MARMOLADA FEUDO COLOMBIANO, DOMINIO “CAFETEROS” NELL’ULTIMA TAPPA DEL GIRO UNDER 23

giugno 24, 2019
Categoria: News

L’ultima tappa del Giro d’Italia Under23 si è consegnata al colombiano Einer Augusto Rubio (Aran Cucine Vejus), davanti a Juan Diego Alba (nazionale colombiana) e alla maglia rosa Andres Camilo Ardila (nazionale colombiana). Gli stessi corridori occupano, anche se in posizioni differenti, il podio finale della corsa.

Neanche l’atipicità della prova finale, solo 39,9 km da Agordo al Passo Fedaia, ha destabilizzato lo strapotere dei ciclisti colombiani quando la strada comincia a salire. Nelle primissime fasi si sono visti in avanscoperta Davide Casarotto (General Store-Essegibi) e Matteo Sobrero (Dimension Data for Qhubeka), ai quali ha tentato inutilmente di aggiungersi cTobias Bayer (Tirol KTM Cycling Team). Dopo il 28 km di gara, quando la strada ha cominciato a salire verso il Passo Fedaia, i due fuggitivi sono stati raggiunti e si è visto l’attacco di Manuele Tarozzi (Selezione Mista – #inEmiliaRomagna Cycling Team), immeditamente riassorbito dal gruppo. A quel ponto a condurre la gara si trovavano tredici corridori: José Félix Parra e Ibon Ruiz (Equipo Lizarte), Sean Quinn (Hagens Berman Axeon), Viktor Verschaeve (Lotto Soudal U23), Ide Shelling e Alexander Evans (SEG Racing Academy), Juan Diego Alba, Andres Camilo Ardila, Jesus David Peña (nazionale colombiana), Alessandro Covi (Team Colpack), Kevin Colleoni (Biesse Carrera), Einer Augusto Rubio (Aran Cucine Vejus) e il citato Tarozzi
I velleitari attacchi di Schelling e Peña sono stati il preludio a quello molto più deciso e meritevole di maggior fortuna di Rubio. Il giovane sudamericano, anche con il beneplacito della maglia rosa, è così andato a cogliere la quarta vittoria di un corridore colombiano in questa edizione. La sua azione gli ha anche permesso di salire sul secondo gradino del podio finale. Sul traguardo del Passo Fedaia, ai piedi della Marmolada, il corridore colombiano ha preceduto di 25″ i connazionali Alba e Ardila e dalla medesima nazione arriva il quarto classificato Peña, staccato di 34″ e giunto davanti al primo italiano dell’ordine d’arrivo Colleoni (Biesse Carrera, 48″ di ritardo.
Ardila è così il terzo colombiano ad imporsi nel Giro d’Italia riservato ai dilettanti (nel bienno 2009-2010 si erano imposti Cayetano Sarmiento e Carlos Alberto Betancur), precedendo in classifica di 4′10″ Rubio e di 5′45″ Alba, mentre l’ultima tappa è stata fatale al migliore italiano della classifica Alessandro Covi (Team Colpack) che, pur confermandosi il primo dei nostri, è sceso giù dal podio passando dalla seconda alla quarta posizione con un passivo di quasi 6 minuti.
Le classifiche secondarie hanno visto le vittorie del britannico Ethan Hayter (classifica a punti), del colombiano Rubio (GPM), di Davide Casarotto (traguardi volanti Intergiro), dello stesso Ardila (giovani), della nazionale colombiana (classifica a squadre) e di Christopher Consolaro (Gallina Colosio Eurofeed), che ha conquisto la maglia nera destinata all’ultimo corridore della classifica avendo terminato la corsa in 127a ed ultima posizione con quasi 3 ore di ritardo dalla maglia rosa.

Non potevano mancare le classiche dichiarazioni di fine corsa e cominciamo da quella del direttore di corsa Marco Selleri

“È stato un Giro d’Italia Giovani Under 23 Enel di altissimo livello che ha visto atleti molto competitivi da Colombia e Gran Bretagna, come capita spesso in questi anni anche tra i professionisti. Ma gli italiani si sono comportati molto bene, con due vittorie e, a differenza degli anni scorsi, lottando per il podio fino all’ultima tappa. Ricordiamo che il primo obiettivo del Giro d’Italia Under 23 è quello di far crescere il movimento italiano attraverso il confronto dei nostri giovani con i migliori talenti internazionali. Dal punto di vista organizzativo non è affatto facile reperire risorse per organizzare un evento di questo livello. Per questo ringraziamento sponsor e amministrazioni locali che ci supportano per l’organizzazione di un evento che rappresenta sempre una opportunità di crescita e sviluppo anche per i territori che vengono coinvolti”.

Davide Cassani, commissario tecnico della nazionale professionisti, ha ricordato che “è fondamentale per alzare l’asticella e consentire ai nostri giovani di confrontarsi con i migliori U23 al mondo. Questa corsa ha lanciato tanti grandi campioni del ciclismo e ricordo che anche per me è stato un trampolino verso il professionismo”.

La parola è poi passata a Giovanni Zanchetta, responsabile del mercato italiano per il Triveneto dell’Enel (sponsor del Giro):

“Enel sostiene con passione Il Giro d’Italia Under 23, un evento sportivo che coinvolge i giovani e rispecchia valori propri dell’Azienda quali la vicinanza al territorio, il lavoro quotidiano a fianco delle comunità locali e dei clienti e la grande attenzione alla sostenibilità. In questo contesto la grinta dei giovani e la passione per l’innovazione sono ingredienti fondamentali per perseguire tali obiettivi. Siamo quindi al loro fianco per sostenere quel percorso di crescita che auspichiamo possa fare di loro i futuri campioni nello sport, nel lavoro e nell’impegno sociale”.

Concludiamo con la dichiarazione di Renato Di Rocco, presidente della Federazione Ciclistica Italiana:

“Una corsa davvero spettacolare. Cinque regioni, 31 squadre al via di cui 14 straniere provenienti da 11 nazioni. Tutte in una sfida che ha esaltato il ciclismo ma anche le bellezze del nostro territorio con un omaggio al compianto Alfredo Martini. Giunta alla sua terza edizione, il Giro d’Italia Giovani Under 23 Enel, dopo aver subito uno stop, è oggi sempre più internazionale ed è sempre più “Social”, raccogliendo sempre più consensi. Tutto questo grazie al lavoro dei Media e, in particolare, alla volontà del CT Davide Cassani e dell’organizzatore Marco Selleri, presidente della Nuova Ciclistica Placci 2013 e di tutto il suo staff che, ancora una volta, ci hanno donato un ciclismo di alta qualità in un impianto organizzativo eccellente. Infine, non possono certo mancare i complimenti da parte della Federciclismo al vincitore”.

Mario Prato

Colombiani grandi protagoni sulla Marmolada, sulla quale pianta la bandiera nazionale Rubio (foto IsolaPress)

Colombiani grandi protagoni sulla Marmolada, sulla quale pianta la bandiera nazionale Rubio (foto IsolaPress)

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