VEISTROFFER RESISTE AL CALDO E AL RITORNO DEL GRUPPO, VINCE LA TAPPA E DIVENTA IL NUOVO LEADER DEL GIRO DELL’OMAN
Il francese Baptiste Veistroffer vince la tappa più lunga della corsa araba e prende il comando della classifica generale
Con i suoi 192 chilometri la seconda tappa del Giro dell’Oman. Presenta quattro salite, che certo non reggono il confronto con quelle dei Grandi Giri ma che, percorse a temperature di 30 gradi, possono comunque lasciare il segno. Si parte dal forte di Al Rustaq, situato nell’interno dell’Oman ai piedi di alte montagne e che, risalendo addirittura all’epoca persiana (poi ricostruito più volte), rappresenta una delle principali attrazioni turistiche dell’Oman, e si scende lentamente verso l’oceano sino ad incontrare, dopo 90 chilometri, la salita di Fanja (1.1 km al 9%), e in seguito, al chilometro 152, quella di Bousher Al Amerat (3.3 km al 9.2%), la più dura del percorso. Più avanti si incontra quella di Al Hamriyah (0.9 km al 9.4%), dopo 179 chilometri, e infine quella delle Yitti Hills (1.6 km al 6.8%), in vetta alle quali la gara si conclude. Indossa la maglia rossa di leader della classifica il colombiano Juan Sebastián Molano (UAE Team Emirates – XRG), che difficilmente riuscirà a conservarla sulla salita con cui la tappa si conclude: la maglia potrebbe tuttavia restare all’interno della sua squadra, sulle spalle del suo capitano Adam Yates, secondo l’altro ieri nella Muscat Classic, vincitore delle ultime due edizioni della corsa e favorito per imporsi nella terza.
Si parte verso le 10.30; la temperatura è un po’ inferiore ai soliti 30 gradi dal momento che la prima parte della gara si svolge nell’entroterra, a una quota di circa 500 metri. Ma i 25 gradi alla partenza andranno presto a salire condizionando l’esito della corsa. A pochi metri dal via iniziano a muoversi l’olandese Tim Marsman (Alpecin-Premier Tech), e, come già aveva fatto ieri, il giovane polacco Patryk Goszczurny (Team Visma | Lease a Bike). Nel giro di due chilometri altri tre corridori si aggiungono al duo di testa: il giovane belga Gil Gelders (Soudal Quick-Step), il passista francese Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché), che si era già messo in evidenza nella Muscat Classic, e il generoso corridore dell’Oman Said Alrahbi che, come altri suoi connazionali in gara, non ha squadra e corre solo le gare locali cercando di dare lustro al suo paese (è stato comunque campione nazionale alcuni anni fa). L’andamento della corsa ricalca quello di ieri, col giovane polacco che vince tutti i traguardi volanti e le salite che si susseguono lungo il percorso, e il gruppetto dei fuggitivi che arriva a guadagnare quattro minuti di vantaggio. A metà gara il generoso Alrahbi cede (arriverà fra gli ultimi, con un quarto d’ora di ritardo) in compagnia di Gelders (che sarà addirittura costretto al ritiro), e la fuga prosegue con soli tre corridori, che ce la mettono tutta per arrivare al traguardo: complice il gran caldo e il succedersi di salite brevi ma impegnative il gruppo inizia a perdere molti uomini, fra i quali il leader della classifica Molano, e fa molta più fatica del solito per riportarsi sui fuggitivi, nonostante gli sforzi della UAE che ha iniziato a lavorare per il suo capitano Yates. In un panorama surreale, dove paesi bianchissimi si alternano all’ocra e al giallo del deserto, e dove tutte le strade sono vuote, senza che nessuno osi sfidare la calura per assistere al passaggio dei corridori, i fuggitivi mantengono ancora due minuti di vantaggio all’inizio della penultima salita, dove transita primo, come sempre, Goszczurny. Poi lo sforzo inizia a farsi sentire e quando mancano 12 chilometri alla conclusione Goszczurny e Marsman cedono di schianto: arriveranno stremati al traguardo, con oltre due minuti di distacco rimediati nell’ultimo chilometro. Veistroffe, invece, trova chissà dove nuove energie e continua da solo, incurante del ritorno del gruppo e della salita conclusiva che, con le sue pendenze tutt’altro che proibitive, finisce per favorire la sua azione. Invano lo Adam Yates cerca di condurre l’inseguimento. Nel gruppo sono rimasti una cinquantina di corridori che, dopo quasi 200 chilometri di deserto, hanno poca voglia di darsi da fare; hanno ceduto, tra gli altri, i primi due della tappa di ieri, Molano e Fernando Gaviria (Caja Rural – Seguros RGA), l’americano Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike), tra i favoriti della corsa, e il nostro Alberto Bettiol (XDS Astana Team), oltre a tutti i corridori dell’Oman. Alla fine Veistroffer riesce a mantenere una manciata di secondi di vantaggio e va a vincere, in solitaria e con pieno merito, conquistando anche la leadership della classifica. Il gruppo arriva dopo 17 secondi, regolato in volata dall’eritreo Henok Mulubrhan (XDS Astana Team) davanti al francese Thibaud Gruel (Groupama – FDJ United); da segnalare il quinto posto del nostro Diego Ulissi (XDS Astana Team). La nuova classifica generale rispecchia l’ordine d’arrivo odierno, con Mulubrhan a 25 secondi da Veistroffer e Gruel a 27; tutti gli altri, almeno quelli arrivati in gruppo, sono a 31 secondi. Fra questi, al sesto posto, c’è l’italiano Stefano Oldani (Caja Rural – Seguros RGA), primo dei nostri. Veistroffer guida anche la classifica a punti, e Gruel, dopo il cedimento di Goszczurny, quella dei giovani. Domani si continua con un’altra tappa molto impegnativa, ricca di saliscendi e che si manterrà sempre nell’entroterra, sopra i 500 metri, con un arrivo in salita tutt’altro che banale posto a circa 900 metri di quota. Riusciranno i favoriti della corsa a fare la differenza? O Veistroffer, apparso oggi in gran forma, si difenderà sino al traguardo?
Andrea Carta

Baptiste Veistroffer si impone in vetta alle Yitti Hills (foto Dario Belingheri/Getty Images)
RAUL GARCIA PIERNA VINCE A VALENCIA, A REMCO EVENEPOEL LA VALENCIANA 2026
La Volta a la Comunitat Valenciana 2026 si è chiusa oggi con una spettacolare 5ª e ultima tappa da Bétera a Valencia (94,7 km), che ha regalato emozioni fino all’ultimo chilometro. A imporsi è stato il corridore spagnolo Raúl García Pierna (Movistar), protagonista di una fuga riuscita e abile a regolare i compagni di avventura sul traguardo. Alle sue spalle si è disputata la volata per il podio, mentre Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe), grazie alla solidità mantenuta per tutta la settimana, ha conquistato la classifica generale finale della 77ª edizione della corsa spagnola, confermandosi tra i grandi interpreti del ciclismo di inizio stagione
L’ultima frazione della Volta a la Comunitat Valenciana, breve ma intensa, è stata caratterizzata da una fuga coraggiosa che è andata via già nei primi chilometri e ha saputo resistere fino al cuore di Valencia. Da segnalare la presenza di una ventina di corridori in avanscoperta, che hanno imposto il ritmo alla corsa e messo in difficoltà il gruppo dei velocisti. Nel finale, Raúl García Pierna (Movistar) ha dimostrato grande senso tattico e forza nello sprint ristretto, riuscendo a regolare Emil Herzog (Red Bull) e Jasper Schoofs (Soudal-QuickStep) per conquistare la vittoria di tappa. Per il corridore spagnolo si tratta di un successo significativo anche perché interrompe così la lunga astinenza di vittorie del team Movistar, che non assaporava un trionfo da diversi mesi. Alle loro spalle, Ben Turner (INEOS) ha guidato al traguardo il gruppo principale, chiudendo poco dietro i fuggitivi. La corsa è stata veloce e spettacolare fin dalle prime battute, con i protagonisti della fuga che hanno saputo gestire vantaggi e contropiede del plotone fino alla linea bianca di Valencia. Nonostante l’esito combattuto dell’ultima tappa, la classifica generale finale della Volta a la Comunitat Valenciana non ha riservato sorprese: Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) ha mantenuto saldamente la leadership costruita nella 4ª tappa e ha chiuso la corsa da vincitore assoluto. Il belga ha così messo in bacheca un altro importante successo stagionale, confermando la sua forma in vista delle grandi corse del calendario internazionale. La sua prestazione è stata costante per tutti i cinque giorni di gara, senza mai perdere terreno nei momenti chiave della corsa e gestendo con grande intelligenza tattica la fase finale dei vari segmenti in programma. Per dovere di cronaca, le altre classifiche vedono la vittoria di Biniam Girmay in quella a punti, Danny van der Tuuk in quella dei gpm e Giulio Pellizzari in quella di miglior giovane mentre la Red Bull BORA Hansgrohe vince la classifica a squadre. La prossima corsa a tappe in terra iberica si disputerà dal 18 al 22 febbraio, quando da Benahavís prenderà il via la 72° edizione della Vuelta a Andalucia Ruta Ciclista del Sol.
Antonio Scarfone

Remco Evenepoel vince la Volta a la Comunitat VAlenciana 2026 (foto: Getty Images)
EVENEPOEL, TAPPA E MAGLIA A TEULADA MORAIRA. IL BELGA IPOTECA LA VOLTA VALENCIANA
Remco Evenepoel (Team Red Bull BORA Hansgrohe) attacca a 13 km dall’arrivo e secondo dopo secondo aumenta il vantaggio sugli immediati inseguitori favorito dalla sue doti di fondo. Il belga vince in solitaria sul traguardo di Teulada Moraira ed è ad un passo dalla sua prima vittoria di una corsa a tappe nella nuova stagione ciclistica. Da segnalare anche le buone prove di Giulio Pellizzari (Team Red Bull BORA Hansgrohe) ed Antonio Tiberi (Team Bahrain Victorious)
La quarta tappa della Volta a la Comunitat Valenciana parte da La Nucia e termina a Teulada Moraira dopo 172 km. Oggi chi vinceva la tappa avrebbe ipotecato la vittoria finale della breve corsa spagnola, anche perchè la classifica generale era ancora molto compressa a causa soprattutto della neutralizzazione dei tempi della cronometro individuale della seconda tappa. Ed il percorso della tappa odierna ha contribuito allo spettacolo visto che erano praticamente assenti tratti di pianura ma in compenso i ciclisti dovevavo scalare diverse salite e salitelle, di cui cinque classificate come gpm. Già alla partenza si intuiva che Biniam Girmay (Team NSN Cycling), maglia gialla in carica, avrebbe presto abbandonato i sogni di vittoria. Da segnalare che non partiva Cian Uijtdebroeks (Team Movistar), caduto nel finale della tappa di ieri e dolorante al braccio sinistro. Dopo la partenza si formava immediatamente una fuga di otto ciclisti ovvero Julien Bernard (Team Lidl Trek), Steff Cras (Team Soudal Quick Step), Lewis Askey (Team NSN Cycling), Danny van der Tuuk (Team Euskaltel Euskadi), Jakub Otruba (Team Caja Rural Seguros RGA), Fernando Tercero (Team Polti VisitMalta), Carlos Garcia Pierna (Team Burgos Burpellet BH) e Tommaso Nencini (Team Solution Tech NIPPO Rali). Van der Tuuk scollinava in prima posizione sul gpm del Coll de Rates posto al km 23.4. Il vantaggoo della fuga sul gruppo inseguitore si attestava sui 3 minuti. Sul successivo gpm dell’Alto del Miserat posto al km 53.8 era Garcia Pierna a scollinare in prima posizione. Sul successivo gpm di La Fustera il gruppo aumentava il ritmo soprattutto con il forcing della Red Bull BORA Hansgrohe ed il vantaggio della fuga si riduceva drasticamente. Bernard scollinava in prima posizione ma la fuga iniziale era ormai completamente esplosa ed infatti erano adesso i pretendenti alla vittoria finale ad entrare in scena. Un inesauribile Giulio Pellizzari (Team Red Bull BORA Hansgrohe) lavorava alacremente per il capitano Evenepoel che rompeva gli indugi a 13 km dalla conclusione accelerando violentemente e allungando sugli avversari diretti. La progressione del campione belga era irresistibile ed il suo vantaggio aumentava costantemente. Evenepoel andava a vincere così in solitaria sul traguardo di Teulada Moraira con 24 secondi di vantaggio su João Almeida (UAE Team Emirates XRG) mentre terzo era Pellizari. Chiudevano la top five Antonio Tiberi (Team Bahrain Victorious) in quarta posizione a 25 secondi di ritardo da Evenepoel e Brandon McNulty (UAE Team Emirates XRG) a 36 secondi di ritardo da Evenepoel. Il ciclista belga ottiene la quarta vittoria stagionale ed è chiaramente l’uomo più in forma in questo inizio di 2026. Evenepoel ipoteca la vittoria della Volta a la Comunitat Valenciana visto che indossa la maglia gialla ed ha un vantaggio di 29 secondi su Almeida e di 31 secondi su Pellizzari. Domani passerella finale con la quinta tappa da Bétera a Valencia di 94.7 km adatta ai velocisti. Evenepoel non deve far altro che controllare la tappa con la sua squadra in modo da arrivare senza patemi all’arrivo e conquistare la sua prima corsa a tappe del 2026.
Antonio Scarfone

Remco Evenepoel vince a Teulada Moraira (foto: Getty Images)
ÉTOILE DE BESSÈGES 2026, HEREMANS SORPRENDE TUTTI A VAUVERT
Continua la serie di sorprese all’Étoile de Bessèges 2026. Nella quarta tappa, la Saint-Christol-lez-Alès–Vauvert, è il belga Joppe Heremans a imporsi allo sprint e a conquistare la prima vittoria da professionista, confermando il filo conduttore di questa edizione: ogni giorno un volto nuovo sul gradino più alto del podio.
Joppe Heremans (Van Rysel–Roubaix) ha vinto la quarta tappa dell’Étoile de Bessèges – Tour du Gard, disputata su 154,8 chilometri tra Saint-Christol-lez-Alès e Vauvert. Il corridore belga ha avuto la meglio in uno sprint non convenzionale, anticipando gli avversari nel finale e riuscendo a difendere il proprio vantaggio fino alla linea del traguardo.
Alle sue spalle si è confermato ancora una volta Lukas Kubis (Unibet Rose Rockets), secondo per la terza volta in questa edizione, davanti al francese Paul Lapeira (Decathlon CMA CGM), terzo. Ai piedi del podio Matteo Moschetti (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), miglior italiano di giornata, capace di restare nel gruppo di testa ma senza trovare lo spunto per rientrare su Heremans negli ultimi metri.
La corsa ha seguito un copione ormai classico per questa Étoile de Bessèges, con una fuga iniziale controllata dal gruppo e annullata solo nel finale. Negli ultimi chilometri le squadre dei velocisti hanno provato a organizzare la volata, ma l’azione anticipata di Heremans ha scompaginato i loro piani, cogliendo tutti di sorpresa.
Per il belga si tratta del primo successo tra i professionisti, che si inserisce in una sequenza significativa: dopo Tom Crabbe (Team Flanders – Baloise), Mathieu Kockelmann (Lotto Intermarché) ed Henri Uhlig (Alpecin-Premier Tech), anche Heremans trova la sua prima affermazione proprio sulle strade del Gard, rendendo questa edizione della corsa francese particolarmente ricca di nuovi protagonisti.
Nonostante il piazzamento mancato, Kubis rafforza la maglia di leader della classifica generale e si presenterà alla cronometro conclusiva di domani con un margine rassicurante sugli avversari. L’Étoile de Bessèges 2026 resta dunque apertissima, ma con lo slovacco sempre più punto di riferimento di una corsa che continua a sorprendere.
Mario Prato

Heremans vince la quarta tappa della corsa transalpina (foto Luc Claessen/Getty Images)
TUTTO COME PREVISTO IN OMAN: VOLATA DI GRUPPO ED ENNESIMA VITTORIA UAE CON MOLANO
Il Giro dell’Oman inizia con volatone che vede il colombiano Molano imporsi davanti al connazionale Gaviria
Inizia oggi il Giro dell’Oman, tra le corse che negli ultimi anni sono andate a popolare il mese di febbraio e che si disputano principalmente in Asia, in paesi tropicali o nelle zone più calde della Spagna e del Portogallo, per ovvie ragioni climatiche.
Di queste corse il Giro dell’Oman non è solo una delle più “stagionate” (la prima edizione si corse nel 2010), ma vanta anche un albo d’oro di tutto rispetto, che vede tre volte vincitore Chris Froome e, nelle ultime due edizioni, il britannico Adam Yates (UAE Team Emirates – XRG), grande favorito anche quest’anno. A contendergli la vittoria l’americano Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike), che con Yates è il solo corridore in gara a essere salito sul podio di un Grande Giro, e forse il nostro Christian Scaroni (XDS Astana Team), l’anno scorso protagonista di un’ottima stagione nonostante qualche infortunio. La corsa è comunque aperta a molte sorprese, dal momento che il suo percorso, per quanto in Oman vi siano montagne alte sino a 3000 metri, presenta pochissime salite, al punto che neanche si assegna la maglia di miglior scalatore. Non fa eccezione la prima tappa, che parte dalla capitale Mascate, davanti alla sede del Ministero del Turismo, e termina dopo 171 chilometri nei pressi di una delle più famose attrazioni turistiche del paese, la voragine naturale di Bimmah dove l’acqua dell’oceano, tramite una galleria subacquea, forma una piscina naturale. L’unica salita della giornata è proprio all’inizio, dopo 7 chilometri: si tratta dell’impegnativa Jabal Road (3,5 km. al 9.2 %) già affrontata ieri durante la Muscat Classic. Dopo la salita si susseguiranno alcuni saliscendi meno impegnativi, ma l’ultimo terzo della tappa sarà praticamente pianeggiante, preludio ad un probabile arrivo in volata.
La partenza è data verso le 10.30, ora locale. Ci sono i soliti 30 gradi, tipici di questa stagione “fredda”, che accompagneranno l’avanzata dei corridori nell’altopiano desertico dell’Oman almeno sino all’ultima parte del percorso, che si snoderà sulle meno infuocate rive dell’Oceano Indiano. Sulla salita della Jabal Road inizia una fuga, con protagonisti lo sconosciuto spagnolo José Luis Faura (Burgos Burpellet BH) e il giovanissimo corridore polacco Patryk Goszczurny (Team Visma | Lease a Bike). Una quindicina di chilometri dopo, prima che il vantaggio della coppia arrivi a superare il minuto, l’altro sconosciuto corridore spagnolo Alex Díaz (Caja Rural – Seguros RGA) esce dal gruppo e riesce a ricongiungersi con i fuggitivi. Questi, col passare dei chilometri, arrivano ad avere oltre tre minuti di vantaggio, abbastanza da consentire a Goszczurny di passare primo su entrambi i traguardi volanti di questa tappa: quello di Al Amerat, dopo 20 chilometri dalla partenza, e quello di Wadi Jab, a 25 dall’arrivo. Passato Wadi Jab i fuggitivi tirano i remi in barca e vengono ripresi nel giro di tre chilometri. Nient’altro accade sino al traguardo, dove il gruppo si presenta compatto e con un solo velocista di un certo peso al suo interno: il colombiano Fernando Gaviria (Caja Rural – Seguros RGA), plurivincitore di tappa sia al Giro (dove ha vinto nel 2017 la classifica a punti), sia al Tour. Gaviria, nonostante la sua esperienza, si fa anticipare dal connazionale Juan Sebastián Molano (UAE Team Emirates – XRG), che lancia la volata e resiste alla sua rimonta, mantenendo sul traguardo qualche centimetro di vantaggio. Gaviria è secondo, terzo il belga Gerben Thijssen (Alpecin-Premier Tech) la cui squadra ha tirato inutilmente nelle fasi finali della corsa: ad avere la meglio sul traguardo finale, come capita spesso negli ultimi anni, è stato lo squadrone della UAE. La classifica generale rispecchia ovviamente l’ordine di arrivo, anche se per gli abbuoni Molano è primo con 4 secondi su Gaviria e Goszczurny (che ha beneficiato delle vittorie sui traguardi volanti). Molano, corridore che, grazie al suo spunto veloce, vanta una ventina di vittorie nelle corse a tappe minori (ma anche due alla Vuelta) da quando corre per la UAE, conduce anche la classifica a punti, mentre Goszczurny guida quella dei giovani. Primo degli italiani è al momento Stefano Oldani (Caja Rural – Seguros RGA), quattordicesimo all’arrivo. Domani si replica con una tappa che presenterà nel finale diverse salite brevi ma impegnative, inclusa quella che porterà all’arrivo, e probabilmente i corridori più accreditati per la vittoria finale – Yates, Kuss e Scaroni – passeranno all’azione.
Andrea Carta

Volata tutta colombiana al termine della prima tappa del Giro dell'Oman (foto Dario Belingheri/Getty Images)
ÉTOILE DE BESSÈGES 2026: UHLIG SORPRENDE TUTTI, KUBIS NUOVO LEADER
Terza tappa e terzo vincitore diverso all’Étoile de Bessèges 2026. Sulle strade nervose attorno a Bessèges, teatro dell’attesa tappa altimetricamente più complicata, a spuntarla contro pronostico è il tedesco Henri Uhlig, che regola allo sprint un gruppo ristretto a una cinquantina di elementi e conquista la prima vittoria da professionista. Alle sue spalle Lukas Kubis, ancora secondo ma nuovo leader della classifica generale.
Colpi di scena e continui cambi di scenario nella terza tappa dell’Étoile de Bessèges – Tour du Gard 2026. La Bessèges–Bessèges di 162,3 chilometri, caratterizzata dai ripetuti passaggi sui colli di Trélis (5,5 km al 4,5%) e di Brousses (2,4 km al 5,2%), non ha prodotto la selezione attesa, ma ha regalato un finale combattuto e imprevedibile.
Dopo una prima fase corsa ad altissima velocità, l’azione di giornata prende forma sulle rampe della Côte de Méjannes-le-Clap, con una fuga di dieci uomini che comprende, Alexis Renard (Cofidis), Alexys Brunel (TotalEnergies), Léandre Huck (Van Rysel Roubaix), Théo Delacroix (St Michel – Preference Home – Auber93), Victor Papon (Nice Métropole Côte d’Azur), Blake Agnoletto (Groupama – FDJ United), Kasper Haugland (Decathlon CMA CGM Team), Sébastien Grignard (Lotto Intermarché), Tomas Kopecky (Unibet Rose Rockets) e Alexandre Balmer (Solution Tech NIPPO Rali). Il gruppo non lascia loro più di un minuto, mantenendo la situazione sotto controllo.
Sul circuito finale attorno a Bessèges la corsa entra nel vivo. Il ritmo imposto dal plotone provoca le prime selezioni tra i battistrada, mentre sul Col de Trélis alcuni tentativi di allungo non trovano fortuna. Al secondo passaggio sul Col des Brousses, Jordan Labrosse (Decathlon CMA CGM Team) e Baptiste Vadic riescono a rientrare sulla testa della corsa, mentre il leader classifica Tom Crabbe (Team Flanders – Baloise) perde contatto, uscendo definitivamente dalla lotta per la vittoria finale a causa dei 10 minuti di ritardo accumulati a fine tappa.
Gli ultimi 30 chilometri sono un susseguirsi di attacchi e contrattacchi. Prima Labrosse e Kopecky provano ad avvantaggiarsi, poi è il turno di Ewen Costiou (Groupama – FDJ United), Paul Lapeira (Decathlon CMA CGM Team), Dylan Teuns (Cofidis) e Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), che riescono a rientrare sui fuggitivi dando vita a un gruppo numeroso ma poco collaborativo, destinato a essere riassorbito prima dell’ultima ascesa.
Nel corso dell’ultima ascensione al Col des Brousses ci provano ancora Clément Izquierdo (Cofidis) e, poco dopo, il già citato Costiou, ma il gruppo dei migliori – una cinquantina scara di corridori – si ricompatta definitivamente in discesa. Nel finale la Unibet Rose Rockets prende in mano la situazione per lanciare Lukas Kubis e, nonostante una violenta accelerazione di Teuns a due chilometri dall’arrivo, tutto si risolve in volata.
A trovare il varco giusto è Henri Uhlig (Alpecin-Premier Tech), che sorprende tutti con uno sprint pulito e potente precedendo Kubis e il francese Louis Hardouin (Van Rysel Roubaix). Per il ventiquattrenne tedesco si tratta della prima vittoria da professionista, nonché del primo successo stagionale per la formazione Alpecin.
Kubis, pur costretto per il secondo giorno consecutivo alla piazza d’onore, può consolarsi con la conquista della maglia di leader della classifica generale, vestita con sette secondi di vantaggio proprio su Uhlig. Ottava posizione per Andrea Piras (Solution Tech – NIPPO – Rali), miglior italiano di giornata e autore del suo miglior piazzamento da quando è passato tra i professionisti.
La corsa resta apertissima: oggi la tappa verso Vauvert dovrebbe sorridere ai velocisti, mentre per quanto riguarda la classifica generale tutto sembra rimandato alla cronometro finale di Alès.
Mario Prato
ANDREW AUGUST OTTIENE LA PRIMA VITTORIA DA PRO. BINIAM GIRMAY RESTA IN MAGLIA GIALLA
La terza tappa della Volta Valenciana si decide nel finale, dopo lo scollinamento dell’Alto de Tibi sul quale il ritmo imposto dalla Red Bull BORA Hansgrohe serve solo a scremare il gruppo dei migliori ed ad annullare la fuga di giornata. Gli ultimi 30 km vedono attacchi e contrattacchi che premiano un quartetto di coraggiosi che si gioca la vittoria. Nella volata ristretta Andrew August (Team INEOS Grenadiers) vince davanti ad Ådne Holter (Team Uno-X Mobility) e Florian Vermeersch (UAE Team Emirates XRG)
La terza tappa della Volta a la Comunitat Valenciana parte da Orihuela e termina a San Vicente del Raspeig dopo 158 km. Dopo la cronometro interlocutoria di ieri segnata dal vento forte e la conseguente neutralizzazione dei tempi, Biniam Girmay (Team NSN Cycling) riparte in maglia gialla e dovrà tenere a bada l’Alto de Tibi, gpm di seconda categoria che svetta a circa 35 km dalla conclusione. Vedremo se la classifica generale subirà variazioni significative con Red Bull BORA Hansgrohe che dovrebbe prendere l’iniziativa nelle fasi cruciali della tappa a vantaggio del capitano Remco Evenepoel, ieri soltanto vincitore virtuale. Dopo la partenza da Orihuela erano molti i tentativi per portare via la fuga di giornata ma la strada completamente pianeggiante non li favoriva visto che il gruppo restava compatto per diversi km. Dopo circa 40 km riuscivano finalmente ad evadere Diego Uriarte (Team Kern Pharma), Raul Garcia Pierna (Team Movistar), Danny van der Tuuk (Team Euskaltel Euskadi), Pablo Garcia e Mattia Bais (Team Polti VisitMalta). A questi cinque battistrada si aggiungevano prima dell’ascesa dell’Alto de Tibi Josè Antonio Prieto (Team Petrolike), Matteo Fabbro (Team Solution Tech NIPPO Rali) e Vojtěch Kmínek (Team Burgos Burpellet BH). Il gruppo aumentava l’andatura sotto la spinata di Red Bull BORA Hansgrohe e INEOS Grenadiers. Garcia Pierna scollinava per primo sull’Alto de Tibi posto al km 120.2. Intanto si segnalavano le cadute, tra gli altri, di ciclisti come Brandon McNulty (UAE Team Emirates XRG), Giulio Pellizzari (Team Red Bull BORA Hansgrohe) e Cian Uijtdebroeks (Team Movistar), tutti e tre possibili protagonisti in classifica generale. La fuga veniva ripresa definitivamente a 27 km dalla conclusione. Ricominciavano subito attacchi e contrattacchi e l’azione migliore la inauguravano Ådne Holter (Team Uno-X Mobility), Florian Vermeersch (UAE Team Emirates XRG) ed Andrew August (Team INEOS Grenadiers). Jonathan Vervenne (Team Soudal Quick Step) raggiungeva i tre battistrada a 13 km dall’arrivo. I quattro battistrada riuscivano a mantenere un vantaggio sufficiente per giocarsi la vittoria di tappa. Nella volata ristretta ed in leggera salita, August aveva la meglio su Holter e Vermeersch, mentre Vervenne chiudeva in quarta posizione a 2 secondi di ritardo da August e Girmay era quinto a 4 secondi di ritardo da August. Nella top ten si segnalava la nona posizione di Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta). Per il ventenne August è la prima vittoria in carriera da pro. Girmay resta in maglia gialla davanti a Holter (stesso tempo dell’eritreo) mentre Vermeersch è terzo a 2 secondi di ritardo. La classifica generale, ancora cortissima – ci sono oltre quaranta ciclisti racchiusi in poco più di trenta secondi – dovrebbe definirsi meglio al termine della tappa di domani da La Nucia a Teulada Moraire di 172 con cinque gpm di cui due di prima categoria. L’ultimo di questi due è il Puig de le Llorença che si eleva a 12 km dall’arrivo. Con i suoi 2.3 km al 9.3% di pendenza media è un muro vero e proprio sul quale sarà inevitabile la lotta per la maglia gialla dalla quale dovrebbe definitivamente uscire Girmay.
Antonio Scarfone

Andrew August vince a San Vicente del Raspeig (foto: Getty Images)
IL CALDO DELLA PENISOLA ARABICA ESALTA MAURO SCHMID, L’UOMO DALLA FREDDA SVIZZERA
Il mese di febbraio, un tempo dedicato agli ultimi allenamenti prima dell’inizio della stagione ciclistica, si è popolato da qualche anno a questa parte di corse minori che si svolgono in luoghi esotici e alcune di queste, come lo UAE Tour, hanno anche acquistato una certa importanza nel calendario, ogni anno più fitto. Prima che a metà mese prenda il via proprio lo UAE Tour, nell’adiacente sultanato dell’Oman si disputano alcune gare analoghe: la Muscat Classic, una gara in linea giunta alla sua quarta edizione e, nei prossimi giorni, le cinque tappe del Giro dell’Oman.
La gara in linea è lunga solo 176 chilometri; in compenso, pur svolgendosi nei pressi della costa, presenta una serie di salite non banali: la penisola arabica è infatti più ricca di montagne di quanto si pensi, con cime che arrivano sino a 3000 metri, proprio in Oman. Pur senza salire così in alto e dopo una prima metà gara quasi pianeggiante, i corridori affronteranno le salite di Al Jabal dopo 90 chilometri (3.8 km al 8.5%), poi quella di Hamriyah dopo 115 Km (1 km al 8.6%), seguita, al chilometro 132, da quella di Al Jissah (1.1 km al 9.3%), e subito dopo, al chilometro 138, da quella di Wadi Al Kabir (2.2 km al 6.3%). Si affronteranno nuovamente quella di Hamriyah al chilometro 148 e quella di Al Jissah al chilometro 166 dal momento che la corsa, che parte da Al Mouji, si conclude in quello di Al Bustan dopo un circuito di 34 chilometri.
Nessun grande nome è in gara, ma diversi corridori con un buon palmarès si contenderanno la vittoria: fra questi spiccano il nostro Christian Scaroni (XDS Astana Team), i suoi compagni di squadra Diego Ulissi, Lorenzo Fortunato e Alberto Bettiol, il britannico Adam Yates, uomo di punta della UAE Team Emirates – XRG, e l’americano Sepp Kuss, leader del solo altro squadrone che in questi anni ha fatto concorrenza alla UAE, il Team Visma | Lease a Bike.
Si parte alle 10.50 (ora locale) e dopo 5 chilometri comincia una fuga solitaria ad opera di Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché), gregario francese dal palmarès molto scarso (ha solo una vittoria di tappa nel Giro di Bretagna, quasi due anni fa) ma dotato di molta buona volontà: rimane infatti in fuga sino ad una quarantina di chilometri dall’arrivo, transitando per primo su tutte le salite. A quel punto il gruppo, che inizialmente gli aveva lasciato anche sei minuti di vantaggio, decide di andarlo a riprendere, cosa che avviene a 23 chilometri dalla fine.Tutto ricomincia da capo, con l’ultima salita del percorso ancora da affrontare e che potrebbe fare un po’ di selezione. Tutti i migliori sono ancora nel gruppo, che ha perso per strada circa la metà dei suoi componenti, vuoi per il caldo – ci sono 30 gradi, temperatura alla quale quasi tutti i corridori non sono certo abituati, non nel mese di febbraio – vuoi per l’allenamento ancora scarso. La salita favorisce comunque l’attacco di tre uomini: Adam Yates, il buon passista svizzero Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) e l’australiano Luke Plapp, suo compagno di squadra, che l’anno scorso ha vinto una tappa al Giro. Dei tre è proprio Plapp quello che si dà più da fare, anche perché in volata non è un fulmine (infatti al traguardo arriverà solo terzo) È Yates a lanciare lo sprint ma, come spesso capita, va a vincere il corridore che più degli altri è rimasto a guardare, lo svizzero Schmid, che rimonta e batte il britannico sulla linea del traguardo, peraltro con un buon vantaggio. Dopo 13 secondi arriva il gruppo con in testa il nostro Scaroni che, primo degli italiani, va a cogliere il quarto posto. Da domani si replica col Giro dell’Oman, con gli stessi partecipanti e con la speranza che le tappe siano un po’ più movimentate, caldo permettendo
Andrea Carta

Mauro Schmid vince la corsa in linea che tira la volata al Giro dell'Oman, in partenza domani (foto Dario Belingheri/Getty Images)
ÉTOILE DE BESSÈGES 2026: SCOCCA KOCKELMANN, SORPRESI AL FOTOFINISH GROENEWEGEN E MOSCHETTI
Dopo il successo a sorpresa di Tom Crabbe nella tappa inaugurale, anche la seconda giornata dell’Étoile de Bessèges 2026 regala un finale thrilling. A Domessargues la fuga viene annullata negli ultimissimi metri e la vittoria si decide per centimetri: a spuntarla è il lussemburghese Mathieu Kockelmann, che conquista il primo successo da professionista davanti a Dylan Groenewegen e Matteo Moschetti. In classifica generale nulla cambia, con Crabbe sempre leader.
Finale mozzafiato nella seconda tappa dell’Étoile de Bessèges – Tour du Gard 2026. Sul traguardo di Domessargues, al termine dei 162,8 chilometri da Saint-Gilles, Mathieu Kockelmann (Lotto-Intermarché) ha firmato la sua prima vittoria tra i professionisti imponendosi in una volata serratissima davanti a Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets) e Matteo Moschetti (Q36.5 Pro Cycling Team).
Come già accaduto nella giornata inaugurale, anche oggi la corsa ha vissuto a lungo sull’azione di una fuga. A promuoverla sono stati l’elvetico Arnaud Tendon (Van Rysel Roubaix) e i francesi Samuel Leroux (TotalEnergies), Axel Bouquet (St Michel – Preference Home – Auber93) e Maël Guégan (CIC Pro Cycling Academy). Con il gruppo guidato principalmente dalla Decathlon AG2R La Mondiale, il vantaggio dei fuggitivi man mano si è assottigliato con Bouquet che è stato il primo a perdere contatto, mentre a cinque chilometri dall’arrivo gli altri tre hanno ancora circa trenta secondi di margine. Poco dopo anche Leroux e Guégan hanno dovuto alzare bandiera bianca, lasciando Tendon solo al comando in un tentativo generoso ma destinato a spegnersi sotto la spinta dei treni dei velocisti.
Il ricongiungimento è avvenuto proprio negli ultimi metri, aprendo la strada a una volata combattutissima. Kockelmann ha scelto l’anticipo giusto, riuscendo a resistere al ritorno di Groenewegen e di Moschetti in un arrivo deciso al fotofinish. Per il lussemburghese si tratta del primo successo da professionista, al termine di uno sprint interpretato con grande lucidità.
La classifica generale non subisce variazioni: Tom Crabbe (Team Flanders-Baloise), vincitore della prima tappa, conserva la maglia di leader con quattro secondi di vantaggio su Lukáš Kubiš (Unibet Rose Rockets) e otto su Clément Izquierdo (Cofidis). Oggi si corre la tappa di Bessèges, la cittadina che dà il nome alla corsa transalpina, caratterizzata da un circuito movimento dalla poco impegnative ascese ai colli di Trélis (3.6 km al 5.6%) e di Brousses (2.2 Km al 5%), quest’ultima da ripetere tre volte.
Mario Prato

Étoile de Bessèges 2026, lo sprint al traguardo della seconda tappa (foto Luc Claessen/Getty Images)
NULLA DI FATTO NELLA CRONOMETRO DI ALGINET. IL FORTE VENTO CONSIGLIA AGLI ORGANIZZATORI DI NEUTRALIZZARE I TEMPI ALL’ARRIVO
Le difficili condizioni meteo della seconda tappa della Volta Valenciana non cambia la classifica generale della breve corsa a tappe spagnola visto che il vento impetuoso fa neutralizzare i tempi. Evenepoel vince ‘virtualmente’ e Girmay resta in maglia gialla
Un vento teso e irregolare ha segnato la seconda giornata della Volta a la Comunitat Valenciana, trasformando la cronometro di Carlet–Alginet in una tappa anomala, più di resistenza e controllo che di pura potenza. Le condizioni meteo hanno inciso profondamente sullo svolgimento della prova, tanto da portare alla neutralizzazione dei tempi ai fini della classifica generale, lasciando immutati gli equilibri emersi nella frazione inaugurale. In un contesto sospeso, dove la sicurezza ha avuto la precedenza sulla competizione, la corsa ha vissuto una giornata di transizione, in attesa che la strada torni protagonista.Un vento teso, nervoso, che correva tra gli aranceti della Ribera come un avvertimento costante, piegando le bandiere e costringendo i corridori a una lotta invisibile, fatta più di equilibrio che di potenza. La seconda tappa della Volta a la Comunitat Valenciana nasceva come esercizio di precisione: pochi chilometri contro il tempo, una cronometro secca, ideale per gli specialisti. Ma sin dalle prime partenze era chiaro che nulla sarebbe stato lineare. Le raffiche spezzavano il ritmo, spostavano le biciclette, costringevano a continue correzioni. Non era una crono “contro il cronometro”, ma contro l’aria. Gli organizzatori, davanti a condizioni sempre più difficili, hanno preso una decisione rara e pesante: neutralizzare la tappa ai fini della classifica generale. I tempi contavano per l’ordine d’arrivo, ma non per la corsa alla vittoria finale. Una scelta di sicurezza, che ha trasformato la cronometro in una prova di orgoglio individuale. E l’orgoglio, in questi casi, ha spesso il volto di Remco Evenepoel. Il campione belga ha affrontato il percorso come se la classifica fosse ancora tutta in gioco: posizione impeccabile, rilanci potenti, concentrazione totale. Ha vinto la tappa con la forza di chi non sa correre a metà, nemmeno quando il risultato “non pesa”. Una vittoria simbolica, ma eloquente. Alle sue spalle, il gruppo dei big ha gestito più che attaccato. Prudenza, controllo, attenzione a non commettere errori inutili. Perché la corsa vera, oggi, era sopravvivere al vento senza lasciare certezze sull’asfalto. La maglia di leader è rimasta sulle spalle di Biniam Girmay, vincitore della prima tappa. Per lui una giornata di difesa silenziosa, senza rischi, in attesa di terreni più adatti alle sue caratteristiche. Si chiude così una tappa anomala, sospesa, quasi fuori dal tempo. Una frazione che non cambierà le classifiche, ma che resterà nella memoria della corsa come il giorno in cui il vento ha deciso di correre da solo. Domani si prova a riprendere regolarmente con la terza tappa da Orihuela a San Vicente del Raspeig di 158 km. L’Alto del Tibi – 7.5 km al 5% di pendenza media – è la salita più lunga della Volta a la Comunitat Valenciana 2026e potrebbe scatenare gli attacchi degli uomini di classifica visto che dallo scollinamento mancheranno una quarantina di km alla conclusione, per di più in discesa.
Antonio Scarfone

Remco Evenepoel vince 'virtualmente' la cronometro di Alginet (foto: Getty Images)


