EUROPEI 2010: INIZIA UNA NUOVA ERA PER LA PISTA

novembre 9, 2010
Categoria: Giro di pista, News

I cambiamenti erano nell’aria ormai da diversi mesi, da quando CIO e UCI avevano deciso di modificare le discipline olimpiche, ma questo ha portato a degli scenari imprevedibili. Come se ciò non bastasse, agli europei di Pruszkòv si è visto un cambio anche fra gli atleti di punta, con i mostri britannici detronizzati in alcune delle loro discipline di punta.

Foto copertina: il podio della velocità maschile (foto British Cycling)

Gli europei appena conclusi a Pruszkòv in Polonia hanno segnato l’inizio di un nuovo corso, nel quale le discipline del ciclismo su pista muteranno notevolmente la loro importanza.
Un bel calcio alla tradizione e spazio alle discipline di squadra, questa la decisione presa da UCI e CIO quando hanno stilato il programma delle prossime olimpiadi; ciò, ovviamente, ha modificato anche il calendario dei campionati mondiali, degli europei e della coppa del mondo, attribuendo maggior spazio alle gare di inseguimento a squadre, velocità olimpica, velocità, keirin e omnium.
Quelli di Pruszkòv erano i primi eventi che permettevano di acquisire punti per le qualificazioni alle olimpiadi di Londra e questo ha fatto si che tutti i migliori atleti del continente fossero presenti (ad eccezione dei danesi, i quali avevano imprudentemente fissato per gli stessi giorni i campionati nazionali).
Il primo giorno di gare ha visto imporsi, secondo pronostico, la nazionale britannica sia nella prova maschile che in quella femminile dell’inseguimento a squadre. Nella velocità olimpica, dove i britannici erano ancora grandi favoriti, si è invece affermata la Germania in campo maschile e la Francia – grazie alla superficialità delle britanniche che si ritenevano superiori e hanno preso sottogamba la prova – sul versante femminile.
La seconda giornata di corsa prevedeva solo due finali, ma è ha offerto molto di cui parlare.
Nella velocità maschile il britannico Hoy si era qualificato col miglior tempo ma al turno successivo, dopo aver preso la testa della corsa, ha rallentato in modo significativo convinto di aver già vinto ed è stato così superato da uno sconosciuto irlandese (che uscirà al turno successivo): Hoy ha commesso un errore da principiante, forse sintomo che qualcosa non va più come una volta nella macchina da medaglie britannica.
In finale sono quindi arrivati il francese Sireau, che era fra i favoriti, e il semisconosciuto russo Dmitriev che conquista questa possibilità grazie a molta fortuna. Ma la fortuna ha aiutato il russo anche al momento della sfida decisiva, dove Sireau l’ha snobbato, gli ha permesso di lanciarsi e non l’ha raggiunti più; infine, nella seconda manche Sireau ha condotto ma si è fatto nfilare proprio sulla fettuccia del traguardo.
Fra le donne ha vinto la francese Sandie Clair, non una sorpresa ma quasi essendo in corsa la campionessa del mondo Krupeckaite e la bielorussa Panarina, date per favorite.
L’ultima giornata di corse ha visto uno strappo al programma con la Madison cup, campionato europeo dell’americana, che si è conclusa con la vittoria dei cechi Blaha-Hochmann, bravi a guadagnare un giro di vantaggio su tutti. Gli azzurri, in corsa con due coppie, dopo aver animato le prime fasi di corsa si sono spenti e hanno ottenuto il sesto posto finale con due sprint vinti.
La prova del keirn femminile ha visto al via tutte le migliori atlete continentali, ma la britannica Pendleton e la Krupeckaite favorite della vigilia sono battute dalla bielorussa Panarina.
In campo maschile la vittoria è andata al ventiduenne britannico Kenny, bravo a sfruttare la scia di un compagno di nazionale prima di sprigionare tutta la sua potenza in volata.
Si conclude l’ultimo giorno anche la nuova prova dell’Omnium, massacrante gara composta da 6 specialità e che non ha permesso agli atleti coinvolti di cimentarsi nelle altre specialità. A vincere sono stati il tedesco Kluge – che ha mostrato una superiorità imbarazzante sul resto dei concorrenti – e la trentatreenne spagnola Olaberria.

Abbiamo evitato di parlare troppo approfonditamente delle prove degli azzurri nelle varie discipline per non dover sempre evidenziare le pecche del nostro movimento. In campo maschile possiamo dire di essere fra gli ultimi in Europa e, a quanto sembra, il fatto di portare sempre gli stessi atleti nelle competizioni internazionali non li sta facendo crescere. Perché non puntare su altri giovani promettenti, magari sui campioni italiani in carica nella velocità a squadre? Il fatto che i convocati per le prove veloci corrano per una determinata squadra e abbiano in gran parte lo stesso cognome del vice CT (Ceci) ci induce a pensare che, forse, sarebbe il caso di cambiare il responsabile di settore per evitare un conflitto di interessi grande come una casa. Segnali positivi vengono da Elia Viviani, non tanto dal suo risultato (sesto posto nell’omnium) ma dal fatto che, nonostante stia facendo bene anche su strada, si voglia cimentare ancora in pista: lavorando si può arrivare in alto.
In campo femminile da segnalare che molte delle nostre atlete di punta erano assenti, su tutte la Bronzini e la Guderzo. La nostra unica velocista era febbricitante e le altre atlete non hanno fatto granchè….Da rivedere.
Il prossimo appuntamento importante sarà Coppa del mondo, anch’essa rinnovata con le discipline olimpiche, che si disputerà i primi di dicembre a Melbourne.

Matteo Colosio

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