PAGELLONE 2018: LE CLASSICHE VALLONATE

novembre 26, 2018
Categoria: Approfondimenti, Copertina

Proseguono le pagelle della stagione appena terminata. Ora prenderemo in esame le classiche vallonate (escluse quelle del pavè, oggetto della precedente pagella: oggetto dello “scrutinio” la Strade Bianche, la Milano-Sanremo, l’Amstel Gold Race, la Freccia Vallone, la Liegi – Bastogne – Liegi, la Classica di San Sebastián e il Giro di Lombardia.

JULIAN ALAPHILIPPE: Quando si parla di classiche vallonate, il nome del corridore francese entra sempre di diritto nella lista dei favoriti principali per la vittoria. Dopo le ultime stagioni in cui ci è andato vicino, riesce a vincere finalmente la Freccia Vallone e la Classica di San Sebastian, senza sfigura nelle altre corse. Assoluto protagonista. VOTO: 8

MICHAEL ALBASINI: Non riesce a terminare nemmeno una delle corse delle classiche vallonate a cui partecipa, nelle quali lo si vede spesso fare il gregario. Non sembra più in grado competere per la vittoria. Sul viale del tramonto. VOTO: 4

ROMAIN BARDET: Sempre competitivo nelle corse in cui partecipa, riesce a piazzarsi sia alla Strade Bianche, sia alla Liegi. Ha estro, classe e fantasia, ma nelle corse di un giorno gli manca sempre quel pizzico di astuzia che serve. VOTO: 6,5

TIESJ BENOOT: Vince con classe la Strade Bianche, ma nelle corse con altimetria più dura non riesce a tenere il ritmo dei migliori. VOTO: 6,5

ENRICO GASPAROTTO: In primavere riesce a raccogliere piazzamenti importanti, riuscendo a terminare 3° nella ‘’sua” Amstel Gold Race. VOTO: 6

PHILIPPE GILBERT: Dopo un 2017 da urlo non riesce a ripetere le prove dell’anno scorso. A 36 anni, però, la flessione fisica è normale, anche se ti chiami Gilbert. VOTO: 5

SERGIO HENAO: La Freccia Vallone, l’Amstel Gold Race, la Liegi-Bastogne-Liegi sono corse adatte alle sue caratteristiche; puntualmente, però, il corridore colombiano non va nemmeno vicino a vincerle. VOTO: 4,5

BOB JUNGELS: Sfrutta abilmente il lavoro della sua Quick-Step Floors e da out-sider trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi con una cavalcata finale. VOTO: 7

ROMAN KREUZIGER: Passano gli anni ma il ceco della Mitchelton-Scott non perde colpi, sempre eterno piazzato. VOTO: 6

MICHAŁ KWIATKOWSKI: Ormai pedina importante nello scacchiere del Team Sky per quanto riguarda i Grandi Giri, nelle corse di un giorno non si presenta sempre al top della forma e non riesce ad avere i risultati sperati. VOTO: 5,5

DANIEL MARTIN: Stagione da dimenticare, almeno per le classiche. VOTO: 4

BAUKE MOLLEMA: Ormai uomo da corse di un giorno, raccoglie un secondo posto a San Sebastián. VOTO: 6

VINCENZO NIBALI: Trionfa a sorpresa alla Milano-Sanremo, dove sul Poggio stacca tutti. Anima le corse primaverili, per poi ripresentarsi – dopo l’infortunio subito al Tour de France – al Giro di Lombardia in cerca di uno storico tris. Solo un fenomenale Thibaut Pinot gli impedisce di alzare le braccia al cielo. Resta però negli occhi di ogni appassionato di ciclismo la sua azione sul Poggio. VOTO: 8,5

THIBAUT PINOT: Un ottobre d’oro per lui, che termina con il trionfo del Giro di Lombardia, dopo una corsa dal finale scintillante. Nella prima parte di stagione si dedica solo alle corse a tappe di una settimana e non ha corso nessuna delle classiche in primavera. Dal potenziale che ha, è un vero peccato. VOTO: 7,5

WOUTER POELS: Due anni fa trionfò a Liegi, da allora sembrerebbe aver perso il suo appeal per queste corse. VOTO: 5

DOMENICO POZZOVIVO: Partecipa a poche corse, ma il suo lo fa. Quinto alla Liegi, ottavo al Lombardia. VOTO: 6,5

ANTHONY ROUX: Il corridore francese della FDJ-Groupama è la sorpresa a San Sebastián, dove termina al terzo posto. VOTO: 6

PETER SAGAN: Un campione del suo calibro può far risultato ovunque vuole. All’Amstel, alla Milano-Sanremo e alla Strade Bianche non vince ma è stato uno dei protagonisti. VOTO: 6

DYLAN TEUNS: Non trova la condizione migliore in primavera, mentre ad ottobre riesce ad incanalare una sequenza di bei piazzamenti, soprattutto il 3° posto al Giro di Lombardia. Bel rinforzo per il Team Bahrein-Merida. VOTO: 6

RIGOBERTO URÁN: Da il meglio di se in autunno, mentre nel resto dela stagione pensa e corre solo in funzione del Tour De France. VOTO: 5,5

MICHAEL VALGREN: Ciclista eclettico e polivalente, riesce ad imporsi nella ”corsa della Birra”, all’Amstel Gold Race. L’età è dalla sua parte: a soli 26 anni gli si prospettano molte stagioni da correre come protagonista. VOTO: 7

ALEJANDRO VALVERDE: Sembrava fosse tornato il solito Valverde, l’eterno piazzato e mai vincente, colui che perdeva l’attimo vincente, il ‘’succhiaruote”, e non più il corridore che nelle ultime stagioni aveva fatto ricredere quasi tutti i suoi detrattori vincendo a destra e a manca. Al mondiale austriaco a risposto da gran campione qual è, ma la corsa di Innsbruck non è tenuta in considerazioni per la valutazione di queste pagelle, perciò… VOTO: 5,5

ALEXIS VUILLERMOZ: Quando gareggia insieme a Romain Bardet si adegua a lavoro di gregario, ma quando ha campo libero non riesce ad emergere. VOTO: 5
TIM WELLENS: È l’outsider per eccellenza, anche se alla sua età dovrebbero iniziare ad arrivare risultati più considerevoli. VOTO: 5,5

MICHAEL WOODS: In questo 2018 si è assistito ad una seconda giovinezza per il corridore canadese; tanti piazzamenti, soprattutto il secondo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi. VOTO: 6

Luigi Giglio

Nibali allattacco sul Poggio, dove osano le grandi aquile della Sanremo (foto Bettini)

Nibali all'attacco sul Poggio, dove osano le grandi aquile della Sanremo (foto Bettini)

Commenta la notizia