HAIFA – TEL AVIV: VIA COL VENTO D’ISRAELE

Prima tappa in linea con l’incognita del vento per il Giro che scatta da Israele. Buona parte dei 167 Km che si dovranno percorrere tra Haifa e Tel Aviv si snoderà in prossima delle coste del Mediterraneo e le folate che spirano dal mare potrebbero dare parecchio filo da torcere a tutti, non solamente alle formazioni dei velocisti, naturali favoriti per il successo di giornata.

Dopo la movimentata crono d’avvio sulle strade di Gerusalemme il Giro si rimette in marcia con una tappa che, sulla carta, è la più semplice fra le tre disegnate in Israele. Solo sulla carta, però, perché – a dispetto di un tracciato non particolarmente denso di chilometri (se ne dovranno percorrere 167) e caratterizzato solo da una facile ascesa lontana dall’arrivo – presenterà un trabocchetto di non poco conto, quello del vento. Infatti, la tappa si snoderà prevalentemente lungo le coste del Mar Mediterraneo e nelle sue immediate adiacenze ed è risaputo che le folate trasversali, quando particolarmente forti, sono in grado di selezionare il gruppo, come capitò per esempio nella pianeggiante tappa di Saint-Amand-Montrond del Tour de France del 2013, al termine della quale uno dei grandi nomi di quell’edizione, lo spagnolo Valverde, proprio per colpa del vento sprofondò in classifica perdendo quel giorno quasi 10 minuti dagli altri avversari, giunti assieme al traguardo dove s’impose il britannico Mark Cavendish. Era quella una tappa da velocisti e, vento e Valverde a parte, lo fu e lo sarà anche questa di Tel Aviv, prima delle sette-otto giornate che gli organizzatori hanno riservato agli esponenti della speciale categoria, che poi l’indomani avranno la possibilità di giocarsi la rivincita nell’ancor più insidiosa tappa di Eilat.
Oggi si partirà da Haifa, il primo porto israeliano della storia, situato ai piedi del Monte Carmelo, estrema propaggina dell’omonima catena montuosa il cui nome significa “Vigna di Dio” e sul quale visse il biblico profeta Elia. I primi 20 Km si percorreranno in direzione nord, opposta rispetto a quella di Tel Aviv, fino a raggiungere la città di Acri, famosa per essere stata la principale porta d’accesso alla Terra Santa durante le spedizione dei Crociati, che ne fecero la capitale dello stato da loro creato (noto anche come “Terre d’Oltremare”) fino al momento della definitiva riconquista araba del 1291. Nel XVI secolo sarà quindi annessa all’impero ottomano, che vi costruì il monumento più visitato della cittadina, la cittadella fortificata che dal 2001 è iscritta nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.
Il percorso si allontenerà ora dal mare per addentrarsi nell’immediato entroterra e, intrapreso il giro di boa per tornare verso sud, comincerà una serie di lievi saliscendi, che il gruppo supererà percorrendo un’ampia superstrada a due corsie che punta nuovamente in direzione del Monte Carmelo, doppiato transitandone ai piedi del versante meridionale. In questa fase di gara si pedalerà quasi sempre distante dai centri abitati, sfiorando le cittadine di Kiryat Ata, fondata nel 1925 da un’associazione religiosa di Varsavia, e di Yokneam Illit, sviluppatasi dopo gli anni ’50 da quella che in origine era una ma’abara, un campo di transito dove era dato provvisorio alloggio agli ebrei che si trasferivano definitivamente in Israele, divenuto stato indipedente il 14 maggio del 1948.
Percorsi una novantina di chilometri di gara si arriverà al primo appuntamento riservato agli scalatori poiché, percorsa una facile salita di 3 Km al 4,5%, saranno per la prima volta in questa edizione messi in palio i punti della classifica dei Gran Premi della Montagna a Zikhron Ya’aqov, cittadina che ha soli 135 anni di storia ma il cui nome è scritto nella storia di questo paese: si tratta, infatti, di uno dei primi insediamenti ebraici fondati in questa terra, per opera di un gruppo di pionieri proveniente dalla Romania e guidati dal banchiere francese Edmond James de Rothschild, che dedicherà il villaggio al padre James (la traduzione del nome è “Ricordo di Giacobbe”). Superata quest’asperità mancheranno 76 Km da percorrere, totalmente pianeggianti ma insidiosi perché, terminata l’escursione nell’entrorerra, da qui al traguardo si tornerà a pedalare in vista del mare. Nelle fasi successive s’incontrerà anche la pagina culturalmente più interessante di questa giornata, quando la corsa giungerà sulle strade di Cesarea, la moderna città che convive con i resti dell’antica Cesarea Marittima, fondata dal celebre re della Giudea Erode il Grande – passato alla storia per aver ordinato la tragica Strage degli Innocenti d’evangelica memoria – e che costituì uno dei principali porti della Palestina, dal quale iniziarono i viaggi degli apostoli Pietro e Paolo alla volta di Roma, dove entrambi saranno martirizzati. Di quell’epoca rimangono interessanti resti, come quelli del Teatro romano e dell’acquedotto, le cui arcate oggi fanno da sfondo a una delle più conosciute spiagge israeliane.
Proseguendo si giungerà quindi a Hadera, fondata nel 1891 in posizione quasi equidistante da Haifa e Tel Aviv e originariamente composta di poche case erette accanto alla sinagoga e oggi arrivata a contare oltre 77000 abitanti, molti dei quali immigrati. Poco dopo inizierà il tratto più veloce della tappa, costituito da un rettifilo quasi ininterrotto di una quindicina di chilometri che taglia nel mezzo la Pianura di Sharon, una delle aree maggiormente popolate della nazione, il cui centro principale è la città di Netanya. Fattosi leggermente più articolato planimetricamente, il tracciato transiterà quindi tra le cittadine di Ra’anana (gemellata con Verona dal 1998) e Kfar Saba, il cui nome significa letteralmente “villaggio dei nonni” e presso la quale è possibile visitare la cosiddetta tomba di Beniamino, il dodicesimo e ultimo dei figli del biblico Giacobbe, venduto dai fratelli come schiavo agli egiziani: in realtà il complesso funerario fu costruito da mani ebree durante l’epoca della dominazione ottomana e l’intitolazione fa riferimento alla tradizione che voleva Beniamino sepolto in tale luogo.
Siamo oramai alle ultime battute di questa frazione che, prima d’entrare in Tel Aviv, sfiorerà lo Yarkon Park, il più grande della città, vasto 3500 ettari e suddiviso in sei giardini tra i quali spicca il Rock Garden, uno dei principali del mondo, dove è raccontata la diversità geologica di Israele dando nello stesso tempo “ospitalità” a 3500 specie diverse di piante (in particolare cactus, che da soli occupano sei ettari). Entrato in città, il Giro ne percorrerà una delle sue strade più importanti, il “boulevard” intitolato al barone Rothschild e lungo il quale si incontrano il Founders Monument, dedicato ai padri fondatori dello stato, e l’Independence Hall, luogo dove il 14 maggio 1948 David Ben Gurion lesse la dichiarazione d’indipendenza dello stato. È l’omaggio del Giro al 70° anniversario di quella storica giornata, prima di andare a celebrare il vincitore di giornata nel quartiere della Marina, proprio a due passi dalla casa dell’uomo che fu protagonista di quella storica giornata e che rivestì l’incarico di primo Primo Ministro dello stato dal 1948 al 1954 e poi ancora dal 1955 al 1963.

Mauro Facoltosi

FOTOGALLERY

Haifa, mausoleo del Báb

Cittadella di Acri

La sinagoga di Zikhron Ya’aqov

Il teatro romano di Cesarea Marittima

La spiaggia di Cesarea con i resti dell’acquedotto romano

Un tratto del lungo rettilineo che attraversa la Pianura di Sharon

Kfar Saba, Tomba di Beniamino

Tel Aviv, il Rock Garden, situato all’interno dello Yarkon Park

Tel Aviv, Independence Hall

L’abitazione di David Ben Gurion a Tel Aviv, nei pressi del traguardo della seconda tappa del Giro

Il Founders Monument di Tel Aviv e, in trasparenza, l’altimetria della seconda tappa del Giro 2018 (foto Pavel Sinitcyn)

Il Founders Monument di Tel Aviv e, in trasparenza, l’altimetria della seconda tappa del Giro 2018 (foto Pavel Sinitcyn)

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