ROUBAIX 2021: LE PAGELLE

ottobre 3, 2021
Categoria: Approfondimenti, Copertina

Le pagelle della fantastica Roubaix vinta con pieno merito da Sonny Colbrelli

SONNY COLBRELLI: Il lombardo riporta la Parigi-Roubaix in Italia dopo ben ventidue anni, trionfo che mancava dal lontano 1999 quando vinse Andrea Tafi. Vittoria di immenso valore conquistata in condizioni estreme, sotto la pioggia e con il fango che ha reso il pavè viscido e impervio. L’inferno del Nord, soprannome che in questa edizione pare più azzeccato che mai, ha un suo Re, un Re che a trentuno anni debutta e vince come un veterano schivando ogni pericolo e attaccando al momento e sul tratto giusto. Il corridore della Bahrain corre con generosità, prende vento senza paura e si incolla alle ruote di Van der Poel nel finale. Con l’olandese ha dato vita a un bel duello di rilanci e inseguimenti, scontro che terminerà solo nel velodromo, dove Colbrelli si prende la gloria con una stoccata vincente che non darà scampo a Van der Poel e a un sorprendente Vermeersch. VOTO: 10

FLORIAN VERMEERSCH: Quella del 2021 per la Roubaix è stata l’edizione dei debuttanti e il ventiduenne belga della Lotto Soudal non fa eccezione. Parte all’attacco nei primi chilometri di corsa, resta al vento con Eekhoff per due terzi di gara e una volta raggiunto dai big resiste alle loro accelerate arrivando a giocarsi la vittoria nel velodromo. Nello sprint finale non si fa remore tentando il colpaccio ma viene battuto da un sontuoso Colbrelli. VOTO: 9

GIANNI MOSCON: Per la valutazione del corridore della Ineos Grenadiers si potrebbe racchiudere tutto con una sola parola: sfortunatissimo. Moscon oggi ha dato il tutto per tutto, ha attaccato dall’inizio e ha sempre rilanciato anche quando è rimasto da solo. Il trentino è entrato subito nel tentativo di fuga partito dopo una ventina ci chilometri ed è rimasto a lungo al comando da solo finché una foratura prima e una caduta in un tratto di pavé poi lo hanno visto cedere al ritorno di Colbrelli & company al Carreforur de l’Arbre. Terminerà al quarto posto a 44” dai migliori. VOTO: 8,5

MATHIEU VAN DER POEL: Una corsa pazzesca per il ciclista olandese della Alpecin-Fenix. Attacca, fora ai meno 75 chilometri e rientra, riattacca, attacca sempre. Vederlo correre è sempre un piacere, è un corridore che non si risparmia mai e che non fa tattiche e attendismo. Purtroppo per lui non riesce a staccare Colbrelli e Vermeersch. VOTO: 7,5

GUILLAUME BOIVIN: Il canadese è autore di una corsa generosa nella quale da fondo ad ogni sua energia. Entra nell’azione vincente con Van der Poel, Colbrelli e il compagno di squadra Van Asbroeck, situazione di superiorità numerica che non porterà nessun vantaggio a causa di una sua caduta che gli farà perdere il treno vincente. VOTO: 6,5

CHRISTOPHE LAPORTE: Il francese della Cofidis è vittima di problemi meccanici nella prima parte della corsa. Costretto più volte a frenare la ruota posteriore con il piede, non si perde d’animo e riesce a tenere le ruote del gruppo Van Aert fino alla fine, raccogliendo un buon sesto posto. VOTO: 6,5

YVES LAMPAERT: La Deceuninck – QuickStep si presenta al via con il solito squadrone. Tra gambe che non girano, forature e cadute, Lampaert nonostante una scivolata e vari problemi meccanici è l’unico del Wolfpack che riesce a restare col gruppetto di Van Aert. Chiuderà al quinto posto. VOTO: 6

NILS EEKHOFF: Lui una Parigi-Roubaix l’ha già conquistata tra gli under 23, sa come si vince la classica delle pietre e sa come la si corre. Parte all’attacco con Vermeersch per tanti chilometri finché ai meno 83 chilometri dall’arrivo viene ripreso e si rialza. VOTO: 6

JASPER STUYVEN: Era dato dai bookmakers come uno dei papabili di giornata, prova a dire la sua ma quando la corsa entra nel vivo il belga è ben lontano dai migliori. VOTO: 5,5

WOUT VAN AERT: Come al Mondiale corso in casa settimana scorsa, anche alla Parigi-Roubaix il fuoriclasse della Jumbo-Visma partiva come il grande favorito di giornata. Van Aert ha, però, sofferto più del solito e già ai meno 90 chilometri dall’arrivo aveva sprecato parecchie energie per recuperare il terreno perduto da Colbrelli e Van der Poel, energie e lucidità venute meno quando l’olandese decide di lasciarlo sul posto. Cercherà invano di rientrare sul gruppetto che andrà a giocarsi la vittoria nel velodromo. VOTO: 5

JOHN DEGENKOLB: Una vittoria alla Parigi-Roubaix in una stagione che non lo ha mai visto alzare le braccia al cielo poteva salvare un’annata sportiva molto mediocre per il tedesco. I sogni di gloria svaniscono subito, quando una caduta nella prima parte della corsa gli fa perdere le ruote del gruppo dei big. VOTO: 5

PETER SAGAN: Lo slovacco tre volte Campione del Mondo termina la sua nona Parigi-Roubaix al cinquantaseiesimo posto a 12′24” di ritardo da Colbrelli. Un’edizione condita da cadute e scivolate per Sagan, che chiude mestamente la sua avventura in maglia Bora-Hansgrohe. VOTO: 5

Luigi Giglio

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