TAPPA INTERLOCUTORIA IN OMAN IN ATTESA DEL FINALE DI DOMANI: A SOHAR VINCE LA VOLATA DI GRUPPO IL NORVEGESE ERLEND BLIKRA
Il norvegese Blikra vince la seconda delle due tappe riservate ai velocisti, domani frazione decisiva del Tour of Oman con il tradizionale e impegnativo arrivon in salita sulla Jabal Al Akhdhar
La quarta tappa del Giro dell’Oman è di tutto riposo e i corridori ne hanno un gran bisogno dopo aver corso due tappe non brevi a temperature di circa 30 gradi, entrambe concluse da un arrivo in salita impegnativo, anche se non proibitivo. Oggi si parte dal limite occidentale della famosa spiaggia di Al Sawadi e si costeggia l’oceano per 146 chilometri sino ad arrivare nel paese di Sohar, situato nei pressi dei confini settentrionali dell’Oman e non distantedal celebre stretto di Hormuz. Il percorso è interamente pianeggiante e non presenta alcun motivo di interesse, se si escludono i consueti traguardi volanti che, tuttavia, in presenza di una classifica generale abbastanza corta (20 corridori sono racchiusi in un minuto), potrebbero far gola agli uomini meglio piazzati per via dei piccoli abbuoni in palio. La classifica è capeggiata, al momento, dallo svizzero Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), vincitore ieri sulla Eastern Mountain, davanti al nostro Christian Scaroni (XDS Astana Team) ,secondo ieri: salvo soprese resterà invariata al termine della tappa odierna, che pare destinata ai velocisti e che una volta si sarebbe definita “di trasferimento”.
La partenza viene data alle 11. Dopo un paio di chilometri di bagarre si forma una coppia in testa alla corsa: ne fanno parte il giovane polacco Patryk Goszczurny (Team Visma | Lease a Bike), già protagonista di lunghe fighe nelle prime due tappe, e il belga Warre Vangheluwe (Soudal Quick-Step). Il fatto che Goszczurny sia in fuga anche oggi non è dovuto solo alla sua combattività: in questa corsa, anche se non è prevista la maglia di miglior scalatore, se ne assegna una al corridore più “attivo” mettendo insieme i punti ottenuti sui traguardi volanti e sulle principali salite ed è proprio il polacco a indossarla stamattina, incalzato dal francese Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché), già vincitore della seconda tappa. Goszczurny è anche in lizza per la classifica a punti, condotta dallo stesso Veistroffer, e la rivalità fra i due corridori diventa evidente quando, al primo traguardo volante nel paese di Al Suwayq (a 40 chilometri dalla partenza), il polacco transita primo e il francese esce dal gruppo per guadagnare almeno il punto assegnato al terzo; come previsto si muove anche lo svizzero Schmid, che sta invece cercando il secondo d’abbuono che gli farebbe comodo per rafforzare il primato in classifica generale. Ma tra i due litiganti è il terzo a godere e alla fine a passare per terzo è l’esperto portoghese Rui Oliveira (UAE Team Emirates – XRG). Il copione si ripete al secondo traguardo volante, dopo 113 chilometri, dove stavolta Veistroffer riesce a transitare per terzo. Il vantaggio della coppia di testa, che non ha mai superato i tre minuti, è in questo momento ancora di due minuti e per i successivi trenta chilometri Vangheluwe e Goszczurny sembrano crederci, specialmente il belga; se ci credesse davvero anche il polacco forse i due arriverebbero al traguardo, ma il giovanissimo corridore della Visma sembra a corto di energie e il gruppo riassorbe i fuggitivi a meno di tre chilometri dall’arrivo, complice anche un interminabile e larghissimo rettilineo che permette a chi insegue di non perdere di vista chi è in fuga, per quanto lontano sia.
Si assiste così ad uno sprint a ranghi compatti, con la UAE che tira la volata a Juan Sebastián Molano, già vincitore della prima tappa, e la Alpecin che fa lo stesso per il belga Gerben Thijssen, velocista non eccelso che spera di rimpinguare un palmarès molto scarso. I due si chiudono a vicenda e sul lato opposto della strada si fanno largo gli sconosciuti Erlend Blikra (Uno-X Mobility), un norvegese la cui vittoria più importante è forse una tappa nel Tour of Langkawi quattro anni fa, e il francese Emmanuel Houcou (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), il cui palmarès è tristemente vuoto. Blikra vince davanti a Houcou; Molano rimonta, ma è solo terzo. Stefano Oldani (Caja Rural – Seguros RGA), quinto, è il primo dei nostri. Resta invariata la classifica generale, sempre capeggiata da Schmid davanti al nostro Scaroni e al norvegese Martin Tjøtta (Uno-X Mobility), primo in quella dei giovani. Veistroffer è sempre primo in quella a punti, ma alle sue spalle non sono lontani Molano, Blikra e Goszczurny. Il polacco resta primo in quella del corridore più “attivo”, con Veistroffer che lo insegue. Domani il Giro dell’Oman si chiude con una tappa molto impegnativa: 156 chilometri e un arrivo in salita lungo 6 chilometri con pendenza media superiore al 10% che porterà i corridori a 1200 metri di quota, nel cuore delle cosiddette “Montagne Verdi”, caratterizzate, come si intuisce dal loro nome, da un clima mite e da una vegetazione abbastanza folta. La corsa si deciderà su questa salita: forse vedremo finalmente in azione il britannico Adam Yates, capitano della UAE, o forse sarà il giorno del nostro Scaroni, anche se entrambi dovranno fare i conti con Schmid, a cui il clima desertico sembra aver messo le ali ai piedi.
Andrea Carta

Erlend Blikra si impone sul traguardo di Sohar (foto Dario Belingheri/Getty Images)

