LE MONTAGNE VERDI SI TINGONO DI AZZURRO: SCARONI VI COGLIE UNA GRANDE VITTORIA E SI AGGIUDICA IL GIRO DELL’OMAN
Nella giornata conclusiva del Tour of Oman colpo doppio del bresciano Christian Scaroni, che si aggiudica la tappa regina e conseguentemente la vittoria nella classifica generale
L’ultima tappa del Giro dell’Oman si conclude con un arrivo in salita importante, quello di Jabal Al Akhdhar che conduce sulle Montagne Verdi, un altopiano verdeggiante che beneficia di un clima piuttosto mite per un paese tropicale e dove si arriva per una strada lunga circa 6 chilometri con una pendenza media del 10%, ma dove si trovano persino tratti al 26%. Si tratta di una salita paragonabile a quelle più famose delle nostre montagne, è arrivo di tappa quasi fisso di questa corsa e nelle ultime tre edizioni vi è sempre stato posto l’arrivo di quella conclusiva (in precedenza era seguito da una tappa di tutto riposo, simile alla “passerella” con cui si concludono quasi sempre i Grandi Giri). L’anno scorso vi ha vinto lo scalatore francese Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che non è riuscito, per soli sei secondi, a prevalere sul britannico Adam Yates (UAE Team Emirates – XRG) anche in classifica generale; Yates aveva invece vinto tappa e corsa l’anno prima. Quest’anno Paret-Peintre accusa quasi quattro minuti di ritardo e non è mai stato brillante; anche Yates non è sembrato in grande forma, per cui la maglia rossa di leader della classifica è finita fino a stamattina sulle spalle dello svizzero Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) che ha vinto anche la Muscat Classic, la corsa in linea che precede il Giro dell’Oman e che viene disputata dagli stessi corridori. In lizza per la vittoria finale è anche il nostro Christian Scaroni (XDS Astana Team), secondo a soli quattro secondi dallo svizzero e già quarto nella Muscat Classic.
Si parte alle 10 e un quarto dal paese di Nizwa, situato ai piedi delle Montagne Verdi, e dopo un lungo giro sugli altopiani dell’entroterra, a quote sempre di poco superiori ai 500 metri, si torna indietro per iniziare infine la salita verso Jabal Al Akhdhar, con l’arrivo posto a 1200 metri di quota dopo 156 chilometri di un percorso che presenta qualche saliscendi ma nessun’altra salita degna di questo nome. Dopo una decina di chilometri di bagarre senza che nessun corridore riesca a prendere il largo, a muoversi è Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché), già protagonista di molte fughe nei giorni scorsi e vincitore della seconda tappa. Nel giro di pochi minuti altri cinque corridori si uniscono a lui e fra di loro vi sono Juan Sebastián Molano (UAE Team Emirates – XRG), vincitore della prima tappa, ed Erlend Blikra (Uno-X Mobility), vincitore ieri. Perché questi tre corridori sono in fuga? Perché sono al comando della classifica a punti, guidata dal francese con 26 punti davanti a Molano (24) e Blikra (22): la loro intenzione è quella di aggiudicarsi i traguardi volanti cercando di superarsi a vicenda, dal momento che nessuno di loro ha qualche chance sulla dura salita finale, dove i punti in palio saranno di più. Veistroffer è in lizza anche per la maglia di corridore più “attivo”, al momento sulle spalle del giovane polacco Patryk Goszczurny (Team Visma | Lease a Bike), ma potrebbe conquistarla solo piazzandosi bene all’arrivo: infatti Goszczurny non si muove, fiducioso nelle scarse possibilità del suo rivale su un arrivo così impegnativo. Nonostante queste premesse, o forse proprio a causa loro, i tre corridori in lizza per la classifica a punti continuano a guardarsi, risparmiando energie in vista dei due traguardi volanti e, quando ancora mancano 15 chilometri al primo, finiscono per essere ripresi dal gruppo. Veistroffer pagherà a caro prezzo questa incertezza; nel frattempo parte una fuga seria, con cinque corridori di secondo piano fra i quali il norvegese Jonas Hem Hvideberg (Uno-X Mobility), che transita primo su entrambi i traguardi volanti, e il connazionale – oltre che compagno di squadra – Fredrik Dversnes Lavik, che sarà l’ultimo dei fuggitivi a essere ripreso sulla salita finale. Il gruppo, rimasto a guardare per l’intera durata della tappa, pur senza concedere più di tre minuti ai fuggitivi, si sgretola lentamente sulla terribile salita che conduce al traguardo e quando mancano gli ultimi tre chilometri – di gran lunga i più duri, con una pendenza media costantemente superiore, e di molto, al 10% – è ancora composto da una trentina di corridori, incluso il leader della classifica Schmid. È a questo punto che Yates si lancia in una serie di accelerazioni che ogni volta costringono alcuni corridori a staccarsi, finché, a due chilometri dall’arrivo, anche lo svizzero alza bandiera bianca. Yates continua a lungo nelle sue accelerazioni, ma non riesce a staccarsi dalle ruote né Scaroni, né un redivivo Nairo Quintana (Movistar Team), che si era già messo in luce sull’arrivo in salita della terza tappa. Tra i primi rimangono anche due compagni di squadra di Schmid, che devono aver ricevuto il suo assenso, il britannico Paul Double e l’australiano Luke Plapp, quest’ultimo già sul podio della Muscat Classic, oltre a un secondo corridore dell’Astana, lo spagnolo Cristián Rodríguez. Gli allunghi di Yates, che non ha lo scatto di un Pogacar o di un Vingegaard, sono vani e a 500 metri dall’arrivo è Plapp a partire. Stavolta alle sue spalle si crea il vuoto mentre Quintana cede e sia Yates sia Scaroni cercano di limitare i danni. Ma le terribili rampe finali hanno la meglio anche sul corridore australiano, che si pianta in vista delle transenne; queste danno invece le ali a Scaroni, che con uno scatto prodigioso recupera lo svantaggio, salta l’avversario e va a vincere di fronte alle Montagne Verdi trascinandosi dietro Rodriguez. Plapp mantiene a fatica il terzo posto davanti a un irriducibile Yates, che solo negli ultimi metri ha trovato il passo dei giorni migliori. Schmid, che si è difeso strenuamente, arriva tredicesimo a soli 38 secondi da Scaroni al quale, considerando l’esiguo vantaggio che aveva stamattina, deve lasciare la vittoria finale. Rodriguez, grazie alla grande prova odierna, è secondo anche in classifica, a 24 secondi, mentre il terzo gradino del podio viene condiviso fra i delusi di questa tappa: Yates, Schmid e Double, tutti a 44 secondi. Secondo degli italiani è un ottimo Diego Ulissi (XDS Astana Team, 36 anni), undicesimo, mentre Scaroni supera Veistroffer di un solo punto aggiudicandosi anche la maglia verde. Se solo il corridore francese si fosse mostrato collaborativo nella fuga iniziale… ma così non è stato. Primo dei giovani è il colombiano Diego Pescador (Movistar Team), ben piazzato sia oggi sia l’altroieri. Goszczurny si conferma corridore più “attivo” mentre l’Astana, grazie non solo alla vittoria di Scaroni ma alle ottime prestazioni di Rodriguez e Ulissi, prevale nella classifica a squadre. Nessuno, naturalmente, pensa che vincere il Giro dell’Oman sia come vincere il Giro d’Italia: tuttavia, in un periodo in cui i corridori italiani sembrano in disarmo, una vittoria ottenuta con una chiara dimostrazione di superiorità non può che portare una sana ventata di ottimismo al nostro movimento ciclistico. Speriamo che Scaroni, che ha iniziato il 2026 come aveva iniziato il 2025, riesca stavolta ad arrivare in fondo alla stagione senza gli infortuni che lo hanno frenato l’anno scorso: se così sarà alla vittoria odierna ne seguiranno certamente molte altre.
Andrea Carta

Scaroni vince la tappa decisiva del Tour of Oman (foto Dario Belingheri/Getty Images)

