UN’ATTUALISSIMA REPLICA DI VENT’ANNI FA

È già stata disputata in passato la quinta tappa del Giro 2022. Correva l’anno 1999 e si viaggiava, allora come oggi, da Catania alla volta di Messina dove tutti attendevano lo sprint in maglia rosa di Mario Cipollini. Ma quel giorno “Supermario” fu disarcionato dal vento e anche oggi tutti dovranno tenere la massima attenzione nell’affrontare il tratto disegnato lungo le coste tirreniche che si percorrerà nel finale.

Capita di rado che una tappa di un grande giro sia riproposta tale e quale mamma l’ha fatta. A Tour e Vuelta non è mai successo, mentre i precedenti al Giro si contano sulle dita di una mano e sempre si è trattato di riproposizioni di tappe storiche e fondamentali ai fini della classifica, per la precisione della mitica Cuneo-Pinerolo (1949, 1964 e 1982) e della crono Soave – Verona, proposta come tappa conclusiva della Corsa Rosa nel 1981 e nel 1984, quando ci fu il clamoroso ribaltone di Moser ai danni di Fignon. Finora, però, non era successo che fosse replicata una tappa interlocutoria, di quelle destinate ai velocisti, una “lacuna” che sarà colmata l’11 maggio quando i corridori affronteranno i 172 km che da Catania conducono a Messina ripercorrendo fedelmente rotte che già sono state solcate il 17 maggio del 1999, quando la terza tappa della Corsa Rosa terminò con il successo allo sprint dell’olandese Jeroen Blijlevens, che precedette il ceco Ján Svorada e l’italiano Massimo Strazzer. I “girini” del 2022 faranno bene ad andare a recuperare cronache e filmati di quella frazione e segnarsi in rosso il lungo tratto pianeggiante finale, che inizierà a una settantina di chilometri dal traguardo, una volta terminata la discesa dalla Portella Mandrazzi. La salita a quest’ultima è pedalabile e non farà paura agli sprinter, essendo anche stata affrontata senza problemi per i velocisti nel finale della tappa di Villafranca Tirrena del Giro del 2020, conquistata dal francese Arnaud Démare. I veri problemi in questa giornata arriveranno dal vento, che spesso sferza con decisione la costa tirrenica della Sicilia che da Milazzo punta verso lo Stretto di Messina e che proprio dalle parti di Villafranca nel 1999 provocò una caduta che tolse di mezzo il favorito per la vittoria quel giorno, il toscano Mario Cipollini, che indossava la maglia rosa alla partenza da Catania e che a causa dei postumi immediati per quel giorno si vide escluso dai giochi per la vittoria, fortunatamente senza riportar danni (e, infatti, riuscirà a proseguire quel Giro e si ritirerà solo alla 18a tappa dopo aver messo in cascina quattro vittorie di tappa).
Lasciata Catania i corridori punteranno subito verso nord, transitando pochi chilometri dopo la partenza da Aci Trezza, che non è soltanto la patria letterale dei Malavoglia ma anche il paese natale di Francesco Procopio dei Coltelli, il cuoco che ha inventato gelato e granita, delizie che qui si possono gustare ammirando dalla spiaggia l’arcipelago delle Isole dei Ciclopi, scogli d’origine vulcanica che la tradizione vuole scagliati in mare da Polifemo, infuriato dopo esser stato accecato da Ulisse. Una dolce salita introdurrà il gruppo nel cuore d’Acireale, conosciuta per i suoi monumenti barocchi, scenografica quinta alle sfilate del più celebre carnevale di Sicilia, qui documentato fino al 1594 e i cui spettacoli si svolgono in Piazza del Duomo, al cospetto della cattedrale e della basilica dei Santi Pietro e Paolo. Tornati in pianura si “veleggerà” verso Giardini-Naxos, località balneare sorta presso l’area archeologica dell’antica Nasso e dal cui porto riprese il viaggio dei Mille verso la Calabria dopo le giornate siciliane della storica spedizione. Lasciata la costa ionica il percorso virerà verso l’interno per risalire dolcemente la valle dell’Alcantara, meta turistica gettonata per le gole nelle quali s’insinua l’omonimo fiume, larghe da un massimo di 5 a un minimo di 2 metri, luogo recentemente scelto per mettere in scena rappresentazioni teatrali ispirate alla Divina Commedia e all’Odissea. Probabile vento a parte non sarà certo un’odissea il viaggio odierno del gruppo, che tra poco si accingerà ad affrontare la parte più impegnativa della tappa, la salita ai 1125 metri della Portella Mandrazzi, quasi 20 Km al 4% per raggiungere il passo che rappresenta l’anello di congiunzione tra le catene montuose dei Nebrodi e dei Peloritani e che i “girini” toccheranno dopo aver attraversato uno dei sette “Villaggi Schisina”, oggi in abbandono, costruiti nel 1950 per dare alloggio ai contadini che la regione aveva incaricato di coltivare le terre circostanti. Con una discesa ancora più lunga rispetto alla salita appena superata, si planerà in direzione della costa tirrenica transitando ai piedi della Rocca Salvatesta, una delle cime più elevate dei Peloritani, poco prima di giungere nel centro di Novara di Sicilia, inserito nel circuito dei “borghi più belli d’Italia”. All’inizio del tratto pianeggiante conclusivo la corsa toccherà la località termale di Vigliatore, frequentata per scopi curativi fin dall’epoca romana (periodo al quale risale la Villa di San Biagio, rinvenuta negli anni 50 del secolo scorso). Successiva meta del plotone sarà la cittadina di Barcellona Pozzo di Gotto, il centro più popoloso della provincia di Messina dopo il capoluogo, dotata di numerosi edifici di culto come la Basilica minore di San Sebastiano, inaugurata nel 1936, e l’antichissima chiesa rupestre di Santa Venera. Il mare i corridori torneranno ad avvicinarlo fisicamente a una quarantina di chilometri dall’arrivo, poco prima del passaggio da Villafranca Tirrena, dopo la quale l’altimetria proporrà un paio di lievi saliscendi. Lasciatisi alle spalle questo poco tormentato tratto, si ritroverà definitivamente la pianura alle porte di Capo Peloro, l’estremità nordorientale della Sicilia e luogo dove le acque del Tirreno s’incontrano con quelle dello Stretto dando vita alle forti correnti che gli antichi ritenevano fosse causate da Cariddi, mostro marino simile a una lampreda pronta a trascinare con sé i malcapitati naviganti di passaggio. Rimarranno saldamente sulla terraferma i “girini” che a questo punto effettueranno il giro di boa che li riporterà verso sud, andando a fiancheggiare le placide acque dei due laghetti costieri di Ganzirri, antiche paludi nel quale i pescatori locali vanno a “caccia” di gustose vongole chiamate “cocciule”. L’inferno di Cariddi è alle spalle e ora il gruppo si troverà ad attraversare un vero e proprio “eden”, almeno dal punto di vista toponomastico perché nel volgere di pochi chilometri si attraverseranno tre frazioni messinesi i cui nomi invogliano alla sosta, Pace, Contemplazione e Paradiso. Ma il traguardo è oramai è alle porte e sta nuovamente per scatenarsi un’infernale ridda, quella tipica dei frenetici istanti che precedono uno sprint…

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Portella Mandrazzi (1125 metri). Valicata dalla SS 185 “di Sella Mandrazzi” tra Francavilla di Sicilia e Novara di Sicilia, separa la catena dei Monti Peloritani da quella dei Nebrodi. In quattro precedenti occasioni è stata GPM al Giro d’Italia: nel 1954 fu conquistata da Giuseppe “Pipaza” Minardi (tappa Palermo – Taormina, vinta dal medesimo corridore), nel 1999 da Mariano Piccoli (la tappa Catania – Messina citata nell’articolo), nel 2003 dal colombiano Freddy González (Messina – Catania) vinta da Alessandro Petacchi e nel 2020 durante l’altra tappa menzionata nell’articolo, quella di Villafranca Tirrena, ha transitarvi in testa fu l’elvetico Simon Pellaud.

Portella Pertusa (974 metri). Valicata dalla SS 185 “di Sella Mandrazzi” nel corso della discesa dalla Portella Mandrazzi a Novara di Sicilia, all’altezza del bivio per Fondachelli.

Nota. Il testo di riferimento è “Valichi stradali d’Italia” di Georges Rossini (editore Ediciclo).

Vista aerea su Capo Peloro e l’altimetria della quinta tappa (wikipedia)

Vista aerea su Capo Peloro e l’altimetria della quinta tappa (wikipedia)

CIAK SI GIRO

La rappresentazione teatrale della Divina Commedia del 2008 non è stata il debutto “infernale” della Gola dell’Alcantara, che aveva rivestito per la prima volta i panni degli inferi nel 1966, quando Ettore Scola la scelse per girarvi le scene iniziali de “L’arcidiavolo”, film nel quale Belzebù decide di mandare sulla terra il diavolo Belfagor – interpretato da Vittorio Gassman – nel tentativo di minare la pace che era stata stretta in Italia tra il papa e Lorenzo de’ Medici. Si trattava, in realtà, della seconda volta sul grande schermo delle suggestive gole, che nel 1962 erano state immortalate in un colossal firmato dal regista americano Richard Fleischer e ispirato alle vicende di Barabba (impersonato da Antony Quinn), il criminale menzionato dai vangeli la cui scarcerazione fu sottoposta in “ballottaggio” con quella di Gesù. Le spettacolari gole siciliane saranno così scoperte dal cinema, che vi si terrà però lontano per parecchi anni e per la precisione fino al 1983, quando Giacomo Battiato vi si recherà per alcune delle riprese de “I paladini: storia d’armi e d’amori”, film ispirato in parte all’Orlando Furioso dell’Ariosto e nel quale recitò un ancora sconosciuto Ron Moss, l’attore statunitense che a partire dal 1987 diventerà celebre interpretando il ruolo di Ridge nella soap opera “Beautiful”. Due anni più tardi Mariano Laurenti, recentemente scomparso, vi porterà il popolare attore e cantante napoletano Nino D’Angelo, qui in azione in “Popcorn e patatine”, mentre l’ultimo film che permette di ammirarle è “Il racconto dei racconti – Tale of Tales” di Matteo Garrone, uscito nel 2015.

Scena de Larcidiavolo girata nelle grotte dellAlcantara (www.davinotti.com)

Scena de "L'arcidiavolo" girata nelle grotte dell'Alcantara (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location dei film sopra citati (eccetto “I paladini: storia d’armi e d’amori”)

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/barabba/50016353

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/l-arcidiavolo/50006131

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/popcorn-e-patatine/50013064

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/il-racconto-dei-racconti-tale-of-tales/50035750

FOTOGALLERY

Aci Trezza, Isole dei Ciclopi

Acireale, Piazza del Duomo

La spiaggia di Giardini-Naxos e le colline sullo sfondo in un’insolita veste invernale

Uno scorcio di Novara di Sicilia

Barcellona Pozzo di Gotto, chiesa rupestre di Santa Venera

Il lungomare di Villafranca Tirrena

La spiaggia di Capo Peloro

Il più grande tra i due laghi di Ganzirri

Messina, statua della Madonna della Lettera

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