E VENNE ANCHE LA FUGA GIUSTA!

gennaio 21, 2011
Categoria: News

Ci hanno messo 33 chilometri per trovare lo spazio sufficiente per andarsene, ma alla fine i cinque (poi diventati sei) coraggiosi di giornata hanno trovato lo spiraglio giusto per giocarsi questa quarta tappa del Tour Down Under. Doppia gioia per Cameron Meyer che può alzare le braccia al cielo e prendersi anche la maglia da leader. Con l’intento di non lasciarla più.

Foto copertina: Meyer conquista tappa e maglia sul traguardo di Strathalbyn (foto Bettini)

Sembra un film d’amore: siamo in Australia ed a vincere sono (quasi) sempre gli australiani. Se non fosse per Ben Swift, ma non ce l’abbiamo con lui, verrebbe da dire che in questo Down Under si sta profilando un filotto di quelli interessanti. Prima Goss, poi Matthews ed adesso Cameron Meyer che regala il primo acuto stagionale alla neo-corazzata Garmin-Cervelo ma, inoltre, conquista anche la vetta della classifica grazie al buon esito della fuga di giornata, la prima che va in porto.
E’ una frazione molto veloce quella che porta a Strathalbyn, lungo la quale tutti vogliono andarsene perché c’è la convinzione che possa venir fuori qualcosa di buono. Ad incoraggiare è il fatto che a dare le trenate più importanti sono gli italiani (Bandiera, Viviani e Ballan fra gli altri) ma, al momento di scattare veramente sui pedali, i nostri portacolori sono rimasti a guardare. Tutto succede al chilometro numero 33, piuttosto in là rispetto alle abitudini di questi giorni, quando ad aprire le danze dopo uno sprint intermedio vinto da McEwen (che andava a recuperare 1” a Goss) ci ha pensato proprio Cameron Meyer. Alle sue spalle si sono messi a menare l’andatura per riprenderlo in quattro: la coppia Vacansoleil composta da De Gendt e Ruijgh con la collaborazione di Kadri (AG2R) e Dam (Rabobank). Nel plotone il compito di tenerli a bada non poteva che spettare all’HTC del leader Goss ma, quando dopo sette chilometri dallo scatto dei cinque, un altro uomo Garmin-Cervelo, vale a dire Matthew Wilson, si è messo pancia a terra per recuperare sulla fuga riportandosi sui leader di tappa, si è capito che quest’oggi il compito sarebbe stato molto duro.
E’ vero che il vantaggio massimo dei sei è stato di 2’30”, poi sceso anche ad 1’20” ai -40, ma in quel preciso istante è entrata in gioco una nuova tattica: la fuga non si era poi sforzata più di tanto e così Wilson e Ruijgh hanno iniziato a fare ottimo gioco di squadra mettendo il gruppo in notevole difficoltà, tant’è che all’HTC si affiancano Omega Pharma e RadioShack per provare a giocarsela fino in fondo. Il vantaggio torna a crescere (massimo 1’45”) e quando, ai dieci dalla fine, i quattro, – Kadri si stacca dopo poco ed anche Ruijgh fa la stessa fine – hanno ancora 50” il gruppo sembra già pronto per organizzare lo sprint dei battuti.
Wilson assiste Meyer nell’ultimo chilometro e mezzo con De Gendt che rimane alla sua ruota cercando di sfruttare la minima defaillance. Cosa che però non succede perché l’australiano della Garmin prende il comando ai 300 metri finali e va a vincere una tappa davvero molto bella da vedere. Se si somma l’abbuono della vittoria con 1” ad un traguardo volante ed i 24” di vantaggio nei confronti del plotone ecco spiegato perché è andato a prendersi anche la maglia ocra di leader. Meyer adesso ha 10” su Ten Dam, 12” su Goss e 15” su McEwen. Ma domani il capitano dell’HTC spremerà a fondo i suoi compagni di squadra per ricucire, grazie anche agli abbuoni, l’attuale divario.

Saverio Melegari

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