IL VENTO INCENDIA IL TOUR: RISCOSSA SAXO, BARCOLLA FROOME, SPROFONDA VALVERDE

luglio 12, 2013
Categoria: News

Mark Cavendish si aggiudica in uno sprint ristretto davanti a Peter Sagan una tappa entusiasmante con la formazione di Alberto Contador che si scatena insieme Omega-QuickStep e Belkin provocando il crollo di Valverde, che perde terreno per una foratura e chiude a quasi 10′ di ritardo abbandonando i sogni di podio, e mettendo in difficoltà anche la maglia gialla che rimane senza compagni nel finale e vede ridursi a 2′28” il suo vantaggio su Bauke Mollema e a 2′45” quello su Contador.

Foto copertina: Cavendish vince la tappa degli attacchi al vento (foto AFP)

La tredicesima tappa del Tour de France, 173 km da Tours a Saint-Amand-Montrond, si presentava la classica frazione di trasferimento – in questo caso dal Nord della Francia verso il Mont Ventoux che verrà scalato domenica prima di un’ultima settimana che vedrà i big darsi battaglia senza soluzione di continuità sulle Alpi – con i velocisti a darsi battaglia per il successo parziale e per metà percorso il copione è stato lo stesso delle precedenti tappe pianeggianti con l’Argos-Shimano di Marcel Kittel, uomo da battere alla luce delle tre vittorie già conquistate, la Lotto-Belisol di Andrè Greipel e l’Omega-QuickStep di Mark Cavendish in testa al gruppo a controllare i fuggitivi di giornata Yohann Gène (Europcar), Ruben Perez Moreno (Euskaltel), Luis Mate Mardones (Cofidis), Cyril Lemoine (Sojasun), Kris Boeckmans (Vacansoleil) e Przemyslaw Niemiec (Lampre-Merida), 6° nella classifica generale del Giro d’Italia ma qui distante quasi mezz’ora dalla maglia gialla Chris Froome (Team Sky).
A cambiare improvvisamente le carte in tavola, quando mancavano ancora ben 115 km al traguardo, è stato il vento laterale, che diversi corridori hanno probabilmente sottovalutato alla luce del fatto che non aveva creato scompiglio nelle tappe precedenti, quando pure aveva spirato per larghi tratti. Uno tra i primi a farsi sorprendere è stato Kittel, in compagnia di atleti messi discretamente in classifica come Mikel Nieve e Igor Anton (Euskaltel), Romain Bardet (Ag2r), Daniel Moreno (Katusha) e Josè Serpa (Lampre-Merida). Immediatamente l’Omega-QuickStep ha aumentato il ritmo per impedire il rientro del tedesco, già capace di battere più volte Cavendish allo sprint, andando rapidamente a riprendere i fuggitivi ma la corsa si è definitivamente accesa quando, in vista del rifornimento, il 2° della generale Alejandro Valverde (Movistar) ha forato, venendo atteso da tutti i gregari ad eccezione di Nairo Quintana, rimasto nel gruppo principale. Il Team Sky di Froome e la Saxo-Tinkoff di Roman Kreuziger e Alberto Contador, disinteressato a fare uno sgarbo al suo connazionale, si sono mantenute a ruota ma il Team Belkin di Bauke Mollema e Laurens Ten Dam ha colto l’occasione per eliminare un nome pericoloso dalla lotta per il podio di Parigi andando a tirare a blocco insieme agli Omega-QuickStep e l’azione congiunta di belgi e olandesi ha fatto sì che il ritardo di Valverde, raggiunto strada facendo dal gruppo di Kittel, aumentasse gradualmente finchè negli ultimi km il murciano, complice una Movistar che alla lunga si è sfaldata dimostrando di non avere la stessa forza del tappone di Bagnères de Bigorre, ha mollato del tutto chiudendo con un distacco di 9′54” e uscendo definitivamente dalle zone alte della classifica generale, un po’ come gli era accaduto alla Vuelta 2008 in cui sembrava l’unico a poter contrastare Contador, che chiuse in maglia oro a Madrid.
Il secondo grande colpo di scena è avvenuto a 30 km dal traguardo quando la Saxo-Tinkoff, che fino a quel momento era rimasta alla finestra, ha colto Froome nelle posizioni centrali del gruppo di testa, forte in quel momento di una sessantina di corridori, e si è prodotta in un’accelerazione devastante con i nostri Daniele Bennati e Matteo Tosatto in prima linea insieme a Michael Rogers e Nicolas Roche nel portare avanti Contador e Kreuziger. I soli che sono riusciti ad accodarsi ai 6 atleti della formazione danese sono stati Mollema e Ten Dam, Peter Sagan e Maciej Bodnar (Cannondale), Cavendish, Sylvain Chavanel e Niki Terpstra (Omega-QuickStep) e Jacob Fuglsang (Astana) mentre Froome ha inizialmente tentato di chiudere in prima persona ma poi ha dovuto desistere e, come era avvenuto nella seconda tappa pirenaica, il Team Sky ha palesato un’enorme debolezza con Peter Kennaugh, Geraint Thomas, Ian Stannard e Kanstantin Siutsou che si sono portati in testa a tirare ma ben presto sono rimbalzati indietro, come era già avvenuto molti chilometri prima a Richie Porte e David Lopez Garcia, dando un aiuto molto limitato al loro capitano. Fortunatamente per la maglia gialla sono intervenute a difesa dei rispettivi interessi di classifica la Katusha di Joaquim Rodriguez, l’Ag2r di Jean-Christophe Péraud e la Bmc di Cadel Evans, oltre alla Lotto-Belisol che cercava di riportare sotto Greipel per una possibile volata. L’anglo-keniano ha potuto cavarsela con un distacco di 1′09” rispetto al gruppo di Contador, conservando saldamente la leadership nella generale.
Nelle ultime centinaia di metri il lavoro della Saxo-Tinkoff si è esaurito e Cavendish e Sagan, di gran lunga gli uomini più veloci del plotoncino di testa, si sono giocati il successo di tappa: il britannico si è intelligentemente portato alla ruota dello slovacco nel momento in cui Chavanel si è portato al comando costringendo il rivale a partire molto in anticipo e lo ha saltato senza problemi nei 200 metri conclusivi, conseguendo dopo quello di Marsiglia il suo secondo successo parziale in un Tour che pure non lo vede al massimo della condizione. A sua volta Sagan ha colto il suo settimo piazzamento in zona podio dall’inizio della Grande Boucle precedendo Mollema, Fuglsang, Terpstra, Kreuziger e Contador. Nella nuova classifica generale il vantaggio di Froome si è ridotto a 2′28” su Mollema, 2′45” su Contador, 2′48” su Kreuziger, 3′01” su Ten Dam e 4′38” su Fuglsang risalito al 6° con la maglia bianca Michal Kwiatkowski (Omega-QuickStep) 7° a 4′44” e la mina vagante Quintana 8° a 5′18”. Malgrado lo strapotere fin qui, non sarà facile per il leader, che dispone di un Team Sky lontano parente dell’armata che ha dominato nel 2012, difendere il primato dagli assalti di Saxo-Tinkoff e Belkin che possono contare entrambe su due uomini nelle zone alte. Occasioni per delle imboscate potrebbero presentarsi già nella 14a tappa, 191 km da Saint-Pourçain-sur-Sioule a Lione con 7 gran premi della montagna, sia pure tutti di 3a e 4a categoria, e l’ultima vetta posta ai -10 dal traguardo.

Marco Salonna

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