ITALIA E FRANCIA SUGLI SCUDI NELLE PRIME PROVE IN LINEA. ELENA PIRRONE E BENOÎT COSNEFROY CAMPIONI DEL MONDO.

settembre 22, 2017
Categoria: News

Tra le donne junior Elena Pirrone bissa l’oro della cronometro vincendo anche la prova in linea grazie ad un attacco negli ultimi 20 km. Italia sul podio anche con il terzo posto di Letizia Paternoster, mentre la danese Emma Norsgaard Jorgensen è argento. Nel pomeriggio la scena è riservata agli uomini Under 23. Anche qui nella parte finale si susseguono gli attacchi ed a prevalere in una volata a due è il francese Benoît Cosnefroy sul tedesco Lennard Kämna. Terzo il danese Michael Carbel Svengaard.

La prima giornata delle prove su strada dei mondiali di ciclismo era riservata alle donne junior la mattina e agli uomini Under 23 nel pomeriggio. La prima prova era lunga 76,4 km mentre la seconda 191 km. Tra le prime, le squadre faro erano Italia ed Olanda. Per le azzurre il Mondiale non iniziava benissimo per Martina Fidanza (Eurotarget-Still Bike), rallentata per guai meccanici e costretta a cambiare bici ai box durante il primo giro. Dopo una decina di chilometri si registrava il primo attacco, portato dalla danese Emma Cecilie Norsgaard Jorgensen, la quale restava al comando per una ventina di chilometri e veniva ripresa a 54 km dall’arrivo. Il gruppo così affrontava compatto la seconda ascesa a Salmon Hill. Era proprio l’Italia, con tutte e quattro le atlete rimaste in gruppo, a imprimere un’andatura sostenuta durante il secondo passaggio nonostante l’assenza della Fidanza, ormai tagliata fuori dopo l’incidente meccanico e più avanti costretta al ritiro. Molto attive anche le olandesi, in numero di cinque. A metà corsa il gruppo principale era già ridotto ad una trentina di atlete. Ai meno 30 si registrava l’attacco dell’australiana Madeleine Fasnacht, che contribuiva a ridurre ancor più il gruppo delle migliori, che ormai contava non più di una quindicina di atlete. Ai meno 27 avveniva l’attacco di Elena Pirrone (GS Mendelspeck), fresca campionessa del mondo della prova a cronometro junior. L’azzurra transitava tutta sola sotto la linea del traguardo, all’inizio dell’ultimo giro di circuito, con una quindicina di secondi di vantaggio su un gruppetto molto risicato in cui erano ancora presenti tre cicliste azzurre, precisamente Letizia Paternoster (S.C. Vecchia Fontana), Vittoria Guazzini (S.C. Vecchia Fontana) e Nicole D’Agostin (Team Wilier Breganze). La bolzanina raggiungeva un vantaggio massimo di 43 secondi e sia la Paternoster, sia la D’Agostin erano abili a chiudere i tentativi delle avversarie di riprendere l’azzurra. Gli ultimi 20 km erano una vera e propria passerella per la Pirrone che si dimostrava di un’altra categoria e conquistava la seconda maglia iridata. A 12 secondi la danese Emma Jorgensen si prendeva l’argento su Letizia Paternoster, bronzo. L’Italia donne junior mantiene così la maglia iridata dopo l’oro di Elisa Balsamo a Doha lo scorso anno. La gara maschile Under 23 iniziava con l’attacco deciso di un drappello formato da sei ciclisti, l’australiano Jai Hindley (Mitchelton Scott), lo svedese Gustav Höög (Team Coop), il bielorusso Vasili Strokau, il giapponese Atsushi Oka (Utsunomiya Blitzen), il portoghese José Carlos P. Neves Fernandes (Liberty Seguros – Carglass) e l’eritreo Awet Habtom (Bike Aid). Il gruppo, dopo il primo giro, inseguiva a un minuto. Hindley si staccava ma la fuga tornava ad essere di sei uomini con l’inserimento di Masaki Yamamoto, altro atleta giapponese. Intercalato tra il gruppo di testa e quello inseguitore si segnalava un altro drappello di sei ciclisti. A 140 km dalla conclusione, i fuggitivi avevano 2 minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo, per ora tirato a turno da Norvegia e Danimarca. Il drappello di sei ciclisti all’inseguimento del gruppo di testa completava con successo l’inseguimento ed ai sei di testa si aggiungevano quindi l’eritreo Zemenfes Solomon (Centre Mondial du Cyclisme), il marocchino Zahiri Abderrahim (Unieuro Trevigiani – Hemus 1896), il ruandese Samuel Mugisha (Dimension Data for Qhubeka), l’ucraino Vitalii Novakowskyi, l’eritreo Simon Musie e l’ungherese János Pelikán (Amplatz – BMC). Ai meno 100 il vantaggio dei fuggitivi era leggermente calato a 2 minuti. L’ucraino Novakowskyi era il primo ad essere ripreso dal gruppo. AI meno 70 la fuga stava per essere ripresa, visto che iniziavano nuovi scatti dal gruppo degli inseguitori che ormai vedeva il gruppo dei fuggitivi. Ci provava lo statunitense Brandon NcNulty (Rally Cycling), subito braccato dal norvegese Rasmus Tiller (Team Joker Icopal). Anche il russo Pavel Sivakov (BMC Development Team) e lo svizzero Patrick Müller (BMC Racing Team) facevano parte del nuovo gruppo di testa insieme a Hindley e Höög, questi ultimi fuggitivi della prima ora. A questi sei riuscivano ad aggregarsi anche l’inglese Scott Davies (Team Wiggins) e il kazako Yevgeniy Gidich (Vino – Astana Motors) e con loro il gruppo di testa raggiungeva un vantaggio massimo di circa 1 minuto e mezzo. L’Italia rispondeva un po’ in ritardo ma provava a rincorrere inserendo Edoardo Affini (SEG Racing Academy) e Vincenzo Albanese (Bardiani – CSF) nel gruppetto all’inseguimento degli otto di testa. Ai meno 30 il gruppo ritornava compatto. Era la volta del belga Bjorg Lambrecht (Lotto-Soudal U23), che allungava sulla penultima ascesa a Salmon Hill scollinando in prima posizione con una decina di secondi di vantaggio sul gruppo. Il gruppo transitava compatto sul traguardo ed iniziava a percorrere l’ultimo giro del circuito di Bergen. Successivamente si sviluppava un altro contrattacco, su iniziativa di Vincenzo Albanese, che però non impensieriva più di tanto il gruppo, guidato dalla Norvegia, la quale a sua volta perdeva il capitano Kristoffer Halvorsen (Team Joker Icopal). Proprio l’assenza della Norvegia a inseguire, dava il la al tedesco Lennard Kämna (Team Sunweb) che partiva ai meno 13. Ai meno 7 il tedesco veniva raggiunto dal francese Benoît Cosnefroy (AG2R La Mondiale). La coppia manteneva un vantaggio risicato fino all’arrivo, dove Cosnefroy batteva in una volata a due Kämna, mentre per la terza posizione a 3 secondi il danese Michael Carbel Svendgaard (Team Virtu Cycling) regolava il gruppo con l’inglese Oliver Wood (Team Wiggins) quarto e Vincenzo Albanese quinto a chiudere la top five. Domani toccherà agli uomini junior ed alle Donne Élite, prima del gran finale di domenica con la prova degli Uomini Élite. Dalle prime prove in linea si può già avere un’idea di cosa potrà succedere anche in quelle successive: il circuito di Bergen alla lunga si sta rivelando discretamente duro e soprattutto per la prova di domenica, anche in considerazione della distanza vicina ai 270 km, una corsa d’attacco già dai primi chilometri potrebbe ridurre all’osso i pretendenti per la vittoria finale.

Giuseppe Scarfone

ORDINE D’ARRIVO GARA DONNE JUNIOR

1 Elena Pirrone (Italy) 2:06:17
2 Emma Cecilie Norsgaard Jorgensen (Denmark) 0:00:12
3 Letizia Paternoster (Italy)
4 Maria Novolodskaya (Russian Federation)
5 Jade Wiel (France)
6 Pfeiffer Georgi (Great Britain)
7 Clara Copponi (France)
8 Simone Boilard (Canada)
9 Anne-Sophie Harsch (Luxembourg)
10 Evita Muzic (France)
11 Caroline Bohe (Denmark) 0:00:16
12 Sophie Wright (Great Britain)
13 Olha Kulynych (Ukraine) 0:00:40
14 Madeleine Fasnacht (Australia) 0:00:42
15 Hannah Ludwig (Germany) 0:01:40
16 Nicole D’agostin (Italy)
17 Alena Petchenko (Russian Federation) 0:02:02
18 Marta Jaskulska (Poland) 0:04:12
19 Marie Le Net (France)
20 Gyunel Mekhtieva (Russian Federation)
21 Anastasiya Kolesava (Belarus)
22 Lorena Wiebes (Netherlands)
23 Sofia Rodriguez Revert (Spain)
24 Marit Raaijmakers (Netherlands)
25 Franziska Koch (Germany)
26 Misuzu Shimoyama (Japan)
27 Noa Jansen (Netherlands)
28 Viivi Puskala (Finland)
29 Lotte Rotman (Belgium)
30 Karin Penko (Slovenia)
31 Thale Kielland Bjerk (Norway)
32 Sara Martin Martin (Spain)
33 Hannah Gruber-Stadler (Austria)
34 Alana Castrique (Belgium)
35 Lara Krahemann (Switzerland)
36 Aleksandra Stepanova (Russian Federation) 0:04:14
37 Erin J Attwell (Canada)
38 Eva Jonkers (Netherlands)
39 Vittoria Guazzini (Italy)
40 Shari Bossuyt (Belgium) 0:04:30
41 Rozemarijn Ammerlaan (Netherlands) 0:06:17
42 Jessica Roberts (Great Britain) 0:06:56
43 Katharina Hechler (Germany) 0:08:52
44 Maria Martins (Portugal)
45 Maja Perinovic (Croatia)
46 Anhelina Krasko (Belarus)
47 Ricarda Bauernfeind (Germany)
48 Juste Juskeviciute (Lithuania)
49 Daniela Atehortua Hoyos (Colombia)
50 Emeline Eustache (France)
51 Abigail Youngwerth (United States Of America)
52 Megan Heath (United States Of America)
53 Petra Machalkova (Slovakia)
54 Amalie Lutro (Norway) 0:09:59
55 Clara Lundmark (Sweden)
56 Karolina Kumiega (Poland)
57 Greta Karasiovaite (Lithuania)
58 Alyssa Rowse (Bermuda)
59 Anne De Ruiter (Netherlands)
60 Joanna Golec (Poland)
61 Svetlana Pachshenko (Kazakhstan)
62 Martine Gjos (Norway)
63 Laurie Jussaume (Canada)
64 Lauren Murphy (Great Britain) 0:10:01
65 Ariana Gilabert Vilaplana (Spain)
66 Isabel Martin Martin (Spain)
67 Cinthya Teresita Covarrubias Rocha (Mexico)
68 Summer Moak (United States Of America) 0:11:04
69 Elne Owen (South Africa) 0:13:56
70 Maggie Coles-Lyster (Canada) 0:16:09
71 Veronika Myrxina (Kazakhstan) 0:17:34
72 Emelie Roe Utvik (Norway) 0:18:23
73 Chaniporn Batriya (Thailand) 0:18:25
74 Aksana Salauyeva (Belarus) 0:18:37
75 Regina Stegvilaite (Lithuania) 0:19:42
76 Marib Aguirre Mangue (Argentina)
77 Marina Kurnossova (Kazakhstan)
78 Oliwia Majewska (Poland) 0:20:43
79 Alijah Beatty (United States Of America) 0:22:18
80 Johanna Johansson (Sweden) 0:22:23
81 Zayd Hailu (Ethiopia) 0:28:16

ORDINE D’ARRIVO GARA UOMINI U23

1 Benoit Cosnefroy (France) 4:48:23
2 Lennard Kämna (Germany)
3 Michael Carbel Svendgaard (Denmark) 0:00:03
4 Oliver Wood (Great Britain)
5 Vincenzo Albanese (Italy)
6 Damien Touze (France)
7 Max Kanter (Germany)
8 Michal Paluta (Poland)
9 Mark Downey (Ireland)
10 Anders Skaarseth (Norway)

Dopo loro a cronometro Elena Pirrone vola a prendersi anche le insegne del primato nella prova in linea (Tim de Waele/TDWSport.com)

Dopo l'oro a cronometro Elena Pirrone vola a prendersi anche le insegne del primato nella prova in linea (Tim de Waele/TDWSport.com)

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