FOSSANO – RIVAROLO CANAVESE: VELOCISTI AL CONTAGOCCE

maggio 23, 2014
Categoria: News

È una delle ultimissime occasioni per i velocisti. Per molti sarà l’ultima perché, tra chi farà le valigie stasera stessa e chi sarà messo fuori dal Giro dal tempo massimo nelle prossime tappe di montagna, saranno pochi quegli sprinter che arriveranno a giocarsi i traguardi di Vittorio Veneto e Trieste, tra l’altro resi impegnativi da ascese poste in prossimità dei traguardi. Anche viaggiando verso Rivarolo le difficoltà non mancheranno, ma saranno collocate distanti dal finale e, soprattutto, non saranno assolutamente temibili: quasi impossibile sfuggire oggi al ferreo controllo dei “treni”.

Oramai le possono contare sulle dita d’una mano le tappe rimaste a loro disposizione, con il pollice a rappresentare la tappa in questione, l’indice a “indicare” quella di Vittorio Veneto e il medio a impersonare la conclusiva frazione triestina. Per molti di loro, però, l’esercizio si fermerà al pollice perché la Fossano – Rivarolo non solo arriverà alla vigilia delle Alpi, giorno concluso il quale diversi sprinter fanno le valigie e tornano a casa, ma sarà anche l’ultima tappa veramente tranquilla di questo giro. Gli altri due appuntamenti saranno riservati a chi non sarà caduto sotto la scure del tempo massimo e, tra quei fortunati, a chi riuscirà a rimanere a galla nei percorsi più ostici, perché quelle frazioni saranno caratterizzati da finali infarciti di dislivelli.
Le difficoltà altimetriche di questa frazione saranno, invece, piuttosto contenute e sarà quasi impossibile sfuggire alla ferrea regia del gruppo, che terrà sotto stretto controllo i fuggitivi di giornata, impedendo loro di acquisire un vantaggio irrecuperabile e andando quindi facilmente a riassorbirli negli ultimi 30 Km, una volta usciti dal tratto più vallonato di questa facile giornata.
Il Giro si sveglierà oggi in quel di Fossano, all’ombra del quadrilatero castello dei Principi d’Acaja, e farà colazione con uno spuntino di volata perché, a pochi chilometri dal via, ci sarà un passaggio che metterà l’acquolina in bocca a chi punterà al successo di tappa, quando si transiterà in quel di Cervere, la cittadina dove Cavendish si impose allo sprint nella 13a tappa del Giro del 2012, una frazione che come questa si disputava a ventiquattrore dalle grandi montagne che sanciranno la vittoria del danese Hesjedal.
Raggiunto l’importante centro agricolo di Bra, il cui nome deriva dall’orginario “Brayda” e a suo volta attinente al termine latino “praedium” (podere), il tracciato costeggerà per una decina di chilometri il Roero, piccola area collinare incastonata tra le Langhe e il Monferrato (e come queste conosciuta per i suoi vini) che il prossimo anno potrebbe essere oggetto di una finale di tappa, per il quale si è candidato Canale, il capoluogo di questo spicchio di terra.
Si punterà velocemente verso nord, in direzione di Torino, senza però raggiungere il capoluogo regionale che sarà aggirato con un percorso ad arco che dribblerà la Collina Torinese, piccola catena posta all’estremità occidentale del Monferrato e sulla quale troneggia la celebre Basilica di Superga, costruita tra il 1717 e il 1731 su iniziativa di re Vittorio Amedeo II, che la volle come ringraziamento alla Madonna per la fine dell’assedio francese a Torino (1706), mentre Vittorio Amedeo III la trasformerà nella cappella funeraria della famiglia Savoia. Un’altra sepoltura celebre, che rimanda al periodo di transizione dal Regno di Sardegna all’Unità, si trova proprio in apertura di questo “arco”, perché il gruppo transiterà per Santena, dove nella cappella di villa di famiglia riposano le spoglie del conte Camillo Benso di Cavour, spirato il 6 giugno 1861 e che, dunque, potè godersi l’ambito traguardo di Presidente del Consiglio del Regno d’Italia per poco meno di tre mesi. A stroncarlo sarà un attacco di malaria, che aveva contratto in gioventù frequentando le risaie di famiglia nel vercellese: un destino che lo accomuna con quello di un altro grande piemontese, Fausto Coppi, ucciso dallo stesso male quasi cent’anni più tardi.
Attraversata l’importante cittadina di Chieri, dove meritevole d’una sosta è il quattrocentesco Duomo di Santa Maria della Scala, si scavalcherà la catena delle colline monferrine con la facilissima salita della Rezza (circa 1000 metri al 5% e appena una cinquantina di metri di dislivello), oltrepassata la quale si scenderà verso Gassino Torinese, per superare il corso del Po e far quindi l’ingresso nel Canavese, toponimo che identifica la porzione della provincia di Torino situata a nord del capoluogo e chi estende per oltre 2000 km², spaziano dalla pianura padana sino alle alte vette delle Alpi Graie, poste al confine con la Francia e la Valle d’Aosta. Già lo scorso anno il Canavese fu gran protagonista alla corsa rosa ospitando le battute conclusive della tappa di Ivrea e a dodici mesi di distanza tornerà a rivestire questo ruolo, anche se per una frazione meno “promettente” rispetto a quella vinta dallo spagnolo Beñat Intxausti. La prima parte dell’itinerario canavesano attraverserà la porzione di pianura che gravitava attorno all’abbazia cluniacense di Fruttuaria, situata a San Benigno Canavese e che fu fiorentissima in epoca medioevale, quando possedette numerose chiese tra Italia, Germania e Austria: sopressa nel 1848 e trasformata in un istituto salesiano, sarà riaperta al pubblico, dopo un lungo restauro, nel 1990 con una cerimonia svoltasi alla presenza di Papa Giovanni Paolo II.
Poco più avanti inizierà la fase più “difficile” di questa frazione, una trentina di chilometri mollemente movimentati nel corso dei quali si andranno a “baciare” le primissime pendici delle Graie, incontrando pendenze molto lasche che certamente non turberanno i sogni di vittoria dei velocisti. Lasciata la pianura, ci si infilerà su per un lungo e interminabile falsopiano, nel quale la strada tenderà sempre a prender dolcemente quota mentre si attraversarà il territorio della Riserva Naturale della Vauda, istituita nel 1992 per preservare l’area dei “pianalti” del cono alluvionale venutosi a formare al termine dell’ultima era glaciale, in seguito all’accumulo del materiale prodotto dallo scioglimento dei ghiacciai. All’avvicinarsi delle montagne il percorso si arriccerà per qualche chilometro, proponendo le facili salitelle di Rocca Canavese e della Tesia – la più interessante non solo per le pendenze (1200 metri al 6%) ma anche perché metterà in palio qualche punticino per la classifica dei GPM – prima di riguardagnare la pianura in quel di Rivara, località di villeggiatura che alla fine del XIX secolo fu sede dell’omonima “Scuola”, costituita da un gruppo di pittori che venivano in questo centro a trascorrere le vacanze estive e che qui dipingevano ispirandosi alla natura locale e rompendo così con la pittura paesistica di stampo romantico che andava per la maggiore all’epoca. Per i corridori da qui al traguardo il paesaggio vedrà le montagne solo come sfondo e il tracciato tornerà agevole nei rimanenti 30 Km, scorrevoli anche se non propriamente piatti. Una decina di chilometri dopo il passaggio da Rivara il gruppo sarà già sulle strade di Rivarolo, le stesse dove pochi anni fa si aggirò la troupe che girò alcune scene di “Romanzo di una strage”, film dove saranno “spacciati” per veneti (nello specifico di Padova e Arcade) scorci in realtà appartenenti a questo comune piemontese. Ci sarà, dunque, un circuito finale, un anello di 24 Km che consentirà sia di prendere le misure del rettilineo d’arrivo, sia di rientrare facilmente sulle ultime “mine vaganti” per com’è stato confezionato questo finale. Infatti, il circuito presenterà una prima fase di andata verso Cuorgnè in dolce falsopiano e una fase di rientro alla “base” specularmente inversa, dove la strada che tenderà inesorabilmente a scendere, pur senza vere pendenze, aiuterà la vorace marcia del gruppo inseguitore mentre, al contempo, vedrà svanire come neve al sole i “residui” della fuga di giornata.
Nel tratto di “andata” il percorso toccherà il centro di Valperga, presso il quale si trova il Sacro Monte di Belmonte, fondato poco prima dell’anno 1000 da un gruppo di monache benedettine e che costituisce il più occidentale dei nove “Sacri Monti” italiani iscritti nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Effettuato il “giro di boa” a Cuorgnè – centro industriale che ha comunque mantenuto intatto l’aspetto medioevale e che sorge nel luogo dove si trovava l’antico insediamento celtico di Canava, dal quale deriva l’attuale termine “Canavese” – l’itinerario di ritorno inizierà con il passaggio da Castellamonte, dove il gruppo sfilerà accanto alla “Rotonda Antonelliana”, l’unica parte che, a causa dell’esaurirsi delle risorse economiche, l’autore della Mole torinese riuscì a costruire di un’enorme chiesa che, secondo il progetto iniziale, sarebbe dovuta risultare grande quasi come la Basilica di San Pietro in Vaticano.
Il passaggio da Ozegna, con il ricordo dello sprint vincente di Rik Van Linden al Giro del 1976, sarà lo stuzzichino all’imminente sprint, che sarà lanciato una volta superato il ponte sul torrente Orco quando, risalendone l’argine opposto, una lieve pendenza accompagnerà il ritorno a Rivarolo e tirerà idealmente la volata alle grandi ascese da affrontare nei giorni a venire. Ma questo non è un traguardo da grimpeur, oggi i velocisti venderanno cara la pelle per svettare “lassù”!.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella Rezza (380). Superata dalla SP 122 “di Chieri” tra Pavarolo e Gassino Torinese, all’altezza del bivio per Bardassano. Sul pannello di valico è chiamata “Sella la Rezza” ed erroneamente quotata 430 metri. Negli ultimi 22 anni il Giro l’ha affrontata nel 1992 (tappa Saluzzo – Pila), nel 1997 (Racconigi –Breuil Cervinia) e nel 1999 (Racconigi – Oropa), ma non è mai stata valida come GPM.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Fossano, castello dei Principi dAcaja (panoramio)

Fossano, castello dei Principi d'Acaja (panoramio)

Santena, Villa Cavour (www.bed-and-breakfast-torino.it)

Santena, Villa Cavour (www.bed-and-breakfast-torino.it)

Duomo di Chieri (panoramio)

Duomo di Chieri (panoramio)

La basilica di Superga si staglia sullo sfondo delle Alpi (www.regioni-italiane.com)

La basilica di Superga si staglia sullo sfondo delle Alpi (www.regioni-italiane.com)

San Benigno Canavese, Abbazia di Fruttuaria (12alle12.it)

San Benigno Canavese, Abbazia di Fruttuaria (12alle12.it)

Uno scorcio della Riserva naturale della Vauda (www.salviamoilpaesaggio.it)

Uno scorcio della Riserva naturale della Vauda (www.salviamoilpaesaggio.it)

Valperga, Sacro Monte di Belmonte (iluoghidelcuore.it)

Valperga, Sacro Monte di Belmonte (iluoghidelcuore.it)

Castellamonte, Rotonda Antonelliana (www.canavese.it)

Castellamonte, Rotonda Antonelliana (www.canavese.it)

Uno scorcio di Rivarolo Canavese spacciato per trevigiano nel film Romanzo di una strage (www.davinotti.com)

Uno scorcio di Rivarolo Canavese spacciato per trevigiano nel film 'Romanzo di una strage' (www.davinotti.com)

Rivarolo Canavese, Castello di Malgrà (flickr)

Rivarolo Canavese, Castello di Malgrà (flickr)

Lo spicchio del Canavese che ospiterà il circuito finale visto dallalto e, in trasparenza, laltimetria della tredicesima tappa (www.gulliver.it)

Lo spicchio del Canavese che ospiterà il circuito finale visto dall'alto e, in trasparenza, l'altimetria della tredicesima tappa (www.gulliver.it)

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