MIRA QUE ROGLIČ! SUL MIRADOR DE ÉZARO SHOW DELLO SLOVENO CHE SI RIPRENDE LA MAGLIA ROSSA

novembre 3, 2020
Categoria: Copertina, News

L’unica tappa a cronometro della Vuelta 2020 vede la spettacolare vittoria di Primož Roglič (Team Jumbo Visma). Lo sloveno parte in sordina e per tre quarti della tappa sembra galleggiare nelle posizioni di rincalzo ma sul muro finale è autore di una fenomenale rimonta che gli permette di battere per un solo secondo Will Barta (Team CCC). Lo sloveno si riprende la maglia rossa ma le buone prove di Richard Carapaz (Team INEOS Grenadiers) e di Hugh Carthy (Team EF Education First) rendono ancora viva l’ultima settimana della Vuelta 2020

In tempo di covid le anomalie sportive sono all’ordine del giorno ed anche la Vuelta 2020 non fa eccezione. Già abbiamo dovuto accettare l’idea del taglio da 21 a 18 tappe. In più, caso abbastanza raro per i GT, oggi è in programma l’unica tappa a cronometro della corsa spagnola in cui riscontriamo, se vogliamo, un’altra anomalia nell’anomalia. Su un totale di 33 km e 700 metri, con partenza da Muros, i ciclisti dovranno effettuare la più classica delle cronometro, ovvero senza la benché minima difficoltà altimetrica, per i primi 31 km; dopodiché, svolta a sinistra e ci si inerpica per i quasi due km finali sul Mirador de Ézaro, vero e proprio muro dalle pendenze costantemente in doppia cifra, già proposto nel 2012 e nel 2016. Primož Roglič (Team Jumbo Visma) ha 10 secondi di ritardo sulla maglia rossa Richard Carapaz (Team INEOS Grenadiers) ed oggi è in pole position per riprendersi il simbolo del primato ed ipotecare la vittoria finale. Sul Mirador de Ézaro se la prende proprio il campione sloveno. Partito in sordina, al primo intermedio del km era soltanto quinto con 13 secondi di ritardo su Will Barta (Team CCC). Ancora peggio era il dato del secondo intermedio, al km 14.5: Roglič faceva segnare 30 minuti e 34 secondi, ben 17 secondi peggio dello statunitense. Ebbene ai piedi del muro finale, Roglič aveva approssimativamente 20 secondi di ritardo su Barta. Lo sloveno spianava il Mirador de Ézaro e chiudeva in 46 minuti e 39 secondi, facendo 1 secondo meglio di Barta, che a lungo aveva assaporato il suo giorno di gloria e la prima vittoria da professionista. Terzo era invece un coriaceo Nelson Oliveira (Team Movistar), a 10 secondi di ritardo. Da segnalare nella top ten la buona prova di Mattia Cattaneo (Team Deceuninck Quick Step), sesto a 46 secondi di ritardo. Roglič si prende così la quarta vittoria della Vuelta 2020, tornando in maglia rossa e dando un segnale, forse decisivo, per la vittoria finale. Diciamo forse perché Richard Carapaz (Team INEOS Grenadiers) è autore di un’ottima cronometro per i suoi standard, visto che conclude in settima posizione a 49 secondi di ritardo da Roglič e facendo meglio di gente decisamente più attrezzata per prove del genere come ad esempio Rémi Cavagna (Team Deceuninck Quick Step), uno dei favoriti per la vittoria di oggi, che termina con un deludente ottavo posto a 58 secondi di ritardo da Roglič. Lo stesso Hugh Carthy (Team EF Education First) va molto bene e fa segnare il quarto tempo parziale, ai piedi del podio di giornata, a 25 secondi di ritardo da Roglič. In classifica generale Roglič è primo con 39 secondi di vantaggio su Carapaz e 47 secondi di vantaggio su Carthy. Domani la quattordicesima frazione da Lugo ad Ourense presenta un tracciato altimetricamente molto nervoso, con la presenza di tre GPM di terza categoria nella seconda metà della tappa. L’assenza pressoché totale di tratti in pianura fa presumere la possibilità di una fuga vincente, ma non possiamo escludere del tutto una volata a ranghi ridotti. L’arrivo è posto inoltre su uno strappa in salita ad oltre il 6% di pendenza media. Se le squadre dei big terranno chiusa la corsa, questi ultimi potranno anche giocarsi la vittoria di tappa.

Giuseppe Scarfone

Roglič vince sul Mirador de Ézaro (foto Getty Images)

Roglič vince sul Mirador de Ézaro (foto Getty Images)

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