31-01-2020

gennaio 31, 2020 by Redazione  
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CHALLENGE CICLISTA A MALLORCA – TROFEO SERRA DE TRAMUNTANA

Il tedesco Emanuel Buchmann (Bora – Hansgrohe) si è imposto nella corsa spagnola, Sóller – Deià, percorrendo 160.4 Km in 3h55′53″ alla media di 40.80 Km/h. Ha preceduto di 38″ lo spagnolo Alejandro Valverde Belmonte (Movistar Team) e l’austriaco Gregor Mühlberger (Bora – Hansgrohe). Miglior italiano Diego Rosa (Team Arkéa Samsic), 4° a 38″.

VUELTA A SAN JUAN INTERNACIONAL (Argentina)

Il colombiano Miguel Eduardo Flórez López (Androni Giocattoli – Sidermec) si è imposto nella quinta tappa, San Martín – Alto Colorado, percorrendo 169.5 Km in 4h36′23″ alla media di 36.8 Km/h. Ha preceduto di 2″ lo spagnolo Óscar Miguel Sevilla Ribera (Team Medellín) e lo statunitense McNulty Brandon (UAE-Team Emirates). Miglior italiano Filippo Ganna (nazionale italiana) 6° a 4″. Il belga Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick Step) è ancora leader della classifica con 33″ Ganna (nazionale italiana) e 1′01″ su Sevilla Ribera.

30-01-2020

gennaio 30, 2020 by Redazione  
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CHALLENGE CICLISTA A MALLORCA – TROFEO SES SALINES – FELANITX

L’italiano Matteo Moschetti (Trek – Segafredo) si è imposto nella corsa spagnola, Ses Salines – Felanitx, percorrendo 170.7 Km in 3h41′29″ alla media di 46.24 Km/h. Ha preceduto allo sprint il tedesco Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe) e lo spagnolo Jon Aberasturi Izaga (Caja Rural – Seguros RGA)

VUELTA A SAN JUAN INTERNACIONAL (Argentina)

Giorno di riposo

RACE TORQUAY

L’irlandese Sam Bennett (Deceuninck – Quick Step) si è imposto nella corsa australiana, circuito di Torquay, percorrendo 133 Km in 3h01′26″ alla media di 43.98 Km/h. Ha preceduto allo sprint gli italiani Giacomo Nizzolo (NTT Pro Cycling) e Alberto Dainese (Team Sunweb)

GAVIRIA PADRONE DELLE VOLATE A SAN JUAN

gennaio 30, 2020 by Redazione  
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Grazie ad uno sprint possente e al lavoro del treno dell’UAE-Team Emirates il velocista colombiano trova la seconda vittoria nella gara argentina, superando il francese Barbier ed il connazionale Hodeg. Bene gli italiani Belletti e Benfatto, entrambi nella top 10.

Se, per quanto riguarda la classifica generale, Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick Step) l’altro giorno aveva scavato un importante solco nei confronti dei principali avversari dopo la cronometro di mercoledì, era Fernando Gaviria (UAE-Team Emirates) a laurearsi padrone delle volate alla 38° Vuelta a San Juan. Il colombiano vinceva ancora e ciò anche grazie al lavoro dei compagni di squadra, in particolare Juan Sebastián Molano e Maximiliano Richeze. Ma le squadre dei velocisti nella terza tappa della corsa argentina avevano dovuto faticare più del previsto per andare a prendere i due fuggitivi principali di giornata, vale a dire lo statunitense Robin Carpenter (Rally Cycling) e il basco Peio Goikoetxea (Fundaciòn – Orbea), raggiunti solo a 3 km dal traguardo di Villa San Agustìn. In precedenza c’era stato anche un altro attacco di cinque corridori – tra i quali gli italiani Matteo Busato (Vini Zabù – KTM), Filippo Ganna (nazionale italiana, secondo in classifica generale) e Mattia Bais (Androni – Sidermec) – mentre Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) era protagonista di un incidente senza conseguenze con un addetto della motostaffetta. Lo slovacco riusciva successivamente a tornare in gruppo e a prendere parte alla volata, che lo vedrà piazzarsi al quarto posto. Intanto, ad uno sprint intermedio Evenepoel guadagnava un ulteriore secondo grazie ad un piazzamento in volata, con l’obiettivo di perdere meno secondi possibile da Filippo Ganna, in quel momento in fuga.
Ai -3, dopo aver ripreso i due fuggitivi, si metteva davanti Daniel Oss (Bora – Hansgrohe) nel tentativo di portare nella posizione migliore Sagan, ma alle sue spalle era compatto il treno UAE-Team Emirates. Il colombiano Molano e l’argentino Richeze trainavano alla meglio Gaviria, pronto a dare la spallata finale a tutti gli avversari, che arrivava grazie al suo potentissimo sprint. Alle sue spalle chiudevanp Rudy Barbier (Israel Start-Up Nation), Álvaro Hodeg (Deceuninck – Quick Step) e Sagan. Ottima la prova degli italiani Manuel Belletti (Androni – Sidermec) e Marco Benfatto (Bardiani – CSF – Faizané), che concludevano in settima ed ottava posizione.
Evenepoel ha ora 33” di vantaggio nei confronti di Ganna e 1′09” sullo spagnolo Óscar Sevilla (Team Medellìn). Oggi in programma una giornata di riposo, si riprende venerdì con la tappa regina da San Martín all’Alto Colorado, con arrivo in salita ad oltre 2600 metri di quota.

Andrea Giorgini

Dopo la stratosferica crono di Evenepoel, nella quarta tappa della Vuelta a San Juan arriva il bis allo sprint di Fernando Gaviria (Getty Images Sport)

Dopo la stratosferica crono di Evenepoel, nella quarta tappa della Vuelta a San Juan arriva il bis allo sprint di Fernando Gaviria (Getty Images Sport)

29-01-2020

gennaio 30, 2020 by Redazione  
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VUELTA A SAN JUAN INTERNACIONAL (Argentina)

Il colombiano Fernando Gaviria Rendón ( UAE-Team Emirates) si è imposto nella quarta tappa, San José de Jáchal – Valle Fértil (Villa San Agustín), percorrendo 185.8 Km in 4h08′03″ alla media di 44.94 Km/h. Ha preceduto allo sprint il francese Rudy Barbier (Israel Start-Up Nation) e il colombiano Álvaro José Hodeg Chagüi (Deceuninck – Quick Step). Miglior italiano Marco Benfatto (Bardiani-CSF-Faizanè), 7°. Il belga Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick Step) è ancora leader della classifica con 33″ sull’italiano Filippo Ganna (nazionale italiana) e 1′09″ sullo spagnolo Óscar Miguel Sevilla Ribera (Team Medellín).

SAN LUIS, SUPEREMCOMAN SORVOLA GLI AVVERSARI A CRONOMETRO

gennaio 29, 2020 by Redazione  
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Terza tappa dela Vuelta a San Juan, una cronometro individuale di quasi 15 chilometri che da Ullum portava al lago di Punta Negra. Terza frazione che non vedeva al via una delle sue stelle più attese, il transalpino Julian Alaphilippe della Deceuninck-Quick Step. Il talentuoso corridore francese era stato colpito da problemi gastrointestinali il iorno precedente e, di comune accordo col team, decideva di ritirarsi dalla corsa. Una stella che non partiva lasciava, però, spazio a una stella che abbagliava l’intero firmamento, il suo compagno di squadra Remco Evenepoel.

Straordinaria prestazione per Evenepoel nella prova a cronometro, il belga con un sonoro tempo di 19’16”, riusciva a superare di ben 32″ il campione italiano Filippo Ganna (nazionale italiana). Lo stesso Ganna, però, si è ritrovato a correre in una situazione metereologica instabile a causa di un temporale in avvicinamento, parziale scusante per un ritardo eccessivo nei confronti del campioncino fiammingo. Terza posizione per Óscar Sevilla Ribera (Team Medellín) a 1′08”, ciclista con 24 anni in più del vincitore di giornata. Solo quarto lo specialista Nelson Oliveira (Movistar) con un gap di 1’25”. Quinto il giovane americano Brandon McNulty (UAE Team Emirates) ad 1’26”, che precedeva per un solo secondo Macej Bodnar (Bora-Hansgrohe). Ottima prova di Matteo Fabbro (Bora Hansgrohe), nono con un ritardo di 1’41”
Dopo le due prove dedicate a velocisti, la classifica generale veniva modificata dalla crono ed ora Remco Evenepoel è il nuovo leader della classifica generale. Appuntamento a domani con la quarta tappa che da San José de Jáchal dopo 185 chilometri porterà a Villa San Agustín, ancora un traguardo a favore dei velocisti in attesa dell’arrivo in salita di venerdì sull’Alto Colorado.

Luigi Giglio

Con il maltempo alle spalle Remco Evenepoel surclassa la concorrenza nella cronometro della Vuelta a San Luis (foto Bettini)

Con il maltempo alle spalle Remco Evenepoel surclassa la concorrenza nella cronometro della Vuelta a San Luis (foto Bettini)

28-01-2020

gennaio 29, 2020 by Redazione  
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VUELTA A SAN JUAN INTERNACIONAL (Argentina)

Il belga Remco Evenepoel (Deceuninck – Quick Step) si è imposto nella terza tappa, cronometro individuale Ullum – Dique Punta Negra, percorrendo 15.2 Km in 19′16″ alla media di 47.34 Km/h. Ha preceduto di 32″ l’italiano Filippo Ganna (nazionale italiana) e di 1′08″ lo spagnolo Óscar Miguel Sevilla Ribera (Team Medellín). Evenepoel è il nuovo leader della classifica con 32″ su Ganna e 1′08″ su Sevilla Ribera

SAN JUAN, ARRIVA IL PRIMO RUGGITO DI GAVIRIA

gennaio 28, 2020 by Redazione  
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Il forte velocista della UAE Emirates si è aggiudicato la seconda tappa della corsa argentina, destinata come quella di apertura agli sprinter. Stavolta la sorpresa, ieri riuscita alla perfezione con l’inaspettato successo del poco pronosticato Rudy Barbier, oggi si è fermata al secondo posto, piazzamento conseguito dall’argentino Nicolás Javier Naranjo

Si ripartiva con il francese Rudy Barbier (Israel Start-Up Nation) leader a sorpresa in classifica generale grazie al successo nella prima tappa e senza il suo connazionale Christophe Laporte (Cofidis), ritiratosi a causa della caduta nella quale ventiquattrore prima aveva subito la frattura di un polso. La fuga del giorno vedeva protagonisti l’iberico Iker Ballarin (Fundaciòn – Orbea), lo statunitense Robin Carpenter (Rally Cycling), gli argentini Leandro Velardez e Daniel Juarez (Agrupaciòn Virgen de Fatima), il corridore di casa Francisco Monte (nazionale argentina), il panamense Cristopher Robin Jurado (nazionale panamense) e i peruviani Royner Navarro e Hugo Ruiz (nazionale peruviana), i quali nella prima metà della frazione erano anche protagonisti di una caduta provocata da un cane che avevaattraversato la strada all’improvviso.
Ai due traguardi volanti l’atleta di casa Daniel Juarez aveva la meglio ei confronti dei compagni di fuga, mentre il connazionale Francisco Monte era transitato in testa al GPM posizionato dopo 102 km. Le squadre dei velocisti volevano perdere l’opportunità di andare a giocarsi la volata finale, andando a mettersi in testa al gruppo nel tentativo di annullare l’azione degli otto attaccanti. Una caduta a 12 km dall’arrivo coinvolgeva alcuni atleti, che per fortuna sono ripartiti senza conseguenze (due di loro sono caduti in un fosso). Bora–Hansgrohe, Deceuninck–Quickstep e UAE–Emirates predisponevano i loro treni lì davanti e poco prima dell’ultimo chilometro si aggiungevano anche altre squadre, tra le quali le italiane Androni– Sidermec e Bardiani–CSF– Faizané. Sul lungo rettilineo conclusivo di Pocito era Fernando Gaviria ad aggiudicarsi lo sprint e a portare a casa la vittoria n. 41 in carrier davanti all’argentino Nicolás Naranjo (Agrupaciòn Virgen de Fátima) e all’azzurro Marco Benfatto (Bardiani–CSF– Faizané); il tre volte campione del mondo Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), che domenica aveva festeggiato il suo 30° compleanno (con una torta in faccia da parte del suo team!), non andava oltre il quinto posto.
Gaviria conquistava anche la leadership provvisoria in classifica generale, indossandola a pari tempo con Rudy Barbier mentre l’italiano Manuel Belletti (Androni Giocattoli – Sidermec), ieri secondo, scendeva al terzo posto con un ritardo di 4″. Oggi tutto sicuramente cambierà di nuovo perchè è in programma una cronometro di 15 Km tra Ullum e il lago artificiale di Punta Negra, dove si giungerà dopo aver affrontato una salita di 1 Km al 7.5%.
Tornando alla tappa appena disputata, ecco le dichiarazioni del vincitore di Gaviria: “La corsa non è stata facile, il ritmo non era velocissimo ma nemmeno lento ed era difficile capire come avrebbero risposto le mie gambe. Max Richeze non ha potuto aiutarmi nel finale a causa della caduta del giorno prima, così per la volata mi sono affidato a McNulty e Troia, che mi hanno portato nella posizione migliore per lo sprint. Mi sono messo a fianco di Hodeg e Sagan usando tutta la mia forza per sprintare fino alla linea di arrivo.”

Andrea Giorgini

Stavolta nessuna sorpresa alla Vuelta a San Juan e ad imporsi è latteso Gaviria (Getty Images)

Stavolta nessuna sorpresa alla Vuelta a San Juan e ad imporsi è l'atteso Gaviria (Getty Images)

27-01-2020

gennaio 28, 2020 by Redazione  
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VUELTA A SAN JUAN INTERNACIONAL (Argentina)

Il colombiano Fernando Gaviria Rendón ( UAE-Team Emirates) si è imposto nella seconda tappa, circuito di Pocito, percorrendo 168.7 Km in 3h30′06″ alla media di 48.18 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’argentino Nicolás Javier Naranjo Sanchez (Agrupación Virgen de Fátima) e l’italiano Marco Benfatto (Bardiani-CSF-Faizanè). Gaviria Rendón è il nuovo leader della classifica con lo stesso tempo del francese Rudy Barbier (Israel Start-Up Nation) e 4″ sull’italiano Manuel Belletti (Androni Giocattoli – Sidermec)

NIENTE SPASSO, SIAM GIRINI

È una delle ultime occasioni per le ruote veloci del gruppo quella che sarà offerta in quel di Rimini. Il percorso li agevola, perché le poche difficoltà altimetriche previste saranno di bassa entità e si concluderanno lontano dal traguardo. Per i big si pospetta una giornata di relativa tranquillità alla vigilia di un’altra frazione “trabocchetto”, quella di Cesenatico disegnata sul percorso della “Nove Colli”.

Rimini è stata, è e sarà una delle mete più agognate da giovani e non più giovani, riconosciuta capitale del divertimento della riviera romagnola… ma non andatelo a dire ai “girini”. Per loro questa sarà una giornata di lavoro, pur essendo la frazione con arrivo a Rimini una delle più facili del 103° Giro d’Italia, una delle ultime che sono state riservate ai velocisti poichè dopo questa rimararrono solo quella di Monselice, caratterizzata però da un finale complicato, e quella di Asti, difficile da gestire per le loro squadre perché lunga oltre 250 Km e stretta tra gli ultimi due tapponi di montagna e, dunque, appuntamento al quale diversi sprinter potrebbero non giungere perché costretti alla via di casa dal tempo massimo oppure ritirati anzitempo, come spesso purtroppo accade.
Oggi le difficoltà non mancheranno, anche se si materializzeranno nella forma di piccoli ostacoli naturali di poca rilevanza, inseriti per dare un po’ di spessore a una tappa altrimenti piatta. Quando si sarà usciti dalla fase più intricata mancheranno 25 Km all’arrivo e ci sarà tutto lo spazio per preparare al meglio lo sprint, anche se bisognerà tenere in considerazione le “varie ed eventuali” che costituiscono le insidie nascoste di ciascun percorso, come vento, pioggia e incidenti meccanici di sorta.
La bandiera del “via” sarà sventolata in quel di Porto Sant’Elpidio, cittadina del litorale marchigiano conosciuta anche per essere uno dei centri del distretto calzaturiero fermano-maceratese, costituito principalmente da una serie di piccoli borghi appollaiati sulle colline dell’entroterra che gli appassionati di ciclismo ben conoscono perché hanno spesso ospitato l’arrivo di nervose tappe della Tirreno-Adriatico. Le colline, per adesso, faranno da quinta al percorso di gara, che seguirà la statale litoranea verso nord, giungendo dopo pochi chilometri a Civitanova Marche, la cui città alta è ancora circondata dalle mura erette in epoca rinascimentale. Arrivati a Porto Recanati, presso la quale si trovano la piccola area archeologica della città romana di Potentia e il medioevale castello d’epoca sveva (oggi trasformato in arena), il percorso si allontanerà dal mare per una quarantina di chilometri per doppiare il promontorio del Conero e “bypassare” la città di Ancona. All’inizio di questo tratto, caratterizzato da un impercettibile falsopiano, si transiterà ai piedi del celebre santuario di Loreto per poi sfiorare la Selva di Castelfidardo, che il 18 settembre 1860 fu teatro degli scontri più cruenti e decisivi della storica battaglia che vide l’esercito sabaudo sfidare quello dello Stato Pontificio, uscito sconfitto dal combattimento che come conseguenza ebbe l’annessione dell’Umbria e delle Marche all’allora ancora Regno di Sardegna, un anno prina della definitiva unità italiana.
Si ritroverà il mare alle soglie di Falconara Marittima e qui si riprenderà la litoranea puntando su Senigallia, celebre per la sua “spiaggia di velluto”, ma che ospita anche uno dei monumenti della regioni più “gettonati” dai turisti, la Rocca Roveresca che nel 1993 fece da sfondo alla partenza di una tappa a cronometro del Giro vinta da Miguel Indurain mentre esattamente 30 anni prima farà capolino in una scena di “Cuore”, film di Romano Scavolini che ambientò nel ‘900 il romanzo ottocentesco di Edmondo De Amicis. Con un andamento quasi costantamente rettilineo la strada maestra della tappa odierna porterà prima il gruppo prima a Fano e poi a Pesaro. Ricordate la tappa vinta in questa cittadina da Caleb Ewan al Giro dello scorso anno e, in particolare, il suo tortuoso e spettacolare finale lungo la strada panoramica del promontorio di Gabicce? Oggi ci sarà oggetto di una sorta di “ripetizione”, anche se i corridori imboccheranno quella strada al contrario, affrontando in uscita da Pesaro la salita del Monte San Bartolo (3 Km al 5%), piccola elevazione protetta da un parco naturale e in vetta alla quale si trova un faro gestito dalla Marina Militare. Subito prima di giungere a Fiorenzuola di Focara, piccolo borgo che fu citato anche da Dante nel ventottesimo canto dell’Inferno, si abbandonerà la panoramica per rientrare sulla parallela e più filante statale all’altezza della Siligata, modesto valico che vanta il primato di essere stato la prima salita affrontata al Giro d’Italia, inserita nel percorso della Bologna-Chieti, seconda tappa della storica edizione del 1909. Si entrerà velocemente in Romagna imboccando la circonvallazione di Cattolica prima di iniziare la seconda “escursione” sulle strade dell’entroterra adriatico, stavolta serpeggiando tra le basse collinette che fanno da collante tra il litorale e il Montefeltro. All’inizio di questo tratto il percorso sfilerà accanto all’Autodromo di Santamonica, inaugurato nel 1972 e dal 2012 intitolato alla memoria di Marco Simoncelli, poi si andrà ad affrontare la pedalabile ascesa di Cà Urbinati (2.6 Km al 3.6%), che precede di poco il passaggio da Coriano, borgo che si attraversa affrontando uno strappo di 800 metri al 6% e che presenta un castello che appartenne alla famiglia Malatesta. Immediatamente dopo si dovrà superare un’altra piccola e ripida “côte” (700 metri all’8%), poi si giungerà a Ospitaletto, dove s’incrocerà quello che era stato il tracciato della cronoscalata di San Marino del Giro dello scorso anno. In un succedersi di saliscendi si andrà a superare ora una salita di 1.4 Km al 5% che si concluderà nei pressi del bivio per San Patrignano, la comunità di recupero per tossicodipendenti fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli. Alle porte della Repubblica di San Marino si dovrà superare l’ultima collinetta di giornata (Santa Cristina, 300 metri al 6%) poi si riguadagnerà definitavamente la pianura procedendo in direzione di Santarcangelo di Romagna, centro nella cui rocca si ritiene siano avvenute le vicende amorose di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, i cognati che ispireranno a Dante Alighieri il quinto canto dell’Inferno.
Il finale di gara si snoderà sul tratto terminale della Via Emilia, che attraverserà ora le terre natali del ballo liscio (Secondo Casadei, l’autore di “Romagna Mia”, era nativo della vicina Gatteo) ma le note che a questo punto si uderanno in gruppo saranno quelle decisamente più rock dell’oramai prossima volata, uno sprint per il quale molti venderanno cara la pelle prima d’aggingersi ad affrontare percorsi decisamente più ardui.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

La spiaggia di Porto Sant’Elpidio

Civitanova Marche, porta d’accesso al borgo fortificato di Civitanova Alta

Porto Recanati, area archeologica di Potentia

Porto Recanati, Castello Svevo

La Selva di Castelfidardo vista dalla strada che percorreranno I “girini”

La Rocca Roveresca di Senigallia in una scena di “Cuore” (www.davinotti.com)

La Rocca Roveresca di Senigallia in una scena di “Cuore” (www.davinotti.com)

Faro di Monte San Bartolo

Autodromo di Santa Monica

Coriano, castello malatestiano

Comunità di San Patrignano

Santarcangelo di Romagna, Rocca Malatestiana

Turisti a passeggio sulla spiaggia di Rimini e, in trasparenza, l’altimetria dell’undicesima tappa del Giro 2020 (Centro Nautico Alla Deriva)

Turisti a passeggio sulla spiaggia di Rimini e, in trasparenza, l’altimetria dell’undicesima tappa del Giro 2020 (Centro Nautico Alla Deriva)

BARBIER, SORPRESA ALLO SPRINT A SAN JUAN

gennaio 27, 2020 by Redazione  
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Si apre con una sorpresa la trentottesima edizione della Vuelta a San Juan, poichè nell’arrivo in volata a San Juan i favoriti di giornata sono stati battuti dal rampate transalpino Rudy Barbier della Israel Start-Up Nation. Battuto, in seconda posizione, un Manuel Belletti (Androni Sidermec) che mastica amaro per uno sprint e una vittoria largamente alla sua portata. Terzo posto per il corridore di casa Tomas Contte (Equipo Municipalidad de Pocito). Quarto Juan Sebastián Molano (UAE Team Emirates) e quinto Álvaro José Hodeg ( Deceuninck – Quick Step). Sesto un deludente Peter Sagan (Bora Hansgrohe), ancora non in condizione. Nella top ten anche il nostro connazionale Luca Wackermann della Vini Zabù KTM, giunto all’ottavo posto.

Nell’ondulata tappa d’apertura della corsa argentina si vedevano vari tentativi di fuga, in uno dei quali entravano tre italiani in azione, tutti e tre al debutto con la casacca di nuova formazione, Mattia Bais dell’Androni Giocattoli-Sidermec, Andrea Di Renzo della Vini Zabù-KTM e Filippo Zaccanti della Bardiani-CSF-Faizanè. Il gruppo non lasciava spazio e annullava ogni tentativo di attacco ricompattando tutto il plotone a meno 36 km dall’arrivo.
Da segnalare una brutta caduta avvenuta a 3400 metri dalla conclusione con tanti corridori a terram tagliati fuori dai giochi per il successo finale. Lo sprint che veniva vinto a sorpresa da Barbier, mentre il velocista più atteso, Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) rimaneva imbottigliato e rinunciava persino a lottare per la vittoria, vanificando così il lavoro fatto da “Maxi” Richeze e dagli altri compagni di squadra e terminando al nono posto.
Appuntamento a domani con la seconda tappa, un circuito quasi totalmente pianeggiante di quasi 170 Km con traguardo fissato sulle strade del dipartimento di Pocito.

Luigi Giglio

Rudy Barbier sorprende i velocisti più quotati a San Juan (Getty Images)

Rudy Barbier sorprende i velocisti più quotati a San Juan (Getty Images)

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