SULLA SILA UNA TAPPA DA BRIGANTI

La Corsa Rosa sbarca in continente con una tappa molto insidiosa per le continune tortuosità di un tracciato che avrà il suo culmine nell’interminabile ascesa al Valico di Monte Scuro. Considerati i soli 10 Km che ne separeranno la cima dal traguardo di Camigliatello Silano può essere considerato alla stregua di un arrivo in salita e, nonostante non presenti pendenze difficili, potrebbe risultare fatale per qualche corridore che punta a vestire le insegne del primato in quel di Milano.

Se il Giro si fosse disputato alla fine dell’800 la tappa in questione sarebbe stata una delle più temute, non solo per le difficoltà di gara ma anche per il concreto pericolo di incappare negli agguati dei briganti, vera e proprio piaga che imperversava all’epoca sulla Sila ed anche in altre zone del Mezzogiorno d’Italia.
Nel 2020, però, sconfitto il brigantaggio da quasi un secolo, non è che il rischio possa dirsi scongiurato perché la frazione che terminerà a Camigliatello è tra le più adatte a simili azioni, stavolta vissute all’interno del gruppo e che potrebbero anche cambiare il volto alla classifica per chissà quanti giorni. Nel finale si dovrà superare una salita molto lunga e subito prima un ampio tratto caratterizzato da continue tortuosità, un vero e proprio toboga tra curve e saliscendi lungo il quale chi si troverà all’attacco sarà maggiormente agevolato rispetto al grosso del gruppo inseguitore, costretto a sfilacciarsi e a rallentare. Il concreto rischio è di ritrovarsi con parecchie energie spese ai piedi dell’ultimo colle di giornata, il Valico di Monte Scuro, non particolarmente dotato in pendenze (la media è del 5.7%) ma interminabile: si pensi che i suoi quasi 23 Km ne fanno la terza salita per lunghezza di questa edizione del Giro, preceduta solo da Stelvio e Agnello, e lassù qualche uomo di classifica potrebbe giungere con un ritardo che nell’immediato potrebbe essere complicato recuperare, considerati i soli 10 Km che ne separano la cima dal traguardo di Camigliatello.
In salita sarà anche la partenza da Mileto poiché si dovrà subito rimontare sull’altopiano del Monte Poro, raggiungendo poi al termine di un breve tratto in quota la città di Vibo Valentia, l’antica Monteleone dominata dal castello svevo-normanno costruito nel luogo dove si trovava l’acropoli della colonia magnogreca di Hipponion. Si scenderà quindi verso la piana di Sant’Eufemia, una delle più vaste della Calabria, che i corridori eviteranno percorrendo la strada a lievi saliscendi disegnata lungo le prime pendici delle Serre Calabresi, procedendo in direzione dell’Istmo di Catanzaro, il punto più stretto della nazione italiana, corridoio naturale che collega in 35 Km il litorale tirrenico con quello jonico. In questa fase si pedalerà lontano dai centri abitati e bisognerà così percorrere ben 55 Km tra Vibo Valentia e il successivo comune direttamente toccato dalla corsa, Borgia, attraversato il quale si scenderà poi verso la frazione balneare di Roccelletta, frequentata anche dagli appassionati d’archeologia per la presenza dei resti della città di Scolacium, nella quale visse il celebre letterato romano Cassiodoro, e deila basilica di Santa Maria della Roccella. Dopo un brevissimo tratto in riva al mare, ultimo tratto di vera quiete di questa frazione, il percorso punterà verso la Sila per andare ad affrontare la salita di Catanzaro (3.3 Km al 5.5%), antipasto a quella immediatamente successiva e più impegnativa del Monte Trearie (17 Km al 4.5%), nel corso della quale si toccherà il centro di Tiriolo, nel cui territorio ricade anche la “città fantasma” di Rocca Falluca, abbandonata nel XVI secolo, quando gran parte dei pochi abitanti rimasti decisero di trasfersi sulla collina dove in seguito sorgerà l’abitato di Settingiano, e presso la quale si trova il santuario della Madonna della Rocca nel quale è venerata una statua che fu incoronata personalmente da Papa Giovanni Paolo II. È dopo lo scollinamento del Trearie che inizierà il tratto più complicato di questa frazione e prima di iniziare la discesa bisognerà percorrere quasi 30 Km in quota, dolcemente vallonati fino al passaggio da Soveria Mannelli, dove si giungerà dopo aver lasciato sulla destra, all’altezza del “Bivio Bonacci”, la strada che permette di raggiungere i suggestivi resti dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, fondata dai benedettini nel XII secolo e in rovina dal 1783, quando fu distrutta da un terremoto, il più catastrofico tra quelli che colpirono l’Italia meridionale in quel secolo. Transitati da Soveria si dovranno affrontare due brevi salite consecutive – la prima verso l’altopiano di Borboruso (2.7 Km al 5.3%), la seconda diretta al Passo di Agrifoglio (1,6 Km al 5,5%) – scavalcate le quali inizierà finalmente la discesa, giunti al termine della quale si dovrà nuovamente “prendere l’ascensore” per salire in quasi 5 Km al 6.2% a Rogliano, il principale centro della valle del fiume Savuto, noto con il soprannome di “borgo delle dodici chiese”, la più interessante delle quali è il sontuoso duomo intitolato ai Santi Pietro e Paolo. In un continuo “caleidoscopio” di cambiamenti di fronte, dopo la salita si dovrà affrontare un tratto in quota, seguito da una discesa che, interrotta da un secco strappo, si concluderà alle porte di Cosenza. Qui un ultimo tratto di tregua anticiperà l’assalto al Monte Scuro, andandone ad affrontare i tronconi più impegnati proprio all’inizio di questa infinita salita, prima di giungere nel centro di Spezzano della Sila. È quest’ultimo il comune ospitante, situato alle porte della Sila Grande, in una vera e propria “full immersion” nella rigogliosa natura silana, prevalentemente costituita da boschi di castagno, conifere e faggi, veri e propri “giganti” che un tempo furono muti testimoni dei misfatti dei briganti e che ancora oggi sorveglieranno silenti gli assalti alla malcapitata maglia rosa di turno.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Valico del Bivio Zeta (772 metri). Valicato dall’ex SS 19 “delle Calabrie” tra San Pietro Apostolo e Soveria Mannelli, coincide con il bivio per Serrastretta.

Passo Arena Bianca (713 metri). Valicato dall’ex SS 19 “delle Calabrie” tra San Pietro Apostolo e Soveria Mannelli.

Valico del Bivio Bonacci (812 metri). Valicato dall’ex SS 19 “delle Calabrie” tra San Pietro Apostolo e Soveria Mannelli, coincide con il bivio per Carlopoli.

Passo di Borboruso (936 metri). Valicato dall’ex SS 19 “delle Calabrie” tra Soveria Mannelli e Coraci.

Colle della Ferrara (928 metri). Valicato dall’ex SS 19 “delle Calabrie” tra Coraci e Carpanzano, è noto anche con il toponimo di Passo di Agrifoglio. Sulle cartine del Giro 2020 lo scollinamento è segnalato con il toponimo di Porticelle.

Valico di Monte Scuro (1618 metri). Valicato dall’ex SS 648 “del Valico di Monte Scuro” tra Spezzano della Sila e Camigliatello Silano. In vetta si trova un monumento celebrativo del giornalista cosentino Nicola Misasi, scomparso nel 1923. Il Giro d’Italia l’ha già inserito in due occasioni al Giro, affrontandolo la prima volta nel 1972 dallo stesso versante di quest’anno nei chilometri iniziali della Cosenza-Catanzaro, vinta dallo svedese Gösta Pettersson dopo che in vetta al Monte Scuro era transito per primo “sua maestà” Eddy Merckx. Nel 1985 si salì da Camigliatello nel corso della Crotone-Paola: sia il traguardo GPM, sia il successo di tappa furono conquistati dal portoghese Acácio da Silva.

Valico Serra del Fiego (1435 metri). Valicato dall’ex SS 648 “del Valico di Monte Scuro” nel corso della discesa dal Valico di Monte Scuro a Camigliatello Silano.

Nota.

Il testo di riferimento è “Valichi stradali d’Italia” di Georges Rossini (editore Ediciclo).

FOTOGALLERY

Mileto, cattedrale

Il castello svevo normanno domina il centro storico di Vibo Valentia

Roccelletta di Borgia, basilica di Santa Maria della Roccella

Il teatro di Scolacium

Catanzaro vista dal Viadotto Bisantis

Tiriolo, santuario della Madonna della Rocca

Carlopoli, ruderi dell’abbazia di Santa Maria di Corazzo

Vista retrospettiva sul Duomo di Rogliano

Il monumento dedicato a Nicola Misasi sulla cima del Valico di Monte Scuro

Il bosco dei “Giganti della Sila” a Camigliatello Silano e, in trasparenza, l’altimetria della settima tappa del Giro 2020 (www.camigliatellosilano.eu)

Il bosco dei “Giganti della Sila” a Camigliatello Silano e, in trasparenza, l’altimetria della settima tappa del Giro 2020 (www.camigliatellosilano.eu)

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