FEDRIGO COGLIE L’ATTIMO FUGGENTE

marzo 28, 2010
Categoria: News

Con un attacco a 2 Km dall’arrivo, il francese Fedrigo si aggiudica la frazione d’apertura del Critérium International. Un’azione, la sua, nata nel momento giusto, quando nel gruppo si viveva un attimo di smarrimento per l’imprevista giornata negativa di Contador, che subisce in corsa un attacco allergico. Sfuma così il secondo dei protagonisti annunciati, mentre l’altro suo rivale in corsa, Armstrong, si era già staccato da parecchi chilometri. Con i due litiganti è il terzo incomodo, l’iridato Evans, a rallegrarsi.

Foto copertina: l’arrivo di Fedrigo ai 963 metri del Col de l’Ospedale (foto AFP)

Comincia con il botto la prima giornata del Critérium International. I riflettori, i microfoni e i taccuini sono quasi tutti per Contador e per Armstrong, con qualche particolare attenzione per Cadel Evans, che non susciterà il chiasso mediatico degli altri due, ma rimane pur sempre il campione del mondo in carica. Comunque, un vecchio detto dice che la corsa la fanno le gambe e non i nomi e così questa prima tappa in terra corsa comincia senza tatticismi e calcoli, senza quegli ingredienti che faranno vincere anche le gare, ma non permettono le imprese e non accendono la fantasia degli appassionati.
Partenza quindi senza tatticismi ma con quella frenesia che, però, non favorisce gli attacchi. Al km 9 quando si avvantaggiano Albert Timmer (SKS) e Cédric Pineau (RLM), autori di un tentativo che sembra decollare, raggiungendo un vantaggio superiore ai 9’.
Intanto nel gruppo anche Contador mette fuori la testa e sprinta con successo per il terzo posto al traguardo volante di Pianotolli-Caldarello.
Mentre le avanguardie continuano il loro cammino, il gruppo rosicchia terreno, soprattutto grazie al lavoro della Euskatel-Euskadi. Un po’ l’orografia del sud della Corsica, un po’ la volontà del gruppo di colmare il gap, la fuga finisce dopo 100 km di libera uscita.
La fine del tentativo non riporta certo la tranquillità in gruppo. Cominciano così scatti e tentativi più o meno infruttuosi, che non mettono in saccoccia quei secondi preziosi che permetterebbero una galoppata vittoriosa verso l’arrivo. I luogotenenti di Contador e quelli di Evans fanno buona guardia, mentre Armstrong si tiene defilato fino a staccarsi dal gruppo principale. Con delle premesse così, per i vari Kadri, Willman, Lagutin, Moncoutié e gli altri che in varie occasioni hanno allungato, non rimane altro che la soddisfazione di averci provato.
Gli ultimi a cercare fortuna, quando mancano 2 km al traguardo e si registra la défaillance di un Contador messo fuori gioco da un attacco allergico, sono il portoghese Machado e il francese Fedrigo. Sarà stata l’improvvisa giornata storta del “pistolero” che ha quasi disorientato il gruppo o perché la gamba è quella giusta, fatto sta i due riescono ad andare a giocarsi l’arrivo. Con un ulteriore affondo Fedrigo riesce ad avvantaggiarsi e a transitare da solo sotto il traguardo.
Machado conquista la seconda piazza dopo 15”, mentre il campione olimpico di Pechino Samuel Sanchez è terzo a 21”. Evans chiude 4° a 25” e con lo stesso ritardo si classifica l’italiano Matteo Carrara 6°. Contador arriva 21° a 1’21”, mentre Armstrong perde 5’01”, terminando la tappa al 50° posto.
Il vincitore odierno veste sia la maglia gialla di leader – colore d’ordinanza nelle corse organizzate da ASO – e quella verde della classifica a punti mentre il suo compagno alla Bbox Buygues Telecom, Rolland, fa sua quella a pois di miglior scalatore. Il miglior giovane è il secondo classificato Machado, che oggi porterà a spasso la sua maglia bianca lungo i 75 Km della semitappa mattutina e poi per i 7,7 Km della crono pomeridiana, per la quale si delineano all’orizzonte fuochi artificiali.
La prova che i 175 km della prima frazione sono stati corsi senza risparmiarsi la forniscono i 5 ritiri di giornata (Jouanno, Tronet, Perget, Cobo Acebo ed El Fares) e i ben 7 corridori finiti fuori tempo massimo (Boulo, Timmer, Hang, Louder, Gadret, Raimbekov e l’italiano Possoni), ai quali aggiungere Van der Velde, che ieri mattina non ha potuto prendere il via nella 79a edizione del Critérium International.

Mario Prato

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