UNA STAGIONE UAE – 31 LUGLIO / 1 AGOSTO 2025: 6a e 7a TAPPA TOUR FEMMINILE

novembre 30, 2025
Categoria: Copertina, News

Dopo aver vinto il Giro d’Italia* con Elisa Longo Borghini, la versione femminiale della UAE punta ademulare Tadej Pogacar e mettere in bacheca anche il Tour de France di categoria schierando ai nastri di partenza la forte campionessa piemontese. Ma il destino ci mette stavolta lo zampino, costringendo al ritiro anticipato dalla corsa quattro delle sette cicliste in gara (a partire dalla stessa Longo Borghini, appiedata da un’infezione gastrointestinale). Il bilancio della formazione emiratina non sarà del tutto negativo grazie alla doppietta consecutiva confezionata dalla giovane francese Maeva Squiban nelle prime due tappe di montagna.

* Articolo non presente nella nostra gallery sulle vittorie UAE, perchè la Longo Borghini si era imposta in classifica senza vittorie di tappa

SQUIBAN INFIAMMA LA FRANCIA: VITTORIA IN SOLITARIA NELLA SESTA TAPPA DEL TOUR DE FRANCE FEMMES 2025

Sulla strada che porta ad Ambert Maeva Squiban firma un’impresa da campionessa e riporta la bandiera francese sul gradino più alto del podio. Con un attacco deciso a oltre 30 chilometri dal traguardo la bretone del UAE Team ADQ conquista la prima tappa di montagna della Grande Boucle femminile, dimostrando classe, coraggio e una condizione invidiabile.

Con un colpo da finisseur esperta, Maeva Squiban (UAE Team ADQ) ha dominato la sesta tappa del Tour de France Femmes 2025, lasciando il segno con un’azione solitaria che l’ha portata a trionfare ad Ambert con 1’09” di vantaggio sulla connazionale Juliette Labous (FDJ-SUEZ). Terza Kimberly Le Court (AG Insurance-Soudal Team), che mantiene la maglia gialla e guadagna 8 preziosi secondi di abbuono sulle dirette rivali.
La ventitreenne di Brest, già protagonista in tappe impegnative negli anni passati, si conferma talento cristallino del ciclismo francese e simbolo della nuova generazione in rosa. Dopo essere caduta nei giorni precedenti, la Squiban ha trovato la forza per riscattarsi nella giornata più dura, attaccando con decisione sul Col du Chansert e difendendo il margine in discesa e nel tratto in salita pedalabile verso Valcivières.
Nonostante la perdita di Elisa Longo Borghini, l’UAE Team ADQ ha saputo riorganizzarsi con determinazione. Dopo i tentativi in volata di Lara Gillespie, la formazione emiratina ha trovato nella Squiban la carta vincente per lasciare il segno. Il successo della giovane bretone – la seconda francese nella storia del Tour Femmes a imporsi dopo Cédrine Kerbaol (EF Education-Oatly) – è stato accolto con entusiasmo dal gruppo e dal pubblico di casa.
La tappa, partita da Clermont-Ferrand, è stata animata sin dai primi chilometri da una fuga di dodici atlete, tra le quali si segnalavano Elise Chabbey (Canyon//SRAM zondacrypto), impegnata nella conquista della maglia a pois, e Soraya Paladin (CANYON//SRAM zondacrypto). Il gruppo ha lasciato fare fino al Col du Béal, dove il ritmo imposto dall’AG Insurance-Soudal ha iniziato a limare il vantaggio delle battistrada. In discesa si sono accesi altri fuochi d’artificio, ma la corsa si è ricompattata prima che la Squiban cogliesse il momento perfetto per lanciare il suo attacco.
Nel finale, la Labous ha tentato una reazione tardiva, riuscendo a precedere la Le Court per il secondo posto. Dietro tutte le big sono arrivate insieme, ad eccezione di Niamh Fisher-Black (Lidl – Trek), attardata da un problema meccanico. In classifica generale la Le Court aumenta il margine su Pauline Ferrand-Prévot (+26”) e su Katarzyna Niewiadoma (CANYON//SRAM zondacrypto, +30”), mentre domani si attende un’altra tappa movimentata con l’arrivo in discesa a Chambéry dopo il Col du Granier.
Maeva Squiban, con la sua azione coraggiosa, ha dimostrato di essere non solo una promessa, ma una realtà del ciclismo femminile. Alta 1,66 metri, versatile e determinata, è destinata a diventare uno dei volti simbolo della disciplina nei prossimi anni.

Mario Prato

Maeva Squiban in fuga verso Ambert (Getty Images)

Maeva Squiban in fuga verso Ambert (Getty Images)

MAEVA SQUIBAN FA DOPPIETTA AL TOUR DE FRANCE FEMMES, LE COURT SOFFRE MA CONSERVA IL PRIMATO

Ancora Maeva Squiban, ancora un’impresa in solitaria. Dopo il trionfo di ieri ad Ambert la giovane francese del UAE Team ADQ bissa a Chambéry al termine di una tappa lunga e selettiva. Va in fuga sin dai primi chilometri e domina il Col du Granier, staccando tutte e tagliando il traguardo con 51 secondi di vantaggio. Kim Le Court soffre in salita, ma rientra in discesa e resta in maglia gialla.

È il Tour de France Femmes 2025 di Maeva Squiban. La ventitreenne bretone sta vivendo il momento più luminoso della sua carriera, firmando la seconda vittoria consecutiva con un’altra prestazione maiuscola. Partita all’attacco in una fuga a diciassette, ha resistito a ogni tentativo di ricucitura e ha fatto la differenza sull’ascesa del Col du Granier, prima di presentarsi da sola sul traguardo di Chambéry, conquistando la settima tappa della corsa transalpina.
Alle sue spalle, Cédrine Kerbaol (EF Education-Oatly) ha sfruttato le sue doti di discesista per chiudere seconda a 51″, mentre Ruth Edwards (Human Powered Health), tra le ultime a mollare nella fuga, ha completato il podio. Tutte le big, comprese Pauline Ferrand-Prévot (Team Visma | Lease a Bike) , Demi Vollering (FDJ – SUEZ) e Juliette Labous (FDJ – SUEZ), sono giunte al traguardo con un minuto di ritardo. Tra loro c’era anche Kimberlu Le Court-Pienaar (AG Insurance-Soudal), che sul Col du Granier ha perso contatto ma è riuscita a rientrare in discesa, evitando di perdere la maglia gialla.
La frazione, con partenza da Bourg-en-Bresse e sviluppo iniziale pianeggiante, ha visto formarsi una fuga corposa sin dai primi chilometri. Con la Squiban sono andate all’attacco atlete di peso come Lotte Kopecky (Team SD Worx – Protime), Chloé Dygert (CANYON//SRAM zondacrypto), Shirin Van Anrooij (Lidl – Trek), Justine Ghekiere (AG Insurance – Soudal Team) e Marie Le Net (FDJ – SUEZ). Il gruppo ha lasciato spazio e il vantaggio ha superato i quattro minuti. Solo nel finale, a 35 km dall’arrivo, la Fenix-Deceuninck ha provato a rimettere ordine, ma ormai il destino della tappa era segnato.
La Squiban ha dettato legge sull’ultima salita, lasciando sul posto tutte le compagne di avventura. Dietro, il forcing di Yara Kastelijn (Fenix-Deceuninck) e Pauliena Rooijakkers (Fenix-Deceuninck) ha provocato la crisi della Le Court, che però ha saputo dosare le forze e contare sull’aiuto fondamentale della Ghekiere, rientrata dalla fuga. Quando il gruppo delle migliori ha rallentato, la mauriziana ha colto l’occasione per riportarsi sotto e salvare il simbolo del primato.
Nel finale la Kerbaol ha cercato di riaprire i giochi sfruttando la discesa, riuscendo a recuperare su alcune ex fuggitive ma non sulla vincitrice, che ha tagliato il traguardo a braccia alzate. Un successo che proietta la Squiban tra le grandi protagoniste di questa edizione del Tour, in attesa della tappa decisiva di oggi, quando l’arrivo in salita al mitico Col de la Madeleine non lascerà più margine di attesa.
Sarà il giorno della verità per la classifica generale. Le big non potranno più nascondersi e la maglia gialla sarà chiamata a un’impresa se vorrà difendere il primato. Intanto, la regina delle ultime due giornate ha un nome e un volto ben chiari: Maeva Squiban.

Mario Prato

La Squiban vince anche la settima tappa (foto Szymon Gruchalski/Getty Images))

La Squiban vince anche la settima tappa (foto Szymon Gruchalski/Getty Images))

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