STAGIONE 2019, MARZO ERA (ED È ANCORA) IL MESE DELLA SANREMO

marzo 10, 2019
Categoria: Approfondimenti, Copertina

Non c’è più solo la Milano-Sanremo a calamitare le attenzionI degli appassionati nel mese di marzo e la fama acquisita in sole tredici edizioni dalle Strade Bianche lo testimonia. Anche Parigi-Nizza e Tirreno-Adriatico in queste ultime stagioni hanno acquisito maggiore autonomia rispetto alla Classicissima, smettendo i panni di mere gare di preparazione alla Sanremo, quest’anno in calendario il 23 marzo. E poi, per continuare il discorso corse a tappe, nell’ultima decade si disputeranno anche il Giro della Catalogna e la Settimana Internazionale di Coppi e Bartali.

Marzo era il mese della Milano-Sanremo e lo è ancora, non preoccupatevi. Ma da alcune stagioni è diventato anche il mese della Parigi-Nizza e della Tirreno-Adriatico, corse che tradizionalmente erano considerate come apripista della Classicissima ma che da una decina d’anni hanno smesso di vivere solamente della luce riflessa della Sanremo per elevarsi al rango di corse a tappe tra le più prestigiose della stagione, prendendo a camminare con le proprie gambe. Tutta “colpa” degli organizzatori della Tirreno che, nel tentativo (riuscito) di accaparrarsi i migliori big del pedale al via, hanno via via infarcito di difficoltà il tracciato della loro gara introducendo tappe a cronometro e frazioni di montagna, facendo della “Corsa dei Due Mari” una sorta di Giro d’Italia in miniatura. Gli organizzatori della Parigi-Nizza non sono stati certo a guardare e hanno tentato di rimediare inizialmente imboccando una strada diametralmente opposta a quella della Tirreno, “spogliando” il più possibile dalle difficoltà il tracciato della corsa francese, salvo poi capire che era meglio ricalcare le rotte intraprese dagli italiani e così da alcune edizioni anche alla “Corsa del Sole” sono tornate a detter legge le prove contro il tempo e le salite.

Nel 2019 ci sarà, però, un clamoroso colpo di scena perché Mauro Vegni ha fatto un inatteso “dietro-front” e dalla 54a edizione della Tirreno-Adriatico ha escluso le montagne, sostituendole con un paio di tappacce di collina che, a detta di Ivan Basso che ha testato la frazione di Recanati, saranno comunque decisive e per controbatterle potrebbero non bastare i quasi 31 km da percorrere a cronometro. I primi 21.5 saranno quelli della cronosquadre del giorno d’apertura, prevista mercoledì 13 marzo sul velocissimo tracciato di Lido di Camaiore, lo stesso che ha “lanciato” le ultime tre edizioni della Tirreno e sul quale si è sempre imposta la BMC, la formazione statunitense che quest’anno ha cambiato affiliazione e sponsor divenendo il polacco CCC Team. Il giorno successivo si partirà da Camaiore alla volta di Pomarance, traguardo collinare posto al termine di un’ascesa lieve – 8.3 Km al 3.6% – che potrebbe, però, già ispirare i grandi campioni al via, come accadde nel 2017 quando in questo piccolo centro della provincia di Pisa s’impose il futuro vincitore del Tour de France Geraint Thomas con una manciata di secondi su Tom Dumoulin e Peter Sagan. Grosse sorprese, invece, non dovrebbero esserci l’indomani perché la frazione con arrivo a Foligno sarà una delle meno impegnative di questa edizione, destinata ai velocisti alla vigilia delle due attese tappe dei muri marchigiani. Nel volgere di 48 ore se ne dovranno affrontare ben dieci, i primi tre dei quali lungo la strada che condurrà a Fossombrone: su quello di Villa del Monte (1000 metri all’11.7%) si salirà a una novantina di chilometri dal traguardo, mentre l’ascesa dei Cappuccini (2.8 Km al 10.6%) dovrà essere ripetuta due volte nel breve circuito finale, con l’ultimo passaggio collocato a 5.6 Km dal traguardo e, in entrambi i muri, pendenze massime del 19%. Come anticipato, sarà la successiva Colli sul Metauro – Recanati a monopolizzare le attenzioni di chi punterà al successo per la presenza dei rimanenti sette muri, concentrati nel circuito finale: per tre volte si dovrà superare quello di San Pietro (max 20%) mentre un passaggio in più ci sarà su quello di Porta d’Osimo, 1200 metri al 13.9% (max 19%), che terminerà a circa 2 Km dal traguardo, a sua volta posto al termine di un tratto in ascesa. Si tratta di un tracciato che ricorda molto – anche se in quell’occasione non c’erano muri da scalare – quello tormentato della tappa terminata nella vicina Loreto al Giro d’Italia del 1995 e che si concluse con il successo di Tony Rominger, l’asso elvetico che quell’anno dominò la Corsa Rosa stracciando la concorrenza. Altri dislivelli (pedalabili) caratterizzeranno le fasi iniziali della successiva Matelica – Jesi, ma l’assenza di sensibili difficoltà negli ultimi 50 Km deporranno a favore di un secondo arrivo allo sprint, anche se qualche velocista potrebbe non digerire la lieve pendenza del chilometro conclusivo (2.1%). Se i muri non saranno stati risoluturi a decretare il nome del successore di Michał Kwiatkowski sarà la tradizionale cronometro dell’ultimo giorno, 10 Km da percorrere in andata e ritorno sul lungomare di San Benedetto del Tronto, atto conclusivo della Tirreno da 10 anni a questa parte, finora risultata determinante solamente nel 2012, quando Vincenzo Nibali riuscì a togliere proprio in extremis la maglia azzurra allo statunitense Chris Horner.

Dopo avervi illustrato il programma della “Corsa dei due mari” riavvolgiamo il nastro del calendario per tornare indietro fino a domenica 10 marzo, giorno nel quale salperà la Parigi-Nizza, la cui 77a edizione si comporrà di otto frazioni (una in più rispetto alla Tirreno), delle quali una di montagna, una a cronometro, due di media montagne e le restanti quattro destinate ai velocisti. Sarà proprio uno sprinter il primo a vestire la maglia gialla di leader della classifica a Saint-Germain-en-Laye, sede di partenza e arrivo della prima frazione, un circuito di 138.5 Km movimentato negli ultimi 30 Km da una “côte” di terza categoria e da due traguardi volanti che metteranno in palio abbuoni validi per la classifica. Anche le successive due frazioni (la seconda da Les Bréviaires a Bellegarde, la terza da Cepoy a Moulins / Yzeure) avranno per protagonisti i velocisti grazie a percorsi più filanti rispetto a quello della tappa d’apertura, anche se stavolta potrebbe entrare in gioco l’incognita vento, spesso in agguato nelle lande pianeggianti a sud della capitale francese. Il giorno della partenza della Tirreno si disputerà in terra di Francia una frazione che, pur senza muri, ricorda molto le tappe marchigiane grazie ai continui saliscendi che s’incontreranno negli ultimi 60 Km della Vichy – Pélussin, la tappa più lunga della Parigi-Nizza 2019 (212 Km totali), che proporrà un dislivello complessivo quasi identico a quello della giornata di Recanati (2900 metri circa): il tratto più impegnativo sarà rappresentato dai quasi 2 Km all’8.5% della Côte de Condrieu, collocata a circa 43 Km dall’arrivo e seguita da altre due ascese, l’ultima delle quali (Côte de Chavanay, 3.1 Km al 4.9%) sarà seguita da un tratto in lieve salita di poco meno di 10 Km che terminerà alle porte del traguardo. Si tratterà di una frazione molto delicata anche perché precederà la prima tappa a “cinque stelle” di questa edizione della corsa transalpina, la cronometro individuale di Barbentane che vedrà i corridori percorrere un circuito di 25 Km quasi del tutto pianeggiante, con le sole intrusione della breve e pedalabile “Montée de Frigolet” (1 Km al 4.2%) e dell’ancora più corto strappo che condurrà al traguardo. L’indomani i 176 Km che conduranno il gruppo da Peynier a Brignoles dovrebbero costituire l’ultima occasione per i velocisti, nonostante le difficoltà altimetriche che costellano gli ultimi 70 Km, poi nelle ultime due giornate di gara i protagonisti torneranno a essere i primattori della Parigi-Nizza 2019, in particolare nella frazione che scatterà da Nizza per arrivare fino ai 1607 metri del Col de Turini. Si tratterà del secondo arrivo di tappa più alto della storia della corsa francese, che si raggiungerà dopo aver affrontato una salita di 15.3 Km al 7.2% di pendenza media e aver superato altre cinque ascese. Se tutto ciò non dovesse bastare sarà la conclusiva frazione di Nizza a rivelarsi determinante, nonostante l’aspetto di media montagna, come accaduto lo scorso anno con il “ribaltone” che portò al vertice della classifica lo spagnolo Marc Soler per appena 4 secondi e come si rischiò nelle precedenti due edizioni, che videro rispettivamente salvare la rispettiva leadership per un amen il colombiano Sergio Henao nel 2017 e Geraint Thomas nel 2016: come dodici mesi fa il ruolo di giudice spetterà al Col des Quatre Chemins (5.5 Km al 5.5%), da scavalcare a poco più di 8 Km dal traguardo e preceduto dai 6.6 Km al 6.8% della Côte de Peille e dai 1600 metri all’8.1% del Col d’Èze, salita simbolo della Parigi-Nizza.

Il tempo di consegnare alla storia la Milano – Sanremo – prevista il 23 marzo sul tracciato tradizionale che inanella Turchino, i capi dell’Aurelia, Cipressa e Poggio – e due giorni dopo i riflettori s’accenderanno su di un’altra corsa a tappe targata World Tour perché il 25 sarà prevista la partenza della 99a edizione della Volta Ciclista a Catalunya, che quest’anno si presenterà con una “veste” inedita, quella di corsa targata ASO. È cambiato il padrone del vapore, dunque, ma non l’aspetto tecnico della corsa spagnola, la cui edizione 2019 può essere considerata quasi una fotocopia dell’ultima disputata essendo stati confermati entrambi i traguardi delle tappe di montagna, quello onnipresente della Molina e quello di Vallter 2000, che lo scorso anno saltò a causa della neve. Salite saranno presenti fin dalla prima tappa di Calella che prevede le ascese al Port de Santa Fe del Montseny (1304 metri, 18.6 Km al 5.4%) e al Coll Formic (1132 metri, 7.3 Km al 5%), anche se alla fine potrebbe arrivare la vittoria di un velocista come accadde nel 2017 quando, su questo stesso traguardo e al termine di un tracciato molto simile, a imporsi fu l’italiano Davide Cimolai davanti al francese Bouhanni. Stesso discorso per la seconda frazione da Mataró a Sant Feliu de Guíxols, anche se in quest’occasione i finisseur potrebbero dire la loro grazie alla pendenza del 3.8% che caratterizza gli ultimi 1000 metri, ai quali si giungerà 24 km dopo aver scavalcato la principale difficoltà altimetrica di giornata, l’Alt de Romanyà (4.6 km al 5.6%). Entreranno quindi in scena gli uomini di classifica nella prima delle due frazioni pirenaiche, quella dell’approdo ai 2150 metri della stazione di sport invernali di Vallter 2000, dove in passato si sono imposti Nairo Quintana nel 2013 e Tejay van Garderen nel 2014 mentre lo scorso anno, come ricordavamo sopra, furono tagliati gli impegnativi 11 km dell’ascesa finale, che sale al 7.7% di pendenza media. Il giorno successivo era in programma la tappa LlanarsLa Molina, che si svolse sul tracciato prestabilito e che è stata confermata anche nel 2019 ma con un’aggiunta: per “pararsi” le spalle in caso di un altro taglio di Vallter – sempre possibile, viste la quota e la stagione – gli organizzatori hanno raddoppiato l’ascesa finale (12.2 Km al 4.4%), come il solito preceduto dal passaggio ai quasi 2000 metri del Port de la Creueta (18.6 Km al 5.5%). Lasciata la scena agli scalatori i velocisti torneranno a calcare il palcoscenico del Giro della Catalogna nelle due successive frazioni, la prima disegnata tra Puigcerdà e Sant Cugat del Vallès (con i quasi 1800 metri della Collada de Toses da affrontare in partenza che potrebbe rimanere nelle gambe di qualche sprinter) e la seconda prevista da Valls a Vila-seca. Domenica 31 marzo l’atto terminale della corsa iberica si svolgerà come tradizione sulle strade di Barcellona, dove si dovranno compiere otto giri del celebre circuito del Montjuïc, con l’omonimo “alto” di 2.2 Km al 5.3% sul quale si scollinerà l’ultima volta a 4.3 Km dal traguardo e che potrebbe rivelarsi fondamentale se si sarà usciti dalla due giorni pirenaica con una classifica ancora instabile.

Alla fine del mese si tornerà a pedalare in Italia con la 19a edizione della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, che quest’anno tornerà a disputarsi nel formato di cinque tappe che era “abbandonato” nel 2014. La prima giornata di gara sarà suddivisa in due appuntamenti, al mattino una semitappa in linea lunga poco meno di 100 Km disegnata attorno a Gatteo e destinata ai velocisti (nonostante la triplice ascesa al secco strappo di Longiano, 900 metri al 10.1%), nel pomeriggio una cronometro a squadre di 13,3 Km con arrivo nel medesimo centro dopo la partenza da Gatteo a Mare. Si annuncia interessante la seconda tappa e non solo ai fini della classifica generale perchè nel tratto iniziale della Riccione – Sogliano al Rubicone (140 Km) sarà affrontata la salita di San Marino dallo stesso versante della cronoscalata del Giro d’Italia, in programma domenica 19 maggio. Dopo questo assaggio della Corsa Rosa 2019 una prima fetta del successo finale in questa edizione della “Coppi e Bartali” la si giocherà nel circuito finale di Sogliano che prevede la salita di Ville di Monte Tiffi (4.5 Km al 7.5%), da ripetere 3 volte con l’ultimo scollinamento collocato a 9 Km dal traguardo. Rilevante sarà anche la tappa numero 3 che prevede la partenza da Forlì e il ritorno nella medesima città dopo aver percorso 166 Km ed essere saliti per ben 7 volte alla Rocca delle Caminate, i cui 3.3 Km al 6.6% svettano per l’ultima volta sull’altimetria quando mancano 16 Km alla linea d’arrivo. La quarta frazione sarà la più lunga ma anche la più facile perchè non s’incontrerà nemmeno un cavalcavia percorrendo i 171 Km del circuito di Crevalcore, ultima occasione per i velocisti prima che i corridori che puntano al successo in questa edizione della corsa emiliana tornino a sfidarsi nella tappa conclusiva, che lo scorso anno fu una cronoscalata. Nel 2019 si tornerà ad un percorso in linea ma ad essere affrontata sarà sempre l’ascesa che dodici mesi fa accolse la prova contro il tempo, il breve ma ripido Valico di Fazzano (2 Km dal 9.5%), sul quale sono previsti quattro passaggi nel finale della decisiva Fiorano Modenese – Sassuolo (153 Km), con l’ultima scalata da affrontare quando mancheranno una decina di chilometro all’ultimo traguardo

Mauro Facoltosi

I SITI DELLA CORSE

PARIGI-NIZZA

www.paris-nice.fr/en/

TIRRENO-ADRIATICO

www.tirrenoadriatico.it/

MILANO-SANREMO

www.milanosanremo.it

VOLTA CICLISTA A CATALUNYA

www.voltacatalunya.cat/ca

SETTIMANA INTERNAZIONALE DI COPPI E BARTALI

http://www.gsemilia.it/c31_90_sett-int-coppi-e-bartali+info-e-percorso-settimana-internazionale-coppi-e-bartali-2019.html

Nizza, Promenade des Anglais

Nizza, Promenade des Anglais

Commenta la notizia