LA CALZA DELLA BEFANA: GENNAIO 2026

gennaio 19, 2026
Categoria: Approfondimenti, Copertina

Si alza il sipario su una nuova stagione di corse, una stagione che riserverà parecchie sorprese tra gare che torneranno in calendario dopo un lungo oblio e altre che saranno organizzate per la prima volta nel 2026. Ci saranno eventi che fruiranno di promozioni e altri che invece subiranno mutazioni, ma l’atto d’apertura rimarrà quello tradizionale e gli appassionati già contano i giorni che mancano al 20 gennaio, quando prenderà il via il Tour Down Under. La stagione è iniziata, buon divertimento

Anche quest’anno la calza che la Befana ha destinato agli appassionati di ciclismo è ricca di ghiottonerie. E ci saranno anche alcune sorpresine, tra corse che torneranno in calendario dopo anni d’assenza (Giro di Sardegna), altre che saranno disputate per la prima volta nella storia (Giro della Magna Grecia e Lione-Torino), altre ancora che cambieranno nome (il Delfinato dovremo abituarci a chiamarlo Tour Auvergne-Rhône-Alpes) o formato (il Giro di Svizzera si ridurrà da 8 a 5 tappe) e altre ancora che saranno “promosse” ed è il caso di una delle gare in programma in questo mese di gennaio, l’AlUla Tour, che nel 2026 beneficerà di uno scatto in carriera approdando alla ProSeries, la categoria che raduna tutte le competizioni che nella gerarchia UCI si trovano un gradino sotto i massimi appuntamenti stagionali, quelli iscritti nel circuito World Tour. Come il solito a inaugurare quest’ultimo sarà il Tour Down Under (20-25 gennaio), nonostante i propositi dell’UCI – manifestati già alla fine del 2024, ma per ora non concretizzatisi – di traslocare a ottobre la corsa australiana, al fine di evitare le alte temperature tipiche dell’estate australe. Come nel 2023 – e in quell’occasione si trattò di una novità assoluta – ad aprire le danze sarà una brevissima cronometro individuale, 3 Km e 600 metri da percorrere sulle pianeggianti strade di Adelaide. Per la prima tappa in linea ci si sposterà a Tanunda, dove lo scorso anno si impose lo sprinter di casa Sam Welsford e anche stavolta l’arrivo sarà in volata perché si girerà sul circuito del 2025 in senso inverso, affrontando la salita di Mengler Hill più vicina al traguardo, ma dal versante meno difficile (2.1 Km al 3.5%). Le frazioni più impegnative saranno la seconda e la quarta, con la prima di queste che si correrà tra Norwood e Uraidla sulla distanza di 148 Km e su di un tracciato collinare che prevede di ripetere per due volte la salita di Corkscrew, 9 Km al 4.9% sui quali si scollinerà a una dozzina di chilometri dal traguardo, ascesa che presenta i tratti più impegnativi nei primi 3.6 Km al 6.7%, caratterizzati anche da un muro di 800 metri all’11.4%. Si farà quindi ritorno ad Adelaide dove dal sobborgo periferico di Henley Beach prenderà le mosse la terza tappa, che si concluderà a Nairne dopo un tracciato che ricorda quello di certe frazioni collinari non troppo accidentate della Tirreno-Adriatico, non così frastagliate da impedire ai velocisti di far sfoggio delle loro abilità. La tappa regina sarà la penultima, con la partenza da Brighton e dopo 176 Km il tradizionale arrivo in salita a Willunga Hill, al termine di un’ascesa di 3.2 Km al 7.5% che dovrà essere ripetuta tre volte. L’atto finale della 26a edizione del Tour Down Under sarà ospitato dalla cittadina di Stirling, attorno alla quale è stato disegnato un circuito vallonato di 22 Km da inanellare 8 volte e che avrà il suo momento clou nella leggera salita (media del 3.7%) che caratterizzerà gli ultimi 2 Km, troppo leggeri perché costituiscano un grosso impiccio per buona parte dei velocisti, considerato che questo circuito è stato spesso proposto in gara e si è sempre arrivati allo sprint. Potrebbero, però, infilarsi nella volata intrusi d’eccezione, come il vincitore del Tour de France 2011 Cadel Evans, terzo a Stirling nel 2014, preceduto dal nostro Diego Ulissi e dal vincitore della Milano-Sanremo 2012 Simon Gerrans.

Le corse ciclistiche sono come le ciliegie, una tira l’altra e due giorni dopo la fine del Tour Down Under scatterà la 6a edizione del citato AlUla Tour (27-31 gennaio), giovane corsa nata nel 2020 come Saudi Tour e ben presto radicatasi nel governatorato saudita di ‘Ula. Come abbiamo già annunciato, quest’anno ci sarà la promozione alla categoria ProSeries ma non sono previsti particolari festeggiamenti per celebrare l’evento, almeno per quanto riguarda il tracciato, che a livello difficoltà non si discosterà da quello dello scorso anno. Sono state solamente “miscelate” le tappe e così presso l’AlUla Camel Cup Track, dove nel 2025 terminò la tappa conclusiva, prenderà il via la prima frazione per farvi ritorno dopo 158 Km interamente tracciati nell’insidioso ambiente del deserto e privi di particolari insidie altimetriche, anche se qualche sprinter potrebbe patire la leggerissima pendenza del rettilineo d’arrivo (ultimi mille metri al 2.5%). I velocisti che avranno fallito su questo traguardo avranno subito la possibilità di rifarsi perché ancor più semplice si presenta la seconda frazione che, dopo 152 Km pressoché pianeggianti, proporrà partenza e arrivo fissate all’esterno dell’AlManshiyah Train Station, antica stazione situata lungo la dismessa ferrovia dell’Hegiaz, che collegava l’Arabia Saudita alla Siria e che oggi è in esercizio solo in territorio giordano. Dal Winter Park di AlUla si ripartirà il giorno successivo per andare ad affrontare l’unico arrivo in salita previsto, fissato ai quasi 1000 metri sul livello del mare della Bir Jaydah Mountain Wirkah, inserito per la prima volta nel percorso lo scorso anno; in quest’occasione si era percorso un versante molto più ripido (2.8 Km al 9.8%) rispetto a quello che si scalerà al termine della terza tappa, 4.9 Km al 5.7% che presenteranno le inclinazioni maggiori in dirittura d’arrivo per via della pendenze media all’8.6% che caratterizzerà gli ultimi 1300 metri. Si tornerà in pianura per la penultima tappa, altra galoppata verso una probabilissima volata che, dopo una seconda partenza dal Winter Park, vedrà gli sprinter darsi battaglia al cospetto delle Shalal Sijlyat Rocks, spettacolari colline rocciose isolate nel mezzo del deserto alle quali si arriverà percorrendo quello che si annuncia come uno dei più lunghi rettilinei d’arrivo di questa stagione, 4 Km e 600 metri senza incontrare nemmeno una curva. A far calare il sipario sulla gara sarà l’immancabile arrivo al belvedere dell’Harrat Uwayrid, dove l’ultimo traguardo sarà collocato 8 Km dopo aver superato la cima di quello che è stato battezzato come “Angliru d’Arabia”, una salita di 3 Km al 12% che con il suo picco massimo al 22% e per la mancanza di altre ascese impegnative e di frazioni a cronometro è sempre stata decisiva per la vittoria finale, nel 2025 conquistata da Thomas Pidcock mentre dodici mesi prima si era imposto Simon Yates, l’ultimo vincitore del Giro d’Italia. A tal proposito ricordiamo, per chi si fosse perso la notizia, che lo scorso 7 gennaio il britannico ha dichiarato la sua intenzione di ritirarsi fin da subito dal ciclista pedalato e quindi quest’anno non lo vedremo difendere il titolo conquistato lo scorso anno sulle strade della Corsa Rosa.

I tifosi spagnoli saranno i primi europei che avranno l’opportunità di applaudire dal vivo i loro beniamini perché a fine mese la Spagna vedrà lo svolgimento delle prime corse stagionali organizzate sulle strade del Vecchio Continente. Si comincerà il 23 febbraio con la seconda edizione della Classica Camp de Morvedre, gara che ha fatto il suo debutto assoluto nel 2025 proponendo subito un tracciato impegnativo e stavolta sarà ancora più tosta perché i passaggi sull’Alto del Garbì (6.3 Km al 6.4% che contengono un muro di 1500 metri al 13%) sono stati portati da due a tre. Non ha subito variazioni, invece, il tracciato della Ruta de la Cerámica – Gran Premio Castellón in programma il 24 febbraio, corsa che dovrebbe favorire i velocisti resistenti e i finisseur per la presenza nelle battute conclusive della salita al Collado de Ayodar (5 Km al 4.5%) e di uno strappo di circa 300 metri al 10% in cima al quale sarà posto il traguardo. Il 25 febbraio andrà in scena la Clàssica Comunitat Valenciana – Gran Premi València, che proporrà un tracciato geograficamente inverso rispetto a quell’edizione 2025, con la partenza da La Nucia, la fase orograficamente più complicata da affrontare entro i primi 100 Km e il finale totalmente pianeggiante verso Valencia che agevolerà nettamente gli sprinter. A questo punto le attenzioni degli appassionati saranno calamitate verso l’isola di Maiorca dove, quasi in contemporanea all’AlUla Tour, andrà in scena la 35a edizione della Challenge Ciclista Mallorca (28 gennaio – 1 febbraio), gara che – nonostante la durata di cinque giorni – non è mai stata considerata una corsa a tappe per la mancanza di una classifica generale, fatto che consente alle squadre al via di portare in Spagna corridori in esubero rispetto al numero massimo consentito per ogni gara e di poi scegliere quali schierare a seconda della tipologia dei tracciati. Quest’anno ci saranno alcune novità per quel che concerne i percorsi, ma queste non riguarderanno quello della gara d’avvio, il Trofeo Calvià, dove sarà riproposto lo stesso circuito sul quale si era gareggiato lo scorso anno, poco meno 150 Km subito esigenti perché si dovrà affrontare una dozzina abbondante di brevi e non troppo complicate ascese, le più rilevanti delle quali sono il Coll de Sóller (8.5 Km al 5.5%) e quella di Valldemossa (4.1 Km al 5.8%). Al secondo giorno è stato confermato il Trofeo Ses Salines – Colònia Sant Jordi, ma con un’importante novità perché è stata modificata la modalità di svolgimento della gara, che non si disputerà in linea bensì a cronometro e in particolare si tratterà di una prova collettiva nella quale le squadre in gara dovranno percorrere 26 Km in totale pianura. La seconda novità sarà il cambio di percorso del tradizionale Trofeo Serra de Tramuntana, per il quale è stato ribaltato il tracciato dell’edizione 2025, che sarà seguito in senso inverso con il traguardo presso il santuario di Santa Maria de Lluc 8 Km dopo lo scollinamento del Coll de sa Batalla (8.4 Km al 4.9%), l’ultima delle quattro salite previste. Tra queste spicca l’ascensione – dal versante meno impegnativo – ai quasi 1000 metri del Coll de Puig Major, la salita simbolo della challenge che dal lato più duro (14 Km al 6%) costituirà l’indomani la principale portata del Trofeo Andratx – Mirador des Colomer (Pollença), il cui tracciato ricalcherà quello del 2025 e proporrà come dessert un’ascesa finale di 3.3 Km al 5.9%. Infine, un piccolo ritocchino di poco conto è stato apportato alla gara conclusiva, che cambierà nome (non più Trofeo Playa de Palma – Palma ma Trofeo Mallorca Fashion Outlet – Paseo Marítimo Palma) e sede di partenza per esigenze di una nuova sponsorizzazione, ma non “natura” e infatti come il solito si concluderà con diversi giri del pianeggiante circuito disegnato sul lungomare di Palma di Maiorca per la gioia dei velocisti.

La sfida è lanciata, la stagione 2026 è pronta a partire.

Mauro Facoltosi

LE CORSE SUL WEB

Tour Down Under

https://tourdownunder.com.au/

AlUla Tour

www.thealulatour.com/en

Classica Camp de Morvedre

https://ccmestivella.com/classica-internacional/

Ruta de la Cerámica – Gran Premio Castellón

https://gpcastellon.es/

Clàssica Comunitat Valenciana – Gran Premi València

https://voltalamarina.com/classica-comunitat-valenciana-1969-gran-premio-valencia

Challenge Ciclista Mallorca

https://vueltamallorca.com/challenge-mallorca/en/home/

Uno scorcio della Shalal Sijlyat Rocks in Arabia Saudita, presso le quale terminerà una tappa dellAlUla Tour (alula.shadenhospitality.sa)

Uno scorcio della Shalal Sijlyat Rocks in Arabia Saudita, presso le quale terminerà una tappa dell'AlUla Tour (alula.shadenhospitality.sa)

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