VEISTROFFER RESISTE AL CALDO E AL RITORNO DEL GRUPPO, VINCE LA TAPPA E DIVENTA IL NUOVO LEADER DEL GIRO DELL’OMAN
Il francese Baptiste Veistroffer vince la tappa più lunga della corsa araba e prende il comando della classifica generale
Con i suoi 192 chilometri la seconda tappa del Giro dell’Oman. Presenta quattro salite, che certo non reggono il confronto con quelle dei Grandi Giri ma che, percorse a temperature di 30 gradi, possono comunque lasciare il segno. Si parte dal forte di Al Rustaq, situato nell’interno dell’Oman ai piedi di alte montagne e che, risalendo addirittura all’epoca persiana (poi ricostruito più volte), rappresenta una delle principali attrazioni turistiche dell’Oman, e si scende lentamente verso l’oceano sino ad incontrare, dopo 90 chilometri, la salita di Fanja (1.1 km al 9%), e in seguito, al chilometro 152, quella di Bousher Al Amerat (3.3 km al 9.2%), la più dura del percorso. Più avanti si incontra quella di Al Hamriyah (0.9 km al 9.4%), dopo 179 chilometri, e infine quella delle Yitti Hills (1.6 km al 6.8%), in vetta alle quali la gara si conclude. Indossa la maglia rossa di leader della classifica il colombiano Juan Sebastián Molano (UAE Team Emirates – XRG), che difficilmente riuscirà a conservarla sulla salita con cui la tappa si conclude: la maglia potrebbe tuttavia restare all’interno della sua squadra, sulle spalle del suo capitano Adam Yates, secondo l’altro ieri nella Muscat Classic, vincitore delle ultime due edizioni della corsa e favorito per imporsi nella terza.
Si parte verso le 10.30; la temperatura è un po’ inferiore ai soliti 30 gradi dal momento che la prima parte della gara si svolge nell’entroterra, a una quota di circa 500 metri. Ma i 25 gradi alla partenza andranno presto a salire condizionando l’esito della corsa. A pochi metri dal via iniziano a muoversi l’olandese Tim Marsman (Alpecin-Premier Tech), e, come già aveva fatto ieri, il giovane polacco Patryk Goszczurny (Team Visma | Lease a Bike). Nel giro di due chilometri altri tre corridori si aggiungono al duo di testa: il giovane belga Gil Gelders (Soudal Quick-Step), il passista francese Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché), che si era già messo in evidenza nella Muscat Classic, e il generoso corridore dell’Oman Said Alrahbi che, come altri suoi connazionali in gara, non ha squadra e corre solo le gare locali cercando di dare lustro al suo paese (è stato comunque campione nazionale alcuni anni fa). L’andamento della corsa ricalca quello di ieri, col giovane polacco che vince tutti i traguardi volanti e le salite che si susseguono lungo il percorso, e il gruppetto dei fuggitivi che arriva a guadagnare quattro minuti di vantaggio. A metà gara il generoso Alrahbi cede (arriverà fra gli ultimi, con un quarto d’ora di ritardo) in compagnia di Gelders (che sarà addirittura costretto al ritiro), e la fuga prosegue con soli tre corridori, che ce la mettono tutta per arrivare al traguardo: complice il gran caldo e il succedersi di salite brevi ma impegnative il gruppo inizia a perdere molti uomini, fra i quali il leader della classifica Molano, e fa molta più fatica del solito per riportarsi sui fuggitivi, nonostante gli sforzi della UAE che ha iniziato a lavorare per il suo capitano Yates. In un panorama surreale, dove paesi bianchissimi si alternano all’ocra e al giallo del deserto, e dove tutte le strade sono vuote, senza che nessuno osi sfidare la calura per assistere al passaggio dei corridori, i fuggitivi mantengono ancora due minuti di vantaggio all’inizio della penultima salita, dove transita primo, come sempre, Goszczurny. Poi lo sforzo inizia a farsi sentire e quando mancano 12 chilometri alla conclusione Goszczurny e Marsman cedono di schianto: arriveranno stremati al traguardo, con oltre due minuti di distacco rimediati nell’ultimo chilometro. Veistroffe, invece, trova chissà dove nuove energie e continua da solo, incurante del ritorno del gruppo e della salita conclusiva che, con le sue pendenze tutt’altro che proibitive, finisce per favorire la sua azione. Invano lo Adam Yates cerca di condurre l’inseguimento. Nel gruppo sono rimasti una cinquantina di corridori che, dopo quasi 200 chilometri di deserto, hanno poca voglia di darsi da fare; hanno ceduto, tra gli altri, i primi due della tappa di ieri, Molano e Fernando Gaviria (Caja Rural – Seguros RGA), l’americano Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike), tra i favoriti della corsa, e il nostro Alberto Bettiol (XDS Astana Team), oltre a tutti i corridori dell’Oman. Alla fine Veistroffer riesce a mantenere una manciata di secondi di vantaggio e va a vincere, in solitaria e con pieno merito, conquistando anche la leadership della classifica. Il gruppo arriva dopo 17 secondi, regolato in volata dall’eritreo Henok Mulubrhan (XDS Astana Team) davanti al francese Thibaud Gruel (Groupama – FDJ United); da segnalare il quinto posto del nostro Diego Ulissi (XDS Astana Team). La nuova classifica generale rispecchia l’ordine d’arrivo odierno, con Mulubrhan a 25 secondi da Veistroffer e Gruel a 27; tutti gli altri, almeno quelli arrivati in gruppo, sono a 31 secondi. Fra questi, al sesto posto, c’è l’italiano Stefano Oldani (Caja Rural – Seguros RGA), primo dei nostri. Veistroffer guida anche la classifica a punti, e Gruel, dopo il cedimento di Goszczurny, quella dei giovani. Domani si continua con un’altra tappa molto impegnativa, ricca di saliscendi e che si manterrà sempre nell’entroterra, sopra i 500 metri, con un arrivo in salita tutt’altro che banale posto a circa 900 metri di quota. Riusciranno i favoriti della corsa a fare la differenza? O Veistroffer, apparso oggi in gran forma, si difenderà sino al traguardo?
Andrea Carta

Baptiste Veistroffer si impone in vetta alle Yitti Hills (foto Dario Belingheri/Getty Images)

