VUELTA A ESPAÑA 2018 – LA “TERCERA SEMANA”

settembre 11, 2018
Categoria: Approfondimenti, Copertina

La settimana decisiva della Vuelta inizierà con la tappa a cronometro di Torrelavega, proseguirà con l’inedito e ripidissimo arrivo in salita sul Balcón de Bizkaia per poi concludersi su cime pirenaiche che bene hanno portato in passato ai corridori italiani: prima l’approdo sull’Alto de la Rabassa poi il concentrato tappone del Coll de la Gallina, che ricalca in parte la frazione che consentì a Fabio Aru di conquistare la “roja” nel 2015, metteranno la parola fine ai giochi di classifica.

16a TAPPA: SANTILLANA DEL MAR – TORRELAVEGA (cronometro individuale – 32 Km)

Se la seconda settimana di gara si era aperta con una tappa tranquilla destinata ai velocisti per “ammortizzare” i disagi che in alcuni sono provocati dal giorno di riposo, stavolta non sarà così e dopo l’ultima sosta i sei giorni decisivi della corsa iberica saranno introdotti da una delle tappe più importanti della 73a Vuelta a España. Si tratta, infatti, della cronometro individuale “lunga”, disegnata come lo scorso anno su di un tracciato abbastanza veloce, che farà dunque la gioia dei cronoman, fin qui favoriti solo dal percorso del prologo d’apertura. Dodici mesi fa si gareggiò sulla distanza di 40 Km tra il circuito automobilistico di Navarra e Logroño, dove fece registrare il miglior tempo Chris Froome impiegando 47 minuti spaccati a una media di 51.32 Km/h. Nonostante l’assenza del vincitore uscente della Vuelta, la musica non dovrebbe cambiare molto quest’anno sul percorso disegnato sulle strade cantabriche che da Santillana del Mar, la cittadina celebre per le grotte di Altamira, conducono a Torrelavega, dove il traguardo sarà collocato sulla pista del velodromo intitolato al tre volte vincitore del campionato del mondo e della Milano-Sanremo Óscar Freire. In mezzo 32 Km di un tracciato solo a tratti dolcemente ondulato, che i più veloci dovrebbero completare in poco meno di 40 minuti.

17a TAPPA: GETXO – BALCÓN DE BIZKAIA (157 Km)

Arriva il turno dei Paesi Baschi che ospiteranno una frazione definita “hilly”, collinare, sul sito ufficiale della corsa, ma che potrebbe in realtà avere gli stessi effetti in classifica di una tappa di montagna, anche alla luce degli sforzi profusi il giorno prima nella tappa contro il tempo. È vero che oggi non si supereranno mai i 1000 metri di quota, ma il tracciato riflette le condizioni altimetriche delle accidentate tappe del Giro dei Paesi Baschi, in particolar modo negli ultimi 40 Km di gara, che culmineranno con l’ascesa al Monte Oiz, localmente noto come “Balcón de Bizkaia” per le viste panoramiche che offre. Il “sale” di questa frazione sarà proprio concentrato nei 7400 metri conclusivi, che salgono al 9,7% e già questo dato può bastare per far capire di che pasta sia fatta quest’ascesa che proporrà i tratti più aspri nel finale, quando la pendenza schizzerà fino al 23,8% e sotto le ruote dei corridori l’asfalto lascerà il posto al meno scorrevole cemento.

18a TAPPA: EJEA DE LOS CABALLEROS – LLEIDA (186.1 Km)

Sulla carta è una delle frazioni più semplici della Vuelta 2018, la penultima tra le poche che anche quest’anno sono state riservate ai velocisti. Le difficoltà odierne saranno quasi pari a zero, con l’unica esclusione di un facilissimo zampellotto che spicca sull’altimetria a una trentina di chilometri dall’arrivo. Le formazioni dei velocisti, però, potrebbero non trovare oggi vita facile perché questa sarà probabilmente anche l’ultima occasione per i cacciatori di tappe d’andare in fuga. Le successive due frazioni pirenaiche, entrambe brevi, non dovrebbero consentire ai fuggitivi d’andare sino al traguardo in testa alla corsa e dopo queste rimarrà solo la blindatissima tappa conclusiva di Madrid, nella quale le squadre degli sprinter venderanno cara la pelle per non farsi sfuggire la possibilità di giocarsi uno dei più prestigiosi traguardi della storia del ciclismo.

19a TAPPA: LLEIDA – ANDORRA / NATURLANDIA (154.4 Km)

Gran finale sulle strade del Principato d’Andorra per la 73a edizione della Vuelta che oggi proprorrà, qualche unica difficoltà di gara, l’ascesa all’Alto de la Rabassa, in vetta alla quale sarà collocato il più alto traguardo di tappa di questa edizione. A 2025 metri di quota sarà quindi quest’anno assegnato lo speciale trofeo “Cima Alberto Fernández”, corrispondente alla nostra Cima Coppi e dedicato ad uno scalatore spagnolo scomparso in un incidente stradale il 14 dicembre del 1984, un mese prima di compiere 30 anni, e che si era messo particolarmente in luce al Giro d’Italia del 1983, nel quale aveva vinto le tappe di Campitello Matese e Colli San Fermo. In salita si dovranno percorrere gli ultimi 17 Km, caratterizzati da una pendenza media non eccezionale (6,6%), ma la lunghezza dell’ascesa e il suo notevole dislivello (1125 metri) sono numeri che potrebbe lasciare il segno, anche perché si è oramai nel finale di corsa e le energie stanno virando verso il lumicino. Da segnalare che questa è un’ascesa che porta bene ai colori italiani: lo scorso anno fu inserita nel finale della frazione di Andorra la Vella vinta da Vincenzo Nibali, dopo che sulla Rabassa era scollinato in testa il francese Geniez, mentre nel 2008 – unico precedente coincidente con l’arrivo di tappa, come accadrà quest’anno – a imporsi presso il parco avventura Naturlandia fu Alessandro Ballan, una ventina di giorni avanti la sua affermazione ai mondiali di Varese.

20a TAPPA: ANDORRA (ESCALDES-ENGORDANY) – COLL DE LA GALLINA (SANTUARIO DE CANOLICH) (97.3 Km)

Interamente sulle strade andorrane si snoda l’ultima tappa di montagna, il cui tracciato ricorda, e in parte ricalca, quello della tappa che nel 2015 consentì a Fabio Aru di issarsi al vertice della classifica generale della Vuelta. Si tratterà, dunque, di un tappone concentrato che proporrà nel volgere di poco meno di 100 Km sei salite consecutive, con intervalli quasi nulli tra un colle e l’altro e una quarantina di chilometri da affrontare complessivamente in salita. Si comincerà subito dopo il via con i 4.3 Km all’8.7% dell’Alto de la Comella, poi si salirà sul Coll de Beixalis (7.1 Km all’8%), che nel 2016 fu inserito anche nel percorso del Tour de France (tappa di Arcalís, vinta da Dumoulin). Scalato il vicino Coll de Ordino (9.8 Km al 7.1%), in cima al quale si sfioreranno i 2000 metri di quota, si dovranno ripetere prima il Beixalis, dal medesimo versante della scalata precedente, e poi la Comella, stavolta percorrendo la strada effettuata in discesa a inizio tappa (3.6 Km al 6.3%). Sarà la penultima difficoltà di gara prima dell’ascesa finale verso il Coll de la Gallina, dove il traguardo sarà collocato presso il Santuario di Canolich, percorsi 7.6 Km all’8,2% che sono già stati affrontati come finale di tappa nel 2016, quando lassù s’impose Daniele Ratto: portano davvero bene ai corridori azzurri le salite andorrane!

21a TAPPA: ALCORCÓN – MADRID (100.9 Km)

Dopo l’interminabile trasferimento dai Pirenei al centro geografico della nazione la Vuelta si concluderà con una tradizionale passerella di fine corsa che nulla potrà dire ai fini della classifica. Totalmente pianeggiante, prenderà le mosse con un tratto in linea di 36 Km poi inizieranno le undici tornate del classico circuito disegnato attorno a Plaza de Cibeles, movimentato da una lievissima pendenza negli ultimi 2 Km che mai ha impedito ai velocisti rimasti in gara di competere per il successo. L’ultimo a lasciare la firma su questo prestigioso traguardo è stato uno dei nomi più in “vista” del movimento italiano, l’attuale campione europeo in carica Matteo Trentin.

Mauro Facoltosi

La spettacolare salita a tornanti verso il Coll de la Gallina, teatro dellarrivo della penultima tappa, ricorda quella del Passo dello Stelvio (www.studentsoftheworld.info)

La spettacolare salita a tornanti verso il Coll de la Gallina, teatro dell'arrivo della penultima tappa, ricorda quella del Passo dello Stelvio (www.studentsoftheworld.info)

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