RICCITELLO DUCA DI PROVENZA
Il corridore statunitense di origini italiani Matthew Riccitello è il vincitore della 10a edizione del Giro della Provenza, successo conquistato sabato pomeriggio con la vittoria sulla Montagne de Lure
A decidere il Tuor de la Provence, come pronosticabile, è stata la seconda frazione con
arrivo in quota sulla Montagne de Lure, ma non sono comunque mancate le sorprese in
questa edizione 2026. Sorprese iniziate subito il primo giorno con l’inaspettato arrivo della
fuga nella frazione d’apertura Marsiglia – Saint-Victoret, che ha visto protagonisti cinque corridori, nel finale selezionatisi ai soli Arnaud Tendon (Van Rysel Roubaix) e Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), arrivatisi a giocare la tappa in volata appena due secondi prima del sopraggiungere del gruppo. Ad avere la meglio è stato il corridore svizzero, mentre a regolare il gruppo è stato lo statunitense Luke Lamperti (EF Education – EasyPost)
La tappa regina, Forcalquier – Montagne de Lure, si corre con un clima rigido e la neve
sullo sfondo, immagine che con il continuo anticipo delle stagioni sarà sempre più comune
rispetto al ciclismo del passato. La fuga di giornata parte nei primi chilometri, ma il ritmo del gruppo inseguitore – guidato da INEOS e Decathlon con tutta l’intenzione di non
commettere l’errore del giorno precedente, – sarà tale da raggiungere i battistrada a 13 Km dal traguardo e da causare la rottura del gruppo fina dalle prime rampe della salita finale, lunga poco meno di 14 Km e caratterizzata da una pendenza media del 6.4%.
Axel Laurance e Andrew August (INEOS) mantengono l’iniziativa sfilacciando sempre di più il gruppo dei migliori, poi il loro capitano Carlos Rodríguez prende in mano l’iniziativa quando mancano meno di 4 Km al traguardo e a seguirlo sarà il solo Matthew Riccitello (Decathlon). Clément Champoussin (XDS Astana) e Nicolas Breuillard (TotalEnergies) pagano lo sforzo e perdono terreno anche dai compagni dei battistrada Brandon Smith Rivera (INEOS) e Aurélien Paret-Peintre (Decathlon).
Il corridore statunitense lancia quindi uno sprint lungo che gli regalerà la vittoria, non senza brivido quando rischia di sbagliare strada e imboccare la deviazione riservata alle ammiraglie. Alle sue spalle si piazza Rodriguez, poi con 14″ di ritardo giungono al traguardo Rivera e Paren-Peintre a 14”, seguiti da Champoussin a 28”, August e Rémi Daumas (Groupama-FDJ a 44”. 8° a 47″ è l’italiano Matteso Scalco (XDS Astana), che taglia la linea d’arrivo contemporaneamente a Breuillard, mentre a chiudere la top ten è Julien Bernard (Lidl-Trek) dopo 1’02”.
Con questa vittoria il portacolori della Decathlon si issa anche al comando della generale
e, di fatto, si aggiudica la classifica generale, essendo la frazione conclusiva adatta ai velocisti.
La tappa finale, infatti, si presenta mossa per due terzi per poi finire con un lungo tratto
pianeggiante di oltre 50 Km verso il traguardo di Arles. Come nella prima tappa, anche stavolta la fuga riesce a resistere al ritorno del gruppo. Stavolta, però, la INEOS non si fa trovare impreparata, lavorando a vuoto per una volata che non ci sarà mai. I protagonisti del tentativo sono nove corridori, che riescono a guadagnare fino a quasi 3 minuti di vantaggio, distacco che nel corso della tappa cala per poi risalire e infine diminuire nuovamente. I cronometri segnalano ancora 40″ quando, a 5 Km dall’arrivo, il già citato corridore francese Laurance cerca di sbarazzarsi dei compagni d’avventura, riuscendo nell’intento anche se con lui rimarrà ancora un corridore, il norvegese Daniel Årnes (Van Rysel Roubaix). Quest’ultimo, però, sbaglierà strada nell’affrontare una rotatoria, buttando alle ortiche le sue possibilità di contendere la vittoria a Laurance, che proseguirà da solo fino al traguardo, tagliandolo con 4″ di vantaggio sui vecchi compagni di avventura e 14” sul gruppo principale.
Nulla ha turbato la festa in casa Decathlon, che vede così Riccitello imporsi in classifica con 4″ su Rodríguez e 20″ su Rivera.
Andrea Mastrangelo

Riccitello si impose su un'innevata Montagne de Lure (foto Billy Ceusters/Getty Images)

