VINGEGAARD TORNA AL SUCCESSO, MA CICCONE È SEMPRE LÌ
In una tappa flagellata dal maltempo, e che non ha visto accadere gravi incidenti solo per l’assenza di discese importanti, nessuno dei favoriti si muove, neanche sulla lunga salita finale, e la tappa si chiude con una volata tutt’altro che ristretta, che vede il nostro Ciccone contendere sino all’ultimo metro la vittoria al grande favorito della corsa, il danese Jonas Vingegaard.
La seconda tappa della Vuelta si sposta decisamente nella parte meridionale del Piemonte, partendo da Alba, un centinaio di chilometri a sud di Novara dove ieri era posto il traguardo, e arrivando dopo circa 160 chilometri nella località sciistica di Limone Piemonte, nei pressi del confine francese: qui si dovrà affrontare un arrivo in salita di media difficoltà, 10 chilometri al 5% che vengono considerati GPM di seconda categoria. La salita, tuttavia, è di quelle “progressive” e addirittura l’intera tappa, sin dalla partenza, inizia a salire lentamente ma inesorabilmente, con un lunghissimo falsopiano che avvicinerà i corridori alle Alpi; poi, nel paese di Borgo San Dalmazzo, a 25 chilometri dal traguardo, le pendenze aumenteranno con decisione, dapprima all’1-2%, poi al 3-4% quando inizierà la salita “ufficiale”, e poi al 6-7% negli ultimi chilometri con le ultime rampe al 9%, anche 10%. Questo aumento progressivo della pendenza potrebbe tagliare le gambe a chi non è ancora al massimo della forma e senza dubbio capiremo già questo pomeriggio chi non lo è abbastanza per aspirare alla vittoria finale; chi invece sarà in forma si giocherà probabilmente la vittoria in una volata ristretta, come accadde nel Giro del 2002 quando Garzelli vinse la quinta tappa del Giro d’Italia davanti a Perez-Fernandez, Simoni e Casagrande.
La partenza è data poco prima delle 14, con tempo coperto ma basse probabilità di pioggia. La maglia rossa di leader della classifica generale è indossata dal velocista belga Jasper Philipsen (Alpecin – Deceuninck) che ieri ha vinto, secondo pronostico, la volata di gruppo a Novara. Nel giro di pochi chilometri, dopo alcune schermaglie iniziali, parte una fuga con quattro corridori di secondo piano capeggiati dal buon passista tedesco Nico Denz (Red Bull – BORA – hansgrohe), quest’anno vincitore di una tappa al Giro. Il gruppo lascia fare e i fuggitivi arrivano ad avere tre minuti di vantaggio in meno di quindici chilometri, mentre da dietro lo spagnolo Sinuhé Fernández (Burgos Burpellet BH) tenta di riportarsi su di loro. Con molta tenacia, e approfittando dell’improvviso cedimento di Denz che si stacca non appena la strada inizia a salire e viene riassorbito dal gruppo, lo spagnolo si riporta sui fuggitivi dopo ben 17 chilometri di inseguimento solitario; senza Denz, il loro vantaggio è rapidamente sceso sotto i due minuti, ma finirà per stabilizzarsi poco oltre il minuto e mezzo. Poco dopo Saluzzo il tempo peggiora e comincia a piovigginare; a Busca, dopo 67 chilometri, c’è un traguardo volante che viene vinto da uno dei componenti del quartetto, il belga Liam Slock (Lotto). Nulla succede: i corridori attraversano Cuneo, poi deviano sino ad arrivare a Villanova Mondovì, quasi a tenersi lontani dalle Alpi ormai vicine, e poi, nuovamente, tornano indietro sempre sfiorando le montagne sino ad arrivare a Borgo San Dalmazzo, appena sette chilometri a sud di Cuneo; è qui che la tappa si lancia nella Valle Vermenagna per affrontare la salita conclusiva. La pioggia, che è andata aumentando col passare dei chilometri, sta diventando un problema serio e nel gruppo si verificano alcune cadute: queste inizialmente coinvolgono pochi corridori, e senza conseguenze, ma poi, lungo una rotonda, l’asfalto viscido causa un incidente più grave, che coinvolge una decina di uomini tra cui il grande favorito della corsa Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) con molti dei suoi compagni di squadra. Tutti i corridori coinvolti riescono a ripartire, sia pure non subito e non senza danni, ma intanto i fuggitivi, che da mezz’ora hanno perso lo stanco Fernández per strada, riportano ad oltre un minuto e mezzo il loro vantaggio, che era molto calato quando avevano iniziato a tirare la Q36.5 Pro Cycling Team (per il suo capitano Tom Pidcock, venuto alla Vuelta con ambizioni di classifica) e la Team Jayco AlUla (probabilmente per il suo capitano Ben O’Connor, l’anno scorso secondo a Madrid). Il vantaggio è ormai sotto i 40 secondi quando i corridori raggiungono l’inizio “ufficiale” della salita, a 10 chilometri dal traguardo, e i velocisti, fra i quali Philipsen, iniziano a staccarsi dal gruppo; a 8 chilometri rimangono ai fuggitivi 25 secondi e il solo Slock sembra avere ancora abbastanza energie per insistere nella fuga, anche dopo il cedimento dei suoi compagni a 7 chilometri dall’arrivo. Slock regge fin quasi allo striscione dei 5 chilometri, ma alla fine viene ripreso e il gruppo affronta compatto l’ultimo, e più ripido, tratto di salita. La INEOS Grenadiers con Michał Kwiatkowski (forse sperando nel suo capitano Egan Bernal) e la Visma con Wilco Kelderman e poi con Ben Tulett iniziano a tirare con decisione; ma il gruppo rimane folto e nessuno si muove. Si arriva ai meno -3 chilometri, poi ai -2, e non succede nulla, anche se si aggiungono in testa gli uomini della Lidl Trek (certamente per il loro capitano Giulio Ciccone). Il gruppo è sempre compatto all’ultimo chilometro ed è solo ai 500 metri, quando Marc Soler (UAE Team Emirates – XRG) e Tom Pidcock /(Q36.5 Pro Cycling Team), abbozzano degli scatti, che si vede qualcuno muoversi. La tappa, però, si chiude con una poco prevedibile volata di gruppo (neanche ristretto: sono rimasti in 25, e altri 20 seguono a pochi secondi), con Vingegaard e Ciccone che lottano spalla a spalla sino all’ultimo metro, e il danese che sulla linea d’arrivo la spunta di pochi centimetri, tornando così alla vittoria, in una tappa non a cronometro, dopo un digiuno che durava dal Tour dello scorso anno. Il terzo gradino del podio è occupato da David Gaudu (Groupama – FDJ); seguono poi, nell’ordine, tutti i grandi favoriti: Egan Bernal (INEOS Grenadiers), João Almeida (UAE Team Emirates – XRG), Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale Team), Jai Hindley (Red Bull – BORA – hansgrohe), Juan Ayuso (UAE Team Emirates – XRG), Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) e Pidcock. Il verdetto della tappa è quindi chiaro: nessuno, tra i favoriti, ha ceduto, Vingegaard conferma le sue ambizioni e Ciccone il suo ottimo stato di forma. Vingegaard è ovviamente il nuovo leader della classifica generale, davanti a Ciccone e a Gaudu; il danese guida anche la classifica degli scalatori (ma sarà ancora il nostro Alessnadro Verre dell’Arkéa – B&B Hotels a indossare domani la maglia a pois), mentre Philipsen resta al comando di quella a punti. Primo dei giovani è adesso Ayuso. Domani si continua in Piemonte con una tappa che sfiorerà continuamente le Alpi ma che, nonostante un arrivo in leggera salita, non dovrebbe vedere sconvolgimenti in classifica generale. Partenza da San Maurizio Canavese, arrivo dopo poco più di 130 Km di gara a Ceres.
Andrea Carta

Nella nebbia di Limone Piemonte Vingegaard vince la seconda tappa della Vuelta (foto Dario Belingheri/Getty Images)