CLASSIFICA RIVOLUZIONATA IN OMAN: È LO SVIZZERO SCHMID, GIÀ PROTAGONISTA DELLA MUSCAT, A PRENDERNE IL COMANDO VINCENDO LA TAPPA ODIERNA

febbraio 9, 2026
Categoria: Copertina, News

Già protagonista alcuni giorni fa alla Muscat Classic, l’elvetico Mauro Schmid si conferma sul primo traguardo difficle del Tour of Oman

La terza tappa del giro dell’Oman è lunga 191 chilometri, solo poche centinaia di metri in meno rispetto a quella di ieri, e non è meno impegnativa: parte dalla “Al Fayhaa Resthouse”, un albergo di lusso situato nell’entroterra del paese, di fronte agli altissimi (3000 metri!) monti Hajar, e arriva in un luogo chiamato “Eastern Mountain”, dove in una zona abbastanza antropizzata una strada senza uscita si inerpica su questi monti, chiudendo la tappa con un impegnativo arrivo in salita a 921 metri di quota (3,4 chilometri all’8%). In mezzo, un lungo saliscendi sugli altopiani che corrono ai piedi di queste montagne, dove il deserto la fa da padrone, il paesaggio è spesso lunare e non soffia neanche la brezza dall’oceano a rinfrescare i corridori. Con queste premesse ogni esito è possibile: in maglia rossa è al momento il francese Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché), vincitore della tappa di ieri, ma non vi è dubbio che, se davvero vuole cogliere la terza vittoria in questa breve ma impegnativa corsa arabica, il capitano della UAE Team Emirates – XRG, il britannico Adam Yates, dovrà muoversi con decisione. Gli italiani sperano che si muova anche il nostro Christian Scaroni (XDS Astana Team), diventato ormai il secondo favorito della corsa dopo il crollo dell’americano Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike).
Si parte alle 10 del mattino, prima del solito. Ma le difficoltà della tappa, soprattutto l’arrivo in salita (che presenterà anche tratti al 15%), impongono prudenza e meno si corre nelle ore più calde meglio è per tutti i corridori. A confermare le notevoli difficoltà di questa gara arrivano i ritiri di Kuss e di Alberto Bettiol (XDS Astana Team), che dopo essere crollati ieri non si presentano al via della tappa. Dopo una decina di chilometri, che vedono un susseguirsi di attacchi poco convinti, il gruppo si fraziona in due tronconi, col più avanzato che finisce per guadagnare un minuto circa e nel quale rimangono ben presto 18 corridori, nessuno dei quali di primo piano. Dopo alcuni chilometri di incertezza i corridori più determinati se ne staccano, dando il via a una fuga vera e propria: gli altri tirano i remi in barca e vengono riassorbiti dal gruppo dopo una decina di chilometri. Rimangono così al comando, a circa 35 chilometri dalla partenza, sette uomini, fra i quali è astutamente riuscito a infilarsi il leader della classifica generale Veistroffer. Degli altri sei, i più blasonati sono forse i francesi Alex Baudin (EF Education – EasyPost) e Quentin Pacher (Groupama – FDJ United), che vantano molti piazzamenti in corse importanti, anche se pochissime vittorie. Il copione della tappa sembra ricalcare quello visto ieri: i fuggitivi arrivano a guadagnare anche quattro minuti di vantaggio, con Veistroffer che vince i traguardi volanti e guadagna così preziosi secondi di abbuono, con Pacher che cede a una quarantina di chilometri dall’arrivo e col gruppo che, a soli 10 chilometri dal traguardo, deve ancora recuperare oltre un minuto e non sembra voler accelerare il ritmo. È palese che Veistroffer voglia approfittare della situazione per piazzare un clamoroso bis che gli permetterebbe di mettere una seria ipoteca sulla vittoria finale. A 7 chilometri dalla conclusione i fuggitivi hanno ancora 50 secondi di vantaggio e inizia a tirare la UAE, sperando che Yates riesca infine a dimostrare il suo valore. Quasi subito, nell’aggirare una rotonda, alcuni corridori toccano il cordolo e finiscono a terra, spezzando il gruppo in due tronconi e permettendo ai fuggitivi di aumentare nuovamente il loro vantaggio. Tra i corridori finiti a terra c’è anche il nostro Stefano Oldani (Caja Rural – Seguros RGA), primo italiano in classifica. A condurre l’inseguimento rimangono solo una trentina di uomini, che iniziano ad allungarsi sull’impegnativa salita finale: i fuggitivi, che la iniziano con oltre 40 secondi di vantaggio, sembrano ormai in grado di arrivare al traguardo, in quella che sarebbe in effetti quasi una replica della tappa di ieri, ed è proprio Veistroffer il corridore che più si dà da fare. Ma è a questo punto che il copione cambia: la fatica del giorno prima ha lasciato il segno e si vede ben presto che il corridore francese ha fatto il classico passo più lungo della gamba. Prima ancora di essere arrivato a metà salita Veistroffer cede di schianto – all’arrivo accuserà quasi tre minuti di ritardo – demoralizzando gli altri fuggitivi, che vengono ripresi dal gruppo in poche centinaia di metri. Finalmente Yates inizia a tirare, scremando ulteriormente i pochi superstiti – ormai una ventina in tutto – ma senza riuscire a staccarli. Chi ci riesce è invece un redivivo Nairo Quintana (Movistar Team), corridore dal glorioso passato del quale si sono perse le tracce alcuni anni fa e che per qualche minuto sembra tornare quello di un tempo, arrivando a guadagnare una ventina di metri sugli inseguitori. Per un po’ si ha l’impressione che il suo tentativo possa essere coronato dal successo, anche se il suo vantaggio non cresce: finché, a soli 400 metri dal traguardo, le sue gambe cedono e i corridori che hanno ancora energie si lanciano nell’attacco finale, mentre ciò che resta del gruppo si dissolve. A prendere il comando, in quello che diventa uno sprint prolungato, è lo svizzero Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), già trionfatore tre giorni fa nella Muscat Classic, che tuttavia non riesce a staccarsi dalla ruota il nostro Scaroni, a sua volta quarto l’altro giorno. I due fanno il vuoto alle loro spalle e piombano sul traguardo senza che l’italiano riesca a uscire dalle ruote dello svizzero, che con la vittoria di tappa balza anche al comando della classifica. Lo seguono, sia sul traguardo sia in classifica generale, Scaroni a 4 secondi e il norvegese Martin Tjøtta (Uno-X Mobility) a 9 secondi. Tutti gli altri corridori arrivano alla spicciolata, come se questo fosse uno dei grandi arrivi in salita delle Alpi o dei Pirenei, e la classifica generale viene completamente rivoluzionata. Un deludente Yates è solo dodicesimo, con 32 secondi da recuperare; un ottimo Ulissi è nono, a 28 secondi. Veistroffer rimane in testa alla classifica a punti, mentre Tjøtta balza al comando di quella dei giovani. Domani una tappa corta e pianeggiante, interamente corsa lungo le rive dell’oceano, permetterà ai corridori di riposarsi dalle fatiche degli ultimi due giorni.

Andrea Carta

Mauro Schimd precede litaliano Scaroni al termine della terza tappa del Tour of Oman (foto Dario Belingheri/Getty Images)

Mauro Schimd precede l'italiano Scaroni al termine della terza tappa del Tour of Oman (foto Dario Belingheri/Getty Images)

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