ARMAGH – DUBLINO: CIAO IRLANDA, UN SALUTO DI VOLATA

maggio 11, 2014
Categoria: News

Il Giro lascia l’Irlanda con un’altra tappa destinata ai velocisti, ben più comoda rispetto a quella disputata il giorno prima. Lontane dall’arrivo le difficoltà altimetriche, i principali disagi giornalieri arriveranno ancora dal vento, anche se i tratti rivieraschi saranno più brevi rispetto a quelli incontrati nel circuito di Belfast. Più scontato l’arrivo allo sprint, dunque, anche se questa sarà ancora una volata resa incerta dalle intemperanze di Eolo.

Sarà un arrivederci veloce quello che il Giro tributerà all’Irlanda alla vigilia del lungo trasferimento verso l’Italia. Il giorno prima sarà quasi certamente volata “piena” – ventagli permettendo – e oggi pomeriggio si replicherà, aiutati stavolta da un tracciato più agevole, con meno tratti esposti e le poche e poco rilevanti insidie altimetriche “ghettizzate” nei chilometri iniziali di una tappa che si disputerà a cavallo di due nazioni, il Regno Unito e l’Éire vero e proprio, toponimo d’origine gaelica che contraddistingue anche l’intera isola e che deriva da quello di Ériu, la divinità che avrebbe aiutato i gaelici a conquistare questa terra. Il filo conduttore di questa giornata dovrebbe essere quello della fuga nascente sulle alture dei primi chilometri, destinata poi a esaurirsi sotto l’incalzare del gruppo entro gli ultimi 100 Km che, a parte due lievi falsipiani, si presenteranno totalmente pianeggianti. Probabile anche, visti la bassa entità dei distacchi fin qui accumulati, un avvicendamento al vertice della classifica e dunque una maglia rosa diversa rispetto a quella vista al raduno di partenza. Questo verrà allestito in quel di Armagh, cittadina considerata la capitale religiosa dell’intera isola, sia per i fedeli di culto cristiano, sia per gli anglicani, poiché considerata fondata da San Patrizio, il monaco d’origine scozzese che nel 431 fu inviato da Papa Celestino I a evangelizzare le isole britanniche. A proposito di pontefici, Armagh è anche la città natale di San Malachia, l’abate vissuto nel XII secolo che è erroneamente conosciuto come l’autore del celebre elenco di profezie sui papi, molto probabilmente un “falso” redatto nel Cinquecento.
Serpeggiando tra i verdi spazi della contea di Armagh, con un andamento sostanzialmente pianeggiante il gruppo si porterà verso le due collinette che oggi metteranno in palio i punti del gran premio della montagna. La prima di queste ascese avrà inizio subito dopo aver attraversato Markethill, villaggio nei cui pressi si trova il castello di Gosford, realizzato nell’800 da Thomas Hopper, uno dei principali architetti londinesi del XIX secolo, e che è il più grande edificio dell’Irlanda del Nord iscritto tra i “Listed Building” (letteralmente “monumento classificato”), l’elenco delle costruzioni del Regno Unito che sono riconosciute e protette per il loro valore storico, architetturale o culturale e che per questo motivo non possono essere alterate, anche quando queste sono ancora in possesso ai proprietari originari. Il GPM sarà collocato a 232 metri di quota, superati 2 Km di strada inclinati al 3,7% (massima del 7%) e i primi 32 Km del tracciato; una ventina di chilometri più avanti s’incontrerà la successiva asperità (2,1 Km al 4,5%, massima dell’8%) quando il gruppo attraverserà per un breve tratto il territorio della Fews Forest, piccola area protetta nella quale si toccherà la “Cima Coppi” della trasferta irlandese, salendo sino a 315 metri. Sfogate le velleità di chi punta alla maglia azzurra in questi primi giorni di Giro, il gruppo prenderà ora a puntare con decisione verso la pianura, sulla quale si giungerà circa 30 Km più avanti, affrontato un tratto a modesti saliscendi che precederà prima il passaggio dal villaggio di Forkhill e poi dal confine di stato. Entrati nell’Éire, il primo grande centro della nazione toccato dai “girini” sarà Dundalk, il capoluogo della contea del Louth, conosciuto agli appassionatissimi di calcio internazionale perché casa del Dundalk Football Club, il secondo club irlandese per numero di vittorie dopo lo Shamrock Rovers Football Club di Dublino.
Incontrato il primo, breve tratto rivierasco di questa tappa, giusto una manciata di chilometri, il percorso tornerà a internarsi per raggiungere la cittadina di Dunleer, passata la quale ci si porterà a Drogheda, dopo essersi messo alle spalle il primo tratto di falsopiano. Importante centro portuale sul Boyne, Drogheda è campo base per interessanti escursioni nei dintorni, dirette all’antico sito monastico di Monasterboice e, soprattutto, al Brú na Bóinne, importante area archeologica iscritta nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e costituita da tre necropoli costruite tra il 3200 e il 2700 a.C.
Riguadagnata la pianura e ritrovate le coste del Canale del Nord, dopo una trentina di chilometri filanti il tracciato tornerà a virare verso l’interno e il cambio di rotta sarà accompagnato dall’ultima difficoltà altimetrica, un altro tratto di strada connotato da pendenze ridicole che inizierà nella località marittima di Skerries. Poi la pianura tornerà a essere unica protagonista di un tracciato che nei rimanenti 36 Km inizialmente peregrinerà ancora sulle strade dell’entroterra, alle spalle del tratto di mare dal quale emerge la verde isola di Lambay, oggi di proprietà privata e sulla quale furono trovate tombe risalenti all’età del bronzo e all’epoca della denominazione romana, quando si chiamava Limni. Basterà poi riavvicinarsi al regno del dio Nettuno per ritrovarsi a combattere con le intemperanze di Eolo, che sovente sferza con forza la penisola di Howth, lembo di terra che il gruppo sfiorerà alla base e sulla quale si trova una delle più antiche dimore della nazione, un castello che fu originariamente innalzato dai normanni e che fu certamente visitato da James Joyce, che ne fece menzione in Finnegans Wake, l’ultima novella del celebre scrittore irlandese, pubblicata due anni prima della sua morte, nel 1939.
Il vento accompagnerà la marcia dei corridori sin sul traguardo, previsto all’ombra della neoclassica Dogana di Berlino (edificio oggi sede ministeriale) poiché anche dopo aver lasciato il mare si pedalerà con le acque a far da sponda, essendo tutto il rettilineo d’arrivo tracciato lungo la riva del fiume Liffey.
Un saluto di volata, dunque… ma bisognerà sudarselo fino all’ultimo per far ciao a piene mani!

Mauro Facoltosi

FOTOGALLERY

Cattedrale di Armagh (www.lookaroundireland.com)

Cattedrale di Armagh (www.lookaroundireland.com)

Castello di Gosford (winteriscoming.net)

Castello di Gosford (winteriscoming.net)

Uno scorcio della Fews Forest (www.geograph.org.uk)

Uno scorcio della Fews Forest (www.geograph.org.uk)

Monasterboice, la Muiredachs High Cross (www.bluffton.edu)

Monasterboice, la Muiredach's High Cross (www.bluffton.edu)

Una delle tombe del Brú na Bóinne (tumblr.com)

Una delle tombe del Brú na Bóinne (tumblr.com)

Isola di Lambay (www.atlasobscura.com)

Isola di Lambay (www.atlasobscura.com)

Castello di Howth (newinireland.com)

Castello di Howth (newinireland.com)

La Dogana di Dublino e, in trasparenza, laltimetria della terza tappa

La Dogana di Dublino e, in trasparenza, l'altimetria della terza tappa

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/20/CustomHouseDublin.JPG

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