VINGEGAARD TRIONFA SUL PLATEAU DE SOLAISON. PRIMOZ ROGLIC VINCE IL DELFINATO 2022

giugno 12, 2022 by Redazione  
Filed under News

Impressionante dimostrazione di forza del Team Jumbo Visma che sul Plateau de Solaison, nell’ultima tappa del Giro del Delfinato 2022, imprime un ritmo che non lascia scampo agli avversari, che vengono progressivamente respinti dalle durissime pendenze della salita finale. E’ Jonas Vingegaard a vincere davanti a Primoz Roglic. Lo sloveno vince il Giro del Delfinato 2022 ed al Tour de France potrà affidarsi alla squadra probabilmente più forte in circolazione per sferrare l’attacco a Tadej Pogacar.

Al Giro del Delfinato la maglia gialla resta un affare del Team Jumbo Visma dopo il passaggio di consegne da Wout van Aert a Primoz Roglic nella tappa di ieri. Il Galibier e la Croix de Fer si sono fatte sentire nelle gambe del campione belga che si è via via lasciato sfilare dal gruppo e Roglic ha completato l’opera con un attacco dei suoi sulla salita finale di Vaujany. Oggi lo sloveno ha la possibilità di vincere per la prima volta la breve corsa francese ma prima deve gestire la tappa più difficile dal punto di vista altimetrico, con la scalata conclusiva verso il Plateau de Solaison che misura 11.3 km al 9.2% di pendenza media. Dei quattro GPM che caratterizzano l’ultima tappa, quest’ultimo è certamente più impegnativo, essendo hors categorie, ma è preceduto da altri tre GPM non banali come il Col de Plainpalais, il Col de Leschaux ed il Col de la Colombière. I primi due sono posti nei primi trenta km e potranno fungere da trampolino per la fuga di giornata. Da saint-Alban-Leyss non prendeva il via Enric Mas (Team Movistar), ancora dolorante per la botta rimediata alla spalla nella caduta di un paio di tappe fa. Si partiva subito in salita con la scalata del Col de Plainpalais posto dopo meno di 9 km dalla partenza e si formava subito una fuga di quindici ciclisti formata da Eddie Dunbar e Laurens de Plus (Team INEOS), Matteo Fabbro (Team BORA Hansgrohe), Gorka Izagirre (Team Movistar), Bruno Armirail e Michael Storer (Team Groupama FDJ), George Bennett (UAE Team Emirates), Antonio Tiberi, Kenny Elissonde ed Antwan Tolhoek (Team Trek Segafredo), Simon Geschke (Team Cofidis), Alexis Vuillermoz (Team TotalEnergies), Jan Hirt (Team Intermarchè Wanty Gobert), Pierre Rolland, e Franck Bonnamour (Team B&B Hotels KTM). Rolland scollinava in prima posizione mentre il gruppo maglia gialla era tirato da Wout van Aert (Team Jumbo Visma), negli inediti panni di gregario. Rolland, sempre più saldo al comando della classifica GPM, scollinava in prima posizione anche sul successivo GPM del Col de Leschaux posto al km 30.8. Tolhoek vinceva il traguardo volante de Le-Grand-Bornard posto al km 88.1. Iniziava così la scalata verso il Col de la Colombière, terzo dei quattro GPM in programma oggi. Il gruppo dei fuggitivi iniziava a perdere qualche pezzo e tra gli altri ne faceva le spese Rolland. Era De Plus a scollinare in prima posizione. Il gruppo maglia gialla teneva sempre nel mirino i componenti della fuga, con la Jumbo Visma sempre presente nelle prime posizioni. Van Aert dava le ultime poderose pedalate prima di sfilarsi in corrispondenza dell’inizio dell’ascesa verso il traguardo. Il ritmo della Jumbo Visma era subito elevato con Steven Kruijswijk a mettere in fila un gruppo sempre più esiguo dove era inevitabile la selezione da dietro. I primi nomi grossi a rialzarsi erano David Gaudu (Team Groupama FDJ) e Tobias Halland Johannessen (Uno-X Pro Cycling Team). Anche Tao Geoghegan Hart (Team INEOS) e Damiano Caruso (Team Bahrain Victorious) avevano i loro bei problemi a mantenere il ritmo della Jumbo Visma che alle spalle di Kruijswijk restava compatta con Roglic e Vingegaard. Bennett era l’ultimo dei fuggitivi ad essere ripreso, a circa 7 km dall’arrivo. Kruijswijk dava l’ultima pedalata e partiva subito Vingegaard che faceva veramente il vuoto già a 6 km dall’arrivo. Soltanto Roglic rimaneva alla ruota del forte ciclista danese e anche Esteban Chaves (Team EF Education EasyPost), Jack Haig (Team Bahrain Victorious) e Ben O’Connor (Team AG2R) si staccavano irrimediabilmente a circa 5 km dall’arrivo. Roglic e Vingegaard andavano di comune accordo verso la vittoria di tappa e della classifica generale. Era il danese ad alzare le braccia sul traguardo del Plateau de Solaison davanti a Roglic. O’Connor era terzo a 15 secondi di ritardo mentre chiudevano la top five Chaves in quarta posizione e Ruben Guerreiro (Team EF Education EasyPost) in quinta posizione, entrambi a 53 secondi di ritardo. Ottimo il sesto posto di un indomito Damiano Caruso (Team Bahrain Victorious), che conquista il quarto posto finale. I primi tre vanno nell’ordine a Roglic, Vingegaard e O’Connor. Per quanto riguarda le altre classifiche, Wout Van Aert vince la classifica a punti, Pierre Rolland vince la classifica dei GPM, Tobias Halland Johannessen vince la classifica del miglior giovane e la Jumbo Visma vince la classifica a squadre. Adesso l’interesse in preparazione Tour de France si sposta verso Est dove prima Giro di Svizzera e poi Giro di Slovenia, con la presenza del padrone di casa Tadej Pogacar, serviranno preparare la condizione in vista della Grande Boucle. Questo Delfinato ci ha detto che la Jumbo Visma è probabilmente la squadra più forte in circolazione; se riuscirà a giocare bene le proprie carte, potrà davvero puntare al piatto grosso con uno dei suoi ciclisti e dare filo da torcere a Tadej Pogacar.

Giuseppe Scarfone

Jonas Vingegaard vince sul Plateau de Solaison (foto: Getty Images)

Jonas Vingegaard vince sul Plateau de Solaison (foto: Getty Images)

BRUTTOMESSO INIZIA CON IL BOTTO IL GIRO D’ITALIA GIOVANI UNDER 23

giugno 11, 2022 by Redazione  
Filed under News

Il Giro d’Italia Giovani Under 23, appuntamento clou del calendario dilettantistico italiano, ha preso il via oggi e ha visto primeggiare il portacolori della Zalf Euromobil Fior, Alberto Bruttomesso, capace di imporsi in volata davanti a Van Uden e Andersen ed al resto del plotone.

Alberto Bruttomesso da Valdagno (VI), classe 2003, è il primo nome iscritto sull’albo d’oro del Giro d’Italia Giovani Under23 2022. La manifestazione sportiva dedicato al futuro del ciclismo mondiale ha preso il via oggi con una tappa di 164,9 km, disegnata tra il borgo marchigiano di Gradara e la cittadina romagnola di Argenta, nel ferrarese.
Il giovane vicentino, al suo primo anno nella categoria, si è imposto in volata al termine di una tappa molto combattuta e ha avuto la meglio su Casper Van Uden (Development Team DSM), Kasper Andersen (Hagens Berman Axeon), Gidas Umbri (Team Colpack Ballan), Lorenzo Magli (Mastromarco Sensi FC Nibali), Leslie Lührs (Team Lotto-Kern Haus), Sean Flynn (Tudor Pro Cycling Team), Kevin Bonaldo (Team Qhubeka), Filippo Dignani (Work Service Group Vitalcare Vega) e Pierre-Pascal Keup (Team Lotto-Kern Haus), che ovviamente lo seguono nell’ordine anche nella prima classifica generale.
La volata vittoriosa di Bruttomesso è stata l’epilogo di una tappa corsa in maniera molto “garibaldina”, durante la quale si sono susseguite, fughe, ricongiungimenti e fratture del plotone principale.
I primi a conquistarsi l’onore della cronaca sono stati Valter Ghigino (Hopplà-Petroli Firenze-Don Camillo), Emanuele Ansaloni (#inEmiliaRomagna Cycling Team), Marco Palomba (General Store), Gabriele Petrelli (CT Friuli) e Owen Lightfoot (Zappi Racing Team), protagonisti della fuga di giornata avvantaggiati fin dal via. I cinque hanno “duelllato” al GPM di San Clemente (prima maglia Blu assegnata al ligure Ghigino), poi la loro avventura è proseguita per terminare con il ricongiungimento dopo un centinaio di chilometri dal via.
Con soli 55 km da percorrere a questo punto, il gruppo sembrava percorso da una scarica elettrica e prova ne è stata il fatto che il plotone si diviso in due tronconi, divisi da una quindicina scarsa di secondi.
Dopo il secondo ricompattamento c’è stato un secondo tentativo di Ansaloni, che abita ad una decina di chilometri da traguardo. Neanche in questa occasione il romagnolo ha avuto fortuna e il suo tentativo è stato prontamente rintuzzato. La normale conclusione in quel di Argenta è stata così quella di una volata di gruppo che ha visto il successo di Bruttomesso, alla prima affermazione stagionale.

Mario Prato

La vittoria di Bruttomesso ad Argenta (© Giro dItalia Giovani Under 23)

La vittoria di Bruttomesso ad Argenta (© Giro d'Italia Giovani Under 23)

VERONA NON SI ARENA E VINCE A VAUJANY. ROGLIC E’ LA NUOVA MAGLIA GIALLA

giugno 11, 2022 by Redazione  
Filed under News

Carlos Verona (Team Movistar), unico superstite della maxi-fuga della settima tappa, resiste sulla salita finale all’inseguimento di uno scatenato Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) e vince sul traguardo di Vaujany. Roglic è la nuova maglia gialla e se non l’ha ipotecata, poco ci manca, visto il netto vantaggio sugli immediati inseguitori. Domani ultima tappa del delfinato 2022 con la durissima salita finale di Solaison.

Il Giro del Delfinato affronta le ultime due tappe dell’edizione 2022. Un gran finale sulle Alpi che comincia con la settima tappa da Saint-Chaffrey a Vaujany per un totale di 135 km, la metà dei quali in salita. Si inizia con il Col du Galibier, si continua con il Col de la Croix de Fer , entrambe hors categorie, e si finisce sulla salita verso Vaujany, un seconda categoria che farà la differenza dopo la fatica accumulata precedentemente. La domanda è una sola: riuscirà Wout van Aert (Team Jumbo Visma) a difendere la maglia gialla? Non vediamo l’ora di scoprirlo. Chris Froome (Team Isreal Premier Tech) non prendeva il via della settima tappa a causa di un’influenza. Al britannico si aggiungevano i forfait di Dylan Groenewegen (Team BikeEnchange jayco) e Jordi Meeus (Team BORA Hansgrohe). Il gruppo pedalava compatto nei primi km ed Ethan Hayter (Team INEOS) si aggiudicava il traguardo volante di Le Monetier-les-Bains posto al km 5.2. Sulle prime rampe del Col du Galibier si formava una fuga di tredici uomini composta da Matteo Fabbro (Team BORA Hansgrohe), Pierre Rolland (Team B&B Hotels KTM), Andres Camilo Ardila (UAE Team Emirates), Bruno Armirail (Team Groupama FDJ), Laurens Huys (Team Intermarchè Wanty Gobert), Victor Lafay (Team Cofidis), Andrei Amador (Team INEOS), Carlos Verona (Team Movistar), Omer Goldstein (Team Israel Premier Tech), Dries Devenyns (Team Quick Step Alpha Vinyl), Kenny Vermaerke (Team DSM) e Kenny Elissonde e Toms Skujins (Team Trek Segafredo). A questi tredici si univano altri cinque ciclisti nei successivi km, ovvero Mark Donovan (Team DSM), Simon Guglielmi (Team Arkea Samsic), Jasper Styven (Team Trek Segafredo), Gregor Muhlberger (Team Movistar) e Luis Leon Sanchez (Team Bahrain Victorious). Rolland scollinava in prima posizione mentre il gruppo maglia gialla era segnalato a circa 2 minuti di ritardo. La corsa si animava sul successivo GPM del Col de la Croix de Fer, quando il gruppo di testa esplodeva in tanti pezzi e restavano in testa Lafay, Rolland, Verona, Ellissonde e Muhlberger in testa a 2 km dallo scollinamento. Intanto nel gruppo maglia gialla si segnalavano alcuni ciclisti in difficoltà. Tra i nomi caldi si staccavano prima Enric Mas (Team Movistar) e successivamente proprio la maglia gialla Wout van Aert (Team Jumbo Visma). Era Rolland a scollinare in prima posizione. Il Team Bahrain Victorious e il Team Groupama FDJ aumentavano l’andatura e Van Aert si perdeva nelle retrovie della corsa. Nella discesa verso l’ultima salita di Vaujany Verona ed Elissonde restavano da soli in testa alla corsa. La coppia al comando iniziava affrontava l’ultimasalita verso il traguardo di Vaujany con oltre due minuti di vantaggio sul drappello dei migliori. A meno di 3 km dall’arrivo Jonas Vingegaard (Team Jumbo Visma) aumentava violentemente l’andatura ed il gruppo dei migliori si riduceva ad una decina di unità. A 2 km dall’arrivo Verona, rimasto da solo in testa alla corsa, aveva ancira circa 50 secondi di vantaggio sul primo gruppo inseguitore. Ad 1 km e 400 metri dall’arrivo, scattava Primoz Roglic (Team Jumbo Visma). Lo sloveno faceva subito il vuoto e si portava all’inseguimento di Verona. Lo spagnolo, favorito dall’ultimo km praticamente in discesa, riusciva a mantenere un esiguo vantaggio sullo scatenato sloveno ed andava a vincere sul traguardo di Vaujany. Roglic era secondo a 13 secondi di ritardo. Vingegaard chiudeva in terza posizione a 25 secondi di ritardo da Verona. Chiudevano la top five Ben O’Connor (Team AG2R Citroen) e Tobias Johannessenn (Team Unono.X Pro Cycling), rispettivamente a 39 ed a 40 secondi di ritardo da Verona. Lo spagnolo otteneva non solo la prima vittoria stagionale, ma addirittura la prima vittoria in una carriera già abbastanza lunga. La classifica generale, come ampiamente previsto, è cambiata radicalmente ed ora Roglic è la nuova maglia gialla con 44 secondi di vantaggio su Vingegaard ed 1 minuto e 24 secondi di vantaggio su O’Connor. Domani è in programma l’ottava ed ultima tappa da Saint-Alban-Leysse al Plateau de Solaison. Il Col de Plainpalais dopo 9 km, il Col des Leschaux dopo 31 km e il Col de la Colombière dopo 101 km, faranno da antipasto alla salita finale verso il Plateau de Solaison, un hors categorie di oltre 11 km di altezza ad oltre il 9% di pendenza media. La durezza dell’ultima salita stimolerà gli scalatori puri ad attaccare e ci svelerà il vincitore del Giro del Delfinato 2022, con Roglic che parte in pole position.

Giuseppe Scarfone

Carlos Verona vince a Vaujany (foto: Getty Images)

Carlos Verona vince a Vaujany (foto: Getty Images)

FERRON INOSSIDABILE A GAP. VITTORIA DEL FRANCESE, VAN AERT RESTA IN GIALLO

giugno 10, 2022 by Redazione  
Filed under News

Nella sesta tappa del Delfinato 2022 arriva la fuga con cinque francesi e un italiano a giocarsi la vittoria di tappa. Valentin Ferron (Team TotalEnergies) parte a circa 400 metri dall’arrivo e resiste al ritorno dei compagni di fuga, trionfando sul traguardo di Gap. Wou van Aert (Team Jumbo Visma) resta in maglia gialla e prepara la difesa o – perché no – l’attacco nelle ultime due tappa decisive ai fini della classifica generale.

La sesta tappa del Delfinato 2022 si avvicina alle Alpi e propone un percorso interessante, lungo il quale non escludiamo qualche attacco tra i big di classifica, anche se potrebbe anche prevalere l’attendismo in considerazione delle ultime due tappe decisamente più impegnative. La fuga d’altro canto ha le sue buone possibilità di successo e può avvantaggiarsi sul gruppo maglia gialla nei primi 70 km, nei quali sono presenti i GPM della Côte de Sainte-Eulalie-en-Royans, della Côte des Grands Goulet e del Col de Rousset, rispettivamente di quarta, terza e seconda categoria. L’ultimo dei quattro GPM in programma, il Col de Cabre, è il più lungo della tappa con i suoi 9 km di lunghezza e servirà a capire quanto vantaggio avrà ancora la fuga sul gruppo. Ieri i fuggitivi sono stati ripresi a soli 200 metri dall’arrivo, quindi vedremo se oggi sapranno essere capaci di resistere fino alla fine. Wout van Aert (Team Jumbo Visma) può ancora far lavorare la sua squadra e provare a fare la volata, che gli assicurerebbe in caso di arrivo nei primi tre, altri secondi d’abbuono. Ormai il belga non può più nascondersi e proverà a difendere la maglia gialla fino alla fine. Alla partenza di Rives non si presentava Juan Ayuso (UAE Team Emirates) a causa di uno stato influenzale che lo costringeva al forfait. Il primo concreto attacco per portare via la fuga vedeva un terzetto di ciclisti che provava ad evadere dal gruppo dopo una ventina di km. I tre erano Andrea Bagioli (Team Quick Step Alpha Vinyl), Jasper Stuyven (Team Trek Segafredo) e Lukasz Owsian (Team Arkea Samsic). Il gruppo reagiva ed annullava questo tentativo di fuga. Alexis Vuillermoz (Team TotalEnergies) scollinava per primo sul GPM della Côte de Sainte-Eulalie-en-Royans posto al km 41.6. Il francese restava in avanscoperta e veniva raggiunto da Kevin Geniets (Team Groupama FDJ), Mikkel Honoré (Team Quick Step Alpha Vinyl) e Samuele Battistella (Team Astana Qazaqstan). Il gruppo reagiva nuovamente ed annullava anche questo tentativo di fuga. Pierre Rolland (Team B&B Hotels KTM) scollinava in prima posizione sul GPM della Côte des Grands Goulet posto al km 50.2. Lungo la successiva ascesa del Col de Rousset si formava finalmente la fuga di giornata. A Rolland si univano Geoffrey Bouchard (Team AG2R Citroen), Bruno Armirail (Team Groupama FDJ), Victor Lafay (Team Cofidis), Valentin Ferron (Team TotalEnergies), Warren Barguil (Team Arkea Samsic) e di nuovo Andrea Bagioli. Rolland scollinava in prima posizione sul GPM del Col de Rousset, posto al km 74.3. Il gruppo maglia gialla era segnalato a 4 minuti di ritardo. Barguil si aggiudicava il traguardo volante di Beaurières posto al km 128.9. All’inizio dell’ascesa verso il Col de Cabre, ultima difficoltà della tappa, il vantaggio dei fuggitivi sul gruppo si manteneva intorno ai 4 minuti. Era Rolland a scollinare per primo mentre Armirail si faceva riprendere dal gruppo. In testa alla corsa restavano così sei ciclisti. Il Team Jumbo Visma era schierato in testa al gruppo ma l’andatura non sembrava tale da poter impensierire i fuggitivi, che a 18 km dall’arrivo avevano 2 minuti e 35 secondi di vantaggio. Nelle prime posizioni del gruppo si portavano anche gli uomini della Trek Segafredo, della BikeExchange Jayco e dell’UAE Team Emirates ma sembrava oggettivamente tardi per riprendere la fuga. A 10 km dall’arrivo il vantaggio della fuga era sceso ad 1 minuto e 55 secondi. I fuggitivi pedalavano di comune accordo fin sotto lo striscione dell’ultimo km. A 500 metri dall’arrivo con una poderoso scatto Ferron si avvantaggiava sui diretti avversari mantenendo un margine tale da consentirgli di vincere sul traguardo di Gap. In seconda posizione a 3 secondi di ritardo si piazzava in seconda posizione Rolland davanti a Barguil. Chiudevano la top five Bagioli in quarta posizione e Bouchard in quinta posizione. Il gruppo maglia gialla veniva regolato a 32 secondi di ritardo da Juan Sebastian Molano (UAE Team Emirates). Il colombiano verrà squalificato nel post gara per aver colpito Hugo Page (Team Intermarchè Wanty Gobert) ad una decina di km dalla conclusione della tappa. Ferron, dopo qualche buon risultato in stagione, ottiene la prima vittoria del 2022. In classifica generale resta tutto invariato quando mancano le ultime due tappe, le più esigenti dal punto di vista altimetrico. Van Aert è primo con un vantaggio di 1 minuto e 3 secondi su Mattia Cattaneo (Team Quick Step Alpha Vinyl) ed 1 minuto e 6 secondi di vantaggio su Primoz Roglic (Team Jumbo Visma). Domani è in programma la settima tappa da Saint-Chaffrey a Vaujany, che ricalca per grandi tratti la tappa dell’Alpe d’Huez del prossimo Tour de France. Si parte subito in salita affrontando il Col du Galibier. Dopo una lunga discesa inframmezzata da un breve passaggio sul Col du Telegraphe, si risale verso il Col de la Croix de Fer. Si scaleranno oltre 50 km in poco più di 100 km, mentre la salita finale di Vaujany è lunga soltanto 5,7 km ma concentra le maggiori difficoltà altimetriche avendo una pendenza media superiore al 7%. I big questa volta sono chiamati decisamente all’azione.

Giuseppe Scarfone

Valentin Ferron vince a Gap (foto: Dario Belingheri/Getty Images)

Valentin Ferron vince a Gap (foto: Dario Belingheri/Getty Images)

VAN AERT SENZA RIVALI A CHAINTRE’. IL CAMPIONE BELGA VINCE IN VOLATA E RAFFORZA IL PRIMATO IN CLASSIFICA GENERALE

giugno 9, 2022 by Redazione  
Filed under News

Dopo un forcing sull’ultimo GPM di giornata che esclude Dylan Groenewegen (Team BikeExchange) dalla lotta per la vittoria, la Jumbo Visma consente a Wout van Aert di giocarsi ancora una volta in volata le sue chance sul traguardo di Chaintrè. Il belga non tradisce le aspettative e vince davanti a Jordi Meeus (Team BORA Hansgrohe) ed Ethan Hayter (Team INEOS), cogliendo la seconda vittoria nella breve corsa francese e rafforzando il primato in cg.

Dopo la cronometro di ieri il Giro del Delfinato 2022 è al giro di boa e si avvicina alle dure tappe finali del week end con una tappa di trasferimento da Thizy-les-Bourgs a Chaintrè. I quattro GPM che la caratterizzano sono brevi e piuttosto facili, non avendo pendenze eccessive. Anche se gli ultimi due sono posizionati rispettivamente a 24 ed a 13 km dal traguardo, oggi potrebbe quindi essere l’occasione per i velocisti e in particolare per Dylan Groenewegen (Team BikeExchange), che fino adesso non è mai riuscito ad esprimere le sue qualità di velocista. Wout van Aert (Team Jumbo Visma) dal canto suo può far valere le sue doti in volata per prendersi qualche altro abbuono e rendere ancora più salda la sua maglia gialla. Nonostante alcuni attacchi dopo la partenza, la fuga oggi aveva difficoltà ad evadere dal gruppo, che transitava ancora sostanzialmente compatto sul primo GPM del Col des Ecorbans, posto al km 27.9. Era Jan Bakelants (Team Intermarchè Wanty Gobert) a transitare in prima posizione. Il belga manteneva la testa della corsa e su di lui si riportavano quattro ciclisti: Sebastian Shonbergen e Pierre Rolland (Team B&B Hotels KTM), Benjamin Thomas (Team Cofidis) e Fabien Doubey (Team TotalEnergies). Il quintetto di testa aumentava progressivamente il vantaggio sul gruppo maglia gialla e Bakelants si aggiudicava anche il traguardo volante di Chauffailles posto al km 43.8. All’inizio dell’ascesa verso il secondo GPM della Cote de Dun il vantaggio dei cinque fuggitivi era di circa 2 minuti e mezzo sul gruppo tirato dagli uomini del team Jumbo Visma. Rolland scollinava in prima posizione. Nella successiva discesa si segnalava la caduta di Enric Mas (Team Movistar). Rolland si rialzava facendosi riprendere dal gruppo. A 40 km dall’arrivo la fuga aveva 2 minuti di vantaggio sul gruppo maglia gialla. In testa al gruppo si erano messi a tirare gli uomini del Team BikeExchange Jayco. Anche l’INEOS con il solito Filippo Ganna si faceva vedere nelle prime posizioni. Sulla Cote de Vergisson. Il ritmo della squadra inglese metteva in difficoltà proprio Dylan Groenewegen che si staccava ancora una volta dal gruppo principale e precisamente lungo l’ascesa della Cote de Vergisson, a 13 km dall’arrivo, che vedeva gli ultimi 600 metri ad una pendenza costantemente in doppia cifra. La fuga scollinava con poco più di 30 secondi di vantaggio sul gruppo in forte rimonta, mentre Groenewegen era segnalato ancora più dietro a oltre 1 minuto di ritardo. La fuga veniva ripresa a poco più di 200 metri dall’arrivo con il gruppo che aveva già lanciato la volata. Era Wout van Aert (Team Jumbo Visma) che aveva la meglio su Jordi Meeus (Team BORA Hansgrohe) ed Ethan Hayter (Team INEOS). Chiudevano la top five Edvald Boasson Hagen (Team TotalEnergies) in quarta posizione ed Hugo Page (Team Intermarchè Wanty Gobert) in quinta posizione. Nella top ten si segnalava il settimo posto di Andrea Bagioli (Team Quick Step Alpha Vinyl). Van Aert coglie la seconda vittoria al Giro del Delfinato 2022 e grazie all’abbuono consolida la sua maglia gialla. Adesso il campione belga ha 1 minuto e 3 secondi di vantaggio su Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) ed 1 minuto e 6 secondi di vantaggio su Mattia Cattaneo (Team Quick Step Alpha Vinyl). Domani è in programma la sesta tappa da Rives a Gap. Dei quattro GPM che i ciclisti dovranno affrontare, l’ultimo di questi è posizionato a circa 60 km dall’arrivo, perciò se la fuga di giornata non riuscirà a giocarsi la vittoria, è probabile che assisteremo ad un altro arrivo in volata.

Giuseppe Scarfone

Wout van Aert vince a Chaintrè (foto: Dario Belingheri/Getty Images)

Wout van Aert vince a Chaintrè (foto: Dario Belingheri/Getty Images)

SCARONI CONCEDE IL BIS AD ASCOLI PICENO. ZANA VINCE LA AIR 2022

giugno 8, 2022 by Redazione  
Filed under News

Nell’ultima tappa dell’Adriatica Ionica Race 2022, una fuga di 13 ciclisti evade dal gruppo dopo una trentina di km e non viene più ripresa. Christian Scaroni (Team Nazionale Italiana) vince in volata ottenendo la sua seconda vittoria all’AIR. Filippo Zana (Team Bardiani CSF) vince la breve corsa italiana.

La quinta ed ultima tappa dell’Adriatica Ionica Race 2022 parte da Castelraimondo e termina ad Ascoli Piceno dopo poco più di 152 km L’appennino marchigiano verrà attraversato nella parte centrale della tappa, prima con l’ascesa verso Sarnano (unico GPM in programma oggi) e poi con il Valico della Croce di Casale, non categorizzato come GPM. Gli ultimi 35 km si dividono tra discesa – con tratti anche in forte pendenza – e pianura, che favorirà le ruote veloci per la probabile volata finale di Ascoli Piceno, dove si dovrà percorrere un circuito di due giri. Soltanto intorno al km 30 si formava la fuga di giornata grazie all’azione di tredici ciclisti: Alessandro Fancellu, Alex Martin e Diego Pablo Sevilla (Team EOLO Kometa), Manuele Boaro (Team Astana Qazaqstan), Veljko Stojnic (Team Corratec), Edoardo Zardini (Team Drone Hopper-Androni Giocattoli), Raul Garcia, Diego Lopez e Pau Miquel (Team Equipo Kern Pharma), Mikel Iturria (Team Euskaltel Euskadi), Christian Scaroni (Team Nazionale Italiana), Negasi Abreha (Team Qhubeka) e Paul Wright (Team Mg K Vis). Il vantaggio della fuga aumentava km dopo km sul gruppo tirato piuttosto blandamente dal Team Bardiani CSF. A circa metà tappa il vantaggio della fuga sul gruppo era superiore ai 4 minuti. Fancellu si aggiudicava il GPM di Sarnano, mentre il gruppo, pur recuperando qualcosa sui fuggitivi, non sembrava così convinto di rientrare sulla testa della corsa. Negli ultimi 30 km si mettevano a tirare gli uomini del Team CT Friuli e del Team Work Service. Intanto nel circuito di Ascoli iniziavano gli scatti tra i 13 di testa. Martin si staccava negli ultimi km dopo aver lavorato per Sevilla e Fancellu. In volata era Scaroni ad avere la meglio su Miquel e Stojnic mentre chiudevano la top five Boaro in quarta posizione e Wright in quinta posizione. La volata del gruppo, a 1 minuto e 29 secondi di ritardo da Scaroni, la vinceva Manlio Moro (Team Zalf Euromobil Fior). Scaroni concede il bis all’Adriatica Ionica Race 2022 dopo aver già vinto la prima tappa da Tarvisio a Monfalcone. In classifica generale rimane tutto invariato e così Filippo Zana (Team Bardiani CSF) vince la AIR 2022 davanti a Natnae Tesfatsion (Team Drone Hopper-Androni Giocattoli) e Vadim Pronskiy (Team Astana Qazaqstan). Per quanto riguarda le altre classifiche, Scaroni vince quella a punti, Tesfatsion quella dei GPM e Zana quella del miglior giovane.

Antonio Scarfone

Christian Scaroni vince ad Ascoli Piceno (foto: Sprint Cycling Agency)

Christian Scaroni vince ad Ascoli Piceno (foto: Sprint Cycling Agency)

GANNA IMBATTIBILE A LA BATIE D’URFE’. VAN AERT AUMENTA IL VANTAGGIO IN CLASSIFICA GENERALE

giugno 8, 2022 by Redazione  
Filed under News

Filippo Ganna (Team INEOS) vince la cronometro individuale da Montbrison a La Batie d’Urfé resistendo all’attacco di Wout van Aert (Team Jumbo Visma) che termina la sua prova a soli 2 secondi di ritardo dal campione del mondo. Van Aert è sempre più maglia gialla ma le vere salite devono ancora arrivare e quella sarà la prova del nove per vedere se il belga ha le carte in regola per vincere il Giro del Delfinato 2022.

Il Giro del Delfinato 2022 giunge ad uno dei giorni più importanti, ovvero a quello della cronometro individuale da Montbrison a La Batie d’Urfé di 32 km. Un chilometraggio esigente e che metterà in risalto le doti dei cronomen più forti, essendo il profilo del percorso completamente pianeggiante. All’orizzonte, per la vittoria di tappa, si staglia una bella lotta tra Remi Cavagna (Team Quick Step Alpha Vinyl), Wout Van Aert (Team Jumbo Visma) e Filippo Ganna (Team INEOS), tutti e tre formidabili specialisti della specialità. Ma anche tra gli uomini di classifica più avvezzi alle corse contro il tempo vedremo cosa saranno capaci di fare, tra gli altri, Brandon McNulty (UAE Team Emirates), Damiano Caruso (Team Bahrain Victorious), Primoz Roglic e Jonas Vingegaard (Team Jumbo Visma), mentre scalatori puri come David Gaudu (Team Groupama FDJ) ed Enric Mas (Team Movistar) dovranno limitare i danni. Nonostante le previsioni di cattivo tempo che aleggiavano all’inizio, la pioggia ha risparmiato i ciclisti che hanno bene o male affrontato la prova con le stesse condizioni meteorologiche, se si eccettua qualche folata maggiore o minore di vento. Dopo una partenza abbastanza soft, Ganna ha dato il meglio di sé nella seconda parte del tracciato, tra il primo ed il secondo intertempo, dove ha costruito la vittoria con il tempo finale di 35 minuti e 32 secondi. Il suo avversario più pericoloso è stato a lungo Wout van Aert. Il belga ha dato una netta dimostrazione di forza al primo intermedio, quando prevaleva su Ganna di 11 secondi, salvo poi calare nella seconda parte del percorso e terminando dietro il campione del mondo per soli 2 secondi. Al terzo posto si è classificato Ethan Hayter (Team INEOS), con il tempo di 35 minuti e 49 secondi, a 17 secondi di ritardo da Ganna. Chiudevano la top five Mattia Cattaneo (Team Quick Step Alpha Vinyl), quarto a 39 secondi di ritardo da Ganna e Primoz Roglic (Team Jumbo Visma), quinto a 42 secondi di ritardo da Ganna. Da sottolineare nella top ten il buon ottavo posto di Damiano Caruso (Team Bahrain Victorious). E’ la quarta vittoria stagionale per Ganna, dopo le affermazioni a cronometro all’Etoile de Bessèges, al Tour de la Provence ed alla Tirreno-Adriatico. La classifica generale vede Van Aert aumentare il vantaggio sugli avversari diretti. Adesso il belga ha 53 secondi di vantaggio su Cattaneo e 56 secondi di vantaggio su Roglic. Domani è in programma la quinta tappa da Thizy-les-Bourgs a Chaintrè lunga poco più di 162 km. Sono presenti in tutto quattro GPM, non difficili, due nei primi 50 km ed altri due negli ultimi 30. La fuga, se ben assortita, potrebbe arrivare, ma anche un arrivo a ranghi compatti con una volata finale può essere un’eventualità da prendere in considerazione, mentre gli uomini di classifica dovrebbero riposarsi in vista delle difficoltà previste nel week end.

Giuseppe Scarfone

Filippo Ganna vince la cronometro de La Batie dUrfé (foto: Getty Images)

Filippo Ganna vince la cronometro de La Batie d'Urfé (foto: Getty Images)

RICCARDO LUCCA, PRIMA VITTORIA TRA I PROFESSIONISTI ALL’ADRIATICA IONICA RACE!

giugno 7, 2022 by Redazione  
Filed under News

La quarta tappa dell’Adriatica Ionica Race 2022 è vinta da Riccardo Lucca (Work Service-Vitalcare-Dynatek) che dopo aver preso parte alla fuga iniziale va tutto solo a prendersi la prima vittoria tra i professionisti; al secondo posto Emil Dima (Giotti Victoria-Savini Due), terzo Riccardo Verza (Zalf Euromobil Fior). Nelle posizioni alte della classifica non cambia nulla con Filippo Zana (Bardiani-CSF Faizané) sempre al comando.

Quarta frazione in linea dell’Adriatica Ionica Race 20022 porta la corsa da Fano alla Riviera del Conero, la partenza è veloce e la fuga di giornata vede il sui nascere subito dopo il quindicesimo chilometro. In avanscoperta abbiamo sette uomini: Raul García Pierna (Equipo Kern Pharma), Emil Dima (Giotti Victoria-Savini Due), Alessandro Iacchi (Team Qhubeka), Simone Bevilacqua (Eolo-Kometa), Filippo Ridolfo (Team Novo Nordisk), Giulio Masotto e Stefano Gandin (Team Corratec). La testa della corsa non riesce a guadagnare troppo tempo infatti il loro vantaggio è racchiuso dentro il minuto, e così dopo 35 Km di corsa riescono a portarsi sotto i sette al comando altri 22 atleti, i loro nomi sono: Diego Pablo Sevilla (Eolo-Kometa), Manuele Boaro, Antonio Nibali (Astana Qazaqstan), Enrico Battaglin (Bardiani CSF Faizanè), Marco Murgano (Team Corratec), Luca Chirico, Alessandro Bisolti (Drone Hopper-Androni Giocattoli), Joan Bou, Unai Cuadrado (Euskaltel-Euskadi), Alessandro Monaco (Giotti Victoria-Savini Due), Giovanni Carboni (Italia), Riccardo Lucca (Work Service-Vitalcare-Dynatek), Edoardo Faresin, Riccardo Verza e Matteo Zurlo (Zalf Euromobil Fior). Davanti il gruppetto in fuga è così composto da 29 unità, nessuno preoccupa il leader della classifica generale Filippo Zana (Bardiani-CSF Faizané) tanto che in pratica il gruppo dei migliori si rialza. Il vantaggio della fuga balza in un niente a toccare quasi 5’ nel tratto in pianura. A poco più di metà corsa le salite in successione di Santa Maria Nuova e Osteria Nuova producono una selezione da dietro nel drappello dei fuggitivi. Ai piedi di Recanati restano in undici: Chirico, Lucca, Carboni, Bou, Monaco, Battaglin, Nibali, Cuadrado, Garcia, Verza, con un vantaggio sul gruppo di 2’. La situazione di gara resta immutata fino al circuito finale che vede il doppio passaggio dalla salita del Poggio, la prima è subito fatale per Chirico e Cuadrado entrambi si sfilano dalla testa della corsa che resta composta da 9 uomini con 1’:15” di margine. Dietro il gruppo dei migliori è tirato dalla Drone Hopper-Androni Giocattoli mentre la Bardiani, giustamente, non si è dannata l’anima per ricucire pensando di proteggere la leadership di Filippo Zana evitando la possibilità di far prendere gli abbuoni a Natnael Tesfazion secondo della classifica generale. Dopo lo scollinamento Carboni è tagliato fuori dalla possbile vittoria di tappa per una caduta per fortuna senza conseguenze. A questo punto della corsa abbiamo in testa otto atleti che riescono ad avere un vantaggio maggiore rispetto al primo passaggio verso il Poggio, questa volta c’è da gestire 1’:40” segno che dietro non c’è accordo nel ricucire viste anche le tattiche di squadra. Davanti iniziano scatti e controscatti, a centrare quello decisivo a 10Km dal traguardo, poco prima dello scollinamento, è Lucca. Il venticinquenne di Rovereto attacca e guadagna subito 16” che poi diventano trenta allo scollinamento. Il portacolori della Work Service- Vitalcare-Dynatek va così tutto solo a gustarsi la prima vittoria tra i professionisti. Arrivano staccati rispettivamente di 24” e 28” Dima e Verza. Dietro tra gli uomini di classifica prova un attacco Vadim Pronskiy (Astana Qazaqstan) ma Filippo Zana (Bardiani CSF Faizanè) e Natnael Tesfazion (Drone Hopper-Androni Giocattoli) si incollano subito alla ruota del kazako. Stessa sorte ha l’attacco di Natnael Tesfazion con Zana subito a chiudere, non c’è più terreno per fare la differenza ed i tre arrivano insieme al traguardo. In classifica generale quindi non cambiano le posizioni di vertice, Zana guida con 15” su Tesfazion e 30’” su Pronskiy. Domani ultima tappa da Castelraimondo ad Ascoli Piceno di 152,3 Km con le difficoltà altimentriche poste nella parte centrale della tappa.

Antonio Scarfone

Riccardo Lucca alla sua prima vittoria da professionista allAdriatica Ionica Race! (Foto di Federciclismo)

Riccardo Lucca alla sua prima vittoria da professionista all'Adriatica Ionica Race! (Foto di Federciclismo)

GAUDIO PER GAUDU! IL FRANCESE BRUCIA VAN AERT CHE SI CONSOLA CON LA MAGLIA GIALLA

giugno 7, 2022 by Redazione  
Filed under News

A Chastreix-Sancy, nel primo arrivo in salita del Giro del Delfinato 2022, David Gaudu (Team Groupama FDJ) batte in una volata ristretta il favoritissimo Wout Van Aert (Team Jumbo Visma) che alza le mani in anticipo e viene beffato dal francese, anche abbastanza nettamente. Van Aert torna a vestire la maglia gialla alla vigilia dell’attesissima cronometro individuale da Montbrison a La Batie d’Urfé che verosimilmente sconvolgerà la classifica generale.

Alexis Vuillermoz (Team TotalEnergies) parte in maglia gialla nella terza tappa del Giro del Delfinato 2022 dopo la bella vittoria di ieri a coronamento di una fuga ben assortita che ha resistito fino alla fine al ritorno del gruppo. Il francese, tornato alla vittoria dopo più di tre anni, oggi dovrà difendersi in una tappa caratterizzato dalla salita finale di Chastreix-Sancy, lunga oltre 6 km e con pendenze che arrivano all’8% nella parte centrale dell’ascesa. Questo sarà il terzo ed ultimo GPM che i ciclisti affronteranno, dopo quelli della Cote de Saint-Vert e della Cote de Besse-en-Chandesse, posti rispettivamente al km 44.5 ed al km 137. La fuga di giornata prendeva le mosse dopo soli 2 km dalla partenza di grazie all’azione di quattro ciclisti: Omer Goldstein (Team Israel Premier Tech), Jonas Gregaard (Uno-X Pro Cycling Team), Thomas Champion (Team Cofidis) e Sebastian Schonbergen (Team B&B Hotels KTM). Dopo un’iniziale accordo, Goldstein si lasciava sfilare e riprendere dal gruppo. Restavano in tre al comando, mentre al loro inseguimento, dopo una quarantina di km, si portavano tre compagni di squadra di Schonbergen: Pierre Rolland, Alexis Gougeard e Miguel Heidemann. Proprio Schonbergen scollinava in prima posizione sul primo GPM della Cote de Saint-Vert posto al km 44.7. Prima del traguardo volante di Issoire, posto al km 96.9, il terzetto della B&B Hotels KTM raggiungeva i tre uomini in testa alla corsa. Era Rolland ad aggiudicarsi il traguardo volante di Issoire. Rolland spremeva i suoi compagni per riuscire a scollinare in prima posizione sul successivo GPM della Cote de Besse-en-Chandesse. Infatti lungo la strada in costante ascesa vesso il secondo GPM di giornata si staccavano sia Gougeard che Heidemann. A 50 km dalla conclusione il vantaggio del quartetto di testa era di 2 minuti e 20 secondi sul gruppo maglia gialla. Anche Champion pativa le difficoltà dell’ascesa e si sfilava dalla testa della corsa. A 40 km dall’arrivo Rolland, Schonberger e Gregaard avevano 2 minuti e 30 secondi di vantaggio sul gruppo maglia gialla che vedeva molto attivi nelle prime posizioni il Team Jumbo Visma e il Team TotalEnergies. Rolland scollinava per primo sul GPM della Cote de Besse-en-Chandesse mentre si staccavano dal gruppo maglia gialla i primi velocisti, tra cui Dylan Groenewegen (Team BikeExchange Jayco). A 17 km dall’arrivo la fuga aveva ormai soltanto 1 minuto di vantaggio sul gruppo che si faceva sempre più minaccioso alle spalle del terzetto di testa. Il forcing della Jumbo Visma riprendeva la fuga a poco più di 4 km dall’arrivo, quando era già iniziata la salita finale. Era Gregaard l’ultimo dei fuggitivi ad arrendersi. A 3 km e mezzo dall’arrivo attaccava Tsgabu Grmay (Team BikeExchange Jayco) ma quello del ciclista etiope era un fuoco di paglia visto che alle sue spalle si riportava praticamente tutto il gruppo con molti ciclisti che iniziavano a prendere le misure per lo sprint più o meno a ranghi ridotti. Erano Jumbo Visma e INEOS a controllare le prime posizioni del gruppo. Il forcing di Jonas Vingegaard metteva in difficoltà proprio Vuillermoz che si staccava a poco più di 2 km dall’arrivo. Il gruppo di testa si riduceva ad una ventina di ciclisti. Un inesauribile Vingegaard riportava Van Aert nelle prime posizioni e gli tirava praticamente la volata. Il campione belga sembrava avere la meglio su tutti tanto che alzava le mani a pochi metri dalla linea d’arrivo ma alle sue spalle spuntava David Gaudu (Team Groupama FDJ) che lo bruciava di mezza ruota. In terza posizione si piazzava Victor Lafay (Team Cofidis) mentre chiudevano la top five Ruben Guerreiro (Team EF Education EasyPost) in quarta posizione e Kevin Geniets (Team Groupama FDJ) in quinta posizione. Nella top ten si segnalava il buon settimo posto di Damiano Caruso (Team Bahrain Victorious). Gaudu ottiene la seconda vittoria stagiona le dopo quella della seconda tappa della Volta ao Algarve. In classifica generale Van Aert torna a vestire la maglia gialla proprio davanti a Gaudu, a 6 secondi di ritardo, mentre terzo è Lafay 12 secondi di ritardo dal belga. Domani è in programma la quarta tappa, l’attesa cronometro individuale da Montbrison a La Batie d’Urfé da di 32 km. Una distanza decisamente interessante per una corsa a tappe di una settimana; occhi puntati sul Team Jumbo Visma, che ha formidabili cronomen, ma non ci dimentichiamo di Filippo Ganna, campione del mondo in carica della specialità e tra i grandi favoriti della tappa. In ottica classifica generale, Van Aert può incrementare il suo vantaggio sui diretti avversari. Da segnalare che la stessa classifica generale è ancora abbastanza compatta, visto che troviamo 41 ciclisti racchiusi in 1 minuto.

Giuseppe Scarfone

David Gaudu vince a Chastreix-Sancy (foto: Sprint Cycling Agency)

David Gaudu vince a Chastreix-Sancy (foto: Sprint Cycling Agency)

VITTORIA FANTASTICA DI GIOVANNI CARBONI A FANO!

giugno 6, 2022 by Redazione  
Filed under News

Con un’azione decisiva sull’ultima salita Giovanni Carboni (Nazionale italiana) sorprende gli uomini di classifica nel finale della terza tappa dell’Adriatica Ionica Race 2022 e va a conquistare il traguardo di Brisighella, al secondo posto Natnael Tesfazion (Drone Hopper – Androni) che grazie all’abbuono si avvicina in classifica generale a leader Filippo Zana (Bardiani-CSF Faizané) quarto all’arrivo, mentre terzo arriva Paul Double (MgKvis Color For Peace VPM).

La terza tappa dell’Adratica Ionica Race 2022 parte da Ferrara per arrivare a Brisighella, la prima parte non presenta difficoltà altimetriche, la fuga questa volta non riesce a formarsi per via del ritmo del gruppo altissimo. Bisogna arrivare ai piedi della prima salita di giornata che porta in cima a Bergullo per vedere in avanscoperta Alessandro Fancellu (Eolo-Kometa), Alessandro Monaco (Giotti Victoria Savini Due) e Mikel Bizkarra (Euskaltel – Euskadi). Siamo a metà gara, la presenza di Bizkarra, sesto in classifica generale, fa sì che i fuggitivi non riesco ad avere il via libera dal gruppo in cui si è portata prontamente in testa la Bardiani CSF Faizanè di Filippo Zana, per la fuga il vantaggio massimo a poco più di 50 Lm dal traguardo è di 2’. All’imbocco del GMP di Modigliana il forcing del gruppo è portato anche dai Drone Hopper – Androni Sidermec che limano tempo portando il distacco 1’:24”. Dopo lo scollinamento il gruppo lascia un po’ di respiro alla testa della corsa per poi rifarsi sotto non appena la strada inizia nuovamente a salire verso il Valico della Valletta, la fuga viene così ripresa ed il gruppo dei migliori è formato da: Luca Chirico (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Edoardo Zardini (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Santiago Umba (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Jefferson Cepeda (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Natnael Tesfazion (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Filippo Zana (Bardiani-CSF-Faizanè), Luca Covili (Bardiani-CSF-Faizanè), Henok Muluebrhan (Bardiani-CSF-Faizanè), Giovanni Carboni (Italia), Vadim Pronskiy (Astana Qazaqstan Team), Michele Gazzoli (Astana Qazaqstan Team), Márton Dina (Eolo-Kometa), Lorenzo Fortunato (Eolo-Kometa), Diego Pablo Sevilla (Eolo-Kometa), Alex Martin (Eolo-Kometa), Mikel Iturria (Euskaltel – Euskadi), Joan Bou (Euskaltel – Euskadi), Davide Rebellin (Work Service – Vitalcare – Dynatek), Giacomo Garavaglia (Work Service – Vitalcare – Dynatek), Edoardo Faresin (Zalf Euromobil Fior), Negasi Haylu Abreha (Team Qhubeka), Edoardo Sandri (Cycling Team Friuli Asd), Paul Double (Mg.K Vis Colors For Peace Vpm), Riccardo Verza (Zalf Euromobil Fior) e Raul Colombo (Work Service – Vitalcare – Dynatek). A metà salita iniziano gli scatti tra gli uomini più forti che vanno a creare una selezione nel gruppo. I più attivi sono i Bardiani con Covili e i Drone Hopper – Androni Giocattoli con Cepada per i rispettivi capitani. Questi scatti provocano un’ulteriore selezione ed il gruppo si riduce ad essere formato da: Luca Covili,e Filippo Zana (Bardiani-CSF-Faizanè), Jefferson Cepeda e Natnael Tesfazion (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Vadim Pronskiy (Astana Qazaqstan Team), Joan Bou e Mikel Bizkarra (Euskaltel – Euskadi), Edoardo Sandri (Cycling Team Friuli ASD), Márton Dina, Alessandro Fancellu e Lorenzo Fortunato (Eolo Kometa), Paul Double (MgKvis Color For Peace VPM), Davide Rebellin (Work Service – Vitalcare – Dynatek), , Giovanni Carboni (Nazionale italiana), Henok Muluebrhan (BCF). Nell’ultima difficoltà di giornata, la salita al passo Calbene prova un allungo Giovanni Carboni (Nazionale Italiana), siamo a circa 10 Km dall’arrivo. Dietro non c’è accordo tanto che l’azzurro guadagna subito 10” per scollinare con 15” che diventeranno venti al termine della discesa. L’azzurro arriva così tutto solo al traguardo di Brisighella lasciandosi andare i un urlo liberatorio lui che è di Fano da dove domani prenderà il via la quarta tappa. La volata pe il secondo posto è vinta da Natnael Tesfazion (Drone Hopper – Androni Giocattoli) che grazie all’abbuono ora si porta a 15” dal leader Filippo Zana. Come anticipato, domani quarta tappa da Fano alla Riviera del Conero, tappa mossa con due GPM l’ultimo a soli 7,5 Km dall’arrivo.

Antonio Scarfone

 La vittoria di Giovanni Carboni a Fano (Foto di Federciciclismo)

La vittoria di Giovanni Carboni a Fano (Foto di Federciciclismo)

« Pagina precedentePagina successiva »