FEBBRAIO 2021: SI RICOMINCIA

febbraio 2, 2021
Categoria: Approfondimenti, Copertina

La stagione 2021 è già iniziata e pian piano incomincia a entrare nel vivo, nonostante diverse gare siano state tagliate o traslocate a causa della pandemia. Il mese di febbraio proporrà di una serie di brevi corse a tappe in terra di Francia che vedranno al via anche il trentaseienne Vincenzo Nibali. A fine mese si disputerà anche l’UAE Tour, gara d’apertura del circuito World Tour e unica corsa a tappe che si correrà nella penisola araba dopo la cancellazione dei giri dell’Arabia Saudita e dell’Oman. Infine, proprio alle porte di marzo si comincerà a correre anche sulle infide stradine del Nord Europa.

Finalmente si ricomincia, in barba alla pandemia che anche in questa stagione si è già portata via diverse corse. Cancellati a gennaio il Tour Down Under – tradizionale prova d’apertura del World Tour – in Australia e la Vuelta a San Juan in Argentina, finora si è riusciti a gareggiare in Nuova Zelanda, in Venezuela e in Spagna dove, dopo il rinvio a data da destinarsi della Challenge Ciclista a Mallorca, lo scorso 24 gennaio è andata in scena la Clàssica Comunitat Valenciana, che tornava in calendario dopo un’assenza di 16 anni.

Con tutte queste rinunce – rinviate forse a maggio  anche Volta Valenciana, Vuelta a Murcia, Vuelta a Andalucía e Volta ao Algarve – la grande protagonista della ripartenza della stagione sarà la Francia che, a meno d’ulteriori stop, ospiterà nel mese di febbraio tre corse a tappe e due in linea, introdotte il 31 gennaio dalla tradizionale gara d’apertura del calendario transalpino, il Grand Prix Cycliste la Marseillaise.

Tra il 3 e il 7 del secondo mese dell’anno si disputerà l’Étoile de Bessèges, corsa che nel 2020 ha festeggiato la sua cinquantesima edizione introducendo nel tracciato, solitamente poco difficile, l’impegnativo arrivo in salita al Mont Bouquet. L’ascesa che risultò determinante per il successo finale di Benoît Cosnefroy è stata presente per un solo anno perché nel 2021 si tornerà al solito percorso che prevede quattro facili tappe destinate alla volata (o, al massimo, al favorire l’azione di un finisseur) e che faranno d’aperitivo alla tradizionale cronometro dell’ultimo giorno. Nonostante questo è stata scelta come prima uscita stagionale da Vincenzo Nibali, opzione di ripiego per il corridore siciliano in seguito alla cancellazione della gara alla quale era inizialmente iscritto, la Volta Valenciana. Si comincerà con una tappa disegnata per 141 Km intorno a Bellegarde, totalmente pianeggiante con l’esclusione della rampa di 600 metri al 7% della Côte de la Tour, che dovrà essere ripetuta due volte e in cima alla quale sarà collocato il traguardo di questa frazione, proposta anche lo scorso anno quando si rivelò molto selettiva a causa del vento che frantumò il gruppo in numerosi ventagli. La seconda tappa della corsa francese – che dal 2021 si chiamerà anche Tour de Gard – sarà quella altimetricamente più semplice, 154 Km per andare da Saint-Geniès-de-Malgoirès a La Calmette, centri che tra loro distano 5 Km e che saranno uniti da un percorso prevalentemente pianeggiante nel quale non mancano brevi e facili salite, l’ultima delle quali da scavalcare a poco meno di 50 Km dal traguardo. L’indomani sarà la cittadina di Bessèges, centro “titolare” di questa corsa disputata per la prima volta nel 1971, a ospitare partenza e arrivo di una frazione double-face di 156 Km, caratterizzata da una prima parte resa accidentata da cinque ascese non particolarmente difficili (la più lunga è di 7 Km ma sale al 3.6% appena di pendenza media, la più ripida è di 4.3 Km al 6.1% e dovrà essere affrontata subito dopo il via) e da un finale più lineare al termine del quale si dovrebbe assistere a un arrivo allo sprint, come già successo in passato su questo traguardo, al termine di tappe simili a queste. Sarà la penultima la tappa più complicata sotto l’aspetto del grafico perché i 152 Km della Rousson – Saint-Siffret si concluderanno con un movimentato circuito di una ventina di chilometri che richiama certi finali della Tirreno-Adriatico, quando proponeva tappe collinari non troppo difficili che facevano gola ai finisseur senza dischiudere del tutto le porte ai velocisti: nel caso in oggetto, questi ultimi dovranno digerire la dolce salita di 1 Km al 5.5% che conduce al traguardo. Come anticipato, a decidere le sorti della corsa francese quest’anno sarà ancora la cronometro disegnata sulle strade di Alès, 11 Km in gran parte pianeggianti che si concluderanno con l’ascesa di 2.5 Km al 6% che condurrà al traguardo, fissato presso il santuario di Notre-Dame des Mines, sulla collina dell’Ermitage.

Non ha rinunciato alla salita il Tour de la Provence, la cui sesta edizione proporrà ancora il Mont Ventoux, quest’anno grande protagonista anche al Tour de France dove, per la prima volta nella storia, sarà scalato due volte nel corso della medesima giornata. Calendarizzata tra l’11 e il 14 febbraio la corsa si aprirà con una tappa di 179 Km che scatterà da Aubagne per concludersi nella località balneare di Six-Fours-les-Plages, dove presumibilmente si assisterà a un epilogo allo sprint tra i velocisti che non saranno stati respinti dai tanti saliscendi che caratterizzano il percorso e che non avranno troppo sofferto in particolare gli 11 Km al 5.3% del Col de l’Espigoulier, da scalaere subito dopo la partenza e che potrebbe rimanere nelle loro gambe se la tappa dovesse subito decollare ad alta velocità. Palcoscenico riservato ai finisseur l’indomani a Manosque dove, al termine di una frazione di 175 Km che prenderà le mosse da Cassis, si dovranno affrontare due colline di seconda e terza categoria prima della rampa di circa 2 Km che condurrà al traguardo. È il giorno successivo che i riflettori saranno puntati sul Mont Ventoux, dove al Giro di Provenza dell’anno scorso s’impose Nairo Quintana al termine di una tappa molto simile a quella proposta quest’anno: medesima la località di partenza (Istres), quasi identica la la marcia d’avvicinamento all’ascesa finale, della quale – vista la stagione ancora invernale – si affronteranno solo i 10 Km che costituiscono la prima metà del “Monte Calvo”, priva dei passaggi tra le pietre ma già dotata in pendenze essendo l’inclinazione media attestata al 9.1% nel tratto che conduce allo Chalet Reynard. Dopo la tappa “regina” resterà una sola frazione da percorrere, che prenderà il via da Avignone per concludersi dopo 163 Km a Salon-de-Provence, dove stavolta non dovrebbero esserci troppi problemi per i velocisti anche perché il tragitto appare decisamente meno accidentato rispetto a quella della frazione che concluse lo scorso anno la corsa ad Aix-en-Provence, dove andò in porto la fuga da lontano.

La terza e ultima corsa a tappe francese del mese sarà il Tour des Alpes Maritimes et du Var, evoluzione di quello che fino al 2008 era una corsa in linea, il Tour du Haut-Var. Strutturato in tre frazioni, vedrà ancora al via Nibali, il quale stavolta avrà a disposizione un tracciato più stimolante, anche se difficilmente lo vedremo in gran spolvero così presto, considerate le 36 primavere che inevitabilmente gli gravano sulle gambe. Si comincerà il 19 febbraio con la Biot – Gourdon, frazione di media montagna di 187 Km che si concluderà con la triplice ascesa che conduce al traguardo, lunga quasi 14 Km ma priva di pendenze temibili (la media non arriva al 4% mentre le inclinazioni più accese s’incontrano negli 800 metri conclusivi al 7%). Più semplice nel complesso è la successiva frazione di Fayence, almeno fino ai piedi del muro di 1200 metri al 10% che condurrà a un traguardo che ancora ricorda come un incubo Alberto Contador, vittima di una pesante crisi in questa cittadina alla Parigi-Nizza del 2009, al termine però di una tappa molto più complicata di questa. Dulcis in fundo si disputerà il 21 febbraio la tappa più difficile della breve corsa francese, certamente non un tappone da far tremare i polsi, ma a febbraio i 136 Km del circuito di Blausasc potrebbero rivelarsi più selettivi rispetto a una simile frazione proposta più avanti nella stagione: il nome del successore di Quintana, che dodici mesi fa fece sua questa corsa pochi giorni dopo essersi imposto nel Giro della Provenza, lo scopriremo all’uscita di un toboga di salite che proporrà nell’ordine il Col Saint-Roch (5.8 Km al 7.3%), il Col de Braus (10.0 Km al 6.3%), il Col de Castillon (6.2 Km al 5.7%) e il Col de la Madone (11.2 Km al 6.8%).

Calato temporaneamente il sipario sulle corse francesi, nell’ultima settimana di febbraio l’attenzione degli appassionati si sposterà dall’Europa alla penisola arabica, che nel mese più breve dell’anno tradizionalmente ospita tre giovani ma già frequentate corse, il Saudi Tour, il Tour of Oman e l’UAE Tour. Saltate le prime due per la pandemia, ha resistito la corsa organizzata negli Emirati Arabi, che lo scorso anno era stata interrotta nel mezzo del suo cammino a causa della positività al Covid di alcuni corridori. Nel 2021, quando si correrà tra il 21 e il 27 febbraio, la corsa organizzata con il supporto tecnico di RCS Sport presenterà un paio di novità secondarie perché per la prima volta dal 2014 (anno della creazione del Dubai Tour, poi confluito con l’Abu Dhabi Tour nella nuova corsa) mancheranno due traguardi tradizionali, anche se poco influenti per la classifica, quelli fissati nel centro di Dubai e in vetta al muro della diga di Hatta. Confermato l’immancabile arrivo in salita alla Jebel Hafeet, che dodici mesi fa fu affrontato due volte, quest’anno gli sarà affiancato quello alla Jebel Jais (già esplorato nel 2019, quando lassù s’impose Primož Roglič) e a bilanciare le due ascese è stata inserita una cronometro individuale di 13 Km. Le restanti quattro frazione di “contorno” saranno totalmente pianeggianti ma potrebbero comunque lasciare il segno in classifica poiché tutte sono tracciate in prossima della costa, zona dove il vento potrà portare scompiglio in qualsiasi momento. È il caso della frazione d’apertura disegnata per 177 Km tra Al Ruwais e Al Mirfa, che vedrà i corridori pedalare sempre a breve distanza dalle rive del Golfo Persico e ripetere per quattro volte nel finale un circuito di circa 13 Km caratterizzato da altrettante rotatorie. Al secondo giorno è programmata la cronometro – che si disputerà sulle non meno ventose strade dell’isola artificiale di Hudayriat, che tre anni fa accolsero la prima tappa della prima edizione, una cronosquadre vinta dal Team Jumbo-Visma – poi seguirà a ruota il primo dei due appuntamenti con la salita, quando ci si radunerà presso l’aeroporto di Al Ain per “decollare” in direzione della Jebel Hafeet. Dopo una prima parte di corsa pianeggiante disegnata nel non meno insidioso paesaggio del deserto si andrà incontro a quella che è la seconda montagna per altezza degli Emirati Arabi Uniti, in cima alla quale si toccano i 1249 metri sul livello del mare: i corridori si fermeranno a quota 1031, dove il nastro d’asfalto s’interrompe dopo aver affrontato 10.6 km d’ascesa al 6.8% per giungere nel luogo dove nel recente passato si sono imposti il colombiano Esteban Chaves (2015), l’estone Tanel Kangert (2016), il portoghese Rui Costa (2017) e lo spagnolo Alejandro Valverde (2018 e 2019) mentre le due ascese affrontate nella scorsa edizione hanno visto tagliare per primi il traguardo il britannico Adam Yates e lo sloveno Tadej Pogačar. Dopo la quarta tappa, che fa il verso alla prima (204 Km con partenza e arrivo fissate sull’isola artificiale di Al Marjan), si tornerà in montagna con la frazione che scatterà dalla località di Fujairah, sulle rive dell’Oceano Indiano, per concludersi sul traguardo della Jebel Jais, la “Cima Coppi” delle montagne emiratine la cui cima raggiunge i 1934 metri di quota, mentre per i corridori la fatica giornaliera si concluderà a 1466 metri d’altezza, affrontata un’ascesa di 21 Km al 5.4% caratterizzata da 8 tornanti. Si tornerà in pianura per le ultime due frazioni che, per i motivi più sopra ricordati, potrebbero non rivelarsi semplici passerelle: la prima prenderà il via da Dubai per ritrovare quello che era un tradizionale traguardo del Dubai Tour e che finora non era stato ancora proposto all’UAE Tour, quello disegnato sul ventoso lungomare in lastricato dell’arcipelago di Palm Jumeirah; da un’altra isola creata da mano umana, quella di Yas Marina, si ripartirà quindi alla volta dell’ultima meta, fissata ad Abu Dhabi.

Lo stesso giorno della tappa conclusiva dell’UAE Tour si tornerà  a parlare di ciclismo in terra di Francia con la Royal Bernard Drôme Classic, seguita ventiquattrore più tardi dalla Faun-Ardèche Classic. In quelle stesse date si risveglierà il ciclismo anche in Belgio con le prime due classiche della stagione, che tireranno idealmente la volata alla “campagna del nord”, l’Omloop Het Nieuwsblad Elite il 27 febbraio e la Kuurne-Bruxelles-Kuurne il giorno dopo.

E intanto già comincia a spirare il venticello della Sanremo….

Mauro Facoltosi

I SITI DELLE CORSE


ÉTOILE DE BESSÈGES

www.etoiledebesseges.com

TOUR DE LA PROVENCE

www.tourdelaprovence.fr

TOUR DES ALPES MARITIMES ET DU VAR

www.tour06-83.com

UAE TOUR

www.theuaetour.com

ROYAL BERNARD DRÔME CLASSIC

www.boucles-drome-ardeche.fr

FAUN-ARDÈCHE CLASSIC

www.boucles-drome-ardeche.fr

OMLOOP HET NIEUWSBLAD ELITE

www.omloophetnieuwsblad.be

KUURNE-BRUXELLES- KUURNE

www.kuurne-brussel-kuurne.be

La spettacolare strada che risale la Jebel Jais, la salita degli Emirati Arabi Uniti che il gruppo affronterà allUAE Tour (www.drive.com.au)

La spettacolare strada che risale la Jebel Jais, la salita degli Emirati Arabi Uniti che il gruppo affronterà all'UAE Tour (www.drive.com.au)

Commenta la notizia