L’IMPRESA DEL SANCHEZ SOLITARIO

maggio 26, 2013
Categoria: News

Lo spagnolo Luis Leon Sanchez (Blanco) si aggiudica la quinta e ultima tappa del Giro del Belgio dopo una fuga solitaria di 40 chilometri. Il corridore spagnolo della Blanco è riuscito a precedere di una trentina secondi un drappello regolato da Francesco Gavazzi (Astana) e comprendenti anche Philippe Gilbert (BMC), Andreas Kloden (Radioshack) e soprattutto Tony Martin (Omega-Quick Step) che, grazie al quinto posto di oggi, trionfa nella classifica generale della corsa
bissando il successo dello scorso anno.

Foto copertina: Luis Leon Sanchez (Blanco) chiude con il suo successo in solitaria l’edizione 2013 del Giro del Belgio (foto Photopress.be)

E dire che non correva da almeno otto mesi Luis Leon, lasciato ai margini dalle competizioni perché la sua squadra, la Blanco, stava effettuando un indagine interna nei suoi confronti in merito al suo coinvolgimento o meno nella ormai famosa “Operacion Puerto”. In questo periodo sicuramente difficile per lo spagnolo, solo lui sa quanti allenamenti ha terminato pensando a quale sarebbe dovuto essere il suo debutto agonistico: solo a maggio il Team Blanco ha comunicato, in un documento più volte smentito ma successivamente confermato, che Sanchez Gil avrebbe corso il Giro del Belgio.
Considerato il fatto che fosse alla sua prima corsa e che fino a ieri fosse 11esimo della generale con un distacco di 1′11” da Sanchez, si può dire che la sua prestazione fosse di per sé dignitosa; evidentemente ancora serbava molte energie perché vincere oggi con una fuga solitaria di ben 40 chilometri non è cosa da tutti, ma lo è per un corridore dalla classe di Luis Leon che è riuscito inoltre a tagliare il traguardo con un discreto vantaggio sugli inseguitori.
Per quel che riguarda il tracciato, questa quinta tappa, che partiva e terminava a Banneaux dopo 175 chilometri, proponeva un percorso veramente impegnativo con ben tredici “côtes” da affrontare, tra le quali spiccavano la Côte de la Redoute (famosa salita della Liegi-Bastogne-Liegi) e la côte de Banneaux, da ripetere per tre volte ciascuna.
Già nei primi chilometri successivi alla partenza si forma il tentativo di fuga che animerà la giornata per una buona parte della tappa, composto da undici corridori: Van Avermaet (BMC), Leukemans e Hoogerland (Vacansoleil-DCM), De Vreese (Topsport Vlaanderen), Rohregger (Radioshack), Kolobnev (Katusha), Clarke (Argos-Shimano), Nys (Crelan-Euphony), Al (Fidea), Slagter (Blanco) e Meisen (BKCP). Mentre l’arduo compito di controllare un drappello di tale portata spetta all’Omega-Quick Step che mantiene il distacco sempre sotto i due minuti.
I fuggitivi mantengono un buon accordo fino a 60 chilometri dal traguardo quando sul penultimo passaggio sulla Redoute rimane in testa il solo Hoogerland, mentre dal gruppo evadono tre corridori: Zingle (Cofidis) Sanchez Gil (Blanco) e Dumoulin (Argos); questi contrattaccanti riusciranno in pochi chilometri a raggiungere il solitario Hoogerland, invece in gruppo l’Omega inizia a disunirsi dopo quasi una tappa passata a tirare per controllare la corsa.
Sulla successiva salita verso Banneux, penultimo passaggio prima dell’ultimo posizionato sull’arrivo, Sanchez capisce di stare ancora bene, al contrario dei suoi compagni, e istintivamente si porta al comando alzando la velocità: lì nessuno riesce a seguirlo e lo spagnolo parte in solitario cercando di pedalare gli ultimi 40 chilometri come se fosse una cronometro individuale.
Il vantaggio di Luis Leon sul gruppo si mantiene per lungo tempo sopra al minuto, fino all’ultima Redoute dove dal plotone fuoriescono gli altri big, tra cui Gilbert, sul quale si riportano anche Gavazzi. Kloden e Martin; intanto dietro, il plotone non esiste più, sostituito da parecchi gruppetti.
Il passo dei quattro atleti all’inseguimento del fuggitivo è fruttuoso perché il distacco diminuisce fino ai venti secondi, ma negli ultimi chilometri anche tra gli inseguitori di Sanchez non c’è più la convinzione iniziale e infatti non riusciranno più a riprenderlo.
Luis Leon Sanchez festeggia sul traguardo sotto la pioggia come sempre alzando le braccia al cielo in omaggio al fratello Leon Leon morto nel 2006, precedendo di 27” Gavazzi, Gilbert e Martin, di 47” Roelandts, di 1′13” Baugnies, di 1′16” Meisen, di 1′17” Arashiro e Lagutin facenti parte di un gruppetto di otto corridori.
In classifica generale trionfa invece Tony Martin che ottiene la sua seconda vittoria consecutiva nel Giro del Belgio dopo l’affermazione dell’anno scorso, mantenendo 36” di vantaggio su Luis Leon Sanchez e 51” su Philippe Gilbert.

Paolo Terzi

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