NULLA DI FATTO NELLA CRONOMETRO DI ALGINET. IL FORTE VENTO CONSIGLIA AGLI ORGANIZZATORI DI NEUTRALIZZARE I TEMPI ALL’ARRIVO
Le difficili condizioni meteo della seconda tappa della Volta Valenciana non cambia la classifica generale della breve corsa a tappe spagnola visto che il vento impetuoso fa neutralizzare i tempi. Evenepoel vince ‘virtualmente’ e Girmay resta in maglia gialla
Un vento teso e irregolare ha segnato la seconda giornata della Volta a la Comunitat Valenciana, trasformando la cronometro di Carlet–Alginet in una tappa anomala, più di resistenza e controllo che di pura potenza. Le condizioni meteo hanno inciso profondamente sullo svolgimento della prova, tanto da portare alla neutralizzazione dei tempi ai fini della classifica generale, lasciando immutati gli equilibri emersi nella frazione inaugurale. In un contesto sospeso, dove la sicurezza ha avuto la precedenza sulla competizione, la corsa ha vissuto una giornata di transizione, in attesa che la strada torni protagonista.Un vento teso, nervoso, che correva tra gli aranceti della Ribera come un avvertimento costante, piegando le bandiere e costringendo i corridori a una lotta invisibile, fatta più di equilibrio che di potenza. La seconda tappa della Volta a la Comunitat Valenciana nasceva come esercizio di precisione: pochi chilometri contro il tempo, una cronometro secca, ideale per gli specialisti. Ma sin dalle prime partenze era chiaro che nulla sarebbe stato lineare. Le raffiche spezzavano il ritmo, spostavano le biciclette, costringevano a continue correzioni. Non era una crono “contro il cronometro”, ma contro l’aria. Gli organizzatori, davanti a condizioni sempre più difficili, hanno preso una decisione rara e pesante: neutralizzare la tappa ai fini della classifica generale. I tempi contavano per l’ordine d’arrivo, ma non per la corsa alla vittoria finale. Una scelta di sicurezza, che ha trasformato la cronometro in una prova di orgoglio individuale. E l’orgoglio, in questi casi, ha spesso il volto di Remco Evenepoel. Il campione belga ha affrontato il percorso come se la classifica fosse ancora tutta in gioco: posizione impeccabile, rilanci potenti, concentrazione totale. Ha vinto la tappa con la forza di chi non sa correre a metà, nemmeno quando il risultato “non pesa”. Una vittoria simbolica, ma eloquente. Alle sue spalle, il gruppo dei big ha gestito più che attaccato. Prudenza, controllo, attenzione a non commettere errori inutili. Perché la corsa vera, oggi, era sopravvivere al vento senza lasciare certezze sull’asfalto. La maglia di leader è rimasta sulle spalle di Biniam Girmay, vincitore della prima tappa. Per lui una giornata di difesa silenziosa, senza rischi, in attesa di terreni più adatti alle sue caratteristiche. Si chiude così una tappa anomala, sospesa, quasi fuori dal tempo. Una frazione che non cambierà le classifiche, ma che resterà nella memoria della corsa come il giorno in cui il vento ha deciso di correre da solo. Domani si prova a riprendere regolarmente con la terza tappa da Orihuela a San Vicente del Raspeig di 158 km. L’Alto del Tibi – 7.5 km al 5% di pendenza media – è la salita più lunga della Volta a la Comunitat Valenciana 2026e potrebbe scatenare gli attacchi degli uomini di classifica visto che dallo scollinamento mancheranno una quarantina di km alla conclusione, per di più in discesa.
Antonio Scarfone

Remco Evenepoel vince 'virtualmente' la cronometro di Alginet (foto: Getty Images)

