DAL GIALLO AL ROSSO, PHILIPSEN INAUGURA LA VUELTA A NOVARA; A LUGLIO SI ERA IMPOSTO NELLA PRIMA TAPPA DEL TOUR

agosto 23, 2025
Categoria: News

Il mese scorso Jasper Philipsen si era imposto nella tappa d’apertura del Tour de France a Lilla, oggi si è ripetuto nella frazione inaugurale del Giro di Spagna a Novara. Sua la prima maglia rossa, insegna del primato che già domani dovrà cedere sull’arrivo in salita a Limone Piemonte

Come tutti sanno, questa edizione della Vuelta a España (la 90esima) parte dall’Italia, dove si svolgeranno le prime tre tappe, quasi ad imitare il Tour dell’anno scorso, le cui fasi iniziali hanno regalato agli appassionati un inizio un po’ diverso dal solito ma non per questo meno interessante. Vedremo se sarà così anche in questa edizione della Vuelta: la prima tappa, tuttavia, difficilmente si concluderà in maniera diversa da una volata di gruppo. I suoi 187 chilometri, con partenza da Torino nella scenografica Reggia di Venaria, si snodano infatti tutti in pianura sino al traguardo di Novara e presentano un’unica salita degna di questo nome: la Serra, dopo 71 chilometri (6.5 km al 5.2%) in un punto del percorso che sfiora le pendici delle Alpi poco dopo Ivrea, e che vale come GPM di 3° categoria. La notevole distanza dal traguardo consentirà ai velocisti, che forse si staccheranno sulla salita, di rientrare senza difficoltà: a giocarsi la vittoria a Novara dovrebbero essere soprattutto il passista danese Mads Pedersen (Lidl – Trek), già vincitore della classifica a punti al Giro e trionfatore nel recente Giro di Danimarca (notoriamente pianeggiante), e il forte velocista belga Jasper Philipsen (Alpecin – Deceuninck), quest’anno prima maglia gialla al Tour; vedremo se altri sapranno dire la loro in volata. Difficile, invece, che si mettano in evidenza i grandi favoriti della corsa, come il danese Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike), il portoghese João Almeida (UAE Team Emirates – XRG), gli spagnoli Juan Ayuso (UAE Team Emirates – XRG) e Mikel Landa (Soudal Quick-Step), il colombiano Egan Bernal (INEOS Grenadiers) e i nostri Giulio Ciccone (Lidl – Trek) e Antonio Tiberi (Bahrain – Victorious).
Si parte alle 13.30 circa con un tempo sereno, pochissime nuvole e una temperatura di 25 gradi: un clima ideale per non logorare più di tanto i corridori e non aggiungere insidie a quelle che già presenterà loro il percorso. Nel giro di un paio di chilometri parte una fuga con sei corridori di secondo piano, fra i quali vanno citati almeno il nostro Alessandro Verre (Arkéa – B&B Hotels) e il navigato olandese Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), in evidenza al Giro di tre anni fa quando vinse due tappe e la classifica degli scalatori. I fuggitivi non riescono mai a ottenere un grande vantaggio sul gruppo, ma arrivano ai piedi della salita della Serra con un paio di minuti da gestire nel prosieguo della tappa; in cima al GPM è proprio il nostro Verre a transitare per primo e a guadagnarsi la maglia di leader degli scalatori. Poco dopo il traguardo volante situato nel paese di Valdengo, vinto dall’olandese Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step), i fuggitivi cedono e solo il semisconosciuto spagnolo Hugo de la Calle (Burgos Burpellet BH), che faceva parte del gruppetto, cerca di resistere al ritorno del gruppo. L’andatura, che inizialmente aveva sfiorato i 50 km/h, è però molto calata col passare dei chilometri e ancora a Borgomanero, quando mancano 54 chilometri all’arrivo, il corridore spagnolo mantiene una cinquantina di secondi di vantaggio. Ad Arona (42 chilometri alla conclusione), il vantaggio è sceso a 40 secondi; nulla di importante succede e senza i fantastici scorci sul lago Maggiore che vengono continuamente proposti agli spettatori la noia regnerebbe sovrana. All’inizio della salita che dopo Arona porta i corridori a Borgo Ticino De la Calle decide di averne avuto abbastanza e si fa riassorbire dal gruppo in pochi minuti: a 38 chilometri dall’arrivo i corridori sono di nuovo tutti insieme e la corsa entra nel vivo. O meglio, vi entrerebbe se qualcuno volesse muoversi e evitare la volata generale: ma questo non accade e il gruppo passa compatto sia da Borgo Ticino, sia da Oleggio, a soli 21 chilometri dal traguardo di Novara. L’andatura è sempre tranquilla e sembra di assistere più a una gita di un nutrito gruppo di cicloamatori che a una corsa di primaria importanza nel variegato panorama ciclistico. È solo a 4 chilometri da Novara che prima la Visma e poi la Alpecin iniziano a tirare con decisione. Il gruppo si allunga progressivamente e infine la Alpecin prende il comando delle operazioni e pilota senza difficoltà Philipsen alla vittoria, in una volata combattuta ma abbastanza scontata. Alle sue spalle si piazza il buon velocista inglese Ethan Vernon (Israel – Premier Tech), che ha vinto qualche tappa nei “major Tour” e che diventa primo nella classifica dei giovani; terzo è il passista venezuelano Orluis Aular (Movistar Team), vincitore di molti campionati nazionali e, l’anno scorso, del Trofeo Matteotti. Quarto arriva il nostro Elia Viviani (Lotto), ovviamente primo degli italiani, mentre Pedersen, stranamente, non va oltre il 14esimo posto. Come al Tour Philipsen (alla 55esima vittoria in carriera) è il primo leader di questo GT: non rimane che sperare che stavolta le cose gli vadano meglio (in Francia si era dovuto ritirare nella terza tappa). Domani, con l’arrivo in salita a Limone Piemonte, comunque non proibitivo, molte cose cambieranno e forse capiremo chi, tra i molti nomi di spicco presenti alla Vuelta, è venuto solo per allenarsi e chi, invece, per vincere.

Andrea Carta

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