita) CCC Sprandi Polkowice
74 Sven Erik Bystr¿m (Nor) Team Katusha
75 Simon Spilak (Slo) Team Katusha
76 Angel Vicioso (Spa) Team Katusha
77 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data
78 Fabio Sabatini (Ita) Etixx – Quick-Step
79 Fernando Gaviria (Col) Etixx – Quick-Step 0:01:48
80 Gianluca Brambilla (Ita) Etixx – Quick-Step
81 Gatis Smukulis (Lat) Astana Pro Team 0:01:53
82 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team
83 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli – Sidermec
84 Elia Viviani (Ita) Team Sky
85 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits
86 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ
87 Christophe Riblon (Fra) AG2R La Mondiale
88 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Soudal 0:01:59
89 Marcus Burghardt (Ger) BMC Racing Team 0:02:43
90 Patrick Konrad (Aut) Bora-Argon 18
91 Luke Rowe (GBr) Team Sky
92 Reinardt Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
93 K_vin Reza (Fra) FDJ 0:02:58
94 David Lozano Riba (Spa) Team Novo Nordisk 0:03:17
95 Simon Yates (GBr) Orica-GreenEdge 0:03:18
96 Daniel Oss (Ita) BMC Racing Team 0:03:26
97 Valerio Agnoli (Ita) Astana Pro Team
98 Kristijan Koren (Slo) Cannondale Pro Cycling 0:03:29
99 Maarten Tjallingii (Ned) Team LottoNl-Jumbo
100 Matteo Tosatto (Ita) Tinkoff Team
101 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
102 Moreno Moser (Ita) Cannondale Pro Cycling
103 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF 0:03:31
104 Sacha Modolo (Ita) Lampre – Merida
105 Rudiger Selig (Ger) Bora-Argon 18 0:04:13
106 Bartlomiej Matysiak (Pol) CCC Sprandi Polkowice 0:04:25
107 Eros Capecchi (Ita) Astana Pro Team
108 Davide Cimolai (Ita) Lampre – Merida
109 Jaroslaw Marycz (Pol) CCC Sprandi Polkowice
110 Mark Cavendish (GBr) Dimension Data
111 Gregory Rast (Swi) Trek-Segafredo
112 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
113 Winner Anacona (Col) Movistar Team 0:06:16
114 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:06:46
115 Luis Angel Mate (Spa) Cofidis, Solutions Credits
116 Roger Kluge (Ger) IAM Cycling 0:07:01
117 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
118 Maciej Bodnar (Pol) Tinkoff Team
119 Yaroslav Popovych (Ukr) Trek-Segafredo 0:09:25
120 Roberto Ferrari (Ita) Lampre – Merida
121 Hugo Houle (Can) AG2R La Mondiale
122 Michael Albasini (Swi) Orica-GreenEdge 0:10:16
123 Daniel Martin (Irl) Etixx – Quick-Step
124 Roy Curvers (Ned) Team Giant-Alpecin
125 Victor de la Parte (Spa) CCC Sprandi Polkowice 0:10:48
126 Pim Ligthart (Ned) Lotto Soudal 0:11:37
127 Marco Haller (Aut) Team Katusha
128 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Argon 18 0:12:53
129 Sam Bennett (Irl) Bora-Argon 18
130 Bert De Backer (Bel) Team Giant-Alpecin
131 Tom Stamsnijder (Ned) Team Giant-Alpecin
132 Tom Van Asbroeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo
133 Jesse Sergent (NZl) AG2R La Mondiale
134 Francisco Ventoso (Spa) Movistar Team
135 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
136 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team
137 Julen Amezqueta (Spa) Southeast – Venezuela
138 Gregor Muhlberger (Aut) Bora-Argon 18
139 Mark Renshaw (Aus) Dimension Data
140 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team
141 Francesco Chicchi (Ita) Androni Giocattoli – Sidermec
142 Zdenek Stybar (Cze) Etixx – Quick-Step
143 Juan Jose Lobato (Spa) Movistar Team
144 Manuele Boaro (Ita) Tinkoff Team
145 Marco Coledan (Ita) Trek-Segafredo
146 Mattia Cattaneo (Ita) Lampre – Merida
147 Matteo Bono (Ita) Lampre – Merida
148 Manuel Belletti (Ita) Southeast – Venezuela
149 Mirko Tedeschi (Ita) Southeast – Venezuela
150 Patrick Gretsch (Ger) AG2R La Mondiale 0:14:25
151 Joonas Henttala (Fin) Team Novo Nordisk
152 Alan Marangoni (Ita) Cannondale Pro Cycling
153 Martijn Verschoor (Ned) Team Novo Nordisk
154 Christopher Williams (Aus) Team Novo Nordisk
155 Serghei Tvetcov (Rom) Androni Giocattoli – Sidermec
156 Gediminas Bagdonas (Ltu) AG2R La Mondiale
157 Luka Mezgec (Slo) Orica-GreenEdge
158 Charles Planet (Fra) Team Novo Nordisk
159 Jens Keukeleire (Bel) Orica-GreenEdge
160 Kevin De Mesmaeker (Bel) Team Novo Nordisk
161 Reto Hollenstein (Swi) IAM Cycling
162 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:14:28
163 Mickael Delage (Fra) FDJ
164 Thomas Leezer (Ned) Team LottoNl-Jumbo
165 William Bonnet (Fra) FDJ
166 Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal
167 Daryl Impey (RSA) Orica-GreenEdge
168 Adam Blythe (GBr) Tinkoff Team
169 Geraint Thomas (GBr) Team Sky
170 Adrian Honkisz (Pol) CCC Sprandi Polkowice
171 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-GreenEdge
172 Sebastian Langeveld (Ned) Cannondale Pro Cycling
173 Adrian Kurek (Pol) CCC Sprandi Polkowice 0:17:59
174 Jay Robert Thomson (RSA) Dimension Data 0:19:07
175 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo
176 Nikolay Mihaylov (Bul) CCC Sprandi Polkowice
177 Alessandro Tonelli (Ita) Bardiani CSF
178 Samuele Conti (Ita) Southeast – Venezuela 0:21:17
179 Jakub Mareczko (Ita) Southeast – Venezuela
180 Axel Domont (Fra) AG2R La Mondiale 0:22:25

Lo storico rettilineo di Via Roma incornicia la vittoria di Arnaud Démare, la prima in una grande classica del velocista francese (foto Bettini)

Lo storico rettilineo di Via Roma incornicia la vittoria di Arnaud Démare, la prima in una grande classica del velocista francese (foto Bettini)

VALVERDE, SONO TRE!

aprile 26, 2015 by Redazione  
Filed under 7) LIEGI - BASTOGNE - LIEGI, News

Lo spagnolo, già vincitore nel 2006 e nel 2008, coglie il terzo successo alla Liegi-Bastogne-Liegi, bruciando Alaphilippe e Rodriguez in una folta volata. Inutili gli attacchi profusi da Astana e Katusha, quest’ultima capace di portare Dani Moreno a 300 metri dalla vittoria. Al di sotto delle attese la prestazione di Nibali, rimbalzato dopo un breve affondo all’imbocco del Saint-Nicolas. Migliore degli italiani Pozzovivo, ottavo.

Se vincere la Liegi-Bastogne-Liegi è in assoluto un’impresa notevole, vincerla da favorito unico, pedalando per 253 km con un bersaglio sulla schiena, è qualcosa di eccezionale; e proprio di questo è stato capace Alejandro Valverde, al termine di una gara in cui ogni avversario era partito con il preciso intento di non portare il murciano allo sprint. Troppo forte l’ex Embatido, e forse troppo poco creativi i rivali, disabituati ormai a correre all’attacco, perlomeno quando il termine “attacco” indica qualcosa di diverso da una girandola di allunghi senza pretese negli ultimi 20 km. Unica eccezione la Astana di scuola Vinokourov, la cui enorme intraprendenza non è stata tuttavia supportata da altrettanta brillantezza degli interpreti.
Sono stati proprio i kazaki, freschi di conferma della licenza, ad infiammare la corsa, peraltro con largo anticipo sulle più ottimistiche tabelle di marcia: già sullo Stockeu, a quasi 80 km dal traguardo, dopo aver contribuito a ridurre ad un pugno di secondi il vantaggio della fuga della prima ora di Ulissi, Montaguti, Vergaerde, Chevrier, Minnaard, Turgis, Benedetti e Quaade, gli uomini di Nibali hanno mandato in avanscoperta Tanel Kangert, scatenando un florilegio di reazioni forse neppure immaginato. Guidati da Izagirre, infatti, non meno di una ventina di corridori si sono riportati sull’estone, con un’altra decina di elementi a poca distanza, dando per un attimo l’impressione che la corsa potesse impazzire.
Il solito, fatale istante di incertezza – sulla falsa riga di quello che a Ponferrada frenò la possibile maxi-fuga promossa dall’Italia a due terzi di corsa – ha però consentito ad un plotone ad un tratto spaesato di riparare il danno, concedendo via libera soltanto al ben più gestibile quintetto lanciato di lì a poco ancora da Kangert, al quale si sono accodati Chaves, Arredondo, Boaro e Scarponi.
I due Astana, chiamati dalla superiorità numerica a svolgere la maggior parte del lavoro, hanno seminato Boaro e Arredondo già sul Rosier, fino a dilatare il margine sul gruppo ad un massimo di 1’05’’. Con l’avvicinarsi della Redoute, Movistar e Katusha hanno provveduto a riportare il distacco intorno ai 20’’, senza rallentare nemmeno quando una maxi-caduta ai 40 dall’arrivo ha spezzato il plotone ed escluso dalla contesa nomi del calibro di Rolland, Roche, Gerrans (già acciaccato) e – soprattutto – Daniel Martin. Nibali ha evitato miracolosamente di restare coinvolto, frenando all’ultimo centimetro utile; un contrattempo costato qualche secondo – recuperato comunque in pochi chilometri – e forse anche un rinvio del successivo assalto Astana.
Com’è ormai consuetudine, il passaggio sulla Redoute è stato svilito da un gruppo transitato a ritmo di transumanza, che soltanto in cima è stato scosso dal tentativo di Siutsou, durato giusto il tempo necessario ad un primo piano in diretta tv. Scarponi e Chaves, sbarazzatisi di un esausto Kangert ai piedi dell’ascesa simbolo della Doyenne, non hanno potuto comunque resistere più di qualche chilometro ancora, permettendo al gruppo di presentarsi compatto ai piedi della Roche-aux-Faucons.
La salita cara ad Andy Schleck, solito infiammare qui la corsa nei suoi giorni di gloria, si è questa volta dovuta accontentare di assistere all’attacco di due outsider – sia pur di lusso – quali Kreuziger e Caruso, osservati da un gruppo ancora pressoché inerte. Soltanto nel successivo tratto di falsopiano la Astana, dopo aver inutilmente tentato di riportare tutti sotto con uno stracotto Taaramae, ha ridato fiato al suo piano tattico, spedendo Fuglsang in caccia del duo di testa. Con una notevole progressione, il danese è riuscito a trasformare la coppia in un trio, e chissà quale fisionomia avrebbe potuto assumere la corsa se un quintetto di contrattaccanti composto da Rui Costa, Bardet, Visconti, Moreno e Alaphilippe, non avesse mancato l’aggancio per un pugno di metri, prima che il marcamento reciproco portasse al naufragio l’azione.
Grazie ad un superlativo Stybar, i favoriti hanno potuto approcciare il Saint-Nicolas con un distacco di appena una decina di secondi dal terzetto di testa, prontamente azzerati da una progressione dimostrativa di Valverde e da un’ugualmente inefficace azione di Nibali, che in quel frangente produceva tuttavia il massimo sforzo. Henao e Caruso hanno a loro volta provato a scremare i resti del gruppo, riuscendo a far fuori un paio di grossi calibri (Gilbert e Kwiatkowski, oltre a Nibali, successivamente rientrato in vista dell’ultimo chilometro), ma non a promuovere un attacco degno di tale nome.
Caruso (nessuna omonimia: sempre Giampaolo, oggi inossidabile) si è incaricato di portare tutti assieme sotto lo strappo finale di Ans, dove Dani Moreno ha provato a giocare d’anticipo, con Joaquim Rodriguez ad incollarsi alla ruota di Valverde per chiudere il murciano in una tenaglia. Qui, però, Valverde – tante volte deriso con pieno merito per la sua insipienza tattica – ha messo in piedi un capolavoro strategico: anziché chiudere subito su Moreno, esponendosi a probabilissimi scatti in contropiede, ha atteso qualche centinaio di metri, inducendo addirittura a credere che le gambe lo avessero abbandonato sul più bello; soltanto in un secondo momento è arrivata la reazione, e quando Moreno è stato finalmente riassorbito, in vista della curva a sinistra che l’anno scorso costò la gara ad un altro Daniel (Martin), lo spazio per anticipare la volata era ormai esaurito.
Nello scenario per lui ideale, Valverde non ha tradito, mangiandosi facilmente i rivali di Firenze, Rodriguez e Rui Costa – 3° e 4° rispettivamente -, e trovando ancora in Alaphilippe, già secondo mercoledì alla Freccia e settimo all’Amstel, l’avversario più credibile, capace di una piazza d’onore alla Liegi prima dei 23 anni. Kreuziger ha trovato ancora la forza di guadagnarsi un ottimo 5° posto, mentre Pozzovivo provvedeva a piazzare il tricolore italiano in top 10, sia pur con un’ottava piazza che non può soddisfare fino in fondo.
Con il senno di poi, è fin troppo facile immaginare quali accorgimenti tattici da parte degli avversari avrebbero potuto complicare la vita a Valverde, messo davvero sotto pressione soltanto negli ultimi 20 km, e secondo piani strategici di facile lettura. La sensazione di generale mancanza di forze che ha destato la scalata al Saint-Nicolas e la disarmante progressione finale dello spagnolo, tuttavia, autorizzano a credere che i rivali, quest’oggi, potessero soltanto scegliere come farsi battere.

Matteo Novarini

ORDINE D’ARRIVO
1 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 6:14:20
2 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
3 Joaquim Rodriguez (Spa) Team Katusha
4 Rui Costa (Por) Lampre-Merida
5 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff-Saxo
6 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
7 Sergio Luis Henao (Col) Team Sky
8 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
9 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
10 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Team Katusha

La gioia di Valverde e il disappunto di Alaphilippe allarrivo di Ans (foto Tim De Waele/TDWSport.com)

La gioia di Valverde e il disappunto di Alaphilippe all'arrivo di Ans (foto Tim De Waele/TDWSport.com)

VALVERDE DI NUOVO IMPRENDIBILE SUL MURO DI HUY.

aprile 23, 2015 by Redazione  
Filed under 6) FRECCIA VALLONE, News

Tris alla Freccia per il murciano Alejandro Valverde che non delude su uno degli arrivi a lui più congeniali della stagione, quello della Freccia Vallone che, anche quest’anno, si concludeva sul muro di Huy. Sulle sue severe pendenze il capitano della Movistar risulta imprendibile da tutti gli avversari che non possono far altro che vedergli la schiena negli ultimi 200 metri e accontentarsi dei piazzamenti. Il campione del mondo Kwiatkowski che, visti gli ultimi risultati, era legittimamente considerato uno dei superfavoriti è invece stato al di sotto delle aspettative cogliendo un anonimo 33esimo posto.

L’edizione 2015 della Freccia Vallone, una delle classiche più affascinanti e più amate dagli appassionati, ha offerto vari tentativi di attacchi a sorpresa, ma nessuno di questi aveva la struttura necessaria per costituire un pericolo di anticipazione della battaglia sul muro in cima al quale era posto il traguardo.
Numerose le modifiche di percorso rispetto al passato, a partire dalla partenza da Waremme e dagli undici “côtes” da scavalcare, con tre passaggi sul classico muro di Huy che, quest’anno, era preceduto dall’inedita Côte de Cherave. Questa salita rappresenta una novità, inserita con ogni probabilità per due motivi; essa, infatti, verrà affrontata anche nel prossimo Tour de France, proprio nella tappa che si concluderà sul muro di Huy, ma verosimilmente il motivo principale di questa modifica è da ricercare nella volontà di aumentare le emozioni di una corsa che riservava la vera battaglia solo sul muro finale, ove pendenze fino al 20% rendevano la sentenza irrevocabile.
Questa mattina mancava all’appello Lieuwe Westra (Astana), la cui assenza riduceva il campo partenti alle 199 unità che prendevano il via intorno alla 11:30.
La fuga si forma nelle fasi iniziali della corsa, con il perenne attaccante Thomas De Gendt (Lotto Soudal) in compagnia di Pieter Van Speybrouck (Topsport Vlaanderen-Baloise), Jerome Baugnies (Wanty-Groupe Gobert), Reinier Honig (Roompot), Daniele Ratto (UnitedHealthcare), che vengono raggiunti quasi subito da Mike Teunissen (LottoNL-Jumbo) e Brice Feillu (Bretagne Séché). Si forma così un drappello di 7 uomini, con discreti elementi. Il vantaggio massimo degli attaccanti arriva sino agli 8 minuti ma, a quel punto, le squadre dei pretendenti alla vittoria finale iniziano a muoversi per ridurre lo svantaggio. Particolarmente attive in testa sono la Movistar di Valverde e la Katusha di Purito Rodriguez. Sulla Côte de Ballaire si portano in testa gli Sky, imponendo un ritmo molto elevato con diversi corridori, come Cummings, che si trovano a mal partito e con i fuggitivi che vedono il loro vantaggio ridursi drasticamente e cominciano a capire che le speranze di vittoria sono ormai ridotte al lumicino. Del resto, è ben noto che la Sky che tira in testa al gruppo è la più temibile nemica degli attaccanti. Poco dopo lo striscione dei meno 50 si verifica una brutta caduta che costringe al ritiro Philippe Gilbert, che aveva portato casa l’edizione 2011 di questa corsa. In realtà, l’ottimo corridore della BMC ha provato a risalire in bicicletta, ma si è ben presto reso conto di non essere in condizione di portare a termine la prova.
Nei chilometri successivi si verificano altre cadute che tolgono dai giochi altri uomini. Al secondo passaggio sul muro di Huy Baugnies tenta di lasciare la compagnia di Ratto e De Gendt, avvantaggiandosi su di essi di pochi secondi, non sufficienti a permettergli di impostare una azione solitaria ma che hanno come effetto quello di sfilacciare alquanto il terzetto. Anche nel gruppo si registrano segnali di irrequietezza, tanto che Visconti e Luis Leon Sanchez salutato il plotone e si riportano sulla testa della corsa, andando a formare un quintetto composto da elementi estremamente interessanti che ha, però, un vantaggio di soli 25 secondi a venti chilometri dalla conclusione. Sulla Côte d’Ereffe i fuggitivi della prima ora devono cedere, ma dal gruppo escono Tejay van Garderen (BMC) e Louis Vervaeke (Lotto Soudal) che scollinano con pochi secondi dalla testa della corsa. Pochi chilometri dopo, però, l’azione di Van Garderen e Vervaeke viene neutralizzata dal gruppo. Neanche il tempo di riordinare le idee e si verifica l’ennesima caduta in gruppo, che vede anche vittime illustri come Froome. il quale perde contatto definitivamente. Sulla Côte de Chareve, inserita proprio per ravvivare il finale, Vincenzo Nibali, che nelle ultime occasioni aveva cominciato a mostrare segnali di una condizione in crescita, si fa promotore di una azione di avanscoperta alla quale aderisce Roman Kreuziger. I due, però, non riescono ad essere incisivi e il loro tentativo viene neutralizzato prontamente dagli uomini della Etixx, che già da parecchi chilometri avevano preso in mano la situazione. Ai meno 6 anche Visconti e Sanchez sono costretti ad alzare bandiera bianca, ma proprio quando il gruppo si riporta sui due fuggitivi parte in contropiede Tim Wellens (Lotto Soudal). Giampaolo Caruso (Katusha) è l’unico che prova a riportarsi sulla ruota del belga, ma il suo tentativo è infruttuoso e l’italiano si rialza in vista dell’erta finale che Wellens accosta con un vantaggio di 14 secondi, che sembrano non pochi da recuperare in poco più di un chilometro. Le pendenze del muro, però, non perdonano e sulle sue arcigne rampe ci si può piantare da un momento all’altro, tanto che la lepre viene ripresa ai – 600 metri. I grandi, a questo punto, si guardano e si studiano finchè Valverde rompe gli indugi a 200 metri dalla conclusione. Provano a resistere Joaquim Rodriguez (Katusha), Daniel Moreno (Katusha), Julian Alaphilippe (Etixx – QuickStep) e Michael Albasini (Orica GreenEDGE) che in effetti giungono al traguardo con lo stesso tempo del vincitore, ma alle sue spalle.
Valverde bissa il successo dello scorso anno ma, riportando la mente al 2006, conquista per la terza volta questa bellissima classica delle Ardenne che fa da preludio alla Liegi.
Tecnicamente la modifica di percorso e l’inserimento della Côte de Chareve ha invogliato tentativi da parte di uomini di primo piano come Nibali e Kreuziger, ma l’azione non è stata supportata con la dovuta decisione anche perchè promossa da uomini ancora indietro con la preparazione, funzionale ad obbiettivi posto ben più in là nel calendario.
Valverde ha complessivamente meritato la vittoria che, anche se conquistata negli ultimi 200 metri, è stata legittimata da una superiorità sui brevi e ripidi tratti che il murciano non deve certo dimostrare ancora.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 5:08:22
2 Julian Alaphilippe (Fra) Etixx – Quick-Step
3 Michael Albasini (Swi) Orica GreenEdge
4 Joaquim Rodriguez (Spa) Team Katusha
5 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Team Katusha
6 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:00:04
7 Sergio Luis Henao (Col) Team Sky
8 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
9 Tom Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team
10 Wilco Kelderman (Ned) Team LottoNL-Jumbo
11 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff-Saxo 0:00:08
12 Rinaldo Nocentini (Ita) AG2R La Mondiale 0:00:10
13 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
14 Pierre Rolland (Fra) Team Europcar 0:00:13
15 Enrico Gasparotto (Ita) Wanty – Groupe Gobert
16 Jonathan Hivert (Fra) Bretagne-Séché Environnement 0:00:16
17 Mathias Frank (Swi) IAM Cycling
18 Michele Scarponi (Ita) Astana Pro Team
19 Bauke Mollema (Ned) Trek Factory Racing 0:00:19
20 Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
21 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
22 Steve Morabito (Swi) FDJ.fr
23 Ben Hermans (Bel) BMC Racing Team 0:00:22
24 Sébastien Reichenbach (Swi) IAM Cycling 0:00:23
25 Robert Gesink (Ned) Team LottoNL-Jumbo
26 Warren Barguil (Fra) Team Giant-Alpecin
27 Nicolas Roche (Irl) Team Sky
28 Rui Costa (Por) Lampre-Merida 0:00:28
29 Rudy Molard (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:00:30
30 Fabio Felline (Ita) Trek Factory Racing 0:00:36
31 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
32 Robert Kiserlovski (Cro) Tinkoff-Saxo
33 Michal Kwiatkowski (Pol) Etixx – Quick-Step 0:00:38
34 Gianluca Brambilla (Ita) Etixx – Quick-Step 0:00:42
35 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team 0:00:43
36 Michel Kreder (Ned) Team Roompot 0:00:51
37 Georg Preidler (Aut) Team Giant-Alpecin 0:00:53
38 Jose Joaquin Rojas (Spa) Movistar Team
39 Serge Pauwels (Bel) MTN – Qhubeka 0:00:57
40 Jan Bakelants (Bel) AG2R La Mondiale 0:01:09
41 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team 0:01:16
42 Rafael Valls Ferri (Spa) Lampre-Merida 0:01:19
43 Floris De Tier (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:01:32
44 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team 0:01:37
45 Esteban Chaves (Col) Orica GreenEdge 0:01:39
46 Giampaolo Caruso (Ita) Team Katusha 0:01:47
47 Marco Minnaard (Ned) Wanty – Groupe Gobert 0:01:54
48 Luis Angel Mate (Spa) Cofidis, Solutions Credits
49 Francis De Greef (Bel) Wanty – Groupe Gobert
50 Diego Ulissi (Ita) Lampre-Merida
51 Huub Duijn (Ned) Team Roompot
52 Victor Campenaerts (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:02:00
53 Brent Bookwalter (USA) BMC Racing Team 0:02:01
54 Luis Leon Sanchez (Spa) Astana Pro Team 0:02:02
55 Pierrick Fedrigo (Fra) Bretagne-Séché Environnement 0:02:05
56 Carlos Betancur (Col) AG2R La Mondiale
57 Stéphane Rossetto (Fra) Cofidis, Solutions Credits
58 Frank Schleck (Lux) Trek Factory Racing
59 Larry Warbasse (USA) IAM Cycling
60 Jan Polanc (Slo) Lampre-Merida
61 Marco Canola (Ita) UnitedHealthcare Pro Cycling
62 Simon Yates (GBr) Orica GreenEdge
63 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
64 Kristian Sbaragli (Ita) MTN – Qhubeka 0:02:12
65 Marc De Maar (Ned) Team Roompot
66 Bart De Clercq (Bel) Lotto Soudal 0:02:16
67 Yukiya Arashiro (Jpn) Team Europcar
68 Sander Armee (Bel) Lotto Soudal
69 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) MTN – Qhubeka 0:02:19
70 Maurits Lammertink (Ned) Team Roompot
71 Eduardo Sepulveda (Arg) Bretagne-Séché Environnement 0:02:22
72 Stephen Cummings (GBr) MTN – Qhubeka 0:02:27
73 Thomas Sprengers (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise
74 Florian Vachon (Fra) Bretagne-Séché Environnement
75 José Herrada (Spa) Movistar Team 0:02:43
76 Nairo Quintana (Col) Movistar Team
77 Alberto Losada Alguacil (Spa) Team Katusha
78 Mirko Selvaggi (Ita) Wanty – Groupe Gobert 0:02:50
79 Andriy Grivko (Ukr) Astana Pro Team 0:02:56
80 Tiago Machado (Por) Team Katusha 0:03:29
81 Manuele Boaro (Ita) Tinkoff-Saxo 0:03:33
82 Rafal Majka (Pol) Tinkoff-Saxo
83 Yannick Eijssen (Bel) Wanty – Groupe Gobert
84 Chris Anker Sörensen (Den) Tinkoff-Saxo 0:03:45
85 Johnny Hoogerland (Ned) Team Roompot 0:03:58
86 Pieter Jacobs (Bel) Topsport Vlaanderen – Baloise 0:04:03
87 Louis Vervaeke (Bel) Lotto Soudal 0:04:46
88 Arthur Vichot (Fra) FDJ.fr 0:04:49
89 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:05:44
90 Manuele Mori (Ita) Lampre-Merida 0:05:47
91 Valerio Conti (Ita) Lampre-Merida
92 Tony Martin (Ger) Etixx – Quick-Step
93 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky
94 Pieter Weening (Ned) Orica GreenEdge 0:05:50
95 Caleb Fairly (USA) Team Giant-Alpecin
96 Benoît Vaugrenard (Fra) FDJ.fr 0:05:53
97 Nathan Haas (Aus) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team 0:06:24
98 Jose Rodolfo Serpa (Col) Lampre-Merida
99 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:07:11
100 Michal Golas (Pol) Etixx – Quick-Step

Valverde spunta per primo oltre le ripide rampe del muro di Huy (foto Bettini)

Valverde spunta per primo oltre le ripide rampe del muro di Huy (foto Bettini)

Pagina successiva »