CUORE DEL CICLISMO: DALLA SANREMO ALLE FIANDRE

marzo 20, 2017
Categoria: Approfondimenti, Copertina

Lasciatasi alle spalle la Milano-Sanremo, l’ultima decade del mese di Marzo è ricca d’appuntamenti che soddisfano i palati degli estimatori del ciclismo. Ci sono le prime grandi classiche del Nord, ma anche alcuni appuntamenti interessanti in ottica Giro d’Italia, come il Giro della Catalogna che scatterà lunedì 20 con una starting list da fare invidia a parecchi organizzatori. In Italia andrà in scena nelle stesse ore la Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, mentre i riflettori si riaccenderanno sul Belgio e sui febbrili primi giorni della “Campagna del Nord”, che avrà le sue prime grandi battaglie sulle strade della Gand-Wevelgem. La tradizionale Tre Giorni de La Panne farà poi da “trait d’union” con il Giro delle Fiandre andando a proporre la triplice ascesa a quel muro di Grammont che tornerà a far parte del tracciato della classica fiamminga dopo un lungo allontanamento.

Consegnata agli annali la 110° edizione della Milano-Sanremo, subito il gruppo si rimetterà in marcia con le classiche e gli appuntamenti dei grandi giri nel mirino. Appena 48 ore dopo l’epilogo in Via Roma della Classicissima, infatti, prenderà il via in Spagna il Giro della Catalogna, che quest’anno si annuncia oltremodo interessante sia per la qualità del percorso, sia per la starting list che “strilla” ai nastri di partenza corridori del calibro degli spagnoli Contador, Valverde e Landa, del britannico tre volte vincitore del Tour Froome, degli olandesi Mollema e Kruijswijk, del costaricense Amador e del polacco Majka, dello statunitense Van Garderen e del britannico Adam Yates, del russo Zakarin e del giovane francesino Alaphilippe che abbiamo recentemente ammirato, non solo alla Sanremo ma anche alla Parigi-Nizza . Dei nomi che contano mancheranno soltanto i nostri Nibali e Aru, reduci da una fallimentare Tirreno-Adriatico, e il colombiano Quintana, che dodici mesi fa s’impose nella classifica finale del Catalogna per soli 7” su Contador e che quest’anno ha deciso di proseguire in patria la preparazione in visti di Giro e del Tour. Con un simile “parterre de roi” gli organizzatori hanno preferito “indorare” ancor più il tracciato inserendo una terza tappa di montagna e una lunga e impegnativa cronometro a squadre. Rimarranno solo le briciole per i velocisti, che avranno dalla loro parte solo la prima delle sette tappe previste, in programma il 20 marzo a Calella su di un circuito di quasi 180 Km movimentato da ben sette salite – su tutte spiccano i 1145 metri del Coll Formic (8,4 Km al 4,7%) a 55 Km dall’arrivo e i 360 metri dell’Alt de Collsacreu (3,4 Km al 4,7%) ai meno 18 – che non dovrebbero impedire comunque una conclusione allo sprint, come accadde lo scorso anno quando, al termine di una frazione dal tracciato quasi identico, s’impose Nacer Bouhanni. Lo sprinter francese fece il bis il giorno successivo ma stavolta sarà impossibile per tutti ripetersi perché la seconda frazione sarà la cronosquadre, nella quale le 25 formazioni in gara dovranno affrontare un tracciato probante per il chilometraggio – si dovranno percorrere quasi 41 Km attorno alla cittadina di Banyoles – e per il percorso poco scorrevole, privo di vere e proprie salite ma mai veramente “tranquillo” altimetricamente: basti pensare che gli organizzatori hanno previsto che la squadra più veloce rimarrà in sella per circa 51 minuti, a un media di 48,5 Km/h, drasticamente più basta rispetto a quella supersonica fatta registrare dalla BMC nella piattissima e drittissima cronosquadre della Tirreno-Adriatico. Si tratterà di una giornata delicatissima anche perché sarà immediatamente seguita dalla prima delle tre frazioni di montagna; lo scorso anno questa si disputò tra Girona e la stazione sciistica della Molina e anche nel 2017 si ritroverà questo traguardo, al termine di una tappa di 188 Km che partirà da Matarò e riproporrà le medesime difficoltà di quel giorno, vale a dire l’ascesa ai 1725 metri dell’Alt de Toses (6,3 Km al 7%) e poi, per due volte, quella che condurrà al traguardo (1700 metri, 12,2 Km al 4,7%) dove andò a segno l’irlandese Daniel Martin e che è proposto al Giro della Catalogna puntualmente dal 2014.
La quarta giornata di gara scoccherà da Llívia, exclave spagnola circondata dal territorio francese, per terminare dopo 194 Km a Igualada, dove il traguardo sarà preceduto di 13 Km dalla cima del Turò del Puig (3 Km al 5,7%), ascesa dopo la quale qualche velocista più resistente degli altri potrebbe anche rimanere davanti. Per i “big” della classifica sarà soltanto una giornata di studio in vista della tappa regina dell’indomani, che da Valls condurrà in 182 Km al massiccio del Ports de Tortosa dove, a 1000 metri di quota, sarà collocato il traguardo più impegnativo della 97a edizione della Volta a Catalunya, 8,4 Km al 9% con rampe fino al 20% che furono “assaggiate” l’ultima volta nel 1991, quando giunse primo lassù il Quintana degli anni ’80, il colombiano “Lucho” Herrara. Il giorno dopo toccherà alla tappa di montagna in più, sulla carta la meno adatta agli scalatori poiché i 190 Km della Tortosa-Reus non proporanno insidie altimetriche negli ultimi 35 Km, ma sulla successione di ascese che s’incontreranno nel tratto precedente, pur se non impegnativa (la più difficile sarà l’ultima, l’Alt de la Musara, 11,6 Km al 5%), se la classifica fosse ancora aperta, potrebbero andare in scena belle azioni tra gli uomini di punta. Ed anche la frazione conclusiva, con il solito circuito collinare del Montjuïc a Barcellona, in questo senso potrebbe avere un certo peso come ci ricorda la gloriosa storia di quest’anello che in due occasioni ospitò i campionati del mondo: ci piace ricordare in particolar modo la vittoria di Gimondi ai mondiali del 1973, a testimonianza dello spessore di un circuito non particolarmente impegnativo ma sicuramente non banale, dove si potrebbe anche tentare di far saltare la classifica proprio all’ultimo momento, se ce ne saranno le possibilità.

Lo stesso giorno dell’atto conclusivo del Giro della Catalogna sulle strade di Sassuolo terminerà un’altra breve ma intesa corsa a tappe, interessante pur non presentando frazioni di montagna: stiamo parlando della 17a edizione della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, corsa “erede” della Settimana Ciclistica Internazionale che si disputò dal 1958 al 1983 in Sardegna e nei dieci anni successivi in Sicilia. Quattro le giornate di gara ma saranno cinque i traguardi a disposizione perché, come tradizione di questa corsa, la prima frazione sarà suddivisa in due semitappe, cominciando con un circuito mattutino caratterizzato dalla triplice ascesa a Longiano, ripida ma breve (1,1 Km al 9,2%), che, con l’ultimo passaggio collocato a 17 Km dal traguardo di Gatteo, non dovrebbe togliere di mezzo del tutto i velocisti, come ci rammenta il successo di Manuel Belletti lo scorso anno, conseguito sullo stesso tracciato. Il pomeriggio del 23 marzo andrà quindi in scena la cronometro a squadre e, anche in questo caso, sarà fedelmente riproposto il pianeggiante tracciato di 13,3 Km sul quale, tra Gatteo a Mare e Gatteo, la prova collettiva della “Coppi e Bartali” puntualmente si disputa sin dal 2014 e che ha visto le affermazioni del Team Sky nel primo anno, della squadra polacca CCC Sprandi Polkowice nel 2015 e dei russi della Gazprom-RusVelo dodici mesi fa, formazioni sempre impostesi con medie superiori ai 50 Km/h.
Anche l’approdo della seconda frazione è diventato in queste ultime edizioni una consuetudine e così per il quinto anno consecutivo ci sarà, partendo da Riccione, l’arrivo a Sogliano al Rubicone, preceduto dai tre passaggi sulla salita di Ville di Monte Tiffi (3,4 Km al 7,9%), il cui ultimo scollinamento sarà collocato a poco meno di 9 Km da un traguardo dove il primo anno, nel 2013, vinse Diego Ulissi. Seguirà la tappa più tranquilla di tutte, interamente pianeggiante e disegnata sulle strade di Crevalcore, anch’esse “habitué” di questa gara che hanno già accolto in cinque occasioni tra il 2011 e il 2015. In mancanza di tappe di montagna, il ruolo di frazione decisiva spetterà a quella collinare dell’ultimo giorno, che si disputerà domenica 26 marzo tra Fiorano Modenese e Sassuolo, dove si giungerà dopo aver ripetuto per quattro volte la salita al GPM del Valico di Fazzano, 1900 metri al 9,8% (ultimo passaggio a 10 Km dal traguardo) che decreteranno il 17° vincitore della corsa intitolati agli indimenticati Fausto Coppi e Gino Bartali.

Non ci saranno solamente corse a tappe nella seconda metà di marzo, periodo nel quale i riflettori torneranno ad accendersi sul Belgio. È arrivamento il momento delle grandi classiche e la prima di queste – anticipata il 22 marzo dalla Dwars Door Vlaanderen e il 24 dall’E3 Harelbeke, corse entrambe parte del calendario dell’UCI World Tour – sarà la Gand-Wevelgem. La 79a edizione della corsa belga si disputerà il 26 marzo lungo un percorso che collegherà in quasi 250 Km la città di Deinze a Wevelgem, sconfinando per qualche chilometro in territorio francese e affrontando complessivamente 10 ascese, la più celebre delle quali è il ripido Kemmelberg, il cui scosceso acciottolato sarà terreno di gara in due occasioni, la prima a 75 Km dal traguardo e l’ultima quando mancheranno 34 Km alla conclusione della meno impegnativa tra le grandi classiche, come testimonia un albo d’oro nel quale s’incontrano parecchi velocisti.

Sette giorni più tardi toccherà all’attesissimo appuntamento con il Giro delle Fiandre, che quest’anno tornerà a proporre nel tracciato il micidiale muro di Grammont, estromesso dal percorso nel 2012, quando il traguardo del finale fu spostato da Meerbeke a Oudenaarde. In attesa di questa grande “rentrée”, ci sarà un’anteprima nella settimana precedente quando il “Muur” sarà affrontato nella prima frazione della Driedaagse De Panne-Koksijde, corsa a tappe nota in Italia come “Tre giorni di La Panne – Koksijde” poiché si disputa nel volgere di 72 ore. La 41a edizione scatterà martedì 28 con la tappa altimetricamente più ostica che, nei 205 Km che si dovranno percorrere tra La Panne e Zottegem, ha in programma due passaggi sul muro – l’ultimo a 16 Km dal traguardo (circa due in più rispetto al finale classico del Fiandre) – e altrettanti su altri due “berg” della classica fiamminga, il Berendries e il Ten Bosse. Il giorno successivo si compirà il percorso geograficamente inverso, dall’interno verso le ventose coste del Mare del Nord, per andare da Zottegem a Koksijde dove, dopo 193 Km di gara, l’epilogo sarà quasi certamente allo sprint trovandosi a metà del cammino, e quindi molto distante dal traguardo, la fase orograficamente più intricata, nella quale si tornerà a pedalare sui ciottoli del Kemmelberg. L’ultimo giorno di gara avrà il suo cuore pulsante nella località di La Panne e sarà imperniato su due semitappe, entrambe completamente pianeggianti se si esclude il microscopico Ruidenberg, nemmeno 50 metri sul livello del mare, inserito nel tracciato della tappa del mattino, ancora destinata alle ruote veloci. Il pomeriggio, invece, si definiranno le sorti della “tre giorni” con una cronometro individuale di 14,2 Km, da disputarsi sullo stesso tracciato sul quale l’anno scorso si impose il polacco Maciej Bodnar mentre l’olandese Lieuwe Westra andava a strappare le insegne del primato per soli 13” al norvegese Alexander Kristoff, che aveva invece conquistato la classifica finale nel 2015.

Lasciatosi alle spalle anche il mese di marzo, il 2 aprile arriverà il turno del Giro delle Fiandre, che nel 2017 presenterà la novità della partenza da Anversa, dopo che per quasi vent’anni la corsa era scattata da Bruges, e – come anticipato – il ritorno del Grammont, inserito sul tracciato a 95 Km dal traguardo, ancora previsto in quel di Oudenaarde. Anche nel 2017, quindi, a decretare il nome del vincitore saranno i 7 muri (su 18 complessivi) che punteggeranno gli ultimi 50 Km, sui quali spiccano per durezza i 600 metri all’11,6% del Koppenberg e i 360 metri al 12,9% del Paterberg, sul quale si svetterà due volte, con l’ultimo scollinamento previsto a 13 Km dal traguardo che dodici mesi fa fu vittoriosamente tagliato da Peter Sagan.

Mauro Facoltosi

I SITI DELLE CORSE

Qui trovate i siti internet delle corse citate nell’articolo

VOLTA CICLISTA A CATALUNYA

www.voltacatalunya.cat

SETTIMANA INTERNAZIONALE DI COPPI E BARTALI

www.gsemilia.it

DWARS DOOR VLAANDEREN / A TRAVERS LA FLANDRE

www.ddvl.eu/nl/ddv/elite-mannen

RECORD BANK E3 HARELBEKE

www.e3harelbeke.be

GENT-WEVELGEM IN FLANDERS FIELDS

www.gent-wevelgem.be/nl/gw/elite-mannen

DRIEDAAGSE DE PANNE-KOKSIJDE

http://driedaagse.be

RONDE VAN VLAANDEREN / TOUR DES FLANDRES

www.rondevanvlaanderen.be/nl/rvv/elite-mannen

Lo scollinamento del muro di Grammont, la ripida verticale fiamminga che questanno tornerà a far parte del tracciato del Giro delle Fiandre (greggranato.files.wordpress.com)

Lo scollinamento del muro di Grammont, la ripida verticale fiamminga che quest'anno tornerà a far parte del tracciato del Giro delle Fiandre (greggranato.files.wordpress.com)

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