21-09-2018

settembre 21, 2018 by Redazione  
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TURUL ROMANIEI

L’olandese Jeen De Jong (Monkey Town Continental Team) si è imposto nella terza tappa, Brasov – Focsani, percorrendo 176.3 Km in 4h05′45″ alla media di 43.04 Km/h. Ha preceduto di 9″ l’ungherese Filutás e di 37″ il moldavo Raileanu. Miglior italiano Giovanni Aleotti (Cycling Team Friuli), 10° a 56″. A tagliare per primo il traguardo era stato il moldavo Nicolae Tanovitchii (Team Novak), poi declassato al quarto posto per scia dietro l’ammiraglia. Il rumeno Serghei Țvetcov (UnitedHealthcare Pro Cycling Team) è ancora leader della classifica con 22″ sull’elvetico Pellaud e 23″ sull’italiano Mattia Bais (Cycling Team Friuli)

TOUR OF CHINA II

Giorno di riposo

TOUR DE SIAK (Indonesia)

Il malesiano Akmal Hakim Zakaria (Team Sapura Cycling) si è imposto nella quarta ed ultima tappa, circuito di Siak Sri Indrapura, percorrendo 92.1 Km in 2h19′34″ alla media di 39.58 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’australiano Cavanagh e il connazionale Othman. Il neozelandese Matthew Zenovich (St. George Continental Cycling Team) si impone in classifica con 8″ sull’australiano Culey e 3′49″ sull’australiano Dyball

COPPA SABATINI, LOBATO TORNA AL SUCCESSO

settembre 20, 2018 by Redazione  
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Juan José Lobato (Nippo Vini Fantini) ha vinto la Coppa Sabatini anticipando lo sprint finale di Sonny Colbrelli (Bahrain Merida) e di Gianni Moscon (Team Sky).

La 66esima edizione della Coppa Sabatini – Gran Premio Città di Peccioli presentava un percorso classico di 196 chilometri con una sequenza di circuiti che prevedeva inizialmente un lungo anello di quasi 60 km, seguito da un circuito intermedio di 22 km da ripetere tre volte e nel finale un circuito di 12 km da ripetere sei volte, contenente lo strappo in vetta al quale era previsto l’arrivo. Il campione uscente era Andrea Pasqualon (Wanty – Groupe Gobert) ed era presente alla partenza dopo un’ottima stagione che lo ha visto piazzarsi più volte anche al Tour de France. Il favorito d’obbligo era, però, Sonny Colbrelli (Bahrain Merida), coadiuvato da Enrico Gasparotto, mentre i principali outsiders potevano essere Gianni Moscon (Team Sky), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data) e Diego Ulissi (UAE Emirates Team).
La fuga di giornata era formata da Fausto Masnada (Androni Giocattoli – Sidermec), Eduard Michael Grosu (Nippo Vini Fantini), Emmanuel Morin (Cofidis, Solutions Credits), Nikolay Cherkasov (Gazprom-Rusvelo), Edoardo Zardini e Sebastian Schönberger (Wilier Triestina – Selle Italia). Il vantaggio massimo di questi sei fuggitivi raggiungeva quasi immediatamente i sei minuti; dopo tre quarti di corsa riuscivano a mantenere ancora un paio di minuti quando, su uno dei passaggi sullo strappo finale, Zardini provava ad accelerare: gli resistevano i soli Cherkasov e Masnada, formando un terzetto in testa alla corsa. Una decina di chilometri più tardi era Masnada a liberarsi di tutti i compagni di avventura, per poi essere ripreso a 22 chilometri dalla conclusione. In quel momento dal gruppo iniziavano a partire diversi tentativi d’attacco con l’AG2R tra le squadre più attive. Solo Giuseppe Fonzi (Wilier Triestina – Selle Italia) riusciva ad avvantaggiarsi seriamente, resistendo al ritorno del gruppo fino agli ultimi 13 chilometri, quando sotto il forcing ancora della AG2R il gruppo si allungava; non appena si transitava per la penultima volta sulla linea d’arrivo era Romain Bardet (AG2R) ad attaccare e dopo il suo tentativo riuscivano a riportarsi sotto Sebastián Henao (Team Sky), Xandro Meurisse (Wanty – Groupe Gobert) e Giovanni Visconti (Bahrain Merida), quando al traguardo mancavano 10 chilometri. Il Team Dimension Data chiudeva sui fuggitivi un paio di chilometri più avanti e provava a controllare i chilometri conclusivi per prendere al meglio lo strappo finale, ma veniva scavalcato dal Team Sky e dalla UAE Emirates Team negli ultimi 3 km. Non appena iniziava l’ultimo chilometro in salita era Vincenzo Albanese (Bardiani – CSF) ad attaccare e riusciva subito a guadagnare qualche metro, senza però incrementare maggiormente il gap, anche perchè a 500 metri dalla conclusione finiva a terra in un tornante, gettando al vento le proprie chances. In quel momento la testa del gruppo provava a riorganizzarsi e Juan José Lobato (Nippo Vini Fantini) sfruttava il momento d’indecisione per partire con un’azione di potenza sulla quale non riuscivano a chiudere immediatamente gli uomini della Bahrain-Merida, con Colbrelli che provava a prendere in mano la situazione. Il corridore spagnolo era, però, ormai troppo lontano e riusciva così ad imporsi sul traguardo di Peccioli. Colbrelli si classicava al secondo posto battendo in volata Moscon e Marco Canola, compagno di squadra di Lobato. Si tratta della quindicesima vittoria in carriera per Lobato, che mancava dal gradino più alto del podio da più di un anno.

Carlo Toniatti

Lo spagnolo Lobato spezza un digiuno lungo un anno sul traguardo della Coppa Sabatini (foto Bettini)

Lo spagnolo Lobato spezza un digiuno lungo un anno sul traguardo della Coppa Sabatini (foto Bettini)

20-09-2018

settembre 20, 2018 by Redazione  
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COPPA SABATINI – TROFEO CITTÀ DI PECCIOLI

Lo spagnolo Juan José Lobato del Valle ( Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini) si è imposto nella corsa italiana, circuito di Peccioli, percorrendo 201.8 Km in 4h41′37″ alla media di 42.99 Km/h. Ha preceduto allo sprint gli italiani Sonny Colbrelli (Bahrain Merida Pro Cycling Team) e Gianni Moscon (Team Sky)

TURUL ROMANIEI

Il rumeno Serghei Țvetcov (UnitedHealthcare Pro Cycling Team) si è imposto nella seconda tappa, Sibiu – Brasov, percorrendo 162.8 Km in 3h55′20″ alla media di 41.51 Km/h. Ha preceduto di 23″ il connazionale Dima e l’italiano Mattia Bais (Cycling Team Friuli). Țvetcov è il nuovo leader della classifica con 23″ su Bais e sull’elvetico Pellaud

TOUR OF CHINA II

L’italiano Seid Lizde (Androni Giocattoli – Sidermec) si è imposto nella terza tappa, circuito di Hengqin, percorrendo 92 Km in 1h53′51″ alla media di 48.48 Km/h. Ha preceduto di 2″ l’australiano Freiberg e l’italiano Jacopo Mosca (Wilier Triestina – Selle Italia). L’australiano Anthony Giacoppo (Bennelong SwissWellness Cycling Team) è ancora leader della classifica con 7″ sul connazionale Groves e 13″ su Lizde.

TOUR DE SIAK (Indonesia)

Il malesiano Mohamad Izzat Hilmi Abdul Halil (Team Sapura Cycling) si è imposto nella terza tappa, circuito di Siak Sri Indrapura, percorrendo 161.5 Km in 3h43′53″ alla media di 43.28 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’indonesiano Fathoni e il connazionale Saleh. Il neozelandese Matthew Zenovich (St. George Continental Cycling Team) è ancora leader della classifica con 8″ sull’australiano Culey e 3′49″ sull’australiano Dyball

GIRO DELLA TOSCANA, MOSCON IN FORMA MONDIALE

settembre 19, 2018 by Redazione  
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Gianni Moscon (Team Sky) ha conquistato il Giro della Toscana battendo in volata Romain Bardet (AG2R) e Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida) dimostrando al CT della nazionale Davide Cassani di poter esser lui la carta giusta per l’Italia ai prossimi mondiali di Innsbruck.

La 90esima edizione del Giro della Toscana – Memorial Alfredo Martini ritornava da quest’anno ad essere una corsa di un giorno e in questa occasione gli organizzatori hanno studiato un percorso che potesse permettere ai corridori di prepararsi al meglio per i mondiali di Innsbruck, caratterizzati da un tracciato favorevole agli scalatori. Per questo motivo la corsa prevedeva la triplice ascesa al Monte Serra, 9 chilometri con una pendenza media del 6,8% e massime oltre al 10%, che rendeva la corsa favorevole agli scalatori; l’ultimo transito sul Serra avveniva a 30 chilometri dal traguardo di Pontedera mentre i chilometri complessivi di gara erano 205. Alla partenza era presente il vincitore della scorsa edizione Guillaume Martin (Wanty – Groupe Gobert), mentre i suoi principali avversari erano Matej Mohorič e Domenico Pozzovivo (Bahrain – Merida), Romain Bardet e Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale), Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), David Gaudu (FDJ), Mikel Landa (Movistar), Gianni Moscon (Team Sky), Diego Ulissi (UAE Team Emirates), Ivàn Ramiro Sosa (Androni Giocattoli – Sidermec), Giulio Ciccone (Bardiani – CSF) e Warren Barguil (Team Fortuneo – Samsic).
La fuga di giornata era promossa da Daniel Teklehaimanot (Cofidis, Solutions Crédits), Iuri Filosi e Alessandro Fedeli (Delko Marseille Provence KTM), Michele Gazzara (Sangemini – MG.KVis) ed Ettore Carlini (D’Amico – Utensilnord); questi corridori riuscivano a raggiungere un vantaggio massimo di circa sette minuti sul gruppo al termine del primo passaggio sul Monte Serra. Durante il secondo giro la situazione cambiava notevolmente con tutti i fuggitivi che venivano ripresi dal gruppo, con l’eccezione di Filosi che scollinava in testa al secondo passaggio del Serra in compagnia di Danilo Celano e Jon Irisarri (Caja Rural – Seguros RGA), nel frattempo evasi dal gruppo. Questi corridori venivano ripresi a loro volta alla base dell’ultimo passaggio sulla salita, dove l’AG2R prendeva l’iniziativa, velocemente scavalcata dal Team Sky non appena Delio Fernàndez (Delko Marseille Provence KTM) provava un accelerazione che durava per quasi un chilometro. A 32 km dalla conclusione Mathias Frank (AG2R) attaccava, ma veniva immediatamente ripreso da Eddie Dunbar (Team Sky); a quel punto Vuillermoz decideva di imporre il proprio ritmo in testa al gruppo, che a sua volta veniva incrementato dallo stesso Dunbar riuscendo a selezionare pesantemente il gruppo con i soli Moscon, Bardet e Pozzovivo a tenere il ritmo scatenato dell’irlandese, che veniva interrotto dall’attacco del transalpino a 29,6 km dalla conclusione, non riuscendosi però a liberare della coppia di italiani. Poco dopo era Moscon ad attaccare col solo Bardet in grado di resistere al suo allungo; lungo la discesa Pozzovivo riusciva a rientrare, mentre Mohorič, sfruttando le sue incredibili doti, era riuscito ad evadere dal gruppo inseguitore con Mauro Finetto (Delko Marseille Provence KTM) e a rientrare su Dunbar: una volta tornati in pianura era il solo corridore italiano a collaborare, in quanto i suoi compagni d’avventura avevano il loro capitano al comando, e così si arrendeva lasciandosi riprendere dal gruppo inseguitore. Il trio procedeva in pieno accordo fino agli ultimi 1500 metri perché, grazie al grande margine accumulato, potevano iniziare a controllarsi. Pozzovivo provava ad allungare sotto lo striscione dell’ultimo chilometro, ma Moscon riusciva a chiudere su di lui e il corridore lucano sembrava a quel punto arrendersi lanciando la volata al connazionale, che riusciva a battere Bardet nonostante uno sprint molto lungo. Il francese doveva così accontentarsi del secondo posto alle spalle dell’italiano, che conquistava la seconda vittoria in appena 5 giorni dal rientro alle corse, al termine della sospensione per l’incidente avvenuto allo scorso Tour de France. Pozzovivo concludeva al terzo posto, mentre Giovanni Visconti (Bahrain Merida) regolava lo sprint del gruppo inseguitore, giunto al traguardo con 1′22″ di ritardo.

Carlo Toniatti

Moscon vince ancora e dopo la Coppa Agostoni fa suo anche il Giro della Toscana (foto Bettini)

Moscon vince ancora e dopo la Coppa Agostoni fa suo anche il Giro della Toscana (foto Bettini)

19-09-2018

settembre 19, 2018 by Redazione  
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GIRO DELLA TOSCANA – MEMORIAL ALFREDO MARTINI

L’italiano Gianni Moscon (Team Sky) si è imposto nella corsa italiana, circuito di Pontedera, percorrendo 205 Km in 5h13′03″ alla media di 39.29 Km/h. Ha preceduto allo sprint il francese Bardet e di 5″ l’italiano Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida Pro Cycling Team)

OMLOOP VAN HET HOUTLAND LICHTERVELDE

Il belga Jonas Van Genechten (Vital Concept Cycling Club) si è imposto nella corsa belga, circuito di Lichtervelde, percorrendo 195.3 Km in 4h18′48″ alla media di 45.28 Km/h. Ha preceduto allo sprint i connazionali De Buyst e Dupont. Non hanno concluso la gara gli italiani iscritti alla prova

TURUL ROMANIEI

L’olandese Peter Schulting (Monkey Town Continental Team) si è imposto nella prima tappa, Alba Iulia – Sibiu, percorrendo 154.7 Km in 3h51′48″ alla media di 40.04 Km/h. Ha preceduto di 5″ l’elvetico Pellaud e il turco Balkan. Miglior italiano Mattia Bais (Cycling Team Friuli), 5° a 9″. Schulting è il primo leader della classifica con 17″ su Pellaud e 19″ Balkan. Miglior italiano Bais, 4° a 21″.

TOUR OF CHINA II

L’australiano Anthony Giacoppo (Bennelong SwissWellness Cycling Team) si è imposto nella seconda tappa, circuito di Fogang, percorrendo 128.4 Km in 2h56′23″ alla media di 43.68 Km/h. Ha preceduto allo sprint il connazionale Groves e l’italiano Damiano Cima (Nippo – Vini Fantini – Europa Ovini). Giacoppo è ancora leader della classifica con 10″ su Groves e 14″ sul connazionale Jenner. Miglior italiano Seid Lizde (Androni Giocattoli – Sidermec), 11° a 25″.

TOUR DE SIAK (Indonesia)

L’australiano Benjamin Dyball (St. George Continental Cycling Team) si è imposto nella seconda tappa, circuito di Siak Sri Indrapura, percorrendo 115.5 Km in 2h30′07″ alla media di 46.14 Km/h. Ha preceduto di 47″ i malesiani Saleh e Abdul Halili. Il neozelandese Matthew Zenovich (St. George Continental Cycling Team) è ancora leader della classifica con 8″ sull’australiano Culey e 3′49″ su Dyball

VUELTA 2018 – LE PAGELLE

settembre 18, 2018 by Redazione  
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Ecco il super pagellone della Vuelta appena terminata con la quinta vittoria consecuitiva di un corridore britannico in un grande giro

In rigoroso ordine alfabetico, come nei pannelli degli scrutinii….

ANTÓN IGOR: 10 di stima. La sua carriera si è chiusa domenica a Madrid. Lo scalatore spagnolo ha deciso di appendere la bici al chiodo dopo 14 stagioni da professionista. Esordio nel 2005 nelle fila della Euskaltel, squadra con cui ha militato fino alla chiusura del sodalizio nel 2013; passaggio poi alla Movistar per un biennio, quindi chiusura di carriera nella Dimension Data dal 2016 a oggi. Apice della sua carriera la tappa vinta del Giro d’Italia 2011 sul Monte Zoncolan. In totale per lui 14 affermazioni da professionista. Sfortunato alla Vuelta 2010, quando scivolò e fu costretto al ritiro mentre era saldamente in maglia roja. Ha corso anche negli anni non proprio splendidi del ciclismo ma nessuna controversia lo ha mai sfiorato. Esempio di professionalità.

ARU FABIO: 4. Il sardo non è più lui. Un 2018 da cancellare. Dopo il flop del Giro d’Italia tutti gli occhi erano puntati su di lui. Sulle prime rampe spagnole dimostra, però, di non reggere il passo dei migliori, perdendo terreno inesorabilmente. Cade e se la prede con la bici, facendo infuriare il patron Colnago. Termina la Vuelta con problemi di salute. Chissà Cassani che ha in mente? Sarà utile questo Aru in Austria?

BENNETT GEORGE: 6. Si mette a disposizione di Kruijswijk, fa quel che può.

BOL JETSE: 5. Entra nella fuga a Lleida, per tutti senza nessuna possibilità di vittoria e lui, il primo a non crederci, si rialza a pochi chilometri dal traguardo. Morale della favola, la fuga vince. L’olandese è il simbolo perfetto della Burgos-BH, una Vuelta anonima per il team professional iberico.

BOUHANNI NACER: 6,5. Vince a San Javier . Il francese è l’unico velocista puro che è riuscito a battere Viviani. Solo per questo voto più che sufficiente.

BRAMBILLA GIANLUCA: 5. Lo scalatore della Trek-Segafredo cerca invano di far sua una tappa. Molto attivo nelle fughe, ma i risultati latitano.

BUCHMANN EMANUEL: 5,5. Il venticinquenne tedesco ha come obiettivo quello di curare la classifica generale. Regolarista, termina la sua corsa a Madrid al dodicesimo posto della classifica finale senza mai un acuto.

BYSTRØM SVEN ERIK: 6. A differenza di Bol non si arrende nei chilometri finali della tappa con arrivo a Lleida. Sulla linea del traguardo viene, però, beffato dall’altro compagno di fuga, Wallays. Il norvegese col suo secondo posto di giornata raccoglie il miglior risultato della UAE Team Emirates e questo non è certo un fattore positivo per il team di Saronni.

CAMPENAERTS VICTOR: 5,5. Terzo nella cronometro iniziale di Málaga, sperduto in quella che da Santillana del Mar conduceva a Torrelavega. Nel mezzo qualche fuga e un po’ di gregariato per Kruijswijk. Nel complesso ci si aspettava di più da lui, che è campione europeo in carica a cronometro.

CATALDO DARIO: 6. Solito lavoro da gregario per il ciclista abruzzese.

CLARKE SIMON: 6,5. Batte in volata Bauke Mollema e Alessandro De Marchi nella quinta tappa da Granada a Roquetas de Mar. Riprova nelle tappe seguenti ad andare in fuga e ad attaccare, senza esiti positivi. Voto più che positivo per lui, dato anche che non vinceva una corsa dal lontano 6 marzo del 2016, quando si impose al GP Industria & Artigianato.

DE GENT THOMAS: 7. Il ciclista belga è stato iperattivo in questa Vuelta di Spagna. In quasi tutte le fughe di giornata c’era. Non porta a casa nessuna tappa a casa, ma la maglia a pois blu, il simbolo del primato che spetta al leader della classifica dedicata al miglior scalatore. Punti raccolti partendo ovviamente dalla fughe di giornata. Attaccante nato.

DE LA CRUZ DAVID: 5,5. Dopo il settimo posto finale della Vuelta edizione 2016, si presentava al via coi gradi di vice capitano in casa Sky. Non riesce mai a trovare lo spunto giusto. Da segnalare il suo terzo posto nella tappa del Balcón de Bizkaia. Chiude al 15° posto nella classifica generale a 28 minuti da Yates. Dato il risultato e l’età (29 anni, perciò nel pieno della maturazione) non crediamo che in casa Sky gli daranno altri gradi all’infuori del gregario. Peccato.

DE MARCHI ALESSANDRO: 7. Il friulano è un’attaccante nato. Ha una condizione fisica ottima, tanto che il CT Davide Cassani l’ha selezionato per i mondiali di Innsbruck. Dopo vari piazzamenti trova lo spunto perfetto per andar a vincere nella tappa con arrivo a Luintra. Una sicurezza.

DENNIS ROHAN: 8. Due cronometro su due vinte per il corridore australiano della BMC. Prima maglia roja della Vuelta. Non parte alla 17 tappa per concentrarsi ed allenarsi in vista del Mondiale austriaco.

FELLINE FABIO: 4,5. Nel 2016 vinse la classifica a punti della Vuelta, quest’anno, invece, non ci va minimamente vicino. Ciclista da ritrovare.

FORMOLO DAVIDE: 5. Non è nella forma migliore e non riesce ad essere protagonista in nessuna tappa. Vuelta negativa per lui. Il veneto, purtroppo, non sembra in grado di fare quel salto di qualità che gli servirebbe per far davvero bene nelle corse di tre settimane.

GALLOPIN TONY: 7. Quest’anno vuole curare anche la classifica generale, ma purtroppo esce di poco dalla top ten finale. Vince con un numero bellissimo la tappa con arrivo a Pozo Alcón.

GENIEZ ALEXANDRE: 6,5. Anche per lo scalatore francese dell’AG2R La Mondiale una tappa vinta attaccando con la fuga di giornata. Per lui la dodicesima tappa con arrivo al Faro de Estaca de Bares.

HAIG JACK: 6,5. Ormai uomo di fiducia di Simon Yates, come al Giro ripaga la fiducia del suo capitano. Gregario affidabile.

HERRADA JESÚS: 6,5. Il ventottenne spagnolo della Cofidis partecipa a numerose fughe in questa Vuelta, ma, invece di vincere una tappa, al Faro de Estaca de Bares proprio grazie alla fuga conquista la maglia roja che porterà per due giorni. Leader inaspettato.

IZAGIRRE ION: 6. Dopo l’infortunio di Vincenzo Nibali, lo spagnolo prende il via coi gradi da capitano. Cura la classifica generale terminando al 9° posto. Fiducia meritata.

KELDERMAN WILCO: 5,5. Dopo il 4° posto dell’anno scorso c’era molta attesa sulla sua prestazione in questa Vuelta. Dopo un buon avvio perde terreno tappa dopo tappa, terminando al decimo posto con oltre undici minuti di ritardo dal vincitore Simon Yates. Rimandato.

KING BEN:7,5. L’americano del Team Dimension Data riesce a centrare due volte il bottino pieno. Conquista delle vittorie pesanti sugli arrivi difficili della Sierra de la Alfaguara e della Covatilla. Impossibile non attribuirgli l’appellativo di “King” delle fughe.

KWIATKOWSKI MICHAŁ: 6. Era il capitano designato del Team Sky e l’inizio lasciava a ben sperare. Grazie al secondo posto di tappa a Caminito del Rey conquistava la maglia roja che avrebbe tenuto per 3 giorni. Quando sono iniziate le montagne la stanchezza accumulata al Tour de France si è fatta, però, sentire facendolo naufragare in classifica.

KRUIJSWIJK STEVEN: 7,5. Il rosso olandese della Lotto NL-Jumbo dopo il 5° posto del Tour de France non si risparmia nemmeno alla Vuelta di Spagna. Con la sua solita condotta di gara regolare finisce al 4° posto della generale.

LÓPEZ MIGUEL ÁNGEL: 8,5. Dopo il terzo posto finale al Giro d’Italia di quest’anno, si presentava al via come uno dei favoriti. Al suo fianco una squadra solida con compagni dal calibro di Fraile, Hirt, Bilbao e Cataldo. Prova il colombiano a far sua questa Vuelta, ma perde troppo terreno nelle cronometro nei confronti di Yates e negli arrivi in salita non riesce a fare la differenza come vorrebbe, specie nell’ultima tappa con arrivo in salita dove veniva beffato allo sprint da Enric Mas.

MAJKA RAFAŁ: 5. Stesso copione del Tour de France. Non cura la classifica generale e non riesce a vincere nessuna tappa, anche se ci va vicino sulla Camperona.

MAS ENRIC: 9. Il ventitreenne spagnolo della Quick-Step è la vera sorpresa di questa edizione della Vuelta. Corre e si difende nelle prime due settimane rimanendo sempre a ridosso del podio nella classifica generale. Nella terza settimana passa al contrattacco sfruttando la sua freschezza. Si comporta egregiamente nella lunga crono di Torrelavega per poi andare a vincere sul Coll de la Gallina, dove segue l’attacco di López per poi batterlo allo sprint. Più che una promessa è uno dei futuri protagonisti nei prossimi grandi giri a venire.

MATÉ LUIS ÁNGEL: 6,5. Il ciclista spagnolo della Cofidis è il primo ciclista ad indossare la maglia a pois blu destinata al leader della classifica degli scalatori. Difende il primato fino alla diciassettesima tappa dove viene scalzato da De Gendt.

MEINTJES LOUIS: 4. Annus horribilis per il sudafricano. L’ombra di se stesso, mai nel vivo della corsa, sempre lontano dai migliori. Che gli sta succedendo?

MOLARD RUDY: 6,5. Il francese della Groupama-FDJ conquista la maglia roja grazie ad una fuga bidone nella quinta tappa con arrivo a Roquetas de Mar. Riesce a difendere il primato per quattro giorni, fino a quando è costretto a cedarla a Simon Yates sulla salita della Covatilla. Eroe per caso.

MOLLEMA BAUKE: 5,5. Il ciclista olandese ha fatto ormai intendere che la classifica generale non la curerà mai più in futuro. Come al Tour, anche alla Vuelta si defila subito dalla lotta per le posizioni importanti della classifica per puntare ad una vittoria di tappa. Purtroppo per lui raccoglie solo secondi posti: secondo alla Covatilla, secondo sul traguardo di Roquetas de Mar, secondo anche nella classifica dedicata agli scaltori.

NIBALI VINCENZO: 6. Dopo l’infortunio che lo ha costretto a ritirarsi dal Tour de France e la seguente operazione, lo “Squalo” soffre e lo si vede. Stringe i denti il siciliano, prova a testarsi lavorando per i compagni e andando in fuga. Non riceve, purtroppo, dal suo fisico i segnali che avrebbe voluto ricevere. Tutta l’Italia ciclistica è con lui. Forza Vincenzo.

PARDILLA SERGIO: 4. L’esperto ciclista, capitano del team professional Caja Rural – Seguros RGA, corre una Vuelta anonima. Lontanissimo nella classifca generale, lontanissimo da ogni podio di giornata, nessuna azione degna di nota, nulla di nulla.

PINOT THIBAUT: 7,5. Dopo il Giro d’Italia terminato in malo modo il francese si presentava al via della Vuelta con un profilo basso. Non riesce a competere per la vittoria finale, ma con tenacia e arguzia riesce a vincere due bellissime tappe. Vittoria di potenza ai Lagos de Covadonga dove attacca a sei chilometri dall’arrivo andando a vincere con quasi 30” su Miguel Ángel López. Vittoria di classe ad Naturlandia dove tiene a bada Yates. Chiude la Vuelta al sesto posto della classifica generale. Rigenerato.

PORTE RICHIE: 5. Il Re degli imprevisti. Questa volta a differenza delle altre il guaio non gli capita durante la corsa ma nei giorni precedenti, quando viene colpito da un virus intestinale. Perde tantissimo terreno nella crono iniziale di Málaga. Prova a vincere una tappa provando ad entrare nelle fughe di giornate, ma l’esito è negativo.

QUINTANA NAIRO: 5. Ogni volta che prende il via ad un Grande Giro sono tante le aspettative che si hanno su di lui. Purtroppo il ciclista colombiano sembra aver già intrapreso la parabola discendente della sua carriera agonistica. Speriamo di no e che questo 2018 sia solo una parentesi negativa.

RODRÍGUEZ ÓSCAR: 7. Il giovane ciclista della Euskadi – Murias riesce a sorpresa a vincere la difficile tappa della Camperona, battendo sull’asperità finale gente del calibro di Majka e Teuns. Dulcis in fundo, è stata la sua prima vittoria da professionista.

SAGAN PETER: 5,5. Non è il miglior Sagan e si nota subito. Non riesce a vincere nessuna tappa, nonstante alcune sembrerebbero disegnate apposta per lui. Gli sfugge anche la classifica a punti, una sua specialità. Batterie scariche per il Campione del Mondo in carica.

TEUNS DYLAN: 6. Eterno piazzato. Sempre attivo e propositivo nelle fughe di giornata, raccoglie però solo piazzamenti importanti.

URÁN RIGOBERTO: 6,5. Termina la Vuelta al settimo posto della classifica generale correndo da fantasma. Tre settimane senza alcuna azione importante o avvenimento da segnalare.

VALVERDE ALEJANDRO: 9. Il campione spagnolo è un osso duro. Oltre alle qualità fisiche e atletiche ha una caparbietà che anche nei momenti di crisi non lo fanno affondare. Nonostante l’età non sia dalla sua parte, è sempre lì, tappa dopo tappa. Cede solo nell’ultimo tappone pirenaico. Due le vittorie di tappe conquistate, a Caminito del Rey dove precede Kwiatkowski e ad Almadén dove batte Peter Sagan. Vince anche la classifica a punti. Eterno.

VAN POPPEL DANNY: 5. Sono pochi i velocisti presenti in Spagna, ma lui evidentemente non è uno dei più forti tra i presenti. Solo piazzamenti per l’olandese.

VIVIANI ELIA: 9. Al momento uno dei velocisti più forti che ci sia in circolazione, se non il più forte. Quattro gli arrivi di tappa conclusi allo sprint di gruppo, tre quelli che ha portato a casa. Il vicentino ha dimostrato un’attitudine, una forza esplosiva e un’abilità a limare nei metri finali che in pochi hanno al momento. Vederlo trionfare con addosso la maglia tricolore del campione italiano su strada in carica poi, è ancora più emozionante. Grandissimo Elia.

WALLAYS JELLE: 7. Il colpo gobbo di questa Vuelta la compie lui. Diciottesima tappa, Ejea de los Caballeros – Lleida, un piattone designato per l’arrivo in volata a ranghi compatti. Wallays, Bystrøm e Bol partono all’attacco in fuga dopo pochi chilometri dalla partenza. Il gruppo li controlla non lasciandogli spazio per tutta la corsa, mantenendo un distacco compreso tra i 2 e i 3 minuti. Nei chilometri finali la beffa. Il gruppo accelera tentando di riprendere i fuggitivi, ormai a pochi secondi di distanza, tanto che Bol si rialza. Wallays e Bystrøm, invece, sfruttando anche il vento favorevole danno il tutto per tutto. Proprio Wallays riusciva a vincere la tappa in volata beffando per pochi centimetri Bystrøm e il gruppo preceduto da Sagan. Stoico.

WOODS MICHAEL: 6,5. Un cacciatore di tappe come lui non poteva non timbrare il cartellino in un’edizione della Vuelta come questa, dove le fughe andate in porto sono state molte. Sua la tappa con arrivo in salita sul Balcón de Bizkaia.

YATES ADAM: 7. Il capitano designato dalla Mitchelton-Scott era il fratello gemello Simon; Adam non batte ciglio e si adegua al proprio ruolo designato. Importante il suo lavoro sulle salite finali della Vuelta.

YATES SIMON: 10. Vince meritatamente la settantatreesima edizione della Vuelta di Spagna. Corre in modo intelligente, non spreca energie inutili nelle prime tappe, come invece fece al Giro, e gestisce in modo corretto le varie fasi della corsa. Preferisce perdere la maglia roja in favore di Herrada nella dodicesima tappa, piuttosto che spremere il proprio team nell’inseguimento. La Movistar di Valverde prova ad attaccarlo più volte, ma lui resiste e si difende egregiamente. La débâcle avuta nella terza settimana del Giro d’Italia ci ha consegnato un ciclista più maturo e intelligente. Supportato anche dalla squadra, Haig e il gemello Adam su tutti, ha dimostrato anche di avere la stoffa del leader. Al momento uno degli scalatori più forti dell’intero panorama ciclistico. Sua anche la tappa con arrivo sulla salita di Les Praeres. Maestoso.

ZAKARIN ILNUR: 4,5. Si presenta al via da Málaga con le batterie scariche dopo aver corso discretamente il Tour de France. Entra in qualche fuga di giornata ma non combina nulla di positivo.

Luigi Giglio

La vittoria di Simon Yates sullAlto Les Praeres (foto AFP/LaPresse)

La vittoria di Simon Yates sull'Alto Les Praeres (foto AFP/LaPresse)

18-09-2018

settembre 18, 2018 by Redazione  
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TOUR OF CHINA II

Il colombiano Juan Sebastián Molano Benavides (Manzana Postobón) si è imposto nella prima tappa, circuito del Jiuyi Mountain National Forest Park, percorrendo 99.4 Km in 2h18′26″ alla media di 43.08 Km/h. Ha preceduto allo sprint gli italiani Moreno Marchetti (Wilier Triestina – Selle Italia) e Marco Benfatto ( Androni Giocattoli – Sidermec). L’australiano Anthony Giacoppo (Bennelong SwissWellness Cycling Team) è ancora leader della classifica con 4″ sul connazionale Jenner e 6″ sul connazionale Groves. Miglior italiano Seid Lizde (Androni Giocattoli – Sidermec), 10° a 15″.

TOUR DE SIAK (Indonesia)

Il neozelandese Matthew Zenovich (St. George Continental Cycling Team) si è imposto nella prima tappa, circuito di Siak Sri Indrapura, percorrendo 154.2 Km in 3h18′29″ alla media di 46.61 Km/h. Ha preceduto di 2″ l’australiano Culey e di 4′32″ l’australiano Cavanagh. Zenovich è il primo leader della classifica con 8″ su Culey e 4′44″ su Cavanagh

PRIMUS CLASSIC, VINCE VAN DER HOORN

settembre 17, 2018 by Redazione  
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Il giovane olandese vince la classica del Brabante con una fuga di 45 km. Alle sue spalle completano il podio Huub Dujin e Frederik Frison.

Novembre 2017, Taco Van Der Hoorn vede messa seriamente a rischio la propria carriera professionistica per un brutto incidente in allenamento. Fortunatamente in questo 2018 il corridore della Roompot – Nederlandse Loterij è tornato alla grande e, dopo la vittoria di tappa all’Eneco Tour, ecco il sigillo d’autore nella corsa in linea intitolata agli ex ciclisti Raymond Impanis e Peter Van Petegem. La vittoria arriva dopo una fuga di caparbietà di 45 km, condotta con Rubén Guerrero (Trek-Segafredo), Frederik Frison (Lotto Soudal) e Aimé De Gendt (Sport Vlaanderen – Baloise). A questi si è accoda anche Huub Duijn (Vérandas Willems) proprio sull’ultima asperità di giornata, l’Hulstbergstraat. Nonostante il plotone abbia costantemente tenuto i battistrada entro i 30” non riesce nella rimonta finale, dovendosi accontentare della volata per la sesta posizione, vinta da Timothy Dupont (Wanty – Groupe Gobert). Davanti, invece, va in scena lo show di Van Der Hoorn, un’azione da finisseur nell’ultimo chilometro a cui nessuno può resistere. Secondo posto per Duijn, terzo alle sue spalle Frison.

Lorenzo Alessandri

ORDINE D’ARRIVO

1 Taco Van Der Hoorn (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij 4:27:24
2 Huub Duijn (Ned) Veranda’s Willems Crelan
3 Frederik Frison (Bel) Lotto Soudal
4 Aime De Gendt (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
5 Rúben Guerreiro (Por) Trek-Segafredo 0:00:03
6 Timothy Dupont (Bel) Wanty-Groupe Gobert 0:00:06
7 Lorrenzo Manzin (Fra) Vital Concept Club
8 Jasper Philipsen (Bel) Hagens Berman Axeon
9 Rui Oliveira (Por) Hagens Berman Axeon
10 August Jensen (Nor) Israel Cycling Academy
11 Jan Willem Van Schip (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
12 Martijn Budding (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
13 Jonas Van Genechten (Bel) Vital Concept Club
14 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team
15 Kevyn Ista (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
16 Dries Van Gestel (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
17 Gijs Van Hoecke (Bel) LottoNl-Jumbo
18 Frederik Backaert (Bel) Wanty-Groupe Gobert
19 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal
20 Bram Welten (Ned) Fortuneo-Samsic
21 Guillaume Van Keirsbulck (Bel) Wanty-Groupe Gobert
22 Dylan Groenewegen (Ned) LottoNl-Jumbo
23 Thomas Boudat (Fra) Direct Energie
24 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
25 Enzo Wouters (Bel) Lotto Soudal
26 Marcel Sieberg (Ger) Lotto Soudal
27 Wouter Wippert (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
28 Nathan Haas (Aus) Katusha-Alpecin
29 Romain Cardis (Fra) Direct Energie
30 Tom Van Vuchelen (Bel) AGO-Aqua Service
31 Ross Lamb (GBr) T.Palm-Pôle Continental Wallon
32 Mathias Van Gompel (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
33 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team
34 Stijn Steels (Bel) Veranda’s Willems Crelan
35 Wesley Kreder (Ned) Wanty-Groupe Gobert
36 Tom Bohli (Swi) BMC Racing Team
37 Maxime Farazijn (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
38 Julien Stassen (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
39 Maxime Vantomme (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
40 Ylber Sefa (Alb) Tarteletto-Isorex 0:00:11
41 Jurgen Roelandts (Bel) BMC Racing Team
42 Guillaume Seye (Bel) Veranda’s Willems Crelan
43 Stan Dewulf (Bel) Lotto Soudal
44 Ian Garrison (USA) Hagens Berman Axeon
45 Coen Vermeltfoort (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
46 Jens Keukeleire (Bel) Lotto Soudal
47 Loïc Vliegen (Bel) BMC Racing Team
48 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
49 Wim Reynaerts (Bel) Cibel-Cebon
50 Danilo Wyss (Swi) BMC Racing Team
51 Adam Lewis (GBr) T.Palm-Pôle Continental Wallon
52 Niels De Rooze (Bel) Tarteletto-Isorex
53 Jelle Cant (Bel) Tarteletto-Isorex
54 Michiel Dieleman (Bel) Cibel-Cebon
55 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo
56 Elias Van Breussegem (Bel) Veranda’s Willems Crelan
57 Hamish Schreurs (NZl) Israel Cycling Academy
58 Maikel Zijlaard (Ned) Hagens Berman Axeon
59 Kristian Aasvold (Nor) Team Coop
60 Brian Van Goethem (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij
61 Nathan Van Hooydonck (Bel) BMC Racing Team 0:00:21
62 Edward Walsh (Can) T.Palm-Pôle Continental Wallon
63 Bryan Nauleau (Fra) Direct Energie
64 Jerome Cousin (Fra) Direct Energie
65 Benjamin Declercq (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
66 Jérémy Lecroq (Fra) Vital Concept Club
67 Pieter Vanspeybrouck (Bel) Wanty-Groupe Gobert 0:00:24
68 João Almeida (Por) Hagens Berman Axeon 0:00:31
69 Stijn Devolder (Bel) Veranda’s Willems Crelan
70 Ludovic Robeet (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
71 Arnaud Gerard (Fra) Fortuneo-Samsic
72 Guy Sagiv (Isr) Israel Cycling Academy
73 Lennert Teugels (Bel) Cibel-Cebon 0:00:34
74 Bert De Backer (Bel) Vital Concept Club 0:00:40
75 Jos Van Emden (Ned) LottoNl-Jumbo 0:00:45
76 Karl Patrick Lauk (Est) Fortuneo-Samsic
77 Clément Carisey (Fra) Israel Cycling Academy
78 Jonathan Brown (USA) Hagens Berman Axeon
79 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo 0:01:10
80 Sergio Torres Jorro (Spa) Tarteletto-Isorex 0:01:19
81 Paul Martens (Ger) LottoNl-Jumbo
82 Tomas Petit (Bel) T.Palm-Pôle Continental Wallon
83 Louis Bendixen (Den) Team Coop
84 Antwan Tolhoek (Ned) LottoNl-Jumbo
85 Øivind Lukkedal (Nor) Team Coop
86 Kevin Reza (Fra) Vital Concept Club 0:01:23
87 Dmitrii Strakhov (Rus) Lokosphinx 0:01:58
88 Vincent De Sy (Bel) T.Palm-Pôle Continental Wallon
89 Maxime Daniel (Fra) Fortuneo-Samsic
90 Clement Russo (Fra) Fortuneo-Samsic
91 Robby Cobbaert (Bel) Cibel-Cebon
92 Toms Skujins (Lat) Trek-Segafredo 0:02:27
93 Ludwig De Winter (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic 0:02:40
94 Gordon De Winter (Bel) AGO-Aqua Service
95 Félix Dopchie (Bel) AGO-Aqua Service
96 Yann Pestiaux (Bel) AGO-Aqua Service
97 Sébastien Delfosse (Bel) WB Aqua Protect Veranclassic
98 Senne Leysen (Bel) Veranda’s Willems Crelan
99 Julien Morice (Fra) Vital Concept Club
100 Jimmy Janssens (Bel) Cibel-Cebon
101 Gaillard Marlon (Fra) Direct Energie 0:03:14
102 Jeremy Cornu (Fra) Direct Energie
103 Alex Kirsch (Lux) WB Aqua Protect Veranclassic
104 Benoit Jarrier (Fra) Fortuneo-Samsic
105 Florian Vachon (Fra) Fortuneo-Samsic
106 Edward Planckaert (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise 0:03:28
107 Baptiste Planckaert (Bel) Katusha-Alpecin
108 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty-Groupe Gobert 0:04:16
109 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 0:05:09
110 Bram Tankink (Ned) LottoNl-Jumbo
111 Willie Smit (RSA) Katusha-Alpecin 0:07:15
112 Trond Håkon Trondsen (Nor) Team Coop
113 Arne De Groote (Bel) Tarteletto-Isorex 0:07:54
114 David Boucher (Bel) Tarteletto-Isorex
115 Bohdan Musiienko (Ukr) Lviv Cycling Team
116 Niklas Eg (Den) Trek-Segafredo
117 Robert Wagner (Ger) LottoNl-Jumbo
118 Olav Hjemsæter (Nor) Team Coop
119 Kenny De Ketele (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
120 Charlie Arimont (Bel) AGO-Aqua Service
121 Kenny Nijssen (Ned) Katusha-Alpecin
122 Gil D’Heygere (Bel) Veranda’s Willems Crelan
123 Michael Rice (Aus) Hagens Berman Axeon
124 Kevin De Jonghe (Bel) Tarteletto-Isorex
125 Marvin Tasset (Bel) AGO-Aqua Service 0:07:58
126 Sondre Enger (Nor) Israel Cycling Academy
127 Adrien Petit (Fra) Direct Energie
128 Sjoerd Van Ginneken (Ned) Roompot-Nederlandse Loterij

Taco van der Hoorn taglia vittorioso il traguardo di Haacht  (foto Bettini)

Taco van der Hoorn taglia vittorioso il traguardo di Haacht (foto Bettini)

17-09-2018

settembre 17, 2018 by Redazione  
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TOUR OF CHINA II

L’australiano Anthony Giacoppo (Bennelong SwissWellness Cycling Team) si è imposto nel prologo, circuito di Langshan, percorrendo 6.9 Km in 8′30″ alla media di 48.71 Km/h. Ha preceduto di 4″ il connazionale Jenner e di 6″ il connazionale Groves. Miglior italiano Seid Lizde (Androni Giocattoli – Sidermec), 10° a 15″. Giacoppo è il primo leader della classifica con 4″ su Jenner e 6″ su Groves. Miglior italiano Lizde, 10° a 15″.

VIVIANI VINCE ANCORA UNA VOLTA. E YATES SI RIFÀ CON UN GRANDE GIRO MINORE

settembre 17, 2018 by Redazione  
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L’edizione 2018 della Vuelta porta a galla tanti limiti del ciclismo contemporaneo in generale e del grande giro spagnolo in particolare. Gara frizzante e con un podio promettentissimo di giovani ma priva di spessore.

La passarella serotina che a Madrid chiude la Vuelta 2018 è quanto di più rituale e lineare si possa immaginare, sostanzialmente un criterium, senza il surplus di valore e tensione che aleggia per il Tour sui Campi Elisi. La cronaca si riduce a un giro d’onore per Igor Antón e, ringhiottita la fuga iniziale, un allungo di Nibali sempre intento ad allenarsi. Poi il treno Quickstep si sfalda ma Viviani ci mette una pezza con astuzia da pistard e relega per la stramilionesima volta Sagan a un secondo posto. Elia rifinisce un’annata strepitosa portando a sette la magnifiche tappe in grandi giri della stagione, una statistica che in questi termini ha arriso, di recente, solo ai più grandi velocisti. Probabilmente Viviani vola col vento in poppa che spinge a velocità doppia tutta la Quickstep, l’entusiasmo, la professionalità e una preparazione rodata a puntino: va altresì detto che alcuni dei presunti rivali di maggior spicco è giunta una fase di reflusso della carriera: Kittel è disperso, Kristoff stenta; e un Gaviria, essendo compagno di team, tende a spartirsi le gare correndo altrove… Nondimeno, il risultato resta spledido e conferma nell’italiano una figura di primissimo piano fra le ruote veloci, un ruolo costruito a suon di gradualità e duro lavoro, senza rinunciare per la fretta a quel percorso su pista che culminò con l’oro olimpico. Quanti altri, invece, si sono bruciati per l’urgenza di ammucchiare vittoriucole su strada sfociando poi nel nulla, specialmente in Italia.
La concisione della cronaca giornaliera lascia spazio a qualche riflessione in più sulla gara spagnola. La Vuelta si sta incartando nei propri eccessi, e inorgogliendosi del proprio format, ha perso lo stimolo a evolversi: in questo modo, rinuncia a emendare i propri innegabili difetti. La caparbia convinzione di aver scovato una formula geniale è stata premiata per alcuni anni da fattori di diverso ordine e grado (i molti delusi dal Tour in cerca di ripiego, l’affetto personale di Froome verso la corsa iberica, la generazione eccezionale del ciclismo spagnolo che arricchiva il GT di casa…), però la realtà è che adesso che gli altri aspetti sono venuti meno, molte scelte organizzative stanno mostrando la corda.
Un GT in cui le tappe arricchite da azioni significative per la classifica generale si riducono a tre, quattro ad essere generosi, ha probabilmente qualcosa da rivedere. Certo, questa è la strada che il Tour de France ha imboccato da qualche annetto in qua, ma gli ascolti, non a caso, vanno a picco. Non è nemmeno casuale che, alla fin della fiera, le tappe che hanno proposto spunti più interessanti siano state le più simili a una normale tappa di montagna: salite vere, non muretti impervi e brevissimi, e magari – magari! – con più di un’asperità sul menù di giornata. Perfino in quei casi, inoltre, il tracciato offriva sempre un ciclismo monco, impoverito. Sarebbe stato uguale l’esito finale se l’unica tappa con più salite vere non fosse stata lunga meno di cento km? O se le salite classiche, dove si sono visti attacchi e contrattacchi, non fossero state essenzialmente monosalite?
La Vuelta ha esasperato i propri vizi abituali, condendoli con un aumento delle tappe destinate alla volata che, peraltro, non ha nemmeno contribuito a scontri imperiali fra gli sprinter. Senza un Contador ad inventare, la corsa spagnola si scopre del tutto priva di sorprese ed emozionanti sviluppi narrativi (che spesso vanno mano nella mano con i colpi d’ala tecnici). Tanto per capirci, la top ten della quarta tappa è già al 70% composta dagli stessi umoni di quella finale. Pinot, López e Urán, che ne erano esclusi un po’ perché meno scattisti su certi strappetti, un po’ per la crono iniziale, erano comunque compresi fra la 12ª e la 16ª posizione. Mentre Buchmann e Gallopin, che lasceranno loro il posto, termineranno nella generale finale 11º e 12º. Vale a dire che l’unico scossone di spicco è stata la sparizione di Kwiatkowski dalla testa della corsa. Sai che sorpresa! Certo, con salite di poco superiori ai dieci minuti le differenze rimangono piccole, dunque assistiamo a piccoli rivolgimenti: trenta secondi in più o in meno con una fucilata all’ultimo km o una fagianata.
La materiale impossibilità di proporre sviluppi tattici di medio raggio, che abbiamo visto solo nell’unica tappa dove fossero attuabili, cioè la penultima (!), appiattisce il copione e rende quasi inutile seguire le tappe fatto salvo l’ultimo quarto d’ora.
È un vero peccato per una corsa che ha invece saputo proporre pagine emozionanti da quando, a metà degli anni Duemila, ha rialzato prepontemente la testa dopo lunghi anni di provincialismo. Gli spettacolari e indimenticabili colpi di mano da lontano che hanno deciso le edizioni del 2005, 2006, 2012, 2015, 2016 sarebbero stati improponibili quest’anno, ed è forte la sensazione che anche il 2016 sia stato un mezzo miracolo, su quel tracciato. È anche quello un patrimonio della corsa che i suoi organizzatori sembrano ignorare nel loro autocompiacimento per rampe cementate al 25% di pendenza media. Anche i duelli leggendari sull’Angliru o ai Lagos sembrano ricordi sfocati, dacché senza un contesto di corsa robusto lungo le tre settimane, è poi difficile fare grandi differenze.
Venendo alla gara in quanto tale, merita un capitolo a sé stante un altra entità iberica che sta diventando la parodia di se stessa: la Movistar. Che i capitani non avessero le gambe, e in special modo Quintana, è un’evidenza. La squadra spagnola sembra aver sbagliato tanto in termini di preparazione da un paio di stagioni a questa parte, con idee contraddittorie e confuse sui programmi di corsa. Ma il peggio è la gestione tattica: si apprezza il profondo spirito famigliare del team, tuttavia non è possibile fare della gara uno psicodramma che insceni la solidarietà e il rispetto gerarchico, quando, a conti fatti, si stanno in realtà penalizzando i propri atleti. Il caso più emblematico di tutto questo è forse la tappa andorrana della Rabassa: Quintana è in testa con Yates, Pinot e Kruijswijk, Valverde è stato conservativo e invece che marcare Yates ha preferito giocare in difesa contando sul gregario Carapaz. È chiaro che in funzione dello stesso Valverde sarebbe essenziale che un Quintana con poca gamba restasse là davanti: può fungere da spauracchio e zavorra emotiva correndo, più che legittimamente, sulle ruote. Il timore che un Quintana al traino potesse “rubare” la tappa stava dissuadendo dal tirare anche Pinot e Kruijwijk, interessati soprattutto al trionfo di giornata. Yates quindi doveva lavorare in testa da solo, con minor efficacia e maggior affaticamento. Ma la Movistar doveva esibire la fedeltà di Quintana alla causa di Valverde, non bastava metterla in atto, andava sceneggiata: dunque quando Carapaz si esaurisce viene fermato Quintana per fargli tirare il gruppo inseguitore. Risultato? Davanti si crea l’accordo e così tirano in tre contro uno solo dietro. Deficit in distacco ancor maggiore. Al di là di ogni ragionamento e sviluppo di corsa, si direbbe che in chiave strategica si sia spenta del tutto la luce nel team. Questo è un aneddoto, ma le circostanze di corsa ambigue e controproducenti sono state infinite lungo le tre settimane. Incredibile, con due atleti così, benché non in gran forma, farli finire quinto e ottavo. Probabilmente una struttura, appunto, molto famigliare, nonché molto nazionale – il che equivale sempre più a provinciale, quanto a mentalità – sta pagando l’incapacità di rinnovarsi. I vivai della penisola e d’oltremare non garantiranno per sempre un livello di talento adeguato a compensare il deficit in ammiraglia, specie perché c’è già chi preferisce non guardare in Movistar.
Idee poco chiare, ma con ben minore gravità, anche in casa Astana, dove almeno c’è stata grandissima propositività. Forse la sagacia avrebbe contribuito a migliorare leggermente l’esito finale, comunque lusinghiero per il sempre coraggioso Superman López, al secondo podio in GT del 2018, già terzo al Giro e ora alla Vuelta. Niente male per un ventiquattrenne, anche se con i colombiani aleggia sempre lo spettro della precocità che prelude a un plateau nella resa.
Impeccabile invece la Mitchelton Scott: e nel grande giro meno da fondisti che si ricordi in parecchi anni, Simon Yates non si fa tremare il polso – né le gambe. Bello vedere un leader che corre in modo aggressivo ma non arruffone e scapicollato. Certamente sta godendo del vento in poppa del ciclismo anglosassone, che vive un momento davvero peculiare, ma il talento dell’atleta è innegabile. Una bella rivincita dopo il Giro sperperato: fra l’altro commentando la diretta TV spagnola Purito Rodríguez rivela di aver pizzicato proprio Simon che al Giro si abbuffava di hamburger nel giorno di riposo. Un’imprudenza, una supponenza, oppure la coscienza di recitare un copione in qualche modo già scritto? Ad ogni modo, veder correre Simon Yates è un piacere, e fa altrettanto piacere, quindi, che abbia riportato a casa un giusto premio.
Stesso discorso per il pupillo di Contador, il maiorchino Enric Mas: ancora un U23, non si perita di incrociare le spade alla pari con i migliori, è una condotta garibaldina il giusto gli vale un clamoroso secondo posto, ancor più notevole perché venuto dopo alcuni problemi di salute a metà Vuelta. Ma del vento in poppa della Quickstep abbiamo già detto parlando di Viviani, quindi non c’è bisogno di ripetersi: è vero tuttavia che il comparto tecnico dello squadrone belga suole dare il meglio nella caccia di tappe e gare di un giorno, più che in classifica, specie parlando di GT. Molti promettenti atleti da classifica si sono anzi visti tarpare le ali in quel contesto: auguriamoci che non sia così anche per questo giovane fenomeno con una marcia in più.
Chiudiamo con un’annotazione sull’andamento generale dei team nel ciclismo attuale: è leggermente perturbante l’oligopolio a cui si assiste, solo in parte coincidente con la diseguaglianza economica fra le squadre. È a parte il caso incommentabile del Team Sky: curioso che quando non puntano l’obiettivo, come a questa Vuelta, i loro atleti altrove fenomenali in appoggio se non come punte, si spengano proprio del tutto, a stento il migliore fa una top 15, quando in altre circostanze fanno top ten pur appoggiando il capitano; e, pur provandoci alla morte, non vincono nemmeno una tappa! Sarà tutta mentalizzazione, o un tentativo maldestro di lasciare almeno le briciole agli altri. A parte Sky, dicevo, sorprende un po’ vedere quanto i team paiano brillare o avere una brutta annata “in blocco”. La Quickstep vince ovunque, e qui pesca uno stupefacente secondo posto in generale (oltre alle vittorie di tappa). La Mitchelton Scott è terza assoluta per numero di vittorie in stagione, ed eccola qui dominante. Grande annata pure per la Lotto NL-Jumbo, confermata da una Vuelta brillante per Krujiswijk, “solo” quarto (comunque pareggia il suo miglior risultato di sempre in un grande giro…) ma, soprattutto, primo fra i reduci dal Tour de France, specialmente dispensioso nel suo caso. La FDJ si riscopre squadra plurivittoriosa e il buon Pinot torna ai livelli che gli competono. L’altra faccia della medaglia sono lo sbando della UAE Emirates, con la quale cola a picco Aru, o i giri a vuoto della Katusha.
Quel che per un tifoso di calcio sarebbe semplicemente logico, nel ciclismo lo è leggermente meno, o forse lo diventerà sempre di più col tempo: i ciclisti di norma si allenano con propri gruppi di uscite spesso trasversali, talora hanno preparatori propri, dunque non dovrebbero riflettere con tanta nettezza un andamento “di squadra”. Evidentemente, però, sta diventando sempre più cruciale l’impostazione da parte dello staff tecnico centrale: forse saranno i soggiorni in altura, quelli sì gestiti dalle squadre e non in proprio, forse sarà la sempre maggior integrazione di preparatori tecnici negli organici, forse è l’imitazione del Team Sky… di fatto quel che accade è che in una prova di forma come è la crono, si sarebbe potuto prevedere con largo anticipo chi avrebbe sfornato una controprestazione rispetto ai propri standard e chi una overperformance. Sostanzialmente, in funzione del team.
Questo aspetto ha sfaccettature positive, poiché l’atleta è più controllato e c’è più professionalizzazione nella sua gestione: tuttavia il rischio per lo sport è che le diseguaglianze già pesanti dettate dagli scompensi economici vengano ulteriormente ingigantite da questo “effetto squadra”, che sembra capace da un anno all’altro, perfino nella stessa struttura (che però magari cambia preparazione o preparatori), di tarpare le ali o far rinascere il singolo atleta. Non solo c’è il pericolo di compromettere la delicatissima equazione fra sport individuale e sport di squadra di cui vive il ciclismo, specie il ciclismo appassionato che si affeziona all’eroismo individuale; ma oltrettutto aleggia lo spettro di una competizione ancor più ridotta a un oligopolio, con dinamiche dunque molto incanalate e controllabili.
Questa Vuelta è stata frizzante, aperta grazie alla classifica corta, e con piccole (piccole!) sorprese di giornata, insomma il paradiso degli scommettitori. Ma per chi il ciclismo ama guardarlo e seguire i sussulti drammatici che questo sport sa offrire, c’è stato poco sugo, solo qualche assaggino sferificato qua e là.

Gabriele Bugada

ORDINE D’ARRIVO

1 Elia Viviani (Ita) Quick-Step Floors 2:21:28
2 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
3 Giacomo Nizzolo (Ita) Trek-Segafredo
4 Danny van Poppel (Ned) LottoNL-Jumbo
5 Marc Sarreau (Fra) Groupama-FDJ
6 Jon Aberasturi Izaga (Spa) Euskadi Basque Country-Murias
7 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates
8 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton-Scott
9 Tom Van Asbroeck (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
10 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
11 Max Walscheid (Ger) Team Sunweb
12 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
13 Aritz Bagues Kalparsoro (Spa) Euskadi Basque Country-Murias
14 Luka Mezgec (Slo) Mitchelton-Scott
15 Omar Fraile (Spa) Astana Pro Team
16 Nelson Andres Soto Martinez (Col) Caja Rural-Seguros RGA
17 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team
18 Jesus Ezquerra Muela (Spa) Burgos BH
19 Ivan Garcia (Spa) Bahrain-Merida
20 Luis Guillermo Mas Bonet (Spa) Caja Rural-Seguros RGA
21 Eduard Prades Reverter (Spa) Euskadi Basque Country-Murias
22 Jorge Cubero Galvez (Spa) Burgos BH
23 Jhonatan Restrepo (Col) Katusha-Alpecin
24 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
25 Wilco Kelderman (Ned) Team Sunweb
26 Fabio Sabatini (Ita) Quick-Step Floors
27 Ion Izagirre (Spa) Bahrain-Merida
28 Jonathan Lastra Martinez (Spa) Caja Rural-Seguros RGA
29 Nicolas Roche (Irl) BMC Racing Team
30 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale
31 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
32 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
33 Gorka Izagirre (Spa) Bahrain-Merida
34 Pavel Kochetkov (Rus) Katusha-Alpecin
35 Benjamin King (USA) Dimension Data
36 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal
37 Jay McCarthy (Aus) Bora-Hansgrohe
38 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
39 Rudy Molard (Fra) Groupama-FDJ
40 Enric Mas (Spa) Quick-Step Floors
41 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
42 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
43 Michael Albasini (Swi) Mitchelton-Scott
44 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
45 Antonio Molina Canet (Spa) Caja Rural-Seguros RGA
46 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
47 Thibaut Pinot (Fra) Groupama-FDJ
48 Mickael Delage (Fra) Groupama-FDJ
49 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
50 Rigoberto Uran (Col) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
51 Steven Kruijswijk (Ned) LottoNL-Jumbo
52 Vegard Stake Laengen (Nor) UAE Team Emirates
53 Floris De Tier (Bel) LottoNL-Jumbo
54 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida
55 Johannes Fröhlinger (Ger) Team Sunweb
56 Daniel Moreno (Spa) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
57 Sergio Henao (Col) Team Sky
58 Nairo Quintana (Col) Movistar Team
59 Emanuel Buchmann (Ger) Bora-Hansgrohe
60 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
61 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
62 Simon Clarke (Aus) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
63 José Mendes (Por) Burgos BH
64 Fabio Aru (Ita) UAE Team Emirates
65 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
66 Nicholas Schultz (Aus) Caja Rural-Seguros RGA
67 Cristian Rodriguez Martin (Spa) Caja Rural-Seguros RGA
68 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
69 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal
70 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
71 Nikita Stalnov (Kaz) Astana Pro Team
72 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
73 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
74 Léo Vincent (Fra) Groupama-FDJ
75 Jonathan Castroviejo (Spa) Team Sky
76 Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Sky
77 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates
78 Mikel Bizkarra Etxegibel (Spa) Euskadi Basque Country-Murias
79 Merhawi Kudus (Eri) Dimension Data
80 Luis Angel Mate Mardones (Spa) Cofidis, Solutions Credits
81 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team
82 Winner Anacona (Col) Movistar Team
83 Damien Howson (Aus) Mitchelton-Scott
84 Oscar Rodriguez Garaicoechea (Spa) Euskadi Basque Country-Murias
85 Jesus Herrada (Spa) Cofidis, Solutions Credits
86 Daniele Bennati (Ita) Movistar Team
87 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
88 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
89 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
90 Sander Armee (Bel) Lotto Soudal
91 Hector Saez Benito (Spa) Euskadi Basque Country-Murias
92 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data
93 Jack Haig (Aus) Mitchelton-Scott
94 Alex Edmondson (Aus) Mitchelton-Scott
95 Stephane Rossetto (Fra) Cofidis, Solutions Credits
96 Martijn Tusveld (Ned) Team Sunweb 0:00:19
97 Sergio Pardilla Bellon (Spa) Caja Rural-Seguros RGA
98 Jose Herrada (Spa) Cofidis, Solutions Credits
99 Lars Boom (Ned) LottoNL-Jumbo
100 Kiel Reijnen (USA) Trek-Segafredo
101 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
102 Alexandre Geniez (Fra) AG2R La Mondiale
103 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
104 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
105 David De La Cruz (Spa) Team Sky 0:00:24
106 Brent Bookwalter (USA) BMC Racing Team 0:00:28
107 Michael Storer (Aus) Team Sunweb
108 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb
109 Michael Mørkøv (Den) Quick-Step Floors
110 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors
111 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal 0:00:30
112 Sepp Kuss (USA) LottoNL-Jumbo
113 Sven Erik Bystrøm (Nor) UAE Team Emirates
114 Kasper Asgreen (Den) Quick-Step Floors 0:00:36
115 Tiago Machado (Por) Katusha-Alpecin 0:00:37
116 Nelson Oliveira (Por) Movistar Team
117 Mike Teunissen (Ned) Team Sunweb
118 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida 0:00:40
119 Alex Aranburu Deba (Spa) Caja Rural-Seguros RGA
120 Garikoitz Bravo Oiarbide (Spa) Euskadi Basque Country-Murias
121 Pablo Torres Muiño (Spa) Burgos BH
122 Jetse Bol (Ned) Burgos BH
123 Oscar Cabedo Carda (Spa) Burgos BH
124 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
125 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
126 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data
127 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
128 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
129 Pierre Rolland (Fra) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
130 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
131 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
132 Jelle Wallays (Bel) Lotto Soudal
133 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
134 Mathias Le Turnier (Fra) Cofidis, Solutions Credits
135 Ian Boswell (USA) Katusha-Alpecin
136 Igor Anton (Spa) Dimension Data
137 Fabio Felline (Ita) Trek-Segafredo 0:00:49
138 Richie Porte (Aus) BMC Racing Team 0:00:54
139 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
140 Diego Rubio Hernandez (Spa) Burgos BH
141 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data 0:00:58
142 Sebastian Langeveld (Ned) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
143 Thomas Leezer (Ned) LottoNL-Jumbo 0:01:04
144 Adam Yates (GBr) Mitchelton-Scott
145 Julien Duval (Fra) AG2R La Mondiale
146 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors 0:01:06
147 Mikel Iturria Segurola (Spa) Euskadi Basque Country-Murias
148 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe 0:01:10
149 Bert-Jan Lindeman (Ned) LottoNL-Jumbo 0:01:12
150 George Bennett (NZl) LottoNL-Jumbo
151 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
152 Antoine Duchesne (Can) Groupama-FDJ 0:01:30
153 Louis Meintjes (RSA) Dimension Data 0:01:32
154 Benjamin Thomas (Fra) Groupama-FDJ 0:02:06
155 Kenneth Vanbilsen (Bel) Cofidis, Solutions Credits
156 Matthias Brändle (Aut) Trek-Segafredo 0:02:24
157 Loic Chetout (Fra) Cofidis, Solutions Credits 0:04:08
158 Mitchell Docker (Aus) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:04:10

CLASSIFICA GENERALE

1 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 82:05:58
2 Enric Mas (Spa) Quick-Step Floors 0:01:46
3 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:02:04
4 Steven Kruijswijk (Ned) LottoNL-Jumbo 0:02:54
5 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team 0:04:28
6 Thibaut Pinot (Fra) Groupama-FDJ 0:05:57
7 Rigoberto Uran (Col) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:06:07
8 Nairo Quintana (Col) Movistar Team 0:06:51
9 Ion Izagirre (Spa) Bahrain-Merida 0:11:09
10 Wilco Kelderman (Ned) Team Sunweb 0:11:11
11 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale 0:12:10
12 Emanuel Buchmann (Ger) Bora-Hansgrohe 0:14:06
13 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:17:57
14 Rudy Molard (Fra) Groupama-FDJ 0:25:40
15 David De La Cruz (Spa) Team Sky 0:28:02
16 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:30:00
17 Mikel Bizkarra Etxegibel (Spa) Euskadi Basque Country-Murias 0:35:46
18 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:39:53
19 Jack Haig (Aus) Mitchelton-Scott 0:45:32
20 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:51:36
21 Jesus Herrada (Spa) Cofidis, Solutions Credits 0:57:15
22 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:57:29
23 Fabio Aru (Ita) UAE Team Emirates 1:03:07
24 Benjamin King (USA) Dimension Data 1:03:40
25 Cristian Rodriguez Martin (Spa) Caja Rural-Seguros RGA 1:06:26
26 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:11:04
27 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 1:12:49
28 Sergio Henao (Col) Team Sky 1:13:07
29 Gorka Izagirre (Spa) Bahrain-Merida 1:14:48
30 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 1:17:39
31 Merhawi Kudus (Eri) Dimension Data 1:19:54
32 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:21:38
33 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team 1:22:46
34 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 1:23:13
35 George Bennett (NZl) LottoNL-Jumbo 1:24:17
36 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 1:28:52
37 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:30:43
38 Daniel Moreno (Spa) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 1:32:59
39 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates 1:34:57
40 Nicolas Roche (Irl) BMC Racing Team 1:36:40
41 Floris De Tier (Bel) LottoNL-Jumbo 1:42:58
42 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal 1:43:23
43 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky 1:43:49
44 Igor Anton (Spa) Dimension Data 1:52:53
45 Adam Yates (GBr) Mitchelton-Scott 1:54:33
46 Simon Clarke (Aus) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 1:55:01
47 Luis Guillermo Mas Bonet (Spa) Caja Rural-Seguros RGA 1:56:06
48 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:57:26
49 Sergio Pardilla Bellon (Spa) Caja Rural-Seguros RGA 1:57:41
50 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida 1:58:18
51 Oscar Rodriguez Garaicoechea (Spa) Euskadi Basque Country-Murias 1:58:53
52 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 2:01:13
53 Pavel Kochetkov (Rus) Katusha-Alpecin 2:01:36
54 Stephane Rossetto (Fra) Cofidis, Solutions Credits 2:01:43
55 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 2:04:03
56 Pierre Rolland (Fra) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 2:04:34
57 Jose Herrada (Spa) Cofidis, Solutions Credits 2:05:41
58 Louis Meintjes (RSA) Dimension Data 2:06:00
59 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 2:08:54
60 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 2:09:59
61 Fabio Felline (Ita) Trek-Segafredo 2:11:02
62 Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Sky 2:13:56
63 Omar Fraile (Spa) Astana Pro Team 2:14:33
64 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 2:18:54
65 Sepp Kuss (USA) LottoNL-Jumbo 2:20:11
66 Brent Bookwalter (USA) BMC Racing Team 2:21:43
67 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 2:22:10
68 Eduard Prades Reverter (Spa) Euskadi Basque Country-Murias 2:24:10
69 Winner Anacona (Col) Movistar Team 2:25:25
70 Damien Howson (Aus) Mitchelton-Scott 2:29:16
71 Nelson Oliveira (Por) Movistar Team 2:30:07
72 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 2:30:11
73 Sander Armee (Bel) Lotto Soudal 2:30:18
74 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 2:35:49
75 Nicholas Schultz (Aus) Caja Rural-Seguros RGA 2:39:38
76 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 2:40:14
77 Léo Vincent (Fra) Groupama-FDJ 2:43:29
78 Aritz Bagues Kalparsoro (Spa) Euskadi Basque Country-Murias 2:45:48
79 Tiago Machado (Por) Katusha-Alpecin 2:48:38
80 Martijn Tusveld (Ned) Team Sunweb 2:49:31
81 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team 2:51:48
82 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 2:55:03
83 José Mendes (Por) Burgos BH 2:57:10
84 Richie Porte (Aus) BMC Racing Team 2:57:17
85 Hector Saez Benito (Spa) Euskadi Basque Country-Murias 2:57:30
86 Oscar Cabedo Carda (Spa) Burgos BH 2:58:27
87 Tom Van Asbroeck (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 2:59:30
88 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors 3:00:05
89 Jorge Cubero Galvez (Spa) Burgos BH 3:03:35
90 Alexandre Geniez (Fra) AG2R La Mondiale 3:04:42
91 Jay McCarthy (Aus) Bora-Hansgrohe 3:05:02
92 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team 3:10:45
93 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 3:10:46
94 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors 3:14:01
95 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal 3:14:12
96 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky 3:15:09
97 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale 3:21:54
98 Jesus Ezquerra Muela (Spa) Burgos BH 3:27:49
99 Ivan Garcia (Spa) Bahrain-Merida 3:28:51
100 Jonathan Castroviejo (Spa) Team Sky 3:30:00
101 Jetse Bol (Ned) Burgos BH 3:35:55
102 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 3:43:36
103 Mikel Iturria Segurola (Spa) Euskadi Basque Country-Murias 3:45:05
104 Nikita Stalnov (Kaz) Astana Pro Team 3:46:29
105 Jhonatan Restrepo (Col) Katusha-Alpecin 3:47:21
106 Luis Angel Mate Mardones (Spa) Cofidis, Solutions Credits 3:55:56
107 Vegard Stake Laengen (Nor) UAE Team Emirates 3:56:34
108 Alex Aranburu Deba (Spa) Caja Rural-Seguros RGA 3:57:33
109 Mike Teunissen (Ned) Team Sunweb 3:58:38
110 Mathias Le Turnier (Fra) Cofidis, Solutions Credits 4:00:26
111 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team 4:02:14
112 Mickael Delage (Fra) Groupama-FDJ 4:02:45
113 Sven Erik Bystrøm (Nor) UAE Team Emirates 4:06:25
114 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 4:08:34
115 Johannes Fröhlinger (Ger) Team Sunweb 4:11:01
116 Garikoitz Bravo Oiarbide (Spa) Euskadi Basque Country-Murias 4:12:25
117 Michael Storer (Aus) Team Sunweb 4:12:32
118 Michael Albasini (Swi) Mitchelton-Scott 4:15:40
119 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe 4:16:05
120 Antonio Molina Canet (Spa) Caja Rural-Seguros RGA 4:18:48
121 Benjamin Thomas (Fra) Groupama-FDJ 4:22:41
122 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data 4:22:54
123 Jonathan Lastra Martinez (Spa) Caja Rural-Seguros RGA 4:26:51
124 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data 4:27:54
125 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton-Scott 4:28:10
126 Ian Boswell (USA) Katusha-Alpecin 4:28:13
127 Antoine Duchesne (Can) Groupama-FDJ 4:29:30
128 Sebastian Langeveld (Ned) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 4:31:50
129 Pablo Torres Muiño (Spa) Burgos BH 4:34:43
130 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 4:37:11
131 Marc Sarreau (Fra) Groupama-FDJ 4:38:36
132 Danny van Poppel (Ned) LottoNL-Jumbo 4:38:47
133 Daniele Bennati (Ita) Movistar Team 4:45:32
134 Kasper Asgreen (Den) Quick-Step Floors 4:48:07
135 Kiel Reijnen (USA) Trek-Segafredo 4:49:50
136 Bert-Jan Lindeman (Ned) LottoNL-Jumbo 4:52:40
137 Kenneth Vanbilsen (Bel) Cofidis, Solutions Credits 4:53:07
138 Diego Rubio Hernandez (Spa) Burgos BH 4:53:48
139 Thomas Leezer (Ned) LottoNL-Jumbo 4:53:56
140 Giacomo Nizzolo (Ita) Trek-Segafredo 4:54:29
141 Luka Mezgec (Slo) Mitchelton-Scott 4:55:25
142 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida 4:56:19
143 Jelle Wallays (Bel) Lotto Soudal 4:56:42
144 Loic Chetout (Fra) Cofidis, Solutions Credits 5:00:35
145 Elia Viviani (Ita) Quick-Step Floors 5:01:37
146 Jon Aberasturi Izaga (Spa) Euskadi Basque Country-Murias 5:01:45
147 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 5:02:02
148 Michael Mørkøv (Den) Quick-Step Floors 5:07:42
149 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe 5:09:59
150 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 5:10:42
151 Mitchell Docker (Aus) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 5:13:26
152 Fabio Sabatini (Ita) Quick-Step Floors 5:13:46
153 Lars Boom (Ned) LottoNL-Jumbo 5:19:07
154 Nelson Andres Soto Martinez (Col) Caja Rural-Seguros RGA 5:20:28
155 Alex Edmondson (Aus) Mitchelton-Scott 5:24:24
156 Max Walscheid (Ger) Team Sunweb 5:25:57
157 Julien Duval (Fra) AG2R La Mondiale 5:42:01
158 Matthias Brändle (Aut) Trek-Segafredo 5:53:31

Simon Yates vince la 73a edizione del Giro di Spagna (foto Bettini)

Simon Yates vince la 73a edizione del Giro di Spagna (foto Bettini)

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