UNA TAPPA D’APPARENTE CALMA PIATTA

Una tappa di totale pianura può risultare indigesta? Sì, se si corre in zone dove il vento la fa spesso da padrone e dove Pantani corse il rischio di giocarsi la vittoria al Giro d’Italia del 1998. La tappa era quella di Lecce, che attraversava le stesse terre che ospiteranno il finale di questa frazione e lungo la quale il “Pirata” e i suoi uomini della Mercatone Uno si ritrovano nel ventaglio sbagliato, arrivando ad accumulare un passivo che impiegarono quasi 20 minuti d’affannosa rincorsa per annullare.

La tappa è liscia liscia e, vista l’altimetria, al telespettatore di ciclismo verrebbe quasi voglia di passare oltre, di prendersi un altro impegno e di rimandare l’appuntamento al giorno successivo, quando è in programma la più tormentata frazione di Vieste. Il consiglio, comunque, è di registrarsela questa tappa e di rivedersela con calma la sera, perché le sorprese potrebbero comunque non mancare, nonostante il tracciato sembri non promettere emozioni. Anche oggi il vero osso duro da digerire sarà costituito dal vento e non soltanto per il lungo tratto da percorrere in riva allo Jonio a inizio tappa; infatti, i tratti più insidiosi arriveranno nel finale, quando ci si allontanerà dalla costa per inoltrarsi sull’altopiano delle Murge, zona dove le folate – che hanno libero sfogo a causa della mancanza di elevazioni – spesso sono risultate determinati al Giro di Puglia, corsa a tappe disputata l’ultima volta nel 1998. Anche alla Corsa Rosa il gruppo si trovò a fare i conti con il vento da queste parti e in particolare nello stesso anno Marco Pantani rischiò di compromettere l’edizione del Giro che poi vincerà proprio nella frazione che si disputava tra Matera e Lecce, nel cui finale si percorreranno le stesse terre attraversata dalla Castrovillari-Brindisi. Quando mancavano 50 Km al traguardo il “Pirata” e la sua ciurma della Mercatone-Uno si ritrovarono di parecchio staccati dal gruppo principale e ci vollero quasi 20 minuti di rincorsa forsennata per ricucire il ventaglio e tornare in testa alla corsa, dove la Mapei si era schierata compatta davanti a tutti nel tentativo di “far fuori” lo scalatore di Cesenatico.
Questa frazione d’apparente calma piatta prenderà il via in discesa da Castrovillari, planando dolcemente dalle prime pendici del Pollino nei primi 20 Km, tanta strada si dovrà percorrere prima d’approdare in riva al Mar Jonio, che poi farà da costante compagno di viaggio al gruppo fino a Taranto, per quasi 130 Km. All’inizio di questo tratto si percorreranno le strade della cosiddetta “Costa degli Achei”, toccando per prima la località balneare di Villapiana Lido, presso la cui spiaggia si erge la Torre Vicereale del Capo Saraceno, costruita nel 1535 a protezione di queste terre dalle scorribande dei pirati. Ancor più imponente è il Castrum Petrae Roseti (Castello della Pietra di Roseto), voluto nell’XI secolo dall’imperatore Federico II di Svevia, nipote del celebre “Barbarossa”, e che il gruppo sfiorerà pochi chilometri dopo aver doppiato il promontorio di Capo Spulico, frequentata meta dagli appassionati d’immersioni subacque, diretti alla spettacolare “Secca di Amendolara”. A una sessantina di chilometri dal via i “girini” saluteranno la Calabria e giungeranno sulle strade della Basilicata, che sarà attraversata in direzione della Puglia per circa 40 Km, tratto nel quale si sfioreranno le aree archeologiche di Heraclea, situata nei pressi dell’odierna Policoro, e di Metaponto, delle due la più importante e il cui monumento di spicco era il Tempio di Hera, noto anche il soprannome di “Tavole Palatine”.
Al termine del tratto “marinaro” dell’ottava frazione si giungerà a Taranto dove il gruppo transiterà sul ponte di San Francesco di Paola, costruito nel 1887 e più noto come “Ponte Girevole” poiché progettato per “aprirsi” e permettere il passaggio delle navi dirette al Mar Piccolo. Attraversata una città che vanta anche interessanti monumenti (come la romano-gotica chiesa di San Domenico Maggiore, al cui esterno nel 1992 Lina Wertmüller girò con Paolo Villaggio alcune scene di “Io speriamo che me la cavo”), s’imboccherà il settore murgiano di questa frazione, introdotto da un tratto in leggero falsopiano ascendente che rappresenterà l’unica variante alla costanza della pianura e che inizierà dopo il passaggio da San Giorgio Jonico, centro situato presso la sommità della Serra del Belvedere, alta appena 137 metri sul livello del mare ma che consente una mirabile vista sul golfo di Taranto. Raggiunto lo scollinamento di quest’impercettibile ascesa si entrerà in provincia di Brindisi poco prima di giungere a Francavilla Fontana, la “Città degli Imperiali” così chiamata per il cognome della casata che governò per quasi due secoli questo centro che vanta, tra i suoi monumenti, la basilica pontificia minore del Santissimo Rosario, la chiesa di Maria Santissima della Croce, quella di San Sebastiano e, per l’appunto, il castello Imperiali, oggi sede municipale. Lasciata Francavilla inizierà il velocissimo tratto conclusivo di questa frazione, in quanto gli ultimi 35 Km si snoderanno in rettilineo quasi costante, disegnato in lievissima discesa lungo quello che era il tratto conclusivo della “regina viarum”, l’antica Via Appia che fu costruita tra la fine del fine IV secolo a.C e il III secolo per collegare Roma a “Brundisium”, l’odierna Brindisi. Seguendo la direttrice dell’antica strada consolare il gruppo giungerà così a Mesagne, comune tra i più popolosi della penisola salentina (vanta ben 22 frazioni) e il cui centro storico ricco di monumenti barocchi (come la chiesa matrice) è stato spesso scelto per girare videoclip da cantanti di fama come Gigi d’Alessio, Elisa e il gruppo dei Boomdabash, fondato nel 2002 proprio a Mesagne.
Non ci sarà tempo per distrazione canterine per il gruppo, che nelle orecchie avrà a questo punto solo il fruscio delle ruote e quello del quasi immancabile vento che spazza il Salento. E per qualcuno, se Eolo ci avrà messo ancora lo zampino, a Brindisi non ci sarà certamente la voglia di brindare…


Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI
Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Castrovillari, castello aragonese

Villapiana Lido, Torre Vicereale del Capo Saraceno

Immersione nella Secca di Amendolara (www.policorotv.it)

Uno scorcio del fondale della Secca di Amendolara (www.policorotv.it)

Castrum Petrae Roseti, Roseto Capo Spulico

L’area archelogica dell’antica Heraclea a Policoro

Metaponto, tempio di Hera

Taranto, Ponte Girevole

Scena di “Io speriamo che me la cavo” girata all’esterno della chiesa di San Domenico Maggiore a Taranto (www.davinotti.com)

Scena di “Io speriamo che me la cavo” girata all’esterno della chiesa di San Domenico Maggiore a Taranto (www.davinotti.com)

Francavilla Fontana, Castello Imperiali

Mesagne, Chiesa Matrice

Un tratto dell’infinito rettilineo che s’imbocca all’uscita da Mesagne

La scalinata e le due colonne romane poste al termine della Via Appia Antica a Brindisi e, in trasparenza, l’altimetria dell’ottava tappa del Giro 2020 (Google Street View)

La scalinata e le due colonne romane poste al termine della Via Appia Antica a Brindisi e, in trasparenza, l’altimetria dell’ottava tappa del Giro 2020 (Google Street View)

25-12-2019

dicembre 27, 2019 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il cileno Pablo Andrés Alarcón Cares (Canel’s – Specialized) si è imposto nella decima ed ultima tappa, circuito di Aurora de Heredia, percorrendo 99.5 Km in 2h35′11″ alla media di 38.47 Km/h. Ha preceduto di 2′37″ il russo Victor Manakov e il costaricense Pablo Mudarra Segura, Il costaricense Daniel Bonilla Quirós (Scotiabank – Nestlé – Métrica – Giant) si impone in classifica con 51″ sul messicano Efrén Santos Moreno e 1′49″ sull’honduregno Luis Fernando Enrique López Nolasco

24-12-2019

dicembre 27, 2019 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il costaricense Fabricio Quirós Araya (El Colono) si è imposto nella nona tappa, San Pedro Montes de Oca – Paraíso, percorrendo 120.8 Km in 3h20′52″ alla media di 36.09 Km/h. Ha preceduto di 2′20″ l’ecuadoregno Byron Patricio Guamá de la Cruz e il messicano Efrén Santos Moreno. Il costaricense Daniel Bonilla Quirós (Scotiabank – Nestlé – Métrica – Giant) è ancora leader della classifica con 54″ su Santos Moreno e 1′54″ sull’honduregno Luis Fernando Enrique López Nolasco

23-12-2019

dicembre 27, 2019 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il costaricense Sebastian Moya (Scotiabank – Nestlé – Métrica – Giant) si è imposto nell’ottava tappa, cronoscalata Cot – San Juan de Chicuá, percorrendo 12.3 Km in 39′34″ alla media di 18.65 Km/h. Ha preceduto di 13″ il messicano Efrén Santos Moreno e di 35″ il connazionale Daniel Bonilla Quirós (Scotiabank – Nestlé – Métrica – Giant), ancora leader della classifica con 54″ su Santos Moreno e 1′54″ sull’honduregno Luis Fernando Enrique López Nolasco

22-12-2019

dicembre 27, 2019 by Redazione  
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TOUR OF SELANGOR (Malesia)

Il malesiano Mohd Harrif Saleh (Terengganu Inc. TSG Cycling Team) si è imposto nella quinta ed ultima tappa, Klang – Shah Alam, percorrendo 87.7 Km in 1h58′27″ alla media di 44.42 Km/h. Ha preceduto allo sprint il connazionale Mohd Zamri Saleh e l’ìndonesiano Shafrifat Nandamulya. L’australiano Marcus Culey (Team Sapura Cycling) si impone in classifica con 9′53″ sul francese Loïc Desriac e 11′40″ sul giapponese Shotaro Watanabe

VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

L’ecuadoregno Harold Martin Lopez Granizo (nazionale ecuadoriana) si è imposto nella settima tappa, Pérez Zeledón – Pacayas, percorrendo 133.6 Km in 4h16′58″ alla media di 31.19 Km/h. Ha preceduto di 1′51″ il connazionale Byron Patricio Guamá de la Cruz e il russo Evgenii Tikhonin. Il costaricense Daniel Bonilla Quirós (Scotiabank – Nestlé – Métrica – Giant) è ancora leader della classifica con 34″ sull’olandese Reinier Honig e 1′16″ sull’honduregno Luis Fernando Enrique López Nolasco

21-12-2019

dicembre 22, 2019 by Redazione  
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In occasione delle festività natalizie l’aggiornamento degli ordini d’arrivo sarà sospeso per qualche giorno. Buon Natale a tutti.

TOUR OF SELANGOR (Malesia)

L’australiano Marcus Culey (Team Sapura Cycling) si è imposto anche nella quarta tappa, Selayang – Sungai Besar, percorrendo 145.2 Km in 3h16′57″ alla media di 44.23 Km/h. Ha preceduto di 23″ il panamense Christofer Robín Jurado López e di 2′32″ il giapponese Shotaro Watanabe. Culey è ancora leader della classifica con 9′53″ sul francese Loïc Desriac e 11′40″ su Watanabe

VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il russo Nikolay Zhurkin (nazionale russa) si è imposto nella sesta tappa, Golfito – Pérez Zeledón, percorrendo 203.2 Km in 5h14′52″ alla media di 38.73 Km/h. Ha preceduto allo sprint il guatemalteco Julio Padilla Miranda e l il peruviano Alain Rossbel Quispe Colque. Il costaricense Daniel Bonilla Quirós (Scotiabank – Nestlé – Métrica – Giant) è ancora leader della classifica con 34″ sull’olandese Reinier Honig e 1′11″ sul messicano Efrén Santos Moreno.

20-12-2019

dicembre 21, 2019 by Redazione  
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TOUR OF SELANGOR (Malesia)

L’australiano Marcus Culey (Team Sapura Cycling) si è imposto anche nella terza tappa, Cyberjaya – Bukit Jugra, percorrendo 90.5 Km in 2h02′08″ alla media di 44.46 Km/h. Ha preceduto di 10″ il panamense Christofer Robín Jurado López e il malesiano Muhamad Zawawi Azman. Culey è ancora leader della classifica con 7′07″ sul francese Loïc Desriac e 8′56″ sul giapponese Shotaro Watanabe

VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il peruviano Alain Rossbel Quispe Colque (nazionale peruviana) si è imposto nella quinta tappa, Dominical – Golfito, percorrendo 146.1 Km in 3h25′38″ alla media di 42.63 Km/h. Ha preceduto allo sprint il guatemalteco Julio Padilla Miranda e l’olandese Stephan Bakker. Il costaricense Daniel Bonilla Quirós (Scotiabank – Nestlé – Métrica – Giant) è ancora leader della classifica con 1′11″ sul messicano Efrén Santos Moreno e 1′16″ sull’honduregno Luis Fernando Enrique López Nolasco.

19-12-2019

dicembre 20, 2019 by Redazione  
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TOUR OF SELANGOR (Malesia)

L’australiano Marcus Culey (Team Sapura Cycling) si è imposto anche nella seconda tappa, Sungai Buloh – Kajang, percorrendo 160.5 Km in 4h00′22″ alla media di 40.06 Km/h. Ha preceduto di 2′20″ il giapponese Shotaro Watanabe e di 2′43″ il mongolo Maral-Erdene Batmunkh. Culey è ancora leader della classifica con 6′13″ sul francese Loïc Desriac e 8′25″ su Watanabe

VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il messicano Efrén Santos Moreno (Canel’s – Specialized) si è imposto nella quarta tappa, Jacó – Pérez Zeledón, percorrendo 141.1 Km in 3h44′10″ alla media di 37.78 Km/h. Ha preceduto allo sprint il costaricense Daniel Bonilla Quirós (Scotiabank – Nestlé – Métrica – Giant) e di 1′23″ il costaricense Sebastián Moya Ramírez. Bonilla Quirós è il nuovo leader della classifica con 1′11″ su Santos Moreno e 1′16″ sull’honduregno Luis Fernando Enrique López Nolasco.

VUELTA 2020, UN PERCORSO PIÙ SOFT (ALL’APPARENZA)

dicembre 18, 2019 by Redazione  
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Presentata la 75a edizione della Vuelta a España, che scatterà dai Paesi Bassi e presenterà un percorso nel complesso meno impegnativo rispetto a quello delle ultime edizioni. Soprattutto è stato aumentato il numero delle tappe destinate ai velocisti, mentre le frazioni a cronometro potrebbero avere un peso maggiore, considerato l’allungamento della cronosquadre e il tracciato quasi completamente pianeggiante della prova individuale. Le montagne, comunque, non mancheranno e in particolare spiccano la seconda frazione pirenaica con traguardo sul Tourmalet e i due tapponi asturiani con l’accoppiata Farrapona-Angliru.

Fiocco rosa anche in casa Vuelta, dopo le presentazioni dei percorsi di Giro e Tour avvenute nei mesi scorsi. La nuova “creatura” degli organizzatori iberici si è annunciata con un volto apparentemente più gentile e aggraziato rispetto a quelli delle ultime edizioni poiché l’anno prossimo si assisterà a un notevole incremento delle facili tappe di trasferimento dedicate ai velocisti (nel 2020 saranno ben 10 rispetto alle 6 dello scorso anno e del 2018), mentre diminuiranno di un’unità gli arrivi in salita, scarseggeranno le ascese dotate di pendenze da rampe da garage e si avrà una concentrazione delle tappe più difficili nelle prime due settimane, mentre l’ultimo terzo di gara si presenterà piuttosto “floscio” a causa della presenza di ben 4 tappe destinate agli sprinter, di una sola frazione di montagna e dell’unica cronometro individuale. L’altra prova contro il tempo sarà la cronosquadre d’apertura, che farà particolarmente storcere il naso ai detrattori di questo esercizio perché l’anno prossimo potrebbe avere un certo in classifica essendone stata dilatata la distanza dai 13 Km sui quali si è gareggiato nel 2019 a Torrevieja ai 23 Km del circuito di Utrecht. Si tratterà, infatti, della quarta partenza della corsa fuori dai confini nazionali spagnoli dopo quelle avvenute nel 1997 a Lisbona, nel 2009 ad Assen e nel 2017 a Nîmes. La stessa cittadina olandese accoglierà l’arrivo della seconda tappa, con il via da ’s-Hertogenbosch, mentre la terza si disputerà attorno a Breda, entrambe caratterizzate da percorsi pianeggianti favorevoli all’arrivo allo sprint.

Dopo il lungo trasferimento verso la Spagna, che necessiterà di un giorno di riposo e dell’anticipo al venerdì della partenza, si ripartirà con due insidiose frazioni disegnate sulle strade dei Paesi Baschi, la prima delle quali scatterà da Irún per terminare presso il celebre Santuario de la Virgen de Arrate, al quale si giungerà un paio di chilometro dopo aver superato la cima dell’omonimo “alto” (4 Km al 9,3%), salita simbolo dell’Euskal Herriko itzulia (l’ex Giro dei Paesi Baschi). Molti più chilometri – 17 per la precisione – dovranno essere percorsi l’indomani dopo l’ultima cima della Pamplona – Lekunberri, ma quell’ultimo colle fa ben sperare poiché si tratta dell’Alto de San Miguel de Aralar (9.5 Km al 7.9% quasi interamente pavimentati in cemento), in vetta al quale alla Vuelta del 2014 s’impose Fabio Aru. Al sesto giorno di gara si andrà alla scoperta del primo dei due arrivi in salita inediti previsti nel 2020, La Laguna Negra de Vinuesa, che proporrà 6.3 km d’ascesa al 6.8% (con le pendenze più impegnative nei 700 metri conclusi al 10% medio) al termine di una frazione che scatterà da Lodosa. Dopo la facile Garray (Numancia) – Ejea de los Caballeros, terza occasione riservata agli sprinter, si giungerà sui Pirenei, che debutteranno con una tappa soft tracciata tra Huesca e Sabiñánigo, leggero antipasto alla più succulenta portata che sarà loro servita l’indomani quando, partendo da Biescas, si viaggerà verso il celebre Col du Tourmalet (18.4 Km al 7.5%), scalato dallo stesso versante dell’arrivo del Tour de France 2019 e che sarà preceduto dai passi del Portalet (14.7 Km al 4.5%) e dell’Aubisque (16.6 Km al 7%).

Lasciata la Francia e osservata la seconda giornata di riposo, la Vuelta riprenderà il suo cammino con una tappa simile a quella di Lekunberri, che vedrà i corridori pedalare da Vitoria-Gasteiz in direzione di Villanueva de Valdegovia, dove si giungerà 18 Km dopo aver superato per l’ultima volta – sono previste due ascese – gli 8 Km al 7.6% del Puerto de Orduña. Si andrà quindi alla scoperta di un altro traguardo in quota inedito, che i corridori affronteranno al termine di una frazione che scatterà da Logroño e che vedrà per la prima volta affrontati in corsa gli 11 Km al 7.5% dell’Alto de Moncalvillo, caratterizzati da un ripidissimo tratto intermedio di 3 Km nel quale la pendenza media risulta del 10.7%. Nelle successive quarantottore torneranno protagonisti i velocisti, chiamati prima a esibirsi sul palco della pianeggiante Castrillo del Val – Aguilar de Campoo e poi a concedere il bis nella più vallonata Castro Urdiales – Suances (caratterizzata da un dentello finale di 1700 metri al 5.1% che fa gola anche ai finisseur), una facile due giorni che anticiperà l’arrivo della corsa iberica sulle Asturie, dove si disputeranno quelle che sulla carta sembrano le due frazioni più impegnative della Vuelta 2020. La prima vedrà i corridori che ambiscono alla maglia “roja” superare quattro colli di 1a categoria nel viaggio da Villaviciosa all’Alto de La Farrapona, traguardo conosciuto anche con il nome di Lagos de Somiedo e che non va confuso con il più celebre e impegnativo approdo asturiano dei Lagos de Covadonga: nell’ordine si incontreranno gli “alti” della Colladona (6.8 Km al 6.6%), della Cobertoria (11.7 Km al 7.6%) e di San Lorenzo (9.7 Km all’8.7%) a far da companatico all’ascesa finale di 18.6 Km al 5.7%, che presenta le inclinazioni più ostiche nei 7 Km conclusivi, che salgono al 9% medio circa, e che è già stata inserita nel percorso della Vuelta nel 2011 e nel 2014, precedenti che hanno visto le affermazioni dell’estone Rein Taaramäe e dello spagnolo Alberto Contador. Seguirà a ruota la tappa “regina” della 75a edizione della Vuelta, nella quale i riflettori saranno tutti puntati sulla durissima ascesa dell’Alto de l’Angliru (12 Km al 10.1%), punto d’arrivo della frazione più breve (crono escluse), che prenderà le mosse da Pola de Laviana e in poco meno di 110 Km proporrà anche gli “alti” della Mozqueta (6.4 Km all’8.2%) e del Cordal (5.6 Km all’8,8%).

Doveroso a questo punto il terzo e ultimo riposo, che darà l’opportunità di tirare il fiato alle soglie della terza settimana di gara, quest’anno molto meno impegnativa rispetto al passato poiché negli ultimi sette giorni di gara, come anticipato, s’incontreranno ben quattro tappe facili e solo due appuntamenti “forti”. Il primo di questi sarà l’unica cronometro individuale in programma, la cui rampa di lancio sarà collocata nella località galiziana di Muros, mentre la linea del traguardo sarà stesa presso il belvedere del Mirador de Ézaro, al quale si giungerà dopo aver percorso 33.5 Km prevalentemente tracciati lungo la ventosa costa atlantica e superata la corta ma arcigna salita di 1800 metri al 14%, unica concessione al “ciclogaragismo”, che terminerà proprio sulla linea d’arrivo. Per tre giorni si tornerà a parlare di volate, anche se qualche sorpresa dovrà comunque essere messa in conto per via dei saliscendi che caratterizzeranno la Lugo – Ourense (tra l’altro la tappa più lunga ed unica a superare, seppur di poco, i 200 Km) e per il forte vento che sovente spazza le coste portoghesi, lungo le quali si snoderà la successiva Mos – Porto. Anche la tappa che riporterà la corsa in Spagna (Viseu – Ciudad Rodrigo) difficilmente sfuggirà al controllo delle squadre dei velocisti, che poi al penultimo giorno di gara lasceranno nuovamente la ribalta ai primattori della Vuelta 2020 in occasione dell’arrivo in salita alla Covatilla (9.5 Km al 7.4%), alla quale la corsa iberica farà ritorno a distanza di due anni dall’ultimo arrivo di tappa (nel 2018 s’impose lo statunitense Ben King) e che stavolta si raggiungerà partendo da Sequeros e incontrando lungo la strada, anche se molto lontano dal finale di gara, il Portillo de Las Batuecas (14.6 Km al 5.4%) classificato di 1a categoria. Come da tradizione, l’ultimo giorno sarà ancora riservato alla passerella conclusiva, facilissima frazione che partirà dall’Ippodromo della Zarzuela prima del consuento approdo conclusivo in Plaza de Cibeles a Madrid, dove sarà consacrato il successore di Primož Roglič nell’albo d’oro della Vuelta. E, visto com’è stato congegnato il percorso, se deciderà di schierarsi al via da Utrecht, il forte corridore sloveno potrebbe concedere senza troppi problemi uno strepitoso bis.

Mauro Facoltosi

Il piazzale al termine della durissima salita dellAngliru (Google Street View)

Il piazzale al termine della durissima salita dell'Angliru (Google Street View)

18-12-2019

dicembre 18, 2019 by Redazione  
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TOUR OF SELANGOR (Malesia)

L’australiano Marcus Culey (Team Sapura Cycling) si è imposto nella prima tappa, Pulau Indah – Batang Kali, percorrendo 182.3 Km in 4h07′05″ alla media di 44.27 Km/h. Ha preceduto di 1′58″ il francese Loïc Desriac e di 4′32″ il tedesco Benedikt Helbig. Culey è il primo leader della classifica con 2′00″ su Desriac e 4′38″ su Helbig

VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Terza tappa suddivisa in due semitappe.

Il costaricense Sergio Arias Villanueva (Team ProCyclingStats.com) si è imposto nella prima semitappa, Liberia – Esparza, percorrendo 69 Km in 1h39′43″ alla media di 41.52 Km/h. Ha preceduto di 4″ il guatemalteco Julio Padilla Miranda (Ópticas Deluxe) e il russo Nikolay Zhurkin. Padilla Miranda è il nuovo leader della classifica con 3′10″ sull’honduregno Luis Fernando Enrique López Nolasco e sull’ecuadoregno Byron Patricio Guamá

Il team nazionale russo si è imposto nella seconda semitappa, cronometro a squadre Parrita – Jacó, percorrendo 43.4 Km in 53′28″ alla media di 48.76 Km/h. Ha preceduto di 51″ il team guatemalteco Ópticas Deluxe e di 1′19″ il team costaricense Scotiabank – Nestlé – Métrica – Giant. Padilla Miranda è ancora leader della classifica con 3′10″ su López Nolasco e 3′39″ sul costaricense Daniel Bonilla Quirós

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