PENDENZE CRUCCHE SULLE MONTAGNE DELLA MAJELLA

Il Giro ritorna sul Blockhaus 5 anni dopo l’ultima volta, quando Quintana vinse la tappa e conquistò la maglia rosa. Quell’edizione il colombiano la perse per soli 31 a secondi nella cronometro dell’ultimo giorno e quest’anno ci saranno molti chilometri in meno da percorrere contro il tempo. Per questo motivo la tappa abruzzese sarà anche nel 2022 un passaggio chiave del Giro d’Italia, dopo che dodici mesi fa Bernal si era portato definitivamente al vertice della classifica in quel di Campo Felice.

MODIFICHE AL PERCORSO

Rispetto al tracciato descritto nell’articolo sono state inserite, subito dopo la partenza, le storiche ascese del Valico del Macerone (3 Km al 5.7%) e di Rionero Sannitico (9 Km al 6.7%).

Già quel nome così teutonico mette paura, anche per il suo insolito collocarsi in terre ben distanti dalla Germania. Se poi si considera che, tra le grandi salite del Giro 2022, il Blockhaus è terza nella classifica delle più dotate in pendenza media – superata solo dallo sloveno Kolovrat e dal trentino Menador – ecco che i suoi quasi 14 Km all’8.5% saranno per davvero da temere e tenere in stretta considerazione. Il recente passato ci ricorda che lassù nel 2017 giunse in beata solitudine Nairo Quintana, che tagliò il traguardo con 24” di vantaggio su Pinot e Dumoulin e distacchi più elevati sugli altri corridori in gara. Il colombiano si vestirà di rosa, per perdere le insegne del primato un paio di giorni dopo a cronometro, riconquistarle sulle salite friulane a e infine salutarle definitivamente nella conclusiva crono di Milano, quando Dumoulin lo sopravanzerà per 31 secondi: poiché quest’anno si dovranno affrontare molti chilometri a cronometro in meno rispetto al 2107, ecco che potrebbe per davvero concretizzarsi il binomio vittoria sul Blockhaus – vittoria finale al Giro, tenuto anche conto che questa tappa sarà molto più impegnativa rispetto all’altra citata perché, per la prima volta nella storia, l’ascesa abruzzese sarà scalata due volte, da due versanti differenti.
Il doppio Blockhaus non sarà l’unica difficoltà proposta dal tracciato odierno, che decollerà da Isernia affrontando subito dopo il via un tratto di 9 Km al 5% sulla veloce superstrada che permette di evitare due storici valichi del Giro d’Italia, il Macerone e il Rionero Sannitico, inseriti nel percorso sin dalla prima edizione del 1909. Giunti a Castel di Sangro – il centro dal quale lo scorso anno scattò la tappa terminata a Campo Felice con la vittoria e la conquista della maglia rosa da parte di Egan Bernal – si andrà a superare una salita più tradizionale, che in 7.3 Km al 6.1% sale a Roccaraso, una delle principali stazioni di sport invernali dell’Appennino Meridionale, sviluppatasi in tal senso a partire dal 1909 al margine meridionale dello spettacolare Altopiano delle Cinquemiglia. Era quest’ultimo in passato uno dei luoghi più temuti dai viandanti, ai quali era consigliato di far testamento prima di attraversare un’area nella quale non era raro imbattersi in lupi, briganti e, d’inverno, in forti tempeste di neve. I “girini” evitare del tutto quel passaggio perchè all’imbocco dell’altopiano prenderanno un’altra strada iniziando un pianeggiante tratto in quota di una decina di chilometri nel corso dei quali si andrà a sfiorare quella che è la terza stazione ferroviaria più alta d’Italia, dove a 1269 metri di quota scendono i passeggeri diretti alle vicine mete di villeggiatura di Pescocostanzo e Rivisondoli, quest’ultima conosciuta anche il presepe vivente – uno dei più noti dell’Abruzzo – che fu allestito per la prima volta il 6 gennaio del 1951. Raggiunto il Valico della Forchetta inizierà l’interminabile discesa (quasi 30 Km) attraverso la Valle dell’Aventino, conosciuta soprattutto agli appassionati di speleologia per la presenza della spelonca più alta d’Europa, la Grotta del Cavallone, esplorata per la prima volta nel 1704 e visitata anche da Gabriele d’Annunzio, che vi ambientò “La figlia di Iorio”, una delle sue tragedie più conosciute- Sfiorato quasi al termine della discesa di Fara San Martino, centro che contende alla campana Gragnano il titolo di “capitale della pasta”, si andrà a imboccare un tratto collinare di una cinquantina di chilometri che fungerà da spartiacque tra le salite affrontate a inizio tappa e la doppia ascesa al Blockhaus, fase di gara introdotta dalla facile ascesa verso il panoramico borgo di Guardiagrele, noto con il soprannome di “Terrazza dell’Abruzzo” per le sconfinate viste che offre. Successivamente il gruppo attraversa i piccoli centri di Filetto e Ari: la leggenda racconta che la mano che campeggia nello stemma del primo borgo sia nientemeno che quella del celebre Muzio Scevola mentre il secondo fu all’inizio del secolo scorso una meta frequentata dai “vip” invitati a un cenacolo letterario realizzato nel palazzo dei baroni Nolli e che ebbe come ospiti personaggi del calibro dello stesso D’Annunzio, di Luigi Pirandello e di Guglielmo Marconi. La lenta risalita della valle del Foro condurrà infine ai piedi di quella che si potrebbe definire l’antipasto al Blockhaus, l’ascesa dell’Aia della Forca (9 Km al 4.1%), nel corso della quale si toccherà il “giardino della Majella”, il borgo di Roccamontepiano.
Dopo lo scollinamento un breve “tuffo” deporrà il gruppo ai piedi del versante orientale del Blockhaus, sulla carta il meno impegnativo tra i tre possibili. Non deve per questo essere sottovalutato perché da Pretoro a Passo Lanciano si dovranno comunque affrontare 10 chilometri e mezzo di salita al 7.4% che già da soli basterebbero a stuzzicare uno scalatore decisamente bramoso. Interrotta la scalata 5 Km a valle rispetto al luogo dove si concluderà la tappa, s’imboccherà nel verso della discesa il versante di Lettomanoppello, borgo che – come molti altri toccati da questa frazione – ha un secondo nome e nello specifico caso è stato ribattezzato “città della pietra” per le famiglie di scalpellini che l’hanno abitato e di capanne in pietra dette “tholos”. Terminata anche questa “discesa fiume” (17 Km) in quel di Scafa, un tempo piccolo agglomerato che vide moltiplicati i suoi abitanti nel periodo del “miracolo economico italiano” (anni ’50-60 del XX secolo), immediatamente si riprenderà a salire e, a parte una breve e insignificante contropendenza, lo si farà costantemente da qui fin al traguardo, anche se nel computo dei dati ufficiali della salita gli organizzatori hanno considerato solo i 13.7 Km conclusivi all’8.5%, tralasciando i comunque non trascurabili sei precedenti chilometri che salgono al 4.9% di pendenza media verso il comune italiano dal nome più lungo, San Valentino in Abruzzo Citeriore, ben 34 lettere che diedero non pochi problemi agli uffici postali quando fu stabilito per la prima volta nel 1863, subito dopo l’annessione di queste terre al costituendo Regno d’Italia.
Attraversata Roccamorice avranno inizi gli ultimi quattordici, difficili chilometri di questa tappa, con i quali ci s’inoltrerà in uno degli angoli più nascosti della Majella, nei cui anfratti trovarono alloggio numerosi frati desiderosi di pace, come il celebre Pietro da Morrone – il futuro Papa Celestino V – che nel 1246 scelse di vivere per qualche tempo nell’Eremo di Santo Spirito a Maiella. Lui fece il “gran rifiuto” e scelse di nascondersi al mondo, proprio quel che, invece, da queste parti non dovranno fare i pretendenti al soglio rosa. Non è più ora di studiarsi, è ora di cominciare a mulinare le gambe sul serio!!!

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Valico del Macerone (684 metri). Storico passaggio del Giro d’Italia, valicato dalla Strada Statale 17 “dell’Appennino Abruzzese e Appulo-Sannitico” tra Isernia e la località Vandra. È stato in 19 occasioni traguardo GPM: il primo passaggio fu conquistato da Gino Bartali nel corso della Chieti – Napoli del 1946 (primo al traguardo Mario Ricci), l’ultima volta è scollinato in testa il polacco Tomasz Marczynski (2012, tappa Sulmona – Lago Laceno vinta da Domenico Pozzovivo). Negli ultimi anni in un paio di occasioni un movimento franoso ha costretto la corsa ad aggirare la salita percorrendo una variante a scorrimento veloce della statale.

Sella Rionero Sannitico (1022 metri). Quotata 1032 sulle cartine del Giro 2022, è valicata dalla Strada Statale 17 “dell’Appennino Abruzzese e Appulo-Sannitico” e si trova nei pressi dell’omonima località. Diciotto i traguardi GPM finora disputati su questo valico: la prima volta scollinò in testa Remo Bertoni nel 1934 (tappa Campobasso – Teramo vinta da Learco Guerra), l’ultima volta l’australiano Matthew Lloyd nella tappa Lucera – L’Aquila del 2011 (vinta dal russo Evgenij Petrov). Come nel caso del Macerone, anche questa salita negli ultimi anni è stata in alcune occasioni evitata percorrendo la variante della statale.

Colle della Gallina (1006 metri). Valicato dalla Strada Statale 17 “dell’Appennino Abruzzese e Appulo-Sannitico” nel corso della discesa da Rionero Sannitico a Ponte Zittola. Vi transita il confine regionale tra Molise e Abruzzo.

Valico della Forchetta (1270 metri). Valicato dalla Strada Statale 84 “Frentana” tra Pescocostanzo e Palena, è stato affrontato due volte come GPM al Giro d’Italia, occasioni nelle quali era indicato sulle cartine con il toponimo di “Valico della Forchetta Palena”. La prima scalata avvenne nel corso della Pescara – Campobasso del Giro del 1956, che vide conquistare salita e tappa il futuro vincitore della Corsa Rosa Charly Gaul. Il Giro ci tornerà successivamente nel 1997 nelle fasi iniziali della Lanciano – Mondragone, terminata con il successo allo sprint del tedesco Marcel Wüst dopo che primo in vetta era transitato il colombiano “Chepe” González

Aia della Forca (586 metri). È il punto d’inizio della Strada Statale 614 “della Maielletta”, che collega Pretoro (nei cui pressi si trova il valico) a Lettomanoppello passando per Passo Lanciano.

Passo Lanciano (1306 metri). Quotato 1310 sulle cartine del Giro 2022, si trova nel punto più elevato della Strada Statale 614 “della Maielletta”, dal quale si stacca la provinciale che sale direttamente al Blockhaus. Mai affrontata come “GPM” di passaggio, nel 2006 ha ospitato l’arrivo dell’ottava tappa del Giro, vinta da Ivan Basso. È stato inserito anche nel percorso della Tirreno-Adriatico.

Colle della Civita (1185 metri), Sella di Colle Remacinelli, Valico Fonte Tettone (1650 metri). Valicati dalla SP 64 lungo la salita da Roccamorice al Blockhaus. Il passaggio dal Valico Fonte Tettone (situato a 300 metri dal traguardo della tappa, nel punto dove converge il versante che sale da Passo Lanciano) è stato GPM di passaggio in quattro occasioni, quando lassù sono transitati in testa Michele Dancelli (Scanno – Silvi Marina, 1969), il belga Martin Van Den Bossche (Rivisondoli – Francavilla al Mare, 1970), lo spagnolo Josè Manuel Fuente (Alba Adriatica – Lanciano, 1973) e il venezuelano Leonardo Sierra (Porto Sant’Elpidio – Sulmona, 1992)

Nota. Il testo di riferimento è “Valichi stradali d’Italia” di Georges Rossini (editore Ediciclo).

La cima del Monte Blockhaus e l’altimetria della nona tappa (untrolleyperdue.it)

La cima del Monte Blockhaus e l’altimetria della nona tappa (untrolleyperdue.it)

CIAK SI GIRO

È risaputo che il cinema è finzione, capita spesso che nei film si spaccino luoghi per altri e così, per esempio, si sono viste chiese romane spacciate per milanesi (come accade nel celebre film di Luchino Visconti Rocco e i suoi fratelli”) o paesaggi iraniani in realtà filmati in Puglia (è successo nel recente film d’azione britannico “Stratton – Forze speciali”). Lungo il percorso di questa tappa, come abbiamo ricordato nell’articolo, si tocca la stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo, la terza più alta d’Italia, preceduta dalla speciale classifica da quella del Brennero (1371 metri) e da quella calabrese di San Nicola-Silvana Mansio (1404 metri). Alla stazione abruzzese per ben due volte è capitato di far le veci cinematografiche di fermate situate in ben altri lidi e nel primo caso si trattò di un borgo inesistente, Sacrofonte Marche, dove nel 1968 abitava Marisa Di Giovanni (interpretata dalla modella statunitense Pamela Tiffin), protagonista femminile di “Straziami ma di baci saziami” accanto all’indimenticato Nino Manfredi: la stazione alla quale scende Marisa è, per l’appunto, quella che serve i due comuni dell’altipiano, i quali si spartirono i luoghi delle riprese ambientate nel fantomatico paesino marchigiano. Ancor più clamoroso è quel che si vide cinque anni più tardi in “Ingrid sulla strada”, film che racconta le vicende di una prostituta finlandese giunta in Italia in treno partendo dalla stazione di Rovaniemi, il celebre villaggio di Babbo Natale: grazie alla neve (vera) e un pannello posticcio quel che si vede nelle scene iniziali del film non si trova in Lappioniam ma, in realtà, è un piccolo casello situato a breve distanza dalla stazione di “Sacrofante Marche”.

La stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo come appare nel film Straziami, ma di baci saziami (www.davinotti.com)

La stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo come appare nel film "Straziami, ma di baci saziami" (www.davinotti.com)

Non è nella lontana Lapponia questa stazioncina che si vede nel film Ingrid sulla strada (www.davinotti.com)

Non è nella lontana Lapponia questa stazioncina che si vede nel film "Ingrid sulla strada" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location dei film citati

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/straziami-ma-di-baci-saziami-1968/50000770/pagina/1 (su due pagine)

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/ingrid-sulla-strada/50006991

FOTOGALLERY

Isernia, Fontana Fraterna

Castel di Sangro, Basilica di Santa Maria Assunta

Altopiano delle Cinquemiglia

Il borgo di Rivisondoli

Grotta del Cavallone

Uno degli scorci panoramici offerti dal borgo di Guardiagrele

Ari, Palazzo dei baroni Nolli

Stretto tornante nel centro di Petroro, all’inizio della salita di Passo Lanciano

Scollinamento di Passo Lanciano

Eremo di Santo Spirito a Maiella

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