THOMAS, VITTORIA SCHIACCIANTE AD HARELBEKE. CANCELLARA CADE E SI RITIRA. ITALIANI PROTAGONISTI

marzo 27, 2015
Categoria: News

Geraint Thomas (Team SKY) vince la 58° edizione dell’E3 Harelbeke uscendo con autorità negli ultimi 4 km dalla ruota di Peter Sagan (Tinkoff Saxo) e Zdenek Stybar (Etixx Quick Step) ed involandosi tutto solo sul traguardo. Il terzetto si è giocato la vittoria dopo essere scollinato per primo sul terribile Oude Kwaremont, a circa 40 km dall’arrivo, ed aver chiuso su Dries Devenyns (IAM Cycling), ultimo componente della fuga di giornata che comprendeva anche l’italiano Kristian Sbaragli (MTN-Qhubeka). Corsa caratterizzata da una caduta nella parte iniziale, per i cui postumi hanno dovuto ritirarsi addirittura Lars Boom (Team Astana) e Fabian Cancellara (Team Trek), due tra i più accreditati favoriti della vigilia.

L’E3 Harelbeke 2015, già balzata agli onori della cronaca da oltre un mese per il manifesto sessista partorito dalla mente degli organizzatori e poi cancellato su ordine dell’UCI, ha sancito ormai, come ogni anno, la piena immersione, se così si può dire, nelle classiche del pavè. Posizionato, infatti, tra la Dwars door Vlaanderen di mercoledì scorso e la Gand Wevelgem di domenica prossima, in attesa della Settimana Santa del ciclismo che si concluderà con l’atteso Giro delle Fiandre di domenica 5 Aprile, la corsa belga giunta alla 58° edizione non ha tradito le aspettative di tifosi e appassionati. Un percorso esigente con partenza ed arrivo ad Harelbeke, che sfiora i 215 km e che comprende nel finale il trittico terribile Kapelberg-Paterberg-Oude Kwaremont, sul quale i classicomani se la sono data come sempre di santa ragione, a beneficio dello spettacolo. Un forfait dell’ultima ora colpiva purtroppo Pippo Pozzato (Lampre Merida), messo ko nella notte da un virus intestinale. Alla partenza un vento piuttosto fastidioso ed una temperatura di poco superiore ai 10° già facevano immaginare la durezza di questa corsa e i ciclisti provavano subito a riscaldarla dando vita a numerosi attacchi nei primi chilometri. In sei riuscivano a evadere dal gruppo dopo una decina di chilometri dalla partenza, precisamente Sean De Bie (Lotto-Soudal), Dries Devenyns (IAM Cycling), Sébastien Turgot (AG2R-La Mondiale), Kristian Sbaragli (MTN-Qhubeka), Andrea Dal Col (Southeast) e Sjoerd van Ginneken (Team Roompot). Il sestetto accumulava 3 minuti di vantaggio intorno al km 30, mentre giungeva la notizia di una caduta generale nel gruppo che coinvolgeva nomi di primo livello come John Degenkolb (Team Giant), fresco vincitore della Milano – Sanremo, Lars Boom (Team Astana), tra l’altro già caduto nella Dwars door Vlaanderen di mercoledì scorso, e Fabian Cancellara (Team Trek). I più malconci e costretti al ritiro immediato erano Niccolò Bonifazio (Lampre Merida), Sebastian Langeveld (Cannondale Garmin) e Robert Wagner (Team Lotto NL Jumbo). Dopo 58 km di corsa il vantaggio della fuga sfiorava i cinque minuti mentre si segnalavano altri quattro ritiri, quelli di Gert Dockx e Vergard Breen, entrambi della Lotto Soudal, e quelli di Amador e Erviti, entrambi della Movistar. Di lì a poco la prima grande sorpresa della corsa era l’abbandono di Fabian Cancellara, che era costretto a ritirarsi per i postumi della caduta, nella quale aveva preso una brutta botta al polso sinistro (le radiografie evidenzieranno poi anche due microfratture vertebrali, per cui la stagione del pavè del campione svizzero può dirsi già conclusa). La prima parte di corsa, falcidiata da cadute e abbandoni, vedeva anche il ritiro di Thomas Voeckler (Team Europcar) e di Frederik Veuchelen (Wanty Goubert), mentre la fuga aumentava il proprio vantaggio a oltre dieci minuti al passaggio nella zona di rifornimento. Il gruppo iniziava a imprimere un ritmo più sostenuto dopo il centesimo chilometro e nel giro di una decina di chilometri, il vantaggio era sceso a 6 minuti. Anche Boom era costretto a mettere il piede a terra per i postumi della precedente caduta, perciò si univa ai ritiri eccellenti di Voeckler, Cancellara e Langeveld. Sul Taainberg Oss (Team BMC) metteva in fila il gruppo con una sparata delle sue e riusciva a ‘trainare’ con sé Matteo Trentin (Etixx Quick Step), Matti Breschel (Tinkoff Saxo) e Tiesj Benoot (Lotto Soudal). I quattro contrattaccanti conservavano una decina di secondi sul gruppo, già molto frazionato, tirato adesso dal Team SKY e dal Team Katusha. Il gruppo ritornava sui quattro ai meno 82 km dall’arrivo, mentre la fuga originaria perdeva ulteriore terreno ed ora era segnalata a poco più di quattro minuti dal gruppo dei migliori. Un terzetto composto da Andriy Grivko (Team Astana), Damien Gaudin (AG2R) e Yoann Offredo (FDJ.fr) provava ad evadere nuovamente dal gruppo principale e riusciva a restare davanti per circa 10 km, ma veniva riassorbito ai meno 64, quando il vantaggio della sestetto in fuga era di soli due minuti e venti secondi. Sul Kortekeer la Tinkoff Saxo aumentava il forcing in testa e finalmente si facevano vedere nelle prime posizioni anche gli uomini della Lotto NL – Jumbo con Vanmarcke, fino adesso piuttosto coperto nella pancia del gruppo; successivamente sul Paterberg si scatenava la bagarre nel gruppo di testa finchè sull’Oude Kwaremont, terz’ultimo e durissimo strappo a 38 km dall’arrivo, Zdenek Stybar (Etixx Quick Step) e Geraint Thomas (Team SKY) prendevano con decisione il comando. Peter Sagan (Tinkoff Saxo) si univa al duo ed i tre raggiungevano, infine, lo stremato Devenyns, ultimo componente della fuga iniziale. Quest’ultimo non riusciva comunque a resistere al ritmo degli altri tre, che si involavano verso il traguardo di Harelbeke collaborando l’un l’altro, nonostante la BMC alle loro spalle cercasse di organizzare il difficile inseguimento. La successiva caduta di Van Avermaet, tradito da una doppia curva velocissima, rallentava la BMC e vedeva il vantaggio del terzetto di testa lievitare fino al minuto di vantaggio. Ai meno 4 Thomas scattava improvvisamente lasciando sul posto Sagan e Stybar. Il gallese sfruttava le sue indiscusse capacità di pistard e si involava tutto solo verso la vittoria mentre Stybar provava inutilmente a ricucire, ma si doveva accontentare accontentare soltanto del secondo posto finale. Sagan, invece, appariva completamente svuotato negli ultimi 3 km ed era addirittura raggiunto e superato dal gruppo inseguitore, che si lanciava nella volata per la terza piazza, conquistata con autorità da Matteo Trentin (Etixx Quick Step) su Alexander Kristoff (Team Katusha), mentre Sep Vanmarcke (Lotto NL – Jumbo) chiudeva la top five. Da segnalare anche la decima posizione di Daniel Oss (Team BMC). Dopo il quinto posto della Parigi Nizza e la vittoria alla Volta ao Algarve Geraint Thomas fa sua la prima corsa in linea del suo palmares 2015 e si candida ancora di più come punta di diamante della SKY per le prossime corse del Nord. Considerando le defezioni contemporanee di Tom Boonen e di Fabian Cancellara il gallese sarà sicuramente un uomo da osservare con molta attenzione.

Giuseppe Scarfone

Il britannico in azione nel finale della classica belga Geraint Thomas (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Il britannico in azione nel finale della classica belga Geraint Thomas (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

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