RIBLON, IL SIGNORE DELLE CIME

luglio 29, 2013
Categoria: News

Il francese dell’Ag2r stacca i compagni di fuga, tra i quali vi era inizialmente anche Vincenzo Nibali, e diviene il primo atleta nella storia del ciclismo a vincere sia sull’Alpe d’Huez che sul Passo Pordoi, balzando inoltre al terzo posto nella generale a soli 6” dal nuovo leader del Giro di Polonia Rafal Majka. Crolla l’ex maglia gialla Diego Ulissi che chiude con 27′ di ritardo, restano in corsa per il successo finale Eros Capecchi, Domenico Pozzovivo e Ivan Basso.

Foto copertina: dopo l’Alpe d’Huez anche il Pordoi è di Riblon (foto Bettini)

La seconda frazione del Giro di Polonia, ultima tra quelle disputate in Trentino prima del giorno di riposo e del trasferimento in patria, si presentava come la tappa regina della corsa con le scalate, concentrate negli ultimi 70 dei 206 km in programma con partenza da Marilleva e quasi senza soluzione di continuità, del durissimo Passo Pampeago, ascesa di 10,7 km con punte al 16% di pendenza, del più abbordabile Passo Costalunga e infine del Passo Pordoi, salita in verità non impossibile con una pendenza media intorno al 6% ma che ha fatto la storia del Giro d’Italia, anche se non è più stata arrivo di tappa della corsa rosa dal 2001 quando Julio Alberto Perez Cuapio e Gilberto Simoni giunsero assieme al traguardo e il trentino lasciò il successo parziale al messicano conquistando la sua prima maglia rosa. Con una classifica generale già molto delineata dopo la tappa di Madonna di Campiglio diversi atleti avevano sulla carta il via libera per tentare la fuga da lontano e fin dalle prime battute sono andati in avanscoperta Serge Pauwels e Zdenek Stybar (Omega-QuickStep), Bruno Pires (Saxo-Tinkoff), Maciej Paterski (Cannondale), Georg Preidler (Argos-Shimano), Tomasz Marczynski e Bertian Lindeman (Vacansoleil), Johan Le Bon e Sandy Casar (Fdj), Bartosz Huzarski e l’enfant du pays Cesare Benedetti (NetApp-Endura), Danny Pate (Team Sky), Thomas Rohregger (RadioShack), Carlos Madrazo (Movistar), Christophe Riblon (Ag2r) e un Vincenzo Nibali (Astana) già molto lontano in classifica generale che ha interpretato la prova come un allenamento per far crescere la condizione in vista della Vuelta. La presenza di Rohregger e Riblon, distanziati rispettivamente di 1′33” e 2′07” nella generale, ha fatto sì che la Lampre-Merida del leader Diego Ulissi non lasciasse più di 5′ ai battistrada, tra i quali proprio l’austriaco è stato tra i più attivi facendo selezione sul Passo Pampeago, salita che già l’aveva visto protagonista al Giro di un anno fa, e scollinando in solitudine prima di essere ripreso nella successiva discesa da Nibali, Riblon, Stybar, Marczynski, Paterski e Preidler, mentre tutti gli altri ex fuggitivi verranno strada facendo ripresi da un plotone che a sua volta via via perdeva elementi, tra cui Rigoberto Urán (Team Sky), Simon Spilak (Katusha) e Fabian Cancellara (RadioShack). Sul Costalunga Nibali, dando comunque l’impressione di non essere a tutta quanto semplicemente di aver concluso il lavoro previsto nella giornata, si è lasciato sfilare dal drappello dei battistrada e chiuderà molto lontano dai primi ma il vero colpo di scena è avvenuto in gruppo con la Lampre-Merida che ha improvvisamente calato l’andatura, chiaro segnale di un Ulissi non al meglio della condizione. Si scoprirà che il corridore toscano era rimasto vittima di crampi causati forse dal gran caldo: infatti, sul successivo forcing della Saxo-Tinkoff di Rafal Majka Ulissi perderà contatto e taglierà il traguardo con un ritardo di addirittura 27′26”. Con lui hanno ceduto anche altri atleti di spessore come Giovanni Visconti (Movistar), Jelle Vanendert (Lotto-Belisol), Fabio Duarte (Colombia) e Bradley Wiggins (Team Sky). Nel tratto in falsopiano che portava a Canazei, punto d’inizio dell’ascesa verso il Pordoi, la Movistar di Eros Capecchi e l’Euskaltel di Jon Izagirre si sono portate a loro volta in testa al plotone, ridotto a una quarantina di unità, per tentare di ridurre lo svantaggio dai battistrada che, però, non è mai sceso sotto i 2′, più che sufficienti per tenere fino al traguardo ad un corridore del calibro di Riblon che, sebbene in carriera non abbia mai fatto classifica nelle grandi corse a tappe (forse per questioni più mentali che atletiche), già aveva impressionato nel suo recente trionfo in cima all’Alpe d’Huez al Tour de France, percorrendo gli ultimi chilometri quasi allo stesso ritmo di Nairo Quintana e Joaquim Rodrìguez e più velocemente della maglia gialla Chris Froome. Nuovamente il 32enne francese non si è lasciato sfuggire l’occasione replicando con a ruota Rohregger a un velleitario allungo di Paterski, imponendo un’andatura asfissiante che a 9 km dalla vetta ha stroncato la resistenza del polacco e dell’austriaco e tagliando in solitudine il traguardo con 1′02” su Rohregger e 1′18” su Preidler. E’ vero che il Giro di Polonia non è il Giro d’Italia, ma con questo successo Riblon è entrato nella storia del ciclismo come il primo atleta di sempre a trionfare sia in cima al Pordoi, che non era mai stato traguardo di tappa ai tempi di Fausto Coppi, che in cima all’Alpe d’Huez. La corsa dei favoriti si è accesa solo nelle ultime centinaia di metri, dopo che in precedenza ancora la Saxo-Tinkoff con un eccellente Chris Sørensen aveva imposto un ritmo sostenuto del quale hanno fatto le spese Davide Rebellin (Ccc-Polsat) e piuttosto sorprendentemente anche Darwin Atapuma (Colombia), che ci si attendeva a ben altri livelli dopo il secondo posto di Madonna di Campiglio e il successo sul Pordoi al Giro del Trentino di un anno fa. A guadagnare qualche secondo sui rivali sono stati Sergio Henao (Team Sky) e Majka che hanno chiuso 4° e 5° a 1′35” da Riblon con Pieter Weening (Orica-GreenEdge) 6° a 1′38”, Sørensen e Izagirre 7° e 8° a 1′40”, Domenico Pozzovivo (Ag2r) e Capecchi 9° e 10° a 1′44”, un brillante Ivan Santaromita (Bmc) e Robert Kiserlovski (RadioShack) 11° e 12° a 1′47”, Ivan Basso (Cannondale), che come spesso gli accade ha pagato dazio nell’accelerazione conclusiva, 13° a 1′51” e Tanel Kangert (Astana), molto pericoloso alla luce dei 37 km cronometro che concluderanno il Giro di Polonia in quel di Cracovia, 14° a 2′12”, mentre Rebellin ha chiuso 26° a 4′44”, Atapuma 32° a 6′42”, Michele Scarponi (Lampre-Merida) 42° a 9′55” anche se per un certo tratto era stato fermato per attendere Ulissi, Wiggins 53° a 15′40” e Nibali 60° a 23′44”. La nuova classifica generale vede Majka al comando con 4” su Henao, 6” su Riblon che a sua volta è ora da prendere in grande considerazione per il successo finale alla luce delle sue buone qualità nelle prove contro il tempo, 7” su Weening, 9” su Izagirre e Sørensen e 13” su Capecchi e Pozzovivo con Basso 11° a 20”. Le salite, in ogni caso, non mancheranno neppure in Polonia con gli arrivi di Zakopane e Bukowina Tatrzańska ma prima ci sarà spazio per i velocisti a partire dalla terza tappa, 226 km da Cracovia a Rzeszów con l’unico gpm di giornata in località Lubenia a 36 km dal traguardo.

Marco Salonna

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