PAGELLONE 2018: LE GRANDI CORSE A TAPPE

novembre 5, 2018
Categoria: Approfondimenti, Copertina

Ecco il primo dei superpagelloni di ilciclismo.it dedicate alla stagione appena conclusa. Cominciamo dalle tre grandi corse e tappe del calendario World Tour, Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España

FABIO ARU: Annata altamente negativa per il buon Fabio. Corre un Giro d’Italia dove non riesce a trovare il bandolo della matassa perdendo terreno in tutti gli arrivi in salita. Sarà costretto al ritiro a causa di non specificati problemi fisici. Ha tempo e modo di preparare a puntino la Vuelta per un suo riscatto personale, invece anche lì non riesce mai a tenere il passo dei migliori. Terminerà la corsa iberica addirittura al 23° posto con oltre un’ora di ritardo da Simon Yates. Attendiamo un 2019 di tutt’altro livello. Irriconoscibile. Voto: 4

ROMAIN BARDET: Come sempre il suo obiettivo principale della stagione è il Tour de France. Purtroppo per lui non riesce a ripetere quanto fatto nelle edizioni passate. Termina al sesto posto senza sussulti. Voto: 5,5

RICHARD CARAPAZ: La lotta per il terzo posto della classifica generale tra lui e Miguel Ángel López ha emozionato nelle ultimissime tappe del Giro d’Italia. La sfida l’ha vinta il colombiano dell’Astana, ma il buon Carapaz ha dimostrato una buona tenuta nelle tre settimane e quando la strada sale l’ecuadoregno ha dimostrato di sapere il fatto suo. Voto: 6,5

TOM DUMOULIN: Ogni anno che passa sorprende sempre di più. In Italia solo un’errore di valutazione su un attacco da lontano di Froome gli è costato il Trofeo Senza Fine, in Francia la freschezza di Thomas e la compattezza del Team Sky hanno frenato ogni suo tentativo di rimonta. Secondo classificato al Giro d’Italia, secondo classificato al Tour de France, solo il team britannico di Brailsford è riuscito a batterlo. Indomito. Voto: 9

DAVIDE FORMOLO: Il cambio di squadra non sembra aver avuto effetti positivi. Minimo sindacale per il corridore veneto in questo 2018. Termina al decimo posto il Giro d’Italia mentre in Spagna non riesce a ripetersi. Sempre lontano dai migliori, non riesce a reggere il ritmo dei big. Voto: 5,5

CHRIS FROOME: Il corridore della Sky è il ciclista che dal dopo Pantani ad oggi è andato più vicino di tutti alla dopietta Giro d’Italia – Tour de France. Durante la Corsa Rosa cadute e contrattempi hanno inficiato molto sul suo rendimento, ma sullo Zoncolan e soprattutto col numero d’altri tempi sul Colle delle Finestre Chris ha conquistato Giro e appassionati. In Francia condizione e gambe non erano al top, ma finisce lo stesso sul podio, frenato anche dal fatto di avere Geraint Thomas, compagno di squadra nonché amico, in maglia gialla. Uomo e atleta solido, mentalmente perfetto, è lui il ciclista da Grandi Giri migliore di questo 2018. Voto: 9,5

JAKOB FUGLSANG: Prende il via solo alla Grande Boucle, nessun acuto, dodicesimo nella classifica generale finale. Voto: 5,5

ION IZAGIRRE: Parte da Noirmoutier-en-l’Île col compito di supportare Nibali in salita. Dopo il ritiro del capitano cerca di portare una tappa a casa. Ci andrà vicino due volte. Nella corsa di casa parte coi gradi di capitano e con l’intenzione di curare la classifica generale. Terminerà la corsa a Madrid al nono posto. Voto: 6

WILCO KELDERMAN: Non ha mai fatto mistero di gradire più considerazione dal suo team nelle corse di tre settimane. Alla Vuelta si ritrova capitano unico col risultato del decimo posto raggiunto con le unghie e con i denti. Voto: 5

STEVEN KRUIJSWIJK: Stagione ciclistica 2018 intensa per il corridore neerlandese, il quale sembra finalmente tornato ai fasti del Giro d’italia 2016, quando solo una brutta caduta lo fermò. Senza nessun squillo di tromba termina quinto al Tour de France e quarto alla Vuelta di Spagna. Regolarista eccezionale. Voto: 7

MIKEL LANDA: Per una strana decisione di Unzué, il basco si è ritrovato a correre in Francia con Quintana e Valverde. La convivenza tra i tre ha, però, mostrato segni di cedimento durante la manifestazione. Terminerà settimo a Parigi, ma troverà mai una squadra che gli affiderà saldamente i gradi di capitano? Voto: 6

MIGUEL ÁNGEL LÓPEZ: Se non avesse l’abitudine di cadere spesso parleremmo di tutt’altra cosa. Il talento c’è, la squadra pure, perciò se riuscisse a limitare le disavventure che lo colpiscono spesso durante la stagione ciclistica, il successo non tarderà ad arrivare. Terzo sia al Giro che alla Vuelta, in crescita. Voto: 8

RAFAŁ MAJKA: Non riesce ad entrare nella top della Vuelta, non riesce a vincere una tappa al Tour. Annata in cui non riesce a raggiungere nessun obiettivo. Voto: 4,5

DANIEL MARTIN: Il solito Daniel Martin. Classifica curata al Tour de France con ottavo posto finale nella generale, condito con la vittoria della tappa con arrivo a Mûr-de-Bretagne. Abbandona la Vuelta per assistere alla nascita della sua primogenita. Voto: 6,5

ENRIC MAS: Ventitre anni, due Grandi Giri corsi, un secondo posto finale nella classifica generale e una tappa (e che tappa!) vinta. La Quick-Step Floors sembra essere l’ambiente ideale per lui, carta bianca, zero pressioni e tante attenzioni. Futuro protagonista delle corse di tre settimane. Voto: 7,5

LOUIS MEJNTIES: Nulla da dire, nulla da segnalare e nulla da salvare. Stagione da dimenticare al più presto. Voto: 4,5

BAUKE MOLLEMA: L’olandese della Trek – Segafredo parte sia in Francia, sia in Spagna coi gradi di capitano, ma ben presto abbandona l’idea di curare la classifica generale per cercare di vincere una tappa: non ci riuscirà. Spaesato. Voto: 4,5

VICENZO NIBALI: Una caduta causata da un tifoso distratto lo costringono ad abbandonare il Tour de France quando il bello deve ancora venire. Corre la Vuelta dopo pochi giorni da un’importante operazione alla schiena ma la condizione non c’è e la schiena fa ancora male. Voto: S.V.

THIBAUT PINOT: Passa 3/4 del Giro d’Italia saldamente sul podio, poi una crisi e problemi di salute che ti costringono al ritiro con tanto di nottata in ospedale non è certamente il massimo della fortuna. Rientra alla Vuelta dove termina al sesto posto ma con ben due tappe conquistate, e che tappe! Complessivamente, però, ancora una volta dimostra che la sua dimensione è questa, un gradino sotto i migliori. Voto: 6,5

PORTE RICHIE: Costretto al ritiro dal Tour de France a causa di una caduta, parte in non perfette condizioni di salute alla Vuelta di Spagna. Perennemente sfortunato. Voto: 5

DOMENICO POZZOVIVO: Parte coi gradi di capitano alla Corsa Rosa, cercando e lottando per coronare il suo sogno: salire sul podio nella classifica generale. Purtroppo il lucano non riesce a raggiungere il suo obiettivo per vari motivi, terminando al 5° posto. Vista l’età sembra quasi impossibile vederlo nei primi tre nelle prossime edizioni. Corre il Tour da gregario. Sogno sfumato. Voto: 6

NAIRO QUINTANA: Se stessimo parlando di Dayer Quintana i complimenti sarebbero stati a fiumi, ma siccome parliamo del più quotato fratello Nairo, il giudizio non può che essere negativo. Con Chris Froome e Tom Dumoulin reduci dal Giro d’Italia, il colombiano era di diritto il favorito per la vittoria finale al Tour de France, invece sulle prime salite inizia a perdere terreno piano piano dai rivali. Un solo affondo a Saint-Lary-Soulan, anche se i big non si sono affannati molto per stoppare il suo attacco, prima del naufragio nella crono finale. Partito come favorito termina la Grande Boucle al decimo posto finale. Alla Vuelta, invece, senza nessun acuto termina all’ottavo posto. Se sia già nella fase calante della sua carriera agonistica? Voto: 5

PRIMOŽ ROGLIČ: La vittoria a Laruns ha scacciato ogni dubbio sul talento sloveno. Termina ai piedi del podio il Tour de France, un quarto posto che gli ha lasciato l’amaro in bocca per quanto fatto vedere. Considerando anche il suo ingresso nel mondo ciclistico non più in tenerissima età, è lui la più grande sorpresa del Tour de France 2018. Sorpresa. Voto: 7

GERAINT THOMAS: Punta tutto sul Tour de France e fa bene. Durante le prime due settimane mostra più affidabilità e freschezza rispetto a Froome, reduce dal Giro. Non scoppia nessuna crisi di gelosia in casa Sky e così la corazzata britannica riesce ad addormentare la Grande Boucle. Oltre alla maglia gialla conquista anche due tappe, tra cui quella dell’Alpe d’Huez. Passa indenne la terza settimana, che negli anni passati gli aveva sempre causato problemi. Promosso sul campo. Voto: 9

RIGOBERTO URÁN: Dopo il secondo posto dello scorso anno, il colombiano si è presentato al via del Tour de France come uno degli outsider più pericolosi. Purtroppo per lui un malanno lo ha costretto al ritiro. Classico regolarista, senza nessun acuto in Spagna. Voto: 5,5

ALEJANDRO VALVERDE: In terra transalpina si mette a disposizione di Quintana, alla Vuelta veste i gradi di capitano, riuscendo a vincere due tappe nella prima settimana. Cala alla distanza terminando quinto, risucendo però a vincere la classifica combinata. Peter Pan. Voto: 6,5

TEJAY VAN GARDEREN: Si può definire ancora corridore da corse a tappe di tre settimane? Voto: 5

ADAM YATES: Naufraga al Tour de France, si rifà parzialmente in Spagna nelle vesti di gregario per il fratello Simon. Voto: 5,5

SIMON YATES: Domina il Giro d’Italia nelle prime due settimane riuscendo a vincere anche tre tappe, poi il tracollo. In Spagna si gestisce bene, supportato anche dal gemello Adam, resiste e addirittura attacca nelle tappe finali conquistando meritatamente la Vuelta. Il corridore della Mitchelton-Scott si conferma uno dei ciclisti più talentuosi per i Grandi Giri. Voto: 9

ILNUR ZAKARIN: il russo è l’uomo di punta per i Grandi Giri del Team Kastusha, ma non riesce a fare quel salto di qualità in grado di portarlo al livello dei big. Nono in Francia, ma la sua condotta di gara non entusiasma. Voto: 5,5

Luigi Giglio

Un momento della pazza ma vincente fuga di Froome sul Colle delle Finestre (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Un momento della "pazza" ma vincente fuga di Froome sul Colle delle Finestre (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

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