VUELTA 2020, UN PERCORSO PIÙ SOFT (ALL’APPARENZA)

dicembre 18, 2019
Categoria: Copertina, News

Presentata la 75a edizione della Vuelta a España, che scatterà dai Paesi Bassi e presenterà un percorso nel complesso meno impegnativo rispetto a quello delle ultime edizioni. Soprattutto è stato aumentato il numero delle tappe destinate ai velocisti, mentre le frazioni a cronometro potrebbero avere un peso maggiore, considerato l’allungamento della cronosquadre e il tracciato quasi completamente pianeggiante della prova individuale. Le montagne, comunque, non mancheranno e in particolare spiccano la seconda frazione pirenaica con traguardo sul Tourmalet e i due tapponi asturiani con l’accoppiata Farrapona-Angliru.

Fiocco rosa anche in casa Vuelta, dopo le presentazioni dei percorsi di Giro e Tour avvenute nei mesi scorsi. La nuova “creatura” degli organizzatori iberici si è annunciata con un volto apparentemente più gentile e aggraziato rispetto a quelli delle ultime edizioni poiché l’anno prossimo si assisterà a un notevole incremento delle facili tappe di trasferimento dedicate ai velocisti (nel 2020 saranno ben 10 rispetto alle 6 dello scorso anno e del 2018), mentre diminuiranno di un’unità gli arrivi in salita, scarseggeranno le ascese dotate di pendenze da rampe da garage e si avrà una concentrazione delle tappe più difficili nelle prime due settimane, mentre l’ultimo terzo di gara si presenterà piuttosto “floscio” a causa della presenza di ben 4 tappe destinate agli sprinter, di una sola frazione di montagna e dell’unica cronometro individuale. L’altra prova contro il tempo sarà la cronosquadre d’apertura, che farà particolarmente storcere il naso ai detrattori di questo esercizio perché l’anno prossimo potrebbe avere un certo in classifica essendone stata dilatata la distanza dai 13 Km sui quali si è gareggiato nel 2019 a Torrevieja ai 23 Km del circuito di Utrecht. Si tratterà, infatti, della quarta partenza della corsa fuori dai confini nazionali spagnoli dopo quelle avvenute nel 1997 a Lisbona, nel 2009 ad Assen e nel 2017 a Nîmes. La stessa cittadina olandese accoglierà l’arrivo della seconda tappa, con il via da ’s-Hertogenbosch, mentre la terza si disputerà attorno a Breda, entrambe caratterizzate da percorsi pianeggianti favorevoli all’arrivo allo sprint.

Dopo il lungo trasferimento verso la Spagna, che necessiterà di un giorno di riposo e dell’anticipo al venerdì della partenza, si ripartirà con due insidiose frazioni disegnate sulle strade dei Paesi Baschi, la prima delle quali scatterà da Irún per terminare presso il celebre Santuario de la Virgen de Arrate, al quale si giungerà un paio di chilometro dopo aver superato la cima dell’omonimo “alto” (4 Km al 9,3%), salita simbolo dell’Euskal Herriko itzulia (l’ex Giro dei Paesi Baschi). Molti più chilometri – 17 per la precisione – dovranno essere percorsi l’indomani dopo l’ultima cima della Pamplona – Lekunberri, ma quell’ultimo colle fa ben sperare poiché si tratta dell’Alto de San Miguel de Aralar (9.5 Km al 7.9% quasi interamente pavimentati in cemento), in vetta al quale alla Vuelta del 2014 s’impose Fabio Aru. Al sesto giorno di gara si andrà alla scoperta del primo dei due arrivi in salita inediti previsti nel 2020, La Laguna Negra de Vinuesa, che proporrà 6.3 km d’ascesa al 6.8% (con le pendenze più impegnative nei 700 metri conclusi al 10% medio) al termine di una frazione che scatterà da Lodosa. Dopo la facile Garray (Numancia) – Ejea de los Caballeros, terza occasione riservata agli sprinter, si giungerà sui Pirenei, che debutteranno con una tappa soft tracciata tra Huesca e Sabiñánigo, leggero antipasto alla più succulenta portata che sarà loro servita l’indomani quando, partendo da Biescas, si viaggerà verso il celebre Col du Tourmalet (18.4 Km al 7.5%), scalato dallo stesso versante dell’arrivo del Tour de France 2019 e che sarà preceduto dai passi del Portalet (14.7 Km al 4.5%) e dell’Aubisque (16.6 Km al 7%).

Lasciata la Francia e osservata la seconda giornata di riposo, la Vuelta riprenderà il suo cammino con una tappa simile a quella di Lekunberri, che vedrà i corridori pedalare da Vitoria-Gasteiz in direzione di Villanueva de Valdegovia, dove si giungerà 18 Km dopo aver superato per l’ultima volta – sono previste due ascese – gli 8 Km al 7.6% del Puerto de Orduña. Si andrà quindi alla scoperta di un altro traguardo in quota inedito, che i corridori affronteranno al termine di una frazione che scatterà da Logroño e che vedrà per la prima volta affrontati in corsa gli 11 Km al 7.5% dell’Alto de Moncalvillo, caratterizzati da un ripidissimo tratto intermedio di 3 Km nel quale la pendenza media risulta del 10.7%. Nelle successive quarantottore torneranno protagonisti i velocisti, chiamati prima a esibirsi sul palco della pianeggiante Castrillo del Val – Aguilar de Campoo e poi a concedere il bis nella più vallonata Castro Urdiales – Suances (caratterizzata da un dentello finale di 1700 metri al 5.1% che fa gola anche ai finisseur), una facile due giorni che anticiperà l’arrivo della corsa iberica sulle Asturie, dove si disputeranno quelle che sulla carta sembrano le due frazioni più impegnative della Vuelta 2020. La prima vedrà i corridori che ambiscono alla maglia “roja” superare quattro colli di 1a categoria nel viaggio da Villaviciosa all’Alto de La Farrapona, traguardo conosciuto anche con il nome di Lagos de Somiedo e che non va confuso con il più celebre e impegnativo approdo asturiano dei Lagos de Covadonga: nell’ordine si incontreranno gli “alti” della Colladona (6.8 Km al 6.6%), della Cobertoria (11.7 Km al 7.6%) e di San Lorenzo (9.7 Km all’8.7%) a far da companatico all’ascesa finale di 18.6 Km al 5.7%, che presenta le inclinazioni più ostiche nei 7 Km conclusivi, che salgono al 9% medio circa, e che è già stata inserita nel percorso della Vuelta nel 2011 e nel 2014, precedenti che hanno visto le affermazioni dell’estone Rein Taaramäe e dello spagnolo Alberto Contador. Seguirà a ruota la tappa “regina” della 75a edizione della Vuelta, nella quale i riflettori saranno tutti puntati sulla durissima ascesa dell’Alto de l’Angliru (12 Km al 10.1%), punto d’arrivo della frazione più breve (crono escluse), che prenderà le mosse da Pola de Laviana e in poco meno di 110 Km proporrà anche gli “alti” della Mozqueta (6.4 Km all’8.2%) e del Cordal (5.6 Km all’8,8%).

Doveroso a questo punto il terzo e ultimo riposo, che darà l’opportunità di tirare il fiato alle soglie della terza settimana di gara, quest’anno molto meno impegnativa rispetto al passato poiché negli ultimi sette giorni di gara, come anticipato, s’incontreranno ben quattro tappe facili e solo due appuntamenti “forti”. Il primo di questi sarà l’unica cronometro individuale in programma, la cui rampa di lancio sarà collocata nella località galiziana di Muros, mentre la linea del traguardo sarà stesa presso il belvedere del Mirador de Ézaro, al quale si giungerà dopo aver percorso 33.5 Km prevalentemente tracciati lungo la ventosa costa atlantica e superata la corta ma arcigna salita di 1800 metri al 14%, unica concessione al “ciclogaragismo”, che terminerà proprio sulla linea d’arrivo. Per tre giorni si tornerà a parlare di volate, anche se qualche sorpresa dovrà comunque essere messa in conto per via dei saliscendi che caratterizzeranno la Lugo – Ourense (tra l’altro la tappa più lunga ed unica a superare, seppur di poco, i 200 Km) e per il forte vento che sovente spazza le coste portoghesi, lungo le quali si snoderà la successiva Mos – Porto. Anche la tappa che riporterà la corsa in Spagna (Viseu – Ciudad Rodrigo) difficilmente sfuggirà al controllo delle squadre dei velocisti, che poi al penultimo giorno di gara lasceranno nuovamente la ribalta ai primattori della Vuelta 2020 in occasione dell’arrivo in salita alla Covatilla (9.5 Km al 7.4%), alla quale la corsa iberica farà ritorno a distanza di due anni dall’ultimo arrivo di tappa (nel 2018 s’impose lo statunitense Ben King) e che stavolta si raggiungerà partendo da Sequeros e incontrando lungo la strada, anche se molto lontano dal finale di gara, il Portillo de Las Batuecas (14.6 Km al 5.4%) classificato di 1a categoria. Come da tradizione, l’ultimo giorno sarà ancora riservato alla passerella conclusiva, facilissima frazione che partirà dall’Ippodromo della Zarzuela prima del consuento approdo conclusivo in Plaza de Cibeles a Madrid, dove sarà consacrato il successore di Primož Roglič nell’albo d’oro della Vuelta. E, visto com’è stato congegnato il percorso, se deciderà di schierarsi al via da Utrecht, il forte corridore sloveno potrebbe concedere senza troppi problemi uno strepitoso bis.

Mauro Facoltosi

Il piazzale al termine della durissima salita dellAngliru (Google Street View)

Il piazzale al termine della durissima salita dell'Angliru (Google Street View)

Commenta la notizia