NIENTE SPASSO, SIAM GIRINI

È una delle ultime occasioni per le ruote veloci del gruppo quella che sarà offerta in quel di Rimini. Il percorso li agevola, perché le poche difficoltà altimetriche previste saranno di bassa entità e si concluderanno lontano dal traguardo. Per i big si pospetta una giornata di relativa tranquillità alla vigilia di un’altra frazione “trabocchetto”, quella di Cesenatico disegnata sul percorso della “Nove Colli”.

Rimini è stata, è e sarà una delle mete più agognate da giovani e non più giovani, riconosciuta capitale del divertimento della riviera romagnola… ma non andatelo a dire ai “girini”. Per loro questa sarà una giornata di lavoro, pur essendo la frazione con arrivo a Rimini una delle più facili del 103° Giro d’Italia, una delle ultime che sono state riservate ai velocisti poichè dopo questa rimararrono solo quella di Monselice, caratterizzata però da un finale complicato, e quella di Asti, difficile da gestire per le loro squadre perché lunga oltre 250 Km e stretta tra gli ultimi due tapponi di montagna e, dunque, appuntamento al quale diversi sprinter potrebbero non giungere perché costretti alla via di casa dal tempo massimo oppure ritirati anzitempo, come spesso purtroppo accade.
Oggi le difficoltà non mancheranno, anche se si materializzeranno nella forma di piccoli ostacoli naturali di poca rilevanza, inseriti per dare un po’ di spessore a una tappa altrimenti piatta. Quando si sarà usciti dalla fase più intricata mancheranno 25 Km all’arrivo e ci sarà tutto lo spazio per preparare al meglio lo sprint, anche se bisognerà tenere in considerazione le “varie ed eventuali” che costituiscono le insidie nascoste di ciascun percorso, come vento, pioggia e incidenti meccanici di sorta.
La bandiera del “via” sarà sventolata in quel di Porto Sant’Elpidio, cittadina del litorale marchigiano conosciuta anche per essere uno dei centri del distretto calzaturiero fermano-maceratese, costituito principalmente da una serie di piccoli borghi appollaiati sulle colline dell’entroterra che gli appassionati di ciclismo ben conoscono perché hanno spesso ospitato l’arrivo di nervose tappe della Tirreno-Adriatico. Le colline, per adesso, faranno da quinta al percorso di gara, che seguirà la statale litoranea verso nord, giungendo dopo pochi chilometri a Civitanova Marche, la cui città alta è ancora circondata dalle mura erette in epoca rinascimentale. Arrivati a Porto Recanati, presso la quale si trovano la piccola area archeologica della città romana di Potentia e il medioevale castello d’epoca sveva (oggi trasformato in arena), il percorso si allontanerà dal mare per una quarantina di chilometri per doppiare il promontorio del Conero e “bypassare” la città di Ancona. All’inizio di questo tratto, caratterizzato da un impercettibile falsopiano, si transiterà ai piedi del celebre santuario di Loreto per poi sfiorare la Selva di Castelfidardo, che il 18 settembre 1860 fu teatro degli scontri più cruenti e decisivi della storica battaglia che vide l’esercito sabaudo sfidare quello dello Stato Pontificio, uscito sconfitto dal combattimento che come conseguenza ebbe l’annessione dell’Umbria e delle Marche all’allora ancora Regno di Sardegna, un anno prina della definitiva unità italiana.
Si ritroverà il mare alle soglie di Falconara Marittima e qui si riprenderà la litoranea puntando su Senigallia, celebre per la sua “spiaggia di velluto”, ma che ospita anche uno dei monumenti della regioni più “gettonati” dai turisti, la Rocca Roveresca che nel 1993 fece da sfondo alla partenza di una tappa a cronometro del Giro vinta da Miguel Indurain mentre esattamente 30 anni prima farà capolino in una scena di “Cuore”, film di Romano Scavolini che ambientò nel ‘900 il romanzo ottocentesco di Edmondo De Amicis. Con un andamento quasi costantamente rettilineo la strada maestra della tappa odierna porterà prima il gruppo prima a Fano e poi a Pesaro. Ricordate la tappa vinta in questa cittadina da Caleb Ewan al Giro dello scorso anno e, in particolare, il suo tortuoso e spettacolare finale lungo la strada panoramica del promontorio di Gabicce? Oggi ci sarà oggetto di una sorta di “ripetizione”, anche se i corridori imboccheranno quella strada al contrario, affrontando in uscita da Pesaro la salita del Monte San Bartolo (3 Km al 5%), piccola elevazione protetta da un parco naturale e in vetta alla quale si trova un faro gestito dalla Marina Militare. Subito prima di giungere a Fiorenzuola di Focara, piccolo borgo che fu citato anche da Dante nel ventottesimo canto dell’Inferno, si abbandonerà la panoramica per rientrare sulla parallela e più filante statale all’altezza della Siligata, modesto valico che vanta il primato di essere stato la prima salita affrontata al Giro d’Italia, inserita nel percorso della Bologna-Chieti, seconda tappa della storica edizione del 1909. Si entrerà velocemente in Romagna imboccando la circonvallazione di Cattolica prima di iniziare la seconda “escursione” sulle strade dell’entroterra adriatico, stavolta serpeggiando tra le basse collinette che fanno da collante tra il litorale e il Montefeltro. All’inizio di questo tratto il percorso sfilerà accanto all’Autodromo di Santamonica, inaugurato nel 1972 e dal 2012 intitolato alla memoria di Marco Simoncelli, poi si andrà ad affrontare la pedalabile ascesa di Cà Urbinati (2.6 Km al 3.6%), che precede di poco il passaggio da Coriano, borgo che si attraversa affrontando uno strappo di 800 metri al 6% e che presenta un castello che appartenne alla famiglia Malatesta. Immediatamente dopo si dovrà superare un’altra piccola e ripida “côte” (700 metri all’8%), poi si giungerà a Ospitaletto, dove s’incrocerà quello che era stato il tracciato della cronoscalata di San Marino del Giro dello scorso anno. In un succedersi di saliscendi si andrà a superare ora una salita di 1.4 Km al 5% che si concluderà nei pressi del bivio per San Patrignano, la comunità di recupero per tossicodipendenti fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli. Alle porte della Repubblica di San Marino si dovrà superare l’ultima collinetta di giornata (Santa Cristina, 300 metri al 6%) poi si riguadagnerà definitavamente la pianura procedendo in direzione di Santarcangelo di Romagna, centro nella cui rocca si ritiene siano avvenute le vicende amorose di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, i cognati che ispireranno a Dante Alighieri il quinto canto dell’Inferno.
Il finale di gara si snoderà sul tratto terminale della Via Emilia, che attraverserà ora le terre natali del ballo liscio (Secondo Casadei, l’autore di “Romagna Mia”, era nativo della vicina Gatteo) ma le note che a questo punto si uderanno in gruppo saranno quelle decisamente più rock dell’oramai prossima volata, uno sprint per il quale molti venderanno cara la pelle prima d’aggingersi ad affrontare percorsi decisamente più ardui.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

La spiaggia di Porto Sant’Elpidio

Civitanova Marche, porta d’accesso al borgo fortificato di Civitanova Alta

Porto Recanati, area archeologica di Potentia

Porto Recanati, Castello Svevo

La Selva di Castelfidardo vista dalla strada che percorreranno I “girini”

La Rocca Roveresca di Senigallia in una scena di “Cuore” (www.davinotti.com)

La Rocca Roveresca di Senigallia in una scena di “Cuore” (www.davinotti.com)

Faro di Monte San Bartolo

Autodromo di Santa Monica

Coriano, castello malatestiano

Comunità di San Patrignano

Santarcangelo di Romagna, Rocca Malatestiana

Turisti a passeggio sulla spiaggia di Rimini e, in trasparenza, l’altimetria dell’undicesima tappa del Giro 2020 (Centro Nautico Alla Deriva)

Turisti a passeggio sulla spiaggia di Rimini e, in trasparenza, l’altimetria dell’undicesima tappa del Giro 2020 (Centro Nautico Alla Deriva)

BARBIER, SORPRESA ALLO SPRINT A SAN JUAN

gennaio 27, 2020 by Redazione  
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Si apre con una sorpresa la trentottesima edizione della Vuelta a San Juan, poichè nell’arrivo in volata a San Juan i favoriti di giornata sono stati battuti dal rampate transalpino Rudy Barbier della Israel Start-Up Nation. Battuto, in seconda posizione, un Manuel Belletti (Androni Sidermec) che mastica amaro per uno sprint e una vittoria largamente alla sua portata. Terzo posto per il corridore di casa Tomas Contte (Equipo Municipalidad de Pocito). Quarto Juan Sebastián Molano (UAE Team Emirates) e quinto Álvaro José Hodeg ( Deceuninck – Quick Step). Sesto un deludente Peter Sagan (Bora Hansgrohe), ancora non in condizione. Nella top ten anche il nostro connazionale Luca Wackermann della Vini Zabù KTM, giunto all’ottavo posto.

Nell’ondulata tappa d’apertura della corsa argentina si vedevano vari tentativi di fuga, in uno dei quali entravano tre italiani in azione, tutti e tre al debutto con la casacca di nuova formazione, Mattia Bais dell’Androni Giocattoli-Sidermec, Andrea Di Renzo della Vini Zabù-KTM e Filippo Zaccanti della Bardiani-CSF-Faizanè. Il gruppo non lasciava spazio e annullava ogni tentativo di attacco ricompattando tutto il plotone a meno 36 km dall’arrivo.
Da segnalare una brutta caduta avvenuta a 3400 metri dalla conclusione con tanti corridori a terram tagliati fuori dai giochi per il successo finale. Lo sprint che veniva vinto a sorpresa da Barbier, mentre il velocista più atteso, Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) rimaneva imbottigliato e rinunciava persino a lottare per la vittoria, vanificando così il lavoro fatto da “Maxi” Richeze e dagli altri compagni di squadra e terminando al nono posto.
Appuntamento a domani con la seconda tappa, un circuito quasi totalmente pianeggiante di quasi 170 Km con traguardo fissato sulle strade del dipartimento di Pocito.

Luigi Giglio

Rudy Barbier sorprende i velocisti più quotati a San Juan (Getty Images)

Rudy Barbier sorprende i velocisti più quotati a San Juan (Getty Images)

HOLMES SPODESTA PORTE DAL TRONO DI WILLUNGA, MA LA CORONA È DELL’AUSTRALIANO

gennaio 26, 2020 by Redazione  
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A Willunga Hill la (maxi) fuga che non ti aspetti premia il coraggio di Matthew Holmes (Team Lotto Soudal), abile a resistere al ritorno degli uomini di classifica ed a scattare nei metri finali mettendosi alle spalle proprio Richie Porte (Team Trek Segafredo), che così non riesce ad ottenere il settimo successo consecutivo nella tappa regina del Tour Down Under. Nonostante questo “scippo” l’australiano vince nettamente la corsa di casa dimostrando di essere molto più in palla dell’ex maglia ocra Daryl Impey (Mitchelton Scott) già sulle prime pendenze della salita finale. Da segnalare un ottimo Diego Ulissi (UAE Team Emirates), secondo in classifica generale.

Anche quest’anno la salita di Willunga Hill sarà il giudice inappellabile del Tour Down Under. Gira e rigira, si arriva all’ultima tappa – fino a due anni fa, a dire il vero, era la penultima – con le idee ancora non troppo chiare su chi potrà vincere il Tour Down Under. Ne sono esempi lampanti proprio le ultime due edizioni, nelle quali Daryl Impey (Mitchelton-Scott) dava l’impressione di dover essere battuto in partenza da Richie Porte (Trek – Segafredo) e invece aveva vinto tra lo stupore generale. Sia nel 2018, sinel 2019 Porte vinse sulla salita simbolo della corsa, ma un inossidabile Impey arrivò rispettivamente secondo e terzo, garantendosi la vittoria finale con gli abbuoni guadagnati negli sprint intermedi. La stessa cosa si stava concretizzando quest’anno, anche se la salita di Paracombe, arrivo della terza frazione, aveva permesso a Porte di portarsi questa volta molto più vicino in classifica generale al sudafricano, con soli due secondi a dividere i contendenti. Oltre ai due “litiganti”, sono comunque molti i pretendenti alla vittoria perchè la classifica è ancora abbastanza corta e Gente come Diego Ulissi (UAE Team Emirates), Rohan Dennis (INEOS), Robert Power (Sunweb) e Simon Yates (Mitchelton Scott) potrebbero dire la loro nell’ultima tappa. Dopo la partenza da McLaren Vale si formava subito la fuga di giornata, un maxi tentativo di ventisei uomini, uno dei più “nutriti” della storia recente del Tour Down Under: tra gli altri ne facevano parte cinque ciclisti di casa – Michael Storer (Team Sunweb), Dylan Sunderland (NTT Pro Cycling), Mitchell Docker (EF Education First), Samuel Welsford e Cameron Scott (UNISA Australia) – mentre era da sottolineare la presenza di tre italiani, Manuele Boaro (Astana), Marco Marcato (UAE Team Emirates) e Cesare Benedetti (Bora Hansgrohe). Il vantaggio della fuga sfiorava i 4 minuti a poco più di 100 km dal termine. Andrè Greipel (Israel Start-Up Nation) si aggiudicava il primo sprint intermedio di Shapper Point, posto al km 63. A 75 km dalla conclusione il vantaggio della fuga era salito a 4 minuti e 45 secondi. Welsford transitava per primo al successivo traguardo volante di Shapper Point, al km 103. Si avvicinava così la prima ascesa verso Willunga Hill. Molto attiva in testa al gruppo era la Trek Segafredo con il campione del mondo Mads Pedersen a tirare. Il gruppo limava qualcosa sulla fuga e a 35 km dalla conclusione il suo ritardo era sceso a 3 minuti e 20 secondi. Joey Rosskopf (CCC) scollinava in prima posizione al primo passaggio dal traguardo, conquistando anche i punti del GPM e facendo così definitivamente sua la speciale classifica. In testa restava un gruppo di 12 ciclisti, i superstiti della fuga. Il gruppo maglia ocra inseguiva ad oltre 1 minuto e mezzo di ritardo quando mancavano circa 5 km dall’arrivo. Stava per iniziare l’ultima salita verso Willunga Hill. I primi attacchi venivano portati, all’interno del gruppo di testa, da Luke Rowe (INEOS) e da Jonas Rutsch (EF Education First). Alle loro spalle la Trek Segafredo imprimeva subito un ritmo elevato e Impey appariva in difficoltà. Il gruppo inseguitore si spezzettava in più parti con Porte che accelerava a poco più di 2 km dall’arrivo. Gli resisteva soltanto Yates, che però si defilava quando mancava poco più di un chilometro all’arrivo. Porte insisteva nella sua azione e raggiungeva la testa della corsa quando mancavano 800 metri al traguardo. Riuscivano in qualche modo a tenere testa allo scatenato australiano soltanto Boaro e Matthew Holmes (Lotto Soudal). Porte, capendo di essere ormai il vincitore, lasciava la vittoria ad Holmes che scattava negli ultimi 100 metri e sopravanzava l’australiano per 3 secondi, mentre Boaro era terzo a 4 secondi. A sette secondi giungeva il primo gruppetto con, tra gli altri, Ulissi, Dennis e Simon Geschke (CCC). Impey stringeva i denti ma non riusciva a fare meglio del ventesimo posto, a 29 secondi da Holmes ma soprattutto a 26 secondi da Porte. Holmes ottiene così a 27 anni suonati la sua prima vittoria in una corsa WT e Porte vince per la seconda volta in carriera il Tour Down Under. Una vittoria fortemente voluta dopo una miriade di secondi posti. Da sottolineare l’ottimo secondo posto di Diego Ulissi, a 25 secondi da Porte. Il toscano ha sempre fatto bene in Australia e ne abbiamo avuto un’ulteriore conferma. Per quanto riguarda le altre classifiche, Jasper Philipsen (UAE Team Emirates) vince la maglia verde di leader della classifica a punti, Pavel Sivakov (INEOS) fa sua la maglia bianca di miglior giovane, Rosskopf vince come già accennato la classifica dei GPM mentre il Team INEOS è la migliore squadra. Il ciclismo che conta si sposta adesso in Sud America dove da oggi fino al 2 Febbraio si svolgerà la Vuelta a San Juan e dove inizierà il 2020 ciclistico di gente come Peter Sagan (Bora Hansgrohe), Julian Alaphilippe (Deceuninck Quick Step) e Fernando Gaviria (UAE Team Emirates).

Giuseppe Scarfone

Willunga stavolta non è sua, ma la soddisfazione per Richie Porte è tanta: sua la 22a edizione del Tour Down Under (foto Bettini)

Willunga stavolta non è sua, ma la soddisfazione per Richie Porte è tanta: sua la 22a edizione del Tour Down Under (foto Bettini)

26-01-2020

gennaio 26, 2020 by Redazione  
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SANTOS TOUR DOWN UNDER (Australia)

Il britannico Matthew Holmes (Lotto Soudal) si è imposto nella sesta ed ultima tappa, McLaren Vale – Willunga Hill, percorrendo 151.5 Km in 3h24′54″ alla media di 44.36 Km/h. Ha preceduto di 3″ l’australiano Richie Porte (Trek – Segafredo) e di 4″ l’italiano Manuele Boaro (Astana Pro Team). Porte si impone in classifica con 25″ sull’italiano Diego Ulissi (UAE-Team Emirates) e sul tedesco Simon Geschke (CCC Team)

VUELTA A SAN JUAN INTERNACIONAL (Argentina)

Il francese Rudy Barbier (Israel Start-Up Nation) si è imposto nella prima tappa, circuito di San Juan, percorrendo 163.5 Km in 3h45′14″ alla media di 43.55 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’italiano Manuel Belletti (Androni Giocattoli – Sidermec) e l’argentino Tomas Contte (Equipo Continental Municipalidad de Pocito). Barbier è il primo leader della classifica con 4″ su Belletti e 6″ su Contte.

LA TROPICALE AMISSA BONGO (Gabon)

Il francese Lorrenzo Manzin Team (Team Total Direct Énergie) si è imposto nella settima ed ultima tappa, Nkok – Libreville, percorrendo 128 Km in 2h49′56″ alla media di 45.19 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’algerino Youcef Reguigui (nazionale algerina) e l’italiano Riccardo Minali (NIPPO DELKO One Provence). In gara anche l’italiano Attilio Viviani (Cofidis, Solutions Crédits), 25°. Il francese Jordan Levasseur (Natura4Ever – Roubaix Lille Métropole) si impone in classifica con 1″ sull’eritreo Natnael Tesfatsion (nazionale eritrea) e 4″ sul francese Emmanuel Morin (Cofidis, Solutions Crédits). Viviani 32° a 15′37″, Minali 49° a 24′17″

L’ITALIA S’È DESTA NEL PORTO DELLA VITTORIA, NIZZOLO PRECEDE CONSONNI AL TOUR DOWN UNDER

gennaio 25, 2020 by Redazione  
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A Victor Harbor una volata ristretta premia Giacomo Nizzolo (NTT Pro Cycling), abile a sfruttare il lavoro dei compagni negli ultimi chilometri di una tappa molto vivace, caratterizzata dal ribaltone in classifica generale, grazie agli abbuoni ottenuti negli sprint intermedi, da parte di Daryl Impey (Mitchelton Scott), che ora è la nuova maglia ocra con 2 secondi di vantaggio su Richie Porte (Trek Segafredo). Domani a Willunga Hill sapremo chi avrà la meglio fra i due avversari che, a meno di sorprese, si contenderanno la vittoria finale del Tour Down Under 2020.

Il Tour Down Under 2020 si avvia alla conclusione ed oggi propone la quinta tappa da Glenleng a Victor Harbor, che dovrebbe riservare un arrivo in volata. I velocisti avranno quindi l’ultima possibilità di dire la loro prima dell’ultima tappa di Willunga Hill, nella quale si deciderà il vincitore della breve corsa australiana. Da seguire anche la tattica della Mitchelton Scott che dovrebbe lavorare per Daryl Impey nella prima parte della tappa, visto che i due traguardi intermedi di McLaren Flat e di Meadows Memorial Hall possono garantire al ciclista sudafricano ulteriori secondi d’abbuono dopo quelli già ottenuti nella tappa di ieri. Dopo la partenza da Glenleng il primo ciclista che provava l’attacco era Axel Domont (AG2R La Mondiale). Il francese arrivava ad avere un vantaggio di circa un minuto ma la Mitchelton Scott, come previsto, non voleva dare spazio alla fuga fino al km 58 e così Domont veniva ripreso al km 30. Il primo sprint intermedio vedeva Mads Pedersen (Trek Segafredo) imporsi su Impey e Robert Power (Sunweb). Il sudafricano si rifaceva con gli interessi al successivo sprint intermedio, prevalendo su Jasper Philipsen (UAE Team Emirates) e su Pedersen ed andando così a conquistare l’abbuono che gli consentire di vestire, per ora virtualmente, la maglia ocra con 2 secondi di vantaggio su Porte. Nella seconda parte della tappa in molti provavano la fuga e tra i ciclisti più attivi erano da segnalare Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Ian Stannard (INEOS), Iljo Keisse (Deceuninck Quick Step) e Michael Schwartzmann (Bora Hansgrohe), ma una scatenata Mitchelton Scott continuava a chiudere regolarmente. Alla fine la coppia del Team UNISA Australia formata da Samuel Jenner e Samuel Welsford riusciva a conquistare un margine di oltre un minuto sul gruppo quando mancavano circa 60 km all’arrivo. Ma il gruppo teneva a bada anche questo tentativo e recuperava inesorabilmente. Ai piedi dell’unico GPM di giornata, la salita di Kerby Hill posta a circa 20 km dall’arrivo, il gruppo riprendeva Jenner e Welsford. Era Porte, probabilmente “scottato” dal fatto di aver perso la maglia ocra, a transitare in prima posizione davanti a Impey. Un primo gruppo costituito dagli uomini di classifica conduceva la corsa a meno di 20 km dall’arrivo. I velocisti, o meglio ciò che rimaneva di loro nel gruppo inseguitore, provavano a rientrare in testa alla corsa. A contendersi la vittoria finale era alla fine una cinquantina di ciclisti, con la Mitchelton Scott sempre in testa a tirare il gruppo e magari a consentire ad Impey di giocarsi anche la vittoria di tappa, aumentando il vantaggio su Porte. Da segnalare nelle posizioni di testa un nutrito drappello di uomini della NTT Pro Cycling Team, che lavoravano per Giacomo Nizzolo. Era proprio l’italiano ad avere la meglio in volata su Simone Consonni (Cofidis) e Sam Bennett (Deceuninck Quick Step). Chiudevano la top fine Michael Mørkøv (Deceuninck Quick Step) e Jasper Philipsen, mentre Caleb Ewan (Lotto Soudal), già vincitore di due tappe, doveva accontentarsi soltanto dell’ottavo posto. Oltre a dare all’Italia la prima vittoria stagionale in una corsa WT, Nizzolo fa felice anche Bjarne Riis, tornato nel ciclismo che conta proprio come direttore generale della NTT Pro Cycling. Come già detto, la classifica generale vede ora Impey sopravanzare Porte per 2 secondi mentre Robert Power è terzo a 9 secondi. Ci sono tutti i presupposti perchè l’ultima tappa sia davvero appassionante. A Willunga Hill Richie Porte resta il favorito d’obbligo e vuole tornare al successo in una corsa che sente sua, visto che negli ultimi cinque anni ha già vinto una volta e collezionato ben 4 secondi posti. Ma Impey, che oggi ha tenuto bene sulla salita di Kerby Hill, non farà da sparring partner e vorrà provare per il terzo anno consecutivo a scombinare i piani del ciclista australiano. In più ci sono due sprint intermedi (uno al km 63 ed uno al km 103) che potrebbero contribuire a mettere ulteriore pepe alla corsa.

Giuseppe Scarfone

Giacomo Nizzolo firma la prima vittoria italiana nel World Tour 2020 (foto Bettini)

Giacomo Nizzolo firma la prima vittoria italiana nel World Tour 2020 (foto Bettini)

25-01-2020

gennaio 25, 2020 by Redazione  
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SANTOS TOUR DOWN UNDER (Australia)

L’italiano Giacomo Nizzolo (NTT Pro Cycling) si è imposto nella quinta tappa, Glenelg – Victor Harbor, percorrendo 149.1 Km in 3h32′45″ alla media di 42.05 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’italiano Simone Consonni (Cofidis, Solutions Crédits) e l’irlandese Sam Bennett (Deceuninck – Quick Step). Il sudafricano Daryl Impey (Mitchelton-Scott) è il nuovo leader della classifica con 2″ sull’australiano Richie Porte (Trek – Segafredo) e 9″ sull’australiano Robert Power (Team Sunweb). Miglior italiano Diego Ulissi (UAE-Team Emirates), 6° a 17″

GRAVEL AND TAR CLASSIC

Il neozelandese Hayden McCormick (Black Spoke Pro Cycling Academy) si è imposto nella corsa neozelandese, Feilding – Palmerston, percorrendo 133.2 Km in 3h27′32″ alla media di 38.51 Km/h. Ha preceduto di 3′23″ il connazionale Luke Mudgway (Black Spoke Pro Cycling Academy) e l’australiano Samuel Volkers (Memil – CCN Pro Cycling). Nessun italiano in gara

GP BELEK

Il turco Emre Yavuz (Salcano Sakarya BB Team) si è imposto nella corsa turca, circuito di Aksu, percorrendo 122.8 Km in 2h56′02″ alla media di 41.86 Km/h. Ha preceduto allo sprint il connazionale Onur Balkan (Salcano Sakarya BB Team) e Alexei Shnyrko (Minsk Cycling Club). Nessun italiano in gara

LA TROPICALE AMISSA BONGO (Gabon)

L’eritreo Biniyam Ghirmay (NIPPO DELKO One Provence) si è imposto nella sesta tappa, circuito di Port-Gentil, percorrendo 127.2 Km in 2h47′39″ alla media di 46.85 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’algerino Yacine Hamza (nazionale algerina) e l’italiano Attilio Viviani (Cofidis, Solutions Crédits). In gara anche l’italiano Riccardo Minali (NIPPO DELKO One Provence) 71° a 8′10″. L’eritreo Natnael Tesfatsion (nazionale eritrea) è ancora leader della classifica con 1″ sul francese Jordan Levasseur (Natura4Ever – Roubaix Lille Métropole) e 4″ sul francese Emmanuel Morin (Cofidis, Solutions Crédits). Viviani 35° a 15′35″, Minali 61° a 24′19″

EWAN COGLIE IL BIS, PORTE CONTINUA LA SUA MARCIA IN OCRA

gennaio 24, 2020 by Redazione  
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A Murray Bridge velocisti protagonisti e la volata premia Caleb Ewan (Lotto Soudal), abile a superare Sam Bennett (Deceuninck Quick Step) negli ultimi metri prima della linea del traguardo. Il piccolo australiano ottiene la sua seconda vittoria al Tour Down Under 2020 mentre in classifica generale Richie Porte (Trek Segafredo) è sempre primo, anche se Daryl Impey (Mitchelton Scott) gli rosicchia 3 secondi grazie agli abbuoni ottenuti negli sprint intermedi.

Dopo la vittoria e la relativa conquista della maglia ocra nella terza tappa, Richie Porte (Trek Segafredo) può godersi due giorni di tranquillità nella quarta e quinta frazione del Tour Down Under 2020 prima del gran finale dell’ultima tappa di Willunga Hill, dove si deciderà il vincitore della breve corsa australiana. Oggi è in programma la quarta tappa da Norwood a Murray Bridge per un totale di 153 km. L’unico GPM di Mount Torrens, posto a metà del tracciato, non eviterà a nostro giudizio l’arrivo di una volata a ranghi compatti; spazio dunque ai velocisti che dovrebbero contendersi la vittoria anche nella tappa di domani. Dopo la partenza da Norwood ci provava Laurens De Vreese (Astana), il quale si avvantaggiava di una ventina di secondi sul gruppo, ma quest’ultimo rinveniva sul belga nel giro di un paio di chilometro Il primo sprint intermedio di Cudlee Creek Hotel, posto al km 18, faceva gola a molti e in particolare a Daryl Impey (Mitchelton Scott). La squadra di casa, insieme a Team INEOS e Team Sunweb, facevano infatti l’andatura in testa al gruppo. Era Jasper Philipsen (UAE Team Emirates) ad aggiudicarselo su Mads Pedersen (Trek Segafredo) e lo stesso Impey. Il successivo sprint intermedio di Victoria Terrace, posto al km 40, impediva ancora alla fuga di partire. Era stavolta la Mitchelton Scott a tenere il gruppo compatto per consentire ad Impey di racimolare qualche altro secondo d’abbuono. Il sudafricano in questa occasione volta transitava in seconda posizione, superato ancora una volta da Philipsen. In totale Impey guadagnava così 3 secondi sulla maglia ocra, indossata da Porte. La fuga finalmente aveva via libera e si formava dopo il km 40 ad opera del sempre presente De Vreese, cui si univano James Piccoli (Israel Start-Up Nation), Joey Rosskopf (Team CCC), e i Movistar Jorge Arcas e Sergio Samitier. A 100 km dal termine la fuga aveva 2 minuti di vantaggio sul gruppo, che accusava un passivo massimo di 3 minuti e 20 secondi prima dell’ascesa verso Mount Torrens, unico GPM di giornata posto al km 76. Era Rosskopf ad aggiudicarselo poi, a 60 km dal termine, il vantaggio della fuga scendeva a un minuto. Il gruppo riprendeva i fuggitivi a poco meno di 30 km dall’arrivo. Le squadre dei velocisti erano già al lavoro per consentire ai propri capitani di esprimersi al meglio nella volata. George Bennett, uomo di classifica del Team Jumbo Visma, restava nelle retrovie anche a causa di alcuni ventagli, ma riusciva a rientrare in gruppo. Negli ultimi chilometri era la Deceuninck Quick Step a farsi vedere con più costanza in testa al gruppo. Sam Bennett (Deceuninck Quick Step) lanciava la volata ma veniva supertao da Caleb Ewan (Lotto Soudal), il quale vinceva sul traguardo di Murray Bridge portando a due le vittorie al Tour Down Under 2020. In terza posizione chiudeva il podio di giornata Jasper Philipsen, quarto si piazzava Andrè Greipel (Israel Start-Up Nation) mentre quinto e primo degli italiani era Alberto Dainese (Sunweb). Nella top ten da segnalare il settimo posto di Giacomo Nizzolo (NTT Pro Cycling). In classifica generale Porte ha ora un vantaggio di 3 secondi su Impey e di 8 secondi su Robert Power (Sunweb). Domani, come già detto all’inizio, i velocisti avranno l’ultima occasione per vincere al Tour Down Under 2020 con la quinta tappa da Glenleng a Victor Harbor; sono 149 i km che i ciclisti dovranno affrontare e la volata, come detto, è più che probabile anche se il breve ma difficile GPM di Kerby Hill a 20 km dall’arrivo – poco più di un km e mezzo all’8.7% di pendenza media – potrebbe togliere di mezzo qualcuno. Inoltre la Mitchelton Scott potrebbe nuovamente tenere chiusa la corsa fino al secondo dei due traguardi volanti, posto al km 58, ai quali Daryl Impey potrebbe rosicchiare ancora qualche secondo a Porte in vista dell’ultima e decisiva tappa di Willunga Hill.

Giuseppe Scarfone

Unaltra perla di Caleb Ewan nella corsa di casa (foto Bettini)

Un'altra perla di Caleb Ewan nella corsa di casa (foto Bettini)

24-01-2020

gennaio 24, 2020 by Redazione  
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SANTOS TOUR DOWN UNDER (Australia)

L’australiano Caleb Ewan (Lotto Soudal) si è imposto nella quarta tappa, Norwood – Murray Bridge, percorrendo 152.8 Km in 3h29′08″ alla media di 43.84 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’irlandese Sam Bennett (Deceuninck – Quick Step) e il belga Jasper Philipsen (UAE-Team Emirates). Miglior italiano Alberto Dainese (Team Sunweb), 5°. L’australiano Richie Porte (Trek – Segafredo) è ancora leader della classifica con 3″ sul sudafricano Daryl Impey (Mitchelton-Scott) e 8″ sul connazionale Robert Power (Team Sunweb). Miglior italiano Diego Ulissi (UAE-Team Emirates), 6° a 15″

LA TROPICALE AMISSA BONGO (Gabon)

L’algerino Youcef Reguigui (nazionale algerina) si è imposto nella quinta tappa, Lambaréné – Kango, percorrendo 82 Km in 1h45′01″ alla media di 46.85 Km/h. Ha preceduto allo sprint il connazionale Yacine Hamza (nazionale algerina) e il francese Emmanuel Morin (Cofidis, Solutions Crédits). Due italiani in gara: Riccardo Minali (NIPPO DELKO One Provence) 4°, Attilio Viviani (Cofidis, Solutions Crédits) 5°. L’eritreo Natnael Tesfatsion (nazionale eritrea) è ancora leader della classifica con 2″ sul francese Jordan Levasseur (Natura4Ever – Roubaix Lille Métropole) e 6″ su Morin. Viviani 39° a 15′39″, Minali 41° a 16′09″

PORTE, TAPPA E MAGLIA A PARACOMBE. BUONA PROVA DI ULISSI

gennaio 23, 2020 by Redazione  
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Sull’arrivo in salita di Paracombe Richie Porte (Trek – Segafredo) fa sua la terza tappa del Tour Down Under 2020 grazie ad uno scatto deciso a circa un chilometro dall’arrivo. L’australiano non trova avversari sulla sua strada visto che Robert Power (Sunweb), secondo al traguardo, paga un ritardo di 5 secondi. Da segnalare il buon quinto posto di Diego Ulissi (UAE Team Emirates). Porte è la nuova maglia ocra con un vantaggio di 6 secondi su Daryl Impey (Mitchelton Scott) ed aspetta ora la tappa regina di Willunga Hill per consacrarsi definitivamente.

La terza tappa del Tour Down Under 2020 vede alla partenza da Unley Caleb Ewan (Lotto Soudal) in maglia ocra, mentre non fanno più parte della corsa Ben Hermans (Israel Start-Up Nation) e Rafa Valls (Bahrain McLaren), costretti al ritiro dopo la brutta caduta avvenuta nel finale della tappa di Stirling. Il primo in particolare ha riportato diverse fratture alla spalla ed alle costole ed è già in Belgio per operarsi. Tornando alla tappa odierna, essa ci dirà molto sulle ambizioni di vittoria finale dei ciclisti più accreditati, visto che il traguardo di Paracombe è posto in vetta ad una salita breve ma davvero tosta, con pendenze massime che sfiorano il 20%. La tappa è stata caratterizzata da una fuga a tre composta da Geoffrey Bouchard (AG2R), Guillaume Boivin (Israel Start-Up Nation) e Miles Scotson (Groupama FDJ). Gli attaccanti di giornata partivano al km 0 e già dopo 4 km avevano 2 minuti e 40 secondi sul gruppo. Il gruppo iniziava blandamente a condurre l’inseguimento mettendo in testa uomini della Trek Segafredo e della Mitchelton Scott. A 85 km dall’arrivo il vantaggio della fuga era di 2 minuti e 10 secondi. Scotson si aggiudicava il primo sprint intermedio di Inglewood posto al km 83, mentre Boivin si aggiudicava quello successivo, posto al km 95. A poco più di 30 km dal termine il gruppo era segnalato in forte recupero sulla fuga, che adesso aveva soltanto 50 secondi di vantaggio. Jay McCarthy, uomo di punta della Bora Hansgrohe e terzo della classifica generale nel 2017, era vittima di una caduta a meno di 20 km dall’arrivo e diceva così addio ai sogni di gloria. Erano sempre Trek Segafredo e Mitchelton Scott a condurre l’inseguimento sulla testa della corsa. La fuga veniva ripresa a meno di 10 km dall’arrivo. Il gruppo giungeva ai piedi dello strappo finale verso Paracombe forte di una quarantina di unità. Il primo a scattare era Marco Marcato (UAE Team Emirates), la cui azione durava un centinaio di metri, quando era la Trek Segafredo di Richie Porte a chiudere su di lui. Era proprio il tasmaniano a contrattaccere a e fare subito il vuoto, con INEOS e Mitchelton Scott che cercavano di fare alle sue spalle un ritmo regolare per i rispettivi capitani Rohan Dennis e Daryl Impey. Ma l’azione di Porte non si esauriva; l’australiano rilanciava continuamente e andava a vincere sul traguardo di Paracombe con 5 secondi di vantaggio su un gruppetto di otto ciclisti regolato da Robert Power (Sunweb), mentre in terza posizione si piazzava Simon Yates (Mitchelton Scott). Chiudevano la top five Dennis e Diego Ulissi (UAE Team Emirates), primo italiano al traguardo. Porte conquista la prima vittoria stagionale sullo stesso arrivo che lo vide trionfare nel 2017 e veste la maglia ocra con 6 secondi di vantaggio su Impey e 9 secondi su Rober Power, per una classifica generale ancora abbastanza fluida, visto che sono presenti 10 ciclisti racchiusi in 23 secondi. Tra questi c’è anche il citato Ulissi, attualmente 6° a 16″, che sin dal 2014 (con le esclusioni delle due edizioni successivi), termina la corsa australiano da miglior italiano della classifica. Domani è in programma la quarta tappa da Norwood a Murray Bridge (153 km), che presenta un solo GPM di seconda categoria a metà percorso. Sarà quasi certamente volata con i velocisti pronti a sfidarsi per la vittoria, in attesa della penultima tappa con un finale non del tutto banale ma soprattutto dell’ultima frazione di Willunga Hill dove si deciderà la breve corsa australiana con Porte che, alla luce della tappa di oggi, veste ampiamente i panni di principale favorito.

Giuseppe Scarfone

Richie Porte vince a Paracombe e punta con decisione al bis al Tour Down Under, già conquistato nel 2017 (foto Bettini)

Richie Porte vince a Paracombe e punta con decisione al bis al Tour Down Under, già conquistato nel 2017 (foto Bettini)

23-01-2020

gennaio 23, 2020 by Redazione  
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SANTOS TOUR DOWN UNDER (Australia)

L’australiano Richie Porte (Trek – Segafredo) si è imposto nella terza tappa, Unley – Paracombe, percorrendo 131 Km in 3h14′09″ alla media di 40.48 Km/h. Ha preceduto di 5″ il connazionale Robert Power (Team Sunweb) e il britannico Simon Yates (Mitchelton-Scott). Miglior italiano Diego Ulissi (UAE-Team Emirates), 5° a 5″. Porte è il nuovo leader della classifica con 6″ sul sudafricano Daryl Impey (Mitchelton-Scott) e 9″ su Power. Miglior italiano Ulissi, 6° a 15″

LA TROPICALE AMISSA BONGO (Gabon)

Il camerunense Clovis Kamzong Abessolo (nazionale camerunense) si è imposto nella quarta tappa, Lambaréné – Mouila, percorrendo 190 Km in 4h16′28″ alla media di 41.50 Km/h. Ha preceduto allo sprint il ruandese Joseph Areruya (nazionale ruandese) e di 7″ il marocchino El Houcaine Sabbahi (nazionale marocchina). Due italiani in gara: Riccardo Minali (NIPPO DELKO One Provence) 6° a 4′13″, Attilio Viviani (Cofidis, Solutions Crédits) 7° a 4′13″. L’eritreo Natnael Tesfatsion (nazionale eritrea) è ancora leader della classifica con 4″ sul francese Jordan Levasseur (Natura4Ever – Roubaix Lille Métropole) e 9″ sul francese Emmanuel Morin (Cofidis, Solutions Crédits). Viviani 45° a 15′37″, Minali 47° a 16′07″

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